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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 6 marzo 2003

"TRITTICO ROMANO" POESIE DI GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2003 (VIS). "Trittico romano. Meditazioni" è il nuovo libro di poesie del Santo Padre Giovanni Paolo II, presentato, questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, dal Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti anche il Professor Giovanni Reale, che ha presentato un commento critico dei testi e l'attore Nando Gazzolo che ha dato lettura di alcune delle nuove poesie.

Originariamente scritto in lingua polacca, "Trittico romano" è stato pubblicato oggi in lingua italiana, inglese, spagnola e francese. Alla presentazione di questa mattina sono stati invitati anche tutti i Capi Dicastero della Curia Romana

Il Cardinale Ratzinger ha detto nella sua prolusione che: "La prima tavola del trittico romano di Papa Giovanni Paolo II rispecchia l'esperienza della creazione, della sua bellezza, del suo dinamismo. Vi appare l'immagine delle colline boscose, e anche, più forte ancora, l'immagine delle acque che scorrono verso valle, della 'argentata cascata del torrente, che dal monte cade ritmato'. Qui, ha detto il Cardinale, il Papa cerca la 'sorgente'. La ricerca della sorgente, però, adesso lo obbliga a salire, a camminare controcorrente".

"Ritengo" - ha dichiarato il Cardinale - "che sia proprio questa la chiave di lettura delle due tavole seguenti. Esse, infatti, ci guidano nella salita 'controcorrente'. Il pellegrinaggio spirituale compiuto in questo testo conduce verso il 'Principio'. (…) All'inizio era il Verbo. (...) All'arrivo la vera sorpresa è che lo 'inizio' svela anche la 'fine'. (…) Però la vera parola chiave che riassume il pellegrinaggio della seconda tavola del Trittico non è 'Verbo', bensì visione e vedere. Il Verbo ha un volto. Il Verbo - la sorgente - è una visione. Il creato, l'universo proviene da una visione. E l'uomo esce da una visione".

Il Cardinale Ratzinger ha sottolineato che le poesie parlano dello "inizio" e della "fine", e il loro legame appare evidente nelle immagini della Creazione e del Giudizio Universale create da Michelangelo negli affreschi della Cappella Sistina. "Dagli occhi interiori del Papa emerge nuovamente il ricordo dei Conclave dell'agosto e dell'ottobre 1978. (…) Il Papa parla ai Cardinali del futuro Conclave 'dopo la mia morte' e dice che a loro parli la visione di Michelangelo. La parola Con-clave gli impone il pensiero delle chiavi, dell'eredità delle chiavi lasciate a Pietro. Porre queste chiavi nelle mani giuste: è questa l'immensa responsabilità in quei giorni".

Al termine della prolusione, il Cardinale osserva: "L'immenso arco, che è la vera visione del Trittico romano, si rivela chiaramente nella terza tavola, la salita di Abramo e Isacco sul monte di Moria, il monte del sacrifico, del donarsi senza riserve. La salita è l'ultima e decisiva fase del cammino di Abramo, iniziato con la partenza dalla sua patria, Ur dei Caldei; è la fase fondamentale nella salita verso la vetta, controcorrente, verso la sorgente, che è anche la meta".

Il Professor Reale ha detto che "Il 'Trittico romano' di Karol Wojtyla è un testo poetico bello e toccante, ma non è di facile lettura e comprensione" se non si acquisiscono le chiavi appropriate al suo studio. "L'asse portante delle composizioni di Wojtyla 'poeta'" - ha spiegato - "coincide esattamente con quello di Wojtyla 'filosofo' e di Wojtyla 'teologo'. Questo asso portante consiste nella concezione dell'uomo, non solo e non tanto nella sua dimensione terrestre e temporale, ma anche e soprattutto nelle sue origini metafisiche e nel suo destino escatologico, con la complessa e intricata dinamica che ciò comporta".

"Sulla base di quanto abbiamo detto" - ha proseguito il Professor Reale - "sorge un problema di fondo di carattere estetico: è possibile comporre opere 'poetiche' sulla base di concetti 'filosofici' e 'teologici'? La risposta a questo problema è essenziale per comprendere e gustare a fondo il 'Trittico romano' di Giovanni Paolo II". La risposta ha detto il Professor Reale è "sì" perché "il filosofo in quanto creatore di concetti è un 'pensatore', mentre il poeta in quanto creatore di immagini è un 'visionario'. E proprio in quanto 'visionario', il poeta può 'vedere' ed esprimere per 'immagini' ciò che il filosofo e il teologo esprimono per 'concetti'".

"Molti si chiedono" - ha osservato il Professor Reale - "come mai il Sommo Pontefice ha sentito il bisogno di ritornare a comporre opere poetiche, come aveva fatto da giovane. Ma, in primo luogo, va detto che alle composizioni poetiche (pubblicate per lo più sotto pseudonimi) Wojtyla si dedicò per quasi quattro decenni. Va ricordato e ribadito che Wojtyla, oltre che 'teologo', è non solo 'poeta', ma anche 'filosofo' (entro quest'anno verrà edito un volume che contiene tutte le opere filosofiche da lui pubblicate, con il titolo 'Metafisica della persona'".
OP/POESIE:TRITTICO ROMANO/RATZINGER VIS 20030306 (780)

TRADIZIONALE INCONTRO QUARESIMALE CON CLERO DIOCESI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2003 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha tenuto il tradizionale incontro quaresimale con il clero della Diocesi di Roma, ricordando che esso ha luogo "nel XXV anno del mio servizio pastorale quale Vescovo di Roma". Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale della Diocesi di Roma, e i rappresentanti del clero hanno donato al Papa un volume in cui sono stati raccolti i testi dei discorsi a loro rivolti, dal 1979.

