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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 13 settembre 2010

IL PAPA RICORDA IL NUOVO BEATO LEOPOLDO DE ALPANDEIRE


CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha ricordato che oggi a Granada (Spagna), è stata celebrata la cerimonia di beatificazione di fra’ Leopoldo de Alpandeire, al secolo Francisco Sánchez Márquez, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
“La vita di questo semplice e austero religioso cappuccino” – ha detto il Papa – “è un canto all’umiltà e alla fiducia in Dio e un modello luminoso di devozione alla Santissima Vergine Maria. Invito tutti, sull’esempio del nuovo Beato, a servire il Signore con cuore sincero, perché possiamo sperimentare l’immenso amore che il Signore ha per ciascuno di noi, che rende possibile amare tutti gli uomini senza eccezione”.
ANG/ VIS 20100913 (120)

EVANGELIZZAZIONE STRETTAMENTE LEGATA FEDE E PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Vescovi di recente nomina partecipanti al Seminario di aggiornamento promosso dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Nel suo discorso il Papa ha fatto riferimento alle sfide che i nuovi Vescovi devono affrontare “specialmente nelle comunità cristiane che vivono la propria fede in contesti non facili, dove, oltre a varie forme di povertà, si verificano talvolta forme di persecuzione a causa della propria fede cristiana. A voi spetta il compito di alimentare la loro speranza, di condividere le loro difficoltà, ispirandovi alla carità di Cristo che consiste nell’attenzione, tenerezza, compassione, accoglienza, disponibilità e interesse ai problemi della gente, per la quale si è disposti a spendere la vita”.

In merito al ministero episcopale il Santo Padre ha affermando che: “lo si comprende solo a partire da Cristo, la sorgente dell’unico e supremo Sacerdozio del quale il Vescovo è reso partecipe. (...) Per imitare il Cristo, occorre dedicare un adeguato tempo a ‘stare con lui’ e contemplarlo nell’intimità orante del colloquio cuore a cuore. Stare frequentemente alla presenza di Dio, essere uomo di preghiera e di adorazione: a questo anzitutto è chiamato il Pastore”.

Nel ribadire che “La vita del Vescovo dev’essere un’oblazione continua a Dio per la salvezza della sua Chiesa, e specialmente per la salvezza delle anime che gli sono state affidate”, il Papa ha affermato che: “L’episcopato, (...), - come il presbiterato – non va mai frainteso secondo categorie mondane. Esso è servizio d’amore”.

“L’accoglienza e il frutto della proclamazione della Buona Novella sono strettamente legati alla qualità della fede e della preghiera. Quanti sono chiamati al ministero della predicazione devono credere nella forza di Dio che scaturisce dai Sacramenti e che li accompagna nel compito di santificare, governare e annunciare; devono credere e vivere quanto annunciano e celebrano”.

Le comunità affidate ai Vescovi, ha detto ancora il Pontefice “in molti casi, sono presenza minoritaria. In questi contesti la missione di un Vescovo è particolarmente impegnativa. Ma è proprio in tali circostanze che, attraverso il vostro ministero, il Vangelo può mostrare tutta la sua potenza salvifica. Non dovete cedere al pessimismo e allo scoraggiamento, perché è lo Spirito Santo che guida la Chiesa e le dà, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per raggiungere ambiti finora inesplorati”.

