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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 25 settembre 2006

NECESSARIO DIALOGO FRA CRISTIANI E MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, con gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede ed alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia.

  All'Incontro hanno partecipati gli Ambasciatori di Kuwait, Giordania, Pakistan, Qatar, Costa d'Avorio, Indonesia, Turchia, Bosnia ed Erzegovina, Libano, Yemen, Egitto, Iraq, Senegal, Algeria, Marocco, Albania, Lega degli Stati Arabi, Siria, Tunisia, Libia, Iran Azerbaijan, 14 Membri della Consulta Islamica in Italia e due Rappresentanti del Centro Culturale Islamico d'Italia e dell'Ufficio della Lega Musulmana Mondiale.

  Dopo un indirizzo di omaggio del Cardinale Poupard, Papa Benedetto ha voluto ricordare di aver auspicato il presente Incontro "per consolidare i legami di amicizia e di solidarietà tra la Santa Sede e le Comunità musulmane del mondo".

  "Vorrei oggi ribadire" - ha affermato il Santo Padre esprimendosi in francese - "tutta la stima e il profondo rispetto che nutro verso i credenti musulmani".

  "Fin dall'inizio del mio pontificato" - ha ricordato il Papa - "ho auspicato che si continuino a consolidare ponti di amicizia con i fedeli di tutte le religioni, con un particolare apprezzamento per la crescita del dialogo tra musulmani e cristiani"

  "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa".

  "In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze".

  "Il dialogo interreligioso e interculturale" - ha sottolineato il Pontefice - "costituisce una necessità per costruire insieme il mondo di pace e di fraternità ardentemente auspicato da tutti gli uomini di buona volontà. In questo ambito, i nostri contemporanei attendono da noi un'eloquente testimonianza in grado di indicare a tutti il valore della dimensione religiosa dell'esistenza".

  "È pertanto necessario" - ha detto ancora Benedetto XVI - "che, fedeli agli insegnamenti delle loro rispettive tradizioni religiose, cristiani e musulmani imparino a lavorare insieme, come già avviene in diverse comuni esperienze, per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi ad ogni manifestazione di violenza; è altresì doveroso che noi, Autorità religiose e Responsabili politici, li guidiamo ed incoraggiamo ad agire così".

  "Gli insegnamenti del passato non possono dunque non aiutarci a ricercare vie di riconciliazione perché, nel rispetto dell'identità e della libertà di ciascuno, diamo vita a una collaborazione ricca di frutti al servizio dell'intera umanità. Come il Papa Giovanni Paolo II affermava nel suo memorabile discorso ai giovani a Casablanca, in Marocco, il rispetto e il dialogo richiedono la reciprocità in tutti i campi, soprattutto per quanto concerne le libertà fondamentali e più particolarmente la libertà religiosa. Essi favoriscono la pace e l'intesa tra i popoli"

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso affermando: "Cari amici, sono profondamente convinto che, nella situazione in cui si trova il mondo oggi, è un imperativo per i cristiani e i musulmani impegnarsi nell'affrontare insieme le numerose sfide con le quali si confronta l'umanità, specialmente per quanto riguarda la difesa e la promozione della dignità dell'essere umano e i diritti che ne derivano. Mentre crescono le minacce contro l'uomo e contro la pace, riaffermando la centralità della persona e lavorando senza stancarsi perché la vita umana sia sempre rispettata, cristiani e musulmani rendono manifesta la loro obbedienza al Creatore, la cui volontà è che tutti gli esseri umani vivano con quella dignità che Egli ha loro dato".
AC/DIALOGO:RISPETTO MUSULMANI/...                   VIS 20060925 (670)


CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL PAPA OTTOBRE


CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2006 (VIS).  L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico oggi il calendario delle Celebrazioni presiedute dal Santo Padre nel mese di ottobre:

- Domenica 15: XXVIII domenica "per annum". Alle 10:00, nella Basilica Vaticana, Canonizzazione dei Beati: Rafael Guízar Valencia, Filippo Smaldone, Rosa Venerini e Theodore Guérin.

- Giovedì 19: Verona, Stadio Bentegodi, alle ore 16:00, Celebrazione Eucaristica in occasione del IV Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana.

RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE:

- Domenica 8: XXVII domenica "per annum": Fiesole (Italia), Anfiteatro Romano, alle ore 16:00, Beatificazione della Serva di Dio: Maria Teresa di Gesù (Maria Scrilli).

- Domenica 22: XXIX domenica "per annum". Bilbao (Spagna), Cattedrale, ore 17:00, Beatificazione della Serva di Dio: Margarita María López de Maturana.

- Domenica 29: XXX domenica "per annum": Speyer (Germania), Cattedrale, ore 14:30, Beatificazione del Servo di Dio: Paul Josef Nardini.
OCL/CELEBRAZIONI OTTOBRE/...                   VIS 20060925 (160)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2006 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale del Malawi, in Visita "ad Limina Apostolorum:

    - L'Arcivescovo Tarcisius Gervazio Ziyaye, di Blantyre.

    - Il Vescovo Peter Martin Musikuwa, di Chikwawa.

    - Il Vescovo Rémi Joseph Gustave Sainte-Marie, M.Afr., di Dedza.

  Sabato 23 settembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
AP/.../...                                       VIS 20060925 (100)


venerdì 22 settembre 2006

RINNOVAMENTO PARROCCHIE E PRIMA COMUNITÀ GERUSALEMME

CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo i partecipanti alla XXII Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, con il Presidente del Dicastero, Arcivescovo Stanislaw Rylko. Tema dei lavori 2006: "La parrocchia ritrovata. Percorsi di rinnovamento".

  "Durante gli anni del mio servizio alla Curia Romana avevo già avuto modo di rendermi conto della crescente importanza assunta dal Pontificio Consiglio per i Laici nella Chiesa" - ha affermato il Papa citando alcuni avvenimenti da Lui presieduti dall'inizio del suo Pontificato e promossi dal Dicastero, come la Giornata Mondiale della Gioventù (Colonia, 2005) e l'Incontro svoltosi in Piazza San Pietro alla Vigilia di Pentecoste di quest'anno con la presenza di più di cento Movimenti ecclesiali e nuove Comunità.

  Riguardo all'Assemblea Benedetto XVI ha detto: "Dopo aver esaminato nella precedente Assemblea plenaria la natura teologica e pastorale della comunità parrocchiale, state ora affrontando la questione da un punto di vista operativo, ricercando elementi utili per favorire un autentico rinnovamento parrocchiale".

  "In effetti, l'aspetto teologico pastorale e quello operativo non possono essere dissociati se si vuole accedere al mistero di comunione di cui la parrocchia è chiamata ad essere sempre di più segno e strumento di attuazione" - ha sottolineato il Pontefice enumerando "i criteri essenziali" che l'evangelista Luca indica "per una retta comprensione della natura della comunità cristiana, e quindi anche di ogni parrocchia, laddove descrive la prima comunità di Gerusalemme perseverante nell'ascolto dell'insegnamento degli Apostoli, nell'unione fraterna, nella 'frazione del pane e nelle preghiere', una comunità accogliente e solidale sino al punto di mettere tutto in comune".

  "La parrocchia può rivivere questa esperienza e crescere nell'intesa e nella fraterna coesione se prega incessantemente e resta in ascolto della Parola di Dio, soprattutto se partecipa con fede alla celebrazione dell'Eucaristia presieduta dal sacerdote. (...) L'auspicato rinnovamento della parrocchia, dunque, non può scaturire solo da pur utili ed opportune iniziative pastorali, né tanto meno da programmi elaborati a tavolino".

  "Ispirandosi al modello apostolico (...) la parrocchia 'ritrova' se stessa nell'incontro con Cristo, specialmente nell'Eucaristia. Nutrita del pane eucaristico, essa cresce nella comunione cattolica, cammina in piena fedeltà al Magistero (...). Dall'unione costante con Cristo la parrocchia trae vigore per impegnarsi poi senza sosta nel servizio ai fratelli, particolarmente verso i poveri, per i quali rappresenta di fatto il primo referente".

  Il Papa ha concluso il suo discorso auspicando che i lavori dell'Assemblea contribuiscano "a rendere i fedeli laici sempre più consapevoli della loro missione nella Chiesa, in particolare all'interno della comunità parrocchiale, che è una 'famiglia' di famiglie cristiane".
AC/PARROCCHIE/RYLKO                               VIS 20060922 (430)


INCONTRO DEL PAPA ESPONENTI COMUNITÀ MUSULMANE IN ITALIA


CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato, nella tarda mattinata di oggi, che lunedì 25 settembre, alle ore 11:45, il Santo Padre riceverà a Castel Gandolfo il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ed alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia. All'incontro sono stati invitati anche gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede.
OP/INCONTRO PAPA:MUSULMANI/...                 VIS 20060922 (80)


24 SETTEMBRE: GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2006 (VIS). La Santa Sede parteciperà anche quest'anno alla celebrazione delle "Giornate Europee del Patrimonio", promossa dal Consiglio d'Europa, alla quale aderiscono attualmente oltre 40 paesi del Continente.

  La Giornata che si celebra domenica 24 settembre, ha per tema: "La carità per la solidarietà nel patrimonio delle 'misericordie'".

  All'elaborazione del Programma hanno collaborato la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, i Musei Vaticani e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

  Il 24 settembre l'accesso ai Musei Vaticani sarà gratuito per l'intera giornata  e sarà possibile visitare il Museo Cristiano di Benedetto XIV recentemente restaurato. 

  Sarà gratuito anche l'accesso a tutte le Catacombe di Roma normalmente aperte al pubblico e presso la Catacomba di San Callisto, in Via Appia Antica, 110, sarà inaugurata la mostra fotografica "La carità, la solidarietà e le catacombe".
.../GIORNATE EUROPEE PATRIMONIO/...                   VIS 20060922 (150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Julio Terrazas Sandoval, C.SS.R., Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra (Bolivia).

- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Vescovo Andreas Laun, O.S.F.S., Ausiliare di Salzburg (Austria).

- Il Professor Carl A. Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                       VIS 20060922 (100)

giovedì 21 settembre 2006

COSTRUIRE COMUNIONE ECCLESIALE IMPEGNO DEL VESCOVO


CITTA' DEL VATICANO, 21 SET. 2006 (VIS). Come di consueto, ogni fine estate, il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, un gruppo di Vescovi provenienti da diversi Paesi e nominati nel corso dell'anno, che partecipano ad un incontro a Roma.

  Il Papa ha esortato i Vescovi dicendo loro: "Cari Fratelli, sull'esempio di Cristo ognuno di voi, nella cura quotidiana del gregge, si faccia 'tutto a tutti'" - parafrasando San Paolo - "proponendo la verità della fede, celebrando i sacramenti della nostra santificazione e testimoniando la carità del Signore. Accogliete con animo aperto coloro che bussano alla vostra porta: consigliateli, consolateli e sosteneteli nella via di Dio".