Come già nel suo libro del 1996, "Dono e mistero. 50° anniversario del mio sacerdozio", il Santo Padre ha anche oggi sottolineato che il sacerdozio ministeriale è un grande dono di Dio ma anche un mistero "che trova la sua verità e identità nell'essere derivazione e continuazione di Cristo stesso e della missione che Egli ha ricevuto dal Padre".

"Nell'esercizio del nostro ministero e in tutta la nostra vita" - ha proseguito il Pontefice - "siamo veramente uomini di Dio. Non soltanto i fedeli a noi più vicini, ma anche le persone deboli e incerte nella loro fede e lontane dalla pratica della vita cristiana non restano insensibili alla presenza e alla testimonianza di un sacerdote che sia veramente 'uomo di Dio'".

La "via maestra" per "progredire nel cammino della santificazione", ha affermato il Papa, è la preghiera, e il cuore della preghiera cristiana, specialmente per i sacerdoti, è l'Eucaristia. "In realtà non abbiamo alternativa! Se non cerchiamo, umilmente ma fiduciosamente, di progredire nel cammino della nostra santificazione, finiamo per accontentarci di piccoli compromessi, che man mano diventano più gravi e possono sfociare anche nel tradimento, aperto o mascherato, di quell'amore di predilezione con cui Dio ci ha amato chiamandoci al sacerdozio".

Il Santo Padre ha sottolineato che per essere sacerdoti "secondo il cuore di Cristo dobbiamo amare la Chiesa come Egli l'ha amata. (…) Dobbiamo non avere paura di identificarci con la Chiesa spendendoci per essa". Soprattutto, ha detto ancora il Pontefice, un sacerdote deve essere il Buon Pastore, deve amare e servire il suo popolo e deve essere uomo di comunione.

"Quando le difficoltà e le tentazioni pesano sul nostro cuore" - ha concluso il Santo Padre - "ricordiamoci piuttosto della grandezza del dono che abbiamo ricevuto, per essere a nostra volta capaci di 'donare con gioia'. Siamo infatti, soprattutto nel confessionale ma anche in tutto il nostro ministero, testimoni e strumenti della misericordia divina, siamo e dobbiamo essere uomini che sanno infondere speranza e fare opera di pace e di riconciliazione".
AC/CLERO ROMA/RUINI VIS 20030306 (430)

STAZIONE QUARESIMALE PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2003 (VIS). Alle 17:00 di ieri, Mercoledì delle Ceneri, giorno di inizio della Quaresima, ha avuto luogo nella Chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino un momento di preghiera cui ha fatto seguito la processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina, dove il Santo Padre ha presieduto la Liturgia della Parola, e dopo l'omelia, il rito di benedizione e di imposizione delle Ceneri. Il Cardinale Jozef Tomko, del Titolo di Santa Sabina, ha presieduto la Liturgia Eucaristica.

Nell'omelia il Papa ha parlato della dimensione comunitaria della penitenza, ed ha detto: "Specialmente nei momenti difficili, in seguito a una sventura o di fronte a un pericolo, la Parola di Dio, per bocca dei profeti, soleva richiamare i credenti ad una mobilitazione penitenziale: tutti sono convocati, nessuno escluso, dai vecchi ai bambini; tutti uniti per implorare da Dio compassione e perdono".

Il Santo Padre ha osservato che ricevere le Ceneri può sembrare un anacronismo nella società attuale, ma ha aggiunto che le parole che noi ascoltiamo nel ricevere le Ceneri - "Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai" - ci ricordano che noi siamo carne ma anche spirito; la carne morirà e diventerà polvere, "lo spirito è fatto per l'immortalità. Il credente inoltre sa che Cristo è risorto, vincendo anche nel suo corpo la morte".

Ricevere le Ceneri, ha proseguito il Pontefice, significa riconoscersi creature, ma al tempo stesso "proclamarsi peccatori, bisognosi del perdono di Dio per poter vivere secondo il Vangelo. (…) Questa prospettiva di gioia impegna i credenti a fare tutto il possibile per anticipare nel tempo presente qualcosa della pace futura. (…) A questo mirano la preghiera e il digiuno a cui, dinanzi alle minacce di guerra che incombono sul mondo, ho invitato i fedeli".

"La preghiera e il digiuno vanno, però, accompagnati da opere di giustizia" - ha concluso il Papa - "Non ci sarà pace sulla terra sino a quando perdureranno le oppressioni dei popoli, le ingiustizie sociali e gli squilibri economici tuttora esistenti. Ma per i grandi e auspicati cambiamenti strutturali non bastano iniziative ed interventi esterni; si richiede innanzitutto una corale conversione dei cuori all'amore".
HML/MERCOLEDÌ CENERI/… VIS 20030306 (350)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2003 (VIS). Il Papa ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/…/… VIS 20030306 (30)

DICHIARAZIONE CARDINALE LAGHI VISITA AL PRESIDENTE BUSH


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo della dichiarazione rilasciata dal Cardinale Pio Laghi, Inviato Speciale del Santo Padre a Washington, dopo l'incontro di ieri con il Presidente degli Stati Uniti d'America, George W. Bush:

"È stato per me un privilegio essere stato designato Inviato Speciale del Santo Padre per incontrare il Presidente George W. Bush. Ho assicurato il Presidente della grande stima ed affetto di Giovanni Paolo II per il popolo americano e per gli Stati Uniti d'America".

"Scopo della mia visita è stato consegnare un messaggio personale del Santo Padre al Presidente relativo alla crisi irachena, esporre la posizione della Santa Sede e riferire le varie iniziative intraprese dalla Santa Sede per contribuire al disarmo e alla pace in Medio Oriente".

