Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

martedì 9 dicembre 2003

SOLENNITÀ DELL'IMMACOLATA: ANGELUS, OMAGGIO ALLA VERGINE


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2003 (VIS). "La Chiesa celebra oggi l'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria", ha detto il Papa alle migliaia di pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus.

Il Santo Padre ha affermato che: "Prescelta per essere la Madre del Verbo incarnato, Maria è al tempo stesso la primizia della sua opera redentrice. La grazia di Cristo Redentore ha agito in Lei in anticipo, preservandola dal peccato originale e da ogni contagio di colpa".

"Per questo" - ha continuato il Papa - "Maria è la 'piena di grazia', come afferma l'Angelo quando Le reca l'annuncio della sua divina maternità. La mente umana non può pretendere di comprendere un così grande prodigio e mistero. È la fede a rivelarci che l'Immacolata Concezione della Vergine è pegno di salvezza per ogni umana creatura, pellegrina sulla terra. È ancora la fede a ricordarci che, in forza della sua singolarissima condizione, Maria è nostro sostegno incrollabile nella dura lotta contro il peccato e le sue conseguenze".

Giovanni Paolo II ha invitato i fedeli ad unirsi all'Omaggio alla Vergine Immacolata ed ad unirsi al suo pellegrinaggio nel pomeriggio in Piazza di Spagna. "Con l'odierno pellegrinaggio" - ha detto il Papa - "pertanto, entriamo nel 150° anniversario di quel solenne atto del magistero della Chiesa". Infatti, Papa Pio IX fece porre su una colonna l'effigie della Vergine, a perenne memoria del dogma dell'Immacolata Concezione proclamato l'8 dicembre 1854.

Alle 17:00 il Papa, giunto in autovettura panoramica in Piazza di Spagna per il tradizionale omaggio alla statua dell'Immacolata, ha benedetto un cesto di rose che è stato successivamente deposto ai piedi della colonna dell'Immacolata. Il Papa ha pronunciato una meditazione.

"'Regina della pace, prega per noi!'" - ha esclama il Pontefice - "A Te si volge il nostro sguardo con più forte trepidazione, a Te ricorriamo con più insistente fiducia in questi tempi segnati da non poche incertezze e timori per le sorti presenti e future del nostro Pianeta. A Te, primizia dell'umanità redenta da Cristo, finalmente liberata dalla schiavitù del male e del peccato, eleviamo insieme una supplica accorata e fidente: Ascolta il grido di dolore delle vittime delle guerre e di tante forme di violenza, che insanguinano la Terra. Dirada le tenebre della tristezza e della solitudine, dell'odio e della vendetta. Apri la mente e il cuore di tutti alla fiducia e al perdono!".

Invocando la "Madre di misericordia e di speranza", Giovanni Paolo II ha chiesto di ottenere per gli uomini e le donne del terzo millennio "il dono prezioso della pace; pace nei cuori e nelle famiglie, nelle comunità e fra i popoli; pace soprattutto per quelle nazioni dove si continua ogni giorno a combattere e a morire. Fa' che ogni essere umano, di tutte le razze e culture, incontri ed accolga Gesù, venuto sulla Terra nel mistero del Natale per donarci la 'sua' pace. Maria, Regina della pace, donaci Cristo, pace vera del mondo!".
GPII-IMMACOLATA/…/… VIS 20031209 (500)

MARIA: MODELLO E GUIDA ITINERARIO SPIRITUALE AVVENTO


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, ha dedicato le riflessioni precedenti la recita dell'Angelus, al significato dell'Avvento, invocando Maria Immacolata, la cui festa si celebra domani, "a preparare bene 'la via del Signore' in noi stessi e nel mondo".

Il Santo Padre ha detto: "L'intera Liturgia dell'Avvento fa eco al Precursore, invitandoci ad andare incontro a Cristo che viene a salvarci. Ci prepariamo a rievocarne la nascita avvenuta a Betlemme circa duemila anni fa; rinnoviamo la nostra fede nel suo avvento glorioso alla fine dei tempi. Ci disponiamo al tempo stesso, a riconoscerlo presente in mezzo a noi: Egli infatti ci visita anche nelle persone e negli eventi quotidiani".

"Nostro modello e guida" - ha proseguito il Pontefice - "in questo itinerario spirituale tipico dell'Avvento è Maria, Colei che è beata molto più perché ha creduto in Cristo che perché l'ha generato fisicamente. In Lei, preservata immacolata da ogni peccato e ricolma di grazia, Dio ha trovato la 'terra buona', in cui ha posto il seme della nuova umanità".

