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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 20 ottobre 2006

SOLO CRISTO PIENAMENTE PUÒ SODDISFARE ATTESE CUORE UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2006 (VIS). Alle 16:00 di ieri, allo Stadio Comunale "Bentegodi" di Verona, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una Concelebrazione Eucaristica alla quale hanno assistito oltre 40.000 persone. Il discorso pronunciato ieri mattina alla Fiera e la Concelebrazione Eucaristica del pomeriggio, sono stati i due momenti culminanti della Visita Pastorale del Papa a Verona in occasione del IV Convegno Ecclesiale Italiano - che si conclude oggi - sul tema: "Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo". 

  Nel pronunciare l'omelia, seguita da più di 60.000 persone sugli schermi giganti collocati in varie parti della città, il Santo Padre ha detto: "La certezza che Cristo è risorto ci assicura che nessuna forza avversa potrà mai distruggere la Chiesa. Ci anima anche la consapevolezza che soltanto Cristo può pienamente soddisfare le attese profonde del cuore umano e rispondere agli interrogativi più inquietanti sul dolore, l'ingiustizia e il male, sulla morte e l'aldilà".

  "Dunque, la nostra fede è fondata," - ha proseguito il Pontefice - "ma occorre che questa fede diventi vita in ciascuno di noi. C'è allora un vasto e capillare sforzo da compiere perché ogni cristiano si trasformi in 'testimone' capace e pronto ad assumere l'impegno di rendere conto a tutti e sempre della speranza che lo anima".

  "Per questo occorre tornare ad annunciare con vigore e gioia l'evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del Cristianesimo, fulcro portante della nostra fede, leva potente delle nostre certezze, vento impetuoso che spazza ogni paura e indecisione, ogni dubbio e calcolo umano. Solo da Dio può venire il cambiamento decisivo del mondo. Soltanto a partire dalla Risurrezione si comprende la vera natura della Chiesa e della sua testimonianza, che non è qualcosa di staccato dal mistero pasquale, bensì ne è frutto, manifestazione e attuazione da parte di quanti, ricevendo lo Spirito Santo, sono inviati da Cristo a proseguire la sua stessa missione".

  Benedetto XVI ha espresso l'augurio che la Chiesa in Italia "possa ripartire da questo Convegno come sospinta dalla parola del Signore risorto che ripete a tutti e a ciascuno: siate nel mondo di oggi testimoni della mia passione e della mia risurrezione. In un mondo che cambia, il Vangelo non muta. La Buona Notizia resta sempre la stessa: Cristo è morto ed è risorto per la nostra salvezza! Nel suo nome recate a tutti l'annuncio della conversione e del perdono dei peccati, ma date voi per primi testimonianza di una vita convertita e perdonata. Sappiamo bene che questo non è possibile senza essere 'rivestiti di potenza dall'alto' (Lc 24,49), cioè senza la forza interiore dello Spirito del Risorto".

  Consacrati dalla 'unzione' dello Spirito Santo - ha esortato il Pontefice - "andate! Portate il lieto annuncio ai poveri, fasciate le piaghe dei cuori spezzati, proclamate la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, promulgate l'anno di misericordia del Signore. Ricostruite le antiche rovine, rialzate gli antichi ruderi, restaurate le città desolate. Sono tante le situazioni difficili che attendono un intervento risolutore! Portate nel mondo la speranza di Dio, che è Cristo Signore, il quale è risorto dai morti, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen".

  Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre si è trasferito all'aeroporto di Verona-Villafranca per far ritorno a Roma.
PV-ITALIA/MESSA/VERONA                                   VIS 20061020 (540)


PRESENTAZIONE DEL MESSAGGIO PER LA FINE DEL RAMADAN


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso per la fine del Ramadan.

  Alla presentazione sono intervenuti il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Dicastero, l'Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario, il Monsignor Felix Anthony Machado, Sottosegretario del medesimo Dicastero ed il Monsignor Khaled Akashed, Capo Ufficio per i rapporti con l'Islam del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

  Il Cardinale Poupard ha ricordato che il suo Dicastero "invia messaggi di buon auspicio ai seguaci di tre delle maggiori religioni mondiali: buddisti, indù e musulmani e si succedono in visita nella sede del Dicastero capi religiosi scintoisti, sikhs e rappresentanti di altre religioni orientali. "Questi incontri" - ha precisato il Porporato - "con reciproco scambio di buona volontà sono ricambiati da parte del Pontificio Consiglio".

  Fra le iniziative del Dicastero, il Cardinale Poupard ha ricordato l'incontro di 100 giovani - 50 cristiani e 50 appartenenti a diverse tradizioni religiose e provenienti da vari paesi -  ad Assisi dal 4 all'8 novembre, per il XX anniversario della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace (27.X.1986) e per una riflessione ed uno scambio di idee, nella speranza che aiuti i giovani ad essere strumenti di dialogo, di pace e di speranza per il mondo".

  Successivamente l'Arcivescovo Pier Luigi Celata ha tracciato a grandi linee la storia dell'invio dei messaggi, iniziata nel 1967 dall'allora Segretariato per i non cristiani, che ritenne che il Ramadan "rappresentasse un momento opportuno, per il Dicastero della Santa Sede incaricato di favorire le relazioni con le differenti tradizioni religiose, di rendersi presente alle varie comunità musulmane esprimendo sentimenti di partecipazione amichevole alla loro gioia e di augurio".

  "In tutti questi anni" - ha proseguito l'Arcivescovo Celata - "si è constatato un crescendo di apprezzamenti, di attenzione e di interesse verso il Messaggio. È andato via via aumentando anche il numero di personalità musulmane che hanno risposto per ringraziare, commentare e ricambiare voti. Particolarmente significativo è poi l'apprezzamento dei vescovi, alcuni dei quali accompagnano la trasmissione del Messaggio con una loro lettera personale".

  "Quanto al contenuto" - ha spiegato il Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso - "i Messaggi non si limitano ad espressioni augurali di circostanza, ma cercano di stabilire un 'contatto', di mettersi in sintonia con i destinatari su una dimensione 'religiosa', sulla base cioè di quegli elementi che spinsero i Padri del Concilio Vaticano II a dichiarare 'la stima della Chiesa per i Musulmani'".

  "I Messaggi presentano, inoltre, temi di comune interesse, non di rado suggeriti dall'attualità, a volte critica, in modo da promuovere una riflessione diretta a favorire una migliore comprensione di certi valori umani fondamentali ed un contributo delle due religioni alla soluzione di certe difficili situazioni".

  Monsignor Machado ha presentato il volume "Dialogo Interreligioso nell'insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica dal Concilio Vaticano II a Giovanni Paolo II (1963-2005)", recentemente pubblicato dal Dicastero. Il volume di 1.766 pagine è stato pubblicato contemporaneamente in italiano, francese ed inglese.

  "L'opera ha due scopi" - ha spiegato il Sottosegretario del Pontificio Consiglio - "Il primo è di fornire ai cattolici un accesso facile alle motivazioni teologiche per il dialogo interreligioso come è spiegato nel magistero, il secondo è di offrire ai seguaci di altre religioni l'insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica riguardo alle varie religioni del mondo".
OP/MESSAGGIO RAMADAN/POUPARD:CELATA               VIS 20061020 (570)


CRISTIANI E MUSULMANI AFFRONTARE INSIEME SFIDE MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2006 (VIS). È stato reso pubblico oggi il Messaggio annuale che il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso indirizza ai musulmani per la fine del Ramadan. Il Messaggio, sul tema: ('Id al-Fitr 1427 E/2006 D.C.): "Cristiani e Musulmani: in dialogo fiducioso per affrontare insieme le sfide del nostro mondo", porta la firma del Cardinale Paul Poupard, e dell'Arcivescovo Pier Luigi Celata, rispettivamente Presidente e Segretario del Dicastero.

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento pubblicato in lingua inglese, francese, italiana ed araba.

  "È bello poter condividere con voi questo momento significativo nell'ambito dei nostri rapporti di dialogo. Le circostanze particolari che abbiamo appena affrontato insieme, mostrano anch'esse che, se il cammino di un dialogo autentico può essere talvolta arduo, esso diventa più che mai necessario".

  "Il mese del Ramadan che avete appena vissuto è stato anche ugualmente un tempo di preghiera e di riflessione sulla difficile situazione che sta vivendo il nostro mondo. Pur vedendo ciò che è buono e ringraziando il Signore, è impossibile non constatare i gravi problemi che gravano sulla nostra epoca: l'ingiustizia, la povertà, le tensioni e i conflitti all'interno dei paesi, ma anche tra di loro. La violenza e il terrorismo costituiscono una piaga particolarmente dolorosa. Quante vite umane distrutte, donne rese vedove, bambini che perdono i genitori e si ritrovano orfani… Quanti sono gli uomini e le donne che vengono feriti nel corpo e nel cuore, o colpiti da un handicap… Quanta distruzione, in pochi minuti, di ciò che è stato costruito durante gli anni, spesso al prezzo di molti sacrifici e di enormi spese!".

  "Come cristiani e musulmani, non siamo forse i primi chiamati a offrire il nostro contributo specifico alla soluzione di questa grave situazione e di questi complessi problemi? È in gioco probabilmente la credibilità delle religioni, ma anche quella dei capi religiosi e di tutti i credenti. Se non teniamo il nostro posto come credenti, molti si interrogheranno sull'utilità delle religioni e sulla nostra coerenza in quanto uomini e donne che si prostrano davanti a Dio".

  "Le nostre due religioni attribuiscono molta importanza e molto spazio all'amore, alla compassione e alla solidarietà. È in questa occasione che desidero condividere con voi il messaggio della prima Enciclica di Sua Santità il Papa Benedetto XVI, 'Deus caritas est' ('Dio è amore'), che fa eco alla 'definizione' più caratteristica di Dio nella Sacra Scrittura dei cristiani: 'Dio è amore' (1 Gv 4, 8). L'amore autentico per Dio è inseparabile dall'amore per gli altri: 'Se uno dicesse: 'Io amo Dio', e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede' (1 Gv 4, 20). Ricordando questo, l'Enciclica sottolinea l'importanza della carità fraterna nella missione della Chiesa: l'amore, per essere credibile, deve essere concreto. È necessario che sia un aiuto offerto a tutti, partendo dai più svantaggiati. L'amore vero deve mettersi al servizio della vita di tutti i giorni, ma anche della ricerca di soluzioni giuste e pacifiche ai gravi problemi che colpiscono il nostro mondo".

