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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
lunedì 18 giugno 2012
UDIENZE
Città del Vaticano, 18 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto:
- Il Signor Eduardo Gutiérrez Sáenz de Buruaga, Ambasciatore di Spagna, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.
- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba).
- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita "ad Limina Apostoloruin":
- L'Arcivescovo Óscar Urbina Ortega, di Villavicencio.
- Il Vescovo José Figueroa Gómez, di Granada en Colombia.
- Il Vescovo Francisco Antonio Nieto Súa, di San José del Guaviare.
- Il Vescovo Antonio Bayter Abud, M.X.Y., Vicario Apostolico di Inírida.
- Il Monsignor Damián E. Chavarría Carvajal, Pro-Vicario Apostolico di Mitú
- Il Vescovo José de Jesús Quintero Díaz, Vicario Apostolico di Leticia.
- Il Vescovo Francisco Antonio Ceballos Escobar, C.SS.R., Vicario Apostolico di Puerto Carreño.
- Il Monsignor Oswaldo Jaramillo Osorio, Pro-Vicario Apostolico di Puerto Gaitán
- Il Vescovo Eulises González Sánchez, Vicario Apostolico di San Andrés y Providencia.
- Il Vescovo Edgar Hernando Tirado Mazo, M.X.Y., Vicario Apostolico di Tierradentro.
Sabato 16 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
- L'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, Segretario della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente Emerito del Pontificio Consiglio “Cor Unum”.
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- L'Arcivescovo Flavio Calle Zapata, Arcivescovo di Ibagué.
- Il Vescovo Pablo Emiro Salas Anteliz, di Espinal.
- Il Vescovo José Miguel Gómez Rodríguez, di Líbano-Honda.
- Il Vescovo Froilán Tiberio Casas Ortíz, di Neiva.
- Il Vescovo Francisco Javier Múnera Correa, I.M.C., Vicario Apostolico di San Vicente-Puerto Leguízamo.
- Monsignor Obed Ramírez Granada, Amministratore Diocesano di Florencia.
- Il Cardinale Julián Herranz, il Cardinale Jozef Tomko ed il Cardinale Salvatore De Giorgi.
DALLE CHIESE ORIENTALI
Città del Vaticano, 16 giugno 2012 (VIS). Il Patriarca della Chiesa di Antiochia dei Maroniti, con il consenso del Sinodo dei Vescovi Maroniti richiesto a norma del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (CCEO) canone 85, paragrafo 2,2°, ha trasferito:
- Il Vescovo Camille Zaidan, Vescovo titolare di Tolemaide di Fenicia dei Maroniti, da Vescovo della Curia Patriarcale ad Arcivescovo della sede di Antelias dei Maroniti (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Joseph Bechara. L'Arcivescovo Zaidan è nato nel 1944 a Kassaibé (Libano) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Dal 1989 è stato professore universitario, Vice-Rettore e Rettore della "St. Joseph School" di Kornet Chehwan, responsabile del Segretariato Generale dell'insegnamento cattolico in Libano e membro di alcune associazioni nel campo scolastico. È stato Vice-Parroco di Broumana e Parroco della "Resurrezione" di Rabieh. Dal 1997 è stato Protosincello dell'Arcieparchia di Antélias. Nel Sinodo Maronita del 2011 è stato eletto Vescovo di Curia e nel Sinodo Maronita del giugno 2012 è stato cononicamente trasferito alla Sede Arcieparchiale di Antélias dei Maroniti.
- Il Vescovo Francois Eid, OMM, da Vescovo eparchiale del Cairo (Egitto) e del Sudan dei Maroniti a Procuratore Patriarcale presso la Santa Sede, avendo avuto per tale ufficio il Previo Assenso Pontificio; il Presule ottiene il titolo di Vescovo emerito dell’Eparchia finora governata a norma del Codice di Canoni delle Chiese Orientali, canone 211, paragrafo 1.
- ll Sinodo dei Vescovi Maroniti ha eletto a norma del CCEO, canoni 180-184 i seguenti Arcivescovi e Vescovi, che avevano ottenuto dal Santo Padre il Previo Assenso:
- Padre Abate Moussa El-Hage, OAM, al presente Superiore dei Conventi Saints Sarkis et Bacchus di Ehden e Zghorta, ad Arcivescovo della sede di Haifa e Terra Santa dei Maroniti (Israele) e ad Esarca Patriarcale di Gerusalemme, Palestina e Giordania, vacanti per la rinuncia di S.E. Mons. Paul Nabil El-Sayah, a suo tempo trasferito a Vescovo della Curia Patriarcale. L'Arcivescovo El-Hage è nato nel 1954 a Antoura, ha emesso la professione semplice nell'Ordine Antoniano Maronita nel 1972 e quella perpetua nel 1979 ed è stato ordinato nel 1980. Dal 1988 al 1991 è stato Superiore del Collegio "Saint Isaïe" a Roma; dal 1991 al 1993 è stato Economo del Convento "Saint Elie" di Antélias; dal 1993 al 1994 Maestro dei novizi; dal 1993 al 1999 Assistente Generale, nominato dall'allora Visitatore Apostolico dell'Ordine; dal 1997 al 2000 è stato Decano della Facoltà di Scienze Bibliche e della Facoltà di Scienze Religiose e Pastorali dell'Università Antoniana (1999); dal 2005 al 2011 è stato Assistente Generale; attualmente è Abate dei Conventi "Saints Sarkis et Bacchus" di Ehden e Zghorta; dal 1980 al 1985 ha ricoperto vari incarichi pastorali nella missione di Marjayoun nel Sud del Libano; dal 2011 al 2012 è stato Economo della Parrocchia "Saint Elie" ad Antélias; Rettore del Seminario "Saint Antoine de Padoue" di Karm Saddeh; ed Amministratore Patriarcale dell'Eparchia di Lattaquié dei Maroniti.
- Padre Paul Rouhana, OLM, al presente Segretario del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, a Vescovo del Vicariato Patriarcale di Sarba (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Guy Paul Noujeim; al nuovo Presule il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Antarado. Il Vescovo Rouhana è nato ad Amchit nell'Eparchia di Jbeil-Byblos nel 1954; è entrato nell'Ordine Libanese Maronita nel 1966, ha emesso la professione temporanea nel 1971 e quella perpetua nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Dal 1992 al 1993 e dal 1997 al 2005 è stato Direttore degli studi alla facoltà di Teologia dell'Università "Saint Esprit" di Kaslik; dal 2005 al 2011 è stato Decano della facoltà di Teologia dell'USEK; dal 1988 al 1993 a dal 1998 al 2012 è stato Professore associato e straordinario di Teologia all'USEK; dal 1990 al 1992 è stato Segretario Aggiunto dell'Assemblea dei Patriarchi e Vescovo Cattolico del Libano; dal 1999 al 2000 Segretario aggiunto del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente. Dal 2004 è membro della Commissione Teologica Internazionale e dal 2011 Segretario Generale delle Chiese del Medio Oriente.
- Il Corepiscopo Maroun Ammar, al presente Rettore del Seminario Maggiore di Ghazir, a Vescovo del Vicariato Patriarcale di Joubbé (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Francis Baissari; al nuovo Presule il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Canata. Il Corepiscopo Ammar è nato a Hajé (Libano) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983 per l'Eparchia di Tiro dei Maroniti. Dal 1986 al 1991 è stato parroco di “Notre Dame” ad Alma Chaab nella diocesi di Tiro; dal 1991 al 1995 collaboratore nella parrocchia “Saint Médard” di Parigi. Nel 1996 è stato nominato Presidente del Tribunale Maronita di Haifa in Israele. Dal 1997 al 2007 è stato responsabile dell’anno propedeutico al Seminario Maggiore di Ghazir, dove dal 2007 è divenuto Rettore. È giudice della Corte d’Appello del Tribunale Maronita del Libano dal 1997. Nel 2008 è stato insignito del titolo di Corepiscopo.
