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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 8 novembre 2012

NUOVA EVANGELIZZAZIONE E TUTELA DEI MARITTIMI

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Il Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ed il Padre Gabriele Ferdinando Bentoglio, C.S., Sotto-Segretario del medesimo dicastero, sono intervenuti questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, alla Conferenza Stampa di presentazione del XXIII Congresso dell'Apostolato del Mare, in programma nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, dal 19 al 23 novembre. Al congresso sul tema: "Nuova evangelizzazione nel mondo marittimo", hanno partecipato 410 congressisti provenienti da 71 paesi dei cinque continenti.

"Il Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione, appena terminato e l'Anno della Fede - ha detto il Cardinale Vegliò - sono una sfida per i cappellani e i volontari dell'Apostolato del Mare, che si ritroveranno in questo Congresso per cercare 'risposte pastorali adeguate ai problemi della gente di mare". Fra le sfide il Cardinale Vegliò ha citato i fattori derivanti dall'uso della moderna tecnologia che se da una parte hanno permesso di rendere il lavoro sempre più rapido, dall'altra non sempre sono a beneficio dei marinai, soprattutto "di coloro che accettano contratti di impiego che li portano a vivere per lunghi mesi lontani dalla famiglia". A ciò occorre aggiungere, in anni recenti, "l'abbandono delle navi, con i loro equipaggi, in porti stranieri senza cibo e senza risorse, misure sempre più restrittive che impediscono ai marittimi di scendere a terra, abusi e sfruttamento. (...) Un discorso a parte merita la pirateria, che causa traumi psicologici a lungo termine non solamente al marittimo, ma anche alla sua famiglia".

La comunità internazionale ha affrontato questi problemi adottando la Convenzione sul Lavoro Marittimo (2006) che "stabilisce i requisiti minimi per tutti gli aspetti delle condizioni di lavoro dei marittimi imbarcati sui mercantili" è che è "considerata 'la carta dei diritti della gente di mare'".

"L'Apostolato del Mare, attraverso i suoi cappellani e volontari, ha sempre avuto un occhio di riguardo anche per i pescatori e le loro famiglie. Non esistono statistiche precise riguardo a incidenti che colpiscono le persone che vivono in questo settore lavorativo, ma molte organizzazioni internazionali ritengono che la pesca sia una delle professioni più pericolose al mondo. Accanto a quella regolamentata, poi, non dobbiamo trascurare che esiste il fenomeno della pesca illegale, non dichiarata e non disciplinata, che non di rado è connessa con il traffico di persone e con il lavoro forzato".

Il Padre Gabriele Bentoglio ha a sua volta illustrato i temi del Congresso. Il primo giorno sarà dedicato alla nuova evangelizzazione e in particolare i partecipanti rifletteranno sulla proclamazione del Vangelo ad un numero crescente di marittimi appartenenti ai riti orientali della Chiesa cattolica e ai cristiani ortodossi e di altra denominazione, senza dimenticare l'assistenza ai marittimi che fanno scalo nei porti dei Paesi musulmani".

"'Relazioni efficaci con l'industria marittima' sarà il tema della seconda giornata che sarà aperto dall'intervento del Segretario Generale dell'"International Transport Workers Federation" (ITF) che raggruppa 708 sindacati in rappresentanza di oltre 5 milioni di lavoratori di tutti i settori del trasporto e che raccoglie oltre la metà dei marittimi di tutto il mondo. L'Apostolato del Mare e l'ITF condividono tre obiettivi: migliorare la vita della gente di mare, garantire servizi di primaria assistenza e rispondere alle necessità spirituali e materiali dei marittimi".

I pescatori sono i protagonisti della terza giornata di lavori. L'Apostolato del Mare chiederà, in questa occasione, la ratifica della Convenzione sul Lavoro nel settore della Pesca, ambito che coinvolge circa 36 milioni di persone.

La quarta giornata analizzerà la pirateria marittima, un fenomeno che si estende, soprattutto nell'Oceano Indiano e le acque adiacenti il Corno d'Africa, ma colpisce anche la coste dell'Africa Occidentale, del Sud America e dei Caraibi, "Si tratta - ha detto Padre Bentoglio - di un crimine (...) spesso difficile da affrontare, dove preoccupano soprattutto l'incremento delle violenza nella gestione degli ostaggi, il prolungamento della detenzione e la capacità di resistenza nella gestione complessiva dei sequestri". Nello stesso giorno si tratterà di un settore in crescita nel mondo marittimo, quello delle crociere.

Infine, il Congresso affronterà il tema dell'invio in missione, focalizzandosi sulla "collaborazione ecumenica con altre denominazioni cristiane in moltissimi porti del mondo, senza trascurare, là dove ciò è possibile, anche una certa cooperazione interreligiosa". Saranno presentate importanti iniziative per la tutela dei marittimi: "'il Seafarers' Rights International' (SRI) che coniuga le competenza dell'industria e del mondo giuridico per promuovere i diritti e la tutela legale dei marittimi" e la "Maritime Humanitarian Piracy Response (MHPR) che "assiste i marittimi e le loro famiglie nell'eventualità di incidenti traumatici causati dagli attacchi dei pirati".

MESSAGGIO AGLI INDÙ PER LA FESTA DI DEEPAVALI

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Cristiani e Indù: formare le giovani generazioni ad essere operatori di pace" è il tema del Messaggio che il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha indirizzato ai seguaci dell'Induismo per la festa di Deepavali, la festa della luce, che quest'anno si celebra il 13 novembre. Il documento è firmato anche dal Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, M.C.C.J., Segretario del Dicastero.

"In questo tornante della storia umana, - si legge nel Messaggio - in cui varie forze negative, in molte regioni del mondo, minacciano le legittime aspirazioni ad una pacifica coesistenza, vorremmo avvalerci di questa preziosa tradizione per condividere con voi la riflessione sulla responsabilità di indù, cristiani ed altri nel fare tutto il possibile per formare le persone, specialmente le giovani generazioni, ad essere operatori di pace".

"Formare i giovani ad essere operatori e costruttori di pace è un appello pressante ad un impegno collettivo e ad un’azione comune. Per essere autentica e duratura, la pace si deve fondare sui pilastri della verità, della giustizia, dell’amore e della libertà ed è necessario che ad ogni giovane si insegni soprattutto ad agire sinceramente e rettamente nell’amore e nella libertà. Inoltre, in ogni educazione alla pace, le differenze culturali si dovrebbero certamente considerare come una ricchezza, e non una minaccia o un pericolo".

"La famiglia è la prima scuola di pace ed i genitori sono i principali educatori alla pace. (...) Nelle scuole, nei collegi e nelle università, (...) i loro insegnanti e gli altri responsabili della loro formazione hanno il nobile compito di assicurare un’educazione che rispetti e celebri l’innata dignità di ogni essere umano e che promuova amicizia, giustizia, pace e cooperazione per uno sviluppo umano integrale. Ponendo i valori spirituali e morali a sostrato dell’educazione, anche prevenire negli studenti ideologie che possono causare discordia e divisione diviene per loro un imperativo morale".

"Mentre gli Stati ed i singoli capi in ambito sociale, politico e culturale hanno in generale il loro importante ruolo da svolgere nel rafforzare l’educazione dei giovani, i capi religiosi in particolare, in ragione della loro vocazione ad essere guide spirituali e morali, devono continuare ad ispirare le giovani generazioni a camminare sul sentiero della pace e a divenire messaggeri di pace. Poiché i vari mezzi di comunicazione influenzano considerevolmente la maniera di pensare, di sentire e agire della gente, coloro che sono impegnati in questi campi devono contribuire al massimo a promuovere pensieri, parole ed opere di pace. In verità, i giovani stessi dovrebbero ravvivare gli ideali che propongono agli altri con un uso responsabile della libertà e la promozione di relazioni cordiali, per creare una cultura di pace".


ACCORDO SANTA SEDE E BURUNDI

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Il 6 novembre scorso, negli Uffici della Presidenza della Repubblica del Burundi a Bujumbura, alla presenza del Capo dello Stato, Signor Pierre Nkurunziza, è stato sottoscritto "l'Accordo-quadro tra la Santa Sede e la Repubblica del Burundi su materie di comune interesse".

Hanno firmato: per la Santa Sede l'Arcivescovo Franco Coppola, Nunzio Apostolico nel Burundi e per la Repubblica del Burundi il Signor Laurent Kavakure, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

L'Accordo-quadro, prendendo atto delle buone relazioni che si sono sviluppate tra la Santa Sede e il Burundi negli ultimi cinquant'anni, definisce e garantisce lo statuto giuridico della Chiesa cattolica e regola vari ambiti, tra cui il matrimonio canonico, i luoghi di culto, le istituzioni cattoliche di istruzione e di educazione, l'insegnamento della religione nelle scuole, l'attività assistenziale-caritativa della Chiesa, la cura pastorale nelle forze armate e nelle istituzioni penitenziarie ed ospedaliere, e il regime patrimoniale e fiscale.

