Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

lunedì 18 gennaio 2010

EBREI-CRISTIANI COMUNE TESTIMONIANZA SFIDE NOSTRO TEMPO


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Pontefice Benedetto XVI si è recato in Visita alla Comunità Ebraica di Roma, dove è stato accolto da Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, da Renzo Gattegna, Presidente delle Comunità ebraiche italiane e da Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma.

  Prima del suo ingresso nella Sinagoga di Roma, il Pontefice ha deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda la deportazione di 1.022 ebrei, il 16 ottobre 1943, e  davanti alla lapide che ricorda l'attentato del 9 ottobre 1982, in cui perse la vita un bambino ebreo di due anni e rimasero ferite 37 persone che uscivano dal Tempio dopo la preghiera.

  Dopo i saluti di Pacifici, Gattegna e del Rabbino Di Segni, il Papa ha pronunciato il suo discorso interrotto sette volte dagli applausi dei presenti, che gremivano la Sinagoga, detta Tempio Maggiore di Roma.

  Il Concilio Vaticano II, ha sottolineato Benedetto XVI, "ha dato un decisivo impulso all'impegno di percorrere un cammino irrevocabile di dialogo, di fraternità e di amicizia, cammino che si è approfondito e sviluppato in questi quarant'anni con passi e gesti importanti e significativi, tra i quali desidero menzionare nuovamente la storica visita in questo luogo del mio Venerabile Predecessore, il 13 aprile 1986" ed ha ricordato nel contempo il suo Pellegrinaggio in Terra Santa e i tanti incontri con Comunità e Organizzazioni ebraiche, nelle Sinagoghe a Colonia e a New York.

  "La Chiesa" - ha detto il Papa - "non ha mancato di deplorare le mancanze di suoi figli e sue figlie, chiedendo perdono per tutto ciò che ha potuto favorire in qualche modo le piaghe dell'antisemitismo e dell'antigiudaismo. Possano queste piaghe essere sanate per sempre!".

  "Il dramma singolare e sconvolgente della 'Shoah'" - ha detto ancora il Pontefice - "rappresenta, in qualche modo, il vertice di un cammino di odio che nasce quando l'uomo dimentica il suo Creatore e mette se stesso al centro dell'universo".

  "Lo sterminio del popolo dell'Alleanza di Mosè, prima annunciato, poi sistematicamente programmato e realizzato nell'Europa sotto il dominio nazista, raggiunse in quel giorno tragicamente anche Roma. Purtroppo, molti rimasero indifferenti, ma molti, anche fra i Cattolici italiani, sostenuti dalla fede e dall'insegnamento cristiano, reagirono con coraggio, aprendo le braccia per soccorrere gli Ebrei braccati e fuggiaschi, a rischio spesso della propria vita, e meritando una gratitudine perenne. Anche la Sede Apostolica svolse un'azione di soccorso, spesso nascosta e discreta".

  "La memoria di questi avvenimenti deve spingerci a rafforzare i legami che ci uniscono perché crescano sempre di più la comprensione, il rispetto e l'accoglienza".

  Benedetto XVI ha ricordato che il Decalogo, "le Dieci Parole o Dieci Comandamenti" illumina il cammino degli Ebrei e dei Cristiani e "costituisce un faro e una norma di vita nella giustizia e nell'amore, un 'grande codice' etico per tutta l'umanità".

  "Gesù stesso lo ha ripetuto più volte, sottolineando che è necessario un impegno operoso sulla via dei Comandamenti: 'Se vuoi entrare nella vita, osserva i Comandamenti'.  In questa prospettiva, sono vari i campi di collaborazione e di testimonianza. Vorrei ricordarne tre particolarmente importanti per il nostro tempo".

  "Le 'Dieci Parole'" - ha ricordato il Papa - "chiedono di riconoscere l'unico Signore, contro la tentazione di costruirsi altri idoli, di farsi vitelli d'oro. Nel nostro mondo molti non conoscono Dio o lo ritengono superfluo, senza rilevanza per la vita; sono stati fabbricati così altri e nuovi dei a cui l'uomo si inchina".

  "Le 'Dieci Parole' chiedono il rispetto, la protezione della vita, contro ogni ingiustizia e sopruso, riconoscendo il valore di ogni persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio. Quante volte, in ogni parte della terra, vicina e lontana, vengono ancora calpestati la dignità, la libertà, i diritti dell'essere umano!", ha esclamato il Pontefice.

  "Le 'Dieci Parole' chiedono di conservare e promuovere la santità della famiglia, in cui il 'sì' personale e reciproco, fedele e definitivo dell'uomo e della donna, dischiude lo spazio per il futuro, per l'autentica umanità di ciascuno, e si apre, al tempo stesso, al dono di una nuova vita. Testimoniare" - ha aggiunto il Pontefice - "che la famiglia continua ad essere la cellula essenziale della società e il contesto di base in cui si imparano e si esercitano le virtù umane è un prezioso servizio da offrire per la costruzione di un mondo dal volto più umano".

  "Tutti i comandamenti si riassumono nell'amore di Dio e nella misericordia verso il prossimo" - ha sottolineato il Santo Padre - "Tale Regola impegna Ebrei e Cristiani ad esercitare, nel nostro tempo, una generosità speciale verso i poveri, le donne, i bambini, gli stranieri, i malati, i deboli, i bisognosi".
  "In questa direzione" - ha detto ancora il Papa - "possiamo compiere passi insieme, consapevoli delle differenze che vi sono tra noi, ma anche del fatto che se riusciremo ad unire i nostri cuori e le nostre mani per rispondere alla chiamata del Signore, la sua luce si farà più vicina per illuminare tutti i popoli della terra".

  "Cristiani ed Ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune" - ha segnalato il Papa - "pregano lo stesso Signore, hanno le stesse radici, ma rimangono spesso sconosciuti l'uno all'altro. Spetta a noi, in risposta alla chiamata di Dio, lavorare affinché rimanga sempre aperto lo spazio del dialogo, del reciproco rispetto, della crescita nell'amicizia, della comune testimonianza di fronte alle sfide del nostro tempo, che ci invitano a collaborare per il bene dell'umanità in questo mondo creato da Dio, l'Onnipotente e il Misericordioso"
.
  Nel ricordare che la comunità cattolica e la comunità ebraica convivono nella Città di Roma da circa due millenni, Benedetto XVI ha auspicato che: "Questo vivere assieme possa essere animato da un crescente amore fraterno, che si esprima anche in una cooperazione sempre più stretta per offrire un valido contributo nella soluzione dei problemi e delle difficoltà da affrontare".

  "Invoco dal Signore il dono prezioso della pace in tutto il mondo" -ha concluso il Pontefice - "soprattutto in Terra Santa. Nel mio pellegrinaggio del maggio scorso, a Gerusalemme, presso il Muro del Tempio, ho chiesto a Colui che può tutto: 'manda la tua pace in Terra Santa, nel Medio Oriente, in tutta la famiglia umana; muovi i cuori di quanti invocano il tuo nome, perché percorrano umilmente il cammino della giustizia e della compassione'".
BXVI-VISITA SINAGOGA ROMA/.../...                    VIS 20100118 (1050)


VISITA DELEGAZIONE ECUMENICA CHIESA LUTERANA FINLANDIA


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i Membri della Delegazione Ecumenica della Chiesa Luterana di Finlandia, in occasione della Festa di Sant'Enrico, Patrono della Nazione, che si celebra domani.

  Il Santo Padre ha ricordato che quest'anno ricorre il XXV anniversario delle visite annuali della Delegazione a Roma.

  "Le Chiesa di Oriente ed Occidente, le cui tradizioni sono entrambe presenti nella vostra Nazione, condividono una reale, anche se ancora imperfetta, comunione. Ciò è motivo di rammarico per i problemi del passato, ma certamente è anche motivo che ci sprona a maggiori sforzi di comprensione e riconciliazione, così che la nostra amicizia e dialogo fraterno fioriscano in una perfetta, visibile unità in Gesù Cristo".

  Nel ricordare la Dichiarazione comune sulla dottrina della Giustificazione, che risale a dieci anni fa, il Santo Padre ha affermato che essa è un "riscoperto segno concreto di fraternità fra Luterani e Cattolici".

  Benedetto XVI ha espresso la sua soddisfazione per "il recente lavoro del dialogo nord-luterano-cattolico in Finlandia e Svezia su questioni derivanti dalla Dichiarazione Comune" ed ha auspicato "che il testo risultante dal dialogo contribuisca positivamente al cammino che conduce al recupero della nostra perduta unità".
AC/.../DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDIA               VIS 20100118 (210)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi (Francia), Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia, con il Vice-Presidente Arcivescovo Hippolyte Simon, di Clermont e con il Segretario Generale Monsignor Antoine Hérouard.

- Il Rabbino Jacob Neusner, con la Consorte.

  Sabato 16 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- L'Arcivescovo Eliseo Ariotti, Nunzio Apostolico in Paraguay.

- L'Arcivescovo Patrick Coveney, Nunzio Apostolico.

- Una Delegazione della Città di Freising (Repubblica Federale di Germania), per il conferimento della cittadinanza onoraria al Santo Padre Benedetto XVI.
AP/.../...                                       VIS 20100118 (130)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo André Mutien Léonard, Arcivescovo Metropolita di Malines-Bruxelles (superficie: 3.635; popolazione: 2.519.000; cattolici: 1.612.000; sacerdoti: 1.888; religiosi: 3.813; diaconi permanenti: 89), Belgio. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1940 a Jambes (Belgio), è stato ordinato sacerdote nel 1964 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1991. Finora Vescovo di Namur, succede al Cardinale Godfried Danneels, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore William Michael Mulvey, Vescovo di Corpus Christi (superficie: 29.690; popolazione: 560.614; cattolici: 392.430; sacerdoti: 157; religiosi: 195; diaconi permanenti: 62), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Houston (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Finora Amministratore diocesano di Austin (Stati Uniti d'America), succede al Vescovo Edmond Carmody, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

  Sabato 16 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ndola (Zambia), presentata dal Vescovo Noel Charles O'Regan, S.M.A., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Alick Banda, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Bielsko-Zywiec (Polonia), presentata dal Vescovo Janusz Zimniak, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../...                                       VIS 20100118 (250)


DALLE CHIESE ORIENTALI CATTOLICHE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2010 (VIS). Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Arcivescovile Maggiore Siro-Malabarese, riunitosi a Mount Saint Thomas presso Ernakulam, dal 10 al 15 gennaio 2010, dopo aver consultato la Santa Sede, ha adottato i seguenti provvedimenti ed ha proceduto, col previo Assenso del Santo Padre, alle elezioni episcopali sotto riportate:

- Trasferimento del distretto civile di Chikmagalur dall'Eparchia di Mananthavady all'Eparchia di Bhadravathi (India).

- Accettazione delle dimissioni dal governo pastorale dell'Eparchia di Irinjalakuda (India), presentata dal Vescovo James Pazhayattil in conformità al canone 210, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Il Monsignor Pauly Kannookadan, è stato eletto successore al governo pastorale della Eparchia di Irinjalakuda (India). Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Kuzhikattussery (India), ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora Segretario della Commissione per la Liturgia della Chiesa Siro-Malabarese e della Commissione per il Clero e per gli Istituti di Vita Consacrata.

