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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 27 settembre 2006

TURISMO PORTA APERTA ALLA PACE E CONVIVENZA ARMONIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha ricordato che oggi si celebra la Giornata Mondiale del Turismo "fenomeno sociale importante nel mondo contemporaneo. Auspico" - ha detto - "che il turismo promuova sempre più il dialogo e il reciproco rispetto delle culture, diventando così una porta aperta alla pace e alla convivenza armoniosa".

  "L'esempio di carità di San Vincenzo de' Paoli, di cui oggi facciamo memoria" - ha detto ancora il Pontefice - "spinga voi, cari giovani, ad attuare i progetti del vostro futuro in un gioioso e disinteressato servizio al prossimo. Aiuti voi, cari malati, ad affrontare la sofferenza come particolare vocazione d'amore, e solleciti voi, cari sposi novelli, a costruire una famiglia sempre aperta al dono della vita e ai poveri".
AG/SALUTI/...                                   VIS 20060927 (150)


martedì 26 settembre 2006

PRESENTAZIONE CONGRESSO MONDIALE TV CATTOLICHE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Mondiale delle Tv Cattoliche in programma a Madrid (Spagna), dal 10 al 12 ottobre, sul tema: "Il rapido sviluppo". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; Padre Federico Lombardi, S.J., Relatore del Congresso e Direttore del Centro Televisivo Vaticano (CTV); Don José Maria Gil, Segretario Esecutivo della Commissione dei mezzi di comunicazione sociale della Conferenza Episcopale Spagnola e la Dottoressa Leticia Soberón, del Comitato organizzativo internazionale del Congresso.

  L'Arcivescovo Foley ha precisato che obiettivo del Congresso è "riflettere sulla natura del fenomeno televisivo, studiare le opportunità che sono offerte alla Chiesa e valutare le possibilità di collaborazione tra queste iniziative, articolandole tra loro nel modo migliore".

  La partecipazione, ha spiegato l'Arcivescovo Foley, è stata limitata "a non più di 250 persone che lavorano in ambienti televisivi, di produzioni cattoliche, commissioni episcopali di comunicazione sociale e rappresentanti di facoltà di scienze della comunicazione di università di diversi paesi".

  Oltre ai temi connessi alla "l'identità cattolica" degli enti televisivi, il Presidente del Pontificio Consiglio ha ribadito che occorre lavorare "anche su temi molto pratici, come gli aspetti economici e amministrativi dell'industria televisiva, la professionalità del personale, la qualità e la varietà dei formati di programmazione, la qualità dell'informazione, le possibilità offerte dai cambiamenti tecnologici, etc.".

  Padre Lombardi, S.J.,  ha affermato a sua volta che: "Le TV cattoliche nel mondo - le più numerose sono in Europa e nelle Americhe -  sono una realtà molto variegata. (...) Vi sono TV create e sostenute dalle Conferenze Episcopali o da grandi Diocesi (Italia: SAT2000; Spagna: Popular TV; Francia: KTO; USA: Boston...). Vi sono TV create da iniziative di movimenti e enti religiosi o singole persone (USA: Eternal Word Television Network EWTN; Brasile: Cançao Nova...).

  "Oltre alle emittenti televisive" - ha proseguito Padre Lombardi - "vi sono numerosi centri di produzione di programmi televisivi di ispirazione cattolica" che servono le necessità di regioni o nazioni dove non possono esistere televisioni cattoliche ed istituzioni in grado di fornire aiuto economico per le iniziative ecclesiali.

  Riferendosi al CTV, di cui è Direttore, Padre Lombardi ha sottolineato che ha "proprio fra le sue finalità anche quella di servire le emittenti cattoliche, le quali sono praticamente tutte interessate alle immagini e informazioni delle attività del Santo Padre e del Vaticano, ma non tutte sono attualmente informate sui suoi servizi e non tutte hanno le possibilità tecniche per profittarne".

  "Noi della Chiesa" - ha concluso Padre Lombardi - "vogliamo sempre mettere la comunicazione al servizio della comunione, cioè della comprensione reciproca, del dialogo e della pace. Lo facciamo a diversi livelli: c'è un livello più specificamente locale, uno di area più ampia - regionale o nazionale -, uno di carattere universale (quello del servizio del Papa per l'unione della Chiesa). Questi livelli devono integrarsi, restando complementari, perché ognuno ha le sue competenze ed esperienze e ricchezze specifiche".

  Don José María Gil ha ringraziato la Santa Sede per la scelta di Madrid come sede del Congresso ed ha esteso i ringraziamenti alla Principessa delle Asturie, Donna Letizia Ortiz, che sarà la Presidentessa d'onore del Congresso, "ciò che esprime anche" - ha detto - "l'interesse della società civile per questo importante avvenimento ecclesiale".

  Al Congresso di Madrid partecipano, ha proseguito Don Gil, "trecento congressisti (...) provenienti da una cinquantina di paesi di tutti i continenti (...) soprattutto America Latina (...) per riflettere sui grandi obiettivi del Congresso (...) che sarà aperto a tutti i navigatori Internet interessanti a partecipare attraverso la web page: http://www.worldcongresstv.com".

  Così vi saranno "rappresentanti di tutti i settori del campo audiovisivo: grandi operatori delle telecomunicazioni (Telefónica, Hispasat), grandi catene (EWTN, Cançao Nova, TV Século 21, ESNE-El Sembrador) e canali TV cattolici diocesani e privati, da quelli strettamente religiosi e devozionali a quelli di ispirazione cristiana, come pure programmi religiosi nella TV pubblica (...), Centri Universitari di Comunicazione Sociale (Pontificie Università Salesiana e della Santa Croce, del Cile, Colombia e Argentina) e le Università di Navarra e Murcia, giornalisti (...), tecnici, (...) imprenditori (...), associazioni cattoliche di comunicazione (SIGNIS), commissioni e dipartimenti di comunicazione di conferenze episcopali (Germania, Italia, Portogallo, Mali, Croazia, Ecuador, Perù, Spagna..) e diocesi"

  "Speciale segnalazione" - ha concluso Don Gil - "merita il previsto ed atteso intervento di Padre Lombardi, S.J., sul Centro Televisivo Vaticano (CTV), vero referente per le televisioni cattoliche di tutto il mondo".

  La Dottoressa Leticia Soberón ha espresso l'auspicio che il Congresso segni un punto di partenza per la "costruzione di una rete solidale e vivace tra gli enti cattolici che lavorano in televisione".

  "Una delle iniziative più attese" - ha detto la Signora Soberón - "è la 'Banca Programmi' che faciliterà lo scambio gratuito di programmi televisivi tra le diverse istituzioni. Questo progetto è nato dalla preoccupazione delle televisioni più grandi per quelle più piccole e povere, con lo scopo di condividere con loro delle produzioni di valore universale. Ma questa prima mossa ha provocato uno spontaneo desiderio, da parte anche di realtà più piccole, di condividere anche le loro produzioni. La generosità di tutti si è evidenziata già a Medellin, nel Convegno latinoamericano di televisioni cattoliche, ma riguarda tante altre istituzioni in tutta la geografia mondiale".
OP/TELEVISIONI CATTOLICHE/...                       VIS 20060926 (880)


TURISMO PROPIZIATORE AUTENTICO SVILUPPO UMANO E SOCIALE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI - datato 8 settembre - e firmato dall'allora Cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano, indirizzato al Dottor Francesco Frangialli, Segretario dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (O.M.T.), in occasione della Giornata Mondiale del Turismo che si celebra il 27 settembre.

  Il Cardinale trasmette "il cordiale saluto di Sua Santità Benedetto XVI" agli organizzatori della Giornata Mondiale che quest'anno ha per tema: "Il turismo arricchisce" ed afferma che tale argomento "offre l'opportunità di riflettere su come qualificare ulteriormente una cultura del viaggio e della mobilità umana, quale si presenta nelle diverse forme del turismo contemporaneo".

  "Il turismo è un'indubbia risorsa di benessere" - scrive il Porporato - "perchè mette in movimento l'economia delle Nazioni (...). Nelle diverse mansioni legate all'attività turistica sono, inoltre, impiegati milioni di persone. (...) Nella reciproca accoglienza tra il visitatore e l'ospite si può realizzare quello scambio di beni della terra e della cultura che rende l'umana convivenza più fraterna e solidale".

  Come l'Organizzazione Mondiale del Turismo "ha più volte ricordato, il turismo è soprattutto affare di esseri umani. L'arricchimento che esso può produrre non deve essere, quindi, puramente economico o materiale", ma "propiziare un autentico sviluppo umano e sociale grazie alla crescente opportunità che offre di beni condivisi, di fecondi scambi culturali, di approccio a bellezze naturali e artistiche, di confronto fra mentalità, tradizioni e religioni diverse".

  "È auspicabile pertanto che gli Stati, le associazioni degli operatori turistici, le istituzioni universitarie e culturali, i sindacati di settore, incoraggino la formazione di competenze specifiche e l'offerta di garanzie dinamiche nell'accoglienza dei turisti".

  "È importante che si ponga in essere una persuasiva opera di educazione ai valori del turismo nei confronti e in difesa delle persone" - conclude il Cardinale Sodano - "delle comunità e dei beni naturali e culturali degli ospiti. Solamente così i nuovi areopaghi, quali sono il turismo e il tempo libero diventeranno risorse di vero arricchimento umano per tutti senza escludere coloro che partono da condizioni svantaggiate per la loro origine naturale o socio-culturale".
.../GIORNATA TURISMO/SODANO:FRANGIALLI               VIS 20060926 (340)


COMUNICATO SITUAZIONE ECCLESIALE ARCIVESCOVO MILINGO

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto oggi un Comunicato, di cui riportiamo il testo, sull'attuale situazione ecclesiale dell'Arcivescovo Emmanuel Milingo.

  "La Santa Sede ha seguito con viva apprensione l'attività posta in essere recentemente da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Emmanuel Milingo, Arcivescovo emerito di Lusaka, con una nuova Associazione di sacerdoti coniugati, seminando divisione e sconcerto fra i fedeli".

  "Esponenti a vario livello della Chiesa hanno invano cercato di contattare l'Arcivescovo Milingo, per dissuaderlo dal proseguire in azioni che provocano scandalo, sopratutto nei riguardi dei fedeli che hanno seguito il suo ministero pastorale a favore dei poveri e dei malati".

  "Tenuto conto della comprensione manifestata, anche di recente, dal Successore di Pietro verso questo anziano Pastore della Chiesa, la Santa Sede ha atteso con vigilante pazienza l'evolversi degli eventi, i quali, purtroppo, hanno condotto l'Arcivescovo Milingo a una condizione di irregolarità e di progressiva aperta rottura della comunione con la Chiesa, prima con l'attentato matrimonio e poi con l'ordinazione di quattro vescovi domenica 24 settembre a Washington D.C.".

