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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 14 gennaio 2009

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). La prossima domenica ha inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra  dal 18 al 25 gennaio.

  Il tema scelto per il 2009 è:  "Essere riuniti nella tua mano" (cfr. Ezechiele 37, 17)
"La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2009" - si legge in una Nota del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani - "scaturisce dall'esperienza delle chiese cristiane in Corea. Nel contesto di divisione nazionale del paese, le chiese hanno trovato ispirazione nel profeta Ezechiele, che visse in una nazione tragicamente divisa e che desiderava ardentemente l'unità del suo popolo".

  I testi per la settimana di preghiera e per l'anno 2009 sono stati preparati congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Ogni giorno della Settimana sarà trattato un tema distinto:

18 gennaio: "Le comunità cristiane di fronte a vecchie e nuove divisioni".

19 gennaio: "I cristiani di fronte alla guerra e alla violenza".

20 gennaio: "I cristiani di fronte all'ingiustizia economica e alla povertà"

21 gennaio: "I cristiani di fronte alla crisi ecologica".

22 gennaio: "I cristiani di fronte alla discriminazione e al pregiudizio sociale".
 
23 gennaio: "I cristiani di fronte alla malattia e alla sofferenza".

24: gennaio: "I cristiani di fronte alla pluralità delle religioni".

25 gennaio: "Proclamazione cristiana della speranza in un mondo di separazione".

  La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento "Fede e Costituzione" nel 1926.

  Domenica 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, Papa Benedetto XVI presiederà, alle 17:30, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2009
../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/...                 VIS 20090114 (400)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Joachin  Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../...                                         VIS 20090114 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen, finora Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia, Nunzio Apostolico in Austria. Succede all'Arcivescovo Edmond Farhat, del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al medesimo incarico presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Philippe Ballot, finora Vicario Generale di Besançon (Francia), Arcivescovo di Chambéry e Vescovo di Saint-Jean-de-Maurienne et Tarentaise (superficie: 7.460; popolazione: 362.000; cattolici: 319.000; sacerdoti: 168; religiosi: 380; diaconi permanenti: 20), Francia. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1956 a Corbenay (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Ha nominato il Reverendo Sviatoslav Shevchuk, Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Santa Maria del patrocinio en Buenos Aires degli Ucraini (cattolici: 160.000; sacerdoti: 17; religiosi: 93; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto, al presente Rettore del Seminario Maggiore della medesima Arcieparchia, è nato nel 1970 a Stryj (Ucraina), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1994.

- Ha nominato il Monsignore Liro Vendelino Meurer, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Passo Fundo (superficie: 12.200; popolazione: 508.000; cattolici: 382.000; sacerdoti: 126; religiosi: 463), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "São Geraldo" a Porto Alegre (Brasile), è nato nel 1954 a Salvador do Sul (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
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martedì 13 gennaio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Richard F. Stika, Vescovo di Knoxville (superficie: 36.872; popolazione: 2.236.573; cattolici: 56.068; sacerdoti: 70; religiosi: 53; diaconi permanenti. 25), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Saint Louis (Stati Uniti d'America), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora Parroco della "Church of the Annunziata" a Ladue e Vicario Episcopale dello "Office of Child and Youth Protection".

- Ha nominato il Vescovo Anton Bal, Vescovo di Kundiawa (superficie: 6.181; popolazione: 315.000; cattolici: 105.283; sacerdoti: 26; religiosi: 41), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo Bal, finora Ausiliare della medesima Diocesi, succede al Vescovo Henk Te Maarssen, S.V.D., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Andrés Carrascoa Cosa, finora Nunzio Apostolico nella Repubblica del Congo e in Gabon, Nunzio Apostolico in Panamá.

- Ha nominato il Monsignore Luigi Bianco, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica in Spagna, Nunzio Apostolico in Honduras, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Montemagno (Italia), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

  Sabato 10 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi  di Chioggia (Italia), presentata dal Vescovo Angelo Daniel, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Milano (Italia), presentata dal Vescovo Marco Ferrari, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE:NN/.../                                           VIS 20090112 (260)

GAZA: CESSATE IL FUOCO E RIPRESA NEGOZIATI

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il testo dell'intervento dell'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, nel quadro del dibattito in corso nella Nona Sessione Speciale del Consiglio dei Diritti Umani sulla situazione nei Territori Occupati palestinesi e nella Striscia di Gaza.

  Il discorso, tenuto il 9 gennaio scorso, ha avuto per tema: "Solidarietà con le popolazioni vittime di una violenza inaudita. Appello per il cessate il fuoco e la ripresa dei negoziati". L'Arcivescovo esprime "la solidarietà della Santa Sede sia alle gente di Gaza, che muore e soffre a causa dell'offensiva militare da parte delle Forze di Difesa Israeliane, sia alla gente di Sderot, Ashkelon ed altre città israeliane che vivono nel costante terrore di attacchi di missili lanciati dai militanti palestinesi dalla Striscia di Gaza, che hanno causato morti e numerosi feriti".

  Il Presule ricorda l'iniziativa dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese cristiane di Gerusalemme che hanno dichiarato domenica 4 gennaio, giornata di preghiera per "la  fine del conflitto nella Striscia di Gaza e per ristabilire la pace e la giustizia in Terra Santa", e cita anche gli interventi del Papa nell'Angelus della stessa domenica e l'incontro con i rappresentanti del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede dell'8 gennaio scorso, quando Benedetto XVI ha affermato che: "l'opzione militare non  una soluzione le a violenza, da qualunque parte provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente".

  "E' evidente" - afferma l'Osservatore Permanente della Santa Sede - "che le parti in conflitto non sono in grado di uscire dal circolo vizioso della violenza senza l'aiuto della comunità internazionale che deve perciò assumere le proprie responsabilità, intervenire attivamente per far cessare lo spargimento di sangue, deve provvedere l'accesso all'assistenza umanitaria di emergenza e deve far cessare ogni forma di conflitto".

  "Allo stesso tempo, la comunità internazionale deve impegnarsi a rimuovere le cause alla base del conflitto la cui risoluzione si trova soltanto nel quadro di una soluzione duratura del più ampio conflitto fra israeliani e palestinesi, che si fonda sulle risoluzioni internazionali adottate nel corso degli anni".
DELSS/CONFLITTO GAZA/ONU:TOMASI                           VIS 20090113 (370)

IL PAPA RICORDA MISSIONE SACERDOTALE CARDINALE PIO LAGHI

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2009 (VIS). Nell'omelia pronunciata al termine della Santa Messa esequiale, il Santo Padre ha ricordato la figura del Cardinale Pio Laghi, Prefetto emerito della Congregazione per l'Educazione Cattolica, mancato dopo una lunga malattia, domenica 11 gennaio, all'età di 86 anni La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.

  Benedetto XVI ha citato nell'omelia il testamento spirituale del Porporato, redatto il 14 novembre 2008, nel quale aveva scritto: "Offro a Dio di nuovo la mia vita per la Chiesa, per il Santo Padre e per la santificazione dei miei confratelli nel sacerdozio" ed ha ricordato che "l'intera missione sacerdotale del Cardinale Pio Laghi si è consumata al diretto servizio della Santa Sede".

  "Sempre egli si ispirò" - ha proseguito il Pontefice - "alle parole rivolte da Pietro a Gesù, in occasione della pesca miracolosa: 'Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti (...). Scelse queste parole come motto del suo ministero di Vescovo (...) perché quando il 22 giugno del 1969 ricevette l'ordinazione episcopale, la liturgia di quel giorno domenicale prevedeva appunto il racconto evangelico della pesca miracolosa".

  Il Papa ha quindi ripercorso le tappe della vita del defunto Cardinale, sottolineando che nacque in una famiglia "all'interno della quale ricevette una salda formazione umana e cristiana, e che nel suo testamento spirituale definisce 'cristiana cattolica laboriosa ed onesta". Benedetto XVI ha menzionato i suoi studi a Faenza e nel Pontificio Seminario Maggiore di Roma e ha ricordato la data della sua ordinazione sacerdotale, 20 aprile 1946.

  "Dopo aver conseguito le lauree in Teologia e in Diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense" - ha proseguito il Pontefice - "iniziò il suo lungo itinerario diplomatico e pastorale nelle Nunziature di diverse Nazioni: dal Nicaragua a Washington negli Stati Uniti d'America, a Delhi in India, tornando in seguito per cinque anni presso la Segreteria di Stato". Nel 1969 Papa Paolo VI "lo designò quale suo Delegato in Gerusalemme e in Palestina con l'incarico anche di Pro-Nunzio a Cipro e di Visitatore Apostolico per la Grecia. Nell'aprile del 1974 divenne Nunzio Apostolico in Argentina dove restò sino al dicembre del 1980 quando fu chiamato ad assumere la missione di Delegato Apostolico negli Stati Uniti. Fu proprio durante questi anni" - ha ricordato il Pontefice - "che vennero allacciati i rapporti ufficiali tra la Santa Sede e il Governo di Washington".

  "La lunga esperienza e conoscenza della Chiesa spinse il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II a sceglierlo quale Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica ed a crearlo Cardinale nel Concistoro del 28 giugno del 1991, assegnandogli anche, dal maggio del 1993, l'alto ruolo di Patrono del Sovrano Ordine di Malta".

  "E' altresì doveroso ricordare con gratitudine" - ha aggiunto il Papa - "le speciali missioni che furono affidate a questo compianto Porporato: nel maggio del 2001, presso Israele e presso l'Autorità Palestinese, per consegnare un autografo messaggio pontificio al fine di incoraggiare le parti ad un pronto cessate-il-fuoco e alla ripresa del dialogo; due anni dopo, il 1° marzo del 2003 fu incaricato di recarsi come inviato speciale a Washignton per rimettere al Presidente degli Stati Uniti un messaggio pontificio e per illustrare la posizione e le iniziative intraprese dalla Santa Sede per contribuire al disarmo e alla pace in Medio Oriente. Missioni delicate che egli cercò di compiere, come sempre, con fedele dedizione a Cristo e alla sua Chiesa".

  "Una speciale menzione" - ha detto ancora Benedetto XVI - "merita lo zelo che egli ha posto nella promozione delle vocazioni e nella formazione dei sacerdoti. (...) "Nel momento in cui ci congediamo da lui" - ha concluso il Pontefice - "il nostro cuore si anima della salda speranza che, come ci ha ricordato la liturgia odierna, 'resta piena di immortalità', la speranza che ha illuminato la vita sacerdotale ed apostolica del Cardinale Pio Laghi".
HML/ESEQUIE/LAGHI                               VIS 20090113 (650)

lunedì 12 gennaio 2009

INDULGENZA PLENARIA INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2009 (VIS). Un Decreto a firma del Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della Penitenzieria Apostolica, rende noto che Papa Benedetto XVI concede l'indulgenza plenaria ai fedeli che "devotamente parteciperanno" al "VI Incontro Mondiale delle Famiglie" in programma Città del Messico, dal 14 al 18 gennaio prossimo, "alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni dello stesso Sommo Pontefice), escluso qualsiasi affetto al peccato".