“La verità cristiana” – ha concluso il Santo Padre – “è attraente e persuasiva proprio perché risponde al bisogno profondo dell’esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l’unico Salvatore di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Questo annuncio resta valido oggi come lo fu all’inizio del cristianesimo, quando si operò la prima grande espansione missionaria del Vangelo”.
AC/ VIS 20100913 (470)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Fausto Gabriel Trávez Trávez, O.F.M., Arcivescovo Metropolita di Quito (superficie: 11.167; popolazione: 2.317.000; cattolici: 2.085.000; sacerdoti: 475; religiosi: 2.181; diaconi permanenti: 9), Ecuador. L’Arcivescovo eletto è nato a Toacazo (Ecuador) nel 1941, ha emesso la professione solenne nel 1965, è stato ordinato sacerdote nel 1970 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2003. Finora Vescovo di Babahoyo (Ecuador), succede all’Arcivescovo Raúl Eduardo Vela Chiriboga, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/... VIS 20100913 (100)

ANGELUS: DIO NON SI STANCA MAI DI VENIRCI INCONTRO

CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2010 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti. Nell’introdurre la preghiera mariana il Papa ha presentato alcune riflessioni sulle letture della Messa domenicale ed ha invitato a pregare per il suo prossimo Viaggio Apostolico nel Regno Unito.

“Nel Vangelo dell’odierna domenica” – ha detto il Papa – “Gesù narra le tre ‘parabole della misericordia’. Quando Egli ‘parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare’. Infatti, il pastore che ritrova la pecora perduta è il Signore stesso che prende su di sé, con la Croce, l’umanità peccatrice per redimerla”.

“Cari amici, come non aprire il nostro cuore alla certezza che, pur essendo peccatori, siamo amati da Dio?” – ha proseguito il Pontefice – “Egli non si stanca mai di venirci incontro, percorre sempre per primo la strada che ci separa da Lui. Il libro dell’Esodo ci mostra come Mosè, con fiduciosa e audace supplica, riuscì, per così dire, a spostare Dio dal trono del giudizio al trono della misericordia. Il pentimento è la misura della fede e grazie ad esso si ritorna alla Verità”.

Nel citare la parabola del figlio che ritorna a casa, il Papa ha detto: “notiamo che quando compare il figlio maggiore indignato per l’accoglienza festosa riservata al fratello, è sempre il padre che gli va incontro (...) Solo la fede può trasformare l’egoismo in gioia e riannodare giusti rapporti con il prossimo e con Dio”.

Infine il Papa ha chiesto a tutti di accompagnarlo con la preghiera nell’imminenza del suo Viaggio Apostolico nel Regno Unito dove domenica prossima proclamerà Beato il Cardinale John Henry Newman ed ha detto: “Alla Vergine Maria, il cui Nome santissimo è oggi celebrato nella Chiesa, affidiamo il nostro cammino di conversione a Dio”.
ANG/ VIS 20100913 (350)

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il nuovo Ambasciatore delle Repubblica Federale di Germania, Signor Walter Jürgen Schmid, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Benedetto XVI ha ricordato nel suo discorso l’imminente cerimonia di beatificazione – il 19 settembre prossimo a Münster – del Sacerdote martire del regime nazista Gerhard Hirschfelder e, nel corso del 2011, quella di quattro presbiteri ed infine la commemorazione di un pastore evangelico.

“Contemplando queste figure di martiri” – ha detto Benedetto XVI – “appare sempre più chiaro ed esemplare, come certi uomini, a partire dalla loro convinzione cristiana, siano disposti a dare la propria vita per la fede, per il diritto ad esercitare liberamente il proprio credo e per la libertà di parola, per la pace e la dignità umana”.

Al contrario, ha proseguito il Pontefice, “Molti uomini mostrano per lo più un’inclinazione verso concezioni religiose più permissive anche per se stessi. Al posto del Dio personale del cristianesimo, che si rivela nella Bibbia, subentra un essere supremo, misterioso e indeterminato, che ha solo una vaga relazione con la vita personale dell’essere umano”.

“Tali concezioni” – ha sottolineato il Pontefice – “animano sempre di più la discussione all’interno della società, soprattutto circa l’ambito della giustizia e della legislazione. Se però uno abbandona la fede verso un Dio personale, sorge l’alternativa di un ‘dio’ che non conosce, non sente e non parla. (...) Se Dio non ha una propria volontà, il bene e il male alla fine non sono più distinguibili (...). L’uomo perde così la sua forza morale e spirituale, necessaria per uno sviluppo complessivo della persona. L’agire sociale viene dominato sempre di più dall’interesse privato o dal calcolo del potere, a danno della società”.

