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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 10 maggio 2010

MARIA PROTAGONISTA PRIMI PASSI COMUNITÀ CRISTIANA

CONGRESSO EUCARISTICO BRASILE E VIAGGIO PORTOGALLO

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2010 (VIS). Dopo la recita del Regina Caeli, il Papa ha rivolto un messaggio al popolo brasiliano, che dal 13 al 16 maggio prossimo celebra a Brasilia il XVI Congresso Eucaristico Nazionale.

“Nel tema del Congresso” – ha detto il Santo Padre – “appaiono le parole dei discepoli di Emmaus ‘Rimani con noi, Signore’, che esprimono il desiderio che palpita nel cuore di ogni essere umano. Che tutti voi, pastori e popolo fedele, riscopriate che il cuore del Brasile è l’Eucaristia. Proprio nel Santissimo Sacramento dell’Altare Gesù dimostra la sua volontà di rimanere con noi, di vivere in noi, di donarsi a noi. La sua adorazione ci porta a riconoscere il primato di Dio, Egli può trasformare il cuore degli uomini, elevandoli all’unione con Cristo in un solo Corpo”.

“Di fatto” – ha proseguito il Pontefice – “nel ricevere il Corpo del Signore Risorto, sperimentiamo la comunione con un Amore che non possiamo tenere per noi stessi:
esso esige che lo comunichiamo agli altri per poter costruire così una società più giusta. Essendo prossimi alla chiusura dell’Anno Sacerdotale, invito tutti i sacerdoti a coltivare una spiritualità profondamente eucaristica sull’esempio del Santo Curato d’Ars che, cercando di unire il suo sacrificio personale al sacrifico di Cristo presente sull’Altare, esclamava: ‘Quanto bene fa un sacerdote nell’offrirsi in sacrificio a Dio tutti i giorni!’. Mentre invoco, per intercessione di Nuestra Señora Aparecida, le più grandi grazie del cielo affinché, alimentati dall’Eucaristia, pane dell’unità, si convertano in autentici discepoli missionari, di cuore concedo a tutti la Benedizione Apostolica”.

Successivamente, nel salutare i fedeli di lingua inglese presenti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che martedì 11 maggio ha inizio il suo Viaggio Apostolico in Portogallo in occasione del decimo anniversario della beatificazione dei due pastorelli Giacinta e Francesco. “Chiedo le vostre preghiere per il buon esito di questo viaggio e a mia volta assicuro le mie preghiere a Nostra Signora di Fatima per tutto il Popolo di Dio”.
ANG/ VIS 20100510 (340)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Patrick Hoogmartens, di Hasselt.

- Il Vescovo Aloysius Jousten, di Liège.

- Il Vescovo Guy Harpigny, di Tournai.

- Il Monsignor Jean-Marie Huet, Amministratore Diocesano di Namur, con l’Ausiliare Vescovo Pierre Warin.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20100510 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Józef Kowalczyk, Primate della Polonia e Arcivescovo Metropolita di Gniezno (superficie: 8.122, popolazione: 676.199; cattolici: 667.011; sacerdoti: 541; religiosi: 340), Polonia. Finora Rappresentante Pontificio in Polonia, succede all’Arcivescovo Henryk Józef Muszynski, Primate della Polonia, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Reverendo Victor Emilio Masalles Pere, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Santo Domingo (superficie: 4.032; popolazione: 5.447.000; cattolici: 4.794.392; sacerdoti: 447; religiosi: 2.774; diaconi permanenti: 155), Repubblica Dominicana. Il Vescovo eletto, è nato a Barcelona (Spagna) nel 1961, ha ricevuto l’ordinazione presbiterale nel 1991. È stato finora Parroco di “José da Calasanz” in Santo Domingo.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Augsburg (Germania), presentata dal Vescovo Walter Mixa, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico e la rinuncia all’ufficio di Ordinario Militare per la Repubblica Federale di Germania, presentata dal medesimo Vescovo.

- Ha nominato l’Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in India, e finora Nunzio Apostolico in Thailandia, in Singapore ed in Cambogia e Delegato Apostolico in Myanmar, in Laos, in Malaysia e in Brunei.

- Ha nominato il Vescovo Kyrillos William, di Assiut, Lycopolis dei Copti (Egitto), Membro del Consiglio Speciale per l’Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Ha nominato l’Arcivescovo Iván Antonio Marín López, di Popayán (Colombia), e l’Arcivescovo José Horacio Gómez, Coadiutore di Los Angeles (Stati Uniti d’America), Membro del Consiglio Speciale per l’America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
NER:RE:NEA:NN:NA/ VIS 20100510 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Patrick Hoogmartens, di Hasselt.

- Il Vescovo Aloysius Jousten, di Liège.

- Il Vescovo Guy Harpigny, di Tournai.

- Il Monsignor Jean-Marie Huet, Amministratore Diocesano di Namur, con l’Ausiliare Vescovo Pierre Warin.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20100510 (80)

TESTIMONIARE FEDE ED ESSERE LIEVITO SOCIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Riferendosi a quanto letto nei rapporti quinquennali presentati dai Presuli sulle diverse Diocesi, il Papa ha menzionato “la diminuzione del numero di battezzati che testimoniano apertamente la propria fede e la propria appartenenza alla Chiesa, l’elevazione progressiva della media dell’età del clero, dei religiosi e delle religiose, l’insufficienza delle persone ordinate o consacrate impegnate nella pastorale attiva e nell’ambito educativo e sociale, il numero limitato di candidati al sacerdozio e alla vita consacrata”.

“La formazione cristiana, soprattutto quella delle giovani generazioni, le questioni relative al rispetto della vita e all’istituzione del matrimonio e della famiglia costituiscono altri punti sensibili. Si possono ancora menzionare le situazioni complesse e sovente preoccupanti legate alla crisi economica, alla disoccupazione, all’integrazione sociale degli immigrati, a una coesistenza pacifica delle diverse comunità linguistiche e culturali della Nazione”.

“Un avvenimento significativo” – ha sottolineato il Papa – “per il presente e per il futuro, è stata la canonizzazione del Padre Damien De Veuster. (...) La sua grandezza, (...) risiede nella sua ricchezza interiore, nella sua costante preghiera, nella sua unione con Cristo che egli vedeva presente nei fratelli ai quali, come a Cristo, egli si donava senza riserve. In questo Anno Sacerdotale, è bene proporre il suo esempio sacerdotale e missionario, particolarmente ai sacerdoti e ai religiosi”.

“Le diminuzione del numero dei sacerdoti non deve essere intesa come un processo inevitabile” – ha sottolineato il Papa – “È necessario e urgente assegnare al ministero sacerdotale il suo giusto posto e riconoscerne l’insostituibile carattere sacramentale. Ne risulta di conseguenza la necessità di una vasta e seria pastorale delle vocazioni, fondata sull’esemplarità della santità dei sacerdoti, sull’attenzione ai germi di vocazione presenti in molti giovani e sulla preghiera assidua e fiduciosa, secondo le raccomandazioni di Gesù”.

Il Santo Padre ha espresso gratitudine e ha lodato l’opera dei sacerdoti, dei religiosi e dei missionari ed ha sottolineato che: “Solo Cristo calma la tempesta, solo Cristo ridona forza e coraggio per condurre una vita santa e piena di fedeltà al ministero, alla consacrazione a Dio e alla testimonianza cristiana”.

“È importante che i sacerdoti dedichino particolare cura alle celebrazioni liturgiche, in particolare all’Eucaristia” – ha detto ancora il Papa - “È necessario che le celebrazioni si svolgano nel rispetto della tradizione liturgica della Chiesa, con la partecipazione attiva dei fedeli, secondo il ruolo che corrisponde a ciascuno di essi, unendosi al mistero pasquale di Cristo”.

“Nei vostri rapporti” – ha proseguito il Pontefice – “voi vi dimostrate attenti alla formazione dei laici, in vista di un inserimento sempre più efficace nell’animazione delle realtà temporali. (...) È bene discernere tutte le possibilità che scaturiscono dalla vocazione comune dei laici alla santità e all’impegno apostolico, nel rispetto delle distinzione essenziale fra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli”.

“Tutti i membri della Comunità cattolica” – ha concluso il Pontefice – “in modo particolare i laici, sono chiamati a testimoniare apertamente la loro fede e ad essere lievito nella società, rispettando la sana laicità delle istituzioni pubbliche e le altre confessioni religiose. Una tale testimonianza non può limitarsi al solo incontro personale, ma deve anche assumere le caratteristiche di una proposta pubblica, rispettosa ma legittima, dei valori ispirati dal messaggio evangelico di Cristo”.
AL/ VIS 20100510 (570)

sabato 8 maggio 2010

CARDINALE POGGI PROTAGONISTA OSTPOLITIK VATICANA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri Papa Benedetto XVI ha presieduto il rito della “Ultima Commendatio” e della “Valedictio” al termine della Liturgia Esequiale del Cardinale Luigi Poggi, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa, mancato il 4 maggio scorso, all’età di 92 anni. La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, con gli altri Cardinali presenti a Roma.
“Dinanzi al mistero della morte” – ha detto il Papa – “per l’uomo che non ha fede tutto sembrerebbe andare irrimediabilmente perduto. È la parola di Cristo, allora, a rischiarare il cammino della vita e a conferire valore ad ogni suo momento. (...) In questo orizzonte di fede il nostro compianto Fratello ha condotto tutta la propria esistenza, consacrata a Dio e al servizio dei fratelli, divenendo così testimone di quelle fede coraggiosa che sa fidarsi di Dio”.
“Possiamo dire che l’intera missione sacerdotale del Cardinale Luigi Poggi è stata dedicata al diretto servizio della Santa Sede”, ha affermato il Pontefice ricordando le varie tappe della missione del Porporato. “Nel 1945 iniziò il suo lavoro presso l’allora Prima Sezione della Segreteria di Stato: anni difficili” – ha commentato il Papa – “nel corso dei quali egli non si risparmiò nel servire la Chiesa”.
Nella primavera del 1963, presso il governo della Repubblica Tunisina si impegnò ”per arrivare ad un ‘modus vivendi’ tra la Santa Sede e il Governo di quel Paese circa la situazione giuridica della Chiesa Cattolica in Tunisia, nell’aprile 1965 venne nominato Delegato Apostolico per l’Africa Centrale, con dignità di Arcivescovo (...). Nel maggio 1969 fu promosso Nunzio Apostolico in Perù, dove rimase sino all’agosto 1973, quando venne richiamato a Roma con la qualifica di Nunzio Apostolico con incarichi speciali, specificamente per avere contatti con i Governi di Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania e Bulgaria, al fine di migliorare la situazione della Chiesa cattolica in quei Paesi”, ha ricordato Benedetto XVI.
Quando nel luglio 1974 furono istituzionalizzati i rapporti tra la Santa Sede ed il governo polacco, l’allora Arcivescovo Poggi venne nominato Capo della Delegazione della Santa Sede per i contatti permanenti di lavoro con il Governo della Polonia. “In quel periodo” – ha detto il Papa – “fece numerosi viaggi in Polonia, incontrando molte personalità sia politiche che ecclesiastiche, diventando, alla scuola del suo superiore, il Cardinale Agostino Casaroli, un protagonista della ‘ostpolitik’ vaticana nei Paesi del blocco comunista”.
“Il 19 aprile 1986 è nominato Nunzio Apostolico in Italia: proprio da allora anche questa Nunziatura è stata incaricata di studiare le pratiche relative alle provviste vescovili nel Paese. E, sempre in quel periodo, fu lui, in qualità di Rappresentante Pontificio, a gestire una delicata fase di riordinamento delle Diocesi italiane”.
“Creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 26 novembre 1994, venne nominato dal Venerabile Giovanni Paolo II Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, conservando tale incarico fino al marzo 1998”.
“‘Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui’. (...) Pensiamo a queste illuminanti parole di San Paolo, mentre rendiamo al caro Cardinale Luigi Poggi l’ultimo commosso saluto. (...) L’unione sacramentale, ma reale, con il Mistero pasquale di Cristo apre al battezzato la prospettiva di partecipare alla sua stessa gloria. (...) Ecco perché la pia morte di un fratello in Cristo, tanto più se segnato dal carattere sacerdotale, è sempre motivo di intimo e riconoscente stupore per il disegno della divina paternità, che ci libera dal potere delle tenebre e ci trasferisce nel regno del suo Figlio diletto”.
HML/ VIS 20100508 (590)

