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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 4 aprile 2012

APPELLO DEL PAPA VITTIME MINE ANTIPERSONA


Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS).  Al termine dei saluti nelle diverse lingue rivolti ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro per l'Udienza Generale, provenienti da tutto il mondo, il Santo Padre ha ricordato che oggi ricorre la Giornata internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine antipersona. Benedetto XVI ha espresso la sua vicinanza alle vittime e alle loro famiglie ed ha detto: "Incoraggio tutti coloro che si impegnano per liberare l’umanità da questi terribili e subdoli ordigni, i quali, come disse il Beato Giovanni Paolo II in occasione dell’entrata in vigore della Convenzione per il loro bando, impediscono agli uomini di 'camminare assieme sui sentieri della vita senza temere le insidie di distruzione e di morte'".

IL PAPA RIEVOCA VIAGGIO APOSTOLICO IN MESSICO E CUBA


Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di undicimila persone, il Santo Padre Benedetto XVI ha rievocato il suo recente Viaggio Apostolico in Messico e Cuba nel quale ha voluto "abbracciare idealmente l'intero Continente, invitando tutti a vivere insieme nella speranza e nell'impegno concreto di camminare uniti verso un futuro migliore".

Occasioni del viaggio del suo Viaggio, ha ricordato il Santo Padre sono state il bicentenario dell’Indipendenza del Messico e di altri Paesi Latinoamericani, il ventennio dei rapporti diplomatici tra Messico e Santa Sede e il quarto centenario del rinvenimento dell’immagine della Vergine della Carità del Cobre nella Repubblica di Cuba".

Una delle caratteristiche della visita è stata la "straordinaria, festante e vivace accoglienza, come segno dell'abbraccio caloroso" dell'intero popolo messicano. Il Santo Padre si è soffermato sul  suo soggiorno a León dove, alla presenza della autorità civili e religiose, ha sottolineato "la necessità del riconoscimento e della tutela dei diritti fondamentali della persona umana, tra i quali spicca la libertà religiosa, assicurando la mia vicinanza a quanti soffrono a causa di piaghe sociali, di antichi e nuovi conflitti, della corruzione e della violenza". L'entusiasmo di quanti lo ascoltavano attestava "la tenace speranza dei cristiani messicani, speranza rimasta accesa nei cuori nonostante i momenti difficili".

Sempre a León il Pontefice ha incontrato numerosi bambini ed adolescenti che con la loro gioia "esprimevano il forte desiderio di tutti i ragazzi del Messico, dell'America Latina e dei Caraibi di poter vivere in pace, in serenità e armonia, in una società più giusta e riconciliata".

"I discepoli del Signore devono far crescere la gioia di essere cristiani e la gioia di appartenere alla sua Chiesa. Da questa gioia nascono anche le energie per servire Cristo nelle situazioni difficili e di sofferenza". Il Papa ha perciò esortato le migliaia di partecipanti all'Eucaristia domenicale nel Parco del Bicentenario a León a "confidare nella bontà di Dio onnipotente che può cambiare dal di dentro, dal cuore, le situazioni insopportabili e oscure" ed ha espresso la sua gratitudine a quanti "seminano il Vangelo in situazioni complesse e spesso non prive di limitazioni".

Benedetto XVI ha preso congedo dal Messico spronando "il popolo messicano a rimanere fedele al Signore e alla sua Chiesa, ben ancorato alle proprie radici cristiane".

Successivamente il Papa ha ricordato la seconda parte del Viaggio nell'isola di Cuba dove si è recato "anzitutto per sostenere la missione della Chiesa cattolica, impegnata ad annunciare con gioia il Vangelo, nonostante la povertà di mezzi e le difficoltà ancora da superare perché la religione possa svolgere il proprio servizio spirituale e formativo nell’ambito pubblico della società". Il Santo Padre ha posto l'accento sulle buone relazioni esistenti fra Cuba e la Santa Sede, "finalizzate al servizio della presenza viva e costruttiva della Chiesa locale.  Ho assicurato altresì - ha detto il Pontefice - che il Papa porta nel cuore le preoccupazioni e le aspirazioni di tutti i cubani, specialmente di quelli che soffrono per la limitazione della libertà".

"Un momento di forte intensità spirituale" è stata la prima Santa Messa celebrata in terra cubana, in occasione del IV centenario della scoperta dell’immagine della Vergine della Carità di El Cobre, Patrona di Cuba. Le migliaia di fedeli che vi hanno assistito sono "segno di una Chiesa che viene da situazioni non facili, ma con una testimonianza vivace di carità e di presenza attiva nella vita della gente".

"Ai cattolici cubani - ha detto infine il Santo Padre - che, insieme all’intera popolazione, sperano in un futuro sempre migliore, ho rivolto l’invito a dare nuovo vigore alla loro fede e a contribuire, con il coraggio del perdono e della comprensione, alla costruzione di una società aperta e rinnovata, dove vi sia sempre più spazio per Dio, perché quando Dio è estromesso, il mondo si trasforma in un luogo inospitale per l’uomo".

"Prima di lasciare Santiago de Cuba - ha proseguito il Papa - mi sono recato al Santuario di Nostra Signora della Carità in El Cobre, tanto cara al popolo cubano. Il pellegrinaggio dell’immagine della Madonna della Carità nelle famiglie dell’Isola ha suscitato grande entusiasmo spirituale, rappresentando un significativo evento di nuova evangelizzazione e un’occasione di riscoperta della fede. Alla Vergine Santa ho raccomandato soprattutto le persone che soffrono e i giovani cubani".

Nella seconda tappa cubana, la capitale la Habana, "i giovani (...) sono stati i principali protagonisti dell’esuberante accoglienza nel percorso verso la Nunziatura, dove ho avuto l’opportunità di intrattenermi con i Vescovi del Paese per parlare delle sfide che la Chiesa cubana è chiamata ad affrontare, nella consapevolezza che la gente guarda ad essa con crescente fiducia".

