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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 26 giugno 2012

"NON SIETE E NON SARETE SOLI", DICE IL PAPA AI TERREMOTATI EMILIA ROMAGNA


Città del Vaticano, 26 giugno 2012 (VIS). Questa mattina alle 9:00, Benedetto XVI è partito in elicottero dall'eliporto vaticano per una visita nelle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna, sottoposta dal 20 maggio scorso a forti scosse di terremoto che hanno causato numerose vittime e centinaia di feriti. Il sisma ha obbligato migliaia di persone ad abbandonare la propria casa, ha danneggiato gravemente edifici storici, le infrastrutture e l'economia di tutta la zona.

L'elicottero del Papa è atterrato alle 10:30 nel campo sportivo di San Marino di Carpi (Modena) dove è stato accolto dal Vescovo della Diocesi, Monsignor Francesco Cavina e dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Prefetto Franco Gabrielli. Quindi a bordo di un pulmino, Benedetto XVI ha raggiunto Rovereto di Novi, dove ha sostato alcuni momenti davanti alla Chiesa di Santa Caterina di Alessandria, nella quale ha perso la vita il parroco Ivan Martini. A bordo di una jeep, il Santo Padre ha salutato i presenti e quindi ha raggiunto la piazza centrale di Rovereto per l'incontro con la popolazione. All'incontro hanno assistito arcivescovi e vescovi delle zone terremotate: Bologna, Carpi, Modena, Mantova, Ferrara e Reggio Emilia.

Di seguito riportiamo ampi estratti del discorso pronunciato dal Pontefice.

"Fin dai primi giorni del terremoto che vi ha colpito, sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e l’interessamento. Ma quando ho visto che la prova era diventata più dura, ho sentito in modo sempre più forte il bisogno di venire di persona in mezzo a voi. E ringrazio il Signore che me lo ha concesso!. (...) Saluto con grande affetto con voi, qui riuniti, e abbraccio con la mente e con il cuore tutti i paesi, tutte le popolazioni che hanno subito danni dal sisma, specialmente le famiglie e le comunità che piangono i defunti: il Signore li accolga nella sua pace".

"Sapevo infatti che, oltre a patire le conseguenze materiali, eravate messi alla prova nell’animo, per il protrarsi delle scosse, anche forti; come pure dalla perdita di alcuni edifici simbolici dei vostri paesi, e tra questi in modo particolare di tante chiese. Qui a Rovereto di Novi, nel crollo della chiesa – che ho appena visto – ha perso la vita Don Ivan Martini. Rendendo omaggio alla sua memoria, rivolgo un particolare saluto a voi, cari sacerdoti, e a tutti i confratelli, che state dimostrando, come già è avvenuto in altre ore difficili della storia di queste terre, il vostro amore generoso per il popolo di Dio".

"Come sapete, noi sacerdoti – ma anche i religiosi e non pochi laici – preghiamo ogni giorno con il cosiddetto 'Breviario', che contiene la Liturgia delle Ore, la preghiera della Chiesa che scandisce la giornata. Preghiamo con i Salmi (...) Perché vi dico questo? (...) Perché in questi giorni ho incontrato, pregando il Salmo 46, questa espressione che mi ha toccato: 'Dio è per noi rifugio e fortezza, / aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce. / Perciò non temiamo se trema la terra, / se vacillano i monti nel fondo del mare' (Sal 46,2-3). Quante volte ho letto queste parole? Innumerevoli volte! Da sessantun anni sono sacerdote! Eppure in certi momenti, come questo, esse colpiscono fortemente, perché toccano sul vivo, danno voce a un’esperienza che adesso voi state vivendo, e che tutti quelli che pregano condividono. Ma – vedete – queste parole del Salmo non solo mi colpiscono perché usano l’immagine del terremoto, ma soprattutto per ciò che affermano riguardo al nostro atteggiamento interiore di fronte allo sconvolgimento della natura: un atteggiamento di grande sicurezza, basata sulla roccia stabile, irremovibile che è Dio. Noi 'non temiamo se trema la terra' – dice il salmista – perché 'Dio è per noi rifugio e fortezza', è 'aiuto infallibile … nelle angosce'".

"Queste parole sembrano in contrasto con la paura che inevitabilmente si prova dopo un’esperienza come quella che voi avete vissuto. Una reazione immediata, che può imprimersi più profondamente, se il fenomeno si prolunga. Ma, in realtà, il Salmo non si riferisce a questo tipo di paura, che è naturale, e la sicurezza che afferma non è quella di super-uomini che non sono toccati dai sentimenti normali. La sicurezza di cui parla è quella della fede, per cui, sì, ci può essere la paura, l’angoscia – le ha provate anche Gesù, come sappiamo – ma c’è, in tutta la paura e l’angoscia, soprattutto la certezza che Dio è con noi me (...)". Il "suo Amore (...) è solido come una roccia. Questo Amore noi lo vediamo in Cristo Crocifisso, che è il segno al tempo stesso del dolore, della sofferenza, e dell’amore. E’ la rivelazione di Dio Amore, solidale con noi fino all’estrema umiliazione".

"Su questa roccia, con questa ferma speranza, si può costruire, si può ricostruire. Sulle macerie del dopoguerra – non solo materiali – l’Italia è stata ricostruita certamente grazie anche ad aiuti ricevuti, ma soprattutto grazie alla fede di tanta gente animata da spirito di vera solidarietà, dalla volontà di dare un futuro alle famiglie, un futuro di libertà e di pace. Voi siete gente che tutti gli italiani stimano per la vostra umanità e socievolezza, per la laboriosità unita alla giovialità. Tutto ciò è ora messo a dura prova da questa situazione, ma essa non deve e non può intaccare quello che voi siete come popolo, la vostra storia e la vostra cultura. Rimanete fedeli alla vostra vocazione di gente fraterna e solidale, e affronterete ogni cosa con pazienza e determinazione, respingendo le tentazioni che purtroppo sono connesse a questi momenti di debolezza e di bisogno".

"La situazione che state vivendo ha messo in luce un aspetto che vorrei fosse ben presente nel vostro cuore: non siete e non sarete soli! In questi giorni, in mezzo a tanta distruzione e tanto dolore, voi avete visto e sentito come tanta gente si è mossa per esprimervi vicinanza, solidarietà, affetto; e questo attraverso tanti segni e aiuti concreti. La mia presenza in mezzo a voi vuole essere uno di questi segni di amore e di speranza. Guardando le vostre terre ho provato profonda commozione davanti a tante ferite, ma ho visto anche tante mani che le vogliono curare insieme a voi; ho visto che la vita ricomincia, vuole ricominciare con forza e coraggio, e questo è il segno più bello e luminoso".

"Da questo luogo vorrei lanciare un forte appello alle istituzioni, ad ogni cittadino ad essere, pur nelle difficoltà del momento, come il buon samaritano del Vangelo che non passa indifferente davanti a chi è nel bisogno, ma, con amore, si china, soccorre, rimane accanto, facendosi carico fino in fondo delle necessità dell’altro (cfr Lc 10,29-37). La Chiesa vi è vicina e vi sarà vicina con la sua preghiera e con l’aiuto concreto delle sue organizzazioni, in particolare della Caritas, che si impegnerà anche nella ricostruzione del tessuto comunitario delle parrocchie".

Al termine del discorso, il Santo Padre ha salutato i Rappresentanti delle diverse categorie presenti. Quindi si trasferisce in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi da dove, alle ore 12:00, è partito in elicottero per rientrare a Roma poco dopo le 13:30.

NOTA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE


Città del Vaticano, 26 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede relativa alla nomina dell'Arcivescovo Augustine Di Noia, O.P., a Vice-Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei":

"Papa Benedetto XVI ha nominato l’Arcivescovo Augustine Di Noia, O.P., Vice Presidente della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”. La nomina di un Presule di alto rango a tale incarico è segno della sollecitudine pastorale del Santo Padre per i cattolici tradizionalisti in comunione con la Santa Sede e del suo grande desiderio di riconciliazione con le comunità tradizionaliste non in unione con la Sede di Pietro. Presidente della Commissione è il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Cardinale William J. Levada".

"La Pontificia Commissione “Ecclesai Dei” è stata istituita nel 1988 dal Beato Papa Giovanni Paolo II per facilitare la 'piena comunione ecclesiale di sacerdoti, seminaristi, comunità religiose o singoli finora legati in vari modi alla Fraternità fondata dall’Arcivescovo Lefebvre', e per promuovere la cura pastorale dei fedeli che seguono l’antica tradizione liturgica latina della Chiesa cattolica. Nel 2009, la Pontificia Commissione era strutturalmente connessa alla Congregazione per la Dottrina della Fede per esaminare le questioni dottrinali del corrente dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità sacerdotale di San Pio X".

"In qualità di eminente teologo domenicano, l’Arcivescovo Di Noia ha dedicato molta attenzione a queste questioni dottrinali e alla priorità dell’ermeneutica di continuità e di riforma nella giusta interpretazione del Concilio Vaticano II – una area di cruciale importanza nel dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità sacerdotale. Sotto la guida del Cardinale Levada, con l’assistenza di Monsignor Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione, negli ultimi tre anni il dialogo è andato avanti".

"In precedenza, l’Arcivescovo Di Noia è stato Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dove, insieme con il Prefetto, Cardinale Antonio Canizares, ha curato la riorganizzazione del Dicastero e la preparazione di un nuovo Regolamento seguendo le direttive del “motu proprio” di Benedetto XVI (30 agosto 2011) “Quaerit Semper”. L’esperienza dell’Arcivescovo Di Noia e la continua associazione con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti faciliterà lo sviluppo di alcune condizioni liturgiche nella celebrazione del “Missale Romanum” del 1962".

"Inoltre, il grande rispetto che l’Arcivescovo Di Noia gode nella Comunità ebraica sarà di aiuto nell’affrontare alcune questioni sorte nelle relazioni Cattolico-Ebraiche, mentre ha fatto progressi il cammino verso la riconciliazione delle comunità tradizionaliste".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 26 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Merlo-Moreno (Argentina), presentata dal Vescovo Fernando María Bargallò, ai sensi del canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico ed ha nominato il Vescovo Alcides Jorge Pedro Casaretto, emerito della Diocesi di San Isidro (Argentina), Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" della medesima Diocesi.

- Ha nominato l'Arcivescovo Jean-Louis Brugues, O.P., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, finora Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

- Ha nominato il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. Succede al Cardinale Ennio Antonelli, del quale il Santo Padre accettato la rinunzia al medesimo incarico presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, O.P., Vice Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Ha nominato il Vescovo Arthur Roche, finora Vescovo di Leeds, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.

-  Ha nominato il Vescovo Protase Rugambwa, di Kigoma (Tanzania), Segretario Aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie.  Succede all'Arcivescovo Piergiuseppe Vacchelli, del quale il Santo Padre ha accolto la rinunzia presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignor Krzysztof Józef Nykiel, Reggente della Penitenzieria Apostolica. Finora Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, succede al Vescovo Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al medesimo incarico, presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 25 giugno 2012

UDIENZE
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Sua Altezza Eminentissima Fra’ Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, e Seguito.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale José Manuel Estepa Llaurens, Arcivescovo Ordinario Militare emerito per la Spagna.