  "Per questo atto pubblico sia l'Arcivescovo Milingo che i quattro ordinati sono incorsi nella scomunica 'latae sententiae', prevista dal canone 1382 del Codice di Diritto Canonico. Inoltre la Chiesa non riconosce e non intende riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate, e ritiene che lo stato canonico dei quattro presunti vescovi sia quello in cui si trovavano prima dell'ordinazione".

  "La Sede Apostolica, sollecita come è dell'unità e della pace del gregge di Cristo, aveva sperato nell'azione fraterna di persone vicine all'Arcivescovo Milingo, per un suo ripensamento e per un suo ritorno alla piena comunione con il Papa. Purtroppo, gli ultimi sviluppi hanno allontanato tali speranze".

  "In momenti di sofferenza ecclesiale come questo, si intensifichi la preghiera di tutta la comunità dei fedeli".
OP/ARCIVESCOVO MILINGO/...                           VIS 20060926 (310)


lunedì 25 settembre 2006

AI VESCOVI CIAD: CONSOLIDATE FRATERNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso in lingua francese il Papa ha ricordato ai Presuli che "a immagine di Cristo, Buon Pastore, voi siete mandati per essere missionari della Buona Novella. Continuate a compiere questa missione con fiducia e coraggio!".

  "Con la proclamazione del Vangelo" - ha detto il Pontefice - "guidate le vostre comunità all'incontro con il Signore e aiutatele a testimoniare la loro speranza, contribuendo all'instaurazione di una società più giusta, fondata sulla riconciliazione e sull'unità fra tutti! La partecipazione regolare dei fedeli ai sacramenti, in particolare all'Eucaristia, darà loro la forza di porsi alla sequela di Cristo; essi proveranno allora il bisogno di condividere con i fratelli la gioia del loro incontro con il Signore".

  Successivamente il Papa, parlando dei sacerdoti e della loro "difficile ma esaltante missione di annunciare il Vangelo e di servire il Popolo di Dio", ha sottolineato che: "L'amicizia con il Cristo esige una costante e gioiosa ricerca di comunione di pensiero, di volontà e di azione con Lui,  nell'obbedienza umile e fedele". Benedetto XVI ha esortato i Vescovi dicendo loro: "Cari Fratelli nell'Episcopato preoccupatevi della vita spirituale dei vostri sacerdoti, incoraggiandoli a rimanere fedeli ad una regola di vita sacerdotale che li aiuti a conformare la loro esistenza all'appello ricevuto dal Signore".

  "Fra le sfide pastorali da affrontare" - ha proseguito il Pontefice - "vi è l'urgenza di proclamare la verità integrale sul matrimonio e la famiglia. In effetti è fondamentale dimostrare che l'istituzione del matrimonio contribuisce all'autentico sviluppo delle persone e della società, e permette di assicurare la dignità, l'uguaglianza e la vera libertà dell'uomo e della donna, come pure la crescita umana e spirituale dei figli".

  "Una seria formazione dei giovani favorirà un rinnovamento della pastorale familiare e contribuirà a superare le difficoltà di ordine sociale, culturale ed economico che, per numerosi fedeli, sono ostacoli al matrimonio cristiano. Che i giovani del vostro Paese, preservando i valori essenziali della famiglia africana, accolgano nella loro vita la bellezza e la grandezza del matrimonio cristiano che, nella sua unicità, presuppone un 'amore indissolubile e fedele degli sposi'".

 "L'attività caritativa, manifestazione dell'amore del prossimo, che ha le sue radici nell'amore di Dio, ha grande importanza nella pastorale delle vostre Diocesi", ha rilevato il Pontefice ed, esprimendo il suo apprezzamento ai religiosi e alle religiose impegnati nel settore, ha affermato: "Favorendo un'autentica solidarietà con le persone bisognose, senza distinzione di origine, non dimentichino esse la specificità ecclesiale delle loro attività e rafforzino la coscienza di essere credibili testimoni del Cristo".

  "La consolidazione della fraternità fra le diverse comunità che compongono la Nazione, è un obiettivo che esige l'impegno di tutti, allo scopo di porre il paese al riparo da contese che non potrebbero che comportare nuove violenze. Il riconoscimento della dignità di ciascuno, dell'identità di ogni gruppo umano e religioso, e della sua libertà di praticare la propria religione, fa parte dei valori comuni di pace e di giustizia che tutti devono promuovere e nei quali i responsabili della società civile hanno un ruolo fondamentale".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso rallegrandosi nell'apprendere che nel Ciad "i rapporti fra cristiani e musulmani sono generalmente buoni, grazie in particolare alla ricerca di una migliore conoscenza reciproca. Vi incoraggio a proseguire la collaborazione in uno spirito di dialogo sincero e di rispetto reciproco".
AL/.../CIAD                                       VIS 20060925 (590)


DIALOGO PERCHÈ SI COSTRUISCA UMANITÀ FRATERNA E SOLIDALE

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2006 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo il Santo Padre ha ricevuto in Udienza 98 Vescovi provenienti da 44 paesi di 4 continenti, che hanno partecipato al Seminario di aggiornamento promosso dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
 
  Nel suo discorso ai presenti, dopo aver rivolto un saluto al Cardinale Ivan Dias, Prefetto del Dicastero Missionario, il Santo Padre ha ricordato "gli sforzi non indifferenti" compiuti dai Vescovi affinché a tutti sia data la possibilità di accogliere l'annuncio evangelico ed ha rilevato l'esigenza di evangelizzare la cultura e "alimentare un dialogo sincero ed aperto con tutti, perché insieme si costruisca un'umanità più fraterna e solidale".

  "Solo spinti dall'amore di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "è possibile portare a compimento questa fatica apostolica, che domanda l'ardore intrepido di chi per il Signore non teme nemmeno la persecuzione e la morte" ed in merito ha ricordato gli "eroici testimoni del Vangelo" dei secoli passati e dei nostri tempi come Suor Leonella Sgorbati, "missionaria della Consolata, barbaramente uccisa a Mogadiscio, in Somalia", il 17 settembre scorso.

  Per adempiere il compito di Pastori, Benedetto XVI ha ribadito che è essenziale che "per primi voi siate 'esempio in tutto di  buona condotta (...). Ecco perché è doveroso che diate primaria importanza nel vostro ministero episcopale alla preghiera e alla incessante tensione verso la santità. È importante che vi preoccupiate di una seria formazione dei seminaristi e di un permanente aggiornamento dei sacerdoti e dei catechisti".

  "Mantenere l'unità della fede nella diversità delle sue espressioni culturali è un altro prezioso servizio che vi è richiesto, cari Fratelli nell'Episcopato. Ciò esige che siate uniti al gregge, sull'esempio di Cristo Buon Pastore, e che il gregge cammini sempre unito a voi. Come sentinelle del Popolo di Dio, evitate con fermezza e coraggio le divisioni, specie quando sono dovute a motivi etnici e socio-culturali. Esse attentano infatti all'unità della fede e indeboliscono l'annuncio e la testimonianza del Vangelo di Cristo".

  Dopo aver espresso gioia e consolazione nel constatare una "costante fioritura di vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa", il Papa ha invitato i Presuli a preoccuparsi di "dotare i seminari di un numero sufficiente di formatori, scelti e preparati con cura, i quali siano anzitutto esempi e modelli per i seminaristi. (...) Dalla preparazione dei futuri sacerdoti e di tutti gli altri operatori della pastorale, in particolare dei catechisti, dipende l'avvenire delle vostre Comunità e quello della Chiesa universale".
AC/VESCOVI:EVANGELIZZAZIONE/DIAS                   VIS 20060925 (400)


VIVO RAMMARICO SANTA SEDE ESECUZIONE CATTOLICI INDONESIA

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella mattinata di oggi il seguente comunicato:

  "La Santa Sede ha appreso con vivo rammarico la notizia dell'avvenuta esecuzione dei Signori Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwu, ritenuti responsabili delle violenze di Poso, in Indonesia, nel 2000".

  "Al riguardo, la Segreteria di Stato è intervenuta ripetutamente presso le Autorità indonesiane per chiedere, a nome del Santo Padre, un gesto di clemenza in favore dei tre condannati. Oltre al telegramma reso pubblico il 12 agosto u.s., l'Eminentissimo Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano ha inviato al Capo dello Stato, Sua Eccellenza Susilo Bambang Yudhoyono, due lettere, in data rispettivamente del 5 dicembre 2005 e del 7 marzo 2006. Altri passi sono stati compiuti attraverso l'Ambasciata dell'Indonesia presso la Santa Sede il 13 dicembre 2005, il 14 febbraio e il 20 settembre 2006".

  "Collocandosi su un piano strettamente umanitario, ispirato alla nota posizione della Chiesa cattolica sulla pena di morte, e tenendo ben presenti le particolarità del doloroso caso, la Santa Sede, con i suoi interventi, ha inteso non da ultimo contribuire agli sforzi in favore del processo di riconciliazione in Indonesia e alla tradizionale pacifica convivenza fra gli appartenenti alle diverse religioni, che si auspica continuerà a contraddistinguere quel grande Paese".
OP/ESECUZIONE CATTOLICI/INDONESIA                   VIS 20060925 (230)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico in Swaziland, l'Arcivescovo James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Sud Africa, Lesotho, Namibia e Delegato Apostolico in Botswana.
NN/.../GREEN                                     VIS 20060925 (50)

LOGICA CRISTIANESIMO AMORE CHE SI FA SERVIZIO FINO DONO SÉ

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato alla "logica del Cristianesimo" le riflessioni che hanno preceduto la recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

  "Nel Vangelo di questa Domenica" - ha detto il Papa - "Gesù annuncia per la seconda volta ai discepoli la sua passione, morte e risurrezione. L'evangelista Marco mette in risalto il forte contrasto tra la sua mentalità e quella dei dodici Apostoli, che non solo non comprendono le parole del Maestro e rifiutano nettamente l'idea che Egli vada incontro alla morte,  ma discutono su chi tra loro si debba considerare 'il più grande'".

  "Gesù spiega ad essi con pazienza la sua logica" - ha spiegato il Santo Padre - "la logica dell'amore che si fa servizio fino al dono di sé: 'Se uno vuol essere il primo sia l'ultimo e il servo di tutti'. Questa è la logica del Cristianesimo, che risponde alla verità dell'uomo creato a immagine di Dio, ma al tempo stesso contrasta con il suo egoismo, conseguenza del peccato originale. Ogni persona umana è attratta dall'amore - che ultimamente è Dio stesso - ma spesso sbaglia nei modi concreti di amare, e così da una tendenza all'origine positiva, inquinata però dal peccato, possono derivare intenzioni e azioni cattive".