“La Chiesa vede però con preoccupazione” – ha affermato il Santo Padre – “il crescente tentativo di eliminare il concetto cristiano di matrimonio e famiglia dalla coscienza della società. Il matrimonio si manifesta come unione duratura d’amore tra un uomo e una donna, che è sempre tesa anche alla trasmissione della vita umana. (...) Per questo è necessaria una certa maturità della persona e un fondamentale atteggiamento esistenziale e sociale: una ‘cultura della persona’, come ha detto una volta il mio predecessore Giovanni Paolo II. (...) Il buon esito dei matrimoni dipende da tutti noi e dalla cultura personale di ogni singolo cittadino. In questo senso, la Chiesa non può approvare delle iniziative legislative che implichino una rivalutazione di modelli alternativi della vita di coppia e della famiglia. Esse contribuiscono all’indebolimento dei principi del diritto naturale e così alla relativizzazione di tutta la legislazione e anche alla confusione circa i valori nella società”.

Relativamente alle “nuove possibilità della biotecnologia e della medicina” il Papa ha affermato: “Noi abbiamo il dovere di studiare diligentemente fin dove questi metodi possono fungere d’aiuto per l’uomo e dove invece si tratta di manipolazione dell’uomo, di violazione della sua integrità e dignità. Non possiamo rifiutare questi sviluppi, ma dobbiamo essere molto vigilanti. Quando una volta si incomincia a distinguere – e spesso ciò accade già nel seno materno – tra vita degna e indegna di vivere, non sarà risparmiata nessun altra fase della vita, ancor meno l’anzianità e l’infermità”.

“La costruzione di una società umana richiede la fedeltà alla verità” – ha concluso il Pontefice – “In questo contesto, ultimamente, fanno riflettere certi fenomeni operanti nell’ambito dei media pubblici: essendo in concorrenza sempre più forte, i mezzi di comunicazione si credono spinti a suscitare la massima attenzione possibile. Inoltre, è il contrasto che fa notizia in genere, anche se va a scapito della veracità del racconto. La cosa diventa particolarmente problematica quando personaggi autorevoli prendono pubblicamente posizione al riguardo, senza essere in grado di verificare tutti gli aspetti in modo adeguato. Si accoglie con favore l’intento del Governo Federale di impegnarsi in tali casi, per quanto possibile, in modo compensatore e rappacificante”.
CD/ VIS 20100913 (600)

VESCOVI CUSTODI CHIESA IN PERENNE PERFEZIONAMENTO

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Centoventi Vescovi di recente nomina, provenienti da vari paesi, riuniti a Roma per l’annuale convegno promosso dalla Congregazione per i Vescovi, sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre che ha salutato il nuovo Prefetto del Dicastero, Cardinale Marc Ouellet e il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Nel suo discorso il Papa ha fatto riferimento alla significativa consuetudine dei nuovi Vescovi di effettuare un pellegrinaggio sulla tomba dell’Apostolo Pietro “il quale si è conformato a Cristo Maestro e Pastore, fino alla morte e alla morte di croce” ed ha ricordato le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Il Buon Pastore offre la vita per le sue pecore”.

“La missione del Vescovo” – ha detto il Pontefice – “non può essere intesa con la mentalità dell’efficienza e dell’efficacia, per cui si pone l’attenzione primariamente su ciò che c’è da fare, ma occorre sempre tenere in conto la dimensione ontologica, che è alla base di quella funzionale. Infatti, il Vescovo, per l’autorità di Cristo di cui è rivestito, quando siede sulla Cattedra è posto ‘sopra’ e ‘ di fronte’ alla comunità, in quanto egli è ‘per’ la comunità verso la quale dirige la sua sollecitudine pastorale”.