Sabato 23 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'E­vangelizzazione dei Popoli

ATTENZIONE ALLE VOCAZIONI AL SACERDOZIO SFIDA PERMANENTE NELLA CHIESA


Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS).  Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione del Documento: "Orientamenti pastorali per la promozione della vocazioni al ministero sacerdotale". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; l'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., Segretario della Congregazione Cattolica ed il Monsignor A. Vincenzo Zani, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero.

Il Cardinale Grocholeswki ha illustrato nel suo intervento il documento, che nel 2005 l'Assemblea Plenaria del Dicastero intese approfondire e che fu elaborato nel 2008, grazie alle risposte e ai suggerimenti di diverse conferenze episcopali. Tali suggerimento si sono  tradotte nel testo attuale la cui pubblicazione è stata autorizzata dal Santo Padre il 25 marzo 2012, ventesimo anniversario dell'Esortazione Apostolica "Pastores dabo vobis".

Il Documento è strutturato in tre parti: la prima esamina la situazione attuale delle vocazioni al ministero sacerdotale nelle varie parti del mondo e della pastorale che ne assume la cura; in una seconda parte viene analizzata l'identità e il ministero sacerdotale e la terza propone una serie di suggerimenti per l'animazione pastorale delle vocazioni sacerdotali. Una chiave di lettura del testo, ha precisato il Cardinale Grocholewski, "può essere data da un'espressione contenuta nel paragrafo conclusivo, dove si dice: 'la cura della vocazioni al sacerdozio è una sfida permanente per la Chiesa".

La prima parte indica soprattutto tre ragioni principali che contrastano la pastorale vocazionale e che si rendono evidenti soprattutto nella Chiesa di antica tradizione cristiana dell'area occidentale: il calo demografico e la crisi della famiglia; la diffusa mentalità secolarizzata; le condizioni difficili della vita e del ministero del prete.

"Considerando queste difficoltà - ha affermato il Cardinale Grocholewski -  la prima parte del documento elenca le condizioni necessarie perché la grazia della chiamata trovi un terreno fecondo nella Chiesa e l'apertura dei giovani alla vocazione sacerdotale. (...) Anzitutto occorre creare un terreno fecondo di vita cristiana nella comunità ecclesiale; l'insostituibile funzione della preghiera; il valore della pastorale integrata; un nuovo slancio di evangelizzazione e di missionarietà; l'insostituibile e centrale funzione della famiglia; la coerente e gioiosa testimonianza di vita dei presbiteri; l'efficacia educativa delle esperienza di volontariato; infine, il valore della scuola e dell'università".

L'Arcivescovo Bruguès ha spiegato che nella seconda parte sono trattati "alcuni elementi specifici che vanno oggi richiamati con particolare evidenza, proprio perché minacciati o anche solo oscurati e messi in secondo piano, dalle note difficoltà della vita della Chiesa e dalla cultura contemporanea, che rischiano di provocare pericolose deviazioni nella 'figura di valore' della vocazione al sacerdozio ministeriale e della vita e ministero dei presbiteri".

Fra di esse la "tendenza a una progressiva trasformazione del sacerdozio in professione o mestiere (...) la pericolosità dell'attivismo esasperato, il crescente individualismo che non di rado chiude il prete in una solitudine negativa e deprimente, la confusione dei ruoli nella Chiesa che si determina quando si perde il senso della differenza di mansioni e responsabilità e non si converge tutti nella collaborazione all'unica missione affidata al Popolo di Dio".

La seconda parte del documento sottolinea che "la vocazione al sacerdozio ministeriale si muovo nell'ambito del dialogo d'amore tra Dio e l'uomo. Tale dialogo, se da un lato è ciò che avviene in ogni vocazione cristiana, dall'altro assume i tratti caratteristici della chiamata a una relazione tipica, stabile e molto esigente con Gesù stesso, unico modello del sacerdozio del Nuovo Testamento. (...) Questa relazione, nuova e specifica, con Gesù fa entrare il chiamato in una relazione altrettanto nuova e specifica con la comunità cristiana".

Infine il capitolo enumera alcune caratteristiche per la formazione al ministero sacerdotale, fra le quali: "una profonda esperienza di vita comunitaria, per evitare nuove forme di clericalismo, di accentramento pastorale, di servizi pastorali part-time o secondo i bisogni individuali; la piena integrazione e maturazione affettiva per evitare proposte vocazionali a soggetti segnati da profonde fragilità umane; si richiede anche un'ampia e docile partecipazione al contesto ecclesiale; la maturazione di un amore concreto per la propria Chiesa particolare  e 'un'apertura generosa alla dimensione universale della missione; un ruolo decisivo è svolto dagli accompagnatori vocazionali che spesso subentrano al sacerdote che ha favorito e sostenuto gli inizi della vocazione; non si deve trascurare nel percorso formativo la proposta di figure sacerdotali esemplari".

Monsignor Angelo Vincenzo Zani ha concluso la presentazione, segnalando che il documento "ripete nuovamente che il campo fecondo della semina vocazionale è una comunità cristiana che ascolta la Parola, prega con la liturgia e testimonia la carità; e rivolge a tutta la Chiesa un incoraggiamento a riprendere con fiducia il proprio impegno educativo per l'accoglienza della chiamata di Dio al ministero sacerdotale, che ancora oggi dobbiamo ritenere diffusa dalla sua Provvidenza e adeguata alle necessità ecclesiali e a quelle dell'evangelizzazione del mondo".

NASCITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA


Città del Vaticano, 24 giugno 2012 (VIS). Oggi, 24 giugno, Solennità della Nascita di San Giovanni Battista, Benedetto XVI si è affacciato, come tutte le domeniche, alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

"Se si eccettua la Vergine Maria - ha detto il Papa - il Battista è l’unico santo di cui la liturgia festeggia la nascita, e lo fa perché essa è strettamente connessa al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Fin dal grembo materno, infatti, Giovanni è il precursore di Gesù: il suo prodigioso concepimento è annunciato dall’Angelo a Maria come segno che 'nulla è impossibile a Dio'. (...) I quattro Vangeli danno grande risalto alla figura di Giovanni il Battista, quale profeta che conclude l’Antico Testamento e inaugura il Nuovo, indicando in Gesù di Nazaret il Messia, il Consacrato del Signore. In effetti, sarà lo stesso Gesù a parlare di Giovanni in questi termini: 'Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la via'".

"Il padre di Giovanni, Zaccaria – marito di Elisabetta, parente di Maria –, era sacerdote del culto dell’Antico Testamento. Egli non credette subito all’annuncio di una paternità ormai insperata, e per questo rimase muto fino al giorno della circoncisione del bambino  (...) Animato dallo Spirito Santo, Zaccaria così parlò della missione del figlio: 'E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo / perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, / per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza / nella remissione dei suoi peccati'".

"Tutto questo - ha spiegato il Santo Padre - si manifestò trent’anni dopo, quando Giovanni si mise a battezzare nel fiume Giordano, chiamando la gente a prepararsi, con quel gesto di penitenza, all’imminente venuta del Messia, che Dio gli aveva rivelato durante la sua permanenza nel deserto della Giudea. Per questo egli venne chiamato 'Battista', cioè 'Battezzatore'. Quando un giorno, da Nazaret, venne Gesù stesso a farsi battezzare, Giovanni dapprima rifiutò, ma poi acconsentì, e vide lo Spirito Santo posarsi su Gesù e udì la voce del Padre celeste che lo proclamava suo Figlio".

"Ma la missione del Battista non era ancora compiuta: poco tempo dopo, gli fu chiesto di precedere Gesù anche nella morte violenta: Giovanni fu decapitato nel carcere del re Erode, e così rese piena testimonianza all’Agnello di Dio, che per primo aveva riconosciuto e indicato pubblicamente".

SOLIDARIETÀ DELLA CHIESA CON LE VITTIME DEL TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA

Città del Vaticano, 24 giugno (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato che oggi in Italia è la Giornata per la carità del Papa ed ha ringraziato tutte le comunità parrocchiali, le famiglie e i singoli fedeli "per il loro sostegno costante e generoso, che va a vantaggio di tanti fratelli in difficoltà".

"A questo proposito ricordo che il 26 giugno,  a Dio piacendo, farò una breve visita nelle zone colpite dal recente terremoto nel Nord Italia. Vorrei - ha detto il Papa - che fosse segno della solidarietà di tutta la Chiesa, e perciò invito tutti ad accompagnarmi con la preghiera".

Il Papa ha anche salutato i pellegrini polacchi che con l'Arcivescovo di Poznan, ai Padri Oratoriani e a tutti i pellegrini del Santuario della Madre di Dio a Gostyn festeggiano il 500° anniversario della sua fondazione. "Ringraziamo Dio per le grazie che in quel luogo ha sparso su generazioni di fedeli per l'intercessione di Maria. La sua protezione vi accompagni sempre".


DIRETTORE SALA STAMPA CIRCA RIUNIONE DEL PAPA CON I CAPI DICASTERO

Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha informato i giornalisti sugli incontri che il Santo Padre ha avuto sabato 23 giugno con i Capi Dicastero e con i Cardinali George Pell, Arcivescovo di Sydney; Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

“Nel contesto della situazione creatasi in seguito alla diffusione di documenti riservati, il Santo Padre approfondisce le sue riflessioni in continuo dialogo con le persone che condividono con lui la responsabilità per il governo della Chiesa".

"Com’è noto, sabato scorso egli ha desiderato essere informato in modo più ampio sull’andamento delle indagini, nell’incontro con la Commissione cardinalizia a ciò deputata, guidata dal Cardinale Julian Herranz".

"Questa mattina egli partecipa alla riunione con i Capi Dicastero, dedicata come di solito alle questioni di buon coordinamento del lavoro della Curia, oggi particolarmente importante e urgente per testimoniare efficacemente l’unione di spirito che lo anima".

"Nel pomeriggio ha deciso di incontrare alcuni membri del Collegio cardinalizio che, in forza della loro grande e varia esperienza di servizio della Chiesa, non solo nell’ambito romano ma anche internazionale, possono utilmente scambiare con lui considerazioni e suggerimenti per contribuire a ristabilire il desiderato clima di serenità e di fiducia nei confronti del servizio della Curia romana".

"Naturalmente il Santo Padre continuerà nei prossimi giorni i suoi colloqui e le sue riflessioni, profittando anche della venuta a Roma di tanti pastori in occasione delle festività dei Santi Pietro e Paolo, che sono una straordinaria occasione perché la comunità della Chiesa universale si senta unita a lui nella preghiera, nel servizio e nella testimonianza della fede per l’umanità del nostro tempo”.

ADVISOR PER LA COMUNICAZIONE NELLA SEGRETERIA DI STATO

Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il giornalista americano Greg Burke, finora corrispondente per il network americano Fox News a Roma, assumerà presto l'incarico di "advisor per la comunicazione" nella Segreteria di Stato, secondo quanto annunciato da  Padre Federico lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

"Questa nuova figura - ha spiegato Padre Lombardi - avrà la finalità di contribuire a integrare l'attenzione alle questioni della comunicazione nel lavoro della Segretaria di Stato e a curare il rapporto con il servizio della Sala Stampa e delle altre istituzioni comunicative della Santa Sede".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 25 giugno (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Pius Riana Prapdi, Vescovo della Diocesi di Ketapang (superficie: 34.600; popolazione: 543.314; cattolici: 101.593; sacerdoti: 30; religiosi: 91), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Painiai (Indonesia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 1997 è stato Vicario Parrocchiale della "St. Mary of Fatima" a Sragen; dal 1997 al 1999 Parroco della Parrocchia di "St. Aloysius Gonzaga" a Mlati; dal 1999 Direttore del "Yayasan Dinamika Edukasi Dasar"; dal 2003-2005 Professore alla Facoltà "Wedabhakti" e Vicario parrocchiale a Kidulloji; dal 2006 è stato Direttore della "Caritas" Diocesana; dal 2008 Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Semarang; dal 2009 al 2010 è stato anche Amministratore Diocesano di Semarang.

