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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 19 febbraio 2014

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Marcony Vinícius Ferreira, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Brasília (superficie: 5.814; popolazione: 2.267.000; cattolici: 1.555.000; sacerdoti: 312; religiosi: 639; diaconi permanenti: 71), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Brasilia (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dal 1989 al 1993 è stato Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora do Rosário de Fátima”; dal 1996 al 2010 Parroco della Cattedrale Metropolitana di Brasília; dal 1996 al 2004 Coordinatore Arcivescovile di Pastorale; dal 1996 al 2010 Membro del Consiglio dei Presbiteri; dal 1996 al 2010 Membro del Consiglio dei Consultori; dal 1996 al 2007 Vicario Episcopale per il Vicariato “Centro”; dal 2008 al 2011 Vicario Generale dell’arcidiocesi di Brasília; dal 1989 al 2003 e dal 2006 al 2011 Responsabile del giornale liturgico domenicale “Povo de Deus” dell’arcidiocesi; dal 2010 Segretario Generale e Coordinatore dell’Equipe di Liturgia del XVI Congresso Eucaristico Nazionale; dal 1996 al 2011 Coordinatore della Commissione Arcivescovile di Liturgia; Responsabile della formazione liturgica e dottrinale dei Ministri Straordinari dell’Eucaristia; Coordinatore della Commissione Arcivescovile per il “Corpus Christi”; Coordinatore della Commissione Arcivescovile per la festa di “Nossa Senhora Aparecida”; Coordinatore della Commissione di Adorazione Eucaristica; Professore nei due Seminari Maggiori dell’arcidiocesi e nel Corso Superiore di Teologia per i Laici. È stato finora Vicario Generale nella medesima arcidiocesi.

- Ha adottato i seguenti provvedimenti nella Congregazione per le Chiese Orientali:

- Ha confermato Prefetto il Cardinale Leonardo Sandri e Segretario l'Arcivescovo Cyril Vasil.

- Ha annoverato tra i Membri: Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto); Sua Beatitudine Louis Raphaël I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq);

- Ha nominato Membri: il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma; l'Arcivescovo William Charles Skurla, di Pittsburgh dei Bizantini (Stati Uniti d'America); l'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato; l'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Arcivescovo-Vescovo emerito di Regensburg (Repubblica Federale di Germania), Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; l'Arcivescovo Vincent Gerard Nichols, di Westminster (Gran Bretagna); l'Arcivescovo Mario Aurelio Poli, di Buenos Aires (Argentina); l'Arcivescovo Joseph Edward Kurtz, di Louisville (Stati Uniti d'America); l'Arcivescovo Walmor Oliveira de Azevedo, di Belo Horizonte (Brasile); l'Arcivescovo Denis James Hart, di Melbourne (Australia); il Vescovo Joseph Werth, S.I., Vescovo della Trasfigurazione a Novosibirsk (Russia).

- Ha confermato Membri: per un altro quinquennio il Cardinale Christoph Schönborn; il Cardinale Jean-Louis Tauran; Sua Beatitudine Fouad Twal; l'Arcivescovo Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M.; l'Arcivescovo Piero Marini; l'Arcivescovo Ján Babjak; il Vescovo Antoine Audo, S.I.; fino alla conclusione del rispettivo mandato: il Cardinale Tarcisio Bertone; il Cardinale Dionigi Tettamanzi; il Cardinale Angelo Scola; il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S.; il Cardinale André Vingt-Trois; il Cardinale Angelo Bagnasco; il Cardinale Reinhard Marx; il Cardinale Timothy Michael Dolan; il Cardinale William Joseph Levada; il Cardinale Francesco Monterisi; il Cardinale Kurt Koch; il Cardinale Fernando Filoni; il Cardinale Edwin Frederick O'Brien; ed il Vescovo Peter Bürcher.
- Ha nominato Consultori: il Vescovo Dimitrios Salachas; il Padre Massimo Pampaloni, S.I.; il Padre Philippe Luisier, S.I.; il Padre Michael Kuchera, S.I.; il Padre Lorenzo Lorusso, O.P.; il Padre Georges Ruyssen, S.I.; il Padre Thomas Pott, O.S.B.; il Sacerdote Pablo Gefaell; il Padre G. Ronald Roberson, C.S.P.; il Monsignore Paul Pallath; il Padre Adam Konštanc, O.P.; il Monsignore Guido Marini; il Sacerdote George Gallaro;

- Ha confermato Consultori: il Vescovo Christo Proykov; il Vescovo Hanna G. Alwan; il Vescovo Borys Gudziak; il Padre Abate Don Michel Van Parys, O.S.B.; il Monsignore Michel Berger; il Monsignore Osvaldo Raineri; il Padre Archimandrita Jan Sergiusz Gajek, M.I.C.; il Monsignore Natale Loda; l'Arciprete Mitrato Vasyl Hovera.

- Ha confermato Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani il Cardinale Kurt Koch e Segretario il Vescovo Brian Farrell.

. Ha confermato i Membri e i Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, fino alla scadenza dei rispettivi mandati.

- Ha nominato Consultori della Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo: il Vescovo Christopher Charles Prowse, Vescovo di Sale (Australia); il Padre Christian Rutishauser, S.I. (Svizzera), Membro della Commissione di Dialogo Ebraico-Cattolico delle Conferenze Episcopali Svizzera e Tedesca; il Professor Gregor Maria Hoff (Repubblica Federale di Germania), Docente di Teologia Fondamentale e Teologia Ecumenica presso l'Università di Salisburgo e Membro della Commissione di Dialogo Ebraico-Cattolico della Conferenza Episcopale Tedesca.

martedì 18 febbraio 2014

SECONDO GIORNO DI RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEGLI OTTO CARDINALI: AUDIZIONE CON LA COMMISSIONE COMPETENTE PER LO IOR

Città del Vaticano, 18 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha tenuto un briefing relativo alla seconda giornata della riunione del Santo Padre con il Consiglio degli otto Cardinali. Al Consiglio era presente il Segretario di Stato, Arcivescovo Pietro Parolin, che non parteciperà alla riunione di questo pomeriggio poiché guiderà la Delegazione della Santa Sede all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede.

Nel pomeriggio di ieri - ha detto Padre Lombardi - il Consiglio ha esaminato i risultati del lavoro della "Pontificia Commissione referente sull'Organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede (COSEA), in presenza del Presidente Dottor Joseph F.X. Zahra. Presente anche Monsignor Alfred Xuereb, che ha partecipato alla audizione di oggi, in qualità di delegato del Papa per l'Istituto per le Opere di Religione. Anche lunedì mattina Monsignor Alfred Xuereb aveva partecipato, allo stesso titolo, all'audizione dell'altra Commissione referente.

Questa mattina la giornata ha avuto inizio, come di consueto, alle ore 7:00, con la celebrazione della Santa Messa nella Cappella della Casa Santa Marta ed alle 9:30 sono cominciati i lavori nella stessa sala dove si sono tenuti ieri.

La riunione è stata dedicata all'audizione della "Pontificia Commissione referente competente per l'Istituto per le Opere di Religione" (IOR), istituita con Chirografo del 24 giugno 2013. Il Santo Padre ha istituito questa Commissione con l'obiettivo di meglio conoscere la posizione giuridica e le attività dell'Istituto per permettere una migliore armonizzazione dello IOR con la missione della Chiesa universale, nel più ampio contesto delle opportune riforme che dovranno interessare le istituzioni che collaborano con la Sede Apostolica. Principale obiettivo è quello di raccogliere informazioni sul funzionamento dell'Istituto e presentare i risultati al Pontefice.

Erano presenti il Cardinale Raffaele Farina, Presidente; il Cardinale Jean-Louis Tauran, Membro; il Vescovo Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, Coordinatore ed il Monsignor Peter Bryan Wells, Segretario. Mancava solo la Professoressa Mary Ann Glendon, che non risiede a Roma.

I membri della Commissione hanno esposto il lavoro compiuto in questi mesi ed hanno informato sulla realtà dell'Istituto, i problemi che deve affrontare, indicando possibili direttive per il suo rinnovamento. Non sono state prese decisioni. Uno dei punti chiave è stato quello della missione dello IOR, dal punto di vista dell'azione della Chiesa nel mondo e non solamente dal punto di vista dell'operatività economica.

Padre Lombardi ha precisato che occorre tener presente che gli obiettivi e l'azione delle due Commissioni sono distinti anche se entrambe sono presenti nella realtà della Santa Sede. Esse consentono al Santo Padre di avere una visione globale in vista della riorganizzazione delle strutture di governo della Chiesa.

Nel pomeriggio la riunione proseguirà e domani il Consiglio degli Otto Cardinali si riunirà con il Consiglio dei Quindici Cardinali. Per l'ampio numero di partecipanti, la riunione di mercoledì non si terrà nella Casa Santa Marta ma probabilmente nel Palazzo Apostolico.

lunedì 17 febbraio 2014

RIUNIONE DEL PAPA CON IL CONSIGLIO DI CARDINALI

Città del Vaticano, 17 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina nella Casa Santa Marta ha avuto inizio la terza riunione di Papa Francesco con il Consiglio di Cardinali - creato il 13 aprile 2013 e confermato con Chirografo del 28 settembre - per aiutarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica "Pastor Bonus" sulla Curia Romana. La riunione si concluderà il 19 febbraio prossimo.