Nel riflettere sulle parole del rito della consegna dell’anello nella liturgia dell’ordinazione episcopale: “Ricevi l’anello, segno di fedeltà, e nell’integrità della fede e nella purezza della vita custodisci la Santa Chiesa, sposa di Cristo”, Benedetto XVI ha spiegato: “Il concetto del ‘custodire’ non vuol dire soltanto conservare ciò che già è stato stabilito – benché questo elemento non debba mai mancare -, ma include, nella sua essenza, anche l’aspetto dinamico, cioè una perpetua e concrete tendenza al perfezionamento, in piena armonia e continuo adeguamento alle esigenze nuove sorte dallo sviluppo e dal progresso di quell’organismo vivente che è la comunità”.

“Grandi sono le responsabilità di un Vescovo per il bene della diocesi, ma anche della società” – ha proseguito il Pontefice – “Egli è chiamato ad essere ‘forte e deciso, giusto e sereno’, per un discernimento sapienziale delle persone, della realtà e degli avvenimenti, richiesto dal suo compito di essere ‘padre, fratello e amico nel cammino cristiano ed umano”.

“Si tratta” – ha concluso il Pontefice – “di una profonda prospettiva di fede e non semplicemente umana, amministrativa o di stampo sociologico quella in cui si colloca il ministero del Vescovo, il quale non è un mero governante, o un burocrate, o un semplice moderatore e organizzatore della vita diocesana. Sono la paternità e la fraternità in Cristo che danno al Superiore la capacità di creare un clima di fiducia, di accoglienza, di affetto, ma anche di franchezza e di giustizia”.
AC/ VIS 20100913 (450)

CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL PAPA OTTOBRE-NOVEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei prossimi mesi di ottobre e novembre:

OTTOBRE

-Domenica 3: Visita pastorale a Palermo in occasione dell’Incontro Regionale delle Famiglie e dei Giovani.

-Domenica 10: Alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Apertura dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente.

-Domenica 17: Alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, Canonizzazione dei Beati: Stanislaw Soltys (Kazimierczyk); André (Alfred) Bessette; Cándida María de Jesús Cipitria y Carriola; Mary of the Cross (Mary Helen) MacKillop; Giulia Salzano; Battista (Camilla) Varano.

Domenica 24: Alle ore 9:30 nella Basilica Vaticana, conclusione dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente.

NOVEMBRE

-Giovedì 4: Alle ore 11:30, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell’anno.

-Sabato 6-Domenica 7: Viaggio Apostolico a Santiago di Compostela e a Barcelona.
OCL/ VIS 20100913 (130)

RIAPERTURA DELLA BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Al termine dei lavori di restauro durati tre anni, la Biblioteca Apostolica Vaticana riaprirà al pubblico il 20 settembre prossimo, come hanno annunciato questa mattina in una Conferenza Stampa nel Salone Sistino, il Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, il Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, l’Ingegner Carlo Cuscianna, Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il Dottor Giovanni Giavazzi, Presidente della Fondazione “Italcementi” e l’Ingegner Gennaro Guala della Ditta “Italcementi” che ha contribuito ai lavori di restauro.

L'ala che ospita la Biblioteca Apostolica Vaticana necessitava di massicci interventi strutturali, come il rafforzamento dei pavimenti che davano pericolosi segni di cedimento, l'adeguamento di ampie porzioni della costruzione alle norme di sicurezza, lo spostamento di alcuni settori per un più razionale svolgimento del lavoro.