Per rispetto al Presidente e per l'importanza di questo momento, non sono in una posizione tale da discutere la sostanza della nostra conversazione, né posso comunicare il testo della lettera personale del Santo Padre al Presidente".

"La Santa Sede esorta le Autorità civili a prendere in considerazione tutti gli aspetti di questa crisi. A tale riguardo, la posizione della Santa Sede è duplice. Primo, il governo iracheno è obbligato a rispettare completamente e totalmente i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani e di disarmo sotto le risoluzioni dell'O.N.U., nel rispetto delle norme internazionali. Secondo, questi obblighi e il loro adempimento devono continuare ad essere perseguiti nel contesto delle Nazioni Unite".

"La Santa Sede sostiene che ci sono ancora vie pacifiche nel contesto del vasto patrimonio del diritto e delle istituzioni internazionali, che esistono a questo scopo. Una decisione riguardante l'uso della forza militare può essere presa solo entro il contesto delle Nazioni Unite, ma sempre tenendo presenti le gravi conseguenze di un conflitto armato: le sofferenze del popolo iracheno e di quanti sono coinvolti nelle operazioni militari, una ulteriore instabilità nella regione e un divario ancora più forte tra Islam e Cristianesimo".

Desidero sottolineare che c'è grande unità in questa grave questione, fra la Santa Sede, i Vescovi degli Stati Uniti e la Chiesa in tutto il mondo".

"Ho detto al Presidente che oggi, Mercoledì delle Ceneri, i cattolici nel mondo, secondo le indicazioni del Papa, pregano e digiunano per la pace. Il Santo Padre continua a pregare e a sperare che tutti i responsabili che devono prendere decisioni difficili, si ispirino alla ricerca della pace".
…/DICHIARAZIONE:VISITA BUSH/LAGHI VIS 20030306 (410)

mercoledì 5 marzo 2003

CIASCUNO SIA COSTRUTTORE PACE NELLE FAMIGLIE E NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi alla Quaresima, che ha definito: "tempo di più intensa preghiera, di penitenza e di maggiore attenzione ai bisogni dei fratelli". Il Santo Padre ha iniziato al catechesi affermando: "Con l'odierno rito dell'imposizione delle ceneri ci si riconosce peccatori, s'invoca il perdono di Dio, manifestando un sincero desiderio di conversione" e ricordando ai 6.500 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI che oggi, Mercoledì delle Ceneri, è dedicato alla preghiera e al digiuno per la pace del mondo.

Il Santo Padre ha proseguito la catechesi affermando: "Secondo l'antica tradizione della Chiesa, tutti i fedeli sono tenuti quest'oggi all'astinenza dalle carni e al digiuno, con la sola eccezione di coloro che ne siano ragionevolmente impediti per motivi di salute o di età. Il digiuno riveste un grande valore nella vita dei cristiani. (…) Ad essi va unito un sincero desiderio di purificazione interiore, di disponibilità a ubbidire alla volontà divina e di premurosa solidarietà verso i fratelli, particolarmente i più poveri".

"Mentre entriamo nel tempo della Quaresima" - ha detto ancora il Papa - "non possiamo non tener conto dell'attuale contesto internazionale, nel quale si agitano minacciose tensioni di guerra. Occorre da parte di tutti una consapevole assunzione di responsabilità e uno sforzo comune per evitare all'umanità un altro drammatico conflitto. Per questo ho voluto che l'odierno Mercoledì delle Ceneri fosse una Giornata di preghiera e di digiuno per implorare la pace nel mondo. Dobbiamo chiedere a Dio anzitutto la conversione del cuore, nel quale si radica ogni forma di male e ogni spinta verso il peccato; dobbiamo pregare e digiunare per la pacifica convivenza fra i popoli e le nazioni".

Giovanni Paolo II, ricordando di aver voluto riproporre l'invito alla conversione, alla penitenza e alla solidarietà anche nel Messaggio per la Quaresima, dedicato al tema: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere", ha affermato: "Solo convertendosi a questa logica si può costruire un ordine sociale improntato non ad un precario equilibrio di interessi in conflitto, ma ad un'equa e solidale ricerca del bene comune".

"Possa questa Giornata di preghiera e di digiuno per la pace" - ha concluso il Pontefice - "tradursi in gesti concreti di riconciliazione. Dall'ambito familiare a quello internazionale, ciascuno si senta e si faccia corresponsabile della costruzione della pace".
AG/QUARESIMA:PACE/… VIS 20030305 (400)

IL SANTO PADRE RICEVE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BERLUSCONI


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2003 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato nel pomeriggio di ieri la seguente dichiarazione:

"Il Santo Padre ha ricevuto l'Onorevole Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, e l'Onorevole Gianni Letta, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio. L'incontro ha permesso uno scambio di opinioni sull'attuale situazione internazionale, con particolare riferimento alla crisi in Iraq ed in Terra Santa".
OP/UDIENZA BERLUSCONI/NAVARRO-VALLS VIS 20030305 (90)

martedì 4 marzo 2003

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE CAMPAGNA FRATERNITÀ BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio annuale del Santo Padre Giovanni Paolo II alla Chiesa del Brasile all'inizio della tradizionale Campagna della Fraternità. Datato 4 gennaio 2003, e indirizzato al Vescovo Jayme Henrique Chemello, Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, il Messaggio riprende il tema della campagna 2003: "Vita, Dignità e Speranza", sottolineando, in particolare, la solidarietà verso l'anziano.