  In proposito Benedetto XVI ha ricordato le parole della Lettera di San Giacomo: "'Dove c'è gelosia e spirito di contesa, c'è disordine e ogni sorta di cattive azioni. La sapienza che viene dall'alto invece è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia'. E l'Apostolo conclude: 'Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace' (3,16-18). Queste parole fanno pensare alla testimonianza di tanti cristiani che, con umiltà e nel silenzio, spendono la vita al servizio degli altri a causa del Signore Gesù, operando concretamente come servi dell'amore e perciò 'artigiani' di pace. Ad alcuni è chiesta talora la suprema testimonianza del sangue, come è accaduto pochi giorni fa anche alla religiosa italiana Suor Leonella Sgorbati, caduta vittima della violenza. Questa suora, che da molti anni serviva i poveri e i piccoli in Somalia, è morta pronunciando la parola 'perdono': ecco la più autentica testimonianza cristiana, segno pacifico di contraddizione che dimostra la vittoria dell'amore sull'odio e sul male".
ANG/LOGICA CRISTIANESIMO/SGORBATI                   VIS 20060925 (410)


PREGARE PER LA GENTE DI MARE E PER LE LORO FAMIGLIE


CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell'Angelus nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricordato che giovedì prossimo si celebrerà la Giornata Marittima Mondiale ed ha invitato a pregare per la gente di mare e per le loro famiglie.

  "Rendo grazie a Dio" - ha detto Benedetto XVI - "per l'opera dell'Apostolato del Mare, che per molti anni ha offerto sostegno umano e spirituale a coloro che conducono questo difficile ed esigente stile di vita. Mi rallegro specialmente per le recenti iniziative dell'Organizzazione Marittima Internazionale per contribuire alla lotta contro la povertà e la fame".

  Rivolgendosi successivamente ai Vescovi di vari paesi che partecipano al Convegno Ecumenico organizzato dal Movimento dei Focolari, Benedetto XVI ha detto: "Cari Fratelli, mi compiaccio dello speciale impegno che ponete al servizio della piena unità tra i cristiani ed auguro ogni bene per le Comunità diocesane a voi affidate".
ANG/GIORNATA MARITTIMA MONDIALE/...                   VIS 20060925 (170)


NECESSARIO DIALOGO FRA CRISTIANI E MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, con gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede ed alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia.

  All'Incontro hanno partecipati gli Ambasciatori di Kuwait, Giordania, Pakistan, Qatar, Costa d'Avorio, Indonesia, Turchia, Bosnia ed Erzegovina, Libano, Yemen, Egitto, Iraq, Senegal, Algeria, Marocco, Albania, Lega degli Stati Arabi, Siria, Tunisia, Libia, Iran Azerbaijan, 14 Membri della Consulta Islamica in Italia e due Rappresentanti del Centro Culturale Islamico d'Italia e dell'Ufficio della Lega Musulmana Mondiale.

  Dopo un indirizzo di omaggio del Cardinale Poupard, Papa Benedetto ha voluto ricordare di aver auspicato il presente Incontro "per consolidare i legami di amicizia e di solidarietà tra la Santa Sede e le Comunità musulmane del mondo".

  "Vorrei oggi ribadire" - ha affermato il Santo Padre esprimendosi in francese - "tutta la stima e il profondo rispetto che nutro verso i credenti musulmani".

  "Fin dall'inizio del mio pontificato" - ha ricordato il Papa - "ho auspicato che si continuino a consolidare ponti di amicizia con i fedeli di tutte le religioni, con un particolare apprezzamento per la crescita del dialogo tra musulmani e cristiani"

  "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa".

  "In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze".

  "Il dialogo interreligioso e interculturale" - ha sottolineato il Pontefice - "costituisce una necessità per costruire insieme il mondo di pace e di fraternità ardentemente auspicato da tutti gli uomini di buona volontà. In questo ambito, i nostri contemporanei attendono da noi un'eloquente testimonianza in grado di indicare a tutti il valore della dimensione religiosa dell'esistenza".

  "È pertanto necessario" - ha detto ancora Benedetto XVI - "che, fedeli agli insegnamenti delle loro rispettive tradizioni religiose, cristiani e musulmani imparino a lavorare insieme, come già avviene in diverse comuni esperienze, per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi ad ogni manifestazione di violenza; è altresì doveroso che noi, Autorità religiose e Responsabili politici, li guidiamo ed incoraggiamo ad agire così".

  "Gli insegnamenti del passato non possono dunque non aiutarci a ricercare vie di riconciliazione perché, nel rispetto dell'identità e della libertà di ciascuno, diamo vita a una collaborazione ricca di frutti al servizio dell'intera umanità. Come il Papa Giovanni Paolo II affermava nel suo memorabile discorso ai giovani a Casablanca, in Marocco, il rispetto e il dialogo richiedono la reciprocità in tutti i campi, soprattutto per quanto concerne le libertà fondamentali e più particolarmente la libertà religiosa. Essi favoriscono la pace e l'intesa tra i popoli"

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso affermando: "Cari amici, sono profondamente convinto che, nella situazione in cui si trova il mondo oggi, è un imperativo per i cristiani e i musulmani impegnarsi nell'affrontare insieme le numerose sfide con le quali si confronta l'umanità, specialmente per quanto riguarda la difesa e la promozione della dignità dell'essere umano e i diritti che ne derivano. Mentre crescono le minacce contro l'uomo e contro la pace, riaffermando la centralità della persona e lavorando senza stancarsi perché la vita umana sia sempre rispettata, cristiani e musulmani rendono manifesta la loro obbedienza al Creatore, la cui volontà è che tutti gli esseri umani vivano con quella dignità che Egli ha loro dato".
AC/DIALOGO:RISPETTO MUSULMANI/...                   VIS 20060925 (670)


CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL PAPA OTTOBRE


CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2006 (VIS).  L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico oggi il calendario delle Celebrazioni presiedute dal Santo Padre nel mese di ottobre:

- Domenica 15: XXVIII domenica "per annum". Alle 10:00, nella Basilica Vaticana, Canonizzazione dei Beati: Rafael Guízar Valencia, Filippo Smaldone, Rosa Venerini e Theodore Guérin.

- Giovedì 19: Verona, Stadio Bentegodi, alle ore 16:00, Celebrazione Eucaristica in occasione del IV Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana.

RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE:

- Domenica 8: XXVII domenica "per annum": Fiesole (Italia), Anfiteatro Romano, alle ore 16:00, Beatificazione della Serva di Dio: Maria Teresa di Gesù (Maria Scrilli).

- Domenica 22: XXIX domenica "per annum". Bilbao (Spagna), Cattedrale, ore 17:00, Beatificazione della Serva di Dio: Margarita María López de Maturana.

- Domenica 29: XXX domenica "per annum": Speyer (Germania), Cattedrale, ore 14:30, Beatificazione del Servo di Dio: Paul Josef Nardini.
OCL/CELEBRAZIONI OTTOBRE/...                   VIS 20060925 (160)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2006 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale del Malawi, in Visita "ad Limina Apostolorum:

    - L'Arcivescovo Tarcisius Gervazio Ziyaye, di Blantyre.

    - Il Vescovo Peter Martin Musikuwa, di Chikwawa.

    - Il Vescovo Rémi Joseph Gustave Sainte-Marie, M.Afr., di Dedza.

  Sabato 23 settembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
AP/.../...                                       VIS 20060925 (100)


venerdì 22 settembre 2006

RINNOVAMENTO PARROCCHIE E PRIMA COMUNITÀ GERUSALEMME

CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo i partecipanti alla XXII Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, con il Presidente del Dicastero, Arcivescovo Stanislaw Rylko. Tema dei lavori 2006: "La parrocchia ritrovata. Percorsi di rinnovamento".

  "Durante gli anni del mio servizio alla Curia Romana avevo già avuto modo di rendermi conto della crescente importanza assunta dal Pontificio Consiglio per i Laici nella Chiesa" - ha affermato il Papa citando alcuni avvenimenti da Lui presieduti dall'inizio del suo Pontificato e promossi dal Dicastero, come la Giornata Mondiale della Gioventù (Colonia, 2005) e l'Incontro svoltosi in Piazza San Pietro alla Vigilia di Pentecoste di quest'anno con la presenza di più di cento Movimenti ecclesiali e nuove Comunità.

  Riguardo all'Assemblea Benedetto XVI ha detto: "Dopo aver esaminato nella precedente Assemblea plenaria la natura teologica e pastorale della comunità parrocchiale, state ora affrontando la questione da un punto di vista operativo, ricercando elementi utili per favorire un autentico rinnovamento parrocchiale".

  "In effetti, l'aspetto teologico pastorale e quello operativo non possono essere dissociati se si vuole accedere al mistero di comunione di cui la parrocchia è chiamata ad essere sempre di più segno e strumento di attuazione" - ha sottolineato il Pontefice enumerando "i criteri essenziali" che l'evangelista Luca indica "per una retta comprensione della natura della comunità cristiana, e quindi anche di ogni parrocchia, laddove descrive la prima comunità di Gerusalemme perseverante nell'ascolto dell'insegnamento degli Apostoli, nell'unione fraterna, nella 'frazione del pane e nelle preghiere', una comunità accogliente e solidale sino al punto di mettere tutto in comune".

  "La parrocchia può rivivere questa esperienza e crescere nell'intesa e nella fraterna coesione se prega incessantemente e resta in ascolto della Parola di Dio, soprattutto se partecipa con fede alla celebrazione dell'Eucaristia presieduta dal sacerdote. (...) L'auspicato rinnovamento della parrocchia, dunque, non può scaturire solo da pur utili ed opportune iniziative pastorali, né tanto meno da programmi elaborati a tavolino".

  "Ispirandosi al modello apostolico (...) la parrocchia 'ritrova' se stessa nell'incontro con Cristo, specialmente nell'Eucaristia. Nutrita del pane eucaristico, essa cresce nella comunione cattolica, cammina in piena fedeltà al Magistero (...). Dall'unione costante con Cristo la parrocchia trae vigore per impegnarsi poi senza sosta nel servizio ai fratelli, particolarmente verso i poveri, per i quali rappresenta di fatto il primo referente".

