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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 17 maggio 2010

CHIESA UN LUOGO DI SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Papa ai partecipanti al secondo “Kirchentag” ecumenico, svoltosi dal 12 al 16 maggio a Monaco di Baviera (Germania), e che riunisce cristiani di diverse denominazioni e credenti di altre fedi sul tema della speranza.
Nel ricordare il tema dell’incontro: “Affinché abbiate speranza”, il Santo Padre sottolinea che: “Negli ultimi mesi ci siamo dovuti confrontare ripetutamente con notizie che ci vogliono togliere la gioia nella Chiesa, che la oscurano come luogo di speranza”.
“Se oggi siamo un po’ attenti, se non percepiamo solo il buio, ma anche ciò che è chiaro e buono nel nostro tempo, vediamo come la fede rende gli uomini puri e generosi e li educa all'amore. Di nuovo: La zizzania esiste anche in seno alla Chiesa e tra coloro che il Signore ha accolto al suo servizio in modo particolare. Ma la luce di Dio non è tramontata, il grano buono non è stato soffocato dalla semina del male”.
“La Chiesa è dunque un luogo di speranza? Sì, poiché da essa ci giunge sempre e di nuovo la Parola di Dio, che ci purifica e ci mostra la via della fede. Lo è, poiché in essa il Signore continua a donarci se stesso, nella grazia dei sacramenti, nella parola della riconciliazione, nei molteplici doni della sua consolazione. Nulla può oscurare o distruggere tutto ciò. Di questo dovremmo essere lieti in mezzo a tutte le tribolazioni”.
“Se parliamo della Chiesa come luogo della speranza che viene da Dio, allora ciò comporta, allo stesso tempo, un esame di coscienza: Che cosa faccio io della speranza che il Signore ci ha donato? Davvero mi lascio modellare dalla sua Parola? Mi lascio cambiare e guarire da Lui? Quanta zizzania in realtà cresce dentro di me? Sono disposto a sradicarla? Sono grato del dono del perdono e disposto a perdonare e a guarire a mia volta invece che a condannare?”
“Se riflettiamo su tutto ciò che possiamo e dobbiamo fare, allora notiamo che non possiamo fare le cose più grandi, le quali ci giungono solo come dono: l'amicizia, l'amore, la gioia, la felicità. (...) Quasi nessuno, però, oggi parla ancora della vita eterna, che in passato era il vero oggetto della speranza. Poiché non si osa credere in essa, bisogna sperare di ottenere tutto dalla vita presente. L'accantonare la speranza nella vita eterna porta all'avidità per una vita qui e ora, che diventa quasi inevitabilmente egoistica e, alla fine, rimane irrealizzabile. Proprio quando vogliamo impossessarci della vita come di una sorta di bene, essa ci sfugge”.
“Dio vive. Dio ci ama. In Gesù Cristo è diventato uno di noi. Mi posso rivolgere a lui e lui mi ascolta. Per questo, come Pietro, nella confusione dei nostri tempi, che ci persuadono a credere in tante altre vie, gli diciamo: ‘Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio’”.
Al termine del Messaggio il Santo Padre auspica “di essere di nuovo sopraffatti dalla gioia di poter conoscere Dio, di conoscere Cristo e che Egli ci conosce. È questa la nostra speranza e la nostra gioia in mezzo alle confusioni del tempo presente”.
MESS/ VIS 20100517 (550)

ASCENSIONE: CRISTO RIMANE TRAMA STORIA UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2010 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Cæli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Il Papa ha spiegato che oggi, in Italia ed in altri paesi, si celebra la solennità dell’Ascensione di Gesù al Cielo quaranta giorni dopo la Pasqua e, nell’odierna domenica, si celebra inoltre, la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema: “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola”.
“Nella liturgia” – ha detto il Santo Padre – “si narra l’episodio dell’ultimo distacco del Signore Gesù dai suoi discepoli; ma non si tratta di un abbandono, perché Egli rimane per sempre con loro - con noi - in una forma nuova. (...) Il Signore attira lo sguardo degli Apostoli - il nostro sguardo - verso il cielo per indicare come percorrere la strada del bene durante la vita terrena”.
“Egli, tuttavia” – ha proseguito il Pontefice – “rimane nella trama della storia umana, è vicino a ciascuno di noi e guida il nostro cammino cristiano: è compagno dei perseguitati a causa della fede, è nel cuore di quanti sono emarginati, è presente in coloro a cui è negato il diritto alla vita. Possiamo ascoltare, vedere e toccare il Signore Gesù nella Chiesa, specialmente mediante la parola e i sacramenti”.
A tale proposito il Papa ha esortato i ragazzi e i giovani che in questo tempo pasquale ricevono il sacramento della Cresima, “a restare fedeli alla Parola di Dio e alla dottrina appresa, come pure ad accostarsi assiduamente alla Confessione e all’Eucaristia, consapevoli di essere stati scelti e costituiti per testimoniare la Verità”. “Rinnovo poi il mio particolare invito ai fratelli nel Sacerdozio” – ha concluso il Pontefice - affinché ‘nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelica’ e sappiano utilizzare con saggezza anche i mezzi di comunicazione, per far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo”.
ANG/ VIS 20100517 (360)

GRAZIE DEL PAPA VICINANZA CHIESA E POPOLO ITALIANO


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2010 (VIS). Dopo la recita del Regina Caeli, il Papa ha ringraziato i 200.000 fedeli presenti in Piazza San Pietro e in Via della Conciliazione, “per questa vostra presenza e fiducia, grazie!”.
“Quest’oggi il mio primo saluto” – ha detto il Papa – “va ai fedeli laici venuti da tutta Italia – la vediamo presente tutta l’Italia - e al Cardinale Angelo Bagnasco che li accompagna come Presidente della Conferenza Episcopale. Vi ringrazio di cuore, cari fratelli e sorelle, per la vostra calorosa e nutrita presenza!”.
“Raccogliendo l’invito della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, avete aderito con entusiasmo a questa bella e spontanea manifestazione di fede e di solidarietà, a cui partecipa pure un consistente gruppo di parlamentari e amministratori locali. A tutti vorrei esprimere la mia viva riconoscenza. Saluto anche le migliaia di immigrati, collegati con noi da Piazza San Giovanni, con il Cardinale Vicario Agostino Vallini, in occasione della ‘Festa dei Popoli’".
“Cari amici” – ha proseguito il Pontefice – “voi oggi mostrate il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti, che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell’impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia”.
“Il vero nemico da temere e da combattere” – ha affermato il Papa – “è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa. Viviamo nel mondo – dice il Signore - ma non siamo del mondo, anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni. Dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell’amore, nel servizio. È quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli, hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. È quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l’uomo nel nome di Cristo”.
“Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino” – ha esortato infine il Papa – “e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e coerenza. È bello vedere oggi questa moltitudine in Piazza San Pietro come è stato emozionante per me vedere a Fatima l’immensa moltitudine, che, alla scuola di Maria, ha pregato per la conversione dei cuori. Rinnovo oggi questo appello, confortato dalla vostra presenza così numerosa! Grazie! Ancora una volta, grazie a voi tutti!”.
ANG/ VIS 20100517 (430)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Signor Evo Morales Ayma, Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, e Seguito.
- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
- Il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), Presidente del Consiglio delle Conferenza Episcopali d’Europa (C.C.E.E.); con i Vice Presidenti Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagreb (Croazia) e Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia).
AP/ VIS 20100517 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Giovanni Battiste Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del IV centenario dell’Arcidiocesi di Arequipa (Perù), che avranno luogo dal 14 al 18 luglio 2010.
NA/ VIS 20100517 (50)

venerdì 14 maggio 2010

RINNOVATO ARDORE SPIRITUALE E APOSTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2010 (VIS). Alle 13:30 di questo pomeriggio ha avuto luogo la cerimonia di congedo del Santo Padre dal Portogallo, all’aeroporto internazionale di Oporto. Dopo il saluto del Presidente della Repubblica Signor Anibal Cavaco Silva, il Santo Padre ha pronunciato un discorso.
Benedetto XVI ha espresso la sua “sincera gratitudine” al Presidente della Repubblica, ai Vescovi, al Governo e a tutte le autorità civili e militari “che si sono prodigate con visibile dedizione lungo l’intero viaggio. Vi auguro ogni bene! I mezzi di comunicazione sociale mi hanno permesso di arrivare a molte persone, alle quali non era possibile vedermi da vicino. Anche a loro mi sento molto grato”.
“A tutti i portoghesi, cattolici o no, agli uomini e alle donne che vivono qui, anche se non sono nati qui, va il mio saluto nel momento di congedarmi da voi. Non cessi di crescere tra voi la concordia, che è essenziale per una salda coesione, via necessaria per affrontare con responsabilità comune le sfide che vi stanno dinnanzi. Continui questa gloriosa Nazione a manifestare la grandezza d’animo, il profondo senso di Dio, l’apertura solidale, retta da principi e valori impregnati di umanesimo cristiano. A Fatima, ho pregato per il mondo intero chiedendo che il futuro porti maggiore fraternità e solidarietà, un maggiore rispetto reciproco e una rinnovata fiducia e confidenza in Dio, nostro Padre che è nei cieli”.
“È stata per me una gioia” – ha proseguito il Pontefice – “essere testimone della fede e della devozione della comunità ecclesiale portoghese. Ho potuto vedere l’entusiasmo dei bambini e dei giovani, la fedele adesione dei presbiteri, dei diaconi e dei religiosi, la dedizione pastorale dei Vescovi, la voglia di ricercare la verità e la bellezza evidente nel mondo della cultura, la creatività degli operatori della pastorale sociale, il vibrare della fede dei fedeli nelle diocesi che ho visitato. Il mio desiderio è che la mia visita divenga incentivo per un rinnovato ardore spirituale e apostolico. Che il Vangelo venga accolto nella sua integralità e testimoniato con passione da ogni discepolo di Cristo, affinché esso si riveli come lievito di autentico rinnovamento dell’intera società!”.
Terminato il suo discorso il Papa si è imbarcato sull’aereo per Roma. Il suo arrivo all’aeroporto di Ciampino è previsto alle 18:00. Da lì in elicottero Benedetto XVI raggiungerà il Vaticano, concludendo così il quindicesimo Viaggio Apostolico fuori d’Italia.
PV-PORTOGALLO VIS 20100514 (390)

SPERANZE DEL MONDO E CERTEZZE DEL VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina il Papa ha preso congedo dalla casa “Nossa Senhora do Carmo” di Fatima e, in elicottero, si è recato a Oporto, seconda città del Portogallo e capitale industriale del nord del Paese, dove è atterrato alle 9:30 (ora del Portogallo).

All’arrivo Benedetto XVI è stato accolto dal Vescovo di Oporto Monsignor Manuel J. Macário do Nascimento Clemente e dalle Autorità civili e militari della città. Successivamente in autovettura panoramica il Papa ha percorso i cinque chilometri che lo separavano dalla Avenida dos Aliados. Dopo un giro in mezzo ai fedeli radunati nel piazzale, il Papa ha celebrato la Santa Messa alle ore 10:15.

Nell’omelia Benedetto XVI ha ricordato la figura di San Mattia - la cui festa ricorre oggi - “che era stato testimone della vita pubblica di Gesù e del suo trionfo sulla morte, restandogli fedele sino alla fine, nonostante l’abbandono di molti”. San Mattia fu scelto dagli apostoli come testimone dopo il suicidio di Giuda.

“’Bisogna che uno divenga testimone, insieme a noi, della risurrezione’, diceva Pietro. E il suo attuale Successore ripete a ciascuno di voi: Miei fratelli e sorelle, bisogna che diventiate con me testimoni della risurrezione di Gesù. In effetti, se non sarete voi i suoi testimoni nel vostro ambiente, chi lo sarà al vostro posto?” – ha detto il Santo Padre.