- Accettazione delle dimissioni dal governo pastorale dell'Eparchia di Thamarasserry (India), presentata dal Vescovo Paul Chittilapilly in conformità al canone 210, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Il Monsignor Remigiose Inchananiyil è stato eletto successore al governo pastorale della Eparchia di Thamarasserry (India). Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Vettilappara (India), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1987. È stato finora Segretario e Cancelliere dell'Eparchia di Thamarasserry e Giudice al Tribunale Arcivescovile Maggiore.

- Erezione della nuova Eparchia di Ramanathapuram ed elezione del primo Vescovo nella persona del Monsignore Paul Alappatt. Il Vescovo eletto è nato a Edathuruthy (India), nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. È stato finora Giudice del Tribunale Arcivescovile Maggiore.

- Erezione della nuova Eparchia di Mandya ed elezione del primo Vescovo nella persona del Monsignore George Njaralakatt. Il Vescovo eletto è nato nel 1946 a Kalayanthany (India), ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. È stato finora Protosincello dell'Eparchia di Bhadravathi.

- Elezione del Vescovo Ausiliare per l'Arcieparchia di Trichur nella persona del Monsignore Raphael Thattil. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Trichur (India) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1980. È stato finora Protosincello dell'Arcieprchia di Trichur (India).

- Elezione del Vescovo della Curia Arcivescovile Maggiore Siro-Malabarese nella persona del Monsignore Bosco Puthur. Il Vescovo eletto è nato nel 1946 a Parappur (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. È stato finora Rettore del Seminario di Mangalapuzha (India).
RE:NER:ECE:NA/.../..                                 VIS 20100118 (430)


venerdì 15 gennaio 2010

PAPA ALLA DOTTRINA DELLA FEDE: PRIORITARIA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere i partecipanti alla sessione plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cui Prefetto è il Cardinale William Joseph Levada, ha sottolineato che la Congregazione partecipa del "ministero di unità", affidato in special modo al Romano Pontefice, "mediante il suo impegno per la fedeltà dottrinale".

  "L'unità" - ha proseguito il Papa - "è infatti primariamente 'unità di fede', sostenuta dal sacro deposito, di cui il Successore di Pietro è il primo custode e difensore. Confermare i fratelli nella fede (...) è un inderogabile servizio dal quale dipende l'efficacia dell'azione evangelizzatrice della Chiesa fino alla fine dei secoli".

  "Il Vescovo di Roma" - ha spiegato il Papa - "è tenuto costantemente a proclamare: 'Dominus Iesus' - 'Gesù è il Signore'. La 'potestas docendi', infatti, comporta l'obbedienza alla fede, affinché la Verità che è Cristo continui a risplendere nella sua grandezza e a risuonare per tutti gli uomini nella sua integrità e purezza, così che vi sia un unico gregge, radunato attorno all'unico Pastore".

  "Il raggiungimento della comune testimonianza di fede di tutti i cristiani costituisce pertanto la priorità della Chiesa di ogni tempo (...). In questo spirito" - ha affermato il Papa - "confido in particolare nell'impegno del Dicastero perché vengano superati i problemi dottrinali che ancora permangono per il raggiungimento della piena comunione con la Chiesa da parte della 'Fraternità San Pio X'" .

  "Desidero inoltre rallegrarmi" - ha proseguito il Papa - "per l'impegno in favore della piena integrazione di gruppi di fedeli e di singoli, già appartenenti all'Anglicanesimo, nella vita della Chiesa Cattolica, secondo quanto stabilito nella Costituzione Apostolica 'Anglicanorum coetibus'. La fedele adesione di questi gruppi alla verità ricevuta da Cristo e proposta dal Magistero della Chiesa non è in alcun modo contraria al movimento ecumenico" - ha puntualizzato il Pontefice - "ma mostra, invece, il suo ultimo scopo che consiste nel giungere alla piena e visibile comunione dei discepoli del Signore".

  Nel ricordare poi l'Istruzione "Dignitas personae" su alcune questioni di bioetica, pubblicata dalla Congregazione nel settembre 2008, Benedetto XVI ha affermato che questo documento dottrinale "rappresenta un nuovo punto fermo nell'annuncio del Vangelo, in piena continuità con l'Istruzione 'Donum vitae', pubblicata da codesto Dicastero nel febbraio 1987. In temi tanto delicati ed attuali, quali quelli riguardanti la procreazione e le nuove proposte terapeutiche che comportano la manipolazione dell'embrione e del patrimonio genetico umano, (...) il Magistero della Chiesa intende offrire il proprio contributo alla formazione della coscienza non solo dei credenti, ma di quanti cercano la verità e intendono dare ascolto ad argomentazioni che vengono dalla fede ma anche dalla stessa ragione".

  "La fede cristiana offre invece un contributo veritativo anche nell'ambito etico-filosofico, non fornendo soluzioni precostituite a problemi concreti, come la ricerca e la sperimentazione biomedica, ma proponendo prospettive morali affidabili all'interno delle quali la ragione umana può ricercare e trovare valide soluzioni".

  "Vi sono, infatti, determinati contenuti della rivelazione cristiana che gettano luce sulle problematiche bioetiche" - ha affermato il Santo Padre - "il valore della vita umana, la dimensione relazionale e sociale della persona, la connessione tra l'aspetto unitivo e quello procreativo della sessualità, la centralità della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna. Questi contenuti, iscritti nel cuore dell'uomo, sono comprensibili anche razionalmente come elementi della legge morale naturale e possono riscuotere accoglienza anche da coloro che non si riconoscono nella fede cristiana".

  "Fondata nella stessa natura umana e accessibile ad ogni creatura razionale, la legge morale naturale costituisce così la base per entrare in dialogo con tutti gli uomini che cercano la verità e, più in generale, con la società civile e secolare. Questa legge, iscritta nel cuore di ogni uomo, tocca uno dei nodi essenziali della stessa riflessione sul diritto e interpella ugualmente la coscienza e la responsabilità dei legislatori".
AC/UNITÀ CRISTIANI/CDF                           VIS 20100115 (650)


COORDINAMENTO AIUTO CHIESA TERREMOTO HAÏTI


CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2010 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il seguente Comunicato:

  "In seguito al catastrofico terremoto in Haïti, il Santo Padre ha rivolto un appello all'assistenza spirituale e materiale, dichiarando che 'la Chiesa cattolica non mancherà di attivarsi immediatamente tramite le sue istituzioni caritative per venire incontro ai bisogni più immediati della popolazione'".

  "Come in passato per altre tragedie di questo tipo, i cattolici sono già presenti con la loro assistenza concreta. Diverse agenzie cattoliche sono all'opera e inviano personale, che è particolarmente richiesto in maniera urgente. Il Pontificio Consiglio 'Cor Unum', in diretto contatto con 'Catholic Relief Services' (CRS), l'agenzia umanitaria internazionale dei Vescovi degli Stati Uniti, ha chiesto all'organismo di coordinare gli sforzi di assistenza in questa fase. Il personale già sul posto, che conta più di 300 membri attivi da tempo in Haiti, l'esperienza passata, le capacità e le risorse di CRS, permetteranno pronto ed efficace coordinamento degli sforzi della Chiesa che, nelle parole di Papa Benedetto, devono essere generosi e concreti per venire incontro alle pressanti necessità dei nostri fratelli e sorelle in Haiti".
OP/AIUTI TERREMOTO HAÏTI /COR UNUM                   VIS 20100115 (200)


CELEBRAZIONI PRESIEDUTE SANTO PADRE FEBBRAIO-APRILE

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario della Celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di febbraio, marzo ed aprile:

FEBBRAIO

Martedì 2: Festa della Presentazione del Signore, Giornata della Vita Consacrata. Nella Basilica Vaticana, alle ore 17:30, Vespri con i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica.

Mercoledì 17: Mercoledì delle Ceneri, nella Basilica di Sant'Anselmo, alle ore 16:30 Statio e Processione Penitenziale. Nella Basilica di Santa Sabina, alle ore 17:00, Santa Messa, benedizione ed imposizione delle Ceneri.

Venerdì 19: Sala del Concistoro, alle ore 11:00: Concistoro per alcune Cause di Canonizzazione.

Domenica 21: I Domenica di Quaresima. Nel Palazzo Apostolico, Cappella "Redemptoris Mater", alle ore 18:00: inizio degli esercizi spirituali per la Curia Romana.

Sabato 27: Nella Cappella "Redemptoris Mater", alle ore 9:00: conclusione degli esercizi spirituali.

MARZO

Domenica 7:    III Domenica di Quaresima: Visita pastorale alla Parrocchia romana di San Giovanni della Croce. Alle ore 9:00 Santa Messa.

Giovedì 25: In Piazza San Pietro, alle ore 20:30: Incontro con i Giovani di Roma e del Lazio in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù

Domenica 28: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. In Piazza San Pietro, ore 9:30; Benedizione delle Palme, Processione e Santa Messa.

Lunedì 29: Basilica Vaticana, ore 18:00. Santa Messa nell'Anniversario della morte del Servo di Dio il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II

APRILE

Giovedì 1: Giovedì Santo: Basilica Vaticana, alle ore 9:30: Santa Messa del Crisma.
Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alle ore 17:30: inizio del Triduo Pasquale: Santa Messa nella Cena del Signore.

Venerdì 2: Venerdì Santo. Nella  Basilica Vaticana, alle ore 17:00: Celebrazione della Passione del Signore. Al Colosseo, alle ore 21:15, Via Crucis.

Sabato 3: Sabato Santo. Nella Basilica Vaticana, alle ore 21:00: Veglia Pasquale nella notte santa.

Domenica 4: Domenica di Pasqua. In Piazza San Pietro, alle ore 10:15: Santa Messa del giorno. Dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, alle ore 12:00: Benedizione "Urbi et Orbi".

Sabato 17 - Domenica 18: Viaggio Apostolico a Malta.
.../CALENDARIO CELEBRAZIONI PAPA/...                   VIS 20100115 (350)

23 GENNAIO: BEATIFICAZIONE DI DON JOSEP SAMSÓ I ELIAS

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2010 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice comunica che sabato 23 gennaio 2010 alle ore 11:00, nella Basilica parrocchiale di Santa Maria in Mataró, Arcidiocesi di Barcellona (Spagna), avrà luogo il Rito di Beatificazione del Servo di Dio Josep Samsó i Elias, sacerdote e martire.
OCL/RITO BEATIFICAZIONE/SAMSÓ I ELIAS                     VIS 20100115 (70)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Wien (Austria).

- L'Arcivescovo Jean-Pierre Cattenoz, di Avigon (Francia).

- Il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania).

- Dom Philippe Dupont, O.S.B., Abate dell'Abbazia di Saint-Pierre, di Solesmes (Francia).
AP/.../...                                         VIS 20100115 (60)

giovedì 14 gennaio 2010

MISURE CHE FAVORISCANO LE FAMIGLIE E I GIOVANI


CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il Vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino e il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, accompagnati dai loro collaboratori, per il tradizionale scambio di auguri all'inizio dell'anno.

 All'inizio del suo discorso, il Papa ha ricordato che i responsabili delle istituzioni pubbliche devono "perseguire costantemente il bene comune", favorendo "una sana dialettica, perché quanto più le decisioni e i provvedimenti saranno condivisi tanto più essi permetteranno un efficace sviluppo per gli abitanti dei territori amministrati".

 Riferendosi successivamente ai progetti di urbanizzazione, il Santo Padre ha sottolineato l'importanza di "favorire i processi di socializzazione, evitando così che sorga e si incrementi la chiusura nell'individualismo e l'attenzione esclusiva ai propri interessi, dannose per ogni convivenza umana".