  "Questa sollecitudine abbiate in primo luogo" - ha proseguito il Pontefice - "nei confronti dei sacerdoti. Agite sempre con loro come padri e fratelli maggiori che sanno ascoltare, accogliere, confortare e, quando necessario, anche correggere".

  Benedetto XVI ha ricordato ai Vescovi che: "In virtù dell'ufficio di governare, il Vescovo è chiamato inoltre a giudicare e disciplinare la vita del Popolo di Dio affidato alle sue cure pastorali con leggi, indicazioni e suggerimenti, secondo quanto è previsto dalla disciplina universale della Chiesa. Questo diritto e dovere del Vescovo è quanto mai importante affinché la Comunità diocesana sia unita nel suo interno e proceda in profonda comunione di fede, di amore e di disciplina con il Vescovo di Roma e con tutta la Chiesa. (...) Costruire la comunione ecclesiale" - ha esortato il Papa - "sia il vostro impegno quotidiano".

  "La serenità nei rapporti, la finezza del tratto e la semplicità della vita sono doti che senza dubbio arricchiscono la personalità umana del Vescovo. (...) Il dono totale di voi stessi, che la cura del gregge del Signore domanda, ha bisogno del supporto di un'intensa vita spirituale, alimentata da assidua preghiera personale e comunitaria".

  "Un costante contatto con Dio" - ha esortato ancora il Papa - "caratterizzi pertanto le vostre giornate e accompagni ogni vostra attività. Vivere in intima unione con Cristo vi aiuterà a raggiungere quel necessario equilibrio tra il raccoglimento interiore e il necessario sforzo richiesto dalle molteplici occupazioni della vita, evitando di cadere in un attivismo esagerato".

  "Seguendo Cristo, il Pastore e Vescovo delle vostre anime, sarete spinti a tendere senza stancarvi alla santità, che è lo scopo fondamentale dell'esistenza di ogni cristiano".
AC/.../VESCOVI NOVELLI                               VIS 20060921 (390)


IN BREVE


DAL 21 AL 24 SETTEMBRE, HA LUOGO LA XXII ASSEMBLEA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI, che quest'anno ha per tema: "La parrocchia ritrovata. Percorsi di rinnovamento". Le sessioni dell'Assemblea prevedono un'unica relazione di carattere generale, sullo stato della riflessione circa il rinnovamento della parrocchia e sulle prospettive che si stanno aprendo. Gli altri interventi in programma riguarderanno l'esperienza concreta di laici e sacerdoti, movimenti e nuove comunità, progetti pastorali e di organizzazione sul territorio, attivi nel rinnovamento della parrocchia.

MARTEDÌ 26 SETTEMBRE, ALLE 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si terrà una Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Mondiale delle Tv Cattoliche, in programma a Madrid, dal 10 al 13 ottobre 2006. Alla Conferenza Stampa interverranno l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; il Padre Federico Lombardi, S.J., Relatore del Congresso e Direttore del Centro Televisivo Vaticano; il Reverendo José María Gil, Segretario Esecutivo della Conferenza Episcopale Spagnola e la Dottoressa Leticia Soberón, del Comitato organizzativo internazionale del Congresso.
.../IN BREVE/...                                   VIS 20060921 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Joachim Kouraleyo Tarounga, di Moundou.

   - Il Vescovo Edmond Djitangar, di Sarh.

   - Il Padre Henry Coudray, S.I., Prefetto Apostolico di Mongo.
AP:AL/.../...                                 VIS 20060921 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo António Francisco dos Santos, finora Ausiliare di Braga (Portogallo), Vescovo di Aveiro (superficie: 1.537; popolazione: 309.495; cattolici: 270.000; sacerdoti: 108; religiosi: 187; diaconi permanenti: 28), Portogallo. Il Vescovo dos Santos succede al Vescovo António Baltasar Marcelino, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../DOS SANTOS:MARCELINO                         VIS 20060921 (80)


mercoledì 20 settembre 2006

TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE SUOR LEONELLA MOGADISCIO

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, alla Reverenda Madre Gabriella Bono, Superiora Generale delle Missionarie della Consolata, dopo l'assassinio a Mogadiscio (Somalia), domenica scorsa, di Suor Leonella Sgorbati, membro di detta Congregazione. 

  "Informato della tragica morte di Suor Leonella Sgorbati barbaramente uccisa a Mogadiscio, il Sommo Pontefice desidera far pervenire l'espressione della sua vicinanza a codesto Istituto Missionario come pure ai familiari della compianta religiosa che svolgeva con gioia un'apprezzata opera al servizio delle popolazioni somale specialmente in favore della vita nascente e nell'ambito della formazione sanitaria. Nel riaffermare la ferma deplorazione per ogni forma di violenza, Sua Santità auspica che il sangue versato da una così fedele discepola del Vangelo diventi seme di speranza per costruire un'autentica fraternità tra i popoli nel rispetto reciproco delle convinzioni religiose di ciascuno e, mentre eleva fervide preghiere di suffragio per la benemerita missionaria, imparte la confortatrice Benedizione Apostolica alle consorelle, ai familiari e a quanti ne piangono la violenta dipartita".
TGR/ASSASSINIO RELIGIOSA/SGORBATI:MOGADISCIO   VIS 20060920 (200)


RISPETTO E COLLABORAZIONE CON I MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Come aveva già annunciato nel corso dell'Angelus di domenica scorsa, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato l'Udienza Generale odierna al commento del suo recente Viaggio Apostolico in Germania. All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno assistito più di 40.000 persone.

  Il Papa ha affermato che il Viaggio nel suo paese natale "non è stato un semplice 'ritorno' al passato, ma anche un'occasione provvidenziale per guardare con speranza al futuro" e, ricordando il motto della visita apostolica "Chi crede non è mai solo", ha invitato "a riflettere sull'appartenenza di ogni battezzato all'unica Chiesa di Cristo, all'interno della quale non si è mai soli, ma in costante comunione con Dio e con tutti i fratelli".

  Rievocando la prima tappa del Viaggio a Monaco dove Benedetto XVI fu Arcivescovo, e la sosta al Santuario Mariano di Altötting, il Santo Padre ha fatto riferimento all'incontro con gli studenti e i professori dell'Università di Regensburg.

  "Come tema avevo scelto" - ha detto Benedetto XVI - "la questione del rapporto tra fede e ragione. Per introdurre l'uditorio nella drammaticità e nell'attualità dell'argomento, ho citato alcune parole di un dialogo cristiano-islamico del XIV secolo, con le quali l'interlocutore cristiano - l'imperatore bizantino Manuele II Paleologo - in modo per noi incomprensibilmente brusco - presentò all'interlocutore islamico il problema del rapporto tra religione e violenza".

  "Questa citazione, purtroppo, ha potuto prestarsi ad essere fraintesa" - ha ribadito il Pontefice - "Per il lettore attento del mio testo, però, risulta chiaro che non volevo in nessun modo far mie le parole negative pronunciate dall'imperatore medievale in questo dialogo e che il loro contenuto polemico non esprime la mia convinzione personale. La mia intenzione era ben diversa: partendo da ciò che Manuele II successivamente dice in modo positivo, con una parola molto bella, circa la ragionevolezza che deve guidare nella trasmissione della fede, volevo spiegare che non religione e violenza, ma religione e ragione vanno insieme".

  "Il tema della mia conferenza" - ha spiegato il Papa - "(...) fu quindi la relazione tra fede e ragione: volevo invitare al dialogo della fede cristiana col mondo moderno ed al dialogo di tutte le culture e religioni. Spero che in diverse occasioni della mia visita - per esempio, quando a Monaco ho sottolineato quanto sia importante rispettare ciò che per gli altri è sacro - sia apparso con chiarezza il mio rispetto profondo per le grandi religioni e, in particolare, per i musulmani, che 'adorano l'unico Dio' e con i quali siamo impegnati a 'difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà".

  "Confido quindi che, dopo le reazioni del primo momento, le mie parole nell'Università di Regensburg possano costituire una spinta e un incoraggiamento a un dialogo positivo, anche autocritico, sia tra le religioni come tra la ragione moderna e la fede dei cristiani".

  Benedetto XVI ha concluso la rievocazione del suo Viaggio in Germania ricordando l'incontro con il clero nella Cattedrale di Freising dove fu ordinato sacerdote.
AG/VIAGGIO GERMANIA:MUSULMANI/...                   VIS 20060920 (520)


IL PAPA INVOCA SOLUZIONE GIUSTA E PACIFICA IN UNGHERIA


CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha espresso la sua preoccupazione per le notizie che giungono dall'Ungheria.

  Rivolgendosi ai fedeli provenienti da Budapest e da Nagymácséd, Benedetto XVI ha detto: "Prego il Signore che tutte le parti trovino una soluzione giusta e pacifica. Chiedendo l'intercessione della Beata Sara Salkaházi, di cuore imparto a voi la Benedizione Apostolica".
AG/UNGHERIA/...                                     VIS 20060920 (90)


NECESSARIO AUTENTICO DIALOGO FRA RELIGIONI MONOTEISTE

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha partecipato, nel pomeriggio di ieri, ad un incontro organizzato in Campidoglio dal Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, al quale hanno assistito anche l'Imam della Moschea di Roma, Sami Salem e il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni.

  "In questo momento molto difficile" - ha detto il Porporato - "la nostra presenza qui vuol essere un invito a un autentico dialogo tra chi crede in un unico Dio. La via alternativa al terrorismo e alla violenza è il dialogo e questa via passa per il riconoscimento delle differenze".

  Ricordando l'invito di Benedetto XVI nell'Angelus di domenica scorsa al "dialogo franco e sincero in un grande rispetto reciproco", il Cardinale Poupard ha sottolineato che: "Si avverte sempre più il bisogno di dialogo tra culture e religioni, quindi, il Pontificio Consiglio si complimenta per l'iniziativa di oggi".

  Nel corso dell'incontro è stata presentata una nuova rivista interreligiosa "Conoscersi e convivere", il cui primo numero uscirà nel gennaio 2007.
..../DIALOGO:RISPETTO/POUPARD                       VIS 20060920 (190)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Malabarese, riunitosi il 21 agosto 2006, del Reverendo Jose Pandarassery, finora Sincello dell'Arcieparchia di Kottayam per la regione di Malabar, a Vescovo Ausiliare di Kottayam (superficie: 560.665; popolazione: 3.595.650; cattolici: 170.200; sacerdoti: 214; religiosi: 1.346), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Ettumanoor (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
NEA/.../PANDARASSERY                                 VIS 20060920 (80)


martedì 19 settembre 2006

COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO CATTOLICO-ORTODOSSO


CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). Dal 18 al 25 settembre si svolge a Belgrado (Serbia), la IX Sessione Plenaria della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme".

  Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani annuncia che il Patriarca ortodosso serbo Pavle ha dato personalmente il benvenuto, ieri sera, ai membri cattolici ed ortodossi della Commissione nella sede del Patriarcato.