venerdì 7 maggio 2010

BENEDETTO XVI RICEVE PRESIDENTE GEORGIA

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:
“Venerdì 7 maggio 2010 il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto Sua Eccellenza Mikhail Saakashvili, Presidente di Georgia. Successivamente, il medesimo Capo di Stato ha avuto un colloquio con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Gli incontri hanno permesso di affrontare varie questioni bilaterali e di rilievo della vita della Georgia, rinnovando l’impegno delle Parti a favore degli scambi interculturali. Si è riconosciuto, in particolare, il positivo contributo umanitario operato dalla Caritas nei confronti di tutta la popolazione e si è incoraggiata la pacifica convivenza tra i credenti delle diverse religioni in favore del bene comune. Per quanto concerne la situazione nella Regione, si è auspicato che ogni difficoltà venga risolta attraverso il dialogo ed il negoziato tra le istanze interessate”.
OP/ VIS 20100507 (170)

GUARDIE SVIZZERE DEPOSITARIE ANTICA TRADIZIONE

GUARDIE SVIZZERE DEPOSITARIE ANTICA TRADIZIONE
CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, in occasione del giuramento delle trenta nuove reclute, accompagnate dai Familiari.
Esprimendosi in tedesco, il Papa ha ricordato la lunga storia della Guardia Svizzera Pontificia, di cui da ora in poi faranno parte le nuove reclute, “guardiani visibili”, ed ha esortato a proseguire con “generoso servizio” la tradizione di servizio al Successore di Pietro che nei secoli ha posto in essi la propria fiducia. Il Papa ha auspicato che nello svolgimento di tale missione possano maturare “come persone e come cristiani”.
Successivamente, esprimendosi in lingua francese, il Pontefice ha affermato che le reclute della Guardia Svizzera Pontificia “in modo indiretto ma reale sono associate al servizio di Pietro nella Chiesa”. Riferendosi alla missione affidata al primo apostolo dopo la Risurrezione, di mostrare concretamente la propria sollecitudine verso tutti, ha sottolineato che il Successore di Pietro “vuole riservare la stessa attenzione a tutte le Chiese e ad ogni fedele, come pure a ogni uomo che spera nella Chiesa”.
“Accanto al Successore di Pietro” – ha detto il Papa alle reclute – “la carità che anima il vostro animo è chiamata a divenire universale. Il vostro cuore deve dilatarsi. Il vostro servizio vi porterà a scoprire nel viso di ogni uomo e di ogni donna, un pellegrino che sulla sua strada attende di incontrare un altro volto attraverso il quale scorgere un segno vivente del Signore”.
Il Papa ha concluso il suo breve discorso esprimendosi in italiano. “Noi sappiamo” – ha detto – “che tutto ciò che facciamo per il Nome di Gesù, per quanto sia umile, ci trasforma e ci configura un po’ di più all’uomo nuovo rigenerato in Cristo. Così il vostro servizio in favore del ministero petrino vi darà un senso più vivo della cattolicità, insieme con una percezione più profonda della dignità dell’uomo che passa vicino a voi e che cerca nell’intimo di se stesso la via della vita eterna”.
Benedetto XVI ha invocato sulle nuove reclute della Guardia Svizzera l’intercessione della Beata Vergine Maria e dei santi Patroni Sebastiano, Martino e Nicola di Flüe.
AC/ VIS 20100507 (380)

GIORNATE DI CULTURA E SPIRITUALITÀ RUSSA IN VATICANO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l’Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha presentato le “Giornate di Cultura e di Spiritualità Russa in Vaticano” che si concluderanno con un concerto in onore di Benedetto XVI (19-20 maggio).
I due eventi sono stati promossi dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dal Pontificio Consiglio della Cultura.
L’Arcivescovo Ravasi ha precisato che dal 14 al 20 maggio il Metropolita Hilarion di Volokolamsk farà tappa, con la Delegazione del Patriarcato di Mosca, a Ravenna, Milano, Torino e Bologna.
Nel pomeriggio del 19 maggio, il Metropolita inaugurerà a Roma una Mostra Fotografica, a cura del fotografo Vladimir Chodakov, su: “La Chiesa Ortodossa Russa oggi”. Alle 16:30 avrà luogo il Simposio “Ortodossi e cattolici in Europa oggi. Le radici cristiane e il comune patrimonio culturale di Oriente e Occidente”. Alle sessione interverranno il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e l’Arcivescovo Ravasi.
Il 20 maggio, alle 9:00, il Metropolita presiederà la celebrazione di una Divina Liturgia nella Parrocchia Ortodossa Russa di Santa Caterina martire. Nel pomeriggio, alle 18:00, avrà luogo un concerto dell’Orchestra Nazionale Russa e del Coro Sinodale di Mosca, in onore del Papa. Il concerto, promosso da Sua Santità Kirill I, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, si terrà nell’Aula Paolo VI in Vaticano.
OP/ VIS 20100507 (250)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Signor Mikheil Saakashvili, Presidente della Georgia, con la Consorte e Seguito.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Lucas Van Looy, di Gent (Belgio).
- Il Monsignor Koen Vanhoutte, Amministratore Diocesano di Brugge.
- Il Vescovo Valentino Di Cerbo, di Alife-Caiazzo (Italia), con i Familiari.
AP:AL/ VIS 20100507 (80)

giovedì 6 maggio 2010

IL PAPA RICEVE PRESIDENTE CONFEDERAZIONE ELVETICA


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente Comunicato:
“Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza la Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione Elvetica, la quale si è successivamente incontrata con l’Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Durante i cordiali colloqui, oltre a ricordare la partecipazione del Presidente all’odierno giuramento dei nuovi membri della Guardia Svizzera Pontificia, sono stati toccati temi che riguardano la vita socio-economica e questioni attinenti all’attuale situazione internazionale, con particolare riferimento al dialogo interreligioso”.
OP/ VIS 20100506 (120)

EMIRO DEL KUWAIT RICEVUTO DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). “Oggi, 6 maggio 2010, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l’Emiro dello Stato di Kuwait, Sua Altezza Sheikh Sabah Al Ahmad Al Jaber Al Sabah, il quale, successivamente, ha incontrato Sua Eminenza il Signor Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Nel corso dei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna alcuni temi di comune interesse, con particolare riferimento alla promozione della pace nella Regione del Medio Oriente e del dialogo interreligioso. In seguito, si è rilevato il positivo contributo che la significativa minoranza cristiana apporta alla società kuwaitiana e ci si è soffermati sulle particolari necessità di tale minoranza”.
AC/ VIS 20100506 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- La Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione Elvetica e Seguito.
- Sua Altezza Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, Emiro dello Stato del Kuwait, e Seguito.
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- L’Arcivescovo André-Mutien Léonard, di Mechelen-Brussel, con gli Ausiliari Vescovo Rémy Victor Vancottem e Vescovo Jozef De Kesel.
- Il Vescovo Johan Jozef Bonny, di Antwerpen.
AP:AL/ VIS 20100506 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della Diocesi di Derry (Irlanda), presentata dal Vescovo Francis Lagan, per raggiunti limiti d’età.
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ondo (Nigeria), presentata dal Vescovo Francis Florunsho Clement Alonge, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Jude Ayodeji Arogundade, Coadiutore della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Monsignore Liam MacDaid, Vescovo di Clogher (superficie: 3.456; popolazione: 112.401; cattolici: 86.483; sacerdoti: 85; religiosi: 140), Irlanda. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere della Curia, è nato a Bundoran (Irlanda), nel 1945 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Succede al Vescovo Joseph Duffy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
- Ha nominato Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il Padre Gabriele Ferdinando Betoglio, C.S. Procuratore Generale e Segretario Generale della Congregazione dei Missionari di San Carlo (Scalabriniani).
RE:NER:NA/ VIS 20100506 (150)

mercoledì 5 maggio 2010

PREGARE E SOSTENERE SACERDOTI NELLE DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, alla missione del sacerdote di santificare gli uomini.

“Santificare una persona” – ha detto il Papa – “significa (...) metterla in contatto con Dio, con questo suo essere luce, verità, amore puro. (...) Parte essenziale della grazia del sacerdozio è il dono, il compito di creare questo contatto. Questo si realizza nell’annuncio della parola di Dio, nella quale la sua luce ci viene incontro. Si realizza in un modo particolarmente denso nei Sacramenti”.

“Negli ultimi decenni, vi sono state tendenze orientate a far prevalere, nell’identità e nella missione del sacerdote, la dimensione dell’annuncio, staccandola da quella della santificazione; spesso si è affermato che è necessario superare una pastorale meramente sacramentale”.

“Il ministro ordinato: egli rappresenta Cristo” – ha affermato il Pontefice – “l’Inviato del Padre, ne è presenza, ne continua la missione, mediante la ‘parola’ e il ‘sacramento’, che sono le due fondamentali colonne del servizio sacerdotale. (...) È necessario riflettere se, in taluni casi, l’aver sottovalutato l’esercizio fedele del ‘munus sanctificandi’, non abbia forse rappresentato un indebolimento della stessa fede nell’efficacia salvifica dei Sacramenti e, in definitiva, nell’operare attuale di Cristo e del suo Spirito, attraverso la Chiesa, nel mondo”.

“È importante, quindi” – ha proseguito il Pontefice – “promuovere una catechesi adeguata per aiutare i fedeli a comprendere il valore dei Sacramenti, ma è altrettanto necessario, sull’esempio del Santo Curato d’Ars, essere disponibili, generosi e attenti nel donare ai fratelli i tesori di grazia che Dio ha posto nelle nostre mani, e dei quali non siamo i ‘padroni’, ma custodi ed amministratori. Soprattutto in questo nostro tempo, nel quale, da un lato, sembra che la fede vada indebolendosi e, dall’altro, emergono un profondo bisogno e una diffusa ricerca di spiritualità, è necessario che ogni sacerdote ricordi che nella sua missione l’annuncio missionario e il culto non sono mai separati, e promuova una sana pastorale sacramentale per formare il Popolo di Dio e aiutarlo a vivere in pienezza la Liturgia, il culto della Chiesa, i Sacramenti come doni gratuiti di Dio, atti liberi ed efficaci della sua azione di salvezza”.

