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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 12 aprile 2013

IL PAPA ALLA COMMISSIONE BIBLICA: LA NOSTRA FEDE NON HA AL CENTRO SOLTANTO UN LIBRO, MA UNA STORIA DI SALVEZZA

Città del Vaticano, 12 aprile 2013 (VIS). I membri della Pontificia Commissione Biblica, presieduta dall'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono stati ricevuti questa mattina dal Santo padre al termine dell'annuale Assemblea plenaria, sul tema: "L'ispirazione e la verità della Bibbia".

Nel suo discorso il Papa ha sottolineato che questo tema "riguarda non soltanto il singolo credente, ma la Chiesa intera, poiché la vita e la missione della Chiesa si fondano sulla Parola di Dio, la quale è anima della teologia e, insieme, ispiratrice di tutta l'esistenza cristiana".

"Le Sacre Scritture - ha affermato il Papa - sono la testimonianza in forma scritta della Parola divina, il memoriale canonico che attesta l'evento della Rivelazione. La Parola di Dio, dunque, precede ed eccede la Bibbia. È per questo che la nostra fede non ha al centro soltanto un libro, ma una storia di salvezza e soprattutto una Persona, Gesù Cristo, Parola di Dio fatta carne. Proprio perché l'orizzonte della Parola divina abbraccia e si estende oltre la Scrittura, per comprenderla adeguatamente è necessaria la costante presenza dello Spirito Santo che 'guida a tutta la verità'. Occorre collocarsi nella corrente della grande Tradizione che, sotto l'assistenza dello Spirito Santo e la guida del Magistero, ha riconosciuto gli scritti canonici come Parola rivolta da Dio al suo popolo e non ha mai cessato di meditarli e di scoprirne le inesauribili ricchezze".

"Il Concilio Vaticano II - ha ricordato il Pontefice - lo ha ribadito con grande chiarezza nella Costituzione dogmatica 'Dei Verbum': 'Tutto quanto concerne il modo di interpretare la Scrittura è sottoposto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino mandato e ministero di conservare e interpretare la parola di Dio'. (...) Infatti, la Sacra Scrittura è Parola di Dio in quanto è messa per iscritto sotto l'ispirazione dello Spirito Santo; invece la sacra Tradizione trasmette integralmente la Parola di Dio, affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli Apostoli, ai loro successori, affinché questi, illuminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano".

"L'interpretazione delle Sacre Scritture non può essere soltanto uno sforzo scientifico individuale, ma dev’essere sempre confrontata, inserita e autenticata dalla tradizione vivente della Chiesa. Questa norma è decisiva per precisare il corretto e reciproco rapporto tra l'esegesi e il Magistero della Chiesa. I testi ispirati da Dio sono stati affidati alla Comunità dei credenti, alla Chiesa di Cristo, per alimentare la fede e guidare la vita di carità".

Il Papa ha preso congedo dai membri della Commissione Biblica formulando i suoi ringraziamenti per il loro prezioso lavoro ed auspicando che in questo Anno della Fede esso "contribuisca a far risplendere la luce della Sacra Scrittura nel cuore dei fedeli".

VISITA PRIVATA DEL SANTO PADRE ALLA SEGRETERIA DI STATO

Città del Vaticano, 12 aprile 2013 (VIS). Questa mattina, alle ore 10:00, il Santo Padre Francesco si è recato nella sala della Biblioteca della Segreteria di Stato per incontrare tutto il personale delle due Sezioni della Segreteria, che vi era riunito. Si tratta di quasi 300 persone, non solo sacerdoti, ma anche religiosi, religiose, laici e laiche.

Il Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha rivolto al Papa un breve indirizzo di saluto e di presentazione, assicurando il servizio dedicato e cordiale di tutti i presenti, che operano nella Segreteria di Stato, che è a pieno titolo “Segreteria del Papa”.

Il Papa ha risposto con brevi parole tutte centrate sul tema della sincera e cordiale gratitudine per l’accoglienza che gli è stata riservata e per il molto lavoro svolto in questo periodo, ricordando che domani sarà già un mese dalla sua elezione, e apprezzando l’impegno impagabile di servizio svolto da tutti i membri della Segreteria di Stato.

Dopo aver impartito la benedizione, il Papa ha salutato personalmente ognuno dei presenti. L’incontro è durato circa 50 minuti.

UDIENZE

Città del Vaticano, 12 aprile 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza otto Presuli della Conferenza Episcopale della Toscana,in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Antonio Buoncristiani, di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino.

- L'Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, di Pisa.

- Il Vescovo Giovanni De Vivo, di Pescia.

- Il Vescovo Rodolfo Cetoloni, O.F.M., di Montepulciano-Chiusi-Pienza.

- Il Vescovo Alberto Silvani, di Volterra.