 Benedetto XVI ha espresso il desiderio che nascano sia nelle zone di periferia sia nel resto della città strutture "che aiutino i giovani genitori nel loro compito educativo. Auspico, altresì, che possano essere adottati anche ulteriori provvedimenti in favore delle famiglie, in particolare di quelle numerose, in modo che l'intera città goda dell'insostituibile funzione di questa fondamentale istituzione, prima e indispensabile cellula della società".

 "All'interno della promozione del bene comune, -ha continuato- l'educazione delle nuove generazioni rappresenta una preoccupazione predominante". In questo contesto, il Papa ha segnalato che " è urgente aiutare i giovani a progettare la vita sui valori autentici, che fanno riferimento ad una visione "alta" dell'uomo e che trovano nel patrimonio religioso e culturale cristiano una delle sue espressioni più sublimi".

 Il Santo Padre ha detto, in particolare, che "nelle proposte formative circa i grandi temi dell'affettività e della sessualità, così importanti per la vita, occorre evitare di prospettare agli adolescenti e ai giovani vie che favoriscono la banalizzazione di queste fondamentali dimensioni dell'esistenza umana. A tale scopo, la Chiesa chiede la collaborazione di tutti, in particolare di quanti operano nella scuola, per educare a una visione alta dell'amore e della sessualità umana. Desidero, a tal proposito, -ha aggiunto- invitare tutti a comprendere che, nel pronunciare i suoi "no", la Chiesa in realtà dice dei "sì" alla vita, all'amore vissuto nella verità del dono di sé all'altro, all'amore che si apre alla vita e non si chiude in una visione narcisistica della coppia".

 Prima di terminare, il Papa ha esortato le autorità competenti ad offrire "un'attenzione costante e coerente al mondo della malattia e della sofferenza. Le strutture sanitarie, così numerose a Roma e nel Lazio, che offrono un importante servizio alla comunità, siano luoghi -ha auspicato il Papa - caratterizzati da una gestione attenta e responsabile, competenza professionale e dedizione generosa verso il malato, la cui accoglienza e cura devono essere il criterio sommo di quanti operano in tale ambito".

 "Confido pertanto -ha aggiunto- che, nonostante le persistenti difficoltà economiche, tali strutture possano essere adeguatamente sostenute nel loro prezioso servizio".
AC/.../REGIONE:PROVINCIA ROMA                                              VIS 20100114 (500)


INSEGNAMENTI CATTOLICI ED EBRAICI SULLA CREAZIONE E SULL'AMBIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2010 (VIS). Dal 17 al 20 gennaio si celebrerà a Roma la IX Riunione della Commissione per il Dialogo tra Ebrei e Cattolici, durante la quale interverranno le delegazioni del Gran Rabbinato di Israele e della Commissione della Santa Sede per le Relazioni Religiose con gli Ebrei, secondo quanto informa un comunicato pubblicato oggi.

 Il tema dell'incontro sarà "Gli insegnamenti cattolici ed ebraici sulla creazione e sull'ambiente. Le sfide dell'intervento umano nell'ordine naturale". Domenica, 17 gennaio, entrambe le delegazioni assisteranno alla visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma. Inoltre, lunedì 18 gennaio, presso l'Università Gregoriana, padre Patrick Desbois, presidente dell'associazione "Yahad-in Unum", terrà una conferenza sull'Olocausto.

 La delegazione del Gran Rabbinato sarà guidata dal Gran Rabbino di Haifa, Shear Yashuv Cohen, mentre quella della Santa Sede dal Cardinale Jorge Mejía, Archivista e Bibliotecario emerito della Santa Chiesa Romana.
.../DIALOGO EBREI:CATTOLICI/COHEN:MEJIA                             VIS 20100114 (150)


mercoledì 13 gennaio 2010

ORDINI MENDICANTI PROFONDO RINNOVAMENTO ECCLESIALE


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di questo Mercoledì, tenutasi nell'Aula Paolo VI, agli Ordini Mendicanti, sorti nel secolo tredicesimo, di cui i più noti e più importanti sono i Frati Minori e i Frati Predicatori, Francescani e Domenicani, così chiamati dal nome dei loro Fondatori, Francesco d'Assisi e Domenico di Guzman.

  "Sono i santi" - ha spiegato il Papa - "guidati dalla luce di Dio, gli autentici riformatori della vita della Chiesa e della società. Maestri con la parola e testimoni con l'esempio, essi sanno promuovere un rinnovamento ecclesiale stabile e profondo".

    Santi come Francesco d'Assisi e Domenico di Guzman "ebbero la capacità di leggere con intelligenza 'i segni dei tempi', intuendo le sfide che doveva affrontare la Chiesa del loro tempo. Una prima sfida era rappresentata dall'espansione di vari gruppi e movimenti di fedeli che, sebbene ispirati da un legittimo desiderio di autentica vita cristiana, si ponevano spesso al di fuori della comunione ecclesiale". Fra questi gruppi vi erano i Catari e gli Albigesi che riproposero antiche eresie come "la svalutazione e il disprezzo del mondo materiale, la negazione della libera volontà, l'esistenza di un principio del male equiparato a Dio".

  "Questi movimenti ebbero successo, specie in Francia e in Italia, non solo per la solida organizzazione, ma anche perché denunciavano un disordine reale nella Chiesa, causato dal comportamento poco esemplare di vari esponenti del clero".

  "I Francescani e i Domenicani, sulla scia dei loro Fondatori, mostrarono, invece, che era possibile vivere la povertà evangelica senza separarsi dalla Chiesa. (...) Intendevano così testimoniare una vita estremamente sobria, per essere solidali con i poveri e confidare solo nella Provvidenza. Questo stile personale e comunitario degli Ordini Mendicanti, unito alla totale adesione all'insegnamento della Chiesa e alla sua autorità, fu molto apprezzato dai Pontefici dell'epoca (...) i quali offrirono il loro pieno sostegno a queste nuove esperienze ecclesiali, riconoscendo in esse la voce dello Spirito".

  "Anche oggi, pur vivendo in una società in cui spesso prevale l''avere' sull''essere', si è molto sensibili agli esempi di povertà e di solidarietà" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI ricordando quanto affermava Paolo VI nella 'Evangelii nuntiandi': 'Il mondo (...) ascolta volentieri i maestri, quando sono anche testimoni. È questa una lezione da non dimenticare mai nell'opera di diffusione del Vangelo: vivere per primi ciò che si annuncia, essere specchio della carità divina".

  Gli Ordini Mendicanti seppero felicemente venire incontro anche alla necessità molto diffusa all'epoca di una istruzione religiosa predicando e trattando "argomenti vicini alla vita della gente, soprattutto la pratica delle virtù teologali e morali, con esempi concreti, facilmente comprensibili".

  "L'importanza degli Ordini Mendicanti crebbe così tanto nel Medioevo che Istituzioni laicali (...) ricorrevano spesso alla consulenza spirituale dei Membri di tali Ordini per la stesura dei loro regolamenti (...). I Francescani e i Domenicani diventarono gli animatori spirituali della città medievale. Con grande intuito, essi misero in atto una strategia pastorale adatta alle trasformazioni della società. Poiché molte persone si spostavano dalle campagne nelle città, essi collocarono i loro conventi non più in zone rurali, ma urbane. (...) Con un'altra scelta del tutto innovativa, gli Ordini mendicanti abbandonarono il principio di stabilità, caratteristica della vita monastica per molti secoli. Minori e Predicatori viaggiavano da un luogo all'altro, con fervore missionario. Di conseguenza, si diedero un'organizzazione diversa (...). Al posto della tradizionale autonomia di cui godeva ogni monastero, essi riservarono maggiore importanza all'Ordine in quanto tale e al Superiore Generale, come pure alla struttura delle province. (...) Così i Mendicanti" - ha commentato il Santo Padre - "erano maggiormente disponibili per le esigenze della Chiesa Universale".

  "Un'altra grande sfida era rappresentata dalle trasformazioni culturali in atto. Nuove questioni rendevano vivace la discussione nelle università. Minori e Predicatori non esitarono ad assumere anche questo impegno e, come studenti e professori, entrarono nelle università più famose del tempo, eressero centri di studi" ed "incisero significativamente nello sviluppo del pensiero".

  "Anche oggi c'è una 'carità della e nella verità', una 'carità intellettuale'" - ha concluso il Pontefice - "da esercitare, per illuminare le intelligenze e coniugare la fede con la cultura. L'impegno profuso dai Francescani e dai Domenicani nelle università medievali è un invito, cari fedeli, a rendersi presenti nei luoghi di elaborazione del sapere, per proporre, con rispetto e convinzione, la luce del Vangelo sulle questioni fondamentali che interessano l'uomo, la sua dignità, il suo destino eterno".
AG/ORDINI MENDICANTI/...                         VIS 20100113 (740)


APPELLO DEL PAPA TERREMOTO HAÏTI


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha rivolto un appello "per la drammatica situazione in cui si trova Haiti".

  "Il mio pensiero va, in particolare, alla popolazione duramente colpita, poche ore fa, da un devastante terremoto, che ha causato gravi perdite in vite umane, un grande numero di senzatetto e di dispersi e ingenti danni materiali".

  "Invito tutti ad unirsi alla mia preghiera al Signore per le vittime di questa catastrofe e per coloro che ne piangono la scomparsa. Assicuro la mia vicinanza spirituale a chi ha perso la propria casa e a tutte le persone provate in vario modo da questa grave calamità, implorando da Dio consolazione e sollievo nella loro sofferenza".

  "Mi appello alla generosità di tutti, affinché non si faccia mancare a questi fratelli e sorelle che vivono un momento di necessità e di dolore, la nostra concreta solidarietà e il fattivo sostegno della Comunità Internazionale. La Chiesa Cattolica non mancherà di attivarsi immediatamente tramite le sue Istituzioni caritative per venire incontro ai bisogni più immediati della popolazione".
AG/TERREMOTO/HAÏTI                                       VIS 20100113 (200)


IL PAPA RICEVE SUSANNA MAIOLO


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2010 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato a fine mattinata la seguente dichiarazione:

  "Al termine dell'Udienza Generale di questa mattina, il Santo Padre ha avuto un breve incontro privato con la Signorina Susanna Maiolo, nell'auletta attigua all'Aula Paolo VI".

  "La Signorina Maiolo ha espresso al Santo Padre il suo dispiacere per quanto avvenuto all'inizio della celebrazione della notte di Natale; per parte sua, il Papa ha voluto manifestarle il suo perdono, come pure il proprio cordiale interessamento e augurio per la sua salute".

  "La Signorina Maiolo era accompagnata da due suoi familiari".

  "Per quanto riguarda l'istruttoria avviata dalla magistratura dello Stato della Città del Vaticano, essa continuerà il suo iter fino ad espletamento".
OP/.../MAIOLO                                   VIS 20100113 (140)


martedì 12 gennaio 2010

TELEGRAMMA MORTE CARDINALE RAZAFINDRATANDRA


CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2010 (VIS).  Il Santo Padre ha espresso il suo cordoglio per la morte del Cardinale Armand Gaétan Razafindratandra, Arcivescovo emerito di Antananarivo (Madagascar), sabato 9 gennaio, all'età di 84 anni.