Dopo l'Angelus, il Santo Padre ha invitato gli studenti universitari, provenienti da Roma e dall'estero, a partecipare alla Santa Messa che si celebrerà giovedì 11 dicembre, alle ore diciassette, nella Basilica di San Pietro.
ANG/AVVENTO/… VIS 20031209 (260)

MESSAGGIO LX ANNIVERSARIO MOVIMENTO FOCOLARI


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2003 (VIS). Nella ricorrenza del 60° anniversario di fondazione, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha inviato un Messaggio a Chiara Lubich, Fondatrice del Movimento dei Focolari.

Nel documento, datato 4 dicembre, il Santo Padre ricorda che sin dalla fondazione i Focolarini "si sono fatti apostoli del dialogo, quale via privilegiata per promuovere l'unità: dialogo all'interno della Chiesa, dialogo ecumenico, dialogo inter-religioso, dialogo con i non credenti".

"In questi sessant'anni, quanti mutamenti sociali rapidi e sconvolgenti hanno segnato la vita del mondo!" - prosegue il Messaggio - "L'umanità è diventata sempre più interdipendente e, perseguendo interessi passeggeri, ha talora smarrito i propri valori di riferimento ideale. Ed ora rischia di ritrovarsi quasi 'senz'anima', senza cioè il fondamentale principio unificatore di ogni suo progetto ed attività. Penso in particolare al Continente europeo, che conta una bimillenaria tradizione cristiana. All'inizio di un nuovo millennio, s'impone con urgenza il dovere di un rinnovato impegno da parte dei credenti per rispondere alle sfide della nuova evangelizzazione".
MESS/ANNIVERSARIO FOCOLARI/LUBICH VIS 20031209 (180)

PRESA DI POSSESSO TITOLI E DIACONIE DEI NUOVI CARDINALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Nei prossimi giorni sei Cardinali prederanno possesso delle seguenti Chiese titolari e Diaconie in Roma:

Sabato 13 dicembre, alle ore 18:00, il Cardinale Attilio Nicora, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, Diaconia di San Filippo Neri in Eurosia, Via delle Sette Chiese, 103.

Domenica 14 dicembre, alle ore 10:30, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, Diaconia di Sant'Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine, Piazza Sant'Apollinare, 49.

Domenica 14 dicembre alle ore 11:00, il Cardinale Gabriel Zubeir Wako, Arcivescovo Metropolita di Khartoum (Sudan), Titolo di Sant'Atanasio a Via Tiburtina, Via A. Benedetti, 11.

Domenica 14 dicembre, alle ore 11:00, il Cardinale Julián Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Diaconia di Sant'Eugenio, Via delle Belle Arti, 10.

Domenica 14 dicembre, alle ore 11:00, il Cardinale Stephen Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Diaconia di San Giovanni Bosco, in Via Tuscolana, Viale dei Salesiani, 8.

Domenica 14 dicembre, alle ore 11:30, il Cardinale Bernard Panafieu, Arcivescovo Metropolita di Marseille (Francia), Titolo di San Gregorio Barbarigo alla Tre Fontane, Via Montagne Rocciose, 14.
…/POSSESSO TITOLI/… VIS 20031209 (200)

UDIENZA SEMINARISTI SEMINARIO MAGGIORE RADOM POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Nel ricevere questa mattina il Rettore, i Sacerdoti, i Professori, i collaboratori religiosi e laici ed i seminaristi del Seminario Maggiore di Radom (Polonia), il Santo Padre ha ricordato la visita al nuovo Seminario compiuta nel 1991 e l'eredità storica e spirituale della quale i seminaristi sono gli eredi.

Il Santo Padre affermato: "So che in questo anno di formazione vi accompagna il motto: 'Imita ciò che celebrerai' - 'Imitare quod tractabis'. È un invito che ognuno di voi, seminaristi - se Dio vorrà - ascolterà durante la liturgia delle ordinazioni. Solitamente esso viene riferito ai misteri che si racchiudono nell'Eucaristia e nella sua celebrazione. In realtà il più profondo contenuto di questa chiamata sembra scaturire direttamente dalle parole di Cristo: 'Fate questo in memoria di Me'. E la 'memoria di Cristo' è l'intera Sua vita terrena, ma soprattutto la sua pasquale conclusione".

