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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 16 aprile 2012

SACRA TUNICA SIMBOLO UNITÀ INDIVISIBILE CHIESA





Città del Vaticano, 14 aprile 2012 (VIS). In questi giorni, migliaia di pellegrini si recano al Duomo di Treviri (Germania) nella ricorrenza del quinto centenario della prima ostensione pubblica della Sacra Tunica (Der Heilige Rock) che Gesù indossava prima della crocifissione e che, secondo il Vangelo di Giovanni, i soldati romani si disputarono tirandola a sorte.

Secondo la tradizione parte della Sacra Tunica venne in possesso dell'Imperatrice Elena, madre di Costantino il Grande, che l'avrebbe consegnata all'Arcivescovo di Treviri, Sant'Agrizio. I fedeli poterono vedere la reliquia per la prima volta soltanto nel 1512,  quando l'imperatore Massimiliano I chiese all'Arcivescovo Richard von Greiffenklau di esporre la Sacra Tunica.

In occasione dell'inizio del pellegrinaggio che si protrarrà fino al 13 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un messaggio al Monsignor Stephan Ackermann, attuale Vescovo di Treviri. Il Messaggio è datato 6 aprile, Venerdì Santo.

Il Papa ricorda che Giovanni ci dice che la Tunica è tutta di un solo pezzo; per cui i soldati romani la tirano a sorte perché non vogliono strapparla.

"I Padri della Chiesa - scrive il Papa - vedono in questo passo l’unità della Chiesa; essa è fondata come unica e indivisa comunità dall’amore di Cristo. La Sacra Tunica intende rendercelo visibile. L’amore del Salvatore rimette insieme ciò che è diviso". (...)

"La Tunica di Cristo è 'tessuta interamente da capo a fondo'. Anche questa è un‘ immagine della Chiesa, che vive non grazie alle proprie forze, ma per l’azione di Dio. Come unica e indivisa comunità essa è opera di Dio, non il prodotto degli uomini e delle loro capacità. La Sacra Tunica vuole, nello stesso tempo, essere un ammonimento alla Chiesa perché rimanga fedele alle sue origini, si renda consapevole che la sua unità, il suo consenso, la sua efficacia, la sua testimonianza, (...) possono essere solo un dono di Dio".

"La Sacra Tunica non è una toga, un vestito elegante, che esprime un ruolo sociale. È un modesto capo di vestiario, che serve a coprire e proteggere chi lo porta, custodendone la riservatezza. Questo abito è il dono indiviso del Crocifisso alla Chiesa, che egli ha santificato con il suo sangue. Per questo la Sacra Tunica ricorda alla Chiesa la sua dignità. (...) Vi è bisogno di una costante disposizione alla conversione e all’umiltà, per essere discepoli del Signore con amore e con verità. Nello stesso tempo, la particolare dignità e integrità della Chiesa non può venire svenduta e abbandonata al chiasso di un giudizio sommario da parte della pubblica opinione".

"Il pellegrinaggio giubilare - conclude il Papa - ha come motto, che è poi un’invocazione al Signore, 'Riconduci all’unità ciò che è diviso'. Non vogliamo rimanere bloccati nell’isolamento. Vogliamo chiedere al Signore di guidarci nel cammino comune della fede, e di rendere nuovamente vivi i suoi contenuti. Potremo così, crescendo insieme come cristiani nella fede, nella preghiera e nella testimonianza, nel mezzo delle prove del nostro tempo, confessare la sua magnificenza e la sua bontà".

NOTA DEL DIRETTORE SALA STAMPA SUL CASO ORLANDI

Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha reso pubblica questa mattina una nota sulle affermazioni relative al Vaticano e al caso Orlandi, apparse recentemente sui quotidiani italiani. Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente dello Stato della Città del Vaticano e cittadina vaticana, sparì misteriosamente il 22 giugno 1983 all'età di 15 anni. In questi trenta anni la sua scomparsa ha alimentato numerose congetture, dall'intervento dei servizi segreti all'implicazione di Alì Agca, il cittadino turco che attentò alla vita di Giovanni Paolo II, alla partecipazione di gruppi legati alla delinquenza romana. Nel 2006 un programma della televisione italiana ha diffuso una telefonata nella quale si indicava una connessione fra il luogo di sepoltura del capo di uno di questi gruppi criminali con quello di Emanuela Orlandi.

Di seguito riportiamo estratti della Nota di Padre Lombardi, S.I.

"È giusto ricordare anzitutto che il Papa Giovanni Paolo II in persona si dimostrò particolarmente coinvolto dal tragico sequestro, tanto che intervenne diverse volte (ben otto in meno di un anno!) pubblicamente con appelli per la liberazione di Emanuela, si recò personalmente a visitare la famiglia, si interessò perché fosse garantito un posto di lavoro per il fratello Pietro. A questo impegno personale del Papa è naturale che corrispondesse l’impegno dei suoi collaboratori. Il Cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato e quindi primo collaboratore del Papa, seguì personalmente la vicenda, tanto che, com’è noto, si mise a disposizione per i contatti con i rapitori con una linea telefonica particolare".

"Come ha attestato (...) il cardinale Giovanni Battista Re - allora Assessore della Segreteria di Stato e oggi principale e più autorevole testimone di quel tempo -, non solo la Segreteria di Stato stessa, ma anche il Governatorato furono impegnati nel fare tutto il possibile per contribuire ad affrontare la dolorosa situazione con la necessaria collaborazione con le Autorità italiane inquirenti, a cui spettava evidentemente la competenza e la responsabilità delle indagini, essendo il sequestro avvenuto in Italia. La piena disponibilità alla collaborazione da parte delle personalità vaticane che a quel tempo occupavano posizioni di responsabilità, risulta da fatti e circostanze. (...) Atteso che tutte le lettere e le segnalazioni pervenute in Vaticano furono prontamente girate al Dottor Domenico Sica e all’Ispettorato di P.S. presso il Vaticano, si presume che siano custodite presso i competenti uffici giudiziari italiani".

"Anche nella seconda fase dell’inchiesta - anni dopo - le tre rogatorie indirizzate alle Autorità vaticane dagli inquirenti italiani trovarono risposta". Come domandato dagli inquirenti, numerose persone furono interrogate in Vaticano, e le loro dichiarazioni furono inviate alle autorità richiedenti. (...) I relativi fascicoli esistono tuttora e continuano a essere a disposizione degli inquirenti. È anche da rilevare che all’epoca del sequestro di Emanuela, le Autorità vaticane, in spirito di vera collaborazione, concessero agli inquirenti italiani ed al SISDE l’autorizzazione a tenere sotto controllo il telefono vaticano della famiglia Orlandi e ad accedere liberamente in Vaticano per recarsi presso l’abitazione degli stessi Orlandi, senza alcuna mediazione di funzionari vaticani. Non è quindi fondato accusare il Vaticano di aver ricusato la collaborazione alle Autorità italiane preposte alle indagini".

"La sostanza della questione è che purtroppo non si ebbe in Vaticano alcun elemento concreto utile per la soluzione del caso da fornire agli inquirenti. A quel tempo le Autorità vaticane, in base ai messaggi ricevuti che facevano riferimento ad Ali Agca – che, come periodo, coincisero praticamente con l’istruttoria sull’attentato al Papa – condivisero l’opinione prevalente che il sequestro fosse utilizzato da una oscura organizzazione criminale per inviare messaggi od operare pressioni in rapporto alla carcerazione e agli interrogatori dell’attentatore del Papa".

"Non si ebbe alcun motivo per pensare ad altri possibili moventi del sequestro. L’attribuzione di conoscenza di segreti attinenti al sequestro stesso da parte di persone appartenenti alle istituzioni vaticane, senza indicare alcun nominativo, non corrisponde quindi ad alcuna informazione attendibile o fondata; a volte sembra quasi un alibi di fronte allo sconforto e alla frustrazione per il non riuscire a trovare la verità".

In conclusione (...) non risulta che sia stato nascosto nulla, né che vi siano in Vaticano "segreti" da rivelare sul tema. Continuare ad affermarlo è del tutto ingiustificato".

"Infine, poiché la collocazione della tomba di Enrico De Pedis presso la Basilica dell’Apollinare ha continuato e continua ad essere motivo di interrogativi e discussioni – anche a prescindere dal suo eventuale rapporto con la vicenda del sequestro Orlandi - si ribadisce che da parte ecclesiastica non si frappone nessun ostacolo a che la tomba sia ispezionata e che la salma sia tumulata altrove, perché si ristabilisca la giusta serenità, rispondente alla natura di un ambiente sacro".

"Per terminare, vorremmo riprendere spunto e ispirazione dall’intensa partecipazione personale di Giovanni Paolo II alla tragica vicenda della giovane e alla sofferenza della sua famiglia, rimasta finora nell’oscurità sulla sorte di Emanuela. Ancor più perché questa sofferenza purtroppo si ravviva al sorgere di ogni nuova pista di spiegazione, finora senza esito. Se le persone che scompaiono ogni anno in Italia e di cui non si sa più nulla nonostante le inchieste e le ricerche sono purtroppo numerose, la vicenda di questa giovane cittadina vaticana innocente scomparsa continua a tornare sotto i riflettori. Non sia questo un motivo per scaricare sul Vaticano colpe che non ha, ma sia piuttosto occasione per rendersi conto della realtà terribile e spesso dimenticata che è costituita dalla scomparsa delle persone – in particolare di quelle più giovani - e opporsi, da parte di tutti e con tutte le forze, ad ogni attività criminosa che ne sia causa".

POSSESSI CARDINALIZI


Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

Sabato 21 aprile 2012, alle ore 18.00, il Cardinale Prosper Grech, O.S.A., prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria Goretti, Via di Santa Maria Goretti, 29.

Domenica 22 aprile 2012, alle ore 11.00, il Cardinale Karl Becker, S.I., prenderà possesso della Diaconia di San Giuliano Martire, Via Cassia, 1036.

Domenica 22 aprile 2012, alle ore 11.15, il Cardinale Manuel Monteiro De Castro, Penitenziere Maggiore, prenderà possesso della Diaconia di San Domenico di Guzman, Via Vincenzo Marmorale, 25.

Domenica 22 aprile 2012, alle ore 11.30, il Cardinale John Tong Hon, Vescovo di Hong  Kong, prenderà possesso del Titolo Regina degli Apostoli, Via Antonino Pio, 75.

Giovedì 26 aprile 2012, alle ore 17.00, il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, prenderà possesso della Diaconia di San Giuseppe dei Falegnami, Clivo Argentario, 1.

UDIENZE


Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Onorevole Horst Seehofer, Ministro Presidente della Baviera.

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). Sabato 14 aprile il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Marek Solczynski, Nunzio Apostolico in Azerbaigian, attualmente Nunzio Apostolico in Georgia e in Armenia.

- Consultori della Congregazione delle Cause dei Santi: il Monsignor Luis Manuel Cuña Ramos; il Sacerdote Filippo Urso; il Padre Wojciech Giertych, O.P., Don Antonio Escudero Cabello, S.D.B.; il Padre Marek Rostkowsi, O.M.I.; il Padre Alfonso Amarante, C.SS.R.; Suor Albarosa Ines Bassani, S.V.D.I.; Suor Grazia Loparco, F.M.A.

venerdì 13 aprile 2012

IL SANTO PADRE E I VOLONTARI EUROPEI


Città del Vaticano, 13 aprile 2012 (VIS). "Il Santo Padre e i volontari europei" è il titolo di un volume presentato questa mattina presso la sede del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

Alla presentazione erano presenti il Cardinale Robert Sarah, Presidente di "Cor Unum", il Monsignor Giampietro Dal Toso, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio e il Signor Michel Roy, Segretario di Caritas Internationalis.

"Il libro - spiega un Comunicato di "Cor Unum" - oltre all'intervento del Papa sul tema del volontariato, raccoglie gli interventi più significativi dell'incontro, tenutosi in Vaticano il 10 e 11 novembre scorso, che ha visto come protagonisti i vescovi e i responsabili delle organizzazioni cattoliche di tutta Europa in occasione dell'anno europeo del volontariato. L'evento sarà un'occasione per parlare delle strategie future della Chiesa in questo ambito".