  "Le difficoltà quotidiane e i gravi problemi del mondo sollecitano la nostra attenzione e la nostra azione. Chiediamo a Dio, nella preghiera, di aiutarci ad affrontarli con coraggio e determinazione. Laddove possiamo operare insieme, non lavoriamo separati. Il mondo, e noi con lui, ha bisogno di Cristiani e di Musulmani che si rispettano, si stimano e offrono la testimonianza di amarsi e di operare insieme per la gloria di Dio e per il bene di tutti gli uomini.  (...) Chiedo a Dio Onnipotente che tali sentimenti contribuiscano a promuovere, dovunque, rapporti di più grande comprensione e di più ampia cooperazione tra cristiani e musulmani; sarà questo un importante contributo per ristabilire e rafforzare la pace all'interno delle nazioni e tra i popoli, secondo l'auspicio profondo di tutti i credenti e di tutti gli uomini di buona volontà".
CON-DIR/RAMADAN/POUPARD:CELATA                   VIS 20061020 (650)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale di Irlanda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo John McAreavey, di Dromore.

    - Il Vescovo Philip Leo O'Reilly, di Kilmore.

    - Il Vescovo Michael Smith, di Meath.
 
    - Il Vescovo Philip Boyce, O.C.D., di Raphoe.

    - L'Arcivescovo Dermot Clifford, di Cashel.

    - Il Vescovo John Magee, S.P.S., di Cloyne.

    - Il Vescovo John Buckley, di Cork and Ross.
AL/.../...                                         VIS 20061020 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Edwin Colaço, finora Vescovo di Amravati (India), Vescovo di Aurangabad (superficie: 64.525; popolazione: 10.176.000; cattolici: 14.300; sacerdoti: 42; religiosi: 179), India.
NER/.../COLAÇO                             VIS 20061020 (40)


giovedì 19 ottobre 2006

VERONA: DISCORSO DEL PAPA CONVEGNO ECCLESIALE ITALIANO


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina all'arrivo a Verona, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato alla Fiera dove ha pronunciato un discorso davanti a più di 2.700 persone - Vescovi, conferenzieri e delegati di tutte le diocesi italiane - che partecipano questa settimana al IV Convegno Ecclesiale Italiano, sul tema: "Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo".

  I precedenti tre Convegni Ecclesiali si sono svolti a Roma nel 1976, sul tema: "Evangelizzazione e promozione umana"; a Loreto nel 1985, sul tema: "Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini" e a Palermo nel 1995, sul tema: "Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia".

  "Questo IV Convegno nazionale" - ha detto il Papa - "è una nuova tappa del cammino di attuazione del Vaticano II, che la Chiesa italiana ha intrapreso fin dagli anni immediatamente successivi al grande Concilio (...); un cammino proteso all'evangelizzazione (...); in stretta e costante unione con il Successore di Pietro".

  Benedetto XVI ha ricordato i Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II che con i loro interventi ai Convegni precedenti "hanno rafforzato nella Chiesa italiana la fiducia di poter operare affinché la fede in Gesù Cristo continui ad offrire, anche agli uomini e alle donne del nostro tempo, il senso e l'orientamento dell'esistenza".

  "La risurrezione di Cristo" - ha proseguito il Santo Padre, affrontando il tema al centro dell'attenzione del Convegno - "è un fatto avvenuto nella storia, di cui gli Apostoli sono stati testimoni e non certo creatori. Nello stesso tempo essa non è affatto un semplice ritorno alla nostra vita terrena; è invece la più grande 'mutazione' mai accaduta, il 'salto' decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova, l'ingresso in un ordine decisamente diverso, che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, la storia e l'intero universo: per questo la risurrezione di Cristo è il centro della predicazione e della testimonianza cristiana, dall'inizio e fino alla fine dei tempi".

  La risurrezione "ha inaugurato una nuova dimensione della vita e della realtà, dalla quale emerge un mondo nuovo, che penetra continuamente nel nostro mondo, lo trasforma e lo attira a sé. Tutto ciò avviene concretamente attraverso la vita e la testimonianza della Chiesa (...). La nostra vocazione e il nostro compito di cristiani consistono nel cooperare perché giunga a compimento effettivo, nella realtà quotidiana della nostra vita, ciò che lo Spirito Santo ha intrapreso in noi col Battesimo: siamo chiamati infatti a divenire donne e uomini nuovi, per poter essere veri testimoni del Risorto e in tal modo portatori della gioia e della speranza cristiana nel mondo, in concreto, in quella comunità di uomini entro la quale viviamo".

  Riferendosi alla situazione italiana il Santo Padre ha affermato: "L'Italia di oggi si presenta a noi come un terreno profondamente bisognoso e al contempo molto favorevole per una tale testimonianza. Profondamente bisognoso, perché partecipa di quella cultura che predomina in Occidente e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita. Ne deriva una nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare. Così Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa più difficile, anche perché viviamo in un mondo che si presenta quasi sempre come opera nostra, nel quale, per così dire, Dio non compare più direttamente, sembra divenuto superfluo ed estraneo".

  "Nella medesima linea, l'etica viene ricondotta entro i confini del relativismo e dell'utilitarismo, con l'esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stesso. Non è difficile vedere come questo tipo di cultura rappresenti un taglio radicale e profondo non solo con il cristianesimo ma più in generale con le tradizioni religiose e morali dell'umanità: non sia quindi in grado di instaurare un vero dialogo con le altre culture, nelle quali la dimensione religiosa è fortemente presente".

  "L'Italia però, come accennavo" - ha detto ancora il Pontefice - "costituisce al tempo stesso un terreno assai favorevole per la testimonianza cristiana. La Chiesa, infatti, qui è una realtà molto viva, che conserva una presenza capillare in mezzo alla gente di ogni età e condizione. Le tradizioni cristiane sono spesso ancora radicate e continuano a produrre frutti. (...) Si avverte la gravità del rischio di staccarsi dalle radici cristiane della nostra civiltà. Questa sensazione, che è diffusa nel popolo italiano, viene formulata espressamente e con forza da parte di molti e importanti uomini di cultura, anche tra coloro che non condividono o almeno non praticano la nostra fede".

  "Il nostro atteggiamento non dovrà mai essere, pertanto, quello di un rinunciatario ripiegamento su noi stessi: occorre invece mantenere vivo e se possibile incrementare il nostro dinamismo, occorre aprirsi con fiducia a nuovi rapporti, non trascurare alcuna delle energie che possono contribuire alla crescita culturale e morale dell'Italia".

  "Il cristianesimo è infatti aperto a tutto ciò che di giusto, vero e puro vi è nelle culture e nelle civiltà (...). I discepoli di Cristo riconoscono pertanto e accolgono volentieri gli autentici valori della cultura del nostro tempo, come la conoscenza scientifica e lo sviluppo tecnologico, i diritti dell'uomo, la libertà religiosa, la democrazia. Non ignorano e non sottovalutano però quella pericolosa fragilità della natura umana che è una minaccia per il cammino dell'uomo in ogni contesto storico; in particolare, non trascurano le tensioni interiori e le contraddizioni della nostra epoca. Perciò l'opera di evangelizzazione non è mai un semplice adattarsi alle culture, ma è sempre anche una purificazione, un taglio coraggioso che diviene maturazione e risanamento, un'apertura che consente di nascere a quella 'creatura nuova' che è il frutto dello Spirito Santo".

 "Come ho scritto nell'Enciclica 'Deus caritas est', all'inizio dell'essere cristiano (...) non c'è una decisione etica o una grande idea, ma l'incontro con la Persona di Gesù Cristo (...). La fecondità di questo incontro si manifesta, in maniera peculiare e creativa, anche nell'attuale contesto umano e culturale, anzitutto in rapporto alla ragione che ha dato vita alle scienze moderne e alle relative tecnologie. (...) La corrispondenza tra le sue strutture e le strutture reali dell'universo (...) suscita la nostra ammirazione e pone una grande domanda. Implica infatti che l'universo stesso sia strutturato in maniera intelligente, in modo che esista una corrispondenza profonda tra la nostra ragione soggettiva e la ragione oggettivata nella natura. Diventa allora inevitabile chiedersi se non debba esservi un'unica intelligenza originaria, che sia la comune fonte dell'una e dell'altra".

  "Così proprio la riflessione sullo sviluppo delle scienze ci riporta verso il 'Logos' creatore. Viene capovolta la tendenza a dare il primato all'irrazionale, al caso e alla necessità, a ricondurre ad esso anche la nostra intelligenza e la nostra libertà. Su queste basi diventa anche di nuovo possibile allargare gli spazi della nostra razionalità, riaprirla alle grandi questioni del vero e del bene, coniugare tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza dell'intrinseca unità che le tiene insieme".
 
  Il Santo Padre ha affermato ancora che: "La persona umana non è (...) soltanto ragione e intelligenza. Porta dentro di sé (...) il bisogno di amore, di essere amata e di amare a sua volta. (...) Ritorna dunque, insistente, la domanda se nella nostra vita ci possa essere uno spazio sicuro per l'amore autentico e, in ultima analisi, se il mondo sia davvero l'opera della sapienza di Dio".

  Sottolineando che: "il Creatore del cielo e della terra, l'unico Dio che è la sorgente di ogni essere ama personalmente l'uomo, lo ama appassionatamente e vuole essere a sua volta amato da lui", il Papa ha affermato che in Gesù Cristo "Dio si fa uno di noi, nostro fratello in umanità, e addirittura sacrifica la sua vita per noi".

  "Proprio perché ci ama veramente, Dio rispetta e salva la nostra libertà. Al potere del male e del peccato (...) preferisce porre il limite della sua pazienza e della sua misericordia, quel limite che è, in concreto, la sofferenza del Figlio di Dio".

  Benedetto XVI ha rilevato che "La croce ci fa giustamente paura, come ha provocato paura e angoscia in Gesù Cristo: essa però non è negazione della vita, da cui per essere felici occorra sbarazzarsi. È invece il 'sì' estremo di Dio all'uomo, l'espressione suprema del suo amore e la scaturigine della vita piena e perfetta: contiene dunque l'invito più convincente a seguire Cristo sulla via del dono di sé".

  Il Papa ha sottolineato la necessità di "essere sempre pronti a dare risposta (apo-logia) a chiunque ci domandi ragione (logos) della nostra speranza (...) con quella forza mite che viene dall'unione con Cristo. Dobbiamo farlo a tutto campo, sul piano del pensiero e dell'azione, dei comportamenti personali e della testimonianza pubblica. (...) Il Signore ci guidi a vivere questa unità tra verità e amore nelle condizioni proprie del nostro tempo, per l'evangelizzazione dell'Italia e del mondo di oggi".

  "Un'educazione vera" - ha proseguito il Pontefice - "ha bisogno di risvegliare il coraggio delle decisioni definitive (...), indispensabili per crescere e raggiungere qualcosa di grande nella vita, in particolare per far maturare l'amore in tutta la sua bellezza. (...) Tra le molteplici forme di questo impegno non posso non ricordare, in particolare, la scuola cattolica, perché nei suoi confronti sussistono ancora, in qualche misura, antichi pregiudizi, che generano ritardi dannosi, e ormai non più giustificabili, nel riconoscerne la funzione e nel permetterne in concreto l'attività".