  In un telegramma, reso pubblico nella serata di ieri, inviato all'attuale Arcivescovo di Antananarivo, Monsignor Odon Marie Arsène Razanakolona, il Santo Padre ricorda che il Porporato "ha dedicato tutta la vita agli abitanti del Madagascar, come sacerdote diocesano e poi come Arcivescovo di Antananativo, donando il meglio di sé perché Cristo fosse annunciato".

  "Con l'intercessione materna della Vergine Maria, Regina dell'Africa" - scrive ancora il Papa - "il Signore accolga il suo fedele servitore nel suo Regno di pace e di luce!".

  Con la scomparsa del Cardinale Razafindratandra il Collegio Cardinalizio conta 182 Membri, dei quali 112 elettori.
TGR/MORTE RAZAFINDRATANDRA/RAZAKOLONA          VIS 20100112 (140)


lunedì 11 gennaio 2010

150° ANNIVERSARIO PONTIFICIO COLLEGIO AMERICANO DEL NORD


CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Rettore, gli alunni e gli ex-alunni del Pontificio Collegio Americano del Nord, in occasione del 150° anniversario di fondazione ad opera del Beato Pio IX.

  L'attuale anniversario, ha sottolineato il Papa, "è un'occasione per ricordare con gratitudine gli anni di studio, ma anche per riaffermare il vostro affetto filiale per la Chiesa di Roma, per ricordare l'opera apostolica degli innumerevoli alunni che ci hanno preceduto, e per impegnarvi nuovamente negli alti ideali di santità, fedeltà e zelo pastorale che avete abbracciato il giorno della vostra ordinazione".

  Nel ricordare la sua visita pastorale negli Stati Uniti nell'aprile 2008, Benedetto XVI ha affermato che lì espresse la convinzione che "la chiesa in America è chiamata a coltivare 'una cultura intellettuale che è autenticamente 'cattolica', fiduciosa nella profonda armonia fra fede e ragione, e preparata a portare la ricchezza della visione della fede per affrontare le pressanti questioni riguardanti il futuro della società americana".

  "Come ben predisse il Beato Pio IX, il Pontificio Collegio Americano del Nord in Roma è eccezionalmente preparato per affrontare tale perenne sfida. Nei 150 anni dalla sua fondazione, il Collegio ha offerto ai suoi studenti una eccezionale esperienza dell'universalità della Chiesa, l'ampiezza della tradizione intellettuale e spirituale, e l'urgenza del suo mandato per portare la verità salvifica di Cristo agli uomini e alle donne di ogni tempo e paese".

  Il Santo Padre si è detto fiducioso che "nel sottolineare questi punti salienti di una educazione romana in ogni aspetto del suo programma di formazione, il Collegio continuerà a formare pastori saggi e generosi in grado di trasmettere la fede cattolica nella sua integrità, portando la infinita misericordia di Dio ai deboli e ai disorientati, e rendendo così i cattolici americani capaci di essere fermento del Vangelo nella vita sociale, politica e culturale della Nazione".

  Al termine del suo discorso il Papa ha ricordato che nella Cappella del Collegio, dedicata alla Immacolata Concezione, "la Vergine è ritratta con quattro eccezionali modelli e patroni della vita e del ministero sacerdotale: San Gregorio Magno, San Pio X, San Giovanni Maria Vianney e San Vincenzo de Paul: nel corso di questo anno Sacerdotale possano questi grandi santi continuare a proteggere gli studenti che quotidianamente pregano nella Cappella; e possano guidare e sostenere il vostro ministero ed intercedere per i sacerdoti negli Stati Uniti".
AC/ANNIVERSARIO/COLLEGIO AMERICANO NORD          VIS 20100109 (410)


COMMISSIONE BILATERALE PERMANENTE SANTA SEDE-ISRAELE


CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2010 (VIS). La Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele ha avuto un incontro il 7 gennaio 2010 per proseguire il lavoro relativo ad un Accordo in conformità all'Articolo 10, paragrafo 2, del "Fundamental Agreement" del 1993 tra le Parti, come informa un Comunicato reso pubblico oggi.

  I colloqui sono stati utili e si sono svolti in un'atmosfera di cordialità. Sono stati enunciati alcuni temi importanti per i prossimi incontri.

  Il prossimo incontro avrà luogo il 10 febbraio nella sede del Ministero degli Affari Esteri Israeliano.

  La Riunione Plenaria della Commissione avrà luogo il 27 maggio 2010, in Vaticano.
.../COMMISSIONE PERMANENTE LAVORO/...                   VIS 20100111 (120)


VISITA DEL SANTO PADRE AL CARDINALE ETCHEGARAY


CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2010 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa sera ai giornalisti la seguente dichiarazione:

  "Questa sera il Santo Padre si è recato al Policlinico Gemelli per rendere visita al Cardinale Roger Etchegaray, che vi si trova degente in seguito alla frattura riportata nell'incidente all'inizio della celebrazione della notte di Natale e alla successiva operazione chirurgica".

  "Il Papa è stato accolto dal Professor Ornaghi, Rettore Magnifico dell'Università Cattolica, e dal Professor Catananti, Direttore del Policlinico".

  "La visita ha avuto luogo intorno alle ore 19:00 ed è durata circa mezz'ora. Essa è stata caratterizzata da un colloquio molto cordiale fra il Papa e il Cardinale in lingua francese. Il Papa ha espresso il suo interessamento e la sua vicinanza spirituale, e ha potuto rendersi conto di persona del decorso favorevole della degenza e della riabilitazione postoperatoria del Cardinale Etchegaray, le cui condizioni cliniche sono ottime. Mentre durante il colloquio i due interlocutori erano seduti, alla fine il Cardinale ha accompagnato il Papa alla porta camminando. La dimissione dal Policlinico del Cardinale Etchegaray si può quindi prevedere verso la metà della settimana prossima. Il Santo Padre uscendo ha anche salutato alcuni degenti".
OP/PAPA VISITA/ETCHEGARAY                           VIS 20100111 (220)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo.

- Il Cardinale William Wakefield Baum, Penitenziere Maggiore emerito.

- L'Arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
AP/.../...                                       VIS 20100111 (200)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Jean Marie Vianney Prida Inthirath, Vicario Apostolico di Savannakhet (superficie: 48.100; popolazione: 3.680.000; cattolici: 15.000; sacerdoti: 10; religiosi: 55), Laos. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Muang Phine (Laos) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. È stato finora Parroco e Rettore del Seminario Maggiore di Savannakhet.

- Il Monsignore Lucio Lemmo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Napoli (superficie: 274; popolazione: 1.744. 000; cattolici: 1.736.000; sacerdoti: 1.064; religiosi: 3.086; diaconi permanenti: 232), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Napoli nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. È stato finora Parroco della Parrocchia "Madonna della Libera" a Napoli e Decano del V Decanato.

- Membri della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra: il Sacerdote Enrico Dal Covolo, S.D.B., Docente della Pontificia Università Salesiana; il Padre Angelo Di Berardino, O.S.A., Preside emerito dell'Istituto Patristico "Augustinianum"; il Professor Giovanni Maria Vian, Direttore del "L'Osservatore Romano", Ordinario di Filologia Patristica dell'Università di Roma "La Sapienza"; il Professor Jean Guyon, Direttore di ricerca presso il "Centre National de la Recherche Scientifique" (Francia); il Professor Hugo Brandenburg,  dell'Istituto Archeologico Germanico in Roma, Professore emerito presso l"Institut für Klassiche Archäologie und Frühchristiliche Archäologie" della "Westfälische Wilhems-Universität" di Münster (Germania).
NER:NEA:NA/.../...                                   VIS 20100111 (230)

FEDE DONO DA RISCOPRIRE E TESTIMONIARE


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina, come di consueto nella Festa del Battesimo del Signore, Papa Benedetto XVI ha presieduto, nella Cappella Sistina, la Santa Messa nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a sette neonati e sette neonate.
 
  "Oggi Gesù si rivela, sulle rive del Giordano, a Giovanni e al popolo d'Israele" - ha detto il Papa nell'omelia - Il battesimo del Precursore "è un battesimo di penitenza, un segno che invita alla conversione, a cambiare vita, perché si avvicina Colui che 'battezzerà in Spirito santo e fuoco'. Infatti, non si può aspirare ad un mondo nuovo rimanendo immersi nell'egoismo e nelle abitudini legate al peccato".

  "Il Figlio di Dio, Colui che è senza peccato" - ha proseguito il Pontefice - "si pone tra i peccatori, mostra la vicinanza di Dio al cammino di conversione dell'uomo. Gesù prende sulle sue spalle il peso della colpa dell'intera umanità, inizia la sua missione mettendosi al nostro posto, al posto dei peccatori, nella prospettiva della croce".

  I bambini che oggi "riceveranno in dono la grazia del Battesimo" - ha detto ancora il Papa - avranno lo Spirito Santo che abiterà in loro "come in un tempio, trasformando in profondità il loro cuore. (...) Oggi vengono battezzati nella fede della Chiesa, professata dai genitori, dai padrini e dalle madrine e dai cristiani presenti, che poi li condurranno per mano nella sequela di Cristo".

  "Cari amici, oggi per questi bambini è un grande giorno. Con il Battesimo, essi, divenuti partecipi della morte e risurrezione del Cristo, iniziano con lui l'avventura gioiosa ed esaltante del discepolo".

  "È del Battesimo illuminare con la luce di Cristo, aprire gli occhi al suo splendore e introdurre al mistero di Dio attraverso il lume divino della fede. In questa luce i bambini che stanno per essere battezzati dovranno camminare per tutta la vita, aiutati dalle parole e dall'esempio dei genitori, dei padrini e delle madrine. Questi dovranno impegnarsi ad alimentare con le parole e la testimonianza della loro vita le fiaccole della fede dei bambini, perché possa risplendere in questo nostro mondo, che brancola spesso nelle tenebre del dubbio, e recare la luce del Vangelo che è vita e speranza".

  "Anche ai nostri giorni la fede è un dono da riscoprire" - ha detto infine il Pontefice - "da coltivare e da testimoniare. Con questa celebrazione del Battesimo, il Signore conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell'essere cristiani, perché possiamo introdurre i bambini battezzati alla pienezza dell'adesione a Cristo".

  "Affidiamo questi piccoli alla materna intercessione della Vergine Maria" - ha concluso il Papa - "Chiediamo a Lei che, rivestiti della veste bianca, segno della loro nuova dignità di figli di Dio, siano per tutta la loro vita fedeli discepoli di Cristo e coraggiosi testimoni del Vangelo".
HML/BATTESIMO/CAPPELLA SISTINA                       VIS 20100111 (480)


ANGELUS: VIOLENZA MAI VIA PER RISOLVERE DIFFICOLTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2010 (VIS). Conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre a mezzogiorno si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Il Battesimo suggerisce molto bene il senso globale delle Festività natalizie" - ha detto il Papa nell'introdurre la recita dell'Angelus - "nelle quali il tema del diventare figli di Dio grazie alla venuta del Figlio unigenito nella nostra umanità costituisce un elemento dominante. Egli si è fatto uomo perché noi possiamo diventare figli di Dio. Dio è nato perché noi possiamo rinascere".

  Con il sacramento del Battesimo, ha spiegato il santo Padre, "l'uomo diventa realmente figlio, figlio di Dio. Da allora, il fine della sua esistenza consiste nel raggiungere in modo libero e consapevole ciò che fin dall'inizio è la destinazione dell'uomo. 'Diventa ciò che sei' - rappresenta il principio educativo di base della persona umana redenta dalla grazia. (...) Generato dal Battesimo a vita nuova, anche il cristiano inizia il suo cammino di crescita nella fede che lo porterà ad invocare consapevolmente Dio come 'Abbà - Padre', a rivolgersi a Lui con gratitudine e a vivere la gioia di essere suo figlio".