Nella Santa Messa della domenica, ha detto Benedetto XVI, "ho ricordato che Cuba e il mondo hanno bisogno di cambiamenti, ma questi ci saranno solo se ognuno si apre alla verità integrale sull’uomo, presupposto imprescindibile per raggiungere la libertà, e decide di seminare attorno a sé riconciliazione e fraternità. (...) Ho voluto altresì ribadire che la Chiesa non chiede privilegi, ma di poter proclamare e celebrare anche pubblicamente la fede, portando il messaggio di speranza e di pace del Vangelo in ogni ambiente della società. Nell'apprezzare i passi finora compiuti in tal senso dalle Autorità cubane, ho sottolineato che è necessario proseguire in questo cammino di sempre più piena libertà religiosa".

Dal momento della partenza il Santo Padre ha conservato il ricordo della decine di migliaia di cubani che, nonostante la forte pioggia, sono venuti a salutarlo durante il percorso fino all'aeroporto. Nella cerimonia di congedo il Papa ha ricordato che "le diverse componenti della società cubana sono chiamate ad uno sforzo di sincera collaborazione e di dialogo paziente per il bene della patria". In questa prospettiva la presenza del Papa sull'isola ha voluto essere "un incoraggiamento ad aprire le porte del cuore a Cristo, che è fonte di speranza e di forza per far crescere il bene".

Benedetto XVI ha affermato che il suo Viaggio Apostolico in Messico e Cuba ha dato un buon risultato pastorale, e ha auspicato che entrambi i Paesi possano ottenere frutti abbondanti per costruire un futuro di pace e di fraternità.

Infine il Papa ha fatto riferimento al Triduo Pasquale, vertice dell'anno liturgico, che inizia domani con la Santa Messa "in Coena Domini" ed ha invitato i fedeli a viverlo con intensità: "Ognuno di noi è stato amato da Gesù 'fino alla fine', cioè fino al dono totale di Sé sulla croce, quando gridò: 'E’ compiuto!' (Gv 19,30). Lasciamoci raggiungere da questo amore, lasciamoci trasformare, perché veramente si realizzi in noi la risurrezione".

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo John George Chedid, emerito di Our Lady of Lebanon of Los Angeles dei Maroniti (Stati Uniti d'America), il 22 marzo, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Ante Juric, emerito di Split-Makarska (Croazia), il 20 marzo all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Edward Materski, emerito di Radom (Polonia), il 24 marzo, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Anárghyros Printesis, Esarca Apostolico emerito  per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia, il 18 marzo, all'età di 74 anni.

- Il Vescovo Paulino Reale, emerito di Venado Tuerto (Argentina), il 29 marzo, all'età di 88 anni.

ALTRI ATTI PONTIFICI



Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Omar Aparicio Céspedes, Vescovo Ordinario Militare per la Bolivia (sacerdoti: 66; religiosi: 28; diaconi permanenti: 5). È stato finora Ausiliare di La Paz (Bolivia).

- Il Monsignore Francesco Milito, Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi (superficie: 930; popolazione: 179.603; cattolici: 176.250; sacerdoti: 99; religiosi: 182; diaconi permanenti: 16), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Rossano (Italia) nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.  Dal 1974 al 1978 è stato Responsabile dell’Archivio Storico Diocesano di Rossano; dal 1975 al 1978 è stato Rettore del Seminario Arcivescovile di Rossano; dal 1978 al 1985 è stato Rettore del Pontificio Seminario Regionale “San Pio X” di Catanzaro e Direttore dello Studio Teologico Calabrese; dal 1985 al 1988 è stato Officiale della Segreteria di Stato; dal 1988 al 1991 è stato Parroco del Sacro Cuore a Rossano Scalo; dal 1988 al 1992 è stato Vicario Generale di Rossano-Cariati; dal 1989 al 1992 è stato Segretario e poi Delegato Generale del Sinodo Diocesano; dal 1992 è Docente di Storia della Chiesa e di Archivistica presso l’Istituto Teologico Calabro “San Pio X” di Catanzaro; dal 1993 al 2006 è stato Vicario Episcopale per l’evangelizzazione, la catechesi, la cultura e la scuola di Rossano-Cariati; dal 1994 è Canonico Arcidiacono del Capitolo Cattedrale di Rossano; dal 2007 è Vicario Episcopale per l’ecumenismo e la cultura di Rossano-Cariati e Direttore dell’Archivio Storico Diocesano.

- Il Monsignore Tulio Luis Ramírez Padilla, Ausiliare dell’Arcidiocesi di Caracas (superficie: 790; popolazione: 4.435.000; cattolici: 3.781.000; sacerdoti: 538; religiosi: 1722; diaconi permanenti: 9). Venezuela. Il Vescovo eletto è nato a Caracas nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Ha svolto i seguenti incarichi: Viceparroco di “San Agustín” a Guacara, Parroco di “Nuestra Señora de Carmen” a Miranda, Parroco di “San Diego de Alcalá” a San Diego, Parroco di “Nuestra Señora de Begoña” a Naguanagua, Professore del Seminario Maggiore, Giudice del Tribunale ecclesiastico arcidiocesano, Parroco di “San Agustín” a Guacara e, dal 2001, Vicario Generale dell’arcidiocesi e Moderatore della Curia.



AVVISO


Città del Vaticano, 4 aprile 2012 (VIS). Come precedentemente annunciato, durante le celebrazioni liturgiche della Settimana Santa, da giovedì 5 a martedì 10 aprile, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno mercoledì 11 aprile.

martedì 3 aprile 2012

CRISTIANI E BUDDISTI: EDUCARE GIUSTIZIA E PACE ATTRAVERSO DIALOGO INTERRELIGIOSO



Città del Vaticano, 3 aprile 2012 (VIS). Un Messaggio, a firma del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dell'Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Pontifico Consiglio, è stato indirizzato, come ogni anno, ai seguaci del Buddismo, in occasione della festività della Vesakh.

Vesakh è la principale festività buddista che ricorda i tre momenti fondamentali del Gautama Budda. Secondo la tradizione il Budda storico nacque, ricevette l'illuminazione e disparve raggiungendo il Nirvana durante la luna piena del mese di maggio. Si tratta quindi di una festività mobile che quest'anno cade fra il 5 e il 6 del mese di maggio, anche se in Cina si celebra l'ottavo giorno del quarto mese del calendario cinese (28 aprile). In questi giorni i seguaci del buddismo decorano le abitazioni con fiori e le profumano con l'incenso, visitano i templi locali, ascoltano gli insegnamenti dei monaci e offrono loro dei doni.