"Come era in programma - ha detto Padre Lombardi - i Cardinali hanno aperto i lavori con una Santa Messa concelebrata questa mattina alle 7:00 nella Cappella della Casa Santa Marta e successivamente è cominciata la riunione in un sala non lontana dalla Cappella. È stato presente e continuerà ad essere presente l'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato e futuro Cardinale".

"Questa mattina - ha proseguito Padre Lombardi - hanno avuto luogo le audizioni dei rappresentanti della Commissione referente di studio e indirizzo sull'organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede, (denominata COSEA). Erano presenti tre suoi rappresentanti, non la Commissione al completo: il Presidente, Professor Josef F.X. Zahra, il Segretario, Monsignor Lucio Vallejo Balda e Jochen Messemer, che è anche revisore internazionale della Prefettura degli Affari Economici, che hanno riferito sul lavoro della Commissione in questi 7-8 mesi dopo la sua costituzione. Non è stata presa alcuna decisione. Al termine della riunione i Cardinali sono andati a pranzo dal Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e questo pomeriggio il Consiglio continuerà il suo lavoro, senza la presenza dei rappresentanti della COSEA".

"Domani, martedì 18 febbraio, è prevista l'audizione dell'altra Commissione referente, quella sullo Ior". Mercoledì Papa Francesco terrà l'Udienza Generale del Mercoledì in piazza San Pietro, mentre i Cardinali continueranno i lavori. Nel pomeriggio, i Cardinali membri del "Consiglio dei Quindici" - istituito da Giovanni Paolo II e responsabile del bilancio generale consolidato della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano - si incontreranno con il "Consiglio degli Otto", cioè i Cardinali che prendono parte alla riunione del 17-19 febbraio".

Alle 9:30 di giovedì 20 febbraio, nell'Aula del Sinodo, ha inizio il Concistoro straordinario dei Cardinali, sul tema della famiglia. I lavori si apriranno con il saluto del Decano del Collegio Cardinalizio, Cardinale Angelo Sodano e con la relazione introduttiva del Cardinale Walter Kasper. I partecipanti si riuniranno dalle 9:30 alle 12:30 e nel pomeriggio dalle 16:30 alle 19:30. L'incontro si concluderà venerdì 21 febbraio.

Sabato 22 febbraio, si celebrerà in Piazza San Pietro il Concistoro nel corso del quale il Papa creerà 16 nuovi cardinali. Domenica 23, il Santo Padre concelebrerà la Messa con i nuovi Porporati. Lunedì 24 e martedì 25, è in programma una riunione della Segreteria del Sinodo e del Consiglio dei Quindici.

PAPA FRANCESCO: RICORDARE CHE LE PAROLE UCCIDONO

Città del Vaticano, 17 febbraio 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre Francesco si è recato in visita pastorale alla Parrocchia romana di San Tommaso Apostolo all'Infernetto, nel settore sud della diocesi di Roma. Al suo arrivo, il Papa ha incontrato i bambini che quest'anno riceveranno la Prima Comunione e la Cresima, ha salutato i fedeli nel cortile antistante la Parrocchia, i bambini battezzati negli ultimi mesi con i loro genitori, gli anziani, gli ammalati e l'Associazione di famiglie con figli disabili. Prima della celebrazione della Santa Messa il Papa ha confessato alcuni penitenti.

"Una volta, i discepoli di Gesù mangiavano grano, perché avevano fame; ma era sabato, e il sabato non si poteva mangiare il grano - ha detto il Papa nell'omelia - E i farisei hanno detto: 'Ma guarda cosa fanno! Chi fa questo, va contro la legge e sporca l’anima, perché non compie la legge!'. E Gesù rispose: 'Non sporca l’anima quello che noi prendiamo da fuori. Sporca l’anima quello che viene da dentro, dal tuo cuore'. E credo che ci farà bene, oggi, pensare non se la mia anima è pulita o sporca, ma pensare cosa c’è nel mio cuore, cosa ho dentro, che io so di avere e nessuno lo sa. Dire la verità a noi stessi: e questo non è facile! Perché noi sempre cerchiamo di coprirci quando vediamo qualcosa che non va bene dentro di noi, no? (...) Cosa c’è nel nostro cuore: c’è amore? Pensiamo: io amo i miei genitori, i miei figli, mia moglie, mio marito, la gente del quartiere, gli ammalati?… amo? C’è odio? Io odio qualcuno? Perché tante volte noi troviamo che c’è odio, no? 'Io amo tutti tranne questo, questo e questa!'. Questo è odio, no?".

"Che cosa c’è nel mio cuore, perdono? - ha proseguito il Pontefice - C’è un atteggiamento di perdono per quelli che mi hanno offeso, o c’è un atteggiamento di vendetta (...). Dobbiamo domandarci cosa c’è dentro, perché questo che è dentro viene fuori e fa il male, se è male; e se è buono, viene fuori e fa il bene. Ed è tanto bello dire la verità a noi stessi, e vergognarci quando ci troviamo in una situazione che non è come Dio la vuole, non è buona".

Il Papa ha ricordato il Vangelo di oggi quando Gesù diceva. "'Avete inteso che fu detto agli antichi: 'Non ucciderai'. Ma io vi dico, chiunque si adira con il proprio fratello, lo ha ucciso, nel suo cuore'. E chiunque insulta suo fratello - ha sottolineato Papa Francesco - lo uccide nel suo cuore, chiunque odia suo fratello, uccide suo fratello nel suo cuore; chiunque chiacchiera contro suo fratello, lo uccide nel suo cuore. Noi forse non ci accorgiamo di questo, e poi parliamo (...) sparliamo di questo e di quello… E questo è uccidere il fratello. Per questo è importante conoscere cosa c’è dentro di me, cosa succede nel mio cuore. Se uno capisce suo fratello, le persone, ama, perché perdona: capisce, perdona, è paziente…".

amore o è odio? Dobbiamo, questo, conoscerlo bene. E chiedere al Signore due grazie. - ha concluso Papa Francesco - La prima: conoscere cosa c’è nel mio cuore, per non ingannarci, per non vivere ingannati. La seconda grazia: fare quel bene che è nel nostro cuore, e non fare il male che è nel nostro cuore. E su questo di 'uccidere', ricordare che le parole uccidono. Anche i cattivi desideri contro l’altro uccidono. Tante volte, quando sentiamo parlare le persone, parlare male di altri, sembra che il peccato di calunnia, il peccato della diffamazione siano stati tolti dal decalogo, e parlare male di una persona è peccato. E perché parlo male di una persona? Perché ho nel mio cuore odio, antipatia, non amore. Chiedere sempre questa grazia: conoscere cosa succede nel mio cuore, per fare sempre la scelta giusta, la scelta del bene. E che il Signore ci aiuti a volerci bene. E se io non posso volere bene a una persona, perché non posso? Pregare per questa persona, perché il Signore mi faccia volerle bene. E così andare avanti, ricordando che quello che sporca la nostra vita è ciò che di cattivo esce dal nostro cuore. E che il Signore ci aiuti".

Al termine della celebrazione della Santa Messa, il Santo Padre ha salutato i familiari dei sacerdoti ed ha incontrato il Consiglio pastorale parrocchiale.

ANGELUS: LA GIUSTIZIA SUPERIORE DEL CRISTIANO

Città del Vaticano, 16 febbraio 2014 (VIS). "Il pieno compimento della Legge" alla luce dell'insegnamento di Gesù nel "discorso della montagna" è stato il tema della meditazione di Papa Francesco prima della recita dell'Angelus. Il Santo Padre ha spiegato alle migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro che nella sua prima grande predicazione, Gesù spiega il suo atteggiamento rispetto alla Legge ebraica quando afferma: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento" ed aggiunge che questo "compimento" della Legge richiede una giustizia superiore, una osservanza più autentica.

"Ma che cosa significa questo 'pieno compimento' della Legge? E questa giustizia superiore in che cosa consiste? Gesù stesso - ha detto Papa Francesco - ci risponde con alcuni esempi. Gesù era pratico, parlava sempre con gli esempi per farsi capire. Inizia dal quinto comandamento del decalogo: 'Avete inteso che fu detto agli antichi: 'Non ucciderai'; Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio'. Con questo, Gesù ci ricorda che anche le parole possono uccidere! Quando si dice di una persona che ha la lingua di serpente, cosa si vuol dire? Che le sue parole uccidono! Pertanto, non solo non bisogna attentare alla vita del prossimo, ma neppure riversare su di lui il veleno dell’ira e colpirlo con la calunnia. Neppure sparlare su di lui. Arriviamo alle chiacchiere: le chiacchiere, pure, possono uccidere, perché uccidono la fama delle persone! È tanto brutto chiacchierare! All’inizio può sembrare una cosa piacevole, anche divertente, come succhiare una caramella. Ma alla fine, ci riempie il cuore di amarezza, e avvelena anche noi. Vi dico la verità, sono convinto che se ognuno di noi facesse il proposito di evitare le chiacchiere, alla fine diventerebbe santo!".