 "I fedeli veramente pentiti, che non potranno partecipare a tale evento, conseguiranno 'L'Indulgenza plenaria', alle medesime condizioni, se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti a Città del Messico, reciteranno in famiglia il 'Padre Nostro', il 'Credo' e altre devote orazioni per invocare dalla Divina Misericordia le finalità sopra indicate, particolarmente nei momenti in cui le Parole e i Messaggi del Pontefice verranno trasmessi per televisione e radio".
OP/INDULGENZA PLENARIA/INCONTRO FAMIGLIE           VIS 20090112 (170)


CAMMINO NEOCATECUMENALE: GIOIA, FEDE, RICERCA UNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i Membri del Cammino Neocatecumenale della Diocesi, nella ricorrenza dei quarant'anni dagli inizi del Cammino a Roma.

  All'incontro hanno partecipato 25.000 Membri del Cammino con i Fondatori Signor Kiko Argüelo, Signora Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi. Il Papa ha consegnato la "croce della missione" a quattordici Comunità del Cammino, ognuna composta da 30-40 persone, che si recano in missione, in aiuto ai Parroci, nelle periferie più bisognose e nelle zone più secolarizzate della città di Roma.

  "La vostra presenza, così folta ed animata" - ha detto il Papa nel suo discorso - "sta a testimoniare i prodigi operati dal Signore nei trascorsi quattro decenni; essa indica anche l'impegno con cui intendete proseguire il cammino iniziato, un cammino di fedele sequela di Cristo e di coraggiosa testimonianza del suo Vangelo, non solo qui a Roma ma dovunque la Provvidenza vi conduca; un cammino di docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio. Voi questo intendete fare, ben consapevoli che aiutare gli uomini di questo nostro tempo ad incontrare Gesù Cristo, Redentore dell'uomo, costituisce la missione della Chiesa e di ogni battezzato. Il 'Cammino neocatecumenale' si inserisce in questa missione ecclesiale come una delle tante vie suscitate dallo Spirito Santo con il Concilio Vaticano II per la nuova evangelizzazione".

  "Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici!" - ha esclamato il Papa - "Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l'annuncio del kerygma e l'itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del 'Cammino' da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori".

  "La vostra già tanto benemerita azione apostolica sarà ancor più efficace nella misura in cui vi sforzerete di coltivare costantemente quell'anelito verso l'unità che Gesù ha comunicato ai Dodici durante l'Ultima Cena. (...) E' questa unità, dono dello Spirito Santo e incessante ricerca dei credenti, a fare di ogni comunità un'articolazione viva e ben inserita nel Corpo mistico di Cristo. L'unità dei discepoli del Signore appartiene all'essenza della Chiesa ed è condizione indispensabile perché la sua azione evangelizzatrice risulti feconda e credibile".

  "C'è bisogno oggi di una vasta azione missionaria che coinvolga le diverse realtà ecclesiali, le quali, pur conservando ciascuna l'originalità del proprio carisma, operino concordemente cercando di realizzare quella 'pastorale integrata' che ha già permesso di conseguire significativi risultati. E voi, ponendovi con piena disponibilità al servizio del Vescovo, come ricordano i vostri Statuti, potrete essere di esempio per tante Chiese locali, che guardano giustamente a quella di Roma come al modello a cui fare riferimento".

  Il Papa ha concluso il suo discorso invitando i Neocatecumenali a non scoraggiarsi "dinanzi alle difficoltà, a non ricercare umani successi, a non temere incomprensioni e persino persecuzioni. Incoraggiano piuttosto a porre la fiducia unicamente nella potenza di Cristo, a prendere la 'propria croce' e a seguire le orme del nostro Redentore che, in questo tempo natalizio ormai al termine, ci è apparso nell'umiltà e nella povertà di Betlemme".
AC/XL ANNIVERSARIO/NEOCATECUMENALI                VIS 20090112 (580)


SACRAMENTO BATTESIMO TREDICI BAMBINI CAPPELLA SISTINA


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2009 (VIS). Come di consueto nella festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 13 bambini e bambine.

  "Il Battesimo è per così dire" - ha detto il Papa nell'omelia - "il ponte che Gesù ha costruito tra sé e noi, la strada per la quale si rende a noi accessibile; è l'arcobaleno divino sulla nostra vita, la promessa del grande sì di Dio, la porta della speranza e, nello stesso tempo, il segno che ci indica il cammino da percorrere in modo attivo e gioioso per incontrarlo e sentirci da Lui amati".

  Con il Battesimo, ha proseguito il Pontefice - "restituiamo a Dio quello che da Lui è venuto. Il bambino non è proprietà dei genitori, ma è affidato dal Creatore alla loro responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio. Solo se i genitori maturano tale consapevolezza riescono a trovare il giusto equilibrio tra la pretesa di poter disporre dei propri figli come se fossero un privato possesso plasmandoli in base alle proprie idee e desideri, e l'atteggiamento libertario che si esprime nel lasciarli crescere in piena autonomia soddisfacendo ogni loro desiderio e aspirazione, ritenendo ciò un modo giusto di coltivare la loro personalità".

  "Se, con questo sacramento, il neo-battezzato diventa figlio adottivo di Dio, oggetto del suo amore infinito che lo tutela e difende dalle forze oscure del maligno, occorre insegnargli a riconoscere Dio come suo Padre ed a sapersi rapportare a Lui con atteggiamento di figlio".

  "E pertanto, quando, secondo la tradizione cristiana come oggi facciamo, si battezzano i bambini introducendoli nella luce di Dio e dei suoi insegnamenti, non si fa loro violenza, ma si dona loro la ricchezza della vita divina in cui si radica la vera libertà che è propria dei figli di Dio; una libertà che dovrà essere educata e formata con il maturare degli anni, perché diventi capace di responsabili scelte personali".

  "Cari genitori, cari padrini e madrine, vi saluto tutti con affetto e mi unisco alla vostra gioia per questi piccoli che oggi rinascono alla vita eterna. Siate consapevoli del dono ricevuto e non cessate di ringraziare il Signore che, con l'odierno sacramento, introduce i vostri bambini in una nuova famiglia, più grande e stabile, più aperta e numerosa di quanto non sia quella vostra: mi riferisco alla famiglia dei credenti, alla Chiesa, una famiglia che ha Dio per Padre e nella quale tutti si riconoscono fratelli in Gesù Cristo".

  "Voi dunque oggi affidate i vostri figli alla bontà di Dio, che è potenza di luce e di amore; ed essi, pur tra le difficoltà della vita, non si sentiranno mai abbandonati, se a Lui resteranno uniti. Preoccupatevi pertanto" - ha concluso il Pontefice - "di educarli nella fede, di insegnar loro a pregare e a crescere come faceva Gesù e con il suo aiuto, 'in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini' (cfr Lc 2,52)".
HML/BATTESIMO/CAPPELLA SISTINA                       VIS 20090112 (510)


BATTESIMO: DONO, GIOIA MA ANCHE RESPONSABILITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di tredici bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Nell'odierna Domenica che segue la solennità dell'Epifania, celebriamo il Battesimo del Signore", festività che chiude il tempo di Natale. "Giunto all'età di circa trent'anni, Gesù lasciò Nazaret, si recò al fiume Giordano e, in mezzo a tanta gente, si fece battezzare da Giovanni".

  "La persona umana, mediante il Battesimo" - ha detto il Papa - "viene innestata nella relazione unica e singolare di Gesù con il Padre, così che le parole risuonate dal cielo sul Figlio Unigenito diventano vere per ogni uomo e ogni donna che rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo: Tu sei il figlio mio, l'amato".

  "Cari amici, quant'è grande il dono del Battesimo!" - ha esclamato il Pontefice - "Se ce ne rendessimo pienamente conto, la nostra vita diventerebbe un 'grazie' continuo. Quale gioia per i genitori cristiani, che hanno visto sbocciare dal loro amore una nuova creatura, portarla al fonte battesimale e vederla rinascere dal grembo della Chiesa, per una vita che non avrà mai fine! Dono, gioia, ma anche responsabilità!".

  "I genitori, infatti, insieme con i padrini" - ha ribadito il Pontefice - "devono educare i figli secondo il Vangelo. Questo mi fa pensare al tema del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, che si svolgerà nei prossimi giorni a Città del Messico: 'La famiglia formatrice nei valori umani e cristiani'. Questo grande meeting familiare, organizzato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, si svilupperà in tre momenti: dapprima il Congresso Teologico-Pastorale, nel quale verrà approfondita la tematica, anche mediante lo scambio di esperienze significative; quindi, il momento di festa e di testimonianza, che farà emergere la bellezza di incontrarsi tra famiglie di ogni parte del mondo, unite dalla stessa fede e dallo stesso impegno; e infine la solenne Celebrazione eucaristica, come azione di grazie al Signore per i doni del matrimonio, della famiglia e della vita".

  "Ho incaricato il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone di rappresentarmi" - ha concluso il Papa - "ma io stesso seguirò con viva partecipazione lo straordinario evento, accompagnandolo con la preghiera e intervenendo in videoconferenza".
ANG/BATTESIMO:FAMIGLIA/...                           VIS 20090112 (390)


SINERGIA FRA ISTITUZIONI PUBBLICHE E CHIESA CATTOLICA

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Presidente della Regione Lazio, Onorevole Piero Marezzo, il Sindaco di Roma, Onorevole Gianni Alemanno e il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Nicola Zingaretti, con  i collaboratori, per il tradizionale scambio di auguri di inizio anno.

  "E' indubbio che la comunità mondiale" - ha detto il Papa - "stia attraversando un tempo di una grave crisi economica, ma che è connessa a quella strutturale, culturale e di valori. La difficile situazione, che va interessando l'economia mondiale, porta con sé dappertutto inevitabili ricadute, ed investe quindi anche Roma, la sua Provincia e le città e i paesi del Lazio. Dinanzi a così ardua sfida - (...)  - concorde deve essere la volontà di reagire, superando le divisioni e concertando strategie che, (...) mirano a disegnare un organico progetto strategico per gli anni futuri, ispirato a quei principi e valori, che fanno parte del patrimonio ideale dell'Italia e, più specificamente, di Roma e del Lazio. Nei momenti difficili della sua storia, il popolo sa ritrovare unità di intenti e coraggio, attorno alla saggia guida di amministratori illuminati, la cui fondamentale preoccupazione sia il bene di tutti".

