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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 8 novembre 2012

SCIENZA E FEDE: DIALOGO E COOPERAZIONE URGENTI E NECESSARI

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, svoltasi sul tema: "Complessità e analogia nella scienza: aspetti teorici, metodologici ed epistemologici".

"Nelle vostre discussioni - ha detto il Papa - avete cercato di esaminare, da una parte, la corrente dialettica della ricerca scientifica in costante espansione, i metodi e le specializzazioni e, dall'altra, la ricerca di una visione onnicomprensiva dell'universo nel quale gli esseri umani dotati di intelligenza e di libertà, sono chiamati a comprendere, amare, vivere e lavorare".

"Tale approccio interdisciplinare alla complessità mostra anche che le scienze non sono mondi intellettuali scollegati l'uno dall'altro e dalla realtà, ma piuttosto sono collegate e volte allo studio della natura come una realtà unificata, intelligibile ed armoniosa nella sua indubbia complessità. Tale visione ha proficui punti di contatto con la visione dell'universo della filosofia e della teologia cristiana, con la sua nozione di essere partecipato, nel quale ogni creatura individuale, possessore della sua propria perfezione, condivide anche una natura specifica e ciò entro un cosmo ordinato che ha origine nella Parola creativa di Dio. È precisamente questa organizzazione intrinseca 'logica' ed 'analogica' della natura che incoraggia la ricerca scientifica e stimola la mente umana a scoprire la partecipazione orizzontale fra esseri e la partecipazione trascendente del Primo essere".

"L'universo non è caos o il risultato del caos, piuttosto, appare sempre più chiaramente come una complessità ordinata che ci consente di elevarci, mediante l'analisi e l'analogia comparativa, dalla specializzazione verso una visione più universale e vice versa. Mentre i primissimi momenti del cosmo e della vita ancora eludono l'osservazione scientifica, la scienza tuttavia si ritrova a meditare un ampio raggio di processi che rivela un ordine di evidenti costanti e corrispondenze e serve come essenziale componente di creazione permanente".

"Nella grande impresa umana di cercare di schiudere i misteri dell'essere umano e dell'universo, sono convinto dell'urgente necessità del costante dialogo e cooperazione fra il mondo della scienza e quello della fede nel costruire una cultura del rispetto dell'uomo, della umana dignità e libertà, del futuro della nostra famiglia umana e dello sviluppo sostenibile a lungo termine del nostro pianeta. Senza questo scambio, le grandi questioni dell'umanità lasciano l'ambito della ragione e della verità, e sono abbandonate all'irrazionale, al mito, o all'indifferenza, con grave danno per l'umanità stessa, per la pace del mondo e il nostro destino ultimo".



IL PAPA PROFONDAMENTE ADDOLORATO PER IL TERREMOTO IN GUATEMALA

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma che il Santo Padre ha fatto pervenire al Vescovo Rodolfo Valenzuela Núñez, di Vera Paz (Guatemala), Presidente della Conferenza Episcopale del Guatemala, per il terremoto che ha colpito il Paese causando decine di morti e centinaia di feriti.

"Profondamente addolorato nell'apprendere la dolorosa notizia del sisma che ha causato numerose vittime e feriti, come pure innumerevoli danni materiali in questo amato paese, desidero far arrivare a tutti i suoi figli e figlie la mia vicinanza spirituale, mentre offro ferventi preghiere di suffragio per l'eterno riposo dei defunti ed elevo preghiere all'Onnipotente affinché porti la sua consolazione a tutte le persone colpite da tale immensa disgrazia ed ispiri in tutti sentimenti di fraterna solidarietà per affrontare l'avversità".

"Nel contempo, invito caldamente le comunità cristiane, le istituzioni civili e le persone di buona volontà, perché, in questi tristi momenti, prestino aiuto efficace a tutte le persone colpite dal terremoto, con spirito generoso e sollecita carità".

NUOVA EVANGELIZZAZIONE E TUTELA DEI MARITTIMI

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Il Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ed il Padre Gabriele Ferdinando Bentoglio, C.S., Sotto-Segretario del medesimo dicastero, sono intervenuti questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, alla Conferenza Stampa di presentazione del XXIII Congresso dell'Apostolato del Mare, in programma nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, dal 19 al 23 novembre. Al congresso sul tema: "Nuova evangelizzazione nel mondo marittimo", hanno partecipato 410 congressisti provenienti da 71 paesi dei cinque continenti.