UDIENZE

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, Nunzio Apostolico in Israele e in Cipro; Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina

- L'Arcivescovo Antonio Franco, Nunzio Apostolico.

- L'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Nunzio Apostolico.

mercoledì 7 novembre 2012

L'UOMO È CERCATORE DELL’ASSOLUTO

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Nell'Udienza Generale del Mercoledì, Benedetto XVI, nel continuare la catechesi sulla fede cattolica, si è soffermato oggi "su un aspetto affascinante dell'esperienza umana e cristiana: l'uomo porta in sé un misterioso desiderio di Dio".

"Una tale affermazione - ha detto il Papa - (...) potrebbe (...) sembrare una provocazione nell’ambito della cultura occidentale secolarizzata. Molti nostri contemporanei potrebbero infatti obiettare di non avvertire per nulla un tale desiderio di Dio. Per larghi settori della società Egli non è più l’atteso, il desiderato, quanto piuttosto una realtà che lascia indifferenti, davanti alla quale non si deve nemmeno fare lo sforzo di pronunciarsi".

"In realtà, quello che abbiamo definito come 'desiderio di Dio' non è del tutto scomparso e si affaccia ancora oggi, in molti modi, al cuore dell’uomo. Il desiderio umano tende sempre a determinati beni concreti, spesso tutt’altro che spirituali, e tuttavia si trova di fronte all’interrogativo su che cosa sia davvero 'il' bene, e quindi a confrontarsi con qualcosa che è altro da sé, che l’uomo non può costruire, ma è chiamato a riconoscere. Che cosa può davvero saziare il desiderio dell’uomo?".

"Nella mia prima Enciclica, Deus caritas est, ho cercato di analizzare come tale dinamismo si realizzi nell’esperienza dell’amore umano, esperienza che nella nostra epoca è più facilmente percepita come momento di estasi, di uscita da sé, come luogo in cui l’uomo avverte di essere attraversato da un desiderio che lo supera. Attraverso l’amore, l’uomo e la donna sperimentano in modo nuovo, l’uno grazie all’altro, la grandezza e la bellezza della vita e del reale. Se ciò che sperimento non è una semplice illusione, se davvero voglio il bene dell’altro come via anche al mio bene, allora devo essere disposto a de-centrarmi, a mettermi al suo servizio, fino alla rinuncia a me stesso. La risposta alla questione sul senso dell’esperienza dell’amore passa quindi attraverso la purificazione e la guarigione del volere, richiesta dal bene stesso che si vuole all’altro".

"Ci si deve esercitare, allenare, anche correggere - ha proseguito il Santo Padre - perché quel bene possa veramente essere voluto. (...) Nemmeno la persona amata, infatti, è in grado di saziare il desiderio che alberga nel cuore umano, anzi, tanto più autentico è l’amore per l’altro, tanto maggiormente esso lascia dischiudere l’interrogativo sulla sua origine e sul suo destino, sulla possibilità che esso ha di durare per sempre".

"Considerazioni analoghe si potrebbero fare anche a proposito di altre esperienze umane, quali l’amicizia, l’esperienza del bello, l’amore per la conoscenza: ogni bene sperimentato dall’uomo protende verso il mistero che avvolge l’uomo stesso; ogni desiderio che si affaccia al cuore umano si fa eco di un desiderio fondamentale che non è mai pienamente saziato".

"L’uomo, in definitiva - ha affermato il Pontefice - conosce bene ciò che non lo sazia, ma non può immaginare o definire ciò che gli farebbe sperimentare quella felicità di cui porta nel cuore la nostalgia. Non si può conoscere Dio a partire soltanto dal desiderio dell’uomo. Da questo punto di vista rimane il mistero: l’uomo è cercatore dell’Assoluto, un cercatore a passi piccoli e incerti".

"Dobbiamo pertanto ritenere che sia possibile anche nella nostra epoca, apparentemente tanto refrattaria alla dimensione trascendente, aprire un cammino verso l’autentico senso religioso della vita, che mostra come il dono della fede non sia assurdo, non sia irrazionale" - ha sottolineato Benedetto XVI che ha proposto di promuovere "una sorta di pedagogia del desiderio, (...) che comprende almeno due aspetti. In primo luogo, imparare o re-imparare il gusto delle gioie autentiche della vita. Non tutte le soddisfazioni producono in noi lo stesso effetto: alcune lasciano una traccia positiva, sono capaci di pacificare l’animo, ci rendono più attivi e generosi. Altre invece, dopo la luce iniziale, sembrano deludere le attese che avevano suscitato e talora lasciano dietro di sé amarezza, insoddisfazione o un senso di vuoto".

Il secondo aspetto della pedagogia del desiderio "è il non accontentarsi mai di quanto si è raggiunto. Proprio le gioie più vere sono capaci di liberare in noi quella sana inquietudine che porta ad essere più esigenti – volere un bene più alto, più profondo – e insieme a percepire con sempre maggiore chiarezza che nulla di finito può colmare il nostro cuore. Impareremo così a tendere, disarmati, verso quel bene che non possiamo costruire o procurarci con le nostre forze; a non lasciarci scoraggiare dalla fatica o dagli ostacoli che vengono dal nostro peccato".

Il Santo Padre ha affermato infine che: "Il dinamismo del desiderio è sempre aperto alla redenzione. Anche quando esso si inoltra su cammini sviati, quando insegue paradisi artificiali e sembra perdere la capacità di anelare al vero bene. Anche nell’abisso del peccato non si spegne nell’uomo quella scintilla che gli permette di riconoscere il vero bene, di assaporarlo, e di avviare così un percorso di risalita, al quale Dio, con il dono della sua grazia, non fa mancare mai il suo aiuto".

"Non si tratta, dunque, di soffocare il desiderio che è nel cuore dell’uomo - ha concluso il Pontefice - ma di liberarlo, affinché possa raggiungere la sua vera altezza. Quando nel desiderio si apre la finestra verso Dio, questo è già segno della presenza della fede nell’animo, fede che è una grazia di Dio".



NUOVO APPELLO DEL PAPA PER LA PACE IN SIRIA

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Papa ha lanciato il seguente appello per la pace in Siria:

"Continuo a seguire con particolare apprensione la tragica situazione di violenza in Siria, dove non cessa il rumore delle armi e aumenta ogni giorno il numero delle vittime e l’immane sofferenza della popolazione, in particolare di quanti hanno dovuto lasciare le loro case. Per manifestare la mia solidarietà e quella di tutta la Chiesa alla popolazione in Siria e la vicinanza spirituale alle comunità cristiane del Paese, era mio desiderio inviare una Delegazione di Padri Sinodali a Damasco".

"Purtroppo, diverse circostanze e sviluppi non hanno reso possibile l’iniziativa nelle modalità auspicate, e perciò ho deciso di affidare una missione speciale all’Em.mo Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum. Da oggi fino al 10 novembre corrente egli si trova in Libano, dove incontrerà Pastori e Fedeli delle Chiese che sono presenti in Siria; visiterà alcuni rifugiati provenienti da tale Paese e presiederà una riunione di coordinamento delle istituzioni caritative cattoliche, alle quali la Santa Sede ha chiesto un particolare impegno in favore della popolazione siriana, sia dentro che fuori del Paese".

"Mentre elevo la mia preghiera a Dio, rinnovo l’invito alle parti in conflitto e a quanti hanno a cuore il bene della Siria a non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca della pace e a perseguire, attraverso il dialogo, le strade che portano ad una giusta convivenza, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto. Dobbiamo fare tutto il possibile, perché un giorno potrebbe essere troppo tardi".

MESSAGGIO DI AUGURI DEL PAPA AL PRESIDENTE OBAMA

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Benedetto XVI, tramite la Nunziatura Apostolica a Washington, ha fatto pervenire un messaggio di auguri al Presidente Barack Obama, che è stato rieletto Presidente degli Stati Uniti d'America.

Nel suo messaggio il Santo Padre porge i suoi auguri al Presidente per il nuovo mandato e assicura le sue preghiere affinché Dio lo assista nelle sue altissime responsabilità di fronte al Paese e alla comunità internazionale e "affinché gli ideali di libertà e giustizia che hanno guidato i fondatori degli Stati Uniti d’America continuino a risplendere nel cammino della nazione".

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha commentato: "Come tutti sappiamo, il compito del Presidente degli Stati Uniti è un compito di immensa responsabilità non solo per il suo grande Paese, ma per tutto il mondo, dato il ruolo degli Stati Uniti sulla scena internazionale".

