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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 21 febbraio 2011

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale delle Filippine, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Monsignor Claro M. Caluya, Amministratore Diocesano di Masbate.

- Il Vescovo Arturo M. Bastes, S.V.D., di Sorsogon.

- Il Vescovo Manolo A. de los Santos, di Virac.

- Il Vescovo Pedro D. Arigo, Vicario Apostolico di Puerto Princesa.

- Il Vescovo Edgardo S. Juanich, Vicario Apostolico di Taytay.

- Il Vescovo Leopoldo S. Tumulak, Ordinario Militare.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20110221 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Miguel Angel D’Annibale, Vescovo Ausiliare di Río Gallegos (superficie: 265.614; popolazione: 300.000; cattolici: 210.000; sacerdoti: 55; religiosi: 94; diaconi permanenti: 9), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. È stato finora Vicario Generale della Diocesi di San Isidro (Argentina).

- L’Arcivescovo Ivan Jurkovic, Nunzio Apostolico nella Federazione Russa, finora Nunzio Apostolico in Ucraina.

- il Reverendo Juan Nsue Edjang Mayé, Vescovo della Diocesi di Ebebiyin (superficie: 12.000; popolazione: 204.000; cattolici: 164.000; sacerdoti: 33; religiosi: 89), Guinea Equatoriale. Il Vescovo eletto è nato a Mikomeseng-Kie Ntem (Guinea Equatoriale), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. È stato finora Parroco delle Parrocchie di Nostra Signora del Carmen e di Maria Ausiliatrice nell’Isola di Bioko.
NEA:NN:NER/ VIS 20110221 (150)

PERFEZIONE CARITÀ CRISTIANA: RICONCILIAZIONE CON NEMICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 FEB. 2011 (VIS). Durante la recita dell’Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che: “In questa settima domenica del Tempo Ordinario, le letture bibliche ci parlano della volontà di Dio di rendere partecipi gli uomini della sua vita: ‘Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo’ - si legge nel Libro del Levitico (19,1)”.

“Con queste parole, e i precetti che ne conseguono” – ha spiegato il Pontefice – “il Signore invitava il popolo che si era scelto ad essere fedele all’alleanza con Lui camminando sulle sue vie e fondava la legislazione sociale sul comandamento ‘amerai il tuo prossimo come te stesso’ (Lv 19,18). Se ascoltiamo, poi, Gesù, nel quale Dio ha assunto un corpo mortale per farsi prossimo di ogni uomo e rivelare il suo amore infinito per noi, ritroviamo quella stessa chiamata, quello stesso audace obiettivo”.

“Gesù stesso dice: ‘Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli’ (Mt 5,44-45). Chi accoglie il Signore nella propria vita e lo ama con tutto il cuore è capace di un nuovo inizio. Riesce a compiere la volontà di Dio: realizzare una nuova forma di esistenza animata dall’amore e destinata all’eternità (...). Se siamo veramente consapevoli di questa realtà” – ha concluso il Pontefice – “e la nostra vita ne viene profondamente plasmata, allora la nostra testimonianza diventa chiara, eloquente ed efficace”.

Infine il Santo Padre ha ricordato che “dopodomani, 22 febbraio, celebreremo la festa della Cattedra di San Pietro. A lui, primo degli Apostoli, Cristo ha affidato il compito di Maestro e di Pastore per la guida spirituale del Popolo di Dio, affinché esso possa innalzarsi fino al Cielo. Esorto, pertanto, tutti i Pastori ad ‘assimilare quel ‘nuovo stile di vita’ che è stato inaugurato dal Signore Gesù ed è stato fatto proprio dagli Apostoli’”.

Dopo l’Angelus il Papa ha rivolto ai fedeli i saluti nelle diverse lingue ed ha ribadito la necessità della riconciliazione. “Quando si soffre per il male” – ha detto Benedetto XVI – “la persecuzione, l’ingiustizia, evitiamo la rivincita, la vendetta e l’odio, e preghiamo per i persecutori. ‘Vinciamo il male col bene’. Affidiamo a Dio tutte queste avversità per raggiungere la libertà e la pace spirituale”.

Esprimendosi in lingua spagnola il Santo Padre ha riaffermato come la liturgia di oggi invita “alla pienezza della vita cristiana ed alla perfezione della carità, mediante il perdono dei nemici e la preghiera per coloro che perseguitano, fonte di duratura riconciliazione”.
ANG/ VIS 20110221 (430)

CANONIZZAZIONE TRE BEATI 23 OTTOBRE PROSSIMO

CITTA' DEL VATICANO, 21 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, alle ore 12, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, durante la celebrazione dell’Ora Sesta, il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:

- Guido Maria Conforti (1865-1931), Arcivescovo Vescovo di Parma, fondatore della Pia Società di San Francesco Saverio per le missioni estere (Missionari Saveriani).

- Luigi Guanella (1842-1915), presbitero, fondatore della Congregazione dei Servi della Carità e dell’Istituto Figlie di Santa Maria della Provvidenza.

- Bonifacia Rodríguez de Castro (1837-1905), vergine, fondatrice della Congregazione delle Serve di San Giuseppe.

Al termine il Papa ha disposto che la cerimonia di Canonizzazione dei tre Beati avrà luogo domenica 23 ottobre 2011.

È seguita l’Optatio di alcuni Cardinali dall’Ordine dei Diaconi all’Ordine dei Presbiteri:

- Su richiesta del Cardinale Agostino Cacciavillan, la Diaconia dei Ss. Angeli Custodi a Città Giardino è stata elevata “pro hac vice” a Titolo Presbiterale ed assegnata al medesimo Cardinale.

- Su richiesta del Cardinale Sergio Sebastiani, la Diaconia di S. Eustachio è stata elevata “pro hac vice” a Titolo Presbiterale ed assegnata al medesimo Cardinale.

- Su richiesta del Cardinale Zenon Grocholewski, la Diaconia di S. Nicola in Carcere è stata elevata “pro hac vice” a Titolo Presbiterale ed assegnata al medesimo Cardinale.

- Su richiesta del Cardinale Jorge María Mejía, la Diaconia di S. Girolamo della Carità è stata elevata “pro hac vice” a Titolo Presbiterale ed assegnata al medesimo Cardinale.

- Su richiesta del Cardinale Walter Kasper, la Diaconia di Ognissanti in Via Appia Nuova è stata elevata “pro hac vice” a Titolo Presbiterale ed assegnata al medesimo Cardinale.

- Su richiesta del Cardinale Roberto Tucci, la Diaconia di S. Ignazio di Loyola a Campo Marzio è stata elevata “pro hac vice” a Titolo Presbiterale ed assegnata al medesimo Cardinale.

In seguito all’opzione del Cardinale Agostino Cacciavillan per l’Ordine Presbiterale, accede all’Officio di Protodiacono il Cardinale Jean-Louis Tauran, Diacono di S. Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine, confermato dal Santo Padre in tale Officio.
OCL/ VIS 20110221 (350)

venerdì 18 febbraio 2011

BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2011 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, il Comunicato che segue:

“La Beatificazione del Servo di Dio Papa Giovanni Paolo Il sarà un grande evento ecclesiale, articolato nei seguenti cinque momenti:

1. - La veglia di preparazione avrà luogo nella sera di sabato 30 aprile prossimo (ore 20.30-21.00: preparazione; ore 21.00-22.30: veglia), al Circo Massimo di Roma, e sarà organizzata dalla Diocesi di Roma, che ebbe il venerabile Servo di Dio come Vescovo. La veglia sarà guidata dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ed il Santo Padre Benedetto XVI si unirà spiritualmente tramite un collegamento video.

2. - La celebrazione della beatificazione, domenica 1° maggio in Piazza San Pietro, avrà inizio alle ore 10.00 e sarà presieduta dal Santo Padre.

La partecipazione non è regolata da singoli biglietti, tuttavia l'accesso alla Piazza e zone adiacenti sarà sotto la tutela della Sicurezza Pubblica.

3. - La venerazione delle spoglie del nuovo Beato sarà possibile a tutti i fedeli la stessa domenica 1° maggio, subito dopo la cerimonia della beatificazione e proseguirà fino ad esaurimento del flusso dei fedeli. Le spoglie del nuovo Beato saranno esposte per la venerazione nella Basilica di San Pietro, davanti l’Altare della Confessione.

4. - La Messa di ringraziamento è programmata per lunedì 2 maggio, alle ore 10.30 in Piazza San Pietro, e sarà presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.

5. - La tumulazione delle spoglie del nuovo Beato nella Basilica Vaticana, presso la Cappella di San Sebastiano, avverrà poi in forma privata.

I particolari dei vari momenti saranno resi noti successivamente dagli Uffici interessati”.
OP/ VIS 20110218 (280)



DIFFICOLTÀ E SUCCESSI COMUNITÀ ECCLESIALE FILIPPINE

CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, nel ricevere i Presuli della Conferenza Episcopale delle Filippine al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”, Benedetto XVI ha ricordato i profondi legami dei cattolici con il Successore di Pietro che da sempre “sono una significativa caratteristica della fede nel vostro Paese”, auspicando che “tale comunione continui ad accrescersi e a fiorire mentre voi affrontate le attuali difficoltà del vostro apostolato”.

“Mentre il popolo filippino continua ad affrontare molte difficoltà nell’ambito dello sviluppo economico, dobbiamo riconoscere” – ha affermato Benedetto XVI – “che tali ostacoli ad una vita di felicità e pienezza non sono i soli che la Chiesa deve affrontare. La cultura filippina deve anche confrontarsi con questioni più sottili relative alla secolarizzazione, al materialismo, e al consumismo del nostro tempo. Quando l’autosufficienza e la libertà sono disgiunte dalla dipendenza da Dio e dalla completezza in Dio, la persona umana crea per sé un falso destino e perde di vista la gioia eterna per la quale è stato creata. Si può trovare la via per riscoprire l’autentico destino dell’umanità solamente ristabilendo la priorità di Dio nel cuore e nella mente di ogni persona”.

“Soprattutto” – ha proseguito il Pontefice – “per mantenere Dio al centro della vita del fedele, la vostra predicazione e quella del clero deve avere carattere personale così che ogni cattolico comprenda in profondità il fatto che trasforma la vita: che Dio esiste, che Egli ci ama, e che in Cristo Egli risponde alle domande più profonde della nostra vita. La vostra grande missione nell’evangelizzare perciò propone un rapporto personale con Cristo come chiave d’accesso alla completa pienezza. (...) Allo stesso tempo si deve riconoscere che le nuove iniziative nell’evangelizzazione saranno proficue se, con la grazia di Dio, coloro che le propongono sono persone che veramente credono e vivono il messaggio del Vangelo”.