Il messaggio di quest'anno s'intitola "Cristiani e Buddisti: condividere la responsabilità di educare le giovani generazioni alla giustizia e alla pace attraverso il dialogo interreligioso. Di seguito riportiamo ampi estratti del testo:

"Oggi, sempre più, nelle aule di tutto il mondo, studenti appartenenti a varie religioni e credenze siedono fianco a fianco, imparando gli uni con gli altri e gli uni dagli altri. Questa diversità pone sfide e suscita una riflessione più profonda sulla necessità di educare i giovani al rispetto ed alla comprensione delle credenze e pratiche religiose altrui, ad accrescere la conoscenza della propria, ad avanzare insieme come esseri umani responsabili ed essere pronti ad unirsi a coloro che appartengono ad altre religioni per risolvere i conflitti e promuovere amicizia, giustizia, pace ed un autentico sviluppo umano".

"Con Sua Santità il Papa Benedetto XVI, riconosciamo che la vera educazione può favorire un’apertura al trascendente ed a coloro che ci circondano. Laddove l’educazione è una realtà, c’è un’opportunità di dialogo, di interrelazione e di ascolto ricettivo degli altri. In tale clima, i giovani si sentono apprezzati per quello che sono e per quel che può essere il loro contributo; imparano a crescere nella stima per i loro fratelli e sorelle le cui credenze e pratiche differiscono dalla propria. Quando ciò accade ne deriva la gioia di essere persone solidali e compassionevoli, chiamate a costruire una società giusta e fraterna dando così speranza al futuro (cfr. Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2012)".

"Come buddisti, voi trasmettete ai giovani la necessaria saggezza di astenersi dal danneggiare gli altri e di vivere una vita di generosità e compassione, una pratica che deve essere apprezzata e riconosciuta come un dono prezioso per la società. Questo è un modo concreto con il quale la religione contribuisce a educare le giovani generazioni, a condividere la responsabilità e cooperare con gli altri".

"È un dato di fatto che i giovani sono una risorsa per ogni società. Con la loro autenticità, ci incoraggiano a trovare una risposta alle domande fondamentali sulla vita e la morte, la giustizia e la pace, il senso della sofferenza e le ragioni della speranza. Così ci aiutano a progredire nel nostro pellegrinaggio verso la Verità. Con il loro dinamismo, in quanto artefici del futuro, essi ci spingono a distruggere tutti i muri che purtroppo ancora ci separano. Con le loro domande essi alimentano il dialogo fra religioni e culture".

"Cari amici, uniamo i nostri cuori ai vostri e preghiamo perché insieme possiamo guidare i giovani, con il nostro esempio ed insegnamento, a divenire strumenti di giustizia e pace. Condividiamo la comune responsabilità che abbiamo verso le generazioni presenti e future, educandole a crescere come esseri pacifici ed operatori di pace".

BENEDIZIONE DEI BAMBINI NEL VENTRE MATERNO

Città del Vaticano, 3 aprile 2012 (VIS). A partire dalla seconda settimana di maggio, quando in numerosi paesi si celebra la festa della mamma, potrebbe essere disponibile nelle parrocchie degli Stati Uniti, il testo del rito della benedizione dei bambini nel grembo materno, che ha ricevuto l'approvazione della Santa Sede. È quanto comunicato in una nota della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, con la quale si informano i fedeli dell'avvenuta concessione della 'recognitio' da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il testo del rito verrà stampato in inglese e spagnolo, per rispondere alle necessità del crescente numero di fedeli ispanici immigrati negli Stati Uniti.

Il Cardinale Daniel N. DiNardo, Arcivescovo di Galveston-Houston, Presidente del Comitato di attività pro-vita della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, ha spiegato che la benedizione è stata preparata "per sostenere i genitori in attesa di un figlio, per favorire la preghiera nelle comunità e il riconoscimento del prezioso dono della maternità e per promuovere il rispetto della vita nell'ambito più vasto  della società". La benedizione potrà essere offerta sia nel contesto della celebrazione di una messa che al di fuori di essa. Il testo potrebbe in futuro entrare a far parte anche del Libro delle Benedizioni quando verrà sottoposto a revisione.

La preparazione del testo della benedizione dei bambini nel ventre materno è stata promossa dall'Arcivescovo di Louisville Monsignor Joseph Edward Kurtz, che, quando era Vescovo di Knoxville, si rivolse al Comitato di Attività Pro-Vita per chiedere se esistesse una preghiera di benedizione per i bambini nel ventre materno. Avutane una risposta negativa, il Comitato ha iniziato la preparazione del testo, che è stato presentato al Comitato per il Culto Divino nel marzo 2008. Nel novembre del medesimo anno, l'assemblea dei Vescovi ha approvato la nuova benedizione, che è stata inviata alla Santa Sede per ottenere la "recognitio".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo José Carlos Cabrero Romero, Arcivescovo di San Luis Potosí (superficie: 19.428; popolazione: 1.925.000; cattolici: 1.845.000; sacerdoti: 264; religiosi: 985; diaconi permanenti: 10), Messico. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1946 a San Luis Potosí (Messico), è stato ordinato sacerdote nel 1972 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2009. Come sacerdote ha svolto i seguenti incarichi: Vicario parrocchiale e promotore vocazionale dell'Arcidiocesi di San Luis Potosí, Formatore e Direttore Spirituale del Seminario diocesano, Professore di Teologia Spirituale, Economo e Vice-Rettore del Collegio Messicano a Roma, Parroco, Decano e membro del Consiglio per gli Affari Economici e Coordinatore della formazione permanente del clero. Finora Vescovo di Zacatecas, succede all'Arcivescovo Luis Morales Reyes, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Cástor Oswaldo Azuaje Pérez, O.C.D., Vescovo di Trujillo (superficie: 7.400; popolazione: 788.000; cattolici: 746.000; sacerdoti: 117; religiosi: 93; diaconi permanenti: 23), Venezuela. Finora Vescovo Ausiliare di Maracaibo (Venezuela), il Vescovo Azuaje Pérez succede al Vescovo  Vicente Ramón Hernández Peña, del quale Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi di Trujillo (Venezuela), presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 2 aprile 2012

DOMENICA DELLE PALME: IN CRISTO È BENEDETTA TUTTA L'UMANITÀ

Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Benedetto XVI ha aperto ieri i riti della Settimana Santa celebrando in Piazza San Pietro la Santa Messa della Domenica delle Palme e della Passione del Signore a cui hanno assistito oltre sessantamila fedeli.