"Perciò tutti auguriamo al Presidente Obama, riconfermato oggi nella sua funzione dalle elezioni appena compiute, di rispondere alle attese che si rivolgono verso di lui dai suoi concittadini, perché possa servire il diritto e la giustizia per il bene e la crescita di ogni persona, nel rispetto dei valori umani e spirituali essenziali, nella promozione della cultura della vita e della libertà religiosa".


MORTE DEL PATRIARCA MAXIM DI BULGARIA

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara, per la morte, all'età di 98 anni, di Sua Santità Maxim, Metropolita di Sofia e Patriarca di Bulgaria. Per lunghi anni - scrive Benedetto XVI il defunto "ha servito con devozione il Signore ed il suo popolo. A nome della Chiesa cattolica mi unisco al vostro dolore nella preghiera (...). Partecipando al dolore della Chiesa ortodossa di Bulgaria, ringrazio Dio per tutto il bene che il defunto Patriarca ha acquisito per la sua Chiesa e il popolo del suo Paese. Ricordo in particolare la cordiale accoglienza che fu riservata al Beato Giovanni Paolo II (...) nel maggio 2002. Ringrazio il Signore per le buone relazioni che il Patriarca ha intrattenuto con la Chiesa cattolica (...) e auspico che tali buoni rapporti proseguano per la diffusione del Vangelo".

VISITA DEL SANTO PADRE AD UNA CASA PER ANZIANI

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). In occasione dell'Anno Europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni, il prossimo lunedì 12 novembre, alle 11:00, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in visita alla Casa-Famiglia "Viva gli Anziani" della Comunità di Sant'Egidio, in Via Nicola Fabrizi 2, Roma.

NOMINA NUOVO DIRETTORE E NUOVO CONSIGLIERE DELL'AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA (AIF)

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). L'Avvocato Francesco De Pasquale, Direttore dell'Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) dal giugno 2011, è stato nominato membro del Consiglio Direttivo della medesima Autorità. Gli succede il Dottor René Brülhart, ex responsabile dell'Unità di Informazione Finanziaria del Liechtenstein.

L'Avvocato Francesco De Pasquale, funzionario con lunga esperienza nell'Ufficio italiano cambi e Banca d'Italia, dal giugno del 2011 Direttore dell'Autorità di Informazione Finanziaria, è diventato membro del Consiglio Direttivo della medesima Autorità (che, come è noto, oltre al Presidente, Cardinale Nicora, comprende il Professor Condemi, il Professor Dalla Torre, il Professor Bianchi, il Dottor Testa).

Per succedergli, il Cardinale Nicora ha nominato il Dottor René Brülhart. Questi, già Presidente del Gruippo Egmont, la rete internazionale di unità di informazione finanziaria, da settembre di quest'anno è consigliere della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Con la promozione dell'Avvocato De Pasquale nel Consiglio Direttivo e la nomina del Dottor Brülhart, l'AIF potenzia la sua organizzazione interna. Inoltre, ciò rappresenta un ulteriore passo, nel processo di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

UDIENZE

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza S.E. Mons. Müller Gerhard Ludwig, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jorge Alves Bezerra, S.S.S., Vescovo di Paracatu (superficie: 54.387; popolazione: 332.000; cattolici: 259.000; sacerdoti: 44; religiosi: 13; diaconi permanenti: 13), Brasile. Finora Vescovo della diocesi di Jardim (Brasile), succede al Vescovo Leonardo de Miranda Pereira, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Eraldo Bispo da Silva, Vescovo della Diocesi di Patos (superficie: 10.874; popolazione: 402.000; cattolici: 368.000; sacerdoti: 49; religiosi: 42; diaconi permanenti: 8), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Monteiro (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Nel 1993 è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia "Santa Rita de Cássia" nella diocesi di Barreiras; dal 1994 al 2000 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia "Nossa Senhora Aparecida" a São Desiderio; dal 2000 al 2005 è stato Parroco della Parrocchia "Senhora Sant'Ana" a Riachão das Neves; dal 2005 al 2012 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia “Nossa Senhora Aparecida”, a Luís Eduardo Magalhães (2005-2012); dal 1997 al 1999 e dal 2004 al 2006 è stato Coordinatore Diocesano della Pastorale; dal 1999 al 2007 è stato Responsabile per i seminaristi della diocesi; dal 2010 al 2011 è stato Segretario del Consiglio Presbiterale, Membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio per gli Affari Economici della diocesi di Barreiras; Giudice Uditore della Camera Ecclesiastica della diocesi; Amministratore Diocesano di Barreiras. Attualmente è Vicario Generale della diocesi e Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora do Perpétuo Socorro”, a Barreiras.

- Ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze: il Signor Vanderlei Salvador Bagnato, Professore di Fisica presso l'Università di San Paolo (Brasile) ed il Signor Joachim von Braun, Professore Ordinario di Economia e Innovazione Tecnologia e Direttore del "Centro di Ricerca per lo Sviluppo" dell'Università di Bonn (Repubblica Federale di Germania).

martedì 6 novembre 2012

QUINTO ANNIVERSARIO MOTU PROPRIO SUMMORUM PONTIFICUM

Città del Vaticano, 6 novembre 2012 (VIS). In un messaggio inviato a nome del Santo Padre Benedetto XVI in occasione del quinto anniversario della Lettera Apostolica "Summorum Pontificum", il Cardinale Tarcisio Bertone, S.d.B., Segretario di Stato ha affermato che: "Attraverso questo motu proprio, il Santo Padre ha voluto rispondere all'attesa dei fedeli legati alle forme liturgiche anteriori" al Concilio Vaticano II.

La Lettera Apostolico "Motu Proprio data", "Summorum Pontificum" di Benedetto XVI, sull'uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970, è stata pubblicata il 7 luglio del 2007 ed è entrata in vigore il 14 settembre dello stesso anno.

Il Segretario di Stato afferma nel suo messaggio che: "È cosa buona conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa e dar loro il giusto spazio, riconoscendo tuttavia pienamente il valore e la santità della forma ordinaria del rito romano".

Nell'Anno della Fede, aggiunge il Cardinale Bertone, "promulgato mentre la Chiesa celebra il 50° anniversario del Concilio Vaticano II, il Santo Padre invita tutti i fedeli a manifestare in modo particolare la loro unità nella fede; così essi saranno artefici efficaci della nuova evangelizzazione".

Il messaggio, redatto in francese, è stato letto in occasione del pellegrinaggio internazionale a Roma "Una cum Papa nostro", promosso dal "Coetus internationalis Summorum Pontificum" e culminato con la Messa presieduta dal Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, celebrata secondo la forma straordinaria del rito romano. Alla Santa Messa hanno partecipato numerosi fedeli appartenenti ai gruppi legati all'uso del messale approvato nel 1962 da Giovanni XXIII e in vigore fino alla riforma conciliare.

SESSIONE DELL'ASSEMBLEA GENERALE "INTERPOL"

Città del Vaticano, 6 novembre 2012 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per le Relazioni con gli Stati, è intervenuto ieri alla 81ma sessione dell'Assemblea generale dell'Interpol, tenutasi nella giornata di ieri a Roma. Riferendosi al tema dei lavori, "la polizia di fronte alle sfide della violenza criminale contemporanea", l'Arcivescovo Mamberti ha ricordato che: "Il fenomeno criminale ha conosciuto un incremento sostanziale sia dal punto di vista quantitativo che sotto il profilo della violenza delle sue manifestazioni. Le caratteristiche dell’azione criminale si sono evolute in modo preoccupante, essendosi pericolosamente aggravate l’aggressività e l’efferatezza degli episodi. Inoltre, le attività criminali si articolano ad un livello ormai planetario, con sistemi di coordinamento e secondo patti criminali che superano i confini degli Stati".

"La lotta ad ogni forma di violenza, soprattutto a quella che si manifesta con maggior brutalità, presuppone il dovere morale di contribuire a realizzare le condizioni affinché essa non nasca o si sviluppi. Coloro che operano all’interno delle istituzioni di pubblica sicurezza, come le forze di polizia che voi rappresentate, sono consapevoli che i primi anticorpi ad ogni forma di criminalità sono proprio i cittadini di ogni Paese. Nell’alleanza e nella solidarietà tra cittadini e forze dell’ordine si realizza il miglior bastione di resistenza alla criminalità".