Il Papa ha avuto parole di lode per l’impatto positivo delle comunità ecclesiali di base in tutto il Paese e ha sottolineato che la Chiesa nelle Filippine ha la fortuna di avere l’aiuto di numerose organizzazioni laiche. “Per affrontare le difficoltà del nostro tempo, i laici devono ascoltare il messaggio del Vangelo nella sua pienezza, comprendere le sue implicazioni per la propria vita personale e per la società in generale, e così essere costantemente rivolti al Signore. Vi esorto quindi a dedicare speciale attenzione alla guida di tali gruppi, così che il primato di Dio rimanga sempre l’obiettivo fondamentale”.
Successivamente Benedetto XVI ha ribadito che la fede nelle Filippine “ricopre un ruolo molto importante nella vita di molti giovani, un fatto dovuto in larga parte alla paziente opera della Chiesa locale che si pone in contatto con i giovani a tutti i livelli. (...) Dovete dedicarvi anche a mostrare ai giovani l’importanza dei sacramenti come strumenti della grazia e dell’assistenza di Dio. Ciò è particolarmente vero nel sacramento del matrimonio, che santifica la vita coniugale sin dall’inizio, così che la presenza di Dio può sostenere le giovani coppie nelle difficoltà”.

“L’attenzione pastorale ai giovani” – ha detto infine il Papa – “che mira a stabilire il primato di Dio nei loro cuori, si traduce non solo in vocazioni al matrimonio cristiano ma anche in numerose vocazioni di ogni tipo. (...) Tuttavia dai vostri rapporti quinquennali sembra che in molte diocesi il numero di sacerdoti e il corrispondente numero di parrocchie non sia ancora sufficiente per rispondere alle necessità spirituali di una numerosa e crescente popolazione cattolica. Con voi, prego che i giovani filippini che si sentono chiamati al sacerdozio e alla vita religiosa rispondano con generosità alle sollecitazioni dello Spirito”.
AL/ VIS 20110218 (610)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale delle Filippine, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Patricio A. Buzon, S.D.B., di Kabankalan.

- Il Vescovo Jose F. Advincula, di San Carlos.

- Il Vescovo Jose Romeo O. Lazo, di San Jose de Antique.

- Il Vescovo Gilbert A. Garcera, di Daet.

- Il Vescovo Joel Z. Baylon, di Legazpi.

- Il Vescovo Jose R. Rojas, di Libmanan.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/ VIS 20110218 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Stephen Dami Mamza, Vescovo della Diocesi di Yola (superficie: 34.850; popolazione: 3.445.000; cattolici: 180.652; sacerdoti: 37; religiosi: 26), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1969 a Bazza (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 2009 frequenta il Kimmage Development Study Centre, Holy Ghost College, a Dublino (Irlanda), per ottenere un Master’s Degree sullo sviluppo umano.

- Il Canonico Pio Gonçalo Alves de Sousa, Ausiliare della Diocesi di Porto (superficie: 3.010; popolazione: 2.100.000; cattolici: 1.900.000; sacerdoti: 506; religiosi: 1.348; diaconi permanenti: 16), Portogallo. Il Vescovo eletto è nato nel 1945 a Lanheses (Portogallo) ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1968. Dal 2003 è stato Decano del Capitolo della Cattedrale di Braga.
NER:NEA/ VIS 20110218 (140)

giovedì 17 febbraio 2011

BENEDETTO XVI RICEVE PRESIDENTE FEDERAZIONE RUSSA

CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2011 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico in tarda mattinata il seguente Comunicato:

“Oggi, 17 febbraio 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Dmitry Medvedev, Presidente della Federazione Russa. Successivamente, insieme al Ministro degli Affari Esteri Sua Eccellenza Signor Sergei Lavrov, il Presidente ha incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.

“Nel corso dei cordiali colloqui ci si è compiaciuti per i buoni rapporti bilaterali e si è sottolineata la volontà di rafforzarli, anche in seguito all’allacciamento dei pieni Rapporti diplomatici. Si è riconosciuta l’ampia collaborazione tra la Santa Sede e la Federazione Russa sia nella promozione degli specifici valori umani e cristiani, sia in ambito culturale e sociale. Successivamente si è rilevato il contributo positivo che il dialogo interreligioso può offrire alla società. Infine, ci si è soffermati sulla situazione internazionale, con particolare riferimento al Medio Oriente”.
OP/ VIS 20110217 (180)

VALUTAZIONE ANNO PAOLINO

CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del bilancio dell’Anno Paolino (28 giugno 2008 – 29 giugno 2009). Nel corso della Conferenza Stampa è stato anche presentato il volume “L’Anno Paolino” a cura di Graziano Motta.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Francesco Monterisi, Arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura; il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete emerito della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura; l’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova Evangelizzazione; il Dottor Gianfranco Marcelli, Vice-Direttore a.p. e Capo della Redazione di Roma di "Avvenire".

Il Cardinale Lanza di Montezemolo ha affermato che l’Anno Paolino “è stato un anno di grazia, che ha superato ogni previsione. Sono state intraprese numerose iniziative (restauro di parte della Basilica, nuove aree di servizio per facilitare i pellegrinaggi, creazione di un’area per l’amministrazione del sacramento della Penitenza, e così via)”. Inoltre i pellegrini e i visitatori hanno potuto vedere per la prima volta il sarcofago dell’Apostolo Paolo.

Il Cardinale Monterisi ha sottolineato “l’influsso spirituale” dell’Anno Paolino non soltanto sulla Chiesa, ma anche sulle distinte confessioni cristiane. In chiusura del Giubileo, il Santo Padre ha espresso il desiderio che “i frutti di questo tempo continuino a svilupparsi, soprattutto nella Basilica di San Paolo fuori le mura”.

Il Dottor Gianfranco Marcelli ha affermato: “Gli osservatori credo siano concordi nel constatare come durante l’Anno Paolino si siano concentrati, come forse mai prima, momenti straordinari dal punto di vista ecumenico (...) in particolare con e dal mondo ortodosso” e in merito ha fatto riferimento alla “triplice presenza a Roma, in quel medesimo arco di tempo” del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I.
OP/ VIS 20110217 (300)

BILANCIO SANTA SEDE 2011: SEGNALI DI RIPRESA E INCERTEZZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2011 (VIS). Martedì 15 e mercoledì 16 febbraio si è svolta in Vaticano la riunione del Consiglio di Cardinali per lo Studio dei Problemi Organizzativi ed Economici della Santa Sede, presieduta dal Segretario di Stato di Sua Santità, Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B.

Un Comunicato reso pubblico oggi, rende noto che il Cardinale Velasio De Paolis, C.S., Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, ha illustrato, dapprima, il Bilancio preventivo Consolidato 2011 della Santa Sede e, successivamente, il Bilancio preventivo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per il medesimo anno.

“L'area di consolidamento” – si legge nel Comunicato – “riguarda gli Organismi facenti parte della Curia Romana, la Camera Apostolica e le istituzioni ‘mediatiche’ della Santa Sede, vale a dire: la Radio Vaticana, la Tipografia Vaticana - Editrice ‘L'Osservatore Romano’—, il Centro Televisivo Vaticano e la Libreria Editrice Vaticana”.

“Il Governatorato, che ha un'Amministrazione indipendente da contributi provenienti dalla Santa Sede o da altre Istituzioni, provvede alle esigenze economiche e alla gestione territoriale dello Stato, fornendo la necessaria struttura di supporto alla Sede Apostolica e alle relative attività”.

“Il quadro complessivo che emerge dai suddetti Bilanci di previsione, pur in presenza di chiari segnali di ripresa, risente ancora delle incertezze del sistema economico globale, ma anche degli accresciuti costi di gestione. Ciò appare evidente soprattutto per la Santa Sede, la cui insostituibile fonte di sovvenzionamento è costituita dalle libere offerte dei fedeli. I Membri del Consiglio hanno espresso profonda gratitudine per il sostegno che essi danno, spesso in forma anonima, al ministero universale del Santo Padre, esortandoli a perseverare in tale opera di bene”.

“I Bilanci, come di consueto, sono stati sottoposti a verifica e controllo da parte della Prefettura degli Affari Economici”.
OP/ VIS 20110217 (300)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
AP/ VIS 20110217 (30)

mercoledì 16 febbraio 2011

GIOVANNI DELLA CROCE: PURIFICARE CUORE PER UNIONE CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2011 (VIS). Nell’Udienza Generale di oggi, tenutasi nell’Aula Paolo VI, il Papa si è soffermato sulla figura di San Giovanni della Croce “amico spirituale di santa Teresa, riformatore, insieme a lei, della famiglia religiosa carmelitana: san Giovanni della Croce, proclamato Dottore della Chiesa dal Papa Pio XI, nel 1926, e soprannominato nella tradizione Doctor mysticus, ‘Dottore mistico’”.

Giovanni della Croce nacque nel 1542 a Fontiveros, vicino ad Avila, in una famiglia povera e nel 1563 iniziò il noviziato presso i Carmelitani di Medina del Campo. Nel 1567 fu ordinato sacerdote. Nel rinnovare la professione religiosa secondo la Regola primitiva, adottò il nome “della Croce”. In occasione della celebrazione della Prima Messa avvenne il primo incontro con Teresa di Gesù che “gli espose il suo piano di riforma del Carmelo”. Giovanni aderì alla riforma carmelitana che gli costò “anche gravi sofferenze”. Nel 1577 fu rapito e incarcerato nel convento dei Carmelitani dell’Antica Osservanza di Toledo, a seguito di una ingiusta accusa. (...) Nel 1591 fu (...) destinato alla nuova Provincia religiosa del Messico. Mentre si preparava per il lungo viaggio (...) si ammalò gravemente”. Morì nel 1591. Venne beatificato da Clemente X nel 1675 e canonizzato da Benedetto XIII nel 1726.

“Giovanni” – ha ricordato Benedetto XVI – “è considerato uno dei più importanti poeti lirici della letteratura spagnola. Le opere maggiori sono quattro: Ascesa al Monte Carmelo, Notte oscura, Cantico spirituale e Fiamma d'amor viva”.

“Nel Cantico spirituale” – ha detto il Papa – “San Giovanni presenta il cammino di purificazione dell’anima (...) La Fiamma d'amor viva prosegue in questa prospettiva, descrivendo più in dettaglio lo stato di unione trasformante con Dio. (...) L’Ascesa al Monte Carmelo presenta l'itinerario spirituale dal punto di vista della purificazione progressiva dell'anima, necessaria per scalare la vetta della perfezione cristiana, simboleggiata dalla cima del Monte Carmelo”.

“La Notte oscura” – ha proseguito il Pontefice – “descrive l'aspetto ‘passivo’, ossia l'intervento di Dio nel processo di ‘purificazione’ dell'anima. Lo sforzo umano, infatti, è incapace da solo di arri¬vare fino alle radici profonde delle inclinazioni e delle abitudini cattive della persona: le può solo frenare, ma non sradicarle completamente. Per farlo, è necessaria l’azione speciale di Dio che purifica radicalmente lo spirito e lo dispone all'unione d'amore con Lui”.