- Corepiscopo Joseph Mouawad, al presente Protosincello dell’Eparchia di Jbeil-Byblos (Libano), a Vescovo della Curia Patriarcale, al quale il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Tolemaide di Fenicia dei Maroniti. Il Corepiscopo Mouawad è nato a Mayfouq nel 1970 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 1997 è stato Parroco di Mastita; dal 2003 è stato Parroco di “Mar Abda” di Blat; dal 2003 al 2008 è stato Cancelliere della Curia; dal 2008 al 2011 è stato Protosincello; dal 2011 al 2012 è stato Amministratore Patriarcale dell’Eparchia e, dal 2012 nuovamente Protosincello; dal 2003 al 2008 è stato Cappellano della Caritas di Jbeil e del Consiglio eparchiale del Movimento Apostolico Mariano sezione giovani. Dal 2011 è Corepiscopo.
- Il Corepiscopo Georges Chihane, al presente Amministratore Patriarcale dell’Arcieparchia di Haifa e Terra Santa dei Maroniti (Israele) e dell’Esarcato Patriarcale di Gerusalemme, Palestina e Giordania, a Vescovo eparchiale del Cairo (Egitto) e del Sudan dei Maroniti. Il Corepiscopo Chihane è nato nel 1953 a Haret Sakhr, nella regione di Jounieh ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Dal 1991 al 1997 è stato Parroco nella Chiesa "Saint Nohra" a Sahel Alma; nel 1997 è stato trasferito in Giordania, dove è stato finora Parroco di “Saint Charbel” di Amman. È cappellano del Cammino Neocatecumenale in Giordania. Da qualche mese è Amministratore Patriarcale di Haifa e Terra Santa dei Maroniti.
La rinuncia dei Presuli sopracitati è stata presentata ed accettata in conformità al CCEO canoni 210, paragrafi 1-2 con informazione data alla Santa Sede.
- Il Vescovo Camille Zaidan, Vescovo titolare di Tolemaide di Fenicia dei Maroniti, da Vescovo della Curia Patriarcale ad Arcivescovo della sede di Antelias dei Maroniti (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Joseph Bechara. L'Arcivescovo Zaidan è nato nel 1944 a Kassaibé (Libano) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Dal 1989 è stato professore universitario, Vice-Rettore e Rettore della "St. Joseph School" di Kornet Chehwan, responsabile del Segretariato Generale dell'insegnamento cattolico in Libano e membro di alcune associazioni nel campo scolastico. È stato Vice-Parroco di Broumana e Parroco della "Resurrezione" di Rabieh. Dal 1997 è stato Protosincello dell'Arcieparchia di Antélias. Nel Sinodo Maronita del 2011 è stato eletto Vescovo di Curia e nel Sinodo Maronita del giugno 2012 è stato cononicamente trasferito alla Sede Arcieparchiale di Antélias dei Maroniti.
- Il Vescovo Francois Eid, OMM, da Vescovo eparchiale del Cairo (Egitto) e del Sudan dei Maroniti a Procuratore Patriarcale presso la Santa Sede, avendo avuto per tale ufficio il Previo Assenso Pontificio; il Presule ottiene il titolo di Vescovo emerito dell’Eparchia finora governata a norma del Codice di Canoni delle Chiese Orientali, canone 211, paragrafo 1.
- ll Sinodo dei Vescovi Maroniti ha eletto a norma del CCEO, canoni 180-184 i seguenti Arcivescovi e Vescovi, che avevano ottenuto dal Santo Padre il Previo Assenso:
- Padre Abate Moussa El-Hage, OAM, al presente Superiore dei Conventi Saints Sarkis et Bacchus di Ehden e Zghorta, ad Arcivescovo della sede di Haifa e Terra Santa dei Maroniti (Israele) e ad Esarca Patriarcale di Gerusalemme, Palestina e Giordania, vacanti per la rinuncia di S.E. Mons. Paul Nabil El-Sayah, a suo tempo trasferito a Vescovo della Curia Patriarcale. L'Arcivescovo El-Hage è nato nel 1954 a Antoura, ha emesso la professione semplice nell'Ordine Antoniano Maronita nel 1972 e quella perpetua nel 1979 ed è stato ordinato nel 1980. Dal 1988 al 1991 è stato Superiore del Collegio "Saint Isaïe" a Roma; dal 1991 al 1993 è stato Economo del Convento "Saint Elie" di Antélias; dal 1993 al 1994 Maestro dei novizi; dal 1993 al 1999 Assistente Generale, nominato dall'allora Visitatore Apostolico dell'Ordine; dal 1997 al 2000 è stato Decano della Facoltà di Scienze Bibliche e della Facoltà di Scienze Religiose e Pastorali dell'Università Antoniana (1999); dal 2005 al 2011 è stato Assistente Generale; attualmente è Abate dei Conventi "Saints Sarkis et Bacchus" di Ehden e Zghorta; dal 1980 al 1985 ha ricoperto vari incarichi pastorali nella missione di Marjayoun nel Sud del Libano; dal 2011 al 2012 è stato Economo della Parrocchia "Saint Elie" ad Antélias; Rettore del Seminario "Saint Antoine de Padoue" di Karm Saddeh; ed Amministratore Patriarcale dell'Eparchia di Lattaquié dei Maroniti.
- Padre Paul Rouhana, OLM, al presente Segretario del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, a Vescovo del Vicariato Patriarcale di Sarba (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Guy Paul Noujeim; al nuovo Presule il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Antarado. Il Vescovo Rouhana è nato ad Amchit nell'Eparchia di Jbeil-Byblos nel 1954; è entrato nell'Ordine Libanese Maronita nel 1966, ha emesso la professione temporanea nel 1971 e quella perpetua nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Dal 1992 al 1993 e dal 1997 al 2005 è stato Direttore degli studi alla facoltà di Teologia dell'Università "Saint Esprit" di Kaslik; dal 2005 al 2011 è stato Decano della facoltà di Teologia dell'USEK; dal 1988 al 1993 a dal 1998 al 2012 è stato Professore associato e straordinario di Teologia all'USEK; dal 1990 al 1992 è stato Segretario Aggiunto dell'Assemblea dei Patriarchi e Vescovo Cattolico del Libano; dal 1999 al 2000 Segretario aggiunto del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente. Dal 2004 è membro della Commissione Teologica Internazionale e dal 2011 Segretario Generale delle Chiese del Medio Oriente.
- Il Corepiscopo Maroun Ammar, al presente Rettore del Seminario Maggiore di Ghazir, a Vescovo del Vicariato Patriarcale di Joubbé (Libano), vacante per la rinuncia di S.E. Mons. Francis Baissari; al nuovo Presule il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Canata. Il Corepiscopo Ammar è nato a Hajé (Libano) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983 per l'Eparchia di Tiro dei Maroniti. Dal 1986 al 1991 è stato parroco di “Notre Dame” ad Alma Chaab nella diocesi di Tiro; dal 1991 al 1995 collaboratore nella parrocchia “Saint Médard” di Parigi. Nel 1996 è stato nominato Presidente del Tribunale Maronita di Haifa in Israele. Dal 1997 al 2007 è stato responsabile dell’anno propedeutico al Seminario Maggiore di Ghazir, dove dal 2007 è divenuto Rettore. È giudice della Corte d’Appello del Tribunale Maronita del Libano dal 1997. Nel 2008 è stato insignito del titolo di Corepiscopo.
- Corepiscopo Joseph Mouawad, al presente Protosincello dell’Eparchia di Jbeil-Byblos (Libano), a Vescovo della Curia Patriarcale, al quale il Santo Padre ha assegnato la sede titolare vescovile di Tolemaide di Fenicia dei Maroniti. Il Corepiscopo Mouawad è nato a Mayfouq nel 1970 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 1997 è stato Parroco di Mastita; dal 2003 è stato Parroco di “Mar Abda” di Blat; dal 2003 al 2008 è stato Cancelliere della Curia; dal 2008 al 2011 è stato Protosincello; dal 2011 al 2012 è stato Amministratore Patriarcale dell’Eparchia e, dal 2012 nuovamente Protosincello; dal 2003 al 2008 è stato Cappellano della Caritas di Jbeil e del Consiglio eparchiale del Movimento Apostolico Mariano sezione giovani. Dal 2011 è Corepiscopo.