"Il Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione, appena terminato e l'Anno della Fede - ha detto il Cardinale Vegliò - sono una sfida per i cappellani e i volontari dell'Apostolato del Mare, che si ritroveranno in questo Congresso per cercare 'risposte pastorali adeguate ai problemi della gente di mare". Fra le sfide il Cardinale Vegliò ha citato i fattori derivanti dall'uso della moderna tecnologia che se da una parte hanno permesso di rendere il lavoro sempre più rapido, dall'altra non sempre sono a beneficio dei marinai, soprattutto "di coloro che accettano contratti di impiego che li portano a vivere per lunghi mesi lontani dalla famiglia". A ciò occorre aggiungere, in anni recenti, "l'abbandono delle navi, con i loro equipaggi, in porti stranieri senza cibo e senza risorse, misure sempre più restrittive che impediscono ai marittimi di scendere a terra, abusi e sfruttamento. (...) Un discorso a parte merita la pirateria, che causa traumi psicologici a lungo termine non solamente al marittimo, ma anche alla sua famiglia".

La comunità internazionale ha affrontato questi problemi adottando la Convenzione sul Lavoro Marittimo (2006) che "stabilisce i requisiti minimi per tutti gli aspetti delle condizioni di lavoro dei marittimi imbarcati sui mercantili" è che è "considerata 'la carta dei diritti della gente di mare'".

"L'Apostolato del Mare, attraverso i suoi cappellani e volontari, ha sempre avuto un occhio di riguardo anche per i pescatori e le loro famiglie. Non esistono statistiche precise riguardo a incidenti che colpiscono le persone che vivono in questo settore lavorativo, ma molte organizzazioni internazionali ritengono che la pesca sia una delle professioni più pericolose al mondo. Accanto a quella regolamentata, poi, non dobbiamo trascurare che esiste il fenomeno della pesca illegale, non dichiarata e non disciplinata, che non di rado è connessa con il traffico di persone e con il lavoro forzato".

Il Padre Gabriele Bentoglio ha a sua volta illustrato i temi del Congresso. Il primo giorno sarà dedicato alla nuova evangelizzazione e in particolare i partecipanti rifletteranno sulla proclamazione del Vangelo ad un numero crescente di marittimi appartenenti ai riti orientali della Chiesa cattolica e ai cristiani ortodossi e di altra denominazione, senza dimenticare l'assistenza ai marittimi che fanno scalo nei porti dei Paesi musulmani".

"'Relazioni efficaci con l'industria marittima' sarà il tema della seconda giornata che sarà aperto dall'intervento del Segretario Generale dell'"International Transport Workers Federation" (ITF) che raggruppa 708 sindacati in rappresentanza di oltre 5 milioni di lavoratori di tutti i settori del trasporto e che raccoglie oltre la metà dei marittimi di tutto il mondo. L'Apostolato del Mare e l'ITF condividono tre obiettivi: migliorare la vita della gente di mare, garantire servizi di primaria assistenza e rispondere alle necessità spirituali e materiali dei marittimi".

I pescatori sono i protagonisti della terza giornata di lavori. L'Apostolato del Mare chiederà, in questa occasione, la ratifica della Convenzione sul Lavoro nel settore della Pesca, ambito che coinvolge circa 36 milioni di persone.

La quarta giornata analizzerà la pirateria marittima, un fenomeno che si estende, soprattutto nell'Oceano Indiano e le acque adiacenti il Corno d'Africa, ma colpisce anche la coste dell'Africa Occidentale, del Sud America e dei Caraibi, "Si tratta - ha detto Padre Bentoglio - di un crimine (...) spesso difficile da affrontare, dove preoccupano soprattutto l'incremento delle violenza nella gestione degli ostaggi, il prolungamento della detenzione e la capacità di resistenza nella gestione complessiva dei sequestri". Nello stesso giorno si tratterà di un settore in crescita nel mondo marittimo, quello delle crociere.

Infine, il Congresso affronterà il tema dell'invio in missione, focalizzandosi sulla "collaborazione ecumenica con altre denominazioni cristiane in moltissimi porti del mondo, senza trascurare, là dove ciò è possibile, anche una certa cooperazione interreligiosa". Saranno presentate importanti iniziative per la tutela dei marittimi: "'il Seafarers' Rights International' (SRI) che coniuga le competenza dell'industria e del mondo giuridico per promuovere i diritti e la tutela legale dei marittimi" e la "Maritime Humanitarian Piracy Response (MHPR) che "assiste i marittimi e le loro famiglie nell'eventualità di incidenti traumatici causati dagli attacchi dei pirati".

MESSAGGIO AGLI INDÙ PER LA FESTA DI DEEPAVALI

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Cristiani e Indù: formare le giovani generazioni ad essere operatori di pace" è il tema del Messaggio che il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha indirizzato ai seguaci dell'Induismo per la festa di Deepavali, la festa della luce, che quest'anno si celebra il 13 novembre. Il documento è firmato anche dal Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, M.C.C.J., Segretario del Dicastero.