“Il ritmo di crescita della fede, della speranza e della carità va di pari passo con l’opera di purificazione e con la progressiva unione con Dio fino a trasformarsi in Lui. Quando si giunge a questa meta, l'anima si immerge nella stessa vita trinitaria (...). Ecco perché il Dottore Mistico sostiene che non esiste vera unione d’amore con Dio se non culmina nell’unione trinitaria”.

Il Papa ha concluso la catechesi domandandosi se l’insegnamento spirituale di San Giovanni della Croce, talvolta difficile nelle sue profondità mistiche, possa essere un esempio solo per poche anime elette in grado di seguire il cammino di purificazione dell’ascesi mistica. “Il cammino con Cristo, l’andare con Cristo, ‘la Via’, non è un peso aggiunto al già sufficientemente duro fardello della nostra vita, (...) ma è una cosa del tutto diversa, è una luce, una forza, che ci aiuta a portare questo fardello. (...) E la santità non è un’opera nostra, molto difficile, ma è proprio questa ‘apertura’: aprire le finestre della nostra anima perché la luce di Dio possa entrare (...). Preghiamo il Signore perché ci aiuti a trovare questa santità, lasciarsi amare da Dio, che è la vocazione di noi tutti e la vera redenzione”.
AG/ VIS 20110216 (570)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Emanuel Messias de Oliveira, Vescovo della Diocesi di Caratinga (superficie: 14.927; popolazione: 678.000; cattolici: 569.000; sacerdoti: 76; religiosi: 150), Brasile. Finora Vescovo di Guanhães (Brasile), succede al Vescovo Hélio Gonçalves Heleno, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Padre Teodoro Mendes Tavares, C.S.Sp., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Belém do Pará (superficie: 2.082; popolazione: 2.090.000; cattolici: 1.527.000; sacerdoti: 152; religiosi: 687; diaconi permanenti: 49), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a São Miguel Arcanjo – Ilha de Santiago (Capo Verde), ha emesso i voti come Membro della Congregazione dei Padri Spiritani nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 2000 è stato Vicario Generale della Prelatura di Tefé (Brasile) e dal 2003 Superiore Maggiore del Distretto Spiritano dell’Amazzonia.

- Ha nominato il Sacerdote José Francisco Falcāo De Barros, Vescovo Ausiliare dell’Ordinariato Militare per il Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Paulo Jacinto (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. È stato finora Parroco di San Vincenzo di Paoli a Palmeira dos İndios e Cappellano della Polizia Militare dello Stato di Alagoas.
NER:RE:NEA/ VIS 20110216 (230)

martedì 15 febbraio 2011

PROGRAMMA VISITA PASTORALE AQUILEIA E VENEZIA

CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2011 (VIS). Nella tarda mattinata la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il programma della Visita Pastorale di Benedetto XVI ad Aquileia e Venezia, in programma il 7 ed 8 maggio prossimo.

Il Santo Padre partirà alle 15:30 di sabato 7 maggio diretto ad Aquileia dove, al suo arrivo, parteciperà ad un incontro con la cittadinanza in Piazza Capitolo. Nella Basilica di Aquileia il Santo Padre prenderà parte all’Assemblea in preparazione del Secondo Convegno di Aquileia che si terrà nel giorno di Pentecoste 2012. Nel tardo pomeriggio Benedetto XVI partirà in elicottero alla volta di Venezia e, nella Basilica di San Marco, sosterà in venerazione delle Reliquie di San Marco.

Domenica 8 maggio, Benedetto XVI presiederà la celebrazione eucaristica nel Parco San Giuliano di Mestre, a cui seguirà le recita del Regina Coeli. Nel pomeriggio, nella Basilica di San Marco, il Papa presiederà l’Assemblea Ecclesiale per la chiusura della Visita Pastorale Diocesana. Successivamente, nella Basilica della Salute a Venezia, avrà luogo l’Incontro con il mondo della cultura e dell’economia. Infine il Santo Padre benedirà la Cappella della Santissima Trinità della Basilica al termine dei lavori di restauro ed inaugurerà i locali della Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia.

Alle 19:45 è prevista la partenza in aereo dall’aeroporto “Marco Polo” di Venezia Tessera per l’aeroporto di Ciampino dove il Papa arriverà alle 20:30.
PV-AQUILEIA:VENEZIA/ VIS 20110215 (230)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Evans Chinyama Chinyemba, O.M.I., Vescovo di Mongu (superficie: 88.000; popolazione: 696.000; cattolici: 70.400; sacerdoti: 31; religiosi: 90), Zambia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Lukulu (Zambia), ha emesso la professione perpetua come Oblato di Maria Immacolata nel 1999 ed è stato ordinato sacerdote nel 2000. Dal 2009 Superiore della Delegazione O.M.I. dello Zambia, succede al Vescovo Paul Duffy, O.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110215 (120)

lunedì 14 febbraio 2011

XXV ANNIVERSARIO FRATERNITÀ DI SAN CARLO

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i sacerdoti e i seminaristi della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, in occasione del XXV anniversario di fondazione, con il Fondatore e Superiore Generale Monsignor Massimo Camisasca e Don Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione.

“Questo momento” – ha detto il Papa – “riporta alla mia memoria la lunga amicizia con Monsignor Luigi Giussani e testimonia la fecondità del suo carisma. In questa occasione, vorrei rispondere a due domande che il nostro incontro mi suggerisce: qual è il posto del sacerdozio ordinato nella vita della Chiesa? Qual è il posto della vita comune nell’esperienza sacerdotale?”.

“Il sacerdozio cristiano” – ha affermato Benedetto XVI – “non è fine a se stesso. Esso è stato voluto da Gesù in funzione della nascita e della vita della Chiesa. (...) La gloria e la gioia del sacerdozio è di servire Cristo e il suo Corpo mistico. Esso rappresenta una vocazione bellissima e singolare all'interno della Chiesa, che rende presente Cristo, perché partecipa dell’unico ed eterno Sacerdozio di Cristo. La presenza di vocazioni sacerdotali è un segno sicuro della verità e della vitalità di una comunità cristiana. Dio infatti chiama sempre, anche al sacerdozio; non vi è crescita vera e feconda nella Chiesa senza un'autentica presenza sacerdotale che la sorregga e la alimenti”.

“Sono grato perciò” – ha proseguito il Pontefice – “a tutti coloro che dedicano le loro energie alla formazione dei sacerdoti e alla riforma della vita sacerdotale. Come tutta la Chiesa, infatti, anche il sacerdozio ha bisogno di rinnovarsi continuamente, ritrovando nella vita di Gesù le forme più essenziali del proprio essere. Le diverse possibili strade di questo rinnovamento non possono dimenticare alcuni elementi irrinunciabili. Innanzitutto un'educazione profonda alla meditazione e alla preghiera (...). Uno studio della teologia che permetta di incontrare le verità cristiane nella forma di una sintesi legata alla vita della persona e della comunità”.


“Sono sotto i nostri occhi le urgenze di questo momento” – ha ricordato il Papa – “Penso per esempio alla carenza di sacerdoti. La vita comune non è innanzitutto una strategia per rispondere a queste necessità. Essa non è neppure, di per sé, solo una forma di aiuto di fronte alla solitudine e alla debolezza dell'uomo. Tutto questo ci può essere, certamente, ma soltanto se la vita fraterna viene concepita e vissuta come strada per immergersi nella realtà della comunione. (...) Nessun sacerdote infatti amministra qualcosa che gli è proprio, ma partecipa con gli altri fratelli a un dono sacramentale che viene direttamente da Gesù”.

“Vivere con altri” – ha affermato il Papa – “significa accettare la necessità della propria continua conversione e soprattutto scoprire la bellezza di tale cammino, la gioia dell'umiltà, della penitenza, ma anche della conversazione, del perdono vicendevole, del mutuo sostegno”.

“Occorre stare con Gesù per poter stare con gli altri” – ha concluso Benedetto XVI – “È questo il cuore della missione. Nella compagnia di Cristo e dei fratelli ciascun sacerdote può trovare le energie necessarie per prendersi cura degli uomini, per farsi carico dei bisogni spirituali e materiali che incontra, per insegnare con parole sempre nuove, dettate dall'amore, le verità eterne della fede di cui hanno sete anche i nostri contemporanei”.
AC/ VIS 20110214 (540)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Monrovia (Liberia), presentata dall’Arcivescovo Michael Kpakala Francis, per raggiunti limiti d’età. Gli succede l’Arcivescovo Lewis Zeigler, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Poitiers (Francia), presentata dall’Arcivescovo Albert Rouet, per raggiunti limiti d’età.

Venerdì 11 febbraio il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo John Barwa, S.V.D, Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar (superficie: 32.440; popolazione: 12.047.000; cattolici: 63.700; sacerdoti: 120; religiosi: 300), India. Finora Vescovo di Rourkela, il Vescovo Barwa succede all’Arcivescovo Raphael Cheenath, S.V.D., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata dall’Arcivescovo, per raggiunti limiti d’età.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Likouala (Repubblica del Congo) al rango di Diocesi, con il nome di Impfondo e con la medesima configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Jean Gardin, C.S.Sp., attuale Prefetto Apostolico di Likouala, primo Vescovo di Impfondo (superficie: 66.044; popolazione: 167.000; cattolici: 45.000; sacerdoti: 8; religiosi: 29), Repubblica del Congo. Il Vescovo eletto, è nato nel 1941 a Saint-Poïs (Francia), è entrato nella Congregazione dello Spirito Santo, ha emesso la professione perpetua nel 1969, ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno. È stato primo Prefetto della Prefettura Apostolica di Likouala (Repubblica del Congo).

- Ha nominato il Reverendo Victor Abagna Mossa, Vescovo della Diocesi di Owando (superficie: 113.250; popolazione: 570.000; cattolici: 397.064; sacerdoti: 62; religiosi: 56; diaconi permanenti: 1), Repubblica del Congo. Il Vescovo eletto, attualmente impegnato nella pastorale dei Congolesi a Namur, in Belgio, è nato nel 1946 a Makoua (Repubblica del Congo), ed è stato ordinato sacerdote nel 1974.
RE:NER:ECE/ VIS 20110214 (290)

SOCIETÀ PIÙ CRISTIANA AVREBBE EVITATO MORTE BAMBINI ROM

CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

Nel commentare la Liturgia di questa domenica, il Papa ha detto che la Liturgia “prosegue la lettura del cosiddetto ‘Discorso della montagna’ di Gesù che occupa i capitoli 5, 6 e 7 del Vangelo di Matteo. Dopo le ‘Beatitudini’, che sono il suo programma di vita, Gesù proclama la nuova Legge, la sua ‘Torah’, come la chiamano i nostri fratelli ebrei. In effetti, il Messia, alla sua venuta, avrebbe dovuto portare anche la rivelazione definitiva della Legge, ed è proprio ciò che Gesù dichiara: ‘Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti: non sono venuto ad abolire, ma a dare il pieno compimento’. E, rivolto ai suoi discepoli, aggiunge: ‘Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli’ (Mt 5,17.20). Ma in che cosa consiste questa ‘pienezza’ della Legge di Cristo, e questa ‘superiore’ giustizia che Egli esige?”.