Sabato 23 giugno il Santo Padre:

- Ha aderito alla elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Melkita dell’Arcivescovo Metropolita di Homs, Hama e Yabroud dei Greco-Melkiti (Siria), nella persona di S.E.R. Mons. Abdo Arbach, B.C., avendo accolta dal medesimo Presule la rinuncia al governo pastorale dell’Esarcato apostolico per i fedeli Greco-Melkiti residenti in Argentina.

- Ha nominato l'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico presso l'Unione Europea. È stato finora Nunzio Apostolico in Kenya ed Osservatore Permanente presso gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Ambiente e gli Insediamenti Umani.

- Ha nominato Membri del Consiglio di Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, il Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam (Tanzania); il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India), ed il Cardinale John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Cina).

venerdì 22 giugno 2012

IL PAPA AI VESCOVI DI COLOMBIA: SIATE ACCANTO A COLORO CHE SOFFRONO


Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il primo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Colombia al termine della Visita  "ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso Benedetto XVI ha elogiato l'impegno profuso nel "realizzare iniziative volte a promuovere una rinnovata e proficua evangelizzazione" e, nel contempo, ha riconosciuto che "la Colombia non è estranea alle conseguenze dell'aver dimenticato Dio".

"Mentre finora era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, che si riferiva ed ispirava al contenuto della fede, attualmente sembra che non sia più così in vasti settori della società, a causa della crisi di valori spirituali e morali che incide negativamente in molti dei vostri compatrioti", ha detto il Santo Padre invitando i Presuli a contrastare tale fenomeno continuando "con tenacia e perseveranza" a proporre i modelli tracciati dal Piano Globale della Conferenza Episcopale (2012-2020) e ad avvalersi delle riflessioni del prossimo Sinodo dei Vescovi e delle proposte dell''Anno della Fede'".

"Il crescente pluralismo religioso - ha proseguito il Pontefice - è un fattore che esige una seria considerazione. Non si può ignorare né sottovalutare la presenza sempre più attiva di comunità pentecostali ed evangeliche, non soltanto in Colombia, ma anche in molti paesi dell'America Latina. È evidente che il popolo di Dio è chiamato a purificarsi e a rivitalizzare la propria fede (...)  dato che "molte volte la gente sincera che esce dalla nostra Chiesa non lo fa per i motivi che i gruppi 'non cattolici' attribuiscono loro, ma fondamentalmente perché si trovano a vivere in particolari situazioni; non per ragioni dottrinali ma di vita, non per motivi strettamente dogmatici, ma pastorali; non per problemi teologici ma metodologici della nostra Chiesa'. Si tratta, pertanto, di essere credenti migliori (...) affinché nessuno si senta emarginato o escluso".

Successivamente Benedetto XVI ha sottolineato che l'episcopato colombiano non deve mancare di "individuare ciò che ostacola il retto progresso della Colombia, cercando di andare incontro a coloro che sono privati della libertà a causa di inique violenze". Nel contempo occorre potenziare "i mezzi e i programmi che tendono ad accompagnare (...) e ad assistere quanti sono nella prova, in modo particolare le vittime di catastrofi naturali, i più poveri, i contadini, i malati e gli afflitti, moltiplicando le iniziative di solidarietà. (...) Non dimenticate coloro che devono emigrare perché hanno perduto il lavoro o si affannano a cercarlo; coloro che vedono scavalcati i propri diritti fondamentali e sono forzati a lasciare la propria casa e ad abbandonare la famiglia sotto la minaccia della mano oscura del terrore e della criminalità; o coloro che sono caduti nell'infausta rete del commercio delle droghe e delle armi. Desidero incoraggiarvi a proseguire questo cammino di servizio generoso e fraterno, che non è il risultato di un calcolo umano, ma nasce dall'amore a Dio e al prossimo, fonte alla quale la Chiesa attinge la sua forza per portare a compimento la sua missione".

"Cari fratelli nell'Episcopato: perché la luce dell'Altissimo continui a rendere fecondo l'impegno profetico e caritativo della Chiesa in Colombia, insistete nello stimolare nei fedeli l'incontro personale con Gesù Cristo, di modo che (...) essi meditino con assiduità la Parola di Dio e partecipino (...) ai sacramenti, celebrati secondo le norme canoniche e i libri liturgici. Tutto ciò sarà mezzo propizio per un idoneo itinerario di iniziazione cristiana, inviterà tutti alla conversione e alla santità e coopererà al tanto necessario rinnovamento ecclesiale", ha concluso Benedetto XVI.

LA CHIESA NON È INDIFFERENTE ALLA QUALITÂ DI VITA DELLA PERSONA


Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto una delegazione degli imprenditori agricoli e ittici italiani (Coldiretti), in occasione dell'Assemblea Nazionale della Confederazione Nazionale Coldiretti, tenutasi in questi giorni, sul tema: "Agricoltura familiare per uno sviluppo sostenibile".

"La società, l’economia, il lavoro - ha detto il Santo Padre - non rappresentano ambiti unicamente secolari, tanto meno estranei al messaggio cristiano, ma spazi da fecondare con la ricchezza spirituale del Vangelo. La Chiesa, infatti, non è mai indifferente alla qualità della vita delle persone, alle loro condizioni lavorative, e avverte la necessità di prendersi cura dell’uomo e dei contesti in cui egli vive e produce, affinché siano sempre più luoghi autenticamente umani e umanizzanti".

"Proprio nella Coldiretti l’insegnamento cattolico in materia di etica sociale ha conosciuto uno dei suoi più fertili 'laboratori', grazie all’intuizione e alla sapienza lungimirante del suo fondatore Paolo Bonomi (...) A voi tocca, oggi, rimanendo fedeli ai valori acquisiti, porvi in coraggioso dialogo con le mutate condizioni della società. Vi sono, inoltre, richiesti una nuova consapevolezza e un ulteriore sforzo di responsabilità nei confronti del mondo agricolo. Sentitevi tutti coinvolti in tale missione. Ciascuno si impegni (...) a sostenere gli interessi legittimi delle categorie che rappresenta, operando sempre con pazienza e lungimiranza, allo scopo di valorizzare gli aspetti più nobili e qualificanti della persona umana: il senso del dovere, la capacità di condivisione e di sacrificio, la solidarietà, l’osservanza delle giuste esigenze del riposo e della rigenerazione corporale e più ancora spirituale".

Il Santo Padre ha invitato i membri della Coldiretti a proseguire la testimonianza evangelica "ponendo in risalto quei valori che fanno dell'attività lavorativa un prezioso strumento per la realizzazione di una convivenza più giusta ed umana. Penso al rispetto della dignità della persoan, alla ricerca del bene comune, all'onestà e alla trasparenza nella gestione dei servizi, alla sicurezza alimentare e alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, alla promozione dello spirito di solidarietà".

"La perdurante crisi economico-finanziaria, con le conseguenti incognite, pone gli imprenditori agricoli e ittici di fronte a sfide inedite e certamente difficili, che voi siete chiamati ad affrontare da cristiani, coltivando un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione. Considerato poi che alla base dell’attuale difficoltà economica vi è una crisi morale, adoperatevi con sollecitudine affinché le istanze etiche mantengano il primato su ogni altra esigenza".

"Su questo terreno etico, occorre che la famiglia, la scuola, il sindacato e ogni altra istituzione politica, culturale e civica svolgano un’importante opera di collaborazione (...) soprattutto per quanto riguarda i giovani. Essi sono carichi di propositi e di speranze, cercano con generosità di costruire il loro avvenire e attendono dagli adulti esempi validi e proposte serie. Non possiamo deludere le loro attese!".

CARDINALE BERTONE: ACCESSO UNIVERSALE E GRATUITO TERAPIE AIDS


Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, è intervenuto questa mattina, all'apertura della VIII Conferenza Internazionale sul tema dell'Aids che si tiene presso l'Istituto San Gallicano di Roma, sul tema: "W le mamme, W i bambini".

Nel suo discorso il Cardinale Bertone ha affermato che "La mortalità materna in Africa è, in forte percentuale, legata all'Aids. Non possiamo continuare a tollerare la morte di tante madri; non possiamo pensare a migliaia di bambini come una generazione perduta. Nulla è perduto: l'Africa ha sufficienti energie ed è il Continente della speranza!  per questo ci è chiesto un nuovo sforzo comune, (...) per proteggere la donna come madre".

"La Chiesa, presente nei Paesi dove si manifesta tale pandemia, è molto preoccupata per questo vero dramma del nostro tempo. È un dramma che ingoia tante vite umane, debilita intere società, brucia il futuro. Bisogna fare di più! Più l'infezione progredisce fra le donne, che sono il pilastro delle famiglie e delle comunità, più aumenta il rischio di crollo sociale di non pochi Paesi. La malattia delle donne, dei bambini, degli uomini diventa malattia dell’intera società".

Il Cardinale ha ricordato che attualmente circa il 30% dei centri per la cura dell'HIV/AIDS in tutto il mondo sono cattolici e che le azioni della Chiesa in tale ambito si possono così  elencare: "promozione di campagne di sensibilizzazione, programmi di prevenzione ed educazione sanitaria, sostegno agli orfani, distribuzione di medicinali ed alimenti, assistenza domiciliare, ospedali, centri, comunità terapeutiche per cura e assistenza del malato di AIDS, collaborazione con i governi, cura nelle carceri, corsi di catechesi, elaborazione di sistemi di aiuto tramite internet, istituzione di gruppi di appoggio al malato".

"Vorrei, alla presenza di tanti autorevoli Ministri e responsabili della Salute, rivolgere un appello alla Comunità internazionale, agli Stati e ai donatori: forniamo presto ai malati di AIDS una cura gratuita ed efficace! Che sia consentito l’accesso universale alle cure! Facciamolo partendo dalle madri e dai bambini. In questa sede, a nome del Santo Padre, mi faccio voce di tanti sofferenti, di tanti malati che non hanno voce. Non perdiamo tempo e investiamo le tutte risorse necessarie! I risultati di DREAM e gli studi di previsione dell’OMS lo confermano: l’accesso universale alle cure è raggiungibile, scientificamente provato ed economicamente percorribile. Non è un’utopia: è possibile! Anche in Africa come in Europa, abbiamo il dovere di raggiungere ogni donna sieropositiva in gravidanza, somministrarle la terapia antiretrovirale, consentirle di dare alla luce un bambino libero dall’AIDS e di farlo crescere con il suo accompagnamento materno. Non possiamo concepire un accesso alle cure per tutti senza considerare la debolezza – anche economica – della maggior parte delle popolazioni africane e delle donne. C’è necessità di un accesso gratuito alle cure".

UDIENZE


Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Lluis Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcelona (Spagna).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli

giovedì 21 giugno 2012

PREGHIERA, IMPEGNO E FRATERNITÀ CONCRETA PER POPOLO SIRIANO

Città del Vaticano, 21 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i partecipanti all'assemblea annuale della R.O.A.C.O. (Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali).