"La Chiesa" - scrive il Papa - "indica, attraverso il mandato del Redentore, il cammino verso il benessere spirituale e umano, cammino di riconciliazione e di penitenza, attraverso la conversione personale e la solidarietà verso il prossimo". Il Santo Padre scrive inoltre che "oggi tale solidarietà è particolarmente necessaria nei confronti degli anziani" visto che i progressi della medicina hanno determinato l'innalzarsi dell'età media ed una accresciuta longevità. "È perciò necessario realizzare urgentemente programmi di assistenza ai nostri fratelli e sorelle. Ciò richiede un cambiamento di mentalità: dobbiamo sostituire alla cultura utilitaristica e materialistica, che attribuisce valore ad una persona secondo quanto produce e consuma, una cultura che riconosca il valore 'assoluto' di ogni individuo, a prescindere dal suo grado di capacità ed efficienza".

Il Santo Padre esprime la speranza che sia data nuova vita ai programmi sociali e sanitari delle istituzioni pubbliche e private, come pure ai ministeri pastorali diocesani. "I miei pensieri" - afferma il Pontefice - "vanno agli anziani del Brasile, in special modo ai vedovi e alle vedove, ai religiosi anziani e ai nostri cari fratelli nel sacerdozio".
MESS/CAMPAGNA FRATELLANZA/BRASILE:CHEMELLO VIS 20030304 (260)

VESCOVI DELLA SCOZIA RICEVUTI DA GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Vescovi della Scozia al termine della loro Visita "ad Limina Apostolorum", e, nel suo discorso, ha sottolineato "i diversi problemi che rappresentano sfide pastorali per la Chiesa oggi", osservando che in Scozia, "come in molte terre evangelizzate da secoli e con profonde radici cristiane, non esiste più la realtà di una 'società cristiana'".

"La civiltà moderna" - ha proseguito il Pontefice - "malgrado l'alto sviluppo tecnologico, è frequentemente dominata nelle sue pieghe più profonde da una tendenza a escludere Dio o a tenerlo a distanza. (…) La crisi della civiltà deve essere controbilanciata dalla civiltà dell'amore. (…) La nuova evangelizzazione (…) può dimostrarsi uno strumento particolarmente efficace nel promuovere la civiltà dell'amore".

Il Papa ha affermato che la nuova evangelizzazione deve fondarsi sulla speranza, poiché la speranza rafforza la proclamazione del Vangelo, ravviva le comunità di fede, arricchisce la società con i valori evangelici e difende la dignità umana. "La vita cristiana è ravvivata e le iniziative pastorali tendono più prontamente verso il loro fine più autentico: la santità. La santità è aspetto intrinseco ed essenziale della Chiesa (…) ed è dono, dono che a sua volta diventa dovere".

"Il concetto di santità non deve essere considerato straordinario, al di fuori dei confini della normale vita quotidiana. Dio chiama il Suo popolo a condurre una vita santa entro le circostanze ordinarie nelle quali si trova a vivere: a casa, in parrocchia, nel posto di lavoro, a scuola, o sui campi di gioco. Ci sono molte cose nella società che allontanano le persone - qualche volta di proposito - dalla ricerca difficile ma profondamente appagante della santità".

Il Santo Padre ha quindi evocato "un aspetto importante dell'evangelizzazione, l'esigenza profondamente sentita dell'evangelizzazione della cultura" ed ha sottolineato che le culture sono in costante mutamento e "la trasmissione dei valori è ciò che consente alla cultura di sopravvivere e di rifiorire". Il Santo Padre ha affermato che l'evangelizzazione diviene ancora più importante "nelle società dove la fede e la religione, sono ritenute tali da essere limitate alla sfera privata, e perciò non aventi posto in un dibattito pubblico o politico. (…) Se la cultura è il contesto entro il quale l'individuo trascende se stesso, allora rimuovere l'Assoluto da quel contesto, e metterlo da parte come irrilevante, risulta in una pericolosa frammentazione della realtà che provoca crisi, poiché la cultura non sarà più in grado di presentare alle giovani generazioni la fonte del significato e della saggezza che in ultima analisi persegue".

Giovanni Paolo II ha esortato i Vescovi scozzesi a dedicare tempo ed attenzione ai giovani, edificatori della futura civiltà dell'amore e ha sottolineato che "le forze potenti dei media e dell'industria del divertimento" prendono di mira i giovani e cercano di condizionarne il comportamento. "La confusione si crea quando i giovani sono assediati dal relativismo morale e dall'indifferenza religiosa. Come possono affrontare la questione della verità e le esigenze della coerenza nel comportamento morale quando la cultura moderna insegna loro a vivere come se i valori assoluti non esistessero, o dice loro di accontentarsi di una vaga religiosità".

Rivitalizzare la vita cristiana richiede iniziative pastorali e uno sforzo comune da parte di ogni membro della comunità di fede - Vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e laici. La cooperazione sarà particolarmente valida nell'occuparsi del matrimonio e della vita familiare, e "nell'accoglienza che le comunità devono offrire ai rifugiati ed a quanti chiedono asilo".

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ribadendo che la formazione sacerdotale rimane un'alta priorità per i Vescovi. "Oggi più che mai, la Chiesa ha bisogno di sacerdoti santi il cui cammino quotidiano di conversione susciti negli altri il desiderio e la ricerca della sanità alla quale è chiamato l'intero Popolo di Dio". I candidati al sacerdozio, i sacerdoti, ai quali non deve mancare la formazione permanente, devono sforzarsi di vivere "una vita di povertà, di castità e di umiltà, nell'imitazione di Cristo, Sacerdote Supremo ed Eterno, del quale essi sono o diventano icone viventi".
AC/AD LIMINA/SCOZIA VIS 20030304 (720)

DICHIARAZIONE CATTOLICO-EBRAICA SU VITA UMANA E FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2003 (VIS). Dopo un incontro preliminare a Gerusalemme, il 5 giugno 2002, delegazioni di alto livello della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo e del Gran Rabbinato d'Israele si sono incontrate a Grottaferrata (Roma), dal 23 al 27 febbraio 2003. Il Comunicato relativo all'Incontro è stato reso pubblico nel pomeriggio di ieri dalle due delegazioni.