“Ciascun presbitero sa bene di essere strumento necessario all’agire salvifico di Dio, ma pur sempre strumento. Tale coscienza deve rendere umili e generosi nell’amministrazione dei Sacramenti, nel rispetto delle norme canoniche, ma anche nella profonda convinzione che la propria missione è far sì che tutti gli uomini, uniti a Cristo, possano offrirsi a Dio come ostia viva e santa a Lui gradita”.

Rivolgendosi a tutti i sacerdoti, il Santo Padre li ha esortati con queste parole: “Vivete con gioia e con amore la Liturgia e il culto” ed ha rinnovato l’invito a “’tornare al confessionale, come luogo nel quale celebrare il Sacramento della Riconciliazione, ma anche come luogo in cui ‘abitare’ più spesso, perché il fedele possa trovare misericordia, consiglio e conforto, sentirsi amato e compreso da Dio e sperimentare la presenza della Misericordia Divina, accanto alla Presenza reale nell’Eucaristia’”.

“E vorrei” – ha aggiunto Benedetto XVI – “anche invitare ogni sacerdote a celebrare e vivere con intensità l’Eucaristia (...) Il sacerdote è chiamato ad essere ministro di questo grande Mistero, nel Sacramento e nella vita”.

È indispensabile la tensione verso la perfezione morale, “che deve abitare ogni cuore autenticamente sacerdotale: c’è anche un esempio di fede e di testimonianza di santità, che il Popolo di Dio si attende dai suoi Pastori”.

“Cari amici” – ha concluso Benedetto XVI – “siate consapevoli del grande dono che i sacerdoti sono per la Chiesa e per il mondo; attraverso il loro ministero, il Signore continua a salvare gli uomini, a rendersi presente, a santificare. Sappiate ringraziare Dio, e soprattutto siate vicini ai vostri sacerdoti con la preghiera e con il sostegno, specialmente nelle difficoltà, affinché siano sempre più Pastori secondo il cuore di Dio”.
AG/ VIS 20100505 (650)

APPELLO DISARMO NUCLEARE ED ELOGIO MATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Al termine della catechesi dell’Udienza Generale il Santo Padre ha ricordato che: “Il 3 maggio scorso si sono aperti a New York, i lavori dell’ottava Conferenza di Esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari”.

“Il processo verso un disarmo nucleare concertato e sicuro” – ha detto il Papa – “è strettamente connesso con il pieno e sollecito adempimento dei relativi impegni internazionali. La pace, infatti, riposa sulla fiducia e sul rispetto degli obblighi assunti, e non soltanto sull’equilibrio delle forze. In tale spirito, incoraggio le iniziative che perseguono un progressivo disarmo e la creazione di zone libere dalle armi nucleari, nella prospettiva della loro completa eliminazione dal pianeta”.

“Esorto, infine, tutti i partecipanti alla riunione di New York a superare i condizionamenti della storia e a tessere pazientemente la trama politica ed economica della pace, per aiutare lo sviluppo umano integrale e le autentiche aspirazioni dei Popoli”.
Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto anche a quanti parteciperanno alla fine del mese, al Congresso sulla famiglia a Jönköping, Svezia.

“Il vostro messaggio al mondo è davvero un messaggio di gioia” – ha affermato il Pontefice – “perché il dono che Dio ci fa del matrimonio e della vita familiare ci fa sperimentare uno sprazzo dell’infinito amore che unisce le tre divine persone – Padre, Figlio e Spirito Santo. Gli esseri umani, creati ad immagine e somiglianza di Dio, sono stati creati per l’amore – nell’intimo del nostro essere, noi aneliamo ad amare e ad essere amati”.

“Il matrimonio è un vero strumento di salvezza, non soltanto per le persone coniugate ma per l’intera società” – ha concluso il Santo Padre – “Come ogni obiettivo valido, esso comporta sacrifici, e ci chiama ad essere preparati a sacrificare i nostri interessi per il bene dell’altro. Ci chiama ad esercitare la tolleranza e ad offrire il perdono. Ci invita ad educare e proteggere il dono di una nuova vita. (...) Incoraggio tutti voi nel vostro impegno di promuovere l’adeguata comprensione ed apprezzamento che l’inestimabile dono del matrimonio e della vita familiare offrono alla società umana”.
AG/ VIS 20100505 (350)

CARITAS IN VERITATE SESSIONE ACCADEMIA SCIENZE SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). La Professoressa Mary Ann Glendon, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha presentato oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, una sintesi della XVI Sessione Plenaria della Pontificia Accademia, che ha avuto luogo dal 30 aprile al 4 maggio, nella Casina Pio IV in Vaticano, sul tema: “Crisi nell’economia mondiale: ripianificare il percorso”.

La Professoressa Glendon ha sottolineato che la Sessione Plenaria del 2010 è stata la prima tenuta dall’Accademia dopo la pubblicazione dell’Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate” e che i lavori dell’Accademia hanno seguito le direttive indicate da Benedetto XVI.

I tre argomenti esaminati dai partecipanti sono stati: Il finanziamento dell’economia e la vita quotidiana; Le conseguenze della crisi sui poveri e il Governo dell’attività economica.

Relativamente al primo tema gli accademici hanno posto in rilievo che la fragilità del sistema economico è in parte conseguenza della fiducia eccessiva nelle attività finanziarie speculative separate dall’attività produttiva nell’economia reale. Relativamente alle ripercussioni della crisi sui poveri, si è constatato che per la prima volta il mondo avrà, a breve, più di un miliardo di persone denutrite.

“Se si paragona il costo relativo delle erogazioni finanziarie per fronteggiare la crisi, all’ammontare necessario per l’alimentazione di base, non si può fare a meno di concludere che questa crisi ha molto allontanato l’attenzione dalle questioni urgenti dello sviluppo”, ha affermato la Professoressa Glendon.

Infine la Professoressa Glendon ha riaffermato che: “I principi esposti nella ‘Caritas in veritate’ circa la necessità di una più forte regolamentazione della finanza internazionale sono stati discussi con varie misure concrete suggerite per assicurare una maggiore trasparenza negli strumenti finanziari e per evitare i problemi di rischi morali derivanti dalle erogazioni finanziarie”.
ACADSS/ VIS 20100505 (290)

CARDINALE HUMMES INVIATO SPECIALE CONGRESSO EUCARISTICO

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Claudio Hummes, O.F.M., Prefetto della Congregazione per il Clero, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del XVI Congresso Eucaristico Nazionale del Brasile che avranno luogo a Brasilia dal 13 al 16 maggio 2010.

Nella Lettera, redatta in lingua latina e datata 19 aprile, il Santo Padre auspica che questo avvenimento sia proficuo e raccomanda i partecipanti a Nuestra Señora de Aparecida.
BXVI-LETTERA/ VIS 20100505 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri, in udienza, il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/ VIS 20100505 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote José Valdeci Santos Mendes, Vescovo della Diocesi di Brejo (superficie: 23.340; popolazione: 475.000; cattolici: 444.500; sacerdoti: 25; religiosi: 16), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Coroatá (Brasile), ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Finora Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora da Graça” ad Arari e Coordinatore diocesano per la pastorale, succede al Vescovo Valter Carrijo, S.D.S., del quale il Santo Padre ha ricevuto la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20100505 (100)

martedì 4 maggio 2010

TELEGRAMMA CORDOGLIO PER MORTE CARDINALE LUIGI POGGI

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Il Papa ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio per la morte, oggi a Roma, all’età di 92 anni, del Cardinale Luigi Poggi, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa.
Nel telegramma inviato ai familiari del defunto Porporato, il Santo Padre scrive: Desidero esprimere la mia viva partecipazione al lutto che colpisce i familiari e quanto conobbero e stimarono il compianto Porporato per tanti anni solerte collaboratore della Santa Sede in particolare come Nunzio Apostolico in vari paesi e come Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di fervoroso zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo”.
Venerdì 7 maggio, alle 17:30, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, celebrerà la Liturgia Esequiale con i Cardinali presenti a Roma.
Al termine il Papa si rivolgerà ai presenti e presiederà il rito della “Ultima Commendatio” e della “Valedictio”.
TGR/ VIS 20100504 (170)

AUGURI DEL PAPA AL RABBINO EMERITO DI ROMA ELIO TOAFF


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un Messaggio autografo di augurio al Rabbino emerito di Roma, Elio Toaff, in occasione del suo 95° Genetliaco, festeggiato ieri 3 maggio. Il Messaggio è stato letto pubblicamente da Monsignor Georg Gänswein, Segretario Particolare del Santo Padre, durante la solenne cerimonia tenuta a Roma in occasione della serata inaugurale della Fondazione Elio Toaff per la Cultura Ebraica.
“Penso” – scrive il Papa – “con le espressioni del Salmo, a come il Signore abbia rinfrancato l’anima Sua, guidandoLa per il giusto cammino, anche nella valle più oscura, nell’ora della persecuzione e dello sterminio del popolo ebraico. Il Signore, nei suoi misteriosi disegni, ha voluto che Ella sperimentasse in maniera singolare la sua salvezza, divenendo un segno di speranza per la rinascita di molti Suoi fratelli”.
“Mi è specialmente caro ricordare il Suo impegno per la promozione di relazioni fraterne tra cattolici ed ebrei, e la sincera amicizia che La legò al mio venerato predecessore, il Papa Giovanni Paolo II”.
MSG/ VIS 20100504 (180)

TERZA RIUNIONE CONSIGLIO PRESINODALE MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Nei giorni 23-24 aprile 2010 si è riunito il Consiglio Presinodale per l’Assemblea Speciale per il Medio Oriente, come informa un Comunicato emesso ieri, lunedì 3 maggio.
Alla riunione hanno partecipato: Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca d’Antiochia dei Maroniti (Libano); il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto); Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siri (Siria); Sua Beatitudine Gregorios III Laham, B.S., Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria); Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni (Libano); Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini; l’Arcivescovo Ramzi Garmou, di Teheran dei Caldei (Iran), Presidente della Conferenza Episcopale Iraniana; l’Arcivescovo Luigi Padovese, O.F.M. Cap., Vicario Apostolico dell’Anatolia, Presidente della Conferenza Episcopale di Turchia. Non ha potuto prendere parte ai lavori Sua Beatitudine il Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq).
L’ordine del giorno prevedeva, dopo il saluto e l’introduzione del Segretario Generale, Vescovo Nikola Eterović, le comunicazioni dei singoli Membri circa la situazione ecclesiale nel contesto socio-politico delle regioni mediorientali e soprattutto l’elaborazione della bozza dell’”Instrumentum laboris”, documento di lavoro dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi che avrà luogo dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema: “La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza. ‘La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola’ (At 4, 32)”.
“L’obiettivo dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente è duplice” – si legge ancora nel Comunicato – “confermare e rafforzare i cristiani nella loro identità mediante la Parola di Dio e i Sacramenti, e ravvivare la comunione ecclesiale tra le Chiese particolari, affinché possano offrire un’autentica testimonianza cristiana, a contatto con altre Chiese e comunità ecclesiali. Da qui l’urgenza di un impegno ecumenico convinto, ‘perché tutti siano una sola cosa, perché il mondo creda’ (cf. Gv 17, 21)”.
“Il futuro Sinodo” – conclude il Comunicato – “sarà un’occasione preziosa per esaminare a fondo anche la situazione religiosa e sociale, per dare ai cristiani una visione chiara del senso del loro essere attivi testimoni di Cristo, nel contesto di società a maggioranza musulmana. Si tratterà, dunque, di procedere ad una riflessione sulla situazione presente, non facile a motivo dei conflitti e dell’instabilità, che causano l’esodo della popolazione, compresi non pochi cristiani”.
SE/ VIS 20100504 (440)

