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lunedì 5 dicembre 2005

L'ARCIVESCOVO DZIWISZ INVITA IL PAPA IN POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il secondo gruppo di Vescovi della Conferenza Episcopale di Polonia, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

Nel suo discorso il Papa ha ricordato che "uno dei primi interventi del mio grande Predecessore" Giovanni Paolo II fu il tema della nuova evangelizzazione. "Sotto la sua guida siamo entrati in questo nuovo millennio del cristianesimo, prendendo coscienza della costante attualità della sua esortazione ad una nuova evangelizzazione".

Ribadendo che "il primo responsabile per l'opera dell'evangelizzazione è il Vescovo", il Papa ha sottolineato il suo dovere di prestare "particolare attenzione alla qualità della formazione" nei seminari, tenendo presente "non soltanto la preparazione intellettuale dei futuri sacerdoti per i loro futuri compiti, ma anche la loro formazione spirituale ed emotiva". In merito il Papa ha esortato i Vescovi a porre in atto le indicazioni contenute nel documento della Congregazione per l'Educazione Cattolica riguardo all'ammissione dei candidati agli Ordini sacri, di recente pubblicazione.

"È importante che il processo di formazione intellettuale e spirituale non termini con il seminario. È necessaria una costante formazione sacerdotale. (...) So che nelle diocesi polacche (...) vengono organizzati dei corsi, giorni di ritiro, esercizi spirituali ed altri incontri, durante i quali i sacerdoti possono condividere i loro problemi e i loro successi pastorali".

Invitando i Vescovi ad ascoltare attentamente e ad aiutare nelle difficoltà i presbiteri, Benedetto XVI ha reso grazie a Dio per le numerose vocazioni in Polonia ed ha esortato i Vescovi con queste parole: "Vi prego di incoraggiare i vostri presbiteri ad intraprendere il servizio missionario, oppure l'impegno pastorale nei Paesi dove c'è scarsità di clero".

"La diversità dei carismi e dei servizi" - ha proseguito il Pontefice - "che compiono i religiosi e le religiose, oppure i membri degli istituti laici di vita consacrata, è una grande ricchezza della Chiesa. (...) Vi incoraggio molto, Fratelli, a circondare della vostra premura le comunità religiose femminili, che si trovano nella vostre diocesi. Le suore che assumono svariati servizi nella Chiesa, meritano sommo rispetto, e il loro lavoro deve essere riconosciuto ed opportunamente apprezzato. Non devono essere private di un adeguato sostegno spirituale e di possibilità di sviluppo intellettuale e di crescita nella fede. In modo particolare vi raccomando di prendere a cuore le sorti degli Ordini contemplativi".

Riguardo al laicato, il Papa ha affermato che: "Uno dei principali scopi dell'attività del laicato è il rinnovamento morale della società, che non può essere superficiale, parziale ed immediato. (...) Compito specifico del laicato è la partecipazione alla vita pubblica e a quella politica. (...) La Chiesa non si identifica con nessun partito, con nessuna comunità politica né con un sistema politico, ricorda invece sempre che i laici impegnati nella vita politica devono dare una coraggiosa e leggibile testimonianza dei valori cristiani, che vanno affermati e difesi nel caso che siano minacciati. Lo faranno pubblicamente, sia nei dibattiti di carattere politico che nei mass media".

"Il dialogo condotto dal laicato cattolico a livello di questioni politiche si dimostrerà efficace e servirà il bene comune quando alla base ci saranno: l'amore della verità, lo spirito di servizio e la solidarietà nell'impegno a favore del bene comune".

Nelle parole di saluto rivolte al Papa a nome di tutti i Vescovi, l'Arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, ha detto: "A nome di tutti i Vescovi qui presenti voglio esprimere sentimenti di rispetto, di filiale devozione e di benevolenza. C'è poi, un altro motivo per il quale vogliamo esprimerLe i nostri ringraziamenti in questa occasione: è la Sua adesione alla persona e all'opera del Servo di Dio Giovanni Paolo II. Prima di tutto vogliamo dirLe grazie per la Sua discreta, competente e fedele collaborazione in tutto lo svolgersi del suo Pontificato, così ricco e significativo. Possiamo solamente immaginarci quanto fosse prezioso per Giovanni Paolo il Suo saggio consiglio sia nelle più difficili questioni teologiche, sia anche in quelle legate alla vita quotidiana della Chiesa universale. La ringraziamo per la delicatezza, con la quale ha accompagnato il Suo caro Predecessore negli ultimi giorni di agonia e per quanto ha testimoniato come Decano del Collegio Cardinalizio durante i solenni funerali. E non possiamo dimenticare il Suo continuo ritornare all'insegnamento e all'esempio di Giovanni Paolo II nei Suoi discorsi e nelle azioni pastorali. E come non ringraziare per la decisione di Vostra Santità di abbreviare i tempi dell'inizio del processo di beatificazione del nostro amato Papa. Grazie, Santità!".

"Questo popolo è ansioso di accoglierLa. Tutti aspettiamo la Sua venuta nel nostro Paese e la visita alla chiesa che La ama e La sostiene con la costante preghiera. Può essere certo di questi sentimenti. Come sa, l'amato Papa Giovanni Paolo II non ha cercato di legare la gente a se stesso, ma sempre al Successore di Pietro. La nostra gente ha colto questo concetto con prontezza. Non cessa di amare il compianto Papa, ma ugualmente ama Colui che Gli succede. Mi sento in dovere di comunicarLe che sono stati soprattutto i giovani a chiederci di dire a Vostra Santità che loro vorrebbero tanto incontrarLa durante il Suo viaggio in Polonia. Sarei onorato se tale incontro potesse svolgersi a Cracovia".
AL/.../POLONIA VIS 20051205 (830)

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