Nel corso della Conferenza Stampa è stato annunciato che il 10 novembre prossimo sarà inaugurata, nel Braccio di Carlo Magno, una mostra dal titolo: “Conoscere la Biblioteca Vaticana: una storia aperta al futuro” e nei tre giorni successivi, 11-13 novembre, si terrà un convegno intitolato: “La Biblioteca Apostolica Vaticana come luogo di ricerca e come istituzione al servizio degli studiosi”.
.../ VIS 20100913 (210)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Sabato 11 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza l’Arcivescovo Reinhard Marx, di München und Freising (Repubblica Federale di Germania).
AP/... VIS 20100913 (50)

venerdì 10 settembre 2010

TELEGRAMMA DEL PAPA AL RABBINO CAPO DI ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un telegramma al Rabbino Capo di Roma Dottor Riccardo Di Segni nella ricorrenza di Rosh Ha-Shanah 5771 (Anno Nuovo), di Yom Kippur (Giorno dell’Espiazione) e di Sukkot (Festa delle Capanne o Festa dei Tabernacoli), solennità che ricorrono nel mese di settembre.

In queste ricorrenze, scrive il Papa “mi è gradito formulare i più cordiali e sinceri auguri a lei e all’intera Comunità Ebraica di Roma, insieme all’auspicio che queste feste possano apportare copiose benedizioni dall’eterno ed essere fonte di intima gioia. Cresca in tutti noi la volontà di promuovere la giustizia e la pace, di cui tanto ha bisogno il mondo di oggi”.

“Con sentimenti di gratitudine e affetto ricordo la mia visita al Tempio Maggiore. Dio, nella sua bontà, protegga l’intera comunità e ci conceda di crescere, a Roma e nel mondo, nell’amicizia reciproca”.
TGR/ VIS 20100910 (160)

UDIENZA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UNGHERIA

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

“Nella mattinata di venerdì 10 settembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Pál Schmitt, Presidente della Repubblica di Ungheria, il quale ha successivamente incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.

“I cordiali colloqui hanno permesso di soffermarsi sulla situazione del Paese, con particolare riferimento al contributo della Chiesa Cattolica per il bene comune, specialmente negli ambiti della vita familiare e sociale. Ci si è anche intrattenuti sul semestre di Presidenza ungherese dell’Unione Europea e su alcune problematiche di attualità nella politica internazionale”.
OP/ VIS 20100910 (120)

CHIESA IN BRASILE SI IMPEGNI NUOVA EVANGELIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Regione Nord Est III della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Nel suo discorso il Papa ha sottolineato che “l’azione evangelizzatrice della Chiesa cattolica é stata e continua ad essere cruciale per determinare l’identità del popolo brasiliano che si caratterizza per la coesistenza armoniosa fra persone di differenti regioni e culture. Nonostante i valori della fede cattolica abbiano modellato i cuori e le menti dei brasiliani, oggi si osserva una crescente influenza di nuovi elementi nella società praticamente sconosciuti qualche decennio. Ciò provoca un abbandono consistente di molti cattolici della vita della Chiesa o finanche nella Chiesa, mentre nel panorama religioso del Brasile si assiste a una rapida espansione delle comunità evangeliche e neo-pentecostali”.

“In un certo senso” – ha proseguito il Pontefice – “le ragioni che sono alla radice del successo di questi gruppi sono un segnale di sete generalizzata di Dio del vostro popolo. È anche un indizio di una evangelizzazione, a livello personale, a volte superficiale. (...) In tale contesto, è necessario, in primo luogo, che la Chiesa cattolica in Brasile si impegni in una nuova evangelizzazione che non risparmi sforzi alla ricerca di cattolici lontani e di quelle persone che sanno poco o nulla del messaggio evangelico, portandoli a un incontro personale con Gesù Cristo vivo e attivo nella sua Chiesa. D’altra parte con la crescita di nuovi gruppi che si dicono seguaci di Cristo, anche se divisi in varie comunità e confessioni, è oltremodo necessario, da parte dei pastori cattolici, l’impegno di costruire punti di contatto mediante un dialogo ecumenico nella verità”.