  Il Papa ha concluso il suo discorso auspicando che i lavori dell'Assemblea contribuiscano "a rendere i fedeli laici sempre più consapevoli della loro missione nella Chiesa, in particolare all'interno della comunità parrocchiale, che è una 'famiglia' di famiglie cristiane".
AC/PARROCCHIE/RYLKO                               VIS 20060922 (430)


INCONTRO DEL PAPA ESPONENTI COMUNITÀ MUSULMANE IN ITALIA


CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato, nella tarda mattinata di oggi, che lunedì 25 settembre, alle ore 11:45, il Santo Padre riceverà a Castel Gandolfo il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ed alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia. All'incontro sono stati invitati anche gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede.
OP/INCONTRO PAPA:MUSULMANI/...                 VIS 20060922 (80)


24 SETTEMBRE: GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2006 (VIS). La Santa Sede parteciperà anche quest'anno alla celebrazione delle "Giornate Europee del Patrimonio", promossa dal Consiglio d'Europa, alla quale aderiscono attualmente oltre 40 paesi del Continente.

  La Giornata che si celebra domenica 24 settembre, ha per tema: "La carità per la solidarietà nel patrimonio delle 'misericordie'".

  All'elaborazione del Programma hanno collaborato la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, i Musei Vaticani e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

  Il 24 settembre l'accesso ai Musei Vaticani sarà gratuito per l'intera giornata  e sarà possibile visitare il Museo Cristiano di Benedetto XIV recentemente restaurato. 

  Sarà gratuito anche l'accesso a tutte le Catacombe di Roma normalmente aperte al pubblico e presso la Catacomba di San Callisto, in Via Appia Antica, 110, sarà inaugurata la mostra fotografica "La carità, la solidarietà e le catacombe".
.../GIORNATE EUROPEE PATRIMONIO/...                   VIS 20060922 (150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Julio Terrazas Sandoval, C.SS.R., Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra (Bolivia).

- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Vescovo Andreas Laun, O.S.F.S., Ausiliare di Salzburg (Austria).

- Il Professor Carl A. Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                       VIS 20060922 (100)

giovedì 21 settembre 2006

COSTRUIRE COMUNIONE ECCLESIALE IMPEGNO DEL VESCOVO


CITTA' DEL VATICANO, 21 SET. 2006 (VIS). Come di consueto, ogni fine estate, il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, un gruppo di Vescovi provenienti da diversi Paesi e nominati nel corso dell'anno, che partecipano ad un incontro a Roma.

  Il Papa ha esortato i Vescovi dicendo loro: "Cari Fratelli, sull'esempio di Cristo ognuno di voi, nella cura quotidiana del gregge, si faccia 'tutto a tutti'" - parafrasando San Paolo - "proponendo la verità della fede, celebrando i sacramenti della nostra santificazione e testimoniando la carità del Signore. Accogliete con animo aperto coloro che bussano alla vostra porta: consigliateli, consolateli e sosteneteli nella via di Dio".

  "Questa sollecitudine abbiate in primo luogo" - ha proseguito il Pontefice - "nei confronti dei sacerdoti. Agite sempre con loro come padri e fratelli maggiori che sanno ascoltare, accogliere, confortare e, quando necessario, anche correggere".

  Benedetto XVI ha ricordato ai Vescovi che: "In virtù dell'ufficio di governare, il Vescovo è chiamato inoltre a giudicare e disciplinare la vita del Popolo di Dio affidato alle sue cure pastorali con leggi, indicazioni e suggerimenti, secondo quanto è previsto dalla disciplina universale della Chiesa. Questo diritto e dovere del Vescovo è quanto mai importante affinché la Comunità diocesana sia unita nel suo interno e proceda in profonda comunione di fede, di amore e di disciplina con il Vescovo di Roma e con tutta la Chiesa. (...) Costruire la comunione ecclesiale" - ha esortato il Papa - "sia il vostro impegno quotidiano".

  "La serenità nei rapporti, la finezza del tratto e la semplicità della vita sono doti che senza dubbio arricchiscono la personalità umana del Vescovo. (...) Il dono totale di voi stessi, che la cura del gregge del Signore domanda, ha bisogno del supporto di un'intensa vita spirituale, alimentata da assidua preghiera personale e comunitaria".

  "Un costante contatto con Dio" - ha esortato ancora il Papa - "caratterizzi pertanto le vostre giornate e accompagni ogni vostra attività. Vivere in intima unione con Cristo vi aiuterà a raggiungere quel necessario equilibrio tra il raccoglimento interiore e il necessario sforzo richiesto dalle molteplici occupazioni della vita, evitando di cadere in un attivismo esagerato".

  "Seguendo Cristo, il Pastore e Vescovo delle vostre anime, sarete spinti a tendere senza stancarvi alla santità, che è lo scopo fondamentale dell'esistenza di ogni cristiano".
AC/.../VESCOVI NOVELLI                               VIS 20060921 (390)


IN BREVE


DAL 21 AL 24 SETTEMBRE, HA LUOGO LA XXII ASSEMBLEA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI, che quest'anno ha per tema: "La parrocchia ritrovata. Percorsi di rinnovamento". Le sessioni dell'Assemblea prevedono un'unica relazione di carattere generale, sullo stato della riflessione circa il rinnovamento della parrocchia e sulle prospettive che si stanno aprendo. Gli altri interventi in programma riguarderanno l'esperienza concreta di laici e sacerdoti, movimenti e nuove comunità, progetti pastorali e di organizzazione sul territorio, attivi nel rinnovamento della parrocchia.

MARTEDÌ 26 SETTEMBRE, ALLE 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si terrà una Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Mondiale delle Tv Cattoliche, in programma a Madrid, dal 10 al 13 ottobre 2006. Alla Conferenza Stampa interverranno l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; il Padre Federico Lombardi, S.J., Relatore del Congresso e Direttore del Centro Televisivo Vaticano; il Reverendo José María Gil, Segretario Esecutivo della Conferenza Episcopale Spagnola e la Dottoressa Leticia Soberón, del Comitato organizzativo internazionale del Congresso.
.../IN BREVE/...                                   VIS 20060921 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Joachim Kouraleyo Tarounga, di Moundou.

   - Il Vescovo Edmond Djitangar, di Sarh.

   - Il Padre Henry Coudray, S.I., Prefetto Apostolico di Mongo.
AP:AL/.../...                                 VIS 20060921 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo António Francisco dos Santos, finora Ausiliare di Braga (Portogallo), Vescovo di Aveiro (superficie: 1.537; popolazione: 309.495; cattolici: 270.000; sacerdoti: 108; religiosi: 187; diaconi permanenti: 28), Portogallo. Il Vescovo dos Santos succede al Vescovo António Baltasar Marcelino, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../DOS SANTOS:MARCELINO                         VIS 20060921 (80)


mercoledì 20 settembre 2006

TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE SUOR LEONELLA MOGADISCIO

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, alla Reverenda Madre Gabriella Bono, Superiora Generale delle Missionarie della Consolata, dopo l'assassinio a Mogadiscio (Somalia), domenica scorsa, di Suor Leonella Sgorbati, membro di detta Congregazione. 

  "Informato della tragica morte di Suor Leonella Sgorbati barbaramente uccisa a Mogadiscio, il Sommo Pontefice desidera far pervenire l'espressione della sua vicinanza a codesto Istituto Missionario come pure ai familiari della compianta religiosa che svolgeva con gioia un'apprezzata opera al servizio delle popolazioni somale specialmente in favore della vita nascente e nell'ambito della formazione sanitaria. Nel riaffermare la ferma deplorazione per ogni forma di violenza, Sua Santità auspica che il sangue versato da una così fedele discepola del Vangelo diventi seme di speranza per costruire un'autentica fraternità tra i popoli nel rispetto reciproco delle convinzioni religiose di ciascuno e, mentre eleva fervide preghiere di suffragio per la benemerita missionaria, imparte la confortatrice Benedizione Apostolica alle consorelle, ai familiari e a quanti ne piangono la violenta dipartita".
TGR/ASSASSINIO RELIGIOSA/SGORBATI:MOGADISCIO   VIS 20060920 (200)


RISPETTO E COLLABORAZIONE CON I MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Come aveva già annunciato nel corso dell'Angelus di domenica scorsa, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato l'Udienza Generale odierna al commento del suo recente Viaggio Apostolico in Germania. All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno assistito più di 40.000 persone.

  Il Papa ha affermato che il Viaggio nel suo paese natale "non è stato un semplice 'ritorno' al passato, ma anche un'occasione provvidenziale per guardare con speranza al futuro" e, ricordando il motto della visita apostolica "Chi crede non è mai solo", ha invitato "a riflettere sull'appartenenza di ogni battezzato all'unica Chiesa di Cristo, all'interno della quale non si è mai soli, ma in costante comunione con Dio e con tutti i fratelli".

  Rievocando la prima tappa del Viaggio a Monaco dove Benedetto XVI fu Arcivescovo, e la sosta al Santuario Mariano di Altötting, il Santo Padre ha fatto riferimento all'incontro con gli studenti e i professori dell'Università di Regensburg.

  "Come tema avevo scelto" - ha detto Benedetto XVI - "la questione del rapporto tra fede e ragione. Per introdurre l'uditorio nella drammaticità e nell'attualità dell'argomento, ho citato alcune parole di un dialogo cristiano-islamico del XIV secolo, con le quali l'interlocutore cristiano - l'imperatore bizantino Manuele II Paleologo - in modo per noi incomprensibilmente brusco - presentò all'interlocutore islamico il problema del rapporto tra religione e violenza".

  "Questa citazione, purtroppo, ha potuto prestarsi ad essere fraintesa" - ha ribadito il Pontefice - "Per il lettore attento del mio testo, però, risulta chiaro che non volevo in nessun modo far mie le parole negative pronunciate dall'imperatore medievale in questo dialogo e che il loro contenuto polemico non esprime la mia convinzione personale. La mia intenzione era ben diversa: partendo da ciò che Manuele II successivamente dice in modo positivo, con una parola molto bella, circa la ragionevolezza che deve guidare nella trasmissione della fede, volevo spiegare che non religione e violenza, ma religione e ragione vanno insieme".

  "Il tema della mia conferenza" - ha spiegato il Papa - "(...) fu quindi la relazione tra fede e ragione: volevo invitare al dialogo della fede cristiana col mondo moderno ed al dialogo di tutte le culture e religioni. Spero che in diverse occasioni della mia visita - per esempio, quando a Monaco ho sottolineato quanto sia importante rispettare ciò che per gli altri è sacro - sia apparso con chiarezza il mio rispetto profondo per le grandi religioni e, in particolare, per i musulmani, che 'adorano l'unico Dio' e con i quali siamo impegnati a 'difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà".