"Tra le azioni più efficaci per creare un contesto sociale ordinato al bene comune figura la rimozione delle cause che originano ed alimentano situazioni di ingiustizia. In questo ambito un ruolo primario e preventivo deve essere riconosciuto all’educazione ispirata al rispetto della vita umana in ogni circostanza. Senza di essa non è possibile infatti realizzare un tessuto sociale forte e coeso nei valori fondamentali, capace di resistere alle provocazioni della violenza estrema. In tal senso, luogo primigenio del farsi uomo è la famiglia. In essa i figli sperimentano il valore della propria dignità trascendente, in quanto accolti nella gratuità preveniente dell’amore reciproco e stabile degli sposi. In essa si fa esperienza delle prime forme di giustizia e di perdono, cemento delle relazioni intra-familiari e base per il corretto inserimento nella vita sociale".

lunedì 5 novembre 2012

CAPPELLA SISTINA: STORIA DI LUCE E DI SALVEZZA

Città del Vaticano, 31 ottobre 2012 (VIS). Come il predecessore Giulio II nel 1512, Benedetto XVI ha presieduto questo pomeriggio, nella Cappella Sistina, la Celebrazione dei primi Vespri della solennità di tutti i Santi. In questo stesso giorno, cinque secoli fa, si inaugurava la Cappella Sistina, dopo che Michelangelo aveva completato l'affresco della Volta.

"Perché ricordare tale evento storico-artistico in una celebrazione liturgica? - ha detto Benedetto XVI - Anzitutto perché la Sistina è, per sua natura, un’aula liturgica, è la Cappella magna del Palazzo Apostolico Vaticano. Inoltre, perché le opere artistiche che la decorano, in particolare i cicli di affreschi, trovano nella liturgia, per così dire, il loro ambiente vitale, il contesto in cui esprimono al meglio tutta la loro bellezza, tutta la ricchezza e la pregnanza del loro significato. (...) In poche parole: la Cappella Sistina, contemplata in preghiera, è ancora più bella, più autentica; si rivela in tutta la sua ricchezza".

Il Papa, citando Giorgio Vasari, che definisce la Sistina come luce dell'arte che ha illuminato il mondo, ha affermato: "Ma non si tratta solo di luce che viene dal sapiente uso del colore ricco di contrasti, o dal movimento che anima il capolavoro michelangiolesco, ma dall’idea che percorre la grande volta: è la luce di Dio quella che illumina questi affreschi e l’intera Cappella Papale. Quella luce che con la sua potenza vince il caos e l’oscurità per donare vita: nella creazione e nella redenzione. E la Cappella Sistina narra questa storia di luce, di liberazione, di salvezza, parla del rapporto di Dio con l’umanità.

"Con la geniale volta di Michelangelo, lo sguardo viene spinto a ripercorrere il messaggio dei Profeti, a cui si aggiungono le Sibille pagane in attesa di Cristo, fino al principio di tutto: 'In principio Dio creò il cielo e la terra'. Con un’intensità espressiva unica, il grande artista disegna il Dio Creatore, la sua azione, la sua potenza, per dire con evidenza che il mondo non è prodotto dell’oscurità, del caso, dell’assurdo, ma deriva da un’Intelligenza, da una Libertà, da un supremo atto di Amore. In quell’incontro tra il dito di Dio e quello dell’uomo, noi percepiamo il contatto tra il cielo e la terra; in Adamo Dio entra in una relazione nuova con la sua creazione, l’uomo è in diretto rapporto con Lui, è chiamato da Lui, è a immagine e somiglianza di Dio".

"Pregare stasera in questa Cappella Sistina, avvolti dalla storia del cammino di Dio con l’uomo, mirabilmente rappresentata negli affreschi che ci sovrastano e ci circondano, è un invito alla lode".



MESSAGGIO DEL PAPA PER L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLA CHIESA ORTODOSSA COPTA

Città del Vaticano, 5 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un messaggio al nuovo Capo della Chiesa Ortodossa Copta, Sua Santità Anba Tawadros, Papa eletto di Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco.

Nel messaggio in lingua inglese, Benedetto XVI esprime la sua gioia nell'apprendere la notizia della sua elezione e scrive: "Sono fiducioso che, come il suo famoso predecessore Papa Shenouda III, lei sarà un autentico padre spirituale per la sua gente ed una efficace guida per tutti i suoi concittadini nel costruire il nuovo Egitto in pace ed armonia, servendo il bene comune e il bene di tutto il Medio Oriente. In questi tempi difficili è importante per tutti i cristiani testimoniare l'amore e l'amicizia che li unisce, attenti alla preghiera offerta da nostro Signore nell'Ultima Cena: che tutti siano una cosa sola, perché il mondo creda".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE PER NOVEMBRE

Città del Vaticano, 5 novembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di novembre affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i Vescovi, i sacerdoti e tutti i ministri del Vangelo diano coraggiosa testimonianza di fedeltà al Signore crocifisso e risorto".

Missionaria: "Perché la Chiesa pellegrina sulla terra risplenda come luce delle nazioni".


ANGELUS: IL DUPLICE COMANDAMENTO DELL'AMORE

Città del Vaticano, 5 novembre 2012 (VIS). Ieri mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha commentato il Vangelo di questa domenica che ripropone l'insegnamento di Gesù "sul più grande comandamento: il comandamento dell’amore, che è duplice: amare Dio e amare il prossimo. I Santi, che abbiamo da poco celebrato tutti insieme in un’unica festa solenne - ha detto il Papa - sono proprio coloro che, confidando nella grazia di Dio, cercano di vivere secondo questa legge fondamentale. In effetti, il comandamento dell’amore lo può mettere in pratica pienamente chi vive in una relazione profonda con Dio, proprio come il bambino diventa capace di amare a partire da una buona relazione con la madre e il padre. (...) L'amore non è un'imposizione, è un dono, una realtà che Dio ci fa conoscere e sperimentare perché, come un seme, cresca anche dentro di noi e si sviluppi nella nostra vita".

"Se l’amore di Dio ha messo radici profonde in una persona, questa è in grado di amare anche chi non lo merita, come appunto fa Dio verso di noi. Il padre e la madre non amano i figli solo quando lo meritano: li amano sempre, anche se naturalmente fanno loro capire quando sbagliano. Da Dio noi impariamo a volere sempre e solo il bene e mai il male. Impariamo a guardare l’altro non solamente con i nostri occhi, ma con lo sguardo di Dio, che è lo sguardo di Gesù Cristo. Uno sguardo che (...) va al di là delle apparenze e riesce a cogliere le attese profonde dell’altro: attese di essere ascoltato, di un’attenzione gratuita; in una parola: di amore. Ma si verifica anche il percorso inverso: che aprendomi all’altro così com’è, andandogli incontro (...) io mi apro anche a conoscere Dio, a sentire che Egli c’è ed è buono".

"Amore di Dio e amore del prossimo sono inseparabili e stanno in rapporto reciproco. Gesù non ha inventato né l’uno né l’altro, ma ha rivelato che essi sono, in fondo, un unico comandamento, e lo ha fatto non solo con la parola, ma soprattutto con la sua testimonianza: la Persona stessa di Gesù e tutto il suo mistero incarnano l’unità dell’amore di Dio e del prossimo, come i due bracci della Croce, verticale e orizzontale. Nell’Eucaristia Egli ci dona questo duplice amore, donandoci Se stesso, perché, nutriti di questo Pane, ci amiamo gli uni gli altri come Lui ci ha amato".


SOLIDA SPERANZA DEI CRISTIANI NELLA RISURREZIONE

Città del Vaticano, 3 novembre 2012 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto la Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell'anno. Il Papa ha ricordato in particolare i Cardinali John Patrick Foley, Anthony Bevilacqua, José Sánchez, Ignace Moussa Daoud, Luis Aponte Martinez, Rodolfo Quezada Toruño, Eugênio de Araújo Sales, Paul Shan Kuo-Hsi, Carlo Maria Martini e Fortunato Baldelli.

Di seguito riportiamo alcuni estratti dell'omelia del Papa:

"I luoghi della sepoltura costituiscono come una sorta di assemblea, nella quale i vivi incontrano i propri defunti e con loro rinsaldano i vincoli di una comunione che la morte non ha potuto interrompere. E qui a Roma, in quei cimiteri peculiari che sono le catacombe, avvertiamo, come in nessun altro luogo, i legami profondi con la cristianità antica, che sentiamo così vicina".

"Quando ci inoltriamo nei corridoi delle catacombe romane - come pure in quelli dei cimiteri delle nostre città e dei nostri paesi -, è come se noi varcassimo una soglia immateriale ed entrassimo in comunicazione con coloro che lì custodiscono il loro passato, fatto di gioie e di dolori, di sconfitte e di speranze. Ciò avviene, perché la morte riguarda l’uomo di oggi esattamente come quello di allora; e anche se tante cose dei tempi passati ci sono diventate estranee, la morte è rimasta la stessa".