Nel corso del Convegno la Signora Kristallina Georgieva, della Commissione Europea con delega al Volontariato, ha espresso il suo plauso e l'incoraggiamento ai movimenti di Volontariato, sottolineando il loro valore civile, soprattutto nell'attuale fase di crisi culturale ed economica dell'Europa ed ha ricordato che il 20% dei cittadini europei è coinvolto in esperienze di volontariato. "Il volontariato - ha affermato la Signora Kristallina - è una grande risorsa dell'Europa e fa parte del DNA europeo".

Benedetto XVI che ha ricevuto i partecipanti alla riunione di "Cor Unum" all'incontro di novembre, ha osservato che esso "coincide con la memoria liturgica di San Martino di Tours, che raffigurato nell'atto di condividere il suo mantello con un povero, è considerato modello di carità in Europa e nel mondo. Attualmente il lavoro volontario come servizio caritativo è diventato un elemento universalmente riconosciuto della cultura moderna. Tuttavia, le sue origini possono essere tracciate nella sollecitudine caratteristica dei cristiani di salvaguardare, senza discriminazioni, la dignità della persona umana creata ad immagine e somiglianza di Dio. Se si rinnegano o si oscurano tali radici spirituali e i criteri della nostra collaborazione diventano puramente utilitaristici, la caratteristica distintiva del servizio che voi offrite rischia di andare perduta, a detrimento di tutta la società".

RISULTATI LOTTA CONTRO ABUSI SU MINORI NEGLI STATI UNITI


Città del Vaticano, 13 aprile 2012 (VIS). È stata recentemente presentata negli Stati Uniti la relazione annuale relativa al 2011 sulla realizzazione e lo sviluppo della "Carta per la protezione dei bambini e dei giovani" redatta dall'episcopato nel 2002 e che deve essere rispettata da tutte le Diocesi. La Carta, alla cui base vi è la linea della "tolleranza zero", contiene una serie di regole cui attenersi, e prevede delle verifiche periodiche per accertare il bisogno di ulteriori miglioramenti.

"L'Osservatore Romano" rende noto che i risultati ottenuti nel 2011 dimostrano il costante sforzo per assicurare protezione di minori e giovani da abusi sessuali perpetrati da esponenti del clero, impegno che costituisce una priorità per la Chiesa locale. Secondo quanto emerso dall'ultimo rapporto quasi tutte le arcidiocesi, diocesi ed eparchie negli Stati Uniti hanno rispettato le regole stabilite dalla Carta, che è stata aggiornata lo scorso anno con alcune novità come l'introduzione del reato di pornografia infantile e l'equiparazione dell'abuso su incapace a quello su minore.

La relazione annuale 2011 riporta 683 nuovi casi di abusi denunciati da persone adulte e relativi a fatti accaduti nella maggior parte fra il 1960 e il 1984. A queste persone sono stati offerti programmi di sostegno, dei 683 adulti, 453 hanno accettato il supporto morale e psicologico. Ventuno denunce - il 3% del totale - provengono da minorenni. Alcune sono state giudicate attendibili dalle forze dell'ordine, tre sono state dimostrate false, altre sono in corso di accertamento. Un quarto degli accusati, 253 esponenti del clero sono morti, 58 sono stati ridotti allo stato laicale e 281 sono stati rimossi dai loro incarichi pastorali.

I Vescovi affermano che i risultati raggiunti non devono indurre ad abbassare la guardia. Nella presentazione della relazione 2011, il Cardinale Arcivescovo di New York e Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, Sua Eminenza Timothy Michael Dolan, ha sottolineato che. "Anche se la maggioranza delle denunce riguarda il passato, la Chiesa deve continuare a vigilare. Essa deve continuare a fare tutto quanto sia possibile affinché gli abusi non si ripetano. Tutti dobbiamo continuare a lavorare per una piena guarigione e riconciliazione con le vittime". Per i Vescovi, affrontare la questione degli abusi "è una comune priorità". In un precedente intervento, il Cardinale Dolan ha assicurato che tutti i sacerdoti riconosciuti responsabili di "tali delitti intollerabili" saranno sollevati dal loro ministero in modo permanente.

La relazione ricorda inoltre che in tutto il Paese oltre due milioni di volontari hanno partecipato a corsi di formazione nelle parrocchie e scuole in relazione con programmi di protezione. 4,8 milioni di minori hanno ricevuto nozioni su come riconoscere e difendersi dai tentativi di abuso e tutte le arcidiocesi, diocesi ed eparchie che collaborano offrono programmi di prevenzione. L'impegno della Chiesa negli Stati Uniti comprende anche una serie di iniziative che ogni anno culminano nel Mese Nazionale della Prevenzione di Abusi su Minori, che si celebra in aprile.

DALLE PARABOLE A TWITTER

Città del Vaticano, 13 aprile 2012 (VIS). Si apre questo pomeriggio presso l'Istituto Massimo di Roma il Congresso "Dalle parabole a Twitter", dedicato alle sfide e alle opportunità che le nuove tecnologie delle comunicazione presentano alla nuova evangelizzazione.

I lavori saranno aperti dal Padre Francesco Tata, S.I., Rettore dell'Istituto. Al dibattito parteciperà il Professor Ettore Franzini, Docente di tecniche dei nuovi media presso l'Università LUMSA di Roma; Fabio Bolzetta, giornalista di TV2000 e responsabile dell'Ufficio Stampa di WeCa, l'associazione dei webmaster cattolici e Lucandrea Massaro, social media editor di "Aleteia", rete sociale cristiana online realizzata sotto il patronato del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali e del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione. Modera l'evento Alessandro Gisotti, giornalista della Radio Vaticana e docente del Corso di giornalismo dell'Istituto Massimo.

BIBLIOTECA VATICANA: DIGITALIZZAZIONE DI UN MILIONE DI PAGINE DI MANOSCRITTI E INCUNABOLI

Città del Vaticano, 13 aprile 2012 (VIS). Nella giornata di ieri, l'Osservatore Romano ha riportato l'annuncio del Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, Monsignor Cesare Pasini, relativo alla digitalizzazione, nei prossimi cinque anni, di un milione e mezzo di pagine di manoscritti e incunaboli della Biblioteca Apostolica e delle Bodleian Libraries di Oxford. È la più estesa iniziativa di digitalizzazione intrapresa finora dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e sarà realizzata grazie alla Polonsky Foundation.

Due terzi dei volumi da digitalizzare - circa un milione di pagine, equivalenti a circa 2.500 libri - saranno selezionati fra i manoscritti greci ed ebraici e gli incunaboli della Biblioteca Apostolica Vaticana. La Biblioteca possiede 8.900 incunaboli, la quarta collezione più importante del mondo in quanto a numero. Recentemente è stato trasferito sulla rete il catalogo informatico degli incunaboli; grazie al nuovo progetto di digitalizzazione, si spera di porre a disposizione di tutti i navigatori della rete oltre 800 esemplari completamente digitalizzati, fra i quali il famoso incunabolo "De Europa", di Pio II Piccolomini, stampato da Albrecht Kunne a Memmingen prima del 1491; e la Bibbia latina delle 42 linee di Johann Gutenberg, il primo libro stampato con caratteri mobili fra il 1454 e il 1455.

Della collezione di manoscritti ebraici, saranno digitalizzati alcuni di speciale valore storico, come il "Sifra", scritto fra la fine del secolo IX e la metà del secolo X, probabilmente il codice ebraico più antico di quelli giunti sino a noi; un'intera Bibbia scritta in Italia intorno all'anno 1100; commentari biblici e talmudici; Halakah e Kabbalah; e scritti filosofici, medici e astronomici.

Dei manoscritti greci saranno digitalizzati opere di Omero, Sofocle, Platone, Ippocrate, i codici del Nuovo Testamento e dei Padri della Chiesa, molti dei quali riccamente decorati con miniature bizantine.

La Biblioteca Vaticana possiede oltre 80.000 manoscritti e 8.900 incunaboli. Monsignor Pasini ha affermato che "digitalizzare significa sia conservare meglio i beni culturali, rendendone meno assidua la consultazione e garantendo una riproduzione di alto livello prima di un possibile degrado dell'originale, sia renderle più immediatamente accessibili, in rete, a molte più persone".

Due anni orsono si è parlato per la prima volta di un progetto globale di digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il numero dei manoscritti digitalizzati aumenta poco a poco grazie all'attività del Laboratorio di riproduzione della Biblioteca; e grazie anche a progetti concreti in collaborazione con istituzioni culturali, come l'attuale digitalizzazione dei manoscritti Palatini latini realizzata dall'Università di Heidelberg.

giovedì 12 aprile 2012

BENEDETTO XVI: PERSONAGGI FAMOSI SUL PAPA

Città del Vaticano, 12 aprile 2012 (VIS). Lunedì 9 aprile, Edmund Stoiber, ex Presidente della Baviera (Repubblica Federale di Germania) ha presentato al Santo Padre il volume dal titolo: "Benedetto XVI: personaggi famosi sul Papa". Sono complessivamente venti i personaggi della Chiesa, della politica, della cultura, dell'economica e dello sport che si sono resi disponibili a scrivere un breve contributo nel quale esprimono la loro visione personale della persona e dell'opera del Pontefice. Fra gli autori personaggi molto diversi: il Caridnale Koch, il Cardinale Meisner; l'attuale ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble; la campionessa olimpionica di sci Maria Höfl-Riesch; o il calciatore Franz Beckenbauer.

La prefazione è di Monsignor Georg Gänswein, Segretario particolare di Benedetto XVI, anche autore di una delle testimonianze e curatore del volume edito da "Media Maria Verlag".  Monsignor Gänswein scrive nella prefazione: "Opportunamente, non hanno voluto esprimersi solo i cattolici, ma anche i cristiani evangelici; non fanno nessun mistero della loro fede religiosa e non temono nemmeno di indicare, a partire dal loro modo di vedere personale, alcuni desiderata. Ogni contributo è come il tassello di un mosaico, che alla fine contribuisce a realizzare un'immagine colorata, nella quale è possibile individuare i contorni essenziali del pontificato di Papa Benedetto XVI":

SESSIONE PLENARIA ANNUALE PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA

Città del Vaticano, 12 aprile 2012 (VIS). Un Comunicato reso pubblico oggi rende noto che la Pontificia Commissione Biblica terrà la sua Sessione plenaria annuale dal 16 al 20 aprile presso la Domus Sanctae Marthae (Città del Vaticano), sotto la presidenza del Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il Padre Klemens Stock, S.I., Segretario Generale della Pontificia Commissione, dirigerà i lavori dell'assemblea. Nel corso della riunione i Membri proseguiranno la riflessione sul tema "Ispirazione e verità della Bibbia". Come prima fase dello studio la Commissione ha deciso di concentrare i propri sforzi nel verificare in che modo il tema dell'ispirazione e quello della verità si manifestino nei diversi scritti della Sacra Scrittura. A partire dalle singole competenze ciascun Membro presenterà la propria relazione che sarà discussa collegialmente in Assemblea.

mercoledì 11 aprile 2012

LA FEDE IN CRISTO RISORTO TRASFORMA LA VITA, LIBERA DALLA PAURA E RICOLMA DI SPERANZA

Città del Vaticano, 11 aprile 2012 (VIS). Nella catechesi dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre ha spiegato la trasformazione che la Pasqua di Gesù ha provocato nei suoi discepoli, ed ha presentato alcune riflessioni sul significato che la Pasqua ha oggi per i cristiani: la fede nel Risorto "trasforma la nostra vita: la libera dalla paura, le dà ferma speranza, la rende animata da ciò che dona pieno senso all'esistenza, l'amore di Dio".

Benedetto XVI ha ricordato che la sera del giorno della Risurrezione, i discepoli erano chiusi in casa, pieni di timore ed incertezza nel ricordo della Passione del Maestro. "Questa situazione di angoscia dei discepoli cambia radicalmente con l’arrivo di Gesù. Egli entra a porte chiuse, sta in mezzo a loro e dona la pace (...) Egli la dona in pienezza ed essa diventa per la comunità fonte di gioia, certezza di vittoria, sicurezza nell’appoggiarsi a Dio".

"Dopo questo saluto, Gesù mostra ai discepoli le ferite delle mani e del fianco (cfr Gv 20,20), segni di ciò che è stato e che mai più si cancellerà: la sua umanità gloriosa resta 'ferita'. Questo gesto ha lo scopo di confermare la nuova realtà della Risurrezione: il Cristo che ora sta tra i suoi è una persona reale, lo stesso Gesù che tre giorni prima fu inchiodato alla croce. Ed è così che, nella luce sfolgorante della Pasqua, nell’incontro con il Risorto, i discepoli colgono il senso salvifico della sua passione e morte. Allora, dalla tristezza e dalla paura passano alla gioia piena".