Il Papa ha ribadito che: "Il servizio pastorale di un sacerdote è costituto da una diversità di azioni, delle quali - come dice il Concilio - l'Eucaristia è fonte e culmine. Di qualunque genere esse siano, l'invito ad imitare il loro più profondo senso è sempre attuale e giusto".

"Umanamente non è facile adempiere un simile compito" - ha concluso il Santo Padre. "Nella vostra vita di oggi, e soprattutto nel sacerdozio, non manchi mai il posto per la preghiera. Sì, fate ogni sforzo per prepararvi il meglio possibile ai compiti sacerdotali mediante un solido studio della dottrina - non solo teologica, ma anche di altre discipline che vi aiuteranno nel contatto con l'uomo odierno - oppure mediante l'apprendere una prassi pastorale, ma basate questa preparazione sul solido fondamento della preghiera".
AC/SEMINARISTI:POLONIA/RADOM VIS 20031209 (290)

PARAGUAY: PROMUOVERE MAGGIORE FORMAZIONE CITTADINI


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Nel ricevere oggi le Lettere Credenziali del Signor Marcos Martínez Mendieta, nuovo Ambasciatore della Repubblica del Paraguay presso la Santa Sede, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato: "I buoni rapporti fra il Paraguay e la Santa Sede, che si fondano anche sulle profonde radici cristiane del popolo paraguaiano".

Il Papa ha sottolineato che il Paraguay "è chiamato a prendere parte sempre più attivamente al concerto delle nazioni, perciò deve promuovere in modo permanente una maggiore e più adeguata formazione dei cittadini". In merito il Papa ha auspicato che la più alta qualità dell'educazione renda possibile che: "la formazione integrale della persona sia alla portata di tutti, preparando le nuove generazioni ad assumersi pienamente le proprie responsabilità di cittadini in grado di operare a favore del progresso della Nazione, contribuendo attivamente al bene comune".

Ribadendo l'importanza della "educazione agli autentici valori morali e spirituali, della promozione di una politica culturale che li consolidi e li diffonda", il Santo Padre ha fatto riferimento alla necessità di proporre "detti valori fondamentali, come l'onestà, la serietà, la responsabilità del bene comune, la solidarietà, lo spirito di sacrificio e la cultura del lavoro, la capacità di dialogo e la partecipazione a tutti i livelli, che possono garantire un maggiore sviluppo di tutti i membri della comunità nazionale".

Giovanni Paolo II ha sottolineato che "sono molte le sfide da affrontare per affermare e consolidare un clima di pacifica ed armonica convivenza, nel quale regni la fiducia dei cittadini nelle diverse istituzioni e strutture pubbliche. Queste ultime devono sempre tenere presente la promozione del bene comune (…), perché l'azione governativa deve essere in cima a tutti gli interessi particolari e di partito".

Il Santo Padre ha affermato che per "promuovere il conveniente sviluppo in tutti i campi" sono necessarie "iniziative che incrementino realmente la qualità della vita dei cittadini, in particolare nell'ambito della salute, degli alloggi, delle condizioni lavorative" che si ispirino "ai principi etici che tengono conto dell'uguaglianza e del necessario apporto di sforzi e sacrifici da parte di tutti. L'obiettivo è servire l'uomo paraguaiano nelle sue primarie necessità concrete di oggi e prevenire quelle del domani; lottare con impegno contro la povertà; trasformare le risorse della natura con laboriosità e responsabilità; distribuire più equamente le ricchezze, riducendo le diseguaglianze che generano emarginazione ed offendono la condizione di fratelli, figli di uno stesso Padre e fruitori dei doni che il Creatore ha offerto a tutti gli uomini".
CD/CREDENZIALI/PARAGUAY:MARTINEZ VIS 20031209 (420)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Michael Odogwu Elue, Decano di Teologia al Seminario Maggiore di Uhiele (Nigeria), Vescovo della Diocesi di Issele-Uku (superficie: 3.011.000; popolazione: 883.790; cattolici: 275.300; sacerdoti: 65; religiose: 164), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato a Ute-Ogbeje (Nigeria) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo Emmanuel Otteh, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Robert Brahm, Vescovo Ausiliare di Trier (superficie: 12.870; popolazione: 2.300.000; cattolici: 1.620.662; sacerdoti: 1.184; religiosi: 2.918; diaconi permanenti: 121), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Oberwesel (Germania), ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Finora è stato responsabile dell'ufficio per i sacerdoti presso il dipartimento per il personale della curia diocesana.