Il Comunicato, datato 26 febbraio, è firmato dal Rabbino Shar Yishuv Cohen, Capo della Delegazione ebraica, e dal Cardinale Jorge María Mejía, Capo della Delegazione cattolica. Gli altri firmatari per la Delegazione ebraica sono stati il Rabbino Ratzon Arrusi, il Rabbino David Broadman, il Signor Oded Wiener e Sua Eccellenza Signor Shmuel Hadas; gli altri firmatari per la Delegazione cattolica sono stati il Vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, il Padre Georges Cottier, O.P., il Padre Elias Shacour, il Monsignor Pier Francesco Fumagalli, il Padre Norbert Hofmann, S.D.B. e l'Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico in Israele.

"Noi dialoghiamo in quanto credenti che hanno radici e patrimonio spirituale comuni. Il dialogo è un valore in sé, ed esclude qualsiasi intenzione di conversione", si legge nel Comunicato. "Noi prendiamo atto delle nostre rispettive tradizioni, e ci rispettiamo reciprocamente nella nostra alterità".

Di seguito riportiamo alcuni estratti della dichiarazione relativi alla santità della vita umana e ai valori della famiglia:

"La santità della vita umana. La vita umana nel nostro mondo ha un valore unico e altissimo. Bisogna rifiutare qualsiasi tentativo di distruggere la vita umana. Dobbiamo inoltre sforzarci di promuovere insieme i diritti umani, la solidarietà fra tutti gli esseri umani, il rispetto per la libertà di coscienza".

"La nostra comune motivazione religiosa relativa a questa affermazione essenziale è fondata sulla dichiarazione biblica, che l'essere umano è creato a immagine del Dio vivente, a Sua somiglianza. Dio è il Santo e il Creatore della vita umana, e l'essere umano è benedetto e chiamato a corrispondere alla Sua santità. Di conseguenza ogni vita umana è santa, sacrosanta e inviolabile".

"La difesa della vita umana è una evidente conseguenza etica di questa convinzione. Tutti i credenti, e in particolare le autorità religiose, devono collaborare per la protezione della vita umana. Ogni attentato alla vita di un essere umano è contrario alla volontà di Dio, è una profanazione del Nome di Dio, contrasta direttamente con l'insegnamento dei profeti. Sopprimere qualsiasi vita umana, compresa la propria, anche se in nome di Dio, è atto sacrilego".

"Come è stato sottolineato ripetutamente da Papa Giovanni Paolo II nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace 2002, nessun leader religioso può giustificare il terrorismo in nessuna parte del mondo. Dichiararsi terrorista in nome di Dio, fare violenza agli altri nel Suo nome, è una profanazione della religione. La violenza terroristica, in qualunque parte del mondo, contraddice la fede in Dio, creatore dell'essere umano, che ha cura di lui e lo ama".

"Non dobbiamo ammettere alcuna uccisione, nel nome di Dio che ordina 'Tu non ucciderai', evitando l'abuso fanatico o violento della religione, come è affermato dai leader religiosi ebraici, cristiani e musulmani nella 'Dichiarazione comune di Alessandria' (gennaio 2002)".

"Tutti gli educatori devono intensificare gli sforzi per predisporre programmi che educhino i giovani al rispetto dell'altissimo valore della vita umana. Contro la tendenza attuale di violenza e di morte nelle nostre società, dobbiamo intensificare la nostra collaborazione con i credenti di tutte le religioni e con tutte le persone di buona volontà, per promuovere una 'cultura della vita'".

"I valori della famiglia. L'istituzione della famiglia procede dalla volontà dell'Onnipotente, che ha creato l'essere umano a immagine di Dio, 'maschio e femmina li creò'. Il matrimonio nella prospettiva religiosa ha grande valore perché Dio ha benedetto questa unione e l'ha santificata".

"La famiglia e l'unità domestica offrono un ambiente d'affetto e protezione che nutre i figli, e garantisce la loro appropriata educazione, fedeli alla propria tradizione e alle proprie credenze. L'unità familiare è il fondamento dell'intera società".

"La rivoluzione tecnologica e dei mezzi di comunicazione ha prodotto indubbiamente cambiamenti positivi nella società. Contemporaneamente, tuttavia, troppo spesso si è sviluppato un influsso negativo sul comportamento della società. Adulti e giovani sono esposti ad aspetti distorti e pervertiti di comportamenti, come la violenza e la pornografia. Come leader religiosi, ci troviamo di fronte alla sfida rappresentata da tali distruttivi sviluppi".

"Più che mai, abbiamo il dovere di educare, nelle case e nelle scuole, ai valori familiari, sulla base delle nostre ricche tradizioni religiose. I genitori devono dedicare molto più tempo e amore ai figli, orientandoli verso atteggiamenti positivi. Tra gli altri importanti valori familiari sono da sottolineare l'amore, l'altruismo, il rispetto per la vita e la responsabilità dei figli e dei genitori, gli uni verso gli altri. In tale prospettiva, non possiamo essere d'accordo con 'modelli alternativi' di unione di coppia e di famiglia".
…/DIALOGO CATTOLICO-EBRAICO/MEJÍA VIS 20030304 (830)

lunedì 3 marzo 2003

VESCOVI ROMANIA DAL PAPA IN VISITA AD LIMINA APOSTOLORUM


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Vescovi della Romania, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", e rievocando la visita nel Paese del maggio 1999, ha detto: "Sono stati giorni indimenticabili, nei quali ho potuto sperimentare l'intenso affetto del popolo romeno per il Papa".