  Con l'incontro di Belgrado la Commissione riprende i suoi lavori dopo la sessione plenaria a Baltimora (Stati Uniti d'America), del luglio 2000.  "Dal 13 al 15 dicembre scorso" - si legge nel Comunicato - "il dialogo teologico ufficiale tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, coordinato, da parte ortodossa, dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, aveva inaugurato l'attuale nuova fase con la riunione del 'Comitato Misto di Coordinamento' della Commissione, che aveva l'incarico di preparare la sessione plenaria di Belgrado e di stabilire il tema da trattare".

  "La riattivazione del dialogo è stata possibile grazie ad una costante azione di mediazione e convincimento, incoraggiata da Papa Giovanni Paolo II, da Papa Benedetto XVI, dall'impegno del Patriarcato ecumenico, e da molteplici contatti e collaborazioni fra le Chiesa cattolica e le singole Chiese ortodosse. Essa si basa su una decisione presa al Fanar nel settembre 2005, durante un incontro panortodosso convocato dal Patriarca ecumenico, Bartolomeo I".

  "Il 'Comitato misto di coordinamento' a Roma, nel dicembre scorso" - si legge ancora nel Comunicato - "ha pertanto stabilito che 'in continuità con i documenti già concordati dalla Commissione, il contesto generale del suo lavoro è la teologia della 'koinonia', o comunione, e che tale contesto necessita di essere rafforzato con uno studio ulteriore per permettere di approfondire il dibattito su due questioni tra loro connesse e centrali per le relazioni tra le due Chiese, il primato del Vescovo di Roma ed il tema de 'l'uniatismo', come anche altre questioni che permangono aperte".

  Nell'incontro della plenaria della Commissione a Belgrado  si studierà il progetto di documento preparato a Mosca nel 1990 sul tema: "Le conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: conciliarità ed autorità nella Chiesa" che non è stato mai esaminato dalla plenaria della Commissione,  poiché su richiesta degli ortodossi, era stata affrontata nel dialogo la questione del cosiddetto "uniatismo".

  Il 21 settembre, i 29 membri cattolici che partecipano alla plenaria assisteranno alla Liturgia ortodossa nella Festa della Natività della Madre di Dio e sabato 23 settembre i membri ortodossi parteciperanno alla messa nella Cattedrale cattolica di Belgrado, mentre, domenica 24 settembre, i membri cattolici parteciperanno alla divina Liturgia celebrata dagli ortodossi.

  La Commissione è presieduta dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dal Metropolita di Pergamo (Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli), Ioannis e consta di due segretari, il Metropolita di Sassima, Gennadios ed il Monsignor Eleuterio F. Fortino, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.
CON-UC/PLENARIA CATTOLICI:ORTODOSSI/BELGRADO VIS 20060919 (500)


MURI NON FERMANO QUANTI FUGGONO DITTATURA POVERTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, è intervenuto, ieri, alla Riunione per la revisione globale a medio termine della realizzazione del Programma di Azione per i Paesi Meno Sviluppati (BPOA) nella decade 2001-2010, in corso a New York, il 18 e 19 settembre.

  "La Chiesa Cattolica" - ha detto il Nunzio Apostolico - "ha intrapreso negli ultimi dieci anni numerose iniziative volte a sensibilizzare i suoi membri e tutte le persone di buona volontà sulla comune responsabilità riguardo ai problemi derivanti dal commercio e dalla finanza internazionale. (...) La Santa Sede continua ad incoraggiare la comunità internazionale, specialmente i paesi più sviluppati e quelli mediamente sviluppati, a promuovere la realizzazione del Bpoa e chiede un atto di solidarietà".

  "Per venti anni" - ha proseguito l'Osservatore Permanente - "l'opinione pubblica si è commossa a vedere quanti rischiavano la vita per oltrepassare i muri che li tenevano prigionieri di regimi dittatoriali. Oggi, milioni di persone rischiano la vita per sfuggire alla dittatura della povertà e nessuno dei muri esistenti li fermerà. Per il loro bene e per la prosperità di tutti noi, i paesi sviluppati e i paesi in via di sviluppo devono mettere in pratica efficaci politiche come quelle del Bpoa, affinché i cittadini dei paesi meno sviluppati scelgano liberamente di rimanere nel paese d'origine, dove possono ottenere per sé, per le loro famiglie e per il loro paese, lavoro e condizioni di vita realmente dignitose".
DELSS/BPOA/MIGLIORE                               VIS 20060919 (260)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo José Mauro Pereira Bastos, C.P., di Guaxupé (Brasile), il 14 settembre, all'età di 51 anni.

- Il Vescovo Antonio Forte, O.F.M., emerito di Avellino (Italia), l'11 settembre, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Oscar García Urízar, emerito di Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán (Guatemala), il 5 settembre, all'età di 84 anni.

- L'Arcivescovo Petar Perkolic, emerito di Bar (Serbia), il 7 settembre, all'età di  84 anni.

- Il Vescovo Alberto Setele, di Inhambane (Mozambico), il 7 settembre, all'età di 70 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20060919 (110)

lunedì 18 settembre 2006

GRATITUDINE DEL PAPA SERVIZIO CHIESA CARDINALE SODANO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Ieri, nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, al termine della cerimonia della nomina del Cardinale Tarcisio Bertone a Segretario di Stato, e della cerimonia di congedo del Cardinale Angelo Sodano dall'ufficio di Segretario di Stato, il Santo Padre ha pronunciato alcune parole a braccio.

  Ricordando la dedizione, la competenza e la volontà di servire la Chiesa del Cardinale Sodano, il Santo Padre ha esteso i suoi ringraziamenti a tutti i Collaboratori e le Collaboratrici della Segreteria di Stato presenti all'Udienza e ai Rappresentanti Pontifici.

  "Ho capito sempre di più" - ha detto Papa Benedetto - "come solo questa grande rete di collaborazione rende possibile rispondere al mandato del Signore: ' confirma fratres tuos in fide'". Solo grazie a questa ampia collaborazione il Papa "può realizzare adeguatamente la sua missione".

  Benedetto XVI ha sottolineato che: "Questo lavoro curiale è, in realtà, un lavoro pastorale in un senso eminente, perché aiuta realmente a guidare il popolo di Dio".

  "Ho avuto la gioia di essere accompagnato da Lei nel mio Viaggio in Baviera", ha detto il Papa rivolgendosi al Cardinale Sodano e, in segno di gratitudine, gli ha fatto dono di una copia della Vergine di Altötting "che potrebbe essere" - ha detto - "il segno non solo della mia perenne gratitudine, ma anche il segno della nostra comunicazione nella preghiera. La Madonna sia sempre accanto a Lei, La protegga sempre, La guidi. Questa è l'espressione della mia sincera gratitudine".
AC/GRATITUDINE SODANO/...                           VIS 20060918 (260)


SLOVENIA ASSICURARE CONTINUITÀ PATRIMONIO ETICO RELIGIOSO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI nel ricevere il Signor Ivan Rebernik, nuovo Ambasciatore di Slovenia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ha ricordato nel suo discorso che "La Repubblica di Slovenia (...) coltiva un dialogo fecondo e costruttivo con le istanze ecclesiali presenti sul territorio, riconoscendone l'apporto positivo alla vita della Nazione".

  "Sin dai primi secoli del Cristianesimo la forza del Vangelo ha operato in terra slovena", ha affermato il Santo Padre ricordando i Santi Vittorino e Massimiano (VII secolo) ed il Beato Vescovo Anton Martin Slomsek "che, in tempi più recenti, ha promosso il risveglio nazionale svolgendo una preziosa opera quale formatore del popolo sloveno".

  Benedetto XVI ha rilevato che in Slovenia "Il cristianesimo e l'identità nazionale sono strettamente connessi", da qui la "profonda sintonia" del popolo sloveno con il Vescovo di Roma e il "costruttivo dialogo, non interrotto dalle tristi vicende del secolo appena trascorso" culminato nel 2001 nell'Accordo fra la Repubblica di Slovenia e la Santa Sede su questioni giuridiche.

  "Si tratta di un'intesa importante, la cui fedele applicazione non potrà che rafforzare i rapporti reciproci e la collaborazione per la promozione della persona e del bene comune, nel rispetto della legittima laicità dello Stato. Tuttavia, (...), si registra l'esistenza di questioni ancora aperte, che attendono di essere avviate ad opportuna soluzione".

  "Conoscendo la stima e l'affetto degli Sloveni per il Papa" - ha proseguito Benedetto XVI - "sono certo che i loro rappresentanti a livello politico ne sapranno interpretare le tradizioni, la sensibilità, la cultura. Il popolo sloveno infatti ha il diritto di affermare e far valere l'anima cristiana che ne ha plasmato l'identità".

  "Il compito di fronte al quale si trovano i responsabili di oggi è di individuare i  metodi opportuni per coinvolgere le nuove generazioni nella conoscenza e nell'apprezzamento dei valori del passato, rendendole capaci di portare nel millennio appena iniziato il ricco patrimonio ereditato. (...) Sarebbe infatti strategia veramente miope non favorire l'apertura dei giovani alla conoscenza delle radici storiche dalle quali fluisce la linfa necessaria per assicurare alla Nazione nuove stagioni feconde di frutti".

  "In tal senso, la questione della loro istruzione anche in merito ai valori religiosi condivisi dalla maggioranza della popolazione non va elusa, se non si vuole rischiare il progressivo smarrimento dei tratti più specifici della fisionomia nazionale. È in questione il rispetto della stessa libertà dei cittadini, sulla quale la Repubblica di Slovenia vigila con attenzione e che anche la Sede Apostolica desidera sia promossa nello spirito del suddetto Accordo".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso al diplomatico citando "l'esperienza anche di altri Popoli del Continente, in particolare dei Popoli slavi, che, coscienti dell'importanza del cristianesimo per la loro identità sociale e del valido contributo che il tal senso può offrire la Chiesa, non si sono sottratti al dovere di assicurare, anche a livello legislativo, che il ricco patrimonio etico e religioso continui a portare copiosi frutti alle giovani generazioni".
CD/LETTERE CREDENZIALI/REBERNIK:SLOVENIA               VIS 20060918 (510)


CURA MALATTIE NON GIUSTIFICA SOPPRESSIONE ESSERE UMANO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo i partecipanti al Congresso promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, sul tema: "Le cellule staminali:  quale futuro per la terapia'".

  Benedetto XVI ha affermato che "La ricerca sulle cellule staminali somatiche merita approvazione ed incoraggiamento quando coniuga felicemente insieme il sapere scientifico, la tecnologia più avanzata in ambito biologico e l'etica che postula il rispetto dell'essere umano in ogni stadio della sua esistenza. Le prospettive aperte da questo nuovo capitolo della ricerca (...) lasciano intravedere la possibilità di curare malattie che comportano la degenerazione dei tessuti, con i conseguenti rischi di invalidità e di morte per chi ne è affetto".