“Il cristiano è, nella Chiesa e con la Chiesa, un missionario di Cristo inviato nel mondo. Questa è la missione improrogabile di ogni comunità ecclesiale: ricevere da Dio e offrire al mondo Cristo risorto, affinché ogni situazione di indebolimento e di morte sia trasformata, mediante lo Spirito Santo, in occasione di crescita e di vita”.

“Nulla imponiamo, ma sempre proponiamo, come Pietro ci raccomanda in una delle sue lettere: ‘Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi’. E tutti, alla fine, ce la domandano, anche coloro che sembrano non domandarla. (...) Infatti le più profonde attese del mondo e le grandi certezze del Vangelo si incrociano nell’irrecusabile missione che ci compete”.

“Tuttavia, se questa certezza ci consola e ci tranquillizza, non ci esime dall’andare incontro agli altri. Dobbiamo vincere la tentazione di limitarci a ciò che ancora abbiamo, o riteniamo di avere, di nostro e di sicuro: sarebbe un morire a termine, in quanto presenza di Chiesa nel mondo, la quale, d’altronde, può soltanto essere missionaria nel movimento diffusivo dello Spirito. Sin dalle sue origini, il popolo cristiano ha avvertito con chiarezza l’importanza di comunicare la Buona Novella di Gesù a quanti non lo conoscevano ancora. In questi ultimi anni, è cambiato il quadro antropologico, culturale, sociale e religioso dell’umanità; oggi la Chiesa è chiamata ad affrontare nuove sfide ed è pronta a dialogare con culture e religioni diverse, cercando di costruire insieme ad ogni persona di buona volontà la pacifica convivenza dei popoli. Il campo della missione ‘ad gentes’ si presenta oggi notevolmente ampliato e non definibile soltanto in base a considerazioni geografiche; in effetti ci attendono non soltanto i popoli non cristiani e le terre lontane, ma anche gli ambiti socio-culturali e soprattutto i cuori che sono i veri destinatari dell’azione missionaria del popolo di Dio”.

“Sì! Siamo chiamati a servire l’umanità del nostro tempo, confidando unicamente in Gesù, lasciandoci illuminare dalla sua Parola. (...) Tutto si definisce a partire da Cristo, quanto all’origine e all’efficacia della missione: la missione la riceviamo sempre da Cristo, che ci ha fatto conoscere ciò che ha udito dal Padre suo, e siamo investiti in essa per mezzo dello Spirito, nella Chiesa. Come la Chiesa stessa, opera di Cristo e del suo Spirito, si tratta di rinnovare la faccia della terra partendo da Dio, sempre e solo da Dio!”.

Al termine della Santa Messa il Papa è ritornato in Sagrestia, nel palazzo del Municipio di Porto, per la firma nel Libro d’Oro del Municipio e si è affacciato al balcone dell’edificio per salutare le migliaia di fedeli presenti nella piazza. Benedetto XVI ha ringraziato tutti per la festosa accoglienza tributatagli nella “Città della Vergine”.

“Volentieri avrei accettato l’invito a prolungare la mia permanenza nella vostra città, ma non è possibile” – ha detto il Santo Padre – “Permettetemi, dunque, di partire abbracciandovi affettuosamente in Cristo, nostra Speranza”.

Dopo i saluti il Papa si è diretto in autovettura panoramica all’aeroporto di Oporto per il rientro a Roma.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100513 (740)

ACCORDO VATICANO-VODAFONE PER SERVIZI TELEFONIA MOBILE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente Comunicato:

“Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha siglato oggi con Vodafone Italia un accordo per la gestione dei servizi di telefonia mobile. L’accordo prevede la fornitura di circa 2000 utenze”.

“Vodafone si è aggiudicata la gara indetta dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano con il quale ha stipulato un contratto di durata triennale, anche in virtù della sua capillare presenza internazionale e degli elevati standard di servizio garantiti”.

“L’intesa è stata firmata oggi alla presenza del Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Sua Eccellenza Monsignor Carlo Maria Viganò, e del Presidente di Vodafone Italia Pietro Guindani”.
OP/ VIS 20100514 (130)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l’Arcivescovo Pierre-Marie Carré, finora Arcivescovo di Albi (Francia), Arcivescovo Coadiutore di Montpellier (superficie: 6.101; popolazione: 1.000.000; cattolici: 710.000; sacerdoti: 313; religiosi: 531; diaconi permanenti: 29) in Francia.
NEC/ VIS 20100514 (30)

CARITÀ FORZA PRINCIPALE E PRINCIPIO DOTTRINA SOCIALE CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2010 (VIS). Alle 17:00 (ora del Portogallo), il Santo Padre Benedetto XVI è giunto alla Chiesa della Santissima Trindade nel Santuario della Beata Maria Vergine di Fatima per l’incontro con i rappresentanti delle organizzazioni della pastorale sociale. All’incontro hanno partecipato, oltre gli organismi cattolici, membri di altre istituzioni nazionali impegnate nell’assistenza sociale.
Dopo il saluto del Vescovo Carlos Azevedo, Ausiliare di Lisboa, il Papa si è rivolto a quanti operano nel “vasto mondo della carità”.
“’Cristo ci rivela che ‘Dio è amore’ e insieme ci insegna che la legge fondamentale della perfezione umana e quindi anche della trasformazione del mondo è il nuovo comandamento dell’amore” – ha ricordato il Santo Padre – (...) L’attuale scenario della storia è di crisi socio-economica, culturale e spirituale, e pone in evidenza l’opportunità di un discernimento orientato dalla proposta creativa del messaggio sociale della Chiesa. Lo studio della sua dottrina sociale, che assume come principale forza e principio la carità, permetterà di tracciare un processo di sviluppo umano integrale che coinvolga le profondità del cuore e raggiunga una più ampia umanizzazione della società”.
“Nella sua dimensione sociale e politica, questa diaconia della carità è propria dei fedeli laici, chiamati a promuovere organicamente il bene comune, la giustizia e a configurare rettamente la vita sociale. (...) L’attrarre nuovi operatori laici per questo campo pastorale meriterà sicuramente una particolare premura dei pastori, attenti al futuro. (...) Uniti a Cristo nella sua consacrazione al Padre, siamo afferrati dalla sua compassione per le moltitudini che chiedono giustizia e solidarietà e, come il buon samaritano della parabola, ci impegniamo ad offrire risposte concrete e generose”.
“Spesso, però, non è facile arrivare ad una sintesi soddisfacente tra la vita spirituale e l’attività apostolica” – ha affermato il Pontefice – “La pressione esercitata dalla cultura dominante, che presenta con insistenza uno stile di vita fondato sulla legge del più forte, sul guadagno facile e allettante, finisce per influire sul nostro modo di pensare, sui nostri progetti e sulle prospettive del nostro servizio, con il rischio di svuotarli di quella motivazione della fede e della speranza cristiana che li aveva suscitati”.
“Le numerose e pressanti richieste di aiuto e sostegno che ci rivolgono i poveri e i gli emarginati della società ci spingono a cercare soluzioni che rispondano alla logica dell’efficienza, dell’effetto visibile e della pubblicità. Tuttavia” – ha sottolineato il Papa – “la menzionata sintesi è assolutamente necessaria, amati fratelli, per poter servire Cristo nell’umanità che vi attende”.
“Tra tante istituzioni sociali al servizio del bene comune vicine alle popolazioni bisognose” – ha ricordato il Pontefice – “si contano quelle della Chiesa cattolica. Bisogna che sia chiaro il loro orientamento, perché assumano un’identità ben evidente: nell’ispirazione dei loro obiettivi, (...) nella seria ed efficace gestione dei mezzi”.
“Oltre l’identità e ad essa collegata, è un passo fondamentale concedere all’attività caritativa cristiana autonomia e indipendenza dalla politica e dalle ideologie, anche se in collaborazione con gli organi dello Stato per raggiungere scopi comuni”.
“Le vostre attività assistenziali, educative o caritative” – ha auspicato il Papa – “siano completate da progetti di libertà che promuovano l’essere umano, nella ricerca della fraternità universale. Si colloca qui l’urgente impegno dei cristiani nella difesa dei diritti umani, attenti alla totalità della persona umana nelle sue diverse dimensioni”.
“Esprimo profondo apprezzamento” – ha detto Benedetto XVI – “a tutte quelle iniziative sociali e pastorali che cercano di lottare contro i meccanismi socio-economici e culturali che portano all’aborto e che hanno ben presenti la difesa della vita e la riconciliazione e la guarigione delle persone ferite dal dramma dell’aborto”.
“Le iniziative che hanno lo scopo di tutelare i valori essenziali e primari della vita, dal suo concepimento, e della famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna” - ha concluso il Pontefice - “aiutano a rispondere ad alcune delle più insidiose e pericolose sfide che oggi si pongono al bene comune. Tali iniziative costituiscono, insieme a tante altre forme d’impegno, elementi essenziali per la costruzione della civiltà dell’amore”.
Al termine della celebrazione il Papa ha benedetto la Prima pietra di un centro delle Misericordie Portoghesi da erigere a Fatima e successivamente ha fatto rientro alla Casa “Nossa Senhora do Carmo” per l’incontro con i Vescovi del Portogallo.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100514 (710)