- Il Vescovo Simone Giusti, Vescovo di Livorno.

- Il Vescovo Guglielmo Borghetti, di Pitigliano-Sovana-Orbetello.

- Il Vescovo Carlo Ciattini, di Massa Marittima-Piombino.


giovedì 11 aprile 2013

IL PAPA RICORDA 50° ANNIVERSARIO DELLA "PACEM IN TERRIS" DI GIOVANNI XXIII

Città del Vaticano, 11 aprile 2013 (VIS). Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto nella Sala Clementina i membri della "Papal Foundation" nel corso della loro annuale visita a Roma. La "Papal Foundation", associazione cattolica statunitense istituita a Philadelphia (Stati Uniti d'America), nel 1990, dal defunto Cardinale John Krol, finanzia le necessità della Chiesa nel mondo.

"Nei venticinque anni trascorsi dalla creazione della Fondazione, - ha affermato Papa Francesco - voi e i vostri affiliati avete aiutato il Successore di Pietro sostenendo molte opere di apostolato e di carità particolarmente vicine al suo cuore. In questi anni, avete contribuito in modo significativo alla crescita di molte Chiese particolari nei Paesi in via di sviluppo sostenendo, tra le altre cose, la formazione permanente del clero e dei religiosi, offrendo aiuto, assistenza medica e cura ai poveri e ai bisognosi, e creando opportunità di formazione e di lavoro particolarmente necessarie".

Infine il Papa, nel ricordare che oggi ricorre il cinquantesimo anniversario dell’Enciclica "Pacem in terris", del Beato Giovanni XXIII, ha auspicato che tale ricorrenza "sia di stimolo ad impegnarsi sempre nel promuovere la riconciliazione e la pace ad ogni livello".


IL SANTO PADRE RICEVE IN UDIENZA IL PRIMO MINISTRO DEL MOZAMBICO

Città del Vaticano, 11 aprile 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha ricevuto oggi in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Primo Ministro del Mozambico, Signor Alberto Clementino Vaquina, il quale ha poi incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"Durante i cordiali colloqui - si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - il Primo Ministro ha rinnovato al Santo Padre le felicitazioni del popolo mozambicano per la Sua elezione al Soglio Pontificio.

Nel prosieguo dei colloqui si è espresso compiacimento per le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Mozambico, ulteriormente consolidate dall’Accordo bilaterale fra le Parti, firmato il 7 dicembre 2011 e ratificato lo scorso anno. In particolare, ci si è soffermati sul contributo positivo della Chiesa cattolica alla pace e allo sviluppo del Paese, soprattutto attraverso le sue opere educative, caritative ed assistenziali.

Infine, sono state brevemente passate in rassegna alcune sfide e problematiche che attualmente interessano l’Africa australe".


PRIMA EDIZIONE "PREMIO INTERNAZIONALE ECONOMIA E SOCIETÀ" DELLA FONDAZIONE "CENTESIMUS ANNUS"

Città del Vaticano, 11 aprile 2013 (VIS). Nel corso di una Conferenza Stampa tenutasi questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Domenico Calcagno, Presidente dell'APSA, ha reso noti i nomi dei vincitori della prima edizione del Concorso internazionale "Economia e Società". Il premio è stato conferito "ex aequo" alle opere: "Ciudadania, migraciones y religion. Un diálogo ético desde la fe cristiana" del Professor Julio Luis Martínez Martínez, S.I. e al volume "L'economia del bene comune", del Professor Stefano Zamagni. Il premio "Economia e società" è indetto dalla Fondazione "Centesimus Annus Pro Pontifice" per promuovere la conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica.

Il Padre Julio Luis Martínez Martínez, membro della Compagnia di Gesù, insegna Teologia Morale e Filosofia Sociale e Politica alla Pontificia Università Comillas di Madrid (Spagna) e dal 2012 è Rettore della stessa Università. Le sue pubblicazioni riguardano le tematiche della bioetica, del rapporto tra religione politica e immigrazione.

Il Professor Stefano Zamagni, italiano, è Professore Ordinario di Economia Politica all'Università di Bologna e Adjunct Professor of International Political Economy alla sede di Bologna della "Johns Hopkins University". Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e di economia e di storia dell'economia. È intervenuto spesso nel dibattito culturale attuale su temi quali la famiglia, il multiculturalismo, la laicità.


CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LA MORTE DEL CARDINALE LORENZO ANTONETTI

Città del Vaticano, 11 aprile 2013 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire al Vescovo di Novara S.E. Monsignor Franco Giulio Brambilla, per la morte, all'alba di ieri mattina, all'età di 90 anni, del Cardinale Lorenzo Antonetti, Presidente emerito dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, già Delegato Pontificio per la Patriarcale Basilica di San Francesco in Assisi

"Nell’apprendere la triste notizia della scomparsa del venerato Cardinale Lorenzo Antonetti, desidero esprimere sentimenti di vivo cordoglio a codesta comunità diocesana, che lo annovera tra i suoi figli più illustri, come pure al nipote Mario, agli altri nipoti e rispettivi familiari e a quanti lo hanno conosciuto e stimato. Ricordo il compianto porporato per tanti anni solerte collaboratore della Santa Sede, in particolare come Rappresentante pontificio in diversi paesi, in Segreteria di Stato, poi come Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e infine quale Delegato Pontificio per la Basilica Papale di San Francesco in Assisi: ovunque egli ha reso apprezzata testimonianza di fervoroso zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo. Mentre elevo fervide preghiere al Signore Gesù affinché, auspice la Vergine Maria, voglia donare al defunto Cardinale il premio eterno promesso ai suoi fedeli discepoli, invio di cuore a Vostra Eccellenza, all’intero presbiterio e a quanti condividono il dolore per la sua dipartita, una speciale confortatrice Benedizione Apostolica".

UDIENZE

Città del Vaticano, 11 aprile 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza dieci Presuli della Conferenza Episcopale della Toscana, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, con l'Ausiliare Vescovo Claudio Maniago.

- L'Arcivescovo Riccardo Fontana, Arcivescovo-Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

- L'Arcivescovo Benvenuto Italo Castellani, di Lucca.

- Il Vescovo Mario Meini, di Fiesole.

- Il Vescovo Mansueto Bianchi, di Pistoia.

- Il Vescovo Franco Agostinelli, di Prato.

- Il Vescovo Fausto Tardelli, di San Miniato.

- Il Vescovo Giovanni Santucci, di Massa Carrara-Pontremoli.

- Dom Diego Gualtiero Rosa, O.S.B. Oliv., Abate di Monte Oliveto Maggiore.



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 11 aprile 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Burchell Alexander McPherson, Vescovo di Montego Bay (superficie: 3.878; popolazione: 640.000; cattolici: 10.000; sacerdoti 14; religiosi: 14; diaconi permanenti: 13), Giamaica. Il Vescovo eletto è nato a Mavis Bank-St.Andrew (Giamaica) nel 1951. Convertitosi al cattolicesimo nel 1976, è stato ordinato Diacono Permanente nel 1986 e sacerdote nel 1991. Dal 1991 al 2007 è stato Parroco delle Parrocchie di St. Pius X e di St. Peter Claver a Kingston; dal 1998 è stato nominato membro del Collegio dei Consultori; dal 2004 è stato nominato responsabile della Fondazione "Food for the Poor" in Giamaica e membro del suo Consiglio d’Amministrazione; dal 2007 è stato Parroco della parrocchia di St. Peter & Paul e della Missione di St. Martin de Porres, a Kingston (Giamaica).

mercoledì 10 aprile 2013

ESSERE FIGLI ADOTTIVI DI DIO È IL PIÙ GRANDE DONO CHE RICEVIAMO DAL MISTERO PASQUALE DI GESÙ

Città del Vaticano, 10 aprile 2013 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì, alla portata salvifica della Risurrezione di Gesù. Dopo aver percorso Piazza San Pietro in papamobile ed aver salutato le migliaia di persone che applaudivano al suo passaggio, il Papa ha spiegato che la fede cristiana "si fonda sulla Morte e Risurrezione di Cristo, proprio come una casa poggia sulle fondamenta: se cedono queste, crolla tutta la casa. Sulla croce, Gesù ha offerto se stesso prendendo su di sé i nostri peccati e scendendo nell’abisso della morte, e nella Risurrezione li vince, li toglie e ci apre la strada per rinascere a una vita nuova".

"Con la Risurrezione di Gesù - ha proseguito il Papa - qualcosa di assolutamente nuovo avviene: siamo liberati dalla schiavitù del peccato e diventiamo figli di Dio, siamo generati cioè ad una vita nuova. Quando si realizza questo per noi? Nel Sacramento del Battesimo. In antico, esso si riceveva normalmente per immersione. (...) Poi il battezzato usciva dalla vasca e indossava la nuova veste, quella bianca: era nato cioè ad una vita nuova, immergendosi nella Morte e Risurrezione di Cristo. Era diventato figlio di Dio. San Paolo nella 'Lettera ai Romani' scrive: voi 'avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: 'Abbà! Padre!''. È proprio lo Spirito che abbiamo ricevuto nel battesimo che ci insegna, ci spinge, a dire a Dio: 'Padre', o meglio, 'Abbà!' che significa 'papà'. Così è il nostro Dio: è un papà per noi. Lo Spirito Santo realizza in noi questa nuova condizione di figli di Dio. E questo è il più grande dono che riceviamo dal Mistero pasquale di Gesù. E Dio ci tratta da figli, ci comprende, ci perdona, ci abbraccia, ci ama anche quando sbagliamo".