Nel suo discorso Benedetto XVI ha ricordato la crisi economico-sociale che "per la dimensione globale che ha assunto, non sembra dare respiro alle aree del mondo economicamente evolute e in misura ancor più preoccupante si riversa su quelle più svantaggiate" Un processo che soprattutto in Oriente "madrepatria di antiche tradizioni cristiane (...), genera insicurezza e instabilità anche a livello ecclesiale e in campo ecumenico e interreligioso. Si tratta di fattori che alimentano le endemiche ferite della storia e contribuiscono a rendere più fragili il dialogo, la pace e la convivenza tra i popoli, come pure il rispetto autentico dei diritti umani, specialmente quello alla libertà religiosa personale e comunitaria".

Quest'anno ai rappresentati della Terra Santa, si sono uniti gli Arcivescovi Maggiori della Chiesa Siro-malabarese dell'India, della Chiesa Greco-cattolica di Ucraina, il Nunzio Apostolico di Siria e il Vescovo Presidente della Caritas Siriana, ciò che consente "di allargare ancora più lo sguardo della Chiesa di Roma in quella dimensione universale che la caratterizza".

Una dimensione, attraverso la quale il Santo Padre riafferma la sua "vicinanza alle grandi sofferenze dei fratelli e delle sorelle di Siria, in particolare dei piccoli innocenti e dei più indifesi. La nostra preghiera, il nostro impegno e la nostra fraternità concreta in Cristo (...) li aiuti a non smarrire la luce della speranza in questi momenti di buio e ottenga da Dio la sapienza del cuore per chi ha responsabilità, affinché cessi ogni spargimento di sangue e la violenza".

"Non venga risparmiato alcuno sforzo, anche da parte della comunità internazionale, per far uscire la Siria dall’attuale situazione di violenza e di crisi, che dura già da molto tempo e rischia di diventare un conflitto generalizzato che avrebbe conseguenze fortemente negative per il Paese e per l’intera Regione. Elevo anche un pressante e accorato appello perché, davanti al bisogno estremo della popolazione, sia garantita la necessaria assistenza umanitaria, anche a tante persone che hanno dovuto lasciare le loro case, alcune rifugiandosi nei Paesi vicini: il valore della vita umana è un bene prezioso da tutelare sempre".

Benedetto XVI ha infine invitato i membri della ROACO ad essere "segni eloquenti della carità che sgorga dal cuore di Cristo e presenta al mondo la Chiesa nella sua più vera identità e missione". Che l'intercessione della Santissima Madre di Dio "accompagni sempre le Chiese Orientali in madrepatria e nella diaspora, portando ovunque incoraggiamento e speranza. (...) Sia Lei a vegliare anche sul prossimo Viaggio che (...) compirò in Libano".

COMUNICATO STAMPA MONTENEGRO

Città del Vaticano, 21 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente del Montenegro, il Signor Filip Vujanović, che successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"Scopo principale della Visita era lo scambio degli Strumenti di Ratifica dell’Accordo di Base fra la Santa Sede e il Montenegro, a cui hanno proceduto il Cardinale Segretario di Stato e il Presidente del Montenegro al termine del loro incontro. Con tale atto l’Accordo è entrato in vigore, in base all’Art. 21".

"L’Accordo, che era stato firmato nel 2011 è frutto degli ottimi rapporti fra la Santa Sede e il Montenegro, stabilitisi fin dall’indipendenza del Paese. Il documento riconosce, nell’ambito civile, la personalità giuridica pubblica della Chiesa cattolica e delle sue principali istituzioni, la libertà e l’indipendenza nell’attività apostolica e nella regolamentazione delle materie di competenza specifica della Chiesa, nonché la libertà di culto e di azione in ambito culturale, educativo, pastorale e caritativo".

"Nel corso delle cordiali conversazioni è stato anche rilevato come l’Accordo rappresenti uno sviluppo positivo nel consolidamento dello Stato di diritto e dei principi democratici sui quali il Montenegro vuole fondare il proprio avvenire. Inoltre, c’è stato un fruttuoso scambio di vedute su temi di attualità internazionale e sulla situazione regionale. In particolare è stato confermato l’apprezzamento con cui la Santa Sede segue il cammino del Montenegro verso l’integrazione europea. Infine, è emersa la volontà di mantenere vivo lo spirito di collaborazione con un dialogo costruttivo su temi di interesse comune per la Chiesa e per lo Stato".

PRESENTAZIONE DELL'"ANNO DELLA FEDE"


Città del Vaticano, 21 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell'Anno della Fede (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013). Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e il Monsignore Graham Bell, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

L'Arcivescovo Fisichella ha illustrato il calendario dei grandi eventi che si terranno a Roma nell'ambito dell'Anno della Fede e ha presentato anche il sito Internet e il logo che segnerà tutti gli avvenimenti dell'Anno.

"Benedetto XVI nella sua Lettera Apostolica 'Porta Fidei' - ha detto l'Arcivescovo Fisichella  - ha ricordato "l'esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell'incontro con Cristo. Alla luce di questo pensiero, ha indetto un 'Anno della fede' che avrà inizio nella (...) coincidenza di due anniversari: il cinquantesimo dell'apertura del Concilio Vaticano II (1962) e il ventesimo della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (1992). (...) L'Anno della fede, anzitutto, intende sostenere la fede di tanti credenti che nella fatica quotidiana non cessano di affidare con convinzione e coraggio la propria esistenza al Signore Gesù. La loro preziosa testimonianza (...) è ciò che permette alla Chiesa di presentarsi nel mondo di oggi, come lo fu nel passato, con la forza della fede e con l'entusiasmo dei semplici".

"Questo Anno, comunque, si inserisce all'interno di un contesto più ampio segnato da una crisi generalizzata che investe anche la fede. (...) La crisi di fede è espressione drammatica di una crisi antropologica che ha lasciato l'uomo a se stesso (...). È necessario poter andare oltre la povertà spirituale in cui si ritrovano molti dei nostri contemporanei, i quali non percepiscono più l'assenza di Dio dalla loro vita, come una assenza che dovrebbe essere colmata. L'Anno della Fede, quindi, intende essere un percorso che la comunità cristiana offre a tanti che vivono con la nostalgia di Dio e il desiderio di incontrarlo di nuovo".

Il programma comprende "La vita quotidiana di ogni credente, nella pastorale ordinaria della comunità cristiana, perché si ritrovi il genuino spirito missionario necessario per dare vita alla nuova evangelizzazione". In merito l'Arcivescovo Fisichella ha annunciato che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha approvato il formulario di una Santa Messa speciale per la Nuova Evangelizzazione. "Un chiaro segno perché in questo Anno (...) si dia il primato alla preghiera e specialmente alla Santa Eucaristia fonte e culmine di tutta la vita cristiana".

Successivamente l'Arcivescovo Fisichella ha presentato il logo dell'Anno della Fede: una barca, immagine della Chiesa, in navigazione sui flutti. L'Albero maestro è una croce che issa le vele le quali, con segni dinamici, realizzano il trigramma di Cristo (IHS). Sullo sfondo delle vele è rappresentato il sole che associato al trigramma, rimanda all'Eucaristia. Il sito dell'evento www.annusfidei.va, sarà disponibile in versione multilingua e sarà direttamente consultabile da tutti i dispositivi mobili e tablet. È pronto anche l'inno ufficiale dell'Anno della Fede: "Credo, Domine, adauge nobis fidem". Nei primi giorni di settembre uscirà nelle diverse lingue il Sussidio pastorale, Vivere l'Anno della Fede. Una piccola immagine del Cristo del Duomo di Cefalù (Sicilia), sul cui retro si trova scritta la Professione di Fede, accompagnerà tutti i pellegrini e i credenti nelle varie parti del mondo.

Infine, l'Arcivescovo Fisichella ha reso noto il calendario degli eventi più importanti ai quali sarà presente il Santo Padre e che si terranno a Roma: l'apertura dell'Anno della Fede che "avverrà in Piazza San Pietro, giovedì 11 ottobre, ricorrenza del cinquantesimo anniversario dell'inizio del Concilio Vaticano II. Vi sarà una solenne celebrazione eucaristica concelebrata da tutti i Padri Sinodali, dai Presidenti delle Conferenze Episcopali del mondo e dai Padri conciliari ancora viventi che potranno raggiungerci".

Il primo avvenimento dell'Anno, domenica 21 ottobre, sarà la Canonizzazione di 6 martiri e confessori della fede: il francese Jacques Barthieu; il filippino Pedro Calugsod; l'italiano Giovanni Battista Piamarta; la spagnola María del Carmen; l'irochese Caterina Tekakwitha; la tedesca Madre Marianne (Barbara Cope) e la tedesca Anna Schäffer. Il 25 gennaio 2012, durante la tradizionale celebrazione ecumenica nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura si pregherà insieme affinché attraverso la comune professione del Simbolo i cristiani non dimentichino la via dell'unità. Il 28 aprile il Santo Padre conferirà la Cresima ad un gruppo di giovani. Domenica 5 maggio, sarà dedicata alla pietà popolare e all'opera dei confratelli.

Il 18 maggio, vigilia di Pentecoste, sarà dedicata a tutti i movimenti, antichi e nuovi, con il pellegrinaggio alla Tomba di Pietro. Domenica 2 giugno, festa del Corpus Domini, è in programma una Solenne Adorazione Eucaristica che sarà contemporanea in tutte le cattedrali e chiese del mondo. Domenica 16 giugno sarà dedicata alla testimonianza del Vangelo della Vita. Domenica 7 luglio si concluderà in San Pietro il pellegrinaggio dei seminaristi, novizie e novizi di tutto il mondo. Il 29 settembre, sarà dedicato in particolare ai Catechisti, nell'anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Il 13 ottobre sarà dedicato alla presenza di Maria nella Chiesa. Infine il 24 novembre si celebrerà la giornata conclusiva dell'Anno della Fede.

Alcuni dicasteri hanno in programma iniziative pubblicate nel calendario. L'Anno sarà arricchito da eventi culturali, fra i quali, una mostra su San Pietro a Castel Sant'Angelo (7 febbraio - 1 maggio 2013) ed un concerto in Piazza San Pietro (22 giugno 2013).

POSSESSI CARDINALIZI


Città del Vaticano, 21 giugno 2012 (VIS). Sabato 30 giugno 2012, alle ore 19:00, il Cardinale Rainer Maria Woelkl, Arcivescovo di Berlino, prenderà possesso del Titolo di San Giovanni Maria Vianney, Via Lentini, 6.

UDIENZE


Città del Vaticano, 21 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Arcivescovo Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo del Vescovi.




mercoledì 20 giugno 2012

LA PREGHIERA APRE LE PORTE AL MISTERO DEL PROGETTO DI DIO

Città del Vaticano, 20 giugno 2012 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sulla preghiera nelle Lettere di San Paolo.

"La nostra preghiera - ha detto il Papa - molto spesso è richiesta di aiuto nelle necessità (...) perché abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo bisogno degli altri, abbiamo bisogno di Dio (...) e dobbiamo tenere presente che la preghiera che il Signore ci ha insegnato, il 'Padre nostro', è una preghiera di richiesta, e con questa preghiera il Signore ci insegna le priorità della nostra preghiera (...).  Quindi se di per sé è normale che nella preghiera richiediamo qualcosa, non dovrebbe essere esclusivamente così. C'è anche motivo di ringraziamento, e se siamo un po' attenti vediamo che da Dio riceviamo tante cose buone (...). E deve essere anche preghiera di lode: se il nostro cuore è aperto, vediamo nonostante tutti i problemi anche la bellezza della sua creazione, la bontà che si mostra nella sua creazione.