"Gesù propone a chi lo segue la perfezione dell’amore: un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo. L’amore al prossimo è un atteggiamento talmente fondamentale che Gesù arriva ad affermare che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con il prossimo. (...) Perciò siamo chiamati a riconciliarci con i nostri fratelli prima di manifestare la nostra devozione al Signore nella preghiera".

Da tutto questo si capisce che Gesù non dà importanza semplicemente all’osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull’intenzione e quindi sul cuore dell’uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie. Per ottenere comportamenti buoni e onesti non bastano le norme giuridiche, ma occorrono delle motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta, la Sapienza di Dio, che può essere accolta grazie allo Spirito Santo. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito, che ci rende capaci di vivere l’amore divino. Alla luce di questo insegnamento, ogni precetto rivela il suo pieno significato come esigenza d’amore, e tutti si ricongiungono nel più grande comandamento: ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come te stesso".

IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CIPRO

Città del Vaticano, 15 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Francesco ha ricevuto, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica di Cipro, il Signor Nicos Anastasiades, che successivamente si è incontrato con l'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui, attestanti i buoni rapporti esistenti fra la Santa Sede e la Repubblica di Cipro, sono stati passati in rassegna alcuni argomenti di comune interesse, quali il ruolo positivo della religione nella società e la tutela del diritto alla libertà religiosa. Non si è mancato, inoltre, di rilevare con compiacimento la ripresa dei colloqui finalizzati a elaborare una soluzione condivisa per il superamento dell’attuale situazione dell’Isola. Si è espressa, infine, preoccupazione per i conflitti e l’instabilità politica che interessano la regione del Vicino e Medio Oriente, comportando gravi sofferenze alle popolazioni civili, con l’auspicio che le comunità cristiane nei vari Paesi possano continuare a dare il loro contributo alla costruzione di un futuro di benessere materiale e spirituale.

UDIENZE

Città del Vaticano, 15 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Sua Beatitudine Gregorius III Laham, Patriarca dei Greco-Melkiti (Siria).

- Il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paolo (Brasile).

- Il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete emerito della basilica Papale di San paolo fuori le Mura.

- Il Cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Arcivescovo di Colombo (Sri Lanka).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 17 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Gervas John Mwasikwabhila Nyaisonga, Vescovo di Mpanda (superficie: 46.346; popolazione: 551.000; cattolici: 314.725; sacerdoti: 17; religiosi: 38), Tanzania. È stato finora Vescovo della Diocesi di Dodoma (Tanzania)

Sabato 15 febbraio il Santo Padre ha nominato il Padre Waldo Rubén Barrinuevo Ramírez, C.Ss.R., Vescovo Ausiliare del Vicario Apostolico di Reyes (superficie: 60.000; popolazione: 152.000; cattolici: 114.000; sacerdoti: 5; religiosi: 32; diaconi permanenti: 1), Bolivia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Oruro (Bolivia), è entrato nella Congregazione del Santissimo Redentore nel 1989, ha emesso la Professione temporanea nel 1992, quella solenne nel 1996 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1997 al 2000 è stato Membro dell’équipe missionaria a Santa Cruz de la Sierra e Consigliere straordinario della Provincia; dal 2000 al 2004 Collaboratore del Maestro dei Novizi a Oruro; dal 2004 al 2006
Vicario Provinciale e Maestro dei Novizi (nel 2006 ha rinunciato all’incarico); dal 2007 al 2009 Parroco di Nuestra Señora de La Paz a Cochabamba; dal 2009 al 2010 Superiore dell’équipe missionaria a Santa Cruz de la Sierra.

venerdì 14 febbraio 2014

IL PAPA INCONTRA VENTIMILA FIDANZATI IN PIAZZA SAN PIETRO

Città del Vaticano, 14 febbraio 2014 (VIS). Ventimila fidanzati, provenienti da ogni parte del mondo, si sono dati appuntamento oggi, festa di San Valentino, in Piazza San Pietro, per incontrare Papa Francesco e per confrontarsi sulla vocazione al matrimonio. L'incontro, promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, sul tema "La gioia del sì per sempre", parte dalla prospettiva che attualmente non ci si sposi fintanto che i problemi non siano risolti, mentre risolvere i problemi insieme e scommettere sul "per sempre" infonde speranza per il futuro.

L'evento ha avuto inizio questa mattina alle 11:00 con un serie di testimonianze di giovani coppie di fidanzati, musiche e poesie dedicate all'amore nelle sue diverse manifestazioni e, alle 12:30, il Santo Padre è arrivato in Piazza San Pietro per salutare i fidanzati e ha risposto a tre domande: La paura del "per sempre"; Vivere insieme: lo “stile” della vita matrimoniale e Lo stile della celebrazione del Matrimonio.

importante chiedersi se è possibile amarsi 'per sempre' - ha affermato il Papa - Oggi tante persone hanno paura di fare scelte definitive, per tutta la vita, sembra impossibile. (...) E questa mentalità porta tanti che si preparano al matrimonio a dire: 'stiamo insieme finché dura l’amore'. Ma cosa intendiamo per 'amore'? Solo un sentimento, uno stato psicofisico? Certo, se è questo, non si può costruirci sopra qualcosa di solido. Ma se invece l’amore è una relazione, allora è una realtà che cresce, e possiamo anche dire a modo di esempio che si costruisce come una casa. E la casa si costruisce assieme, non da soli! (...). Non volete fondarla sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio. La famiglia nasce da questo progetto d’amore che vuole crescere come si costruisce una casa che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno. Come l’amore di Dio è stabile e per sempre, così anche l’amore che fonda la famiglia vogliamo che sia stabile e per sempre. Non dobbiamo lasciarci vincere dalla 'cultura del provvisorio'! Dunque come si cura questa paura del 'per sempre'? Si cura giorno per giorno affidandosi al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi, di crescita comune, di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede. Perché, cari fidanzati, il 'per sempre' non è solo una questione di durata! Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità. Stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani. (...) Nella preghiera del Padre Nostro noi diciamo: 'Dacci oggi il nostro pane quotidiano'. Gli sposi possono imparare a pregare anche così: 'Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano', insegnaci ad amarci, a volerci bene!".

Rispondendo alla seconda domanda Papa Francesco ha sottolineato che: "Vivere insieme è un’arte, un cammino paziente, bello e affascinante. (...) Questo cammino di ogni giorno ha delle regole che si possono riassumere in tre parole, che ho già detto alle famiglie, e che voi già potete imparare ad usare tra voi: permesso, grazie e scusa. 'Permesso?'. È la richiesta gentile di poter entrare nella vita di qualcun altro con rispetto e attenzione. (...) L’amore vero non si impone con durezza e aggressività. Nei Fioretti di san Francesco si trova questa espressione: 'Sappi che la cortesia è una delle proprietà di Dio … e la cortesia è sorella della carità, la quale spegne l’odio e conserva l’amore'. (...) E oggi nelle nostre famiglie, nel nostro mondo, spesso violento e arrogante, c’è bisogno di molta più cortesia. 'Grazie'. (...) La gratitudine è un sentimento importante (...). Sappiamo ringraziare? Nella vostra relazione, e domani nella vita matrimoniale, è importante tenere viva la coscienza che l’altra persona è un dono di Dio...e ai doni di Dio si dice 'grazie'. (...) Non è una parola gentile da usare con gli estranei, per essere educati. Bisogna sapersi dire grazie, per andare avanti bene insieme. 'Scusa'. Nella vita facciamo tanti errori, tanti sbagli. Li facciamo tutti. (...) Ecco allora la necessità di usare questa semplice parola: 'scusa'. In genere ciascuno di noi è pronto ad accusare l’altro e a giustificare se stesso. È un istinto che sta all’origine di tanti disastri. Impariamo a riconoscere i nostri errori e a chiedere scusa. (...) Anche così cresce una famiglia cristiana. Sappiamo tutti che non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta. Esistiamo noi, peccatori. Gesù, che ci conosce bene, ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedersi perdono (...), senza che la pace ritorni in casa. Se impariamo a chiederci scusa e a perdonarci a vicenda, il matrimonio durerà, andrà avanti".

Infine il Santo Padre ha ricordato che la celebrazione del matrimonio deve essere una festa, "una festa cristiana, non una festa mondana!" ed ha offerto come esempio il miracolo delle nozze di Cana, quando Gesù trasforma l'acqua in vino, perché il vino era venuto a mancare. "Quanto accaduto a Cana duemila anni fa, capita in realtà in ogni festa nuziale: ciò che renderà pieno e profondamente vero il vostro matrimonio sarà la presenza del Signore che si rivela e dona la sua grazia. (...) Al tempo stesso, però, è bene che il vostro matrimonio sia sobrio e faccia risaltare ciò che è veramente importante. Alcuni sono più preoccupati dei segni esteriori, del banchetto, delle fotografie, dei vestiti e dei fiori... Sono cose importanti in una festa, ma solo se sono capaci di indicare il vero motivo della vostra gioia: la benedizione del Signore sul vostro amore. Fate in modo che, come il vino di Cana, i segni esteriori della vostra festa rivelino la presenza del Signore e ricordino a voi e a tutti i presenti l’origine e il motivo della vostra gioia".