- Il Corepiscopo Georges Chihane, al presente Amministratore Patriarcale dell’Arcieparchia di Haifa e Terra Santa dei Maroniti (Israele) e dell’Esarcato Patriarcale di Gerusalemme, Palestina e Giordania, a Vescovo eparchiale del Cairo (Egitto) e del Sudan dei Maroniti. Il Corepiscopo Chihane è nato nel 1953 a Haret Sakhr, nella regione di Jounieh ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Dal 1991 al 1997 è stato Parroco nella Chiesa "Saint Nohra" a Sahel Alma; nel 1997 è stato trasferito in Giordania, dove è stato finora Parroco di “Saint Charbel” di Amman. È cappellano del Cammino Neocatecumenale in Giordania. Da qualche mese è Amministratore Patriarcale di Haifa e Terra Santa dei Maroniti.
La rinuncia dei Presuli sopracitati è stata presentata ed accettata in conformità al CCEO canoni 210, paragrafi 1-2 con informazione data alla Santa Sede.
venerdì 15 giugno 2012
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 15 giugno 2012
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato il Vescovo Valéry Vienneau, Arcivescovo Metropolita di
Moncton (superficie: 12.000; popolazione: 223.000; cattolici:
116.400; sacerdoti: 49; religiosi: 265; diaconi permanenti: 1),
Canada. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1947 a Cap-Pelé (Canada) ed
è stato ordinato sacerdote nel 1982. Nel 1997 è stato nominato
Vicario generale e parroco della Cattedrale
Notre-Dame-de-l’Assomption. Nel 1998 è stato nominato Cappellano
dell’Università di Moncton e Parroco a Notre-Dame-d’Acadie
(Campus Universitario). Nel 2000 è stato nominato responsabile della
riorganizzazione pastorale delle parrocchie dell'Arcidiocesi di
Moncton e della formazione dei membri delle “équipes d’animation
pastorale”. Nel 2002 è stato Amministratore diocesano di Moncton.
Finora Vescovo di Bathurst (Canada), succede al Vescovo André
Richard, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo
pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata dall'Arcivescovo
André Richard, per raggiunti limiti d'età.
-
Ha nominato il Vescovo Pascal Roland, Vescovo di Belley-Ars
(superficie: 5.554; popolazione: 581.365; cattolici: 352.600;
sacerdoti: 177; religiosi: 287; diaconi permanenti: 14), Francia.
Finora Vescovo di Moulins (Francia), succede al Vescovo Guy Bagnard,
del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo
pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti
d'età.
-
Ha nominato il Vescovo Jean-Yves Riocreux, Vescovo di Basse-Terre et
Pointe-à-Pitre(superficie: 1.780; popolazione: 460.000; cattolici:
384.000; sacerdoti: 56; religiosi: 183; diaconi permanenti: 11),
Guadalupe. È
stato finora Vescovo della Diocesi di Pontoise (Francia)
Francia.
-
Ha eretto l’Ordinariato Personale di Our Lady of the Southern Cross
nel territorio della Conferenza Episcopale Australiana per i fedeli
di origine anglicana.
-
Ha nominato il Reverendo Harry Entwistle, primo Ordinario
dell'Ordinariato Personale di "Our Lady of the Southern Cross".
Il Reverendo Harry Entwistle è nato nel 1940 a Chorley
(Inghilterra), battezzato come anglicano, è stato ordinato prete
anglicano nel 1964 per la Diocesi di Blackburn. Dopo avere esercitato
il ministero in Fleetwood, Hardwick, Weedon, Aston Abbots e
Cubligton, è stato cappellano nelle carceri dal 1974 al 1981 e dal
1981 al 1988 "Senior Chaplain" presso il carcere di
Wansworth. Emigrato in Australia nel 1988, è stato "Senior
Chaplain" per il "Department of Corrective Services"
nella diocesi di Perth. Dal 1992 al 1999 è stato Arcidiacono e
Parroco di Northam, dal 1999 al 2006 Parroco a Mt Lawley. Nel 2006 è
entrato a far parte della "Traditional Anglican Communion"
ed è stato nominato vescovo per la regione occidentale e Parroco a
Maylands in Perth. Dopo essere stato accolto nella piena comunione
con la Chiesa Cattolica ed essere stato ordinato diacono, ha ricevuto
l'ordinazione sacerdotale nella Cattedrale di Perth il 15 giugno
2012.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 15 giugno 2012
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza dodici
Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita "ad
Limina Apostolorum":
-
L'Arcivescovo Ruben Salazar Gómez, di Bogotá.
- Il
Vescovo Héctor Luis Gutiérrez Pabón, di Engativá.
-
Il Vescovo Luis Antonio Nova Rocha, di Facatativá.
- Il
Vescovo Juan Vicente Córdoba Villota, S.I., di Fontibón.
- Il
Vescovo Hector Julio López Hurtado, S.D.B., di Girardot.
- Il
Vescovo Daniel Caro Borda, di Soacha.
-
Il Vescovo Fabio Suescún Mutis, Ordinario Militare.
-
L'Arcivescovo Ismael Rueda Sierra, di Bucaramanga.
- Il
Vescovo Camilo Fernando Castrellón Pizano, S.D.B., di
Barrancabermeja.
- Il
Vescovo Víctor Manuel Ochoa Cadavid, di Málaga-Soatá.
- Il
Vescovo Carlos Germán Mesa Ruiz, di Socorro y San Gil.
- Il
Vescovo Luis Albeiro Cortés Rendón, di Vélez.
Nel
pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph
Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
UDIENZA PRESIDENTE LXVI SESSIONE ASSEMBLEA GENERALE ONU
Città del Vaticano, 15 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Udienza il Signor Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Presidente della sessantaseiesima sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU. In seguito, il Signor Al-Nasser ha incontrato il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, che era accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
"Il cordiale colloquio ha avuto come tema centrale il ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, e in particolare dell’Assemblea Generale, nella risoluzione dei conflitti, con particolare attenzione a quelli in atto in diverse regioni del mondo, soprattutto in Africa e in Medio Oriente, e alle gravi situazioni di emergenza umanitaria che ne conseguono".
"In seguito ci si è soffermati sull’importanza del contributo della Chiesa Cattolica alla pace ed allo sviluppo, nonché sul rilievo della cooperazione tra le religioni e le culture".
"Il cordiale colloquio ha avuto come tema centrale il ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, e in particolare dell’Assemblea Generale, nella risoluzione dei conflitti, con particolare attenzione a quelli in atto in diverse regioni del mondo, soprattutto in Africa e in Medio Oriente, e alle gravi situazioni di emergenza umanitaria che ne conseguono".
"In seguito ci si è soffermati sull’importanza del contributo della Chiesa Cattolica alla pace ed allo sviluppo, nonché sul rilievo della cooperazione tra le religioni e le culture".
giovedì 14 giugno 2012
FAO: APPREZZATO IMPEGNO CHIESA CATTOLICA LOTTA CONTRO LA FAME
Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Direttore Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), Signor José Graziano da Silva, che successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
"Durante i cordiali colloqui è stato vivamente apprezzato l’impegno della Santa Sede e della Chiesa cattolica per combattere la fame e la povertà, soprattutto nel continente africano, e rimediare alla preoccupante situazione della sicurezza alimentare mondiale", si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede".
"Si è quindi rilevato come, nonostante vi siano risorse sufficienti per soddisfare i bisogni alimentari di tutto il mondo, persistano ostacoli di ordine economico, sociale e politico che impediscono di soddisfare tali bisogni. Si è infine auspicato che il settore rurale torni ad assumere un ruolo primario nelle strategie di sviluppo, che siano promossi modelli sostenibili di produzione agricola e di consumo alimentare e che si garantisca maggiore equità ed efficienza nella gestione del sistema alimentare".
"Durante i cordiali colloqui è stato vivamente apprezzato l’impegno della Santa Sede e della Chiesa cattolica per combattere la fame e la povertà, soprattutto nel continente africano, e rimediare alla preoccupante situazione della sicurezza alimentare mondiale", si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede".
"Si è quindi rilevato come, nonostante vi siano risorse sufficienti per soddisfare i bisogni alimentari di tutto il mondo, persistano ostacoli di ordine economico, sociale e politico che impediscono di soddisfare tali bisogni. Si è infine auspicato che il settore rurale torni ad assumere un ruolo primario nelle strategie di sviluppo, che siano promossi modelli sostenibili di produzione agricola e di consumo alimentare e che si garantisca maggiore equità ed efficienza nella gestione del sistema alimentare".