  Il Santo Padre ha esortato le persone che operano in strutture scientifiche di ispirazione cattolica "a stabilire i più stretti contatti fra loro e con quanti perseguono nei debiti modi il sollievo della sofferenza umana".

  "Mi sia lecito anche rivendicare" - ha proseguito il Pontefice - "di fronte a frequenti e ingiuste accuse di insensibilità rivolte alla Chiesa, il costante sostegno da essa dato nel corso della sua bimillenaria storia alla ricerca rivolta alla cura delle malattie e al bene dell'umanità. Se resistenza c'è stata - e c'è tuttora - essa era ed è nei confronti di quelle forme di ricerca che prevedono la programmata soppressione di esseri umani già esistenti, anche se non ancora nati".

  Il Papa ha ribadito che "La storia stessa ha condannato nel passato e condannerà in futuro una tale scienza, non solo perché priva della luce di Dio, ma anche perché priva di umanità".

  "Di fronte alla diretta soppressione dell'essere umano" - ha sottolineato il Pontefice - "non ci possono essere né compromessi né tergiversazioni; non si può pensare che una società possa combattere efficacemente il crimine, quando essa stessa legalizza il delitto nell'ambito della vita nascente".

  "Il fatto che voi, in questo Congresso" - ha concluso il Pontefice - "abbiate espresso l'impegno e la speranza di conseguire nuovi risultati terapeutici utilizzando cellule del corpo adulto senza ricorrere alla soppressione di essere umani neo concepiti, e il fatto che i risultati stiano premiando il vostro lavoro, costituiscono una conferma della validità del costante invito della Chiesa al pieno rispetto dell'essere umano fin dal concepimento. Il bene dell'uomo va ricercato non soltanto nelle finalità universalmente valide, ma anche nei metodi utilizzati per raggiungerle: il fine buono non può giustificare mezzi intrinsecamente illeciti".
AC/CELLULE STAMINALI/ACAD-V                    VIS 20060918 (430)


DICHIARAZIONE CARDINALE BERTONE REAZIONE MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "Di fronte alle reazioni da parte musulmana circa alcuni passi del discorso del Santo Padre Benedetto XVI all'Università di Regensburg, ai chiarimenti e alle precisazioni già offerti tramite il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, desidero aggiungere quanto segue:

- La posizione del Papa sull'Islam è inequivocabilmente quella espressa dal documento conciliare Nostra Aetate: 'La Chiesa guarda con stima i musulmani, che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano anche di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti nascosti di Dio, come si è sottomesso Abramo, al quale la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano però come profeta; onorano la sua madre vergine Maria e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio quando Dio ricompenserà tutti gli uomini risuscitati. Così pure essi hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno' (n. 3).

- L'opzione del Papa in favore del dialogo interreligioso e interculturale è altrettanto inequivocabile. Nell'incontro con i rappresentanti di alcune comunità musulmane a Colonia, il 20 agosto 2005, Egli ha detto che tale dialogo fra cristiani e musulmani 'non può ridursi a una scelta stagionale', aggiungendo: 'Le lezioni del passato devono servirci ad evitare di ripetere gli stessi errori. Noi vogliamo ricercare le vie della riconciliazione e imparare a vivere rispettando ciascuno l'identità dell'altro'.

- Quanto al giudizio dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, da Lui riportato nel discorso di Regensburg, il Santo Padre non ha inteso né intende assolutamente farlo proprio, ma lo ha soltanto utilizzato come occasione per svolgere, in un contesto accademico e secondo quanto risulta da una completa e attenta lettura del testo, alcune riflessioni sul tema del rapporto tra religione e violenza in genere e concludere con un chiaro e radicale rifiuto della motivazione religiosa della violenza, da qualunque parte essa provenga. Vale la pena di richiamare al riguardo quanto lo stesso Benedetto XVI ha recentemente affermato nel Messaggio commemorativo del XX anniversario dell'incontro interreligioso di preghiera per la pace voluto dal Suo amato predecessore Giovanni Paolo II ad Assisi nell'ottobre del 1986: ' … le manifestazioni di violenza non possono attribuirsi alla religione in quanto tale, ma ai limiti culturali con cui essa viene vissuta e si sviluppa nel tempo … Di fatto, testimonianze dell'intimo legame esistente tra il rapporto con Dio e l'etica dell'amore si registrano in tutte le grandi tradizioni religiose".

- Il Santo Padre è pertanto vivamente dispiaciuto che alcuni passi del Suo discorso abbiano potuto suonare come offensivi della sensibilità dei credenti musulmani e siano stati interpretati in modo del tutto non corrispondente alle sue intenzioni. D'altra parte, Egli, di fronte alla fervente religiosità dei credenti musulmani, ha ammonito la cultura occidentale secolarizzata perché eviti 'il disprezzo di Dio e il cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà'.

- Nel ribadire il Suo rispetto e la Sua stima per coloro che professano l'Islam, Egli si augura che siano aiutati a comprendere nel loro giusto senso le Sue parole, affinché, superato presto questo momento non facile, si rafforzi la testimonianza all''unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini' e la collaborazione per 'difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà' (Nostra Aetate, n. 3)".
OP/PAPA:ISLAM/BERTONE                           VIS 20060918 (610)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membro della Congregazione per i Vescovi, il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
NA/.../VALLINI                                     VIS 20060918 (40)

VIVO RAMMARICO DEL PAPA REAZIONI DISCORSO REGENSBURG

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti nel Cortile interno nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha rievocato il suo recente Viaggio Apostolico in Baviera affermando che: "È stato una forte esperienza spirituale nella quale si sono intrecciati ricordi personali, legati a luoghi a me tanto familiari, e prospettive pastorali per un efficace annuncio del Vangelo nel nostro tempo".

  "In questo momento desidero solo aggiungere" - ha proseguito il Pontefice - "che sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso nell'Università di Regensburg, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani, mentre si trattava di una citazione di un testo medioevale, che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale".

  "Ieri il Signor Cardinale Segretario di Stato" - ha spiegato il Papa - "ha reso pubblica, a questo proposito, una dichiarazione in cui ha spiegato l'autentico senso delle mie parole. Spero che questo valga a placare gli animi e a chiarire il vero significato del mio discorso, il quale nella sua totalità era ed è un invito al dialogo franco e sincero, con grande rispetto reciproco".

  Successivamente il Santo padre di è soffermato su due importanti ricorrenze liturgiche la Festa dell'Esaltazione della Santa Croce, (14 settembre), e la memoria della Madonna Addolorata, (15), che, ha detto, "si possono riassumere visivamente nella tradizionale immagine della Crocifissione, che rappresenta la Vergine Maria ai piedi della Croce, secondo la descrizione dell'evangelista Giovanni, unico degli Apostoli a restare accanto a Gesù morente".

  "Ma che senso ha esaltare la Croce?" - si è domandato Benedetto XVI - "Non è forse scandaloso venerare un patibolo infamante? (...) I cristiani, però, non esaltano una qualsiasi croce, ma quella Croce che Gesù ha santificato con il suo sacrificio, frutto e testimonianza di immenso amore. Cristo sulla Croce ha versato tutto il suo sangue per liberare l'umanità dalla schiavitù del peccato e della morte. Perciò, da segno di maledizione, la Croce è stata trasformata in segno di benedizione, da simbolo di morte in simbolo per eccellenza dell'Amore che vince l'odio e la violenza e genera la vita immortale. 'O Crux, ave spes unica! O croce, unica speranza!'".

  Parimenti il dolore di Maria  "forma un tutt'uno con quello del Figlio. È un dolore pieno di fede e di amore. La Vergine sul Calvario partecipa alla potenza salvifica del dolore di Cristo, congiungendo il suo 'fiat' a quello del Figlio".

  "Cari fratelli e sorelle, spiritualmente uniti alla Madonna Addolorata, rinnoviamo anche noi il nostro 'sì' al Dio che ha scelto la via della Croce per salvarci. Si tratta di un grande mistero che è ancora in atto, fino alla fine del mondo, e che chiede anche la nostra collaborazione. Ci aiuti Maria a prendere ogni giorno la nostra croce e a seguire fedelmente Gesù sulla via dell'obbedienza, del sacrificio e dell'amore".
ANG/REGENSBURG:CROCE/...                           VIS 20060918 (500)


SCELTE COMUNI AUSTRIA E SANTA SEDE CEMENTO UNIONE EUROPA

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Martin Bolldorf, nuovo Ambasciatore dell'Austria presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso al diplomatico il Papa ha ricordato che: "L'Austria e la Santa Sede hanno una lunga storia di fruttuosa unione; questa unione è molto più che un semplice fatto storico: essa si fonda soprattutto sull'appartenenza della grande maggioranza della popolazione austriaca alla Chiesa cattolica. Già questo stesso fatto determina orientamenti, scelte e interessi comuni, che riguardano sostanzialmente l'uomo, la sua libertà e la sua dignità, il suo futuro nel tempo e nella società".

  "Da punti di vista diversi, lo Stato e la Chiesa hanno egualmente a cuore il bene dell'Uomo (...) i cui interessi e la cui dignità non dovranno mai essere sottoposti ai parametri della fattibilità, dell'utilità e della produttività".

  "Tra gli interessi comuni c'è l'Europa" - ha detto ancora il Pontefice - "soprattutto lo sviluppo del processo di unificazione europeo; in nessuna altra parte del mondo come in Europa, storia e cultura recano l'impronta del cristianesimo. L'ambito regionale e nazionale, quindi la patria più vicina e più ampia, da cui di norma la maggior parte delle persone ricava gli elementi più importanti della propria identità Culturale, viene sempre più inglobato nell'ambito europeo, la comune patria che è l'Europa".

  "Grande contributo viene dalla mobilità umana e dai mezzi di comunicazione sociale. La Chiesa guarda con favore a questo sviluppo: dove Uomini e popoli si considerano membri di una stessa famiglia, aumentano le opzioni per la pace, la solidarietà, lo scambio e l'arricchimento reciproco. Con la sua ricca storia di Stato composto da molti popoli" - ha sottolineato il Papa - "l'Austria è predestinata ad un convinto impegno per l'Europa".

  Nella strada verso l'integrazione europea "molto dipende dalla fiducia dei cittadini in questo progetto. Nelle discussioni sull'allargamento europeo e sulla Costituzione torna sempre la questione dell'identità e dei fondamenti spirituali, sui quali poggia la comunità di Stati e di popoli degli europei. Le sorgenti più profonde di un 'insieme' europeo a prova di crisi si trovano piuttosto nelle comuni convinzioni e nei valori della storia e della tradizione cristiana e umanista del continente".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ricordando che in virtù del Concordato, lo Stato austriaco è impegnato nell'insegnamento della religione che è materia obbligatoria nelle scuole ed ha affermato: "Lo Stato ha il compito di presentare a bambini e giovani - in considerazione del crescente numero di allievi senza appartenenza confessionale - le basi del pensiero occidentale e della 'civiltà dell'amore' supportata dallo spirito cristiano".
CD/LETTERE CREDENZIALI/AUSTRIA:BOLLDORF               VIS 060918 (450)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2006 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Matthias N'Gartéri Mayadi, di N'Djaména.