"In questo tornante della storia umana, - si legge nel Messaggio - in cui varie forze negative, in molte regioni del mondo, minacciano le legittime aspirazioni ad una pacifica coesistenza, vorremmo avvalerci di questa preziosa tradizione per condividere con voi la riflessione sulla responsabilità di indù, cristiani ed altri nel fare tutto il possibile per formare le persone, specialmente le giovani generazioni, ad essere operatori di pace".

"Formare i giovani ad essere operatori e costruttori di pace è un appello pressante ad un impegno collettivo e ad un’azione comune. Per essere autentica e duratura, la pace si deve fondare sui pilastri della verità, della giustizia, dell’amore e della libertà ed è necessario che ad ogni giovane si insegni soprattutto ad agire sinceramente e rettamente nell’amore e nella libertà. Inoltre, in ogni educazione alla pace, le differenze culturali si dovrebbero certamente considerare come una ricchezza, e non una minaccia o un pericolo".

"La famiglia è la prima scuola di pace ed i genitori sono i principali educatori alla pace. (...) Nelle scuole, nei collegi e nelle università, (...) i loro insegnanti e gli altri responsabili della loro formazione hanno il nobile compito di assicurare un’educazione che rispetti e celebri l’innata dignità di ogni essere umano e che promuova amicizia, giustizia, pace e cooperazione per uno sviluppo umano integrale. Ponendo i valori spirituali e morali a sostrato dell’educazione, anche prevenire negli studenti ideologie che possono causare discordia e divisione diviene per loro un imperativo morale".

"Mentre gli Stati ed i singoli capi in ambito sociale, politico e culturale hanno in generale il loro importante ruolo da svolgere nel rafforzare l’educazione dei giovani, i capi religiosi in particolare, in ragione della loro vocazione ad essere guide spirituali e morali, devono continuare ad ispirare le giovani generazioni a camminare sul sentiero della pace e a divenire messaggeri di pace. Poiché i vari mezzi di comunicazione influenzano considerevolmente la maniera di pensare, di sentire e agire della gente, coloro che sono impegnati in questi campi devono contribuire al massimo a promuovere pensieri, parole ed opere di pace. In verità, i giovani stessi dovrebbero ravvivare gli ideali che propongono agli altri con un uso responsabile della libertà e la promozione di relazioni cordiali, per creare una cultura di pace".


ACCORDO SANTA SEDE E BURUNDI

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Il 6 novembre scorso, negli Uffici della Presidenza della Repubblica del Burundi a Bujumbura, alla presenza del Capo dello Stato, Signor Pierre Nkurunziza, è stato sottoscritto "l'Accordo-quadro tra la Santa Sede e la Repubblica del Burundi su materie di comune interesse".

Hanno firmato: per la Santa Sede l'Arcivescovo Franco Coppola, Nunzio Apostolico nel Burundi e per la Repubblica del Burundi il Signor Laurent Kavakure, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

L'Accordo-quadro, prendendo atto delle buone relazioni che si sono sviluppate tra la Santa Sede e il Burundi negli ultimi cinquant'anni, definisce e garantisce lo statuto giuridico della Chiesa cattolica e regola vari ambiti, tra cui il matrimonio canonico, i luoghi di culto, le istituzioni cattoliche di istruzione e di educazione, l'insegnamento della religione nelle scuole, l'attività assistenziale-caritativa della Chiesa, la cura pastorale nelle forze armate e nelle istituzioni penitenziarie ed ospedaliere, e il regime patrimoniale e fiscale.

UDIENZE

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, Nunzio Apostolico in Israele e in Cipro; Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina

- L'Arcivescovo Antonio Franco, Nunzio Apostolico.

- L'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Nunzio Apostolico.

mercoledì 7 novembre 2012

L'UOMO È CERCATORE DELL’ASSOLUTO

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Nell'Udienza Generale del Mercoledì, Benedetto XVI, nel continuare la catechesi sulla fede cattolica, si è soffermato oggi "su un aspetto affascinante dell'esperienza umana e cristiana: l'uomo porta in sé un misterioso desiderio di Dio".

"Una tale affermazione - ha detto il Papa - (...) potrebbe (...) sembrare una provocazione nell’ambito della cultura occidentale secolarizzata. Molti nostri contemporanei potrebbero infatti obiettare di non avvertire per nulla un tale desiderio di Dio. Per larghi settori della società Egli non è più l’atteso, il desiderato, quanto piuttosto una realtà che lascia indifferenti, davanti alla quale non si deve nemmeno fare lo sforzo di pronunciarsi".