“Gesù lo spiega mediante una serie di antitesi tra i comandamenti antichi e il suo modo di riproporli. Ogni volta inizia: ‘Avete inteso che fu detto agli antichi…’, e poi afferma: ‘Ma io vi dico…’. (...) Questo modo di parlare suscitava grande impressione nella gente, (...) perché quell’’io vi dico’ equivaleva a rivendicare per sé la stessa autorità di Dio, fonte della Legge. La novità di Gesù consiste, essenzialmente, nel fatto che Lui stesso ‘riempie’ i comandamenti con l’amore di Dio, con la forza dello Spirito Santo che abita in Lui. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito Santo, che ci rende capaci di vivere l’amore divino”.

“Perciò” – ha spiegato il Santo Padre – “ogni precetto diventa vero come esigenza d’amore, e tutti si ricongiungono in un unico comandamento: ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come te stesso. ‘Pienezza della Legge è la carità’, scrive san Paolo”.

“Davanti a questa esigenza, ad esempio, il pietoso caso dei quattro bambini Rom, morti la scorsa settimana alla periferia di questa città, nella loro baracca bruciata, impone di domandarci se una società più solidale e fraterna, più coerente nell’amore, cioè più cristiana, non avrebbe potuto evitare tale tragico fatto” – ha affermato il Papa – “E questa domanda vale per tanti altri avvenimenti dolorosi, più o meno noti, che avvengono quotidianamente nelle nostre città e nei nostri paesi”.

“Cari amici, forse non è un caso che la prima grande predicazione di Gesù si chiami ‘Discorso della montagna’!” – ha concluso il Pontefice – “Mosè salì sul monte Sinai per ricevere la Legge di Dio e portarla al Popolo eletto. Gesù è il Figlio stesso di Dio che è disceso dal Cielo per portarci al Cielo, all’altezza di Dio, sulla via dell’amore. Anzi, Lui stesso è questa via: non dobbiamo far altro che seguire Lui, per mettere in pratica la volontà di Dio ed entrare nel suo Regno, nella vita eterna”.
ANG/ VIS 20110214 (500)

CONCISTORO SU ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2011 (VIS). Lunedì 21 febbraio 2011, alle ore 12:00, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà luogo, durante la celebrazione dell’Ora Sesta, il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:

- Guido Maria Conforti, italiano (1865-1931), Arcivescovo Vescovo di Parma (Italia), fondatore della Pia Società di San Francesco Saverio per le missioni estere (Missionari Saveriani).

- Luigi Guanella, italiano, (1842-1915), presbitero, fondatore della Congregazione dei Servi della Carità e dell’Istituto Figlie di Santa Maria della Provvidenza.

- Bonifacia Rodríguez de Castro, spagnola, (1837-1905), vergine, fondatrice della Congregazione delle Serve di San Giuseppe.
OCL/ VIS 20110214 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale delle Filippine, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo John F. Du, di Dumaguete.

- Il Vescovo Precioso D. Cantillas, S.D.B., di Maasin.

- Il Vescovo Leonardo Y. Medroso, di Tagbilaran.

- L’Arcivescovo Angel N. Lagdameo, di Jaro.

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

Sabato 12 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Ricardo J. Vidal, Arcivescovo emerito di Cebu (Filippine), in Visita "ad Limina Apostolorum", con il Vescovo Antonio R. Rañola, già Ausiliare di Cebu.

- L’Arcivescovo Antonio Mennini, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna.
AL:AP/ VIS 20110214 (120)

giovedì 10 febbraio 2011

MESSAGGIO PONTIFICIO: PROPORRE VOCAZIONI CHIESA LOCALE

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2011 (VIS). “Proporre le vocazioni nella Chiesa locale” è il titolo del Messaggio del Santo Padre per la XLVIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che si celebrerà il 15 maggio, IV domenica di Pasqua. Di seguito riportiamo ampi estratti del Documento.

“L’arte di promuovere e di curare le vocazioni trova un luminoso punto di riferimento nelle pagine del Vangelo in cui Gesù chiama i suoi discepoli a seguirlo e li educa con amore e premura. (...) Prima di chiamarli, Gesù passò la notte da solo, in orazione ed in ascolto della volontà del Padre (...) Le vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata sono primariamente frutto di un costante contatto con il Dio vivente e di un'insistente preghiera che si eleva al ‘Padrone della messe’ sia nelle comunità parrocchiali, sia nelle famiglie cristiane, sia nei cenacoli vocazionali”.

“Il Signore, all’inizio della sua vita pubblica, ha chiamato alcuni pescatori, intenti a lavorare sulle rive del lago di Galilea: ‘Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini’ (Mt 4,19). (...) È una proposta, impegnativa ed esaltante, quella che Gesù fa a coloro a cui dice ‘Seguimi!’: li invita ad entrare nella sua amicizia, ad ascoltare da vicino la sua Parola e a vivere con Lui; insegna loro la dedizione totale a Dio e alla diffusione del suo Regno secondo la legge del Vangelo (...); li invita ad uscire dalla loro volontà chiusa, dalla loro idea di autorealizzazione, per immergersi in un’altra volontà, quella di Dio e lasciarsi guidare da essa; fa vivere loro una fraternità, che nasce da questa disponibilità totale a Dio (cfr Mt 12,49-50), e che diventa il tratto distintivo della comunità di Gesù”.

“Anche oggi, la sequela di Cristo è impegnativa; vuol dire imparare a tenere lo sguardo su Gesù, a conoscerlo intimamente, ad ascoltarlo nella Parola e a incontrarlo nei Sacramenti; vuol dire imparare a conformare la propria volontà alla Sua. Si tratta di una vera e propria scuola di formazione per quanti si preparano al ministero sacerdotale ed alla vita consacrata, sotto la guida delle competenti autorità ecclesiali. Il Signore non manca di chiamare, in tutte le stagioni della vita, a condividere la sua missione e a servire la Chiesa nel ministero ordinato e nella vita consacrata”.
“Specialmente in questo nostro tempo in cui la voce del Signore sembra soffocata da ‘altre voci’ e la proposta di seguirlo donando la propria vita può apparire troppo difficile, ogni comunità cristiana, ogni fedele, dovrebbe assumere con consapevolezza l’impegno di promuovere le vocazioni. È importante incoraggiare e sostenere coloro che mostrano chiari segni della chiamata alla vita sacerdotale e alla consacrazione religiosa, perché sentano il calore dell’intera comunità nel dire il loro ‘sì’ a Dio e alla Chiesa. Io stesso li incoraggio come ho fatto con coloro che si sono decisi ad entrare in Seminario”.

“Occorre che ogni Chiesa locale si renda sempre più sensibile e attenta alla pastorale vocazionale, educando ai vari livelli, familiare, parrocchiale, associativo, soprattutto i ragazzi, le ragazze e i giovani - come Gesù fece con i discepoli – a maturare una genuina e affettuosa amicizia con il Signore, coltivata nella preghiera personale e liturgica; ad imparare l’ascolto attento e fruttuoso della Parola di Dio, mediante una crescente familiarità con le Sacre Scritture; a comprendere che entrare nella volontà di Dio non annienta e non distrugge la persona, ma permette di scoprire e seguire la verità più profonda su se stessi; a vivere la gratuità e la fraternità nei rapporti con gli altri, perché è solo aprendosi all’amore di Dio che si trova la vera gioia e la piena realizzazione delle proprie aspirazioni”.

“Mi rivolgo particolarmente a voi, cari Confratelli nell’Episcopato. (...) Il Signore ha bisogno della vostra collaborazione perché le sue chiamate possano raggiungere i cuori di chi ha scelto. Abbiate cura nella scelta degli operatori per il Centro Diocesano Vocazioni, strumento prezioso di promozione e organizzazione della pastorale vocazionale e della preghiera che la sostiene e ne garantisce l’efficacia. (...) La vostra disponibilità verso diocesi con scarsità di vocazioni, diventa una benedizione di Dio per le vostre comunità ed è per i fedeli la testimonianza di un servizio sacerdotale che si apre generosamente alle necessità dell’intera Chiesa”.

“Mi rivolgo a coloro che possono offrire il proprio contributo alla pastorale delle vocazioni: i sacerdoti, le famiglie, i catechisti, gli animatori. Ai sacerdoti raccomando di essere capaci di dare una testimonianza di comunione con il Vescovo e con gli altri confratelli, per garantire l’humus vitale ai nuovi germogli di vocazioni sacerdotali. Le famiglie siano ‘animate da spirito di fede, di carità e di pietà’, capaci di aiutare i figli e le fìglie ad accogliere con generosità la chiamata al sacerdozio ed alla vita consacrata. I catechisti e gli animatori delle associazioni cattoliche e dei movimenti ecclesiali, convinti della loro missione educativa, cerchino ‘di coltivare gli adolescenti a loro affidati in maniera di essere in grado di scoprire la vocazione divina e di seguirla di buon grado’”.

“Cari fratelli e sorelle, il vostro impegno nella promozione e nella cura delle vocazioni acquista pienezza di senso e di efficacia pastorale quando si realizza nell’unità della Chiesa ed è indirizzato al servizio della comunione”.

“La capacità di coltivare le vocazioni è segno caratteristico della vitalità di una Chiesa locale. Invochiamo con fiducia ed insistenza l’aiuto della Vergine Maria, perché, con l’esempio della sua accoglienza del piano divino della salvezza e con la sua efficace intercessione, si possa diffondere all’interno di ogni comunità la disponibilità a dire ‘sì’ al Signore, che chiama sempre nuovi operai per la sua messe”.
MESS/ VIS 20110210 (940)

PRESENTAZIONE BILANCIO DELL’ANNO PAOLINO

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2011 (VIS). Alle 11:30 di giovedì 17 febbraio, presso la Sala Stampa della Santa sede, si terrà una Conferenza Stampa per la presentazione del bilancio dell’Anno Paolino (28 giugno 2008 - 29 giugno 2009). Nel corso della Conferenza Stampa verrà presentato il volume “L’Anno Paolino”, a cura di Graziano Motta.

Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete emerito della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura; il Cardinale Francesco Monterisi, Arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura; l’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova Evangelizzazione; il Dottor Gianfranco Marcelli, Vice-Direttore a. p. e Capo della Redazione di Roma di “Avvenire”.
OP/ VIS 20110210 (130)

NUNZIO SLOVENIA CON INCARICO DELEGATO APOSTOLICO KOSOVO

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo la Nota della Sala Stampa della Santa Sede relativa alla nomina, oggi, del nuovo Nunzio Apostolico in Slovenia con incarico di Delegato Apostolico in Kosovo:

“Al riguardo, si precisa che la nomina di un Delegato Apostolico rientra tra le funzioni di organizzazione della struttura della Chiesa cattolica e, pertanto, assume carattere prettamente intraecclesiale, restando del tutto distinta da considerazioni riguardanti situazioni giuridiche e territoriali o da ogni altra questione inerente all'attività diplomatica della Santa Sede. La missione di un Delegato Apostolico non è di natura diplomatica, ma risponde all’esigenza di sovvenire in modo adeguato alle esigenze pastorali dei fedeli cattolici”.
OP/ VIS 20110210 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale John Patrick Foley, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale delle Filippine, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Jose S. Palma, di Cebu, Amministratore Apostolico di Palo.

- Il Vescovo Emmanuel S. Trance, di Catarman.

- Il Vescovo Jose Corazon T. Tala-oc, di Romblon.

- Il Reverendo Ulysses A. Dalida, Amministratore Diocesano di Kalibo.

- Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, di Buenos Aires (Argentina), Presidente della Conferenza Episcopale Argentina, con i Vice Presidenti: Arcivescovo Luis Héctor Villalba, di Tucumán ed Arcivescovo José María Arancedo, di Santa Fe de la Vera Cruz e con il Segretario Generale Vescovo Enrique Eguía Seguí, Ausiliare di Buenos Aires.
AP:AL/ VIS 20110210 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre

- Ha accettato, a norma del canone 126, paragrafo 2, del Codice dei Canoni della Chiese Orientali, la rinuncia del Cardinale Lubomyr Husar all’ufficio di Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč (Ucraina).

- L’Amministratore della Chiesa Arcivescovile Maggiore sarà l’Arcivescovo Igor Vozniak, C.SS.R., di Lviv degli Ucraini, al quale spetterà la convocazione del Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco Cattolica Ucraina per l’elezione dell’Arcivescovo Maggiore.

- Ha nominato Nunzio Apostolico in Slovenia, con incarico di Delegato Apostolico in Kosovo, l’Arcivescovo Juliusz Janusz, finora Nunzio Apostolico in Ungheria.
RE:NA:NN/ VIS 20110210 (310)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2011 (VIS). Come precedentemente comunicato, domani, venerdì 11 febbraio, LXXXII anniversario della firma dei Patti Lateranensi e dell'istituzione dello Stato della Città del Vaticano, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. L'invio riprenderà lunedì 14 febbraio.
…/…/… VIS 20110210 (50)

mercoledì 9 febbraio 2011

PIETRO CANISIO: FEDELTÀ AL DOGMA E RISPETTO PERSONA

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale del Mercoledì a San Pietro Canisio (1521-1597), proclamato “secondo Apostolo della Germania” da Papa Leone XIII nel 1897 e canonizzato e proclamato Dottore della Chiesa da Papa Pio XI nel 1925.

Pietro Canisio nacque a Nimega (Paesi Bassi), entrò nella Compagnia di Gesù nel 1543 e fu ordinato sacerdote nel 1546. Nel 1548 Sant’Ignazio di Loyola lo inviò a Roma per completare la formazione spirituale. Nel 1549 partì per il Ducato di Baviera, che per parecchi anni fu il luogo del suo ministero. Come decano, rettore e vicecancelliere dell’Università di Ingolstadt, curò la vita accademica dell’Istituto e la riforma religiosa e morale del popolo. A Vienna, dove per breve tempo fu amministratore della Diocesi, svolse il ministero pastorale negli ospedali e nelle carceri. Nel 1556 fondò il Collegio di Praga e, fino al 1569, fu il primo superiore della provincia gesuita della Germania superiore.

“In questo ufficio” – ha detto il Papa – “stabilì nei Paesi germanici una fitta rete di comunità del suo Ordine, specialmente di Collegi, che furono punti di partenza per la riforma cattolica. In quel tempo partecipò anche al colloquio di Worms con i dirigenti protestanti, tra i quali Filippo Melantone (1557); svolse la funzione di Nunzio pontificio in Polonia (1558); partecipò alle due Diete di Augusta (1559 e 1565); accompagnò il Cardinale Stanislao Hozjusz, legato del Papa Pio IV presso l’Imperatore Ferdinando (1560); intervenne alla Sessione finale del Concilio di Trento dove parlò sulla questione della Comunione sotto le due specie e dell’Indice dei libri proibiti (1562). Nel 1580 si ritirò a Friburgo in Svizzera, tutto dedito alla predicazione e alla composizione delle sue opere, e là morì il 21 dicembre 1597. (...) Fu editore delle opere complete di san Cirillo d’Alessandria e di san Leone Magno, delle Lettere di san Girolamo e delle Orazioni di san Nicola della Fluë”.

“I suoi scritti più diffusi furono i tre Catechismi composti tra il 1555 e il 1558. Il primo era destinato agli studenti in grado di comprendere nozioni elementari di teologia; il secondo ai ragazzi del popolo per una prima istruzione religiosa; il terzo ai ragazzi con una formazione scolastica a livello di scuole medie e superiori”.

“È, questa, una caratteristica di san Pietro Canisio” – ha detto il Papa – “saper comporre armoniosamente la fedeltà ai principi dogmatici con il rispetto dovuto ad ogni persona (...). In un momento storico di forti contrasti confessionali, evitava l’asprezza e la retorica dell’ira - cosa abbastanza rara a quei tempi nelle discussioni tra cristiani, dall’una e dall’altra parte - e mirava soltanto alla presentazione delle radici spirituali e alla rivitalizzazione della fede della Chiesa”.

“Negli scritti destinati all’educazione spirituale del popolo, il nostro Santo insiste sull’importanza della Liturgia con i suoi commenti ai Vangeli, alle feste, al rito della santa Messa e degli altri Sacramenti, ma, nello stesso tempo, ha cura di mostrare ai fedeli la necessità e la bellezza che la preghiera personale quotidiana affianchi e permei la partecipazione al culto pubblico della Chiesa” – ha spiegato il Santo Padre sottolineando che: “Si tratta di un’esortazione e di un metodo che conservano intatto il loro valore, specialmente dopo che sono stati riproposti autorevolmente dal Concilio Vaticano II”.

Pietro Canisio “insegna con chiarezza” – ha concluso il Pontefice – “che il ministero apostolico è incisivo e produce frutti di salvezza nei cuori solo se il predicatore è testimone personale di Gesù e sa essere strumento a sua disposizione, a Lui strettamente unito dalla fede nel suo Vangelo e nella sua Chiesa, da una vita moralmente coerente e da un’orazione incessante come l’amore”.
AG/ VIS 20110209 (940)

TESTIMONIARE VANGELO CARITÀ CON FRATELLI IN DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2011 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale il Papa ha salutato i Vescovi che partecipano questa settimana a Castel Gandolfo all’incontro promosso dal Movimento dei Focolari.

“Sono lieto” – ha detto Benedetto XVI – “di questa opportunità che vi è offerta per confrontare esperienze ecclesiali di diverse zone del mondo, ed auguro che queste giornate di preghiera e di riflessione possano portare frutti abbondanti per le vostre comunità”.

Il Papa ha salutato anche i membri dell’Associazione “Nuovi Orizzonti” che ha ottenuto il riconoscimento pontificio come associazione internazionale di fedeli. “Vi incoraggio” – ha detto il Santo Padre – “a proseguire nell'attuazione di un coraggioso apostolato in favore dei fratelli in difficoltà, vi esorto a testimoniare il Vangelo della carità, diffondendo la luce, la pace e la gioia di Cristo risorto”.

AG/ VIS 20110209 (140)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania).
AP/ VIS 20110209 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Provincia Ecclesiastica di Lilongwe (Malawi), elevando a Chiesa Metropolitana la omonima sede vescovile, assegnandole come Chiese suffragenee le Diocesi di Dedza, Mzuzu e Karonga.

- Ha nominato il Vescovo Rémi Joseph Gustave Sainte-Marie, M.Afr., finora Vescovo della medesima Diocesi, primo Arcivescovo Metropolita di Lilongwe (superficie: 24.025; popolazione: 4.660.000; cattolici: 1.056.979; sacerdoti: 87; religiosi: 282), Malawi.

- Ha nominato il Padre Luigi Borriello, O.C.D., Promotore della Fede della Congregazione delle Cause dei Santi, finora Consultore del medesimo Dicastero.
ECE:NER:NA/ VIS 20110209 (100)

martedì 8 febbraio 2011

SECONDA RIUNIONE CONSIGLIO SPECIALE MEDIO ORIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2011 (VIS). Dal 20 al 21 gennaio 2011, presso la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, si è svolta la Seconda Riunione del Consiglio Speciale per il Medio Oriente della Segreteria Generale.

Un Comunicato reso pubblico questa mattina, rende noto che il Segretario Generale, Arcivescovo Nikola Eterovic, ha presieduto i lavori che includevano, tra l’altro, lo studio dei documenti del Sinodo - tenutosi nell’ottobre 2010 - in vista di una collaborazione diretta alla preparazione del futuro documento pontificio postsinodale.

“Il Messaggio e gli altri documenti sinodali” – si legge nel Comunicato – “sono stati diffusi e talvolta tradotti per promuovere conferenze, studi, dibattiti da parte di clero, religiosi e laici. Il Messaggio è stato recapitato anche a personalità politiche. In Siria si è svolto un Congresso internazionale sullo stato attuale delle relazioni islamo-cristiane soprattutto nei Paesi arabi. Anche a Gerusalemme ha avuto luogo un incontro organizzato per iniziativa del “Jerusalem Center for Jewish-Christian Relations” e dell’”Interreligious Coordinating Council”, con partecipazione di cristiani ed ebrei, che ha favorito una informazione più oggettiva sull’Assemblea sinodale. In ambito cristiano si sono svolti incontri ecumenici e sessioni di dialogo islamo-cristiano, con notevole partecipazione anche di Ortodossi. Ora si attende con interesse la pubblicazione dell’Esortazione postsindoale”.

“Dai contributi dei singoli Membri si è potuto constatare che le condizioni socio-politiche generali restano tese in vari Paesi del Medio Oriente. Le comunità cristiane soprattutto nei luoghi duramente colpiti da violenze e attentati hanno bisogno di sostegno materiale e morale e hanno diritto di esercitare la loro libertà di culto e di religione. Il rispetto delle comunità cristiane aiuta a spegnere in Medio Oriente eventuali focolai anticristiani, ad arrestare l’emigrazione dei cristiani dalla regione, loro terra nativa, e favorisce il bene comune”.