  "Cari amici, nei vostri interventi appare chiaro che le Amministrazioni da voi guidate apprezzano la presenza e l'attività della comunità cattolica; qui mi preme ribadire che essa non chiede né vanta privilegi, ma desidera che la propria missione spirituale e sociale continui a trovare apprezzamento e cooperazione. (...) Roma e il Lazio hanno un ruolo peculiare per la cristianità. I cattolici qui si sentono stimolati ad una viva testimonianza evangelica e ad una solerte azione di promozione umana, in maniera speciale oggi, davanti alle difficoltà a noi ben note".

  "A questo riguardo" - ha ricordato il Papa - "sebbene le 'Caritas' diocesane, le comunità parrocchiali e le associazioni cattoliche non si risparmino nel prestare aiuto a quanti sono nel bisogno, diventa indispensabile una sinergia fra tutte le Istituzioni per offrire risposte concrete alle crescenti necessità della gente. Penso qui alle famiglie, (...). agli anziani, (...); penso all'emergenza abitativa, alla carenza di lavoro e alla disoccupazione giovanile, alla non facile convivenza tra gruppi etnici diversi, alla grande questione dell'immigrazione e dei nomadi".

  "Se l'attuare adeguate politiche economiche e sociali è compito dello Stato" - ha rilevato il Pontefice - "la Chiesa, alla luce della sua dottrina sociale, è chiamata a dare il suo apporto stimolando la riflessione e formando le coscienze dei fedeli e di tutti i cittadini di buona volontà. Forse mai come oggi la società civile comprende che soltanto con stili di vita ispirati alla sobrietà, alla solidarietà ed alla responsabilità, è possibile costruire una società più giusta e un futuro migliore per tutti".

  In merito all'educazione, sulla quale "la Chiesa da anni concentra i suoi sforzi", Benedetto XVI ha ripetuto che "le strutture ecclesiali, nel cuore di un quartiere, oltre a permettere l'esercizio del diritto fondamentale della persona umana che è la libertà religiosa, sono in realtà centri di aggregazione e di formazione ai valori della socialità, della pacifica convivenza, della fraternità e della pace".

  Riferendosi anche agli episodi di violenza giovanile e agli incidenti stradali dove muoiono tanti giovani, e auspicando la più ampia collaborazione possibile per prevenire  tali fenomeni, il Papa ha detto: "Si affievoliscono, specie tra le giovani generazioni, i valori naturali e cristiani che danno significato al vivere quotidiano e formano ad una visione della vita aperta alla speranza; emergono invece desideri effimeri e attese non durature, che alla fine generano noia e fallimenti. Tutto ciò ha come esito nefasto l'affermarsi di tendenze a banalizzare il valore della stessa vita (...) Davanti al nichilismo che pervade in maniera crescente il mondo giovanile, la Chiesa invita tutti a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di 'cattivi maestri', ma ad impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio".

  "Mi sia permessa, infine" - ha soggiunto il Papa - "una breve considerazione relativa al mondo della Sanità. So bene quanto sia impegnativo il compito di assicurare a tutti un'adeguata assistenza sanitaria nel campo delle malattie fisiche e di quelle psichiche, e quanto ingente sia la spesa da sostenere. Anche in questo campo, come del resto in quello scolastico, la comunità ecclesiale, erede di una lunga tradizione di assistenza verso gli ammalati, con tanti sacrifici continua a prestare la propria attività attraverso ospedali e luoghi di cura ispirati ai principi evangelici. Nell'anno appena trascorso, da parte della Regione Lazio, pur nelle difficoltà delle attuali contingenze, si sono colti segnali positivi per venire incontro anche alle strutture sanitarie cattoliche".

  Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che il compito affidato agli amministratori pubblici "non è facile: voi dovete misurarvi con numerose e complesse situazioni che necessitano, sempre più spesso, di interventi e decisioni non semplici e talora impopolari" ed ha affermato: "Il contributo più importante che il Papa vi assicura, e lo fa con tanto affetto, è la quotidiana preghiera, perché il Signore vi illumini e vi renda sempre onesti servitori del bene comune".
AC/.../REGIONE:PROVINCIA ROMA                       VIS 20090112 (860)


TELEGRAMMA PER LA MORTE DEL CARDINALE PIO LAGHI

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio per la morte, ieri, all'età di 86 anni, del Cardinale Pio Laghi, Prefetto emerito della Congregazione per l'Educazione Cattolica e Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta.

  "La triste notizia della scomparsa del vostro caro zio" - scrive il Papa ai nipoti del defunto Porporato - "Cardinale Pio Laghi ha suscitato viva commozione nel mio animo nel grato ricordo del suo lungo e generoso servizio alla Santa Sede in particolare come Rappresentante pontificio in diversi paesi e come Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica. Desidero esprimere a voi ed ai familiari tutti la mia sentita partecipazione al lutto che colpisce quanti conobbero e stimarono il compianto Porporato e mentre elevo fervide preghiere a Dio affinché voglia donarli il premio promesso ai fedeli servitori del Vangelo, invio di cuore, a quanti ne piangono la dipartita, una speciale confortatrice Benedizione Apostolica".
TGR/MORTE/LAGHI                               VIS 20090112 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Onorevole Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.

- L'Onorevole Gianni Alemanno, Sindaco di Roma.

- L'Onorevole Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma.

  Sabato 10 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Francesco Monterisi, Segretario della Congregazione per i Vescovi.

- Il Vescovo Elio Sgreccia, Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita.

- La Signora Mary Ann Glendon, Ambasciatore degli Stati Uniti d'America, in visita di congedo.

- La Signora Raychelle Awuor Omamo, Ambasciatore del Kenya, in visita di congedo.
AP/.../...                                       VIS 20090112 (110)

venerdì 9 gennaio 2009

INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE CITTÀ DEL MESSICO

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha presieduto la Conferenza Stampa di presentazione del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Città del Messico, dal 14 al 18 gennaio prossimo.

  "Il Papa sarà particolarmente presente" - ha detto il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia - con due videomessaggi: il primo registrato, la sera di sabato 17 gennaio, ed il secondo, in diretta, via satellite, domenica 18 gennaio, al termine della Santa Messa di chiusura dell'Incontro.

  All'incontro sul tema: "La famiglia, formatrice ai valori umani e cristiani", parteciperanno Cardinali, Vescovi e Delegazioni di famiglie provenienti da ogni parte del mondo. Presiederà questo significativo evento ecclesiale il Legato Pontificio, Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.

  A conclusione del V Incontro Mondiale delle Famiglie svoltosi a Valencia (Spagna), nel luglio 2006, Papa Benedetto XVI aveva annunciato la data e la diocesi sede del VI Incontro, che, come di consueto, sarà preceduto da un Congresso teologico pastorale che si terrà nei giorni 14, 15 e 16 gennaio 2009.

  Il Congresso del 2009 al quale parteciperanno 8.000 persone, verterà su tre argomenti fondamentali. "I rapporti e i valori familiari"; "Famiglia e sessualità", "La vocazione educatrice della famiglia". In programma anche conferenze e tavole rotonde sui temi: i rapporti e i valori familiari; quali sono i valori da scoprire e da riscoprire?; la famiglia e il valore della vita umana; gli organismi che aiutano la famiglia nella formazione dei valori; famiglia e mass media; la sfida di legiferare a favore della famiglia e della vita.

  Le celebrazioni di sabato 17 e 18 gennaio, ai quali è prevista la partecipazione di un milione di persone, si svolgeranno davanti alla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Sabato 17 sono in programma la recita del Rosario e le testimonianze di famiglie provenienti dall'Africa, dall'Asia, dall'America, dall'Europa e dall'Oceania. Domenica 18 gennaio la solenne Celebrazione Eucaristica conclusiva sarà presieduta dal Legato Pontificio, Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

  Il Cardinale Antonelli ha ricordato inoltre che in occasione dell'Incontro Mondiale delle Famiglie, è stato preparato il "Mosaico delle Famiglie", formato da migliaia di fotografie di famiglie con lo scopo di comporre, come in un mosaico, l'immagine del Papa Benedetto XVI. Un'altra iniziativa che ha avuto grande risonanza è stata il concorso nazionale dal titolo "Una lettera a mio figlio", al quale partecipano le madri nubili e le madri sole residenti nella Repubblica Messicana che desiderano indirizzare una lettera ai loro figli e alle loro figlie. "Le lettere migliori saranno raccolte in un libro commemorativo che verrà consegnato a Benedetto XVI come testimonianza del profondo valore e della dignità delle madri messicane", ha detto il Cardinale Antonelli.

  Alla domanda sullo stato di salute della famiglia oggi in Messico, il Cardinale Antonelli ha risposto: "La famiglia in Messico, come in altre parti del mondo, sta attraversando oggi una crisi. Tuttavia" - ha rilevato - "la famiglia è la principale istituzione di aiuto e di solidarietà".

  "Aborto, divorzio, eutanasia, temi della bioetica, anche se lontani dalla cultura e dalla prassi popolare, stanno penetrando anche nella mentalità del popolo messicano. La famiglia oggi deve affrontare (...) la sfida di una cultura individualista e mercantilista, basata sulla produzione e sul consumismo. Abbiamo purtroppo un concetto errato di libertà, intesa, questa, come autonomia chiusa in se stessa. (...) Con questa mentalità errata, molte volte si diffondono - senza un ampio consenso sociale e sotto l'impulso di piccoli ma attivi gruppi di pressione fortemente ideologizzati e dalle grandi risorse economiche - delle leggi che permettono, con molta facilità, l'aborto come pure il divorzio rapido e l'eutanasia".

  "La Chiesa" - ha detto infine il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia - "sta compiendo un grande sforzo di evangelizzazione sostenendo le famiglie cristiane nei loro valori, stimolandole a intraprendere una vasta strategia di promozione, di difesa della vita dal concepimento alla morte naturale e dei diritti della famiglia, anche in ambito politico, culturale, economico e sociale. (...) Grazie a Dio negli ultimi anni, sono sorte numerose iniziative, sia ecclesiali che civili, al servizio della famiglia (...) che appoggiano tutto questo lavoro".
OP/INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE/MESSICO               VIS 20090109 (680)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi).

- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Signor Gábor Erdody, Ambasciatore di Ungheria, in visita di congedo.

- Il Signor Geoffrey Kenyon Ward, Ambasciatore di Nuova Zelanda, in visita di congedo.

