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giovedì 18 giugno 2009

LETTERA AI PRESBITERI PROCLAMAZIONE ANNO SACERDOTALE

CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato la seguente Lettera a tutti i presbiteri per l'apertura dell' "Anno Sacerdotale", proclamato nel 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney, Curato d'Ars.

  Domani, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e Giornata di santificazione sacerdotale, Benedetto XVI inaugurerà l'Anno Sacerdotale nel corso della celebrazione dei Vespri nella Basilica Vaticana.

  Di seguito riportiamo il testo integrale della Lettera:

"Cari fratelli nel Sacerdozio:

nella prossima solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, venerdì 19 giugno 2009 - giornata tradizionalmente dedicata alla preghiera per la santificazione del clero -, ho pensato di indire ufficialmente un 'Anno Sacerdotale' in occasione del 150° anniversario del 'dies natalis' di Giovanni Maria Vianney, il Santo Patrono di tutti i parroci del mondo. Tale anno, che vuole contribuire a promuovere l'impegno d'interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti per una loro più forte ed incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi, si concluderà nella stessa solennità del 2010".

  "'Il Sacerdozio è l'amore del cuore di Gesù', soleva dire il Santo Curato d'Ars. Questa toccante espressione ci permette anzitutto di evocare con tenerezza e riconoscenza l'immenso dono che i sacerdoti costituiscono non solo per la Chiesa, ma anche per la stessa umanità. Penso a tutti quei presbiteri che offrono ai fedeli cristiani e al mondo intero l'umile e quotidiana proposta delle parole e dei gesti di Cristo, cercando di aderire a Lui con i pensieri, la volontà, i sentimenti e lo stile di tutta la propria esistenza. Come non sottolineare le loro fatiche apostoliche, il loro servizio infaticabile e nascosto, la loro carità tendenzialmente universale? E che dire della fedeltà coraggiosa di tanti sacerdoti che, pur tra difficoltà e incomprensioni, restano fedeli alla loro vocazione: quella di 'amici di Cristo', da Lui particolarmente chiamati, prescelti e inviati?".

  "Io stesso porto ancora nel cuore il ricordo del primo parroco accanto al quale esercitai il mio ministero di giovane prete: egli mi lasciò l'esempio di una dedizione senza riserve al proprio servizio pastorale, fino a trovare la morte nell'atto stesso in cui portava il viatico a un malato grave. Tornano poi alla mia memoria gli innumerevoli confratelli che ho incontrato e che continuo ad incontrare, anche durante i miei viaggi pastorali nelle diverse nazioni, generosamente impegnati nel quotidiano esercizio del loro ministero sacerdotale".

  "Ma l'espressione usata dal Santo Curato evoca anche la trafittura del Cuore di Cristo e la corona di spine che lo avvolge. Il pensiero va, di conseguenza, alle innumerevoli situazioni di sofferenza in cui molti sacerdoti sono coinvolti, sia perché partecipi dell'esperienza umana del dolore nella molteplicità del suo manifestarsi, sia perché incompresi dagli stessi destinatari del loro ministero: come non ricordare i tanti sacerdoti offesi nella loro dignità, impediti nella loro missione, a volte anche perseguitati fino alla suprema testimonianza del sangue?".

  "Ci sono, purtroppo, anche situazioni, mai abbastanza deplorate, in cui è la Chiesa stessa a soffrire per l'infedeltà di alcuni suoi ministri. È il mondo a trarne allora motivo di scandalo e di rifiuto. Ciò che massimamente può giovare in tali casi alla Chiesa non è tanto la puntigliosa rilevazione delle debolezze dei suoi ministri, quanto una rinnovata e lieta coscienza della grandezza del dono di Dio, concretizzato in splendide figure di generosi Pastori, di Religiosi ardenti di amore per Dio e per le anime, di Direttori spirituali illuminati e pazienti. A questo proposito, gli insegnamenti e gli esempi di san Giovanni Maria Vianney possono offrire a tutti un significativo punto di riferimento: il Curato d'Ars era umilissimo, ma consapevole, in quanto prete, d'essere un dono immenso per la sua gente: 'Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della misericordia divina'".

  "Parlava del sacerdozio come se non riuscisse a capacitarsi della grandezza del dono e del compito affidati ad una creatura umana: 'Oh come il prete è grande!... Se egli si comprendesse, morirebbe... Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia...". E spiegando ai suoi fedeli l'importanza dei sacramenti diceva: 'Tolto il sacramento dell'Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l'ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest'anima viene a morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote... Dopo Dio, il sacerdote è tutto!... Lui stesso non si capirà bene che in cielo'".

  "Queste affermazioni, nate dal cuore sacerdotale del santo parroco, possono apparire eccessive. In esse, tuttavia, si rivela l'altissima considerazione in cui egli teneva il sacramento del sacerdozio. Sembrava sopraffatto da uno sconfinato senso di responsabilità: 'Se comprendessimo bene che cos'è un prete sulla terra, moriremmo: non di spavento, ma di amore... Senza il prete la morte e la passione di Nostro Signore non servirebbero a niente. È il prete che continua l'opera della Redenzione sulla terra... Che ci gioverebbe una casa piena d'oro se non ci fosse nessuno che ce ne apre la porta? Il prete possiede la chiave dei tesori celesti: è lui che apre la porta; egli è l'economo del buon Dio; l'amministratore dei suoi beni... Lasciate una parrocchia, per vent'anni, senza prete, vi si adoreranno le bestie... Il prete non è prete per sé, lo è per voi".

  "Era giunto ad Ars, un piccolo villaggio di 230 abitanti, preavvertito dal Vescovo che avrebbe trovato una situazione religiosamente precaria: 'Non c'è molto amor di Dio in quella parrocchia; voi ce ne metterete'. Era, di conseguenza, pienamente consapevole che doveva andarvi ad incarnare la presenza di Cristo, testimoniandone la tenerezza salvifica: 'Mio Dio, accordatemi la conversione della mia parrocchia; accetto di soffrire tutto quello che vorrete per tutto il tempo della mia vita!', fu con questa preghiera che iniziò la sua missione. Alla conversione della sua parrocchia il Santo Curato si dedicò con tutte le sue energie, ponendo in cima ad ogni suo pensiero la formazione cristiana del popolo a lui affidato".

  "Cari fratelli nel Sacerdozio, chiediamo al Signore Gesù la grazia di poter apprendere anche noi il metodo pastorale di san Giovanni Maria Vianney! Ciò che per prima cosa dobbiamo imparare è la sua totale identificazione col proprio ministero. In Gesù, Persona e Missione tendono a coincidere: tutta la sua azione salvifica era ed è espressione del suo 'Io filiale' che, da tutta l'eternità, sta davanti al Padre in atteggiamento di amorosa sottomissione alla sua volontà. Con umile ma vera analogia, anche il sacerdote deve anelare a questa identificazione. Non si tratta certo di dimenticare che l'efficacia sostanziale del ministero resta indipendente dalla santità del ministro; ma non si può neppure trascurare la straordinaria fruttuosità generata dall'incontro tra la santità oggettiva del ministero e quella soggettiva del ministro. Il Curato d'Ars iniziò subito quest'umile e paziente lavoro di armonizzazione tra la sua vita di ministro e la santità del ministero a lui affidato, decidendo di 'abitare' perfino materialmente nella sua chiesa parrocchiale: 'Appena arrivato egli scelse la chiesa a sua dimora... Entrava in chiesa prima dell'aurora e non ne usciva che dopo l'Angelus della sera. Là si doveva cercarlo quando si aveva bisogno di lui', si legge nella prima biografia".

  "L'esagerazione devota del pio agiografo non deve farci trascurare il fatto che il Santo Curato seppe anche 'abitare' attivamente in tutto il territorio della sua parrocchia: visitava sistematicamente gli ammalati e le famiglie; organizzava missioni popolari e feste patronali; raccoglieva ed amministrava denaro per le sue opere caritative e missionarie; abbelliva la sua chiesa e la dotava di arredi sacri; si occupava delle orfanelle della "Providence" (un istituto da lui fondato) e delle loro educatrici; si interessava dell'istruzione dei bambini; fondava confraternite e chiamava i laici a collaborare con lui".

  "Il suo esempio mi induce a evidenziare gli spazi di collaborazione che è doveroso estendere sempre più ai fedeli laici, coi quali i presbiteri formano l'unico popolo sacerdotale e in mezzo ai quali, in virtù del sacerdozio ministeriale, si trovano 'per condurre tutti all'unità della carità, 'amandosi l'un l'altro con la carità fraterna, prevenendosi a vicenda nella deferenza' (Rm 12,10)'. È da ricordare, in questo contesto, il caloroso invito con il quale il Concilio Vaticano II incoraggia i presbiteri a 'riconoscere e promuovere sinceramente la dignità dei laici, nonché il loro ruolo specifico nell'ambito della missione della Chiesa... Siano pronti ad ascoltare il parere dei laici, considerando con interesse fraterno le loro aspirazioni e giovandosi della loro esperienza e competenza nei diversi campi dell'attività umana, in modo da poter insieme a loro riconoscere i segni dei tempi'".

  "Ai suoi parrocchiani il Santo Curato insegnava soprattutto con la testimonianza della vita. Dal suo esempio i fedeli imparavano a pregare, sostando volentieri davanti al tabernacolo per una visita a Gesù Eucaristia. 'Non c'è bisogno di parlar molto per ben pregare' - spiegava loro il Curato - 'Si sa che Gesù è là, nel santo tabernacolo: apriamogli il nostro cuore, rallegriamoci della sua santa presenza. È questa la migliore preghiera'. Ed esortava: 'Venite alla comunione, fratelli miei, venite da Gesù. Venite a vivere di Lui per poter vivere con Lui... 'È vero che non ne siete degni, ma ne avete bisogno!'. Tale educazione dei fedeli alla presenza eucaristica e alla comunione acquistava un'efficacia particolarissima, quando i fedeli lo vedevano celebrare il Santo Sacrificio della Messa. Chi vi assisteva diceva che 'non era possibile trovare una figura che meglio esprimesse l'adorazione... Contemplava l'Ostia amorosamente'. 'Tutte le buone opere riunite non equivalgono al sacrificio della Messa, perché quelle sono opere di uomini, mentre la Santa Messa è opera di Dio' diceva. Era convinto che dalla Messa dipendesse tutto il fervore della vita di un prete: 'La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio Dio, come è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa ordinaria!'. Ed aveva preso l'abitudine di offrire sempre, celebrando, anche il sacrificio della propria vita: 'Come fa bene un prete ad offrirsi a Dio in sacrificio tutte le mattine!'".

  "Questa immedesimazione personale al Sacrificio della Croce lo conduceva - con un solo movimento interiore - dall'altare al confessionale. I sacerdoti non dovrebbero mai rassegnarsi a vedere deserti i loro confessionali né limitarsi a constatare la disaffezione dei fedeli nei riguardi di questo sacramento. Al tempo del Santo Curato, in Francia, la confessione non era né più facile, né più frequente che ai nostri giorni, dato che la tormenta rivoluzionaria aveva soffocato a lungo la pratica religiosa. Ma egli cercò in ogni modo, con la predicazione e con il consiglio persuasivo, di far riscoprire ai suoi parrocchiani il significato e la bellezza della Penitenza sacramentale, mostrandola come un'esigenza intima della Presenza eucaristica. Seppe così dare il via a un circolo virtuoso. Con le lunghe permanenze in chiesa davanti al tabernacolo fece sì che i fedeli cominciassero ad imitarlo, recandovisi per visitare Gesù, e fossero, al tempo stesso, sicuri di trovarvi il loro parroco, disponibile all'ascolto e al perdono. In seguito, fu la folla crescente dei penitenti, provenienti da tutta la Francia, a trattenerlo nel confessionale fino a 16 ore al giorno. Si diceva allora che Ars era diventata 'il grande ospedale delle anime'. 'La grazia che egli otteneva [per la conversione dei peccatori] era sì forte che essa andava a cercarli senza lasciar loro un momento di tregua!', dice il primo biografo. Il Santo Curato non la pensava diversamente, quando diceva: 'Non è il peccatore che ritorna a Dio per domandargli perdono, ma è Dio stesso che corre dietro al peccatore e lo fa tornare a Lui'. 'Questo buon Salvatore è così colmo d'amore che ci cerca dappertutto'".