Gesù dice loro di nuovo: "'Pace a voi'. È evidente ormai che non è solo un saluto - ha precisato il Papa - È un dono, il dono che il Risorto vuole fare ai suoi amici, ed è al tempo stesso una consegna: questa pace, acquistata da Cristo col suo sangue, è per loro ma anche per tutti, e i discepoli dovranno portarla in tutto il mondo. (...) Gesù (...) ha completato la sua opera nel mondo, ora tocca a loro seminare nei cuori la fede (...).  Perciò Gesù compie il gesto di soffiare su di loro e li rigenera nel suo Spirito; questo gesto è il segno della nuova creazione. Con il dono dello Spirito Santo che proviene dal Cristo risorto ha inizio infatti un mondo nuovo.

"Anche oggi il Risorto entra nelle nostre case e nei nostri cuori, nonostante a volte le porte siano chiuse. Entra donando gioia e pace, vita e speranza, doni di cui abbiamo bisogno per la nostra rinascita umana e spirituale. (...) Solo Lui, il Vivente, può dare senso all’esistenza e far riprendere il cammino a chi è stanco e triste, sfiduciato e privo di speranza".

È quanto hanno sperimentato i due discepoli che il giorno di Pasqua erano in cammino da Gerusalemme verso Emmaus, pieni di tristezza per la recente morte del Maestro. Gesù si accosta ai due discepoli e cammina con loro, senza essere riconosciuto, spiegando loro che in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui affinché comprendessero la sua missione salvifica. Giunti al villaggio di uno dei due, i discepoli invitano il forestiero a fermarsi con loro e finalmente lo riconoscono quando Gesù benedice e spezza il pane. "Questo episodio - ha segnalato il Pontefice - ci indica due 'luoghi' privilegiati dove possiamo incontrare il Risorto che trasforma la nostra vita: (...) la Parola e l'Eucaristia".

I discepoli di Emmaus fecero ritorno a Gerusalemme per unirsi agli altri poiché "Rinasce infatti in loro l’entusiasmo della fede, l’amore per la comunità, il bisogno di comunicare la buona notizia. Il Maestro è risorto e con Lui tutta la vita risorge; testimoniare questo evento diventa per essi una insopprimibile necessità".

Il Tempo pasquale ha spiegato il Pontefice deve essere per il cristiano occasione propizia di riscoprire con gioia ed entusiasmo le sorgenti della fede. "Si tratta di compiere lo stesso itinerario che Gesù fece fare ai due discepoli di Emmaus, attraverso la riscoperta della Parola di Dio e dell’Eucaristia. Il culmine di questo cammino, allora come oggi, è la Comunione eucaristica: nella Comunione Gesù ci nutre con il suo Corpo e il suo Sangue, per essere presente nella nostra vita, per renderci nuovi, animati dalla potenza dello Spirito Santo".

Infine il Santo Padre ha invitato i fedeli a tener fede al Risorto che "vivo e vero, è sempre presente in mezzo a noi; cammina con noi per guidare la nostra vita. Abbiamo fiducia nel Risorto che ha il potere di dare la vita, di farci rinascere come figli di Dio, capaci di credere e di amare. La fede in Lui trasforma la nostra vita: la libera dalla paura, le dà ferma speranza, la rende animata da ciò che dona pieno senso all’esistenza, l’amore di Dio".

IN BREVE


SUA BEATITUDINE CARDINALE IGNACE MOUSSA I DAOUD, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali e Patriarca emerito di Antiochia dei Siri, è morto a Roma sabato 7 aprile, all'età di 82 anni. Nel telegramma di cordoglio inviato a Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younamm, Patriarca di Antiochia dei Siri, il Santo Padre Benedetto XVI esprime la sua vicinanza alla Chiesa Patriarcale della quale il defunto fu "zelante pastore". Il Papa ricorda anche le popolazioni della regione che vivono momenti molto difficili. Le esequie del Cardinale Moussa I Daoud sono stati celebrate nel pomeriggio di ieri alle 17:00, nella Basilica di San Pietro.

IL 7 APRILE È STATA PUBBLICATA LA LETTERA CON LA QUALE IL SANTO PADRE ha nominato il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni di apertura del pellegrinaggio alla "Sacra Tunica" nel V centenario dell'ostensione pubblica che avrà luogo il 13 aprile nel Duomo di Trier, (Repubblica Federale di Germania).  Accompagneranno il Cardinale i Canonici del Capitolo della Cattedrale di Trier, Monsignor Rainer Scherschel ed il Reverendo Don Reinhold Bohlen.

BENEDETTO XVI HA INVIATO UN TELEGRAMMA DI CORDOGLIO all'Arcivescovo Octavio González Nieves, O.F.M., di San Juan de Puerto Rico (Porto Rico), per la morte, il 10 aprile, all'età di 89 anni, del Cardinale Luis Aponte Martínez, Arcivescovo emerito della medesima Arcidiocesi. Il Santo Padre ricorda che il Cardinale partecipò al Concilio Vaticano II e realizzò "in questa chiesa particolare le sue istruzioni". Inoltre "il defunto testimoniò il suo grande amore a Dio e alla Chiesa, e la sua grande dedizione alla diffusione del Vangelo".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 11 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, Legato Pontificio per la celebrazione del 50° Congresso Eucaristico Internazionale, che avrà luogo a Dublino (Irlanda) nei giorni 10-17 giugno 2012.

SANTA MESSA DEL CRISMA: SACERDOTI CONFIGURATI A CRISTO

Città del Vaticano, 5 Aprile 2012 (VIS). Questa mattina alle 9:30, Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Santa Messa del Crisma, che si tiene il Giovedì Santo in tutte le Chiese Cattedrali. Hanno concelebrato con il Santo Padre i Cardinali, i Vescovi e
i Presbiteri, circa 1600 tra diocesani e religiosi presenti a Roma.

Durante la celebrazione eucaristica i sacerdoti hanno rinnovato le promesse pronunciate al momento dell'ordinazione e successivamente sono stati benedetti l'olio dei catecumeni, l'olio degli infermi e il crisma. Seguono estratti dell'omelia tenuta dal Santo Padre:

"In questa Santa Messa i nostri pensieri ritornano all’ora in cui il Vescovo, mediante l’imposizione delle mani e la preghiera, ci ha introdotti nel sacerdozio di Gesù Cristo, così che fossimo 'consacrati nella verità', come Gesù, nella sua Preghiera sacerdotale, ha chiesto per noi al Padre. Egli stesso è la Verità. Ci ha consacrati, cioè consegnati per sempre a Dio, affinché, a partire da Dio e in vista di Lui, potessimo servire gli uomini. Ma siamo anche consacrati nella realtà della nostra vita? Siamo uomini che operano a partire da Dio e in comunione con Gesù Cristo?". (...)

"È richiesto che noi, che io non rivendichi la mia vita per me stesso, ma la metta a disposizione di un altro – di Cristo. Che non domandi: che cosa ne ricavo per me?, bensì: che cosa posso dare io per Lui e così per gli altri? O ancora più concretamente: come deve realizzarsi questa conformazione a Cristo, il quale non domina, ma serve; non prende, ma dà – come deve realizzarsi nella situazione spesso drammatica della Chiesa di oggi? Di recente, un gruppo di sacerdoti in un Paese europeo ha pubblicato un appello alla disobbedienza, portando al tempo stesso anche esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del Magistero – ad esempio nella questione circa l’Ordinazione delle donne, in merito alla quale il beato Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore".

"La disobbedienza è una via per rinnovare la Chiesa? Vogliamo credere agli autori di tale appello, quando affermano di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa; di essere convinti che si debba affrontare la lentezza delle Istituzioni con mezzi drastici per aprire vie nuove – per riportare la Chiesa all’altezza dell’oggi. Ma la disobbedienza è veramente una via? Si può percepire in questo qualcosa della conformazione a Cristo, che è il presupposto di ogni vero rinnovamento, o non piuttosto soltanto la spinta disperata a fare qualcosa, a trasformare la Chiesa secondo i nostri desideri e le nostre idee?".

"Ma non semplifichiamo troppo il problema. Cristo non ha forse corretto le tradizioni umane che minacciavano di soffocare la parola e la volontà di Dio? Sì, lo ha fatto, per risvegliare nuovamente l’obbedienza alla vera volontà di Dio, alla sua parola sempre valida. A Lui stava a cuore proprio la vera obbedienza, contro l’arbitrio dell’uomo. E non dimentichiamo: Egli era il Figlio, con l’autorità e la responsabilità singolari di svelare l’autentica volontà di Dio, per aprire così la strada della parola di Dio verso il mondo dei gentili. E infine: Egli ha concretizzato il suo mandato con la propria obbedienza e umiltà fino alla Croce, rendendo così credibile la sua missione. Non la mia, ma la tua volontà: questa è la parola che rivela il Figlio, la sua umiltà e insieme la sua divinità, e ci indica la strada".

"Lasciamoci interrogare ancora una volta: non è che con tali considerazioni viene, di fatto, difeso l’immobilismo, l’irrigidimento della tradizione? No. Chi guarda alla storia dell’epoca post-conciliare, può riconoscere la dinamica del vero rinnovamento, che ha spesso assunto forme inattese in movimenti pieni di vita e che rende quasi tangibili l’inesauribile vivacità della santa Chiesa, la presenza e l’azione efficace dello Spirito Santo. E se guardiamo alle persone, dalle quali sono scaturiti e scaturiscono questi fiumi freschi di vita, vediamo anche che per una nuova fecondità ci vogliono l’essere ricolmi della gioia della fede, la radicalità dell’obbedienza, la dinamica della speranza e la forza dell’amore".

"Cari amici, vorrei brevemente toccare ancora due parole-chiave della rinnovazione delle promesse sacerdotali, che dovrebbero indurci a riflettere in quest’ora della Chiesa e della nostra vita personale. (...) Nell’incontro dei Cardinali in occasione del recente Concistoro, diversi Pastori, in base alla loro esperienza, hanno parlato di un analfabetismo religioso che si diffonde in mezzo alla nostra società così intelligente. Gli elementi fondamentali della fede, che in passato ogni bambino conosceva, sono sempre meno noti. Ma per poter vivere ed amare la nostra fede, (...) dobbiamo sapere che cosa Dio ci ha detto; la nostra ragione ed il nostro cuore devono essere toccati dalla sua parola. L’Anno della Fede, il ricordo dell’apertura del Concilio Vaticano II 50 anni fa, deve essere per noi un’occasione di annunciare il messaggio della fede con nuovo zelo e con nuova gioia. Lo troviamo naturalmente in modo fondamentale e primario nella Sacra Scrittura, che non leggeremo e mediteremo mai abbastanza. Ma in questo facciamo tutti l’esperienza di aver bisogno di aiuto per trasmetterla rettamente nel presente, affinché tocchi veramente il nostro cuore. Questo aiuto lo troviamo in primo luogo nella parola della Chiesa docente: i testi del Concilio Vaticano II e il Catechismo della Chiesa Cattolica sono gli strumenti essenziali che ci indicano in modo autentico ciò che la Chiesa crede a partire dalla Parola di Dio. E naturalmente ne fa parte anche tutto il tesoro dei documenti che Papa Giovanni Paolo II ci ha donato e che è ancora lontano dall’essere sfruttato fino in fondo".

"Ogni nostro annuncio deve misurarsi sulla parola di Gesù Cristo: 'La mia dottrina non è mia' (Gv 7,16). Non annunciamo teorie ed opinioni private, ma la fede della Chiesa della quale siamo servitori. Ma questo naturalmente non deve significare che io non sostenga questa dottrina con tutto me stesso e non stia saldamente ancorato ad essa. (...) Se non annunciamo noi stessi e se interiormente siamo diventati tutt’uno con Colui che ci ha chiamati come suoi messaggeri così che siamo plasmati dalla fede e la viviamo, allora la nostra predicazione sarà credibile. Non reclamizzo me stesso, ma dono me stesso".

L’ultima parola-chiave a cui vorrei ancora accennare si chiama zelo per le anime (animarum zelus). È un’espressione fuori moda che oggi quasi non viene più usata. In alcuni ambienti, la parola anima è considerata addirittura una parola proibita, perché – si dice – esprimerebbe un dualismo tra corpo e anima, dividendo a torto l’uomo. (...) Un sacerdote non appartiene mai a se stesso. Le persone devono percepire il nostro zelo, mediante il quale diamo una testimonianza credibile per il Vangelo di Gesù Cristo".