AI VESCOVI DELLA REPUBBLICA CECA: SINERGIA TRA IL CLERO, I RELIGIOSI E I FEDELI LAICI

Città del Vaticano, 14 febbraio 2014 (VIS). Oggi, Festa dei Santi Cirillo e Metodio, il Santo Padre ha ricevuto i Vescovi della Conferenza Episcopale della Repubblica Ceca, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel discorso che ha consegnato loro, il Santo Padre Francesco scrive: "Per favorire nei fedeli l’adeguata conoscenza di Gesù Cristo (...), voi siete chiamati anzitutto ad incrementare le opportune iniziative pastorali volte ad una solida preparazione ai Sacramenti e ad una partecipazione attiva alla liturgia. È necessario altresì l’impegno per l’educazione religiosa e per una presenza qualificata nel mondo della scuola e della cultura. Non può mancare da parte vostra un’apertura vigile e coraggiosa agli impulsi nuovi dello Spirito Santo, che distribuisce i suoi carismi e rende disponibili i fedeli laici ad assumere responsabilità e ministeri, utili al rinnovamento e alla crescita della Chiesa".

"Per affrontare le sfide contemporanee e le nuove urgenze pastorali - sottolinea il Papa - è necessaria una sinergia tra il clero, i religiosi e i fedeli laici. (...) Se per un lungo periodo la Chiesa nel vostro Paese è stata oppressa da regimi fondati su ideologie contrarie alla dignità e alla libertà umana, oggi dovete confrontarvi con altre insidie, quali ad esempio il secolarismo e il relativismo. È pertanto necessario, accanto ad un annuncio instancabile dei valori evangelici, un dialogo costruttivo con tutti, anche con coloro che sono lontani da ogni sentimento religioso".

"Vi esorto (...) ad essere perseveranti nella preghiera, generosi nel servire il vostro popolo, pieni di zelo nell’annuncio della Parola. Sarà vostra cura seguire con affetto paterno i sacerdoti: essi sono i vostri principali collaboratori, e il loro ministero parrocchiale richiede una opportuna stabilità, sia per realizzare un proficuo programma pastorale, sia per favorire un clima di fiducia e di serenità nella gente. Vi incoraggio a promuovere in modo sempre più organico e capillare la pastorale vocazionale, per favorire specialmente nei giovani la ricerca di significato e di donazione a Dio e ai fratelli. La vostra attenzione sia rivolta anche alla pastorale familiare: la famiglia è l’elemento portante della vita sociale e solo lavorando in favore delle famiglie si può rinnovare il tessuto della comunità ecclesiale e la stessa società civile".

"Tutti conosciamo - scrive ancora il Pontefice - l’importanza fondamentale dell’unione e della solidarietà tra i Vescovi, come pure della loro comunione con il Successore di Pietro. Questa fraterna unione è parimenti imprescindibile per l’efficacia dei lavori della vostra Conferenza Episcopale, che può darvi anche maggiore autorevolezza nelle vostre relazioni con le autorità civili del Paese, tanto nella vita ordinaria quanto nell’affrontare i problemi più delicati. Nel campo economico è necessario sviluppare un sistema il quale, tenendo conto che i mezzi materiali sono destinati esclusivamente alla missione spirituale della Chiesa, garantisca ad ogni realtà ecclesiale il necessario e la libertà per l’attività pastorale. Occorre vigilare attentamente affinché i beni ecclesiastici siano amministrati con oculatezza e trasparenza, siano tutelati e preservati, anche con l’aiuto di laici fidati e competenti".

UDIENZE

Città del Vaticano, 14 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Quindici Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Ceca in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Dominik Duka, Arcivescovo di Praha, con gli Ausiliari Vescovo Václav Malý, Vescovo Karel Herbst, S.D.B., e con l'Arcivescovo emerito Cardinale Miloslav Vlk.

- L'Arcivescovo Jan Graubner, di Olomouc.

- Il Vescovo Vojtĕch Cirkle, di Brno, con il già Ausiliare Vescovo Petr Esterka.

- Il Vescovo František Václav Lobkowicz, O.Praem., di Ostrava-Opava.

- Il Vescovo Jiří Padour, O.F.M.Cap., di České Budějovice, con l'Ausiliare Vescovo Pavel Posád.

- Il Vescovo Jan Vokál, di Hradec Králové, con l'Ausiliare Vescovo Josef Kajnek.

- Il Vescovo Jan Baxant, di Litoměřice.

- Il Vescovo František Radkovský, di Plzeň.

- Il Vescovo Ladislav Hučko, Esarca Apostolico per i cattolici di rito bizantino residente nella Repubblica Ceca.

- Il Signor Moysés Louro di Azevedo Filho, Fondatore e Moderatore Generale della “Comunidade Catolica Shalom” (Brasile).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Alejandro Giorgi, Vescovo Ausiliare di Buenos Aires (superficie: 203; popolazione: 2.917.000; cattolici: 2.671.000; sacerdoti: 791; religiosi: 1.871; diaconi permanenti: 11), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Nel 1991 Vicario parrocchiale di San Pedro Apóstol, di Villa Devoto; nel 1992 Prefetto e nel 1999 Vice-rettore del Seminario Metropolitano dell’Inmaculada Concepción; nel 2010 membro del Collegio dei consultori e nel 2011 del Consiglio presbiterale. Dal 2007 è Rettore del Seminario Metropolitano di Buenos Aires. Aires.

- Il Monsignore Gustavo Alejandro Montini, Vescovo Ausiliare di San Roque de Presidencia Roque Sáenz Peña (superficie: 71.303; popolazione: 519.032; cattolici: 456.120; sacerdoti: 48; religiosi: 123; diaconi permanenti: 4), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Raquel (Argentina) nel 1970 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Nella diocesi di Rafaela è stato Vicario parrocchiale in tre parrocchie, Professore della Scuola degli Agenti della Pastorale, Assessore Diocesano e Nazionale della Pastorale Giovanile, Delegato Regionale per la Commissione Nazionale di Pastorale Giovanile, Vicepresidente della Caritas Diocesana, Delegato Episcopale per l’Ordine delle Vergini Consacrate, Direttore spirituale del Seminario di Paraná, Vice-cancelliere, Cancelliere, Vicario Episcopale, Moderatore della Curia. Dal 2008 è Vicario Generale della diocesi di Rafaela (Argentina).

giovedì 13 febbraio 2014

PAPA FRANCESCO ELOGIA LA VITALITÀ DELLA FEDE CATTOLICA IN BULGARIA

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). Nel ricevere questa mattina i Vescovi della Conferenza Episcopale di Bulgaria, in Visita "ad Limina Apostolorum", Papa Francesco ha elogiato, nel discorso scritto che ha consegnato loro, la vitalità della fede cattolica del Paese e le numerose attività ed iniziative degli ultimi anni. In particolare il Giubileo indetto nel 2010 dall'Esarcato Apostolico per i cattolici di rito bizantino-slavo per celebrare il 150° Anniversario dell'Unione con la Sede Apostolica di Roma; il Convegno scientifico-commemorativo sull'operato dell'Arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli, Visitatore e Delegato Apostolico in Bulgaria negli anni 1925-34; le celebrazioni del 60° anniversario del martirio del beato Vescovo passionista Evgenij Bossilkov; e durante il recente Anno della Fede, l'Incontro nazionale dei cattolici di Bulgaria, la Giornata nazionale dei giovani e un Convegno di studio sul Concilio Vaticano II.

"Queste iniziative confermano che le comunità cattoliche, appartenenti sia alla Chiesa latina che a quella greco-cattolica, pur essendo sotto il profilo numerico una minoranza nel Paese, portano avanti con impegno la loro missione di testimonianza sia dei valori morali naturali, sia del Vangelo di Cristo, in una società segnata dai tanti vuoti spirituali lasciati dietro di sé dal passato regime ateo o dalla ricezione acritica di modelli culturali in cui prevalgono le suggestioni di un certo materialismo pratico".

"Vi esorto - scrive il Papa - a camminare con coraggio su questa strada, cercando di attuare anche nel vostro Paese quella trasformazione missionaria che la Chiesa è chiamata a realizzare nel mondo intero. (...) Siamo tutti discepoli missionari, inviati dal Signore ad evangelizzare con gioia e con spirito, valorizzando anche il prezioso tesoro della pietà popolare. Tale rinnovato impegno missionario possiede anche una dimensione sociale, che ha come punto di riferimento la dottrina sociale della Chiesa e le cui priorità sono l’inclusione sociale dei poveri e l’impegno per il bene comune e la pace sociale. È molto significativo, al riguardo, che le Istituzioni civili riconoscano il ruolo della Santa Sede quale autorità spirituale e morale in seno alla comunità internazionale e valutino in modo positivo la presenza della Chiesa Cattolica nella compagine della nazione bulgara e il contributo che essa offre al servizio del bene comune e del progresso del Paese".