  "Tutti noi sacerdoti dovremmo sentire che ci riguardano personalmente quelle parole che egli metteva in bocca a Cristo: 'Incaricherò i miei ministri di annunciare ai peccatori che sono sempre pronto a riceverli, che la mia misericordia è infinita'. Dal Santo Curato d'Ars noi sacerdoti possiamo imparare non solo un'inesauribile fiducia nel sacramento della Penitenza che ci spinga a rimetterlo al centro delle nostre preoccupazioni pastorali, ma anche il metodo del 'dialogo di salvezza' che in esso si deve svolgere. Il Curato d'Ars aveva una maniera diversa di atteggiarsi con i vari penitenti. Chi veniva al suo confessionale attratto da un intimo e umile bisogno del perdono di Dio, trovava in lui l'incoraggiamento ad immergersi nel 'torrente della divina misericordia' che trascina via tutto nel suo impeto. E se qualcuno era afflitto al pensiero della propria debolezza e incostanza, timoroso di future ricadute, il Curato gli rivelava il segreto di Dio con un'espressione di toccante bellezza: 'Il buon Dio sa tutto. Prima ancora che voi vi confessiate, sa già che peccherete ancora e tuttavia vi perdona. Come è grande l'amore del nostro Dio che si spinge fino a dimenticare volontariamente l'avvenire, pur di perdonarci!'. A chi, invece, si accusava in maniera tiepida e quasi indifferente, offriva, attraverso le sue stesse lacrime, la seria e sofferta evidenza di quanto quell'atteggiamento fosse 'abominevole': 'Piango perché voi non piangete', diceva. 'Se almeno il Signore non fosse così buono! Ma è così buono! Bisogna essere barbari a comportarsi così davanti a un Padre così buono!'. Faceva nascere il pentimento nel cuore dei tiepidi, costringendoli a vedere, con i propri occhi, la sofferenza di Dio per i peccati quasi 'incarnata' nel volto del prete che li confessava. A chi, invece, si presentava già desideroso e capace di una più profonda vita spirituale, spalancava le profondità dell'amore, spiegando l'indicibile bellezza di poter vivere uniti a Dio e alla sua presenza: 'Tutto sotto gli occhi di Dio, tutto con Dio, tutto per piacere a Dio... Com'è bello!'. E insegnava loro a pregare: 'Mio Dio, fammi la grazia di amarti tanto quanto è possibile che io t'ami'".

  "Il Curato d'Ars, nel suo tempo, ha saputo trasformare il cuore e la vita di tante persone, perché è riuscito a far loro percepire l'amore misericordioso del Signore. Urge anche nel nostro tempo un simile annuncio e una simile testimonianza della verità dell'Amore: 'Deus caritas est' (1 Gv 4,8). Con la Parola e con i Sacramenti del suo Gesù, Giovanni Maria Vianney sapeva edificare il suo popolo, anche se spesso fremeva convinto della sua personale inadeguatezza, al punto da desiderare più volte di sottrarsi alle responsabilità del ministero parrocchiale di cui si sentiva indegno. Tuttavia con esemplare obbedienza restò sempre al suo posto, perché lo divorava la passione apostolica per la salvezza delle anime. Cercava di aderire totalmente alla propria vocazione e missione mediante un'ascesi severa: 'La grande sventura per noi parroci - deplorava il Santo - è che l'anima si intorpidisce'; ed intendeva con questo un pericoloso assuefarsi del pastore allo stato di peccato o di indifferenza in cui vivono tante sue pecorelle".

  "Egli teneva a freno il corpo, con veglie e digiuni, per evitare che opponesse resistenze alla sua anima sacerdotale. E non rifuggiva dal mortificare se stesso a bene delle anime che gli erano affidate e per contribuire all'espiazione dei tanti peccati ascoltati in confessione. Spiegava ad un confratello sacerdote: 'Vi dirò qual è la mia ricetta: do ai peccatori una penitenza piccola e il resto lo faccio io al loro posto'. Al di là delle concrete penitenze a cui il Curato d'Ars si sottoponeva, resta comunque valido per tutti il nucleo del suo insegnamento: le anime costano il sangue di Gesù e il sacerdote non può dedicarsi alla loro salvezza se rifiuta di partecipare personalmente al 'caro prezzo' della redenzione".

  "Nel mondo di oggi, come nei difficili tempi del Curato d'Ars, occorre che i presbiteri nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelica. Ha giustamente osservato Paolo VI: 'L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni'. Perché non nasca un vuoto esistenziale in noi e non sia compromessa l'efficacia del nostro ministero, occorre che ci interroghiamo sempre di nuovo: 'Siamo veramente pervasi dalla Parola di Dio? È vero che essa è il nutrimento di cui viviamo, più di quanto lo siano il pane e le cose di questo mondo? La conosciamo davvero? La amiamo? Ci occupiamo interiormente di questa Parola al punto che essa realmente dia un'impronta alla nostra vita e formi il nostro pensiero?'. Come Gesù chiamò i Dodici perché stessero con Lui (cfr Mc 3,14) e solo dopo li mandò a predicare, così anche ai giorni nostri i sacerdoti sono chiamati ad assimilare quel 'nuovo stile di vita' che è stato inaugurato dal Signore Gesù ed è stato fatto proprio dagli Apostoli".

  "Fu proprio l'adesione senza riserve a questo 'nuovo stile di vita' che caratterizzò l'impegno ministeriale del Curato d'Ars. Il Papa Giovanni XXIII nella Lettera enciclica 'Sacerdotii nostri primordia', pubblicata nel 1959, primo centenario della morte di san Giovanni Maria Vianney, ne presentava la fisionomia ascetica con particolare riferimento al tema dei 'tre consigli evangelici', giudicati necessari anche per i presbiteri: 'Se, per raggiungere questa santità di vita, la pratica dei consigli evangelici non è imposta al sacerdote in virtù dello stato clericale, essa si presenta nondimeno a lui, come a tutti i discepoli del Signore, come la via regolare della santificazione cristiana'.

  "Il Curato d'Ars seppe vivere i 'consigli evangelici' nelle modalità adatte alla sua condizione di presbitero. La sua povertà, infatti, non fu quella di un religioso o di un monaco, ma quella richiesta ad un prete: pur maneggiando molto denaro (dato che i pellegrini più facoltosi non mancavano di interessarsi alle sue opere di carità), egli sapeva che tutto era donato alla sua chiesa, ai suoi poveri, ai suoi orfanelli, alle ragazze della sua 'Providence', alle sue famiglie più disagiate. Perciò egli 'era ricco per dare agli altri ed era molto povero per se stesso'. Spiegava: 'Il mio segreto è semplice: dare tutto e non conservare niente'. Quando si trovava con le mani vuote, ai poveri che si rivolgevano a lui diceva contento: 'Oggi sono povero come voi, sono uno dei vostri'. Così, alla fine della vita, poté affermare con assoluta serenità: 'Non ho più niente. Il buon Dio ora può chiamarmi quando vuole!'. Anche la sua castità era quella richiesta a un prete per il suo ministero. Si può dire che era la castità conveniente a chi deve toccare abitualmente l'Eucaristia e abitualmente la guarda con tutto il trasporto del cuore e con lo stesso trasporto la dona ai suoi fedeli. Dicevano di lui che 'la castità brillava nel suo sguardo', e i fedeli se ne accorgevano quando egli si volgeva a guardare il tabernacolo con gli occhi di un innamorato. Anche l'obbedienza di san Giovanni Maria Vianney fu tutta incarnata nella sofferta adesione alle quotidiane esigenze del suo ministero. È noto quanto egli fosse tormentato dal pensiero della propria inadeguatezza al ministero parrocchiale e dal desiderio di fuggire 'a piangere la sua povera vita, in solitudine'. Solo l'obbedienza e la passione per le anime riuscivano a convincerlo a restare al suo posto. A se stesso e ai suoi fedeli spiegava: 'Non ci sono due maniere buone di servire Dio. Ce n'è una sola: servirlo come lui vuole essere servito. La regola d'oro per una vita obbediente gli sembrava questa: 'Fare solo ciò che può essere offerto al buon Dio'".

  "Nel contesto della spiritualità alimentata dalla pratica dei consigli evangelici, mi è caro rivolgere ai sacerdoti, in quest'Anno a loro dedicato, un particolare invito a saper cogliere la nuova primavera che lo Spirito sta suscitando ai giorni nostri nella Chiesa, non per ultimo attraverso i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità. 'Lo Spirito nei suoi doni è multiforme... Egli soffia dove vuole. Lo fa in modo inaspettato, in luoghi inaspettati e in forme prima non immaginate... ma ci dimostra anche che Egli opera in vista dell'unico Corpo e nell'unità dell'unico Corpo'. A questo proposito, vale l'indicazione del Decreto 'Presbyterorum ordinis': 'Sapendo discernere quali spiriti abbiano origine da Dio, (i presbiteri) devono scoprire con senso di fede i carismi, sia umili che eccelsi, che sotto molteplici forme sono concessi ai laici, devono ammetterli con gioia e fomentarli con diligenza'. Tali doni che spingono non pochi a una vita spirituale più elevata, possono giovare non solo per i fedeli laici ma per gli stessi ministri. Dalla comunione tra ministri ordinati e carismi, infatti, può scaturire 'un valido impulso per un rinnovato impegno della Chiesa nell'annuncio e nella testimonianza del Vangelo della speranza e della carità in ogni angolo del mondo'".

  "Vorrei inoltre aggiungere, sulla scorta dell'Esortazione apostolica 'Pastores dabo vobis' del Papa Giovanni Paolo II, che il ministero ordinato ha una radicale 'forma comunitaria' e può essere assolto solo nella comunione dei presbiteri con il loro Vescovo. Occorre che questa comunione fra i sacerdoti e col proprio Vescovo, basata sul sacramento dell'Ordine e manifestata nella concelebrazione eucaristica, si traduca nelle diverse forme concrete di una fraternità sacerdotale effettiva ed affettiva. Solo così i sacerdoti sapranno vivere in pienezza il dono del celibato e saranno capaci di far fiorire comunità cristiane nelle quali si ripetano i prodigi della prima predicazione del Vangelo".

  "L'Anno Paolino che volge al termine orienta il nostro pensiero anche verso l'Apostolo delle genti, nel quale rifulge davanti ai nostri occhi uno splendido modello di sacerdote, totalmente 'donato' al suo ministero. 'L'amore del Cristo ci possiede - egli scriveva - e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti" (2 Cor 5,14). Ed aggiungeva: 'Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro' (2 Cor. 5,15). Quale programma migliore potrebbe essere proposto ad un sacerdote impegnato ad avanzare sulla strada delle perfezione cristiana?".

  "Cari sacerdoti, la celebrazione del 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney (1859) segue immediatamente le celebrazioni appena concluse del 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes (1858). Già nel 1959 il beato Papa Giovanni XXIII aveva osservato: 'Poco prima che il Curato d'Ars concludesse la sua lunga carriera piena di meriti, la Vergine Immacolata era apparsa, in un'altra regione di Francia, ad una fanciulla umile e pura, per trasmetterle un messaggio di preghiera e di penitenza, di cui è ben nota, da un secolo, l'immensa risonanza spirituale. In realtà la vita del santo sacerdote, di cui celebriamo il ricordo, era in anticipo un'illustrazione vivente delle grandi verità soprannaturali insegnate alla veggente di Massabielle. Egli stesso aveva per l'Immacolata Concezione della Santissima Vergine una vivissima devozione, lui che nel 1836 aveva consacrato la sua parrocchia a Maria concepita senza peccato, e doveva accogliere con tanta fede e gioia la definizione dogmatica del 1854'. Il Santo Curato ricordava sempre ai suoi fedeli che 'Gesù Cristo dopo averci dato tutto quello che ci poteva dare, vuole ancora farci eredi di quanto egli ha di più prezioso, vale a dire della sua Santa Madre'".