- Ha nominato il Sacerdote Jörg Michael Peters, Vescovo Ausiliare di Trier (Repubblica Federale di Germania). Il Vescovo eletto è nato a Altenkessel (Germania), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Finora è stato Parroco a Losheim am See e membro del Consiglio presbiterale della medesima Diocesi.

Sabato 6 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Reverendo Augustin Traoré, finora Rettore del Seminario Maggiore di Bamako (Mali), Vescovo di Ségou (superficie: 55.376; popolazione: 1.752.000; cattolici: 12.000; sacerdoti: 14; religiosi: 23), Mali. Il Vescovo eletto è nato a Banakouru (Mali), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NER:RE:NEA/…/… VIS 20031209 (260)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo Erwin Josef Ender, Nunzio Apostolico nella Repubblica Federale di Germania.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Gabriel Zubeir Wako, Arcivescovo di Khartoum, con l'Ausiliare Vescovo Daniel Adwok.

- L'Arcivescovo Paulino Lukudu Loro, M.C.C.I., di Juba.

Sabato 6 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/… VIS 20031209 (100)

venerdì 5 dicembre 2003

LETTERA APOSTOLICA ANNIVERSARIO "SACROSANCTUM CONCILIUM"


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Nel primo pomeriggio di oggi è stata resa pubblica la Lettera Apostolica del Santo Padre Giovanni Paolo II nel XL anniversario della Costituzione "Sacrosanctum Concilium", sulla Sacra Liturgia. Il Documento, che si compone di 15 punti ed una conclusione, porta la data del 4 dicembre 2003, giorno anniversario della promulgazione. Il Documento è consultabile all'indirizzo: http://www.vatican.va/news_services/bulletin/news/14087.php?index=14087&lang=en.
…/SACROSANCTUM CONCILIUM/… VIS 20031205 (90)

IL MONDO NON PUÒ RIMANERE INSENSIBILE AL PROBLEMA FAME


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti alla XXXII Conferenza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), in corso a Roma dal 29 novembre al 10 dicembre 2003, alla quale sono intervenuti il Signor Jim Sutton, Ministro dell'Agricoltura della Nuova Zelanda, che presiede la sessione di quest'anno, ed il Signor Jacques Diouf, Direttore Generale della F.A.O.

Il Papa ha espresso "l'apprezzamento della Chiesa Cattolica per l'importante servizio che la F.A.O. rende all'umanità" ed ha sottolineato che "oggigiorno esso è più che mai necessario. La fame e la malnutrizione, aggravate dalla crescente povertà, rappresentano una seria minaccia alla pacifica convivenza di popoli e nazioni. Mediante i suoi sforzi per combattere l'insicurezza alimentare che colpisce vaste aree del mondo, la F.A.O. offre un significativo contributo al progresso della pace nel mondo".

"Visto lo stretto rapporto tra fame e pace" - ha proseguito il Pontefice - "è evidente che le decisioni politiche ed economiche e le strategie devono essere sempre più determinate dall'impegno alla solidarietà globale e dal rispetto per i diritti umani fondamentali, compreso il diritto ad una alimentazione adeguata. La dignità umana è compromessa ogniqualvolta il pragmatismo, alieno dalle esigenze oggettive della legge morale, porta a decisioni che beneficiano pochi fortunati mentre ignorano le sofferenze di vasti settori della famiglia umana. Allo stesso tempo, in conformità con il principio della sussidiarietà, gli individui e i gruppi sociali (…), le confessioni religiose, le istituzioni governative ed internazionali, sono tutte chiamate (…) a condividere l'impegno alla solidarietà e alla promozione del bene comune dell'umanità".

Al termine del suo discorso, il Papa ha espresso la certezza che l'Alleanza Internazionale contro la Fame, lanciata dalla F.A.O., si traduca in "decisioni pratiche". "Il mondo non può rimanere sordo davanti all'appello di coloro che chiedono il cibo di cui hanno bisogno per vivere!".
AC/CONFERENZA F.A.O./SUTTON:DIOUF VIS 20031205 (330)

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione della XLI Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2004, che tradizionalmente si celebra la IV domenica di Pasqua.