"In realtà, quello che abbiamo definito come 'desiderio di Dio' non è del tutto scomparso e si affaccia ancora oggi, in molti modi, al cuore dell’uomo. Il desiderio umano tende sempre a determinati beni concreti, spesso tutt’altro che spirituali, e tuttavia si trova di fronte all’interrogativo su che cosa sia davvero 'il' bene, e quindi a confrontarsi con qualcosa che è altro da sé, che l’uomo non può costruire, ma è chiamato a riconoscere. Che cosa può davvero saziare il desiderio dell’uomo?".

"Nella mia prima Enciclica, Deus caritas est, ho cercato di analizzare come tale dinamismo si realizzi nell’esperienza dell’amore umano, esperienza che nella nostra epoca è più facilmente percepita come momento di estasi, di uscita da sé, come luogo in cui l’uomo avverte di essere attraversato da un desiderio che lo supera. Attraverso l’amore, l’uomo e la donna sperimentano in modo nuovo, l’uno grazie all’altro, la grandezza e la bellezza della vita e del reale. Se ciò che sperimento non è una semplice illusione, se davvero voglio il bene dell’altro come via anche al mio bene, allora devo essere disposto a de-centrarmi, a mettermi al suo servizio, fino alla rinuncia a me stesso. La risposta alla questione sul senso dell’esperienza dell’amore passa quindi attraverso la purificazione e la guarigione del volere, richiesta dal bene stesso che si vuole all’altro".

"Ci si deve esercitare, allenare, anche correggere - ha proseguito il Santo Padre - perché quel bene possa veramente essere voluto. (...) Nemmeno la persona amata, infatti, è in grado di saziare il desiderio che alberga nel cuore umano, anzi, tanto più autentico è l’amore per l’altro, tanto maggiormente esso lascia dischiudere l’interrogativo sulla sua origine e sul suo destino, sulla possibilità che esso ha di durare per sempre".

"Considerazioni analoghe si potrebbero fare anche a proposito di altre esperienze umane, quali l’amicizia, l’esperienza del bello, l’amore per la conoscenza: ogni bene sperimentato dall’uomo protende verso il mistero che avvolge l’uomo stesso; ogni desiderio che si affaccia al cuore umano si fa eco di un desiderio fondamentale che non è mai pienamente saziato".

"L’uomo, in definitiva - ha affermato il Pontefice - conosce bene ciò che non lo sazia, ma non può immaginare o definire ciò che gli farebbe sperimentare quella felicità di cui porta nel cuore la nostalgia. Non si può conoscere Dio a partire soltanto dal desiderio dell’uomo. Da questo punto di vista rimane il mistero: l’uomo è cercatore dell’Assoluto, un cercatore a passi piccoli e incerti".

"Dobbiamo pertanto ritenere che sia possibile anche nella nostra epoca, apparentemente tanto refrattaria alla dimensione trascendente, aprire un cammino verso l’autentico senso religioso della vita, che mostra come il dono della fede non sia assurdo, non sia irrazionale" - ha sottolineato Benedetto XVI che ha proposto di promuovere "una sorta di pedagogia del desiderio, (...) che comprende almeno due aspetti. In primo luogo, imparare o re-imparare il gusto delle gioie autentiche della vita. Non tutte le soddisfazioni producono in noi lo stesso effetto: alcune lasciano una traccia positiva, sono capaci di pacificare l’animo, ci rendono più attivi e generosi. Altre invece, dopo la luce iniziale, sembrano deludere le attese che avevano suscitato e talora lasciano dietro di sé amarezza, insoddisfazione o un senso di vuoto".

Il secondo aspetto della pedagogia del desiderio "è il non accontentarsi mai di quanto si è raggiunto. Proprio le gioie più vere sono capaci di liberare in noi quella sana inquietudine che porta ad essere più esigenti – volere un bene più alto, più profondo – e insieme a percepire con sempre maggiore chiarezza che nulla di finito può colmare il nostro cuore. Impareremo così a tendere, disarmati, verso quel bene che non possiamo costruire o procurarci con le nostre forze; a non lasciarci scoraggiare dalla fatica o dagli ostacoli che vengono dal nostro peccato".

Il Santo Padre ha affermato infine che: "Il dinamismo del desiderio è sempre aperto alla redenzione. Anche quando esso si inoltra su cammini sviati, quando insegue paradisi artificiali e sembra perdere la capacità di anelare al vero bene. Anche nell’abisso del peccato non si spegne nell’uomo quella scintilla che gli permette di riconoscere il vero bene, di assaporarlo, e di avviare così un percorso di risalita, al quale Dio, con il dono della sua grazia, non fa mancare mai il suo aiuto".