GIOVEDÌ SANTO: GESÙ SCIOGLIE CONTRADDIZIONE FRA OBBEDIENZA E LIBERTÀ

Città del Vaticano, 5 aprile 2012 (VIS). Alle ore 17:30 di questo pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica di San Giovanni in Laterano la concelebrazione della Santa Messa "nella Cena del Signore", dando inizio al Triduo Pasquale 2012. Il giorno del Giovedì Santo, durante la Liturgia, il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici sacerdoti della diocesi di Roma.

"Il Giovedì Santo - ha detto il Papa nell'omelia - non è solo il giorno dell’istituzione della Santissima Eucaristia, il cui splendore certamente s’irradia su tutto il resto e lo attira, per così dire, dentro di sé. Fa parte del Giovedì Santo anche la notte oscura del Monte degli Ulivi, verso la quale Gesù esce con i suoi discepoli; fa parte di esso la solitudine e l’essere abbandonato di Gesù, che pregando va incontro al buio della morte".

"I discepoli, la cui vicinanza Gesù cercò in quell’ora di estremo travaglio come elemento di sostegno umano, si addormentarono presto. Sentirono tuttavia alcuni frammenti delle parole di preghiera di Gesù e osservarono il suo atteggiamento. (...) Gesù chiama Dio 'Abbà'. Ciò significa – come essi aggiungono – 'Padre'. Non è, però, la forma usuale per la parola "padre", bensì una parola del linguaggio dei bambini – una parola affettuosa con cui non si osava rivolgersi a Dio. È il linguaggio di Colui che è veramente "bambino", Figlio del Padre, di Colui che si trova nella comunione con Dio, nella più profonda unità con Lui".

"Se ci domandiamo in che cosa consista l’elemento più caratteristico della figura di Gesù nei Vangeli, dobbiamo dire: è il suo rapporto con Dio. (...) Ora conosciamo Dio così come è veramente. Egli è Padre, e questo in una bontà assoluta alla quale possiamo affidarci. L’evangelista Marco, che ha conservato i ricordi di san Pietro, ci racconta che Gesù, all’appellativo "Abba", ha ancora aggiunto: Tutto è possibile a te, tu puoi tutto (cfr 14,36). Colui che è la Bontà, è al contempo potere, è onnipotente. Il potere è bontà e la bontà è potere. Questa fiducia la possiamo imparare dalla preghiera di Gesù sul Monte degli Ulivi.

"Luca, (...) ci dice che Gesù pregava in ginocchio. Negli Atti degli Apostoli, egli parla della preghiera in ginocchio da parte dei santi (...). I cristiani, con il loro inginocchiarsi, entrano nella preghiera di Gesù sul Monte degli Ulivi. Nella minaccia da parte del potere del male, essi, in quanto inginocchiati, sono dritti di fronte al mondo, ma, in quanto figli, sono in ginocchio davanti al Padre. Davanti alla gloria di Dio, noi cristiani ci inginocchiamo e riconosciamo la sua divinità, ma esprimiamo in questo gesto anche la nostra fiducia che Egli vinca".

"Gesù lotta con il Padre. Egli lotta con se stesso. E lotta per noi. Sperimenta l’angoscia di fronte al potere della morte. Questo è innanzitutto semplicemente lo sconvolgimento, proprio dell’uomo e anzi di ogni creatura vivente, davanti alla presenza della morte. In Gesù, tuttavia, si tratta di qualcosa di più. Egli allunga lo sguardo nelle notti del male. Vede la marea sporca di tutta la menzogna e di tutta l’infamia che gli viene incontro in quel calice che deve bere. È lo sconvolgimento del totalmente Puro e Santo di fronte all’intero profluvio del male di questo mondo, che si riversa su di Lui. (...) La Lettera agli Ebrei, pertanto, ha qualificato la lotta di Gesù sul Monte degli Ulivi come un evento sacerdotale. In questa preghiera di Gesù, pervasa da angoscia mortale, il Signore compie l’ufficio del sacerdote: prende su di sé il peccato dell’umanità, tutti noi, e ci porta presso il Padre".

"Infine, dobbiamo ancora prestare attenzione al contenuto della preghiera di Gesù sul Monte degli Ulivi. Gesù dice: 'Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu". La volontà naturale dell’Uomo Gesù indietreggia spaventata davanti ad una cosa così immane. Chiede che ciò gli sia risparmiato. Tuttavia, in quanto Figlio, depone questa volontà umana nella volontà del Padre: non io, ma tu. Con ciò Egli ha trasformato l’atteggiamento di Adamo, il peccato primordiale dell’uomo, sanando in questo modo l’uomo. L’atteggiamento di Adamo era stato: Non ciò che hai voluto tu, Dio; io stesso voglio essere dio. (...) È questa la ribellione fondamentale che pervade la storia e la menzogna di fondo che snatura la nostra vita. Quando l’uomo si mette contro Dio, si mette contro la propria verità e pertanto non diventa libero, ma alienato da se stesso. Siamo liberi solo se siamo nella nostra verità, se siamo uniti a Dio. Allora diventiamo veramente 'come Dio' – non opponendoci a Dio, non sbarazzandoci di Lui o negandoLo. Nella lotta della preghiera sul Monte degli Ulivi Gesù ha sciolto la falsa contraddizione tra obbedienza e libertà e aperto la via verso la libertà.

VIA CRUCIS: IL MISTERO DELLA PASSIONE CI INCORAGGIA A PROCEDERE CON SPERANZA

Città del Vaticano, 6 Aprile 2012 (VIS). Oggi Venerdì Santo, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre ha presieduto, alle 17:30, la celebrazione della Passione del Signore. Dopo la Liturgia della Parola, è stato riascoltato il racconto della Passione secondo Giovanni e l'omelia, la Preghiera universale, l'adorazione della Santa Croce e si è concluso con la Santa Comunione.

Alle 21.15, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto al Colosseo la Via Crucis, trasmesso in mondovisione.  Quest'anno i testi delle meditazioni e delle preghiere proposte per le stazioni della Via Crucis sono stati preparati dai coniugi Danilo e Anna Maria Zanzucchi, del Movimento dei Focolari. Le torce accanto alla Croce sono tenute da due giovani della Diocesi di Roma, mentre la Croce è stata portata, oltre che dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, da due frati francescani della Custodia di Terra Santa e da alcune famiglie provenienti dall’Italia, dall’Irlanda, dall’Africa e dall’America Latina.

Al termine della Via Crucis, il Papa ha rivolto ai presenti e a quanti lo seguivano attraverso la radio e la televisione, le parole che riportiamo di seguito:

"Abbiamo rievocato, nella meditazione, nella preghiera e nel canto, il cammino di Gesù sulla via della Croce: una via che sembrava senza uscita e che invece ha cambiato la vita e la storia dell’uomo, ha aperto il passaggio verso i 'cieli nuovi e la nuova terra' (cfr Ap 21,1). Specialmente in questo giorno del Venerdì Santo, la Chiesa celebra, con intima adesione spirituale, la memoria della morte in croce del Figlio di Dio, e nella sua Croce vede l’albero della vita, fecondo di una nuova speranza".

"L’esperienza della sofferenza segna l’umanità, segna anche la famiglia; quante volte il cammino si fa faticoso e difficile! Incomprensioni, divisioni, preoccupazione per il futuro dei figli, malattie, disagi di vario genere. In questo nostro tempo, poi, la situazione di molte famiglie è aggravata dalla precarietà del lavoro e dalle altre conseguenze negative provocate dalla crisi economica. Il cammino della Via Crucis, che abbiamo spiritualmente ripercorso questa sera, è un invito per tutti noi, e specialmente per le famiglie, a contemplare Cristo crocifisso per avere la forza di andare oltre le difficoltà. La Croce di Gesù è il segno supremo dell’amore di Dio per ogni uomo, è la risposta sovrabbondante al bisogno che ha ogni persona di essere amata. Quando siamo nella prova, quando le nostre famiglie si trovano ad affrontare il dolore, la tribolazione, guardiamo alla Croce di Cristo: lì troviamo il coraggio per continuare a camminare; lì possiamo ripetere, con ferma speranza, le parole di san Paolo: 'Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? … Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati'".

"Nelle afflizioni e nelle difficoltà non siamo soli; la famiglia non è sola: Gesù è presente con il suo amore, la sostiene con la sua grazia e le dona l’energia per andare avanti. Ed è a questo amore di Cristo che dobbiamo rivolgerci quando gli sbandamenti umani e le difficoltà rischiano di ferire l’unità della nostra vita e della famiglia. Il mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo incoraggia a camminare con speranza: la stagione del dolore e della prova, se vissuta con Cristo, con fede in Lui, racchiude già la luce della risurrezione, la vita nuova del mondo risorto, la pasqua di ogni uomo che crede alla sua Parola".

"In quell’Uomo crocifisso, che è il Figlio di Dio, anche la stessa morte acquista nuovo significato e orientamento, è riscattata e vinta, è il passaggio verso la nuova vita: «se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto (Gv 12,24). Affidiamoci alla Madre di Cristo. Lei che ha accompagnato il suo Figlio sulla via dolorosa, Lei che stava sotto la Croce nell’ora della sua morte, Lei che ha incoraggiato la Chiesa al suo nascere perché viva alla presenza del Signore, conduca i nostri cuori, i cuori di tutte le famiglie attraverso il vasto 'mysterium passionis' verso il 'mysterium paschale', verso quella luce che prorompe dalla Risurrezione di Cristo e mostra la definitiva vittoria dell’amore, della gioia, della vita, sul male, sulla sofferenza, sulla morte. Amen".

SABATO SANTO: PASQUA FESTA DELLE NUOVA CREAZIONE



Città del Vaticano, 7 aprile 2012 (VIS). La solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua, presieduta dal Santo Padre, ha avuto inizio alle 21:00 nell’atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale. Alla processione verso l’Altare con il cero pasquale acceso e il canto dell’Exsultet, hanno fatto seguito la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i Cardinali.

Nel corso della Veglia pasquale il Papa ha amministrato i Sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima e Prima Comunione) a 8 neofiti, provenienti da: Italia, Albania, Slovacchia, Germania, Turkmenistan, Camerun e Stati Uniti d’America.

Dopo la proclamazione del Vangelo il Santo Padre ha dedicato l'omelia al trionfo della luce pasquale sulle tenebre.

"Pasqua  - ha detto il Papa - è la festa della nuova creazione. Gesù è risorto e non muore più. Ha sfondato la porta verso una nuova vita che non conosce più né malattia né morte. Ha assunto l’uomo in Dio stesso. (...) La creazione è diventata più grande e più vasta. La Pasqua è il giorno di una nuova creazione, ma proprio per questo la Chiesa comincia in tale giorno la liturgia con l’antica creazione, affinché impariamo a capire bene quella nuova. (...) In relazione a questo, due cose sono particolarmente importanti nel contesto della liturgia di questo giorno. In primo luogo, la creazione viene presentata come una totalità della quale fa parte il fenomeno del tempo. I sette giorni sono un’immagine di una totalità che si sviluppa nel tempo. Sono ordinati in vista del settimo giorno, il giorno della libertà di tutte le creature per Dio e delle une per le altre. La creazione è quindi orientata verso la comunione tra Dio e creatura; essa esiste affinché ci sia uno spazio di risposta alla grande gloria di Dio, un incontro di amore e di libertà. In secondo luogo, del racconto della creazione la Chiesa, nella Veglia pasquale, ascolta soprattutto la prima frase: 'Dio disse: 'Sia la luce!'".

"Che cosa intende dire con ciò il racconto della creazione? La luce rende possibile la vita. (...) Il male si nasconde. (...) Il fatto che Dio abbia creato la luce significa che Dio ha creato il mondo come spazio di conoscenza e di verità, spazio di incontro e di libertà, spazio del bene e dell’amore. La materia prima del mondo è buona, l’essere stesso è buono. E il male non proviene dall’essere che è creato da Dio, ma esiste solo in virtù della negazione. È il 'no'".