Nel Messaggio, datato 23 novembre, il Papa esprime la sua gioia nel constatare che "in molte Chiese particolari si formano cenacoli di preghiera per le vocazioni. (…) Si!" - esclama il Pontefice - "La vocazione al servizio esclusivo di Cristo nella sua Chiesa è dono inestimabile della bontà divina, dono da implorare con insistenza e confidente umiltà".

Giovanni Paolo II sottolinea che "Riveste particolare valore la preghiera legata al sacrificio e alla sofferenza. (…) Tanti ammalati in ogni parte del mondo uniscono le loro pene alla croce di Gesù, per implorare sante vocazioni! Essi accompagnano spiritualmente anche me nel ministero petrino che Iddio mi ha affidato, e rendono alla causa del Vangelo un contributo inestimabile, anche se spesso del tutto nascosto".

"Al centro di tutte le iniziative di preghiera sta l'Eucaristia. Il sacramento dell'Altare riveste un valore decisivo per la nascita delle vocazioni e per la loro perseveranza, perché dal sacrificio redentore di Cristo i chiamati possono attingere la forza per dedicarsi totalmente all'annuncio del Vangelo. Alla Celebrazione eucaristica è bene che si unisca l'adorazione del Santissimo Sacramento".

Il Santo Padre auspica che "tutte le comunità cristiane" diventino "'autentiche scuole di preghiera', dove si prega perché non manchino operai nel vasto campo di lavoro apostolico. È poi necessario che la Chiesa accompagni con costante premura spirituale quelli che Dio ha già chiamato", affinché, "rimangano fedeli alla loro vocazione e raggiungano la più alta misura possibile di perfezione evangelica".

"Dalla santità dei chiamati dipende la forza della loro testimonianza, capace di coinvolgere altre persone spingendole ad affidare la propria vita a Cristo. È questa la maniera di contrastare il calo delle vocazioni alla vita consacrata, che minaccia l'esistenza di molte opere apostoliche soprattutto nei Paesi di missione".

Giovanni Paolo II conclude il Messaggio con una preghiera a Dio, nella quale invoca l'intercessione della Vergine, affinché mai vengano a mancare le vocazioni nella Chiesa, e perché aiuti i fratelli e sorelle chiamati a seguire il Signore ed a rispondere "con gioia alla stupenda missione che affidi loro per il bene del tuo Popolo e di tutti gli uomini".
MESS/GIORNATA PREGHIERA VOCAZIONI/… VIS 20031205 (400)

INCONTRO DELEGAZIONI GRAN RABBINATO ISRAELE E SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). La Delegazione del Gran Rabbinato d'Israele per le Relazioni con la Chiesa Cattolica e la Commissione della Santa Sede per i Rapporti religiosi con l'Ebraismo, hanno firmato il 3 dicembre a Gerusalemme, una Dichiarazione Congiunta relativa alla "Importanza degli insegnamenti fondamentali delle Sacre Scritture, che insieme condividiamo, per la società contemporanea e l'educazione delle future generazioni", che è stato anche il tema dell'Incontro delle due Delegazioni, svoltosi dal 1° al 3 dicembre.

L'Incontro attuale è stato preceduto dalla riunione del giugno 2002 a Gerusalemme (Israele), e da quella del febbraio 2003 a Grottaferrata (Italia). Capo della Delegazione della Santa Sede, il Cardinale Jorge María Mejía e Capo della Delegazione del Gran Rabbinato d'Israele, il Rabbino Shear Yashuv Cohen. Nella Dichiarazione Congiunta: "I partecipanti hanno espresso profondo apprezzamento per le decisive dichiarazioni della Santa Sede che ha condannato la violenza contro gli innocenti ed ha denunciato il riemergere di manifestazioni di antisemitismo".

"Gli interventi" - si legge nel testo della Dichiarazione - "sono stati dedicati all'insegnamento fondamentale delle Sacre Scritture, da entrambi condiviso, che proclamano la fede in un Unico Creatore e Guida dell'universo, che ha creato tutti gli esseri umani a Sua Divina Immagine, dotandoli di libero arbitrio. L'umanità è così una famiglia i cui membri condividono la responsabilità morale gli uni verso gli altri. La consapevolezza di questa realtà comporta doveri religiosi e morali, che devono rappresentare un autentico statuto dei diritti e della dignità umana, nel nostro mondo moderno".