La prossima riunione del Consiglio avrà luogo nei giorni 30 e 31 marzo 2011.
SE/ VIS 20110208 (300)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Sanctus Lino Wanok, Vescovo di Nebbi (superficie: 5.098; popolazione: 600.177; cattolici: 494.677; sacerdoti: 61; religiosi: 57), Uganda. Il Vescovo eletto, nato nel 1957 a Atyak-Yamo (Uganda), ordinato sacerdote nel 1986, finora Vicario Generale della medesima Diocesi, succede al Vescovo Martin Luluga, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’Arcidiocesi di Bologna (Italia), presentata dal Vescovo Ernesto Vecchi, per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110208 (110)

lunedì 7 febbraio 2011

ORIENTARE STUDENTI E PROFESSORI LUCE DEL MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

“Le tematiche che affrontate in questi giorni” – ha detto il Papa nel suo discorso – “hanno come denominatore comune l'educazione e la formazione, che costituiscono oggi una delle sfide più urgenti che la Chiesa e le sue istituzioni sono chiamate ad affrontare. L'opera educativa sembra diventata sempre più ardua perché, in una cultura che troppo spesso fa del relativismo il proprio credo, viene a mancare la luce della verità, anzi si considera pericoloso parlare di verità, instillando così il dubbio sui valori di base dell'esistenza personale e comunitaria”.

“La vostra Congregazione, creata nel 1915 da Benedetto XV” – ha ricordato il Pontefice – “da quasi cento anni svolge la sua opera preziosa a servizio delle varie Istituzioni cattoliche di formazione. Tra di esse, senza dubbio, il seminario è una delle più importanti per la vita della Chiesa ed esige pertanto un progetto formativo che tenga conto del contesto sopra accennato”.

“In questi giorni studiate anche la bozza del documento su Internet e la formazione nei seminari. (...) Con il necessario discernimento per un suo uso intelligente e prudente” – ha sottolineato il Pontefice – “è uno strumento che può servire non solo per gli studi, ma anche per l'azione pastorale dei futuri presbiteri nei vari campi ecclesiali, quali l'evangelizzazione, l'azione missionaria, la catechesi, i progetti educativi, la gestione delle istituzioni. Anche in questo campo è di estrema importanza poter contare su formatori adeguatamente preparati perché siano guide fedeli e sempre aggiornate, al fine di accompagnare i candidati al sacerdozio all'uso corretto e positivo dei mezzi informatici”.

“Quest'anno” – ha ricordato ancora il Pontefice – “ricorre il LXX anniversario della Pontificia Opera per le Vocazioni Sacerdotali, istituita dal Venerabile Pio XII per favorire la collaborazione tra la Santa Sede e le Chiese locali nella preziosa opera di promozione delle vocazioni al ministero ordinato. Tale ricorrenza potrà essere l'occasione per conoscere e valorizzare le iniziative vocazionali più significative promosse nelle Chiese locali. Occorre che la pastorale vocazionale, (...) insista più chiaramente sul profilo del sacerdozio ministeriale, caratterizzato dalla sua specifica configurazione a Cristo, che lo distingue essenzialmente dagli altri fedeli e si pone al loro servizio”.

“Avete avviato, inoltre, una revisione di quanto prescrive la Costituzione apostolica ‘Sapientia christiana’ sugli studi ecclesiastici (...). Un settore su cui riflettere particolarmente è quello della teologia. (...) È indispensabile, quindi, tenere strettamente unite la teologia con la preghiera personale e comunitaria, specialmente liturgica”.

“Le Università cattoliche” – ha affermato ancora il Papa – “con la loro identità ben precisa e la loro apertura alla ‘totalità’ dell’essere umano, possono svolgere un’opera preziosa per promuovere l’unità del sapere, orientando studenti ed insegnanti alla Luce del mondo”.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ponendo in rilievo “Il ruolo educativo dell’insegnamento della Religione cattolica come disciplina scolastica in dialogo interdisciplinare con le altre. Infatti, esso contribuisce largamente non solo allo sviluppo integrale dello studente, ma anche alla conoscenza dell’altro, alla comprensione e al rispetto reciproco. Per raggiungere tali obiettivi dovrà essere prestata particolare cura alla formazione dei dirigenti e dei formatori, non solo da un punto di vista professionale, ma anche religioso e spirituale, perché, con la coerenza della propria vita e con il coinvolgimento personale, la presenza dell’educatore cristiano diventi espressione di amore e testimonianza della verità”.
AC/ VIS 20110207 (560)

PERSEVERANZA, COMUNIONE, EUCARISTIA E PREGHIERA


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, Papa Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la celebrazione eucaristica nel corso della quale ha conferito l’Ordinazione Episcopale ai Presbiteri: Monsignor Savio Hon Tai-Fai, S.D.B., Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; Monsignor Marcello Bartolucci, Segretario della Congregazione per le Cause dei Santi; Monsignor Celso Morga Iruzubieta, Segretario della Congregazione per il Clero; Monsignor Antonio Guido Filipazzi, Nunzio Apostolico e Monsignor Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Pakistan.

Nel commentare nell’omelia il Vangelo della Messa di oggi: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!”, il Papa ha affermato: “Anche se può sembrare che grandi parti del mondo moderno, degli uomini di oggi, volgano le spalle a Dio e ritengano la fede una cosa del passato – esiste tuttavia l’anelito che finalmente vengano stabiliti la giustizia, l’amore, la pace, che povertà e sofferenza vengano superate, che gli uomini trovino la gioia”.

“La liturgia della giornata odierna” – ha proseguito il Pontefice – “ci dà quindi due definizioni della vostra missione di Vescovi, di sacerdoti di Gesù Cristo: essere operai nella messe della storia del mondo con il compito di risanare aprendo le porte del mondo alla signoria di Dio, affinché la volontà di Dio sia fatta sulla terra come in cielo. E poi il nostro ministero viene descritto quale cooperazione alla missione di Gesù Cristo, quale partecipazione al dono dello Spirito Santo, dato a Lui in quanto Messia, il Figlio unto da Dio”.

San Luca, negli Atti degli Apostoli, ha sottolineato Benedetto XVI, illustra “quali sono gli elementi fondamentali dell’esistenza cristiana nella comunione della Chiesa di Gesù Cristo. Si esprime così: ‘Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere’ (At 2,42). In questi quattro elementi portanti dell’essere Chiesa è descritto al contempo anche il compito essenziale dei suoi Pastori”.

“La perseveranza, l’assiduità, appartiene all’essenza dell’essere cristiani ed è fondamentale per il compito dei Pastori, degli operai nella messe del Signore. (...) L’essere intrepido, il coraggio di opporsi alle correnti del momento appartiene in modo essenziale al compito del Pastore. (...) Solo dove c’è stabilità c’è anche crescita”.

Nel riferirsi al secondo pilastro della Chiesa “la comunione”, il Santo Padre ha sottolineato: “Con lo stare in comunione con gli Apostoli, con lo stare nella loro fede, noi stessi stiamo in contatto con il Dio vivente. Cari amici, a tale scopo serve il ministero dei Vescovi: che questa catena della comunione non si interrompa. È questa l’essenza della Successione apostolica: conservare la comunione con coloro che hanno incontrato il Signore in modo visibile e tangibile”.

“Offrite il vostro aiuto” – ha detto il Papa rivolgendosi ai neo Vescovi – “perché rimanga viva la gioia per la grande unità della Chiesa, per la comunione di tutti i luoghi e i tempi, per la comunione della fede che abbraccia il cielo e la terra”.

“Con ciò siamo già giunti al successivo elemento fondamentale dell’esistenza ecclesiale, menzionato da san Luca: lo spezzare il pane” – ha proseguito il Papa - “Spezzare il pane – la santa Eucaristia è il centro della Chiesa e deve essere il centro del nostro essere cristiani e della nostra vita sacerdotale. Il Signore si dona a noi. Il Risorto entra nel mio intimo e vuole trasformarmi per farmi entrare in una profonda comunione con Lui”.

“Cerchiamo di celebrare l’Eucaristia con una dedizione, un fervore sempre più profondo, cerchiamo di impostare i nostri giorni secondo la sua misura, cerchiamo di lasciarci plasmare da essa. Spezzare il pane – con ciò è espresso insieme anche il condividere, il trasmettere il nostro amore agli altri. La dimensione sociale, il condividere non è un’appendice morale che s’aggiunge all’Eucaristia, ma è parte di essa”.

Nel commentare l’ultimo elemento dell’esistenza ecclesiale, “le preghiere”, il Papa ha detto: “La preghiera, da una parte, deve essere molto personale, un unirmi nel più profondo a Dio. (...) Tuttavia, non è mai soltanto una cosa privata del mio ‘io’ individuale, che non riguarda gli altri. Pregare è essenzialmente anche sempre un pregare nel ‘noi’ dei figli di Dio. Solo in questo ‘noi’ siamo figli del nostro Padre, che il Signore ci ha insegnato a pregare. (...) Così il pregare, in ultima analisi, non è un’attività tra le altre, un certo angolo del mio tempo. Pregare è la risposta all’imperativo che sta all’inizio del Canone nella Celebrazione eucaristica: Sursum corda – in alto i cuori!”.

“Duc in altum – dice il Signore in quest’ora a voi, cari amici” – ha concluso il Pontefice – “Siete stati chiamati per incarichi che riguardano la Chiesa universale. Siete chiamati a gettare la rete del Vangelo nel mare agitato di questo tempo per ottenere l’adesione degli uomini a Cristo; per tirarli fuori, per così dire, dalle acque saline della morte e dal buio nel quale la luce del cielo non penetra. Dovete portarli sulla terra della vita, nella comunione con Gesù Cristo”.
HML/ VIS 20110207 (820)

ESERCIZI SPIRITUALI DEL PAPA E DELLA CURIA ROMANA

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2011 (VIS). Il 13 marzo, prima domenica di Quaresima, avranno inizio gli Esercizi Spirituali del Papa e della Curia Romana. Le meditazioni saranno dettate da Padre François-Marie Léthel, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia.

Tema degli Esercizi Spirituali, che avranno luogo nella Cappella “Redemptoris Mater” in Vaticano, è: "La luce di Cristo nel cuore della Chiesa - Giovanni Paolo II e la teologia dei Santi".

Gli Esercizi si concluderanno sabato 19 marzo. Nel corso degli Esercizi saranno sospese tutte le udienze pontificie, inclusa l’Udienza Generale di mercoledì 16 marzo.
PD/ VIS 20110207 (110)

ANGELUS: MALATI, DIGNITÀ PERSONA E PREGHIERE PER EGITTO

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2011 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

“Nel Vangelo di questa domenica il Signore Gesù dice ai suoi discepoli: ‘Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo’ (Mt 5,13.14). Mediante queste immagini ricche di significato” – ha spiegato il Papa – “Egli vuole trasmettere ad essi il senso della loro missione e della loro testimonianza. Il sale, nella cultura mediorientale, evoca diversi valori quali l’alleanza, la solidarietà, la vita e la sapienza. La luce è la prima opera di Dio Creatore ed è fonte della vita; la stessa Parola di Dio è paragonata alla luce”.