Nel suo discorso in lingua rumena, il Santo Padre ha sottolineato che: "La Chiesa cattolica in Romania, nei due riti che la costituiscono, rappresenta una minoranza molto attiva sul piano spirituale e sociale. So che le vostre Comunità operano a fianco della maggioranza ortodossa del paese, collaborando (…) con spirito di dialogo fraterno e di rispetto reciproco". Il Papa ha fatto quindi riferimento all'importante lavoro della Commissione Mista per il dialogo fra la Chiesa Greco-Cattolica e Ortodossa di Romania.

Il Santo Padre ha proseguito il suo discorso facendo riferimento all'importante ambito della pastorale familiare e ricordando che, a tale riguardo, sono avvenuti alcuni incontri con i fratelli Ortodossi "per un comune discernimento sui problemi che la famiglia sta attraversando". Fra questi problemi, il Pontefice ha individuato: "La fragilità delle coppie, la consistente emigrazione di giovani famiglie verso i Paesi occidentali, la conseguente cura dei figli spesso affidata ai nonni, la forzata separazione dei coniugi, soprattutto quando a partire in cerca di lavoro è la madre, la larga pratica dell'aborto, il controllo delle nascite mediante metodi contrari alla dignità della persona umana".

"Come dimenticare che triste retaggio della dittatura comunista anche nel vostro Paese è la crisi di una visione cristiana della vita?", ha detto ancora il Papa sottolineando inoltre che il compito dell'evangelizzazione della Chiesa è "immane", per cui, "In sintonia con i fratelli della Chiesa Ortodossa romena (…) occorre sviluppare centri di formazione dove i giovani possano conoscere la comune eredità evangelica, per poi testimoniarla in modo incisivo nella società".

Il Santo Padre ha ricordato "l'eroica testimonianza di quei cattolici romeni di ambedue i riti che hanno sostenuto sofferenze indicibili sotto il regime comunista", nominando in particolare il Cardinale Alexandru Todea, scomparso lo scorso anno, ed i sette Vescovi martiri dei quali è in corso il processo canonico di canonizzazione. Il Papa ha poi sottolineato che: "Se è vero che il popolo romeno, nella sua coscienza più profonda, ha saputo resistere al materialismo ateo militante, conservando l'eredità dell'annuncio cristiano, occorre ora far emergere dai cuori dei fedeli questa interiore ricchezza".

"Chiesa di Romania" - ha esclamato il Pontefice - "malgrado le difficoltà tuttora esistenti, non temere! Iddio benedice i tuoi sforzi e ne dà testimonianza il consistente numero di candidati al Sacerdozio nei seminari".

Successivamente il Papa ha fatto riferimento al processo di integrazione della Romania nel più vasto ambito dell'Unione Europea e delle Istituzioni del Continente, ed ha detto che si tratta di un dato positivo, ma non privo di rischi, in particolare se la Romania finisce col dimenticare il suo patrimonio cristiano, facendosi condizionare "dal consumismo e dall'individualismo egoistico". Il Santo Padre ha esortato il popolo rumeno a ricordare che "non ha solo qualcosa da ricevere, ma ha anche una ricca eredità spirituale, culturale e storica da offrire a beneficio dell'unità e della vitalità dell'intero Continente".

Il Santo Padre ha proseguito il suo discorso dedicando le sue riflessioni all'urgente necessità di realizzare la piena unità fra i cristiani, affermando: "Prego il Signore che giunga al più presto il giorno benedetto in cui cattolici e ortodossi possano insieme comunicare alla stessa sacra Mensa".

Infine il Papa ha parlato delle due tradizioni esistenti fianco a fianco da secoli nel Paese, "quella latina e quella bizantina, che insieme abbelliscono il volto dell'unica Chiesa. Voi operate quasi come in un 'laboratorio' spirituale, dove le ricchezze della cristianità indivisa possono mostrare tutta la loro forza e la loro vitalità".
AL/…/ROMANIA VIS 20030303 (640)

TRADIZIONALE INCONTRO SANTO PADRE E SEMINARIO ROMANO


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2003 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto, nell'Aula Paolo VI, il Rettore, il personale, i seminaristi e la "intera famiglia spirituale" del Pontificio Seminario Romano Maggiore in occasione della Festa della Madonna della Fiducia. Dopo l'ascolto dell'Oratorio composto dal Maestro Monsignor Frisina, ispirato alla vita e al messaggio di santità di Suor Faustina Kowalska ed eseguito dai seminaristi e dal coro diocesano, il Santo Padre ha pronunciato un breve discorso.

Tradizionalmente l'incontro del Santo Padre con la comunità del Pontificio Seminario Romano Maggiore ha luogo nel Seminario stesso, adiacente alla Basilica di San Giovanni in Laterano, il giorno della Festa della Madonna della Fiducia, festa mobile che ricorre il sabato precedente il Mercoledì delle Ceneri.

Il Seminario Romano, fondato nel 1565, inizialmente si trovava nella sede del Collegio Romano, fondato da Sant'Ignazio di Loyola nel 1551 ed amministrato dai Gesuiti fino alla soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773. Successivamente, con il nome di Seminario Romano, ebbe sede in vari palazzi di Roma, fin quando non fu stabilita la sede definitiva nelle adiacenze della Basilica di San Giovanni in Laterano. L'attuale Cappella è dedicata alla Madonna della Fiducia che, secondo gli archivi del Seminario, divenne Patrona del Pontificio Collegio nel 1837, a seguito di un voto formulato durante una spaventosa epidemia di colera.