AUTENTICI TESTIMONI DI GESÙ CRISTO IN TUTTI GLI AMBIENTI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2010 (VIS). Questa sera, nella Casa “Nossa Senhora do Carmo” di Fatima, il Papa ha incontrato il Vescovi del Portogallo.
Nel suo discorso Benedetto XVI ha affermato: “Il Papa ha bisogno di aprirsi sempre di più al mistero della Croce, abbracciandola quale unica speranza e ultima via per guadagnare e radunare nel Crocifisso tutti i suoi fratelli e sorelle in umanità. Obbedendo alla Parola di Dio, egli è chiamato a vivere non per sé stesso ma per la presenza di Dio nel mondo”.
“In verità” – ha detto il Papa – “i tempi nei quali viviamo esigono un nuovo vigore missionario dei cristiani, chiamati a formare un laicato maturo, identificato con la Chiesa, solidale con la complessa trasformazione del mondo. C’è bisogno di autentici testimoni di Gesù Cristo, soprattutto in quegli ambienti umani dove il silenzio della fede è più ampio e profondo: i politici, gli intellettuali, i professionisti della comunicazione che professano e promuovono una proposta monoculturale, con disdegno per la dimensione religiosa e contemplativa della vita. In tali ambiti non mancano credenti che si vergognano e che danno una mano al secolarismo, costruttore di barriere all’ispirazione cristiana. Nel frattempo, amati Fratelli, quanti difendono in tali ambienti, con coraggio, un vigoroso pensiero cattolico, fedele al Magistero, continuino a ricevere il vostro stimolo e la vostra parola illuminante, per vivere, da fedeli laici, la libertà cristiana”.
“Decisivo” – ha ribadito il Pontefice – “è riuscire ad inculcare in ogni agente evangelizzatore un vero ardore di santità, consapevoli che il risultato deriva soprattutto dall’unione con Cristo e dall’azione del suo Spirito”.
“Quando, nel sentire di molti, la fede cattolica non è più patrimonio comune della società e, spesso, si vede come un seme insidiato e offuscato da ‘divinità’ e signori di questo mondo, molto difficilmente essa potrà toccare i cuori mediante semplici discorsi o richiami morali e meno ancora attraverso generici richiami ai valori cristiani. Il richiamo coraggioso e integrale ai principi è essenziale e indispensabile; tuttavia il semplice enunciato del messaggio non arriva fino in fondo al cuore della persona, non tocca la sua libertà, non cambia la vita. Ciò che affascina è soprattutto l’incontro con persone credenti che, mediante la loro fede, attirano verso la grazia di Cristo, rendendo testimonianza di Lui”.
“In un momento di fatica della Chiesa” – ha detto il Papa – “in un momento in cui si parlava di ‘inverno della Chiesa’, lo Spirito Santo creava una nuova primavera, risvegliando nei giovani e negli adulti la gioia di essere cristiani” – ha detto il Papa esprimendo gioia per il sorgere di tanti movimenti e nuove comunità ecclesiali. “Grazie ai carismi, la radicalità del Vangelo, il contenuto oggettivo della fede, il flusso vivo della sua tradizione vengono comunicati in modo persuasivo e sono accolti come esperienza personale, come adesione della libertà all’evento presente di Cristo”.
“Condizione necessaria, naturalmente, è che queste nuove realtà vogliano vivere nella Chiesa comune”. Esse “devono sentirsi fondamentalmente responsabili della comunione, della fede comune della Chiesa e devono sottomettersi alla guida dei Pastori. Sono questi che devono garantire l’ecclesialità dei movimenti”. “Noi Vescovi” – ha proseguito il Pontefice – “dobbiamo sentire la responsabilità di accogliere questi impulsi che sono doni per la Chiesa e le conferiscono nuova vitalità, ma, dall’altra, dobbiamo anche aiutare i movimenti a trovare la strada giusta, facendo delle correzioni con comprensione – quella comprensione spirituale e umana che sa unire guida, riconoscenza e una certa apertura e disponibilità ad accettare di imparare”.
“Nell’Anno sacerdotale (...), riscoprite, amati Fratelli, la paternità episcopale soprattutto verso il vostro clero. Per troppo tempo si è relegata in secondo piano la responsabilità dell’autorità come servizio alla crescita degli altri, e, prima di tutti, dei sacerdoti. Questi sono chiamati a servire, nel loro ministero pastorale, integrati in un’azione pastorale di comunione o di insieme”.
“Non si tratta di ritornare al passato” – ha detto ancora il Papa – “né di un semplice ritorno alle origini, ma di un ricupero del fervore delle origini, della gioia dell’inizio dell’esperienza cristiana, facendosi accompagnare da Cristo come i ‘discepoli di Emmaus’ nel giorno di Pasqua, lasciando che la sua parola ci riscaldi il cuore, che il ‘pane spezzato’ apra i nostri occhi alla contemplazione del suo volto. Soltanto così il fuoco della carità sarà ardente abbastanza da spingere ogni fedele cristiano a diventare dispensatore di luce e di vita nella Chiesa e tra gli uomini”.
Al termine del suo discorso il Papa ha invitato i Vescovi a “rinvigorire in voi stessi e intorno a voi i sentimenti di misericordia e di compassione per essere in grado di rispondere alle situazioni di gravi carenze sociali. Si costituiscano organizzazioni e si perfezionino quelle già esistenti, perché siano in grado di rispondere con creatività ad ogni povertà, includendo quelle della mancanza di senso della vita e dell’assenza di speranza”.
Il Papa ha elogiato l’impegno dei Vescovi nell’“aiutare le diocesi più bisognose, soprattutto dei Paesi lusofoni. Le difficoltà, che adesso si fanno sentire di più, non vi facciano indebolire nella logica del dono. Continui ben viva, nel Paese, la vostra testimonianza di profeti della giustizia e della pace, difensori dei diritti inalienabili della persona, unendo la vostra voce a quella dei più deboli, che avete saggiamente motivato a possedere voce propria, senza temere mai di alzare la voce in favore degli oppressi, degli umiliati e dei maltrattati”.
Al termine dell’incontro il Papa è rientrato alla Casa “Nossa Sehnora do Carmo” per la cena e il pernottamento.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100514 (880)

giovedì 13 maggio 2010

CONSACRAZIONE VERGINE: CHIESA SI RINNOVI SACERDOTI SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2010 (VIS). Nel primo pomeriggio di oggi il Santo Padre ha preso congedo dalla Nunziatura Apostolica di Lisboa ed è partito in elicottero per Fatima, cittadina di 8.000 abitanti, dove nel 1917 la Vergine apparve ai tre Pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia. Giacinta e Francesco furono beatificati da Giovanni Paolo II nel 2000, anno della sua terza visita a Fatima.

Sul luogo delle apparizioni chiamato “Cova da Iria”, fu costruito il Santuario composto da un “Recinto di preghiera” e da una vasta Spianata sulla quale si affacciano vari edifici. All’estremità nord sorge la Basilica e sulla sinistra si trova la “Capelinha”, la Cappellina delle Apparizioni, costruita nel 1919.

Il Santo Padre ha letto una preghiera davanti alla statua della Vergine nella Cappellina delle Apparizioni, ed ha ricordato che il Venerabile Giovanni Paolo II compì una visita a Maria Vergine di Fatima in tre occasioni, e Le rese grazie “per quella ‘mano invisibile’ che lo ha liberato dalla morte nell’attentato del tredici maggio del 1981”.

“Ringrazio, Madre diletta, le preghiere e i sacrifici che i Pastorelli di Fatima facevano per il Papa, condotti dai sentimenti che tu hai ispirato loro nelle apparizioni. Ringrazio anche tutti coloro che, ogni giorno, pregano per il Successore di Pietro e per le sue intenzioni affinché il Papa sia forte nella fede, audace nella speranza e zelante nell’amore”.

Il Santo Padre ha offerto la Rosa d’Oro “che ho portato da Roma, come omaggio di gratitudine del Papa per le meraviglie che l’Onnipotente ha compiuto per mezzo di Te nei cuori di tanti che vengono pellegrini a questa tua casa materna”.

Successivamente il Papa si è recato alla Chiesa della Santissima Trindade – a 300 metri di distanza – dove ha presieduto la celebrazione dei Vespri con i sacerdoti, i religiosi, i seminaristi e i diaconi.

Nell’omelia il Santo Padre ha espresso la sua riconoscenza e la gratitudine della Chiesa “A tutti voi che avete donato la vita a Cristo” ed ha detto: “Desidero, questa sera, esprimere l’apprezzamento e la riconoscenza ecclesiale. Grazie per la vostra testimonianza spesso silenziosa e per niente facile; grazie per la vostra fedeltà al Vangelo e alla Chiesa”.

“La principale preoccupazione di ogni cristiano, specialmente della persona consacrata e del ministro dell’Altare, deve essere la fedeltà, la lealtà alla propria vocazione, come discepolo che vuole seguire il Signore. (...) Ciò suppone evidentemente una vera intimità con Cristo nella preghiera, poiché sarà l’esperienza forte ed intensa dell’amore del Signore che dovrà portare i sacerdoti e i consacrati a corrispondere in un modo esclusivo e sponsale al suo amore”.

“C’è una solidarietà profonda fra tutti i membri del Corpo di Cristo: non è possibile amarlo senza amare i suoi fratelli. Fu per la salvezza di essi che Giovanni Maria Vianney ha voluto essere sacerdote. (...) Siate solleciti gli uni verso gli altri, sostenendovi fraternamente”.

“Come è importante aiutarvi a vicenda per mezzo della preghiera e con utili consigli e discernimenti!. Riservate particolare attenzione alle situazioni di un certo indebolimento degli ideali sacerdotali oppure al fatto di dedicarsi ad attività che non si accordano integralmente con ciò che è proprio di un ministro di Gesù Cristo”.

“Sebbene il sacerdozio di Cristo sia eterno, la vita dei sacerdoti è limitata. Cristo vuole che altri perpetuino lungo il tempo il sacerdozio ministeriale da Lui istituito. Perciò mantenete, nel vostro intimo e intorno a voi, l’ansia di suscitare – assecondando la grazia dello Spirito Santo – nuove vocazioni sacerdotali tra i fedeli”.

“Cari seminaristi, (...) verificate bene le intenzioni e le motivazioni; dedicatevi con animo forte e spirito generoso alla vostra formazione. L’Eucaristia, centro della vita del cristiano e scuola di umiltà e di servizio, deve essere l’oggetto principale del vostro amore”.

Infine il Papa ha pronunciato un atto di affidamento e di consacrazione dei sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria: “Siamo consapevoli che, senza Gesù, non possiamo fare nulla di buono e che, solo per Lui, con Lui ed in Lui, saremo per il mondo strumento di salvezza”.

“Sposa dello Spirito Santo, ottienici l’inestimabile dono della trasformazione in Cristo. Per la stessa potenza dello Spirito che, estendendo su di Te la sua ombra, ti rese Madre del Salvatore, aiutaci affinché Cristo, tuo Figlio, nasca anche in noi. Possa così la Chiesa, essere rinnovata da santi sacerdoti, trasfigurati dalla grazia di Colui che fa nuove tutte le cose”.

“Aiutaci, con la tua potente intercessione, a non venir mai meno a questa sublime vocazione, a non cedere ai nostri egoismi, alle lusinghe del mondo ed alle suggestioni del Maligno”.

“Madre della Chiesa, noi, sacerdoti, vogliamo essere pastori che non pascolano se stessi, ma si donano a Dio per i fratelli, trovando in questo la loro felicità. Non solo a parole, ma con la vita, vogliamo ripetere umilmente, giorno per giorno, il nostro ‘eccomi”.

Al termine della celebrazione dei Vespri, il Santo Padre si è recato per la cena aalla Casa “Nossa Senhora do Carmo”, Casa per gli Esercizi Spirituali, che fa parte del complesso del Santuario.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100513 (840)

BENEDETTO XVI RECITA IL ROSARIO DAVANTI MADONNA FATIMA

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2010 (VIS). Alle 21:15 (ora del Portogallo), il Santo Padre si è recato in autovettura panoramica alla Cappella delle Apparizioni per la recita del Rosario, alla luce delle fiaccole, con i pellegrini lì riuniti. Prima della preghiera, Benedetto XVI ha benedetto i ceri dei partecipanti e ha rivolto loro alcune parole.

“Cari pellegrini, tutti voi insieme, con la candela accesa in mano” – ha detto il Papa – “sembrate un mare di luce intorno a questa semplice cappella, eretta premurosamente in onore della Madre di Dio e Madre nostra, la cui via di ritorno dalla terra al cielo era apparsa ai Pastorelli come una striscia di luce”.

“Però sia Maria che noi stessi non godiamo di luce propria: la riceviamo da Gesù. La presenza di Lui in noi rinnova il mistero e il richiamo del roveto ardente, quello che un tempo sul monte Sinai ha attirato Mosè e non smette di affascinare quanti si rendono conto di una luce speciale in noi che arde però senza consumarci”.

“A Mosè, Dio aveva ordinato: ‘Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è un suolo santo’ . E così ha fatto; calzerà nuovamente i sandali per andare a liberare il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto e guidarlo alla terra promessa. (...) Lungo il corso della storia del popolo eletto, la promessa della terra va assumendo sempre di più questo significato: la terra è donata perché ci sia un luogo dell’obbedienza, affinché ci sia uno spazio aperto a Dio”.

“Nel nostro tempo, in cui la fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata, la priorità al di sopra di tutte è rendere Dio presente in questo mondo ed aprire agli uomini l’accesso a Dio. Non a un dio qualsiasi, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore portato fino alla fine, in Gesù Cristo crocifisso e risorto. (...) Non abbiate paura di parlare di Dio e di manifestare senza vergogna i segni della fede, facendo risplendere agli occhi dei vostri contemporanei la luce di Cristo”.