“La sapienza” – ha proseguito il Pontefice – “riassume in sé gli effetti benefici del sale e della luce: infatti, i discepoli del Signore sono chiamati a donare nuovo ‘sapore’ al mondo, e a preservarlo dalla corruzione, con la sapienza di Dio, che risplende pienamente sul volto del Figlio, perché Egli è la ‘luce vera che illumina ogni uomo’ (Gv 1,9). Uniti a Lui, i cristiani possono diffondere in mezzo alle tenebre dell’indifferenza e dell’egoismo la luce dell’amore di Dio, vera sapienza che dona significato all’esistenza e all’agire degli uomini”.

“Il prossimo 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, celebreremo la Giornata Mondiale del Malato” – ha ricordato il Santo Padre – “Essa è occasione propizia per riflettere, per pregare e per accrescere la sensibilità delle comunità ecclesiali e della società civile verso i fratelli e le sorelle malati. Nel Messaggio per questa Giornata, ispirato ad una espressione della Prima Lettera di Pietro: ‘Dalle sue piaghe siete stati guariti’ (2,24), invito tutti a contemplare Gesù, il Figlio di Dio, il quale ha sofferto, è morto, ma è risorto. Dio si oppone radicalmente alla prepotenza del male. Il Signore si prende cura dell’uomo in ogni situazione, condivide la sofferenza e apre il cuore alla speranza. Esorto, pertanto tutti gli operatori sanitari a riconoscere nell’ammalato non solo un corpo segnato dalla fragilità, ma prima di tutto una persona, alla quale donare tutta la solidarietà e offrire risposte adeguate e competenti”.

“In questo contesto ricordo, inoltre” – ha detto ancora il Papa – “che oggi ricorre in Italia la ‘Giornata per la vita’. Auspico che tutti si impegnino per far crescere la cultura della vita, per mettere al centro, in ogni circostanza, il valore dell’essere umano. Secondo la fede e la ragione la dignità della persona è irriducibile alle sue facoltà o alle capacità che può manifestare, e pertanto non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto”.

Dopo la recita dell’Angelus, Benedetto XVI ha detto: “In questi giorni, seguo con attenzione la delicata situazione della cara Nazione egiziana. Chiedo a Dio che quella Terra, benedetta dalla presenza della Santa Famiglia, ritrovi la tranquillità e la pacifica convivenza, nell’impegno condiviso per il bene comune”.
ANG/ VIS 20110207 (510)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale delle Filippine, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Onesimo C. Gordoncillo, di Capiz.

- Il Vescovo Crispin B.Varquez, di Borongan.

- Il Vescovo Isabelo C. Abarquez, di Calbayog.

- Il Vescovo Filomeno G. Bactol, di Naval.

Sabato 5 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20110207 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Linus Lee Seong-hyo, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Suwon (superficie: 5.371; popolazione: 7.146.120; cattolici: 718.638; sacerdoti: 417; religiosi: 1.604), Corea. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 in Gi-dong Paldal-gu (Corea), ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. È stato finora Professore e Direttore del Centro per Ricerche Accademiche di Suwon (Corea).
Sabato 5 febbraio il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Karaganda (Kazakhstan), presentata dal Vescovo Jan Pawel Lenga, M.I.C., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Janusz Kaleta, Vescovo della Diocesi di Karaganda (superficie: 711.300; popolazione: 3.440.500; cattolici: 30.575; sacerdoti: 16; religiosi: 40), Kazakhstan, lasciandogli in pari tempo, ‘donec aliter provideatur’, l’incarico di Amministratore Apostolico di Atyrau (Kazakhstan).

- Ha nominato il Vescovo Athanasius Schneider, O.R.C., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana (superficie: 576.400; popolazione: 4.000.000; cattolici: 78.000; sacerdoti: 41; religiosi: 92), Kazakhstan. Il Vescovo Schneider è stato finora Ausiliare di Karaganda (Kazakhstan).
NEA:RE:NER/ VIS 20110207 (180)

venerdì 4 febbraio 2011

PLENARIA SUPREMO TRIBUNALE DELLA SEGNATURA APOSTOLICA

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla Plenaria del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. “Questa è la prima opportunità di incontrare il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica dopo la promulgazione della Lex propria” – ha rilevato il Papa – “che ho sottoscritto il 21 giugno 2008. Proprio nel corso della preparazione di tale legge emerse il desiderio dei Membri della Segnatura di poter dedicare - nella forma comune ad ogni Dicastero della Curia Romana (...) una Congregatio plenaria periodica alla promozione della retta amministrazione della giustizia nella Chiesa”.

“La funzione di codesto Tribunale” – ha affermato il Pontefice – “non si esaurisce nell’esercizio supremo della funzione giudiziale, ma conosce anche come suo ufficio, nell’ambito esecutivo, la vigilanza sulla retta amministrazione della giustizia nel Corpo ecclesiale (...). Si tratta di un’opera coordinata e paziente, volta soprattutto a fornire ai fedeli un’amministrazione della giustizia retta, pronta ed efficiente, come chiedevo, in relazione alle cause di nullità matrimoniale, nell’Esortazione Apostolica Postsinodale ‘Sacramentum caritatis’”.

“In quell’occasione non mancavo di riferirmi all’istruzione ‘Dignitas connubii’” – ha ricordato il Papa – “che fornisce ai Moderatori e ai ministri dei tribunali, sotto la forma di vademecum, le norme necessarie perché le cause di nullità matrimoniali siano trattate e definite nel modo più celere e sicuro. Ad assicurare che i tribunali ecclesiastici siano presenti nel territorio e che il loro ministero sia adeguato alle giuste esigenze di celerità e di semplicità cui i fedeli hanno diritto nella trattazione delle loro cause, è volta l’attività di codesta Segnatura Apostolica”.Giustifica

“La vigilanza sulla retta amministrazione della giustizia sarebbe però carente se non comprendesse anche la funzione di tutela della retta giurisprudenza. (...) Incoraggio, pertanto, anche la riflessione, che vi impegnerà in questi giorni, sulla retta giurisprudenza da proporre ai tribunali locali in materia di ‘error iuris’ quale motivo di nullità matrimoniale”.

“Codesto Supremo Tribunale è altresì impegnato in un altro ambito delicato dell’amministrazione della giustizia, che gli fu affidato dal Servo di Dio Paolo VI; la Segnatura conosce, infatti, le controversie sorte per un atto della potestà amministrativa ecclesiastica e ad essa deferite tramite ricorso legittimamente proposto avverso atti amministrativi singolari emanati o approvati da Dicasteri della Curia Romana. È questo un servizio di primaria importanza: la predisposizione di strumenti di giustizia - dalla pacifica composizione delle controversie sino alla trattazione e definizione giudiziale delle medesime - costituisce l’offerta di un luogo di dialogo e di ripristino della comunione nella Chiesa”.

“Se è vero, infatti che l’ingiustizia va affrontata anzitutto con le armi spirituali della preghiera, della carità, del perdono e della penitenza” – ha affermato il Pontefice – “tuttavia non si può escludere, in alcuni casi, l’opportunità e la necessità che essa sia fronteggiata con gli strumenti processuali. Questi costituiscono, anzitutto, luoghi di dialogo, che talvolta conducono alla concordia e alla riconciliazione”.

“Negli altri casi, quando cioè non sia possibile comporre la controversia pacificamente, lo svolgimento del processo contenzioso amministrativo comporterà la definizione giudiziale della controversia: anche in questo caso l’attività del Supremo Tribunale mira alla ricostituzione della comunione ecclesiale, ossia al ristabilimento di un ordine oggettivo conforme al bene della Chiesa”.

“La giustizia, che la Chiesa persegue attraverso il processo contenzioso amministrativo” – ha concluso il Santo Padre – “può essere considerata quale inizio, esigenza minima e insieme aspettativa di carità, indispensabile ed insufficiente nello stesso tempo, se rapportata alla carità di cui la Chiesa vive. Nondimeno il Popolo di Dio pellegrinante sulla terra non potrà realizzare la sua identità di comunità di amore se in esso non si avrà riguardo alle esigenze della giustizia”.
AC/ VIS 20110204 (600)

IN MARZO INIZIO TERZA FASE DIALOGO CATTOLICO-ANGLICANO

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2011 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani informa che il dialogo ufficiale tra la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana, in corso da quarant’anni, ha ultimato le sue due prime fasi.

Il dialogo è condotto dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dal “Department for Unity, Faith and Order” della Comunione Anglicana, per il tramite della Commissione internazionale anglicana-cattolica (Anglican-Roman Catholic International Commission- ARCIC)

I Co-Presidenti e i Co-Segretari della nuova fase di dialogo – la terza - della Commissione internazionale anglicana-cattolica (ARCIC III) hanno messo a punto un programma per il primo incontro, che sarà ospitato presso il Monastero di Bose, nei pressi di Biella, dal 17 al 27 maggio 2011. La Commissione inizierà i lavori di questa terza fase dietro mandato conferitole da Papa Benedetto XVI e dall’Arcivescovo di Canterbury, il Dottor Rowan Williams, durante l’incontro che essi hanno avuto a Roma nel novembre del 2009.

I Co-Presidenti della Commissione – di cui fanno parte dieci membri anglicani ed otto cattolici - sono l’Arcivescovo cattolico Bernard Longley, di Birmingham (Inghilterra) e l’Arcivescovo anglicano David Moxon delle diocesi della Nuova Zelanda.

Il compito della terza fase del dialogo cattolico-anglicano sarà quello di “studiare questioni fondamentali riguardanti ‘La Chiesa come comunione, locale e universale’ e ‘Come, nella comunione, la Chiesa locale e universale giunge a discernere il giusto insegnamento etico’". Queste tematiche correlate sono emerse dalla Dichiarazione Comune del Papa e dell’Arcivescovo di Canterbury.

Il Comunicato termina segnalando che: “La composizione internazionale di questa nuova fase di dialogo della Commissione Internazionale Anglicana-Cattolica riflette un ampio spettro di backgrounds culturali ed apporta alla Commissione una considerevole varietà di discipline teologiche”.
CON-UC VIS 20110204 (290)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

- Il Vescovo Felix Genn, di Münster (Repubblica Federale di Germania).

- Il Vescovo Lucas Van Looy, S.D.B., di Gent (Belgio).

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/ VIS 20110204 (70)

giovedì 3 febbraio 2011

VITA CONSACRATA: LUCE, PROFEZIA E SAPIENZA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Ieri, festa della Presentazione del Signore al Tempio e XV Giornata della Vita Consacrata, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei II Vespri nella Basilica Vaticana.