Il Santo Padre ha dedicato il suo discorso alla "invocazione ormai nota in tutto il mondo: 'Gesù, confido in te!' È semplice ma profondo questo atto di fiducia e di abbandono all'amore di Dio", che "è capace di trasformare la vita. Nelle immancabili prove e nelle difficoltà dell'esistenza, come nei momenti di gioia e di entusiasmo, affidarsi al Signore infonde pace nell'animo, induce a riconoscere il primato dell'iniziativa divina e apre lo spirito all'umiltà e alla verità".

"Nel cuore di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "trova pace chi è angustiato dai crucci dell'esistenza; ottiene sollievo chi è afflitto dalla sofferenza e dalla malattia; sperimenta la gioia chi si sente stretto dall'incertezza e dall'angoscia, perché il cuore di Cristo è abisso di consolazione e di amore per chi a Lui ricorre con fiducia".

Il Santo Padre ha quindi ricordato le parole che Maria rivolge ai servi alle nozze di Cana: "'Fate quello che vi dirà', (…) parole che incoraggiano a fidarsi di Cristo" ed ha aggiunto che Maria "straordinaria Maestra di vita spirituale", con Gesù "ha condiviso gioie e apprensioni, attese e sofferenze sino al supremo sacrificio della Croce; con Lui ha poi condiviso l'esultanza della risurrezione e, in preghiera con gli Apostoli nel Cenacolo, ha atteso la discesa dello Spirito Santo".

Il Papa, continuando a parlare a braccio, ha ricordato ai seminaristi i suoi giorni di seminario "clandestino" in Polonia, quando, con l'occupazione nazista, tutti i seminari del Paese erano stati chiusi. Tuttavia, ha detto il Papa, "Il Cardinale Sapieha, il mio Vescovo di Cracovia, aveva organizzato un seminario 'clandestino' e io appartenevo a quel 'seminario' clandestino, si può dire 'catacombale'".

Giovanni Paolo II, continuando a parlare a braccio, ha detto di essere tornato con la memoria al passato, durante l'esecuzione dell'Oratorio, a Suor Faustina, vissuta e sepolta a Cracovia, "in una località che si chiama Lagiewniki. Proprio accanto a Lagiewniki era la fabbrica chimica della Solvay, dove ho lavorato come operaio durante i quattro anni della guerra e dell'occupazione nazista. Mai avrei potuto pensare, in quei tempi in cui ero operaio, che un giorno da Vescovo di Roma avrei parlato di quell'esperienza ai seminaristi romani".

Il Papa ha ammesso di non aver mai dimenticato la sua esperienza di operaio e di seminarista "clandestino" ed ha ricordato il turno di otto ore, i libri di metafisica e filosofia che leggeva, grazie all'aiuto dei colleghi operai che "si sono meravigliati un po'", ma che gli dissero: "Ti aiuteremo, puoi anche riposare e noi al tuo posto cercheremo di sorvegliare", così che poté sostenere gli esami di filosofia e metafisica. Infine il Papa ha ricordato di esser riuscito a vivere quegli anni 'clandestini' grazie alla fiducia in Dio e in Sua Madre.
AC/SEMINARIO ROMANO/… VIS 20030303 (450)

CARDINALE LAGHI INVIATO SPECIALE DEL PAPA IN U.S.A.


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2003 (VIS). Questa mattina il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la dichiarazione che segue:

"Nel contesto della crisi irachena, il Santo Padre ha designato, quale Suo Inviato Speciale presso il Presidente degli Stati Uniti il Signor Goerge W. Bush, Sua Eminenza il Cardinale Pio Laghi. Il Cardinale, che lascerà Roma nei prossimi giorni, sarà latore di un messaggio di Sua Santità e avrà modo di illustrare la posizione e le iniziative intraprese dalla Santa Sede per contribuire al disarmo e alla pace in Medio Oriente".
OP/LAGHI:INVIATO:USA/NAVARRO-VALLS VIS 20030303 (110)

STRETTO LEGAME TRA IL LAVORO E LA DIGNITÀ DELLA PERSONA


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto 350 Dirigenti, Funzionari e Collaboratori del Gruppo Olivetti Tecnost e ricordando la sua visita, nel 1990, alle Officine Olivetti di Ivrea, ha affermato: "Sono lieto di accogliere tutti voi, che rappresentate uno dei gruppi industriali maggiormente impegnati nell'attuale fase di riorganizzazione e di rilancio dei settori produttivi dell'economia italiana".

Il Papa ha osservato che nell'attuale momento storico, contraddistinto da "contraddizioni" e "problemi", ma non privo "di spinte e stimoli innovativi", "risulta di fondamentale importanza tener ben presente lo stretto legame che esiste tra il lavoro e la dignità della persona. (…) È un'occasione privilegiata per riaffermare la centralità dell'uomo nelle diverse tappe della progettazione, della produzione, della messa in commercio e dell'uso dei beni di consumo".

Ricordando la figura del fondatore, Ingegnere Adriano Olivetti, "stimato imprenditore, che riteneva il lavoro una singolare opportunità di crescita umana per tutti" come anche "occasione favorevole per instaurare rapporti di collaborazione e di solidarietà tra le persone", il Santo Padre ha affermato che gli sforzi compiuti per creare un'azienda e nuovi posti di lavoro "risulteranno tanto più efficaci, quanto più si ispireranno ai principi etici, culturali e religiosi del lavoro".
AC/LAVORO:DIGNITÀ/OLIVETTI VIS 20030303 (210)

MERCOLEDÌ DELLE CENERI: PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato ai fedeli convenuti questa mattina in Piazza San Pietro che, il 5 marzo, "Mercoledì prossimo - Mercoledì delle Ceneri - entreremo nella Quaresima. (…) Quest'anno intraprenderemo l'itinerario penitenziale verso la Pasqua con un più forte impegno di preghiera e di digiuno per la pace, messa in forse da crescenti minacce di guerra".