“Fratelli e sorelle, in questo luogo stupisce osservare come tre bambini si sono arresi alla forza interiore che li ha invasi nelle apparizioni dell’Angelo e della Madre del Cielo. Qui, dove tante volte ci è stato chiesto di recitare il Rosario, lasciamoci attrarre dai misteri di Cristo, i misteri del Rosario di Maria. (...) Nel meditare i misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi mentre recitiamo le ‘Ave Maria’, contempliamo l’intero mistero di Gesù, dall’Incarnazione fino alla Croce e alla gloria della Risurrezione; contempliamo l’intima partecipazione di Maria a questo mistero e la nostra vita in Cristo oggi, che pure si presenta tessuta di momenti di gioia e di dolore, di ombre e di luce, di trepidazione e di speranza. La grazia invade il nostro cuore suscitando il desiderio di un incisivo ed evangelico cambiamento di vita”.

“Sento che mi accompagnano la devozione e l’affetto dei fedeli qui convenuti e del mondo intero” – ha concluso il Papa – “Porto con me le preoccupazioni e le attese di questo nostro tempo e le sofferenze dell’umanità ferita, i problemi del mondo, e vengo a deporli ai piedi della Madonna di Fatima: Vergine Madre di Dio e nostra Madre carissima, intercedi per noi presso il tuo Figlio perché tutte le famiglie dei popoli, sia quelle che si distinguono con il nome cristiano, sia quelle che ignorano ancora il loro Salvatore, vivano in pace e concordia fino a ricongiungersi in un solo popolo di Dio a gloria della santissima e indivisibile Trinità”.

Al termine della recita del Santo Rosario, Benedetto XVI è rientrato alla casa “Nossa Senhora do Carmo”. Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa alla vigilia della festa mariana del 13 maggio.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100513 (650)

LA LUCE DEI PASTORELLI È IL FIGLIO DI DIO FATTO UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2010 (VIS). Oggi, memoria della Beata Maria Vergine di Fatima, decimo anniversario della Beatificazione dei Pastorelli Giacinta e Francesco, il Papa ha celebrato l’Eucaristia sulla Spianata del Santuario di Fatima con la partecipazione di mezzo milione di persone.

Nell’omelia il Santo Padre ha affermato: “Sono venuto a Fatima per gioire della presenza di Maria e della sua materna protezione. (...) Sono venuto a Fatima per pregare, con Maria e con tanti pellegrini, per la nostra umanità afflitta da miserie e sofferenze, (...) per affidare alla materna protezione di Maria i sacerdoti, i consacrati e le consacrate, i missionari e tutti gli operatori di bene che rendono accogliente e benefica la Casa di Dio”.

Nel ricordare le “innocenti e profonde confidenze mistiche dei Pastorelli” – ha affermato Benedetto XVI – “qualcuno potrebbe guardarli con un po’ di invidia perché essi hanno visto, oppure con la delusa rassegnazione di chi non ha avuto la stessa fortuna, ma insiste nel voler vedere”.

“Le Scritture” – ha proseguito il Pontefice – “ci invitano a credere. (...) Dio può raggiungerci, offrendosi alla nostra visione interiore. Di più, quella Luce nell’intimo dei Pastorelli, che proviene dal futuro di Dio, è la stessa che si è manifestata nella pienezza dei tempi ed è venuta per tutti: il Figlio di Dio fatto uomo. (...) Perciò la nostra speranza ha fondamento reale, poggia su un evento che si colloca nella storia e al tempo stesso la supera: è Gesù di Nazaret”.

“La fede in Dio” – ha sottolineato il Pontefice – “apre all’uomo l’orizzonte di una speranza certa che non delude; indica un solido fondamento sul quale poggiare, senza paura, la propria vita; richiede l’abbandono, pieno di fiducia, nelle mani dell’Amore che sostiene il mondo”.

Nel richiamare l’attenzione sul fatto che “i Pastorelli hanno fatto della loro vita un’offerta a Dio e una condivisione con gli altri per amore di Dio”, il Santo Padre ha affermato: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. (...) L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo… Nella Sacra Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la città degli uomini e lo stesso fa qui, in Fatima, quando la Madonna domanda: ‘Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?’”.

“Con la famiglia umana pronta a sacrificare i suoi legami più santi sull’altare di gretti egoismi di nazione, razza, ideologia, gruppo, individuo, è venuta dal Cielo la nostra Madre benedetta offrendosi per trapiantare nel cuore di quanti le si affidano l’Amore di Dio che arde nel suo”.

Benedetto XVI ha concluso l’omelia affermando: “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.

Al termine della Santa Messa, il Papa si è rivolto ai malati presenti e a quanti lo seguivano attraverso la radio e la televisione con queste parole: “Fratello e Sorella mia, agli occhi di Dio hai ‘un valore così grande da essersi Egli stesso fatto uomo per poter com-patire con l’uomo, (...), in carne e sangue, come ci viene dimostrato nel racconto della Passione di Cristo. Da lì in ogni sofferenza umana è entrato uno che condivide la sofferenza e la sopportazione; da lì si diffonde in ogni sofferenza la ‘con-solatio’, la consolazione dell’amore partecipe di Dio. (...) Potrai superare la sensazione di inutilità della sofferenza che consuma la persona nell’intimo di se stessa e la fa sentire un peso per gli altri, quando, in verità, la sofferenza, vissuta con Gesù, serve per la salvezza dei fratelli”.

“Il divin Maestro, più che dilungarsi a spiegare le ragioni della sofferenza, ha preferito chiamare ciascuno a seguirlo, dicendo: ‘Prendi la tua croce e seguimi’. Vieni con me. Prendi parte, con la tua sofferenza, a quest’opera di salvezza del mondo, che si realizza mediante la mia sofferenza, per mezzo della mia Croce. Man mano che abbracci la tua croce, unendoti spiritualmente alla mia Croce, si svelerà ai tuoi occhi il significato salvifico della sofferenza. Troverai nella sofferenza la pace interiore e perfino la gioia spirituale”.

“Cari malati” – ha detto ancora il Santo Padre – “accogliete questa chiamata di Gesù che passerà accanto a voi nel Santissimo Sacramento e affidategli ogni contrarietà e pena che affrontate, affinché diventino – secondo i Suoi disegni – mezzo di redenzione per il mondo intero. Voi sarete redentori del Redentore, come siete figli nel Figlio. Presso la croce ... si trova la Madre di Gesù, la nostra Madre”.

Prima di congedarsi, Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto in varie lingue ai numerosi pellegrini presenti.

Infine il Papa ha compiuto una visita alle tombe dei Pastorelli situate nella Basilica del Santuario di Fatima e quindi è rientrato alla Casa “Nossa Senhora do Carmo” per il pranzo con i Vescovi del Portogallo e il Seguito papale.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100513 (820)

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Hà Nôi (Viêt Nam), presentata dall’Arcivescovo Joseph Ngô Quang Kiêt, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Pierre Nguyên Vân Nhon, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Padre Paul Nguyên Thai Hop, O.P., Vescovo di Vinh (superficie: 30.594; popolazione: 6.090.000; cattolici: 486.234; sacerdoti: 167; religiosi: 610), (Viêt Nam). Il Vescovo eletto è nato nel 1945 a Lang Anh (Viêt Nam) ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Finora Professore presso l’Università Statale di Hochminh Ville (Viêt Nam), succede al Vescovo Paul-Marie Cao Dinh Thuyên, M.S.C., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
RE:NER/ VIS 20100513 (140)

mercoledì 12 maggio 2010

INTERVISTA AL PAPA DURANTE VOLO PER LISBOA


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Come di consueto, a bordo dell’aereo papale per Lisboa, il Santo Padre Benedetto XVI ha risposto, questa mattina, alle domande dei giornalisti che lo accompagnavano.
Nella domanda relativa alla secolarizzazione sperimentata in questo momento dal Portogallo, in passato profondamente cattolico, il Santo Padre ha risposto che il Portogallo “ha portato questa fede in tutte le parti del mondo; una fede coraggiosa, intelligente e creativa; (...) La dialettica tra secolarismo e fede in Portogallo ha una lunga storia. (...) In questi secoli di dialettica tra illuminismo, secolarismo e fede, non mancavano mai persone che volevano creare dei ponti e creare un dialogo”.
“Penso che proprio il compito e la missione dell’Europa in questa situazione è trovare questo dialogo, integrare fede e razionalità moderna in un'unica visione antropologica, che completa l’essere umano e rende così anche comunicabili le culture umane. Perciò direi che la presenza del secolarismo è una cosa normale, ma la separazione, la contrarietà tra secolarismo e cultura della fede è anomala e deve essere superata. La grande sfida di questo momento è che i due si incontrino e così trovino la loro vera identità. Questa, come ho detto, è una missione dell’Europa e la necessità umana in questa nostra storia".
Rispondendo alla domanda relativa alla attuale crisi economica che potrebbe mettere a rischio, secondo alcuni, il futuro dell’Unione Europea, il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che: “l’etica non è una cosa esterna, ma interna alla razionalità e al pragmatismo economico. D’altra parte, dobbiamo anche confessare che la fede cattolica, cristiana, spesso era troppo individualistica, lasciava le cose concrete, economiche al mondo e pensava solo alla salvezza individuale”.
“Tutta la tradizione della Dottrina sociale della Chiesa va in questo senso - di allargare l’aspetto etico e della fede al di sopra dell’individuo, alla responsabilità verso il mondo, ad una razionalità ‘performata’ dall’etica. D’altra parte, gli ultimi avvenimenti sul mercato, in questi ultimi due, tre anni, hanno mostrato che la dimensione etica è interna e deve entrare nell’interno dell’agire economico, perché l’uomo è uno, e si tratta dell’uomo, di un’antropologia sana, che implica tutto, e solo così si risolve il problema, solo così l’Europa svolge e realizza la sua missione"
Con la terza domanda sul significato delle Apparizioni di Fatima, è stato chiesto al Papa se il terzo segreto possa estendersi, al di là dell’attentato a Giovanni Paolo II, anche alle sofferenze della Chiesa di oggi per i peccati degli abusi sessuali sui minori.
“Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa” – ha risposto Benedetto XVI – “che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. Perciò è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della Chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta per la Chiesa e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano. Il Signore ci ha detto che la Chiesa sarebbe stata sempre sofferente, in modi diversi, fino alla fine del mondo. L’importante è che il messaggio, la risposta di Fatima, sostanzialmente non va a devozioni particolari, ma proprio alla risposta fondamentale, cioè conversione permanente, penitenza, preghiera, e le tre virtù cardinali: fede, speranza e carità. Così vediamo qui la vera e fondamentale risposta che la Chiesa deve dare, che noi, ogni singolo, dobbiamo dare in questa situazione”.
“Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di reimparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia”.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100512 (690)