"In particolare" - si legge più avanti, - "i responsabili delle religioni e gli educatori hanno lo specifico dovere di istruire le loro comunità affinché seguano le vie della pace per il benessere della società nel suo complesso. Lanciamo questo appello specialmente alla famiglia di Abramo, invitando tutti i credenti a deporre le armi di guerra e distruzione (…). In qualità di responsabili delle religioni condividiamo il dolore di tutti coloro che soffrono in Terra Santa (…), esprimiamo la nostra fervente speranza ed offriamo le nostre preghiere affinché si ponga fine alle prove ed alle tribolazioni nella Terra che è santa per tutti noi".
…/INCONTRO CATTOLICI-EBREI/MEJIA:COHEN VIS 20031205 (360)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Ulises Antonio Gutiérrez Reyes, O. de M., finora Rettore del Seminario Mercedario a Palmira-Tachira (Venezuela), Vescovo di Carora (superficie: 11.708; popolazione: 251.681; cattolici: 237.956; sacerdoti: 28; religiosi: 40; diaconi permanenti: 2), Venezuela. Il Vescovo eletto è nato a Pedregón (Venezuela), nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Succede al Vescovo Eduardo Herrera Riera, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Ramón José Viloria Pinzón, della Fraternità dei Sacerdoti Operai Diocesani del Sacro Cuore di Gesù, Vescovo di Puerto Cabello (superficie: 729; popolazione: 300.000; cattolici: 270.000; sacerdoti: 15; religiosi: 25), Venezuela. Il Vescovo eletto è nato a San Felipe (Venezuela) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Finora Parroco di María Madre de la Iglesia ed Arciprete di La California a Caracas (Venezuela).
NER:RE/…/GUTIÉRREZ:HERRERA:VILORIA VIS 20031205 (160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate due Presuli della Conferenza Episcopale di Francia in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Jean-Claude Boulanger, di Sées.

- Il Monsignore Christian Nourrichard, Amministratore Diocesano di Rouen.
AL/…/… VIS 20031205 (50)

IN BREVE


IL SANTO PADRE HA ASSISTITO QUESTA MATTINA nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico Vaticano, alla prima Predica di Avvento, tenuta da Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., Predicatore della Casa Pontificia, sul tema. "Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione - Riflessioni sulla santità cristiana alla luce dell'esperienza di Madre Teresa di Calcutta". Le meditazioni successive avranno luogo venerdì 12 e 19 dicembre.

GIOVEDÌ 11 DICEMBRE, ALLE 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del volume "Fede e Cultura. Antologia di testi del magistero Pontificio da Leone XIII a Giovanni Paolo II", a cura del Pontificio Consiglio della Cultura. Interverranno il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il Padre Bernard Ardura, O. Praem., Segretario, e il Padre Fabio Duque Jaramillo, O.F.M., Vescovo eletto di Armenia in Colombia, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
…/IN BREVE/… VIS 20031205 (150)

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli scomparsi nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Fernando Ariztía Ruiz, emerito di Copiapó (Cile), il 25 novembre, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Izidor István Marosi, emerito di Vác (Ungheria), il 14 novembre, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Braulio Sánchez Fuentes, S.D.B., Vescovo Prelato emerito di Mixes (Messico), il 18 novembre, all'età di 81 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20031205 (80)

giovedì 4 dicembre 2003

MUSICA IN SINTONIA CON CELEBRAZIONI LITURGICHE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2003 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Chirografo del Santo Padre Giovanni Paolo II per il centenario del Motu Proprio "Tra le sollecitudini", emanato da Papa San Pio X, con l'obiettivo di promuovere il rinnovamento della musica sacra nelle funzioni del culto.

Nel Messaggio, datato 22 novembre, memoria di Santa Cecilia, Patrona della musica, il Papa ribadisce che "la musica destinata ai sacri riti deve avere come punto di riferimento la santità" e sottolinea che "non tutte le forme musicali possono essere ritenute adatte per le celebrazioni liturgiche".

"Canto e musica" - scrive il Pontefice - "devono rispondere anche a legittime esigenze di adattamento e di inculturazione. È chiaro, tuttavia, che ogni innovazione in questa delicata materia deve rispettare peculiari criteri, quali la ricerca di espressioni musicali che rispondano al necessario coinvolgimento dell'intera assemblea nella celebrazione e che evitino, allo stesso tempo, qualsiasi cedimento alla leggerezza e alla superficialità".

"Il sacro ambito della celebrazione liturgica", - scrive ancora il Papa - "non deve mai diventare laboratorio di sperimentazioni o di pratiche compositive ed esecutive introdotte senza un'attenta verifica".