GIOVEDÌ GIURAMENTO 30 RECLUTE GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Giovedì 6 maggio, alle 17:00, nel Cortile San Damaso del Palazzo Apostolico, trenta nuove reclute arruolate negli ultimi dodici mesi presteranno giuramento come Alabardieri della Guardia Svizzera Pontificia, davanti ai membri della Curia Romana, alle rappresentanze delle legazioni diplomatiche presso la Santa Sede ed alle Autorità militari, civili e religiose della Svizzera. Presterà giuramento anche il nuovo Maggiore della Guardia William Kloter.
Alle 7:30 di giovedì 6 maggio, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, celebrerà la Santa Messa all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, alla quale assisteranno le nuove Guardie, con i familiari, parenti ed amici. Alle 9:00, nel Cortile d’Onore del Quartiere Svizzero, il Comandante del Corpo, Colonnello Daniel Rudolf Anrig deporrà una corona d'alloro davanti al monumento che commemora l’eroica morte di 147 soldati elvetici, caduti in difesa di Papa Clemente VII nel Sacco di Roma del 6 maggio 1527, perpetrato dalle truppe dell’Imperatore Carlo V. L’Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, conferirà le decorazioni e le onorificenze ad alcuni membri del Corpo.
Quest’anno sarà inoltre presente la Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione Elvetica. Il Capo di Stato Maggiore, Peter Stutz, rappresenterà l’esercito svizzero. Il Governo Cantonale di San Gallo prenderà parte alla cerimonia come ospite d’onore. La Banda musicale della città di Uzwil, offrirà un concerto di gala per le nuove Guardie e i familiari, venerdì 7 maggio, alle 16:30, nel Cortile d’Onore.
La cerimonia del giuramento si celebra tutti gli anni il 6 maggio per commemorare la morte delle 147 svizzere cadute durante il “Sacco di Roma”.
GSP/ VIS 100504 (390)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri del Consiglio scientifico della “Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche” (Avepro), il Reverendo Professor Slwomir Nowosad, Vice-Rettore per la Ricerca e le Relazioni Internazionali e Docente ordinario di Teologia Morale presso l’Università Cattolica di Lublin (Polonia); il Professor John L. Davies, Docente emerito presso l’ “Anglia Ruskin University”, Chelmsford (Gran Bretagna); il Professor Peter Jonkers, Docente ordinario di Filosofia presso l’Università Cattolica di Tilburg (Paesi Bassi); il Professor Donald McQuillan, già Direttore dell’”Irish Universities Quality Board” (Irlanda); Dottoressa Emanuela Stefani, Direttore della “Conferenza dei Rettori delle Università Italiane”, Roma (Italia).
Sabato 1 maggio il Santo Padre:
- Ha elevato l’Amministrazione Apostolica delle Comores (Oceano Indiano) al rango di Vicariato Apostolico, con la nuova denominazione di Arcipelago delle Comores e la medesima configurazione territoriale.
- Ha nominato primo Vicario Apostolico di Comores (superficie: 2.033; popolazione: 800.000; cattolici: 6.000; sacerdoti: 6: religiosi: 14), Oceano Indiano, il Padre Charles Mahuza Yava, S.D.S., già Superiore Provinciale della Provincia Salvatoriana Africana. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 nel territorio di Sandoa (Repubblica Democratica del Congo), ha emesso la Processione Perpetua nella Società del Divin Salvatore nel 1991 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Finora è stato Parroco della Parrocchia di Moroni (Grande Comore).NA:ECE VIS 20100504 (120)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Riportiamo di seguito i dati relativi i Presuli mancati nelle ultime settimane:
- Il Cardinale Paul Augustin Mayer, O.S.B., (Germania), Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il 30 aprile, all’età di 98 anni.
- Il Cardinale Tomas Spidlik, S.I., (Repubblica Ceca), della Diaconia di S. Agata de’ Goti, il 16 aprile, all’età di 90 anni.
- L’Arcivescovo William Donald Borders, emerito di Baltimore (Stati Uniti d’America), il 19 aprile, all’età di 96 anni.
- Il Vescovo Edmund Joseph Fitzgibbon, S.P.S., emerito di Warri (Nigeria), il 17 aprile, all’età di 85 anni.
- Il Vescovo Norman Francis McFarland, emerito di Orange in California (Stati Uniti d’America), il 16 aprile, all’età di 88 anni..../DEFUNTI/... VIS 20100504 (130)

lunedì 3 maggio 2010

DIO AIUTA AD AFFRONTARE E SUPERARE LE DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2010 (VIS). Il Papa ha compiuto oggi una visita pastorale a Torino (Italia) a motivo dell'ostensione della Sacra Sindone.

 Dopo un breve incontro con i cittadini in Piazza San Carlo, il Santo Padre ha presieduto alle 10.45 la celebrazione eucaristica nello stesso luogo.

 Nell'omelia, Benedetto XVI ha fatto riferimento alle difficoltà nella vita cristiana. In questo senso ha ricordato "a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale; penso alle famiglie, ai giovani, alle persone anziane che spesso vivono in solitudine, agli emarginati, agli immigrati".

 Nonostante i numerosi problemi, ha continuato, "è proprio la certezza che ci viene dalla fede, la certezza che non siamo soli, che Dio ama ciascuno senza distinzione ed è vicino a ciascuno con il suo amore, che rende possibile affrontare, vivere e superare la fatica dei problemi quotidiani".

 Il Papa ha esortato le famiglie "a vivere la dimensione cristiana dell'amore nelle semplici azioni quotidiane, nei rapporti familiari superando divisioni e incomprensioni, nel coltivare la fede che rende ancora più salda la comunione".

 "Desidero anche incoraggiare lo sforzo, spesso difficile, di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica: la collaborazione per perseguire il bene comune e rendere la Città sempre più umana e vivibile".

 Il Santo Padre ha incoraggiato in particolare i giovani a "non perdere mai la speranza, quella che viene dal Cristo Risorto, dalla vittoria di Dio sul peccato, sull'odio e sulla morte".

 Riferendosi successivamente alla Sacra Sindone, il Pontefice ha sottolineato che "in essa vediamo, come specchiati, i nostri patimenti nelle sofferenze di Cristo (...). Proprio per questo essa è un segno di speranza: Cristo ha affrontato la croce per mettere un argine al male; per farci intravedere, nella sua Pasqua, l'anticipo di quel momento in cui anche per noi, ogni lacrima sarà asciugata e non ci sarà più morte, né lutto, né lamento, né affanno".

 Benedetto XVI ha concluso esortando i fedeli di Torino a "a restare saldi in quella fede che avete ricevuto, che dà senso alla vita, che dà forza di amare; a non perdere mai la luce della speranza nel Cristo Risorto, che è capace di trasformare la realtà e rendere nuove tutte le cose; a vivere in città, nei quartieri, nelle comunità, nelle famiglie, in modo semplice e concreto l'amore di Dio: "Come io ho amato voi, così amatevi gli uni gli altri".

 Dopo la Messa e prima del Regina Coeli, il Papa si è rivolto a Maria, che a Torino è venerata come patrona con il titolo di Vergine della Consolazione. "A Lei affido questa Città e tutti coloro che vi abitano. Veglia, o Maria, sulle famiglie e sul mondo del lavoro; veglia su quanti hanno smarrito la fede e la speranza; conforta i malati, i carcerati e tutti i sofferenti; sostieni, o Aiuto dei Cristiani, i giovani, gli anziani e le persone in difficoltà. Veglia, o Madre della Chiesa, sui Pastori e sull'intera Comunità dei credenti, perché siano "sale e luce" in mezzo alla società".
PV-ITALIA/                                                                                 VIS 20100503 (510)

AI GIOVANI: SIATE PARTE DEL GRANDE MOSAICO DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2010 (VIS). Alle 16.30 il Santo Padre è arrivato a Piazza San Carlo per incontrare i giovani dell'arcidiocesi di Torino e delle diocesi limitrofe. Dopo la presentazione del cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, e il saluto di due giovani, il Papa ha pronunciato un discorso ai presenti.

 Ricordando che 25 anni fa Giovanni Paolo II ha dedicato ai giovani una lettera incentrata sull'incontro di Gesù con il giovane ricco, che gli chiede cosa debba fare per avere la vita eterna, Benedetto XVI ha detto: "Oggi non è facile parlare di vita eterna e di realtà eterne, perché la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste nulla di definitivo: tutto muta, e anche molto velocemente. "Cambiare" è diventata, in molti casi, la parola d'ordine (...) e in questo modo anche voi giovani siete portati spesso a pensare che sia impossibile compiere scelte definitive, che impegnino per tutta la vita".

 Tuttavia il Papa si è domandato: "E' proprio vero che per essere felici dobbiamo accontentarci di piccole e fugaci gioie momentanee, le quali, una volta terminate, lasciano l'amarezza nel cuore? Cari giovani, non è questa la vera libertà, la felicità non si raggiunge così. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili, che danno senso pieno all'esistenza.
Lo vediamo nella nostra vita: ogni esperienza bella, che ci colma di felicità,  vorremmo che non avesse mai termine. Dio ci ha creato in vista del "per sempre", ha posto nel cuore di ciascuno di noi il seme per una vita che realizzi qualcosa di bello e di grande".

 "Nel dialogo con il giovane, che possedeva molte ricchezze, Gesù indica qual è la ricchezza più grande della vita: l'amore. Amare Dio e amare gli altri con tutto se stessi (...). Non c'è nulla, quindi, di più grande per l'uomo, un essere mortale e limitato, che partecipare alla vita di amore di Dio. Oggi viviamo in un contesto culturale che non favorisce rapporti umani profondi e disinteressati, ma, al contrario, induce spesso a chiudersi in se stessi, all'individualismo (...). Ma il cuore di un giovane è per natura sensibile all'amore vero. Perciò mi rivolgo con grande fiducia a ciascuno di voi e vi dico: non è facile fare della vostra vita qualcosa di bello e di grande, è impegnativo, ma con Cristo tutto è possibile!".

 "Vivete questo incontro con l'amore di Cristo in un forte rapporto personale con Lui; vivetelo nella Chiesa, anzitutto nei Sacramenti - ha esortato Benedetto XVI i giovani - (...).l'amore di Cristo per il giovane del Vangelo è il medesimo che egli ha per ciascuno di voi. Non è un amore confinato nel passato, non è un'illusione, non è riservato a pochi (...).Ciascuno si senta "parte viva" della Chiesa, coinvolto nell'opera di evangelizzazione, senza paura (...) con i fratelli nella fede e in comunione con i Pastori, uscendo da una tendenza individualista anche nel vivere la fede, per respirare a pieni polmoni la bellezza di far parte del grande mosaico della Chiesa di Cristo".