“La Presentazione di Gesù al Tempio” – ha detto il Papa nell’omelia – “costituisce un’eloquente icona della totale donazione della propria vita per quanti, uomini e donne, sono chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, ‘i tratti caratteristici di Gesù vergine, povero ed obbediente’. Perciò la Festa odierna è stata scelta dal Venerabile Giovanni Paolo II per celebrare l’annuale Giornata della Vita Consacrata”.

Successivamente Benedetto XVI ha proposto tre motivi di riflessione in questa festa. “Il primo: l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio contiene il simbolo fondamentale della luce; la luce che, partendo da Cristo, si irradia su Maria e Giuseppe, su Simeone ed Anna e, attraverso di loro, su tutti. I Padri della Chiesa hanno collegato questa irradiazione al cammino spirituale. La vita consacrata esprime tale cammino, in modo speciale, come ‘filocalia’, amore per la bellezza divina, riflesso della bontà di Dio”.

“In secondo luogo, l’icona evangelica manifesta la profezia, dono dello Spirito Santo. Simeone ed Anna, contemplando il Bambino Gesù, intravedono il suo destino di morte e di risurrezione per la salvezza di tutte le genti e annunciano tale mistero come salvezza universale. La vita consacrata è chiamata a tale testimonianza profetica, legata alla sua duplice attitudine contemplativa e attiva. Ai consacrati e alle consacrate è dato infatti di manifestare il primato di Dio, la passione per il Vangelo praticato come forma di vita e annunciato ai poveri e agli ultimi della terra”.

“In terzo luogo, l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio manifesta la sapienza di Simeone ed Anna, la sapienza di una vita dedicata totalmente alla ricerca del volto di Dio, dei suoi segni, della sua volontà; una vita dedicata all’ascolto e all’annuncio della sua Parola”.

“Cari fratelli e sorelle” – ha esortato il Pontefice – “siate ascoltatori assidui della Parola, perché ogni sapienza di vita nasce dalla Parola del Signore! (...) Lo Spirito Santo, in forza del quale è stata scritta la Bibbia, è il medesimo che illumina di luce nuova la Parola di Dio ai fondatori e alle fondatrici. Da essa è sgorgato ogni carisma e di essa ogni regola vuole essere espressione, dando origine ad itinerari di vita cristiana segnati dalla radicalità evangelica”.

“Viviamo oggi, soprattutto nelle società più sviluppate” – ha concluso il Pontefice – “una condizione segnata spesso da una radicale pluralità, da una progressiva emarginazione della religione dalla sfera pubblica, da un relativismo che tocca i valori fondamentali. Ciò esige che la nostra testimonianza cristiana sia luminosa e coerente e che il nostro sforzo educativo sia sempre più attento e generoso. (...) Sappiate orientare con la sapienza della vostra vita, e con la fiducia nelle possibilità inesauste della vera educazione, l’intelligenza e il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo verso la ‘vita buona del Vangelo’”.
HML/ VIS 20110203 (510)

“COMMUNAUTÉ EMMANUEL”: COMUNIONE EUCARISTICA E MISSIONE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i membri della “Communauté de l’Emmanuel” che quest’anno celebra il ventesimo anniversario della morte del suo fondatore, Pierre Goursat, la cui causa di beatificazione è stata introdotta lo scorso anno.

Nel discorso ai membri della Communauté, Benedetto XVI ha ricordato che nei prossimi mesi ricorreranno i trenta anni di servizio della FIDESCO nei paesi più poveri, i quaranta anni di fondazione della “Communauté” e i venti anni di riconoscimento dei suoi statuti da parte del Pontificio Consiglio per i Laici.

“La grazia profonda della vostra Comunità procede dall’adorazione eucaristica” –ha detto il Papa – “Da tale adorazione nasce la compassione per tutti gli uomini e da questa compassione nasce la sete di evangelizzare. Nello spirito del vostro carisma, vi incoraggio ad approfondire la vostra vita spirituale donando essenziale spazio all’incontro personale con il Cristo, l’Emanuele, il Dio con noi”.

“Una vita autenticamente eucaristica è una vita missionaria. In un mondo spesso disorientato e alla ricerca di nuove ragioni di vita, la luce del Cristo deve essere portata a tutti. Siate fra gli uomini e le donne di oggi missionari ardenti del Vangelo, sostenuti da una vita radicalmente dedita a Cristo!”.

“Oggi, l’urgenza di tale annuncio si fa particolarmente sentire nelle famiglie, così spesso frammentate, presso i giovani e negli ambienti intellettuali. Contribuite a rinnovare dall’interno il dinamismo apostolico delle parrocchie, sviluppando i loro orientamenti spirituali e missionari! Vi incoraggio ancora ad essere attenti alle persone che rientrano nella Chiesa e che non hanno beneficiato di una catechesi approfondita. Aiutatele a radicare la fede in una vita autenticamente teologale, sacramentale ed ecclesiale”.

“Invito particolarmente la vostra Comunità a vivere una autentica comunione fra i suoi membri. (...) La vita comunitaria che voi desiderate sviluppare, nel rispetto dello stato di vita di ciascuno, sarà allora per la società una testimonianza vivente dell’amore fraterno che deve animare tutti i rapporti umani. La comunione fraterna è già un annuncio del mondo nuovo che il Cristo è venuto ad instaurare”.

“Che tale comunione che non significa ripiegamento su se stessi, sia anche effettiva con le Chiese locali. In effetti, ogni carisma si rapporta alla crescita del Corpo di Cristo, tutto intero. L’azione missionaria deve incessantemente adattarsi alle realtà della Chiesa locale, nella preoccupazione permanente di concertazione e collaborazione con i pastori, sotto l’autorità del Vescovo. D’altronde il riconoscimento reciproco della diversità delle vocazioni nella Chiesa e del loro apporto indispensabile per l’evangelizzazione, è segno eloquente dell’unità dei discepoli di Cristo e della credibilità della loro testimonianza”.
AC/ VIS 20110203 (440)

MAGGIORE SENSIBILITÀ CON CHI SOFFRE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio di Benedetto XVI per la XIX Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio) e del Seminario “Associazionismo sanitario cattolico e cultura della vita”, in programma il 5 febbraio presso l’Auditorium San Pio X, in occasione delle celebrazioni di chiusura del 25° anniversario di fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), il Vescovo José Luis Redrado Marchite, Segretario ed il Monsignor Jean-Marie Mpendawatu Mate Musivi, Sottosegretario del medesimo Dicastero e la Dottoressa Rosa Merola, Consultore del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, Psicologa presso l’Istituto Penitenziario di Rebibbia, Roma.

Il Messaggio di Papa Benedetto XVI per la XIX Giornata Mondiale del Malato, reso pubblico il 18 dicembre scorso, “intende certamente dare nuovo slancio alla riflessione sul mistero della sofferenza umana alla luce della fede cristiana” – ha detto l’Arcivescovo Zimowski – “Esso al contempo promuove una maggiore sensibilità, all’interno delle comunità cristiane e della società civile, verso i fratelli e le sorelle che vivono in condizioni di sofferenza e di malattia, affinché nessuno venga lasciato solo né privo di cure adeguate”.

“In questa prospettiva” – ha proseguito l’Arcivescovo Zimowski – “il Papa mette subito in evidenza tre presupposti fondamentali per operare un autentico rinnovamento nella cura della salute, e ciò a partire dalle fasce più deboli delle popolazioni di tutto il mondo. Il primo riguarda la centralità della persona umana, alla quale si devono attenzione e cura, tanto più se essa si trova in stato di bisogno, di patimento, di emarginazione. (...) In secondo luogo vi è la necessità di un’autentica umanizzazione dell’ambito sanitario. (...) Il terzo riguarda l’impegno delle Chiese particolari e il Papa invita le diverse diocesi sparse nel mondo, affinché, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Malato, si adoperino perché la cura delle persone sofferenti e malate venga migliorata e resa più efficace”.

“Nel Suo Messaggio di quest’anno” – ha segnalato il Presidente del Dicastero – “il Santo Padre invita al contempo ad effettuare una seria riflessione su alcuni temi fondamentali, a partire dal ‘mistero della sofferenza’. Ciò è infatti necessario per poter riconoscere la sorgente della luce, della speranza e trovare la forza di vivere le condizioni di sofferenza, e, d’altro lato, per poter meglio riconoscere le motivazioni e le modalità con cui tutti siamo chiamati a prenderci cura delle persone in stato di malattia e/o di afflizione”.

“Lo stato di sofferenza e la Giornata Mondiale del Malato” – sottolinea Benedetto XVI nel suo Messaggio – “non riguardano solamente le persone già avanti negli anni e si rivolge ai giovani, specialmente a quelli malati ma anche a quelli in salute, per creare ponti di amore e di solidarietà, a partire dall’Eucaristia. Partire cioè dall’incontrare e dal riconoscere nell’Eucaristia Gesù Cristo, presente e operante, che per amore si dona a noi per renderci partecipi della sua stessa vita. Allo stesso tempo per riconoscerne e servirne la presenza nel volto e nella condizione del prossimo povero, afflitto, debole”.

Il Messaggio si conclude con “un appello coinvolgente rivolto a tutti, e in particolare a tutti coloro che più direttamente e con diversi ruoli e responsabilità – e tra questi certamente i volontari ai quali è dedicato l’Anno Europeo da poco inaugurato – sono impegnati nel mondo della salute e nella cura delle persone malate e sofferenti”.
OP/ VIS 20110203 (600)

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE AUSTRIA

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Alfons M. Kloss, nuovo Ambasciatore d’Austria presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Nel suo discorso in lingua tedesca, il Papa ha ricordato il Viaggio Apostolico al Santuario di Mariazell nel 2007, dove poté constatare la profonda fede cattolica del popolo austriaco. Nel contempo il Papa ha osservato che l’Austria è un paese dove la coesistenza pacifica delle religioni e delle culture ha una lunga tradizione.

Riferendosi al rapporto fra stato e chiesa, il Papa ha sottolineato che la religione non può essere relegata alla sfera privata e ha evidenziato il ruolo della Chiesa cattolica nella missione educativa, come pure nell’assistenza ai più svantaggiati, dei quali si fa portavoce.

Gli altri argomenti trattati sono stati la difesa della famiglia e la necessità di politiche che la sostengano e la proteggano.

Infine Benedetto XVI ha menzionato “la casa comune europea”, ricordando il ruolo del cristianesimo nella civilizzazione e nella cultura del Vecchio Continente.
CD/ VIS 20110203 (180)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP/ VIS 20110203 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Maribor (Slovenia), presentata dall’Arcivescovo Franc Kramberger, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l’Arcivescovo Marjan Turnsek, finora Coadiutore della medesima Arcidiocesi.
RE:NER/ VIS 20110203 (60)

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