  Sottolineando che: "La Chiesa in Italia ha una grande tradizione di vicinanza, aiuto e solidarietà verso i bisognosi, gli ammalati, gli emarginati" - Benedetto XVI ha detto che è: "quanto mai importante che tutte queste testimonianze di carità conservino sempre alto e luminoso il loro profilo specifico, nutrendosi di umiltà e di fiducia nel Signore, mantenendosi libere da suggestioni ideologiche e da simpatie partitiche, e soprattutto misurando il proprio sguardo sullo sguardo di Cristo: è importante dunque l'azione pratica ma conta ancora di più la nostra partecipazione personale ai bisogni e alle sofferenze del prossimo".

  Riguardo alle responsabilità civili e politiche dei cattolici, tema affrontato dal Convegno, il Papa ha ricordato la nota distinzione fra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio ed ha detto: "La stessa libertà religiosa, che avvertiamo come un valore universale, particolarmente necessario nel mondo di oggi, ha qui la sua radice storica. La Chiesa, dunque, non è e non intende essere un agente politico. Nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico".

  Il Santo Padre ha sottolineato che: "Il compito immediato di agire in ambito politico per costruire un giusto ordine nella società non è dunque della Chiesa come tale, ma dei fedeli laici, che operano come cittadini sotto propria responsabilità: si tratta di un compito della più grande importanza, al quale i cristiani laici italiani sono chiamati a dedicarsi con generosità e con coraggio, illuminati dalla fede e dal magistero della Chiesa e animati dalla carità di Cristo".

  "Una speciale attenzione e uno straordinario impegno sono richiesti oggi da quelle grandi sfide nelle quali vaste porzioni della famiglia umana sono maggiormente in pericolo: le guerre e il terrorismo, la fame e la sete, alcune terribili epidemie. Ma occorre anche fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti, il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale. La testimonianza aperta e coraggiosa che la Chiesa e i cattolici italiani hanno dato e stanno dando a questo riguardo sono un servizio prezioso all'Italia, utile e stimolante anche per molte altre Nazioni".

  "La nostra vera forza" per affrontare i doveri e le responsabilità - ha ribadito il Pontefice - è nutrirci della parola e del corpo di Cristo, adorarlo presente nell'Eucaristia. "Nell'unione a Cristo ci precede e ci guida la Vergine Maria (...) . In Lei incontriamo, pura e non deformata, la vera essenza della Chiesa e così, attraverso di Lei, impariamo a conoscere e ad amare il mistero della Chiesa (...), impariamo a resistere a quella 'secolarizzazione interna' che insidia la Chiesa nel nostro tempo, in conseguenza dei processi di secolarizzazione che hanno profondamente segnato la civiltà europea".

  Al termine del suo discorso il Papa si è diretto al Palazzo Episcopale di Verona per la seconda colazione.

  Nel pomeriggio alle 16:00 il Santo Padre presiederà una Concelebrazione Eucaristica nello Stadio di Bentegodi di Verona e al termine rientrerà in Vaticano.
PV-ITALIA/CONVEGNO ECCLESIALE/VERONA             VIS 20061019 (2130)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE POMPEDDA


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire al Vescovo Sebastiano Sanguinetti, Amministratore Apostolico di Ozieri (Italia), per la morte, avvenuta ieri a Roma, all'età di 77 anni, del Cardinale Mario Francesco Pompedda, Prefetto emerito del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

  "Nell'apprendere la notizia della scomparsa, dopo lunga malattia, del Cardinale Mario Francesco Pompedda, illustre figlio di codesta terra, desidero esprimere a Lei e all'intera comunità diocesana la mia profonda partecipazione al lutto che colpisce quanti conobbero e stimarono il compianto Porporato, insigne giurista e per tanti anni solerte collaboratore della Santa Sede, in particolare nel Tribunale della Rota Romana e nella Segnatura Apostolica, rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo. Mentre elevo fervide preghiere al Signore affinché, auspice la Vergine Maria, voglia donare al defunto Cardinale il premio eterno promesso ai suoi fedeli discepoli, invio di cuore a Lei ed a quanti ne piangono la dipartita, una speciale confortatrice Benedizione Apostolica".

  Il Santo Padre presiederà la Liturgia Esequiale per il defunto Cardinale Pompedda, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, alle 17:00 di venerdì 20 ottobre.
TGR/SCOMPARSA/POMPEDDA                           VIS 20061019 (210)


IN BREVE


PAPA BENEDETTO XVI HA INDIRIZZATO UN MESSAGGIO al Signor Jacques Diouf, DIRETTORE GENERALE dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione che si celebra ogni anno il 16 ottobre, e che quest'anno ha per tema: "Investire nell'agricoltura per la sicurezza alimentare". Il Papa scrive: "Nella tradizione cristiana, il lavoro agricolo assume un più profondo significato, sia per lo sforzo e le privazioni che comporta ed anche perchè offre una esperienza privilegiata della presenza di Dio e del suo amore per le creature. Cristo stesso usa immagini tratte dal mondo agricolo per parlare del suo Regno, mostrando così grande rispetto per questa forma di lavoro. (...) Oggi" - conclude il Pontefice - "pensiamo specialmente a coloro che hanno dovuto abbandonare le loro terre a causa di conflitti, catastrofi naturali e per la scarsità di attenzione che la società riserva al settore agrario".

IL CARDINALE STANISLAW DZIWISZ, ARCIVESCOVO METROPOLITA DI CRACOVIA (Polonia), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria del Popolo (Piazza del Popolo, 12, Roma), martedì 24 ottobre, alle 18:00, come annuncia un Comunicato, pubblicato oggi, dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061019 (200)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Chilaw (Sri Lanka), presentata dal Vescovo Frank Marcus Fernando, O.M.I., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Warnakulasurya Wadumestrige Devasritha Valence Mendis, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Pierre d'Ornellas, finora Ausiliare di Parigi (Francia), Arcivescovo Coadiutore di Rennes (superficie: 6.775; popolazione: 930.500; cattolici: 817.000; sacerdoti: 476; religiosi: 1.387; diaconi permanenti: 26), Francia.

    Il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyc, con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, ha trasferito, a norma del canone 85 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Vasyl Semeniuk da Ausiliare dell'Eparchia di Ternopil-Zboriv degli Ucraini (superficie: 8.346; popolazione: 760.400; cattolici: 479.052; sacerdoti: 248; religiosi: 79; diaconi permanenti: 2), Ucraina, ad Eparca residenziale della medesima sede.
RE:NEC:NER/.../...                                   VIS 20061019 (150)


mercoledì 18 ottobre 2006

GIUDA ISCARIOTA: MISTERO DEL PROGETTO SALVIFICO


CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 30.000 persone, alle figure degli Apostoli Giuda Iscariota e al suo successore nel gruppo dei dodici Mattia.

  "Terminando oggi di percorrere la galleria dei ritrarti degli Apostoli chiamati direttamente da Gesù durante la sua vita terrena" - ha detto il Pontefice - "non possiamo omettere di menzionare colui che è sempre nominato per ultimo nelle liste dei Dodici: Giuda Iscariota".

  "Si tratta dunque di una figura appartenente al gruppo di coloro che Gesù si era scelti come stretti compagni e collaboratori. Ciò suscita due domande nel tentativo di dare una spiegazione ai fatti accaduti. La prima consiste nel chiederci come mai Gesù abbia scelto quest'uomo e gli abbia dato fiducia. (...) Il mistero della scelta rimane, tanto più che Gesù pronuncia un giudizio molto severo su di lui: 'Guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito!'. Ancora di più si infittisce il mistero circa la sua sorte eterna, sapendo che Giuda 'si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani (...). Benché egli si sia poi allontanato per andare a impiccarsi, non spetta a noi misurare il suo gesto, sostituendoci a Dio infinitamente misericordioso e giusto".

  "Una seconda domanda riguarda il motivo del comportamento di Giuda: perché egli tradì Gesù?" - si è chiesto il Papa ed ha enumerato diverse ipotesi: "Alcuni ricorrono al fattore della sua cupidigia di danaro; altri sostengono una spiegazione di ordine messianico: Giuda sarebbe stato deluso nel vedere che Gesù non inseriva nel suo programma la liberazione politico-militare del proprio Paese".

   Benedetto XVI ha osservato che i testi evangelici spiegano il tradimento di Giuda "insistendo su un altro aspetto: Giovanni dice espressamente che 'il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo'. (...) In questo modo, si va oltre le motivazioni storiche, e si spiega la vicenda in base alla responsabilità personale di Giuda, il quale cedette miseramente ad una tentazione del Maligno. Il tradimento di Giuda rimane, in ogni caso, un mistero. Gesù lo ha trattato da amico, però nei suoi inviti a seguirlo sulla via delle beatitudini, non forzava le volontà né le premuniva dalle tentazioni di Satana, rispettando la libertà umana. In effetti, le possibilità di perversione del cuore umano sono davvero molte. L'unico modo di ovviare ad esse consiste nel (...) mettersi sempre di nuovo dalla parte di Gesù (...). Dobbiamo cercare, giorno per giorno, di fare piena comunione con Lui".

  "Anche Giuda si è pentito" - ha detto ancora il Papa - "ma il suo pentimento è degenerato in disperazione e così è divenuto autodistruzione. È per noi un invito a tener sempre presente quanto dice San Benedetto (...): 'Non disperare mai della misericordia divina'".

  "Del resto, quando pensiamo al ruolo negativo svolto da Giuda dobbiamo inserirlo nella superiore conduzione degli eventi da parte di Dio. Il suo tradimento ha condotto alla morte di Gesù, il quale trasformò questo tremendo supplizio in spazio di amore salvifico e in consegna di sé al Padre. (...) Nel suo misterioso progetto salvifico, Dio assume il gesto inescusabile di Giuda come occasione del dono totale del Figlio per la redenzione del mondo. A conclusione, vogliamo anche ricordare colui che dopo la Pasqua venne eletto al posto del traditore. Nella Chiesa di Gerusalemme furono due ad essere proposti dalla comunità (...) Giuseppe e Mattia. Proprio quest'ultimo fu il prescelto, così che 'fu associato agli undici Apostoli'. Di lui non sappiamo altro, se non che anch'egli era stato testimone di tutta la vicenda terrena di Gesù, rimanendo a Lui fedele fino in fondo. Alla grandezza di questa sua fedeltà si aggiunse poi la chiamata divina a prendere il posto di Giuda, quasi compensando il suo tradimento. Ricaviamo da qui un'ultima lezione: anche se nella Chiesa non mancano cristiani indegni e traditori, spetta a ciascuno di noi controbilanciare il male da essi compiuto con la nostra limpida testimonianza a Gesù Cristo".