Il Papa ha percorso in papamobile Piazza San Pietro prima di raggiungere l'altare, collocato sotto l'obelisco adornato di più di 50.000 rami, arbusti e fiori mediterranei. La piazza era ornata anche da 13 ulivi secolari provenienti, come la decorazione floreale, dalla Puglia.

"La Domenica delle Palme - ha detto il Papa nell'omelia - è il grande portale che ci introduce nella Settimana Santa, la settimana nella quale il Signore Gesù si avvia verso il culmine della sua vicenda terrena. Egli sale a Gerusalemme per portare a compimento le Scritture e per essere appeso sul legno della croce, il trono da cui regnerà per sempre, attirando a sé l’umanità di ogni tempo e offrendo a tutti il dono della redenzione".

Il Pontefice ha ricordato i due episodi che accompagnano l'ingresso di Cristo a Gerusalemme. La guarigione del cieco Bartimeo e l'entusiasmo dei discepoli e la moltitudine che lo acclama con le antiche parole di benedizione dei pellegrini: "Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. "Questa acclamazione festosa, trasmessa da tutti e quattro gli Evangelisti, è un grido di benedizione, un inno di esultanza: esprime l’unanime convinzione che, in Gesù, Dio ha visitato il suo popolo e che il Messia desiderato finalmente è giunto. E tutti sono lì, con la crescente attesa per l’opera che il Cristo compirà una volta entrato nella sua città".

"Ma qual è il contenuto, la risonanza più profonda di questo grido di giubilo? La risposta ci viene dall’intera Scrittura, la quale ci ricorda che il Messia porta a compimento la promessa della benedizione di Dio, la promessa originaria che Dio aveva fatto ad Abramo, il padre di tutti i credenti: 'Farò di te una grande nazione e ti benedirò … e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra'. (...) Per questo, Colui che è acclamato dalla folla come il benedetto è, nello stesso tempo, Colui nel quale sarà benedetta l’umanità intera. Così, nella luce del Cristo, l’umanità si riconosce profondamente unita e come avvolta dal manto della benedizione divina, una benedizione che tutto permea, tutto sostiene, tutto redime, tutto santifica"

"Possiamo scoprire qui un primo grande messaggio che giunge a noi dalla festività di oggi: l’invito ad assumere il giusto sguardo sull’umanità intera, sulle genti che formano il mondo, sulle sue varie culture e civiltà. Lo sguardo che il credente riceve da Cristo è lo sguardo della benedizione: uno sguardo sapiente e amorevole, capace di cogliere la bellezza del mondo e di compatirne la fragilità. In questo sguardo traspare lo sguardo stesso di Dio sugli uomini che Egli ama e sulla creazione, opera delle sue mani".

"Che cosa c’è realmente nel cuore di quanti acclamano Cristo come Re d’Israele? (...) Chi è per noi Gesù di Nazaret? Che idea abbiamo del Messia, che idea abbiamo di Dio? È una questione cruciale, questa, che non possiamo eludere, tanto più che proprio in questa settimana siamo chiamati a seguire il nostro Re che sceglie come trono la croce; siamo chiamati a seguire un Messia che non ci assicura una facile felicità terrena, ma la felicità del cielo, la beatitudine di Dio".


Dobbiamo allora chiederci: quali sono le nostre vere attese?". Rivolgendosi ai giovani, protagonisti della Giornata Mondiale della Gioventù che si celebra oggi a livello diocesano, il Papa ha detto: "La Domenica delle Palme sia per voi il giorno della decisione, la decisione di accogliere il Signore e di seguirlo fino in fondo, la decisione di fare della sua Pasqua di morte e risurrezione il senso stesso della vostra vita di cristiani. È la decisione che porta alla vera gioia, come ho voluto ricordare nel Messaggio ai Giovani per questa Giornata - 'Siate sempre lieti nel Signore'" (...) (Fil 4,4) -

Infine il Papa ha auspicato che: "siano in particolare due i sentimenti di questi giorni: la lode, come hanno fatto coloro che hanno accolto Gesù a Gerusalemme con i loro 'osanna'; ed il ringraziamento, perché in questa Settimana Santa il Signore Gesù rinnoverà il dono più grande che si possa immaginare: ci donerà la sua vita, il suo corpo e il suo sangue, il suo amore. Ma a un dono così grande dobbiamo rispondere in modo adeguato, ossia con il dono di noi stessi, del nostro tempo, della nostra preghiera, del nostro stare in comunione profonda d’amore con Cristo che soffre, muore e risorge per noi".

Benedetto XVI ha sintetizzato questo concetto con le parole di Sant'Andrea, Vescovo di Creta e Padre della Chiesa (...) '"Stendiamo, dunque, umilmente innanzi a Cristo noi stessi (...). Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia, o meglio, di tutto lui stesso ... e prostriamoci ai suoi piedi come tuniche distese ... per poter offrire al vincitore della morte non più semplici rami di palma, ma trofei di vittoria".

LA GIOIA, ELEMENTO CENTRALE ESPERIENZA CRISTIANA

Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Al termine della Santa Messa della Domenica delle Palme, e prima della recita dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato ai presenti che oggi si celebra la Giornata Mondiale della Gioventù 2012 e perciò ha rivolto uno speciale saluto agli organizzatori delle Giornate di Madrid 2011 e di Rio de Janeiro 2013, che hanno tenuto un congresso a Roma ed hanno partecipato alla Santa Messa; e ai giovani giunti da tutto il mondo.