    - Il Vescovo Michele Russo, M.C.C.I., di Doba.

    - Il Vescovo Rosario Pio Ramolo, O.F.M.Cap., di Goré.

    - Il Vescovo Miguel Angel Sebastián Martínez, M.C.C.I., di Lai.

    - Il Vescovo Jean-Claude Bouchard, O.M.I., di Pala.

- Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B,, con i familiari.

  Sabato 16 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Benoît Cardon de Lichtbuer, Ambasciatore del Belgio, in visita di congedo.

- Il Signor Gerhard Friedrich Karl Westdickenberg, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, in visita di congedo.

- Il Cardinale Francisco Javier Errazuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile (Cile).
AL:AP/.../...                                               VIS 20060918 (150)

venerdì 15 settembre 2006

IL CARDINALE TARCISIO BERTONE NUOVO SEGRETARIO DI STATO


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel corso di una cerimonia nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha accolto la Comunità della Segreteria di Stato in occasione della nomina a Segretario di Stato del Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., finora Arcivescovo di Genova (Italia) e della cerimonia di congedo dall'ufficio di Segretario di Stato del Cardinale Angelo Sodano.

  Il Cardinale Sodano, che il 1° dicembre 1990 fu nominato da Giovanni Paolo II Segretario di Stato in sostituzione del Cardinale Agostino Casaroli, ha preso per primo la parola.

  "Padre Santo" - ha detto - "credo che oggi un ringraziamento debba essere rivolto non tanto a me, quanto a coloro che mi hanno aiutato in questi anni. Preziosa mi è stata in particolare, la collaborazione dei successivi Sostituti per gli Affari Generali, gli Arcivescovi Re e Sandri, come dei Segretari per i Rapporti con gli Stati, gli Arcivescovi Tauran e Lajolo. Tutti insieme, abbiamo potuto svolgere un lavoro di squadra, con un grande senso ecclesiale che ci ha accomunato nel servizio, prima intorno al venerato Giovanni Paolo II ed ora accanto a Lei".

  Il Cardinale Sodano ha espresso infine i suoi ringraziamenti per l'opera compiuta dai collaboratori della Segreteria di Stato ed i membri delle Rappresentanze Pontificie nel mondo.

  Successivamente, nell'indirizzo di saluto rivolto al Santo Padre, il Cardinale Bertone ha espresso la speranza che le esperienze maturate in passato contribuiscano "all'espletamento del compito che oggi assumo. Sono consapevole" - ha detto il Porporato - "della pesante responsabilità che esso comporta, come pure della gravità e della complessità delle questioni che, quotidianamente, dovrò affrontare. Unica ambizione che nutro è quella di realizzare il motto del mio servizio episcopale: 'fidem custodire, concordiam servare'".

  "La comunione profonda che ci lega nel condiviso impegno a servizio della Chiesa" - ha proseguito il Cardinale Bertone - "e quindi della dignità umana e della pacifica convivenza fra i Popoli - non potranno che tradursi in leale e fedele collaborazione, rafforzata per molti di noi dallo spirito sacerdotale e dalla carità pastorale che deve sempre animarci nelle nostre attività".
SS/NOMINA BERTONE/SODANO                       VIS 20060915 (360)


DICHIARAZIONE DISCORSO DEL PAPA UNIVERSITÀ REGENSBURG


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Ieri sera, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Reverendo Padre Federico Lombardi, S.J., a proposito dell'interpretazione di alcuni passi del discorso del Santo Padre all'Università di Regensburg, il 12 settembre scorso, ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

  "A proposito delle reazioni di esponenti musulmani circa alcuni passi del discorso del Santo Padre all'Università di Regensburg, è opportuno rilevare che - come risulta da una attenta lettura del testo - ciò che sta a cuore al Santo Padre è un chiaro e radicale rifiuto della motivazione religiosa della violenza".

  "Non era certo nelle intenzioni del Santo Padre svolgere uno studio approfondito sulla jihad e sul pensiero musulmano in merito, e tanto meno offendere la sensibilità dei credenti musulmani".

  "Anzi, nei discorsi del Santo Padre appare chiaramente il monito, rivolto alla cultura occidentale, perché si eviti 'il disprezzo di Dio e il cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà' (discorso del 10 settembre), la giusta considerazione della dimensione religiosa è infatti premessa essenziale per un fruttuoso dialogo con le grandi culture e religioni del mondo. Proprio nelle conclusioni del discorso all'Università di Regensburg, Benedetto XVI ha affermato: 'Le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio nella esclusione del divino dall'universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime. Una ragione che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell'ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture'".

  "È chiara quindi la volontà del Santo Padre di coltivare un atteggiamento di rispetto e di dialogo verso le altre religioni e culture, evidentemente anche verso l'Islam".
OP/PAPA:UNIVERSITÀ REGENSBURG/LOMBARDI               VIS 20060915 (280)


IN BREVE

DOMENICA PROSSIMA BEATIFICAZIONE DELLA SERVA DI DIO SÁRA SALKAHÁZI, DELL'ISTITUTO DELLE SORELLE DELL'ASSISTENZA nella Piazza della Basilica di Santo Stefano a Budapest (Ungheria). La nuova Beata, nata nel 1899 a Kassa (Kosice, attualmente Slovacchia), fu assassinata nel 1944 per aver voluto proteggere un centinaio di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo stesso giorno, nella Cattedrale di Brescia (Italia), avrà luogo la Beatificazione del Servo di Dio Mosé Tovini, sacerdote della Diocesi di Brescia e catechista appassionato. Il nuovo Beato, primogenito di otto figli, nacque a Cividate Camuno (Italia), nel 1877 e nel 1904 entrò nella Congregazione degli Oblati. Morì nel 1930.

LA DIFESA DELLA VITA È IL TEMA DEL SIMPOSIO promosso dall'Associazione Internazionale per l'Insegnamento Sociale Cristiano ed il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, in corso in Vaticano il 15 e 16 settembre ed al quale partecipano studiosi, docenti universitari ed esperti di vari Paesi. Fra i temi in esame: "I problemi della moderna medicina riproduttiva e il loro impatto sul matrimonio e la vita familiare; la difesa della vita come condizione di legittimità di una democrazia; il trionfo del mercato sulla famiglia".
.../IN BREVE/..                                   VIS 20060915 (190)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Nato a Marrakech,  (Marocco), nel 1952 ed ordinato sacerdote nel 1981, l'Arcivescovo Mamberti è stato finora Nunzio Apostolico in Sudan e in Eritrea e Delegato Apostolico in Somalia. Succede all'Arcivescovo Giovanni Lajolo, che da oggi ricopre l'incarico di Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e di Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in sostituzione del Cardinale Edmund Casimir Szoka.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignor Janusz Kaleta, Amministratore Apostolico di Atyrau (superficie: 736.100; popolazione: 2.204.000; cattolici: 2.600; sacerdoti: 7; religiosi: 4), Kazakhstan. Il Vescovo eletto è nato a Lazy (Polonia) nel 1964, è stato ordinato sacerdote nel 1989 e nel 1999 è stato nominato Amministratore Apostolico della suddetta sede.
NA/.../MAMBERTI:LAJOLO:KALETA                       VIS 20060915 (150)


giovedì 14 settembre 2006

IL PAPA PRENDE CONGEDO DALLA SUA PATRIA

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2006 (VIS). Al termine dell'incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti della Baviera, nella Cattedrale di Freising, il Papa ha raggiunto in autovettura l'aeroporto internazionale Franz Joseph Strauss di München per ripartire alla volta di Roma.

  Nel discorso pronunciato nel corso della cerimonia di congedo il Papa ha affermato di essersi reso conto "di quante persone, in Baviera, anche oggi si sforzano di camminare sulle strade di Dio in comunione con i loro Pastori, impegnandosi a rendere testimonianza della loro fede nell'attuale mondo secolarizzato".

  Ricordando "l'infaticabile dedizione degli organizzatori" del Viaggio Apostolico, e "l'accoglienza piena di premure ed attenzioni, che mi hanno intimamente toccato", il Santo Padre ha detto: "A tutti dico un 'grazie' che parte dal profondo del cuore ed è accompagnato dall'assicurazione di uno speciale ricordo nella preghiera".

  "Sono venuto in Germania per riproporre ai miei concittadini le eterne verità del Vangelo e confermare i credenti nell'adesione a Cristo, Figlio di Dio fattosi uomo per la salvezza del mondo. Sono convinto nella fede che in Lui, nella sua parola, si trova la via non solo per raggiungere la felicità eterna, ma anche per costruire un futuro degno dell'uomo già su questa terra".

  Benedetto XVI ha ricordato, inoltre, che oggi, 14 settembre, ricorre il XXV anniversario della pubblicazione della Lettera Enciclica "Laborem exercens", con la quale "il grande Papa Giovanni Paolo II ha indicato nel lavoro 'una dimensione fondamentale dell'esistenza dell'uomo sulla terra' e ha ricordato a tutti che 'il primo fondamento del valore del lavoro è l'uomo stesso'. Il lavoro pertanto, egli annotava, è 'un bene dell'uomo', perché con esso 'l'uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma anche realizza se stesso come uomo ed anzi, in un certo senso, diventa più uomo'".

  "Sulla base di questa intuizione di fondo, il Papa indicava nell'Enciclica alcuni orientamenti che restano attuali anche oggi. A quel testo non privo di valore profetico vorrei rimandare anche i cittadini della mia Patria, nella certezza che da una sua applicazione concreta possono derivare grandi vantaggi anche per l'odierna situazione sociale della Germania".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso affidando "il presente ed il futuro della Baviera e della Germania all'intercessione di tutti i Santi che sono vissuti sul territorio tedesco servendo fedelmente Cristo e sperimentando nella loro esistenza la verità di quelle parole che hanno accompagnato come leitmotiv le varie fasi della visita: 'Chi crede non è mai solo'".

  L'aereo papale è decollato alle 13:00 ed è atterrato alle 14:30 all'aeroporto di Roma-Ciampino da dove in autovettura il Papa ha raggiunto la Residenza Estiva di Castel Gandolfo.
PV-GERMANIA/CONGEDO/MÜNCHEN                       VIS 20060914 (440)


SERVUS CHRISTI E VOX CHRISTI CHE È MAESTRO E PAROLA

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero da Regensburg diretto a Freising, antico centro commerciale dell'Europa centrale, oggi polo dell'economia agro-alimentare, sede di una celebre università e degli uffici amministrativi dell'Arcidiocesi di München und Freising, mentre la capitale della Baviera è sede arcivescovile.