  Al termine dell'Udienza, il Papa, ricordando l'incidente della Metropolitana di Roma, che ha causato la morte di una giovane donna e il ferimento di 236 persone, ha detto: "Ho appreso con profonda sofferenza la notizia dell'incidente avvenuto ieri mattina nella Metropolitana di Roma. In questo momento di dolore, sono particolarmente vicino a quanti sono stati colpiti dal tragico evento; ad essi desidero esprimere sentimenti di conforto e di affetto, assicurando uno speciale ricordo nella preghiera.
AG/GIUDA ISCARIOTA/...                               VIS 20061018 (750)


IN BREVE


L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York, al Secondo Comitato della 61 Sessione dell'Assemblea Generale, sul tema: "Questioni di politica macroeconomica: commercio internazionale e sviluppo". Il Nunzio Apostolico ha ribadito "l'urgente necessità di arrivare ad un accordo davanti alle gravi conseguenze che gli effetti dei rapporti commerciali hanno su le persone più vulnerabili nel mondo ed in ultima analisi per la loro dignità".

IL MONSIGNOR ANTHONY FRONTIERO, OFFICIALE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE, è intervenuto il 9 ottobre scorso, alla riunione annuale di attuazione degli impegni assunti, nell'ambito dei diritti umani, dagli Stati partecipanti all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OCSE), (Varsavia, 2-13 ottobre 2006). Monsignor Frontiero ha espresso la convinzione della Santa Sede: "che l'autentica democrazia è possibile solo in uno stato di diritto, e sulla base di una corretta concezione della persona umana e della sua dignità".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061018 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto nella giornata di ieri in udienza l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AP/.../...                                         VIS 20061018 (30)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Dino Monduzzi, Prefetto emerito della Casa Pontificia, il 13 ottobre, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Francisco Austregésilo de Mesquita, emerito di Afogados da Ingazeira (Brasile), il 9 ottobre, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo Germán García Isaza, C.M., di Apartadó (Colombia), l'11 ottobre, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Pavel Hnilica, S.I., (Slovacchia), Vescovo titolare di Rusado, l'8 ottobre, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Joseph Marie Nguyên Quang Tuyên, di Bac Ninh (Viêt Nam), il 24 settembre, all'età di 61 anni.

- L'Arcivescovo Auguste Nobou, emerito di Korhogo (Costa d'Avorio), il 12 ottobre, all'età di 78 anni.

- L'Arcivescovo Michel Yatim, emerito di Lattaquié dei Greco-Melkiti (Siria), all'età di 85 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20061018 (140)

martedì 17 ottobre 2006

CARDINALE MONDUZZI: PAZIENZA VIA PER CONFORMARSI A CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2006 (VIS). Alle 17:00 di ieri, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Liturgia Esequiale del Cardinale Dino Monduzzi, Prefetto emerito della Casa Pontificia, mancato venerdì scorso all'età di 84 anni.

  "Ci piace pensare il caro Cardinale Monduzzi" - ha detto il Papa nell'omelia - "tra le braccia amorevoli del Padre celeste, che lo ha chiamato a sé dopo una lunga e sofferta malattia. Ripercorriamo con la memoria la sua non breve esistenza, animata da una fede evangelica semplice e profonda, appresa fin dalla prima infanzia in famiglia e nella comunità cristiana di Brisighella, dove era nato il 2 aprile 1922".

  Il Santo Padre ha ricordato che il defunto Cardinale aderì da ragazzo all'Azione Cattolica e "rispose con pronta generosità alla chiamata di Dio. (...) Ordinato sacerdote nel 1945 nella sua Brisighella, iniziò il ministero sacerdotale in diocesi, per recarsi poco dopo a Roma, dove, terminati gli studi giuridici, fu chiamato a far parte del gruppo di sacerdoti e laici impegnati in interessanti attività pastorali di risveglio religioso e morale, denominate 'Missioni sociali'".

  "Tale moderna forma di evangelizzazione" - ha proseguito il Pontefice - "lo condusse in Calabria e in Sardegna e lo preparò all'impegno quasi pionieristico di cappellano dei braccianti e dei contadini presso l'Ente Riforma Agraria del Fucino, che tante speranze dischiudeva in una zona caratterizzata da pesante depressione umana. (...) Dopo questi anni di intenso lavoro apostolico, nel 1959 fu chiamato al servizio della Santa Sede per ricoprire l'incarico di Segretario dell'Ufficio di Maestro di Camera e, nel 1967, (...) fu nominato Segretario e Reggente del Palazzo Apostolico".

  "Il suo fu un lungo e apprezzato servizio reso a ben quattro Pontefici" - ha ricordato Benedetto XVI - "che nel 1986 fu coronato dalla nomina a Prefetto della Casa Pontificia". Infine nel 1998 fu da Papa Giovanni Paolo II annoverato tra i membri del Collegio Cardinalizio.

  "Il Cardinale Monduzzi, dopo un lungo itinerario umano e sacerdotale, giunge ora alla patria celeste, patria promessa a coloro che spendono la vita al servizio di Dio e dei fratelli. Per il Regno dei cieli egli ha lavorato vedendo negli incontri con la gente occasioni preziose per suscitare la nostalgia delle cose di lassù e l'amore per la Chiesa 'germe e inizio' del Regno di Dio. (...) Come Prefetto della Casa Pontificia ebbe modo di incontrare gli uomini più potenti del mondo, che accolse con la cortesia, con il calore e la simpatia che nascevano dalla sua fede convinta e dalle sue origini romagnole".

  Il Papa ha concluso l'omelia ricordando il motto episcopale scelto dal Porporato "Patientiam praeficere caritati" al quale "egli si ispirava costantemente. (...) In ogni circostanza, infatti, seppe trovare nella virtù della pazienza la via maestra per conformare la sua vita a Cristo, sopportando difficoltà e sofferenze, e cercando di esercitare la carità verso tutti".
HML/.../MONDUZZI                               VIS 20061017 (490)


MESSAGGIO TELEVISIVO "GIORNATA GIOVANNI PAOLO II " POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2006 (VIS). In occasione della "Giornata di Giovanni Paolo II", che da sei anni si celebra in Polonia il 16 ottobre, anniversario dell'elezione al Pontificato di Karol Wojtyla, un Messaggio televisivo del Santo Padre Benedetto XVI ai polacchi, trasmesso ieri dalla Televisione Polacca.

  Ricordando il giorno dell'elezione di Giovanni Paolo II, il Santo Padre risente ancora "l'eco delle sue parole, umili, sagge e piene di dedizione, quando rispose alla domanda se accettava la scelta fatta dai Cardinali" e ricorda "il Suo profetico richiamo. 'Non abbiate paura! Aprite le porte a Cristo!'".

  "Ringrazio Dio" - continua il Pontefice - "che con queste immagini nel cuore ho potuto trascorrere più di due decenni al Suo fianco, godendo della sua benevolenza e amicizia, e che oggi posso continuare la sua opera sotto il Suo sguardo protettore dalla casa del Padre. Ringrazio Dio per la sua vita spesa nell'amore di Cristo e degli uomini, che ha arricchito le vicende di tutta l'umanità con la grazia dello Spirito Santo, in atteggiamento di fraternità e di pace. Infine ringrazio Dio per la testimonianza della sua sofferenza unita alla tribolazione di Cristo fino alla morte - testimonianza, che ci dà la forza per vivere e ci consolida nella speranza dell'eternità".

  Benedetto XVI sottolinea l'amore di Giovanni Paolo II per la Chiesa in Polonia che "amava come madre che Gli aveva dato la vita nella fede (...). Ma la amava anche come comunità sempre unita intorno ai Pastori, esposta nel passato alla sofferenza di diverse persecuzioni, ma sempre fedele ai valori evangelici". Quando la Polonia riacquistò la libertà Egli "non smise di darsi premura, affinché i suoi connazionali imparassero a vivere la libertà dei figli di Dio e non dei figli di questo mondo, e affinché conservassero la fede".

  "Consapevole di questa eredità che Egli ha lasciato alla Chiesa che è in Polonia sono venuto quest'anno tra voi con il richiamo paolino: 'Rimanete forti nella fede'. (...) Prego Dio affinché conservi la fede alle generazioni future di codesta nobile Terra. Vi ringrazio in modo speciale per tutti i segni di amorevole unione con il Papa che è succeduto al vostro grande Connazionale. Affido al vostro sostegno spirituale il mio servizio per la Chiesa e per il mondo".

 Il Papa conclude il Messaggio con queste parole: "La memoria di Giovanni Paolo II, lo studio della sua opera e del suo insegnamento, vi avvicinino a Cristo. Siano il nodo dell'unità nella comune premura per il futuro della Chiesa e della nazione".
MESS/ANNIVERSARIO ELEZIONE/GIOVANNI PAOLO II    VIS 20061017 (440)


CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL PAPA NOVEMBRE-DICEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina l'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico il calendario delle Celebrazioni presiedute dal Santo Padre Benedetto XVI dal 2 novembre al 31 dicembre 2006.

NOVEMBRE

Giovedì 2: Nelle Grotte Vaticane, alle ore 18:00: Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Momento di preghiera per i Sommi Pontefici defunti.

Sabato 4: All'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, alle ore 11:30, Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell'anno.

28 Martedì - 1 (dicembre) venerdì: Viaggio Apostolico in Turchia.

RITO DI BEATIFICAZIONE APPROVATO DAL SANTO PADRE

5 XXXI Domenica "per annum": San Paolo (Brasile), Cattedrale, ore 10:00. Beatificazione del Servo di Dio: Mariano de la Mata Aparicio.

DICEMBRE

Sabato 2: Sabato della I Domenica di Avvento:  Nella Basilica Vaticana, alle ore 17:00, Primi Vespri.

Venerdì 8: Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Piazza di Spagna, ore 16:00. Atto di venerazione all'Immacolata.

Domenica 10: II Domenica di Avvento: Visita pastorale alla Parrocchia romana di Santa Maria Stella dell'Evangelizzazione. Ore 9:00, Santa Messa.

Domenica 24: Solennità del Natale del Signore. Nella Basilica Vaticana, alle ore 24:00, Santa Messa della Notte.

Lunedì 25: Solennità del Natale del Signore. Dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, alle ore 12:00, Benedizione "Urbi et Orbi".

Domenica 31: Basilica Vaticana, alle ore 18:00, Primi Vespri in ringraziamento per l'anno trascorso.

RITO DI BEATIFICAZIONE APPROVATO DAL SANTO PADRE

Domenica 3: I Domenica di Avvento: Ollur (Arcidiocesi di Trichur, India). Beatificazione della Serva di Dio Eufrasia del Sacro Cuore di Gesù Eluvathingal.
OCL/CALENDARIO CELEBRAZIONI/...                       VIS 20061017 (320)


NON C'E ANTITESI ANTITERRORISMO E PROTEZIONE DIRITTI UMANI

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2006 (VIS). Ieri a New York, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Sana Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto al VI Comitato dell'Assemblea Generale in merito alla lotta al terrorismo internazionale.

  Il Nunzio Apostolico ha rilevato che attualmente il terrorismo è "una rete sofisticata di collusione politica, economica e tecnica che oltrepassa le frontiere nazionali per abbracciare il mondo intero", per cui è oltremodo urgente istituire un "Trattato Generale sul Terrorismo Internazionale". 