  "Dal Battesimo deriva anche un modello di società: quella dei fratelli. La fraternità non si può stabilire mediante un'ideologia, tanto meno per decreto di un qualsiasi potere costituito. Ci si riconosce fratelli a partire dall'umile ma profonda consapevolezza del proprio essere figli dell'unico Padre celeste. Come cristiani, grazie allo Spirito Santo ricevuto nel Battesimo, abbiamo in sorte il dono e l'impegno di vivere da figli di Dio e da fratelli, per essere come 'lievito' di un'umanità nuova, solidale e ricca di pace e di speranza".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato due fatti che hanno attirato la sua attenzione in questi ultimi giorni: "il caso della condizione dei migranti, che cercano una vita migliore in Paesi che hanno bisogno, per diversi motivi, della loro presenza, e le situazioni conflittuali, in varie parti del mondo, in cui i cristiani sono oggetto di attacchi, anche violenti".

  "Bisogna ripartire dal cuore del problema! Bisogna ripartire dal significato della persona! Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura, e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare, nell'ambito del lavoro, dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell'ambito delle condizioni concrete di vita. La violenza non deve essere mai per nessuno la via per risolvere le difficoltà. Il problema è anzitutto umano! Invito, a guardare il volto dell'altro e a scoprire che egli ha un'anima, una storia e una vita: è una persona e Dio lo ama come ama me".

  "Vorrei fare simili considerazioni per ciò che riguarda l'uomo nella sua diversità religiosa. La violenza verso i cristiani in alcuni Paesi ha suscitato lo sdegno di molti, anche perché si è manifestata nei giorni più sacri della tradizione cristiana. Occorre che le Istituzioni sia politiche, sia religiose non vengano meno - lo ribadisco - alle proprie responsabilità. Non può esserci violenza nel nome di Dio, né si può pensare di onorarlo offendendo la dignità e la libertà dei propri simili".
ANG/BATTESIMO:IMMIGRAZIONE:LIBERTÀ/...               VIS 20100111 (550)

CUSTODIRE CREATO FULCRO DISCORSO CORPO DIPLOMATICO


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto l'annuale discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede e, tramite il Decano del Corpo, Ambasciatore Alejandro Emilio Valladares Lanza, dell'Honduras, ha ricevuto gli auguri di tutti gli Ambasciatori per il Nuovo Anno.
   
  Attualmente la Santa Sede intrattiene relazioni diplomatiche piene con 178 Paesi, ai quali vanno aggiunti l'Unione Europea, il Sovrano Militare Ordine di Malta ed una Missione a carattere speciale: l'Ufficio dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (O.L.P.).

  Per quanto riguarda le Organizzazioni Internazionali, la Santa Sede è presente all'O.N.U. in qualità di "Stato osservatore"; è, inoltre Membro di 7 Organizzazioni o Agenzie del sistema del O.N.U., Osservatore in altre 8 e Membro Osservatore in 5 Organizzazioni regionali.

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso del Santo Padre:

  "A Natale, (...), abbiamo contemplato il mistero di Dio e quello della creazione; mediante l'annuncio degli angeli ai pastori ci è giunta la buona novella della salvezza dell'uomo e del rinnovamento dell'intero universo. Per questa ragione, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest'anno, ho invitato tutti gli uomini di buona volontà, ai quali gli angeli hanno promesso giustamente la pace, a custodire il creato".

  "Il Successore di Pietro mantiene le sue porte aperte a tutti e con tutti desidera avere relazioni che contribuiscano al progresso della famiglia umana. Da qualche settimana, sono state stabilite piene relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Federazione Russa: è questo un motivo di profonda soddisfazione. Allo stesso modo, è stata molto significativa la visita che mi ha reso recentemente il Presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, Paese che è caro al mio cuore e nel quale la Chiesa sta celebrando la sua plurisecolare presenza con un Anno giubilare. Con tale spirito di apertura, nel corso del 2009, ho ricevuto numerose personalità politiche, provenienti da diversi Paesi; ho anche visitato alcuni di essi e mi propongo in futuro, nella misura del possibile, di continuare a farlo".

  "La Chiesa è aperta a tutti, perché - in Dio - esiste per gli altri! Pertanto  essa partecipa intensamente alle sorti dell'umanità, che in questo anno appena iniziato, appare ancora segnata dalla drammatica crisi che ha colpito l'economia mondiale e ha provocato una grave e diffusa instabilità sociale. Con l'Enciclica 'Caritas in veritate' ho invitato ad individuare le radici profonde di tale situazione: in ultima analisi, esse risiedono nella mentalità corrente egoistica e materialistica, dimentica dei limiti propri a ciascuna creatura. Oggi mi preme sottolineare che questa stessa mentalità minaccia anche il creato".

  "Ciascuno di noi, probabilmente, potrebbe citare qualche esempio dei danni che essa arreca all'ambiente, in ogni parte del mondo. Ne cito uno, tra i tanti, dalla storia recente dell'Europa: vent'anni fa, quando cadde il Muro di Berlino e quando crollarono i regimi materialisti ed atei che avevano dominato lungo diversi decenni una parte di questo Continente, non si è potuto avere la misura delle profonde ferite che un sistema economico privo di riferimenti fondati sulla verità dell'uomo aveva inferto, non solo alla dignità e alla libertà delle persone e dei popoli, ma anche alla natura, con l'inquinamento del suolo, delle acque e dell'aria?".

  "La negazione di Dio sfigura la libertà della persona umana, ma devasta anche la creazione! Ne consegue che la salvaguardia del creato non risponde in primo luogo ad un'esigenza estetica, ma anzitutto a un'esigenza morale, perché la natura esprime un disegno di amore e di verità che ci precede e che viene da Dio".

  "Pertanto, condivido la maggiore preoccupazione che causano le resistenze di ordine economico e politico alla lotta contro il degrado dell'ambiente. Si tratta di difficoltà che si sono potute constatare ancora di recente durante la XV Sessione della Conferenza degli Stati parte alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, svoltasi dal 7 al 18 dicembre scorso a Copenaghen. Auspico che, nell'anno corrente, prima a Bonn e poi a Città del Messico, sia possibile giungere ad un accordo per affrontare tale questione in modo efficace. La posta in gioco è tanto più importante perché ne va del destino stesso di alcune Nazioni, in particolare, alcuni Stati insulari".

  "Occorre, tuttavia, che tale attenzione e tale impegno per l'ambiente siano bene inquadrati nell'insieme delle grandi sfide che si pongono all'umanità. Se, infatti, si vuole edificare una vera pace, come sarebbe possibile separare, o addirittura contrapporre la salvaguardia dell'ambiente a quella  della vita umana, compresa la vita prima della nascita? E' nel rispetto che la persona umana nutre per se stessa che si manifesta il suo senso di responsabilità verso il creato".

  "Vorrei sottolineare ancora che la salvaguardia della creazione implica una corretta gestione delle risorse naturali dei paesi, in primo luogo, di quelli economicamente svantaggiati. (...) Come dimenticare, poi, che la lotta per l'accesso alle risorse naturali è una delle cause di vari conflitti, tra gli altri in Africa, così come la sorgente di un rischio permanente in altre situazioni?".

  "Anche per questa ragione ripeto con forza che, per coltivare la pace, bisogna custodire il creato! D'altra parte ci sono ancora vaste estensioni di terra, per esempio in Afghanistan ed in alcuni paesi dell'America Latina, dove purtroppo l'agricoltura è ancora legata alla produzione di droga e costituisce una fonte non trascurabile di occupazione e di sostentamento. Se si vuole la pace, occorre custodire il creato con la riconversione di tali attività. Chiedo perciò alla comunità internazionale, ancora una volta, che non si rassegni al traffico della droga ed ai gravi problemi morali e sociali che essa genera".

  "La custodia del creato è un importante fattore di pace e di giustizia! Fra le tante sfide che essa lancia, una delle più gravi è quella dell'aumento delle spese militari, nonché quella del mantenimento o dello sviluppo degli arsenali nucleari. Ciò assorbe ingenti risorse, che potrebbero, invece, essere destinate allo sviluppo dei Popoli, soprattutto di quelli più poveri. Confido, fermamente, che nella Conferenza di esame del Trattato di Non-Proliferazione nucleare, in programma per il maggio prossimo a New York, vengano prese decisioni efficaci in vista di un progressivo disarmo, che porti a liberare il pianeta dalle armi nucleari".

  "Più in generale, deploro che la produzione e l'esportazione di armi contribuiscano a perpetuare conflitti e violenze, come quelli nel Darfur, in Somalia e nella Repubblica Democratica del Congo. All'incapacità delle parti direttamente coinvolte di sottrarsi alla spirale di violenza e di dolore generata da questi conflitti, si aggiunge l'apparente impotenza degli altri Paesi e delle Organizzazioni internazionali a riportare la pace, senza contare l'indifferenza quasi rassegnata dell'opinione pubblica mondiale. (...) Come, infine, non menzionare il terrorismo che mette in pericolo un così gran numero di vite innocenti e provoca un diffuso senso di angoscia?".

  "Le gravi violenze che ho appena evocato, unite ai flagelli della povertà e della fame, come pure alle catastrofi naturali ed al degrado ambientale, contribuiscono ad ingrossare le fila di quanti abbandonano la propria terra. Di fronte a tale esodo, invito le Autorità civili, che vi sono coinvolte a diverso titolo, ad agire con giustizia, solidarietà e lungimiranza. In particolare, vorrei  menzionare i Cristiani in Medio Oriente: colpiti in varie maniere, fin nell'esercizio della loro libertà religiosa, essi lasciano la terra dei loro padri in cui si è sviluppata la Chiesa dei primi secoli. E' per offrire loro un sostegno e per far loro sentire la vicinanza dei fratelli nella fede, che ho convocato, per l'autunno prossimo, l'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi sul Medio Oriente".

  "Purtroppo, in alcuni Paesi, soprattutto occidentali, si diffondono, negli ambienti politici e culturali, come pure nei mezzi di comunicazione, un sentimento di scarsa considerazione, e, talvolta, di ostilità, per non dire di disprezzo verso la religione, in particolare quella cristiana. E' chiaro che, se il relativismo è concepito come un elemento costitutivo essenziale della democrazia, si rischia di concepire la laicità unicamente in termini di esclusione o, meglio, di rifiuto dell'importanza sociale del fatto religioso. Un tale approccio crea tuttavia scontro e divisione, ferisce la pace, inquina l''ecologia umana' e, rifiutando, per principio, le attitudini diverse dalla propria, si trasforma in una strada senza uscita. Urge, pertanto, definire una laicità positiva, aperta, che, fondata su una giusta autonomia tra l'ordine temporale e quello spirituale, favorisca una sana collaborazione e un senso di responsabilità condivisa".

  "Auspico che, nella costruzione del proprio avvenire, l'Europa sappia sempre attingere alle fonti della propria identità cristiana. Come ho rimarcato durante il mio viaggio apostolico del settembre scorso nella Repubblica Ceca, essa ha un ruolo insostituibile 'per la formazione della coscienza di ogni generazione e per la promozione di un consenso etico di fondo, al servizio di ogni persona che chiama questo continente 'casa'!".
 