VISITA VESCOVO FELLAY CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA FEDE
Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). Nel pomeriggio di mercoledì 13 giugno 2012 si sono incontrati il Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ed il Vescovo Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, insieme ad un suo Assistente. Erano presenti anche l'Arcivescovo Luis Ladaria, Segretario della medesima Congregazione e Monsignor Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.
"L’oggetto dell’incontro era quello di presentare la valutazione della Santa Sede circa il testo consegnato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X nel mese di aprile, in risposta al Preambolo dottrinale, sottoposto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 14 settembre 2011 a detta Fraternità. Nella discussione successiva si è avuta anche la possibilità di offrire le opportune spiegazioni e precisazioni. S.E. Mons. Fellay da parte sua ha illustrato la situazione attuale della Fraternità Sacerdotale San Pio X e ha promesso di far conoscere la sua risposta in tempi ragionevoli".
"Durante il medesimo incontro si è anche consegnata una bozza di documento con il quale viene proposta una Prelatura Personale come strumento più adatto ad un eventuale riconoscimento canonico della Fraternità".
"Come già detto nel comunicato stampa del 16 maggio 2012, si conferma che la situazione degli altri tre Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X sarà trattata separatamente e singolarmente".
"A conclusione della riunione si è auspicato che anche attraverso questo momento ulteriore di riflessione si possa giungere alla piena comunione della Fraternità Sacerdotale San Pio X con la Sede Apostolica" .
"L’oggetto dell’incontro era quello di presentare la valutazione della Santa Sede circa il testo consegnato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X nel mese di aprile, in risposta al Preambolo dottrinale, sottoposto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 14 settembre 2011 a detta Fraternità. Nella discussione successiva si è avuta anche la possibilità di offrire le opportune spiegazioni e precisazioni. S.E. Mons. Fellay da parte sua ha illustrato la situazione attuale della Fraternità Sacerdotale San Pio X e ha promesso di far conoscere la sua risposta in tempi ragionevoli".
"Durante il medesimo incontro si è anche consegnata una bozza di documento con il quale viene proposta una Prelatura Personale come strumento più adatto ad un eventuale riconoscimento canonico della Fraternità".
"Come già detto nel comunicato stampa del 16 maggio 2012, si conferma che la situazione degli altri tre Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X sarà trattata separatamente e singolarmente".
"A conclusione della riunione si è auspicato che anche attraverso questo momento ulteriore di riflessione si possa giungere alla piena comunione della Fraternità Sacerdotale San Pio X con la Sede Apostolica" .
ACCORDO SANTA SEDE E LITUANIA INSEGNAMENTO SUPERIORE
Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). La Santa Sede e la Repubblica di Lituania hanno sottoscritto, l'8 giugno scorso, nel Palazzo del Governo a Vilnius, un Accordo relativo al riconoscimento reciproco delle qualifiche riguardanti l’insegnamento superiore (Agreement on the Recognition of Qualifications Concerning Higher Education).
Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Luigi Bonazzi, Nunzio Apostolico in Lituania, e per la Repubblica di Lituania Sua Eccellenza Audronius Ažubalis, Ministro degli Affari Esteri.
La stipulazione dell’Accordo è in sintonia con la Convenzione di Lisbona sull’omonimo tema (1997) che, tra i vari obiettivi, contempla quello di favorire il mutuo riconoscimento dei periodi e dei titoli di studio dell’insegnamento superiore. Detto riconoscimento serve, fra l’altro, per facilitare la mobilità degli studenti e la libera circolazione, nell’ambito dell’educazione superiore, nella regione europea. Inoltre, l’Accordo s’inserisce negli obiettivi del Processo di Bologna, a carattere europeo, che ha realizzato uno Spazio Comune dell’Istruzione Superiore (European Higher Education Area - EHEA), coinvolgendo attualmente 47 Paesi europei, tra cui la Santa Sede, con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali.
Il presente Accordo, oltre a definire i termini principali che utilizza e il suo campo di applicazione, stabilisce le regole, le procedure e gli strumenti per garantire il riconoscimento degli studi superiori. Esso perfeziona il quadro giuridico delle mutue relazioni tra la Santa Sede e la Repubblica di Lituania, già regolate dai tre Accordi firmati il 5 maggio 2000: sulla cooperazione in campo educativo e culturale; sugli aspetti giuridici delle relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato e sull’assistenza pastorale ai cattolici nelle Forze Armate.
Il presente Accordo entrerà in vigore nel giorno in cui entrambe le Parti avranno informato di avere adempiuto le rispettive procedure legali interne.
Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Luigi Bonazzi, Nunzio Apostolico in Lituania, e per la Repubblica di Lituania Sua Eccellenza Audronius Ažubalis, Ministro degli Affari Esteri.
La stipulazione dell’Accordo è in sintonia con la Convenzione di Lisbona sull’omonimo tema (1997) che, tra i vari obiettivi, contempla quello di favorire il mutuo riconoscimento dei periodi e dei titoli di studio dell’insegnamento superiore. Detto riconoscimento serve, fra l’altro, per facilitare la mobilità degli studenti e la libera circolazione, nell’ambito dell’educazione superiore, nella regione europea. Inoltre, l’Accordo s’inserisce negli obiettivi del Processo di Bologna, a carattere europeo, che ha realizzato uno Spazio Comune dell’Istruzione Superiore (European Higher Education Area - EHEA), coinvolgendo attualmente 47 Paesi europei, tra cui la Santa Sede, con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali.
Il presente Accordo, oltre a definire i termini principali che utilizza e il suo campo di applicazione, stabilisce le regole, le procedure e gli strumenti per garantire il riconoscimento degli studi superiori. Esso perfeziona il quadro giuridico delle mutue relazioni tra la Santa Sede e la Repubblica di Lituania, già regolate dai tre Accordi firmati il 5 maggio 2000: sulla cooperazione in campo educativo e culturale; sugli aspetti giuridici delle relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato e sull’assistenza pastorale ai cattolici nelle Forze Armate.
Il presente Accordo entrerà in vigore nel giorno in cui entrambe le Parti avranno informato di avere adempiuto le rispettive procedure legali interne.
UDIENZE
Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Il Vescovo Henri Brincard, Vescovo di Puy-en-Velay (Francia).
- Undici Presuli della Conferenza Episcopale della Colombia, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Luis Madrid Menano, di Nueva Pamplona.
- Il Vescovo Jaime Muñoz Pedroza, di Arauca.
- Il Vescovo Julio César Vidal Ortiz, di Cúcuta.
- Il Vescovo Jorge Enrique Lozano Zafra, di Ocaña.
- Il Vescovo Omar Alberto Sánchez Cubillos, O.P., di Tibú.
- L'Arcivescovo Luis Augusto Castro Quiroga, I.M.C., di Tunja.
- Il Vescovo Luis Felipe Sánchez Aponte, di Chiquinquirá.
- Il Vescovo Carlos Prada Sanmiguel, di Duitama-Sogamoso.
- Il Vescovo José Vicente Huertas Vargas, di Garagoa.
- Il Vescovo Misael Vacca Ramírez, di Yopal.
- Il Vescovo Héctor Javier Pizarro Acevedo, O.A.R., Vicario Apostolico di Trinidad.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 14 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Porec e Pula (Croazia), presentata dal Vescovo Ivan Milovan, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Drazen Kutlesa, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.
mercoledì 13 giugno 2012
LA CONTEMPLAZIONE DI CRISTO NON CI ESTRANEA DALLA REALTÀ
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). L'esperienza contemplativa e la forza della preghiera narrate dal San Paolo nella Seconda Lettera ai Corinzi sono state il tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi nell'Aula Paolo VI.
Di fronte a chi contestava la legittimità del suo apostolato, Paolo non elenca le comunità che ha fondato, né si limita a ricordare le difficoltà e le opposizioni che ha affrontato per annunciare il Vangelo, ma indica, ha detto il Papa, "il suo rapporto con il Signore, (...) così intenso da essere caratterizzato anche da momenti di estasi, di contemplazione profonda". Paolo racconta la sua debolezza negli anni in cui visse in silenzio e contemplazione, ed afferma: "Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo (...), infatti quando sono debole, è allora che sono forte".