"Il motto dell'odierna Giornata della Gioventù - ha detto Benedetto  ai giovani - è l'appello di San Paolo: 'Siate sempre lieti nel Signore!'. La gioia che scaturisce dalla consapevolezza che Dio ci ama, è un elemento centrale dell'esperienza cristiana. In un mondo spesso segnato da tristezza e inquietudini, è una testimonianza importante della bellezza e dell'affidabilità della fede. Siate lieti testimoni di Cristo!".

AI GIOVANI: "PARLATE AGLI ALTRI DI DIO SENZA COMPLESSI NÉ TIMORI"


Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza 5.000 giovani dell'Arcidiocesi di Madrid (Spagna), accompagnati dall'Arcivescovo di Madrid Cardinale Antonio María Rouco Varela - giunti in pellegrinaggio a Roma per ringraziare il Papa del suo Viaggio in Spagna in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù dell'agosto scorso. Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso di Benedetto XVI:

"Quando ripenso alla XXVI Giornata Mondiale della Gioventù vissuta a Madrid, il mio cuore è colmo di gratitudine a Dio per l'esperienza di grazia di quei giorni indimenticabili. (...) Quello splendido incontro si può solamente intendere alla luce della presenza dello Spirito Santo nella Chiesa. Esso infonde coraggio nei cuori, e continuamente ci porta nell'agorà della storia, come nella Pentecoste, per dare testimonianza delle meraviglie di Dio. Voi siete chiamati a collaborare a questa magnifica missione. (...) Cristo ha bisogno di voi accanto a Lui per estendere ed edificare il suo Regno di carità".

(...) "In questa avventura nessuno è in soprannumero. Per questo, non mancate di domandarvi a cosa vi chiama il Signore e come potete aiutarlo. Tutti avete una vocazione personale che Egli ha voluto proporvi per la vostra gioia e santità. Quando uno si vede conquistato dal fuoco del suo sguardo, nessun sacrificio sembra grande per seguirLo e dare il meglio di se stessi. Così hanno fatto sempre i santi estendendo la luce del Signore (...) e trasformando il mondo fino a convertirlo in un luogo accogliente per tutti". (...)

"Come quegli apostoli della prima ora, siate anche voi missionari di Cristo fra le vostre famiglie, amici e conoscenti, nei vostri ambienti di studio o di lavoro, fra i poveri e gli infermi. Parlate dell'amore e della bontà di Dio con semplicità, senza complessi né timori. Cristo stesso vi darà la forza per farlo. Da parte vostra ascoltatelo e parlate con frequenza e sincerità con Lui. Raccontategli con fiducia i vostri desideri e aspirazioni, anche le vostre pene e quelle delle persone che vedete povere di consolazione e speranza".

(...) Ieri abbiamo iniziato la Settimana Santa, nella quale seguiamo i passi di Cristo (...) Contempliamo la sua dolorosa Passione e umiliazione fino alla morte. (...) Vi incoraggio a caricarvi anche voi della vostra croce e della croce del dolore e dei peccati del mondo, per meglio comprendere l'amore di Cristo per l'umanità. Così vi sentirete chiamati a proclamare che Dio ama l'uomo e ha inviato suo Figlio, non per condannarlo, ma per realizzare una vita piena e significativa".

FASCINO IMPERITURO DI CHIARA DI ASSISI


Città del Vaticano, 31 marzo 2012 (VIS). I Francescani e le Clarisse di tutto il mondo celebrano l'"Anno Clariano", nell'VIII centenario della chiamata alla "conversione" e consacrazione di Santa Chiara di Assisi (1194-1253), avvenuta la domenica delle Palme del 1211 o 1212. In questa occasione il Santo Padre ha fatto pervenire una Lettera al Vescovo Domenico Sorrentino, della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

Il Papa ricorda la storia della Fondatrice delle Clarisse che trascinata dall'esempio di Francesco, proprio nella Domenica delle Palme, ricevette dalle mani del Vescovo una palma e quella stessa notte lasciò la casa paterna  - i genitori intendevano darla in sposa ad un giovane molto ricco - per incamminarsii verso la Porziuncola, dove erano ad attenderla Francesco e i suoi compagni. Clara rinunciò al mondo e quando Francesco le tagliò i capelli si coprì con un velo nero e indossò rozzi sandali, primo abito delle clarisse.

La storia di Chiara, scrive Benedetto XVI: "parla anche alla nostra generazione, e ha un fascino soprattutto per i giovani. (...) La storia della conversione di Chiara ruota intorno alla festa liturgica della Domenica delle Palme. (...) Tutta la vita cristiana, e dunque anche la vita di speciale consacrazione, sono un frutto del Mistero pasquale e una partecipazione alla morte e alla risurrezione di Cristo. Nella liturgia della Domenica delle Palme dolore e gloria si intrecciano, come un tema che si andrà poi sviluppando nei giorni successivi attraverso il buio della Passione fino alla luce della Pasqua. Chiara, con la sua scelta, rivive questo mistero.

"Nel suo significato profondo, la 'conversione' di Chiara è una conversione all’amore. Ella non avrà più gli abiti raffinati della nobiltà di Assisi, ma l’eleganza di un’anima che si spende nella lode di Dio e nel dono di sé. Nel piccolo spazio del monastero di San Damiano, alla scuola di Gesù Eucaristia contemplato con affetto sponsale, si andranno sviluppando giorno dopo giorno i tratti di una fraternità regolata dall’amore a Dio e dalla preghiera, dalla premura e dal servizio. È in questo contesto di fede profonda e di grande umanità che Chiara si fa sicura interprete dell’ideale francescano, implorando quel 'privilegio' della povertà, ossia la rinuncia a possedere anche solo comunitariamente dei beni, che lasciò a lungo perplesso lo stesso Sommo Pontefice, il quale alla fine si arrese all’eroismo della sua santità".

"Come non proporre Chiara, al pari di Francesco, all’attenzione dei giovani d’oggi? Il tempo che ci separa dalla vicenda di questi due Santi non ha sminuito il loro fascino. Al contrario, se ne può vedere l’attualità al confronto con le illusioni e le delusioni che spesso segnano l’odierna condizione giovanile. Mai un tempo ha fatto sognare tanto i giovani, con le mille attrattive di una vita in cui tutto sembra possibile e lecito. Eppure, quanta insoddisfazione è presente, quante volte la ricerca di felicità, di realizzazione finisce per imboccare strade che portano a paradisi artificiali, come quelli della droga e della sensualità sfrenata! Anche la situazione attuale con la difficoltà di trovare un lavoro dignitoso e di formare una famiglia unita e felice, aggiunge nubi all’orizzonte".