"Ma come rispondiamo noi cristiani alla questione della morte? Rispondiamo con la fede in Dio, con uno sguardo di solida speranza che si fonda sulla Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. Allora la morte apre alla vita, a quella eterna, che non è un infinito doppione del tempo presente, ma qualcosa di completamente nuovo. La fede ci dice che la vera immortalità alla quale aspiriamo non è un’idea, un concetto, ma una relazione di comunione piena con il Dio vivente: è lo stare nelle sue mani, nel suo amore, e diventare in Lui una cosa sola con tutti i fratelli e le sorelle che Egli ha creato e redento, con l’intera creazione. (...) Questa è la vita giunta alla sua pienezza: quella in Dio; una vita che noi ora possiamo soltanto intravedere come si scorge il cielo sereno attraverso la nebbia".

"I Pastori che oggi ricordiamo hanno, infatti, servito la Chiesa con fedeltà e amore, affrontando talvolta prove onerose, pur di assicurare al gregge loro affidato attenzione e cura. Nella varietà delle rispettive doti e mansioni, hanno dato esempio di solerte vigilanza, di saggia e zelante dedizione al Regno di Dio, offrendo un prezioso contributo alla stagione post-conciliare, tempo di rinnovamento in tutta la Chiesa".

"La Mensa eucaristica, alla quale si sono accostati, dapprima come fedeli e poi, quotidianamente, come ministri, anticipa nel modo più eloquente quanto il Signore ha promesso nel 'discorso della montagna': il possesso del Regno dei cieli, il prendere parte alla mensa della Gerusalemme celeste. Preghiamo perché ciò si compia per tutti. La nostra preghiera è alimentata da questa ferma speranza che 'non delude', perché garantita da Cristo che ha voluto vivere nella carne l’esperienza della morte per trionfare su di essa con il prodigioso avvenimento della Risurrezione".


CARDINALE MURPHY-O'CONNOR INVIATO SPECIALE A DHAKA

Città del Vaticano, 3 novembre 2012 (VIS). Oggi è stata pubblicata la Lettera pontificia, redatta in latino e datata 12 ottobre, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo emerito di Westminster (Regno Unito), suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 125° anniversario dell'Arcidiocesi di Dhaka (Bangladesh) e del IV centenario dell'evangelizzazione del territorio bengalese, in programma dal 9 al 10 novembre prossimo.

La missione che accompagnerà il Cardinale è composta da Don Abel B. Rozario e dal Padre Adam Pereira, C.S.C.


BENEDETTO XVI PREGA PER I PONTEFICI DEFUNTI

Città del Vaticano, 3 novembre 2012 (VIS). Come di consueto nella commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Santo Padre si è recato nel pomeriggio di ieri alle Grotte della Basilica Vaticana per pregare per i Pontefici ivi sepolti e per tutti i defunti.

IL PAPA SPIEGA LA DINAMICA DELLA COMUNIONE DEI SANTI

Città del Vaticano, 1 novembre 2012 (VIS). La Solennità dei Tutti i Santi ci fa riflettere "sul duplice orizzonte dell’umanità, che esprimiamo simbolicamente con le parole 'terra' e 'cielo': la terra rappresenta il cammino storico, il cielo l’eternità, la pienezza della vita in Dio" ha detto il Papa ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus.

"E così questa festa ci fa pensare alla Chiesa nella sua duplice dimensione: la Chiesa in cammino nel tempo e quella che celebra la festa senza fine, la Gerusalemme celeste. Queste due dimensioni sono unite dalla realtà della 'comunione dei santi': una realtà che comincia quaggiù sulla terra e raggiunge il suo compimento in Cielo. Nel mondo terreno, la Chiesa è l’inizio di questo mistero di comunione che unisce l’umanità, un mistero totalmente incentrato su Gesù Cristo: è Lui che ha introdotto nel genere umano questa dinamica nuova, un movimento che la conduce verso Dio e al tempo stesso verso l’unità, verso la pace in senso profondo. (...) Essere cristiani, far parte della Chiesa significa aprirsi a questa comunione, come un seme che si schiude nella terra, morendo, e germoglia verso l’alto, verso il cielo".

"I Santi - quelli che la Chiesa proclama tali, ma anche tutti i santi e le sante che solo Dio conosce, e che oggi pure celebriamo - hanno vissuto intensamente questa dinamica. In ciascuno di loro, in modo molto personale, si è reso presente Cristo, grazie al suo Spirito che opera mediante la Parola e i Sacramenti. Infatti, l’essere uniti a Cristo, nella Chiesa, non annulla la personalità, ma la apre, la trasforma con la forza dell’amore, e le conferisce, già qui sulla terra, una dimensione eterna. In sostanza, significa diventare conformi all’immagine del Figlio di Dio, realizzando il progetto di Dio che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Ma questo inserimento in Cristo ci apre - come avevo detto - anche alla comunione con tutti gli altri membri del suo Corpo mistico che è la Chiesa, una comunione che è perfetta nel 'Cielo', dove non c’è alcun isolamento, alcuna concorrenza o separazione".

"Nei santi vediamo la vittoria dell’amore sull’egoismo e sulla morte: vediamo che seguire Cristo porta alla vita, alla vita eterna, e dà senso al presente, (...) perché lo riempie d’amore, di speranza. Solo la fede nella vita eterna ci fa amare veramente la storia e il presente, ma senza attaccamenti, nella libertà del pellegrino, che ama la terra perché ha il cuore in Cielo. La Vergine Maria ci ottenga la grazia di credere fortemente nella vita eterna e di sentirci in vera comunione con i nostri cari defunti".



UDIENZE

Città del Vaticano, 5 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Francis C.Okeke, Ambasciatore di Nigeria, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Signor John Anthony Gerard McCarthy, Ambasciatore di Australia, in occasione delle Lettere Credenziali.

- Il Signor Germán Cardona Gutiérrez, Ambasciatore di Colombia, in occasione delle Lettere Credenziali.

- Il Signor Miguel Humberto Díaz, Ambasciatore degli Stati Uniti d’America, con la Consorte, in visita di congedo.

Venerdì 2 novembre il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia (Polonia).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 5 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Promotore della Fede, (Prelato Teologo), della Congregazione delle Cause dei Santi, il Monsignore Carmelo Pellegrino, finora Relatore del medesimo Dicastero.

Sabato 3 novembre, il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Guido Pozzo, Elemosiniere di Sua Santità, elevandolo in pari tempo alla Sede Arcivescovile titolare di Bagnoregio. L'Arcivescovo eletto è nato a Trieste (Italia), nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Ha iniziato il servizio presso la Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1987. Finora Segretario della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", succede all'Arcivescovo Félix del Blanco Prieto, del quale il Santo Padre ha accettato la rinunzia al medesimo incarico, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Pius Thomas D'Souza, Vescovo di Ajmer (superficie: 146.681; popolazione: 17.595.585; cattolici: 9.190; sacerdoti: 43, religiosi: 423), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Bantwal (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Dal 1982 al 1987 è stato Vicario parrocchiale nelle parrocchie di missione: Bailparao e Dhamola, nella Diocesi di Lucknow; dal 1987 al 1989 è stato Professore di Filosofia al "St. Joseph's Regional Seminary" ad Allahabad; dal 1994 al 1996 è stato Parroco e Principal della scuola parrocchiale della "Sacred Heart Parish" a Dohna; dal 1996 è stato Cancelliere ed Education Secretary della Diocesi di Bareilly. Succede al Vescovo Ignatius Menezes, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto emerito della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, Suo Inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del 500° anniversario dell'Arcidiocesi di Ljubljana (Slovenia), che avrà luogo domenica 9 dicembre 2012.


mercoledì 31 ottobre 2012

LA CHIESA È IL LUOGO DELLA TRASMISSIONE DELLA FEDE

Città del Vaticano, 31 ottobre 2012 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre ha continuato la catechesi sulla fede cattolica iniziando, questa mattina, con alcune domande: "La fede ha un carattere solo personale, individuale? Vivo la mia fede da solo?".

"Certo - ha detto il Papa - ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro - l’atto di fede è un atto eminentemente personale, che avviene nell’intimo più profondo e che segna un cambiamento di direzione, una conversione personale (...). Ma questo mio credere non è il risultato di una mia riflessione solitaria, (...) ma è frutto di una relazione, di un dialogo (...)
con Gesù che mi fa uscire dal mio 'io' racchiuso in me stesso per aprirmi all’amore di Dio Padre. È come una rinascita in cui mi scopro unito non solo a Gesù, ma anche a tutti quelli che hanno camminato e camminano sulla stessa via; e questa nuova nascita, che inizia con il Battesimo, continua per tutto il percorso dell'esistenza".

"Non posso costruire la mia fede personale in un dialogo privato con Gesù - ha proseguito il Pontefice - perché la fede mi viene donata da Dio attraverso una comunità credente che è la Chiesa e mi inserisce così nella moltitudine dei credenti in una comunione che non è solo sociologica, ma radicata nell’eterno amore di Dio (...) Il Catechismo della Chiesa Cattolica riassume in modo chiaro così: "'Credere' è un atto ecclesiale. La fede della Chiesa precede, genera, sostiene e nutre la nostra fede. La Chiesa è la Madre di tutti i credenti".