"A Pasqua, al mattino del primo giorno della settimana, Dio ha detto nuovamente: 'Sia la luce!. Prima erano venute la notte del Monte degli Ulivi, l’eclissi solare della passione e morte di Gesù, la notte del sepolcro. Ma ora è di nuovo il primo giorno – la creazione ricomincia tutta nuova. (...). Gesù risorge dal sepolcro. La vita è più forte della morte. Il bene è più forte del male. (...) Questo, però, non si riferisce soltanto a Lui e non si riferisce solo al buio di quei giorni. Con la risurrezione di Gesù, la luce stessa è creata nuovamente. Egli ci attira tutti dietro di sé nella nuova vita della risurrezione e vince ogni forma di buio".

"Mediante il Sacramento del battesimo e la professione della fede, - ha sottolineato il Santo Padre - il Signore ha costruito un ponte verso di noi, attraverso il quale il nuovo giorno viene a noi. Nel Battesimo, il Signore dice a colui che lo riceve: Fiat lux – sia la luce. Il nuovo giorno, il giorno della vita indistruttibile viene anche a noi".

"Il buio su Dio e il buio sui valori sono la vera minaccia per la nostra esistenza e per il mondo in generale. (...) Oggi possiamo illuminare le nostre città in modo così abbagliante che le stelle del cielo non sono più visibili. Non è questa forse un’immagine della problematica del nostro essere illuminati? Nelle cose materiali sappiamo e possiamo incredibilmente tanto, ma ciò che va al di là di questo, Dio e il bene, non lo riusciamo più ad individuare. Per questo è la fede, che ci mostra la luce di Dio, la vera illuminazione, essa è un’irruzione della luce di Dio nel nostro mondo, un’apertura dei nostri occhi per la vera luce".

"Nella Veglia pasquale, la notte della nuova creazione, la Chiesa presenta il mistero della luce con un simbolo del tutto particolare e molto umile: con il cero pasquale. Questa è una luce che vive in virtù del sacrificio. La candela illumina consumando se stessa. (...) Così rappresenta in modo meraviglioso il mistero pasquale di Cristo che dona se stesso e così dona la grande luce. Come seconda cosa possiamo riflettere sul fatto che la luce della candela è fuoco. Il fuoco è forza che plasma il mondo, potere che trasforma. E il fuoco dona calore. Anche qui si rende nuovamente visibile il mistero di Cristo. Cristo, la luce, è fuoco, è fiamma che brucia il male trasformando così il mondo e noi stessi. (...). E questo fuoco è al tempo stesso calore, non una luce fredda, ma una luce in cui ci vengono incontro il calore e la bontà di Dio".

"Così entra in gioco l’intera creazione. Nel cero, la creazione diventa portatrice di luce. Ma, secondo il pensiero dei Padri, c’è anche un implicito accenno alla Chiesa. La cooperazione della comunità viva dei fedeli nella Chiesa è quasi come l’operare delle api. Costruisce la comunità della luce. Possiamo così vedere nel cero anche un richiamo a noi stessi e alla nostra comunione nella comunità della Chiesa, che esiste affinché la luce di Cristo possa illuminare il mondo".

MESSAGGIO PASQUALE: APPELLO PER LA PACE IN SIRIA, NIGERIA E PALESTINA

Città del Vaticano, 11 aprile 2012 (VIS). Di seguito riportiamo estratti del Messaggio che il Santo Padre ha pronunciato la domenica di Pasqua della Risurrezione del Signore (8 aprile), al termine della solenne celebrazione della Santa Messa, con la partecipazione di oltre 100.000 fedeli, in Piazza San Pietro.

Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero! (...)  Giunga a tutti voi la voce esultante della Chiesa, con le parole che l’antico inno pone sulle labbra di Maria Maddalena, la prima ad incontrare Gesù risorto il mattino di Pasqua. 'Ho visto il Signore!'". 

"Ogni cristiano rivive l’esperienza di Maria di Magdala. È un incontro che cambia la vita: l’incontro con un Uomo unico, che ci fa sperimentare tutta la bontà e la verità di Dio, che ci libera dal male non in modo superficiale, momentaneo, ma ce ne libera radicalmente, ci guarisce del tutto e ci restituisce la nostra dignità. (...) Ogni mio desiderio di bene trova in Lui una possibilità reale: con Lui posso sperare che la mia vita sia buona e sia piena, eterna, perché è Dio stesso che si è fatto vicino fino ad entrare nella nostra umanità".

"(...) La speranza, in questo mondo, non può non fare i conti con la durezza del male. Non è soltanto il muro della morte a ostacolarla, ma più ancora sono le punte acuminate dell’invidia e dell’orgoglio, della menzogna e della violenza. Gesù è passato attraverso questo intreccio mortale, per aprirci il passaggio verso il Regno della vita. C’è stato un momento in cui Gesù appariva sconfitto: le tenebre avevano invaso la terra, il silenzio di Dio era totale, la speranza una parola che sembrava ormai vana".

"Ed ecco, all’alba del giorno dopo il sabato, il sepolcro viene trovato vuoto. (...) I segni della risurrezione attestano la vittoria della vita sulla morte, dell’amore sull’odio, della misericordia sulla vendetta".

"Se Gesù è risorto, allora – e solo allora – è avvenuto qualcosa di veramente nuovo, che cambia la condizione dell’uomo e del mondo. Allora Lui, Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui, perché il Risorto non appartiene al passato, ma è presente oggi, vivo. Cristo è speranza e conforto in modo particolare per le comunità cristiane che maggiormente sono provate a causa della fede da discriminazioni e persecuzioni. Ed è presente come forza di speranza mediante la sua Chiesa, vicino ad ogni situazione umana di sofferenza e di ingiustizia".

"Cristo Risorto doni speranza al Medio Oriente, affinché tutte le componenti etniche, culturali e religiose di quella Regione collaborino per il bene comune ed il rispetto dei diritti umani. In Siria, in particolare, cessi lo spargimento di sangue e si intraprenda senza indugio la via del rispetto, del dialogo e della riconciliazione, come è auspicato pure dalla comunità internazionale. I numerosi profughi, provenienti da quel Paese e bisognosi di assistenza umanitaria, trovino l’accoglienza e la solidarietà che possano alleviare le loro penose sofferenze. La vittoria pasquale incoraggi il popolo iracheno a non risparmiare alcuno sforzo per avanzare nel cammino della stabilità e dello sviluppo. In Terra Santa, Israeliani e Palestinesi riprendano con coraggio il processo di pace".

"Il Signore, vittorioso sul male e sulla morte, sostenga le comunità cristiane del Continente africano, dia loro speranza per affrontare le difficoltà, le renda operatrici di pace e artefici dello sviluppo delle società a cui appartengono".
"Gesù Risorto conforti le popolazioni sofferenti del Corno d’Africa e ne favorisca la riconciliazione; aiuti la Regione dei Grandi Laghi, il Sudan ed il Sud Sudan, donando ai rispettivi abitanti la forza del perdono. Al Mali, che attraversa un delicato momento politico, Cristo Glorioso conceda pace e stabilità. Alla Nigeria, che in questi ultimi tempi è stata teatro di sanguinosi attacchi terroristici, la gioia pasquale infonda le energie necessarie per riprendere a costruire una società pacifica e rispettosa della libertà religiosa di tutti i suoi cittadini.
Buona Pasqua a tutti!".

Al termine della lettura del Messaggio e prima di impartire la Benedizione "Urbi et Orbi" ai fedeli presenti in Piazza San Pietro e a quanti lo ascoltavano alla radio e alla televisione, il Santo Padre ha porto gli auguri di Buona Pasqua in 65 lingue.

LE DONNE HANNO VISSUTO ESPERIENZA DI SPECIALE LEGAME CON IL SIGNORE


Città del Vaticano, 9 Aprile 2012 (VIS). Benedetto XVI - che da ieri pomeriggio trascorre un breve periodo di riposo nella Residenza Estiva di Castel Gandolfo - ha guidato la recita del Regina Coeli, la preghiera che sostituisce l'Angelus durante il tempo pasquale, con i fedeli riuniti del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

"Il lunedì dopo Pasqua è in molti Paesi una giornata di vacanza - ha detto il Santo Padre - in cui fare una passeggiata in mezzo alla natura, oppure andare a visitare parenti un po’ lontani per ritrovarsi insieme in famiglia. Ma vorrei che fosse sempre presente nella mente e nel cuore dei cristiani il motivo di questa vacanza, cioè la Risurrezione di Gesù, il mistero decisivo della nostra fede".

"L’avvenimento della risurrezione in quanto tale non viene descritto dagli Evangelisti: esso rimane misterioso, non nel senso di meno reale, ma di nascosto, al di là della portata della nostra conoscenza: come una luce così abbagliante che non si può osservare con gli occhi, altrimenti li accecherebbe. Le narrazioni incominciano invece da quando, all’alba del giorno dopo il sabato, le donne si recarono al sepolcro e lo trovarono aperto e vuoto. (...)
Ricevuto dall’angelo l’annuncio della risurrezione, le donne, piene di timore e di gioia, corsero a dare la notizia ai discepoli, e proprio in quel momento incontrarono Gesù, si prostrarono ai suoi piedi e lo adorarono; ed Egli disse loro: 'Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno'".

"In tutti i Vangeli,- ha commentato il Santo Padre - le donne hanno un grande spazio nei racconti delle apparizioni di Gesù risorto, come del resto è anche in quelli della passione e della morte di Gesù. A quei tempi, in Israele, la testimonianza delle donne non poteva avere valore ufficiale, giuridico, ma le donne hanno vissuto un’esperienza di legame speciale con il Signore, che è fondamentale per la vita concreta della comunità cristiana, e questo sempre, in ogni epoca, non solo all’inizio del cammino della Chiesa"

"Modello sublime ed esemplare di questo rapporto con Gesù - ha ricordato il Santo Padre - in modo particolare nel suo Mistero pasquale, è naturalmente Maria, la Madre del Signore. Proprio attraverso l’esperienza trasformante della Pasqua del suo Figlio, la Vergine Maria diventa anche Madre della Chiesa, cioè di ognuno dei credenti e dell’intera comunità".


mercoledì 4 aprile 2012

APPELLO DEL PAPA VITTIME MINE ANTIPERSONA


Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS).  Al termine dei saluti nelle diverse lingue rivolti ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro per l'Udienza Generale, provenienti da tutto il mondo, il Santo Padre ha ricordato che oggi ricorre la Giornata internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine antipersona. Benedetto XVI ha espresso la sua vicinanza alle vittime e alle loro famiglie ed ha detto: "Incoraggio tutti coloro che si impegnano per liberare l’umanità da questi terribili e subdoli ordigni, i quali, come disse il Beato Giovanni Paolo II in occasione dell’entrata in vigore della Convenzione per il loro bando, impediscono agli uomini di 'camminare assieme sui sentieri della vita senza temere le insidie di distruzione e di morte'".

IL PAPA RIEVOCA VIAGGIO APOSTOLICO IN MESSICO E CUBA


Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di undicimila persone, il Santo Padre Benedetto XVI ha rievocato il suo recente Viaggio Apostolico in Messico e Cuba nel quale ha voluto "abbracciare idealmente l'intero Continente, invitando tutti a vivere insieme nella speranza e nell'impegno concreto di camminare uniti verso un futuro migliore".

Occasioni del viaggio del suo Viaggio, ha ricordato il Santo Padre sono state il bicentenario dell’Indipendenza del Messico e di altri Paesi Latinoamericani, il ventennio dei rapporti diplomatici tra Messico e Santa Sede e il quarto centenario del rinvenimento dell’immagine della Vergine della Carità del Cobre nella Repubblica di Cuba".

Una delle caratteristiche della visita è stata la "straordinaria, festante e vivace accoglienza, come segno dell'abbraccio caloroso" dell'intero popolo messicano. Il Santo Padre si è soffermato sul  suo soggiorno a León dove, alla presenza della autorità civili e religiose, ha sottolineato "la necessità del riconoscimento e della tutela dei diritti fondamentali della persona umana, tra i quali spicca la libertà religiosa, assicurando la mia vicinanza a quanti soffrono a causa di piaghe sociali, di antichi e nuovi conflitti, della corruzione e della violenza". L'entusiasmo di quanti lo ascoltavano attestava "la tenace speranza dei cristiani messicani, speranza rimasta accesa nei cuori nonostante i momenti difficili".

Sempre a León il Pontefice ha incontrato numerosi bambini ed adolescenti che con la loro gioia "esprimevano il forte desiderio di tutti i ragazzi del Messico, dell'America Latina e dei Caraibi di poter vivere in pace, in serenità e armonia, in una società più giusta e riconciliata".