SOLO CRISTO PUÒ SODDISFARE PROFONDI ANELITI DEL CUORE


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Alle 17:30, lasciata la Nunziatura Apostolica, il Santo Padre si è diretto in autovettura panoramica al Terriero do Paço di Lisboa, dove, prima della celebrazione eucaristica, alla quale hanno partecipato 200.000 persone, il Sindaco di Lisboa ha consegnato al Papa le chiavi della città.
“In questa città di Lisbona, da dove sono partiti in grande numero generazioni e generazioni di cristiani” – ha detto il Papa nell’omelia – “glorioso è il posto che il Portogallo si è guadagnato in mezzo alle nazioni per il servizio offerto alla diffusione della fede: nelle cinque parti del mondo ci sono Chiese locali che hanno avuto origine dall’azione missionaria portoghese”.
“In passato” – ha proseguito il Pontefice – “la vostra partenza alla ricerca di altri popoli non ha impedito né distrutto i vincoli con ciò che eravate e credevate, anzi, con cristiana saggezza, siete riusciti a trapiantare esperienze e particolarità, aprendovi al contributo degli altri per essere voi stessi, in un’apparente debolezza che è forza. Oggi, partecipando all’edificazione della Comunità europea, portate il contributo della vostra identità culturale e religiosa”.
“Nel fiume vivo della Tradizione ecclesiale, Cristo non si trova a duemila anni di distanza, ma è realmente presente tra noi e ci dona la Verità, ci dona la luce che ci fa vivere e trovare la strada verso il futuro. Presente nella sua Parola, nell’assemblea del popolo di Dio con i suoi Pastori e, in modo eminente, nel sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, Gesù è qui con noi”.
“Sappiamo” – ha affermato il Papa – “che non mancano alla Chiesa figli riottosi e persino ribelli, ma è nei Santi che la Chiesa riconosce i propri tratti caratteristici e, proprio in loro, assapora la sua gioia più profonda”.
“La priorità pastorale è quella di fare di ogni donna e uomo cristiani una presenza raggiante della prospettiva evangelica in mezzo al mondo, nella famiglia, nella cultura, nell’economia, nella politica. Spesso ci preoccupiamo affannosamente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia, ciò che purtroppo è sempre meno realista”.
“Affinché ciò non accada” – ha sottolineato il Pontefice – “bisogna annunziare di nuovo con vigore e gioia l’evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del cristianesimo, fulcro e sostegno della nostra fede, leva potente delle nostre certezze, vento impetuoso che spazza via qualsiasi paura e indecisione, qualsiasi dubbio e calcolo umano. La risurrezione di Cristo ci assicura che nessuna potenza avversa potrà mai distruggere la Chiesa”.
“Quindi” – ha proseguito il Santo Padre – “la nostra fede ha fondamento, ma c’é bisogno che questa fede diventi vita in ognuno di noi. (...) Soltanto Cristo può soddisfare pienamente i profondi aneliti di ogni cuore umano e dare risposte ai suoi interrogativi più inquietanti circa la sofferenza, l’ingiustizia e il male, sulla morte e la vita nell’Aldilà”.
“Non dubitate mai della sua presenza!” – ha esortato il Pontefice – “Cercate sempre il Signore Gesù, crescete nella amicizia con lui, ricevetelo nella comunione. Imparate ad ascoltare la sua parola e anche a riconoscerlo nei poveri. Vivete la vostra esistenza con gioia ed entusiasmo, sicuri della sua presenza e della sua amicizia gratuita, generosa, fedele fino alla morte di croce”.
“Testimoniate a tutti” – ha concluso il Pontefice – “la gioia per questa sua presenza forte e soave, cominciando dai vostri coetanei. Dite loro che è bello essere amico di Gesù e vale la pena seguirlo. Con il vostro entusiasmo mostrate che, fra tanti modi di vivere che il mondo oggi sembra offrici – apparentemente tutti dello stesso livello –, l’unico in cui si trova il vero senso della vita e quindi la gioia vera e duratura è seguendo Gesù”.
Prima di concludere le Celebrazione Eucaristica, il Papa ha dato lettura di un breve messaggio in occasione del 50° anniversario della fondazione del Santuario di Cristo Re in Almada (Diocesi di Setúbal). “Vorrei da qui additare” – ha detto Benedetto XVI – alle nuove generazioni gli esempi di speranza in Dio e lealtà al voto fatto, che in esso ci hanno lasciato scolpiti i Vescovi e i Fedeli cristiani di allora, in segno di amore e riconoscenza per la preservazione della pace in Portogallo”.
Infine il Papa è rientrato nella Nunziatura Apostolica per la cena. Ascoltando i canti di un gruppo di giovani di varie parrocchie e movimenti ecclesiali, il Santo Padre si è affacciato al balcone della Nunziatura per salutarli e benedirli.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100512 (730)

RICERCA VERITÀ PER LA CHIESA MISSIONE IRRINUNCIABILE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2010 (VIS). A conclusione della celebrazione della Santa Messa in privato, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato al Centro Culturale di Belém per l’incontro con i rappresentanti del mondo della cultura. Il Papa è stato accolto dal Vescovo Manoel Clemente, di Porto, Presidente della Commissione episcopale per la cultura e dal regista Manoel de Oliveira, che ha rivolto al Pontefice alcune parole di saluto.
Nel suo discorso il Papa ha affermato che: “Oggi la cultura riflette una ‘tensione’, che alle volte prende forme di ‘conflitto’, fra il presente e la tradizione. La ‘valorizzazione del ‘presente’, però, quale fonte ispiratrice del senso della vita, sia individuale che sociale, si scontra con la forte tradizione culturale del Popolo portoghese, profondamente segnata dal millenario influsso del cristianesimo e con un senso di responsabilità globale; esso si è affermato nell’avventura delle scoperte e nello zelo missionario, condividendo il dono della fede con altri popoli”.
“Questo ‘conflitto’ fra la tradizione e il presente si esprime nella crisi della verità” – ha affermato il Papa aggiungendo che: “Un popolo che smette di sapere quale sia la propria verità, finisce perduto nei labirinti del tempo e della storia, privo di valori chiaramente definiti e senza grandi scopi chiaramente enunciati”, ma “La fedeltà all’uomo esige la fedeltà alla verità che, sola, è garanzia di libertà e della possibilità di uno sviluppo umano integrale. Per questo la Chiesa la ricerca, l’annunzia instancabilmente e la riconosce ovunque essa si palesi. Questa missione di verità è per la Chiesa irrinunciabile”.
“Per una società formata in maggioranza da cattolici e la cui cultura è stata profondamente segnata dal cristianesimo, si rivela drammatico il tentativo di trovare la verità al di fuori di Gesù Cristo. Per noi, cristiani, la Verità è divina; è il ‘Logos’ eterno, che ha acquisito espressione umana in Gesù Cristo (...) La convivenza della Chiesa, nella sua ferma adesione al carattere perenne della verità, con il rispetto per altre ‘verità’, o con la verità degli altri, è un apprendistato che la Chiesa stessa sta facendo. In questo rispetto dialogante si possono aprire nuove porte alla trasmissione della verità”.
“’La Chiesa deve venire a dialogo con il mondo in cui si trova a vivere. La Chiesa si fa parola, la Chiesa si fa messaggio, la Chiesa si fa dialogo’” - ha detto Benedetto XVI citando le parole di Papa Paolo VI – “Infatti, il dialogo senza ambiguità e rispettoso delle parti in esso coinvolte è oggi una priorità nel mondo, alla quale la Chiesa non intende sottrarsi. (...) Constatata la diversità culturale, bisogna far sì che le persone non solo accettino l’esistenza della cultura dell’altro, ma aspirino anche a venire arricchite da essa e ad offrirle ciò che si possiede di bene, di vero e di bello”. “’Per additare nuovi mondi al mondo’” – ha affermato il Santo Padre con l’Autore di ‘Os Lusiades’, Luigi di Camões, poeta nazionale: “Voi, operatori della cultura in ogni sua forma, creatori di pensiero e di opinione, ‘avete, grazie al vostro talento, la possibilità di parlare al cuore dell’umanità, di toccare la sensibilità individuale e collettiva, di suscitare sogni e speranze, di ampliare gli orizzonti della conoscenza e dell’impegno umano. (…) di dialogare con i credenti, con chi come voi, si sente pellegrino nel mondo e nella storia verso la Bellezza infinita’”.
“Proprio con lo scopo di ’mettere il mondo moderno in contatto con le energie vivificanti e perenni del Vangelo’” - ha affermato Benedetto XVI citando Papa Giovanni XXIII – “si è realizzato il Concilio Vaticano II, nel quale la Chiesa, partendo da una rinnovata consapevolezza della tradizione cattolica, prende sul serio e discerne, trasfigura e supera le critiche che sono alla base delle forze che hanno caratterizzato la modernità, ossia la Riforma e l’Illuminismo. Così da sé stessa la Chiesa accoglieva e ricreava il meglio delle istanze della modernità, da un lato superandole e, dall’altro evitando i suoi errori e vicoli senza uscita. L’evento conciliare ha messo i presupposti per un autentico rinnovamento cattolico e per una nuova civiltà – la ‘civiltà dell’amore’ - come servizio evangelico all’uomo e alla società”.
“La Chiesa” – ha concluso il Papa – “ritiene come sua missione prioritaria, nella cultura attuale, tenere desta la ricerca della verità e, conseguentemente, di Dio; portare le persone a guardare oltre le cose penultime e mettersi alla ricerca delle ultime”.
Al termine dell’incontro con i rappresentanti del mondo della cultura, il Pontefice ha fatto ritorno alla Nunziatura Apostolica di Lisboa per l’incontro con il Primo Ministro del Portogallo Signor José Socrates Carvalho Pinto de Sousa.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100512 (770)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Timothy L. Doherty, Vescovo di Lafayette in Indiana (superficie: 25.455; popolazione: 1.296.384; cattolici: 108.000; sacerdoti: 98; religiosi: 81; diaconi permanenti: 17), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Rockford (Stati Uniti d’America), ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Finora Parroco della “St. Catherine of Siena Church” a Dundee e della “St. Mary Mission Church” a Gilberts (Stati Uniti d’America), succede al Vescovo William L. Higi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20100512 (110)

martedì 11 maggio 2010

IL PAPA IN PORTOGALLO PELLEGRINO MADONNA DI FATIMA

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Alle 9:10 (ora locale) di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI è partito dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino diretto a Lisboa, dove, dopo un volo di 3 ore, alle 11:00 (ora del Portogallo) è atterrato all'aeroporto internazionale Portela, dando inizio al suo quindicesimo Viaggio Apostolico fuori d'Italia.

  Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica Anibal Cavaco Silva e dal Cardinale José da Cruz Policarpo, Patriarca di Lisboa. Alla cerimonia di benvenuto erano presenti diverse Autorità politiche e civili e alcuni Vescovi del Portogallo.

  "Vengo nelle vesti di pellegrino della Madonna di Fatima" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "investito dall'Alto nella missione di confermare i miei fratelli che avanzano nel loro pellegrinaggio verso il Cielo".

  "La Vergine Maria è venuta dal Cielo per ricordarci verità del Vangelo che costituiscono per l'umanità, fredda di amore e senza speranza nella salvezza, sorgente di speranza. Certo, questa speranza ha come prima e radicale dimensione non la relazione orizzontale, ma quella verticale e trascendente. La relazione con Dio è costitutiva dell'essere umano: questi è stato creato e ordinato verso Dio, cerca la verità nella propria struttura conoscitiva, tende verso il bene nella sfera volitiva, ed è attratto dalla bellezza nella dimensione estetica".

  "La coscienza è cristiana" - ha detto il Santo Padre - "nella misura in cui si apre alla pienezza della vita e della sapienza, che abbiamo in Gesù Cristo. La visita, che ora inizio sotto il segno della speranza, intende essere una proposta di sapienza e di missione".

  "Da una visione sapiente sulla vita e sul mondo deriva il giusto ordinamento della società" - ha affermato il Pontefice - "Posta nella storia, la Chiesa è aperta per collaborare con chi non marginalizza né riduce al privato l'essenziale considerazione del senso umano della vita. Non si tratta di un confronto etico fra un sistema laico e un sistema religioso, bensì di una questione di senso alla quale si affida la propria libertà. Ciò che distingue è il valore attribuito alla problematica del senso e la sua implicazione nella vita pubblica".

  Benedetto XVI ha ricordato in proposito che l'instaurazione della repubblica, cento anni fa, in Portogallo, "ha aperto, nella distinzione fra Chiesa e Stato, un nuovo spazio di libertà per la Chiesa, a cui i due Concordati del 1940 e del 2004 avrebbero dato forma, in ambiti culturali e prospettive ecclesiali assai segnate da rapidi cambiamenti. Le sofferenze causate dalle trasformazioni sono state in genere affrontate con coraggio".