Benedetto XVI ha sottolineato che “la mancanza di unità è causa di scandalo che in ultima istanza, mina la credibilità del messaggio cristiano proclamato nella società. E oggi, la sua proclamazione, è più che mai necessaria rispetto agli anni passati, giacché (...) c’è una influenza sempre più negativa del relativismo intellettuale e morale nella vita delle persone”.

Riferendosi ai numerosi ostacoli nella ricerca dell’unità dei cristiani, il Papa ha ricordato che “bisogna rigettare una visione erronea dell’ecumenismo che porta ad una certo indifferentismo dottrinale, che cerca di livellare, in un irenismo acritico, tutte le ‘opinioni’ in una specie di relativismo ecclesiologico. Allo stesso tempo, esiste la sfida della moltiplicazione incessante di nuovi gruppi cristiani, alcuni dei quali fanno uso di un proselitismo aggressivo, e che mostra come il paesaggio dell’ecumenismo continua ad essere molto differente e confuso”.

Il Santo Padre ha invitato i Vescovi a proseguire nell’impegno del “dialogo con le chiese e le comunità ecclesiali che appartengono al Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane, che con iniziative come la Campagna di Fraternità Ecumenica aiutano a promuovere i valori del Vangelo nella società brasiliana”.

“Il dialogo fra i cristiani” – ha proseguito il Pontefice – “è attualmente un imperativo ed una opzione irreversibile della Chiesa. Come ricorda il Concilio Vaticano II, il cuore di tutti gli sforzi per l’unità deve essere la preghiera, la conversione e la santificazione della vita”.

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ponendo in rilievo che “i pastori devono obbedire alla volontà del Signore, promuovendo iniziative concrete, libere da ogni riduzionismo conformista, ma realizzate con sincerità e realismo, con pazienza e perseveranza, che sorgono dalla fede nell’azione provvidenziale dello Spirito Santo”.
AL/ VIS 20100910 (570)

XXV GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO: 26 SETTEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). La Santa Sede parteciperà anche quest’anno alla celebrazione delle “Giornate Europee del Patrimonio”, una manifestazione promossa dal Consiglio d’Europa, con l’adesione attualmente di 50 stati del Continente. Tema della Giornata che si celebra domenica 26 settembre, è: “Il Patrimonio europeo per il dialogo interculturale”.

Un Comunicato reso pubblico oggi annuncia che all’elaborazione del programma hanno collaborato la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, i Musei Vaticani e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

Il 26 settembre l’accesso ai Musei Vaticani sarà gratuito per l’intera giornata, come pure l’accesso alle catacombe di Roma normalmente aperte al pubblico (San Callisto, Domitilla, Priscilla, Sant’Agnese e San Sebastiano).

Nel medesimo 26 settembre presso la Catacomba di San Callisto (Via Appia Antica, 110), sarà inaugurata la mostra fotografica sul tema: “Le origini della catacomba di San Callisto tra arte e storia”, che resterà aperta fino al 27 aprile 2010.
.../ VIS 20100910 (160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2010 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Vescovo Ottorino Assolati, di Serrinha (Brasile), in Visita “ad Limina Apostolorum”.
AP/AL VIS 20100910 (40)

giovedì 9 settembre 2010

IL PAPA RICEVE PRIMO MINISTRO DI CAPO VERDE

CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:
“Questa mattina, al termine dell’Udienza Generale, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato Sua Eccellenza il Signor José Maria Pereira Neves, Primo Ministro di Capo Verde, che in precedenza era stato ricevuto anche dall’Eminentissimo Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dall’Eccellentissimo Segretario per i Rapporti con gli Stati, Monsignor Dominique Mamberti”.
“Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è compiaciuti delle buone relazioni bilaterali, nonché del contributo che la Chiesa offre al bene dell’intera Nazione-Arcipelago. Si è anche auspicata una collaborazione sempre più stretta in campo sanitario ed educativo”.
“Si è deciso di istituire una Commissione bilaterale di lavoro, per avviare l’elaborazione di un Accordo-quadro tra la Santa Sede e Capo Verde”.
OP/ VIS 20100909 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord Est III), in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Francisco Canindé Palhano, di Bonfim.
- Il Vescovo Tommaso Cascianelli, C.P., di Irecê.
- Il Vescovo José Garaldo da Cruz, A.A., di Juazeiro.
- Il Vescovo Guido Zendron, di Paulo Afonso.
- Il Vescovo André de Witte, di Ruy Barbosa.
AL/ VIS 20100909 (80)