- La Signora Vera Barrouin Machado, Ambasciatore del Brasile, in visita di congedo.

- Il Professore Giovanni Maria Flick, Presidente della Corte Costituzionale, con la Famiglia.
AP/.../...                                       VIS 20090109 (100)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Séamus Cunningham, Vescovo di Hexham and Newcastle (superficie: 8.438; popolazione: 2.241.451; cattolici: 200.361; sacerdoti: 219; religiosi: 196; diaconi permanenti: 11), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto, finora Amministratore Diocesano della medesima Diocesi, è nato a Knock (Irlanda), nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1966.
NER/.../CUNNINGHAM                                  VIS 20090109 (70)

giovedì 8 gennaio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Carlos Osoro Sierra, Arcivescovo di Valencia (superficie: 13.060; popolazione: 3.127.368; cattolici: 2.962.702; sacerdoti: 1.541; religiosi: 4.690; diaconi permanenti: 8), Spagna. L'Arcivescovo Osoro Sierra, finora Arcivescovo di Oviedo (Spagna), succede al Cardinale Agustín García-Gasco Vicente, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Philippe Mousset, Vescovo di Pamiers (superficie: 4.903; popolazione: 137.205; cattolici: 100.301; sacerdoti: 51; religiosi: 99; diaconi permanenti: 11), Francia. Il Vescovo eletto, finora Responsabile diocesano delle vocazioni, Parroco di Saint-Paul e Vicario Episcopale della Diocesi di La Rochelle (Francia), è nato nel 1955 a Le Guâ (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
NER:RE/.../OSORO SIERRA:GARCIA-GASCO:MOUSSET VIS 20090108 (130)


DISCORSO AL CORPO DIPLOMATICO PRESSO LA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Benedetto XVI ha tenuto l'annuale discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditati presso la Santa Sede ed ha ricevuto gli auguri degli Ambasciatori, presentati dal nuovo Decano del Corpo Diplomatico, Ambasciatore Alejandro Emilio Valladares Lanza, dell'Honduras.

  Attualmente la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici con 177 Paesi ai quali si devono aggiungere la Delegazione della Commissione delle Comunità Europee, il Sovrano Militare Ordine dei Malta e due Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa e l'Ufficio dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
 
  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha ricordato "Quanti hanno sofferto a causa di gravi catastrofi naturali, in particolare in Vietnam, in Birmania, in Cina e nelle Filippine, in America Centrale e nei Caraibi, in Colombia e in Brasile, o a causa di sanguinosi conflitti nazionali o regionali o a causa di attentati terroristici che hanno seminato morte e distruzione in Paesi come l'Afghanistan, l'India, il Pakistan e  l'Algeria".

  "Nonostante tanti sforzi, la pace così desiderata è ancora lontana!" - ha esclamato il Pontefice ribadendo però che: "Di fronte a ciò, non dobbiamo scoraggiarci o diminuire l'impegno a favore di una cultura di pace, ma" dobbiamo "raddoppiare i nostri sforzi per promuovere la sicurezza e lo sviluppo. In questo senso, la Santa Sede ha voluto essere tra i primi a firmare e ratificare la 'Convenzione sulle munizioni a grappolo', (...). D'altra parte, osservando con preoccupazione i sintomi di una crisi che emergono nel settore del disarmo e della non proliferazione nucleare, la Santa Sede continua a ricordare che non siamo in grado di costruire la pace, quando la spesa militare sottrae enormi risorse umane e materiali per i progetti di sviluppo, specialmente dei popoli più poveri".

  Commentando il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2009, sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace", Benedetto XVI ha sottolineato che: "Per costruire la pace, occorre ridare speranza ai poveri. Come non pensare a tante persone e famiglie colpite dalle difficoltà e dalle incertezze che l'attuale crisi finanziaria ed economica ha causato a livello mondiale? Come non evocare la crisi alimentare e il surriscaldamento climatico, che rendono ancora più arduo l'accesso al cibo e all'acqua per gli abitanti delle regioni fra le più povere del pianeta?".

  "E' d'ora innanzi urgente adottare" - ha ribadito il Pontefice - "una strategia efficace per combattere la fame e facilitare lo sviluppo agricolo locale, soprattutto perchè‚ la percentuale di persone povere nei Paesi ricchi aumenta. (...) Più in profondità, per rendere l'economia sana, è necessario costruire una nuova fiducia. Ciò si può realizzare solo con l'attuazione di un'etica basata sulla dignità innata della persona umana. So quanto ciò sia impegnativo, ma non è un'utopia! Oggi più di ieri, il nostro futuro è in gioco, così come il destino stesso del nostro pianeta e dei suoi abitanti, in primo luogo delle giovani generazioni che ereditano un sistema economico e un tessuto sociale fortemente compromessi".

  Riferendosi ai Viaggi Apostolici del 2008, il Papa ha ricordato il discorso pronunciato all'Organizzazione delle Nazioni Unite ed ha affermato: "Sessant'anni dopo l'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, ho voluto sottolineare che questo documento si basa sulla dignità della persona umana, e questa sulla natura comune a tutti che trascende le diverse culture". A Lourdes per il centocinquantesimo anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Santa Bernadette, "ho voluto sottolineare che il messaggio di conversione e di amore che si irradia dalla grotta di Massabielle resta di grande attualità, come un costante invito a costruire la nostra esistenza e le relazioni tra i popoli sulla base del rispetto e dell'autentica fraternità, nella consapevolezza che tale fraternità suppone un comune Padre di tutti gli uomini, il Dio Creatore. Inoltre, una sana laicità della società non ignora la dimensione spirituale e i suoi valori, perchè‚ la religione, e mi è sembrato utile ripeterlo durante la mia visita pastorale in Francia, non è un ostacolo, ma piuttosto un solido fondamento per la costruzione di una società più giusta e più libera".

  "Le discriminazioni e i gravissimi attacchi di cui sono state vittime, l'anno scorso, migliaia di cristiani, mostrano come non sia soltanto la povertà materiale, ma anche la povertà morale a nuocere alla pace. E' nella povertà morale, infatti, che simili abusi affondano le loro radici".

  "Il cristianesimo è una religione di libertà e di pace ed è al servizio del vero bene dell'umanità. Ai nostri fratelli e alle nostre sorelle vittime della violenza, specialmente in Iraq e in India, rinnovo l'assicurazione del mio paterno affetto; alle autorità civili e politiche, domando insistentemente di adoperarsi con energia per mettere fine all'intolleranza e alle vessazioni contro i cristiani, di far sì che siano riparati i danni provocati, in particolare ai luoghi di culto e alle proprietà; e di incoraggiare con ogni mezzo il giusto rispetto per tutte le religioni, mettendo al bando ogni forma di odio e di disprezzo. Auspico altresì che, nel mondo occidentale, non si coltivino pregiudizi o ostilità contro i cristiani, semplicemente perchè, su certe questioni, la loro voce dissente".

  "Da parte loro, i discepoli di Cristo" - ha ribadito il Pontefice - "di fronte a tali prove, non si perdano d'animo: la testimonianza del Vangelo è sempre un 'segno di contraddizione' rispetto allo 'spirito del mondo'! Se le tribolazioni sono penose, la costante presenza di Cristo è un potente conforto. Il suo Vangelo è un messaggio di salvezza per tutti ed è per questo che esso non può essere confinato nella sfera privata, ma va proclamato sui tetti, fino alle estremità della terra".

  Riferendosi al conflitto tra Israeliani e Palestinesi, il Santo Padre ha ripetuto: "l'opzione militare non è una soluzione e (...) la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente. Auspico che, con l'impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella striscia di Gaza sia rimessa in vigore - ciò che è indispensabile per ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione - e che siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all'odio, alle provocazioni e all'uso delle armi".

  "E' molto importante che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione. A questa non si potrà giungere senza adottare un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte".

  "Oltre agli sforzi rinnovati per la soluzione del conflitto israelo-palestinese, che ho appena menzionato, occorre dare un sostegno convinto al dialogo tra Israele e la Siria e, per il Libano, appoggiare il consolidarsi in atto delle istituzioni, che sarà tanto più efficace quanto più si compirà in uno spirito di unità. Agli Iracheni, che si preparano a riprendere pienamente in mano il proprio destino, rivolgo un incoraggiamento particolare a voltare pagina per guardare al futuro, per costruirlo senza discriminazioni di razza, di etnia o di religione. Per quanto riguarda l'Iran, non bisogna rinunciare a ricercare una soluzione negoziata alla controversia sul programma nucleare, attraverso un dispositivo che permetta di soddisfare le legittime esigenze del Paese e della comunità internazionale. Un simile risultato favorirebbe grandemente la distensione regionale e mondiale".

  "Volgendo lo sguardo al grande continente asiatico, constato con preoccupazione che in certi Paesi le violenze perdurano e in altri la situazione politica rimane tesa, ma vi sono dei progressi che permettono di guardare al futuro con maggiore fiducia. Penso, ad esempio, alla ripresa di nuovi negoziati di pace a Mindanao, nelle Filippine, e al nuovo corso che prendono le relazioni tra Pechino e Taipei".

  "Nel medesimo contesto di ricerca di pace, anche una soluzione definitiva del conflitto in corso in Sri Lanka non potrebbe essere che politica, mentre i bisogni umanitari delle popolazioni interessate devono rimanere oggetto di attenzione continua. Le comunità cristiane che vivono in Asia sono spesso ridotte dal punto di vista numerico, ma desiderano offrire un contributo convinto ed efficace al bene comune, alla stabilità e al progresso dei loro Paesi, testimoniando il primato di Dio, che stabilisce una sana gerarchia di valori e dona una libertà più forte delle ingiustizie. (...) La Chiesa, come si è detto molte volte, non domanda privilegi, ma l'applicazione del principio della libertà religiosa in tutta la sua estensione. In tale ottica, è importante che, in Asia centrale, le legislazioni sulle comunità religiose garantiscano il pieno esercizio di questo diritto fondamentale, nel rispetto delle norme internazionali".

  "Fra qualche mese" - ha ricordato Papa Benedetto XVI - "avrò la gioia di incontrare molti fratelli e sorelle nella fede e in umanità che vivono in Africa. (...) Prego il Signore che i loro cuori siano disponibili ad accogliere il Vangelo e a viverlo con coerenza, costruendo la pace lottando contro la povertà morale e materiale. Una attenzione particolare dev'essere riservata all'infanzia (...). Molti bambini vivono il dramma dei rifugiati e dei trasferiti in Somalia, nel Darfur e nella Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di flussi migratori che riguardano milioni di persone che hanno bisogno di un aiuto umanitario e che sono soprattutto private dei loro diritti elementari e feriti nella loro dignità".