Papa Francesco ricorda le tante coraggiose testimonianze di fedeltà a Cristo e alla Chiesa rese in periodi drammatici e il cammino intrapreso negli ultimi due decenni di recuperata libertà, ed invita ad avere fiducia nella provvidente azione del Signore nella storia. Nel contempo il Papa esorta i Presuli ad impegnarsi nella formazione dei giovani e dei sacerdoti e le comunità cattoliche di Bulgaria, che vivono ed operano a fianco di quelle della Chiesa Ortodossa bulgara, "a proseguire negli sforzi per promuovere un dialogo sempre più intenso e fraterno con la Chiesa Ortodossa", auspicando che "si aprano i cuori e le menti di tutti affinché diventi sempre più concreta la speranza di giungere a celebrare uniti il Sacrificio eucaristico".

Infine, riferendosi alla canonizzazione, il 27 aprile prossimo, dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, alla quale saranno presenti delegazioni di diverse diocesi ed esarcati apostolici per i cattolici di rito bizantino-slavo della Bulgaria, il Papa scrive: "È questo un segno eloquente di quanto abbia inciso nell’anima e nella vita della Comunità cattolica bulgara la testimonianza del primo Papa slavo, (...) ed è segno ugualmente di quanto sia vivo il ricordo lasciato dall’Arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli nei nove anni durante i quali operò in Bulgaria come Delegato Apostolico" e quanto grande fu il suo affetto per il popolo bulgaro che "nel mezzo delle vicissitudini della storia ha mantenuto viva la fiamma della fede in Cristo".

IL PAPA: IL FONDAMENTO DEL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO È TEOLOGICO

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). "Vi sono molto grato per avere fornito nel corso degli anni un qualificato contributo al dialogo e alla fraternità tra ebrei e cristiani, e vi incoraggio a continuare su questa strada", ha detto il Papa Francesco ai 55 membri della Delegazione dell'"American Jewish Committee", che ha ricevuto questa mattina nella Sala del Concistoro. Il Papa ha anche ricordato i buoni rapporti di questa organizzazione con i suoi Predecessori, con la Santa Sede e con molti esponenti del mondo cattolico.

"L’anno prossimo - ha proseguito il Papa - commemoreremo il 50° anniversario della Dichiarazione 'Nostra aetate' del Concilio Vaticano II, che ancora oggi costituisce per la Chiesa il punto di riferimento imprescindibile per i rapporti con i nostri 'fratelli maggiori'. A partire da quel Documento si è sviluppata con rinnovato vigore la riflessione sul patrimonio spirituale che ci unisce e che costituisce il fondamento del nostro dialogo. Questo fondamento è teologico, e non semplicemente espressione del nostro desiderio di rispetto e stima reciproci, pertanto è importante che il nostro dialogo sia sempre profondamente segnato dalla consapevolezza della nostra relazione con Dio".

"Accanto al dialogo, è importante anche rilevare come ebrei e cristiani possano agire insieme per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno. E a questo riguardo mi preme ricordare in modo particolare il comune servizio a favore dei poveri, degli emarginati, dei sofferenti. Questo nostro impegno è ancorato a ciò che le Scritture rivelano a proposito della protezione del povero, della vedova, dell’orfano, dello straniero. È un compito affidatoci da Dio, che rispecchia la sua santa volontà e la sua giustizia, un autentico dovere religioso".

"Infine, affinché i nostri sforzi non risultino vani, è importante impegnarci a trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di conoscenza reciproca, di stima e di amicizia costruito in questi anni grazie anche all’impegno di associazioni come la vostra. Auspico pertanto che il tema delle relazioni con l’ebraismo rimanga vivo nei seminari e nei centri di formazione dei laici cattolici, così come confido che anche presso le comunità ebraiche e i giovani rabbini si accresca l’interesse per la conoscenza del cristianesimo".

"Cari amici, tra qualche mese avrò la gioia di recarmi a Gerusalemme, là dove – dice il Salmo – tutti noi siamo nati e dove tutti i popoli un giorno convergeranno. Accompagnatemi con la vostra preghiera, affinché questo pellegrinaggio porti frutti di comunione, di speranza e di pace. Shalom!"

LE ISTITUZIONI ACCADEMICHE CATTOLICHE NON SI ISOLINO DAL MONDO, MA SAPPIANO PORSI IN DIALOGO CON LE CULTURE ATTUALI

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). "L’educazione cattolica è una delle sfide più importanti della Chiesa, impegnata oggi a realizzare la nuova evangelizzazione in un contesto storico e culturale in costante trasformazione", ha detto il Santo Padre nel suo discorso ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per l'Educazione Cattolica (degli Istituti di Studi), che ha ricevuto questa mattina nella Sala Clementina.

I temi all'ordine del giorno, ha ricordato il Papa, sono impegnativi, come l'aggiornamento della Costituzione apostolica "Sapientia christiana", il consolidamento dell’identità delle Università cattoliche e la preparazione degli anniversari che cadranno nel 2015, cioè il 50° della Dichiarazione conciliare "Gravissimum educationis" e il 25° della Costituzione apostolica "Ex corde Ecclesiae".

Papa Francesco ha richiamato l'attenzione dei partecipanti alla Plenaria su tre aspetti: il valore del dialogo nell'educazione, la preparazione qualificata dei formatori e la responsabilità delle istituzioni educative.

"In effetti - ha detto il Papa riferendosi al primo aspetto - le scuole e le Università cattoliche sono frequentate da molti studenti non cristiani o anche non credenti. A tutti le istituzioni educative cattoliche offrono una proposta educativa che mira allo sviluppo integrale della persona e che risponde al diritto di tutti di accedere al sapere e alla conoscenza. Ma a tutti ugualmente sono chiamate ad offrire, con pieno rispetto della libertà di ciascuno e dei metodi propri dell’ambiente scolastico, la proposta cristiana, cioè Gesù Cristo come senso della vita, del cosmo e della storia. Gesù iniziò ad annunciare la buona novella nella 'Galilea delle genti', crocevia di persone diverse per razza, cultura e religione. Tale contesto assomiglia per certi versi al mondo di oggi. I profondi cambiamenti che hanno portato al diffondersi sempre più vasto di società multiculturali domandano a quanti operano nel settore scolastico e universitario di coinvolgersi in itinerari educativi di confronto e di dialogo, con una fedeltà coraggiosa e innovativa che sappia far incontrare l’identità cattolica con le diverse 'anime' della società multiculturale".

Relativamente al secondo aspetto, il Papa ha ricordato che nell’incontro avuto con i Superiori Generali, ha sottolineato che oggi l’educazione "è rivolta ad una generazione che cambia, e che quindi ogni educatore - e tutta la Chiesa che è madre educatrice - è chiamato a 'cambiare', nel senso di saper comunicare con i giovani che ha di fronte. (...) Educare è un atto d’amore, è dare vita. (...). L’educatore nelle scuole cattoliche dev’essere anzitutto molto competente, qualificato, e al tempo stesso ricco di umanità, capace di stare in mezzo ai giovani con stile pedagogico, per promuovere la loro crescita umana e spirituale. I giovani hanno bisogno di qualità dell’insegnamento e insieme di valori, non solo enunciati, ma testimoniati. La coerenza è un fattore indispensabile nell’educazione dei giovani".

Riguardo alla responsabilità delle istituzioni educative esse devono "esprimere una presenza viva del Vangelo nel campo dell’educazione, della scienza e della cultura. Occorre che le istituzioni accademiche cattoliche non si isolino dal mondo, ma sappiano entrare con coraggio nell’areopago delle culture attuali e porsi in dialogo, consapevoli del dono che hanno da offrire a tutti".

A 50 ANNI DALLA "SACROSANCTUM CONCILIUM": URGENTE IMPEGNO DI CONTINUARE AD APPROFONDIRE IL RINNOVAMENTO LITURGICO

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del Simposio "Sacrosanctum Concilium. Gratitudine e impegno per un grande movimento ecclesiale", organizzato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in collaborazione con l'Ateneo Lateranense. Il Simposio che si terrà nei giorni 18-20 febbraio, presso la Pontificia Università Lateranense, intende celebrare i 50 anni della Costituzione Conciliare sulla Sacra Liturgia promulgata da Papa Paolo VI nel 1963.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Arthur Roche, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; il Monsignore Juan Miguel Ferrer Grenesche, Sotto-Segretario della medesima Congregazione ed il Professor Philippe Chenaux, Professore di Storia della Chiesa Moderna e Contemporanea presso la Pontificia Università Lateranense e Direttore del Centro di studi e ricerche "Concilio Vaticano II".

L'intervento del Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, è stato letto dal Monsignor Juan Miguel Ferrer Grenesche e il testo del Vescovo Enrico dal Covolo, S.D.B., Rettore della Pontificia Università Lateranense, è stato letto dal Professor Philippe Chenaux.

Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera ha ricordato che il Concilio è "un invito alla Chiesa ad essere se stessa, come Dio l’ha voluta e creata, e ad agire in modo conforme alla vocazione e alla missione che Dio stesso le ha conferito. (...) Con questo inizio vertente sul tema della Liturgia - ha detto - si metteva inequivocabilmente in evidenza il primato di Dio nella vita della Chiesa: prima di tutto Dio" perché quando non si mette Dio al primo posto tutto il resto manca di senso.