  "Alla Vergine Santissima affido questo Anno Sacerdotale, chiedendole di suscitare nell'animo di ogni presbitero un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo ed alla Chiesa che ispirarono il pensiero e l'azione del Santo Curato d'Ars. Con la sua fervente vita di preghiera e il suo appassionato amore a Gesù crocifisso Giovanni Maria Vianney alimentò la sua quotidiana donazione senza riserve a Dio e alla Chiesa. Possa il suo esempio suscitare nei sacerdoti quella testimonianza di unità con il Vescovo, tra loro e con i laici che è, oggi come sempre, tanto necessaria. Nonostante il male che vi è nel mondo, risuona sempre attuale la parola di Cristo ai suoi Apostoli nel Cenacolo: 'Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo' (Gv 16,33). La fede nel Maestro divino ci dà la forza per guardare con fiducia al futuro. Cari sacerdoti, Cristo conta su di voi. Sull'esempio del Santo Curato d'Ars, lasciatevi conquistare da Lui e sarete anche voi, nel mondo di oggi, messaggeri di speranza, di riconciliazione, di pace!".
BXVI-LETTERA/ANNO SACERDOTALE/...                VIS 20090618 (4020)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita "ad Limina Apostolorum":

Il Vescovo José Sotero Valero Ruz, di Guanare.

Il Vescovo Ramón José Aponte Fernández, di Valle de la Pascua.

Il Vescovo Jorge Anibal Quintero Chacón, di Margarita.

Il Vescovo Ramón José Viloria Pinzón, di Puerto Cabello.

Sua Santità Abuna Paulos, Patriarca della Chiesa Ortodossa di Etiopia.
AL:AP/.../...                                 VIS 20090618 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Maribor (Slovenia), presentata dal Vescovo Jozef Smej, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Juan Manuel Mancilla Sánchez, Vescovo di Texcoco (superficie:1.139; popolazione: 1.578.718; cattolici: 1.355.000; sacerdoti: 144; religiosi: 317; diaconi permanenti: 17), Messico. E' stato finora Vescovo di Ciudad Obregón (Messico).

- Ha nominato il Vescovo Christopher Prowse, Vescovo di Sale (superficie: 44.441; popolazione: 373.000; cattolici: 92.700; sacerdoti: 42; religiosi: 44; diaconi permanenti: 5), Australia. E' stato finora Vescovo Ausiliare di Melbourne (Australia).

- Ha nominato l'Arcivescovo Giacinto Berloco, Nunzio Apostolico in Belgio. E' stato finora Nunzio Apostolico in Venezuela.
RE:NER:NN/.../...                                   VIS 20090618 (120)

mercoledì 17 giugno 2009

COMUNICATO RIUNIONE VESCOVI AUSTRIA CON IL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2009 (VIS). Nella giornata di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il Comunicato che segue relativo all’incontro in Vaticano del Santo Padre e dei Capi di alcuni Dicasteri della Curia Romana con un gruppo di Vescovi austriaci, nei giorni 15 a 16 giugno.

  “In tale riunione, caratterizzata da vivo ‘affetto collegiale’, sono stati affrontati, in un dialogo fraterno e in spirito costruttivo, alcuni temi riguardanti la situazione della diocesi di Linz e della Chiesa in Austria, prospettando soluzioni per i problemi in atto”.

  “Il Santo Padre ha richiamato l’urgenza dell’approfondimento della fede e della fedeltà integrale al Concilio Vaticano II e al Magistero post-conciliare della Chiesa, e del rinnovamento della catechesi alla luce del Catechismo della Chiesa Cattolica”.

  “Inoltre, si è parlato di questioni dottrinali e pastorali e della situazione del clero, del laicato, dei Seminari maggiori e delle Facoltà teologiche a Linz ed in altre diocesi dell’Austria”.

  “I Vescovi austriaci hanno ringraziato il Santo Padre per la sua sollecitudine paterna e per questo incontro, segno della sua vicinanza alla Chiesa in Austria e lo hanno assicurato della loro piena comunione e del loro affetto. I Vescovi austriaci rendono grazie anche alla Curia Romana per la fruttuosa collaborazione e la disponibilità”.

  All’incontro hanno partecipato: il Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Wien e Presidente della Conferenza Episcopale Austriaca; l’Arcivescovo Alois Kothgasser, di Salzburg; il Vescovo Egon Kapellari, di Graz-Seckau, Vice-Presidente della Conferenza Episcopale Austriaca ed il Vescovo Ludwig Schwarz, di Linz.

  Era presente anche l’Arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen, Nunzio Apostolico in Austria e i seguenti Capi Dicastero: Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; Cardinale Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero; Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica; Cardinale Stanisław Ryłko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.
OP/INCONTRO VESCOVI AUSTRIA/...                       VIS 20090617 (330)


CIRILLO E METODIO PERENNE ESEMPIO INCULTURAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2009 (VIS). I Santi Cirillo e Metodio, Apostoli degli Slavi e Compatroni d’Europa, sono stati i protagonisti della catechesi del Santo Padre per l’Udienza Generale di questo Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

  Il Papa ha tracciato la biografia dei due fratelli ricordando che: “Cirillo nacque a Tessalonica dal magistrato imperiale Leone nell’826/827” e ricevette un’ottima formazione umanistica. “Dopo aver rifiutato un brillante matrimonio, decise di ricevere gli ordini sacri e divenne ‘bibliotecario’ presso il Patriarcato. (...) Nel frattempo, il fratello Michele (nato nell’815 ca.), dopo una carriera amministrativa in Macedonia, verso l’anno 850 abbandonò il mondo per ritirarsi a vita monastica sul monte Olimpo in Bitinia, dove ricevette il nome di Metodio (...). Attratto dall’esempio del fratello, anche Cirillo decise di lasciare l’insegnamento per recarsi sul monte Olimpo a meditare e a pregare”.

  “Alcuni anni più tardi però, (861 ca.), il governo imperiale lo incaricò di una missione presso i khazari del Mare di Azov, i quali chiedevano che fosse loro inviato un letterato che sapesse discutere con gli ebrei e i saraceni. Cirillo, accompagnato dal fratello Metodio, sostò a lungo in Crimea, dove imparò l’ebraico”.

  “Giunti a Costantinopoli, i due fratelli furono inviati in Moravia dall’imperatore Michele III, al quale il principe moravo Ratislao aveva rivolto una precisa richiesta: ‘Il nostro popolo – gli aveva detto – da quando ha respinto il paganesimo, osserva la legge cristiana; però non abbiamo un maestro che sia in grado di spiegarci la vera fede nella nostra lingua’”.

  “La missione” – ha detto il Papa – “ebbe ben presto un successo insolito. Traducendo la liturgia nella lingua slava, i due fratelli guadagnarono una grande simpatia presso il popolo. Questo, però, suscitò nei loro confronti l’ostilità del clero franco, che era arrivato in precedenza in Moravia e considerava il territorio come appartenente alla propria giurisdizione ecclesiale. Per giustificarsi, nell’867 i due fratelli si recarono a Roma. Durante il viaggio si fermarono a Venezia, dove ebbe luogo un’animata discussione con i sostenitori della cosiddetta ‘eresia trilingue’: costoro ritenevano che vi fossero solo tre lingue in cui si poteva lecitamente lodare Dio: l’ebraica, la greca e la latina”.

  “Ovviamente, a ciò i due fratelli si opposero con forza. A Roma Cirillo e Metodio furono ricevuti dal Papa Adriano II, che (...) aveva anche compreso la grande importanza della loro eccezionale missione. (...) Il Papa intuì che i popoli slavi avrebbero potuto giocare il ruolo di ponte fra Oriente ed Occidente, contribuendo così a conservare l’unione tra i cristiani dell’una e dell’altra parte dell’Impero. Egli quindi non esitò ad approvare la missione dei due Fratelli nella Grande Moravia, accogliendo l’uso della lingua slava nella liturgia”.

  “Purtroppo a Roma Cirillo s’ammalò gravemente” e ivi “morì il 14 febbraio 869. Fedele all’impegno assunto col fratello, nell’anno 870 Metodio ritornò in Moravia e in Pannonia (oggi Ungheria)” dove “si adoperò attivamente nella organizzazione della Chiesa, curando la formazione di un gruppo di discepoli”. Morì il 6 aprile 885.

  “Volendo ora riassumere in breve il profilo spirituale dei due Fratelli, si deve innanzitutto registrare la passione con cui Cirillo si avvicinò agli scritti di san Gregorio Nazianzeno, apprendendo da lui il valore della lingua nella trasmissione della Rivelazione. (...) Già alcuni anni prima che il principe di Moravia venisse a chiedere all’imperatore Michele III l’invio di missionari nella sua terra, sembra che Cirillo e il fratello Metodio, attorniati da un gruppo di discepoli, stessero lavorando al progetto di raccogliere i dogmi cristiani in libri scritti in lingua slava. Apparve allora chiaramente l’esigenza di nuovi segni grafici, più aderenti alla lingua parlata: nacque così l’alfabeto glagolitico che, successivamente modificato, fu poi designato col nome di ‘cirillico’ in onore del suo ispiratore”.

  “Cirillo e Metodio erano convinti che i singoli popoli non potessero ritenere di aver ricevuto pienamente la Rivelazione finché non l’avessero udita nella propria lingua e letta nei caratteri propri del loro alfabeto. (...) “Cirillo e Metodio costituiscono un esempio classico di ciò che oggi si indica col termine ‘inculturazione’: ogni popolo deve calare nella propria cultura il messaggio rivelato ed esprimerne la verità salvifica con il linguaggio che gli è proprio. (...) Di ciò” – ha concluso il Pontefice – “i due santi Fratelli hanno lasciato una testimonianza quanto mai significativa, alla quale la Chiesa guarda anche oggi per trarne ispirazione ed orientamento”.
AG/CIRILLO:METODIO/....                           VIS 20090617 (720)


IMPORTANZA RELIGIONI, SOLLECITUDINE CHIESE ORIENTALI

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2009 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, il Papa ha salutato un gruppo di rappresentanti religiosi che partecipano a Roma ad una Conferenza Internazionale di dialogo interreligioso.

  “Raccomando questa iniziativa promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana con il Ministero degli Affari Esteri italiano. Confido” – ha detto il Papa – “che si farà tutto il possibile per richiamare l’attenzione dei responsabili politici del mondo sull’importanza delle religioni nell’ambito del tessuto sociale di ogni società e al grave dovere di assicurare che le loro deliberazioni e politiche promuovano il bene comune”.

  Il Santo Padre ha successivamente presentato la Delegazione Siro-Cattolica guidata dal Patriarca della Chiesa di Antiochia dei siro-cattolici, Sua Beatitudine Mar Ignace Youssef III Younan, “accompagnato, in questa sua prima visita ufficiale, dai Patriarchi emeriti, dai Vescovi e da fedeli provenienti dal Medio Oriente e da diverse parti del mondo, dove risiedono i siro-cattolici mantenendo un vivo legame con la tradizione orientale cristiana e il Vescovo di Roma”.

  “Saluto con affetto il venerato Patriarca Youssef, al quale ho già concesso la ‘communio ecclesiastica’ che, a norma dei sacri canoni, mi aveva chiesto appena eletto, e tale comunione troverà pubblica significazione nella Divina Liturgia in rito siro-antiocheno, che si terrà domani nella Basilica di Santa Maria Maggiore, alla quale assisterà come mio Rappresentante il Signor Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali”.