"Non si tratta, dunque, di soffocare il desiderio che è nel cuore dell’uomo - ha concluso il Pontefice - ma di liberarlo, affinché possa raggiungere la sua vera altezza. Quando nel desiderio si apre la finestra verso Dio, questo è già segno della presenza della fede nell’animo, fede che è una grazia di Dio".



NUOVO APPELLO DEL PAPA PER LA PACE IN SIRIA

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Papa ha lanciato il seguente appello per la pace in Siria:

"Continuo a seguire con particolare apprensione la tragica situazione di violenza in Siria, dove non cessa il rumore delle armi e aumenta ogni giorno il numero delle vittime e l’immane sofferenza della popolazione, in particolare di quanti hanno dovuto lasciare le loro case. Per manifestare la mia solidarietà e quella di tutta la Chiesa alla popolazione in Siria e la vicinanza spirituale alle comunità cristiane del Paese, era mio desiderio inviare una Delegazione di Padri Sinodali a Damasco".

"Purtroppo, diverse circostanze e sviluppi non hanno reso possibile l’iniziativa nelle modalità auspicate, e perciò ho deciso di affidare una missione speciale all’Em.mo Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum. Da oggi fino al 10 novembre corrente egli si trova in Libano, dove incontrerà Pastori e Fedeli delle Chiese che sono presenti in Siria; visiterà alcuni rifugiati provenienti da tale Paese e presiederà una riunione di coordinamento delle istituzioni caritative cattoliche, alle quali la Santa Sede ha chiesto un particolare impegno in favore della popolazione siriana, sia dentro che fuori del Paese".

"Mentre elevo la mia preghiera a Dio, rinnovo l’invito alle parti in conflitto e a quanti hanno a cuore il bene della Siria a non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca della pace e a perseguire, attraverso il dialogo, le strade che portano ad una giusta convivenza, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto. Dobbiamo fare tutto il possibile, perché un giorno potrebbe essere troppo tardi".

MESSAGGIO DI AUGURI DEL PAPA AL PRESIDENTE OBAMA

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Benedetto XVI, tramite la Nunziatura Apostolica a Washington, ha fatto pervenire un messaggio di auguri al Presidente Barack Obama, che è stato rieletto Presidente degli Stati Uniti d'America.

Nel suo messaggio il Santo Padre porge i suoi auguri al Presidente per il nuovo mandato e assicura le sue preghiere affinché Dio lo assista nelle sue altissime responsabilità di fronte al Paese e alla comunità internazionale e "affinché gli ideali di libertà e giustizia che hanno guidato i fondatori degli Stati Uniti d’America continuino a risplendere nel cammino della nazione".

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha commentato: "Come tutti sappiamo, il compito del Presidente degli Stati Uniti è un compito di immensa responsabilità non solo per il suo grande Paese, ma per tutto il mondo, dato il ruolo degli Stati Uniti sulla scena internazionale".

"Perciò tutti auguriamo al Presidente Obama, riconfermato oggi nella sua funzione dalle elezioni appena compiute, di rispondere alle attese che si rivolgono verso di lui dai suoi concittadini, perché possa servire il diritto e la giustizia per il bene e la crescita di ogni persona, nel rispetto dei valori umani e spirituali essenziali, nella promozione della cultura della vita e della libertà religiosa".


MORTE DEL PATRIARCA MAXIM DI BULGARIA

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara, per la morte, all'età di 98 anni, di Sua Santità Maxim, Metropolita di Sofia e Patriarca di Bulgaria. Per lunghi anni - scrive Benedetto XVI il defunto "ha servito con devozione il Signore ed il suo popolo. A nome della Chiesa cattolica mi unisco al vostro dolore nella preghiera (...). Partecipando al dolore della Chiesa ortodossa di Bulgaria, ringrazio Dio per tutto il bene che il defunto Patriarca ha acquisito per la sua Chiesa e il popolo del suo Paese. Ricordo in particolare la cordiale accoglienza che fu riservata al Beato Giovanni Paolo II (...) nel maggio 2002. Ringrazio il Signore per le buone relazioni che il Patriarca ha intrattenuto con la Chiesa cattolica (...) e auspico che tali buoni rapporti proseguano per la diffusione del Vangelo".

VISITA DEL SANTO PADRE AD UNA CASA PER ANZIANI

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). In occasione dell'Anno Europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni, il prossimo lunedì 12 novembre, alle 11:00, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in visita alla Casa-Famiglia "Viva gli Anziani" della Comunità di Sant'Egidio, in Via Nicola Fabrizi 2, Roma.

NOMINA NUOVO DIRETTORE E NUOVO CONSIGLIERE DELL'AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA (AIF)

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). L'Avvocato Francesco De Pasquale, Direttore dell'Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) dal giugno 2011, è stato nominato membro del Consiglio Direttivo della medesima Autorità. Gli succede il Dottor René Brülhart, ex responsabile dell'Unità di Informazione Finanziaria del Liechtenstein.