  "Confido quindi che, dopo le reazioni del primo momento, le mie parole nell'Università di Regensburg possano costituire una spinta e un incoraggiamento a un dialogo positivo, anche autocritico, sia tra le religioni come tra la ragione moderna e la fede dei cristiani".

  Benedetto XVI ha concluso la rievocazione del suo Viaggio in Germania ricordando l'incontro con il clero nella Cattedrale di Freising dove fu ordinato sacerdote.
AG/VIAGGIO GERMANIA:MUSULMANI/...                   VIS 20060920 (520)


IL PAPA INVOCA SOLUZIONE GIUSTA E PACIFICA IN UNGHERIA


CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha espresso la sua preoccupazione per le notizie che giungono dall'Ungheria.

  Rivolgendosi ai fedeli provenienti da Budapest e da Nagymácséd, Benedetto XVI ha detto: "Prego il Signore che tutte le parti trovino una soluzione giusta e pacifica. Chiedendo l'intercessione della Beata Sara Salkaházi, di cuore imparto a voi la Benedizione Apostolica".
AG/UNGHERIA/...                                     VIS 20060920 (90)


NECESSARIO AUTENTICO DIALOGO FRA RELIGIONI MONOTEISTE

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha partecipato, nel pomeriggio di ieri, ad un incontro organizzato in Campidoglio dal Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, al quale hanno assistito anche l'Imam della Moschea di Roma, Sami Salem e il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni.

  "In questo momento molto difficile" - ha detto il Porporato - "la nostra presenza qui vuol essere un invito a un autentico dialogo tra chi crede in un unico Dio. La via alternativa al terrorismo e alla violenza è il dialogo e questa via passa per il riconoscimento delle differenze".

  Ricordando l'invito di Benedetto XVI nell'Angelus di domenica scorsa al "dialogo franco e sincero in un grande rispetto reciproco", il Cardinale Poupard ha sottolineato che: "Si avverte sempre più il bisogno di dialogo tra culture e religioni, quindi, il Pontificio Consiglio si complimenta per l'iniziativa di oggi".

  Nel corso dell'incontro è stata presentata una nuova rivista interreligiosa "Conoscersi e convivere", il cui primo numero uscirà nel gennaio 2007.
..../DIALOGO:RISPETTO/POUPARD                       VIS 20060920 (190)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Malabarese, riunitosi il 21 agosto 2006, del Reverendo Jose Pandarassery, finora Sincello dell'Arcieparchia di Kottayam per la regione di Malabar, a Vescovo Ausiliare di Kottayam (superficie: 560.665; popolazione: 3.595.650; cattolici: 170.200; sacerdoti: 214; religiosi: 1.346), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Ettumanoor (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
NEA/.../PANDARASSERY                                 VIS 20060920 (80)


martedì 19 settembre 2006

COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO CATTOLICO-ORTODOSSO


CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). Dal 18 al 25 settembre si svolge a Belgrado (Serbia), la IX Sessione Plenaria della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme".

  Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani annuncia che il Patriarca ortodosso serbo Pavle ha dato personalmente il benvenuto, ieri sera, ai membri cattolici ed ortodossi della Commissione nella sede del Patriarcato.

  Con l'incontro di Belgrado la Commissione riprende i suoi lavori dopo la sessione plenaria a Baltimora (Stati Uniti d'America), del luglio 2000.  "Dal 13 al 15 dicembre scorso" - si legge nel Comunicato - "il dialogo teologico ufficiale tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, coordinato, da parte ortodossa, dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, aveva inaugurato l'attuale nuova fase con la riunione del 'Comitato Misto di Coordinamento' della Commissione, che aveva l'incarico di preparare la sessione plenaria di Belgrado e di stabilire il tema da trattare".

  "La riattivazione del dialogo è stata possibile grazie ad una costante azione di mediazione e convincimento, incoraggiata da Papa Giovanni Paolo II, da Papa Benedetto XVI, dall'impegno del Patriarcato ecumenico, e da molteplici contatti e collaborazioni fra le Chiesa cattolica e le singole Chiese ortodosse. Essa si basa su una decisione presa al Fanar nel settembre 2005, durante un incontro panortodosso convocato dal Patriarca ecumenico, Bartolomeo I".

  "Il 'Comitato misto di coordinamento' a Roma, nel dicembre scorso" - si legge ancora nel Comunicato - "ha pertanto stabilito che 'in continuità con i documenti già concordati dalla Commissione, il contesto generale del suo lavoro è la teologia della 'koinonia', o comunione, e che tale contesto necessita di essere rafforzato con uno studio ulteriore per permettere di approfondire il dibattito su due questioni tra loro connesse e centrali per le relazioni tra le due Chiese, il primato del Vescovo di Roma ed il tema de 'l'uniatismo', come anche altre questioni che permangono aperte".

  Nell'incontro della plenaria della Commissione a Belgrado  si studierà il progetto di documento preparato a Mosca nel 1990 sul tema: "Le conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: conciliarità ed autorità nella Chiesa" che non è stato mai esaminato dalla plenaria della Commissione,  poiché su richiesta degli ortodossi, era stata affrontata nel dialogo la questione del cosiddetto "uniatismo".

  Il 21 settembre, i 29 membri cattolici che partecipano alla plenaria assisteranno alla Liturgia ortodossa nella Festa della Natività della Madre di Dio e sabato 23 settembre i membri ortodossi parteciperanno alla messa nella Cattedrale cattolica di Belgrado, mentre, domenica 24 settembre, i membri cattolici parteciperanno alla divina Liturgia celebrata dagli ortodossi.

  La Commissione è presieduta dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dal Metropolita di Pergamo (Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli), Ioannis e consta di due segretari, il Metropolita di Sassima, Gennadios ed il Monsignor Eleuterio F. Fortino, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.
CON-UC/PLENARIA CATTOLICI:ORTODOSSI/BELGRADO VIS 20060919 (500)


MURI NON FERMANO QUANTI FUGGONO DITTATURA POVERTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, è intervenuto, ieri, alla Riunione per la revisione globale a medio termine della realizzazione del Programma di Azione per i Paesi Meno Sviluppati (BPOA) nella decade 2001-2010, in corso a New York, il 18 e 19 settembre.

  "La Chiesa Cattolica" - ha detto il Nunzio Apostolico - "ha intrapreso negli ultimi dieci anni numerose iniziative volte a sensibilizzare i suoi membri e tutte le persone di buona volontà sulla comune responsabilità riguardo ai problemi derivanti dal commercio e dalla finanza internazionale. (...) La Santa Sede continua ad incoraggiare la comunità internazionale, specialmente i paesi più sviluppati e quelli mediamente sviluppati, a promuovere la realizzazione del Bpoa e chiede un atto di solidarietà".

  "Per venti anni" - ha proseguito l'Osservatore Permanente - "l'opinione pubblica si è commossa a vedere quanti rischiavano la vita per oltrepassare i muri che li tenevano prigionieri di regimi dittatoriali. Oggi, milioni di persone rischiano la vita per sfuggire alla dittatura della povertà e nessuno dei muri esistenti li fermerà. Per il loro bene e per la prosperità di tutti noi, i paesi sviluppati e i paesi in via di sviluppo devono mettere in pratica efficaci politiche come quelle del Bpoa, affinché i cittadini dei paesi meno sviluppati scelgano liberamente di rimanere nel paese d'origine, dove possono ottenere per sé, per le loro famiglie e per il loro paese, lavoro e condizioni di vita realmente dignitose".
DELSS/BPOA/MIGLIORE                               VIS 20060919 (260)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo José Mauro Pereira Bastos, C.P., di Guaxupé (Brasile), il 14 settembre, all'età di 51 anni.

- Il Vescovo Antonio Forte, O.F.M., emerito di Avellino (Italia), l'11 settembre, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Oscar García Urízar, emerito di Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán (Guatemala), il 5 settembre, all'età di 84 anni.

- L'Arcivescovo Petar Perkolic, emerito di Bar (Serbia), il 7 settembre, all'età di  84 anni.

- Il Vescovo Alberto Setele, di Inhambane (Mozambico), il 7 settembre, all'età di 70 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20060919 (110)

lunedì 18 settembre 2006

GRATITUDINE DEL PAPA SERVIZIO CHIESA CARDINALE SODANO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Ieri, nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, al termine della cerimonia della nomina del Cardinale Tarcisio Bertone a Segretario di Stato, e della cerimonia di congedo del Cardinale Angelo Sodano dall'ufficio di Segretario di Stato, il Santo Padre ha pronunciato alcune parole a braccio.

  Ricordando la dedizione, la competenza e la volontà di servire la Chiesa del Cardinale Sodano, il Santo Padre ha esteso i suoi ringraziamenti a tutti i Collaboratori e le Collaboratrici della Segreteria di Stato presenti all'Udienza e ai Rappresentanti Pontifici.

  "Ho capito sempre di più" - ha detto Papa Benedetto - "come solo questa grande rete di collaborazione rende possibile rispondere al mandato del Signore: ' confirma fratres tuos in fide'". Solo grazie a questa ampia collaborazione il Papa "può realizzare adeguatamente la sua missione".

  Benedetto XVI ha sottolineato che: "Questo lavoro curiale è, in realtà, un lavoro pastorale in un senso eminente, perché aiuta realmente a guidare il popolo di Dio".

  "Ho avuto la gioia di essere accompagnato da Lei nel mio Viaggio in Baviera", ha detto il Papa rivolgendosi al Cardinale Sodano e, in segno di gratitudine, gli ha fatto dono di una copia della Vergine di Altötting "che potrebbe essere" - ha detto - "il segno non solo della mia perenne gratitudine, ma anche il segno della nostra comunicazione nella preghiera. La Madonna sia sempre accanto a Lei, La protegga sempre, La guidi. Questa è l'espressione della mia sincera gratitudine".
AC/GRATITUDINE SODANO/...                           VIS 20060918 (260)


SLOVENIA ASSICURARE CONTINUITÀ PATRIMONIO ETICO RELIGIOSO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI nel ricevere il Signor Ivan Rebernik, nuovo Ambasciatore di Slovenia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ha ricordato nel suo discorso che "La Repubblica di Slovenia (...) coltiva un dialogo fecondo e costruttivo con le istanze ecclesiali presenti sul territorio, riconoscendone l'apporto positivo alla vita della Nazione".

  "Sin dai primi secoli del Cristianesimo la forza del Vangelo ha operato in terra slovena", ha affermato il Santo Padre ricordando i Santi Vittorino e Massimiano (VII secolo) ed il Beato Vescovo Anton Martin Slomsek "che, in tempi più recenti, ha promosso il risveglio nazionale svolgendo una preziosa opera quale formatore del popolo sloveno".