"Tuttavia, questa relazione filiale con Dio non è come un tesoro che conserviamo in un angolo della nostra vita, ma deve crescere, dev’essere alimentata ogni giorno con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, specialmente della Penitenza e dell’Eucaristia, e la carità. Noi possiamo vivere da figli! E questa è la nostra dignità - noi abbiamo la dignità di figli -. Comportarci come veri figli! Questo vuol dire che ogni giorno dobbiamo lasciare che Cristo ci trasformi e ci renda come Lui; vuol dire cercare di vivere da cristiani, cercare di seguirlo, anche se vediamo i nostri limiti e le nostre debolezze. La tentazione di lasciare Dio da parte per mettere al centro noi stessi è sempre alle porte (...). Per questo dobbiamo avere il coraggio della fede e non lasciarci condurre dalla mentalità che ci dice: 'Dio non serve, non è importante per te', e così via. È proprio il contrario: solo comportandoci da figli di Dio, senza scoraggiarci per le nostre cadute, per i nostri peccati, sentendoci amati da Lui, la nostra vita sarà nuova, animata dalla serenità e dalla gioia. Dio è la nostra forza! Dio è la nostra speranza!".

"Cari fratelli e sorelle, dobbiamo avere noi per primi ben ferma questa speranza e dobbiamo esserne un segno visibile, chiaro, luminoso per tutti - ha sottolineato Papa Francesco - Il Signore Risorto è la speranza che non viene mai meno, che non delude. La speranza non delude. Quella del Signore! Quante volte nella nostra vita le speranze svaniscono, quante volte le attese che portiamo nel cuore non si realizzano! La speranza di noi cristiani è forte, sicura, solida in questa terra, dove Dio ci ha chiamati a camminare, ed è aperta all’eternità, perché fondata su Dio, che è sempre fedele (...). Essere cristiani non si riduce a seguire dei comandi, ma vuol dire essere in Cristo, pensare come Lui, agire come Lui, amare come Lui; è lasciare che Lui prenda possesso della nostra vita e la cambi, la trasformi, la liberi dalle tenebre del male e del peccato".

"Cari fratelli e sorelle, a chi ci chiede ragione della speranza che è in noi, indichiamo il Cristo Risorto. Indichiamolo con l’annuncio della Parola, ma soprattutto con la nostra vita di risorti. Mostriamo la gioia di essere figli di Dio, la libertà che ci dona il vivere in Cristo, che è la vera libertà, quella che ci salva dalla schiavitù del male, del peccato, della morte! Guardiamo alla Patria celeste, avremo una nuova luce e forza anche nel nostro impegno e nelle nostre fatiche quotidiane. È un servizio prezioso che dobbiamo dare a questo nostro mondo, che spesso non riesce più a sollevare lo sguardo verso l’alto, non riesce più a sollevare lo sguardo verso Dio".

Al termine dell'Udienza il Papa si è avvicinato ai disabili che assistevano alla catechesi per abbracciarli.

VICINANZA DEL PAPA ALLE VITTIME DEL TERREMOTO IN IRAN

Città del Vaticano, 10 aprile 2013 (VIS). Al termine della catechesi il Santo Padre ha lanciato un appello alla solidarietà internazionale in favore delle popolazioni colpite dal forte terremoto che ha devastato ieri il sud dell'Iran, causando morti, numerosi feriti ed ingenti danni. "Prego per le vittime ed esprimo la mia vicinanza alle popolazioni colpite da questa calamità. Preghiamo per tutti questi fratelli e sorelle dell'Iran".




IL SANTO PADRE SALUTA LA SUA SQUADRA DI CALCIO

Città del Vaticano, 10 aprile 2013 (VIS). Fra i presenti all'Udienza Generale vi era un gruppo del Club Atlético San Lorenzo de Almagro, di Buenos Aires (Argentina), di cui Papa Francesco è socio numero 88235 N dal 2008. Il Santo Padre ha salutato "i corvi", come si definiscono i tifosi della squadra San Lorenzo de Almagro, insieme ai pellegrini provenienti da Spagna, Argentina e Messico e da altri paesi latinoamericani, con queste parole: "Ah, questo è molto importante". Nel gruppo di lingua spagnola ha ricordato anche i sacerdoti del corso di aggiornamento del Pontificio Collegio Spagnolo di Roma.

Il Papa si è rivolto anche agli alunni del Collegio di Difesa della Nato (Nato Defense College) auspicando che "il loro servizio alla pace e alla cooperazione internazionale sia sempre fruttuoso" ed ha salutato i gruppi di giovani tedeschi provenienti da Münster e Dießen ringraziandoli per l'accompagnamento musicale.