  "Chiedo a coloro che hanno responsabilità politiche, a livello nazionale e internazionale" - ha detto Papa Benedetto XVI - "di prendere tutte le misure necessarie per risolvere i conflitti in corso e porre fine alle ingiustizie che li hanno provocati. Spero che in Somalia la restaurazione dello Stato possa infine progredire affinché cessino le interminabili sofferenze degli abitanti di tale Paese. Anche nello Zimbabwe la situazione rimane critica e sono necessari considerevoli aiuti umanitari. Gli Accordi di pace in Burundi hanno gettato un barlume di speranza nella regione. Formulo l'augurio che essi vengano pienamente applicati e diventino sorgente di ispirazione per gli altri Paesi che non hanno ancora trovato la via della riconciliazione. Come voi sapete, la Santa Sede segue con una attenzione speciale il continente africano ed è lieta di avere stabilito l'anno scorso le relazioni diplomatiche con il Botswana".

  "In questo vasto panorama che abbraccia il mondo intero, desidero anche fermarmi un momento sull'America Latina. Anche lì i popoli desiderano vivere in pace, liberati dalla povertà e potendo liberamente esercitare i loro diritti fondamentali. In questo contesto occorre augurarsi che i bisogni di coloro che emigrano siano presi in considerazione da legislazioni che facilitino il ricongiungimento familiare e concilino le legittime esigenze della sicurezza e quelle dell'inviolabile rispetto della persona. Vorrei inoltre lodare l'impegno prioritario di certi governi per ristabilire la legalità e condurre una lotta senza compromessi contro il traffico di stupefacenti e la corruzione. Mi rallegro che, trent'anni dopo l'inizio della mediazione pontificia sulle vertenze tra l'Argentina e il Cile riguardanti la zona australe, i due Paesi abbiano in qualche modo suggellato la loro volontà di pace elevando un monumento al mio venerato predecessore Papa Giovanni Paolo II. Spero pertanto che la recente firma dell'Accordo tra la Santa Sede e il Brasile faciliti il libero esercizio della missione evangelizzatrice della Chiesa e rafforzi ancor più la sua collaborazione con le istituzioni civili per lo sviluppo integrale della persona".

  "La Chiesa accompagna da cinque secoli i popoli dell'America latina, condividendo le loro speranze e le loro preoccupazioni. I suoi Pastori sanno che per favorire un autentico progresso della società, il loro specifico compito è quello di illuminare le coscienze e di formare dei laici capaci di intervenire con coraggio nelle realtà temporali, mettendosi al servizio del bene comune".

  "Volgendo infine il mio sguardo alle nazioni che sono pi- vicine, desidererei salutare la comunità cristiana della Turchia, ricordando che, in questo anno giubilare speciale in occasione del secondo millennio della nascita dell'Apostolo san Paolo, numerosi pellegrini convergono verso Tarso, sua città d'origine, sottolineando così ancora una volta lo stretto legame di questa terra con le origini del cristianesimo. Le aspirazioni alla pace sono vive a Cipro, dove sono ripresi i negoziati in vista di eque soluzioni ai problemi legati alla divisione dell'Isola. Per quanto concerne il Caucaso vorrei ricordare ancora una volta che i conflitti che interessano gli Stati della Regione non possono essere risolti con le armi e, pensando alla Georgia, mi auguro che vengano onorati tutti gli impegni sottoscritti nell'Accordo di cessate-il-fuoco del mese di agosto scorso, concluso grazie agli sforzi diplomatici dell'Unione Europea, e che il ritorno degli sfollati nelle loro case sia al più presto reso possibile".

  "Trattando infine del Sud est dell'Europa, la Santa Sede continua il suo impegno per la stabilità nella regione e spera che si continueranno a creare le condizioni per un avvenire di riconciliazione e di pace tra le popolazioni della Serbia e del Kosovo, nel rispetto delle minoranze e senza dimenticare la difesa del prezioso patrimonio artistico e culturale cristiano, che costituisce una ricchezza per tutta l'umanità".

  Il Papa ha concluso il suo discorso citando nuovamente il Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2009 nel quale ricorda che: "Gli esseri umani più poveri sono i bambini non ancora nati (n.3). Non posso non ricordare, terminando, gli altri poveri, come i malati e le persone anziane abbandonate, le famiglie divise e senza possibilità di rimedio. La povertà si combatte se l'umanità è resa più fraterna tramite valori ed ideali condivisi, fondati sulla dignità della persona, sulla libertà unita alla responsabilità, sul riconoscimento effettivo del posto di Dio nella vita dell'uomo".
AC/ANNO NUOVO/CORPO DIPLOMATICO                VIS 20090108 (2240)


mercoledì 7 gennaio 2009

SAN PAOLO: LA CROCE DI CRISTO TRASFORMA REALTÀ CULTO


CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2009 (VIS). Nella prima Udienza Generale del 2009, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre si è soffermato sul culto che i cristiani sono chiamati ad esercitare, secondo il pensiero di San Paolo.

"In passato" - ha detto il Pontefice - "si amava parlare di una tendenza anti-cultuale dell'Apostolo, di una 'spiritualizzazione' dell'idea del culto. Oggi si comprende meglio che Paolo vede nelle croce di Cristo una svolta storica, che trasforma e rinnova radicalmente la realtà del culto".

Commentando tre testi della Lettera di Romani, nei quali appare una "nuova visione del culto", Papa Benedetto ha spiegato che nel capitolo terzo l'Apostolo "dopo aver parlato della 'redenzione realizzata da Cristo Gesù', (...) continua con una formula per noi misteriosa così: Dio lo 'ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue'. (...) Con la croce di Cristo (...) il vecchio culto con i sacrifici degli animali nel tempio di Gerusalemme è finito. Questo culto simbolico, di desiderio, è adesso sostituito dal culto reale: l'amore di Dio incarnato in Cristo e portato alla sua completezza nella morte sulla croce. Non è una spiritualizzazione di un culto reale, ma il culto reale sostituisce il culto simbolico e provvisorio".

Nel capitolo dodici della Lettera ai Romani, ha spiegato ancora il Pontefice, l'Apostolo esorta i cristiani con queste parole: "Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale".

"C'è anche il pericolo di un malinteso" - ha proseguito il Papa - "si può facilmente interpretare questo nuovo culto in un senso moralistico: offrendo la nostra vita facciamo noi il vero culto. In questo modo il culto con gli animali sarebbe sostituto dal moralismo: l'uomo stesso farebbe tutto da sé con il suo sforzo morale. E questa certamente non era l'intenzione di San Paolo".

"Come dobbiamo dunque interpretare questo 'culto spirituale? Paolo suppone" - ha spiegato il Papa - "sempre che noi siamo divenuti 'uno in Cristo Gesù', che siamo morti nel battesimo e viviamo adesso con Cristo, per Cristo, in Cristo. In questa unione - e solo così - possiamo divenire in Lui e con Lui 'sacrificio vivente', offrire il culto vero. (...) Gesù Cristo, nella sua donazione al Padre e a noi, non si sostituisce a noi, ma porta in sé il nostro essere, le nostre colpe ed il nostro desiderio; ci rappresenta, ci assume in sé. Nella comunione con Cristo, realizzata nella fede e nei sacramenti, diventiamo, nonostante tutte le nostre insufficienze, sacrificio vivente: si realizza il 'culto vero'".

La Chiesa, ha detto ancora il Pontefice, "prega che la comunità celebrante sia realmente unita con Cristo, sia trasformata; prega perché noi stessi diventiamo quanto non possiamo essere con le nostre forze: offerta 'rationabile' che piace a Dio, che è gloria di Dio".

Infine, il Papa ha voluto sottolineare due aspetti del Capitolo 15 della Lettera ai Romani: "Innanzitutto San Paolo interpreta la sua azione missionaria tra i popoli del mondo per costruire la Chiesa universale come azione sacerdotale. (...) E il secondo aspetto: la meta dell'azione missionaria è - così possiamo dire - la liturgia cosmica: che i popoli uniti in Cristo, il mondo, diventi come tale gloria di Dio, 'oblazione gradita, santificata nello Spirito Santo'".

"L'autodonazione di Cristo" - ha concluso il Pontefice - "implica la tendenza di attirare tutti alla comunione del suo Corpo, di unire il mondo. Solo in comunione con Cristo, l'Uomo-modello, uno con Dio, il mondo diventa così come tutti noi lo desideriamo: specchio dell'amore divino. Questo dinamismo è presente sempre nell'Eucaristia - questo dinamismo deve ispirare e formare la nostra vita".
AG/SAN PAOLO:CULTO/... VIS 20090107 (610)


ANNUNCIARE CRISTO CON LA PAROLA E TESTIMONIANZA VITA


CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2009 (VIS).  Alle ore 10:00 di oggi, Solennità dell'Epifania del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana.

  Benedetto XVI ha affermato nell'omelia che la tradizione latina identifica l'Epifania, "'manifestazione' del nostro Signore Gesù Cristo, con la visita dei Magi al Bambino Gesù a Betlemme, e dunque lo interpreta soprattutto come rivelazione del Messia d'Israele ai popoli pagani".

  "In questo anno 2009, che, nel 4° centenario delle prime osservazioni di Galileo Galilei al telescopio, è stato dedicato in modo speciale all'astronomia, non possiamo non prestare particolare attenzione al simbolo della stella, tanto importante nel racconto evangelico dei Magi (cfr Mt 2,1-12). Essi erano con tutta probabilità degli astronomi".

  "Mentre la teologia pagana divinizzava gli elementi e le forze del cosmo" - ha rilevato il Pontefice - "la fede cristiana, portando a compimento la rivelazione biblica, contempla un unico Dio, Creatore e Signore dell'intero universo".

  "E' l'amore divino, incarnato in Cristo, la legge fondamentale e universale del creato. Ciò va inteso invece in senso non poetico, ma reale. (...) Questo significa che le stelle, i pianeti, l'universo intero non sono governati da una forza cieca, non obbediscono alle dinamiche della sola materia. Non sono, dunque, gli elementi cosmici che vanno divinizzati, bensì, al contrario, in tutto e al di sopra di tutto vi è una volontà personale, lo Spirito di Dio, che in Cristo si è rivelato come Amore. Se è così, allora gli uomini - come scrive San Paolo ai Colossesi - non sono schiavi degli 'elementi del cosmo', ma sono liberi, capaci cioè di relazionarsi alla libertà creatrice di Dio".