  Benedetto XVI ha rilevato che in Slovenia "Il cristianesimo e l'identità nazionale sono strettamente connessi", da qui la "profonda sintonia" del popolo sloveno con il Vescovo di Roma e il "costruttivo dialogo, non interrotto dalle tristi vicende del secolo appena trascorso" culminato nel 2001 nell'Accordo fra la Repubblica di Slovenia e la Santa Sede su questioni giuridiche.

  "Si tratta di un'intesa importante, la cui fedele applicazione non potrà che rafforzare i rapporti reciproci e la collaborazione per la promozione della persona e del bene comune, nel rispetto della legittima laicità dello Stato. Tuttavia, (...), si registra l'esistenza di questioni ancora aperte, che attendono di essere avviate ad opportuna soluzione".

  "Conoscendo la stima e l'affetto degli Sloveni per il Papa" - ha proseguito Benedetto XVI - "sono certo che i loro rappresentanti a livello politico ne sapranno interpretare le tradizioni, la sensibilità, la cultura. Il popolo sloveno infatti ha il diritto di affermare e far valere l'anima cristiana che ne ha plasmato l'identità".

  "Il compito di fronte al quale si trovano i responsabili di oggi è di individuare i  metodi opportuni per coinvolgere le nuove generazioni nella conoscenza e nell'apprezzamento dei valori del passato, rendendole capaci di portare nel millennio appena iniziato il ricco patrimonio ereditato. (...) Sarebbe infatti strategia veramente miope non favorire l'apertura dei giovani alla conoscenza delle radici storiche dalle quali fluisce la linfa necessaria per assicurare alla Nazione nuove stagioni feconde di frutti".

  "In tal senso, la questione della loro istruzione anche in merito ai valori religiosi condivisi dalla maggioranza della popolazione non va elusa, se non si vuole rischiare il progressivo smarrimento dei tratti più specifici della fisionomia nazionale. È in questione il rispetto della stessa libertà dei cittadini, sulla quale la Repubblica di Slovenia vigila con attenzione e che anche la Sede Apostolica desidera sia promossa nello spirito del suddetto Accordo".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso al diplomatico citando "l'esperienza anche di altri Popoli del Continente, in particolare dei Popoli slavi, che, coscienti dell'importanza del cristianesimo per la loro identità sociale e del valido contributo che il tal senso può offrire la Chiesa, non si sono sottratti al dovere di assicurare, anche a livello legislativo, che il ricco patrimonio etico e religioso continui a portare copiosi frutti alle giovani generazioni".
CD/LETTERE CREDENZIALI/REBERNIK:SLOVENIA               VIS 20060918 (510)


CURA MALATTIE NON GIUSTIFICA SOPPRESSIONE ESSERE UMANO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo i partecipanti al Congresso promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, sul tema: "Le cellule staminali:  quale futuro per la terapia'".

  Benedetto XVI ha affermato che "La ricerca sulle cellule staminali somatiche merita approvazione ed incoraggiamento quando coniuga felicemente insieme il sapere scientifico, la tecnologia più avanzata in ambito biologico e l'etica che postula il rispetto dell'essere umano in ogni stadio della sua esistenza. Le prospettive aperte da questo nuovo capitolo della ricerca (...) lasciano intravedere la possibilità di curare malattie che comportano la degenerazione dei tessuti, con i conseguenti rischi di invalidità e di morte per chi ne è affetto".

  Il Santo Padre ha esortato le persone che operano in strutture scientifiche di ispirazione cattolica "a stabilire i più stretti contatti fra loro e con quanti perseguono nei debiti modi il sollievo della sofferenza umana".

  "Mi sia lecito anche rivendicare" - ha proseguito il Pontefice - "di fronte a frequenti e ingiuste accuse di insensibilità rivolte alla Chiesa, il costante sostegno da essa dato nel corso della sua bimillenaria storia alla ricerca rivolta alla cura delle malattie e al bene dell'umanità. Se resistenza c'è stata - e c'è tuttora - essa era ed è nei confronti di quelle forme di ricerca che prevedono la programmata soppressione di esseri umani già esistenti, anche se non ancora nati".

  Il Papa ha ribadito che "La storia stessa ha condannato nel passato e condannerà in futuro una tale scienza, non solo perché priva della luce di Dio, ma anche perché priva di umanità".

  "Di fronte alla diretta soppressione dell'essere umano" - ha sottolineato il Pontefice - "non ci possono essere né compromessi né tergiversazioni; non si può pensare che una società possa combattere efficacemente il crimine, quando essa stessa legalizza il delitto nell'ambito della vita nascente".

  "Il fatto che voi, in questo Congresso" - ha concluso il Pontefice - "abbiate espresso l'impegno e la speranza di conseguire nuovi risultati terapeutici utilizzando cellule del corpo adulto senza ricorrere alla soppressione di essere umani neo concepiti, e il fatto che i risultati stiano premiando il vostro lavoro, costituiscono una conferma della validità del costante invito della Chiesa al pieno rispetto dell'essere umano fin dal concepimento. Il bene dell'uomo va ricercato non soltanto nelle finalità universalmente valide, ma anche nei metodi utilizzati per raggiungerle: il fine buono non può giustificare mezzi intrinsecamente illeciti".
AC/CELLULE STAMINALI/ACAD-V                    VIS 20060918 (430)


DICHIARAZIONE CARDINALE BERTONE REAZIONE MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "Di fronte alle reazioni da parte musulmana circa alcuni passi del discorso del Santo Padre Benedetto XVI all'Università di Regensburg, ai chiarimenti e alle precisazioni già offerti tramite il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, desidero aggiungere quanto segue:

- La posizione del Papa sull'Islam è inequivocabilmente quella espressa dal documento conciliare Nostra Aetate: 'La Chiesa guarda con stima i musulmani, che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano anche di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti nascosti di Dio, come si è sottomesso Abramo, al quale la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano però come profeta; onorano la sua madre vergine Maria e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio quando Dio ricompenserà tutti gli uomini risuscitati. Così pure essi hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno' (n. 3).

- L'opzione del Papa in favore del dialogo interreligioso e interculturale è altrettanto inequivocabile. Nell'incontro con i rappresentanti di alcune comunità musulmane a Colonia, il 20 agosto 2005, Egli ha detto che tale dialogo fra cristiani e musulmani 'non può ridursi a una scelta stagionale', aggiungendo: 'Le lezioni del passato devono servirci ad evitare di ripetere gli stessi errori. Noi vogliamo ricercare le vie della riconciliazione e imparare a vivere rispettando ciascuno l'identità dell'altro'.

- Quanto al giudizio dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, da Lui riportato nel discorso di Regensburg, il Santo Padre non ha inteso né intende assolutamente farlo proprio, ma lo ha soltanto utilizzato come occasione per svolgere, in un contesto accademico e secondo quanto risulta da una completa e attenta lettura del testo, alcune riflessioni sul tema del rapporto tra religione e violenza in genere e concludere con un chiaro e radicale rifiuto della motivazione religiosa della violenza, da qualunque parte essa provenga. Vale la pena di richiamare al riguardo quanto lo stesso Benedetto XVI ha recentemente affermato nel Messaggio commemorativo del XX anniversario dell'incontro interreligioso di preghiera per la pace voluto dal Suo amato predecessore Giovanni Paolo II ad Assisi nell'ottobre del 1986: ' … le manifestazioni di violenza non possono attribuirsi alla religione in quanto tale, ma ai limiti culturali con cui essa viene vissuta e si sviluppa nel tempo … Di fatto, testimonianze dell'intimo legame esistente tra il rapporto con Dio e l'etica dell'amore si registrano in tutte le grandi tradizioni religiose".

- Il Santo Padre è pertanto vivamente dispiaciuto che alcuni passi del Suo discorso abbiano potuto suonare come offensivi della sensibilità dei credenti musulmani e siano stati interpretati in modo del tutto non corrispondente alle sue intenzioni. D'altra parte, Egli, di fronte alla fervente religiosità dei credenti musulmani, ha ammonito la cultura occidentale secolarizzata perché eviti 'il disprezzo di Dio e il cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà'.

- Nel ribadire il Suo rispetto e la Sua stima per coloro che professano l'Islam, Egli si augura che siano aiutati a comprendere nel loro giusto senso le Sue parole, affinché, superato presto questo momento non facile, si rafforzi la testimonianza all''unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini' e la collaborazione per 'difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà' (Nostra Aetate, n. 3)".
OP/PAPA:ISLAM/BERTONE                           VIS 20060918 (610)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membro della Congregazione per i Vescovi, il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
NA/.../VALLINI                                     VIS 20060918 (40)

VIVO RAMMARICO DEL PAPA REAZIONI DISCORSO REGENSBURG

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti nel Cortile interno nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha rievocato il suo recente Viaggio Apostolico in Baviera affermando che: "È stato una forte esperienza spirituale nella quale si sono intrecciati ricordi personali, legati a luoghi a me tanto familiari, e prospettive pastorali per un efficace annuncio del Vangelo nel nostro tempo".

  "In questo momento desidero solo aggiungere" - ha proseguito il Pontefice - "che sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso nell'Università di Regensburg, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani, mentre si trattava di una citazione di un testo medioevale, che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale".

  "Ieri il Signor Cardinale Segretario di Stato" - ha spiegato il Papa - "ha reso pubblica, a questo proposito, una dichiarazione in cui ha spiegato l'autentico senso delle mie parole. Spero che questo valga a placare gli animi e a chiarire il vero significato del mio discorso, il quale nella sua totalità era ed è un invito al dialogo franco e sincero, con grande rispetto reciproco".

  Successivamente il Santo padre di è soffermato su due importanti ricorrenze liturgiche la Festa dell'Esaltazione della Santa Croce, (14 settembre), e la memoria della Madonna Addolorata, (15), che, ha detto, "si possono riassumere visivamente nella tradizionale immagine della Crocifissione, che rappresenta la Vergine Maria ai piedi della Croce, secondo la descrizione dell'evangelista Giovanni, unico degli Apostoli a restare accanto a Gesù morente".

  "Ma che senso ha esaltare la Croce?" - si è domandato Benedetto XVI - "Non è forse scandaloso venerare un patibolo infamante? (...) I cristiani, però, non esaltano una qualsiasi croce, ma quella Croce che Gesù ha santificato con il suo sacrificio, frutto e testimonianza di immenso amore. Cristo sulla Croce ha versato tutto il suo sangue per liberare l'umanità dalla schiavitù del peccato e della morte. Perciò, da segno di maledizione, la Croce è stata trasformata in segno di benedizione, da simbolo di morte in simbolo per eccellenza dell'Amore che vince l'odio e la violenza e genera la vita immortale. 'O Crux, ave spes unica! O croce, unica speranza!'".