Infine, rivolgendosi ai pellegrini di lingua italiana fra i quali un gruppo di dipendenti dell'IDI (Istituto Dermatologico Italiano), che da mesi vivono una profonda crisi lavorativa, il Papa ha detto: "Auspico che quanto prima si possa trovare una positiva soluzione in una situazione così difficile".

martedì 9 aprile 2013

EMERGENZE UMANITARIE, RIFUGIATI, TRATTA DELLE PERSONE E INSTABILITÀ: TEMI CENTRALI DELL'INCONTRO DEL PAPA CON IL SEGRETARIO GENERALE DELLE NAZIONI UNITE

Città del Vaticano, 9 aprile 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, Signor BanKi-Moon, che successivamente si è incontrato con il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, il quale era accompagnato da Monsignor Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"L’incontro - rende noto un Comunicato - che si colloca nella tradizione delle udienze concesse dai Pontefici ai vari Segretari Generali delle Nazioni Unite succedutisi nel tempo, vuole esprimere l’apprezzamento che la Santa Sede nutre per il ruolo centrale dell’Organizzazione nella preservazione della pace nel mondo, nella promozione del bene comune dell’umanità e nella difesa dei diritti fondamentali dell’uomo.

Nei cordiali colloqui ci si è soffermati su temi di reciproco interesse, in particolare sulle situazioni di conflitto e di grave emergenza umanitaria, soprattutto quella in Siria, e altre, come quella nella penisola coreana e nel Continente africano, dove la pace e la stabilità sono minacciate. Si è fatto cenno al problema della tratta delle persone, in particolare delle donne, e a quello dei rifugiati e dei migranti. Il Segretario Generale dell’ONU, il quale ha recentemente iniziato il secondo mandato nell’incarico, ha esposto il suo programma per il quinquennio, incentrato, tra l’altro, sulla prevenzione dei conflitti, la solidarietà internazionale e lo sviluppo economico equo e sostenibile.

Papa Francesco ha anche ricordato il contributo della Chiesa Cattolica, a partire dalla sua identità e con i mezzi che le sono propri, in favore della dignità umana integrale e per la promozione di una Cultura dell’Incontro che concorra ai più alti fini istituzionali dell’Organizzazione".






CORDOGLIO PER LA MORTE DELLA BARONESSA MARGARET THATCHER

Città del Vaticano, 9 aprile 2013 (VIS). A nome del Santo Padre Francesco, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Premier britannico David Cameron, per la morte, ieri all'età di 87 anni, della Baronessa Margaret Thatcher, Primo Ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990.

"Sua Santità Papa Francesco, nell'apprendere con tristezza la notizia della morte della Baronessa Margaret Thatcher, ricorda con apprezzamento i valori cristiani sottesi al suo impegno pubblico e la promozione della libertà nella famiglia delle nazioni. Affidando la sua anima alla misericordia di Dio, e assicurando preghiere per la sua famiglia ed il popolo britannico, il Santo Padre invoca abbondanti benedizioni divine su quanti incrociarono il suo cammino".




SOSTEGNO DELLA CHIESA PER UNA RICERCA ETICA DI QUALITÀ

Città del Vaticano, 9 aprile 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della Conferenza Internazionale "Medicina rigenerativa: cambiamento fondamentale nella scienza e nella cultura", che si svolgerà nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, dall'11 al 13 aprile. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; la Dottoressa Robin Smith, Amministratore Delegato della NeoStem e Presidente della "Stem for Life Foundation" ed il Monsignor Tomasz Trafny, del Dipartimento scientifico del Pontificio Consiglio della Cultura.

"La Conferenza Internazionale - ha detto Monsignor Trafny - fa parte di un progetto che in realtà si è evoluto. E questo, grazie alla generosità, determinazione e passione di molte persone appartenenti a diverse comunità, quella della Fondazione "Stem for Life" (...); quella scientifica (...); quella dei benefattori; quella degli operatori dei media, ovvero giornalisti; come anche quella degli operatori pastorali a vari livelli".

"Ci sono tre insiemi di parole che idealmente descrivono il nostro cammino. La prima serie è legata agli obiettivi che ci siamo prefissi preparando il Convegno Internazionale del 2011. Sono tre parole: capire – conoscere - studiare. Volevamo capire quali conseguenze potessero avere sulla società e sulla cultura le ricerche nel campo della medicina rigenerativa in generale, e sulle cellule staminali adulte in particolare (...). Ci era parso molto chiaro che non si può capire l’impatto e le dinamiche culturali della ricerca senza averla prima conosciuta; e non si può conoscerla senza averla studiata. (...) Questa prospettiva di studio e di riflessione costante resta sempre valida, perché la ricerca progredisce e noi non vogliamo inseguirla ma piuttosto accompagnarla".