  "Proseguendo nella nostra riflessione, è necessario rilevare che la problematica dell'ambiente è complessa. (...) Le creature sono differenti le une dalle altre e possono essere protette, o, al contrario, messe in pericolo, in modi diversi, come ci mostra l'esperienza quotidiana. Uno di tali attacchi proviene da leggi o progetti, che, in nome della lotta contro la discriminazione, colpiscono il fondamento biologico della differenza fra i sessi. Mi riferisco, per esempio, ad alcuni Paesi europei o del Continente americano. (...) La libertà non può essere assoluta, perché l'Uomo non è Dio, ma immagine di Dio, sua creatura. Per l'uomo, il cammino da seguire non può quindi essere l'arbitrio, o il desiderio, ma deve consistere, piuttosto, nel corrispondere alla struttura voluta dal Creatore".

  "La salvaguardia della creazione comporta anche altre sfide, alle quali non si può rispondere che attraverso la solidarietà internazionale. Penso alle catastrofi naturali, che durante l'anno scorso hanno seminato morti, sofferenze e distruzioni nelle Filippine, in Vietnam, nel Laos, in Cambogia e nell'isola di Taiwan. Come non ricordare poi l'Indonesia, e, più vicino a noi, la regione dell'Abruzzo, scosse da devastanti terremoti?".

  "Ma la salvaguardia della creazione, oltre che della solidarietà, ha bisogno anche della concordia e della stabilità degli Stati. Quando insorgono divergenze ed ostilità fra questi ultimi, per difendere la pace debbono perseguire con tenacia la via di un dialogo costruttivo. E' quanto avvenne venticinque anni or sono con il Trattato di Pace ed Amicizia fra Argentina e Cile, che fu raggiunto grazie alla mediazione della Sede Apostolica. Esso ha portato abbondanti frutti di collaborazione e prosperità, di cui ha beneficiato, in qualche modo, l'intera America Latina".

  "Più vicino a noi, mi compiaccio dell'intesa conclusa tra Croazia e Slovenia a proposito dell'arbitrato relativo alle loro frontiere marittime e terrestri. Mi rallegro, altresì, dell'accordo tra Armenia e Turchia, in vista della ripresa delle loro relazioni diplomatiche, ed auspico che attraverso il dialogo, i rapporti fra tutti i Paesi del Caucaso meridionale migliorino".

  "Durante il mio pellegrinaggio in Terra Santa, ho richiamato in modo pressante Israeliani e Palestinesi a dialogare e a rispettare i diritti dell'altro. Ancora una volta levo la mia voce, affinché sia universalmente riconosciuto il diritto dello Stato di Israele ad esistere e a godere di pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti. E che, ugualmente, sia riconosciuto il diritto del Popolo palestinese ad una patria sovrana e indipendente, a vivere con dignità e a potersi spostare liberamente. Mi preme, inoltre, sollecitare il sostegno di tutti perché siano protetti l'identità e il carattere sacro di Gerusalemme, la sua eredità culturale e religiosa, il cui valore è universale. Solo così questa città unica, santa e tormentata, potrà essere segno e anticipazione della pace che Dio desidera per l'intera famiglia umana!".

  "Per amore del dialogo e della pace, che salvaguardano la creazione, esorto i governanti e i cittadini dell'Iraq ad oltrepassare le divisioni, la tentazione della violenza e l'intolleranza, per costruire insieme l'avvenire del loro Paese. Anche le comunità cristiane vogliono dare il loro contributo, ma perché ciò sia possibile, bisogna che sia loro assicurato rispetto, sicurezza e libertà. Anche il Pakistan è stato duramente colpito dalla violenza in questi ultimi mesi e alcuni episodi hanno preso di mira direttamente la minoranza cristiana. Domando che si compia ogni sforzo affinché tali aggressioni non si ripetano e i cristiani possano sentirsi pienamente integrati nella vita del loro Paese".

  "Trattando delle violenze contro i cristiani, non posso non menzionare, peraltro, i deplorevoli attentati di cui sono state vittime le Comunità copte egiziane in questi ultimi giorni, proprio quando stavano celebrando il Natale. Per quanto riguarda l'Iran, auspico che attraverso il dialogo e la collaborazione, si raggiungano soluzioni condivise, sia a livello nazionale che sul piano internazionale. Al Libano, che ha superato una lunga crisi politica, auguro di proseguire sempre sulla via della concordia. Confido che l'Honduras, dopo un periodo di incertezza e trepidazione, si incammini verso una ritrovata normalità politica e sociale. E lo stesso mi auguro che si realizzi in Guinea ed in Madagascar, con l'aiuto effettivo e disinteressato della comunità internazionale".

  "Fissando lo sguardo su Cristo, esorto ogni persona di buona volontà ad operare con fiducia e generosità per la dignità e la libertà dell'uomo. Che la luce e la forza di Gesù ci aiutino a rispettare l''ecologia umana', consapevoli che anche l'ecologia ambientale ne trarrà beneficio, poiché il libro della natura è uno ed indivisibile. E' così che potremo consolidare la pace, oggi e per le generazioni che verranno".
AC/ANNO NUOVO/CORPO DIPLOMATICO                 VIS 20100111 (4320)


venerdì 8 gennaio 2010

SALUTO DEL PAPA ISPETTORATO PUBBLICA SICUREZZA VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, come di consueto a conclusione delle feste natalizie.

  Nel ringraziare gli Ispettori "per l'impegno svolto quotidianamente per tutelare l'ordine pubblico in Piazza San Pietro e nelle adiacenze del Vaticano", il Santo Padre ha sottolineato che esso è "particolarmente importante per lo svolgimento della missione del Romano Pontefice".

  "Infatti, esso consente" - ha proseguito Benedetto XVI - "il clima di tranquilla serenità che permette a quanti vengono a visitare il centro della Cristianità la possibilità di un'autentica esperienza religiosa, a contatto con testimonianze fondamentali della fede cristiana, quali la tomba dell'apostolo Pietro, le reliquie di tanti Santi e le tombe di numerosi Pontefici, amati e venerati dal popolo cristiano".

  "A ciascuno di voi" - ha ricordato il Pontefice - "viene chiesto impegno e grande responsabilità nel compimento del proprio dovere, ma agli occhi della fede esso deve costituire un modo particolare per servire il Signore e quasi 'preparargli la strada', perché l'esperienza vissuta presso il centro della Cristianità rappresenti per ciascun pellegrino o visitatore una particolare occasione per l'incontro col Signore, che cambia la vita".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso e nel rivolgersi ai Membri dell'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza ha auspicato che "l'opera che siete chiamati a svolgere valga a rendervi sempre più forti e coerenti nella fede e a non aver timore o rispetto umano nel manifestarla nell'ambito delle vostre rispettive famiglie, del vostro lavoro e dovunque veniate a trovarvi".
AC/SICUREZZA PUBBLICA VATICANO/...                   VIS 20100108 (260)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito del Santo Padre per la Diocesi di Roma.

- L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                         VIS 20100108 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Anthony C. Fisher, O.P., finora Ausiliare di Sydney (Australia), Vescovo di Parramatta (superficie: 4.289; popolazione: 973.341; cattolici: 319.278; sacerdoti: 150; religiosi: 376; diaconi permanenti: 6), Australia.

- Il Monsignor Nicolas Henry Marie Denis Thevenin, Consigliere di Nunziatura di prima classe, Membro del Collegio dei Protonotari Apostolici di Numero Partecipanti.

- Il Professore Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, Presidente della Commissione Permanente per la Tutela dei Monumenti Storici ed Artistici della Santa Sede.

- La Dottoressa Maria Cristina Carlo-Stella, Capo Ufficio presso la Fabbrica di San Pietro, Segretaria della Commissione Permanente per la Tutela dei Monumenti Storici ed Artistici della Santa Sede.
NER:NA/.../...                                       VIS 20100108 (120)

giovedì 7 gennaio 2010

UMILTÀ NEL RICONOSCERE GRANDEZZA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2010 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, Solennità dell'Epifania del Signore, Papa Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana.
 
  Nel commentare, nell'omelia, la prima lettura del Libro del profeta Isaia e il brano  del Vangelo di Matteo, il Santo Padre ha spiegato che i Re Magi "personaggi provenienti dall'Oriente non sono gli ultimi, ma i primi della grande processione di coloro che, attraverso tutte le epoche della storia, sanno riconoscere il messaggio della stella, sanno camminare sulle strade indicate dalla Sacra Scrittura e sanno trovare, così, Colui che apparentemente è debole e fragile, ma che, invece, ha il potere di donare la gioia più grande e più profonda al cuore dell'uomo".

  "In Lui, infatti, si manifesta la realtà stupenda che Dio ci conosce e ci è vicino" - ha proseguito il Pontefice - "che la sua grandezza e potenza non si esprimono nella logica del mondo, ma nella logica di un bambino inerme, la cui forza è solo quella dell'amore che si affida a noi. Nel cammino della storia, ci sono sempre persone che vengono illuminate dalla luce della stella, che trovano la strada e giungono a Lui. Tutte vivono, ciascuna a proprio modo, l'esperienza stessa dei Magi".

  "Se dunque leggiamo assieme la promessa del profeta Isaia e il suo compimento nel Vangelo di Matteo nel grande contesto di tutta la storia, appare evidente che ciò che ci viene detto, e che nel presepio cerchiamo di riprodurre, non è un sogno e neppure un vano gioco di sensazioni e di emozioni, prive di vigore e di realtà, ma è la Verità che s'irradia nel mondo".

  "Solamente in quel Bambino si manifesta la forza di Dio, che raduna gli uomini di tutti i secoli, perché sotto la sua signoria percorrano la strada dell'amore, che trasfigura il mondo. Tuttavia, anche se i pochi di Betlemme sono diventati molti, i credenti in Gesù Cristo sembrano essere sempre pochi. Molti hanno visto la stella, ma solo pochi ne hanno capito il messaggio".

  Il Papa ha  invitato a chiedersi: "Qual è la ragione per cui alcuni vedono e trovano e altri no? (...) Che cosa manca a coloro che restano indifferenti, a coloro che indicano la strada ma non si muovono? Possiamo rispondere: la troppa sicurezza in se stessi, la pretesa di conoscere perfettamente la realtà, la presunzione di avere già formulato un giudizio definitivo sulle cose rendono chiusi ed insensibili i loro cuori alla novità di Dio. Sono sicuri dell'idea che si sono fatti del mondo e non si lasciano più sconvolgere nell'intimo dall'avventura di un Dio che li vuole incontrare. Ripongono la loro fiducia più in se stessi che in Lui e non ritengono possibile che Dio sia tanto grande da potersi fare piccolo, da potersi davvero avvicinare a noi".

  "Alla fine, quello che manca è l'umiltà autentica, che sa sottomettersi a ciò che è più grande, ma anche il coraggio autentico, che porta a credere a ciò che è veramente grande, anche se si manifesta in un Bambino inerme. Manca la capacità evangelica di essere bambini nel cuore, di stupirsi, e di uscire da sé per incamminarsi sulla strada che indica la stella, la strada di Dio. Il Signore però ha il potere di renderci capaci di vedere e di salvarci".
HML/EPIFANIA/...                                   VIS 20100107 (550)


SINTONIA RAGIONE E FEDE, SCIENZA E RIVELAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2010 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana in occasione della Solennità dell'Epifania del Signore, Papa Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Nell'introdurre la preghiera mariana il Papa ha ricordato che: "Celebriamo oggi la grande festa dell'Epifania, il mistero della Manifestazione del Signore a tutte le genti, rappresentate dai Magi, venuti dall'Oriente per adorare il Re dei Giudei. (...) La stella e le Sacre Scritture furono le due luci che guidarono il cammino dei Magi, i quali ci appaiono come modelli degli autentici cercatori della verità".