  Parimenti il dolore di Maria  "forma un tutt'uno con quello del Figlio. È un dolore pieno di fede e di amore. La Vergine sul Calvario partecipa alla potenza salvifica del dolore di Cristo, congiungendo il suo 'fiat' a quello del Figlio".

  "Cari fratelli e sorelle, spiritualmente uniti alla Madonna Addolorata, rinnoviamo anche noi il nostro 'sì' al Dio che ha scelto la via della Croce per salvarci. Si tratta di un grande mistero che è ancora in atto, fino alla fine del mondo, e che chiede anche la nostra collaborazione. Ci aiuti Maria a prendere ogni giorno la nostra croce e a seguire fedelmente Gesù sulla via dell'obbedienza, del sacrificio e dell'amore".
ANG/REGENSBURG:CROCE/...                           VIS 20060918 (500)


SCELTE COMUNI AUSTRIA E SANTA SEDE CEMENTO UNIONE EUROPA

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Martin Bolldorf, nuovo Ambasciatore dell'Austria presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso al diplomatico il Papa ha ricordato che: "L'Austria e la Santa Sede hanno una lunga storia di fruttuosa unione; questa unione è molto più che un semplice fatto storico: essa si fonda soprattutto sull'appartenenza della grande maggioranza della popolazione austriaca alla Chiesa cattolica. Già questo stesso fatto determina orientamenti, scelte e interessi comuni, che riguardano sostanzialmente l'uomo, la sua libertà e la sua dignità, il suo futuro nel tempo e nella società".

  "Da punti di vista diversi, lo Stato e la Chiesa hanno egualmente a cuore il bene dell'Uomo (...) i cui interessi e la cui dignità non dovranno mai essere sottoposti ai parametri della fattibilità, dell'utilità e della produttività".

  "Tra gli interessi comuni c'è l'Europa" - ha detto ancora il Pontefice - "soprattutto lo sviluppo del processo di unificazione europeo; in nessuna altra parte del mondo come in Europa, storia e cultura recano l'impronta del cristianesimo. L'ambito regionale e nazionale, quindi la patria più vicina e più ampia, da cui di norma la maggior parte delle persone ricava gli elementi più importanti della propria identità Culturale, viene sempre più inglobato nell'ambito europeo, la comune patria che è l'Europa".

  "Grande contributo viene dalla mobilità umana e dai mezzi di comunicazione sociale. La Chiesa guarda con favore a questo sviluppo: dove Uomini e popoli si considerano membri di una stessa famiglia, aumentano le opzioni per la pace, la solidarietà, lo scambio e l'arricchimento reciproco. Con la sua ricca storia di Stato composto da molti popoli" - ha sottolineato il Papa - "l'Austria è predestinata ad un convinto impegno per l'Europa".

  Nella strada verso l'integrazione europea "molto dipende dalla fiducia dei cittadini in questo progetto. Nelle discussioni sull'allargamento europeo e sulla Costituzione torna sempre la questione dell'identità e dei fondamenti spirituali, sui quali poggia la comunità di Stati e di popoli degli europei. Le sorgenti più profonde di un 'insieme' europeo a prova di crisi si trovano piuttosto nelle comuni convinzioni e nei valori della storia e della tradizione cristiana e umanista del continente".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ricordando che in virtù del Concordato, lo Stato austriaco è impegnato nell'insegnamento della religione che è materia obbligatoria nelle scuole ed ha affermato: "Lo Stato ha il compito di presentare a bambini e giovani - in considerazione del crescente numero di allievi senza appartenenza confessionale - le basi del pensiero occidentale e della 'civiltà dell'amore' supportata dallo spirito cristiano".
CD/LETTERE CREDENZIALI/AUSTRIA:BOLLDORF               VIS 060918 (450)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2006 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Matthias N'Gartéri Mayadi, di N'Djaména.

    - Il Vescovo Michele Russo, M.C.C.I., di Doba.

    - Il Vescovo Rosario Pio Ramolo, O.F.M.Cap., di Goré.

    - Il Vescovo Miguel Angel Sebastián Martínez, M.C.C.I., di Lai.

    - Il Vescovo Jean-Claude Bouchard, O.M.I., di Pala.

- Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B,, con i familiari.

  Sabato 16 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Benoît Cardon de Lichtbuer, Ambasciatore del Belgio, in visita di congedo.

- Il Signor Gerhard Friedrich Karl Westdickenberg, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, in visita di congedo.

- Il Cardinale Francisco Javier Errazuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile (Cile).
AL:AP/.../...                                               VIS 20060918 (150)

venerdì 15 settembre 2006

IL CARDINALE TARCISIO BERTONE NUOVO SEGRETARIO DI STATO


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel corso di una cerimonia nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha accolto la Comunità della Segreteria di Stato in occasione della nomina a Segretario di Stato del Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., finora Arcivescovo di Genova (Italia) e della cerimonia di congedo dall'ufficio di Segretario di Stato del Cardinale Angelo Sodano.

  Il Cardinale Sodano, che il 1° dicembre 1990 fu nominato da Giovanni Paolo II Segretario di Stato in sostituzione del Cardinale Agostino Casaroli, ha preso per primo la parola.

  "Padre Santo" - ha detto - "credo che oggi un ringraziamento debba essere rivolto non tanto a me, quanto a coloro che mi hanno aiutato in questi anni. Preziosa mi è stata in particolare, la collaborazione dei successivi Sostituti per gli Affari Generali, gli Arcivescovi Re e Sandri, come dei Segretari per i Rapporti con gli Stati, gli Arcivescovi Tauran e Lajolo. Tutti insieme, abbiamo potuto svolgere un lavoro di squadra, con un grande senso ecclesiale che ci ha accomunato nel servizio, prima intorno al venerato Giovanni Paolo II ed ora accanto a Lei".

  Il Cardinale Sodano ha espresso infine i suoi ringraziamenti per l'opera compiuta dai collaboratori della Segreteria di Stato ed i membri delle Rappresentanze Pontificie nel mondo.

  Successivamente, nell'indirizzo di saluto rivolto al Santo Padre, il Cardinale Bertone ha espresso la speranza che le esperienze maturate in passato contribuiscano "all'espletamento del compito che oggi assumo. Sono consapevole" - ha detto il Porporato - "della pesante responsabilità che esso comporta, come pure della gravità e della complessità delle questioni che, quotidianamente, dovrò affrontare. Unica ambizione che nutro è quella di realizzare il motto del mio servizio episcopale: 'fidem custodire, concordiam servare'".

  "La comunione profonda che ci lega nel condiviso impegno a servizio della Chiesa" - ha proseguito il Cardinale Bertone - "e quindi della dignità umana e della pacifica convivenza fra i Popoli - non potranno che tradursi in leale e fedele collaborazione, rafforzata per molti di noi dallo spirito sacerdotale e dalla carità pastorale che deve sempre animarci nelle nostre attività".
SS/NOMINA BERTONE/SODANO                       VIS 20060915 (360)


DICHIARAZIONE DISCORSO DEL PAPA UNIVERSITÀ REGENSBURG


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Ieri sera, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Reverendo Padre Federico Lombardi, S.J., a proposito dell'interpretazione di alcuni passi del discorso del Santo Padre all'Università di Regensburg, il 12 settembre scorso, ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

  "A proposito delle reazioni di esponenti musulmani circa alcuni passi del discorso del Santo Padre all'Università di Regensburg, è opportuno rilevare che - come risulta da una attenta lettura del testo - ciò che sta a cuore al Santo Padre è un chiaro e radicale rifiuto della motivazione religiosa della violenza".

  "Non era certo nelle intenzioni del Santo Padre svolgere uno studio approfondito sulla jihad e sul pensiero musulmano in merito, e tanto meno offendere la sensibilità dei credenti musulmani".

  "Anzi, nei discorsi del Santo Padre appare chiaramente il monito, rivolto alla cultura occidentale, perché si eviti 'il disprezzo di Dio e il cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà' (discorso del 10 settembre), la giusta considerazione della dimensione religiosa è infatti premessa essenziale per un fruttuoso dialogo con le grandi culture e religioni del mondo. Proprio nelle conclusioni del discorso all'Università di Regensburg, Benedetto XVI ha affermato: 'Le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio nella esclusione del divino dall'universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime. Una ragione che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell'ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture'".

  "È chiara quindi la volontà del Santo Padre di coltivare un atteggiamento di rispetto e di dialogo verso le altre religioni e culture, evidentemente anche verso l'Islam".
OP/PAPA:UNIVERSITÀ REGENSBURG/LOMBARDI               VIS 20060915 (280)


IN BREVE

DOMENICA PROSSIMA BEATIFICAZIONE DELLA SERVA DI DIO SÁRA SALKAHÁZI, DELL'ISTITUTO DELLE SORELLE DELL'ASSISTENZA nella Piazza della Basilica di Santo Stefano a Budapest (Ungheria). La nuova Beata, nata nel 1899 a Kassa (Kosice, attualmente Slovacchia), fu assassinata nel 1944 per aver voluto proteggere un centinaio di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo stesso giorno, nella Cattedrale di Brescia (Italia), avrà luogo la Beatificazione del Servo di Dio Mosé Tovini, sacerdote della Diocesi di Brescia e catechista appassionato. Il nuovo Beato, primogenito di otto figli, nacque a Cividate Camuno (Italia), nel 1877 e nel 1904 entrò nella Congregazione degli Oblati. Morì nel 1930.

LA DIFESA DELLA VITA È IL TEMA DEL SIMPOSIO promosso dall'Associazione Internazionale per l'Insegnamento Sociale Cristiano ed il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, in corso in Vaticano il 15 e 16 settembre ed al quale partecipano studiosi, docenti universitari ed esperti di vari Paesi. Fra i temi in esame: "I problemi della moderna medicina riproduttiva e il loro impatto sul matrimonio e la vita familiare; la difesa della vita come condizione di legittimità di una democrazia; il trionfo del mercato sulla famiglia".
.../IN BREVE/..                                   VIS 20060915 (190)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Nato a Marrakech,  (Marocco), nel 1952 ed ordinato sacerdote nel 1981, l'Arcivescovo Mamberti è stato finora Nunzio Apostolico in Sudan e in Eritrea e Delegato Apostolico in Somalia. Succede all'Arcivescovo Giovanni Lajolo, che da oggi ricopre l'incarico di Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e di Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in sostituzione del Cardinale Edmund Casimir Szoka.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignor Janusz Kaleta, Amministratore Apostolico di Atyrau (superficie: 736.100; popolazione: 2.204.000; cattolici: 2.600; sacerdoti: 7; religiosi: 4), Kazakhstan. Il Vescovo eletto è nato a Lazy (Polonia) nel 1964, è stato ordinato sacerdote nel 1989 e nel 1999 è stato nominato Amministratore Apostolico della suddetta sede.
NA/.../MAMBERTI:LAJOLO:KALETA                       VIS 20060915 (150)


giovedì 14 settembre 2006

IL PAPA PRENDE CONGEDO DALLA SUA PATRIA

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2006 (VIS). Al termine dell'incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti della Baviera, nella Cattedrale di Freising, il Papa ha raggiunto in autovettura l'aeroporto internazionale Franz Joseph Strauss di München per ripartire alla volta di Roma.