I Padri del Concilio Vaticano II hanno manifestato tale priorità approvando per prima la Costituzione "Sacrosanctum Concilium". Rimaneva così chiaro che prima di tutto è l'adorazione ad essere inclusa nell’architettura del Concilio: Dio anzitutto. Iniziando con il tema della Liturgia, tutto il Concilio si è messo esplicitamente sotto la luce del primato di Dio e lo ha indicato come sicuro punto d’orientamento per il cammino da seguire in futuro.

"Due parole sono la chiave di questo incontro (...), ‘gratitudine’ e ‘impegno’. Dobbiamo, infatti, ringraziare Dio per questo primo frutto del Concilio, di tanta portata in vista del successivo rinnovamento della Chiesa e dell’umanità; e non soltanto per la Costituzione in se stessa, ma per il dinamismo rinnovatore della Chiesa che da essa è promanato e continuerà a promanare. Allo stesso tempo, ciò richiede oggi, da parte nostra, l’urgente impegno di continuare ad approfondire il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II, nel quale molto si è fatto - è vero - ma molto resta ancora da fare".

Il Simposio avrà una parte di riflessione teologica e pastorale e durante il suo svolgimento avranno un posto eminente le celebrazioni e i tempi di preghiera. Non verrà dimenticata la bellezza offerta dall'arte a servizio della liturgia con il concerto "Voci dell'Oriente cristiano" e la mostra "L'arte liturgica nella Sagrestia Papale dopo il Vaticano II". I partecipanti al Simposio incontreranno il Santo Padre nel corso dell'Udienza Generale di mercoledì 19 febbraio.

UDIENZE

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Bulgaria, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Petko Jordanov Christov, O.F.M.Conv., Vescovo di Nicopoli.

- Il Vescovo Gheorghi Ivanov Jovčev, Vescovo di Sofia e Plovdiv.

- Il Vescovo Christo Proykov, Esarca Apostolico di Sofia per i cattolici di rito bizantino-slavo residenti in Bulgaria.

Il Santo Padre ha ricevuto ieri in Udienza il Vescovo Nunzio Galantino, di Cassano allo Ionio, Segretario Generale "ad interim" della Conferenza Episcopale Italiana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha confermato l'erezione a norma del canone 85, paragrafo 3, del CCEO, dell'Esarcato Arcivescovile di Krym degli Ucraini (Ucraina), con territorio dismembrato dall'attuale Esarcato Arcivescovo di Odessa-Krym, da parte di Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč, con il consenso del Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina e dopo aver consultato la Sede Apostolica.

- Ha preso atto del trasferimento del Vescovo Vasyl Ivasyuk, dall'ufficio di Esarca Arcivescovile di Odessa-Krym alla sede eparchiale di Kolomyia-Chernivtsi degli Ucraini (Ucraina).

- Ha concesso il Suo assenso all’elezione canonicamente fatta dal medesimo Sinodo del Padre Mykhaylo Bubniy, C.SS.R., attualmente Superiore dei Padri Redentoristi di Ivano-Frankivsk e Parroco della Parrocchia della Beata Vergine Maria del Perpetuo Soccorso nella medesima città, a primo Esarca dell’Esarcato Arcivescovile di Krym. Il Vescovo eletto è nato a Khlivchany (Ucraina) nel 1970, nel 1996 ha emesso i voti perpetui presso la Congregazione del Santissimo Redentore ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1997 al 2001 è stato impegnato nelle attività formative dei Padri Redentoristi a Ternopil e a Tuchow. Dal 2001 al 2007 ha svolto il proprio ministero religioso e sacerdotale a Novoiavorivsk, a Kokhavino e a Lviv. È stato finora Parroco della Parrocchia della B.V.M. del Perpetuo Soccorso nella medesima città.

mercoledì 12 febbraio 2014

L'EUCARISTIA ALLARGA IL NOSTRO CUORE AL PERDONO E CI SPINGE AD ANDARE INCONTRO AGLI ALTRI

Città del Vaticano, 12 febbraio 2014 (VIS). Il rapporto tra l'Eucaristia e la nostra vita, come Chiesa e come singoli cristiani, è stato il tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

"Come viviamo l’Eucaristia? Quando andiamo a Messa la domenica, come la viviamo? È solo un momento di festa, è una tradizione consolidata, è un’occasione per ritrovarsi o per sentirsi a posto, oppure è qualcosa di più?" - si è domandato il Pontefice che ha spiegato tre segnali molto concreti per capire come viviamo l'Eucaristia

"Il primo indizio è il nostro modo di guardare e considerare gli altri. Nell’Eucaristia Cristo attua sempre nuovamente il dono di sé che ha fatto sulla Croce. Tutta la sua vita è un atto di totale condivisione di sé per amore; perciò Egli amava stare con i discepoli e con le persone che aveva modo di conoscere. Questo significava per Lui condividere i loro desideri, i loro problemi (...). Quando partecipiamo alla Santa Messa, ci ritroviamo con uomini e donne di ogni genere (...) Ma l’Eucaristia che celebro, mi porta a sentirli tutti, davvero come fratelli e sorelle? (...) Mi spinge ad andare verso i poveri, i malati, gli emarginati? Mi aiuta a riconoscere in loro il volto di Gesù?".

"Un secondo indizio, molto importante, è la grazia di sentirsi perdonati e pronti a perdonare. (...) In realtà, chi celebra l’Eucaristia non lo fa perché si ritiene o vuole apparire migliore degli altri, ma proprio perché si riconosce sempre bisognoso di essere accolto e rigenerato dalla misericordia di Dio, fatta carne in Gesù Cristo. Se ognuno di noi non si sente bisognoso della misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa! Noi andiamo a Messa perché siamo peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Dio, partecipare alla redenzione di Gesù, al suo perdono. Quel 'Confesso' che diciamo all’inizio non è un 'pro forma', è un vero atto di penitenza! Io sono peccatore e lo confesso, così comincia la Messa! (...) In quel pane e in quel vino che offriamo e attorno ai quali ci raduniamo si rinnova ogni volta il dono del corpo e del sangue di Cristo per la remissione dei nostri peccati. Dobbiamo andare a Messa umilmente, come peccatori e il Signore ci riconcilia".

"Un ultimo indizio prezioso ci viene offerto dal rapporto tra la celebrazione eucaristica e la vita delle nostre comunità cristiane. Bisogna sempre tenere presente - ha sottolineato Papa Francesco - che l’Eucaristia non è qualcosa che facciamo noi; non è una nostra commemorazione di quello che Gesù ha detto e fatto. No. È proprio un’azione di Cristo! È Cristo che lì agisce, che è sull'altare. È un dono di Cristo, il quale si rende presente e ci raccoglie attorno a sé, per nutrirci della sua Parola e della sua vita. Questo significa che la missione e l’identità stessa della Chiesa sgorgano da lì, dall’Eucaristia, e lì sempre prendono forma. (...) Una celebrazione può risultare anche impeccabile dal punto di vista esteriore, bellissima, ma se non ci conduce all’incontro con Gesù Cristo, rischia di non portare alcun nutrimento al nostro cuore e alla nostra vita. Attraverso l’Eucaristia, invece, Cristo vuole entrare nella nostra esistenza e permearla della sua grazia, così che in ogni comunità cristiana ci sia coerenza tra liturgia e vita".

Il Papa ha concluso la catechesi invitando a vivere l'Eucaristia "con spirito di fede e di preghiera, di perdono, di penitenza, di gioia comunitaria, di preoccupazione per i bisognosi e per i bisogni di tanti fratelli e sorelle, nella certezza che il Signore compirà quello che ci ha promesso: la vita eterna".

Dopo la catechesi Papa Francesco, rivolgendo parole di saluto ad una Delegazione della Repubblica Ceca con un gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale Ceca in Visita "ad Limina Apostolorum", ha detto: "Pregate per me" ed ha benedetto la Chiesa, il popolo ceco e le Corone per il Palladio della Terra Boema, un'antichissima icona della Vergine Maria con il Bambino Gesù che si venera a Stará Boleslav, a pochi chilometri da Praga, sempre invocata dal popolo ceco in tempi di guerra e di difficoltà.

ACCORDO TRA LA SANTA SEDE E L'UNGHERIA

Città del Vaticano, 12 febbraio 2014 (VIS). Il 10 febbraio scorso, nella sede del Parlamento ungherese a Budapest (Ungheria), l'Arcivescovo Alberto Bottari de Castello, Nunzio Apostolico in Ungheria, e il Dottor Zoltán Balog, Ministro delle Risorse Umane di Ungheria, hanno proceduto allo scambio degli strumenti di ratifica dell’ “Accordo tra la Santa Sede e l’Ungheria sulla modifica dell’Accordo, firmato il 20 giugno 1997 sul finanziamento delle attività di servizio pubblico e di altre prettamente religiose ("della vita di fede") svolte in Ungheria dalla Chiesa Cattolica, e su alcune questioni di natura patrimoniale”, che era stato firmato a Budapest il 21 ottobre 2013.

L’Accordo, a norma dell’Articolo 7 (2), è entrato in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica.