"Agli inizi dell’avventura cristiana, quando lo Spirito Santo scende con potenza sui discepoli, nel giorno di Pentecoste (...) la Chiesa nascente riceve la forza per attuare la missione affidatale dal Signore risorto: diffondere in ogni angolo della terra il Vangelo, la buona notizia del Regno di Dio, e guidare così ogni uomo all’incontro con Lui, alla fede che salva. Così inizia il cammino della Chiesa, comunità che porta questo annuncio nel tempo e nello spazio, comunità che è il Popolo di Dio (...) i cui membri non appartengono ad un particolare gruppo sociale o etnico, ma sono uomini e donne provenienti da ogni nazione e cultura. È un popolo 'cattolico', che parla lingue nuove, universalmente aperto ad accogliere tutti, oltre ogni confine, abbattendo tutte le barriere".

La Chiesa, dunque, fin dagli inizi è il luogo della fede, il luogo della trasmissione della fede (...) Vi è un’ininterrotta catena di vita della Chiesa, di annuncio della Parola di Dio, di celebrazione dei Sacramenti, che giunge fino a noi e che chiamiamo Tradizione. Essa ci dà la garanzia che ciò in cui crediamo è il messaggio originario di Cristo, predicato dagli Apostoli. (...) È nella comunità ecclesiale che la fede personale cresce e matura".

"E’ interessante osservare come nel Nuovo Testamento - ha spiegato il Papa - la parola 'santi' designa i cristiani nel loro insieme, e certamente non tutti avevano le qualità per essere dichiarati santi dalla Chiesa.(...) Coloro che avevano e vivevano la fede in Cristo risorto erano chiamati a diventare un punto di riferimento per tutti gli altri, mettendoli così in contatto con la Persona e con il Messaggio di Gesù, che rivela il volto del Dio vivente. E questo vale anche per noi: un cristiano che si lascia guidare e plasmare man mano dalla fede della Chiesa, nonostante le sue debolezze, i suoi limiti e le sue difficoltà, diventa come una finestra aperta alla luce del Dio vivente, che riceve questa luce e la trasmette al mondo".

"La tendenza, oggi diffusa, a relegare la fede nella sfera del privato contraddice quindi la sua stessa natura. Abbiamo bisogno della Chiesa per avere conferma della nostra fede e per fare esperienza insieme dei doni di Dio (...) In un mondo in cui l’individualismo sembra regolare i rapporti fra le persone, rendendole sempre più fragili, la fede ci chiama ad essere popolo di Dio, ad essere Chiesa, portatori dell’amore e della comunione di Dio per tutto il genere umano", ha concluso il Pontefice.

IL PAPA PREGA PER LE VITTIME DELL'URAGANO SANDY

Città del Vaticano, 31 ottobre 2012 (VIS). "Preoccupato della devastazione causata dall'uragano che recentemente ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti d'America, offro le mie preghiere per le vittime ed esprimo la mia solidarietà a quanti sono impegnati nella ricostruzione".

"Nel contesto del mese del rosario che volge al termine e della Solennità di tutti i Santi che celebreremo domano, ringraziamo Dio per l'Anno della Fede ed anche per il Sinodo dei Vescovi ed i suoi orientamenti riguardanti la nuova evangelizzazione".

Infine il Papa ha rivolto parole di saluto in italiano ai Rettori delle Università Cattoliche riuniti a Roma auspicando che: "la visita alle Tombe degli Apostoli accresca in tutti il senso di appartenenza alla Chiesa".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 31 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

Ha nominato il Reverendo Peter Parapullil Vescovo di Jhansi (superficie 29.418; popolazione 8.233.914; cattolici: 3.936; sacerdoti: 54 sacerdoti; religiosi: 236), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Perumanoor (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Dal 1976 al1978 è stato Assistente Parrocchiale, Pakdilpur Mission; dal 1978 al 1979 è stato Assistente Parrocchiale a St. John, Lashkar; dal 1979 al 1981 è stato Assistente Parrocchiale al "Christ the King Church"; dal 1981 al 1982 è stato Rettore della Scuola Apostolica; dal 1982 al 1992 è stato Procuratore e Rettore del Santuario di San Giuda, Jhansi; dal 1993 al1999 è stato Direttore del "Social Work"; dal 1994 al 1998 è stato Membro di Caritas India; dal 1998 al 1999 è stato Direttore del Settore Comunicazioni; dal 1999 al 2005 è stato Segretario del Vescovo, Responsabile della Pastorale ed Archivista della Curia; dal 2003 è stato Vice Presidente di Uttar Pradesh Utaranchal di Signis India; dal 2005 Vicario Generale di Jhansi; dal 2006 al 2012 Parroco della Cattedrale di Jhansi; dal 2012 Preside del "Christ the King College" di Jhansi. Succede al Vescovo Frederick D’Souza del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Pedro Vázquez Villalobos, Vescovo di Puerto Escondido (superficie: 13.221; popolazione: 496.000; cattolici: 450.000; sacerdoti: 45; religiosi: 53), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Huisquilco (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Dal 1990 al 1996 è stato Vicario parrocchiale, Parroco della Parrocchia "San Agustín" a Tototlán; dal 1996 al 2010 è stato Parroco di "Santa Maria Guadalupe" ad Arandas e Coordinatore della "Fraterna Asistencia y Seguro Social para los sacerdotes diocesansos". Dal 2010 è stato Vicario Generale è stato della Diocesi di San Juan de los Lagos.

- Ha nominato il Reverendo Robert Heerman Flock Bever, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cochabamba (superficie: 32.306; popolazione: 1.668.000; cattolici: 1.534.000; sacerdoti: 307; religiosi: 1.295; diaconi permanenti: 28), Bolivia. Il Vescovo eletto è nato a Sparta (Stati Uniti d'America) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Nel 1982 è stato Vicario cooperatore della Parrocchia di "St. Patrick" in Onalaska; nel 1983 è stato Vicario cooperatore della Parrocchia "Our Lady of Peace" in Marschfield e Cappellano Assessore presso il "Columbus High School"; nel 1985 è stato Parroco della Parrocchia "St. Stephen" in Chili. Nel 1988 è giunto come sacerdote "fidei donum" nell'Arcidiocesi Santa Cruz de la Sierra in Bolivia; nel 1988 è stato Vicario cooperatore della Parrocchia "La Santa Cruz"; dal 1989 al 2000 è stato Responsabile della Pastorale Vocazionale; dal 2000 ad oggi è stato Parroco della Parrocchia "La Santa Cruz"; dal 1997 al 2001 è stato Segretario esecutivo della Commissione del Sinodo Arcidiocesano; dal 1997 al 2003 è stato Vicario Episcopale della Vicaria "San Lorenzo"; dal 2003 al 2012 è stato Vicario Generale dell'Arcidiocesi.

- Ha nominato il Reverendo René Leigue Cesari, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Santa Cruz de la Sierra (superficie: 50.000; popolazione: 2.338.000; cattolici: 1.842.000; sacerdoti: 197; religiosi: 773), Bolivia. Il Vescovo eletto è nato nella "Comunidad Nuevo Horizonte" (Bolivia) nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. Dal 1999 al 2001 è stato Vicario parrocchiale della Parrocchia "Santisima Trinidad"; dal 2001 al 2002 è stato Parroco della Parrocchia "Cristo Misionero"; dal 2005 al 2012 è stato Parroco della Parrocchia "San José Obrero"; dal 2006 al 2012 è stato Direttore degli studi nel Seminario Maggiore Arcidiocesano "San Lorenzo". Attualmente è Parroco della Parrocchia "Nuestra Señora de Fátima".

martedì 30 ottobre 2012

IL PAPA PRESIEDE CELEBRAZIONE VESPRI NELLA CAPPELLA SISTINA

Città del Vaticano, 30 ottobre 2012 (VIS). Domani, 31 ottobre, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la celebrazione dei Vespri nella Cappella Sistina in occasione del quinto centenario dell'inaugurazione della Volta dipinta da Michelangelo fra il 1508 e il 1512.

Il Papa Giulio II chiamò l'Autore della Pietà ad affrescare la volta (1.100 metri quadrati) e al termine celebrò la fine di questo capolavoro con il rito solenne dei Vespri di Tutti i Santi, il 31 ottobre 1512.

VENEZIA RICORDA IL CENTENARIO DEL PAPA DEL SORRISO

Città del Vaticano, 30 ottobre 2012 (VIS). Venezia, città della quale fu patriarca tra il 1969 ed il 1978, ricorda questo pomeriggio con un messa solenne il centenario della nascita di Papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, che fu pontefice per 33 giorni soltanto, dal 26 agosto al 28 settembre 1978.