  Il Trattato deve postulare innanzitutto che "efficaci misure antiterrorismo e la salvaguardia dei diritti umani non sono obiettivi in conflitto fra loro. (...) L'assoluta inaccettabilità del terrorismo risiede proprio nel fatto che strumentalizza persone innocenti per perseguire i suoi fini. (...) La strategia antiterrorista non deve sacrificare i diritti umani fondamentali in nome della sicurezza, ma deve astenersi dall'adottare misure selettive che attentano proprio ai valori che intende salvaguardare".

  "Non si deve mai permettere ai terroristi di approfittare di tale carenza degli stati per portare avanti le loro azioni" - ha soggiunto l'Arcivescovo - "D'altra parte, nemmeno il disprezzo dei terroristi della vita e della dignità umana può giustificare che si neghi loro un trattamento conforme al diritto umanitario internazionale".

  Il Trattato Generale sul Terrorismo Internazionale deve rendere chiaro che "nessuna causa, per quanto giusta possa essere, può giustificare o legittimare l'uccisione deliberata (...) della popolazione civile. Anche il diritto legittimo di resistere ad autorità ingiuste e il diritto all'auto-determinazione e alla liberazione nazionale, non devono minacciare il tessuto sociale e l'ordine pubblico interno".

  "Il terrorismo" - ha sottolineato l'Arcivescovo - "è una manifestazione culturale (...) di percezioni distorte della realtà, di complessi xenofobi, di disprezzo per l'altro (...) di cinico abuso della religione. Di fronte a tale fenomeno, non bastano i provvedimenti legislativi e le armi; dobbiamo rispondere anche con strumenti culturali in grado di convincere che esistono alternative non violente per affrontare autentiche ragioni di malcontento. (...) La lotta al terrorismo deve comprendere un coraggioso e risoluto impegno politico, diplomatico ed economico per risolvere situazioni di oppressine ed emarginazione che facilitano i disegni dei terroristi".

  "Si deve fermamente dichiarare che le ingiustizie che esistono nel mondo non devono essere usate per giustificare il ricorso ad atti di terrorismo, e si deve notare che le vittime del sovvertimento dell'ordine che il terrorismo cerca di provocare, comprendono milioni di uomini e donne non in grado di resistere ad un crollo della solidarietà internazionale. La pretesa dei terroristi di agire per conto dei poveri è una chiara menzogna".

  "Le religioni e il dialogo interreligioso" - ha concluso il Nunzio Apostolico - "hanno un ruolo fondamentale nel ribadire che le incitazioni all'odio e alla violenza dei terroristi sono in antitesi con la religione autentica".
DELSS/ANTITERRORISMO/MIGLIORE                   VIS 20061017 (470)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Stephen Brislin, Vescovo di Kroonstad (superficie: 30.248; popolazione: 946.000; cattolici: 87.000; sacerdoti: 17; religiosi: 13; diaconi permanenti: 10), Sud Africa. Il Vescovo eletto, finora Amministratore diocesano della medesima Diocesi, è nato nel 1956 a Welkom (Sud Africa) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.

- Ha nominato il Vescovo Leonardo Yuson Medroso, finora Vescovo di Borongan (Filippine), Vescovo di Tagbilaran (superficie: 1.734; popolazione: 623.000; cattolici: 553.000; sacerdoti: 153; religiosi: 90), Filippine.

- Ha nominato il Vescovo William Kenney, C.P., finora Ausiliare di Stoccolma (Svezia), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Birmingham (superficie: 8.735; popolazione: 5.245.000; cattolici: 286.442; sacerdoti: 358; religiosi: 705; diaconi permanenti: 76), Gran Bretagna.

- Ha nominato il Padre Abdo Arbach, B.C., Esarca Apostolico per i fedeli greco-melkiti cattolici residenti in Argentina. Il Vescovo eletto, attualmente Direttore della scuola dell'Ordine Basiliano Choueirita a Zahlé (Libano), è nato nel 1952 a Yabroud (Siria), ha emesso i voti perpetui nell'Ordine Basiliano Choueirita nel 1977 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Melkita cattolica del Padre Michel Abrass dell'Ordine Basiliano Aleppino, elevandolo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato ad Aleppo (Siria) nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. È Professore di Liturgia all'Università di Kaslik (Libano).

  In data 14 ottobre 2006, il Patriarca Greco-Melkita cattolico, Sua Beatitudine Gregorios III Laham, con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco-Melkita cattolica, ha trasferito a norma del canone 85, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Georges Haddad, da Vescovo di Mira ad Arcivescovo di Baniyas, Cesarea di Filippo e Paneade dei Greco-Melkiti.
NER:NEA:NA/.../...                                   VIS 20061017 (290)


lunedì 16 ottobre 2006

LEGATO PONTIFICIO CELEBRAZIONI LIBERTÀ DELL'UNGHERIA


CITTA' DEL VATICANO, 14 OTT. 2006 (VIS). Oggi è stata pubblicata una Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 23 settembre, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato emerito e Decano del Collegio Cardinalizio, Legato Pontificio alle Celebrazioni della libertà dell'Ungheria, che avranno luogo a Budapest il 22 e il 23 ottobre prossimo.

  La Missione che accompagnerà il Porporato è composta dall'Arcivescovo Juliusz Janusz, Nunzio Apostolico in Ungheria; dal Monsignor Piero Pioppo, Consigliere di Nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato e dal Monsignor Mark Gerard Miles, Segretario di Nunziatura in Ungheria.
BXVI-LETTERA/LEGATO/UNGHERIA:SODANO               VIS 20061016 (110)


SANTI: UOMINI E DONNE CHE LASCIANO TUTTO SEQUELA CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina, sul Sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato l'Eucaristia, alla quale hanno assistito 30.000 persone, ed ha proceduto alla Canonizzazione dei Beati: Rafael Guízar Valencia, (1878-1938), Vescovo; Filippo Smaldone, (1848-1923), Presbitero; Rosa Venerini, (1656-1728), Vergine; Théodore Guérin (Anne-Thérèse), (1798-1856), Vergine.

  Commentando nell'omelia il Vangelo del giovane ricco, il Santo Padre ha detto: "Il Santo è proprio quell'uomo, quella donna che, rispondendo con gioia e generosità alla chiamata di Cristo, lascia ogni cosa per seguirlo".

  "Le ricchezze terrene occupano e preoccupano la mente e il cuore. Gesù non dice che sono cattive, ma che allontanano da Dio se non vengono, per così dire, 'investite' per il Regno dei cieli, spese cioè per venire in aiuto di chi è nella povertà".

 Tratteggiando le figure dei nuovi santi, il Santo Padre ha detto del santo messicano Rafael Guízar, che fu il "'Vescovo dei poveri. Nel suo ministero sacerdotale ed episcopale - nella Diocesi di Veracruz - fu un instancabile predicatore di missioni popolari, il modo più adeguato di evangelizzare, servendosi del 'Catechismo della dottrina cristiana'. Essendo una delle priorità della formazione dei sacerdoti, ricostruì il seminario, che considerava 'la pupilla dei suoi occhi'".

  "Che l'esempio di San Rafael Guízar y Valencia sia un appello ai fratelli vescovi e sacerdoti a considerare fondamentali i programmi pastorali, oltre allo spirito di povertà e di evangelizzazione, la promozione delle vocazioni sacerdotali e religiose, e la loro formazione secondo il cuore di Cristo".

  San Filippo Smaldone, italiano, Fondatore della Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori "Sacerdote dal cuore grande, nutrito di costante preghiera e di adorazione eucaristica, fu" - ha detto il Papa - "soprattutto testimone e servo della carità, che manifestava in modo eminente nel servizio ai poveri, in particolare ai sordomuti, ai quali dedicò tutto se stesso".

  "Nei sordomuti" - ha proseguito il Pontefice - "San Filippo Smaldone vedeva riflessa l'immagine di Gesù, ed era solito ripetere che, come ci si prostra davanti al Santissimo Sacramento, così bisogna inginocchiarsi dinanzi ad un sordomuto".

  Della Santa italiana Rosa Venerini, Fondatrice della Congregazione delle Maestre Pie Venerini, Benedetto XVI ha sottolineato che: "non si accontentava di fornire alle ragazze un'adeguata istruzione, ma si preoccupava di assicurare loro una formazione completa, con saldi riferimenti all'insegnamento dottrinale della Chiesa. Il suo stesso stile apostolico continua a caratterizzare ancor oggi la vita della Congregazione delle Maestre Pie Venerini, da lei fondata. E quanto attuale ed importante è anche per l'odierna società il servizio che esse svolgono nel campo della scuola e specialmente della formazione della donna!".

  Ricordando la santa francese Théodore Guérin, Vergine, Fondatrice negli Stati Uniti della Congregazione delle Suore della Provvidenza di Santa Maria "ad Nemus" (v.d. Saint Mary of the Woods), il Papa ha citato le parole che la nuova santa proferì poco prima di morire, nel vedere i numerosi orfanotrofi e scuole che le religiose avevano aperto nello stato americano dell'Indiana: "'Quanto bene è stato compiuto dalle Suore di Saint-Mary-of-the-Woods! Quanto bene ancora maggiore saranno capaci di fare se rimarranno fedeli alla loro santa vocazione!'".

  "La Madre Guérin è una bella figura spirituale e un modello di vita cristiana. Sempre disponibile a svolgere i compiti che la Chiesa le richiedeva, trovava la forza e l'audacia per metterli in opera nell'Eucaristia, nella preghiera e in una infinita fiducia nella Divina Provvidenza. La sua forza interiore la spinse ad un'attenzione particolare verso i poveri, e in particolare verso i bambini".

  Al termine della Messa di canonizzazione e prima della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto alle delegazioni di ciascun paese di origine dei nuovi santi e a tutti i fedeli che hanno partecipato alla canonizzazione.
HML/CANONIZZAZIONE/...                           VIS 20061016 (630)


VIAGGIO DEL PAPA IN TURCHIA DAL 28 NOVEMBRE AL 1°DICEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2006 (VIS). In risposta all'invito del Presidente della Repubblica Turca, Signor Ahmet Necdet Sezer, nei giorni 28 novembre - 1° dicembre 2006, il Santo Padre Benedetto XVI compirà un Viaggio Apostolico in Turchia recandosi ad Ankara, Efeso ed Istanbul.
OP/VIAGGIO TURCHIA/...                                 VIS 20061016 (60)


MESSAGGIO FESTA DI DIWALI: SUPERARE L'ODIO CON L'AMORE


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2006 (VIS). Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha indirizzato un Messaggio, dal titolo "Superare l'odio con l'amore", ai fedeli di religione induista, in occasione del Diwali, la festa della luce che quest'anno cade il 21 ottobre.