"I discepoli del Signore devono far crescere la gioia di essere cristiani e la gioia di appartenere alla sua Chiesa. Da questa gioia nascono anche le energie per servire Cristo nelle situazioni difficili e di sofferenza". Il Papa ha perciò esortato le migliaia di partecipanti all'Eucaristia domenicale nel Parco del Bicentenario a León a "confidare nella bontà di Dio onnipotente che può cambiare dal di dentro, dal cuore, le situazioni insopportabili e oscure" ed ha espresso la sua gratitudine a quanti "seminano il Vangelo in situazioni complesse e spesso non prive di limitazioni".

Benedetto XVI ha preso congedo dal Messico spronando "il popolo messicano a rimanere fedele al Signore e alla sua Chiesa, ben ancorato alle proprie radici cristiane".

Successivamente il Papa ha ricordato la seconda parte del Viaggio nell'isola di Cuba dove si è recato "anzitutto per sostenere la missione della Chiesa cattolica, impegnata ad annunciare con gioia il Vangelo, nonostante la povertà di mezzi e le difficoltà ancora da superare perché la religione possa svolgere il proprio servizio spirituale e formativo nell’ambito pubblico della società". Il Santo Padre ha posto l'accento sulle buone relazioni esistenti fra Cuba e la Santa Sede, "finalizzate al servizio della presenza viva e costruttiva della Chiesa locale.  Ho assicurato altresì - ha detto il Pontefice - che il Papa porta nel cuore le preoccupazioni e le aspirazioni di tutti i cubani, specialmente di quelli che soffrono per la limitazione della libertà".

"Un momento di forte intensità spirituale" è stata la prima Santa Messa celebrata in terra cubana, in occasione del IV centenario della scoperta dell’immagine della Vergine della Carità di El Cobre, Patrona di Cuba. Le migliaia di fedeli che vi hanno assistito sono "segno di una Chiesa che viene da situazioni non facili, ma con una testimonianza vivace di carità e di presenza attiva nella vita della gente".

"Ai cattolici cubani - ha detto infine il Santo Padre - che, insieme all’intera popolazione, sperano in un futuro sempre migliore, ho rivolto l’invito a dare nuovo vigore alla loro fede e a contribuire, con il coraggio del perdono e della comprensione, alla costruzione di una società aperta e rinnovata, dove vi sia sempre più spazio per Dio, perché quando Dio è estromesso, il mondo si trasforma in un luogo inospitale per l’uomo".

"Prima di lasciare Santiago de Cuba - ha proseguito il Papa - mi sono recato al Santuario di Nostra Signora della Carità in El Cobre, tanto cara al popolo cubano. Il pellegrinaggio dell’immagine della Madonna della Carità nelle famiglie dell’Isola ha suscitato grande entusiasmo spirituale, rappresentando un significativo evento di nuova evangelizzazione e un’occasione di riscoperta della fede. Alla Vergine Santa ho raccomandato soprattutto le persone che soffrono e i giovani cubani".

Nella seconda tappa cubana, la capitale la Habana, "i giovani (...) sono stati i principali protagonisti dell’esuberante accoglienza nel percorso verso la Nunziatura, dove ho avuto l’opportunità di intrattenermi con i Vescovi del Paese per parlare delle sfide che la Chiesa cubana è chiamata ad affrontare, nella consapevolezza che la gente guarda ad essa con crescente fiducia".

Nella Santa Messa della domenica, ha detto Benedetto XVI, "ho ricordato che Cuba e il mondo hanno bisogno di cambiamenti, ma questi ci saranno solo se ognuno si apre alla verità integrale sull’uomo, presupposto imprescindibile per raggiungere la libertà, e decide di seminare attorno a sé riconciliazione e fraternità. (...) Ho voluto altresì ribadire che la Chiesa non chiede privilegi, ma di poter proclamare e celebrare anche pubblicamente la fede, portando il messaggio di speranza e di pace del Vangelo in ogni ambiente della società. Nell'apprezzare i passi finora compiuti in tal senso dalle Autorità cubane, ho sottolineato che è necessario proseguire in questo cammino di sempre più piena libertà religiosa".

Dal momento della partenza il Santo Padre ha conservato il ricordo della decine di migliaia di cubani che, nonostante la forte pioggia, sono venuti a salutarlo durante il percorso fino all'aeroporto. Nella cerimonia di congedo il Papa ha ricordato che "le diverse componenti della società cubana sono chiamate ad uno sforzo di sincera collaborazione e di dialogo paziente per il bene della patria". In questa prospettiva la presenza del Papa sull'isola ha voluto essere "un incoraggiamento ad aprire le porte del cuore a Cristo, che è fonte di speranza e di forza per far crescere il bene".

Benedetto XVI ha affermato che il suo Viaggio Apostolico in Messico e Cuba ha dato un buon risultato pastorale, e ha auspicato che entrambi i Paesi possano ottenere frutti abbondanti per costruire un futuro di pace e di fraternità.

Infine il Papa ha fatto riferimento al Triduo Pasquale, vertice dell'anno liturgico, che inizia domani con la Santa Messa "in Coena Domini" ed ha invitato i fedeli a viverlo con intensità: "Ognuno di noi è stato amato da Gesù 'fino alla fine', cioè fino al dono totale di Sé sulla croce, quando gridò: 'E’ compiuto!' (Gv 19,30). Lasciamoci raggiungere da questo amore, lasciamoci trasformare, perché veramente si realizzi in noi la risurrezione".

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo John George Chedid, emerito di Our Lady of Lebanon of Los Angeles dei Maroniti (Stati Uniti d'America), il 22 marzo, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Ante Juric, emerito di Split-Makarska (Croazia), il 20 marzo all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Edward Materski, emerito di Radom (Polonia), il 24 marzo, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Anárghyros Printesis, Esarca Apostolico emerito  per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia, il 18 marzo, all'età di 74 anni.

- Il Vescovo Paulino Reale, emerito di Venado Tuerto (Argentina), il 29 marzo, all'età di 88 anni.

ALTRI ATTI PONTIFICI



Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Omar Aparicio Céspedes, Vescovo Ordinario Militare per la Bolivia (sacerdoti: 66; religiosi: 28; diaconi permanenti: 5). È stato finora Ausiliare di La Paz (Bolivia).

- Il Monsignore Francesco Milito, Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi (superficie: 930; popolazione: 179.603; cattolici: 176.250; sacerdoti: 99; religiosi: 182; diaconi permanenti: 16), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Rossano (Italia) nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.  Dal 1974 al 1978 è stato Responsabile dell’Archivio Storico Diocesano di Rossano; dal 1975 al 1978 è stato Rettore del Seminario Arcivescovile di Rossano; dal 1978 al 1985 è stato Rettore del Pontificio Seminario Regionale “San Pio X” di Catanzaro e Direttore dello Studio Teologico Calabrese; dal 1985 al 1988 è stato Officiale della Segreteria di Stato; dal 1988 al 1991 è stato Parroco del Sacro Cuore a Rossano Scalo; dal 1988 al 1992 è stato Vicario Generale di Rossano-Cariati; dal 1989 al 1992 è stato Segretario e poi Delegato Generale del Sinodo Diocesano; dal 1992 è Docente di Storia della Chiesa e di Archivistica presso l’Istituto Teologico Calabro “San Pio X” di Catanzaro; dal 1993 al 2006 è stato Vicario Episcopale per l’evangelizzazione, la catechesi, la cultura e la scuola di Rossano-Cariati; dal 1994 è Canonico Arcidiacono del Capitolo Cattedrale di Rossano; dal 2007 è Vicario Episcopale per l’ecumenismo e la cultura di Rossano-Cariati e Direttore dell’Archivio Storico Diocesano.

- Il Monsignore Tulio Luis Ramírez Padilla, Ausiliare dell’Arcidiocesi di Caracas (superficie: 790; popolazione: 4.435.000; cattolici: 3.781.000; sacerdoti: 538; religiosi: 1722; diaconi permanenti: 9). Venezuela. Il Vescovo eletto è nato a Caracas nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Ha svolto i seguenti incarichi: Viceparroco di “San Agustín” a Guacara, Parroco di “Nuestra Señora de Carmen” a Miranda, Parroco di “San Diego de Alcalá” a San Diego, Parroco di “Nuestra Señora de Begoña” a Naguanagua, Professore del Seminario Maggiore, Giudice del Tribunale ecclesiastico arcidiocesano, Parroco di “San Agustín” a Guacara e, dal 2001, Vicario Generale dell’arcidiocesi e Moderatore della Curia.



AVVISO


Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS). Come precedentemente annunciato, durante le celebrazioni liturgiche della Settimana Santa, da giovedì 5 a martedì 10 aprile, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno mercoledì 11 aprile.

martedì 3 aprile 2012

CRISTIANI E BUDDISTI: EDUCARE GIUSTIZIA E PACE ATTRAVERSO DIALOGO INTERRELIGIOSO



Città del Vaticano, 3 aprile 2012 (VIS). Un Messaggio, a firma del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dell'Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Pontifico Consiglio, è stato indirizzato, come ogni anno, ai seguaci del Buddismo, in occasione della festività della Vesakh.

Vesakh è la principale festività buddista che ricorda i tre momenti fondamentali del Gautama Budda. Secondo la tradizione il Budda storico nacque, ricevette l'illuminazione e disparve raggiungendo il Nirvana durante la luna piena del mese di maggio. Si tratta quindi di una festività mobile che quest'anno cade fra il 5 e il 6 del mese di maggio, anche se in Cina si celebra l'ottavo giorno del quarto mese del calendario cinese (28 aprile). In questi giorni i seguaci del buddismo decorano le abitazioni con fiori e le profumano con l'incenso, visitano i templi locali, ascoltano gli insegnamenti dei monaci e offrono loro dei doni.

Il messaggio di quest'anno s'intitola "Cristiani e Buddisti: condividere la responsabilità di educare le giovani generazioni alla giustizia e alla pace attraverso il dialogo interreligioso. Di seguito riportiamo ampi estratti del testo:

"Oggi, sempre più, nelle aule di tutto il mondo, studenti appartenenti a varie religioni e credenze siedono fianco a fianco, imparando gli uni con gli altri e gli uni dagli altri. Questa diversità pone sfide e suscita una riflessione più profonda sulla necessità di educare i giovani al rispetto ed alla comprensione delle credenze e pratiche religiose altrui, ad accrescere la conoscenza della propria, ad avanzare insieme come esseri umani responsabili ed essere pronti ad unirsi a coloro che appartengono ad altre religioni per risolvere i conflitti e promuovere amicizia, giustizia, pace ed un autentico sviluppo umano".

"Con Sua Santità il Papa Benedetto XVI, riconosciamo che la vera educazione può favorire un’apertura al trascendente ed a coloro che ci circondano. Laddove l’educazione è una realtà, c’è un’opportunità di dialogo, di interrelazione e di ascolto ricettivo degli altri. In tale clima, i giovani si sentono apprezzati per quello che sono e per quel che può essere il loro contributo; imparano a crescere nella stima per i loro fratelli e sorelle le cui credenze e pratiche differiscono dalla propria. Quando ciò accade ne deriva la gioia di essere persone solidali e compassionevoli, chiamate a costruire una società giusta e fraterna dando così speranza al futuro (cfr. Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2012)".

"Come buddisti, voi trasmettete ai giovani la necessaria saggezza di astenersi dal danneggiare gli altri e di vivere una vita di generosità e compassione, una pratica che deve essere apprezzata e riconosciuta come un dono prezioso per la società. Questo è un modo concreto con il quale la religione contribuisce a educare le giovani generazioni, a condividere la responsabilità e cooperare con gli altri".

"È un dato di fatto che i giovani sono una risorsa per ogni società. Con la loro autenticità, ci incoraggiano a trovare una risposta alle domande fondamentali sulla vita e la morte, la giustizia e la pace, il senso della sofferenza e le ragioni della speranza. Così ci aiutano a progredire nel nostro pellegrinaggio verso la Verità. Con il loro dinamismo, in quanto artefici del futuro, essi ci spingono a distruggere tutti i muri che purtroppo ancora ci separano. Con le loro domande essi alimentano il dialogo fra religioni e culture".

"Cari amici, uniamo i nostri cuori ai vostri e preghiamo perché insieme possiamo guidare i giovani, con il nostro esempio ed insegnamento, a divenire strumenti di giustizia e pace. Condividiamo la comune responsabilità che abbiamo verso le generazioni presenti e future, educandole a crescere come esseri pacifici ed operatori di pace".