  "Egli" - ha proseguito il Pontefice - "è all'origine di tutto e tutto governa non alla maniera di un freddo ed anonimo motore, ma quale Padre, Sposo, Amico, Fratello, quale Logos, 'Parola-Ragione' che si è unita alla nostra carne mortale una volta per sempre ed ha condiviso pienamente la nostra condizione, manifestando la sovrabbondante potenza della sua grazia".

  "Il pensiero cristiano paragona il cosmo ad un 'libro' - così diceva anche lo stesso Galileo -, considerandolo come l'opera di un Autore che si esprime mediante la 'sinfonia' del creato".

  "Non c'è ombra, per quanto tenebrosa, che possa oscurare la luce di Cristo. Per questo nei credenti in Cristo non viene mai meno la speranza, anche oggi, dinanzi alla grande crisi sociale ed economica che travaglia l'umanità, davanti all'odio e alla violenza distruttrice che non cessano di insanguinare molte regioni della terra, dinanzi all'egoismo e alla pretesa dell'uomo di ergersi come dio di se stesso, che conduce talora a pericolosi stravolgimenti del disegno divino circa la vita e la dignità dell'essere umano, circa la famiglia e l'armonia del creato".

  "Il nostro sforzo di liberare la vita umana e il mondo" - ha detto Benedetto XVI - "dagli avvelenamenti e dagli inquinamenti che potrebbero distruggere il presente e il futuro, conserva il suo valore e il suo senso - ho annotato nella già citata Enciclica Spe salvi - anche se apparentemente non abbiamo successo o sembriamo impotenti di fronte al sopravvento di forze ostili, perchè 'è la grande speranza poggiante sulle promesse di Dio che, nei momenti buoni come in quelli cattivi, ci dà coraggio e orienta il nostro agire' (n. 35)".

  "La signoria universale di Cristo si esercita in modo speciale sulla Chiesa. (...) Essa non può vantarsi di nulla se non nel suo Signore: non da lei proviene la luce, non è sua la gloria. Ma proprio questa è la sua gioia, che nessuno potrà toglierle: essere 'segno e strumento' di Colui che è 'lumen gentium', luce dei popoli".

  "La grazia di Dio" - ha sottolineato il Pontefice - " ha fatto di Paolo una 'stella' per le genti", ed ha invitato tutti a pregare per i pastori della Chiesa "affinché, assimilando quotidianamente la Parola di Dio, possiamo trasmetterla fedelmente ai fratelli".

  "Ma anche noi preghiamo per voi, fedeli tutti" - ha concluso il Pontefice - "perché ogni cristiano è chiamato per il Battesimo e la Confermazione ad annunciare Cristo luce del mondo, con la parola e la testimonianza della vita".
HML/EPIFANIA SIGNORE/...                           VIS 20090107 (690)


PERCORRERE DECISAMENTE LA VIA DEL BENE


CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana nella Solennità dell'Epifania del Signore, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con la migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Il Santo Padre, ricordando l'episodio dei Magi narrato da San Matteo, ha affermato: "Ogni volta che ascoltiamo questo racconto, siamo colpiti dal netto contrasto tra l'atteggiamento dei Magi, da una parte, e quello di Erode e dei Giudei, dall'altra. Dice infatti il Vangelo che, all'udire le parole dei Magi, 'il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme'. Una reazione che può avere differenti comprensioni. Erode è allarmato, perché vede in colui che i Magi ricercano un concorrente per sé stesso e per i suoi figli. I capi e gli abitanti di Gerusalemme, invece, sembrano più che altro stupefatti, come risvegliati da un certo torpore, e bisognosi di riflettere".

  "Perché dunque Gerusalemme rimane turbata? Pare che l'Evangelista voglia quasi anticipare quella che sarà poi la posizione dei sommi sacerdoti e del sinedrio, ma anche di parte del popolo, nei confronti di Gesù durante la sua vita pubblica. (…) Viene alla mente che, nell'imminenza della passione, Gesù pianse su Gerusalemme, perché non aveva riconosciuto il tempo in cui era stata visitata. Tocchiamo qui uno dei punti cruciali della teologica della storia: il dramma dell'amore fedele di Dio nella persona di Gesù, che 'venne fra i suoi, / e i suoi non lo hanno accolto' (Gv 1,11)".

  "Alla luce di tutta la Bibbia" - ha sottolineato il Papa - "questo atteggiamento di ostilità, o ambiguità, o superficialità sta a rappresentare quello di ogni uomo e del 'mondo' - in senso spirituale -, quando si chiude al mistero del vero Dio, il quali ci viene incontro nella disarmante mitezza dell'amore. Gesù, il 're dei Giudei', è il Dio della misericordia e della fedeltà; Egli vuole regnare nell'amore e nella verità e ci chiede di convertirci, di abbandonare le opere malvagie e di percorrere decisamente la via del bene".

  "'Gerusalemme', dunque, in questo senso siamo tutti noi!" - ha concluso il Pontefice - "Ci aiuti la Vergine Maria, che ha accolto con fede - Gesù, a non chiudere il nostro cuore al suo Vangelo di salvezza. Lasciamoci piuttosto conquistare e trasformare da Lui, l'Emmanuele', Dio venuto tra noi per farci dono della sua pace e del suo amore".
ANG/EPIFANIA/…                                           VIS 20090107 (410)


APPELLI PACE GAZA, LIBERAZIONE BAMBINI SEQUESTRATI


CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto fervidi auguri ai fratelli e sorelle delle Chiese Orientali, che, seguendo il Calendario Giuliano, celebreranno domani il Santo Natale.

  "La memoria della nascita del Salvatore" - ha detto il Papa - "accenda sempre più nei loro cuori la gioia di essere amati da Dio. Il ricordo di questi nostri fratelli nella fede mi conduce spiritualmente in Terra Santa e nel Medio Oriente. Continuo a seguire con viva apprensione i violenti scontri armati in atto nella Striscia di Gaza. Mentre ribadisco che l'odio e il rifiuto del dialogo non portano che alla guerra, vorrei oggi incoraggiare le iniziative e gli sforzi di quanti, avendo a cuore la pace, stanno cercando di aiutare israeliani e palestinesi ad accettare di sedersi attorno ad un tavolo e di parlare. Iddio sostenga l'impegno di questi coraggiosi 'costruttori di pace'!".

  "La festa dell'Epifania" - ha detto ancora Benedetto XVI - "in molti Paesi, è anche la festa dei bambini. Un pensiero speciale va quindi a tutti i bambini, che sono la ricchezza e la benedizione del mondo, e soprattutto ai tanti a cui è negata un'infanzia serena".

  "Desidero, in particolare, attirare l'attenzione sulle decine di bambini e ragazzi che, in questi ulti mesi, compreso il periodo natalizio, nella Provincia orientale della Repubblica Democratica del Congo, sono stati sequestrati da bande armate che hanno attaccato i villaggi e causato anche numerose vittime e feriti. Faccio appello agli autori di tali disumane brutalità, affinché restituiscano i ragazzi alle loro famiglie e al loro futuro di sicurezza e di sviluppo, a cui hanno diritto insieme a quelle care popolazioni. Manifesto al tempo stesso la mia vicinanza spirituale alle Chiese locali, anch'esse colpite nelle persone e nelle opere, mentre esorto i Pastori e i fedeli ad essere forti e saldi nella speranza".

  "Gli episodi di violenza nei confronti dei ragazzi" - ha proseguito il Pontefice - "che purtroppo si registrano pure in altre parti della terra, appaiono ancor più deprecabili considerando che nel 2009 ricorre il 20° anniversario della Convenzione dei Diritti del Fanciullo: un impegno che la comunità internazionale è chiamata a rinnovare a difesa, tutela e promozione dell'infanzia del mondo intero. Il Signore aiuti quanti - e sono innumerevoli! - operano quotidianamente al servizio delle nuove generazioni, aiutandole ad essere protagoniste del loro futuro".

  "Inoltre, la Giornata dell'Infanzia Missionaria" - ha concluso il Santo Padre - "che si celebra nell'odierna festa dell'Epifania, è opportuna occasione per porre in evidenza come i bambini e i ragazzi possano svolgere un ruolo importante nella diffusione del Vangelo e nelle opere di solidarietà verso i loro coetanei più bisognosi. Il Signore li ricompensi!".
ANG/PACE GAZA:BAMBINI/…                           VIS 20090107 (450)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre João José da Costa, O.Carm., Vescovo di Iguatu (superficie: 21.904; popolazione: 532.000; cattolici: 505.000; sacerdoti: 29; religiosi: 20), Brasile. Il Vescovo eletto, Priore e Formatore nel Convento di São Cristóvão nell'Arcidiocesi di Aracajú (Brasile), è nato nel 1958 a Lagarto (Brasile), ha emesso la professione religiosa nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Succede al Vescovo José Doth de Oliveira, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

-  Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kara (Togo), presentata dal Vescovo Inace Baguibassa Sambar-Talkena, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Jacques Danka Longa, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Reverendo José Moreira Bastos Neto, Vescovo di Três Lagoas (superficie: 49.000; popolazione: 236.000; cattolici: 177.000; sacerdoti: 18; religiosi: 45; diaconi permanenti: 10), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Coordinatore diocesano della Pastorale ed Amministratore Parrocchiale di Vila Nova (Brasile), è nato nel 1953 a Simonésia (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Succede al Vescovo Izidoro Kosinski, C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Jorge Alberto Cavazos Arizpe, Vescovo Ausiliare di Monterrey (superficie: 17.886; popolazione: 7.062.000; cattolici: 5.337.000; sacerdoti: 552; religiosi: 1.102, diaconi permanenti: 33), Messico. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di "Corpus Christi", è nato a Monterrey nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

  Martedì 6 gennaio il Santo Padre ha nominato il Padre José Javier Travieso Martín, C.F.M., Vescovo Ausiliare di Trujillo (superficie: 15.323; popolazione:  1.321.000; cattolici: 1.105.416; sacerdoti: 117; religiosi: 291), Perù. Il Vescovo eletto è nato a Don Benito (Spagna), nel 1952, ha emesso la professione religiosa ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. E' stato finora Collaboratore del Collegio Claretiano di Trujillo e Professore nel Seminario e nell'Università Cattolica di Trujillo.
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20090107 (360)


lunedì 5 gennaio 2009

LEGATO PONTIFICIO INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE MESSICO

CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera del Santo Padre, redatta in lingua latina e datata 28 dicembre 2008, con la quale il Papa nomina il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, Legato Pontificio per la celebrazione del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma dal 13 al 18 gennaio, a Città del Messico.