  I Magi, ha proseguito il Pontefice, "erano uomini di scienza in un senso ampio, che osservavano il cosmo ritenendolo quasi un grande libro pieno di segni e di messaggi divini per l'uomo. Il loro sapere, pertanto, lungi dal ritenersi autosufficiente, era aperto ad ulteriori rivelazioni ed appelli divini".

  "Il culmine del loro itinerario di ricerca" - ha sottolineato il Pontefice - "fu quando si trovarono davanti 'il bambino con Maria sua madre'. Dice il Vangelo che 'prostratisi lo adorarono'. Avrebbero potuto rimanere delusi, anzi, scandalizzati. Invece, da veri sapienti, sono aperti al mistero che si manifesta in maniera sorprendente; e con i loro doni simbolici dimostrano di riconoscere in Gesù il Re e il Figlio di Dio. Proprio in quel gesto si compiono gli oracoli messianici che annunciano l'omaggio delle nazioni al Dio d'Israele".

  "Un ultimo particolare conferma, nei Magi, l'unità tra intelligenza e fede: è il fatto che 'avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese'. Sarebbe stato naturale ritornare a Gerusalemme, nel palazzo di Erode e nel Tempio, per dare risonanza alla loro scoperta. Invece, i Magi, che hanno scelto come loro sovrano il Bambino, la custodiscono nel nascondimento, secondo lo stile di Maria, o meglio, di Dio stesso e, così come erano apparsi, scompaiono nel silenzio, appagati, ma anche cambiati dall'incontro con la Verità. Avevano scoperto un nuovo volto di Dio, una nuova regalità: quella dell'amore".

    "Ci aiuti la Vergine Maria, modello di vera sapienza, ad essere autentici ricercatori della verità di Dio, capaci di vivere sempre la profonda sintonia che c'è tra ragione e fede, scienza e rivelazione".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha indirizzato il suo augurio "più cordiale ai fratelli e alle sorelle delle Chiese Orientali che celebrano domani il santo Natale. Il mistero di luce sia fonte di gioia e di pace per ogni famiglia e comunità".

  Infine il Papa ha ricordato che: "Nella solennità dell'Epifania ricorre la Giornata Missionaria dei Bambini, con il motto 'I bambini aiutano i bambini'".

  "Promossa dal Venerabile Papa Pio XII nel 1950, questa iniziativa educa i bambini a formarsi una mentalità aperta al mondo e ad essere solidali con i loro coetanei più disagiati. Saluto con affetto tutti i piccoli missionari presenti nei cinque continenti e li incoraggio ad essere sempre testimoni di Gesù e annunciatori del suo Vangelo".
ANG/EPIFANIA/...                                 VIS 20100107 (1250)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI:

- Ha accolto le dimissioni del Vescovo Nechan Karakéhéyan dall'ufficio di Ordinario per gli Armeni Cattolici dell'Europa Orientale ed ha nominato Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" del medesimo Ordinariato, il Padre Vahan Ohanian, dell'Ordine Mechitarista.

- Ha nominato il Vescovo Sebastião Bandiera Coêlho, finora Ausiliare di Manaus (Brasile), Vescovo Coadiutore di Coroatá (superficie: 18.744; popolazione: 511.000; cattolici: 409.000; sacerdoti: 31; religiosi: 58), Brasile.
RE:NEC/.../KARAKÉHÉYAN:OHANIAN:COÊLHO                    VIS 20100107 (60)


SOLUZIONI GIUSTE E STABILI CONFLITTI MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Kenan Gürsoy, nuovo Ambasciatore della Turchia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso Benedetto XVI ha ricordato che fra breve ricorre il cinquantesimo anniversario dello stabilimento di relazioni diplomatiche fra la Turchia e la Santa Sede "un frutto del Pontificato del mio predecessore Giovanni XXIII":

  Nel rievocare il Viaggio Apostolico in Turchia del novembre 2006, Benedetto XVI ha affermato: "E' stata la mia prima visita da Papa in un Paese a maggioranza musulmana. Mi ha rallegrato poter esprimere la mia stima per i musulmani e ribadire l'impegno della Chiesa Cattolica nel condurre il dialogo interreligioso in uno spirito di rispetto e di amicizia reciproca, testimoniando insieme la salda fede in Dio che caratterizza i cristiani e i musulmani, e adoperandosi per conoscerci meglio e per rafforzare i nostri legami di affetto".

  Nel porre in rilievo che i cattolici in Turchia "apprezzano la libertà di culto garantita dalla Costituzione e sono lieti di poter contribuire al benessere dei loro concittadini, specialmente attraverso le loro attività caritative e nei servizi sanitari", il Papa ha sottolineato che "La Chiesa Cattolica in Turchia aspetta un riconoscimento giuridico che contribuirebbe al godimento della piena libertà religiosa e ad un maggiore contributo alla società".

  "La Turchia" - "gode di un buona posizione per agire da un ponte fra l'Islam e l'Occidente, e dà un significativo contributo allo sforzo di portare pace e stabilità al Medio Oriente. (...) Come molto frequentemente ha dimostrato la storia, le dispute concernenti il territorio e le rivalità etniche possono essere risolte in modo soddisfacente soltanto quando si tengono nel dovuto conto le legittime aspirazioni di ogni parte e le ingiustizie passate sono riconosciute e, quando possibile, riparate".

  Benedetto XVI ha concluso assicurando che "la Santa Sede assegna alta priorità alla ricerca di giuste e durature soluzioni a tutti i conflitti delle regione" ed ha sottolineato "la disponibilità a porre le sue risorse diplomatiche al servizio della pace e della riconciliazione".
CD/CREDENZIALI/TURCHIA:GÜRSOY                       VIS 20100107 (350)


APPREZZAMENTO OPERA ARMA CARABINIERI


CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l'Arcivescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l'Italia, con il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale Leonardo Gallitelli, e i Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro.

  Il Papa ha ringraziato per la "diligente opera" svolta dall'Arma "con la presenza vigile e discreta attorno al Vaticano".

  "Il vostro impegno" - ha detto il Papa - "contribuisce a dare sicurezza e serenità ai pellegrini e ai visitatori che giungono presso il centro della fede cattolica e permette loro il necessario raccoglimento spirituale nella visita alla Tomba dell'apostolo Pietro e alla Basilica che la racchiude".

  "Auspico" - ha detto ancora il Papa ai Carabinieri - "che la vostra fede, la tradizione di fedeltà e di generosità di cui siete eredi, gli ideali della vostra Arma, vi aiutino a trovare in questo delicato servizio motivi sempre nuovi di soddisfazione ed a vivere esperienze positive per la vostra vita professionale e personale".

  "Maria, la 'Virgo fidelis', vostra Patrona" - ha concluso il Pontefice - "accompagni voi e l'intera Arma, in particolare quanti, in diversi Paesi del mondo, sono impegnati in delicate missioni di pace, ed accolga i vostri propositi di bene presentandoli al suo divin Figlio".
AC/.../CARABINIERI                                     VIS 20100107 (1820)



UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
AP/.../...                                         VIS 20100107 (50)

martedì 5 gennaio 2010

OLTRE DUE MILIONI DI PERSONE INCONTRI SANTO PADRE 2009


CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2010 (VIS). Nel corso del 2009, 2.243.900 fedeli e pellegrini hanno partecipato in Vaticano alle Udienze Generali e Speciali, agli Angelus domenicali ed alle celebrazioni liturgiche presiedute dal Santo Padre.

  I dati resi noti dalla Prefettura della Casa Pontificia attestano che nel corso del 2009 oltre mezzo milione di persone hanno assistito alle Udienze Generali del Mercoledì - nel mese di aprile si è riscontrata l'affluenza più alta - e 1.120.000 pellegrini hanno partecipato agli Angelus domenicali in Piazza San Pietro.

  In un Comunicato relativo alle statistiche viene precisato che si tratta di dati approssimativi, che risultano sia dalle formali richieste di partecipazione ad eventi e dai biglietti distribuiti, sia da stime sommarie dei fedeli presenti, come nel caso degli Angelus e delle grandi celebrazioni in Piazza San Pietro e nella Basilica Vaticana.

  Le statistiche, conclude il Comunicato, si riferiscono agli eventi che si sono verificati in Vaticano e a Castel Gandolfo, e precisa che vi sono state anche molte altre occasioni di incontro del Papa con un gran numero di fedeli durante le sue Visite Pastorali in Italia e i Viaggi Apostolici all'estero.
PD/STATISTICHE UDIENZE PAPA/...                       VIS 20100105 (200)



ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Wolfgang Bischof, Vescovo Ausiliare di München und Freising (superficie: 12.081; popolazione: 3.533.000; cattolici: 1.818.661; sacerdoti: 1.307; religiosi: 3.122; diaconi permanenti: 226), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Freising (Repubblica Federale di Germania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È stato finora Parroco regionale della zona pastorale Nord della medesima Arcidiocesi e Vicario del Capitolo Cattedrale. Succede al Vescovo Franz Dietl, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia l'ufficio di Vescovo Ausiliare della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Lisane-Christos Matheos Semahun, Vescovo Ausiliare dell'Arcieparchia di Addis Abeba (superficie:  291.424; popolazione: 25.892.000; cattolici: 28.132; sacerdoti: 83; religiosi: 402), Etiopia, con specifiche responsabilità pastorali per la zona di Bahir Dar. Il Vescovo eletto, finora Protosincello della medesima Eparchia, è nato nel 1959 a Gurage (Etiopia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. 

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali: l'Arcivescovo Thomas Christopher Collins, di Toronto (Canada); l'Arcivescovo Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, di Bangkok (Thailandia); il Vescovo Béchara Raï, O.M.M., di Jbeil, Byblos dei Maroniti (Libano); il Vescovo Héctor Luis Gutiérrez Pabón, di Engativá (Colombia) ed il Vescovo Joan Piris Frigola, di Lleida (Spagna).
NEA:NA/.../...                                               VIS 20100105 (230)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane dell'anno 2009:

- Il Vescovo Estevão Cardoso de Avellar, O.P., emerito di Uberlândia (Brasile), il 3 dicembre, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Gilbert Duchêne, emerito di Saint-Claude (Francia), il 29 novembre, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Emilio Eid, già Vice Presidente della Pontificia Commissione per la revisione del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il 30 novembre, all'età di 84 anni.

- L'Arcivescovo Piergiorgio Silvano Nesti, C.P., emerito di Camerino-San Severino Marche (Italia), il 13 dicembre, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Anthony Saliu Sanusi, emerito di Ijebu-Ode (Nigeria), l'8 dicembre, all'età di 98 anni.

- Il Vescovo Lucas Abadamloora, di Navrongo-Bolgatanga (Ghana), il 23 dicembre, all'età di 71 anni.

- Il Vescovo Roberto Amadei, emerito di Bergamo (Italia), il 29 dicembre, all'età di 76 anni.

- Il Vescovo Adrian Kivumbi Ddungu, emerito di Masaka (Uganda), il 30 dicembre, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Jérôme Michel Martin, O.F.M.Cap., emerito di Berbérati (Repubblica Centroafricana), il 4 dicembre, all'età di 68 anni.