BENEDIZIONE DEI BAMBINI NEL VENTRE MATERNO

Città del Vaticano, 3 aprile 2012 (VIS). A partire dalla seconda settimana di maggio, quando in numerosi paesi si celebra la festa della mamma, potrebbe essere disponibile nelle parrocchie degli Stati Uniti, il testo del rito della benedizione dei bambini nel grembo materno, che ha ricevuto l'approvazione della Santa Sede. È quanto comunicato in una nota della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, con la quale si informano i fedeli dell'avvenuta concessione della 'recognitio' da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il testo del rito verrà stampato in inglese e spagnolo, per rispondere alle necessità del crescente numero di fedeli ispanici immigrati negli Stati Uniti.

Il Cardinale Daniel N. DiNardo, Arcivescovo di Galveston-Houston, Presidente del Comitato di attività pro-vita della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, ha spiegato che la benedizione è stata preparata "per sostenere i genitori in attesa di un figlio, per favorire la preghiera nelle comunità e il riconoscimento del prezioso dono della maternità e per promuovere il rispetto della vita nell'ambito più vasto  della società". La benedizione potrà essere offerta sia nel contesto della celebrazione di una messa che al di fuori di essa. Il testo potrebbe in futuro entrare a far parte anche del Libro delle Benedizioni quando verrà sottoposto a revisione.

La preparazione del testo della benedizione dei bambini nel ventre materno è stata promossa dall'Arcivescovo di Louisville Monsignor Joseph Edward Kurtz, che, quando era Vescovo di Knoxville, si rivolse al Comitato di Attività Pro-Vita per chiedere se esistesse una preghiera di benedizione per i bambini nel ventre materno. Avutane una risposta negativa, il Comitato ha iniziato la preparazione del testo, che è stato presentato al Comitato per il Culto Divino nel marzo 2008. Nel novembre del medesimo anno, l'assemblea dei Vescovi ha approvato la nuova benedizione, che è stata inviata alla Santa Sede per ottenere la "recognitio".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo José Carlos Cabrero Romero, Arcivescovo di San Luis Potosí (superficie: 19.428; popolazione: 1.925.000; cattolici: 1.845.000; sacerdoti: 264; religiosi: 985; diaconi permanenti: 10), Messico. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1946 a San Luis Potosí (Messico), è stato ordinato sacerdote nel 1972 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2009. Come sacerdote ha svolto i seguenti incarichi: Vicario parrocchiale e promotore vocazionale dell'Arcidiocesi di San Luis Potosí, Formatore e Direttore Spirituale del Seminario diocesano, Professore di Teologia Spirituale, Economo e Vice-Rettore del Collegio Messicano a Roma, Parroco, Decano e membro del Consiglio per gli Affari Economici e Coordinatore della formazione permanente del clero. Finora Vescovo di Zacatecas, succede all'Arcivescovo Luis Morales Reyes, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Cástor Oswaldo Azuaje Pérez, O.C.D., Vescovo di Trujillo (superficie: 7.400; popolazione: 788.000; cattolici: 746.000; sacerdoti: 117; religiosi: 93; diaconi permanenti: 23), Venezuela. Finora Vescovo Ausiliare di Maracaibo (Venezuela), il Vescovo Azuaje Pérez succede al Vescovo  Vicente Ramón Hernández Peña, del quale Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi di Trujillo (Venezuela), presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 2 aprile 2012

DOMENICA DELLE PALME: IN CRISTO È BENEDETTA TUTTA L'UMANITÀ

Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Benedetto XVI ha aperto ieri i riti della Settimana Santa celebrando in Piazza San Pietro la Santa Messa della Domenica delle Palme e della Passione del Signore a cui hanno assistito oltre sessantamila fedeli.

Il Papa ha percorso in papamobile Piazza San Pietro prima di raggiungere l'altare, collocato sotto l'obelisco adornato di più di 50.000 rami, arbusti e fiori mediterranei. La piazza era ornata anche da 13 ulivi secolari provenienti, come la decorazione floreale, dalla Puglia.

"La Domenica delle Palme - ha detto il Papa nell'omelia - è il grande portale che ci introduce nella Settimana Santa, la settimana nella quale il Signore Gesù si avvia verso il culmine della sua vicenda terrena. Egli sale a Gerusalemme per portare a compimento le Scritture e per essere appeso sul legno della croce, il trono da cui regnerà per sempre, attirando a sé l’umanità di ogni tempo e offrendo a tutti il dono della redenzione".

Il Pontefice ha ricordato i due episodi che accompagnano l'ingresso di Cristo a Gerusalemme. La guarigione del cieco Bartimeo e l'entusiasmo dei discepoli e la moltitudine che lo acclama con le antiche parole di benedizione dei pellegrini: "Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. "Questa acclamazione festosa, trasmessa da tutti e quattro gli Evangelisti, è un grido di benedizione, un inno di esultanza: esprime l’unanime convinzione che, in Gesù, Dio ha visitato il suo popolo e che il Messia desiderato finalmente è giunto. E tutti sono lì, con la crescente attesa per l’opera che il Cristo compirà una volta entrato nella sua città".

"Ma qual è il contenuto, la risonanza più profonda di questo grido di giubilo? La risposta ci viene dall’intera Scrittura, la quale ci ricorda che il Messia porta a compimento la promessa della benedizione di Dio, la promessa originaria che Dio aveva fatto ad Abramo, il padre di tutti i credenti: 'Farò di te una grande nazione e ti benedirò … e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra'. (...) Per questo, Colui che è acclamato dalla folla come il benedetto è, nello stesso tempo, Colui nel quale sarà benedetta l’umanità intera. Così, nella luce del Cristo, l’umanità si riconosce profondamente unita e come avvolta dal manto della benedizione divina, una benedizione che tutto permea, tutto sostiene, tutto redime, tutto santifica"

"Possiamo scoprire qui un primo grande messaggio che giunge a noi dalla festività di oggi: l’invito ad assumere il giusto sguardo sull’umanità intera, sulle genti che formano il mondo, sulle sue varie culture e civiltà. Lo sguardo che il credente riceve da Cristo è lo sguardo della benedizione: uno sguardo sapiente e amorevole, capace di cogliere la bellezza del mondo e di compatirne la fragilità. In questo sguardo traspare lo sguardo stesso di Dio sugli uomini che Egli ama e sulla creazione, opera delle sue mani".

"Che cosa c’è realmente nel cuore di quanti acclamano Cristo come Re d’Israele? (...) Chi è per noi Gesù di Nazaret? Che idea abbiamo del Messia, che idea abbiamo di Dio? È una questione cruciale, questa, che non possiamo eludere, tanto più che proprio in questa settimana siamo chiamati a seguire il nostro Re che sceglie come trono la croce; siamo chiamati a seguire un Messia che non ci assicura una facile felicità terrena, ma la felicità del cielo, la beatitudine di Dio".


Dobbiamo allora chiederci: quali sono le nostre vere attese?". Rivolgendosi ai giovani, protagonisti della Giornata Mondiale della Gioventù che si celebra oggi a livello diocesano, il Papa ha detto: "La Domenica delle Palme sia per voi il giorno della decisione, la decisione di accogliere il Signore e di seguirlo fino in fondo, la decisione di fare della sua Pasqua di morte e risurrezione il senso stesso della vostra vita di cristiani. È la decisione che porta alla vera gioia, come ho voluto ricordare nel Messaggio ai Giovani per questa Giornata - 'Siate sempre lieti nel Signore'" (...) (Fil 4,4) -

Infine il Papa ha auspicato che: "siano in particolare due i sentimenti di questi giorni: la lode, come hanno fatto coloro che hanno accolto Gesù a Gerusalemme con i loro 'osanna'; ed il ringraziamento, perché in questa Settimana Santa il Signore Gesù rinnoverà il dono più grande che si possa immaginare: ci donerà la sua vita, il suo corpo e il suo sangue, il suo amore. Ma a un dono così grande dobbiamo rispondere in modo adeguato, ossia con il dono di noi stessi, del nostro tempo, della nostra preghiera, del nostro stare in comunione profonda d’amore con Cristo che soffre, muore e risorge per noi".

Benedetto XVI ha sintetizzato questo concetto con le parole di Sant'Andrea, Vescovo di Creta e Padre della Chiesa (...) '"Stendiamo, dunque, umilmente innanzi a Cristo noi stessi (...). Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia, o meglio, di tutto lui stesso ... e prostriamoci ai suoi piedi come tuniche distese ... per poter offrire al vincitore della morte non più semplici rami di palma, ma trofei di vittoria".

LA GIOIA, ELEMENTO CENTRALE ESPERIENZA CRISTIANA

Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Al termine della Santa Messa della Domenica delle Palme, e prima della recita dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato ai presenti che oggi si celebra la Giornata Mondiale della Gioventù 2012 e perciò ha rivolto uno speciale saluto agli organizzatori delle Giornate di Madrid 2011 e di Rio de Janeiro 2013, che hanno tenuto un congresso a Roma ed hanno partecipato alla Santa Messa; e ai giovani giunti da tutto il mondo.

"Il motto dell'odierna Giornata della Gioventù - ha detto Benedetto  ai giovani - è l'appello di San Paolo: 'Siate sempre lieti nel Signore!'. La gioia che scaturisce dalla consapevolezza che Dio ci ama, è un elemento centrale dell'esperienza cristiana. In un mondo spesso segnato da tristezza e inquietudini, è una testimonianza importante della bellezza e dell'affidabilità della fede. Siate lieti testimoni di Cristo!".

AI GIOVANI: "PARLATE AGLI ALTRI DI DIO SENZA COMPLESSI NÉ TIMORI"


Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza 5.000 giovani dell'Arcidiocesi di Madrid (Spagna), accompagnati dall'Arcivescovo di Madrid Cardinale Antonio María Rouco Varela - giunti in pellegrinaggio a Roma per ringraziare il Papa del suo Viaggio in Spagna in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù dell'agosto scorso. Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso di Benedetto XVI:

"Quando ripenso alla XXVI Giornata Mondiale della Gioventù vissuta a Madrid, il mio cuore è colmo di gratitudine a Dio per l'esperienza di grazia di quei giorni indimenticabili. (...) Quello splendido incontro si può solamente intendere alla luce della presenza dello Spirito Santo nella Chiesa. Esso infonde coraggio nei cuori, e continuamente ci porta nell'agorà della storia, come nella Pentecoste, per dare testimonianza delle meraviglie di Dio. Voi siete chiamati a collaborare a questa magnifica missione. (...) Cristo ha bisogno di voi accanto a Lui per estendere ed edificare il suo Regno di carità".

(...) "In questa avventura nessuno è in soprannumero. Per questo, non mancate di domandarvi a cosa vi chiama il Signore e come potete aiutarlo. Tutti avete una vocazione personale che Egli ha voluto proporvi per la vostra gioia e santità. Quando uno si vede conquistato dal fuoco del suo sguardo, nessun sacrificio sembra grande per seguirLo e dare il meglio di se stessi. Così hanno fatto sempre i santi estendendo la luce del Signore (...) e trasformando il mondo fino a convertirlo in un luogo accogliente per tutti". (...)

"Come quegli apostoli della prima ora, siate anche voi missionari di Cristo fra le vostre famiglie, amici e conoscenti, nei vostri ambienti di studio o di lavoro, fra i poveri e gli infermi. Parlate dell'amore e della bontà di Dio con semplicità, senza complessi né timori. Cristo stesso vi darà la forza per farlo. Da parte vostra ascoltatelo e parlate con frequenza e sincerità con Lui. Raccontategli con fiducia i vostri desideri e aspirazioni, anche le vostre pene e quelle delle persone che vedete povere di consolazione e speranza".

(...) Ieri abbiamo iniziato la Settimana Santa, nella quale seguiamo i passi di Cristo (...) Contempliamo la sua dolorosa Passione e umiliazione fino alla morte. (...) Vi incoraggio a caricarvi anche voi della vostra croce e della croce del dolore e dei peccati del mondo, per meglio comprendere l'amore di Cristo per l'umanità. Così vi sentirete chiamati a proclamare che Dio ama l'uomo e ha inviato suo Figlio, non per condannarlo, ma per realizzare una vita piena e significativa".