Gli organizzatori del Congresso del 2011 hanno compreso che il percorso iniziale doveva essere arricchito da altre tre termini: tradurre - formare - conoscere. "Ci siamo resi conto - ha osservato Monsignor Trafny - che la scienza contemporanea sempre più spesso appare ermetica e impenetrabile per i non esperti e come tale necessita una traduzione, senza la quale, a volte, diventa difficile e perfino impossibile seguirla nei suoi sviluppi. (...) Allora ci siamo orientati soprattutto sul primo concetto chiedendo ai relatori di rendere il loro sapere più accessibile a coloro che non hanno una formazione scientifica. Ma subito dopo la conferenza, ci siamo impegnati a individuare possibili percorsi di formazione e diffusione a livello di alta divulgazione. La pubblicazione del volume 'The Healing Cell' fa parte di questo percorso, e noi siamo felici che l'anno scorso abbiamo potuto presentarlo in edizione limitata al Papa Benedetto XVI".

"A questi due percorsi costituiti ciascuno da tre concetti, oggi si aggiunge un terzo che mira in alto, rimandandoci ad altre tre parole che ci ispirano e ci fanno da guida. Sono i seguenti: incidere – sostenere – collaborare. Oggi, infatti, ci sentiamo sollecitati da un desiderio di incidere culturalmente sulla società, indicando i modelli di ricerca di eccellenza che, però, siano in sintonia con i più alti valori morali della tutela della vita e della dignità dell’essere umano sin dal suo concepimento. Tuttavia, siamo consapevoli, che non si può incidere sulla società e sulla cultura in modo permanente senza un costante e lungimirante sostegno che arrivi dai leader religiosi, sociali, politici, dalla comunità degli imprenditori e dai benefattori pronti a impegnarsi a sviluppare i progetti di indagine scientifica, bioetica, culturale a lungo termine. Infine, siamo convinti che per poter incidere in modo significativo sulla cultura, bisogna saper superare i pregiudizi e antagonismi, promuovendo la logica del dialogo e della collaborazione a vari livelli. Ecco perché ci sentiamo chiamati a collaborare con i più prestigiosi cattedratici, istituti di ricerca e università del mondo"
Infine Monsignor Trazny ha invitato i giornalisti a far conoscere la "Conferenza Internazionale, perché possiate trasmettere il messaggio positivo, incoraggiante e ottimista del sostegno della Chiesa per una ricerca etica di qualità, sia agli studiosi perché non abbiano dubbi sul nostro impegno, sia a coloro che si scontrano con il dramma delle malattie degenerative e dalla ricerca aspettano segni di speranza".

UDIENZE

Città del Vaticano, 9 aprile 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri in Udienza il Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica l'Arcivescovo José Rodríguez Carballo.

lunedì 8 aprile 2013

NELLA CELEBRAZIONE DI INSEDIAMENTO SULLA CATTEDRA DI VESCOVO DI ROMA PAPA FRANCESCO PARLA DELLA PAZIENZA DI DIO

Città del Vaticano, 8 aprile 2013 (VIS). Alle 17:30 di ieri, domenica della Divina Misericordia, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Papa Francesco ha presieduto la Celebrazione Eucaristica in occasione dell'insediamento sulla Cattedra di Vescovo di Roma. Dopo l'insediamento sulla Cathedra romana, ha avuto luogo l'atto di obbedienza da parte di una rappresentanza della comunità ecclesiale di Roma. Mentre nel corso della Santa Messa di inizio del Ministero Petrino hanno prestato obbedienza sei cardinali - due per ciascun Ordine, episcopale, presbiterale e diaconale, in rappresentanza dell'intero Collegio Cardinalizio - in questa occasione, nella Cattedrale della Diocesi di Roma, hanno prestato obbedienza, in qualità di rappresentanti, il Cardinale Vicario Agostino Vallini, il Vicegerente con un altro Vescovo ausiliare, un Parroco, un Viceparroco, un Diacono, un Religioso, una Religiosa, una famiglia e due giovani (un ragazzo e una ragazza).

Il Papa ha dedicato l'omelia alla "pazienza" di Dio, partendo dal Vangelo di oggi nel quale l'Apostolo Tommaso fa esperienza della misericordia di Dio "che ha un volto concreto, quello (...) di Gesù Risorto. Tommaso non si fida di ciò che gli dicono gli altri Apostoli: 'Abbiamo visto il Signore'; (...) Vuole vedere, vuole mettere la sua mano nel segno dei chiodi e nel costato. E qual è la reazione di Gesù? La pazienza: Gesù non abbandona il testardo Tommaso nella sua incredulità; gli dona una settimana di tempo, non chiude la porta, attende e Tommaso riconosce la propria povertà, la poca fede: 'Mio Signore e mio Dio', con questa invocazione semplice ma piena di fede risponde alla pazienza di Gesù. Si lascia avvolgere dalla misericordia divina, la vede davanti a sé, nelle ferite delle mani e dei piedi (...), e ritrova la fiducia: è un uomo nuovo, non più incredulo, ma credente".