L'atteggiamento dell'Apostolo delle genti "fa comprendere che ogni difficoltà nella sequela di Cristo e nella testimonianza del suo Vangelo può essere superata aprendosi con fiducia all'azione del Signore. (...) San Paolo comprende con chiarezza come affrontare e vivere ogni evento, soprattutto la sofferenza, la difficoltà, la persecuzione: nel momento in cui si sperimenta la propria debolezza, si manifesta la potenza di Dio, che non abbandona, non lascia soli, ma diventa sostegno e forza".
"Nella misura in cui cresce la nostra unione con il Signore - ha affermato il Santo Padre - e si fa intensa la nostra preghiera, anche noi andiamo all’essenziale e comprendiamo cioè che non è la potenza dei nostri mezzi che realizza il Regno di Dio, (...) ma è Dio che opera meraviglie proprio attraverso la nostra debolezza".
L'intensa contemplazione di Dio sperimentata da San Paolo, richiama quella dei discepoli sul Monte Tabor. "Contemplare il Signore è, allo stesso tempo, affascinante e tremendo: affascinante perché Egli ci attira a sé e rapisce il nostro cuore verso l'alto, portandolo alla sua altezza dove sperimentiamo la pace, la bellezza del suo amore; tremendo perché mette a nudo la nostra debolezza umana, la nostra inadeguatezza, la fatica di vincere il Maligno che insidia la nostra vita".
"In un mondo in cui rischiamo di confidare solamente sull’efficienza e la potenza dei mezzi umani, siamo chiamati a riscoprire e testimoniare la potenza della preghiera (...), con la quale cresciamo ogni giorno nel conformare la nostra vita a quella di Cristo", ha detto il Papa ricordando la figura del Premio Nobel per la Pace Albert Schweitzer, il teologo protestante che affermava: "Paolo è un mistico e nient'altro che un mistico'. un uomo veramente innamorato di Cristo e così unito a Lui, da poter dire: Cristo vive in me. La mistica di San Paolo non si fonda soltanto sugli eventi eccezionali da lui vissuti, ma anche sul quotidiano e intenso rapporto con il Signore che lo ha sempre sostenuto con la sua Grazia".
"Anche nella nostra vita di preghiera possiamo avere momenti di particolare intensità, in cui sentiamo più viva la presenza del Signore, ma è importante la costanza, la fedeltà del rapporto con Dio, soprattutto nelle situazioni di aridità, di difficoltà, di sofferenza. (...) Soltanto se siamo afferrati dall’amore di Cristo, saremo in grado di affrontare ogni avversità come Paolo, convinti che tutto possiamo in Colui che ci dà forza".
"Quanto più diamo spazio alla preghiera, tanto più vedremo che la nostra vita si trasformerà e sarà animata dalla forza concreta dell’amore di Dio. Così avvenne, ad esempio, per la beata Madre Teresa di Calcutta, che nella contemplazione di Gesù (...) trovava la ragione ultima e la forza incredibile per riconoscerlo nei poveri e negli abbandonati, nonostante la sua fragile figura".
"La contemplazione di Cristo nella nostra vita non ci estranea dalla realtà, bensì ci rende ancora più partecipi delle vicende umane, perché il Signore, attirandoci a sé nella preghiera, ci permette di farci presenti e prossimi ad ogni fratello nel suo amore".
Di fronte a chi contestava la legittimità del suo apostolato, Paolo non elenca le comunità che ha fondato, né si limita a ricordare le difficoltà e le opposizioni che ha affrontato per annunciare il Vangelo, ma indica, ha detto il Papa, "il suo rapporto con il Signore, (...) così intenso da essere caratterizzato anche da momenti di estasi, di contemplazione profonda". Paolo racconta la sua debolezza negli anni in cui visse in silenzio e contemplazione, ed afferma: "Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo (...), infatti quando sono debole, è allora che sono forte".
L'atteggiamento dell'Apostolo delle genti "fa comprendere che ogni difficoltà nella sequela di Cristo e nella testimonianza del suo Vangelo può essere superata aprendosi con fiducia all'azione del Signore. (...) San Paolo comprende con chiarezza come affrontare e vivere ogni evento, soprattutto la sofferenza, la difficoltà, la persecuzione: nel momento in cui si sperimenta la propria debolezza, si manifesta la potenza di Dio, che non abbandona, non lascia soli, ma diventa sostegno e forza".
"Nella misura in cui cresce la nostra unione con il Signore - ha affermato il Santo Padre - e si fa intensa la nostra preghiera, anche noi andiamo all’essenziale e comprendiamo cioè che non è la potenza dei nostri mezzi che realizza il Regno di Dio, (...) ma è Dio che opera meraviglie proprio attraverso la nostra debolezza".
L'intensa contemplazione di Dio sperimentata da San Paolo, richiama quella dei discepoli sul Monte Tabor. "Contemplare il Signore è, allo stesso tempo, affascinante e tremendo: affascinante perché Egli ci attira a sé e rapisce il nostro cuore verso l'alto, portandolo alla sua altezza dove sperimentiamo la pace, la bellezza del suo amore; tremendo perché mette a nudo la nostra debolezza umana, la nostra inadeguatezza, la fatica di vincere il Maligno che insidia la nostra vita".
"In un mondo in cui rischiamo di confidare solamente sull’efficienza e la potenza dei mezzi umani, siamo chiamati a riscoprire e testimoniare la potenza della preghiera (...), con la quale cresciamo ogni giorno nel conformare la nostra vita a quella di Cristo", ha detto il Papa ricordando la figura del Premio Nobel per la Pace Albert Schweitzer, il teologo protestante che affermava: "Paolo è un mistico e nient'altro che un mistico'. un uomo veramente innamorato di Cristo e così unito a Lui, da poter dire: Cristo vive in me. La mistica di San Paolo non si fonda soltanto sugli eventi eccezionali da lui vissuti, ma anche sul quotidiano e intenso rapporto con il Signore che lo ha sempre sostenuto con la sua Grazia".
"Anche nella nostra vita di preghiera possiamo avere momenti di particolare intensità, in cui sentiamo più viva la presenza del Signore, ma è importante la costanza, la fedeltà del rapporto con Dio, soprattutto nelle situazioni di aridità, di difficoltà, di sofferenza. (...) Soltanto se siamo afferrati dall’amore di Cristo, saremo in grado di affrontare ogni avversità come Paolo, convinti che tutto possiamo in Colui che ci dà forza".
"Quanto più diamo spazio alla preghiera, tanto più vedremo che la nostra vita si trasformerà e sarà animata dalla forza concreta dell’amore di Dio. Così avvenne, ad esempio, per la beata Madre Teresa di Calcutta, che nella contemplazione di Gesù (...) trovava la ragione ultima e la forza incredibile per riconoscerlo nei poveri e negli abbandonati, nonostante la sua fragile figura".
"La contemplazione di Cristo nella nostra vita non ci estranea dalla realtà, bensì ci rende ancora più partecipi delle vicende umane, perché il Signore, attirandoci a sé nella preghiera, ci permette di farci presenti e prossimi ad ogni fratello nel suo amore".
PREGHIERE PER CONGRESSO EUCARISTICO IRLANDA
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). Al termine della catechesi Benedetto XVI ha ricordato che in questi giorni si tiene a Dublino (Irlanda) il 50° Congresso Eucaristico Internazionale, sul tema: "L'Eucaristia: Comunione con Cristo e tra di noi".
"È una preziosa occasione per riaffermare la centralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa. Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’Altare con il supremo Sacrificio di amore della Croce si dona a noi, si fa nostro cibo per assimilarci a Lui, per farci entrare in comunione con Lui. E attraverso questa comunione siamo uniti anche tra di noi, diventiamo una cosa sola in Lui, membra gli uni degli altri".
"Vorrei invitarvi ad unirvi spiritualmente ai cristiani di Irlanda e del mondo - ha concluso il Santo Padre - pregando per i lavori del Congresso, perché l’Eucaristia sia sempre il cuore pulsante della vita di tutta la Chiesa".