  “Mentre assicuro per Lei, venerato Fratello, e per quanti La accompagnano” – ha concluso il Pontefice – “la mia preghiera, vorrei nel contempo esprimere la mia sollecitudine e considerazione a tutte le Chiese Orientali Cattoliche, incoraggiandole a proseguire la missione ecclesiale, pur tra mille difficoltà, per edificare ovunque l'unità e la pace”.
AG/DIALOGO INTERRELIGIOSO:SIRO-CATTOLICI/...          VIS 20090617 (290)


ORDINAZIONI FRATERNITÀ SAN PIO X TUTTORA ILLEGGITTIME


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  “In risposta alle frequenti domande giunte in questi giorni a proposito delle ordinazioni sacerdotali della Fraternità San Pio X in programma alla fine di giugno, non vi è che da rinviare a quanto affermato dal Santo Padre nella Sua Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica dello scorso 10 marzo: ‘Finché la Fraternità (San Pio X) non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa (...) finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri (...) non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa’. Le ordinazioni sono quindi da considerarsi tuttora illegittime”.

  “Nella stessa Lettera, il Papa ha annunciato la Sua intenzione di provvedere a un nuovo status della Commissione ‘Ecclesia Dei’ in collegamento con la Congregazione per la Dottrina della Fede. Vi è ragione di pensare che la definizione di tale nuovo status sia prossima. Ciò costituisce la premessa per l'avvio del dialogo con i responsabili della Fraternità San Pio X in vista dell'auspicato chiarimento delle questioni dottrinali e, conseguentemente, anche disciplinari, che rimangono tuttora aperte”.
OP/ORDINAZIONI/FRATERNITÀ SAN PIO X                   VIS 20090617 (230)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L’Arcivescovo Khalil Abi-Nader, emerito di Bairut dei Maroniti (Libano), il 14 giugno, all’età di 87 anni.

- Il Vescovo Luc Alfons De Hovre, S.I., già Ausiliare di Mechelen-Brussel (Belgio), il 4 giugno, all’età di 83 anni.

- Il Vescovo Livio Reginaldo Fischione, O.F.M.Cap., già Vicario Apostolico di Riohacha (Colombia), il 10 giugno, all’età di 84 anni.
- Il Vescovo Fidane-Mariam Teklehaimanot, emerito di Adigrat (Etiopia), il 2 giugno, all’età di 75 anni.
.../DEFUNTI/...                                           VIS 20090617 (100)

martedì 16 giugno 2009

VISITA PASTORALE DI BENEDETTO XVI A SAN GIOVANNI ROTONDO

CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2009 (VIS). Domenica 21 giugno, il Santo Padre Benedetto XVI compirà una visita pastorale a San Giovanni Rotondo.

  La partenza in elicottero è prevista alle ore 8:00 e, alle 9:15, l’arrivo nel Campo sportivo "Antonio Massa".

  Alle 9:35 il Santo Padre compirà una visita privata al Santuario di Santa Maria delle Grazie per la Venerazione delle spoglie di San Pio da Pietrelcina nella Cripta.

  Alle 10:30 Benedetto XVI presiederà la Concelebrazione Eucaristica sul Sagrato della Chiesa di San Pio da Pietrelcina, terrà l’omelia e guiderà la recita dell’Angelus Domini.

  Nel pomeriggio, alle 16:45 è in programma un incontro con gli ammalati, il personale medico e i dirigenti dell’Ospedale della “Casa Sollievo della Sofferenza”, l’ospedale fondato da Padre Pio nel 1956.

  Alle 17:30 il Papa incontrerà i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i giovani nella Chiesa di San Pio da Pietrelcina.

  Infine, alle 18:30, il Santo Padre ripartirà in elicottero dal Campo sportivo "Antonio Massa" per il Vaticano, dove giungerà un’ora dopo.
BXVI-PROGRAMMA/.../SAN GIOVANNI ROTONDO               VIS 20090616 (180)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Patabendige Don Alberto Malcolm Ranjith, Arcivescovo di Colombo (superficie: 3.838; popolazione: 5.760.248; cattolici: 652.000; sacerdoti: 497; religiosi: 1.242), Sri Lanka. Finora Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, succede all’Arcivescovo Oswald Thomas Colman Gomis, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d’età.
- Ha nominato il Padre Teemu Sippo, S.C.I., Vescovo di Helsinki (superficie: 338.145; popolazione: 5.296.897; cattolici: 9.859; sacerdoti: 21; religiosi: 48; diaconi permanenti: 1), Finlandia. Il Vescovo eletto, finora Amministratore diocesano della medesima Diocesi, è nato nel 1947 a Lathi (Finlandia), ha emesso la prima professione nella Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, Dehoniani, nel 1970 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.

- Ha nominato il Padre Joseph Augustine Di Noia, O.P., Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L’Arcivescovo eletto, finora Sotto-Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, è nato a New York (Stati Uniti d’America), nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote nell’Ordine Domenicano nel 1970.
NER:RE:NA/.../...                                 VIS 20090616 (210)


lunedì 15 giugno 2009

ECONOMIA MODERNA RISPETTOSA DIRITTI DEI PIÙ DEBOLI

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i membri della Fondazione “Centesimus Annus-Pro Pontifice”, al termine della riunione annuale.

  “L’odierno nostro incontro” – ha detto il Papa – “assume un significato e un valore particolare alla luce della situazione che vive in questo momento l’intera umanità. In effetti, la crisi finanziaria ed economica che ha colpito i Paesi industrializzati, quelli emergenti e quelli in via di sviluppo, mostra in modo evidente come siano da ripensare certi paradigmi economico-finanziari che sono stati dominanti negli ultimi anni”.

  “Bene ha fatto, quindi, la vostra Fondazione ad affrontare, nel Convegno internazionale svoltosi ieri, il tema della ricerca e della individuazione di quali siano i valori e le regole a cui il mondo economico dovrebbe attenersi per porre in essere un nuovo modello di sviluppo più attento alle esigenze della solidarietà e più rispettoso della dignità umana”.

  “Sono lieto di apprendere che avete esaminato, in particolare, le interdipendenze tra istituzioni, società e mercato partendo, in accordo con l’Enciclica ‘Centesimus annus’ del mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II, dalla riflessione secondo la quale l’economica di mercato, intesa quale ‘sistema economico che riconosce il ruolo fondamentale e positivo dell’impresa, del mercato, della proprietà privata e della conseguente responsabilità per i mezzi di produzione, della libera creatività umana nel settore dell’economia’ (n. 42), può essere riconosciuta come via di progresso economico e civile solo se orientata al bene comune”.

  “Tale visione” – ha ricordato il Pontefice – “però deve anche accompagnarsi all’altra riflessione secondo la quale la libertà nel settore dell’economica deve inquadrarsi ‘in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale’, una libertà responsabile ‘il cui centro è etico e religioso”.

  “Auspico” – ha detto il Papa al membri della “Centesimus Annus-Pro Pontifice” – “che le indagini sviluppate nei vostri lavori, ispirandosi agli eterni principi del Vangelo, elaborino una visione dell’economia moderna rispettosa dei bisogni e dei diritti dei deboli”.

  “Come sapete” – ha concluso il Pontefice – “verrà prossimamente pubblicata la mia Enciclica dedicata proprio al vasto tema dell’economia e del lavoro: in essa verranno posti in evidenza quelli che per noi cristiani sono gli obbiettivi da perseguire e i valori da promuovere e difendere instancabilmente, al fine di realizzare una convivenza umana veramente libera e solidale”.
AC/.../CENTESIMUS ANNUS                                    VIS 20090615 (390)


CARDINALE GLEMP INVIATO SPECIALE MILLENNIO SAN BRUNO


CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2009 (VIS). Oggi è stata pubblicata la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Józef Glemp, Arcivescovo emerito di Varsavia (Polonia), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del millennio della morte di San Bruno, in programma a Lomza e a Gizycko (Polonia), dal 19 al 21 giugno 2009.

  La missione che accompagnerà il Cardinale Glemp è composta dal: Monsignor Zygmunt Zukowski, Canonico del Capitolo della Cattedrale di Lomza e dal Monsignore Edmund Szczepan Lagód, Canonico Decano del Capitolo della Concattedrale di Goldapia e Docente presso l’Istituto Superiore Cattolico della Diocesi di Elk.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/GLEMP                   VIS 20090615 (110)


CORPUS DOMINI: ATTESTAZIONE CHE DIO È AMORE


CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2009 (VIS). Prima della recita dell’Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che: “Si celebra oggi in diversi Paesi, tra i quali l’Italia, il ‘Corpus Domini’, la festa dell’Eucaristia, in cui il Sacramento del Corpo del Signore viene portato solennemente in processione”.

  Al centro di questa solennità “sta il segno del pane, frutto della terra e del cielo. Perciò il pane eucaristico è il segno visibile di Colui nel quale cielo e terra, Dio e uomo sono diventati una cosa sola”.

  “La solennità del Corpus Domini” – ha spiegato il Pontefice – “è intimamente legata alla Pasqua e alla Pentecoste: la morte e risurrezione di Gesù e l’effusione dello Spirito Santo ne sono i presupposti. È inoltre immediatamente collegata alla festa della Trinità, celebrata domenica scorsa. Solamente perché Dio stesso è relazione, ci può essere rapporto con Lui; e soltanto perché è amore può amare ed essere amato. Così il Corpus Domini è una manifestazione di Dio, un’attestazione che Dio è amore. In un modo unico e peculiare, questa festa ci parla dell’amore divino, di ciò che è e di ciò che fa”.

  “L’amore trasforma ogni cosa” – ha sottolineato Benedetto XVI – “e dunque si capisce che al centro dell’odierna festa del Corpus Domini ci sia il mistero della transustanziazione, segno di Gesù-Carità che trasforma il mondo. Guardando Lui e adorandoLo, noi diciamo: sì, l’amore esiste, e poiché esiste, le cose possono cambiare in meglio e noi possiamo sperare”.
  “È la speranza che proviene dall’amore di Cristo” – ha sottolineato ancora il Papa – “a darci la forza di vivere e di affrontare le difficoltà. Per questo cantiamo, mentre portiamo in processione il Santissimo Sacramento; cantiamo e lodiamo Dio che si è rivelato nascondendosi nel segno del pane spezzato. Di questo Pane abbiamo tutti bisogno, perché lungo e faticoso è il cammino verso la libertà, la giustizia e la pace”.

  “Possiamo immaginare con quanta fede e amore la Madonna avrà ricevuto e adorato nel suo cuore la santa Eucaristia!” – ha esclamato il Papa – “Ogni volta era per Lei come rivivere tutto il mistero del suo Figlio Gesù: dal concepimento fino alla risurrezione. ‘Donna eucaristica’ l’ha chiamata il mio venerato e amato Predecessore Giovanni Paolo II. Impariamo da Lei a rinnovare continuamente la nostra comunione con il Corpo di Cristo, per amarci gli uni gli altri come Lui ha amato noi”.
ANG/CORPUS DOMINI/...                               VIS 20090615 (410)


PROVVEDIMENTI E SCELTE STRATEGICHE CONTRO LA FAME


CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2009 (VIS). A conclusione della recita dell’Angelus, il Papa ha ricordato che nei giorni dal 24 al 26 giugno prossimo “si terrà a New York la Conferenza delle Nazioni Unite sulla crisi economica e finanziaria ed il suo impatto sullo sviluppo”.

  “Invoco sui partecipanti alla Conferenza” – ha detto il Papa – “come pure sui responsabili della cosa pubblica e delle sorti del pianeta, lo spirito di sapienza e di umana solidarietà, affinché l’attuale crisi si trasformi in opportunità, capace di favorire una maggiore attenzione alla dignità di ogni persona umana e promuovere un’equa distribuzione del potere decisionale e delle risorse, con particolare attenzione al numero, purtroppo sempre crescente, dei poveri”.

  “In questo giorno” – ha proseguito il Pontefice – “in cui in Italia e in molte altre Nazioni si celebra la festa del ‘Corpus Domini’, ‘Pane della vita’, come ho appena menzionato, desidero ricordare specialmente le centinaia di milioni di persone che soffrono la fame. E’ una realtà assolutamente inaccettabile, che stenta a ridimensionarsi malgrado gli sforzi degli ultimi decenni. Auspico, dunque, che in occasione della prossima Conferenza ONU e in sede delle istituzioni internazionali siano assunti provvedimenti condivisi dall’intera comunità internazionale e vengano compiute quelle scelte strategiche, talvolta non facili da accettare, che sono necessarie per assicurare a tutti, nel presente e nel futuro, gli alimenti fondamentali e una vita dignitosa”.