 Il Santo Padre ha posto come esempio il beato Piergiorgio Frassati, di cui si celebra il ventesimo anniversario della beatificazione e che "visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace (...). Il Papa ha ricordato che il motto di Frassati era " Vivere e non vivacchiare" e ha invitato quanti lo ascoltavano a "scoprire che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!".

 "La sacra Sindone - ha concluso - sia in modo del tutto particolare per voi un invito ad imprimere nel vostro spirito il volto dell'amore di Dio, per essere voi stessi, nei vostri ambienti, con i vostri coetanei, un'espressione credibile del volto di Cristo".
PV-ITALIA/                                                                                 VIS 20100503 (650)

SACRA SINDONE: ICONA DEL MISTERO DEL SABATO SANTO

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2010 (VIS). Concluso l'incontro con i giovani, a cui hanno partecipato circa 20.000 persone, il Santo Padre si è recato in automobile alla Cattedrale di Torino per venerare la Sacra Sindone, la cui ostensione è iniziata il 10 aprile e finirà il 23 maggio.

 Il Papa, che è stato ricevuto dal parroco e dai canonici del Capitolo Metropolitano, ha adorato l'Eucaristia nella Cappella del Santissimo Sacramento per trasferirsi in seguito sull'altare maggiore, dove ha venerato la Sacra Sindone.

 Dopo aver venerato il Sacro Sudario, Benedetto XVI ha letto la sua meditazione intitolata "Il mistero del Sabato Santo", sottotitolo del tema dell'ostensione: "Passio Christi- Passio hominis".

 "La Sacra Sindone -ha detto il Papa- è l'icona di questo mistero (...).  Infatti essa è un telo sepolcrale, che ha avvolto la salma di un uomo crocifisso in tutto corrispondente a quanto i Vangeli ci dicono di Gesù (...). Il Sabato Santo è il giorno del nascondimento di Dio (...), nel nostro tempo, specialmente dopo aver attraversato il secolo scorso, l'umanità è diventata particolarmente sensibile al mistero del Sabato Santo. Il nascondimento di Dio fa parte della spiritualità dell'uomo contemporaneo, in maniera esistenziale, quasi inconscia, come un vuoto nel cuore che è andato allargandosi sempre di più (...). Dopo le due guerre mondiali, i lager e i gulag, Hiroshima e Nagasaki, la nostra epoca è diventata in misura sempre maggiore un Sabato Santo: l'oscurità di questo giorno interpella tutti coloro che si interrogano sulla vita, in modo particolare interpella noi credenti. Anche noi abbiamo a che fare con questa oscurità".

 "E tuttavia la morte del Figlio di Dio, di Gesù di Nazaret ha un aspetto opposto, totalmente positivo, fonte di consolazione e di speranza. E questo mi fa pensare al fatto che la sacra Sindone si comporta come un documento "fotografico", dotato di un "positivo" e di un "negativo". E in effetti è proprio così: il mistero più oscuro della fede è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che non ha confini. Il Sabato Santo è la "terra di nessuno" tra la morte e la risurrezione, ma in questa "terra di nessuno" è entrato Uno, l'Unico, che l'ha attraversata con i segni della sua Passione per l'uomo".

 "In quel "tempo oltre il tempo" Gesù Cristo è "disceso agli inferi" (...). Dio, fattosi uomo, è arrivato fino al punto di entrare nella solitudine estrema e assoluta dell'uomo, dove non arriva alcun raggio d'amore, dove regna l'abbandono totale senza alcuna parola di conforto: "gli inferi". Gesù Cristo, rimanendo nella morte, ha
oltrepassato la porta di questa solitudine ultima per guidare anche noi ad oltrepassarla con Lui (...). L'essere umano vive per il fatto che è amato e può amare; e se anche nello spazio della morte è penetrato l'amore, allora anche là è arrivata la vita. Nell'ora dell'estrema solitudine non saremo mai soli: "Passio Christi. Passio hominis".

 "Questo è il mistero del Sabato Santo! Proprio di là, dal buio della morte del Figlio di Dio, è spuntata la luce di una speranza nuova: la luce della Risurrezione. Ed ecco, mi sembra che guardando questo sacro Telo con gli occhi della fede si percepisca qualcosa di questa luce (...). Questo è il potere della Sindone: dal volto di questo "Uomo dei dolori", che porta su di sé la passione dell'uomo di ogni tempo e di ogni luogo, anche le nostre passioni, le nostre sofferenze, le nostre difficoltà, i nostri peccati (...) promana una maestà solenne, una signoria paradossale".

 "Come parla la Sindone? Parla con il sangue, e il sangue è la vita! La Sindone è un'Icona scritta col sangue; sangue di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso e ferito al costato destro. L'immagine impressa sulla Sindone è quella di un morto, ma il sangue parla della sua vita. Ogni traccia di sangue parla di amore e di vita (...). E' come una sorgente che mormora nel silenzio, e noi possiamo sentirla, possiamo ascoltarla, nel silenzio del Sabato Santo".

 Terminata la meditazione, Benedetto XVI ha salutato le suore dei diversi monasteri della diocesi e i membri del Comitato della Sacra Sindone per trasferirsi successivamente alla Casa della Divina Provvidenza, dove, alle 18.30, nella Chiesa del Cottolengo ha incontrato i malati.
PV-ITALIA/                                                                                 VIS 20100503 (710)

DIO RENDE FECONDA L'OFFERTA DELLA SOFFERENZA

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2010 (VIS). Alle 18.30, il Papa ha incontrato i malati nella Chiesa della Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata da san Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), nei sobborghi di Torino nel 1832.

 "Questo incontro - ha detto il Santo Padre all'inizio del suo discorso -, si intona molto bene al mio pellegrinaggio alla sacra Sindone, in cui possiamo leggere tutto il dramma della sofferenza, ma anche, alla luce della Risurrezione di Cristo, il pieno significato che essa assume per la redenzione del mondo".

 Parlando del Cottolengo, Benedetto XVI ha affermato che "pur attraversando nella sua vita momenti drammatici, mantenne sempre una serena fiducia di fronte agli eventi; attento a cogliere i segni della paternità di Dio, riconobbe, in tutte le situazioni, la sua presenza e la sua misericordia e, nei poveri, l'immagine più amabile della sua grandezza".

 "Principio fondamentale della sua opera fu, fin dall'inizio, -ha continuato-l'esercizio verso tutti della carità cristiana, che gli permetteva di riconoscere in ogni uomo, anche se ai margini della società, una grande dignità (...). Perciò il farsi carico di tante sofferenze umane significava, per il nostro Santo, creare relazioni di vicinanza affettiva, familiare e spontanea, dando vita a strutture che potessero favorire questa vicinanza, con quello stile di famiglia che continua ancora oggi".

 Il Papa ha assicurato ai malati che hanno avuto una missione importante: "Vivendo le vostre sofferenze in unione con Cristo crocifisso e risorto, partecipate al mistero della sua sofferenza per la salvezza del mondo. Offrendo il nostro dolore a Dio per mezzo di Cristo, noi possiamo collaborare alla vittoria del bene sul male, perché Dio rende feconda la nostra offerta, il nostro atto di amore".

"Questa Casa -ha sottolineato- è uno dei frutti maturi nati dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo, e manifesta che la sofferenza, il male, la morte non hanno l'ultima parola, perché dalla morte e dalla sofferenza la vita può risorgere".

 Il Santo Padre ha concluso mettendo in rilievo che "in questo luogo comprendiamo meglio che, se la passione dell'uomo è stata assunta da Cristo nella sua Passione, nulla andrà perduto. Il messaggio di questa solenne Ostensione della Sindone: "Passio Christi - Passio hominis", qui si comprende in modo particolare".

 Terminata la visita e dopo aver salutato i malati presenti nella Chiesa del Cottolengo, il Papa si è diretto all'aeroporto di Torino, dove, alle 20:00, è salito sull'aereo di ritorno a Roma. Dall'aeroporto di Ciampino si è recato in elicottero in Vaticano.
PV-ITALIA/                                                                                 VIS 20100503 (420)

COMUNICATO RIUNIONE VISITATORI LEGIONARI DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente comunicato:

"1. Nei giorni 30 aprile e 1° maggio il Cardinale Segretario di Stato ha presieduto in Vaticano una riunione con i cinque Vescovi incaricati della Visita Apostolica alla Congregazione dei Legionari di Cristo (mons. Ricardo Blázquez Pérez, Arcivescovo di Valladolid; mons. Charles Joseph Chaput, OFMCap., Arcivescovo di Denver; mons. Ricardo Ezzati Andrello SDB, Arcivescovo di Concepción; mons. Giuseppe Versaldi, Vescovo di Alessandria; mons. Ricardo Watty Urquidi, M.Sp.S., Vescovo di Tepic). Ad essa hanno preso parte i Prefetti della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e il Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

 Una delle sessioni si è svolta alla presenza del Santo Padre, al quale i Visitatori hanno presentato una sintesi delle loro Relazioni, già anteriormente inviate.

 Nel corso della Visita sono stati incontrati personalmente più di 1.000 Legionari e sono state vagliate diverse centinaia di testimonianze scritte. I Visitatori si sono recati in quasi tutte le case religiose e in molte delle opere di apostolato dirette dalla Congregazione. Hanno ascoltato, a voce o per iscritto, il giudizio di molti Vescovi Diocesani dei Paesi in cui la Congregazione opera. I Visitatori hanno anche incontrato numerosi membri del Movimento "Regnum Christi", benché esso non fosse oggetto della Visita, in particolare uomini e donne consacrate. Hanno ricevuto anche notevole corrispondenza da parte di laici impegnati e di familiari di aderenti al Movimento.

 I cinque Visitatori hanno testimoniato l'accoglienza sincera loro riservata e lo spirito di fattiva collaborazione mostrato dalla Congregazione e dai singoli religiosi. Pur avendo agito indipendentemente, sono giunti ad una valutazione ampiamente convergente e ad un giudizio condiviso. Essi hanno attestato di avere incontrato un gran numero di religiosi esemplari, onesti, pieni di talento, molti dei quali giovani, che cercano Cristo con zelo autentico e che offrono l'intera loro esistenza per la diffusione del Regno di Dio.

2. La Visita Apostolica ha potuto appurare che la condotta di P. Marcial Maciel Degollado ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione.

 I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti di P. Maciel, confermati da testimonianze incontrovertibili, si configurano, talora, in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso. Di tale vita era all'oscuro gran parte dei Legionari, soprattutto a motivo del sistema di relazioni costruito da P. Maciel, che abilmente aveva saputo crearsi alibi, ottenere fiducia, confidenza e silenzio dai circostanti e rafforzare il proprio ruolo di fondatore carismatico.

 Non di rado un lamentevole discredito e allontanamento di quanti dubitavano del suo retto comportamento, nonché l'errata convinzione di non voler nuocere al bene che la Legione stava compiendo, avevano creato attorno a lui un meccanismo di difesa che lo ha reso per molto tempo inattaccabile, rendendo di conseguenza assai difficile la conoscenza della sua vera vita.