mercoledì 8 settembre 2010

REQUIEM DI MOZART ALTA ESPRESSIONE DI FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri,nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha assistito ad un concerto in suo onore, offerto dalla Pontificia Accademia delle Scienze per i suoi cinque anni di pontificato. In programma la “Messa da Requiem in Re minore K 626” di Wolfgang Amadeus Mozart eseguita dall’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta dal Maestro Claudio Desderi, e dal Coro "Accademia della voce" di Torino, diretta dal Maestro Sonia Franzese.

Al termine dell’esecuzione musicale, il Papa ha rivolto agli interpreti un breve discorso. “Permettetemi” – ha detto Benedetto XVI – “di dire ancora una volta che c’è un affetto particolare che mi lega, potrei dire da sempre, a questo sommo musicista. Ogni volta che ascolto la sua musica non posso non riandare con la memoria alla mia chiesa parrocchiale, quando, da ragazzo, nei giorni di festa, risuonava una sua ‘Messa’: nel cuore percepivo che un raggio della bellezza del Cielo mi aveva raggiunto, e questa sensazione la provo ogni volta, anche oggi, ascoltando questa grande meditazione, drammatica e serena, sulla morte”.

“In Mozart ogni cosa è in perfetta armonia, ogni nota, ogni frase musicale è così e non potrebbe essere altrimenti;” – ha proseguito il Pontefice – “anche gli opposti sono riconciliati e la ‘mozart’sche Heiterkeit’, la ‘serenità mozartiana’ avvolge tutto, in ogni momento. È un dono questo della Grazia di Dio, ma è anche il frutto della viva fede di Mozart, che – specie nella sua musica sacra – riesce a far trasparire la luminosa risposta dell’Amore divino, che dona speranza, anche quando la vita umana è lacerata dalla sofferenza e dalla morte”.

Nel ricordare l’ultima lettera del musicista al padre morente, nella quale Mozart afferma a proposito della morte che: “La sua immagine non solo non ha per me più nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante! E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di avere l’opportunità di riconoscere in essa la chiave della nostra felicità” – Benedetto XVI ha affermato: “È uno scritto che manifesta una fede profonda e semplice, che emerge anche nella grande preghiera del ‘Requiem’, e ci conduce, allo stesso tempo, ad amare intensamente le vicende della vita terrena come doni di Dio e ad elevarci al di sopra di esse, guardando serenamente alla morte come alla ‘chiave’ per varcare la porta verso la felicità eterna”.

“Il ‘Requiem’ di Mozart” – ha concluso il Pontefice – “è un’alta espressione di fede, che ben conosce la tragicità dell’esistenza umana e che non tace sui suoi aspetti drammatici, e perciò è un’espressione di fede propriamente cristiana, consapevole che tutta la vita dell’uomo è illuminata dall’amore di Dio”.
BXVI-CONCERTO/ VIS 20100908 (450)

TEOLOGIA PUÒ RICEVERE PECULIARE CONTRIBUTO DALLE DONNE

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Questa mattina, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, il Santo Padre ha ripreso la catechesi per l’Udienza Generale del mercoledì su Santa Ildegarda di Bingen, religiosa benedettina tedesca, vissuta nel XII secolo, “che si distinse per saggezza spirituale e santità di vita”.