"E ricordiamo anche Pietro: per tre volte rinnega Gesù proprio quando doveva essergli più vicino; e quando tocca il fondo incontra lo sguardo di Gesù che, con pazienza, senza parole gli dice: 'Pietro, non avere paura della tua debolezza, confida in me'; e Pietro comprende, sente lo sguardo d’amore di Gesù e piange. Che bello è questo sguardo di Gesù – quanta tenerezza! Fratelli e sorelle, non perdiamo mai la fiducia nella misericordia paziente di Dio!"

"Pensiamo ai due discepoli di Emmaus: il volto triste, un camminare vuoto, senza speranza. Ma Gesù non li abbandona: percorre insieme la strada, e non solo! Con pazienza spiega le Scritture che si riferivano a Lui e si ferma a condividere con loro il pasto. Questo è lo stile di Dio: non è impaziente come noi, che spesso vogliamo tutto e subito, anche con le persone. Dio è paziente con noi perché ci ama, e chi ama comprende, spera, dà fiducia, non abbandona, non taglia i ponti, sa perdonare. Ricordiamolo nella nostra vita di cristiani: Dio ci aspetta sempre, anche quando ci siamo allontanati! Lui non è mai lontano, e se torniamo a Lui, è pronto ad abbracciarci".

"A me fa sempre una grande impressione - ha proseguito il Pontefice - rileggere la parabola del Padre misericordioso, mi fa impressione perché mi dà sempre una grande speranza. Pensate a quel figlio minore che era nella casa del Padre, era amato; eppure vuole la sua parte di eredità; se ne va via, spende tutto, arriva al livello più basso (...); e quando ha toccato il fondo, sente la nostalgia del calore della casa paterna e ritorna. E il Padre? Aveva dimenticato il figlio? No, mai. (...) Il Padre con pazienza e amore, con speranza e misericordia non aveva smesso un attimo di pensare a lui, e appena lo vede ancora lontano gli corre incontro e lo abbraccia con tenerezza, la tenerezza di Dio, senza una parola di rimprovero: è tornato! E quella è la gioia del padre. In quell’abbraccio al figlio c’è tutta questa gioia: è tornato! Dio sempre ci aspetta, non si stanca. Gesù ci mostra questa pazienza misericordiosa di Dio perché ritroviamo fiducia, speranza, sempre! Un grande teologo tedesco, Romano Guardini, diceva che Dio risponde alla nostra debolezza con la sua pazienza e questo è il motivo della nostra fiducia, della nostra speranza".

"Vorrei sottolineare un altro elemento: la pazienza di Dio deve trovare in noi il coraggio di ritornare a Lui, qualunque errore, qualunque peccato ci sia nella nostra vita. Gesù invita Tommaso a mettere la mano nelle sue piaghe delle mani e dei piedi e nella ferita del costato. (...) É proprio nelle ferite di Gesù che noi siamo sicuri, lì si manifesta l’amore immenso del suo cuore. (...) San Bernardo si domanda: ma su che cosa posso contare? Sui miei meriti? Ma 'mio merito è la misericordia di Dio'. (...) Questo è importante: il coraggio di affidarmi alla misericordia di Gesù, di confidare nella sua pazienza, di rifugiarmi sempre nelle ferite del suo amore".

"Forse qualcuno di noi può pensare: il mio peccato è così grande, la mia lontananza da Dio è come quella del figlio minore della parabola, la mia incredulità è come quella di Tommaso; non ho il coraggio di tornare, di pensare che Dio possa accogliermi e che stia aspettando proprio me. Ma Dio aspetta proprio te, ti chiede solo il coraggio di andare a Lui. Quante volte nel mio ministero pastorale mi sono sentito ripetere: 'Padre, ho molti peccati'; e l’invito che ho sempre fatto è: 'Non temere, va’ da Lui, ti sta aspettando, Lui farà tutto'. (...) Per Dio noi non siamo numeri, siamo importanti, anzi siamo quanto di più importante Egli abbia; anche se peccatori, siamo ciò che gli sta più a cuore".

"Adamo - ha spiegato il Papa - dopo il peccato prova vergogna, si sente nudo, sente il peso di quello che ha fatto; eppure Dio non abbandona: se in quel momento inizia l’esilio da Dio, con il peccato, c’è già la promessa del ritorno, la possibilità di ritornare a Lui. (...) Proprio nel sentire il mio peccato, nel guardare il mio peccato io posso vedere e incontrare la misericordia di Dio, il suo amore e andare da Lui per ricevere il perdono".