"È una preziosa occasione per riaffermare la centralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa. Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’Altare con il supremo Sacrificio di amore della Croce si dona a noi, si fa nostro cibo per assimilarci a Lui, per farci entrare in comunione con Lui. E attraverso questa comunione siamo uniti anche tra di noi, diventiamo una cosa sola in Lui, membra gli uni degli altri".
"Vorrei invitarvi ad unirvi spiritualmente ai cristiani di Irlanda e del mondo - ha concluso il Santo Padre - pregando per i lavori del Congresso, perché l’Eucaristia sia sempre il cuore pulsante della vita di tutta la Chiesa".
IL BATTESIMO CI HA TIRATO FUORI DAL NOSTRO ISOLAMENTO
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). La sera di lunedì 11 giugno, il Santo Padre ha inaugurato, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma, che si conclude oggi. Nei giorni del Convegno, dal titolo "Andate e fate discepoli, battezzando e insegnando (Mt 28, 19-20), i partecipanti hanno discusso sulla bellezza del battesimo".
Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso che il Santo Padre ha improvvisato in questa occasione.
"Essere battezzati vuol dire essere uniti a Dio; in un’unica, nuova esistenza (...) Pensando a questo, possiamo subito vedere alcune conseguenze. La prima è che Dio non è più molto lontano per noi (...) ma noi siamo in Dio e Dio è in noi. La priorità, la centralità di Dio nella nostra vita è una prima conseguenza del Battesimo".
"Una seconda conseguenza (...) è che noi non ci facciamo cristiani. (...) Certo, anche la mia decisione è necessaria, ma soprattutto è un’azione di Dio con me (...) io sono assunto da Dio (...) dicendo 'sì' a questa azione di Dio, divento cristiano. (...) Un terzo elemento (...) è che, naturalmente, essendo immerso in Dio, sono unito ai fratelli e alle sorelle, perché tutti gli altri sono in Dio e se io sono tirato fuori dal mio isolamento, (...) sono immerso nella comunione con gli altri".
"Questo rito, come il rito di quasi tutti i Sacramenti, si compone da due elementi: da materia – acqua – e dalla parola. Il cristianesimo non è una cosa puramente spirituale (...) Dio è il Creatore di tutta la materia (...) Molto importante è, quindi, che la materia faccia parte della nostra fede (...). L’altro elemento è la parola, e questa parola si presenta in tre elementi: rinunce, promesse, invocazioni. Importante è che queste parole (...) siano cammino di vita".
Cominciamo con la prima parte, le rinunce. Sono tre e prendo anzitutto la seconda: 'Rinunciate alle seduzioni del male (...) Nella Chiesa antica (...) c’era l’espressione: 'Rinunciate alla pompa del diavolo?'. La pompa del diavolo erano soprattutto i grandi spettacoli cruenti, in cui la crudeltà diventa divertimento, in cui uccidere uomini diventa una cosa spettacolare (...) Ma oltre a questo significato immediato (...) si voleva parlare di un tipo di cultura. (...) Essere battezzati significa proprio sostanzialmente (...) un liberarsi da questa cultura. Conosciamo anche oggi un tipo di cultura in cui non conta la verità; anche se apparentemente si vuol fare apparire tutta la verità, conta solo la sensazione e lo spirito di calunnia e di distruzione. Una cultura che non cerca il bene, il cui moralismo è, in realtà, una maschera per confondere, creare confusione e distruzione. Contro questa cultura, in cui la menzogna si presenta nella veste della verità e dell’informazione, contro questa cultura che cerca solo il benessere materiale e nega Dio, diciamo 'no'".
"Passiamo alla prima rinuncia: 'Rinunciate al peccato per vivere nella libertà dei figli di Dio?'. Oggi libertà e vita cristiana (...) vanno in direzioni opposte; essere cristiani sarebbe come una schiavitù; libertà è emanciparsi dalla fede cristiana, emanciparsi – in fin dei conti – da Dio. (...) Dio si è fatto vulnerabile. (...) perché ci ama (...). La nostra prima preoccupazione deve essere non ferire, non distruggere il suo amore, non fare nulla contro il suo amore perché altrimenti viviamo anche contro noi stessi e contro la nostra libertà".
"E finalmente: 'Rinunciate a Satana?'. Questo ci dice che c’è un 'sì' a Dio e un 'no' al potere del Maligno che coordina tutte queste attività e si vuol fare dio di questo mondo".
"Alla fine rimane la questione (...) del Battesimo dei bambini. È giusto farlo, o sarebbe più necessario fare prima il cammino catecumenale per arrivare ad un Battesimo veramente realizzato? E l’altra questione che si pone sempre è: 'Ma possiamo noi imporre ad un bambino quale religione vuole vivere o no? (...)
La realtà è diversa. La vita stessa ci viene data senza che noi possiamo scegliere se vogliamo vivere o no; a nessuno può essere chiesto: 'vuoi essere nato o no?'. (...) Io direi: è possibile ed è giusto soltanto se, con la vita, possiamo dare anche la garanzia che la vita, con tutti i problemi del mondo, sia buona (...) che ci sia una garanzia che questa vita sia buona, sia protetta da Dio (...). Solo l’anticipazione del senso giustifica l’anticipazione della vita. E perciò il Battesimo come garanzia del bene di Dio, come anticipazione del senso, del 'sì' di Dio che protegge questa vita, giustifica anche l’anticipazione della vita".
Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso che il Santo Padre ha improvvisato in questa occasione.
"Essere battezzati vuol dire essere uniti a Dio; in un’unica, nuova esistenza (...) Pensando a questo, possiamo subito vedere alcune conseguenze. La prima è che Dio non è più molto lontano per noi (...) ma noi siamo in Dio e Dio è in noi. La priorità, la centralità di Dio nella nostra vita è una prima conseguenza del Battesimo".
"Una seconda conseguenza (...) è che noi non ci facciamo cristiani. (...) Certo, anche la mia decisione è necessaria, ma soprattutto è un’azione di Dio con me (...) io sono assunto da Dio (...) dicendo 'sì' a questa azione di Dio, divento cristiano. (...) Un terzo elemento (...) è che, naturalmente, essendo immerso in Dio, sono unito ai fratelli e alle sorelle, perché tutti gli altri sono in Dio e se io sono tirato fuori dal mio isolamento, (...) sono immerso nella comunione con gli altri".
"Questo rito, come il rito di quasi tutti i Sacramenti, si compone da due elementi: da materia – acqua – e dalla parola. Il cristianesimo non è una cosa puramente spirituale (...) Dio è il Creatore di tutta la materia (...) Molto importante è, quindi, che la materia faccia parte della nostra fede (...). L’altro elemento è la parola, e questa parola si presenta in tre elementi: rinunce, promesse, invocazioni. Importante è che queste parole (...) siano cammino di vita".
Cominciamo con la prima parte, le rinunce. Sono tre e prendo anzitutto la seconda: 'Rinunciate alle seduzioni del male (...) Nella Chiesa antica (...) c’era l’espressione: 'Rinunciate alla pompa del diavolo?'. La pompa del diavolo erano soprattutto i grandi spettacoli cruenti, in cui la crudeltà diventa divertimento, in cui uccidere uomini diventa una cosa spettacolare (...) Ma oltre a questo significato immediato (...) si voleva parlare di un tipo di cultura. (...) Essere battezzati significa proprio sostanzialmente (...) un liberarsi da questa cultura. Conosciamo anche oggi un tipo di cultura in cui non conta la verità; anche se apparentemente si vuol fare apparire tutta la verità, conta solo la sensazione e lo spirito di calunnia e di distruzione. Una cultura che non cerca il bene, il cui moralismo è, in realtà, una maschera per confondere, creare confusione e distruzione. Contro questa cultura, in cui la menzogna si presenta nella veste della verità e dell’informazione, contro questa cultura che cerca solo il benessere materiale e nega Dio, diciamo 'no'".