FASCINO IMPERITURO DI CHIARA DI ASSISI


Città del Vaticano, 31 marzo 2012 (VIS). I Francescani e le Clarisse di tutto il mondo celebrano l'"Anno Clariano", nell'VIII centenario della chiamata alla "conversione" e consacrazione di Santa Chiara di Assisi (1194-1253), avvenuta la domenica delle Palme del 1211 o 1212. In questa occasione il Santo Padre ha fatto pervenire una Lettera al Vescovo Domenico Sorrentino, della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

Il Papa ricorda la storia della Fondatrice delle Clarisse che trascinata dall'esempio di Francesco, proprio nella Domenica delle Palme, ricevette dalle mani del Vescovo una palma e quella stessa notte lasciò la casa paterna  - i genitori intendevano darla in sposa ad un giovane molto ricco - per incamminarsii verso la Porziuncola, dove erano ad attenderla Francesco e i suoi compagni. Clara rinunciò al mondo e quando Francesco le tagliò i capelli si coprì con un velo nero e indossò rozzi sandali, primo abito delle clarisse.

La storia di Chiara, scrive Benedetto XVI: "parla anche alla nostra generazione, e ha un fascino soprattutto per i giovani. (...) La storia della conversione di Chiara ruota intorno alla festa liturgica della Domenica delle Palme. (...) Tutta la vita cristiana, e dunque anche la vita di speciale consacrazione, sono un frutto del Mistero pasquale e una partecipazione alla morte e alla risurrezione di Cristo. Nella liturgia della Domenica delle Palme dolore e gloria si intrecciano, come un tema che si andrà poi sviluppando nei giorni successivi attraverso il buio della Passione fino alla luce della Pasqua. Chiara, con la sua scelta, rivive questo mistero.

"Nel suo significato profondo, la 'conversione' di Chiara è una conversione all’amore. Ella non avrà più gli abiti raffinati della nobiltà di Assisi, ma l’eleganza di un’anima che si spende nella lode di Dio e nel dono di sé. Nel piccolo spazio del monastero di San Damiano, alla scuola di Gesù Eucaristia contemplato con affetto sponsale, si andranno sviluppando giorno dopo giorno i tratti di una fraternità regolata dall’amore a Dio e dalla preghiera, dalla premura e dal servizio. È in questo contesto di fede profonda e di grande umanità che Chiara si fa sicura interprete dell’ideale francescano, implorando quel 'privilegio' della povertà, ossia la rinuncia a possedere anche solo comunitariamente dei beni, che lasciò a lungo perplesso lo stesso Sommo Pontefice, il quale alla fine si arrese all’eroismo della sua santità".

"Come non proporre Chiara, al pari di Francesco, all’attenzione dei giovani d’oggi? Il tempo che ci separa dalla vicenda di questi due Santi non ha sminuito il loro fascino. Al contrario, se ne può vedere l’attualità al confronto con le illusioni e le delusioni che spesso segnano l’odierna condizione giovanile. Mai un tempo ha fatto sognare tanto i giovani, con le mille attrattive di una vita in cui tutto sembra possibile e lecito. Eppure, quanta insoddisfazione è presente, quante volte la ricerca di felicità, di realizzazione finisce per imboccare strade che portano a paradisi artificiali, come quelli della droga e della sensualità sfrenata! Anche la situazione attuale con la difficoltà di trovare un lavoro dignitoso e di formare una famiglia unita e felice, aggiunge nubi all’orizzonte".

"Non mancano però  - conclude il Pontefice - giovani che, anche ai nostri giorni, raccolgono l’invito ad affidarsi a Cristo e ad affrontare con coraggio, responsabilità e speranza il cammino della vita, anche operando la scelta di lasciare tutto per seguirlo nel totale servizio a Lui e ai fratelli. La storia di Chiara, insieme a quella di Francesco, è un invito a riflettere sul senso dell’esistenza e a cercare in Dio il segreto della vera gioia. È una prova concreta che chi compie la volontà del Signore e confida in Lui non solo non perde nulla, ma trova il vero tesoro capace di dare senso a tutto".

IL PAPA AI DETENUTI: CON L'AIUTO DI DIO POSSIAMO RIALZARCI QUANDO CADIAMO

Città del Vaticano, 31 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire in messaggio ai detenuti della casa circondariale di Rebibbia a Roma - dove ha compiuto una visita il 18 dicembre scorso - per la Via Crucis tenutasi nel pomeriggio di venerdì. La celebrazione è stata presieduta dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma, alla quale hanno partecipato 300 detenuti, il cappellano, i volontari della Caritas, i seminaristi che prestano servizio quotidiano nell'istituto di pena e numerosi fedeli di diverse parrocchie romane.

"Mi sento particolarmente vicino a questa iniziativa - scrive Benedetto XVI - perché è sempre vivo nel mio animo il ricordo della visita che ho compiuto nel carcere di Rebibbia poco prima dello scorso Natale; ricordo i volti che ho incontrato e le parole che ho ascoltato, e che hanno lasciato in me un segno profondo".  (...)

"So che questa Via Crucis vuole essere anche un segno di riconciliazione. In effetti, come disse uno dei detenuti durante il nostro incontro, il carcere serve per rialzarsi dopo essere caduti, per riconciliarsi con se stessi, con gli altri e con Dio, e poter poi rientrare di nuovo nella società. Quando, nella Via Crucis, vediamo Gesù che cade a terra – una, due, tre volte – comprendiamo che Lui ha condiviso la nostra condizione umana, il peso dei nostri peccati lo ha fatto cadere; ma per tre volte Gesù si è rialzato e ha proseguito il cammino verso il Calvario; e così, con il suo aiuto, anche noi possiamo rialzarci dalle nostre cadute, e magari aiutare un altro, un fratello, a rialzarsi".

"Ma che cosa dava a Gesù la forza di andare avanti? (...) Gesù sapeva che il Padre lo amava, e proprio questo amore immenso, questa misericordia infinita del Padre celeste lo consolava ed era più grande delle violenze e degli oltraggi che lo circondavano". (...)

"Questo, cari amici, è il grande dono che Gesù ci ha fatto con la sua Via Crucis: ci ha rivelato che Dio è amore infinito, è misericordia, e porta fino in fondo il peso dei nostri peccati, perché noi possiamo rialzarci e riconciliarci e ritrovare la pace. Anche noi, allora, non abbiamo paura di percorrere la nostra 'via crucis', di portare la nostra croce insieme con Gesù. Lui è con noi. (...)

"Con questa speranza, basata sulla fede, auguro a tutti voi di vivere la prossima Pasqua nella pace e nella gioia che Cristo ci ha acquistato con il suo sangue, e con grande affetto vi imparto la Benedizione Apostolica".

DONAZIONI DI BENEDETTO XVI POPOLAZIONI SIRIA E CUBA


Città del Vaticano, 31 marzo 2012 (VIS). Il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha reso pubblico oggi un Comunicato in cui rende noto che il Papa ha deciso di devolvere US$100.000 dollari a favore della popolazione siriana.

Nel Comunicato si ricordano i ripetuti appelli di Benedetto XVI per la cessazione della violenza in Siria e perché si trovi una via per il dialogo e la riconciliazione tra le parti in conflitto, in vista della pace e del bene comune; il Santo Padre ha anche esortato i fedeli, in molteplici occasioni, alla preghiera per chi sta soffrendo. "Ora - si legge nel Comunicato - il Papa ha deciso di devolvere, tramite il Pontificio Consiglio 'Cor Unum', 100.000 US$ per l'azione caritativa  della Chiesa locale in Siria in favore della popolazione provata. Sono previsti incontri con Sua Beatitudine Gregorios III Laham, Presidente dell'Assemblea della Gerarchia Cattolica in Siria, e con altri rappresentanti della Chiesa locale.

La Chiesa cattolica in Siria è attualmente impegnata attraverso i suoi organismi di carità in progetti di assistenza alla popolazione siriana, in particolare nell'area di Homs e Aleppo.

"Cor Unum" finanzierà inoltre, un nuovo progetto per lo sviluppo agricolo in due diocesi di Cuba, come informa "l'Osservatore Romano" di oggi. È il primo risultato concreto della visita di Benedetto XVI a Cuba. Nel corso del suo recente viaggio il Papa era accompagnato dal Cardinale Robert Sarah, per concordare con i Vescovi cubani eventuali interventi a favore della popolazione. Due dei Vescovi hanno informato il Cardinale di aver ricevuto il permesso delle autorità di lavorare con e per i contadini delle loro diocesi, saranno presentati i rispettivi progetti che saranno realizzati con l'aiuto di "Cor Unum".


GMG RIO 2012: I GIOVANI HANNO BISOGNO DI RADICARSI NELLA FEDE PER OPERARE DI PIÙ E MEGLIO NELLA SOCIETÀ

Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Questa mattina si è tenuta nella Sala Stampa della Santa Sede, un conferenza sulla preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro (Brasile, dal 23 al 28 luglio 2013). Alla Conferenza sono intervenuti il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; l'Arcivescovo Orani João Tempesta, O.Cist., Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro ed il Vescovo Eduardo Pinheiro da Silva, S.D.B, Presidente della Commissione Episcopale per la Gioventù della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile.

Nel suo intervento il Cardinale Rylko ha sottolineato che "la GMG è stato veramente un'intuizione profetica del beato Giovanni Paolo II che ha operato una rivoluzione nel campo della pastorale giovanile"; il Papa Benedetto XVI ha affermato che: "La GMG apre un nuovo modo di essere cristiani". Da qui l'impegno che tutta la Chiesa profonde nella preparazione di queste Giornate.

Con la Giornata di Rio, la GMG ritorna in America Latina 26 anni dopo il primo incontro internazionale tenuto a Buenos Aires. Rio 2012 "si situa nel contesto della missione continentale voluta nell'incontro dei vescovi del Celam ad Aparecida nel 2007. A livello della Chiesa universale, la GMG è anche legata al sinodo dei Vescovi di ottobre 2012 sulla nuova evangelizzazione". Inoltre avrà luogo nell'Anno della Fede. "La GMG - ha sottolineato il Cardinale Rilko - ha come scopo la crescita della fede dei giovani del mondo per la missione. (...) I giovani di oggi hanno bisogno prima di tutto di radicarsi nella fede e nella grande famiglia della Chiesa per contribuire di più e meglio alla vita della società".

Al termine del suo intervento il Cardinale ha fatto riferimento alla GMG 2012 celebrata la Domenica della Palme, intitolata: "Siate sempre lieti nel Signore!", ed ha detto: "La gioia è una caratteristica propria della GMG (...) e non è un caso: poiché se da un lato i giovani cercano la felicità, dall'altro la Chiesa in se stessa possiede il tesoro della gioia autentica, che nasce dall'incontro con Cristo Salvatore".

L'Arcivescovo Tempesta ha ricordato che tutte le informazioni relative alla Giornata si possono consultare in cinque lingue sul sito: www.rio2013.com. La rete sociale della Giornata in Facebook e Twitter conta già 600.000 adesioni. L'iscrizione dei gruppi di pellegrini si aprirà dal mese di luglio 2012.

Infine l'Arcivescovo di Rio ha segnalato che negli ultimi anni, il livello economico del suo Paese è cresciuto e le differenze sociali sono diminuite. "La GMG sarà un'opportunità per offrire una crescita anche nei valori cristiani, di solidarietà, giustizia, speranza e coraggio alle nuove generazioni".

CUBA: IL VENERDÌ SANTO SARÀ GIORNO FESTIVO

Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS).  Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato la seguente dichiarazione a proposito della decisione delle autorità cubane di dichiarare il prossimo Venerdì Santo giornata non lavorativa:

"Il fatto che le autorità cubane abbiano tempestivamente accolto la richiesta del Santo Padre al Presidente Raul Castro, dichiarando il prossimo Venerdì Santo giorno non lavorativo, è certamente un segno molto positivo.

La Santa Sede si augura che ciò favorisca la partecipazione alle celebrazioni religiose e felici festività pasquali, e che anche in seguito la visita del Santo Padre continui a portare i frutti desiderati per il bene della Chiesa e di tutti i cubani".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Mark Coleridge Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Brisbane (superficie: 65.000; popolazione: 2.760.007; cattolici: 643.371; sacerdoti: 987; religiosi: 870; diaconi permanenti: 13), Australia.

- Il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Suo Inviato Speciale alla celebrazione di chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale d’Ucraina, che avrà luogo a Lviv il 3 giugno 2012, in occasione del VI centenario della costituzione della sede arcivescovile e metropolita di Lviv dei Latini.

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