  Nello stemma pontificio di Benedetto XVI ritroviamo tre riferimenti alla Baviera, di cui due prettamente di Freising: una testa di moro, tradizionale simbolo della Diocesi di Freising e l'orso di San Corbiniano, Vescovo di Freising, che riuscì ad addomesticarlo dopo che l'animale aveva sbranato il suo cavallo. La simbologia vede nell'orso addomesticato dalla grazia di Dio lo stesso Vescovo di Freising e nel fardello il peso dell'episcopato da lui portato.

  Dall'eliporto di Freising il Papa ha raggiunto la Cattedrale, costruita nel 1205 e dedicata a Santa Maria e a San Corbiniano, per l'incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti della Baviera. È in questa Cattedrale che Joseph Ratzinger è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1951 e successivamente ha insegnato teologia nel Seminario diocesano. All'odierno incontro hanno partecipato anche 30 sacerdoti ordinati insieme a Benedetto XVI lo stesso giorno e nella medesima Cattedrale. Il Papa non ha letto, come previsto, il testo scritto ma ha preferito commentarne i punti principali.

  "È questo l'ultimo incontro in programma, prima del congedo da questa amata Terra bavarese" - scrive il Santo Padre - "e sono molto lieto che esso si svolga con voi, Sacerdoti e Diaconi permanenti, pietre vive e scelte della Chiesa. (...) Se qui, in questa magnifica cattedrale di Freising, vago con lo sguardo, tornano alla mia mente tanti ricordi di tutti quegli anni in cui il mio cammino verso il sacerdozio e poi l'esercizio del ministero furono collegati con questo luogo".

  Il discorso del Papa ha avuto come tema centrale il testo del Vangelo di Matteo nel quale Gesù "riconosce nella gente intorno a sé la 'messe' di Dio Padre, pronta per essere raccolta".

  "Cristo vede il mondo come il 'campo di Dio', in cui va maturando un ricco raccolto e c'è bisogno di mietitori. (...) L'atteggiamento principale di Gesù (...) è un ottimismo di fondo, basato sulla fiducia nella potenza del Padre, il 'Padrone della messe'. Questa fiducia di Gesù diventa per noi motivo di speranza".

  "La vita del sacerdote, la natura stessa della sua vocazione e del suo ministero, sta tutta all'interno di questa prospettiva che Gesù ci ha rivelato. È la prospettiva che spinse Lui a percorrere le città e i villaggi, insegnando nelle sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando i malati".

  La generosità di Cristo, scrive ancora il Pontefice, "poggiava sulla fiducia nella potenza del Padre (...). La progressiva assimilazione dei sentimenti del suo Maestro porterà il sacerdote a condividerne lo sguardo pieno di fiducia. Entrando sempre più profondamente nella logica di Gesù, egli imparerà a guardare alla gente che lo circonda come alla 'messe di Dio'".

  "Occorre, però sempre tener presente quello che dice il nostro testo biblico: è 'il Padrone della messe' a 'mandare' gli operai nella sua messe. Gesù ai suoi discepoli non ha dato il compito di andare a chiamare altri volontari o di organizzare campagne promozionali per raccogliere nuove adesioni, ma di 'pregare' Dio".

  Questo fatto non significa, spiega Benedetto XVI che "la pastorale vocazionale deve limitarsi alla preghiera. 'Pregare il padrone della messe' vuol dire qualcosa di più profondo: solo rimanendo in intima comunione con il Padrone della messe (...) che è pieno di amore e di compassione per l'umanità, si possono coinvolgere altri operai nel lavoro per il Regno di Dio".

  "Non ci si  muove dunque all'interno di una logica di numeri e di efficienza, ma di gratuità e di dono. (...) Gli 'operai' delle messe di Dio sono coloro che sanno mettersi sulle orme di Cristo. Ciò suppone il distacco da sé e la 'sintonizzazione' piena con la volontà di Lui".

  In questo "cammino pasquale di morte e di risurrezione (...) Cristo non solo ci ha preceduto, ma ci accompagna" - sottolinea il Papa ricordando che quando San Pietro volle andare verso di Lui sulle acque, finché "seppe tenere il suo sguardo fisso in quello di Gesù, (...) poté camminare sulle acque agitate del lago di Galilea restando, per così dire, nel campo gravitazionale della sua Grazia".

  "Attraverso questo cammino pasquale il discepolo diventa un vero testimone del Signore". L'essenza del compito del ministro ordinato è espressa da due definizioni di Sant'Agostino diventate classiche - spiega Benedetto XVI - "servus Christi" e "vox Christi".

  "Nel termine 'servo' è implicito un concetto di relazione: il servo è tale in rapporto ad un padrone. Qualificare il sacerdote 'servus Christi' significa sottolineare che la sua esistenza ha un'essenziale 'connotazione relazionale': in ogni sua fibra egli è relativo a Cristo. (...) In virtù del carattere sacramentale, ricevuto nell'Ordinazione, egli appartiene a Cristo e ne condivide la dedizione senza riserve al 'corpo' della Chiesa".

  Come "vox Christi" il sacerdote è "relativo alla 'Parola' che è Cristo" - sottolinea il Santo Padre - "Si rivelano qui la grandezza e l'umiltà del ministero ordinato. Come Giovanni Battista, il sacerdote e il diacono non sono che i precursori, i servitori della Parola. Al centro non stanno loro ma Cristo, di cui essi devono essere 'voce' con tutta la loro esistenza".

  "Proprio da questa riflessione scaturisce la risposta ad una domanda che ogni pastore d'anime responsabile non può non porsi, soprattutto nella situazione attuale di crescente carenza di sacerdoti: come conservare l'unità interiore nell'attivismo a volte logorante del ministero? L'approccio alla soluzione di questo problema sta nell'intima comunione con Cristo (...). Da ciò emerge una nuova visione dell'ascesi sacerdotale. (...) Questa ascesi del servizio, il servizio stesso come la vera ascesi della mia vita, è senz'altro un motivo molto importante che richiede però sempre di nuovo un riordinamento interiore dell'agire a partire dall'essere".

  Anche se il sacerdote cerca di vivere "il servizio come ascesi e l'agire sacramentale come incontro personale con Cristo" - conclude il Pontefice - "avrà tuttavia bisogno di momenti per prendere fiato affinché questo orientamento interiore possa effettivamente diventare reale. (...) Il generoso spendersi per gli altri non è possibile senza la disciplina e il costante ricupero di una vera interiorità piena di fede. L'efficacia dell'azione pastorale dipende, in definitiva, dalla preghiera; (...). Perciò il tempo dell'incontro immediato con Dio nella preghiera a buona ragione può essere qualificato come la priorità pastorale per eccellenza: è il respiro dell'anima".
PV-GERMANIA/DISCORSO SACERDOTI/FREISING              VIS 20060914 (1090)


mercoledì 13 settembre 2006

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO PER LA MORTE DEL RE DI TONGA


CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio a Sua Maestà Taufa' Ahau Tupou V, Re di Tonga, per la scomparsa, domenica 10 settembre, dopo una lunga malattia, all'età di 88 anni, del padre, il Re Taufa' Ahau Tupou IV asceso al trono nel 1967.

  "Profondamente addolorato nell'apprendere la notizia della morte di Sua Maestà il Re Taufa' Ahau Tupou IV, suo amato genitore" - scrive il Papa - "invio le mie sentite condoglianze a Lei, alla famiglia reale e a tutto il popolo di Tonga. A tutti coloro che piangono la sua dipartita assicuro le mie preghiere e la mia vicinanza spirituale in questo momento di lutto nazionale, e raccomando il defunto monarca che ha a lungo regnato, all'amorosa misericordia di Dio Onnipotente e invoco su tutta la Nazione i divini doni della consolazione e della pace. In segno di speranza nel Signore Risorto e nel Salvatore Gesù Cristo, imparto la Benedizione Apostolica.
TGR/MORTE RE TONGA/TAUFA' AHAU TUPOU V               VIS 20060913 (180)


BENEDIZIONE NUOVO ORGANO E VISITA CIMITERO ZIEGETSDORF

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, dopo la Messa in privato nel Seminario Maggiore di Regensburg, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato alla Basilica della Alte Kapelle, distante tre chilometri.

  Il luogo di culto, che risale all'anno mille, inizialmente Cappella del Palazzo Ducale, occupa tutto il lato sud della piazza Alt Kornmrkt (vecchio mercato del grano). Dedicata a "Nostra Signora" la Cappella custodisce una sacra immagine miracolosa di Maria, attribuita, secondo una tradizione locale, a Luca l'Evangelista e donata dal Papa Benedetto VIII ad Enrico II.

  Il Santo Padre, accolto dal Decano e dal Capitolo, ha benedetto il nuovo organo a lui dedicato ed ha pronunciato brevi parole di saluto.

  "La musica e il canto sono più di un abbellimento del culto" - ha detto Benedetto XVI - "infatti fanno essi stessi parte dell'attuazione della Liturgia".

  Benedetto XVI ha affermato che l'organo "trascendendo come ogni musica di qualità la sfera semplicemente umana, rimanda al divino" ed "è in grado di dare risonanza a tutti gli ambiti dell'esistenza umana. Le molteplici possibilità dell'organo ci ricordano in qualche modo l'immensità e la magnificenza di Dio".

  "Come nell'organo una mano esperta deve sempre di nuovo riportare disarmonie alla retta consonanza, così dobbiamo anche nella Chiesa, nella varietà dei doni e dei carismi, trovare mediante la comunione nella fede sempre di nuovo l'accordo nella lode di Dio e nell'amore fraterno. Quanto più, attraverso la Liturgia, ci lasciamo trasformare in Cristo, tanto più saremo capaci di trasformare anche il mondo, irradiando la bontà, la misericordia e l'amore di Cristo per gli uomini".

  Conclusasi la cerimonia, Benedetto XVI si è diretto a piedi alla casa del fratello, Monsignor Georg Ratzinger, dove insieme hanno consumato la seconda colazione.

  Nel primo pomeriggio, con il fratello, il Papa si reca in automobile al vicino Cimitero di Ziegetsdorf, dove riposano i genitori Maria e Joseph e la sorella Maria. Dopo una preghiera sulle tombe dei familiari, il Papa si dirigerà in autovettura a Pentling, paesino di qualche centinaio di abitanti dove abitava quando insegnava all'Università di Regensburg e di cui è cittadino onorario.

  Infine Benedetto XVI visiterà la casa e il giardino dove ha abitato con il fratello e si tratterrà per la cena. Alle 19:30 è previsto il rientro al Seminario Maggiore di Regensburg.
PV-GERMANIA/ORGANO:CIMITERO/REGENSBURG           VIS 20060913 (390)


CONFESSIONE, TESTIMONIANZA, AMORE E DIALOGO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Cattedrale di San Pietro di Regensburg, ha avuto luogo la Celebrazione Ecumenica dei Vespri alla quale hanno partecipato rappresentanti di varie Chiese e comunità ecclesiali in Baviera, rappresentanti delle Chiese Luterana ed Ortodossa bavaresi e membri della Commissione ecumenica della Conferenza Episcopale Tedesca.