L'Avvocato Francesco De Pasquale, funzionario con lunga esperienza nell'Ufficio italiano cambi e Banca d'Italia, dal giugno del 2011 Direttore dell'Autorità di Informazione Finanziaria, è diventato membro del Consiglio Direttivo della medesima Autorità (che, come è noto, oltre al Presidente, Cardinale Nicora, comprende il Professor Condemi, il Professor Dalla Torre, il Professor Bianchi, il Dottor Testa).

Per succedergli, il Cardinale Nicora ha nominato il Dottor René Brülhart. Questi, già Presidente del Gruippo Egmont, la rete internazionale di unità di informazione finanziaria, da settembre di quest'anno è consigliere della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Con la promozione dell'Avvocato De Pasquale nel Consiglio Direttivo e la nomina del Dottor Brülhart, l'AIF potenzia la sua organizzazione interna. Inoltre, ciò rappresenta un ulteriore passo, nel processo di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

UDIENZE

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza S.E. Mons. Müller Gerhard Ludwig, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 7 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jorge Alves Bezerra, S.S.S., Vescovo di Paracatu (superficie: 54.387; popolazione: 332.000; cattolici: 259.000; sacerdoti: 44; religiosi: 13; diaconi permanenti: 13), Brasile. Finora Vescovo della diocesi di Jardim (Brasile), succede al Vescovo Leonardo de Miranda Pereira, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Eraldo Bispo da Silva, Vescovo della Diocesi di Patos (superficie: 10.874; popolazione: 402.000; cattolici: 368.000; sacerdoti: 49; religiosi: 42; diaconi permanenti: 8), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Monteiro (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Nel 1993 è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia "Santa Rita de Cássia" nella diocesi di Barreiras; dal 1994 al 2000 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia "Nossa Senhora Aparecida" a São Desiderio; dal 2000 al 2005 è stato Parroco della Parrocchia "Senhora Sant'Ana" a Riachão das Neves; dal 2005 al 2012 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia “Nossa Senhora Aparecida”, a Luís Eduardo Magalhães (2005-2012); dal 1997 al 1999 e dal 2004 al 2006 è stato Coordinatore Diocesano della Pastorale; dal 1999 al 2007 è stato Responsabile per i seminaristi della diocesi; dal 2010 al 2011 è stato Segretario del Consiglio Presbiterale, Membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio per gli Affari Economici della diocesi di Barreiras; Giudice Uditore della Camera Ecclesiastica della diocesi; Amministratore Diocesano di Barreiras. Attualmente è Vicario Generale della diocesi e Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora do Perpétuo Socorro”, a Barreiras.

- Ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze: il Signor Vanderlei Salvador Bagnato, Professore di Fisica presso l'Università di San Paolo (Brasile) ed il Signor Joachim von Braun, Professore Ordinario di Economia e Innovazione Tecnologia e Direttore del "Centro di Ricerca per lo Sviluppo" dell'Università di Bonn (Repubblica Federale di Germania).

martedì 6 novembre 2012

QUINTO ANNIVERSARIO MOTU PROPRIO SUMMORUM PONTIFICUM

Città del Vaticano, 6 novembre 2012 (VIS). In un messaggio inviato a nome del Santo Padre Benedetto XVI in occasione del quinto anniversario della Lettera Apostolica "Summorum Pontificum", il Cardinale Tarcisio Bertone, S.d.B., Segretario di Stato ha affermato che: "Attraverso questo motu proprio, il Santo Padre ha voluto rispondere all'attesa dei fedeli legati alle forme liturgiche anteriori" al Concilio Vaticano II.

La Lettera Apostolico "Motu Proprio data", "Summorum Pontificum" di Benedetto XVI, sull'uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970, è stata pubblicata il 7 luglio del 2007 ed è entrata in vigore il 14 settembre dello stesso anno.

Il Segretario di Stato afferma nel suo messaggio che: "È cosa buona conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa e dar loro il giusto spazio, riconoscendo tuttavia pienamente il valore e la santità della forma ordinaria del rito romano".

Nell'Anno della Fede, aggiunge il Cardinale Bertone, "promulgato mentre la Chiesa celebra il 50° anniversario del Concilio Vaticano II, il Santo Padre invita tutti i fedeli a manifestare in modo particolare la loro unità nella fede; così essi saranno artefici efficaci della nuova evangelizzazione".