  Infine Benedetto XVI ha ricordato che: “Venerdì prossimo, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, Giornata di Santificazione Sacerdotale, avrà inizio l’Anno Sacerdotale da me voluto in coincidenza con il 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars. Affido alle vostre preghiere questa nuova iniziativa spirituale, che seguirà l’Anno Paolino ormai avviato verso la sua conclusione. Possa questo nuovo anno giubilare costituire un’occasione propizia per approfondire il valore e l’importanza della missione sacerdotale e per domandare al Signore di far dono alla sua Chiesa di numerosi e santi sacerdoti”.
ANG/CRISI ECONOMICA:SACEDOTI/...                       VIS 20090615 (320)



UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Una Delegazione dei Vescovi austriaci, guidata dal Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Vienna.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

Il Vescovo Gustavo García Naranjo, di Guarenas.

Il Vescovo Jesús Alfonso Guerriero Contreras, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Caroní.

Il Signor Pekka Ojanen, Ambasciatore di Finlandia, in visita di congedo.

  Sabato 13 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L’Arcivescovo Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Mario del Valle Moronta Rodríguez, di San Cristóbal de Venezuela

    - Il Vescovo Freddy Jesús Fuenmayor Suárez, di Los Teques, Amministratore Apostolico di Maracay.

    - Il Vescovo Joaquín José Morón Hidalgo, di Acarigua-Araure.
AP:AL/.../...                                      VIS 20090615 (140)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Thomas Löhr, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Limburg (superficie: 6.182; popolazione: 2.360.000; cattolici: 677.400; sacerdoti: 493; religiosi: 1.011; diaconi permanenti: 67), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato a Frankfurt (Repubblica Federale di Germania), nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. E’ stato finora Direttore dell’Ufficio Pastorale e Canonico del Capitolo Cattedrale di Limburg. Succede al Vescovo Gerhard Pieschl, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Dottor Patrizio Polisca, Vice Direttore della Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Ha nominato il Dottore Renato Buzzonetti, Archiatra Pontificio emerito.

  Sabato 13 giugno è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Heriberto Andrés Bodeant Fernández, Vescovo di Melo (superficie: 24.000; popolazione: 153.700; cattolici: 122.400; sacerdoti: 18; religiosi: 47; diaconi permanenti; 2), Uruguay. Finora Vescovo Ausiliare di Salto (Uruguay), succede al Vescovo Luís Del Castillo Estrada, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignore Krzysztof Nitkiewicz, Vescovo di Sandomierz (superficie: 7.850; popolazione: 724.237; cattolici: 703.037; sacerdoti: 619; religiosi: 483), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Bialystok (Polonia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E’ stato finora Sotto-Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Ha eretto la Diocesi di Oberá (Argentina), con territorio dismembrato dalle Diocesi di Posadas e di Puerto-Iguazú rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Corrientes.

- Ha nominato il Vescovo Victor Selvino Arenhart, primo Vescovo di Oberá (superficie: 8.717: popolazione: 270.000; cattolici: 200.000: sacerdoti: 27; diaconi permanenti: 15), Argentina. Il Vescovo Selvino Arenhart è stato finora Vicario Generale della Diocesi di Posadas (Argentina).

- Ha nominato il Cardinale Francis Arinze, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Suo Inviato Speciale alla IX Assemblea Plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia, che avrà luogo a Manila (Filippine), dall’11 al 16 agosto 2009.

- Ha nominato Presidente della Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino, il Monsignore Lluis Clavell, della Prelatura Personale della Santa Croce e Opus Dei, Membro del Consiglio Accademico e Consultore del Pontificio Consiglio della Cultura.

- Ha nominato Cerimoniere Pontificio, il Monsignore Marco Agostini, Officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato.

- Ha nominato Consultori della Congregazione delle Cause dei Santi: Don Jesús Manuel García Gutiérrez, S.D.B., Docente presso la Pontificia Università Salesiana; Don Francesco Motto, S.D.B., Membro dell’Istituto Storico Salesiano; Don Aimable Musoni, S.D.B., Docente presso la Pontificia Università Salesiana; il Padre Zdzislaw Józef Kijas, O.F.M.Conv., Preside della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura”; Padre Gabriele Ingegneri, O.F.M.Cap., Membro dell’Istituto Storico dei Cappuccini; il Professor Ulderico Parente, Docente presso la Libera Università degli Studi “San Pio V” ed il Professor Francesco Ricciardi Celsi, Docente presso la Libera Università Maria Santissima Assunta.

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali: il Professor Francesco Casetti, Docente ordinario di Filmologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Italia), dove anche dirige il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo; il Signor Alvito Joseph Socorro de Souza, Segretario Generale di Signis-World (Belgio).
NER:RE:ECE:NA/.../...                               VIS 20090615 (570)


venerdì 12 giugno 2009

RINNOVARE FEDE PRESENZA REALE CRISTO NELL’EUCARISTIA


CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2009 (VIS). Alle 19:00 di oggi, Solennità del Corpus Domini, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato l’Eucaristia sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano e successivamente ha presieduto la Processione Eucaristica che percorrendo Via Merulana ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Nell’omelia il Papa ha commentato le parole che il sacerdote pronuncia al momento della Consacrazione: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”.

“Mi rivolgo particolarmente a voi, cari sacerdoti” – ha detto il Papa – “Divenire Eucaristia! Sia proprio questo il nostro costante desiderio e impegno, perché all’offerta del corpo e del sangue del Signore che facciamo sull’altare, si accompagni il sacrificio della nostra esistenza. Ogni giorno, attingiamo dal Corpo e Sangue del Signore quell’amore libero e puro che ci rende degni ministri del Cristo e testimoni della sua gioia. E’ ciò che i fedeli attendono dal sacerdote: l’esempio cioè di una autentica devozione per l’Eucaristia; amano vederlo trascorrere lunghe pause di silenzio e di adorazione dinanzi a Gesù come faceva il santo Curato d’Ars, che ricorderemo in modo particolare durante l’ormai imminente Anno Sacerdotale”.

“Con la consapevolezza di essere inadeguati a causa dei peccati, ma bisognosi di nutrirci dell’amore che il Signore ci offre nel sacramento eucaristico, rinnoviamo questa sera la nostra fede nella reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. Non bisogna dare per scontata questa fede!”.

“C’è oggi” – ha affermato il Papa – “il rischio di una secolarizzazione strisciante anche all’interno della Chiesa, che può tradursi in un culto eucaristico formale e vuoto, in celebrazioni prive di quella partecipazione del cuore che si esprime in venerazione e rispetto per la liturgia”.

“E’ sempre forte la tentazione” – ha proseguito il Pontefice – “di ridurre la preghiera a momenti superficiali e frettolosi, lasciandosi sopraffare dalle attività e dalle preoccupazioni terrene”.

“Con l’Eucaristia”- ha sottolineato Benedetto XVI – “dunque il cielo viene sulla terra, il domani di Dio si cala nel presente e il tempo è come abbracciato dall’eternità divina”.

“Cari fratelli e sorelle, come ogni anno, al termine della Santa Messa, si snoderà la tradizionale processione eucaristica ed eleveremo, con le preghiere e i canti, una corale implorazione al Signore presente nell’ostia consacrata. Gli diremo a nome dell’intera Città: Resta con noi Gesù, facci dono di te e dacci il pane che ci nutre per la vita eterna! Libera questo mondo dal veleno del male, della violenza e dell’odio che inquina le coscienze, purificalo con la potenza del tuo amore misericordioso”.

Durante la processione eucaristica, che si è snodata lungo Via Merulana ed ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore, migliaia di fedeli hanno accompagnato con preghiera e canti, il Santissimo Sacramento, di fronte al quale era inginocchiato il Papa, in un’auto scoperta.
HML/EUCARISTIA/... VIS 20090612 (460)

CONGRESSO RELIGIOSE IN RETE CONTRO TRATTA DELLE PERSONE


CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione del "Congresso 2009: Religiose in rete contro la tratta delle persone", organizzato dall’Unione Internazionale Superiore Generali (UISG) e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), che si terrà a Roma dal 15 al 18 giugno 2009, presso l’Istituto Fratelli delle Scuole Cristiane.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: Padre Eusebio Hernández Sola, O.A.R., Capo Ufficio presso la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; Suor Victoria Gonzáles de Castejón, R.S.C.J., Segretaria Generale dell’UISG; la Dottoressa Carmela Godeau, Vice-Capomissione OIM, Roma; Suor Bernadette Sangma, FMA e il Dottor Stefano Volpicelli, OIM.

“Il problema della ‘tratta degli esseri umani’” – ha detto Padre Hernández Sola – “costituisce una nuova forma di schiavitù del ventunesimo secolo, che lede la dignità e la libertà di tante donne e minori, ma oggi anche giovani e uomini, provenienti per lo più da Paesi poveri. (...) Questa nuove forme di povertà ci ricordano che la vita religiosa è chiamata, per vocazione, a svolgere un ruolo profetico nella società e nella chiesa d’oggi. Una nuova fantasia della carità deve portare la vita consacrata sulle nuove frontiere dell’evangelizzazione, delle nuove forme di povertà, e tra le più gravi la perdita della propria dignità”.

Suor Suor Bernadette Sangma ha spiegato che la presa di coscienza del fenomeno del traffico di essere umani sembra aumentare “in quanto alcune Congregazioni, in questi ultimi anni, hanno adottato il contrasto alla tratta come propria deliberazione capitolare rendendolo come mandato obbligatorio per i membri della loro Congregazione: tra essi anche qualche ordine maschile”.

“Data la complessità dei fattori che intervengono nella tratta di persone, il lavoro in rete in questo campo non è un’opzione libera, bensì una necessità, se ci si vuole impegnare in modo strategico. Le bande criminali che depredano donne e bambini sono altamente organizzate e collegate tra loro, da una parte all’altra del mondo. Solo attraverso la strategia della rete che colleghi i paesi di origine delle vittime, i paesi di transito e di destinazione, sarà possibile porre a punto gli strumenti per impedire che le persone più deboli e vulnerabili si trasformino in merce umana”.

Il progetto di collaborazione fra la UISG e l’OIM negli ultimi sei anni è stato per le religiose, ha affermato Suor Victoria Gonzáles de Castejón, “un’opportunità propizia per attuare concretamente l’intento dell’Unione e ampliare le nostre azioni di contrasto alla tratta da parte delle religiose e delle Congregazioni religiose femminili. Cercando di fare un bilancio del lavoro realizzato, emerge evidente la ricchezza dello scambio e della complementarità nella collaborazione tra i due organismi che rappresentano il volto pubblico e quello privato, il laico e la religiosa nella comune causa di difesa della vita delle persone che vivono nelle situazioni di gravi povertà e marginalità”.
OP/TRAFFICO ESSERI UMANI/UISG VIS 20090612 (480)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Gregory Michael Aymond, Arcivescovo Metropolita di New Orleans (superficie: 10.898; popolazione: 1.069.428; cattolici: 384.994; sacerdoti: 369; religiosi: 721; diaconi permanenti: 183), Stati Uniti d’America. L’Arcivescovo eletto è nato a New Orleans (Stati Uniti d’America), nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1975 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1997. Finora Vescovo di Austin (Stati Uniti d’America), succede all’Arcivescovo Alfred Clifton Hughes, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/AYMOND:HUGHES VIS 20090612 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L’Arcivescovo Ubaldo Ramón Santana Sequera, F.M.I., di Maracaibo con l’Ausiliare Vescovo Cástor Oswaldo Azuaje Pérez, O.C.D.

- L’Arcivescovo Antonio José López Castillo, di Barquisimeto con l'Arcivescovo emerito Tulio Manuel Chirivella Varala.

- Il Vescovo Vicente Ramón Hernández Peña, di Trujillo.

- Il Vescovo Enrique Pérez Lavado, di Maturin, Amministratore Apostolico di Carúpano.