"Cari fratelli e sorelle, lasciamoci avvolgere dalla misericordia di Dio; - ha detto Papa Francesco al termine dell'omelia - confidiamo nella sua pazienza che sempre ci dà tempo; abbiamo il coraggio di tornare nella sua casa, di dimorare nelle ferite del suo amore, lasciandoci amare da Lui, di incontrare la sua misericordia nei Sacramenti. Sentiremo la sua tenerezza, tanto bella, sentiremo il suo abbraccio e saremo anche noi più capaci di misericordia, di pazienza, di perdono, di amore".

Dopo la Santa Messa, Papa Francesco si è affacciato alla loggia esterna di San Giovanni in Laterano per salutare le migliaia di fedeli che lo aspettavano sul sagrato, molti dei quali avevano assistito alla cerimonia.

"Fratelli e sorelle, buonasera! - ha detto Papa Francesco - Vi ringrazio tanto per la vostra compagnia nella Messa di oggi. Grazie tante! Vi chiedo di pregare per me, ne ho bisogno. Non vi dimenticate di questo. Grazie a tutti voi!

E andiamo avanti tutti insieme, il popolo e il Vescovo, tutti insieme; avanti sempre con la gioia della Risurrezione di Gesù; Lui sempre è al nostro fianco. Che il Signore vi benedica!

Dopo la Benedizione, il Papa ha preso congedo dicendo: "Grazie tante! A presto!".




REGINA CAELI: LA BEATITUDINE DELLA FEDE

Città del Vaticano, 7 aprile 2013 (VIS). Nella domenica che conclude l'Ottava di Pasqua, che Giovanni Paolo II dedicò alla "Divina Misericordia", il Papa ha salutato i fedeli convenuti in Piazza San Pietro per pregare il Regina Caeli con le parole di Gesù Risorto: "Pace a voi!" ed ha spiegato che la pace "non è un saluto, e nemmeno un semplice augurio: è un dono, anzi il dono prezioso che Cristo offre ai suoi discepoli dopo essere passato attraverso la morte e gli inferi. (...) Questa pace è il frutto della vittoria dell'amore di Dio sul male, è il frutto del perdono. Ed è proprio così: la vera pace, quella profonda, viene dal fare esperienza della misericordia di Dio".

Il Santo Padre ha rievocato le apparizioni di Gesù ai suoi discepoli chiusi nel Cenacolo. Nella prima mancava Tommaso che non crede al racconto degli Apostoli. Nella seconda c'era anche Tommaso che Gesù invita a toccare le sue ferite con queste parole: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!".

"E chi erano questi che avevano creduto senza vedere? Altri discepoli, altri uomini e donne di Gerusalemme che, pur non avendo incontrato Gesù risorto, credettero sulla testimonianza degli Apostoli e delle donne. Questa è una parola molto importante sulla fede, possiamo chiamarla la beatitudine della fede. (...) In ogni tempo e in ogni luogo sono beati coloro che, attraverso la Parola di Dio, proclamata nella Chiesa e testimoniata dai cristiani, credono che Gesù Cristo è l’amore di Dio incarnato, la Misericordia incarnata. E questo vale per ciascuno di noi!".

"Agli Apostoli Gesù donò, insieme con la sua pace, lo Spirito Santo, perché potessero diffondere nel mondo il perdono dei peccati, quel perdono che solo Dio può dare, e che è costato il Sangue del Figlio. La Chiesa è mandata da Cristo risorto a trasmettere agli uomini la remissione dei peccati, e così far crescere il Regno dell’amore, seminare la pace nei cuori, perché si affermi anche nelle relazioni, nelle società, nelle istituzioni. E lo Spirito di Cristo Risorto scaccia la paura dal cuore degli Apostoli e li spinge ad uscire dal Cenacolo per portare il Vangelo. Abbiamo anche noi più coraggio di testimoniare la fede nel Cristo Risorto! Non dobbiamo avere paura di essere cristiani e di vivere da cristiani!"



UDIENZE

Città del Vaticano, 8 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero.

- L'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Kenya.

- L'Arcivescovo Héctor Rubén Aguer, di La Plata (Argentina).

- Il Dottor Nikolaus Schneider, Presidente della Chiesa Evangelica in Germania, con la Consorte, e Seguito.

Sabato 6 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Antonio Cañizares Llorera, Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti.

DALLE CHIESE ORIENTALI

Città del Vaticano, 8 aprile 2013 (VIS). Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, Patriarca di Alessandria dei Copti, con il consenso del Sinodo in conformità al Codice dei Canoni delle Chiese Orientali Canone 85, paragrafo 2,2, ha trasferito, dandone notizia alla Sede Apostolica, il Vescovo della Curia Patriarcale, S.E. Monsignor Botros Fahim Awad Hanna, titolare di Mareotes, alla Sede Eparchiale di Minya dei Copti (Egitto).

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