  "Il vivere nella pluralità di sistemi di valori e di quadri etici richiede un viaggio al centro del proprio io e al nucleo del cristianesimo per rinforzare la qualità della testimonianza fino alla santità, trovare sentieri di missione fino alla radicalità del martirio", ha concluso il Santo Padre.

  Al termine del suo discorso Benedetto XVI ha raggiunto la Nunziatura Apostolica di Lisboa da dove, alle 12:30 (ora del Portogallo), si è recato in automobile al Mosteiro dos Jerónimos, distante nove chilometri. Il Monastero è stato costruito nel periodo 1502-1580 sul piccolo eremo Santa Maria de Belém, e poi donato dal re Manuel I all'Ordine dei Frati di San Girolamo.

  Il complesso viene utilizzato attualmente dal Cerimoniale portoghese per l'accoglienza dei Capi di Stato. Il luogo ha un particolare significato simbolico in relazione ai viaggi degli esploratori e dei missionari portoghesi, ricordati anche dal vicino monumento di Torre di Belém. Dal 1983, il sito è sulla lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Infine, il complesso monumentale ha fatto da cornice per la cerimonia della firma del nuovo "Trattato di Lisbona" dell'Unione Europea, il 13 dicembre 2007.

  Benedetto XVI è stato accolto dal presidente Cavaco Silva e della Consorte e al termine della cerimonia di benvenuto, accompagnato dal Cardinale da Cruz Policarpo, ha compiuto una breve visita all'antica Chiesa di Santa María de Belém dove si è raccolto per alcuni istanti in preghiera davanti al Santissimo Sacramento posto sull'altare. La breve visita si è conclusa nel chiostro del Monastero.

  Alle 13:15 (ora del Portogallo), il Papa ha percorso in autovettura panoramica i 400 metri che lo separavano dal Palácio de Belém, costruito nel XVI secolo e residenza dei sovrani portoghesi fino alla data della dichiarazione della Repubblica nel 1911, quando divenne residenza ufficiale del Presidente della Repubblica.

  Nel Palácio de Belém, dove il Papa ha compiuto la visita di cortesia al Presidente della Repubblica del Portogallo, Benedetto XVI ha apposto la sua firma nel Libro d'Oro. Al termine dell'Incontro il Papa ha salutato i familiari del Presidente e il personale  del Palazzo radunato nel giardino. Infine ha fatto ritorno alla Nunziatura Apostolica di Lisboa per il pranzo.
PV-PORTOGALLO/                               VIS 20100511 (800)

NUOVA ININFRASTRUTTURA DI COMUNICAZIONE IN FIBRA OTTICA IN VATICANO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Un Comunicato, reso pubblico questa mattina, rende noto che il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e Telecom Italia hanno annunciato, questa mattina, la firma del Contratto per la Fornitura del primo nucleo dell'infrastruttura di Comunicazione Integrata per lo Stato della Città del Vaticano, consistente in un'infrastruttura di rete IP a Larga Banda, in grado di supportare servizi evoluti di fonia, dati e video nell'ambito territoriale della Santa Sede e dello Stato Città del Vaticano.

  Il piano prevede, tra le altre cose, il collegamento in fibra ottica delle dieci sedi extraterritoriali più significative, incluse le Ville Pontificie di Castel Gandolfo e la stazione radio di Santa Maria di Galeria.
OP/                                       VIS 20100511 (130)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Eduardo A. Nevares, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Phoenix (superficie: 113.831; popolazione: 4.415.210; cattolici: 706.433; sacerdoti: 328; religiosi: 317; diaconi permanenti: 269), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a San Antonio (Stati Uniti d'America), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. È stato finora Vice-Rettore del "Pontifical College Josephinum" a Columbus (Stati Uniti d'America).

- Presidente della Commissione Disciplinare della Curia Romana, il Vescovo Giorgio Corbellini, Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, finora Membro della medesima Commissione.
NEA:NA/                                   VIS 20100511 (100)

lunedì 10 maggio 2010

CONSEGNATO EDITORE SECONDO VOLUME “GESÙ DI NAZARETH”

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che: “Il testo definitivo del secondo volume dell’opera ‘Gesù di Nazareth’ di Sua Santità Benedetto XVI è stato consegnato nei giorni scorsi agli editori incaricati della pubblicazione. Questo secondo volume è dedicato alla Passione e alla Risurrezione, e riprende dal punto dove finiva il primo volume”.

“L’originale tedesco è stato affidato allo stesso tempo a Manuel Herder – l’editore che sta curando l’opera completa (“Gesammelte Schriften”) di Joseph Ratzinger – e a Don Giuseppe Costa, Direttore della Libreria Editrice Vaticana. Sarà quest’ultima – come editore principale – a provvedere alla concessione dei diritti, a pubblicare l’edizione italiana, e ad affidare il testo ad altri editori per le diverse traduzioni nella varie lingue, che saranno condotte direttamente sull’originale tedesco”.

“Si auspica che la pubblicazione del libro avvenga in modo contemporaneo nelle lingue di maggiore diffusione, essa quindi, per quanto rapida, richiederà ancora diversi mesi, dati i tempi necessari alla traduzione accurata di un testo tanto importante e atteso”.
OP/ VIS 20100510 (180)

MARIA PROTAGONISTA PRIMI PASSI COMUNITÀ CRISTIANA

CONGRESSO EUCARISTICO BRASILE E VIAGGIO PORTOGALLO

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2010 (VIS). Dopo la recita del Regina Caeli, il Papa ha rivolto un messaggio al popolo brasiliano, che dal 13 al 16 maggio prossimo celebra a Brasilia il XVI Congresso Eucaristico Nazionale.

“Nel tema del Congresso” – ha detto il Santo Padre – “appaiono le parole dei discepoli di Emmaus ‘Rimani con noi, Signore’, che esprimono il desiderio che palpita nel cuore di ogni essere umano. Che tutti voi, pastori e popolo fedele, riscopriate che il cuore del Brasile è l’Eucaristia. Proprio nel Santissimo Sacramento dell’Altare Gesù dimostra la sua volontà di rimanere con noi, di vivere in noi, di donarsi a noi. La sua adorazione ci porta a riconoscere il primato di Dio, Egli può trasformare il cuore degli uomini, elevandoli all’unione con Cristo in un solo Corpo”.

“Di fatto” – ha proseguito il Pontefice – “nel ricevere il Corpo del Signore Risorto, sperimentiamo la comunione con un Amore che non possiamo tenere per noi stessi:
esso esige che lo comunichiamo agli altri per poter costruire così una società più giusta. Essendo prossimi alla chiusura dell’Anno Sacerdotale, invito tutti i sacerdoti a coltivare una spiritualità profondamente eucaristica sull’esempio del Santo Curato d’Ars che, cercando di unire il suo sacrificio personale al sacrifico di Cristo presente sull’Altare, esclamava: ‘Quanto bene fa un sacerdote nell’offrirsi in sacrificio a Dio tutti i giorni!’. Mentre invoco, per intercessione di Nuestra Señora Aparecida, le più grandi grazie del cielo affinché, alimentati dall’Eucaristia, pane dell’unità, si convertano in autentici discepoli missionari, di cuore concedo a tutti la Benedizione Apostolica”.

Successivamente, nel salutare i fedeli di lingua inglese presenti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che martedì 11 maggio ha inizio il suo Viaggio Apostolico in Portogallo in occasione del decimo anniversario della beatificazione dei due pastorelli Giacinta e Francesco. “Chiedo le vostre preghiere per il buon esito di questo viaggio e a mia volta assicuro le mie preghiere a Nostra Signora di Fatima per tutto il Popolo di Dio”.
ANG/ VIS 20100510 (340)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Patrick Hoogmartens, di Hasselt.

- Il Vescovo Aloysius Jousten, di Liège.

- Il Vescovo Guy Harpigny, di Tournai.

- Il Monsignor Jean-Marie Huet, Amministratore Diocesano di Namur, con l’Ausiliare Vescovo Pierre Warin.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20100510 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Józef Kowalczyk, Primate della Polonia e Arcivescovo Metropolita di Gniezno (superficie: 8.122, popolazione: 676.199; cattolici: 667.011; sacerdoti: 541; religiosi: 340), Polonia. Finora Rappresentante Pontificio in Polonia, succede all’Arcivescovo Henryk Józef Muszynski, Primate della Polonia, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Reverendo Victor Emilio Masalles Pere, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Santo Domingo (superficie: 4.032; popolazione: 5.447.000; cattolici: 4.794.392; sacerdoti: 447; religiosi: 2.774; diaconi permanenti: 155), Repubblica Dominicana. Il Vescovo eletto, è nato a Barcelona (Spagna) nel 1961, ha ricevuto l’ordinazione presbiterale nel 1991. È stato finora Parroco di “José da Calasanz” in Santo Domingo.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Augsburg (Germania), presentata dal Vescovo Walter Mixa, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico e la rinuncia all’ufficio di Ordinario Militare per la Repubblica Federale di Germania, presentata dal medesimo Vescovo.

- Ha nominato l’Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in India, e finora Nunzio Apostolico in Thailandia, in Singapore ed in Cambogia e Delegato Apostolico in Myanmar, in Laos, in Malaysia e in Brunei.

- Ha nominato il Vescovo Kyrillos William, di Assiut, Lycopolis dei Copti (Egitto), Membro del Consiglio Speciale per l’Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Ha nominato l’Arcivescovo Iván Antonio Marín López, di Popayán (Colombia), e l’Arcivescovo José Horacio Gómez, Coadiutore di Los Angeles (Stati Uniti d’America), Membro del Consiglio Speciale per l’America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
NER:RE:NEA:NN:NA/ VIS 20100510 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Patrick Hoogmartens, di Hasselt.

- Il Vescovo Aloysius Jousten, di Liège.

- Il Vescovo Guy Harpigny, di Tournai.

- Il Monsignor Jean-Marie Huet, Amministratore Diocesano di Namur, con l’Ausiliare Vescovo Pierre Warin.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20100510 (80)

TESTIMONIARE FEDE ED ESSERE LIEVITO SOCIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Riferendosi a quanto letto nei rapporti quinquennali presentati dai Presuli sulle diverse Diocesi, il Papa ha menzionato “la diminuzione del numero di battezzati che testimoniano apertamente la propria fede e la propria appartenenza alla Chiesa, l’elevazione progressiva della media dell’età del clero, dei religiosi e delle religiose, l’insufficienza delle persone ordinate o consacrate impegnate nella pastorale attiva e nell’ambito educativo e sociale, il numero limitato di candidati al sacerdozio e alla vita consacrata”.

“La formazione cristiana, soprattutto quella delle giovani generazioni, le questioni relative al rispetto della vita e all’istituzione del matrimonio e della famiglia costituiscono altri punti sensibili. Si possono ancora menzionare le situazioni complesse e sovente preoccupanti legate alla crisi economica, alla disoccupazione, all’integrazione sociale degli immigrati, a una coesistenza pacifica delle diverse comunità linguistiche e culturali della Nazione”.

“Un avvenimento significativo” – ha sottolineato il Papa – “per il presente e per il futuro, è stata la canonizzazione del Padre Damien De Veuster. (...) La sua grandezza, (...) risiede nella sua ricchezza interiore, nella sua costante preghiera, nella sua unione con Cristo che egli vedeva presente nei fratelli ai quali, come a Cristo, egli si donava senza riserve. In questo Anno Sacerdotale, è bene proporre il suo esempio sacerdotale e missionario, particolarmente ai sacerdoti e ai religiosi”.