3. Lo zelo sincero della maggioranza dei Legionari, emerso anche nelle visite alle case della Congregazione e a molte loro opere, non da pochi assai apprezzate, ha portato molti in passato a ritenere che le accuse, via via divenute più insistenti e lanciate qua e là, non potessero essere che calunnie.

 Perciò la scoperta e la conoscenza della verità circa il fondatore ha provocato, nei membri della Legione, sorpresa, sconcerto e profondo dolore, distintamente evidenziati dai Visitatori.

4. Dai risultati della Visita Apostolica sono emerse con chiarezza, tra gli altri elementi:
a) la necessità di ridefinire il carisma della Congregazione dei Legionari di Cristo, preservando il nucleo vero, quello della "militia Christi", che contraddistingue l'azione apostolica e missionaria della Chiesa e che non si identifica con l'efficientismo a qualsiasi costo;
b) la necessità di rivedere l'esercizio dell'autorità, che deve essere congiunta alla verità, per rispettare la coscienza e svilupparsi alla luce del Vangelo come autentico servizio ecclesiale;
c) la necessità di preservare l'entusiasmo della fede dei giovani, lo zelo missionario, il dinamismo apostolico, per mezzo di un'adeguata formazione. Infatti, la delusione circa il fondatore potrebbe mettere in questione la vocazione e quel nucleo di carisma che appartiene ai Legionari di Cristo ed è loro proprio.

5. Il Santo Padre intende rassicurare tutti i Legionari e i membri del Movimento "Regnum Christi" che non saranno lasciati soli: la Chiesa ha la ferma volontà di accompagnarli e di aiutarli nel cammino di purificazione che li attende. Esso comporterà anche un confronto sincero con quanti, dentro e fuori la Legione, sono stati vittime degli abusi sessuali e del sistema di potere messo in atto dal fondatore: ad essi va in questo momento il pensiero e la preghiera del Santo Padre, insieme alla gratitudine per quanti di loro, pur in mezzo a grandi difficoltà, hanno avuto il coraggio e la costanza di esigere la verità.

6. Il Santo Padre, nel ringraziare i Visitatori per il delicato lavoro da essi svolto con competenza, generosità e profonda sensibilità pastorale, si è riservato di indicare prossimamente le modalità di questo accompagnamento, a cominciare dalla nomina di un suo Delegato e di una Commissione di studio sulle Costituzioni.

 Ai membri consacrati del Movimento "Regnum Christi", che lo hanno richiesto con insistenza, il Santo Padre invierà un Visitatore.

7. Infine, il Papa rinnova a tutti i Legionari di Cristo, alle loro famiglie, ai laici impegnati nel movimento "Regnum Christi", il suo incoraggiamento, in questo momento difficile per la Congregazione e per ciascuno di loro. Li esorta a non perdere di vista che la loro vocazione, scaturita dalla chiamata di Cristo e animata dall'ideale di testimoniare al mondo il suo amore, è un autentico dono di Dio, una ricchezza per la Chiesa, il fondamento indistruttibile su cui costruire il futuro personale e quello della Legione."
OP/                                                                                               VIS 20100503 (970)

CARDINAL MAYER: NULLA SI ANTEPONGA ALL'AMORE DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha pronunciato questa mattina l'omelia finale del funerale per il cardinal Paul Augustin Mayer, O.S.B., prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, deceduto lo scorso 30 aprile a Roma a 98 anni.
 La Messa di esequie, celebrata sull'altare della cattedra della Basilica di San Pietro, è stata presieduta dal cardinal Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio, e concelebrata da vari porporati.
 "La grande e indefettibile speranza, fondata sulla solida roccia dell'amore di Dio, -ha detto il Papa nell'omelia-, ci assicura che la vita di coloro che muoiono in Cristo "non è tolta, ma trasformata"; e che "mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un'abitazione eterna nel cielo". In un'epoca come la nostra, nella quale la paura della morte getta molte persone nella disperazione e nella ricerca di consolazioni illusorie, il cristiano si distingue per il fatto che pone la sua sicurezza in Dio, in un Amore così grande da poter rinnovare il mondo intero".
 Durante tutta la sua esistenza, il cardinal Mayer, ha detto il Papa, ", egli ha cercato di realizzare quanto san Benedetto dice nella Regola: "Nulla si anteponga all'amore di Cristo". Benedetto XVI ha ricordato le tappe della vita del porporato, cominciando dalla sua attività come professore nel Pontificio Ateneo di Sant'Anselmo, di cui fu rettore dal 1949 al 1966, epoca in cui si fondò il Pontificio Istituto Liturgico, "un punto di riferimento fondamentale per la preparazione dei formatori nel campo della liturgia".
 Il Santo Padre ha fatto poi riferimento alla competenza del cardinale, che si rese degno di molti e prestigiosi incarichi, come quando il Papa Paolo VI lo nominò Segretario della Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari, e lo consacrò vescovo nel 1972. Durante gli anni di servizio in questo Dicastero, "promosse la progressiva attuazione delle disposizioni del Concilio Vaticano II riguardo alle famiglie religiose" e "in questo particolare ambito, nella sua qualità di religioso, ebbe modo di dimostrare una spiccata sensibilità ecclesiale e umana".
 Nel 1984 Giovanni Paolo II lo nominò Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina del Sacramenti, creandolo cardinale nel 1985 e designandolo poco più tardi come primo presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei". "Anche in questo nuovo e delicato incarico il Cardinale Mayer si confermò zelante e fedele servitore, cercando di applicare il contenuto del suo motto: "L'amore di Cristo ci ha raccolti nell'unità".

 Il Papa ha concluso raccomandando il cardinale defunto alla Vergine delle Grazie di Altötting (Baviera), luogo di pellegrinaggio vicino a quello di nascita del defunto.
HML/                                                                                           VIS 20100503 (440)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2010 (VIS). - Il Santo Padre:

-Ha elevato al rango di diocesi la prelatura territoriale di Ipil nelle Filippine, conservando la stessa denominazione e configurazione territoriale e rendendola suffraganea della Chiesa metropolitana di Zamboanga.

-Ha nominato il vescovo Julius S.Tonel, fino ad ora prelato nella stessa sede, primo vescovo della diocesi di Ipil (superficie 4.850, popolazione 654.000, cattolici 429.000, sacerdoti 40, religiosi 53) nelle Filippine.

-Ha nominato monsignor Mijo Gorski vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Zagreb (superficie 4.246, popolazione 1.237.650, cattolici 1.101.900, sacerdoti 562, religiosi 1.657, diaconi permanenti 7) in Croazia. Il vescovo eletto è nato nel 1952 a Mihovljan (Croazia), è stato ordinato sacerdote nel 1977. Fino ad ora era canonico della cattedrale di Zagreb e direttore dell'Istituto arcidiocesano per il sostentamento del clero.
ECE:NER:NEA/                                                                          VIS 20100503 (130)

venerdì 30 aprile 2010

CONCERTO QUINTO ANNIVERSARIO PONTIFICATO

CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha assistito nel pomeriggio di ieri, nell’Aula Paolo VI, in Vaticano, a un concerto in suo onore offerto dal Presidente della Repubblica Italiana, On. Giorgio Napolitano, in occasione del quinto anniversario di Pontificato. L’Orchestra giovanile di Fiesole, componente della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole, diretta dal Maestro Nicola Paszkowski, ha eseguito musiche di Giovanni Battista Sammartini, Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven.
“Lo studio della musica” – ha detto il Papa al termine del concerto – “riveste un alto valore nel processo educativo della persona, in quanto produce effetti positivi sullo sviluppo dell’individuo, favorendone l’armonica crescita umana e spirituale”.

Nell’elogiare “l’esperienza ultra trentennale della Scuola di Musica di Fiesole” il Santo Padre ha affermato: “Nell’odierno contesto sociale, (...), ogni opera di educazione sembra diventare sempre più ardua e problematica: spesso tra genitori ed insegnanti si parla delle difficoltà che s’incontrano nel trasmettere alle nuove generazioni i valori basilari dell’esistenza e di un retto comportamento. Tale situazione problematica coinvolge sia la scuola sia la famiglia, come pure le varie agenzie che operano nel campo formativo”.

“I giovani, anche se vivono in contesti diversi, hanno in comune la sensibilità ai grandi ideali della vita, ma incontrano molte difficoltà nel viverli. Non possiamo ignorare i loro bisogni e le loro attese, nemmeno gli ostacoli e le minacce che incontrano. Essi sentono l'esigenza di accostarsi ai valori autentici quali la centralità della persona, la dignità umana, la pace e la giustizia, la tolleranza e la solidarietà. Ricercano anche, in modi a volte confusi e contraddittori, la spiritualità e la trascendenza, per trovare equilibrio e armonia”.

“A tale riguardo, mi piace osservare che proprio la musica è capace di aprire le menti e i cuori alla dimensione dello spirito e conduce le persone ad alzare lo sguardo verso l’Alto, ad aprirsi al Bene e al Bello assoluti, che hanno la sorgente ultima in Dio. La festosità del canto e della musica sono altresì un costante invito per i credenti e per tutti gli uomini di buona volontà ad impegnarsi per dare all’umanità un avvenire ricco di speranza. Inoltre, (...) l’impegno di non suonare ‘da soli’, ma di far sì che i diversi ‘colori orchestrali’ – pur mantenendo le proprie caratteristiche – si fondano insieme; la ricerca comune della migliore espressione, tutto questo costituisce una ‘palestra’ formidabile, non solo sul piano artistico e professionale, ma sotto il profilo umano globale”.

“Rinnovo al Signor Presidente della Repubblica Italiana” – ha concluso il Pontefice – “agli organizzatori e a tutti i presenti l’espressione della mia sincera gratitudine per questo apprezzato omaggio! Ricordatemi nelle vostre preghiere, perché iniziando il sesto anno del mio Pontificato, possa compiere sempre il mio Ministero come vuole il Signore”.
AC/ VIS 20100430 (460)

ECONOMIA SIA ORIENTATA RICERCA BENE COMUNE


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2010 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i partecipanti alla XVI Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, riunita dal 30 aprile al 4 maggio, per analizzare la crisi economica globale alla luce dei principi etici inscritti nella dottrina sociale della Chiesa.

“Il crollo del sistema finanziario mondiale” – ha detto il Santo Padre – “ha dimostrato la fragilità dell’attuale sistema economico e le istituzioni ad esso legate”.

“Piuttosto che una spirale di produzione e consumo in vista di esigenze umane dall’angusto respiro ” – ha sottolineato Papa Benedetto XVI – “la vita economica deve essere vista come un esercizio di responsabilità umana, intrinsecamente orientata verso la promozione della dignità della persona, il conseguimento del bene comune e lo sviluppo integrale – politico, culturale e spirituale – dei singoli, delle famiglie e della società”.