  Con il Diwali, scrive il Cardinale, gli amici indù festeggiano "la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, del bene sul male e della vita sulla morte. (...)  Alla verità, alla luce, alla bontà ed alla vita è strettamente connessa la realtà dell'amore. Vorrei riflettere su questo tema dell'amore, attraverso il quale i credenti delle diverse religioni sono chiamati a superare l'odio e la diffidenza, diffusi nell'attuale società".

  Il Porporato cita ad ulteriore esempio di tali fenomeni "che spesso sfociano in brutale violenza", i recenti attacchi terroristici a Mumbai, (India) e ricorda in merito la prima Lettera Enciclica di Benedetto XVI "Deus caritas est" (Dio è amore). "Il Papa ha scritto questa lettera" - spiega il Cardinale - "convinto che il suo messaggio sia attuale e significativo 'in un mondo in cui al nome di Dio viene a volte collegata la vendetta o perfino il dovere dell'odio e della violenza'" .
 
  "Il miglior modo per comprendere l'importanza e le esigenze dell'amore è apprenderlo da Dio stesso, il Quale, come professa la fede cristiana, è Amore (...) Dio ci ama tutti senza eccezioni e il suo amore è incondizionato. La nostra risposta umana all'amore di Dio deve manifestarsi nella concreta custodia verso le creature di Dio, specialmente gli esseri umani. È urgente e necessario che, insieme, i credenti delle diverse religioni mostrino al mondo che l'odio si può superare con l'amore".

  "Nella difficile situazione" - si chiede il Cardinale Poupard - "in cui oggi ci troviamo, non è forse possibile unire i nostri sforzi, collaborando perché ci sia giustizia per tutti e, di conseguenza, operare, anche con progetti comuni, perché migliorino le condizioni degli oppressi, degli emarginati, degli indigenti, degli orfani e dei deboli? (...) La povertà morale e spirituale, che è causata dal far crescere l'odio nel proprio cuore, può essere sradicata dai credenti che sono pieni di amore e compassione. L'amore genera fiducia che, a sua volta, promuove sincere relazioni fra credenti di diverse religioni".

  "Il Papa Benedetto XVI conclude la Sua Lettera, (...)  con le seguenti parole: 'L'amore è la luce - in fondo l'unica - che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci dà il coraggio di vivere e di agire' (n. 39). Queste parole del Papa si riferiscono a Gesù Cristo, la Luce del mondo. Tuttavia, queste parole possono anche attirare la vostra attenzione perché per voi il significato della festa di 'Diwali' è simboleggiata dalla luce. Possa il nostro amore superare finalmente in questo mondo le tenebre dell'odio! Un felice 'Diwal'i a tutti voi, miei cari amici indù!".
CON-DIR/DIWALI/POUPARD                           VIS 20061016 (490)


IN BREVE

MONSIGNOR ETTORE BALESTRERO, OFFICIALE DELLA SEGRETERIA DI STATO, è intervenuto, il 12 ottobre scorso, a Varsavia (Polonia), sul tema: "Tolleranza, dialogo delle civiltà e contributo della Chiesa Cattolica", nel corso della riunione annuale (2-13 ottobre), di attuazione degli impegni assunti nell'ambito dei diritti umani dai 56 Stati partecipanti all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OCSE). 

NEL CORSO DELLA 175 SESSIONE DEL CONSIGLIO ESECUTIVO DELL'U.N.E.S.C.O., l'Osservatore Permanente della Santa Sede Monsignor Francesco Follo, ha pronunciato, il 9 ottobre scorso, un discorso sul Punto 52: "Creazione di un osservatorio per le donne, lo sport e l'educazione fisica". Monsignor Follo ha ribadito la necessità di impegnarsi in una riflessione più profonda circa l'esigenza universale del rispetto dell'essere umano e in particolare delle donne.

L'ARCIVESCOVO SILVANO TOMASI, OSSERVATORE PERMANENTE  presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto, il 5 ottobre scorso, alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD). L'Arcivescovo Tomasi ha affermato che le strategie per lo sviluppo devono riconoscere che il loro vero obiettivo è promuovere il valore e la dignità di ogni donna ed ogni uomo, che non si esauriscono nella dimensione economica.
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UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Vescovo William Stephen Skylstad, di Spokane (Stati Uniti d'America), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, con il Vice-Presidente, Cardinale Francis Eugene George, O.M.I., Arcivescovo di Chicago e con il Segretario Generale, Monsignor David Malloy.

- Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia (Brasile), Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, con il Vice-Presidente, Vescovo Antônio Celso Queiroz, di Catanduva e con il Segretario Generale, Vescovo Odilo Pedro Scherer, Ausiliare di São Paulo.

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale di Irlanda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Seán Baptist Brady, Arcivescovo di Armagh, con l'Ausiliare Gerard Clifford.

    - Il Vescovo Colm O'Reilly, di Ardagh.

    - Il Vescovo Joseph Duffy, di Clogher.

    - Il Vescovo Séamus Hegarty, di Derry, con l'Ausiliare Francis Lagan.

    - Il Vescovo Patrick Joseph Walsh, di Down and Connor, con gli Ausiliari Vescovo Anthony J. Farquhar e Vescovo Donal McKeown.

  Sabato 14 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Carlo Maria Martini, Arcivescovo emerito di Milano (Italia).

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero.

- Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba).
AP/.../...                                       VIS 20061016 (250)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Ciriaco Benavente Mateos, finora Vescovo di Coria-Cáceres (Spagna), Vescovo di Albacete (superficie: 14.926; popolazione: 379.448; cattolici: 362.372; sacerdoti: 180; religiosi: 365; diaconi permanenti: 3), Spagna.

  Sabato 14 ottobre il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Agboville (Costa d'Avorio), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Yopougon, rendendola suffraganea dell'Arcidiocesi di Abidjan.

- Ha nominato il Reverendo Alexis Touably Youlo, primo Vescovo di Agboville (superficie: 11.301; popolazione: 800.256; cattolici: 400.000; sacerdoti: 31; religiosi: 14), Costa d'Avorio. È stato finora Parroco e Vicario Generale della Diocesi di San Pedro in Costa d'Avorio.

- Ha nominato l'Arcivescovo Oswald Gracias, finora Arcivescovo di Agra (India), Arcivescovo di Bombay (superficie: 10.103; popolazione: 19.249.203; cattolici: 504.265; sacerdoti: 561; religiosi: 1.882), India.

- Ha nominato Dom Gregor Maria Hanke, O.S.B., Vescovo di Eichstätt (superficie: 6.025; popolazione: 890.000; cattolici: 442.772; sacerdoti: 376; religiosi: 753; diaconi permanenti: 26), Germania. Il Vescovo eletto, finora Abate del Monastero di Plankstetten (Germania), è nato nel 1954 a Elbersroth (Germania), ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.

- Ha nominato il Reverendo John Ebebe Ayah, Vescovo di Ogoja (superficie: 12.557; popolazione: 1.536.294; cattolici: 332.373; sacerdoti: 71; religiosi: 54), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Ruya (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993.

- Ha nominato il Vescovo Vincenzo Pelvi, finora Ausiliare di Napoli (Italia), Ordinario Militare per l'Italia, elevandolo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1948 a Napoli (Italia), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973 e l'Ordinazione Episcopale nel 2000.

- Ha nominato Membro della Commissione Cardinalizia di vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione (I.O.R.), il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato.

- Ha nominato nei Consigli Speciali della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi:
    - Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Membro del Consiglio Speciale per l'Asia;
    - L'Arcivescovo John Atcherley Dew, di Wellington (Nuova Zelanda), Membro del Consiglio Speciale per l'Oceania;
    - Il Vescovo Fernando Antônio Figueiredo, di Santo Amaro (Brasile), Membro del Consiglio Speciale per l'America.

- Ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Maronita, riunitosi dal 4 al 10 giugno 2006 a Bkerké, del Corepiscopo Samir Nassar, finora Sincello dell'Arcieparchia di Antélias e Parroco di Haret-Sader, ad Arcivescovo di Damasco dei Maroniti (cattolici: 12.000; sacerdoti: 4), Siria. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1959 nell'Eparchia di Antélias (Libano), è stato ordinato sacerdote nel 1980 e nel 2005 ha ottenuto la dignità di Corepiscopo.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Eparchia di Nossa Senhora do Libano em São Paulo dei Maroniti (Brasile), presentata dal Vescovo Joseph Mahfouz, O.L.M., in conformità al canone 210, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha nominato il Reverendo Edgar Madi, Vescovo dell'Eparchia di Nossa Senhora do Libano em São Paulo dei Maroniti (cattolici: 468.000; sacerdoti: 10: religiosi. 5), Brasile. Il Vescovo eletto, è nato nel 1956 a Beit-Mery (Libano), ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. È stato finora Parroco di Santa Teresa a Mansourieh e Direttore della Scuola "La Sagesse" nell'Arcieparchia di Beirut dei Maroniti.
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sabato 14 ottobre 2006

FEDELI ALLO SPIRITO DI SAN PIO DA PIETRELCINA

CITTA' DEL VATICANO, 14 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i 30.000 partecipanti, provenienti dall'Italia e dall'estero, al Pellegrinaggio delle Opere di San Pio da Pietrelcina e della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, in occasione del 50° anniversario di fondazione, ad opera di San Pio da Pietrelcina, della "Casa Sollievo della Sofferenza".

  Erano presenti i Frati Cappuccini del Santuario di Santa Maria delle Grazie e della nuova Chiesa intitolata a San Pio da Pietrelcina, a San Giovanni Rotondo, insieme ai dirigenti, ai medici, agli infermieri e al personale dell'Ospedale, ed i membri dei Gruppi di Preghiera.

  Rivolgendosi in particolare ai Frati Cappuccini, il Papa ha detto: "Spronati e sostenuti dall'esempio di Padre Pio e dalla sua intercessione, sforzatevi di essere voi stessi suoi imitatori per aiutare tutti a vivere una profonda esperienza spirituale, centrata sulla contemplazione di Cristo Crocifisso, rivelatore e mediatore dell'amore misericordioso del Padre celeste".

  "Dal cuore di Padre Pio, ardente di carità, ha preso origine la Casa Sollievo della Sofferenza (...). Padre Pio volle chiamarla 'casa' perchè il malato, specialmente quello povero, si sentisse in essa a proprio agio, accolto in un clima familiare, e in questa casa egli potesse trovare 'sollievo' alla sua sofferenza. Sollievo grazie a due forze convergenti: la preghiera e la scienza. (...) La fede in Dio e la ricerca scientifica cooperano al medesimo fine, che si può esprimere nel modo migliore con le parole di Gesù stesso: 'perchè abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza'. Sì, Dio è vita, e vuole che l'uomo sia guarito da ogni male del corpo e dello spirito".

  Benedetto XVI ha poi ricordato che l'origine dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio "risale all'inverno del 1942, mentre la seconda guerra mondiale sconvolgeva l'Italia", in risposta all'appello lanciato da Papa Pio XII al popolo cristiano perché molti si riunissero a pregare  per la pace. "Padre Pio incitò i suoi figli spirituali a rispondere prontamente alla chiamata del Vicario di Cristo".