"Passiamo alla prima rinuncia: 'Rinunciate al peccato per vivere nella libertà dei figli di Dio?'. Oggi libertà e vita cristiana (...) vanno in direzioni opposte; essere cristiani sarebbe come una schiavitù; libertà è emanciparsi dalla fede cristiana, emanciparsi – in fin dei conti – da Dio. (...) Dio si è fatto vulnerabile. (...) perché ci ama (...). La nostra prima preoccupazione deve essere non ferire, non distruggere il suo amore, non fare nulla contro il suo amore perché altrimenti viviamo anche contro noi stessi e contro la nostra libertà".
"E finalmente: 'Rinunciate a Satana?'. Questo ci dice che c’è un 'sì' a Dio e un 'no' al potere del Maligno che coordina tutte queste attività e si vuol fare dio di questo mondo".
"Alla fine rimane la questione (...) del Battesimo dei bambini. È giusto farlo, o sarebbe più necessario fare prima il cammino catecumenale per arrivare ad un Battesimo veramente realizzato? E l’altra questione che si pone sempre è: 'Ma possiamo noi imporre ad un bambino quale religione vuole vivere o no? (...)
La realtà è diversa. La vita stessa ci viene data senza che noi possiamo scegliere se vogliamo vivere o no; a nessuno può essere chiesto: 'vuoi essere nato o no?'. (...) Io direi: è possibile ed è giusto soltanto se, con la vita, possiamo dare anche la garanzia che la vita, con tutti i problemi del mondo, sia buona (...) che ci sia una garanzia che questa vita sia buona, sia protetta da Dio (...). Solo l’anticipazione del senso giustifica l’anticipazione della vita. E perciò il Battesimo come garanzia del bene di Dio, come anticipazione del senso, del 'sì' di Dio che protegge questa vita, giustifica anche l’anticipazione della vita".
CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di luglio, agosto e settembre.
LUGLIO
15: XV Domenica "per annum": Visita pastorale a Frascati. Ore 9:30 Santa Messa.
AGOSTO
15: Mercoledì, Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Castel Gandolfo. Chiesa Parrocchiale di San Tommaso da Villanova, ore 8:00. Santa Messa.
SETTEMBRE
Venerdì 14- Domenica 16: Viaggio Apostolico in Libano.
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Marcello Romano, Vescovo della Diocesi di Araçuaí (superficie: 23.526; popolazione: 416.000; cattolici: 277.000; sacerdoti: 34; religiosi: 40), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Conceição do Mato Dentro (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1994. Nel 1995 è stato Vicario parrocchiale della Parrocchia "São Miguel" nella Diocesi di Guanhães; dal 1995 al 1996 è stato Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora do Amparo" in Braúnas; dal 1996 al 1998 è stato Parroco di "São Sebastião" in Joanésia; dal 1998 al 2000 è stato Parroco della Parrocchia "São Sebastião" in São Sebastião do Maranhão; dal 2001 al 2008 è stato Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora da Conceiçao" in Conceiçao do Mato Dentro; dal 2008 al 2011 è stato Parroco della Parrocchia "Santo Antônio" in Peçanha. È stato finora Amministratore diocesano di Guanhães.
martedì 12 giugno 2012
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
il Reverendo Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage, del clero della diocesi di Badulla (Sri Lanka), Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Attualmente docente presso la Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana.
- Membri della Congregazione per l'Educazione Cattolica: il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras); il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia); il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India); il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; l'Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine); l'Arcivescovo Alfredo Horacio Zecca, di Tucumán (Argentina); il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg; il Vescovo Charles Morerod, di Lausanne, Genéve et Fribourg.
- Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Haly (Ucraina); l'Arcivescovo Zbigney Stankevis, di Riga (Lettonia); l'Arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, S.D.B., Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania); il Vescovo Donald Joseph Bolen, di Saskatoon (Canada).
- Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: il Reverendo Aimable Musoni, S.D.B., Professore di Ecclesiologia ed Ecumenismo presso la Pontificia Università Salesiana; il Padre Robert Francis Christian, O.P., Vice Decano della Facoltà di Teologia presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino.
COMUNICATO SU INTEGRAZIONE DEL VIS NEL PORTALE NEWS.VA E NEL BOLLETTINO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). "Con il 31 luglio 2012 il Vatican Information Service termina di esistere come ufficio con un suo servizio specifico di informazione distinto dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, ma i suoi abbonati continueranno a ricevere un ampio servizio informativo", informa un Comunicato emesso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede.
Nel quadro dello sviluppo e del coordinamento delle attività di comunicazione sociale della Santa Sede, in seguito ad orientamenti ricevuti dalla Segreteria di Stato, il personale del VIS viene quindi destinato, in parte al rafforzamento del Portale multilinguistico "News.va", costituito da circa un anno nell'ambito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, in parte allo sviluppo multilinguistico del Bollettino della Sala Stampa.
"Com'è noto, il Portale news.va raccoglie regolarmente e presenta in forma facilmente accessibile le principali notizie di attualità sulla Santa Sede e la vita della Chiesa che vengono pubblicate ogni giorno da Sala Stampa, Osservatore Romano, Radio Vaticana, Agenzia Fides, arricchite dai video del CTV e da fotografie del servizio fotografico dell'Osservatore Romano. Esso opera quotidianamente in italiano, inglese, spagnolo e francese. Una delle sue caratteristiche è di essere strutturato in modo da offrire la facile possibilità di condividere i suoi materiali nei social networks (come Facebook e Twitter) e di renderli accessibili con nuove applicazioni su diverse piattaforme mobili.
Il Bollettino della Sala Stampa è stato pubblicato finora principalmente in lingua italiana, tranne quando si abbiamo testi originali in altre lingue, mentre il VIS ha operato regolarmente in quattro lingue. L'inserimento di parte del personale del VIS (di lingua inglese, francese, spagnola nel lavoro ordinario della Sala Stampa permetterà un opportuno rinnovamento della pubblicazione online del Bollettino, che comprenderà le traduzioni integrali di diversi testi del Bollettino stesso e anche sintesi in lingua di testi di cui non sia possibile dare la traduzione integrale. Ciò avverrà in misura graduale, a cominciare da settembre 2012.
Le parti tradotte del Bollettino, unitamente alle sintesi nelle lingue alle sintesi nelle lingue diverse dall'italiano, continueranno a venire inviate all'indirizzo dei circa 60.000 abbonati al VIS, che non verranno così a perdere un servizio da lungo tempo apprezzato. Anche il ricco archivio di 85.000 notizie in diverse lingue realizzate in oltre vent'anni del VIS, dotato di un sistema di ricerca semplice e rapido, verrà conservato e integrato nel sito della Sala Stampa.
Nel quadro dello sviluppo e del coordinamento delle attività di comunicazione sociale della Santa Sede, in seguito ad orientamenti ricevuti dalla Segreteria di Stato, il personale del VIS viene quindi destinato, in parte al rafforzamento del Portale multilinguistico "News.va", costituito da circa un anno nell'ambito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, in parte allo sviluppo multilinguistico del Bollettino della Sala Stampa.
"Com'è noto, il Portale news.va raccoglie regolarmente e presenta in forma facilmente accessibile le principali notizie di attualità sulla Santa Sede e la vita della Chiesa che vengono pubblicate ogni giorno da Sala Stampa, Osservatore Romano, Radio Vaticana, Agenzia Fides, arricchite dai video del CTV e da fotografie del servizio fotografico dell'Osservatore Romano. Esso opera quotidianamente in italiano, inglese, spagnolo e francese. Una delle sue caratteristiche è di essere strutturato in modo da offrire la facile possibilità di condividere i suoi materiali nei social networks (come Facebook e Twitter) e di renderli accessibili con nuove applicazioni su diverse piattaforme mobili.
Il Bollettino della Sala Stampa è stato pubblicato finora principalmente in lingua italiana, tranne quando si abbiamo testi originali in altre lingue, mentre il VIS ha operato regolarmente in quattro lingue. L'inserimento di parte del personale del VIS (di lingua inglese, francese, spagnola nel lavoro ordinario della Sala Stampa permetterà un opportuno rinnovamento della pubblicazione online del Bollettino, che comprenderà le traduzioni integrali di diversi testi del Bollettino stesso e anche sintesi in lingua di testi di cui non sia possibile dare la traduzione integrale. Ciò avverrà in misura graduale, a cominciare da settembre 2012.