“Nella mia Enciclica ‘Caritas in Veritate’, ho osservato che: ‘La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno’”.
“La Chiesa” – ha detto ancora il Santo Padre – “fondata sulla sua fede in Dio Creatore, afferma l’esistenza di una legge naturale universale. (...) Quale parte del grande patrimonio di umana saggezza, la legge morale naturale, che la Chiesa ha fatto propria, purificata e sviluppata alla luce della Rivelazione cristiana, serve da faro che guida l’impegno dei singoli e della comunità a perseguire il bene e ad evitare il male, mentre indirizza il proprio impegno nell’edificazione di una società autenticamente giusta ed umana”.
“Fra i principi indispensabili che configurano tale approccio etico integrale alla vita economica, deve esserci la promozione del bene comune, fondata sul rispetto della dignità della persona umana e riconosciuta come l’obiettivo primario della produzione e dei sistemi commerciali, le istituzioni politiche e il benessere sociale. Ai nostri giorni, la preoccupazione per il bene comune ha assunto una dimensione marcatamente globale. È diventato sempre più evidente che il bene comune abbraccia la responsabilità verso le future generazioni; la solidarietà intergenerazionale deve quindi essere riconosciuta quale criterio etico di base nel giudizio di ogni servizio sociale”. “Queste realtà indicano l’urgenza di rafforzare le procedure di governo della economia globale, anche con il dovuto rispetto per il principio di sussidiarietà. Infine tutte le decisioni e le politiche economiche devono essere indirizzate verso la ‘carità nella verità’”.
“Poiché ‘Senza verità, senza fiducia ed amore per il vero” – ha concluso il Pontefice, citando ancora l’Enciclica “Caritas in Veritate” – “non c’è coscienza e responsabilità sociale, e l’agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società’”.
AC/ VIS 20100430 (430)

INCONTRO CON I VISITATORI DEI LEGIONARI DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha incontrato cinque Visitatori dei Legionari di Cristo: l’Arcivescovo Charles J. Caput, O.F.M., di Denver (Stati Uniti d’America); l’Arcivescovo Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., di Concepción (Cile); l’Arcivescovo Ricardo Blázquez Pérez, di Valladolid (Spagna); il Vescovo Ricardo Watty Urquidi, M.Sp.S., di Tepic (Messico) ed il Vescovo Giuseppe Versaldi, di Alessandria (Italia).
AC/ VIS 20100430 (70)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE CARDINALE MAYER


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all’Abate Dom Notker Wolf, Abate Primate dei Benedettini Confederati, per la morte, all’età di 98 anni, del Cardinale Paul Augustin Mayer, O.S.B., Presidente emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Il Cardinale, scrive il Papa: “Lascia il ricordo indelebile di una operosa esistenza spesa con mitezza e rettitudine nell’adesione coerente alla propria vocazione di monaco e di pastore pieno di zelo per il Vangelo e sempre fedele alla Chiesa. Nel ricordarne il qualificato impegno nell’ambito liturgico e in quello delle università e dei seminari, e specialmente l’apprezzato servizio alla Santa Sede, prima nella Commissione preparatoria del Concilio Vaticano Secondo, poi in diversi dicasteri della Curia Romana, innalzo fervide preghiere di suffragio perché il Signore accolga questo benemerito fratello nel gaudio e della pace eterna”.
TGR/ VIS 20100430 (160)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI MAGGIO


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di maggio è la seguente: “Perché si ponga fine al triste ed iniquo commercio di esseri umani che purtroppo coinvolge milioni di donne e bambini”.
L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché i ministri ordinati, le religiose, i religiosi e i laici impegnati nell’apostolato, sappiano infondere entusiasmo missionario alle comunità affidate alle loro cure”.
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/ VIS 20100430 (90)

UDIENZE

UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Gorge Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).
AP/ VIS 20100430 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Kontagora (Nigeria), presentata dal Vescovo Timothy Joseph Carroll, S.M.A., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
- Ha nominato l’Arcivescovo Peter Smith, Arcivescovo Metropolita di Southwark (superficie: 3.000; popolazione: 440.000; cattolici: 395.182; sacerdoti: 439; religiosi: 792; diaconi permanenti: 79), Gran Bretagna. È stato finora Arcivescovo Metropolita di Cardiff (Gran Bretagna).- Ha nominato il Reverendo Odilón Martínez García, Vescovo di Atlacomulco (superficie: 5.364; popolazione: 934.328; cattolici: 917.794; sacerdoti: 103; religiosi: 113; diaconi permanenti: 1), Messico. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Toluca (Messico), è nato nel 1949 a Santa Ana (Messico), ed è stato ordinato sacerdote nel 1974.
- Ha nominato il Padre Rogatus Kimaryo, C.S.Sp., Vescovo di Same (superficie: 10.000; popolazione: 609.000; cattolici: 71.722; sacerdoti: 52; religiosi: 53), Tanzania. Il Vescovo eletto, attuale Amministratore Apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” della medesima Diocesi, è nato nel 1956 a Mkuu (Tanzania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
RE:NER/ VIS 20100430 (200)

giovedì 29 aprile 2010

QUASI PRONTA PUBBLICAZIONE TRADUZIONE MESSALE ROMANO



CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2010 (VIS). Ieri, nella Casina Pio IV, in Vaticano, il Papa ha pranzato con i Membri e i Consultori del Comitato “Vox Clara”, Comitato di consulenza su questioni relative alla celebrazione del Rito romano in lingua inglese.

Al termine del pranzo, il Santo Padre ha ringraziato “per il lavoro che ‘Vox Clara’ ha compiuto negli ultimi otto anni, nell’assistere e consigliare la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti nella sua responsabilità di tradurre in lingua inglese i testi liturgici. Una vera impresa collegiale. Non solo sono rappresentati i cinque continenti dai membri del Comitato, ma siete stati assidui nel raccogliere i contributi delle Conferenze Episcopali di lingua inglese nel mondo.”.

“Ringrazio i superiori e gli officiali della Congregazione per il loro quotidiano e paziente lavoro di supervisione nella preparazione e traduzione dei testi che proclamano la verità della nostra redenzione in Cristo, la Parola di Dio Incarnata”.

Benedetto XVI ha espresso soddisfazione “per la traduzione in lingua inglese del Messale Romano che sarà presto pronta per la pubblicazione. (...) Attraverso questi sacri testi e le azioni che li accompagnano, Cristo sarà reso presente e attivo fra il suo popolo”.

Riferendosi successivamente “alla preparazione della ricezione della nuova traduzione da parte del clero e dei fedeli laici”, il Santo Padre ha affermato: “Molti troveranno difficile l’adattamento a testi poco familiari dopo quasi quaranta anni di utilizzazione continua della precedente traduzione. Il cambiamento dovrà essere introdotto con la dovuta sensibilità, e si dovrà pienamente comprendere l’opportunità catechetica che esso presenta. Prego che in questo modo venga evitato ogni rischio di confusione o perplessità, ed il cambiamento serva, al contrario, come trampolino di lancio per un rinnovamento ed approfondimento della devozione Eucaristica in tutto il mondo anglofono”.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ponendo in risalto che “i frutti del vostro lavoro saranno resi disponibili alle congregazioni di lingua inglese ovunque nel mondo”.
AC/ VIS 20100429 (330)

REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO RICONCILIAZIONE NAZIONALE



CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo, Signor Jean-Pierre Hamuli Mupenda, il quale ha riaffermato il desiderio di rafforzare le relazioni del suo Paese con la Santa Sede. Nel suo discorso il Papa si è congratulato di questa volontà ricordando che essa coincide con il 50° anniversario dell’indipendenza della Nazione ed ha auspicato che tale commemorazione rappresenti “un nuovo punto di partenza”.

“Il suo Paese ha conosciuto in questi stessi anni momenti particolarmente difficili e tragici” – ha affermato il Santo Padre – “La violenza si è abbattuta cieca e spietata, su una larga parte della popolazione (...). Penso particolarmente alle donne, ai giovani, ai bambini la cui dignità è stata disprezzata ad oltranza con la violazione dei loro diritti (...). Anche la Chiesa cattolica ha subito ferite in molti dei suoi membri e delle sue strutture. La Chiesa desidera favorire la guarigione interiore e la fraternità”.

“Gli impegni presi a Goma nel 2008 e l’applicazione degli accordi internazionali, in particolare il ‘Patto sulla sicurezza, la stabilità e lo sviluppo della Regione dei Grandi Laghi’, sono certo necessari, ma più urgente ancora” – ha ribadito il Papa – “è porre le basi per la loro applicazione. Essa non potrà realizzarsi che ricostruendo a poco a poco il tessuto sociale gravemente ferito, incoraggiando la prima società naturale che è la famiglia, e consolidando i rapporti interpersonali fra congolesi fondati su di una educazione integrale, fonte di pace e di giustizia”.

“Invito i poteri pubblici a non trascurare nulla per porre fine alla situazione di guerra che persiste ancora in alcune province del Paese, e a dedicarsi alla ricostruzione umana e sociale della Nazione nel rispetto dei diritti umani fondamentali. La pace non è unicamente l’assenza di conflitti, è anche un dono e una missione a cui sono obbligati i cittadini e lo Stato”.

Il Papa ha lanciato un appello alla comunità internazionale “implicata a diversi livelli nei conflitti successivi che la vostra Nazione ha conosciuto, a mobilitarsi per contribuire efficacemente a instaurare la pace e la legalità nella Repubblica Democratica del Congo”.

“Dopo tanti anni di sofferenza, il vostro Paese ha bisogno di impegnarsi risolutamente nella via della riconciliazione nazionale. I vostri Vescovi hanno dichiarato questo anno anniversario per la Nazione, un anno di grazia, di rinnovamento e di gioia, un anno di riconciliazione per costruire un Congo solidale, prospero e unito”.

Il Santo Padre ha sottolineato che “uno dei mezzi migliori per realizzare tutto ciò è promuovere l’educazione delle giovani generazioni. (...) I congolesi desiderano una buona educazione per i loro figli, ma il finanziamento diretto per la famiglie è pesante o addirittura impossibile da sostenere per molti. Sono certo che si potrà trovare una giusta soluzione” – ha detto il Papa che ha sottolineato: “Aiutando economicamente i genitori e assicurando loro un finanziamento regolare degli educatori, lo Stato farà un investimento proficuo per tutti”.

“È essenziale che i ragazzi e i giovani siano educati con pazienza e tenacia, soprattutto coloro che non hanno ricevuto alcuna istruzione e sono stati addestrati a uccidere. Conviene non solamente inculcare un sapere che li aiuti nella vita futura adulta e professionale, ma bisogna dare loro solide basi morali e spirituali che li aiuteranno a respingere la tentazione della violenza e del risentimento per scegliere ciò che è giusto e vero. Attraverso le sue strutture educative e secondo le proprie possibilità, la Chiesa può aiutare e completare le scuole statali”.

“Le importanti ricchezze naturali di cui Dio ha dotato il vostro territorio e che sono divenuti purtroppo fonte di cupidigia e di profitti sproporzionati per molti all’interno e all’esterno del vostro Paese, permettono in larga parte, grazia a una giusta ripartizione dei guadagni, di aiutare la popolazione a uscire dalla povertà e a provvedere alla propria sicurezza alimentare e sanitaria. (...) Questo dovere di giustizia promosso dallo Stato consoliderà la riconciliazione e la pace nazionale, e permetterà alla popolazione di condurre una vita serena, base necessaria alla prosperità”.