"Non mancano però  - conclude il Pontefice - giovani che, anche ai nostri giorni, raccolgono l’invito ad affidarsi a Cristo e ad affrontare con coraggio, responsabilità e speranza il cammino della vita, anche operando la scelta di lasciare tutto per seguirlo nel totale servizio a Lui e ai fratelli. La storia di Chiara, insieme a quella di Francesco, è un invito a riflettere sul senso dell’esistenza e a cercare in Dio il segreto della vera gioia. È una prova concreta che chi compie la volontà del Signore e confida in Lui non solo non perde nulla, ma trova il vero tesoro capace di dare senso a tutto".

IL PAPA AI DETENUTI: CON L'AIUTO DI DIO POSSIAMO RIALZARCI QUANDO CADIAMO

Città del Vaticano, 31 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire in messaggio ai detenuti della casa circondariale di Rebibbia a Roma - dove ha compiuto una visita il 18 dicembre scorso - per la Via Crucis tenutasi nel pomeriggio di venerdì. La celebrazione è stata presieduta dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma, alla quale hanno partecipato 300 detenuti, il cappellano, i volontari della Caritas, i seminaristi che prestano servizio quotidiano nell'istituto di pena e numerosi fedeli di diverse parrocchie romane.

"Mi sento particolarmente vicino a questa iniziativa - scrive Benedetto XVI - perché è sempre vivo nel mio animo il ricordo della visita che ho compiuto nel carcere di Rebibbia poco prima dello scorso Natale; ricordo i volti che ho incontrato e le parole che ho ascoltato, e che hanno lasciato in me un segno profondo".  (...)

"So che questa Via Crucis vuole essere anche un segno di riconciliazione. In effetti, come disse uno dei detenuti durante il nostro incontro, il carcere serve per rialzarsi dopo essere caduti, per riconciliarsi con se stessi, con gli altri e con Dio, e poter poi rientrare di nuovo nella società. Quando, nella Via Crucis, vediamo Gesù che cade a terra – una, due, tre volte – comprendiamo che Lui ha condiviso la nostra condizione umana, il peso dei nostri peccati lo ha fatto cadere; ma per tre volte Gesù si è rialzato e ha proseguito il cammino verso il Calvario; e così, con il suo aiuto, anche noi possiamo rialzarci dalle nostre cadute, e magari aiutare un altro, un fratello, a rialzarsi".

"Ma che cosa dava a Gesù la forza di andare avanti? (...) Gesù sapeva che il Padre lo amava, e proprio questo amore immenso, questa misericordia infinita del Padre celeste lo consolava ed era più grande delle violenze e degli oltraggi che lo circondavano". (...)

"Questo, cari amici, è il grande dono che Gesù ci ha fatto con la sua Via Crucis: ci ha rivelato che Dio è amore infinito, è misericordia, e porta fino in fondo il peso dei nostri peccati, perché noi possiamo rialzarci e riconciliarci e ritrovare la pace. Anche noi, allora, non abbiamo paura di percorrere la nostra 'via crucis', di portare la nostra croce insieme con Gesù. Lui è con noi. (...)

"Con questa speranza, basata sulla fede, auguro a tutti voi di vivere la prossima Pasqua nella pace e nella gioia che Cristo ci ha acquistato con il suo sangue, e con grande affetto vi imparto la Benedizione Apostolica".

DONAZIONI DI BENEDETTO XVI POPOLAZIONI SIRIA E CUBA


Città del Vaticano, 31 marzo 2012 (VIS). Il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha reso pubblico oggi un Comunicato in cui rende noto che il Papa ha deciso di devolvere US$100.000 dollari a favore della popolazione siriana.

Nel Comunicato si ricordano i ripetuti appelli di Benedetto XVI per la cessazione della violenza in Siria e perché si trovi una via per il dialogo e la riconciliazione tra le parti in conflitto, in vista della pace e del bene comune; il Santo Padre ha anche esortato i fedeli, in molteplici occasioni, alla preghiera per chi sta soffrendo. "Ora - si legge nel Comunicato - il Papa ha deciso di devolvere, tramite il Pontificio Consiglio 'Cor Unum', 100.000 US$ per l'azione caritativa  della Chiesa locale in Siria in favore della popolazione provata. Sono previsti incontri con Sua Beatitudine Gregorios III Laham, Presidente dell'Assemblea della Gerarchia Cattolica in Siria, e con altri rappresentanti della Chiesa locale.

La Chiesa cattolica in Siria è attualmente impegnata attraverso i suoi organismi di carità in progetti di assistenza alla popolazione siriana, in particolare nell'area di Homs e Aleppo.

"Cor Unum" finanzierà inoltre, un nuovo progetto per lo sviluppo agricolo in due diocesi di Cuba, come informa "l'Osservatore Romano" di oggi. È il primo risultato concreto della visita di Benedetto XVI a Cuba. Nel corso del suo recente viaggio il Papa era accompagnato dal Cardinale Robert Sarah, per concordare con i Vescovi cubani eventuali interventi a favore della popolazione. Due dei Vescovi hanno informato il Cardinale di aver ricevuto il permesso delle autorità di lavorare con e per i contadini delle loro diocesi, saranno presentati i rispettivi progetti che saranno realizzati con l'aiuto di "Cor Unum".


GMG RIO 2012: I GIOVANI HANNO BISOGNO DI RADICARSI NELLA FEDE PER OPERARE DI PIÙ E MEGLIO NELLA SOCIETÀ

Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Questa mattina si è tenuta nella Sala Stampa della Santa Sede, un conferenza sulla preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro (Brasile, dal 23 al 28 luglio 2013). Alla Conferenza sono intervenuti il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; l'Arcivescovo Orani João Tempesta, O.Cist., Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro ed il Vescovo Eduardo Pinheiro da Silva, S.D.B, Presidente della Commissione Episcopale per la Gioventù della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile.