Il Santo Padre ha ricordato inoltre che: "Già domenica scorsa ho avuto modo di annunciare quest'iniziativa, che intende coinvolgere i fedeli in una fervorosa preghiera a Cristo, Principe della Pace. La pace, infatti, è dono di Dio da invocare con umile e insistente fiducia. Senza arrendersi dinanzi alle difficoltà, occorre poi ricercare e percorrere ogni strada possibile per evitare la guerra, che sempre porta con sé lutti e gravi conseguenze per tutti".

Il Papa ha ribadito che "La liturgia del Mercoledì delle Ceneri ci invita a unire alla preghiera il digiuno pratica penitenziale che richiama un più profondo sforzo spirituale. (…) Con il digiuno fisico, e ancor più interiore, il cristiano si prepara così a seguire Cristo e ad essere suo fedele testimone in ogni circostanza. Il digiuno, inoltre, aiuta a meglio comprendere le difficoltà e le sofferenze di tanti nostri fratelli oppressi dalla fame, dalla miseria e dalla guerra. Esso stimola inoltre a un concreto movimento di solidarietà e di condivisione con chi si trova nel bisogno".

Il Santo Padre ha esortato "a vivere con intensa partecipazione la Giornata di preghiera e di digiuno per la pace. (…) Domanderemo la pace per il mondo, in particolare per l'Iraq e la Terra Santa, specialmente mediante la recita del Rosario, che coinvolgerà santuari e parrocchie, comunità e famiglie".

Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai pellegrini in lingua spagnola, portoghese e italiana e rivolgendosi alla Comunità dei fedeli romeni di Roma, in lingua rumena, ha detto: "Ricordo con gratitudine il calore con il quale sono stato accolto quattro anni fa nella vostra terra. Vi incoraggio a perseverare con fervore nella pratica cristiana, sforzandovi di essere sempre all'altezza delle ricche tradizioni spirituali del vostro popolo".
ANG/PREGHIERA:DIGIUNO:PACE/… VIS 20030303 (370)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI MARZO


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2003 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera di Giovanni Paolo II per il mese di marzo è la seguente: "Per il Popolo di Dio e i suoi Pastori, perché cresca in ciascuno la consapevolezza dell'importanza del sacramento della Riconciliazione, dono dell'amore misericordioso di Dio".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Per le Chiese particolari dell'Africa, perché dinanzi alle difficili situazioni del momento presente, avvertano l'urgenza di annunciare con coerenza e coraggio il Vangelo".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/MARZO/… VIS 20030303 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Santiago de Chile (Cile), presentata dal Vescovo Sergio Valech Aldunate, per raggiunti limiti d'età.

Sabato 1° marzo è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Monsignore Bernard A. Hebda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, finora Aiutante di Studio presso il medesimo Pontificio Consiglio.
NER:NA/…/VALECH:HEBDA VIS 20030303 (80)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Scozia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Mario Joseph Conti, di Glasgow.

- L'Arcivescovo Keith Michael Patrick O'Brien, di Saint Andrews and Edinburgh.

- Il Vescovo Joseph Devine, di Motherwell.

- Il Vescovo Vincent Logan, di Dunkeld.

- Il Vescovo John Aloysius Mone, di Paisley.

- Il Vescovo Ian Murray, di Argyll and The Isles.

- Il Monsignore Peter Moran, Amministratore Diocesano di Aberdeen.

Sabato 1° marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Józef Wesolowski, Nunzio Apostolico in Kazakhstan, in Tadjikistan, in Kyrgyzstan e in Uzbekistan.

- Il Vescovo Benito Stanislao Andreotti, già Abate Ordinario di Subiaco (Italia), con Dom Mauro Meacci, O.S.B., Abate dell'Abbazia territoriale di Subiaco (Italia).

- Il Professor Lorenzo Ornaghi, Rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

- Il Dottor Vitalij Ignatenko, Presidente dell'Agenzia di Stampa Russa Itar-Tass, con l'Ingegnere Ara Abramjan, Presidente dell'Organizzazione Federale "Unione degli Armeni di Russia".

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/…/… VIS 20030303 (190)

SOTTO-SEGRETARIO ESTERI FEDERAZIONE RUSSA IN VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2003 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato questa mattina ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Il Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati, Mons. Pietro Parolin, ha ricevuto questa mattina in Vaticano il Sotto-Segretario del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, il Signor Aleksej Meskov".

"Il Signor Meskov ha voluto informare la Santa Sede della posizione del governo russo sulla situazione internazionale dell'ora presente. Nel corso del colloquio, si sono potute verificare delle convergenze con la posizione della Santa Sede".
OP/…/MESKOV:NAVARRO-VALLS VIS 20030303 (100)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2003 (VIS). Nelle scorse settimane sono deceduti i Presuli:

- Il Vescovo Elizeu de Morais Pimentel, Coadiutore di Paranavaí (Brasile), il 27 febbraio, all'età di 50 anni.

- Il Vescovo Jacques Le Cordier, emerito di Saint-Denis (Francia), il 17 febbraio, all'età di 98 anni.

- Il Vescovo Valfredo Bernardo Tepe, O.F.M., emerito di Ilhéus (Brasile), il 14 febbraio, all'età di 84 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20030303 (70)
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