La commemorazione della città lagunare prevede una Santa Messa alle 18 nella Basilica di San Marco presieduta dal Patriarca Francesco Moraglia che concelebrerà con i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneta. Seguirà, alle 20:30, un concerto di musica sacra offerto dalla Procuratoria della Basilica di San Marco, dall'Istituto Polacco di Roma e dalla fondazione Cappella Cracoviensis di Cracovia. Durante i tre intervalli è prevista la lettura di altrettanti testi di Albino Luciani.

Il programma del concerto prevede le composizioni di due tra i massimi esponenti della scuola veneziana del XVII secolo: Giovanni Gabrieli, compositore, organista e maestro di cappella della Basilica di San Marco, del quale ricorrono i 400 anni dalla morte (1612) e Mikolaj Zielenski, compositore, organista e maestro di cappella legato alla Collegiata di Lowicz (sede del Primate polacco).

SANTA SEDE-CROAZIA: VENTI ANNI DI RAPPORTI INTENSI

Città del Vaticano, 30 ottobre 2012 (VIS). "Santa Sede-Croazia: venti anni di rapporti intensi" è stato il tema della conferenza tenutasi ieri in Vaticano nel ventesimo anniversario dei rapporti diplomatici fra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia.

All'evento è intervenuto l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, il quale ha ricordato che: "Nel lontano 879, nello stesso mese di giugno in cui la Croazia moderna celebra ogni anno la propria indipendenza, Papa Giovanni VIII, in una lettera indirizzata al Principe Branimir, l’informava di aver elevato preghiere al Signore affinché 'principatum terrenum, quem habes, prospere et securiter reggere possis'. (...) Questi forti legami fra la Croazia e la Santa Sede non sono venuti meno attraverso i secoli. In diverse occasioni, nel corso della storia e in circostanze non facili, i Croati hanno dimostrato fedeltà al Vangelo e al Successore di Pietro".

"Nella più che millenaria storia della Croazia, gli ultimi venti anni sono stati tra quelli più difficili ed allo stesso tempo cruciali per il suo futuro. Specialmente quelli immediatamente successivi all’indipendenza. Tuttavia, le sfide continuano. Adesso i Croati non possono che interrogarsi circa i valori sui quali intendono costruire la vita dei singoli e quella dell’intera nazione".

"Benché la Chiesa e la Comunità politica operino a livelli diversi e siano indipendenti l'una dall'altra, entrambe servono gli stessi soggetti che, allo stesso tempo, sono fedeli della Chiesa e cittadini dello Stato. In questo servizio c'è ampio spazio per il dialogo e la cooperazione, a servizio della dignità di ogni uomo. Al centro della mutua cooperazione, infatti, sta il nostro impegno condiviso per il bene comune e per la promozione dei valori spirituali e morali, che conferiscono alla società croata il suo saldo fondamento".

Infine l'Arcivescovo Mamberti ha concluso il suo discorso augurando un "continuo progresso alla Repubblica di Croazia, sia sotto il profilo materiale che, soprattutto, quello spirituale. In particolare, auguro che, nel momento in cui viene prospettata e realizzata l’aspirazione di piena integrazione nell’Unione Europea, la Croazia rafforzi la sua identità e così sia fermento di bene per gli altri Paesi".

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 30 ottobre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle scorse settimane:

- Il Cardinale Fortunato Baldelli, Penitenziere Maggiore emerito, il 20 settembre, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Patrick Augustine Kalilombe, M.Afr., emerito di Lilongwe, (Malawi), il 25 settembre, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Michel Kuehn, emerito di Chartres (Francia), il 18 settembre, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Albert Henry Ottenweller, emerito di Steubenville (Stati Uniti d'America), il 23 settembre, all'età di 96 anni.

- Il Vescovo Michael Vincent Pascal Rowland, O.F.M., emerito di Dundee (Sudafrica), il 23 settembre, all'età di 83 anni.

- L'Arcivescovo Bruno Schettino, di Capua (Italia), il 21 settembre, all'età di 71 anni.

- Il Vescovo Roman Danylak, Amministratore Apostolico emerito sede plena dell'Eparchia ucraina cattolica di Toronto (Canada), il 7 ottobre, all'età di 81 anni.

- L'Arcivescovo Antônio Maria Mucciolo, emerito di Botucatu (Brasile), il 29 settembre, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo José Rodrigues Souza, emerito di Juazeiro (Brasile), il 9 settembre, all'età di 86 anni.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 30 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Rodolfo F. Beltran, Vescovo di San Fernando de La Union (superficie: 1.493; popolazione: 775.000; cattolici: 667.000; sacerdoti: 53; religiosi:122; diaconi permanenti: 5), Filippine. È stato finora Vicario Apostolico di Bontoc-Lagawe (Filippine).

- Il Vescovo Guillermo Martín Abanto Guzmán, Vescovo Ordinario Militare per il Perù (sacerdoti: 83; religiosi: 16), Perù. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Lima (Perù).


lunedì 29 ottobre 2012

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 27 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Jules Mikhael Al-Jamil, Membro della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso: il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; l'Arcivescovo Peter Takeo Okada, di Tokyo (Giappone); l'Arcivescovo Jean Benjamin Sleiman, O.C.D., di Baghdad dei Latini (Iraq); l'Arcivescovo Daniel Joseph Bohan, di Regina (Canada); l'Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; il Vescovo Michel Dubost, C.I.M., di Evry-Corbeil-Essonnes (Francia); il Vescovo Angelito R. Lampon, O.M.I., Vicario Apostolico di Jolo (Filippine); il Vescovo Francesco Biasin, di Barra do Piraí-Volta Redonda (Brasile); il Vescovo Joseph Chusak Sirisut, di Nakhon Ratchasima (Thailandia); il Vescovo Sebastian Francis Shah, O.F.M., Ausiliare di Lahore (Pakistan); il Vescovo Michael Didi Adgum Mangoria, Coadiutore di El Obeid (Sudan); il Vescovo Tomo Vukšic, Ordinario Militare della Bosnia ed Erzegovina; il Vescovo Matthew Hassan Kukah, di Sokoto (Nigeria).

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio "Cor Unum": il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B., Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), Presidente di Caritas Internationalis; l'Arcivescovo Alberto Taveira Corrêa, di Belém do Pará (Brasile); l'Arcivescovo Paolo Pezzi, F.S.C.B., della Madre di Dio a Mosca; il Vescovo Tarcisius Isao KikuchI, S.V.D., di Niigata (Giappone), Vice Presidente di Caritas Internationalis per l'Asia; e, in rappresentanza delle Organizzazioni, il Monsignor Peter Neher, Presidente di Deutscher Caritasverband - Repubblica Federale di Germania; il Monsignor Francesco Antonio Soddu, Direttore Nazionale di Caritas Italiana; il Barone Johannes Nepomuk Heereman von Zuydtwyck, Presidente Esecutivo di Aiuto alla Chiesa che Soffre; la Dottoressa Carolyn Y. Woo, Presidente di Catholic Relief Services - U.S.C.C. - Stati Uniti d'America; la Signora Maritza Sánchez Abiyud, Direttore di Caritas Cuba.

- Ha nominato Consultore del Pontificio Consiglio "Cor unum" il Dottor Michel Roy, Segretario Generale di Caritas Internationalis.

- Ha nominato il Reverendo Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia (superficie: 1.290; popolazione: 84.000; cattolici: 83.400; sacerdoti: 65; religiosi: 101; diaconi permanenti: 5), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Castelcivita (Italia), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983 per la Diocesi di Teggiano-Policastro. Dal 1988 al 2007 è stato Docente presso l’Istituto di Scienze Religiose di Teggiano; dal 1984 è stato Parroco di S. Giovanni Battista in Terranova di Sicignano degli Alburni; dal 1991 è stato Parroco anche di San Nicola in Controne. È stato Vicario Foraneo per la zona degli Alburni; Direttore dell’Ufficio tecnico diocesano; Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori. È docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico di Basilicata a Potenza, presso il Seminario Metropolitano “Giovanni Paolo II” a Salerno, ed è stato docente anche all’Istituto Superiore di Scienze Religiose in Vallo della Lucania.

- Il 20 ottobre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni (Italia), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Rocco Talucci, per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Reverendo Ramón Alberto Rolón Güepsa, Vescovo della Diocesi Montería (superficie: 14.500; popolazione; 1.647.000; cattolici: 1.565.000; sacerdoti: 107, religiosi: 185), Colombia. Il Vescovo eletto è nato ad Arboledas (Colombia) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1986 è stato Vicario Parrocchiale di “San Juan Bautista”; dal 1986 al 1987 è stato Amministratore Parrocchiale di Mitiscua; dal 1987 al 1988 è stato Vicerettore del Seminario Minore e Delegato per la Pastorale vocazionale; dal 1990 al 1995 è stato Direttore Spirituale del Seminario Minore e Formatore del Seminario Maggiore; dal 1996 al 2005 è stato Rettore del Seminario Maggiore; dal 2005 al 2009 è stato Parroco di “San Juan Bautista” a Chinácota; dal 2010 Rettore del Seminario Maggiore. È stato finora Rettore del Seminario Maggiore Arcidiocesano “Santo Tomás de Aquino”.