Nel primo capitolo della Lettera agli Efesini, San Paolo benedice Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo, perché in Lui ci ha fatto conoscere il "mistero della sua volontà". Per i credenti - ha detto il Papa - "il mistero" non è tanto l'ignoto, ma piuttosto la volontà misericordiosa di Dio, il suo disegno di amore che in Gesù Cristo si è rivelato pienamente e ci offre la possibilità di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza e (...) la profondità e di conoscere l'amore di Cristo. Il 'mistero ignoto' di Dio è rivelato ed è che Dio ci ama, e ci ama dall'inizio, dall'eternità".

"L’Apostolo ringrazia e loda, ma riflette anche sui motivi che spingono l'uomo a questa lode (...) presentando gli elementi fondamentali del piano divino e le sue tappe. Anzitutto dobbiamo benedire Dio Padre perché - così scrive San Paolo -  Egli (...) 'ci ha scelto prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità'. (...) La vocazione alla santità, cioè alla comunione con Dio appartiene al disegno eterno di questo Dio, un disegno che si estende nella storia e che comprende tutti gli uomini e le donne del mondo, perché è una chiamata universale. Dio non esclude nessuno, il suo progetto è solo di amore. (...) L'Apostolo sottolinea la gratuità di questo meraviglioso disegno di Dio sull'umanità".

"Al centro della preghiera di benedizione, l’Apostolo illustra il modo in cui si realizza il piano di salvezza del Padre in Cristo (...) Il sacrificio della croce di Cristo è l’evento unico e irripetibile con cui il Padre ha mostrato (...) il suo amore per noi, non soltanto a parole, ma in modo concreto. Dio è così concreto e il suo amore è così concreto che entra nella storia, si fa uomo per sentire che cosa è, come è vivere in questo mondo creato, e accetta, il cammino di sofferenza della passione, e subendo la morte. Così concreto è l'amore di Dio, che partecipa non solo al nostro essere, ma al nostro soffrire e morire. Il Sacrificio della croce fa sì che noi diventiamo 'proprietà di Dio', perché il sangue di Cristo ci ha riscattati dalla colpa, ci lava dal male, ci sottrae alla schiavitù del peccato e della morte".

"Infine, la benedizione divina si chiude con l’accenno allo Spirito Santo che è stato effuso nei nostri cuori. La redenzione non è ancora conclusa, (...) ma avrà il suo pieno compimento quando coloro che Dio si è acquistato, saranno totalmente salvati. Siamo ancora nel cammino della redenzione (...) Dobbiamo accettare che il cammino delle redenzione è anche un cammino nostro, perché Dio vuole creature libere (...). andiamo su questa strada della redenzione, insieme con Cristo e sentiamo che la redenzione si realizza".
"Nella preghiera - ha concluso il Santo Padre - impariamo a vedere i segni di questo disegno misericordioso nel cammino della Chiesa, (...) Così cresciamo nell’amore di Dio, aprendo la porta affinché la Santissima Trinità venga ad abitare in noi, illumini, riscaldi, guidi la nostra esistenza. (...) La preghiera genera uomini e donne animati non dall’egoismo, dal desiderio di possedere, dalla sete di potere, ma dalla gratuità, dal desiderio di amare, dalla sete di servire, animati cioè da Dio; e solo così si può portare luce nel buio del mondo".

APPELLO DEL PAPA AFFINCHÈ CESSINO VIOLENZE IN NIGERIA


Città del Vaticano, 20 giugno 2012 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi e dopo i saluti nelle diverse lingue, Benedetto XVI ha lanciato un appello affinché cessino gli attacchi terroristici in Nigeria, diretti soprattutto contro i fedeli cristiani. "Mentre elevo la preghiera per le vittime e per quanti soffrono, faccio appello ai responsabili delle violenze, affinché cessi immediatamente lo spargimento di sangue di tanti innocenti. Auspico, inoltre, la piena collaborazione di tutte le componenti sociali della Nigeria, perché non si persegua la via della vendetta, ma tutti i cittadini cooperino all’edificazione di una società pacifica e riconciliata, in cui sia pienamente tutelato il diritto di professare liberamente la propria fede".

UDIENZA AL PRIMO MINISTRO REPUBBLICA DI LETTONIA


Città del Vaticano, 20 giugno 2012 (VIS). "Mercoledì 20 giugno, dopo l’Udienza generale, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto nell’Auletta dell’Aula Paolo VI il Primo Ministro della Repubblica di Lettonia, Signor Valdis Dombrovskis, il quale, successivamente, ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

"Durante i cordiali colloqui, sono stati rilevati i buoni rapporti esistenti fra la Santa Sede e la Repubblica di Lettonia, nonché l’apprezzato contributo che la Chiesa cattolica offre alla società, in particolare nelle questioni riguardanti la famiglia e la promozione di un umanesimo aperto ai valori spirituali e trascendenti".

"Nel corso delle conversazioni si sono toccati temi di comune interesse e ci si è soffermati, in particolare, sulla grave crisi economica e finanziaria che sta marcando la vita dei Popoli europei".

ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 20 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Liepaja (Lettonia), presentata dal Vescovo Wilhelms Lapelis, O.P., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

martedì 19 giugno 2012

VISITA DEL SANTO PADRE ZONE TERREMOTATE EMILIA ROMAGNA


Città del Vaticano, 19 giugno 2012 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato oggi che martedì 26 giugno, il Santo Padre si recherà in visita nelle zone terremotate dell'Emilia Romagna. Alle 10:15 Benedetto XVI arriverà a San Marino di Carpi (Modena) - dove sarà accolto dal Prefetto Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Seguirà un trasferimento su pulmino della Protezione Civile verso Rovereto di Novi ed il passaggio all'interno della "zona rossa" dove è la Chiesa di Santa Caterina di Alessandria gravemente danneggiata.

Dopo il saluto del Presidente della Regione Emilia Romagna, On. Vasco Errani, il Papa pronuncerà un discorso ed al termine saluterà i Rappresentanti delle diverse realtà presenti. Alle 11:50 il Santo Padre si trasferirà in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi-Traversa San Lorenzo ed alle 12.00 ripartirà in elicottero per  il Vaticano.

INSTRUMENTUM LABORIS DEL SINODO SU NUOVA EVANGELIZZAZIONE


Città del Vaticano, 19 giugno 2012 (VIS). Alle 11:30 di questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell'"Instrumentum laboris" della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana" (7-28 ottobre 2012). Alla Conferenza Stampa Sono intervenuti l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale ed il Vescovo Fortunato Frezza, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi.

"I Padri Sinodali - ha spiegato l'Arcivescovo Eterovic - rifletteranno sulla trasmissione della fede cristiana. Si tratta di una delle grandi sfide della Chiesa che sarà approfondita nel contesto della nuova evangelizzazione". La riflessione sinodale sarà arricchita con lo svolgersi dell'Anno della Fede che avrà inizio l'11 ottobre.

L'Instrumentum laboris', ha segnalato il Presule, è composto da quattro capitoli, preceduti da una Introduzione e chiusi da una breve Conclusione. Nell'Introduzione che raccoglie le risposte delle Conferenze Episcopali "si sente la necessità di nuovi strumenti e di nuove espressioni per rendere comprensibile la parola di Dio negli ambienti di vita dell'uomo contemporaneo. L'evento sinodale dovrebbe rappresentare un'occasione di confronto e condivisione sia nell'analisi sia di esempi di azione da condividere allo scopo di fornire incoraggiamento ai Pastori e alle Chiese particolari".

Nel primo dei quattro capitoli, intitolato "Gesù Cristo, Vangelo di Dio per l'uomo" si "ribadisce il nucleo centrale delle fede cristiana, che non pochi cristiani ignorano. Al contempo, con tale attitudine si intende proporre il Vangelo di Gesù Cristo come Buona notizia anche per l'uomo contemporaneo. (...) La nuova evangelizzazione è l'espressione della dinamica interna del cristianesimo, che desidera far conoscere agli uomini di buona volontà la 'profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza' del mistero di Dio rivelatosi in Gesù Cristo, e non tanto un'affannosa risposta di fronte alla crisi della fede e alle nuove sfide poste alla Chiesa dal mondo attuale".

Il secondo capitolo del documento "Tempo di nuova evangelizzazione" "è dedicato prevalentemente alla segnalazione delle sfide attuali all'evangelizzazione come pure alla descrizione della nuova evangelizzazione. (...) Si tratta di nuove sfide all'evangelizzazione nel mondo contemporaneo, descritte con vari scenari. La Chiesa è chiamata a fare discernimento di tali scenari 'per trasformarli in luoghi di annuncio del Vangelo e di esperienza ecclesiale. (...) Nell'opera di nuova evangelizzazione si desidera un rinnovamento della pastorale ordinaria nelle Chiese particolari. Al contempo, si auspica una nuova sensibilità, che richiede una certa creatività ed audacia evangelica, verso le persone allontanatesi dalla Chiesa". L'Arcivescovo ha precisato che "quasi tutte le risposte  hanno segnalato la mancanza di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, che richiede, tra l'altro, una forte pastorale vocazionale".

Riferendosi al terzo capitolo intitolato "Trasmettere la fede", l'Arcivescovo ha sottolineato che "la finalità della nuova evangelizzazione è la trasmissione della Fede. La Chiesa trasmette la fede che essa stessa vive. Tutti i cristiani sono chiamati a dare il loro contributo. (...) Gli ostacoli alla fede possono essere interni alla Chiesa (una fede vissuta in modo passivo e privato, rifiuto di un'educazione della propria fede, una separazione fra fede e vita), o al di fuori della vita cristiana (la secolarizzazione, il nichilismo, il consumismo, l'edonismo. (...) L'Anno della Fede rappresenta un pressante appello alla conversione perché ogni cristiano e ogni comunità, trasformati dalla grazia, portino abbondanti frutti. Tra i frutti della fede sono menzionati: l'impegno ecumenico, la ricerca della verità, il dialogo interreligioso, il coraggio di denunciare le infedeltà e gli scandali nella comunità cristiana".

L'ultimo capitolo "Ravvivare l'azione pastorale" tratta della "trasmissione delle fede nel contesto della nuova evangelizzazione  e ripropone gli strumenti maturati durante la sua Tradizione e, in particolare, il primo annuncio, l'iniziazione cristiana e l'educazione, cercando di adattarle alle attuali condizioni culturali e sociali. (...) Bisognerebbe comprendere meglio, dal punto di vista teologico, la sequenza dei sacramenti dell'iniziazione cristiana che culmina nell'Eucaristia, e riflettere su modelli per tradurre nella prassi l'approfondimento auspicato".

Nella Conclusione si riafferma che: "Nuova evangelizzazione vuol dire 'rendere ragione della nostra fede, comunicando il 'Logos della speranza al mondo che aspira alla salvezza".

lunedì 18 giugno 2012

MESSAGGIO DEL PAPA CHIUSURA CONGRESSO EUCARISTICO DI DUBLINO

Città del Vaticano, 18 giugno 2012 (VIS). Un video messaggio di Benedetto XVI, proiettato al termine della Santa Messa, alla quale hanno partecipato migliaia di persone, ha chiuso nel pomeriggio di ieri, il 50° Congresso Eucaristico Internazionale, tenutosi la settimana scorsa a Dublino (Irlanda), sul tema: "Comunione con Cristo e tra di noi". Il Congresso ha coinciso con il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e la scelta del tema è connessa a tale anniversario, come pone in evidenza il Messaggio del Santo Padre del quale riportiamo di seguito ampi estratti.