“Le diminuzione del numero dei sacerdoti non deve essere intesa come un processo inevitabile” – ha sottolineato il Papa – “È necessario e urgente assegnare al ministero sacerdotale il suo giusto posto e riconoscerne l’insostituibile carattere sacramentale. Ne risulta di conseguenza la necessità di una vasta e seria pastorale delle vocazioni, fondata sull’esemplarità della santità dei sacerdoti, sull’attenzione ai germi di vocazione presenti in molti giovani e sulla preghiera assidua e fiduciosa, secondo le raccomandazioni di Gesù”.

Il Santo Padre ha espresso gratitudine e ha lodato l’opera dei sacerdoti, dei religiosi e dei missionari ed ha sottolineato che: “Solo Cristo calma la tempesta, solo Cristo ridona forza e coraggio per condurre una vita santa e piena di fedeltà al ministero, alla consacrazione a Dio e alla testimonianza cristiana”.

“È importante che i sacerdoti dedichino particolare cura alle celebrazioni liturgiche, in particolare all’Eucaristia” – ha detto ancora il Papa - “È necessario che le celebrazioni si svolgano nel rispetto della tradizione liturgica della Chiesa, con la partecipazione attiva dei fedeli, secondo il ruolo che corrisponde a ciascuno di essi, unendosi al mistero pasquale di Cristo”.

“Nei vostri rapporti” – ha proseguito il Pontefice – “voi vi dimostrate attenti alla formazione dei laici, in vista di un inserimento sempre più efficace nell’animazione delle realtà temporali. (...) È bene discernere tutte le possibilità che scaturiscono dalla vocazione comune dei laici alla santità e all’impegno apostolico, nel rispetto delle distinzione essenziale fra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli”.

“Tutti i membri della Comunità cattolica” – ha concluso il Pontefice – “in modo particolare i laici, sono chiamati a testimoniare apertamente la loro fede e ad essere lievito nella società, rispettando la sana laicità delle istituzioni pubbliche e le altre confessioni religiose. Una tale testimonianza non può limitarsi al solo incontro personale, ma deve anche assumere le caratteristiche di una proposta pubblica, rispettosa ma legittima, dei valori ispirati dal messaggio evangelico di Cristo”.
AL/ VIS 20100510 (570)

sabato 8 maggio 2010

CARDINALE POGGI PROTAGONISTA OSTPOLITIK VATICANA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri Papa Benedetto XVI ha presieduto il rito della “Ultima Commendatio” e della “Valedictio” al termine della Liturgia Esequiale del Cardinale Luigi Poggi, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa, mancato il 4 maggio scorso, all’età di 92 anni. La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, con gli altri Cardinali presenti a Roma.
“Dinanzi al mistero della morte” – ha detto il Papa – “per l’uomo che non ha fede tutto sembrerebbe andare irrimediabilmente perduto. È la parola di Cristo, allora, a rischiarare il cammino della vita e a conferire valore ad ogni suo momento. (...) In questo orizzonte di fede il nostro compianto Fratello ha condotto tutta la propria esistenza, consacrata a Dio e al servizio dei fratelli, divenendo così testimone di quelle fede coraggiosa che sa fidarsi di Dio”.
“Possiamo dire che l’intera missione sacerdotale del Cardinale Luigi Poggi è stata dedicata al diretto servizio della Santa Sede”, ha affermato il Pontefice ricordando le varie tappe della missione del Porporato. “Nel 1945 iniziò il suo lavoro presso l’allora Prima Sezione della Segreteria di Stato: anni difficili” – ha commentato il Papa – “nel corso dei quali egli non si risparmiò nel servire la Chiesa”.
Nella primavera del 1963, presso il governo della Repubblica Tunisina si impegnò ”per arrivare ad un ‘modus vivendi’ tra la Santa Sede e il Governo di quel Paese circa la situazione giuridica della Chiesa Cattolica in Tunisia, nell’aprile 1965 venne nominato Delegato Apostolico per l’Africa Centrale, con dignità di Arcivescovo (...). Nel maggio 1969 fu promosso Nunzio Apostolico in Perù, dove rimase sino all’agosto 1973, quando venne richiamato a Roma con la qualifica di Nunzio Apostolico con incarichi speciali, specificamente per avere contatti con i Governi di Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania e Bulgaria, al fine di migliorare la situazione della Chiesa cattolica in quei Paesi”, ha ricordato Benedetto XVI.
Quando nel luglio 1974 furono istituzionalizzati i rapporti tra la Santa Sede ed il governo polacco, l’allora Arcivescovo Poggi venne nominato Capo della Delegazione della Santa Sede per i contatti permanenti di lavoro con il Governo della Polonia. “In quel periodo” – ha detto il Papa – “fece numerosi viaggi in Polonia, incontrando molte personalità sia politiche che ecclesiastiche, diventando, alla scuola del suo superiore, il Cardinale Agostino Casaroli, un protagonista della ‘ostpolitik’ vaticana nei Paesi del blocco comunista”.
“Il 19 aprile 1986 è nominato Nunzio Apostolico in Italia: proprio da allora anche questa Nunziatura è stata incaricata di studiare le pratiche relative alle provviste vescovili nel Paese. E, sempre in quel periodo, fu lui, in qualità di Rappresentante Pontificio, a gestire una delicata fase di riordinamento delle Diocesi italiane”.
“Creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 26 novembre 1994, venne nominato dal Venerabile Giovanni Paolo II Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, conservando tale incarico fino al marzo 1998”.
“‘Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui’. (...) Pensiamo a queste illuminanti parole di San Paolo, mentre rendiamo al caro Cardinale Luigi Poggi l’ultimo commosso saluto. (...) L’unione sacramentale, ma reale, con il Mistero pasquale di Cristo apre al battezzato la prospettiva di partecipare alla sua stessa gloria. (...) Ecco perché la pia morte di un fratello in Cristo, tanto più se segnato dal carattere sacerdotale, è sempre motivo di intimo e riconoscente stupore per il disegno della divina paternità, che ci libera dal potere delle tenebre e ci trasferisce nel regno del suo Figlio diletto”.
HML/ VIS 20100508 (590)

venerdì 7 maggio 2010

BENEDETTO XVI RICEVE PRESIDENTE GEORGIA

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:
“Venerdì 7 maggio 2010 il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto Sua Eccellenza Mikhail Saakashvili, Presidente di Georgia. Successivamente, il medesimo Capo di Stato ha avuto un colloquio con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Gli incontri hanno permesso di affrontare varie questioni bilaterali e di rilievo della vita della Georgia, rinnovando l’impegno delle Parti a favore degli scambi interculturali. Si è riconosciuto, in particolare, il positivo contributo umanitario operato dalla Caritas nei confronti di tutta la popolazione e si è incoraggiata la pacifica convivenza tra i credenti delle diverse religioni in favore del bene comune. Per quanto concerne la situazione nella Regione, si è auspicato che ogni difficoltà venga risolta attraverso il dialogo ed il negoziato tra le istanze interessate”.
OP/ VIS 20100507 (170)

GUARDIE SVIZZERE DEPOSITARIE ANTICA TRADIZIONE

GUARDIE SVIZZERE DEPOSITARIE ANTICA TRADIZIONE
CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, in occasione del giuramento delle trenta nuove reclute, accompagnate dai Familiari.
Esprimendosi in tedesco, il Papa ha ricordato la lunga storia della Guardia Svizzera Pontificia, di cui da ora in poi faranno parte le nuove reclute, “guardiani visibili”, ed ha esortato a proseguire con “generoso servizio” la tradizione di servizio al Successore di Pietro che nei secoli ha posto in essi la propria fiducia. Il Papa ha auspicato che nello svolgimento di tale missione possano maturare “come persone e come cristiani”.
Successivamente, esprimendosi in lingua francese, il Pontefice ha affermato che le reclute della Guardia Svizzera Pontificia “in modo indiretto ma reale sono associate al servizio di Pietro nella Chiesa”. Riferendosi alla missione affidata al primo apostolo dopo la Risurrezione, di mostrare concretamente la propria sollecitudine verso tutti, ha sottolineato che il Successore di Pietro “vuole riservare la stessa attenzione a tutte le Chiese e ad ogni fedele, come pure a ogni uomo che spera nella Chiesa”.
“Accanto al Successore di Pietro” – ha detto il Papa alle reclute – “la carità che anima il vostro animo è chiamata a divenire universale. Il vostro cuore deve dilatarsi. Il vostro servizio vi porterà a scoprire nel viso di ogni uomo e di ogni donna, un pellegrino che sulla sua strada attende di incontrare un altro volto attraverso il quale scorgere un segno vivente del Signore”.
Il Papa ha concluso il suo breve discorso esprimendosi in italiano. “Noi sappiamo” – ha detto – “che tutto ciò che facciamo per il Nome di Gesù, per quanto sia umile, ci trasforma e ci configura un po’ di più all’uomo nuovo rigenerato in Cristo. Così il vostro servizio in favore del ministero petrino vi darà un senso più vivo della cattolicità, insieme con una percezione più profonda della dignità dell’uomo che passa vicino a voi e che cerca nell’intimo di se stesso la via della vita eterna”.
Benedetto XVI ha invocato sulle nuove reclute della Guardia Svizzera l’intercessione della Beata Vergine Maria e dei santi Patroni Sebastiano, Martino e Nicola di Flüe.
AC/ VIS 20100507 (380)

GIORNATE DI CULTURA E SPIRITUALITÀ RUSSA IN VATICANO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l’Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha presentato le “Giornate di Cultura e di Spiritualità Russa in Vaticano” che si concluderanno con un concerto in onore di Benedetto XVI (19-20 maggio).
I due eventi sono stati promossi dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dal Pontificio Consiglio della Cultura.
L’Arcivescovo Ravasi ha precisato che dal 14 al 20 maggio il Metropolita Hilarion di Volokolamsk farà tappa, con la Delegazione del Patriarcato di Mosca, a Ravenna, Milano, Torino e Bologna.
Nel pomeriggio del 19 maggio, il Metropolita inaugurerà a Roma una Mostra Fotografica, a cura del fotografo Vladimir Chodakov, su: “La Chiesa Ortodossa Russa oggi”. Alle 16:30 avrà luogo il Simposio “Ortodossi e cattolici in Europa oggi. Le radici cristiane e il comune patrimonio culturale di Oriente e Occidente”. Alle sessione interverranno il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e l’Arcivescovo Ravasi.
Il 20 maggio, alle 9:00, il Metropolita presiederà la celebrazione di una Divina Liturgia nella Parrocchia Ortodossa Russa di Santa Caterina martire. Nel pomeriggio, alle 18:00, avrà luogo un concerto dell’Orchestra Nazionale Russa e del Coro Sinodale di Mosca, in onore del Papa. Il concerto, promosso da Sua Santità Kirill I, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, si terrà nell’Aula Paolo VI in Vaticano.
OP/ VIS 20100507 (250)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Signor Mikheil Saakashvili, Presidente della Georgia, con la Consorte e Seguito.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Lucas Van Looy, di Gent (Belgio).
- Il Monsignor Koen Vanhoutte, Amministratore Diocesano di Brugge.
- Il Vescovo Valentino Di Cerbo, di Alife-Caiazzo (Italia), con i Familiari.
AP:AL/ VIS 20100507 (80)

giovedì 6 maggio 2010

IL PAPA RICEVE PRESIDENTE CONFEDERAZIONE ELVETICA


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente Comunicato:
“Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza la Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione Elvetica, la quale si è successivamente incontrata con l’Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Durante i cordiali colloqui, oltre a ricordare la partecipazione del Presidente all’odierno giuramento dei nuovi membri della Guardia Svizzera Pontificia, sono stati toccati temi che riguardano la vita socio-economica e questioni attinenti all’attuale situazione internazionale, con particolare riferimento al dialogo interreligioso”.
OP/ VIS 20100506 (120)