  Prima di arrivare al Duomo il Papa si è fermato davanti all'ingresso laterale della piccola chiesa di Sant'Ulrich, a meno di 100 metri dalla Cattedrale, dove erano ad accoglierlo il Prevosto, il Rettore di Sant'Ulrich e il Presidente della Comunità Ebraica della Baviera. Dopo la processione con i rappresentanti di altre confessioni il Papa ha raggiunto l'ingresso principale del Duomo, il cui celebre coro è stato per vent'anni diretto da Monsignor Georg Ratzinger, attualmente Direttore emerito.

  "Ci siamo riuniti - cristiani ortodossi, cattolici e protestanti - " - ha detto Benedetto XVI nel discorso tenuto al termine delle letture - "per cantare insieme le Lodi serali di Dio. (...) Questa è un'ora di gratitudine per il fatto che noi possiamo così pregare insieme e nel nostro rivolgerci al Signore, possiamo crescere contemporaneamente nell'unità anche tra noi".

  Il Papa ha quindi cordialmente salutato i rappresentati della Chiesa ortodossa dicendo: "Ritengo già da sempre un grande dono della Provvidenza il fatto che, come professore a Bonn, ho avuto modo di conoscere e di amare la Chiesa ortodossa, per così dire, personalmente", ed ha ricordato che "fra pochi giorni si riprenderà a Belgrado il dialogo teologico sul tema fondamentale della 'koinonia'".

  "La nostra 'koinonia' è anzitutto comunione col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo nello Spirito Santo. (...) Questa comunione con Dio crea poi anche la 'koinonia' tra gli uomini, come partecipazione alla fede degli Apostoli e così come comunione nella fede - una comunione che nell'Eucaristia diventa 'corporea', edificando l'unica Chiesa che si espande oltre tutti i confini".

  Il Papa ha espresso l'auspicio che i colloqui di Belgrado "portino frutti e che la comunione col Dio vivente che ci unisce, come la comunione tra noi nella fede tramandata dagli Apostoli, si approfondiscano e maturino fino a quell'unità piena. (...)  Perchè il mondo creda è necessario che noi siamo una cosa sola: la serietà di questo impegno deve animare il nostro dialogo".

  "Saluto di cuore anche gli amici delle varie tradizioni della Riforma" - ha detto ancora il Papa elogiando "l'impegno di faticosa ricerca per trovare il consenso circa la giustificazione" e si è detto lieto per il fatto che nel frattempo anche il "Consiglio mondiale delle Chiese metodiste" abbia aderito alla Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazione.

  "Nella teologia, la giustificazione è un tema essenziale" - ha ribadito il Papa - "ma nella vita dei fedeli - mi pare - oggi appena presente. Anche se a causa degli eventi drammatici del nostro tempo il tema del perdono reciproco si mostra di nuovo in tutta la sua urgenza - del fatto che ci è necessario innanzitutto il perdono da parte di Dio, la giustificazione per mezzo di Lui, si è poco consapevoli. In gran parte non risulta più alla coscienza moderna il fatto che davanti a Dio abbiamo veramente dei debiti e che il peccato è una realtà che può essere superata soltanto per iniziativa di Dio. Dietro a questo affievolirsi del tema della giustificazione e del perdono dei peccati sta in definitiva un indebolimento del nostro rapporto con Dio. Per questo, il nostro primo compito sarà forse quello di riscoprire in modo nuovo il Dio vivente nella nostra vita".

  Per conseguire tale riscoperta il Papa ha citato tre parole chiave: confessione, testimonianza e amore, tre affermazioni contenute nel testo di San Giovanni letto durante la celebrazione.

  "Giovanni mette in luce la confessione che" - ha spiegato il Pontefice - "in fondo, ci distingue come cristiani: la fede, cioè, nel fatto che Gesù e il Figlio di Dio venuto nella carne. (...) È mediante Lui che veniamo in contatto con Dio. Nell'epoca degli incontri multireligiosi siamo facilmente tentati di attenuare un po' questa confessione centrale o addirittura di nasconderla. Ma con ciò non rendiamo un servizio all'incontro, né al dialogo. Con ciò rendiamo soltanto Dio meno accessibile, per gli altri e per noi stessi. (...) In questa nostra comune confessione e in questo nostro comune compito non esiste alcuna divisione tra noi".

  "La confessione deve diventare testimonianza" - ha affermato Benedetto XVI citando la Lettera di San Giovanni dove l'apostolo afferma che è testimone di Cristo "Noi abbiamo veduto". Questa affermazione "presuppone, però, che anche noi - le generazioni successive - siamo capaci di diventare vedenti, al fine di potere, come vedenti, dare testimonianza. (...) Aiutiamoci a vicenda a sviluppare questa capacità, per poter rendere vedenti anche gli uomini del nostro tempo, così che a loro volta, attraverso tutto il mondo da loro stesso costruito, riescano a riscoprire Dio! Perchè, attraverso tutte le barriere storiche, possano di nuovo scorgere Gesù. (...) Essere testimoni di Gesù Cristo significa soprattutto: essere testimone di un determinato modo di vivere. In un mondo pieno di confusione (...) è responsabilità dei cristiani, (...), di rendere visibili quegli orientamenti di un giusto vivere".

  L'ultima parola, amore "agape", parola guida di tutta la lettura dell'evangelista - ha concluso il Pontefice - "non significa nulla di sentimentale e nulla di esaltato; è qualcosa di totalmente sobrio e realistico. (...) L'agape è veramente la sintesi della Legge e dei Profeti. In essa è 'avviluppato' tutto, un tutto, però, che nel quotidiano deve sempre di nuovo essere 'sviluppato'. (...) 'Noi abbiamo creduto all'amore'. (...) Testimoniamo la nostra fede così che appaia come forza dell'amore, 'perchè il mondo creda'".
PV-GERMANIA/VESPRI ECUMENICI/REGENSBURG       VIS 20060913 (950)


NON AGIRE SECONDO LA RAGIONE È CONTRARIO NATURA DIVINA

CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2006 (VIS). Alle 16:45 di oggi pomeriggio Benedetto XVI si è recato all'Università di Regensburg per partecipare ad un incontro con i rappresentanti della scienza. Inaugurata nel 1965, oggi l'Università di Regensburg conta 25 mila studenti iscritti a 12 facoltà.

  Dopo aver insegnato teologia dogmatica e fondamentale alla Scuola Superiore di filosofia e teologia di Freising e nelle Università di Bonn, Münster e Tübingen, Joseph Ratzinger è stato titolare della cattedra di dogmatica e storia del dogma all'Università di Regensburg (1969-1971), ricoprendo anche l'incarico di vice-rettore.

  Nel suo discorso il Papa ha presentato un'ampia riflessione sul rapporto fra fede e ragione.

  Il Papa si è domandato se "La convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio, è soltanto un pensiero greco - della filosofia greca - o vale sempre e per se stesso" e al riguardo ha ricordato il caso di quanti ricorrono alle minacce o alla violenza per obbligare gli altri alla conversione.

  "Nel tardo Medio Evo" - ha ricordato il Pontefice - "si sono sviluppate nella teologia tendenze che rompono questa sintesi tra spirito greco e spirito cristiano"; è il caso del volontarismo. "La trascendenza e la diversità di Dio vengono accentuate in modo così esagerato, che anche la nostra ragione, il nostro senso del vero e del bene non sono più un vero specchio di Dio, le cui possibilità abissali rimangono per noi eternamente irraggiungibili e nascoste dietro le sue decisioni effettive".

  Il Papa ha ribadito che in contrasto con tale ragionamento, "la fede della Chiesa si è sempre attenuta alla convinzione che tra Dio e noi, tra il suo eterno Spirito creatore e la nostra ragione creata, esista una vera analogia, in cui certo le dissomiglianze sono infinitamente più grandi delle somiglianze, non tuttavia fino al punto da abolire l'analogia e il suo linguaggio. (...) Il Dio veramente divino è quel Dio che si è mostrato come logos e come logos ha agito e agisce pieno di amore in nostro favore".

  L'incontro tra fede biblica e pensiero greco, ha proseguito il Pontefice, "è un dato di importanza decisiva non solo dal punto di vista della storia delle religioni, ma anche da quello della storia universale (...). Considerato questo incontro, non è sorprendente che il cristianesimo, nonostante la sua origine e qualche suo sviluppo importante nell'Oriente, abbia infine trovato la sua impronta storicamente decisiva in Europa. (...) Questo incontro al quale si aggiunge successivamente ancora il patrimonio di Roma, ha creato l'Europa e rimane il fondamento di ciò che, con ragione, si può chiamare Europa".

  "Alla tesi che il patrimonio greco, criticamente purificato" - ha detto ancora Benedetto XVI - "sia una parte integrante della fede cristiana, si oppone la richiesta della dis-ellenizzazione del cristianesimo".

  "La dis-ellenizzazine emerge dapprima in connessione con i postulati fondamentali della Riforma del XVI secolo". Successivamente la teologia liberale del XIX e del XX secolo ebbe lo scopo di "riportare il cristianesimo in armonia con la ragione moderna, liberandolo appunto da elementi apparentemente filosofici e teologici, come per esempio la fede nella divinità di Cristo e nella trinità di Dio".

  Il Santo Padre ha quindi precisato che esiste una "terza onda della dis-ellenizzazione che si diffonde attualmente", secondo la quale "la sintesi con l'ellenismo, compiutasi nella Chiesa antica, sarebbe stata una prima inculturazione, che non dovrebbe vincolare le altre culture. Queste dovrebbero avere il diritto di tornare indietro fino al punto che precedeva quella inculturazione per scoprire il semplice messaggio del Nuovo Testamento ed inculturarlo poi di nuovo nei loro rispettivi ambienti. Questa tesi non è semplicemente sbagliata; è tuttavia grossolana ed imprecisa".

  Sottolineando che "Quello che nello sviluppo moderno dello spirito è valido viene riconosciuto senza riserve", il Papa ha affermato che dobbiamo chiederci come dominare "le minacce che emergono dalle possibilità dell'uomo. Ci riusciamo solo se ragione e fede si ritrovano unite in un modo nuovo; se superiamo la limitazione autodecretata della ragione a ciò che è verificabile nell'esperimento, e dischiudiamo ad essa nuovamente tutta la sua ampiezza".

  "Solo così" - ha aggiunto il Papa - "diventiamo anche capaci di un vero dialogo delle culture e delle religioni - un dialogo di cui abbiamo un così urgente bisogno. Nel mondo occidentale domina largamente l'opinione che soltanto la ragione positivista e le forme di filosofia da essa derivanti siano universali. Ma le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio in questa esclusione del divino dall'universalità della ragione un attacco alle loro convinzione più intime".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ribadendo che "L'occidente, da molto tempo, è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così può subire solo un grande danno. Il coraggio di aprirsi all'ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza - è questo il programma con cui una teologia impegnata nella riflessione sulla fede biblica, entra nella disputa del tempo presente".