  "I Gruppi di Preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "si sono diffusi nelle parrocchie, nei conventi, negli ospedali, ed oggi sono più di tremila sparsi in tutti i continenti. (...) La vostra preghiera, come recita lo Statuto, è 'con la Chiesa, per la Chiesa e nella Chiesa', da vivere sempre in adesione piena al Magistero, nell'obbedienza pronta al Papa e ai Vescovi, sotto la guida del presbitero nominato dal Vescovo. Sempre lo Statuto prescrive anche un impegno essenziale dei Gruppi di Preghiera, e cioè la 'carità fattiva e operosa a sollievo dei sofferenti e dei bisognosi come attuazione pratica della carità verso Dio'. Ecco nuovamente il binomio preghiera e carità, Dio e prossimo".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso con queste parole: "Desidero lasciarvi il mio 'grazie' sincero per il sostegno che mi date con la vostra preghiera. Il Signore vi ricompensi! Al tempo stesso, per la comunità di lavoro della Casa Sollievo della Sofferenza domando la speciale grazia di essere sempre fedeli allo spirito e al progetto di Padre Pio".
AC/SAN PIO DA PIETRELCINA/...                       VIS 20061016 (500)


venerdì 13 ottobre 2006

IN BREVE


LUNEDÌ 9 OTTOBRE SCORSO, NELLA SEDE DELLA NUNZIATURA APOSTOLICA A BERLINO, l'Arcivescovo Erwin Josef Ender, Nunzio Apostolico in Germania, e il Presidente del Senato e Primo Borgomastro di Amburgo, Signor Ole von Beust, hanno proceduto allo scambio degli Strumenti di ratifica dell'Accordo, che era stato firmato il 29 novembre 2005 fra la Santa Sede e la Città Libera e Anseatica di Amburgo per regolare i rapporti fra la Chiesa cattolica e detta Città-Land. L'Accordo è entrato in vigore il giorno successivo allo scambio degli Strumenti di ratifica, a norma dell'Articolo 23, comma 2, dell'Accordo medesimo.

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE  della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York, alla LXI Sessione dell'Assemblea Generale, sul tema: "Nuova Associazione per lo sviluppo dell'Africa. Progressi nella realizzazione e nel sostegno internazionale". Il Nunzio Apostolico ha sottolineato la necessità di "creare nuove forme di solidarietà a livello bilaterale e multilaterale grazie ad un impegno più deciso da parte di tutti, con la completa convinzione che il benessere dei popoli dell'Africa è condizione indispensabile per realizzare il bene comune universale".
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UDIENZA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MINISTRI ROMANO PRODI

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato una Dichiarazione relativa alla visita che l'Onorevole Romano Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, ha reso al Santo Padre Benedetto XVI e al Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone:

  "Stamani, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Onorevole Professor Romano Prodi. Al termine dell'incontro sono stati presentati a Sua Santità i membri del seguito, guidati dall'Onorevole Enrico Letta, Sotto-Segretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e dall'Ambasciatore presso la Santa Sede".

  "In seguito, l'Onorevole Prodi ha incontrato l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".

  "Durane i cordiali colloqui, sono stati passati in rassegna temi attinenti alle relazioni bilaterali tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana, con particolare riferimento agli ambiti della bioetica, della difesa e promozione della vita e della famiglia, della solidarietà, del dialogo tra le religioni e le culture e dell'educazione della gioventù. Non è mancato, infine, un esame dei temi di politica internazionale, soprattutto in relazione alla situazione in Medio Oriente e all'impegno italiano in Libano, come pure all'importanza dei valori cristiani nel processo di integrazione europea. È stata ribadita la volontà di una stretta collaborazione tra le Parti, per il progresso della Nazione italiana e per il bene della comunità internazionale".
OP/VISITA PRESIDENTE:ITALIA/PRODI:LETTA               VIS 20061013 (230)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE MONDUZZI

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Signor Luigi Monduzzi, per la scomparsa del fratello, il Cardinale Dino Monduzzi, Prefetto emerito della Casa Pontifica, morto all'alba di oggi in Vaticano, all'età di 84 anni.

  "Ho appreso con tristezza la notizia della dipartita del caro Cardinale Dino Monduzzi, al termine di una lunga e penosa malattia e desidero esprimere sentimenti di profondo cordoglio ai suoi familiari, a quanti lo hanno conosciuto e stimato, come pure alla comunità diocesana di Faenza-Modigliana che lo annovera tra i suoi figli più illustri. Nella sua esistenza egli ha reso con grande dedizione un generoso servizio a ben quattro Papi nell'ufficio del Maestro di Camera, in seguito denominato Prefettura della Casa Pontificia, e ricordo specialmente l'alacrità e la saggezza con cui ha organizzato le quotidiane udienze pontificie e i viaggi pastorali in Italia. Innalzo fervide preghiere di suffragio perché il Signore lo accolga nel gaudio e nella pace eterna ed invio a lei, ai nipoti, ai familiari tutti ed a quanti condividono il dolore per la scomparsa di così fedele servitore della Santa Sede, la confortatrice Benedizione Apostolica, segno della mia intensa partecipazione alla comune mestizia".

  Il Papa presiederà la Liturgia Esequiale del Cardinale Dino Monduzzi, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, alle 17:00 di lunedì 16 ottobre.
TGR/SCOMPARSA/MONDUZZI                           VIS 20061013 (230)


VESCOVI ZAMBIA: SERVIRE CRISTO NEL DISTACCO COSE MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina, nel ricevere i Presuli della Conferenza Episcopale dello Zambia al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Benedetto XVI ha detto: "I nostri incontri mi hanno riconfermato nel mio grande apprezzamento per la Chiesa Cattolica nel vostro Paese: per le sue gioie, le sue difficoltà e le sue speranze".

  "Vi incoraggio" - ha proseguito il Pontefice - "ad esortare il vostro popolo a dedicarsi alla preghiera e alla santità, scoprendo il tesoro di una vita edificata sulla fede in Cristo. (...) La luce della santità che brilla in coloro che hanno scoperto questo tesoro si accende con il battesimo. Nel battesimo Cristo libera il credente dal dominio del peccato, da un'esistenza di paura e superstizione e lo chiama ad una nuova vita".

  Benedetto XVI ha invitato i Vescovi dello Zambia a istruire i fedeli "sul valore e la pratica della preghiera, specialmente la preghiera liturgica, dove la Chiesa si unisce in modo sublime a Cristo, il Sommo Sacerdote nella sua eterna intercessione per la salvezza del mondo" ed ha ricordato che la Chiesa Cattolica "incoraggia i fedeli a praticare forme popolari di pietà. Insegnate ai vostri fedeli il valore dell'intercessione dei santi, grandi amici di Gesù, e particolarmente la speciale intercessione di Maria, sua Madre, sempre attenta alle nostre necessità".

  Successivamente il Papa ha fatto riferimento alla missione episcopale di guidare i fedeli "sul cammino che porta alla santità. Guidateli con saggi consigli, ferma determinazione ed affetto paterno. Ciò è particolarmente vero nei vostri rapporti  con i sacerdoti che a volte possono smarrirsi a causa delle numerose tentazioni della società contemporanea. Come pastori e padri dei vostri collaboratori nella vigna, dovete sempre trasmettere loro la gioia di servire il Signore con il giusto distacco dalle cose del mondo".

  "Noi crediamo che la Chiesa è santa. Quando voi esortate i vostri sacerdoti a vivere santamente conformemente alla loro vocazione, quando predicate l'amore generoso e la fedeltà nel matrimonio e quando esortate tutti a compiere opere di misericordia, ricordate loro le parole di Nostro Signore: 'Voi siete la luce del mondo'. (...) Mostrate la compassione di Cristo specialmente per i poveri, i profughi, i malati e per tutti coloro che soffrono".

  "Allo stesso tempo" - ha concluso il Pontefice - "continuate, nel vostro insegnamento, a proclamare la necessità dell'onestà, l'affetto familiare, la disciplina e la fedeltà, che hanno un impatto decisivo sulla salute e sulla stabilità della società".
AL/.../ZAMBIA                                   VIS 20061013 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Romano Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, con la Consorte e Seguito.

- Il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India).

- Il Vescovo Emilio Patriarca, di Monze (Zambia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
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giovedì 12 ottobre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Martin J. Amos, finora Ausiliare della Diocesi di Cleveland (Stati Uniti d'America), Vescovo di Davenport (superficie: 29.632; popolazione: 744.990; cattolici: 105.650; sacerdoti: 121; religiosi: 191; diaconi permanenti: 46), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Amos succede al Vescovo William Edwin Franklin del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Boston (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo John P. Boles, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Vescovi Ausiliari dell'Arcidiocesi di Boston (superficie: 6.386; popolazione: 4.000.403; cattolici: 2.079.730; sacerdoti: 1.451; religiosi: 3.252; diaconi permanenti: 254), Stati Uniti d'America:
- Il Reverendo John A. Dooher, finora Parroco della "Saint Mary Parish" in Dedham (Stati Uniti d'America). Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Dorchester (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1969.

- Il Reverendo Robert F. Hennessey, finora Parroco della Parrocchia "Most Holy Redeemer" in East Boston (Stati Uniti d'America). Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a South Boston (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. 

- Ha nominato il Monsignor Juan Pedro Juárez Meléndez, finora Vicario Generale della Diocesi di Tlaxcala (Messico), Vescovo di Tula (superficie: 8.289; popolazione: 1.228.000; cattolici: 982.000; sacerdoti: 73; religiosi: 96; diaconi permanenti: 1), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a San Pedro Tlalcuapán (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
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UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Jaroslaw Kaczynski, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica di Polonia, e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Zambia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo James Spaita, di Kasama.

    - L'Arcivescovo Telesphore George Mpundu, Coadiutore di Lusaka ed Amministratore Apostolico di Mpika.

    - Il Vescovo Paul Francis Duffy, O.M.I., di Mongu.

    - Il Vescovo Noel Charles O'Regan, S.M.A., di Ndola ed Amministratore Apostolico di Solwezi.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna (Italia).
AP:AL/.../...                                       VIS 20061012 (110)

UDIENZA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 12 OTT. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Stamane, il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica di Polonia, Sua Eccellenza il Signor Jaros Kaczynski, ha reso visita a Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".

  "Nel corso dei colloqui vi è stato uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, con particolare riguardo al processo di integrazione europea e alle tematiche relative alle radici cristiane del Continente. In tale occasione vi è stato anche un riferimento ai problemi morali e religiosi che oggi toccano la vita degli Stati, specialmente quelli relativi alla bioetica, alla difesa e promozione della vita e della famiglia, alla solidarietà, alla libertà religiosa e al dialogo tra le culture".
OP/EUROPA:RELIGIONE/POLONIA:KACZYNSKI               VIS 20061012 (150)


NON SOLO TOLLERANZA MA AUTENTICO RISPETTO INTERRELIGIOSO


CITTA' DEL VATICANO, 12 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina una Delegazione della "Anti-Defamation League" (ADL), fondata negli Stati Uniti d'America nel 1913, con l'obiettivo di "porre fine alla diffamazione degli ebrei, sensibilizzando e appellandosi alla coscienza delle persone, e, se necessario, ricorrendo alla giustizia".