- L’Arcivescovo Reinaldo Del Prette Lissot, di Valencia en Venezuela

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza l’Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../... VIS 20090612 (130)

mercoledì 10 giugno 2009

SCOTO: TENTATIVO ESPRIMERE INDICIBILE DIO VERBO INCARNATO


CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2009 (VIS). Nella catechesi per l’Udienza Generale di questo Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, Papa Benedetto si è soffermato sulla figura di Giovanni Scoto Eriugena “notevole pensatore dell’Occidente cristiano”, nato in Irlanda agli inizi dell’800 e morto intorno all’anno 870.

“Non sappiamo quando abbia lasciato la sua Isola” – ha detto il Papa – “per attraversare la Manica ed entrare così a far parte pienamente di quel mondo culturale che stava rinascendo intorno ai Carolingi, e in particolare intorno a Carlo il Calvo, nella Francia del IX secolo. (...) Giovanni Scoto Eriugena aveva una cultura patristica, sia greca che latina, di prima mano. (...) Dimostrò un’attenzione particolarissima per San Massimo il Confessore, e soprattutto per Dionigi l’Areopagita. (...) che qualificava (...) ‘autore divino’ per eccellenza; gli scritti di lui furono perciò una fonte eminente del suo pensiero. Giovanni Scoto tradusse in latino le sue opere. I grandi teologi medioevali, come San Bonaventura, hanno conosciuto le opere di Dioniso tramite questa traduzione”. Duns Scoto “si dedicò per tutta la vita ad approfondire e sviluppare il suo pensiero (...)”.

“In verità, il lavoro teologico di Giovanni Scoto non ebbe molta fortuna. Non solo la fine dell’era carolingia fece dimenticare le sue opere; anche una censura dell’Autorità ecclesiastica gettò un’ombra sulla sua figura. In realtà, Giovanni Scoto rappresenta un platonismo radicale, che qualche volta sembra avvicinarsi ad una visione panteistica, anche se le sue intenzioni personali soggettive furono sempre ortodosse”.

“Di Giovanni Scoto Eriugena” – ha proseguito il Pontefice – “ci sono giunte alcune opere, tra le quali meritano di essere ricordate, in particolare, il trattato ‘Sulla divisione della natura’ e le ‘Esposizioni sulla gerarchia celeste di san Dionigi’”.

“Egli vi sviluppa stimolanti riflessioni teologiche e spirituali” – ha affermato Benedetto XVI - “che potrebbero suggerire interessanti approfondimenti anche ai teologi contemporanei. Mi riferisco, ad esempio, a quanto egli scrive sul dovere di esercitare un discernimento appropriato su ciò che viene presentato come ‘auctoritas vera’, oppure sull’impegno di continuare a cercare la verità fino a che non se ne raggiunga una qualche esperienza nell’adorazione silenziosa di Dio”.

“La Scrittura” - sostiene il teologo irlandese – “fu data da Dio (...), perché l’uomo potesse ricordare tutto ciò che gli era stato impresso nel cuore fin dal momento della sua creazione ‘ad immagine e somiglianza di Dio’ (cfr Gn 1,26) e che la caduta originale gli aveva fatto dimenticare. (...) ‘Grazie ad essa infatti la nostra natura razionale può essere introdotta nei segreti dell’autentica pura contemplazione di Dio’. La Parola della Sacra Scrittura” – ha aggiunto il Pontefice – “purifica la nostra ragione un po’ cieca e ci aiuta a ritornare al ricordo di ciò che noi, in quanto immagine di Dio, portiamo nel nostro cuore, vulnerato purtroppo dal peccato”.

“Derivano da qui alcune conseguenze ermeneutiche” – ha sottolineato il Papa – “che possono indicare ancora oggi la strada giusta per una corretta lettura della Sacra Scrittura. Si tratta infatti di scoprire il senso nascosto nel testo sacro e questo suppone un particolare esercizio interiore grazie al quale la ragione si apre il cammino sicuro verso la verità. Tale esercizio consiste nel coltivare una costante disponibilità alla conversione”.

“Il riconoscimento adorante e silenzioso del Mistero, che sfocia nella comunione unificante, si rivela perciò come l’unica strada di una relazione con la verità che sia insieme la più intima possibile e la più scrupolosamente rispettosa dell’alterità”.

“L’intero pensiero teologico di Giovanni Scoto” – ha detto il Santo Padre nel concludere la catechesi – “è la dimostrazione più palese del tentativo di esprimere il dicibile dell’indicibile Dio, fondandosi unicamente sul mistero del Verbo fatto carne in Gesù di Nazaret”.
AG/GIOVANNI SCOTO/... VIS 20090610 (590)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della Diocesi di Tehuantepec (Messico), presentata da dal Vescovo José Refugio Mercado Díaz, in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.
RE/.../MERCADO DÍAZ VIS 20090610 (50)

martedì 9 giugno 2009

19 GIUGNO INAUGURAZIONE ANNO SACERDOTALE


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2009 (VIS). Venerdì 19 giugno, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione dei Secondi Vespri della Solennità in occasione dell’apertura dell’Anno Sacerdotale, nel 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney.
OP/APERTURA ANNO SACERDOTALE/... VIS 20090609 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Wilcannia-Forbes (Australia), presentata dal Vescovo Christopher Henry Toohey, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Otto Separy, Vescovo della Diocesi di Aitape (superficie: 18.200; popolazione: 105.800; cattolici: 78.400; sacerdoti: 25; religiosi: 98), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo Separy è stato finora Ausiliare della medesima Diocesi.
RE:NER/.../TOOHEY:SEPARY VIS 20090609 (80)

lunedì 8 giugno 2009

FORMAZIONE SACERDOTI MISSIONE DELICATA



CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Rettore, i sacerdoti e i seminaristi del Pontificio Seminario Francese, che dopo essere stato affidato per oltre 150 anni alla Congregazione dello Spirito Santo,
da ora in poi dipenderà dalla Conferenza Episcopale Francese.

"Dobbiamo rendere grazie a Dio per l'opera compiuta in questa Istituzione" fondata nel 1853 - ha detto il Papa - "dove, dalla sua apertura quasi 5000 seminaristi o giovani sacerdoti sono stati preparati per la loro futura vocazione. (...) Il compito di formare il sacerdote è una missione delicata. (...) Le attitudini richieste ai futuri sacerdoti sono numerose: la maturità umana, le qualità spirituali, lo zelo apostolico, il rigore intellettuale".

"Chi riceve l'incarico del discernimento e della formazione deve ricordare che le speranze che ripone negli altri sono in primo luogo un dovere per se stesso".

Benedetto XVI ha successivamente ricordato che "Il passaggio di testimone coincide con l'inizio de 'L'Anno Sacerdotale'. E' una grazia per la nuova squadra di sacerdoti formatori riuniti dalla Conferenza Episcopale Francese".

Al termine del suo discorso, il Papa ha auspicato che "Durante il loro soggiorno a Roma, i seminaristi si familiarizzino con la storia della Chiesa, scoprano la grandezza della sua cattolicità e la sua viva unità intorno al Successore di Pietro, e così che sia per sempre presente nel loro cuore di pastori l'amore per la Chiesa".
AC/.../PONTIFICIO SEMINARIO FRANCESE VIS 20090608 (240)

PERIODO DI RIPOSO DEL PAPA IN VALLE D'AOSTA



CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2009 (VIS). Da lunedì 13 a mercoledì 29 luglio il Santo Padre trascorrerà un periodo di riposo in Valle d'Aosta, nella residenza di Les Combes di Introd.

E' la terza volta che il Papa sceglie la Valle d'Aosta per le vacanze estive, come nel 2005 e nel 2006. Lo scorso anno scelse Bressanone in Alto Adige e nel 2007 Lorenzago di Cadore, nelle Dolomiti.

Un Comunicato della Prefettura della Casa Pontificia rende noto che: "Domenica 19 luglio, alle ore 12:00, il Santo Padre guiderà la preghiera mariana dell'Angelus in Piazza Ruggia, davanti alla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Solutore, in Romano Canavese, in diocesi di Ivrea".

"Domenica 26 luglio la recita dell'Angelus alle ore 12:00 avverrà dalla residenza di Les Combes".

"Nel mese di luglio vengono quindi sospese le Udienze generali dei mercoledì 15, 22 e 29".

"Al rientro dalla Valle d'Aosta, il Santo Padre si trasferisce nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo".

"Nel periodo estivo sono sospese tutte le Udienze private e speciali. Le Udienze generali riprenderanno regolarmente da mercoledì 5 agosto".

"Nelle domeniche e nelle solennità del periodo estivo la recita dell'Angelus avrà luogo nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo".
PD/VACANZE PAPA/VALLE D'AOSTA VIS 20090608 (210)

VISITA MINISTRO SAUDITA DICASTERO DIALOGO INTERRELIGIOSO



CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

"Ieri, venerdì 5 giugno 2009, Sua Altezza Reale il Principe Saud Al Faisal bin Abdulaziz Al Saud, Ministro degli Affari Esteri dell'Arabia Saudita, ha reso visita, accompagnato da una delegazione, al Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, dove è stato accolto dal Presidente del medesimo Dicastero, il Cardinale Jean-Louis Tauran, dal Segretario, l'Arcivescovo Pier Luigi Celata, e dal Sotto-Segretario, il Monsignor Andrew Vissanu Thanya-anan, e dal Capo Ufficio per l'Islam, il Monsignor Khaled Akasheh".

"Durante l'incontro sono state scambiate idee sul seguito da dare alla nota Conferenza di Madrid (16-18 luglio 2008) che, su iniziativa di Sua Maestà il Re Abdallah bin Abdulaziz Al Saud, aveva riunito capi delle principali religioni del mondo".
OP/DIALOGO INTERRELIGIOSO/AL FAISAL VIS 20090608 (150)

IN TUTTO CIÒ CHE ESISTE E' IMPRESSO NOME SANTISSIMA TRINITÀ



CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2009 (VIS). Nelle meditazioni che precedono la recita dell'Angelus, il Santo Padre si è soffermato sulle tre solennità che si celebrano dopo la festa di Pentecoste: la Santissima Trinità oggi, domenica; il Corpus Domini giovedì prossimo e la festa del Sacro Cuore di Gesù, il venerdì successivo.

"Ciascuna di queste ricorrenze liturgiche" - ha detto il Papa - "evidenzia una prospettiva dalla quale si abbraccia l'intero mistero della fede cristiana: e cioè rispettivamente la realtà di Dio Uno e Trino, il Sacramento dell'Eucaristia e il centro divino-umano della Persona di Cristo. Sono in verità aspetti dell'unico mistero della salvezza, che in un certo senso riassumono tutto l'itinerario della rivelazione di Gesù, dall'incarnazione alla morte e risurrezione fino all'ascensione e al dono dello Spirito Santo".

"Quest'oggi contempliamo la Santissima Trinità" - ha proseguito Benedetto XVI - "così come ce l'ha fatta conoscere Gesù. Egli ci ha rivelato che Dio è amore 'non nell'unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza' (Prefazio): è Creatore e Padre misericordioso; è Figlio Unigenito, eterna Sapienza incarnata, morto e risorto per noi; è finalmente Spirito Santo che tutto muove, cosmo e storia, verso la piena ricapitolazione finale".

"Tre Persone che sono un solo Dio" - ha spiegato il Papa - "perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno. Non vive in una splendida solitudine, ma è piuttosto fonte inesauribile di vita che incessantemente si dona e si comunica. Lo possiamo in qualche misura intuire osservando sia il macro-universo: la nostra terra, i pianeti, le stelle, le galassie; sia il micro-universo: le cellule, gli atomi, le particelle elementari. In tutto ciò che esiste è in un certo senso impresso il 'nome' della Santissima Trinità, perché tutto l'essere, fino alle ultime particelle, è essere in relazione, e così traspare il Dio-relazione, traspare ultimamente l'Amore creatore. Tutto proviene dall'amore, tende all'amore, e si muove spinto dall'amore, naturalmente con gradi diversi di consapevolezza e di libertà".