COMMISSIONE BILATERALE PERMANENTE DI LAVORO TRA LA SANTA SEDE E LO STATO DI ISRAELE

Città del Vaticano, 12 febbraio 2014 (VIS). La Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele si è riunita ieri, 11 febbraio 2014, in sessione Plenaria, presso l’Hotel David Citadel di Gerusalemme, per continuare i negoziati in base all’Articolo 10, paragrafo 2 del "Fundamental Agreement".

L’incontro è stato presieduto dal Signor Ze’ev Elkin, Vice-Ministro degli Affari Esteri, e da Mons. Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

La Sessione Plenaria è stata informata sulle poche questioni rimanenti riguardanti il Single Document. Le Parti hanno preso nota, in una atmosfera riflessiva e costruttiva, dei progressi compiuti dall’ultima Plenaria del giugno 2013, e hanno concordato i passi futuri, in vista della prossima Plenaria prevista per giugno 2014 nella Città del Vaticano.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Antônio Carlos Cruz Santos, M.S.C., Vescovo della diocesi di Caicó
(superficie: 9.372; popolazione: 301.000; cattolici: 288.000; sacerdoti: 41; religiosi: 63; diaconi permanenti: 21), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Rio de Janeiro (Brasile), ha emesso la Professione religiosa nella Società dei Missionari del Sacro Cuore nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1993 al 1994 è stato Vicario parrocchiale della Parrocchia “Pai Eterno e São José” a Rio de Janeiro; dal 1995 al 1997 Formatore dei Juniores a Contagem, arcidiocesi di Belo Horizonte; dal 1998 al 2001 Formatore dei Postulanti a Belford Roxo, diocesi di Nova Iguaçu; dal 2003 al 2011 Maestro dei Novizi a Pirassununga, diocesi di Limeira. È stato finora Superiore Pro-Provinciale della Società dei “Missionari del Sacro Cuore”, con sede a Niterói.

- Ha nominato il Vescovo Nelson Francelino Ferreira, Vescovo della diocesi di Valença (superficie: 3.996; popolazione: 380.000; cattolici: 275.000; sacerdoti: 31; religiosi: 91), Brasile. Finora Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile) succede al Vescovo Elias James Manning, O.F.M. Conv., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Martedì 11 febbraio il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., Arcivescovo di Montevideo (superficie: 540; popolazione: 1.404.000; cattolici: 889.000; sacerdoti: 258; religiosi: 631; diaconi permanenti: 40), Uruguay. L'Arcivescovo eletto è nato a Montevideo (Uruguay) nel 1959. Entrato nell’Istituto Salesiano della Provincia dell’Uruguay ha fatto la prima professione religiosa nel 1980 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. È stato Vicario del Noviziato e Postnoviziato Salesiano, Direttore dell’Aspirantato Salesiano e Maestro dei Novizi, Direttore dell’Istituto Pre-universitario Juan XXIII e Professore di Storia della Chiesa. Nel 2008 è stato nominato Ispettore Salesiano nell’Uruguay e poco dopo è stato eletto Presidente della Conferenza dei Religiosi dell’Uruguay. Nel 2011 è stato nominato Vescovo Ausiliare di Montevideo. All’interno della Conferenza Episcopale del Uruguay è Responsabile del Dipartimento delle Missioni e dei Laici. Succede all'Arcivescovo Nicolás Cotugno Fanizzi, S.D.B, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Edward Bernard Scharfenberger, Vescovo di Albany (superficie: 26.975; popolazione: 1.374.000; cattolici: 337.200; sacerdoti: 248; religiosi: 774; diaconi permanenti: 105), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1948 a Brooklyn (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Nello stesso anno è stato Vicario parrocchiale della “Saint Stanislaus Kostka Parish” a Maspeth; dal 1973 al 1976 Vicario Parrocchiale della “Saint Ephrem Parish” a Brooklyn; dal 1981 al 2002 Vicario Giudiziale; dal 2002 al 2013 Parroco della “Saint Matthias Parish” a Ridgewood; dal 2009 Promotore di Giustizia; dal 2009 al 2011 Vicario Episcopale per la “Strategic Planning”; dal 2013 Vicario Episcopale per il territorio di Queens. Succede al Vescovo Howard James Hubbard, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre John Joale Tlhomola, S.C.P., Vescovo della diocesi di Mohale's Hoek (superficie: 5.799; popolazione: 693.000; cattolici: 416.200; sacerdoti: 16; religiosi: 94), Lesotho. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Pulane Ha Mosiuoa (Lesotho). Entrato in Noviziato nell’Istituto Secolare Servants of Christ the Priest di Hammanskraal dal 1987 al 1988, nel 1989 ha emesso i primi voti temporanei, nel 1995 i voti perpetui e nel 1998 è stato ordinato sacerdote. Dal 1995 al 1996 è stato formatore presso il St. Ambrose Pre-Seminary; nel 1997 ha assunto la cura pastorale di Our Lady of Victories Cathedral; dal 1998 al 2001 Vicario parrocchiale nella Cattedrale di Maseru; dal 2001 al 2003 Priest in charge della medesima Cattedrale; dal 2003 al 2010 Parroco della Christ the Priest Mission, Motsekuoa, nella Diocesi di Mohale’s Hoek; dal 2010 al 2011 Economo del Seminario Maggiore St. Augustine e docente di Liturgia e Spiritualità nel Seminario Propedeutico, in Lesotho; dal 2011 Direttore Generale dei Servants of Christ the Priest, con Sede in Hammanskraal, nell’Arcidiocesi di Pretoria. Succede al Vescovo Sebastian Koto Khoarai, O.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Andrzej Jerzy Zglejszewski, Vescovo Ausiliare di Rockville Centre (superficie: 3.164; popolazione: 3.529.000; cattolici: 1.738.000; sacerdoti: 463; religiosi: 1.250; diaconi permanenti: 276), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Białystok (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1990 al 1995 è stato Vice-parroco alla “Saint Christopher Parish” a Baldwin; dal 1995 al 2003 Vice-parroco alla “Saint Thomas the Apostle Parish” in West Hempstead; dal 2003 al 2007 Vice-parroco alla “Saint Rose of Lima Parish” in Massapequa; dal 2007 è Direttore dell’“Office of Worship” diocesano. È Professore aggiunto presso il “Seminary of the Immaculate Conception” in Huntington e ha tenuto corsi per la formazione dei diaconi permanenti. Nel 2012 è stato nominato Co-Cancelliere della diocesi di Rockville Centre, mantenendo il suo incarico di Direttore dell’“Office of Worship” diocesano.

lunedì 10 febbraio 2014

ANGELUS: LA VOCAZIONE CRISTIANA UNA LAMPADA ACCESA DELLA LUCE DI CRISTO

Città del Vaticano, 9 febbraio 2014 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana il Papa ha commentato il Vangelo di questa domenica nel quale Gesù dice ai discepoli: "Voi siete il sale della terra ... Voi siete la luce del mondo".

"Questo ci stupisce un po’ - ha detto il Papa - se pensiamo a chi aveva davanti Gesù quando diceva queste parole. Chi erano quei discepoli? Erano pescatori, gente semplice… Ma Gesù li guarda con gli occhi di Dio, e la sua affermazione si capisce proprio come conseguenza delle Beatitudini. Egli vuole dire: se sarete poveri in spirito, se sarete miti, se sarete puri di cuore, se sarete misericordiosi… voi sarete il sale della terra e la luce del mondo!".

"Per comprendere meglio queste immagini, teniamo presente che la Legge ebraica prescriveva di mettere un po’ di sale sopra ogni offerta presentata a Dio, come segno di alleanza. La luce, poi, per Israele era il simbolo della rivelazione messianica che trionfa sulle tenebre del paganesimo. I cristiani, nuovo Israele - ha sottolineato il Pontefice - ricevono dunque una missione nei confronti di tutti gli uomini: con la fede e con la carità possono orientare, consacrare, rendere feconda l’umanità. Tutti noi battezzati siamo discepoli missionari e siamo chiamati a diventare nel mondo un vangelo vivente: con una vita santa daremo 'sapore' ai diversi ambienti e li difenderemo dalla corruzione, come fa il sale; e porteremo la luce di Cristo con la testimonianza di una carità genuina".

"Ma se noi cristiani perdiamo sapore e spegniamo la nostra presenza di sale e di luce, perdiamo l’efficacia. Ma che bella è questa missione di dare luce al mondo! (...) È anche molto bello conservare la luce che abbiamo ricevuto da Gesù (...). Il cristiano dovrebbe essere una persona luminosa, che porta luce, che sempre dà luce! Una luce che non è sua, ma è il regalo di Dio, è il regalo di Gesù. E noi portiamo questa luce. Se il cristiano spegne questa luce, la sua vita non ha senso: è un cristiano di nome soltanto".

Il Papa ha concluso domandando ai fedeli in Piazza come volessero essere se una lampada accesa o una lampada spenta e quando la gente ha risposto lampada accesa ha detto: "È proprio Dio che ci dà questa luce e noi la diamo agli altri. Lampada accesa! Questa è la vocazione cristiana".