  Nel discorso pronunciato nel corso della cerimonia di congedo il Papa ha affermato di essersi reso conto "di quante persone, in Baviera, anche oggi si sforzano di camminare sulle strade di Dio in comunione con i loro Pastori, impegnandosi a rendere testimonianza della loro fede nell'attuale mondo secolarizzato".

  Ricordando "l'infaticabile dedizione degli organizzatori" del Viaggio Apostolico, e "l'accoglienza piena di premure ed attenzioni, che mi hanno intimamente toccato", il Santo Padre ha detto: "A tutti dico un 'grazie' che parte dal profondo del cuore ed è accompagnato dall'assicurazione di uno speciale ricordo nella preghiera".

  "Sono venuto in Germania per riproporre ai miei concittadini le eterne verità del Vangelo e confermare i credenti nell'adesione a Cristo, Figlio di Dio fattosi uomo per la salvezza del mondo. Sono convinto nella fede che in Lui, nella sua parola, si trova la via non solo per raggiungere la felicità eterna, ma anche per costruire un futuro degno dell'uomo già su questa terra".

  Benedetto XVI ha ricordato, inoltre, che oggi, 14 settembre, ricorre il XXV anniversario della pubblicazione della Lettera Enciclica "Laborem exercens", con la quale "il grande Papa Giovanni Paolo II ha indicato nel lavoro 'una dimensione fondamentale dell'esistenza dell'uomo sulla terra' e ha ricordato a tutti che 'il primo fondamento del valore del lavoro è l'uomo stesso'. Il lavoro pertanto, egli annotava, è 'un bene dell'uomo', perché con esso 'l'uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma anche realizza se stesso come uomo ed anzi, in un certo senso, diventa più uomo'".

  "Sulla base di questa intuizione di fondo, il Papa indicava nell'Enciclica alcuni orientamenti che restano attuali anche oggi. A quel testo non privo di valore profetico vorrei rimandare anche i cittadini della mia Patria, nella certezza che da una sua applicazione concreta possono derivare grandi vantaggi anche per l'odierna situazione sociale della Germania".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso affidando "il presente ed il futuro della Baviera e della Germania all'intercessione di tutti i Santi che sono vissuti sul territorio tedesco servendo fedelmente Cristo e sperimentando nella loro esistenza la verità di quelle parole che hanno accompagnato come leitmotiv le varie fasi della visita: 'Chi crede non è mai solo'".

  L'aereo papale è decollato alle 13:00 ed è atterrato alle 14:30 all'aeroporto di Roma-Ciampino da dove in autovettura il Papa ha raggiunto la Residenza Estiva di Castel Gandolfo.
PV-GERMANIA/CONGEDO/MÜNCHEN                       VIS 20060914 (440)


SERVUS CHRISTI E VOX CHRISTI CHE È MAESTRO E PAROLA

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero da Regensburg diretto a Freising, antico centro commerciale dell'Europa centrale, oggi polo dell'economia agro-alimentare, sede di una celebre università e degli uffici amministrativi dell'Arcidiocesi di München und Freising, mentre la capitale della Baviera è sede arcivescovile.

  Nello stemma pontificio di Benedetto XVI ritroviamo tre riferimenti alla Baviera, di cui due prettamente di Freising: una testa di moro, tradizionale simbolo della Diocesi di Freising e l'orso di San Corbiniano, Vescovo di Freising, che riuscì ad addomesticarlo dopo che l'animale aveva sbranato il suo cavallo. La simbologia vede nell'orso addomesticato dalla grazia di Dio lo stesso Vescovo di Freising e nel fardello il peso dell'episcopato da lui portato.

  Dall'eliporto di Freising il Papa ha raggiunto la Cattedrale, costruita nel 1205 e dedicata a Santa Maria e a San Corbiniano, per l'incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti della Baviera. È in questa Cattedrale che Joseph Ratzinger è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1951 e successivamente ha insegnato teologia nel Seminario diocesano. All'odierno incontro hanno partecipato anche 30 sacerdoti ordinati insieme a Benedetto XVI lo stesso giorno e nella medesima Cattedrale. Il Papa non ha letto, come previsto, il testo scritto ma ha preferito commentarne i punti principali.

  "È questo l'ultimo incontro in programma, prima del congedo da questa amata Terra bavarese" - scrive il Santo Padre - "e sono molto lieto che esso si svolga con voi, Sacerdoti e Diaconi permanenti, pietre vive e scelte della Chiesa. (...) Se qui, in questa magnifica cattedrale di Freising, vago con lo sguardo, tornano alla mia mente tanti ricordi di tutti quegli anni in cui il mio cammino verso il sacerdozio e poi l'esercizio del ministero furono collegati con questo luogo".

  Il discorso del Papa ha avuto come tema centrale il testo del Vangelo di Matteo nel quale Gesù "riconosce nella gente intorno a sé la 'messe' di Dio Padre, pronta per essere raccolta".

  "Cristo vede il mondo come il 'campo di Dio', in cui va maturando un ricco raccolto e c'è bisogno di mietitori. (...) L'atteggiamento principale di Gesù (...) è un ottimismo di fondo, basato sulla fiducia nella potenza del Padre, il 'Padrone della messe'. Questa fiducia di Gesù diventa per noi motivo di speranza".

  "La vita del sacerdote, la natura stessa della sua vocazione e del suo ministero, sta tutta all'interno di questa prospettiva che Gesù ci ha rivelato. È la prospettiva che spinse Lui a percorrere le città e i villaggi, insegnando nelle sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando i malati".

  La generosità di Cristo, scrive ancora il Pontefice, "poggiava sulla fiducia nella potenza del Padre (...). La progressiva assimilazione dei sentimenti del suo Maestro porterà il sacerdote a condividerne lo sguardo pieno di fiducia. Entrando sempre più profondamente nella logica di Gesù, egli imparerà a guardare alla gente che lo circonda come alla 'messe di Dio'".

  "Occorre, però sempre tener presente quello che dice il nostro testo biblico: è 'il Padrone della messe' a 'mandare' gli operai nella sua messe. Gesù ai suoi discepoli non ha dato il compito di andare a chiamare altri volontari o di organizzare campagne promozionali per raccogliere nuove adesioni, ma di 'pregare' Dio".

  Questo fatto non significa, spiega Benedetto XVI che "la pastorale vocazionale deve limitarsi alla preghiera. 'Pregare il padrone della messe' vuol dire qualcosa di più profondo: solo rimanendo in intima comunione con il Padrone della messe (...) che è pieno di amore e di compassione per l'umanità, si possono coinvolgere altri operai nel lavoro per il Regno di Dio".

  "Non ci si  muove dunque all'interno di una logica di numeri e di efficienza, ma di gratuità e di dono. (...) Gli 'operai' delle messe di Dio sono coloro che sanno mettersi sulle orme di Cristo. Ciò suppone il distacco da sé e la 'sintonizzazione' piena con la volontà di Lui".

  In questo "cammino pasquale di morte e di risurrezione (...) Cristo non solo ci ha preceduto, ma ci accompagna" - sottolinea il Papa ricordando che quando San Pietro volle andare verso di Lui sulle acque, finché "seppe tenere il suo sguardo fisso in quello di Gesù, (...) poté camminare sulle acque agitate del lago di Galilea restando, per così dire, nel campo gravitazionale della sua Grazia".

  "Attraverso questo cammino pasquale il discepolo diventa un vero testimone del Signore". L'essenza del compito del ministro ordinato è espressa da due definizioni di Sant'Agostino diventate classiche - spiega Benedetto XVI - "servus Christi" e "vox Christi".

  "Nel termine 'servo' è implicito un concetto di relazione: il servo è tale in rapporto ad un padrone. Qualificare il sacerdote 'servus Christi' significa sottolineare che la sua esistenza ha un'essenziale 'connotazione relazionale': in ogni sua fibra egli è relativo a Cristo. (...) In virtù del carattere sacramentale, ricevuto nell'Ordinazione, egli appartiene a Cristo e ne condivide la dedizione senza riserve al 'corpo' della Chiesa".

  Come "vox Christi" il sacerdote è "relativo alla 'Parola' che è Cristo" - sottolinea il Santo Padre - "Si rivelano qui la grandezza e l'umiltà del ministero ordinato. Come Giovanni Battista, il sacerdote e il diacono non sono che i precursori, i servitori della Parola. Al centro non stanno loro ma Cristo, di cui essi devono essere 'voce' con tutta la loro esistenza".

  "Proprio da questa riflessione scaturisce la risposta ad una domanda che ogni pastore d'anime responsabile non può non porsi, soprattutto nella situazione attuale di crescente carenza di sacerdoti: come conservare l'unità interiore nell'attivismo a volte logorante del ministero? L'approccio alla soluzione di questo problema sta nell'intima comunione con Cristo (...). Da ciò emerge una nuova visione dell'ascesi sacerdotale. (...) Questa ascesi del servizio, il servizio stesso come la vera ascesi della mia vita, è senz'altro un motivo molto importante che richiede però sempre di nuovo un riordinamento interiore dell'agire a partire dall'essere".

  Anche se il sacerdote cerca di vivere "il servizio come ascesi e l'agire sacramentale come incontro personale con Cristo" - conclude il Pontefice - "avrà tuttavia bisogno di momenti per prendere fiato affinché questo orientamento interiore possa effettivamente diventare reale. (...) Il generoso spendersi per gli altri non è possibile senza la disciplina e il costante ricupero di una vera interiorità piena di fede. L'efficacia dell'azione pastorale dipende, in definitiva, dalla preghiera; (...). Perciò il tempo dell'incontro immediato con Dio nella preghiera a buona ragione può essere qualificato come la priorità pastorale per eccellenza: è il respiro dell'anima".
PV-GERMANIA/DISCORSO SACERDOTI/FREISING              VIS 20060914 (1090)


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