Nel suo intervento il Cardinale Rylko ha sottolineato che "la GMG è stato veramente un'intuizione profetica del beato Giovanni Paolo II che ha operato una rivoluzione nel campo della pastorale giovanile"; il Papa Benedetto XVI ha affermato che: "La GMG apre un nuovo modo di essere cristiani". Da qui l'impegno che tutta la Chiesa profonde nella preparazione di queste Giornate.

Con la Giornata di Rio, la GMG ritorna in America Latina 26 anni dopo il primo incontro internazionale tenuto a Buenos Aires. Rio 2012 "si situa nel contesto della missione continentale voluta nell'incontro dei vescovi del Celam ad Aparecida nel 2007. A livello della Chiesa universale, la GMG è anche legata al sinodo dei Vescovi di ottobre 2012 sulla nuova evangelizzazione". Inoltre avrà luogo nell'Anno della Fede. "La GMG - ha sottolineato il Cardinale Rilko - ha come scopo la crescita della fede dei giovani del mondo per la missione. (...) I giovani di oggi hanno bisogno prima di tutto di radicarsi nella fede e nella grande famiglia della Chiesa per contribuire di più e meglio alla vita della società".

Al termine del suo intervento il Cardinale ha fatto riferimento alla GMG 2012 celebrata la Domenica della Palme, intitolata: "Siate sempre lieti nel Signore!", ed ha detto: "La gioia è una caratteristica propria della GMG (...) e non è un caso: poiché se da un lato i giovani cercano la felicità, dall'altro la Chiesa in se stessa possiede il tesoro della gioia autentica, che nasce dall'incontro con Cristo Salvatore".

L'Arcivescovo Tempesta ha ricordato che tutte le informazioni relative alla Giornata si possono consultare in cinque lingue sul sito: www.rio2013.com. La rete sociale della Giornata in Facebook e Twitter conta già 600.000 adesioni. L'iscrizione dei gruppi di pellegrini si aprirà dal mese di luglio 2012.

Infine l'Arcivescovo di Rio ha segnalato che negli ultimi anni, il livello economico del suo Paese è cresciuto e le differenze sociali sono diminuite. "La GMG sarà un'opportunità per offrire una crescita anche nei valori cristiani, di solidarietà, giustizia, speranza e coraggio alle nuove generazioni".

CUBA: IL VENERDÌ SANTO SARÀ GIORNO FESTIVO

Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS).  Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato la seguente dichiarazione a proposito della decisione delle autorità cubane di dichiarare il prossimo Venerdì Santo giornata non lavorativa:

"Il fatto che le autorità cubane abbiano tempestivamente accolto la richiesta del Santo Padre al Presidente Raul Castro, dichiarando il prossimo Venerdì Santo giorno non lavorativo, è certamente un segno molto positivo.

La Santa Sede si augura che ciò favorisca la partecipazione alle celebrazioni religiose e felici festività pasquali, e che anche in seguito la visita del Santo Padre continui a portare i frutti desiderati per il bene della Chiesa e di tutti i cubani".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 2 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Mark Coleridge Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Brisbane (superficie: 65.000; popolazione: 2.760.007; cattolici: 643.371; sacerdoti: 987; religiosi: 870; diaconi permanenti: 13), Australia.

- Il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Suo Inviato Speciale alla celebrazione di chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale d’Ucraina, che avrà luogo a Lviv il 3 giugno 2012, in occasione del VI centenario della costituzione della sede arcivescovile e metropolita di Lviv dei Latini.

venerdì 30 marzo 2012

EBREI E CATTOLICI: CRISI ECONOMICA È CRISI ETICA


Città del Vaticano, 30 marzo 2012 (VIS). “Prospettive religiose a proposito dell’attuale crisi finanziaria: considerazioni per un giusto ordine economico”, è stato il tema della XI riunione della Commissione bilaterale delle delegazioni del Gran Rabbinato d’Israele e della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’Ebraismo. L'incontro si è svolto a Roma dal 27 al 29 marzo ed è stato presieduto dal Rabbino Shear Yashuv Cohen e dal Cardinale Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace.

Nella Dichiarazione congiunta, rilasciata al termine della riunione, le due delegazioni ribadiscono che nonostante vari fattori abbiano contribuito alla crisi finanziaria, nell'essenza "si tratta di una crisi di valori morali, nella quale l'importanza di possedere, riflessa in una cultura dell'avidità, ha oscurato il primato dell'essere; e dove il valore della verità praticato nell'onestà e nella trasparenza è venuto gravemente a mancare nell'attività economica".

"Al centro delle visioni ebraica e cristiana per un giusto ordine economico, è l'affermazione  della sovrana provvidenza del Creatore  del mondo, dal quale ha origine tutta la ricchezza donata all'umanità per il bene comune", si legge nella Dichiarazione. "Ne consegue che scopo dell’ordine economico è di servire al benessere della società, affermando la dignità umana di tutti, creati a immagine di Dio. Questo concetto della dignità umana, che afferma il valore di ciascuna persona, è opposto all’egocentrismo, piuttosto esige la promozione del benessere individuale in relazione alla comunità e alla società, sottolineando perciò gli obblighi e le responsabilità degli uomini, e quindi affermando la loro solidarietà e fraternità. Ciò comporta l’obbligo di garantire la soddisfazione di bisogni umani fondamentali, quali la protezione della vita, il sostentamento, il vestito, la casa, la salute, l’educazione e il lavoro!". Fra le persone più vulnerabili alle quali occorre riservare un'attenzione particolare, la Commissione menziona i migranti e i lavoratori stranieri le cui condizioni sono un segnale della buona o cattiva salute morale della società".

La Dichiarazione ricorda anche l'obbligo, da parte dei Paesi con economie sviluppate  di "riconoscere le loro responsabilità e doveri nei confronti dei Paesi e delle società che si trovano in condizioni bisognose di aiuto" soprattutto nella nostra epoca di globalizzazione. In merito vengono citati concetti relativi alla destinazione universale dei beni della terra, la cultura del limite che implica un livello di autolimitazione e un sistema etico di distribuzione di risorse e di priorità. Si parla anche della necessità di estendere la remissione parziale del debito a livello nazionale ed internazionale - anche nei confronti delle famiglie e dei singoli individui.