PAPA FRANCESCO: LA DIGNITÀ DELLA PERSONA NON VIENE MENO QUANDO LA PERSONA STESSA È DEBOLE E BISOGNOSA DI AIUTO

Città del Vaticano, 9 febbraio 2014 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus il Papa ha ricordato che martedì prossimo, 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, si celebra la Giornata Mondiale del Malato che "è l’occasione propizia per mettere al centro della comunità le persone malate. (...) In particolare - ha detto il Papa - possiamo imitare l’atteggiamento di Gesù verso i malati, malati di ogni genere: il Signore si prende cura di tutti, condivide la loro sofferenza e apre il cuore alla speranza".

Il Papa ha ringraziato gli operatoti sanitari per il loro prezioso lavoro ed ha detto: "Essi incontrano ogni giorno nei malati non solo dei corpi segnati dalla fragilità, ma delle persone, alle quali offrire attenzione e risposte adeguate. La dignità della persona non si riduce mai alle sue facoltà o capacità, e non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto. Penso anche alle famiglie, dove è normale prendersi cura di chi è malato; ma a volte le situazioni possono essere più pesanti… Tanti mi scrivono, e oggi vorrei assicurare una preghiera per tutte queste famiglie, e dico loro: non abbiate paura della fragilità! Non abbiate paura della fragilità! Aiutatevi gli uni gli altri con amore, e sentirete la presenza consolante di Dio".

Il Papa ha anche ricordato i Giochi Olimpici Invernali che si svolgono in questi giorni a Sochi (Russia) ed ha rivolto parole di saluto agli organizzatori e a tutti gli atleti, con l'auspicio che sia "una vera festa dello sport e dell'amicizia".

"Prego per quanti - ha assicurato infine il Papa - stanno soffrendo danni e disagi a causa di calamità naturali, in diversi Paesi - anche qui a Roma -: sono loro vicino. La natura ci sfida ad essere solidali e attenti alla custodia del creato, anche per prevenire, per quanto possibile, le conseguenze più gravi".

PAPA FRANCESCO INVOCA LA PACE E LA RICONCILIAZIONE PER LO SRI LANKA

Città del Vaticano, 8 febbraio 2014 (VIS). In occasione del settantacinquesimo anniversario della consacrazione dello Sri Lanka alla Madonna, i fedeli dell'isola sono venuti in pellegrinaggio a Roma e questa mattina Papa Francesco li ha salutati nella Basilica di San Pietro. Il Santo Padre ha ricordato come nel 1940, nelle drammatiche circostanze del secondo conflitto mondiale, l'Arcivescovo di Colombo Jean-Marie Masson, degli Oblati di Maria Immacolata, fece il voto di far costruire un santuario in onore della Madonna se l'isola fosse stata preservata dall'invasione straniera. Così avvenne e dopo la fine della guerra fu edificato il bel Santuario di Nostra Signora di Lanka a Tewatte

"Cari fratelli e sorelle, la Madonna è sempre vicina a noi - ha detto il Pontefice - guarda ognuno di noi con amore materno e ci accompagna sempre nel nostro cammino. Non esitate a fare ricorso a Lei per ogni necessità, soprattutto quando si fa sentire il peso della vita con tutti i suoi problemi".

"La vostra Patria è chiamata la Perla dell’Oceano Indiano, per la sua bellezza naturale e la sua conformazione. - ha proseguito il Papa - Si dice che la perla è formata dalle lacrime dell’ostrica. Purtroppo, molte lacrime sono state versate negli ultimi anni, a motivo del conflitto interno che ha provocato tante vittime e causato tanti danni. Non è facile, lo so, guarire le ferite e collaborare con l’avversario di ieri per costruire insieme il domani, ma è l’unica strada che ci dà speranza di futuro, di sviluppo e di pace. Per questo, vi assicuro che avete un posto particolare nella mia preghiera. Supplico il Signore di farvi dono della pace e della riconciliazione, e di aiutarvi nel tentativo di assicurare un futuro migliore per tutti gli abitanti dello Sri Lanka".

"Vi affido alla materna intercessione di Maria, Nostra Signora di Lanka. Vi chiedo di pregare per me e di cuore vi benedico".

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 8 febbraio 2014 (VIS). Il 7 febbraio 2014, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i decreti riguardanti:

MARTIRIO

- del Servo di Dio Francesco Zirano, sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, nato a Sassari (Italia) nel 1564, ucciso, in odio alla fede, ad Algeri (Algeria) il 25 gennaio 1603.

- dei Servi di Dio Paolo Yun Ji-chung, laico, e 123 Compagni, uccisi, in odio alla fede, in Corea tra il 1791 e il 1888.

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Gesù Maria Echavarría y Aguirre, vescovo di Saltillo (Messico), fondatore dell’Istituto delle Suore Catechiste di Guadalupe; messicano (1858-1954).

- del Servo di Dio Faustino Ghilardi (al secolo: Guglielmo Giacomo), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori; italiano (1858-1937).

- della Serva di Dio Maria Rocío di Gesù Crocifisso (al secolo: Maria Giuseppa Rodríguez Xuárez de la Guardia), suora professa della Congregazione delle Suore dell’Amore di Dio; spagnola (1923-1956).

CARDINALE CAÑIZARES LLOVERA INVIATO SPECIALE DEL PAPA A PANAMÁ

Città del Vaticano, 8 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 18 gennaio, con la quale Papa Francesco nomina il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, suo Inviato Speciale in Panama per la chiusura dell’anno giubilare indetto nel V centenario dell'erezione della prima Diocesi (Santa Maria la Antigua) sulla terra ferma del Continente Americano, che avrà luogo il 14 e 15 febbraio 2014.

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- L'Arcivescovo Cesare Nosiglia, di Torino (Italia).

Sabato 8 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Diciannove Presuli della Conferenza Episcopale di Polonia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Andrzej Dzięga, di Szczecin-Kamień, con l'Ausiliare Vescovo Marian Błażej Kruszyłowicz, O.F.M.Conv.

- Il Vescovo Edward Dajczak, di Koszalin-Kołobrzeg, con l'Ausiliare Vescovo Krzysztof Zadarko.

- Il Vescovo Stefan Regmunt, di Zielona Góra-Gorzów, con l'Ausiliare Vescovo Tadeusz Lityński, e con il già Ausiliare Vescovo Paweł Socha, C.M.

- L'Arcivescovo Sławoj Leszek Głódź', di Gdańsk, con l'emerito Arcivescovo Tadeusz Gocłowski, C.M.

- Il Vescovo Ryszard Kasyna, di Pelplin, con l'Ausiliare Vescovo Wiesław Śmigiel.

- Il Vescovo Andrzej Wojciech Suski, di Toruń, con l'Ausiliare Vescovo Józef Szamocki.

- L'Arcivescovo Wojciech Ziemba, di Warmia, con l'Ausiliare Vescovo Jacek Jezierski.

- Il Vescovo Jan Styrna, di Elbląg, con l'Ausiliare Vescovo Józef Wysocki.

- Il Vescovo Jerzy Mazur, S.V.D., di Ełk, con l'Ausiliare Vescovo Ausiliare Romuald Kamiński.

- Il Cardinale Julián Herranz.

Nel pomeriggio di venerdì 7 febbraio, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 10 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Moses Hamungole, Vescovo della Diocesi di Monze (superficie: 61.160; popolazione: 1.682.000 abitanti; cattolici: 302.205; sacerdoti: 81; religiosi: 166), Zambia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Kafue (Zambia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dal 1994 al 1995 è stato Vicario Parrocchiale della New Kanyama Parish; dal 1995 al 1997 Vicario Parrocchiale della Railway-Chowa Parish; dal 1997 al 1999 Direttore della Radio Yatsani e dell’Ufficio Comunicazioni dell’Arcidiocesi di Lusaka; dal 2002 al 2008 Segretario per le Comunicazioni dell’AMECEA a Nairobi (Kenya); dal 2002 al 2009 Presidente di SIGNIS-Africa; dal 2010 Direttore dei programmi inglesi e kishwahili della Radio Vaticana. Succede al Vescovo Emilio Patriarca, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo José Demetrio Jiménez Sánchez-Mariscal, O.S.A., Vescovo Prelato di Cafayate (superficie: 46.847; popolazione: 64.542; cattolici: 57.352; sacerdoti: 13; religiosi: 31; diaconi permanenti: 1, Argentina. Finora Vicario Regionale degli Agostiniani in Argentina, succede al Vescovo Mariano Anastasio Moreno García, O.S.A., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Prelatura territoriale, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 8 febbraio il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo John Keenan, Vescovo di Paisley (superficie: 580; popolazione: 372.800; cattolici: 88.600; sacerdoti: 58; religiosi: 37; diaconi permanenti: 6), Scozia, Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Glasgow (Scozia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 2000 è stato Vicario parrocchiale della “Christ the King” a King’s Park e Cappellano alla “Holyrood Secondary School” a Glasgow (1995-2000). Dal 2000 Cappellano all’Università di Glasgow; dal 2013 Parroco della “Saint Patrick’s” ad Anderston; dal 2013 Direttore delle Vocazioni per l’arcidiocesi di Glasgow.

AVVISO

Città del Vaticano, 10 febbraio 2014 (VIS). Informiamo i nostri lettori, che domani, martedì 11 febbraio, LXXXV anniversario dell'istituzione dello Stato della Città del Vaticano con i Patti Lateranensi, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. L'invio riprenderà mercoledì 12 febbraio.


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