- Ha nominato il Vescovo Ryszard Kasyna, Vescovo di Pelplin (superficie: 12,890; popolazione: 789.800; cattolici: 731.000; sacerdoti: 588; religiosi: 298; diaconi permanenti: 1), Polonia. È stato finora Vescovo Ausiliare di Gdańsk (Polonia).

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Pemba (Mozambico), presentata dal Vescovo Ernesto Maguengue, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Ha nominato il Padre Fernando Domingos Costa, C.P. Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della medesima Diocesi.

UDIENZE

Città del Vaticano, 29 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.


DICHIARAZIONE DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE “ECCLESIA DEI”

Città del Vaticano, 27 ottobre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata questa mattina dalla Pontificia Commissione "Ecclesia Dei":

"La Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” coglie l’occasione per annunciare che, nella sua più recente comunicazione (6 settembre 2012) la Fraternità sacerdotale di S. Pio X ha indicato di aver bisogno per parte sua di ulteriore tempo di riflessione e di studio, per preparare la propria risposta alle ultime iniziative della Santa Sede".

"Lo stadio attuale delle attuali discussioni fra la Santa Sede e la Fraternità sacerdotale è frutto di tre anni di dialoghi dottrinali e teologici, durante i quali una commissione congiunta si è riunita otto volte per studiare e discutere, fra le altre questioni, alcuni punti controversi nell’interpretazione di certi documenti del Concilio Vaticano II. Quando tali dialoghi dottrinali si conclusero, fu possibile procedere ad una fase di discussione più direttamente focalizzata sul grande desiderio di riconciliazione della Fraternità sacerdotale di S. Pio X con la Sede di Pietro".

"Altri passi fondamentali in questo processo positivo di graduale reintegrazione erano stati intrapresi dalla Santa Sede nel 2007 mediante l’estensione alla Chiesa universale della Forma Straordinaria del Rito Romano con il Motu Proprio Summorum Pontificum e, nel 2009, con l’abolizione delle scomuniche. Solo alcuni mesi orsono in questo cammino difficile fu raggiunto un punto fondamentale quando, il 13 giugno 2012, la Pontificia Commissione ha presentato alla Fraternità sacerdotale di S. Pio X una dichiarazione dottrinale unitamente ad una proposta per la normalizzazione canonica del proprio stato all’interno della Chiesa cattolica".

"Attualmente la Santa Sede è in attesa della risposta ufficiale dei Superiori della Fraternità sacerdotale a questi due documenti. Dopo trent’anni di separazione, è comprensibile che vi sia bisogno di tempo per assorbire il significato di questi recenti sviluppi. Mentre il nostro Santo Padre Benedetto XVI cerca di promuovere e preservare l’unità della Chiesa mediante la realizzazione della riconciliazione a lungo attesa della Fraternità sacerdotale di S. Pio X con la Sede di Pietro – una potente manifestazione del 'munus Petrinum' all’opera – sono necessarie pazienza, serenità, perseveranza e fiducia".

LA CHIESA È UNIVERSALE E NON CHIESA DI UN CONTINENTE

Città del Vaticano, 27 ottobre 2012 (VIS). Nel corso della XXII ed ultima Congregazione Generale, durante la quale si è votata la lista finale delle Proposizioni, Benedetto XVI ha rivolto alcune parole ai Padri Sinodali:

"Nel contesto delle riflessioni del Sinodo dei Vescovi, 'La Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della Fede Cristiana', ed a conclusione di un cammino di riflessione sulle tematiche dei Seminari e della Catechesi, mi è gradito annunciare che ho deciso, dopo preghiera e ulteriore riflessione, di trasferire la competenza sui Seminari dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica alla Congregazione per il Clero e la competenza sulla Catechesi dalla Congregazione per il Clero al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione".

"Seguiranno i documenti relativi in forma di Lettera Apostolica Motu Proprio per definire gli ambiti e le rispettive facoltà. Preghiamo il Signore perché accompagni i tre Dicasteri della Curia Romana nella loro importante missione, con la collaborazione di tutta la Chiesa".

"Avendo già la parola, vorrei anche esprimere i miei cordialissimi auguri ai nuovi Cardinali. Io ho voluto, con questo piccolo Concistoro, completare il Concistoro di febbraio, proprio nel contesto della Nuova Evangelizzazione, con un gesto dell’universalità della Chiesa, mostrando che la Chiesa è Chiesa di tutti i popoli, parla in tutte le lingue, è sempre Chiesa di Pentecoste; non Chiesa di un Continente, ma Chiesa universale. Proprio questa era la mia intenzione, di esprimere questo contesto, questa universalità della Chiesa; è anche la bella espressione di questo Sinodo. Per me è stato veramente edificante, consolante ed incoraggiante vedere qui lo specchio della Chiesa universale con le sue sofferenze, minacce, pericoli e gioie, esperienze della presenza del Signore, anche in situazioni difficili".

"Abbiamo sentito come la Chiesa anche oggi cresce, vive. (...) Anche se la Chiesa sente venti contrari, tuttavia sente soprattutto il vento dello Spirito Santo che ci aiuta, ci mostra la strada giusta; e così, con nuovo entusiasmo, mi sembra, siamo in cammino e ringraziamo il Signore perché ci ha dato questo incontro veramente cattolico", ha concluso il Santo Padre.

SINODO: SPERIMENTARE LA BELLEZZA DI ESSERE CHIESA OGGI

Città del Vaticano, 28 ottobre 2012 (VIS). Al termine della Santa Messa di chiusura della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha dedicato le sue riflessioni al Sinodo dei Vescovi ed ha detto: "Per tre settimane ci siamo confrontati sulla realtà della nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana: tutta la Chiesa era rappresentata e, dunque, coinvolta in questo impegno, che non mancherà di dare i suoi frutti, con la grazia del Signore. Prima di tutto però il Sinodo è sempre un momento di forte comunione ecclesiale, e per questo desidero insieme con tutti voi ringraziare Dio, che ancora una volta ci ha fatto sperimentare la bellezza di essere Chiesa, e di esserlo proprio oggi, in questo mondo così com’è, in mezzo a questa umanità con le sue fatiche e le sue speranze".

Riferendosi alla significativa coincidenza dell'Assemblea sinodale con il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e l'inizio dell'Anno della fede, Benedetto XVI ha detto:
"Ripensare al Beato Giovanni XXIII, al Servo di Dio Paolo VI, alla stagione conciliare, è stato quanto mai favorevole, perché ci ha aiutato a riconoscere che la nuova evangelizzazione non è una nostra invenzione, ma è un dinamismo che si è sviluppato nella Chiesa in modo particolare dagli anni ‘50 del secolo scorso, quando apparve evidente che anche i Paesi di antica tradizione cristiana erano diventati, come si suol dire, 'terra di missione'. Così è emersa l’esigenza di un annuncio rinnovato del Vangelo nelle società secolarizzate, nella duplice certezza che, da una parte, è solo Lui, Gesù Cristo, la vera novità che risponde alle attese dell’uomo di ogni epoca, e dall’altra, che il suo messaggio chiede di essere trasmesso in modo adeguato nei mutati contesti sociali e culturali".

Le intense giornate di lavoro dei Padri sinodali hanno portato ad un "impegno per il rinnovamento spirituale della Chiesa stessa, per poter rinnovare spiritualmente il mondo secolarizzato; e questo rinnovamento verrà dalla riscoperta di Gesù Cristo, della sua verità e della sua grazia, del suo 'volto', così umano e insieme così divino, sul quale risplende il mistero trascendente di Dio".

Dopo l'Angelus il Papa ha lanciato un appello a favore di Cuba, Haiti, Giamaica e le Bahamas colpite nei giorni scorsi da un devastante uragano che si è abbattuto con particolare violenza sui paesi caraibici, causando numerose vittime, costringendo numerose persone a lasciare le proprie case. "Desidero assicurare la mia vicinanza - ha detto il Papa - e il mio ricordo a coloro che sono stati colpiti da questo disastro naturale, mentre invito tutti alla preghiera e alla solidarietà, per alleviare il dolore dei familiari delle vittime e offrire aiuto alle migliaia di danneggiati".

Il Santo Padre ha concluso il post Angelus ricordando le popolazioni di Basilicata e Calabria "che hanno subito un terremoto nei giorni scorsi".

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