  Al termine dell'incontro, il Papa si è diretto al Duomo di Regensburg o Cattedrale di San Pietro, famoso nel mondo per il suo coro di voci bianche che vanta mille anni di attività e che per un ventennio è stato diretto da Monsignor Georg Ratzinger, fratello del Pontefice ed attualmente Direttore emerito.
PV-GERMANIA/INCONTRO UNIVERSITÀ/REGENSBURG   VIS 20060913 (880)


martedì 12 settembre 2006

PROFESSARE CONVINTI VOLTO UMANO DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha lasciato il Seminario Maggiore di San Wolfgang per raggiungere la spianata di Islinger Feld di Regensburg dove ha presieduto la Santa Messa. Nell'omelia, il Papa ha ringraziato tutti coloro che hanno impegnato il loro tempo e le loro forze per il buon esito della sua visita e si è detto "un po' confuso di fronte a tanta bontà" e commosso nel sapere che tante persone ed associazioni hanno lavorato per abbellire la casa e il giardino che condivideva con il fratello e la sorella prima dell'ordinazione episcopale.

  "Ci siamo riuniti per una festa della fede" - ha detto il Papa - "Ora, però, emerge la domanda: ma che cosa crediamo in realtà? Che cosa significa: credere? (...) La visione della fede comprende cielo e terra; il passato, il presente, il futuro, l'eternità - e perciò non è mai esauribile. E tuttavia, nel suo nucleo è molto semplice. Il Signore, infatti, ne parla col Padre dicendo: 'Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti. Hai voluto rivelarle ai semplici - a coloro che sono capaci di vedere col cuore".

  "La Chiesa, da parte sua" - ha proseguito Benedetto XVI - "ci offre una piccola 'somma', nella quale tutto l'essenziale è espresso: è il cosiddetto 'Credo degli Apostoli' (...) e parla di Dio, Creatore e Principio di tutte le cose, di Cristo e dell'opera della salvezza, fino alla risurrezione dei morti e alla vita eterna".

  "La fede è semplice" - ha sottolineato il Santo Padre - "Crediamo in Dio - (...) in quel Dio che entra in relazione con noi essere umani, che è per noi origine e futuro. Così la fede, contemporaneamente, è sempre anche speranza, è la certezza che noi abbiamo un futuro e non cadremo nel vuoto. E la fede è amore, perché l'amore di Dio vuole 'contagiarci'. (...) Il Credo non è un insieme di sentenze, non è una teoria. È, appunto, ancorato all'evento del Battesimo - ad un evento d'incontro tra Dio e l'uomo. (...) Sì, chi crede non è mai solo. Dio ci viene incontro".

  "Noi crediamo in Dio. Questa è la nostra decisione di fondo" - ha detto ancora il Santo Padre ricordando che "Fin dall'Illuminismo, almeno una parte della scienza s'impegna con solerzia a cercare una spiegazione del mondo, in cui Dio diventi superfluo. E così Egli dovrebbe diventare inutile anche per la nostra vita. Ma ogniqualvolta poteva sembrare che ci si fosse quasi riusciti - sempre di nuovo appariva evidente: i conti non tornano".

  "Che cosa esiste all'origine?" - si è domandato Papa Ratzinger - "La Ragione creatrice, lo Spirito che opera tutto e suscita lo sviluppo, o l'Irrazionalità che, priva di ogni ragione, stranamente produce un cosmo ordinato in modo matematico e anche l'uomo, la sua ragione. (...) Noi cristiani (...) crediamo che all'origine c'è il Verbo eterno, la Ragione e non l'irrazionalità. Con questa fede non abbiamo bisogno di nasconderci, non dobbiamo temere di trovarci con essa in un vicolo cieco".

  "Crediamo appunto in quel Dio che è Spirito Creatore, Ragione creativa. (...) La seconda parte del Credo ci dice di più. Questa Ragione creativa è Bontà. È l'Amore. Essa possiede un volto, Dio non ci lascia brancolare nel buio. Si è mostrato come uomo. (...) Oggi, che conosciamo le patologie e le malattie mortali della religione e della ragione, le distruzioni dell'immagine di Dio a causa dell'odio e del fanatismo, è importante dire con chiarezza in quale Dio noi crediamo e professare convinti questo volto umano di Dio. Solo questo ci libera dalla paura di Dio - un sentimento dal quale, in definitiva, nacque l'ateismo moderno. Solo questo Dio ci salva dalla paura del mondo e dall'ansia di fronte al vuoto della propria esistenza".

  "La seconda parte del Credo" - ha soggiunto il Pontefice - "si conclude con la prospettiva del Giudizio finale. (...) Non è che con ciò ci viene inculcata nuovamente la paura? Ma, non desideriamo forse tutti che un giorno sia fatta giustizia per tutti i condannati ingiustamente, per quanti hanno sofferto lungo la vita e poi da una vita piena di dolore sono stati inghiottiti nella morte? Non vogliamo forse che l'eccesso di ingiustizia e di sofferenza, che vediamo nella storia, alla fine si dissolva; che tutti in definitiva possano diventare lieti, che tutto ottenga un senso?".

  "Questa affermazione del diritto, questo congiungimento di tanti frammenti di storia che sembrano privi di senso, così da integrarli in un tutto in cui dominino la verità e l'amore: è questo che si intende col concetto di Giudizio del mondo".

  "La fede non vuol farci paura; vuole piuttosto (...) chiamarci alla responsabilità. Non dobbiamo sprecare la nostra vita, né abusare di essa; neppure dobbiamo tenerla per noi stessi; di fronte all'ingiustizia non dobbiamo restare indifferenti, diventandone conniventi o addirittura complici. Dobbiamo percepire la nostra missione nella storia e cercare di corrispondervi".

  "Non paura ma responsabilità (...). Quando, però, responsabilità e preoccupazione tendono a diventare paura, allora ricordiamoci della parola di San Giovanni: 'Qualunque cosa il nostro cuore ci rimproveri - Dio è più grande del nostro cuore ed  Egli conosce ogni cosa'".
PV-GERMANIA/MESSA/REGENSBURG                       VIS 20060912 (870)


PREGATE PADRONE MESSE CHE MANDI OPERAI NELLA SUA MESSE

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2006 (VIS). Alle 16:30 di oggi pomeriggio Benedetto XVI ha lasciato in autovettura panoramica il Convento di Santa Maddalena per dirigersi alla Basilica di Sant'Anna di Altötting, edificata fra il 1910 e il 1912, dove ha presieduto la Celebrazione dei Vespri Mariani con religiosi, sacerdoti e seminaristi della Baviera. Prima di arrivare alla Basilica, il Papa è entrato nella chiesa del Santo frate cappuccino Konrad Birndorfer (1818-1894), canonizzato da Papa  Pio XI nel 1934, per un breve momento di preghiera.

  Nel 1989, l'allora Cardinale Ratzinger celebrò nella Basilica di Sant'Anna la Messa solenne di apertura delle celebrazioni giubilari per il 500° anniversario della apparizioni di Maria ad Altötting.

  Nell'omelia Benedetto XVI ha invitato i presenti ad interrogarsi sulla vocazione al servizio di Gesù Cristo. "per comprendere questa nostra vocazione sotto gli occhi di Sant'Anna, nella cui casa è maturata la vocazione più grande della storia della salvezza", quella di Maria.

  Il Papa ha sottolineato che: "La messe di Dio è grande ed aspetta degli operai: nel cosiddetto Terzo Mondo - in America Latina, in Africa, in Asia - la gente aspetta araldi che portino il Vangelo della pace, il messaggio del Dio fatto uomo. Ma anche nel cosiddetto occidente, da noi in Germania, come pure nelle vastità della Russia è vero che la messe potrebbe essere molta. Mancano, però, gli uomini che siano disposti a farsi operai nella messe di Dio".

  "Signore" - ha esclamato il Pontefice - "Guarda il mondo e manda operai! Con questa domanda bussiamo alla porta di Dio; ma con questa domanda bussa poi il Signore anche al nostro stesso cuore. Signore, mi vuoi Tu? Non è forse troppo grande per me? Non sono forse io troppo piccolo per questo? 'Non temere', ha detto l'Angelo a Maria. 'Non temere, ti ho chiamato per nome', dice mediante il profeta Isaia (43,1) a noi - a ciascuno di noi".

  "Solo chi sta 'con Lui' impara a conoscerlo e può annunciarlo veramente. Chi sta con Lui, non trattiene per sé ciò che ha trovato, ma deve comunicarlo".

  Il Papa ha spiegato inoltre che per stare con Dio "la prima cosa e la più importante per il sacerdote è la Messa quotidiana, celebrata sempre con profonda partecipazione interiore".

  "Un modo fondamentale dello stare con Lui" - ha detto ancora Benedetto XVI - "è la Liturgia delle ore: in essa preghiamo da uomini bisognosi del dialogo con Dio, coinvolgendo però anche tutti gli altri che non hanno il tempo e la possibilità per una tale preghiera".

  "Un modo essenziale dello stare col Signore è l'Adorazione eucaristica. (...) Nell'Ostia sacra Egli è presente, il vero tesoro, sempre per noi raggiungibile. Solo nell'adorazione di questa sua presenza impariamo a riceverlo in modo giusto (...). Amiamo lo stare col Signore! Là possiamo parlare con Lui di tutto. Possiamo esporgli le nostre domande, le nostre preoccupazioni, le nostre angosce. Le nostre gioie. La nostra gratitudine, le nostre delusioni, le nostre richieste e le nostre speranze. Là possiamo anche ripetergli sempre di nuovo: 'Signore, manda operai nella tua messe! Aiutami ad essere un buon lavoratore nella tua vigna!".

  Benedetto XVI ha concluso l'omelia invocando Maria "che ha vissuto la sua vita totalmente nello 'stare con Gesù' e che perciò era, ed è tuttora, anche totalmente a disposizione degli uomini (...). E pensiamo alla sua santa madre Anna, e con lei all'importanza delle madri e dei padri, delle nonne e dei nonni, pensiamo all'importanza della famiglia come ambiente di vita e di preghiera, dove si impara a pregare e dove possono maturare le vocazioni".

  Al termine della Celebrazione dei Vespri Mariani, il Santo Padre si è recato in autovettura a Marktl am Inn, sua città natale, dove ha compiuto una visita privata alla chiesa parrocchiale di San Oswald all'interno della quale si trova l'antico fonte battesimale dove fu battezzato il giorno stesso della sua nascita, il 16 aprile 1927.

  Infine dall'eliporto di Marktl am Inn il Papa è partito alla volta di Regensburg e in autovettura panoramica ha raggiunto il Seminario Maggiore di San Wolfgang dove ha trascorso la notte.
PV-GERMANIA/VESPRI/ALTÖTTING                       VIS 20060912 (690)


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