"Sin dai primi tempi la nozione di koinonia o communio è stata al centro della comprensione che la Chiesa ha di se stessa, al centro della sua relazione con Cristo suo fondatore e dei sacramenti che essa celebra, primo fra tutti l’Eucaristia. Mediante il Battesimo, noi siamo inseriti nella morte di Cristo, rinasciamo nella grande famiglia di fratelli e sorelle di Cristo Gesù; mediante la Confermazione, riceviamo il sigillo dello Spirito Santo, e condividendo l’Eucaristia, entriamo in comunione con Cristo e fra di noi in maniera visibile qui sulla terra. Riceviamo anche la promessa della vita eterna che verrà".

"Il Congresso inoltre si svolge in un periodo in cui la Chiesa in tutto il mondo si prepara a celebrare l’Anno della Fede, per commemorare il 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II, un evento che lanciò il più ampio rinnovamento del Rito Romano mai visto prima. Basato su un apprezzamento sempre più profondo delle fonti della liturgia, il Concilio ha promosso la piena ed attiva partecipazione dei fedeli al Sacrificio eucaristico. Oggi, a distanza di tempo dai desideri espressi dai Padri Conciliari circa il rinnovamento liturgico, e alla luce dell’esperienza universale della Chiesa nel periodo seguente, è chiaro che il risultato è stato molto grande; ma è ugualmente chiaro che vi sono state molte incomprensioni ed irregolarità. Il rinnovamento delle forme esterne, desiderato dai Padri Conciliari, era proteso a rendere più facile l’entrare nell’intima profondità del mistero. Il suo vero scopo era di condurre la gente ad un incontro personale con il Signore, presente nell’Eucaristia, e così al Dio vivente, in modo che, mediante questo contatto con l’amore di Cristo, l’amore reciproco dei suoi fratelli e delle sue sorelle potesse anch’esso crescere. Tuttavia, non raramente, la revisione delle forme liturgiche è rimasta ad un livello esteriore, e la "partecipazione attiva" è stata confusa con l’agire esterno. Pertanto, rimane ancora molto da fare sulla via del vero rinnovamento liturgico. In un mondo cambiato, sempre più fisso sulle cose materiali, dobbiamo imparare a riconoscere di nuovo la presenza misteriosa del Signore Risorto, il solo che può dar respiro e profondità alla nostra vita".

"L’Eucaristia è il culto di tutta la Chiesa, ma richiede anche il pieno impegno di ogni singolo cristiano nella missione della Chiesa; contiene un appello ad essere il popolo santo di Dio, ma pure l’appello alla santità individuale; è da celebrarsi con grande gioia e semplicità, ma anche nella maniera più degna e riverente possibile; ci invita a pentirci del nostri peccati, ma anche a perdonare i fratelli e le sorelle; ci unisce insieme nello Spirito, ma anche ci comanda, nello stesso Spirito, di recare la buona novella della salvezza agli altri".

"Inoltre, l’Eucaristia è il memoriale del sacrificio di Cristo sulla croce, il suo corpo e il suo sangue offerto nella nuova ed eterna alleanza per la remissione dei peccati e la trasformazione del mondo. L’Irlanda è stata plasmata per secoli dalla Messa al livello più profondo e, dalla sua potenza e grazia, generazioni di monaci, di martiri e di missionari hanno vissuto eroicamente la fede nella propria terra e diffuso la Buona Novella dell’amore e del perdono di Dio ben al di là dei vostri lidi. Siete gli eredi di una Chiesa che è stata una potente forza di bene nel mondo, e che ha offerto a moltissimi altri un amore profondo e duraturo per Cristo e per la sua Santa Madre. I vostri antenati nella Chiesa in Irlanda seppero come impegnarsi per la santità e la coerenza nella vita personale, come predicare la gioia che viene dal Vangelo, come promuovere l’importanza di appartenere alla Chiesa universale in comunione con la Sede di Pietro, e come trasmettere alle generazioni future amore per la fede e le virtù cristiane. La nostra fede cattolica, imbevuta di un senso profondo della presenza di Dio, rapita dalla bellezza della creazione che ci circonda, e purificata mediante la penitenza personale e la consapevolezza del perdono di Dio, è una eredità che sicuramente è perfezionata e nutrita quando è deposta con regolarità sull’altare del Signore nel Sacrificio della Messa".

"Ringraziamento e gioia per una così grande storia di fede e di amore sono stati di recente scossi in maniera orribile dalla rivelazione di peccati commessi da sacerdoti e persone consacrate nei confronti di persone affidate alle loro cure. Al posto di mostrare ad essi la strada verso Cristo, verso Dio, al posto di dar testimonianza della sua bontà, hanno compiuto abusi su di loro e minato la credibilità del messaggio della Chiesa. Come possiamo spiegare il fatto che persone le quali hanno ricevuto regolarmente il corpo del Signore e confessato i propri peccati nel sacramento della Penitenza abbiano offeso in tale maniera? Rimane un mistero. Eppure evidentemente il loro cristianesimo non veniva più nutrito dall’incontro gioioso con Gesù Cristo: era divenuto semplicemente un’abitudine. L’opera del Concilio aveva in realtà l’intento di superare questa forma di cristianesimo e di riscoprire la fede come una relazione personale profonda con la bontà di Gesù Cristo. Il Congresso Eucaristico ha un simile scopo. Qui desideriamo incontrare il Signore Risorto. Chiediamo a Lui di toccarci nel profondo. Possa Colui che ha alitato sugli Apostoli a Pasqua, comunicando loro il suo Spirito, donare alla stessa maniera anche a noi il suo soffio, la potenza dello Spirito Santo, aiutandoci così a divenire veri testimoni del suo amore, testimoni della sua verità. La sua verità è amore. L’amore di Cristo è verità".

"Cari fratelli e sorelle, prego affinché il Congresso sia per ciascuno di voi una fruttuosa esperienza spirituale di comunione con Cristo e con la sua Chiesa. Allo stesso tempo, desidero invitarvi ad unirvi a me nell’invocare la benedizione di Dio sul prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, che si terrà nel 2016 nella città di Cebu! Al popolo delle Filippine invio il mio caloroso saluto e l’assicurazione della mia vicinanza nella preghiera durante il periodo di preparazione di questa grande riunione ecclesiale. Sono sicuro che porterà un duraturo rinnovamento spirituale non soltanto a loro, ma ai partecipanti di tutto il mondo. Nel frattempo, affido ognuno dei partecipanti all’attuale Congresso all’amorevole protezione di Maria, Madre di Dio, e a san Patrizio, il grande patrono d’Irlanda; e, quale pegno di gioia e pace nel Signore, di cuore imparto la Benedizione Apostolica".

IL REGNO DI DIO È INNANZITUTTO UN DONO ANCHE SE ESIGE LA NOSTRA COLLABORAZIONE

Città del Vaticano, 17 giugno 2012 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i pellegrini  convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa ha commentato il Vangelo di oggi che propone due brevi parabole di Gesù: quella del seme che cresce da solo e quella del granello di senape. "Attraverso immagini tratte dal mondo dell’agricoltura, il Signore presenta il mistero della Parola e del Regno di Dio, e indica le ragioni della nostra speranza e del nostro impegno".

"Nella prima parabola l’attenzione è posta sul dinamismo della semina: il seme che viene gettato nella terra, sia che il contadino dorma sia che vegli, germoglia e cresce da solo. (...) Ciò che sostiene l’agricoltore nelle sue quotidiane fatiche è proprio la fiducia nella forza del seme e nella bontà del terreno. Questa parabola richiama il mistero (...)  dell’opera feconda di Dio nella storia. È Lui il Signore del Regno, l’uomo è suo umile collaboratore, che contempla e gioisce dell’azione creatrice divina e ne attende con pazienza i frutti. (...) Il tempo presente è tempo di semina, e la crescita del seme è assicurata dal Signore. Ogni cristiano, allora, sa bene di dover fare tutto quello che può, ma che il risultato finale dipende da Dio: questa consapevolezza lo sostiene nella fatica di ogni giorno, specialmente nelle situazioni difficili".

La seconda parabola utilizza l'immagine della semina e parla di un seme specifico, considerato il più piccolo di tutti i semi. "Pur così minuto - ha detto il Santo Padre - però, esso è pieno di vita, dal suo spezzarsi nasce un germoglio capace di rompere il terreno, (...) e di crescere fino a diventare 'più grande di tutte le piante dell’orto': la debolezza è la forza del seme, lo spezzarsi è la sua potenza. E così è il Regno di Dio: una realtà umanamente piccola, composta da chi è povero nel cuore, da chi non confida nella propria forza, ma in quella dell’amore di Dio, da chi non è importante agli occhi del mondo; eppure proprio attraverso di loro irrompe la forza di Cristo e trasforma ciò che è apparentemente insignificante".

"L’immagine del seme è particolarmente cara a Gesù - ha concluso il Pontefice - perché esprime bene il mistero del Regno di Dio. Nelle due parabole di oggi esso rappresenta una 'crescita' e un 'contrasto': la crescita che avviene grazie a un dinamismo insito nel seme stesso e il contrasto che esiste tra la piccolezza del seme e la grandezza di ciò che produce. Il messaggio è chiaro: il Regno di Dio, anche se esige la nostra collaborazione, è innanzitutto dono del Signore, grazia che precede l’uomo e le sue opere. La nostra piccola forza, apparentemente impotente dinanzi ai problemi del mondo, se immessa in quella di Dio non teme ostacoli, perché certa è la vittoria del Signore".



DIRITTI RIFUGIATI SIANO SEMPRE RISPETTATI

Città del Vaticano, 18 giugno 2012 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus il Papa ha ricordato la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite, il 20 giugno prossimo. "Essa vuole attirare l’attenzione della comunità internazionale - ha detto - sulle condizioni di tante persone, specialmente famiglie, costrette a fuggire dalle proprie terre, perché minacciate dai conflitti armati e da gravi forme di violenza. Per questi fratelli e sorelle così provati assicuro la preghiera e la costante sollecitudine della Santa Sede, mentre auspico che i loro diritti siano sempre rispettati e che possano presto ricongiungersi con i propri cari".

"Oggi, in Irlanda, si terrà la celebrazione conclusiva del Congresso Eucaristico Internazionale, che durante questa settimana ha fatto di Dublino la città dell’Eucaristia, dove molte persone si sono raccolte in preghiera alla presenza di Cristo nel Sacramento dell’altare. Nel mistero dell’Eucaristia Gesù ha voluto restare con noi, per farci entrare in comunione con Lui e tra di noi. Affidiamo a Maria Santissima i frutti maturati in questi giorni di riflessione e di preghiera".

"Desidero, infine, ricordare con gioia che questo pomeriggio, a Nepi, nella Diocesi di Civita Castellana, verrà proclamata beata Cecilia Eusepi, morta a soli 18 anni. Questa giovane che aspirava a diventare suora missionaria, fu costretta ad abbandonare il convento a causa della malattia, che visse con fede incrollabile, dimostrando grande capacità di sacrificio per la salvezza delle anime Negli ultimi giorni della sua esistenza, in profonda unione con Cristo crocifisso, ripeteva: 'è bello darsi a Gesù, che si è dato tutto per noi'".