  Ricordando che in molteplici occasioni i membri della ADL sono stati ricevuti in udienza da Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ha espresso la sua gioia nell'accogliere anche lui i rappresentanti del popolo ebraico.

  "Nel mondo attuale" - ha detto il Santo Padre - "i responsabili religiosi, politici, accademici ed economici, hanno il dovere di migliorare il livello di dialogo fra i popoli e le culture. Per conseguire ciò in modo efficace è necessario approfondire la nostra reciproca comprensione ed adoperarci entrambi per edificare una società più giusta e pacifica. Dobbiamo conoscersi meglio, e sulla base della nostra scoperta reciproca, edificare rapporti non fondati soltanto sulla tolleranza ma sull'autentico rispetto. Ebrei, cristiani e musulmani condividono molte convinzioni comuni, e vi sono numerose aree di impegno umanitario e sociale nelle quali possiamo e dobbiamo collaborare".

  "La Dichiarazione del Concilio Vaticano II 'Nostra Aetate'" - ha proseguito il Pontefice - "ci ricorda che le radici ebraiche del cristianesimo ci obbligano a superare i conflitti del passato e a creare nuovi legami di amicizia e di collaborazione. Il Documento afferma in particolare che la Chiesa deplora ogni forma di odio e di persecuzione rivolta contro gli ebrei e tutte le manifestazioni di antisemitismo, in ogni tempo e da parte di chiunque".

  "Nei quattro decenni trascorsi dalla Dichiarazione si sono registrati molti progressi e si è assistito ad alcuni primi passi, forse ancora incerti, verso una aperta conversazione su temi religiosi.  È proprio a tale livello di franco scambio e dialogo che troveremo le basi e le motivazioni per un rapporto solido e proficuo".

  "Che il nostro Eterno Padre" - ha concluso il Papa - "benedica ogni sforzo per eliminare dal nostro mondo ogni uso errato della religione come pretesto per l'odio e la violenza".
AC/ANTISEMITISMO/ADL                           VIS 20061012 (360)


mercoledì 11 ottobre 2006

ARCIVESCOVO MIGLIORE: CANCELLARE DEBITO PAESI PIÙ POVERI


CITTA' DEL VATICANO, 11 OTT. 2006 (VIS). Ieri  a New York, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto alla LXI Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., Secondo Comitato, Articolo 52, in merito al  finanziamento dello sviluppo.

  Il Nunzio Apostolico ha ribadito la necessità di aiutare i paesi in via di sviluppo tenendo conto che: "È probabile che l'investimento esterno diretto non sia significativo, perché non è finalizzato a risolvere i problemi di povertà e di sviluppo in quanto tali, ma se regolato adeguatamente può contribuire a risolverli".

  "I Documenti della Strategia di Riduzione della Povertà (PRSPs) preparati dai governi dei paesi in via di sviluppo mediante processi di partecipazione, hanno un ruolo importante in questo processo poiché potrebbero offrire un contesto appropriato per definire le strategie di sviluppo nazionale".

  L'Arcivescovo Migliore ha segnalato infine che: "La proposta del G8 del luglio 2006 che il Fondo Monetario Internazionale, l'Associazione Internazionale di Sviluppo (IDA) e il Fondo Africano di Sviluppo cancellino il 100% delle loro richieste di restituzione nei confronti dei paesi più poveri, la maggior parte dei quali in Africa, è una positiva aggiunta ad altre iniziative nel medesimo ambito".
DELSS/PAESI IN VIA DI SVILUPPO/ONU:MIGLIORE               VIS 20061011 (210)


CATECHESI APOSTOLI SIMONE IL CANANEO E GIUDA TADDEO

CITTA' DEL VATICANO, 11 OTT. 2006 (VIS). Gli Apostoli Simone il Cananeo e Giuda Taddeo sono stati i protagonisti della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale odierna tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 40.000 persone.

  Il Papa ha spiegato che Simone riceve l'epiteto di "zelota" e che è ben possibile "che questo Simone, se non appartiene propriamente al movimento nazionalista degli Zeloti, fosse almeno caratterizzato da un ardente zelo per l'identità giudaica, quindi per Dio, per il suo popolo e per la Legge divina".

  "Se le cose stanno così" - ha proseguito il Santo Padre - "Simone si pone agli antipodi di Matteo, che al contrario, in quanto pubblicano, proveniva da un'attività considerata del tutto impura. Segno evidente che Gesù chiama i suoi discepoli e collaboratori dagli strati sociali e religiosi più diversi, senza alcuna preclusione. A Lui interessano le persone, non le categorie sociali o le etichette! E la cosa bella è che nel gruppo dei suoi seguaci, tutti, benché diversi, coesistevano insieme, superando le immaginabili difficoltà: era Gesù stesso, infatti, il motivo di coesione, nel quale tutti si ritrovavano uniti. Questo costituisce chiaramente una lezione per noi, spesso inclini a sottolineare le differenze e magari le contrapposizioni, dimenticando che in Gesù Cristo ci è data la forza per comporre le nostre conflittualità".

  Successivamente Benedetto XVI ha ricordato che il soprannome Taddeo "è di derivazione incerta e viene spiegato o come proveniente dall'aramaico 'taddà', che vuol dire 'petto' e quindi significherebbe 'magnanimo' oppure come abbreviazione di un nome greco come 'Teodoro, Teodoto'". La richiesta dell'Apostolo Giuda Taddeo fatta a Gesù durante l'Ultima Cena: "'Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?" e la risposta di Gesù "'Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di Lui' (...) afferma una verità molto importante: la piena manifestazione di Gesù ai suoi discepoli non è esteriore, ma interiore; è condizionata dall'amore del discepolo per Gesù, un amore non soltanto affettivo ma effettivo, che produce la docilità alla parola di Gesù e quindi rende il discepolo gradito la Padre".

  "A Giuda Taddeo" - ha proseguito il Pontefice - "è stata attribuita nei tempi passati la paternità di una delle Lettere del Nuovo Testamento che vengono dette 'cattoliche' in quanto indirizzate ad una cerchia molto ampia di destinatari. (...) Preoccupazione centrale di questo scritto è di mettere in guardia i cristiani da tutti coloro che prendono pretesto dalla grazia di Dio per scusare la propria dissolutezza e per traviare altri fratelli con insegnamenti inaccettabili, introducendo divisioni all'interno della Chiesa".

  "Oggi noi non siamo forse più abituati a usare un linguaggio così polemico, che pur sotto immagini poeticamente belle non manca di dire con molta chiarezza sia ciò che rimane distintivo del cristianesimo sia cioè che è incompatibile con esso. La via dell'indulgenza e del dialogo, che il Concilio Vaticano II ha felicemente intrapreso, va sicuramente proseguita con ferma costanza. Essa tuttavia non deve far dimenticare il dovere di ripensare e di evidenziare sempre con altrettanta forza le linee maestre e irrinunciabili della nostra identità cristiana. D'altra parte, occorre avere ben presente che questa nostra identità non si gioca su di un piano semplicemente culturale (...), ma richiede la forza, la chiarezza e il coraggio della provocazione che sono propri della fede".

  Al termine dell'Udienza, il Papa ha benedetto una statua di Santa Edith Stein, collocata in una nicchia esterna della Basilica Vaticana. La Santa carmelitana scalza è stata canonizzata da Giovanni Paolo II proprio l'11 ottobre di otto anni fa.
AG/SIMONE CANANEO:GIUDA TADDEO/EDITH STEIN      VIS 20061011 (620)


martedì 10 ottobre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Leopoldo Girelli, che è Nunzio Apostolico in Indonesia, Nunzio Apostolico in Timor Orientale.
NN/.../GIRELLI                             VIS 20061010 (30)

PRESENTAZIONE NECROPOLI ROMANA DELLA VIA TRIUMPHALIS

CITTA' DEL VATICANO, 10 OTT. 2006 (VIS). Nell'ambito delle manifestazioni organizzate per celebrare il V Centenario dei Musei Vaticani, giovedì 12 ottobre 2006, avrà luogo la presentazione del nuovo settore della Necropoli romana della "Via Triumphalis", scoperto nel 2003 durante i lavori per la realizzazione del parcheggio di Santa Rosa all'interno dello stato della Città del Vaticano.

  Lo scavo della nuova importante area è stato condotto dagli archeologi dei Musei Vaticani ed ha portato alla luce un cospicuo tratto di necropoli, che risulta essere la prosecuzione di quello scoperto fra il 1959 e il 1960. Le due aree cimiteriali - insieme ai vicini Settori detti "della Galea" e "dell'Annona" - costituiscono parte di un grande sepolcreto disposto lungo l'antica "Via Triumphalis", che da Roma conduceva a Veio (Isola Farnese), attraverso Monte Mario. Grazie a quest'ultimo ritrovamento, in Vaticano sono accessibili due delle più complete e documentate necropoli della Roma d'età imperiale: quella lungo la "Via Cornelia" (visitabile negli scavi sotto la Basilica di San Pietro), dove si trova la tomba del Principe degli Apostoli, e questa della "Via Triumphalis".

  Gli archeologi hanno scoperto circa quaranta edifici sepolcrali di piccola e media grandezza e più di duecento sepolture singole disposte su diversi livelli, spesso dotate di iscrizioni. La maggior parte delle tombe si trova in ottimo stato di conservazione ed è databile tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del IV secolo d.C. all'incirca dall'epoca di Augusto a quella di Costantino. Alcuni edifici presentano interessanti decorazioni parietali ad affresco e a stucco e pavimenti a mosaico.

  Sono tornati alla luce anche altari funerari, urne, sarcofagi con soggetti figurati a bassorilievo. Di particolare interesse è il sarcofago del giovani "equites" (cavaliere) "Publius Caesilius Victorinus" (270-290 d.C.), che presenta la figura di un'orante accanto ad un albero con sopra un uccello. Talvolta, nei testi vengono specificati il mestiere e/o il luogo d'origine di questi personaggi. Il corredo tombale è costituito sopratutto da lucerne e recipienti pronti ad essere utilizzati per le offerte ai defunti, sopra alcuni altari si riconoscono i fori per appendere le ghirlande di fiori.

  Il complesso archeologico potrà essere visitato il venerdì e il sabato, in gruppi di massimo venticinque persone, previa obbligatoria prenotazione scritta ai Musei Vaticani - Ufficio Visite Speciali (tel. 06.6988.4947; fax 06.6988.1573; e-mail: visitespeciali.musei@scv.va
.../NECROPOLI ROMANA/MUSEI VATICANI                   VIS 20061010 (390)


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