EMIRO DEL KUWAIT RICEVUTO DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). “Oggi, 6 maggio 2010, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l’Emiro dello Stato di Kuwait, Sua Altezza Sheikh Sabah Al Ahmad Al Jaber Al Sabah, il quale, successivamente, ha incontrato Sua Eminenza il Signor Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Nel corso dei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna alcuni temi di comune interesse, con particolare riferimento alla promozione della pace nella Regione del Medio Oriente e del dialogo interreligioso. In seguito, si è rilevato il positivo contributo che la significativa minoranza cristiana apporta alla società kuwaitiana e ci si è soffermati sulle particolari necessità di tale minoranza”.
AC/ VIS 20100506 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- La Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione Elvetica e Seguito.
- Sua Altezza Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, Emiro dello Stato del Kuwait, e Seguito.
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- L’Arcivescovo André-Mutien Léonard, di Mechelen-Brussel, con gli Ausiliari Vescovo Rémy Victor Vancottem e Vescovo Jozef De Kesel.
- Il Vescovo Johan Jozef Bonny, di Antwerpen.
AP:AL/ VIS 20100506 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della Diocesi di Derry (Irlanda), presentata dal Vescovo Francis Lagan, per raggiunti limiti d’età.
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ondo (Nigeria), presentata dal Vescovo Francis Florunsho Clement Alonge, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Jude Ayodeji Arogundade, Coadiutore della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Monsignore Liam MacDaid, Vescovo di Clogher (superficie: 3.456; popolazione: 112.401; cattolici: 86.483; sacerdoti: 85; religiosi: 140), Irlanda. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere della Curia, è nato a Bundoran (Irlanda), nel 1945 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Succede al Vescovo Joseph Duffy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
- Ha nominato Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il Padre Gabriele Ferdinando Betoglio, C.S. Procuratore Generale e Segretario Generale della Congregazione dei Missionari di San Carlo (Scalabriniani).
RE:NER:NA/ VIS 20100506 (150)

mercoledì 5 maggio 2010

PREGARE E SOSTENERE SACERDOTI NELLE DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, alla missione del sacerdote di santificare gli uomini.

“Santificare una persona” – ha detto il Papa – “significa (...) metterla in contatto con Dio, con questo suo essere luce, verità, amore puro. (...) Parte essenziale della grazia del sacerdozio è il dono, il compito di creare questo contatto. Questo si realizza nell’annuncio della parola di Dio, nella quale la sua luce ci viene incontro. Si realizza in un modo particolarmente denso nei Sacramenti”.

“Negli ultimi decenni, vi sono state tendenze orientate a far prevalere, nell’identità e nella missione del sacerdote, la dimensione dell’annuncio, staccandola da quella della santificazione; spesso si è affermato che è necessario superare una pastorale meramente sacramentale”.

“Il ministro ordinato: egli rappresenta Cristo” – ha affermato il Pontefice – “l’Inviato del Padre, ne è presenza, ne continua la missione, mediante la ‘parola’ e il ‘sacramento’, che sono le due fondamentali colonne del servizio sacerdotale. (...) È necessario riflettere se, in taluni casi, l’aver sottovalutato l’esercizio fedele del ‘munus sanctificandi’, non abbia forse rappresentato un indebolimento della stessa fede nell’efficacia salvifica dei Sacramenti e, in definitiva, nell’operare attuale di Cristo e del suo Spirito, attraverso la Chiesa, nel mondo”.

“È importante, quindi” – ha proseguito il Pontefice – “promuovere una catechesi adeguata per aiutare i fedeli a comprendere il valore dei Sacramenti, ma è altrettanto necessario, sull’esempio del Santo Curato d’Ars, essere disponibili, generosi e attenti nel donare ai fratelli i tesori di grazia che Dio ha posto nelle nostre mani, e dei quali non siamo i ‘padroni’, ma custodi ed amministratori. Soprattutto in questo nostro tempo, nel quale, da un lato, sembra che la fede vada indebolendosi e, dall’altro, emergono un profondo bisogno e una diffusa ricerca di spiritualità, è necessario che ogni sacerdote ricordi che nella sua missione l’annuncio missionario e il culto non sono mai separati, e promuova una sana pastorale sacramentale per formare il Popolo di Dio e aiutarlo a vivere in pienezza la Liturgia, il culto della Chiesa, i Sacramenti come doni gratuiti di Dio, atti liberi ed efficaci della sua azione di salvezza”.

“Ciascun presbitero sa bene di essere strumento necessario all’agire salvifico di Dio, ma pur sempre strumento. Tale coscienza deve rendere umili e generosi nell’amministrazione dei Sacramenti, nel rispetto delle norme canoniche, ma anche nella profonda convinzione che la propria missione è far sì che tutti gli uomini, uniti a Cristo, possano offrirsi a Dio come ostia viva e santa a Lui gradita”.

Rivolgendosi a tutti i sacerdoti, il Santo Padre li ha esortati con queste parole: “Vivete con gioia e con amore la Liturgia e il culto” ed ha rinnovato l’invito a “’tornare al confessionale, come luogo nel quale celebrare il Sacramento della Riconciliazione, ma anche come luogo in cui ‘abitare’ più spesso, perché il fedele possa trovare misericordia, consiglio e conforto, sentirsi amato e compreso da Dio e sperimentare la presenza della Misericordia Divina, accanto alla Presenza reale nell’Eucaristia’”.

“E vorrei” – ha aggiunto Benedetto XVI – “anche invitare ogni sacerdote a celebrare e vivere con intensità l’Eucaristia (...) Il sacerdote è chiamato ad essere ministro di questo grande Mistero, nel Sacramento e nella vita”.

È indispensabile la tensione verso la perfezione morale, “che deve abitare ogni cuore autenticamente sacerdotale: c’è anche un esempio di fede e di testimonianza di santità, che il Popolo di Dio si attende dai suoi Pastori”.

“Cari amici” – ha concluso Benedetto XVI – “siate consapevoli del grande dono che i sacerdoti sono per la Chiesa e per il mondo; attraverso il loro ministero, il Signore continua a salvare gli uomini, a rendersi presente, a santificare. Sappiate ringraziare Dio, e soprattutto siate vicini ai vostri sacerdoti con la preghiera e con il sostegno, specialmente nelle difficoltà, affinché siano sempre più Pastori secondo il cuore di Dio”.
AG/ VIS 20100505 (650)

APPELLO DISARMO NUCLEARE ED ELOGIO MATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Al termine della catechesi dell’Udienza Generale il Santo Padre ha ricordato che: “Il 3 maggio scorso si sono aperti a New York, i lavori dell’ottava Conferenza di Esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari”.

“Il processo verso un disarmo nucleare concertato e sicuro” – ha detto il Papa – “è strettamente connesso con il pieno e sollecito adempimento dei relativi impegni internazionali. La pace, infatti, riposa sulla fiducia e sul rispetto degli obblighi assunti, e non soltanto sull’equilibrio delle forze. In tale spirito, incoraggio le iniziative che perseguono un progressivo disarmo e la creazione di zone libere dalle armi nucleari, nella prospettiva della loro completa eliminazione dal pianeta”.

“Esorto, infine, tutti i partecipanti alla riunione di New York a superare i condizionamenti della storia e a tessere pazientemente la trama politica ed economica della pace, per aiutare lo sviluppo umano integrale e le autentiche aspirazioni dei Popoli”.
Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto anche a quanti parteciperanno alla fine del mese, al Congresso sulla famiglia a Jönköping, Svezia.

“Il vostro messaggio al mondo è davvero un messaggio di gioia” – ha affermato il Pontefice – “perché il dono che Dio ci fa del matrimonio e della vita familiare ci fa sperimentare uno sprazzo dell’infinito amore che unisce le tre divine persone – Padre, Figlio e Spirito Santo. Gli esseri umani, creati ad immagine e somiglianza di Dio, sono stati creati per l’amore – nell’intimo del nostro essere, noi aneliamo ad amare e ad essere amati”.

“Il matrimonio è un vero strumento di salvezza, non soltanto per le persone coniugate ma per l’intera società” – ha concluso il Santo Padre – “Come ogni obiettivo valido, esso comporta sacrifici, e ci chiama ad essere preparati a sacrificare i nostri interessi per il bene dell’altro. Ci chiama ad esercitare la tolleranza e ad offrire il perdono. Ci invita ad educare e proteggere il dono di una nuova vita. (...) Incoraggio tutti voi nel vostro impegno di promuovere l’adeguata comprensione ed apprezzamento che l’inestimabile dono del matrimonio e della vita familiare offrono alla società umana”.
AG/ VIS 20100505 (350)

CARITAS IN VERITATE SESSIONE ACCADEMIA SCIENZE SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). La Professoressa Mary Ann Glendon, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha presentato oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, una sintesi della XVI Sessione Plenaria della Pontificia Accademia, che ha avuto luogo dal 30 aprile al 4 maggio, nella Casina Pio IV in Vaticano, sul tema: “Crisi nell’economia mondiale: ripianificare il percorso”.

La Professoressa Glendon ha sottolineato che la Sessione Plenaria del 2010 è stata la prima tenuta dall’Accademia dopo la pubblicazione dell’Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate” e che i lavori dell’Accademia hanno seguito le direttive indicate da Benedetto XVI.

I tre argomenti esaminati dai partecipanti sono stati: Il finanziamento dell’economia e la vita quotidiana; Le conseguenze della crisi sui poveri e il Governo dell’attività economica.

Relativamente al primo tema gli accademici hanno posto in rilievo che la fragilità del sistema economico è in parte conseguenza della fiducia eccessiva nelle attività finanziarie speculative separate dall’attività produttiva nell’economia reale. Relativamente alle ripercussioni della crisi sui poveri, si è constatato che per la prima volta il mondo avrà, a breve, più di un miliardo di persone denutrite.

“Se si paragona il costo relativo delle erogazioni finanziarie per fronteggiare la crisi, all’ammontare necessario per l’alimentazione di base, non si può fare a meno di concludere che questa crisi ha molto allontanato l’attenzione dalle questioni urgenti dello sviluppo”, ha affermato la Professoressa Glendon.

Infine la Professoressa Glendon ha riaffermato che: “I principi esposti nella ‘Caritas in veritate’ circa la necessità di una più forte regolamentazione della finanza internazionale sono stati discussi con varie misure concrete suggerite per assicurare una maggiore trasparenza negli strumenti finanziari e per evitare i problemi di rischi morali derivanti dalle erogazioni finanziarie”.
ACADSS/ VIS 20100505 (290)

CARDINALE HUMMES INVIATO SPECIALE CONGRESSO EUCARISTICO

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Claudio Hummes, O.F.M., Prefetto della Congregazione per il Clero, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del XVI Congresso Eucaristico Nazionale del Brasile che avranno luogo a Brasilia dal 13 al 16 maggio 2010.

Nella Lettera, redatta in lingua latina e datata 19 aprile, il Santo Padre auspica che questo avvenimento sia proficuo e raccomanda i partecipanti a Nuestra Señora de Aparecida.
BXVI-LETTERA/ VIS 20100505 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri, in udienza, il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/ VIS 20100505 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote José Valdeci Santos Mendes, Vescovo della Diocesi di Brejo (superficie: 23.340; popolazione: 475.000; cattolici: 444.500; sacerdoti: 25; religiosi: 16), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Coroatá (Brasile), ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Finora Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora da Graça” ad Arari e Coordinatore diocesano per la pastorale, succede al Vescovo Valter Carrijo, S.D.S., del quale il Santo Padre ha ricevuto la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20100505 (100)
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