"La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa" - ha concluso il Pontefice - "solo l'amore ci rende felici, perché viviamo in relazione, e viviamo per amare e per essere amati. Usando un'analogia suggerita dalla biologia, diremmo che l'essere umano porta nel proprio 'genoma' la traccia profonda della Trinità, di Dio-Amore".
ANG/SANTISSIMA TRINITÀ/... VIS 20090608 (410)

VESCOVI VENEZUELA EVANGELIZZARE APPASSIONANTE MISSIONE



CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Vescovi della Conferenza Episcopale del Venezuela, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

"Le sfide che dovete affrontare nella vostra opera pastorale" - ha detto il Papa ai Presuli - "sono sempre più numerose e difficili, e negli ultimi tempi si sono accresciute a causa della grave crisi economica mondiale. Tuttavia, il momento attuale offre numerosi e autentici motivi di speranza" perché "come con i discepoli di Emmaus, il Signore Risorto cammina anche accanto a noi infondendoci il suo spirito, amore e fortezza, perché possiamo aprire i nostri cuori ad un futuro di speranza e di vita eterna".

Il Santo Padre ha ricordato ai Vescovi che essi hanno davanti a sé "una appassionante missione evangelizzatrice" ed hanno avviato la Missione per il Venezuela in linea con la Missione Continentale promossa dalla Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe, tenuta ad Aparecida. "Vi incoraggio pertanto" - ha detto il Papa - "ad incrementare le iniziative per far conoscere in tutta la sua interezza e bellezza la figura e il messaggio di Gesù Cristo. Oltre ad una buona formazione dottrinale di tutto il Popolo di Dio, è importante promuovere una profonda vita di fede e di preghiera".

Successivamente il Papa ha sottolineato "l'importanza della vita spirituale dei Vescovi" perché "configurati pienamente con Cristo Capo per il sacramento dell'Ordine, sono in certo modo per la Chiesa ad essi affidata, un segno visibile del Signore Gesù". Perciò devono mostrare a tutti "l'importanza fondamentale della fede e la necessità di porre al primo posto la vocazione alla santità".

"Per realizzare una proficua azione pastorale è indispensabile la stretta comunione affettiva ed effettiva fra i Pastori del Popolo di Dio", ha rilevato il Papa "Questa unità, che oggi e sempre si deve promuovere ed esprimere in modo visibile, sarà fonte di consolazione e di efficacia apostolica nel ministero che vi è stato affidato". Al riguardo il Santo Padre ha invitato i Presuli a "prestare speciale attenzione" ai loro sacerdoti e a "raddoppiare gli sforzi per suscitare lo zelo pastorale fra i presbiteri, in modo particolare durante questo prossimo anno sacerdotale che ho voluto indire".

Infine Benedetto XVI ha menzionato la necessità di "un laicato maturo, che dia testimonianza fedele della propria fede e senta la gioia della propria appartenenza al Corpo di Cristo, al quale deve offrire, fra l'altro, una adeguata conoscenza della dottrina sociale della Chiesa. A tale scopo" - ha detto il Papa ai Presuli - "apprezzo il vostro impegno nell'irradiare la luce del Vangelo sugli avvenimenti di maggiore rilevanza che interessano il vostro Paese, senza altro interesse che la diffusione dei più autentici valori cristiani, e per favorire la ricerca del bene comune, la convivenza armonica e la stabilità sociale".

"Vi affido in particolare i bisognosi" - ha concluso il Papa - "Continuate a promuovere la molteplici iniziative di carità della Chiesa in Venezuela, in modo che i nostri fratelli più poveri possano sperimentare la presenza di Colui che diede la sua vita sulla Croce per tutti gli uomini".
AL.../VENEZUELA VIS 20090608 (520)

UDIENZE



CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas con gli Ausiliari: Vescovo Saúl Figueroa Albornoz; Vescovo Luis Armando Tineo Rivera; Vescovo Jesús González de Zárate Salas; Vescovo Pedro Nicolás Bermúdez Villamizar, C.I.M., già Ausiliare.

- Il Vescovo Ramiro Díaz Sánchez, O.M.I., Vicario Apostolico di Machiques.

- Il Vescovo José Luis Azuaje Ayala, di El Vigía - San Carlos del Zulia.

- Il Vescovo Tomás Jesús Zárraga Colmenares, di San Carlos de Venezuela.

- L'Arcivescovo Baltazar Enrique Porras Cardozo, di Mérida con l'Ausiliare Vescovo Luis Alfonso Márquez Molina, C.I.M.

Sabato 6 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Georges Kahhalé Zouhaïraty, B.A, Esarca Apostolico per i fedeli Greco-Melkiti residenti in Venezuela.

Il Vescovo Rafael Ramón Conde Alfonzo, di Maracay.

- Il Vescovo José Angel Divassón Cilvetti, S.D.B., Vicario Apostolico di Puerto Ayacucho.
AP:AL/.../... VIS 20090608 (80)

sabato 6 giugno 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Timothy C. Senior, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Philadelphia (superficie: 5.652; popolazione: 3.885.395; cattolici: 1.460.758; sacerdoti: 1.008; religiosi: 3.433; diaconi permanenti: 220), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Philadelphia (Stati Uniti d'America), ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora Vicario per il clero dell'Arcidiocesi di Philadelphia.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Prelatura territoriale di Trondheim (Norvegia), presentata dal Vescovo Georg Müller, SS.CC., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

Sabato 6 giugno, il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Paolo Sardi, Pro-Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, che è Vice-Camerlengo di Santa Romana Chiesa e finora Nunzio Apostolico con incarichi speciali.

- Il Reverendo Oliver Dashe Doeme, Vescovo di Maiduguri (superficie: 132.000; popolazione: 5.890.000; cattolici: 201.622; sacerdoti: 43; religiosi: 37), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Kwanoeng (Nigeria), è stato ordinato sacerdote nel 1997. Finora Parroco della "St. Michael Church" ad Anguldi (Nigeria).
NEA:RE:NER/.../ VIS 20090606 (160)

venerdì 5 giugno 2009

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Onorevole Peter Harry Carstensen, Ministro Presidente del Land Schleswig-Holstein (Repubblica Federale di Germania), e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo César Ramón Ortega Herrera, di Barcelona.

- Il Vescovo Felipe González González, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Tucupita.

- Il Vescovo Mons. Ramón Antonio Linares Sandoval, di Barinas.

- Il Vescovo Mariano José Parra Sandoval, di Ciudad Guayana.

- L'Arcivescovo Joseph Spiteri, Nunzio Apostolico in Sri Lanka, con i Familiari.

Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà il Cardinale Sean Baptist Brady, Arcivescovo di Armagh e Primate d'Irlanda, e l'Arcivescovo Diarmuid Martin, di Dublin (Irlanda).
AP:AL/.../... VIS 20090605 (130)

APPELLO DEL PAPA ATTUARE CONVENZIONE ONU DIRITTI INFANZIA


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un Messaggio, a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, all'Ufficio internazionale cattolico dell'infanzia (BICE), a motivo dello "Appello mondiale a una nuova mobilitazione per l'infanzia", lanciato nel Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra.

A venti anni dalla ratifica (della Convenzione dell'O.N.U. sui diritti dell'infanzia), c'è 'un bisogno urgente' di mettere in atto in modo completo la Convenzione ONU sui diritti dei bambini. Questa applicazione, rileva il Papa, è ancora più necessaria "di fronte alle nuove sfide" del mondo attuale, è scritto nel Messaggio, letto ieri dall'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra.

Il Santo Padre mette l'accento sul "rispetto dell'inviolabile dignità e dei diritti dei bambini", sul "riconoscimento della fondamentale missione educativa della famiglia" e sul "bisogno di un ambiente sociale stabile che possa favorire lo sviluppo fisico, culturale e morale di ogni bambino".

Al termine del messaggio il Papa non manca di incoraggiare le organizzazioni cattoliche, che, come tante altre ONG, "continuano a lavorare generosamente per la corretta attuazione della Convenzione e la costruzione di un avvenire di speranza, sicurezza e felicità per i bambini del nostro mondo".
MESS/CONVENZIONE DIRITTI INFANZIA/BERTONE VIS 20090605 (220)

giovedì 4 giugno 2009

UDIENZE



CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- I Membri della Presidenza del Consiglio Episcopale dell'America Latina (C.E.L.A.M.):

- L'Arcivescovo Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile), Presidente.

- L'Arcivescovo Baltazar Enrique Porras Cardozo, di Mérida (Venezuela), Primo Vice Presidente.

- L'Arcivescovo Andrés Stanovnik, O.F.M.Cap., di Corrientes (Argentina), Secondo Vice Presidente.

- Il Vescovo José Leopoldo González González, Ausiliare di Guadalajara (Messico), Segretario Generale.

- L'Arcivescovo Philip Edward Wilson, di Adelaide (Australia), Presidente della Conferenza Episcopale Australiana con il Vescovo William Martin Morris, di Toowoomba (Australia).

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Venezuela, in Visita "ad Limian Apostolorum":

- L'Arcivescovo Roberto Lückert León, di Coro.

- L'Arcivescovo Rafael Padrón Sánchez, di Cumaná

- L'Arcivescovo Manuel Felipe Dias Sánchez, di Calabozo.

- Il Vescovo Ulises Antonio Gutiérrez Reyes, O.deM., di Carora.
AP:AL/.../... VIS 20090604 (170)

mercoledì 3 giugno 2009

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Luis María De Larrea y Legarreta, emerito di Bilbao (Spagna), il 27 maggio, all'età di 91 anni.

- L'Arcivescovo Joseph Duval, emerito di Rouen (Francia), il 23 maggio all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Roger Louis Kaffer, già Ausiliare di Joliet in Illinois (Stati Uniti d'
America), il 28 maggio, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Gorge M. Anathil, S.V.D., emerito di Indore (India), il 3 maggio, all'età di 76 anni.

- Il Vescovo Carlos José Boaventura Kloppenburg, O.F.M., emerito di Novo Hamburgo (Brasile), l'8 maggio, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo David Picão, emerito di Santos (Brasile), il 30 aprile, all'età di 85 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20090603 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo George Joseph Lucas, Arcivescovo Metropolita di Omaha (superficie: 36.392; popolazione: 897.254; cattolici: 230.430; sacerdoti: 283; religiosi: 416; diaconi permanenti: 193), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato a Saint Louis (Stati Uniti d'America), nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1975 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1999. Finora Vescovo di Springfield in Illinois (Stati Uniti d'America), succede all'Arcivescovo Elden Francis Curtiss, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Mongo al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Henri Coudray, S.I., primo Vicario Apostolico di Mongo (superficie: 540.000; popolazione: 1.700.000; cattolici: 6.000; sacerdoti: 9; religiosi: 18), Ciad. Il Vescovo eletto, attuale Prefetto Apostolico della medesima circoscrizione ecclesiastica, è nato nel 1942 a Pont-de-Beauvoisin (Francia), è stato ordinato sacerdote nel 1973 ed ha emesso la professione solenne nel 1980.
NER:RE:ECE/.../LUCAS:CURTIS:COUDRAY VIS 20090603 (180)

RABANO MAURO, ESEGETA, FILOSOFO, POETA E PASTORE


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2009 (VIS). Papa Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, a Rabano Mauro, Abate del Monastero di Fulda, Arcivescovo di Magonza e "praeceptor Germaniae". All'Udienza tenuta in Piazza San Pietro hanno assistito oltre 17.000 persone.

Nato a Magonza intorno al 780, Rabano entrò giovanissimo in un monastero benedettino. "Con la sua capacità lavorativa assolutamente eccezionale contribuì forse più di tutti a tener viva" - ha detto il Santo Padre - "quella cultura teologica, esegetica e spirituale alla quale avrebbero attinto i secoli successivi".