  La Missione che accompagnerà il Cardinale Bertone è composta dal Sacerdote Rogelio Alcántara Mendoza, Direttore Spirituale del "Seminario Hispano de Santa María de Guadalupe" ed il Sacerdote Martín Muñoz López, Cappellano del Coro della Basilica di "Nuestra Señora de Guadalupe".
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/BERTONE:MESSICO                 VIS 20090105 (110)


GESÙ È LA SAPIENZA DI DIO INCARNATA


CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2009 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  La liturgia di questa domenica, ha ricordato il Papa, "ripropone (...) alla nostra meditazione lo stesso Vangelo proclamato nel giorno di Natale, cioè il Prologo di San Giovanni. Dopo il frastuono dei giorni scorsi con la corsa all'acquisto dei regali, la Chiesa ci invita nuovamente a contemplare il mistero del Natale di Cristo, per coglierne ancor più il significato profondo e l'importanza per la nostra vita".

  "Si tratta" - ha detto il Papa - "di un testo mirabile, che offre una sintesi vertiginosa di tutta la fede cristiana. Parte dall'alto: 'In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio' (Gv 1,1); ed ecco la novità inaudita e umanamente inconcepibile: 'Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi' (Gv 1,14a)".

  "Non è una figura retorica, ma un'esperienza vissuta!" - ha sottolineato il Pontefice - "A riferirla è Giovanni, testimone oculare: 'Noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità' (Gv 1,14b). Non è la parola dotta di un rabbino o di un dottore della legge, ma la testimonianza appassionata di un umile pescatore che, attratto giovane da Gesù di Nazareth, nei tre anni di vita comune con Lui e con gli altri apostoli ne sperimentò l'amore - tanto da autodefinirsi 'il discepolo che Gesù amava' -, lo vide morire in croce e apparire risorto, e ricevette poi con gli altri il suo Spirito. Da tutta questa esperienza, meditata nel suo cuore, Giovanni trasse un'intima certezza: Gesù è la Sapienza di Dio incarnata, è la sua Parola eterna fattasi uomo mortale".

  "Conoscendo Gesù, stando con Lui, ascoltando la sua predicazione e vedendo i segni che Egli compiva" - ha ricordato il Pontefice - "i discepoli hanno riconosciuto che in Lui si realizzavano tutte le Scritture. (...) Ogni uomo e ogni donna ha bisogno di trovare un senso profondo per la propria esistenza. E per questo non bastano i libri, nemmeno le sacre Scritture. Il Bambino di Betlemme ci rivela e ci comunica il vero 'volto' di Dio buono e fedele, che ci ama e non ci abbandona nemmeno nella morte".

  "La prima ad aprire il cuore e a contemplare 'il Verbo che si fece carne' è stata Maria, la Madre di Gesù. Un'umile ragazza di Galilea è diventata così la 'sede della Sapienza'! Come l'apostolo Giovanni, ognuno di noi è invitato ad 'accoglierla con sé' (Gv 19,27), per conoscere profondamente Gesù e sperimentarne l'amore fedele e inesauribile. E' questo il mio augurio per ognuno di voi, cari fratelli e sorelle, all'inizio di questo nuovo anno".
ANG/VERBO/...                                   VIS 20090105 (480)


LA GUERRA E L'ODIO NON SONO LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI


CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2009 (VIS). Dopo l'Angelus, il Papa ha invitato a pregare per la fine della guerra a Gaza ed ha ricordato che la guerra e l'odio non sono la soluzione dei problemi.

  "I Patriarchi ed i Capi delle Chiese cristiane di Gerusalemme oggi, in tutte le Chiese della Terrasanta" - ha detto Benedetto XVI - "invitano i fedeli a pregare per la fine del conflitto nella striscia di Gaza e implorare giustizia e pace per la loro terra. Mi unisco a loro e chiedo anche a voi di fare altrettanto, ricordando, come essi dicono, 'le vittime, i feriti, quanti hanno il cuore spezzato, chi vive nell'angoscia e nel timore, perché Dio li benedica con la consolazione, la pazienza e la pace che vengono da Lui'".

  "Le drammatiche notizie che ci giungono da Gaza" - ha continuato il Santo Padre - "mostrano quanto il rifiuto del dialogo porti a situazioni che gravano indicibilmente sulle popolazioni ancora una volta vittime dell'odio e della guerra".

  "La guerra e l'odio non sono la soluzione dei problemi. Lo conferma anche la storia più recente. Preghiamo, dunque" - ha concluso il Pontefice - "affinché 'il Bambino nella mangiatoia... ispiri le autorità e i responsabili di entrambi i fronti, israeliano e palestinese, a un'azione immediata per porre fine all'attuale tragica situazione'".
ANG/APPELLO PACE GAZA/...                           VIS 20090105 (230)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Allen H. Vigneron, Arcivescovo Metropolita di Detroit (superficie: 10.106; popolazione: 4.441, 551; cattolici: 1.478.231; sacerdoti: 698; religiosi: 2.018; diaconi permanenti: 165), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Oakland (Stati Uniti d'America), è nato nel 1948 a Mount Clemens (Stati Uniti d'America), è stato ordinato sacerdote nel 1975 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1996. Succede al Cardinale Adam J. Maida, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi Metropolitana, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Claude Champagne, O.M.I., Vescovo di Edmundston (superficie: 12.838; popolazione: 52.073; cattolici: 48.695; sacerdoti: 33; religiosi: 103), Canada. Finora Vescovo Ausiliare di Halifax (Canada), il Vescovo Champagne succede al Vescovo François Thibodeau, C.I.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Owensboro (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo John J. McRaith, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Vicente Carlos Kiaziku, O.F.M.Cap., Consigliere Generale del suo Ordine, Vescovo della Diocesi di Mbanza Congo (superficie: 39.459; popolazione: 676.400; cattolici: 339.258; sacerdoti: 16; religiosi: 50), Angola. Il Vescovo eletto, è nato nel 1957 a Kimacaka-Bamba (Angola), ha emesso la professione perpetua nel 1984 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Ha nominato il Reverendo Cirilo Flores, Vescovo Ausiliare di Orange in California (superficie: 2.025; popolazione: 2.988.072; cattolici: 1.165.826; sacerdoti: 276; religiosi: 449: diaconi permanenti: 93), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Parroco di "Saint Anne Parish" a Santa Ana (California), è nato nel 1948 a Corona (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.

- Ha nominato l'Arcivescovo Bruno Musarò, finora Nunzio Apostolico in Guatemala, Nunzio Apostolico in Perù.
 
  Sabato 3 gennaio il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Mechelen-Brussel (Belgio), presentata dal Vescovo Jan De Bie, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Jean-Jacques Koffi Oi Koffi, di Abengourou (Costa d'Avorio), Vescovo della Diocesi di San Pedro-en-Côte-d'Ivoire (superficie: 30:375; popolazione: 1.280.110; cattolici: 71.084, sacerdoti: 52; religiosi: 45), Costa d'Avorio.

- Ha nominato il Vescovo Jean Salomon Lezoutié, di Odienné (Costa d'Avorio), Vescovo Coadiutore della Diocesi di Yopougon (superficie: 7.367; popolazione: 2.552.000; cattolici: 512.282; sacerdoti: 104; religiosi: 111; diaconi permanenti: 2), Costa d'Avorio.

- Ha nominato Membro della Congregazione per i Vescovi, l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

- Ha nominato Membro del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il Cardinale Karl Lehmann, Vescovo di Mainz (Germania).
NER:RE:NEA:NEC:NN:NA/.../...                                   VIS 20090105 (470)


venerdì 2 gennaio 2009

SPERANZA CREDENTI FORZA AFFRONTARE E SUPERARE DIFFICOLTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2009 (VIS). Alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, a cui hanno fatto seguito l'esposizione del Santissimo Sacramento, il canto del tradizionale inno "Te Deum" di ringraziamento a conclusione dell'anno civile, e la benedizione eucaristica.

  "Il tempo natalizio porta con sé una profonda connotazione mariana" - ha detto il Papa nell'omelia; la nascita di Gesù, uomo-Dio e la maternità divina di Maria sono realtà tra loro inscindibili; il mistero di Maria ed il mistero dell'unigenito Figlio di Dio che si fa uomo, formano un unico mistero, dove l'uno aiuta a meglio comprendere l'altro".

  "Questa sera vogliamo porre nelle mani della celeste Madre di Dio" - ha detto ancora il Papa - "il nostro corale inno di ringraziamento al Signore per i benefici che lungo i passati dodici mesi ci ha ampiamente concessi. Il primo sentimento, (...) è proprio di lode e di azione di grazie a Colui che ci fa dono del tempo, preziosa opportunità per compiere il bene; uniamo la richiesta di perdono per non averlo forse sempre utilmente impiegato".

  Rivolgendosi ai fedeli della Diocesi di Roma, Benedetto XVI ha sottolineato che: "L'incontro con Cristo, voi lo sapete bene, rinnova l'esistenza personale e ci aiuta a contribuire alla costruzione di una società giusta e fraterna. Ecco allora che, come credenti, si può dare un grande contributo anche per superare l'attuale emergenza educativa. Quanto mai utile è allora che cresca la sinergia fra le famiglie, la scuola e le parrocchie per una evangelizzazione profonda e per una coraggiosa promozione umana, capaci di comunicare a quanti più è possibile la ricchezza che scaturisce dall'incontro con Cristo".

  "In questi nostri tempi, segnati da incertezza e preoccupazione per l'avvenire, è necessario sperimentare la viva presenza di Cristo. E' Maria, Stella della speranza, che a Lui ci conduce. E' Lei, con il suo materno amore, che può guidare a Gesù specialmente i giovani, i quali portano insopprimibile nel loro cuore la domanda sul senso dell'umana esistenza".

  "Cari giovani, responsabili del futuro di questa nostra città" - ha esortato il Pontefice - "non abbiate paura del compito apostolico che il Signore vi affida, non esitate a scegliere uno stile di vita che non segua la mentalità edonistica corrente. (...) Le crescenti necessità dell'evangelizzazione richiedono numerosi operai nella vigna del Signore: non esitate a rispondergli prontamente se Egli vi chiama. La società ha bisogno di cittadini che non si preoccupino solo dei propri interessi perché, come ho ricordato il giorno di Natale, "il mondo va in rovina se ciascuno pensa solo a sé".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha proseguito il Pontefice - "quest'anno si chiude con la consapevolezza di una crescente crisi sociale ed economica, che ormai interessa il mondo intero; una crisi che chiede a tutti più sobrietà e solidarietà per venire in aiuto specialmente delle persone e delle famiglie in più serie difficoltà. La comunità cristiana si sta già impegnando e so che la Caritas diocesana e le altre organizzazioni benefiche fanno il possibile, ma è necessaria la collaborazione di tutti, perché nessuno può pensare di costruire da solo la propria felicità".