I membri della commissione bilaterale hanno sottolineato il ruolo che le comunità di fede devono svolgere per contribuire a un ordine economico responsabile, e l’importanza del loro impegno in questa direzione presso governi, istituzioni educative e con gli strumenti di comunicazione sociale. Infine si rileva che "La crisi ha rivelato ancor più la grave carenza di componente etica nel pensiero economico. Ne consegue la necessità che istituti e accademie di studi economici e di formazione socio-politica includano nei loro curricoli la formazione etica, analogamente a ciò che in anni recenti si è fatto nel campo dell’etica medica".
 

APPELLO ALLA SOLIDARIETÀ PERSONE AUTISTICHE E LORO FAMIGLIE

Città del Vaticano, 29 marzo 2012 (VIS). L'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha redatto un Messaggio in occasione della 5a Giornata Mondiale sull'Autismo (2 aprile), nel quale lancia un appello alla sensibilità e alla vicinanza solidale alle persone autistiche e alle loro famiglie. Nel messaggio, reso pubblico oggi, l'Arcivescovo Zimowski ricorda che: "i Disturbi dello Spettro Autistico costituiscono (...) una grave alterazione di comportamento, comunicazione - verbale e non - e dell’integrazione sociale, intaccando diffusamente la normale evoluzione e sviluppo della personalità".

"La Chiesa - scrive l'Arcivescovo - avverte impellente il compito di porsi accanto a queste persone - bambini e giovani in particolare - e alle famiglie, se non per rompere queste barriere del silenzio, almeno per condividere nella solidarietà e nella preghiera il loro cammino di sofferenza". Ciò è particolarmente importante perché le famiglie con figli autistici che "nonostante custodiscano con amorevole cura questi figli, hanno ripercussioni sulla qualità della loro stessa vita e sono rese spesso, a loro volta, chiuse in un isolamento che emargina e ferisce".

"La Chiesa e tutti gli uomini di buona volontà si sentono pertanto impegnati a farsi 'compagni di strada' con quanti vivono questo silenzio eloquente, che interpella la nostra sensibilità alla sofferenza altrui"

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale per gli Operatori Sanitari ricorda il lavoro degli operatori sanitari, degli educatori, professionisti e volontari, e lancia un appello affinché si promuova la ricerca e le politiche sanitarie per migliorare i metodi diagnostici, le terapie e la riabilitazione. "Incoraggiare e sostenere, anche nel gesto solidale del mondo scolastico del volontariato e dell'associazionismo, questi sforzi è un dovere, non da ultimo per scoprire e per fare emergere quella dignità che la disabilità - anche la più grave e  devastante - non cancella e che sempre ci colma di speranza".

Infine l'Arcivescovo Zimowski affida al Signore le persone autistiche e le loro famiglie che "pur avvolti nel mistero del silenzio per un grave disturbo psicologico, non sono mai soli in quanto appassionatamente amati da Dio e, in Lui, dalla comunità di coloro che la fede impegna a diventare segno vivo e trasparente della presenza del Risorto nel mondo".

NUOVO RITO DELLE ESEQUIE: NO ALLO SPARGIMENTO DELLE CENERI DEL DEFUNTO

Città del Vaticano, 30 marzo 2012 (VIS). La seconda edizione in lingua italiana del "Rito delle esequie", pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, è stata recentemente presentata
presso la sede della Radio Vaticana. La nuova edizione presenta una revisione di tutti i testi biblici e di preghiera.

Una prima novità si riferisce al momento della visita alla famiglia che non era contemplato nell'edizione precedente. Monsignor Angelo Lameri, Direttore dell'Ufficio nazionale per la comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, ha spiegato che: "Per un sacerdote, è un momento di condivisione del dolore, di ascolto dei familiari colpiti dal lutto, di conoscenza di alcuni aspetti della vita della persona defunta in vista di un corretto e personalizzato ricordo durante la celebrazione delle esequie".

Altra novità è la sequenza rituale, riveduta ed arricchita, nel momento della chiusura della bara. Sono proposti testi adatti a diverse situazioni: per una persona anziana, una persona giovane, una persona morta improvvisamente e così via. In riferimento al Rito delle esequie, un altro adattamento consente di pronunciare parole di cristiano ricordo del defunto nel momento del commiato. Monsignor Limeri ha precisato che un'appendice a parte è stata dedicata alle esequie in caso di cremazione per sottolineare che la Chiesa "anche se non si oppone alla cremazione dei corpi quando non viene fatta in 'odium fidei' - continua a ritenere la sepoltura del copro dei defunti la forma più idonea a esprimere la fede nella Resurrezione della carne, ad alimentare la pietà dei fedeli e a favorire il ricordo e la preghiera di suffragio da parte di familiari e amici".

Eccezionalmente i riti previsti nella cappella del cimitero o presso la tomba si possono svolgere nello stesso luogo della cremazione. Si raccomanda anche l'accompagnamento del feretro per quanto possibile al luogo della cremazione. "Particolarmente importante, poi, è l'affermazione che la cremazione si ritiene conclusa con la deposizione dell'urna nel cimitero". Questo perché anche se alcune legislazioni permettono lo spargimento delle ceneri in natura o di custodirle in luoghi diversi dal cimitero "queste prassi sollevano non poche perplessità sulla loro piena coerenza con la fede cristiana, soprattutto quando  sottintendono concezioni panteistiche o naturalistiche".

Il nuovo "Rito delle esequie" vuole essere anche uno strumento per approfondire la ricerca sul senso della morte. Il Vescovo Alceste Catella, Presidente della Commissione Episcopale per la liturgia, ha segnalato infine che: "Questo libro attesta la fede dei credenti e condivide il valore del rispetto e della pietas verso i defunti, il rispetto per il corpo umano, anche morto. Attesta l'esigenza forte di poter coltivare la memoria, di aver un luogo certo per deporre la salma o le ceneri, nella certezza profonda che questo sia autentica fede e umanesimo autentico".
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