- L'Arcivescovo Arnaldo Ribeiro, emerito di Ribeirão Preto (Brasile), il 15 dicembre, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Youssef Ibrahim Sarraf, di Le Caire dei Caldei (Egitto), il 31 dicembre, all'età di 69 anni.

- Il Vescovo Henry Anthony A. van Lieshout, C.M.M., emerito di Lae (Papua Nuova Guinea), il 24 dicembre, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Josef Voss, Ausiliare di Münster (Repubblica Federale di Germania), il 16 dicembre, all'età di 72 anni.
.../DEFUNTI/...                                           VIS 20100105 (270)

lunedì 4 gennaio 2010

MESSAGGIO APERTURA ANNO SANTO COMPOSTELANO 2010


CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un Messaggio all'Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela (Spagna), in occasione del solenne rito di apertura della Porta Santa dell'Anno Santo Compostelano, nella Cattedrale di Santiago de Compostela in Galizia, che ricorre ogniqualvolta la festività di San Giacomo apostolo, (25 luglio), cade di domenica.
 
  Nel Messaggio, letto nel corso della Celebrazione Eucaristica dall'Arcivescovo Barrio, dopo l'apertura della Porta Santa, Benedetto XVI ricorda che il tema di questo nuovo Anno Giubilare Compostelano: "Pellegrinare verso la luce", e la Lettera Pastorale "Pellegrini della fede e testimoni di Cristo Risorto", seguono fedelmente questa tradizione e la ripropongono quale appello all'evangelizzazione, agli uomini e donne di oggi, ricordando il carattere di pellegrinaggio della Chiesa e dell'essere cristiano nel mondo".

  "Aperto alla sorpresa e alla trascendenza, il pellegrino" - scrive il Papa - "si lascia istruire dalla Parola di Dio, e in questo modo allontana la sua fede da un'adesione e da paure infondate. Così fece il Signore Risorto con i discepoli che, storditi e scoraggiati, percorrevano la strada per Emmaus".

  Il Santo Padre invoca Dio affinché "accompagni i pellegrini, affinché si faccia riconoscere da loro ed entri nei loro cuori. (...) Questa è la vera meta, la grazia, che il mero percorso materiale del Cammino non può raggiungere da solo, ma che porta il pellegrino a convertirsi in testimone di fronte agli altri, che Cristo vive ed è la nostra imperativa speranza  di salvezza".

  "In questo Anno Santo, in sintonia con l'Anno Sacerdotale, un ruolo decisivo corrisponde ai presbiteri, il cui spirito di accoglienza e di offerta ai fedeli e ai pellegrini, deve essere particolarmente generoso". Al riguardo il Papa invita i sacerdoti a prodigarsi "nell'amministrare i sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia, poiché l'elemento più ricercato, apprezzato e caratteristico dell'Anno Santo è il perdono e l'incontro con Cristo vivente".

  Benedetto XVI esprime la sua "speciale vicinanza ai pellegrini che arrivano e continuano ad arrivare a Santiago", esortandoli a "raccogliere le suggestive esperienze di fede, carità e fraternità che incontrano sul loro cammino, ed a vivere il Cammino soprattutto interiormente, lasciandosi interpellare dalla chiamata che il Signore indirizza ad ognuno di loro".

  "Vi invito anche" - conclude il Pontefice - "a non dimenticare nella vostra preghiera coloro che non hanno potuto accompagnarvi, le vostre famiglie, gli amici, i malati e i bisognosi, i migranti, i deboli nella fede e il Popolo di Dio con i suoi pastori".
MESS/ANNO SANTO COMPOSTELANO/BARRIO               VIS 20100104 (420)


ACCRESCERE SENSO DI APPARTENENZA ALLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2009 (VIS). Questa sera, alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, a cui sono seguiti l'esposizione del Santissimo Sacramento, il canto del tradizionale inno di ringraziamento del "Te Deum", a conclusione dell'anno civile, e la Benedizione Eucaristica.

  Nel commentare le parole dell'Apostolo Paolo, nella liturgia odierna, la "pienezza del tempo", il Santo Padre ha detto: "Con l'incarnazione del Figlio di Dio, l'eternità è entrata nel tempo, e la storia dell'uomo si è aperta al compimento nell'assoluto di Dio. Il tempo è stato - per così dire - 'toccato' da Cristo, il Figlio di Dio e di Maria, e da lui ha ricevuto significati nuovi e sorprendenti: è diventato tempo di salvezza e di grazia".

  "Proprio in questa prospettiva" - ha proseguito il Pontefice - "dobbiamo considerare il tempo dell'anno che si chiude e di quello che inizia, per porre le più diverse vicende della nostra vita - importanti o piccole, semplici o indecifrabili, gioiose o tristi - sotto il segno della salvezza ed accogliere la chiamata che Dio ci rivolge per condurci verso una meta che è oltre il tempo stesso: l'eternità".

  "Il testo paolino vuole anche sottolineare il mistero della vicinanza di Dio all'intera umanità. E' la vicinanza propria del mistero del Natale" - ha spiegato il Pontefice - "Dio si fa uomo e all'uomo viene data l'inaudita possibilità di essere figlio di Dio. Tutto questo ci riempie di gioia grande e ci porta ad elevare la lode a Dio. (...) Il canto del 'Te Deum', che oggi risuona nelle Chiese di ogni parte della terra, vuole essere un segno della gioiosa gratitudine che rivolgiamo a Dio per quanto ci ha offerto in Cristo.

  Nel ringraziare il Signore "per le grazie sovrabbondanti elargite alla nostra comunità diocesana di Roma nel corso dell'anno che volge al termine" il Santo Padre ha espresso apprezzamento per la scelta pastorale di "dedicare tempo ad una verifica dell'itinerario percorso, al fine di accrescere il senso di appartenenza alla Chiesa e favorire la corresponsabilità pastorale".

  Nel sottolineare che "tante famiglie, numerosi insegnanti e le comunità parrocchiali si dedicano ad aiutare i giovani a costruire il loro futuro su solide fondamenta, in particolare sulla roccia che è Gesù Cristo", Benedetto XVI ha detto: "La Parola, creduta, annunciata e vissuta ci spinge a comportamenti di solidarietà e di condivisione. Nel lodare il Signore per l'aiuto che le comunità cristiane hanno saputo offrire con generosità a quanti hanno bussato alle loro porte, desidero incoraggiare tutti a proseguire nell'impegno di alleviare le difficoltà in cui versano ancora oggi tante famiglie provate dalla crisi economica e dalla disoccupazione".

  "Roma ha bisogno di sacerdoti che siano annunciatori coraggiosi del Vangelo" - ha concluso il Pontefice - "e, allo stesso tempo, rivelino il volto misericordioso del Padre. Invito i giovani a non avere paura di rispondere con il dono completo della propria esistenza alla chiamata che il Signore rivolge loro a seguirlo nella via del sacerdozio o della vita consacrata".

  Al termine della Celebrazione, il Santo Padre ha compiuto una breve visita al Presepio allestito in Piazza San Pietro.
HML/VESPRI:TE DEUM/...                                       VIS 20100104 (530)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Matthieu Nguyên Van Khôi, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Quy Nhon (superficie: 17.087; popolazione: 3.734.903; cattolici: 68.011; sacerdoti: 89; religiosi: 400), Viêt Nam. Il Vescovo eletto, è nato nel 1951 a Phuoc Son (Viêt Nam), ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. E' stato finora Parroco della Cattedrale di Quy Nhon e Professore del Seminario "Maris Stella" di Nha Trang (Viêt Nam).
NEC/.../VAN KHÔI                                     VIS 20100104 (90)

IMPEGNARSI COSTRUIRE MONDO PIÙ DEGNO DELLA PERSONA


CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2010 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione Eucaristica della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell'ottava di Natale in occasione della XLIII Giornata Mondiale della Pace sul tema: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato".
 
  "Tutto il racconto biblico si può leggere come progressivo svelamento del volto di Dio" - ha spiegato il Papa  all'inizio dell'omelia - "fino a giungere alla sua piena manifestazione in Gesù Cristo. (...) Il volto di Dio ha preso un volto umano, lasciandosi vedere e riconoscere nel figlio della Vergine Maria, che per questo veneriamo con il titolo altissimo di 'Madre di Dio'".

  "Meditare sul mistero del volto di Dio e dell'uomo" - ha sottolineato il Pontefice - "è una via privilegiata che conduce alla pace. Questa, infatti, incomincia da uno sguardo rispettoso, che riconosce nel volto dell'altro una persona, qualunque sia il colore della sua pelle, la sua nazionalità, la sua lingua, la sua religione".

  "Solo se abbiamo Dio nel cuore, siamo in grado di cogliere nel volto dell'altro un fratello in umanità, non un mezzo ma un fine, non un rivale o un nemico, ma un altro me stesso, una sfaccettatura dell'infinito mistero dell'essere umano. La nostra percezione del mondo e, in particolare, dei nostri simili, dipende essenzialmente dalla presenza in noi dello Spirito di Dio".

  "Per riconoscerci e rispettarci quali realmente siamo, cioè fratelli, abbiamo bisogno di riferirci al volto di un Padre comune, che tutti ci ama, malgrado i nostri limiti e i nostri errori".

  "Fin da piccoli, è importante essere educati al rispetto dell'altro, anche quando è differente da noi" - ha ribadito il Papa" - "I volti dei bambini sono come un riflesso della visione di Dio sul mondo. Perché allora spegnere i loro sorrisi? Perché avvelenare i loro cuori? Purtroppo, l'icona della Madre di Dio della tenerezza trova il suo tragico contrario nelle dolorose immagini di tanti bambini e delle loro madri in balia di guerre e violenze: profughi, rifugiati, migranti forzati. Volti scavati dalla fame e dalle malattie, volti sfigurati dal dolore e dalla disperazione".

  "I volti dei piccoli innocenti" - ha proseguito il Pontefice - "sono un appello silenzioso alla nostra responsabilità: di fronte alla loro condizione inerme, crollano tutte le false giustificazioni della guerra e della violenza. Dobbiamo semplicemente convertirci a progetti di pace, deporre le armi di ogni tipo e impegnarci tutti insieme a costruire un mondo più degno dell'uomo".

  Nel commentare il Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale della Pace 2010: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato", il Papa ha affermato: "L'uomo è capace di rispettare le creature nella misura in cui porta nel proprio spirito un senso pieno della vita, altrimenti sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto dell'ambiente in cui vive, del creato".

  Nel porre l'accento sul fatto che "Vi è (...) un nesso strettissimo tra il rispetto dell'uomo e la salvaguardia del creato", il Santo Padre ha affermato: "Se l'uomo si degrada, si degrada l'ambiente in cui vive; se la cultura tende verso un nichilismo, se non teorico, pratico, la natura non potrà non pagarne le conseguenze".

  "Rinnovo, pertanto, il mio appello" - ha concluso il Pontefice - "ad investire sull'educazione, proponendosi come obiettivo, oltre alla necessaria trasmissione di nozioni tecnico-scientifiche, una più ampia e approfondita 'responsabilità ecologica', basata sul rispetto dell'uomo e dei suoi diritti e doveri fondamentali. Solo così l'impegno per l'ambiente può diventare veramente educazione alla pace e costruzione della pace".
HML/PACE:CREAZIONE/...                                           VIS 20100104 (600)


Copyright © VIS - Vatican Information Service