Il Santo Padre precisa inoltre che: "Tra le espressioni musicali che maggiormente rispondono alle qualità richieste dalla nozione di musica sacra, specie di quella liturgica, un posto particolare occupa il canto gregoriano. Il Concilio Vaticano II lo riconosce come 'canto proprio della liturgia romana' a cui occorre riservare a parità di condizioni il primo posto nelle azioni liturgiche in canto celebrate in lingua latina. (…) Il canto gregoriano pertanto continua ad essere anche oggi elemento di unità nella liturgia romana".

Il Papa auspica la promozione del coro e della "schola cantorum", "che svolge nell'assemblea il ruolo di guida e di sostegno e, in certi momenti della Liturgia, ha un proprio ruolo specifico. (…) L'aspetto musicale delle celebrazioni liturgiche, quindi, non può essere lasciato né all'improvvisazione, né all'arbitrio dei singoli, ma deve essere affidato ad una bene concertata direzione nel rispetto delle norme e delle competenze, quale significativo frutto di un'adeguata formazione liturgica".

"Avendo la Chiesa sempre riconosciuto e favorito il progresso delle arti" - aggiunge il Pontefice - "non deve stupire che, oltre al canto gregoriano e alla polifonia, essa ammetta nelle celebrazioni anche la musica più moderna, purché rispettosa sia dello spirito liturgico che dei veri valori dell'arte".

Giovanni Paolo II chiede alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti di: "intensificare l'attenzione (…) al settore della musica sacra liturgica. (…) È importante, infatti, che le composizioni musicali utilizzate nelle celebrazioni liturgiche rispondano ai criteri opportunamente enunciati da San Pio X e sapientemente sviluppati sia dal Concilio Vaticano II che dal successivo Magistero della Chiesa". A tale riguardo il Papa esorta le Conferenze Episcopali ad esaminare accuratamente i testi destinati al canto liturgico ed a prestare speciale attenzione "nel valutare e promuovere melodie che siano veramente adatte all'uso sacro".

Al termine del Messaggio, il Santo Padre ricorda che il Motu Proprio affronta anche "la questione degli strumenti musicali da utilizzare nella Liturgia latina", tra i quali prevale l'uso dell'organo a canne, e conclude affermando: "Occorre tuttavia vigilare perché gli strumenti siano adatti all'uso sacro, convengano alla dignità del tempio, siano in grado di sostenere il canto dei fedeli e ne favoriscano l'edificazione".
MESS/MUSICA SACRA/PIO X VIS 20031204 (560)

ELEZIONE NUOVO PATRIARCA DI BABILONIA DEI CALDEI


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2003 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il nuovo Patriarca di Babilonia dei Caldei, Sua Beatitudine Emmanuel III Delly, canonicamente eletto nel Sinodo dei Vescovi della Chiesa Caldea, convocato in Vaticano il 2 e il 3 dicembre. Il nuovo Patriarca succede a Sua Beatitudine Raphäel I Bidawid, scomparso nel luglio scorso.

Il Santo Padre ha concesso la comunione ecclesiastica richiesta dal nuovo Patriarca, in conformità ai sacri canoni. Nel suo breve discorso Giovanni Paolo II prega il Patriarca ed i Membri del Sinodo, di trasmettere ai fedeli delle comunità di cui sono pastori, "il mio pensiero affettuoso e l'assicurazione della mia preghiera. Il Papa" - ha detto Giovanni Paolo II - "è vicino a tutti gli iracheni e conosce le loro aspirazioni alla pace, alla sicurezza e alla libertà".

"La concordia è tanto più necessaria" - ha ribadito Giovanni Paolo II - "se guardiamo alla vostra terra, oggi più bisognosa che mai di vera pace e di tranquillità nell'ordine. Operare per 'unire le forze' di tutti i credenti in un rispettoso dialogo, che favorisca ad ogni livello l'edificazione di una società stabile e libera".
AC/…/NUOVO PATRIARCA BABILONIA VIS 20031204 (210)

BOSNIA: COLTIVARE AUTENTICO RINNOVAMENTO SPIRITUALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Membri dei Comitati preparatori della Visita Pastorale in Bosnia ed Erzegovina, accompagnati dal Vescovo Franjo Komarica, di Banja Luka, Presidente della Conferenza Episcopale della Bosnia ed Erzegovina, a Roma per ricambiare la Visita pastorale del Santo Padre del 22 giugno scorso.