Il messaggio, redatto in francese, è stato letto in occasione del pellegrinaggio internazionale a Roma "Una cum Papa nostro", promosso dal "Coetus internationalis Summorum Pontificum" e culminato con la Messa presieduta dal Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, celebrata secondo la forma straordinaria del rito romano. Alla Santa Messa hanno partecipato numerosi fedeli appartenenti ai gruppi legati all'uso del messale approvato nel 1962 da Giovanni XXIII e in vigore fino alla riforma conciliare.

SESSIONE DELL'ASSEMBLEA GENERALE "INTERPOL"

Città del Vaticano, 6 novembre 2012 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per le Relazioni con gli Stati, è intervenuto ieri alla 81ma sessione dell'Assemblea generale dell'Interpol, tenutasi nella giornata di ieri a Roma. Riferendosi al tema dei lavori, "la polizia di fronte alle sfide della violenza criminale contemporanea", l'Arcivescovo Mamberti ha ricordato che: "Il fenomeno criminale ha conosciuto un incremento sostanziale sia dal punto di vista quantitativo che sotto il profilo della violenza delle sue manifestazioni. Le caratteristiche dell’azione criminale si sono evolute in modo preoccupante, essendosi pericolosamente aggravate l’aggressività e l’efferatezza degli episodi. Inoltre, le attività criminali si articolano ad un livello ormai planetario, con sistemi di coordinamento e secondo patti criminali che superano i confini degli Stati".

"La lotta ad ogni forma di violenza, soprattutto a quella che si manifesta con maggior brutalità, presuppone il dovere morale di contribuire a realizzare le condizioni affinché essa non nasca o si sviluppi. Coloro che operano all’interno delle istituzioni di pubblica sicurezza, come le forze di polizia che voi rappresentate, sono consapevoli che i primi anticorpi ad ogni forma di criminalità sono proprio i cittadini di ogni Paese. Nell’alleanza e nella solidarietà tra cittadini e forze dell’ordine si realizza il miglior bastione di resistenza alla criminalità".

"Tra le azioni più efficaci per creare un contesto sociale ordinato al bene comune figura la rimozione delle cause che originano ed alimentano situazioni di ingiustizia. In questo ambito un ruolo primario e preventivo deve essere riconosciuto all’educazione ispirata al rispetto della vita umana in ogni circostanza. Senza di essa non è possibile infatti realizzare un tessuto sociale forte e coeso nei valori fondamentali, capace di resistere alle provocazioni della violenza estrema. In tal senso, luogo primigenio del farsi uomo è la famiglia. In essa i figli sperimentano il valore della propria dignità trascendente, in quanto accolti nella gratuità preveniente dell’amore reciproco e stabile degli sposi. In essa si fa esperienza delle prime forme di giustizia e di perdono, cemento delle relazioni intra-familiari e base per il corretto inserimento nella vita sociale".

lunedì 5 novembre 2012

CAPPELLA SISTINA: STORIA DI LUCE E DI SALVEZZA

Città del Vaticano, 31 ottobre 2012 (VIS). Come il predecessore Giulio II nel 1512, Benedetto XVI ha presieduto questo pomeriggio, nella Cappella Sistina, la Celebrazione dei primi Vespri della solennità di tutti i Santi. In questo stesso giorno, cinque secoli fa, si inaugurava la Cappella Sistina, dopo che Michelangelo aveva completato l'affresco della Volta.

"Perché ricordare tale evento storico-artistico in una celebrazione liturgica? - ha detto Benedetto XVI - Anzitutto perché la Sistina è, per sua natura, un’aula liturgica, è la Cappella magna del Palazzo Apostolico Vaticano. Inoltre, perché le opere artistiche che la decorano, in particolare i cicli di affreschi, trovano nella liturgia, per così dire, il loro ambiente vitale, il contesto in cui esprimono al meglio tutta la loro bellezza, tutta la ricchezza e la pregnanza del loro significato. (...) In poche parole: la Cappella Sistina, contemplata in preghiera, è ancora più bella, più autentica; si rivela in tutta la sua ricchezza".

Il Papa, citando Giorgio Vasari, che definisce la Sistina come luce dell'arte che ha illuminato il mondo, ha affermato: "Ma non si tratta solo di luce che viene dal sapiente uso del colore ricco di contrasti, o dal movimento che anima il capolavoro michelangiolesco, ma dall’idea che percorre la grande volta: è la luce di Dio quella che illumina questi affreschi e l’intera Cappella Papale. Quella luce che con la sua potenza vince il caos e l’oscurità per donare vita: nella creazione e nella redenzione. E la Cappella Sistina narra questa storia di luce, di liberazione, di salvezza, parla del rapporto di Dio con l’umanità.