RINNOVO PAGINA WEB DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

Città del Vaticano, 16 giugno 2012 (VIS). In un Comunicato reso pubblico questa mattina, la Commissione Teologica Internazionale rende noto di aver rinnovato il suo sito web, consultabile sul sito Vaticano www.vatican.va, tra le altre sezioni delle Commissioni collegate alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

La Commissione Teologica Internazionale, istituita dal Servo di Dio Paolo VI in data 11 aprile 1969, è chiamata ad aiutare la Santa Sede ed in particolare la Congregazione per la Dottrina della Fede nell'esaminare le questioni dottrinali di maggior importanza ed attualità. La Commissione è composta da teologi di diverse scuole e nazioni, eminenti per scienza e fedeltà al Magistero della Chiesa. I membri - di numero non superiore a trenta - sono nominati dal Santo Padre "ad quinquennium" su proposta del Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e dopo una consultazione delle Conferenze Episcopali. Nell'arco della sua storia la Commissione ha pubblicato, con l'approvazione del suo Presidente, 25 documenti.

La rinnovata pagina internet della Commissione si apre con una breve descrizione storica ed istituzionale (Profilo). Segue poi la raccolta di varie versioni linguistiche degli Statuti: quelli provvisori, risalenti al 12 luglio 1969, e quelli definitivi del 6 agosto 1982 (Statuti). La pagina contiene anche gli elenchi ragionati dei Presidenti, Segretari e Membri della Commissione (Elenco dei Membri).

La parte principale della pagina internet costituisce la raccolta dei 25 documenti pubblicati dalla Commissione, che sono presenti generalmente in sette lingue: francese, inglese, spagnolo, tedesco, italiano, latino e polacco. Alcuni sono consultabili anche in portoghese, olandese, ungherese, russo e ceco. Tale raccolta è destinata a crescere ulteriormente con nuove versioni linguistiche dei testi (Documenti pubblicati).

Nella pagina si trovano poi indicazioni circa le principali edizioni delle raccolte dei documenti in varie lingue. Inoltre, si raccolgono i Discorsi pontifici rivolti ai Membri della Commissione (Discorsi pontifici).

Infine, si propone una rubrica Documentazione, in cui si offrono diversi contributi relativi all'operato e alle pubblicazioni della Commissione, in particolare commenti e contributi illustrativi.

È viva speranza della Commissione che la rinnovata pagina internet possa essere uno strumento di aiuto e di stimolo per la consultazione dei documenti da parte delle persone interessate, in primo luogo, dei Pastori, dei teologi e teologhe, dei sacerdoti e delle persone consacrate, nonché degli studenti e degli altri fedeli in tutto il mondo, anche là dove non è facile accedere alle pubblicazioni di tali testi.

UDIENZE


Città del Vaticano, 18 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto:

- Il Signor Eduardo Gutiérrez Sáenz de Buruaga, Ambasciatore di Spagna, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba).

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita "ad Limina Apostoloruin":

    - L'Arcivescovo Óscar Urbina Ortega, di Villavicencio.

    - Il Vescovo  José Figueroa Gómez, di Granada en Colombia.

    - Il Vescovo Francisco Antonio Nieto Súa, di San José del Guaviare.

    - Il Vescovo Antonio Bayter Abud, M.X.Y., Vicario Apostolico di Inírida.

    - Il Monsignor Damián E. Chavarría Carvajal, Pro-Vicario Apostolico di Mitú

    - Il Vescovo José de Jesús Quintero Díaz, Vicario Apostolico di Leticia.

    - Il Vescovo Francisco Antonio Ceballos Escobar, C.SS.R., Vicario Apostolico di Puerto Carreño.

    - Il Monsignor Oswaldo Jaramillo Osorio, Pro-Vicario Apostolico di Puerto Gaitán

    - Il Vescovo Eulises González Sánchez, Vicario Apostolico di San Andrés y Providencia.

    - Il Vescovo Edgar Hernando Tirado Mazo, M.X.Y., Vicario Apostolico di Tierradentro.

  Sabato 16 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- L'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, Segretario della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente Emerito del Pontificio Consiglio “Cor Unum”.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

    - L'Arcivescovo Flavio Calle Zapata, Arcivescovo di Ibagué.

    - Il Vescovo Pablo Emiro Salas Anteliz, di Espinal.

    - Il Vescovo José Miguel Gómez Rodríguez, di Líbano-Honda.

    - Il Vescovo Froilán Tiberio Casas Ortíz, di Neiva.

    - Il Vescovo Francisco Javier Múnera Correa, I.M.C., Vicario Apostolico di San Vicente-Puerto Leguízamo.

    - Monsignor Obed Ramírez Granada, Amministratore Diocesano di Florencia.

- Il Cardinale Julián Herranz, il Cardinale Jozef Tomko ed il Cardinale Salvatore De Giorgi.

DALLE CHIESE ORIENTALI

Città del Vaticano, 16 giugno 2012 (VIS). Il Patriarca della Chiesa di Antiochia dei Maroniti, con il consenso del Sinodo dei Vescovi Maroniti richiesto a norma del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (CCEO) canone 85, paragrafo 2,2°, ha trasferito:

- Il Vescovo Camille Zaidan, Vescovo titolare di Tolemaide di Fenicia dei Maroniti, da Vescovo della Curia Patriarcale ad Arcivescovo della sede di Antelias dei Maroniti (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Joseph Bechara. L'Arcivescovo Zaidan è nato nel 1944 a Kassaibé (Libano) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Dal 1989 è stato professore universitario, Vice-Rettore e Rettore della "St. Joseph School" di Kornet Chehwan, responsabile del Segretariato Generale dell'insegnamento cattolico in Libano e membro di alcune associazioni nel campo scolastico. È stato Vice-Parroco di Broumana e Parroco della "Resurrezione" di Rabieh. Dal 1997 è stato Protosincello dell'Arcieparchia di Antélias. Nel Sinodo Maronita del 2011 è stato eletto Vescovo di Curia e nel Sinodo Maronita del giugno 2012 è stato cononicamente trasferito alla Sede Arcieparchiale di Antélias dei Maroniti.

- Il Vescovo Francois Eid, OMM, da Vescovo eparchiale del Cairo (Egitto) e del Sudan dei Maroniti a Procuratore Patriarcale presso la Santa Sede, avendo avuto per tale ufficio il Previo Assenso Pontificio; il Presule ottiene il titolo di Vescovo emerito dell’Eparchia finora governata a norma del Codice di Canoni delle Chiese Orientali, canone 211, paragrafo 1.

- ll Sinodo dei Vescovi Maroniti ha eletto a norma del CCEO, canoni 180-184 i seguenti Arcivescovi e Vescovi, che avevano ottenuto dal Santo Padre il Previo Assenso:

- Padre Abate Moussa El-Hage, OAM, al presente Superiore dei Conventi Saints Sarkis et Bacchus di Ehden e Zghorta, ad Arcivescovo della sede di Haifa e Terra Santa dei Maroniti (Israele) e ad Esarca Patriarcale di Gerusalemme, Palestina e Giordania, vacanti per la rinuncia di S.E. Mons. Paul Nabil El-Sayah, a suo tempo trasferito a Vescovo della Curia Patriarcale. L'Arcivescovo El-Hage è nato nel 1954 a Antoura, ha emesso la professione semplice nell'Ordine Antoniano Maronita nel 1972 e quella perpetua nel 1979 ed è stato ordinato nel 1980. Dal 1988 al 1991 è stato Superiore del Collegio "Saint Isaïe" a Roma; dal 1991 al 1993 è stato Economo del Convento  "Saint Elie" di Antélias; dal 1993 al 1994 Maestro dei novizi; dal 1993 al 1999 Assistente Generale, nominato dall'allora Visitatore Apostolico dell'Ordine; dal 1997 al 2000 è stato Decano della Facoltà di Scienze Bibliche e della Facoltà di Scienze Religiose e Pastorali dell'Università Antoniana (1999); dal 2005 al 2011 è stato Assistente Generale; attualmente è Abate dei Conventi "Saints Sarkis et Bacchus" di Ehden e Zghorta; dal 1980 al 1985 ha ricoperto vari incarichi pastorali nella missione di Marjayoun nel Sud del Libano; dal 2011 al 2012 è stato Economo della Parrocchia "Saint Elie" ad Antélias; Rettore del Seminario "Saint Antoine de Padoue" di Karm Saddeh; ed Amministratore Patriarcale dell'Eparchia di Lattaquié dei Maroniti.

- Padre Paul Rouhana, OLM, al presente Segretario del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, a Vescovo del Vicariato Patriarcale di Sarba (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Guy Paul Noujeim; al nuovo Presule il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Antarado. Il Vescovo Rouhana è nato ad Amchit nell'Eparchia di Jbeil-Byblos nel 1954; è entrato nell'Ordine Libanese Maronita nel 1966, ha emesso la professione temporanea nel 1971 e quella perpetua nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Dal 1992 al 1993 e dal 1997 al 2005 è stato Direttore degli studi alla facoltà di Teologia dell'Università "Saint Esprit" di Kaslik; dal 2005 al 2011 è stato Decano della facoltà di Teologia dell'USEK; dal 1988 al 1993 a dal 1998 al 2012 è stato Professore associato e straordinario di Teologia all'USEK; dal 1990 al 1992 è stato Segretario Aggiunto dell'Assemblea dei Patriarchi e Vescovo Cattolico del Libano; dal 1999 al 2000 Segretario aggiunto del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente. Dal 2004 è membro della Commissione Teologica Internazionale e dal 2011 Segretario Generale delle Chiese del Medio Oriente.

- Il Corepiscopo Maroun Ammar, al presente Rettore del Seminario Maggiore di Ghazir, a Vescovo del Vicariato Patriarcale di Joubbé (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Francis Baissari; al nuovo Presule il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Canata. Il Corepiscopo Ammar è nato a Hajé (Libano) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983 per l'Eparchia di Tiro dei Maroniti. Dal 1986 al 1991 è stato parroco di “Notre Dame” ad Alma Chaab nella diocesi di Tiro; dal 1991 al 1995 collaboratore nella parrocchia “Saint Médard” di Parigi. Nel 1996 è stato nominato Presidente del Tribunale Maronita di Haifa in Israele. Dal 1997 al 2007 è stato responsabile dell’anno propedeutico al Seminario Maggiore di Ghazir, dove dal 2007 è divenuto Rettore. È giudice della Corte d’Appello del Tribunale Maronita del Libano dal 1997. Nel 2008 è stato insignito del titolo di Corepiscopo.

- Corepiscopo Joseph Mouawad, al presente Protosincello dell’Eparchia di Jbeil-Byblos (Libano), a Vescovo della Curia Patriarcale, al quale il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Tolemaide di Fenicia dei Maroniti. Il Corepiscopo Mouawad è nato a Mayfouq nel 1970 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 1997 è stato Parroco di Mastita; dal 2003 è stato Parroco di “Mar Abda” di Blat; dal 2003 al 2008 è stato Cancelliere della Curia; dal 2008 al 2011 è stato Protosincello; dal 2011 al 2012 è stato Amministratore Patriarcale dell’Eparchia e, dal 2012 nuovamente Protosincello; dal 2003 al 2008 è stato Cappellano della Caritas di Jbeil e del Consiglio eparchiale del Movimento Apostolico Mariano sezione giovani. Dal 2011 è Corepiscopo.