Ricordando la Beatificazione di Ivan Merz a Banja Luka, il Papa ha auspicato che: "Il suo fulgido esempio di santità incoraggi i laici cattolici ad impegnarsi nel testimoniare il Vangelo, criterio ed orientamento fondamentale dei cristiani di ogni tempo".

Citando le parole del Diario del Beato Merz, del febbraio 1918, "quando l'Europa era in piena guerra ed egli si trovava al fronte. 'Mai dimenticare Dio! Desiderare sempre di unirsi a Lui!'", il Santo Padre ha affermato: "Queste parole rivestono un particolare significato per il vostro Paese, impegnato a superare molte sofferenze, che sono la conseguenza di un regime oppressivo e di una lunga guerra. Potrà superare questa difficile situazione grazie alla realizzazione di istituzioni democratiche a livello politico e amministrativo. Più necessario, comunque, sarà coltivare un autentico rinnovamento spirituale, mediante il quale ci si apra al perdono, alla riconciliazione e al reciproco rispetto dell'identità culturale e religiosa da parte di ciascuno".

Queste sono" - conclude il Pontefice - "le vie che conducono alla creazione di una società prospera e serena, libera e solidale; questo è il cammino che rende possibile il tanto atteso rientro dei profughi e degli esuli nei loro paesi nativi, in un'atmosfera di sicurezza e di piena libertà".
AC/BOSNIA-ERZEGOVINA/KOMARICA VIS 20031204 (270)

IL PAPA RICORDA "HOLODOMOR" (LA GRANDE FAME) UCRAINA


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha indirizzato un Messaggio al Cardinale ucraino Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini ed al Cardinale Marian Jaworsky, Arcivescovo di Lviv dei Latini, in occasione del LXX anniversario del "Holodomor", (la grande fame), l'immane carestia voluta da Stalin contro gli abitanti dell'Ucraina tra il 1932 e il 1933.

Il regime sovietico aveva decretato di requisire tutta la produzione agricola e le derrate alimentari per piegare il Paese, eminentemente agricolo, alla politica della collettivizzazione forzata. Tale provvedimento provocò la scomparsa di intere popolazioni ed i morti, benché il regime abbia avuto cura di cancellare la documentazione, si contano a milioni.

Con il suo Messaggio, redatto in lingua ucraina, il Papa ha voluto, come spiega una Nota esplicativa allegata, "unirsi spiritualmente a quanti, in Ucraina, ricordano le vittime di quella tragedia, invitando le giovani generazioni a ricordare gli eventi passati perché simili sofferenze non si abbiano più a ripetere".

"La doverosa memoria del passato acquista infine," - scrive il Pontefice - "una valenza che travalica i confini di una nazione, raggiungendo gli altri popoli, che sono stati vittime di eventi ugualmente funesti e possono trarre conforto dalla condivisione. (…) Le celebrazioni previste (…) non sono rivolte contro altre Nazioni, ma intendono piuttosto ravvivare nell'animo di ciascuno il senso della dignità di ogni persona, a qualunque popolo essa appartenga. (…) La consapevolezza delle aberrazioni passate si traduce in un costante stimolo a costruire un avvenire più a misura dell'uomo, contrastando ogni ideologia che profani la vita, la dignità, le giuste aspirazioni della persona".

"L'esperienza di quella tragedia", - scrive ancora il Papa - "deve guidare oggi il sentire e l'operare del popolo ucraino verso prospettive di concordia e di cooperazione. Purtroppo, l'ideologia comunista ha contribuito ad approfondire le divisioni anche nell'ambito della vita sociale e religiosa. Occorre impegnarsi per una pacificazione sincera e fattiva. (…) Al sentimento del cristiano suffragio per quanti sono morti (…), si deve accompagnare la volontà di edificare una società dove il bene comune (…) e il diritto delle genti siano guide costanti".

"Raggiungere questo nobile scopo dipende in primo luogo dagli ucraini, ai quali è affidata la custodia dell'eredità cristiana orientale e occidentale, e la responsabilità di saperla far pervenire ad una sintesi originale di cultura e di civiltà. Sta in questo lo specifico contributo che l'Ucraina è chiamata ad offrire all'edificazione di quella 'casa comune europea' nella quale ogni popolo possa trovare conveniente accoglienza nel rispetto dei valori della propria identità".
MESS/HOLODOMOR/HUSAR:JAWORSKY VIS 20031204 (440)
Copyright © VIS - Vatican Information Service