"Con la geniale volta di Michelangelo, lo sguardo viene spinto a ripercorrere il messaggio dei Profeti, a cui si aggiungono le Sibille pagane in attesa di Cristo, fino al principio di tutto: 'In principio Dio creò il cielo e la terra'. Con un’intensità espressiva unica, il grande artista disegna il Dio Creatore, la sua azione, la sua potenza, per dire con evidenza che il mondo non è prodotto dell’oscurità, del caso, dell’assurdo, ma deriva da un’Intelligenza, da una Libertà, da un supremo atto di Amore. In quell’incontro tra il dito di Dio e quello dell’uomo, noi percepiamo il contatto tra il cielo e la terra; in Adamo Dio entra in una relazione nuova con la sua creazione, l’uomo è in diretto rapporto con Lui, è chiamato da Lui, è a immagine e somiglianza di Dio".

"Pregare stasera in questa Cappella Sistina, avvolti dalla storia del cammino di Dio con l’uomo, mirabilmente rappresentata negli affreschi che ci sovrastano e ci circondano, è un invito alla lode".



MESSAGGIO DEL PAPA PER L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLA CHIESA ORTODOSSA COPTA

Città del Vaticano, 5 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un messaggio al nuovo Capo della Chiesa Ortodossa Copta, Sua Santità Anba Tawadros, Papa eletto di Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco.

Nel messaggio in lingua inglese, Benedetto XVI esprime la sua gioia nell'apprendere la notizia della sua elezione e scrive: "Sono fiducioso che, come il suo famoso predecessore Papa Shenouda III, lei sarà un autentico padre spirituale per la sua gente ed una efficace guida per tutti i suoi concittadini nel costruire il nuovo Egitto in pace ed armonia, servendo il bene comune e il bene di tutto il Medio Oriente. In questi tempi difficili è importante per tutti i cristiani testimoniare l'amore e l'amicizia che li unisce, attenti alla preghiera offerta da nostro Signore nell'Ultima Cena: che tutti siano una cosa sola, perché il mondo creda".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE PER NOVEMBRE

Città del Vaticano, 5 novembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di novembre affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i Vescovi, i sacerdoti e tutti i ministri del Vangelo diano coraggiosa testimonianza di fedeltà al Signore crocifisso e risorto".

Missionaria: "Perché la Chiesa pellegrina sulla terra risplenda come luce delle nazioni".


ANGELUS: IL DUPLICE COMANDAMENTO DELL'AMORE

Città del Vaticano, 5 novembre 2012 (VIS). Ieri mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha commentato il Vangelo di questa domenica che ripropone l'insegnamento di Gesù "sul più grande comandamento: il comandamento dell’amore, che è duplice: amare Dio e amare il prossimo. I Santi, che abbiamo da poco celebrato tutti insieme in un’unica festa solenne - ha detto il Papa - sono proprio coloro che, confidando nella grazia di Dio, cercano di vivere secondo questa legge fondamentale. In effetti, il comandamento dell’amore lo può mettere in pratica pienamente chi vive in una relazione profonda con Dio, proprio come il bambino diventa capace di amare a partire da una buona relazione con la madre e il padre. (...) L'amore non è un'imposizione, è un dono, una realtà che Dio ci fa conoscere e sperimentare perché, come un seme, cresca anche dentro di noi e si sviluppi nella nostra vita".

"Se l’amore di Dio ha messo radici profonde in una persona, questa è in grado di amare anche chi non lo merita, come appunto fa Dio verso di noi. Il padre e la madre non amano i figli solo quando lo meritano: li amano sempre, anche se naturalmente fanno loro capire quando sbagliano. Da Dio noi impariamo a volere sempre e solo il bene e mai il male. Impariamo a guardare l’altro non solamente con i nostri occhi, ma con lo sguardo di Dio, che è lo sguardo di Gesù Cristo. Uno sguardo che (...) va al di là delle apparenze e riesce a cogliere le attese profonde dell’altro: attese di essere ascoltato, di un’attenzione gratuita; in una parola: di amore. Ma si verifica anche il percorso inverso: che aprendomi all’altro così com’è, andandogli incontro (...) io mi apro anche a conoscere Dio, a sentire che Egli c’è ed è buono".

"Amore di Dio e amore del prossimo sono inseparabili e stanno in rapporto reciproco. Gesù non ha inventato né l’uno né l’altro, ma ha rivelato che essi sono, in fondo, un unico comandamento, e lo ha fatto non solo con la parola, ma soprattutto con la sua testimonianza: la Persona stessa di Gesù e tutto il suo mistero incarnano l’unità dell’amore di Dio e del prossimo, come i due bracci della Croce, verticale e orizzontale. Nell’Eucaristia Egli ci dona questo duplice amore, donandoci Se stesso, perché, nutriti di questo Pane, ci amiamo gli uni gli altri come Lui ci ha amato".


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