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso invitando i cattolici congolesi “ad essere testimoni generosi dell’amore di Dio e a contribuire all’edificazione di una Nazione unita e fraterna dove ciascuno si senta pienamente amato e rispettato”.
CD/ VIS 20100429 (710)

PROMUOVERE UNITÀ E BENESSERE FAMIGLIA CRISTIANA



CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli di Gambia, Liberia e Sierra Leone, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Facendo riferimento ai rapporti quinquennali stilati dai Vescovi, il Papa ha espresso soddisfazione per lo sforzo compiuto “di predicare il Vangelo alle confermazioni, nella vostre visite alle parrocchie, nell’incontro con i gruppi di sacerdoti, religiosi o laici e nelle vostre lettere pastorali”.

“Impegnatevi” – ha proseguito il Papa – “nel costituire comunità vibranti ed espansive di uomini e donne forti nella loro fede, contemplative e gioiose nella liturgia, e ben istruiti nel ‘modo di vivere che piace a Dio’. In un ambiente segnato dal divorzio e dalla poligamia, promuovete l’unità e il benessere della famiglia cristiana costruita sul sacramento del matrimonio. Iniziative ed associazioni dedicate alla santificazione di questa comunità fondamentale meritano il vostro pieno sostegno. Continuate a promuovere la dignità della donna nel contesto dei diritti umani e difendete il vostro popolo contro tentativi di introdurre una mentalità antinatalista che si fa passare per progresso culturale”.

“La vostra missione” – ha sottolineato il Pontefice – “richiede inoltre che voi dedichiate attenzione all’adeguato discernimento e preparazione delle vocazioni e nella corrente formazione dei sacerdoti che sono i vostri più stretti collaboratori nella missione evangelizzatrice. Continuate a farli diventare, con la parola e l’esempio, uomini di preghiera, solidi e chiari nel loro insegnamento, maturi e rispettosi nei rapporti con gli altri, fedeli nei loro impegni spirituali e forti nella compassione verso i bisognosi. Ugualmente non esitate a invitare i missionari provenienti da altri paesi nell’assistervi nella buona opera compiuta dal vostro clero, dai religiosi e dai catechisti”.

“Apprezzo in special modo” – ha proseguito il Pontefice – “l’assistenza che offrite ai profughi e ai migranti e vi esorto a cercare, quando possibile, collaborazione pastorale dai loro paesi d’origine. La lotta contro la povertà deve essere portata avanti con rispetto per la dignità di tutti gli interessati incoraggiandoli ad essere protagonisti del proprio sviluppo integrale. Molto bene può esser fatto attraverso impegni di comunità su piccola scala e iniziative di micro-economia al servizio delle famiglie. Nello sviluppare e sostenere tali strategie, il miglioramento dell’educazione sarà sempre un fattore decisivo”.

“Voi giustamente incoraggiate il grande dono che è la pace” – ha detto ancora il Papa – “Prego che il processo di riconciliazione nella giustizia e nella verità, che avete giustamente sostenuto nella regione, produca un duraturo rispetto per tutti i diritti umani donati da Dio e contrasti la tendenza alla vendetta e alle rappresaglie”.

“Nel vostro servizio in favore della pace continuate a promuovere il dialogo con le altre religioni, specialmente con l’Islam, in modo da sostenere i buoni rapporti esistenti e ostacolare ogni forma di intolleranza, ingiustizia, oppressione, a detrimento della promozione della reciproca fiducia. Lavorare insieme” – ha concluso il Santo Padre – “nella difesa della vita e nella lotta contro la malattia e la malnutrizione, non mancherà di edificare comprensione, rispetto e accettazione. Soprattutto, un clima di dialogo e di comunione deve caratterizzare la Chiesa locale. Con il vostro esempio, portate i vostri sacerdoti, religiosi e fedeli laici a crescere nella comprensione e nella cooperazione, nell’ascolto reciproco e nella iniziative condivise”.
AL/ VIS 20100429 (530)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l’Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau E Presidente della Conferenza dei Vescovi Tedeschi, (Repubblica Federale di Germania), con l’Arcivescovo Reinhard Marx, di München und Freising e con il Vescovo Anton Losinger, Ausiliare di Augsburg.
AP/ VIS 20100429 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre;

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Quetta (Pakistan), al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Victor Gnanapragasam, O.M.I., primo Vicario Apostolico di Quetta (superficie: 347.188; popolazione: 8.096.251; cattolici: 29.355; sacerdoti: 13; religiosi: 19), Pakistan. Il Vescovo eletto, attuale Prefetto Apostolico della medesima circoscrizione ecclesiastica, è nato a Jaffna (Sri Lanka) nel 1940, ha emesso la Professione Perpetua nei Missionari Oblati di Maria Immacolata nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1966.

- Ha nominato il Vescovo Benjamin Castillo Plascencia, Vescovo di Celaya (superficie: 8.768; popolazione: 1.604.015; cattolici: 1.463.583; sacerdoti: 232; religiosi: 570), Messico. Il Vescovo Plascencia è stato finora Vescovo di Tabasco (Messico).

- Ha nominato il Reverendo John Baptist Jung Shin-chul, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Incheon (superficie: 1.282; popolazione: 4.294.000; cattolici: 427.960; sacerdoti: 268; religiosi: 906), Corea. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Incheon-si (Corea), ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. È stato finora Professore e Cancelliere dell’Università Cattolica di Incheon e Direttore diocesano per le vocazioni.
ECE:NER:NEA/ VIS 20100429 (190)

mercoledì 28 aprile 2010

SACERDOTI VITA COERENTE CON SACRAMENTO RICEVUTO


CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di questo Mercoledì a due Sacerdoti italiani: San Leonardo Murialdo (1828-1900) e San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), “due santi Sacerdoti esemplari nella loro donazione a Dio e nella testimonianza di carità, vissuta nella Chiesa e per la Chiesa, verso i fratelli più bisognosi”.
San Leonardo Murialdo, superata in gioventù una profonda crisi esistenziale e spirituale, divenne sacerdote nella Torino di San Giovanni Bosco dal quale fu conosciuto ed apprezzato, e che “lo convinse ad accettare la direzione del nuovo Oratorio di San Luigi a Porta Nuova che tenne fino al 1865. Lì venne in contatto” –ha spiegato il Papa – “anche con i gravi problemi dei ceti più poveri, ne visitò le case, maturando una profonda sensibilità sociale, educativa ed apostolica che lo portò poi a dedicarsi autonomamente a molteplici iniziative in favore della gioventù”.
“Nel 1873 fondò la Congregazione di San Giuseppe, il cui fine apostolico fu, fin dall’inizio, la formazione della gioventù, specialmente quella più povera e abbandonata” – ha aggiunto il Santo Padre sottolineando che “il nucleo centrale della spiritualità del Murialdo è la convinzione dell’amore misericordioso di Dio: un Padre sempre buono, paziente e generoso, che rivela la grandezza e l’immensità della sua misericordia con il perdono”.
“Sottolineando la grandezza della missione del sacerdote che deve ‘continuare l’opera della redenzione’ (...) San Leonardo ricordava sempre a se stesso e ai confratelli la responsabilità di una vita coerente con il sacramento ricevuto”.
“Con lo stesso spirito di carità è vissuto, quarant’anni prima del Murialdo, san Giuseppe Benedetto Cottolengo, fondatore dell’opera da lui stesso denominata ‘Piccola Casa della Divina Provvidenza’ e chiamata oggi anche ‘Cottolengo’” – ha proseguito il Pontefice – “Giuseppe Benedetto (...) mostrò fin da fanciullo grande sensibilità verso i poveri”. Dopo anni di proficuo ministero sacerdotale, l’incontro con una giovane donna malata, madre di cinque figli, che si trovò ad accompagnare alla morte, cambiò la sua vita.
“Il Signore pone sempre dei segni sul nostro cammino per guidarci secondo la sua volontà al nostro vero bene” – ha affermato il Pontefice – “Da quel momento il Cottolengo fu trasformato: tutte le sue capacità, specialmente la sua abilità economica e organizzativa, furono utilizzate per dare vita ad iniziative a sostegno dei più bisognosi. Egli seppe coinvolgere nella sua impresa decine e decine di collaboratori e volontari. (...) Mise in atto lo stile delle ‘famiglie’, costituendo delle vere e proprie comunità di persone, volontari e volontarie, uomini e donne, religiosi e laici, uniti per affrontare e superare insieme le difficoltà che si presentavano. Ognuno in quella Piccola Casa della Divina Provvidenza aveva un compito preciso (...). Sani e ammalati condividevano tutti lo stesso peso del quotidiano. Anche la vita religiosa si specificò nel tempo, secondo i bisogni e le esigenze particolari”.
“Per i suoi poveri e i più bisognosi, si definirà sempre ‘il manovale della Divina Provvidenza’”, ha ricordato Benedetto XVI.
“Questi due santi Sacerdoti” – ha concluso il Papa – “hanno vissuto il loro ministero nel dono totale della vita ai più poveri, ai più bisognosi, agli ultimi, trovando sempre la radice profonda, la fonte inesauribile della loro azione nel rapporto con Dio, attingendo dal suo amore, nella profonda convinzione che non è possibile esercitare la carità senza vivere in Cristo e nella Chiesa. La loro intercessione e il loro esempio continuino ad illuminare il ministero di tanti sacerdoti che si spendono con generosità per Dio e per il gregge loro affidato, e aiutino ciascuno a donarsi con gioia e generosità a Dio e al prossimo”.
AG/ VIS 20100428 (600)

FESTA DI SAN GIUSEPPE: RIFLESSIONE SENSO DEL LAVORO

FESTA DI SAN GIUSEPPE: RIFLESSIONE SENSO DEL LAVORO
CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2010 (VIS). Nei saluti nelle diverse lingue al termine dell’Udienza Generale di questo Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che sabato 1° maggio, ricorre la festa di San Giuseppe Lavoratore “custode della Santa Famiglia e patrono degli uomini che con il proprio lavoro conquistano i mezzi per vivere”.
“Che questa giornata sia una occasione per approfondire la riflessione sul senso del lavoro e sul posto adeguato di esso nella vita delle famiglie. Affido voi qui presenti e tutti i lavoratori alla protezione di San Giuseppe”.AG/ VIS 20100428 (100)

ATTENZIONE PASTORALE ADEGUATA AI MIGRANTI


CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di un telegramma che a nome del Santo Padre, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, all’Arcivescovo Antonio Mario Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, in occasione dell’VIII Congresso Europeo sulle Migrazioni, in corso a Malaga (Spagna), dal 27 aprile al 1° maggio.
Il Papa saluta gli organizzatori e i partecipanti all’incontro sul tema: “Superare i timori. Tracciare le prospettive” ed esorta a non tralasciare l’impegno di dedicare adeguata attenzione pastorale a tutti coloro che subiscono le conseguenze derivanti dall’aver abbandonato la patria e dal sentirsi senza una patria di riferimento.
“Parimenti esorta a coordinare iniziative e programmi perché la luce del Vangelo giunga a tutti, e con essa, una ferma speranza di vedere riconosciuti i propri diritti e promosse le proprie possibilità di una vita degna in tutti i suoi aspetti”.TGR/ VIS 20100428 (160)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Launay Saturné, Vescovo di Jacmel (superficie: 2.700; popolazione: 526.192; cattolici: 342.716; sacerdoti: 36; religiosi: 53) Haïti. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Delatte (Haïti) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. È stato finora Decano degli studi nel Seminario Maggiore Interdiocesano “Notre-Dame d’Haïti.
NER/ VIS 20100428 (70)
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