Grazie alla sua "straordinaria cultura" - ha ricordato il Pontefice - "divenne consigliere di Principi. (...) Eletto dapprima Abate del famoso monastero di Fulda e poi Arcivescovo della città natale, Magonza, non smise per questo di proseguire nei suoi studi, dimostrando con l'esempio della sua vita che si può essere simultaneamente a disposizione degli altri, senza privarsi per questo di un congruo tempo per la riflessione, lo studio e la meditazione. Così Rabano Mauro fu esegeta, filosofo, poeta, pastore e uomo di Dio".

"Le sue opere" - ha proseguito il Papa - "riempiono ben sei volumi della Patrologia Latina del Migne. A lui si deve con probabilità uno degli inni più belli e conosciuti della Chiesa latina, il 'Veni Creator Spiritus', sintesi straordinaria di pneumatologia cristiana".

"Il primo impegno teologico di Rabano si espresse, in effetti, sotto forma di poesia ed ebbe come oggetto il mistero della Santa Croce in un'opera intitolata 'De laudibus Sanctae Crucis', concepita in modo tale da proporre non soltanto contenuti concettuali ma anche stimoli più squisitamente artistici, utilizzando sia la forma poetica che la forma pittorica all'interno dello stesso codice manoscritto. (...) "Questo metodo di combinare tutte le arti, l'intelletto, il cuore e i sensi, che proveniva dall'Oriente, avrebbe ricevuto enorme sviluppo in Occidente toccando vertici ineguagliabili nei codici miniati della Bibbia e in altre opere di fede e di arte, che fiorirono in Europa fino all'invenzione della stampa ed anche oltre".

"Esso dimostra in ogni caso in Rabano Mauro una consapevolezza straordinaria della necessità di coinvolgere, nella esperienza della fede, non soltanto la mente e il cuore, ma anche i sensi mediante quegli altri aspetti del gusto estetico e della sensibilità umana che portano l'uomo a fruire della verità con tutto se stesso, 'spirito, anima e corpo'. Questo è importante: la fede non è solo pensiero, ma tocca tutto il nostro essere".

Di Rabano Mauro "rimasero anche famosi i 'Carmina', proposti per essere utilizzati soprattutto nelle celebrazioni liturgiche. (...) Egli però non si dedicava all'arte poetica come fine a se stessa, ma piegava l'arte e ogni altro tipo di conoscenza all'approfondimento della Parola di Dio. Cercò perciò, con estremo impegno e rigore, di introdurre i suoi contemporanei, ma soprattutto i ministri (vescovi, presbiteri e diaconi) alla comprensione del significato profondamente teologico e spirituale di tutti gli elementi della celebrazione liturgica. (...) Dal momento che parte integrante della celebrazione liturgica è la Parola di Dio, a quest'ultima Rabano Mauro si dedicò con massimo impegno durante l'intera sua esistenza. Produsse spiegazioni esegetiche appropriate pressoché per tutti i libri biblici dell'Antico e del Nuovo Testamento con intento chiaramente pastorale".

"La spiccata sensibilità pastorale lo portò poi a farsi carico soprattutto di uno dei problemi più sentiti dai fedeli e dai ministri sacri del suo tempo: quello della Penitenza. Fu compilatore infatti di 'Penitenziari' - così li si chiamava - nei quali, secondo la sensibilità dell'epoca, venivano elencati peccati e pene corrispondenti, utilizzando per quanto possibile motivazioni attinte alla Bibbia, alle decisioni dei Concili e alle Decretali dei Papi. (...) Allo stesso intento pastorale rispondevano opere come 'De disciplina ecclesiastica' e 'De institutione clericorum' in cui, attingendo soprattutto ad Agostino, Rabano spiegava ai semplici e al clero della sua diocesi gli elementi fondamentali della fede cristiana, erano una specie di piccoli catechismi".

"Penso che Rabano Mauro rivolga queste parole anche a noi oggi" - ha concluso il Pontefice - "nei tempi di lavoro, con i suoi ritmi frenetici, e nei tempi delle vacanze dobbiamo riservare momenti a Dio (...) e soprattutto non dobbiamo dimenticare la domenica come giorno del Signore, il giorno della liturgia, per percepire nella bellezza delle nostre chiese, della musica sacra e della Parola di Dio, la bellezza stessa di Dio, lasciandolo entrare nella nostra essere. Solo così la nostra via diventa grande, diventa vera vita".

A conclusione della catechesi Benedetto XVI ha salutato i vari gruppi presenti e rivolgendosi ai pellegrini polacchi ha ricordato che: "In questo giorni la Chiesa in Polonia commemora il 30° anniversario del primo pellegrinaggio di Giovanni Paolo II nella Patria" ed ha affermato: "Mi unisco nel ringraziamento per tutto ciò che grazie a quella visita si è compiuto nella Polonia e nell'Europa".
AG/RABANO MAURO/... VIS 20090603 (1050)

martedì 2 giugno 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Hlib Lonchyna, M.S.U., Amministratore Apostolico "sede vacante" dell'Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna. E' stato finora Vescovo di Curia dell'Arcivescovato Maggiore di Kyiv-Haiye (Ucraina).

- Ha nominato l'Arcivescovo Fortunato Baldelli, Penitenziere Maggiore. Finora Nunzio Apostolico in Francia, l'Arcivescovo Balzelli succede al Cardinale James Francis Stafford, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al medesimo incarico presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:NA:RE/.../... VIS 20090602 (90)

lunedì 1 giugno 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Anthony Ademu Adaji, M.S.P., Vescovo di Idah (superficie: 12.898; popolazione: 1.465.000; cattolici: 202.069; sacerdoti: 55; religiosi; 207), Nigeria. Il Vescovo Ademu Adaji è stato finora Ausiliare della medesima Diocesi.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare di Roma (Italia), presentata dal Vescovo Enzo Dieci, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Guerino Di Tora, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma (superficie: 881; popolazione: 2.809.000; cattolici: 2.473.000; sacerdoti: 5.936; religiosi: 28.347; diaconi permanenti: 110), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Roma (Italia), nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. E' stato finora Direttore della Caritas Diocesana di Roma e Rettore della Chiesa di Santa Cecilia in Trastevere.

- Ha nominato il Monsignore Giuseppe Marciante, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma (superficie: 881; popolazione: 2.809.000; cattolici: 2.473.000; sacerdoti: 5.936; religiosi: 28.347; diaconi permanenti: 110), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Catania (Italia), nel 1951ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. E' stato finora Parroco della Parrocchia di "San Romano Martire" e Membro del Collegio di Consultori e del Consiglio Presbiterale Diocesano di Roma.
NER:RE:NEA/.../... VIS 20090601 (200)

CELEBRAZIONI E VIAGGI DEL SANTO PADRE GIUGNO-SETTEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni e dei Viaggi del Santo Padre nei mesi di giugno, agosto e settembre:

GIUGNO

- Giovedì 11: Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alle 19:00, Santa Messa, Processione a Santa Maria Maggiore e Benedizione Eucaristica.

- Venerdì 19: Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù: Basilica Vaticana, alle 18:00, Secondi Vespri per l'inizio dell'Anno Sacerdotale.

- Domenica 21, XII Domenica "per annum": Visita Pastorale a San Giovanni Rotondo.

- Domenica 28: Basilica di San Paolo fuori le Mura, alle 18:00, Primi Vespri della Solennità dei Santi Pietro e Paolo per la chiusura dell'Anno Paolino.

- Lunedì 29 giugno: Solennità dei Santi Pietro e Paolo: Basilica Vaticana, alle 9:30, Santa Messa e imposizione del Pallio ai nuovi Metropoliti.

AGOSTO

- Sabato 15: Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria: Santa Messa, alle 8:00, nella Chiesa Parrocchiale di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo.

SETTEMBRE

Domenica 6: XXIII Domenica "per annum": Visita Pastorale a Viterbo-Bagnoregio.

Sabato 26-Lunedì 28: Viaggio Apostolico nella Repubblica Ceca.
OCL/CALENDARIO GIUGNO:SETTEMBRE/... VIS 20090601 (200)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI GIUGNO


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2009 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di giugno è la seguente: "Perché l'attenzione internazionale verso i Paesi più poveri susciti un più concreto aiuto, in particolare per sollevarli dallo schiacciante onere del debito estero".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché le Chiese particolari operanti nelle regioni segnate dalla violenza siano sostenute dall'amore e dalla vicinanza concreta di tutti i cattolici del mondo".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/GIUGNO/… VIS 20090601 (100)

IL SANTO PADRE RICEVE IN UDIENZA PRESIDENTE UCRAINA


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

"Questa mattina, Sua Santità Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Viktor Yushchenko, Presidente dell'Ucraina. Successivamente, il medesimo Capo di Stato, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri ad interim, Signor Volodymyr Khandogiy, ha incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

"Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati sulla situazione internazionale. A livello bilaterale sono stati evocati con compiacimento i buoni rapporti esistenti tra l'Ucraina e la Santa Sede, nonché alcune prospettive di approfondimento della collaborazione in ambito culturale e sociale. Esprimendo la volontà di trovare soluzioni eque alle questioni ancora aperte tra lo Stato e la Chiesa, non si è mancato di rilevare il contributo offerto anche dalla Chiesa cattolica alla società ucraina per l'educazione ai valori cristiani e alla loro diffusione e l'importanza del dialogo tra i cristiani per promuovere l'unità, nel rispetto di tutti e in ordine ad una pacifica convivenza".
OP/UDIENZA PRESIDENTE/UCRAINA VIS 20090601 (200)

VISITAZIONE DI MARIA, IMMAGINE CHIESA MISERICORDIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2009 (VIS). Conclusa la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana per la Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Cæli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"La Chiesa sparsa nel mondo intero rivive oggi, solennità della Pentecoste, il mistero della propria nascita, del proprio 'battesimo' nello Spirito Santo" - ha detto il Santo Padre - "Lo Spirito Santo è l'anima della Chiesa. Senza di Lui a che cosa essa si ridurrebbe? Sarebbe certamente un grande movimento storico, una complessa e solida istituzione sociale, forse una sorta di agenzia umanitaria. Ed in verità è così che la ritengono quanti la considerano al di fuori di un'ottica di fede. In realtà, però, nella sua vera natura e anche nella sua più autentica presenza storica, la Chiesa è incessantemente plasmata e guidata dallo Spirito del suo Signore. E' un corpo vivo, la cui vitalità è appunto frutto dell'invisibile Spirito divino".

"Cari amici, quest'anno la solennità di Pentecoste cade nell'ultimo giorno del mese di maggio" - ha ricordato il Papa - "in cui abitualmente si celebra la bella festa mariana della Visitazione. Questo fatto ci invita a lasciarci ispirare e come istruire dalla Vergine Maria, la quale fu protagonista di entrambi gli eventi. A Nazaret, Ella ricevette l'annuncio della sua singolare maternità, e, subito dopo aver concepito Gesù per opera dello Spirito Santo, dallo stesso Spirito d'amore fu spinta ad andare in aiuto dell'anziana parente Elisabetta, giunta al sesto mese di una gravidanza pure prodigiosa. La giovane Maria, che porta in grembo Gesù e, dimentica di sé, accorre in aiuto del prossimo, è icona stupenda della Chiesa nella perenne giovinezza dello Spirito, della Chiesa missionaria del Verbo incarnato, chiamata a portarlo al mondo e a testimoniarlo specialmente nel servizio della carità".

"Invochiamo pertanto l'intercessione di Maria Santissima, perché ottenga alla Chiesa del nostro tempo di essere potentemente rafforzata dallo Spirito Santo. In modo particolare" - ha concluso il Papa - "sentano la presenza confortatrice del Paraclito le comunità ecclesiali che soffrono persecuzione per il nome di Cristo, perché, partecipando alle sue sofferenze, ricevano in abbondanza lo Spirito della gloria".

Dopo il Regina Caeli, Papa Benedetto XVI si è rivolto ai giovani dell'Abruzzo che: "In questi giorni, (...) si stanno raccogliendo numerosi intorno alla Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù (...). In comunione con i giovani di quella terra duramente colpita dal terremoto, chiediamo a Cristo morto e risorto di effondere su di loro il suo Spirito di consolazione e di speranza".
ANG/PENTECOSTE/... VIS 20090601 (440)
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