  "Anche se all'orizzonte vanno disegnandosi non poche ombre sul nostro futuro, non dobbiamo avere paura. La nostra grande speranza di credenti è la vita eterna nella comunione di Cristo e di tutta la famiglia di Dio. Questa grande speranza ci dà la forza di affrontare e di superare le difficoltà della vita in questo mondo".

  "La materna presenza di Maria" - ha concluso il Pontefice - "ci assicura questa sera che Dio non ci abbandona mai, se noi ci affidiamo a Lui e seguiamo i suoi insegnamenti. A Maria, dunque, con filiale affetto e fiducia, presentiamo le attese e le speranze, come pure i timori e le difficoltà che ci abitano nel cuore, mentre ci congediamo dal 2008 e ci apprestiamo ad accogliere il 2009".

  Al termine della Celebrazione, il Santo Padre ha compiuto una breve visita al Presepio allestito in Piazza San Pietro
HML/VESPRI:TE DEUM/...                               VIS 20090102 (680)


COMBATTERE POVERTÀ INIQUA RISCOPRENDO SOBRIETÀ


CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2009 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell'ottava di Natale e in occasione della 42a Giornata Mondiale della Pace sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace".

  Commentando nell'omelia il tema della Giornata Mondiale della Pace, il Papa ha spiegato che esiste: "Da una parte la povertà scelta e proposta da Gesù, dall'altra la povertà da combattere per rendere il mondo più giusto e solidale"

  "La nascita di Gesù a Betlemme ci rivela che Dio ha scelto la povertà per se stesso nella sua venuta in mezzo a noi. (...) L'amore per noi ha spinto Gesù non soltanto a farsi uomo, ma a farsi povero".

  "C'è una povertà" - ha sottolineato il Papa - "un'indigenza, che Dio non vuole e che va 'combattuta' - (...); una povertà che impedisce alle persone e alle famiglie di vivere secondo la loro dignità; una povertà che offende la giustizia e l'uguaglianza e che, come tale, minaccia la convivenza pacifica".

  Il Papa ha ricordato che nel Messaggio per la Pace 2009  "Di fronte a piaghe diffuse quali le malattie pandemiche, la povertà dei bambini e la crisi alimentare, ho dovuto purtroppo tornare a denunciare l'inaccettabile corsa ad accrescere gli armamenti" e di fronte al fenomeno della globalizzazione "bisogna che la comunità internazionale e i singoli Stati siano sempre vigilanti; bisogna che non abbassino mai la guardia rispetto ai pericoli di conflitto, anzi, si impegnino a mantenere alto il livello della solidarietà".

 "L'attuale crisi economica globale va vista in tal senso anche come un banco di prova: siamo pronti a leggerla, nella sua complessità, quale sfida per il futuro e non solo come un'emergenza a cui dare risposte di corto respiro?" - si è chiesto il Pontefice - "Siamo disposti a fare insieme una revisione profonda del modello di sviluppo dominante, per correggerlo in modo concertato e lungimirante? Lo esigono, in realtà, più ancora che le difficoltà finanziarie immediate, lo stato di salute ecologica del pianeta e, soprattutto, la crisi culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo".

  "Occorre allora cercare di stabilire un 'circolo virtuoso' tra la povertà 'da scegliere' e la povertà 'da combattere'. (...) Per combattere la povertà iniqua, che opprime tanti uomini e donne e minaccia la pace di tutti, occorre riscoprire la sobrietà e la solidarietà, quali valori evangelici e al tempo stesso universali. Più in concreto, non si può combattere efficacemente la miseria, se non si fa quello che scrive san Paolo ai Corinzi, cioè se non si cerca di 'fare uguaglianza', riducendo il dislivello tra chi spreca il superfluo e chi manca persino del necessario".

  "A Maria, Madre del Figlio di Dio fattosi nostro fratello" - ha detto ancora il Santo Padre - "affidiamo il profondo desiderio di vivere in pace che sale dal cuore della grande maggioranza delle popolazioni israeliana e palestinese, ancora una volta messe a repentaglio dalla massiccia violenza scoppiata nella striscia di Gaza in risposta ad altra violenza".

  "Anche la violenza, anche l'odio e la sfiducia sono forme di povertà - forse le più tremende - 'da combattere'" - ha sottolineato infine il Santo Padre - "In tal senso i Pastori di quelle Chiese, in questi tristi giorni, hanno fatto udire la loro voce. Insieme ad essi e ai loro carissimi fedeli, soprattutto quelli della piccola ma fervente parrocchia di Gaza, deponiamo ai piedi di Maria le nostre preoccupazioni per il presente e i timori per il futuro, ma altresì la fondata speranza che, con il saggio e lungimirante contributo di tutti, non sarà impossibile ascoltarsi, venirsi incontro e dare risposte concrete all'aspirazione diffusa a vivere in pace, in sicurezza, in dignità".
HML/POVERTÀ:PACE/...                               VIS 20090102 (630)


PROMUOVERE NUOVO ORDINE MONDIALE DEGNO ESSERE UMANO


CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2009 (VIS). Al termine della Santa Messa nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 42a Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre Benedetto XVI, prima di recitare l'Angelus, ha rivolto ai fedeli e ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro le seguenti parole:

  "In questo primo giorno dell'anno, sono lieto di rivolgere a tutti voi, presenti in Piazza San Pietro, e a quanti sono con noi collegati mediante la radio e la televisione i più fervidi auguri di pace e di ogni bene. (...) Con la grazia del Signore - e solo con essa - possiamo sempre nuovamente sperare che il futuro sia migliore del passato".

  Con il Messaggio Mondiale della Pace 2009, sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace" "desidero ancora una volta" - ha detto Benedetto XVI - "mettermi in dialogo con i responsabili delle Nazioni e degli Organismi internazionali, offrendo il contributo della Chiesa cattolica per la promozione di un ordine mondiale degno dell'uomo".

  "All'inizio di un nuovo anno, il mio primo obiettivo è proprio quello di invitare tutti, governanti e semplici cittadini, a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà e ai fallimenti, ma di rinnovare il loro impegno".

  "La seconda parte del 2008 ha fatto emergere una crisi economica di vaste proporzioni. Tale crisi va letta in profondità, come un sintomo grave che richiede di intervenire sulle cause. Non basta - come direbbe Gesù - porre rattoppi nuovi su un vestito vecchio (cfr Mc 2,21). Mettere i poveri al primo posto significa passare decisamente a quella solidarietà globale che già Giovanni Paolo II aveva indicato come necessaria, concertando le potenzialità del mercato con quelle della società civile, nel costante rispetto della legalità e tendendo sempre al bene comune".

  "Gesù Cristo" - ha concluso il Santo Padre - "non ha organizzato campagne contro la povertà, ma ha annunciato ai poveri il Vangelo, per un riscatto integrale dalla miseria morale e materiale. Lo stesso fa la Chiesa, con la sua opera incessante di evangelizzazione e promozione umana. Invochiamo la Vergine Maria, Madre di Dio, perché aiuti tutti gli uomini a camminare insieme sulla Via della pace".
ANG/POVERTÀ:CRISI ECONOMICA/...                       VIS 20090102 (370)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi Metropolitana di Vancouver (Canada), presentata dall'Arcivescovo Raymond O. Roussin, S.M., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l'Arcivescovo J. Michael Miller, C.S.B., finora Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

  Mercoledì 31dicembre il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Jan de Groef, M.Afr., Vescovo di Bethlehem (superficie: 34.965; popolazione: 956.000; cattolici: 74.009; sacerdoti: 26; religiosi: 79; diaconi permanenti:5), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato nel 1948 a Beigem (Belgio), ha emesso la professione perpetua nei Missionari d'Africa ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Finora membro dello staff formativo dei Padri Bianchi a Cedara, nell'Arcidiocesi di Durban (Sud Africa), succede al Vescovo Hubert Bucher, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Stanislaw Jan Dziuba, O.S.P.P.E., Vescovo di Umzimkulu (superficie: 15.275; popolazione: 2.036.000; cattolici: 151.600; sacerdoti: 16; religiosi: 28), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Radomsko (Polonia), ha emesso la professione perpetua nel 1985 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. E' stato finora Vicario Generale della medesima Diocesi.
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martedì 30 dicembre 2008

OTHER PONTIFICAL ACTS

VATICAN CITY, 30 DEC 2008 (VIS) - Today the Holy Father appointed:

- Fr. P. Elio Greselin, S.C.J., former Provincial General of the Dehonian Fathers, as Bishop of Lichinga (area 129,362, population 1,084,682, Catholics 200,466, priests 29, religious 74), Mozambique. The bishop-elect was born in Tretto di Venza, Italy in 1938 and was ordained a priest in 1965.

- Archbishop Mario Zenari, formerly Apostolic Nuncio to Sri Lanka, as Apostolic Nuncio to Syria.

- the following as consultants to the Congregation for the Clergy: Msgr. Giuseppe Sciacca, Prelate Auditor of the Roman Rota; Fr. Valerio Michele Adriano, of the Archdiocese of Turin, Italy; Fr. Davide Cito, of the personal prelature of Opus Dei and professor of Penal Law at the Pontifical University of the Holy Cross, Rome; Fr. James Conn, S.J, professor of Canon Law at the Pontifical Gregorian University, Rome; Fr. Enrico dal Covolo, S.D.B., professor of Christian and Classical Letters at the Pontifical Salesian University, Rome; Fr. Alberto Franzini, of the Diocese of Cremona, Italy; Fr. Martin Grichting, of the Diocese of Chur, Switzerland; Fr. David-Maria Jaeger, O.F.M., professor of Canon Law at the Pontifical University "Antonianum", Rome; Fr. Moacyr Malaquias Junior, O.F.M., professor of Canon Patrimonial Law at the Pontifical University "Antonianum", Rome; Fr. Jesus Minambres, of the personal prelature of Opus Dei and professor of Administrative Law at the Pontifical University of the Holy Cross, Rome; Fr. Luis Navarro, of the personal prelature of Opus Dei and dean of the Canon Law faculty at the Pontifical University of the Holy Cross, Rome; Fr. Christoph Ohly, of the Diocese of Cologne and assistant to the chair of Canon Law at the Catholic University of Munich, Germany; Fr. Jan Sliwa, O.P., assistant dean and professor of Canon Law at the Pontifical University of St. Thomas Aquinas (Angelicum), Rome; and Dr. Richard Fitzgibbon, psychiatrist and member of the Catholic Medical Association of the United States of America.
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