- Il Corepiscopo Georges Chihane, al presente Amministratore Patriarcale dell’Arcieparchia di Haifa e Terra Santa dei Maroniti (Israele) e dell’Esarcato Patriarcale di Gerusalemme, Palestina e Giordania, a Vescovo eparchiale del Cairo (Egitto) e del Sudan dei Maroniti. Il Corepiscopo Chihane è nato nel 1953 a Haret Sakhr, nella regione di Jounieh ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Dal 1991 al 1997 è stato Parroco nella Chiesa "Saint Nohra" a Sahel Alma; nel 1997 è stato trasferito in Giordania, dove è stato finora Parroco di “Saint Charbel” di Amman. È cappellano del Cammino Neocatecumenale in Giordania. Da qualche mese è Amministratore Patriarcale di Haifa e Terra Santa dei Maroniti.

La rinuncia dei Presuli sopracitati è stata presentata ed accettata in conformità al CCEO canoni 210, paragrafi 1-2 con informazione data alla Santa Sede.

venerdì 15 giugno 2012

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 15 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Valéry Vienneau, Arcivescovo Metropolita di Moncton (superficie: 12.000; popolazione: 223.000; cattolici: 116.400; sacerdoti: 49; religiosi: 265; diaconi permanenti: 1), Canada. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1947 a Cap-Pelé (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Nel 1997 è stato nominato Vicario generale e parroco della Cattedrale Notre-Dame-de-l’Assomption. Nel 1998 è stato nominato Cappellano dell’Università di Moncton e Parroco a Notre-Dame-d’Acadie (Campus Universitario). Nel 2000 è stato nominato responsabile della riorganizzazione pastorale delle parrocchie dell'Arcidiocesi di Moncton e della formazione dei membri delle “équipes d’animation pastorale”. Nel 2002 è stato Amministratore diocesano di Moncton. Finora Vescovo di Bathurst (Canada), succede al Vescovo André Richard, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata dall'Arcivescovo André Richard, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Pascal Roland, Vescovo di Belley-Ars (superficie: 5.554; popolazione: 581.365; cattolici: 352.600; sacerdoti: 177; religiosi: 287; diaconi permanenti: 14), Francia. Finora Vescovo di Moulins (Francia), succede al Vescovo Guy Bagnard, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Jean-Yves Riocreux, Vescovo di Basse-Terre et Pointe-à-Pitre(superficie: 1.780; popolazione: 460.000; cattolici: 384.000; sacerdoti: 56; religiosi: 183; diaconi permanenti: 11), Guadalupe. È stato finora Vescovo della Diocesi di Pontoise (Francia) Francia.

- Ha eretto l’Ordinariato Personale di Our Lady of the Southern Cross nel territorio della Conferenza Episcopale Australiana per i fedeli di origine anglicana.

- Ha nominato il Reverendo Harry Entwistle, primo Ordinario dell'Ordinariato Personale di "Our Lady of the Southern Cross". Il Reverendo Harry Entwistle è nato nel 1940 a Chorley (Inghilterra), battezzato come anglicano, è stato ordinato prete anglicano nel 1964 per la Diocesi di Blackburn. Dopo avere esercitato il ministero in Fleetwood, Hardwick, Weedon, Aston Abbots e Cubligton, è stato cappellano nelle carceri dal 1974 al 1981 e dal 1981 al 1988 "Senior Chaplain" presso il carcere di Wansworth. Emigrato in Australia nel 1988, è stato "Senior Chaplain" per il "Department of Corrective Services" nella diocesi di Perth. Dal 1992 al 1999 è stato Arcidiacono e Parroco di Northam, dal 1999 al 2006 Parroco a Mt Lawley. Nel 2006 è entrato a far parte della "Traditional Anglican Communion" ed è stato nominato vescovo per la regione occidentale e Parroco a Maylands in Perth. Dopo essere stato accolto nella piena comunione con la Chiesa Cattolica ed essere stato ordinato diacono, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nella Cattedrale di Perth il 15 giugno 2012.










UDIENZE


Città del Vaticano, 15 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza dodici Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Ruben Salazar Gómez, di Bogotá.

- Il Vescovo Héctor Luis Gutiérrez Pabón, di Engativá.

- Il Vescovo Luis Antonio Nova Rocha, di Facatativá.

- Il Vescovo Juan Vicente Córdoba Villota, S.I., di Fontibón.

- Il Vescovo Hector Julio López Hurtado, S.D.B., di Girardot.

- Il Vescovo Daniel Caro Borda, di Soacha.

- Il Vescovo Fabio Suescún Mutis, Ordinario Militare.

- L'Arcivescovo Ismael Rueda Sierra, di Bucaramanga.

- Il Vescovo Camilo Fernando Castrellón Pizano, S.D.B., di Barrancabermeja.

- Il Vescovo Víctor Manuel Ochoa Cadavid, di Málaga-Soatá.

- Il Vescovo Carlos Germán Mesa Ruiz, di Socorro y San Gil.

- Il Vescovo Luis Albeiro Cortés Rendón, di Vélez.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

UDIENZA PRESIDENTE LXVI SESSIONE ASSEMBLEA GENERALE ONU

Città del Vaticano, 15 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Udienza il Signor Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Presidente della sessantaseiesima sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU. In seguito, il Signor Al-Nasser ha incontrato il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, che era accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"Il cordiale colloquio ha avuto come tema centrale il ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, e in particolare dell’Assemblea Generale, nella risoluzione dei conflitti, con particolare attenzione a quelli in atto in diverse regioni del mondo, soprattutto in Africa e in Medio Oriente, e alle gravi situazioni di emergenza umanitaria che ne conseguono".

"In seguito ci si è soffermati sull’importanza del contributo della Chiesa Cattolica alla pace ed allo sviluppo, nonché sul rilievo della cooperazione tra le religioni e le culture".

giovedì 14 giugno 2012

FAO: APPREZZATO IMPEGNO CHIESA CATTOLICA LOTTA CONTRO LA FAME

Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Direttore Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), Signor José Graziano da Silva, che successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"Durante i cordiali colloqui è stato vivamente apprezzato l’impegno della Santa Sede e della Chiesa cattolica per combattere la fame e la povertà, soprattutto nel continente africano, e rimediare alla preoccupante situazione della sicurezza alimentare mondiale", si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede".

"Si è quindi rilevato come, nonostante vi siano risorse sufficienti per soddisfare i bisogni alimentari di tutto il mondo, persistano ostacoli di ordine economico, sociale e politico che impediscono di soddisfare tali bisogni. Si è infine auspicato che il settore rurale torni ad assumere un ruolo primario nelle strategie di sviluppo, che siano promossi modelli sostenibili di produzione agricola e di consumo alimentare e che si garantisca maggiore equità ed efficienza nella gestione del sistema alimentare".



VISITA VESCOVO FELLAY CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA FEDE

Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). Nel pomeriggio di mercoledì 13 giugno 2012 si sono incontrati il Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ed il Vescovo Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, insieme ad un suo Assistente. Erano presenti anche l'Arcivescovo Luis Ladaria, Segretario della medesima Congregazione e Monsignor Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.

"L’oggetto dell’incontro era quello di presentare la valutazione della Santa Sede circa il testo consegnato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X nel mese di aprile, in risposta al Preambolo dottrinale, sottoposto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 14 settembre 2011 a detta Fraternità. Nella discussione successiva si è avuta anche la possibilità di offrire le opportune spiegazioni e precisazioni. S.E. Mons. Fellay da parte sua ha illustrato la situazione attuale della Fraternità Sacerdotale San Pio X e ha promesso di far conoscere la sua risposta in tempi ragionevoli".

"Durante il medesimo incontro si è anche consegnata una bozza di documento con il quale viene proposta una Prelatura Personale come strumento più adatto ad un eventuale riconoscimento canonico della Fraternità".

"Come già detto nel comunicato stampa del 16 maggio 2012, si conferma che la situazione degli altri tre Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X sarà trattata separatamente e singolarmente".

"A conclusione della riunione si è auspicato che anche attraverso questo momento ulteriore di riflessione si possa giungere alla piena comunione della Fraternità Sacerdotale San Pio X con la Sede Apostolica" .

ACCORDO SANTA SEDE E LITUANIA INSEGNAMENTO SUPERIORE

Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). La Santa Sede e la Repubblica di Lituania hanno sottoscritto, l'8 giugno scorso, nel Palazzo del Governo a Vilnius, un Accordo relativo al riconoscimento reciproco delle qualifiche riguardanti l’insegnamento superiore (Agreement on the Recognition of Qualifications Concerning Higher Education).

Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Luigi Bonazzi, Nunzio Apostolico in Lituania, e per la Repubblica di Lituania Sua Eccellenza Audronius Ažubalis, Ministro degli Affari Esteri.

La stipulazione dell’Accordo è in sintonia con la Convenzione di Lisbona sull’omonimo tema (1997) che, tra i vari obiettivi, contempla quello di favorire il mutuo riconoscimento dei periodi e dei titoli di studio dell’insegnamento superiore. Detto riconoscimento serve, fra l’altro, per facilitare la mobilità degli studenti e la libera circolazione, nell’ambito dell’educazione superiore, nella regione europea. Inoltre, l’Accordo s’inserisce negli obiettivi del Processo di Bologna, a carattere europeo, che ha realizzato uno Spazio Comune dell’Istruzione Superiore (European Higher Education Area - EHEA), coinvolgendo attualmente 47 Paesi europei, tra cui la Santa Sede, con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali.

Il presente Accordo, oltre a definire i termini principali che utilizza e il suo campo di applicazione, stabilisce le regole, le procedure e gli strumenti per garantire il riconoscimento degli studi superiori. Esso perfeziona il quadro giuridico delle mutue relazioni tra la Santa Sede e la Repubblica di Lituania, già regolate dai tre Accordi firmati il 5 maggio 2000: sulla cooperazione in campo educativo e culturale; sugli aspetti giuridici delle relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato e sull’assistenza pastorale ai cattolici nelle Forze Armate.

Il presente Accordo entrerà in vigore nel giorno in cui entrambe le Parti avranno informato di avere adempiuto le rispettive procedure legali interne.

UDIENZE


Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Vescovo Henri Brincard, Vescovo di Puy-en-Velay (Francia).

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Luis Madrid Menano, di Nueva Pamplona.

    - Il Vescovo Jaime Muñoz Pedroza, di Arauca.

    - Il Vescovo Julio César Vidal Ortiz, di Cúcuta.

    - Il Vescovo Jorge Enrique Lozano Zafra, di Ocaña.

    - Il Vescovo Omar Alberto Sánchez Cubillos, O.P., di Tibú.

    - L'Arcivescovo Luis Augusto Castro Quiroga, I.M.C., di Tunja.

    - Il Vescovo Luis Felipe Sánchez Aponte, di Chiquinquirá.

    - Il Vescovo Carlos Prada Sanmiguel, di Duitama-Sogamoso.

- Il Vescovo José Vicente Huertas Vargas, di Garagoa.

- Il Vescovo Misael Vacca Ramírez, di Yopal.

- Il Vescovo Héctor Javier Pizarro Acevedo, O.A.R., Vicario Apostolico di Trinidad.

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Porec e Pula (Croazia), presentata dal Vescovo Ivan Milovan, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Drazen Kutlesa, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.
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