Le parti tradotte del Bollettino, unitamente alle sintesi nelle lingue alle sintesi nelle lingue diverse dall'italiano, continueranno a venire inviate all'indirizzo dei circa 60.000 abbonati al VIS, che non verranno così a perdere un servizio da lungo tempo apprezzato. Anche il ricco archivio di 85.000 notizie in diverse lingue realizzate in oltre vent'anni del VIS, dotato di un sistema di ricerca semplice e rapido, verrà conservato e integrato nel sito della Sala Stampa.
SANTA SEDE NON HA CAMBIATO POSIZIONE SU GERUSALEMME EST
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo estratti dell'intervista al Monsignor Ettore Balestrero a Radio Vaticana relativa alla conclusione della Riunione Plenaria della Commissione Bilaterale fra Santa Sede e Stato di Israele che sta negoziando il denominato Accordo Economico.
D. Monsignore, negli ultimi giorni è circolata con insistenza in certi ambienti la notizia che oggi si sarebbe firmato il menzionato Accordo sul quale si lavora ormai da 13 anni e più. Ma non c'è stata alcuna firma. Cosa è successo?
R: Niente di particolare. Di firma dell'accordo si è parlato, è vero, in certi ambienti. Ma non era in programma. Come ho detto, si sono fatti progressi, ma ci sono ancora questioni da risolvere.
D. C'è stato pure allarme nei circoli Palestinesi per il fatto che la Santa Sede, con la firma di questo Accordo riconoscerebbe indirettamente la sovranità di Israele su Gerusalemme Est e su altri territori occupati con la guerra del 1967.
R. L'Accordo a cui si sta lavorando riguarda la vita, le attività ed il regime fiscale della Chiesa Cattolica in Israele. Nell'Accordo ci si vuole tenere al margine delle dispute territoriali: Non si parlerà di Gerusalemme Est, né di località nella Cisgiordania.
D. Ma si è fatta menzione di una bozza dell'accordo, nel quale sono menzionate località in Gerusalemme Est e nella Cisgirdania...
R. Dall'inizio dei negoziati si è lavorato su un progetto di Accordo comprensivo anche della
cosiddetta "Schedule One", ossia una lista di proprietà individuali appartenenti alla Santa Sede e ad alcune istituzioni della Chiesa Cattolica in Terra Santa, che, nel corso degli anni, sono state oggetto, da parte di Israele, di provvedimenti onerosi per i proprietari. Ed è vero che alcune di tali proprietà si trovano in Gerusalemme Est o in zone occupate nel 1967. Si mirava a risolvere problemi concreti. Già da tempo, comunque, si è deciso di trattare, nell'Accordo che si firmerà, solo alcune proprietà, che non si trovano a Gerusalemme Est o in Cisgiordania. Non è esatto, quindi, affermare che la Santa Sede, con l'accordo, violerebbe la IV Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra. La confusione e l'allarme sono dovuti all'uso indebito di uno strumento di lavoro, superato da tempo e, comunque, ancora in elaborazione.
D. La posizione della Santa Sede su Gerusalemme Est è cambiata?
R. La posizione della Santa Sede non è cambiata. È stata affermata nel "Basic Agreement" tra la Santa Sede e l'OLP; è stata richiamata in diverse circostanze e lo sarà nuovamente nell"Accordo Globale" con l'OLP, attualmente in fase di elaborazione.
D. Un'ultima domanda. È stato pure scritto che questo Accordo che la Santa Sede sta elaborando con Israele danneggerà gli Accordi che la Francia e l'Italia o altri Paesi hanno con Israele, a vantaggio delle rispettive istituzioni nazionali che operano in Israele.
R. Non è esatto. L'Accordo riguarda la Santa Sede e lo Stato di Israele e non ha incidenza su Accordi che Israele ha concluso con altri Stati. La validità di questi ultimi dipende anzitutto dalla volontà delle Parti contraenti e non dall'esistenza di un Accordo di una di tali Parti con un terzo soggetto, come è in questo caso la Santa Sede. Peraltro questo è un principio di diritto internazionale comunemente accettato.
RIUNIONE PLENARIA COMMISSIONE BILATERALE SANTA SEDE E STATO DI ISRAELE
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). La Commissione Bilaterale permanente fra la Santa Sede e lo Stato di Israele si è riunita oggi, in forma plenaria, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per proseguire i negoziati relativi allo "Accordo fondamentale, art 10, paragrafo 2".
"I negoziati hanno avuto luogo in un atmosfera positiva e costruttiva. La Commissione ha preso atto del fatto che sono stati fatti significativi progressi verso la conclusione dell'Accordo".
"La Commissione ha anche riconosciuto il servizio esemplare svolto dal Nunzio Apostolico Antonio Franco e dall'Ambasciatore Mordechay Lewy in occasione del loro pensionamento".
"Le parti hanno concordato sui passi futuri e di tenere la prossima Assemblea Plenaria il 6 dicembre 2012 presso la sede del Ministero degli Affari Esteri di Israele".
La Delegazione della Santa Sede era guidata dal Monsignor Ettore Balestrero, Sotto-Segretario dei Rapporti con gli Stati e quella dello Stato di Israele dal Signor Danny Ayalon M.K.M., Vice-Ministro degli Affari Esteri.
COMUNICATO SU VALUTAZIONE DOTTRINALE DELLA LCWR C
COMUNICATO SU VALUTAZIONE DOTTRINALE DELLA LCWR
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede sulla riunione tenutasi presso la Congregazione per la Dottrina della Fede relativa alla Valutazione dottrinale della LCWR.
Questa mattina i Superiori della Congregazione per la Dottrina per la Fede hanno incontrato il Presidente e il Direttore Esecutivo della Conferenza sulla Direzione delle Donne Religiose (LCWE) negli Stati Uniti d'America. Hanno partecipato alla Riunione l'Arcivescovo Peter J. Sartain, di Seattle ed il Delegato della Santa Sede per la valutazione dottrinale del LCWR.
"L'incontro ha offerto l'occasione per la Congregazione e le rappresenanti della LCWR di discutere le questioni e le preoccupazioni sorte dalla Valutazione Dottrinale in una atmosfera di apertura e cordialità".
Secondo il Diritto Canonico, una Conferenza di Superiori Maggiori come il LCWR è costituita e rimane sotto la suprema direzione della Santa Sede per promuovere un impegno comune fra gli Istituti membri individuali e la cooperazione con la Santa Sede e la locale Conferenza dei Vescovi (Cfr. Codice di Diritto Canonico, canoni 708-709). L'obiettivo della Valutazione dottrinale è quello di assistere il LCWR nella importante missione di promuovere una visione di comunione ecclesiale fondata sulla fede in Gesù Cristo e sugli insegnamenti della Chiesa come fedelmente impartiti nei secoli sotto la guida del Magistero".
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede sulla riunione tenutasi presso la Congregazione per la Dottrina della Fede relativa alla Valutazione dottrinale della LCWR.
Questa mattina i Superiori della Congregazione per la Dottrina per la Fede hanno incontrato il Presidente e il Direttore Esecutivo della Conferenza sulla Direzione delle Donne Religiose (LCWE) negli Stati Uniti d'America. Hanno partecipato alla Riunione l'Arcivescovo Peter J. Sartain, di Seattle ed il Delegato della Santa Sede per la valutazione dottrinale del LCWR.
"L'incontro ha offerto l'occasione per la Congregazione e le rappresenanti della LCWR di discutere le questioni e le preoccupazioni sorte dalla Valutazione Dottrinale in una atmosfera di apertura e cordialità".
Secondo il Diritto Canonico, una Conferenza di Superiori Maggiori come il LCWR è costituita e rimane sotto la suprema direzione della Santa Sede per promuovere un impegno comune fra gli Istituti membri individuali e la cooperazione con la Santa Sede e la locale Conferenza dei Vescovi (Cfr. Codice di Diritto Canonico, canoni 708-709). L'obiettivo della Valutazione dottrinale è quello di assistere il LCWR nella importante missione di promuovere una visione di comunione ecclesiale fondata sulla fede in Gesù Cristo e sugli insegnamenti della Chiesa come fedelmente impartiti nei secoli sotto la guida del Magistero".
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