Nel ricordare le visioni mistiche di Ildegarda, il Santo Padre ha sottolineato che esse “sono ricche di contenuti teologici. Fanno riferimento agli avvenimenti principali della storia della salvezza, e adoperano un linguaggio principalmente poetico e simbolico. Per esempio, nella sua opera più nota, intitolata ‘Scivias’, cioè ‘Conosci le vie’, ella riassume in trentacinque visioni gli eventi della storia della salvezza, dalla creazione del mondo alla fine dei tempi. Con i tratti caratteristici della sensibilità femminile, Ildegarda, proprio nella sezione centrale della sua opera, sviluppa il tema del matrimonio mistico tra Dio e l’umanità realizzato nell’Incarnazione”.

“Già da questi brevi cenni vediamo come anche la teologia possa ricevere un contributo peculiare dalle donne, perché esse sono capaci di parlare di Dio e dei misteri della fede con la loro peculiare intelligenza e sensibilità. Incoraggio perciò tutte coloro che svolgono questo servizio a compierlo con profondo spirito ecclesiale, alimentando la propria riflessione con la preghiera e guardando alla grande ricchezza, ancora in parte inesplorata, della tradizione mistica medievale, soprattutto a quella rappresentata da modelli luminosi, come appunto Ildegarda di Bingen”.

“La mistica renana è autrice anche di altri scritti, due dei quali particolarmente importanti perché riportano, come lo ‘Scivias’, le sue visioni mistiche: sono il ‘Liber vitae meritorum’ (Libro dei meriti della vita) e il ‘Liber divinorum operum’ (Libro delle opere divine), denominato anche ‘De operatione Dei’. Nel primo viene descritta un’unica e poderosa visione di Dio che vivifica il cosmo con la sua forza e con la sua luce. Ildegarda sottolinea la profonda relazione tra l’uomo e Dio e ci ricorda che tutta la creazione, di cui l’uomo è il vertice, riceve vita dalla Trinità. (...)
Nella seconda opera, considerata da molti il suo capolavoro, descrive ancora la creazione nel suo rapporto con Dio e la centralità dell’uomo, manifestando un forte cristocentrismo di sapore biblico-patristico”.

“Hildegarda si occupò di medicina e di scienze naturali, come pure di musica. (...) Per lei, la creazione intera è una sinfonia dello Spirito Santo, che è in se stesso gioia e giubilo”.

“La popolarità di cui Ildegarda era circondata spingeva molte persone a interpellarla. (...) A lei si rivolgevano comunità monastiche maschili e femminili, vescovi e abati. Molte risposte restano valide anche per noi”.

“Con l’autorità spirituale di cui era dotata” – ha detto ancora il Pontefice – “ negli ultimi anni della sua vita Ildegarda si mise in viaggio, nonostante l’età avanzata e le condizioni disagevoli degli spostamenti, per parlare di Dio alla gente. Tutti l’ascoltavano volentieri, anche quando adoperava un tono severo: la consideravano una messaggera mandata da Dio. Richiamava soprattutto le comunità monastiche e il clero a una vita conforme alla loro vocazione. In modo particolare, Ildegarda contrastò il movimento dei ‘cátari’ tedeschi. Essi – ‘cátari’ alla lettera significa ‘puri’ - propugnavano una riforma radicale della Chiesa, soprattutto per combattere gli abusi del clero. Lei li rimproverò aspramente di voler sovvertire la natura stessa della Chiesa, ricordando loro che un vero rinnovamento della comunità ecclesiale non si ottiene tanto con il cambiamento delle strutture, quanto con un sincero spirito di penitenza e un cammino operoso di conversione. Questo è un messaggio che non dovremmo mai dimenticare”.

“Invochiamo sempre lo Spirito Santo” – ha concluso il Santo Padre – “affinché susciti nella Chiesa donne sante e coraggiose, come santa Ildegarda di Bingen, che, valorizzando i doni ricevuti da Dio, diano il loro prezioso e peculiare contributo per la crescita spirituale delle nostre comunità e della Chiesa del nostro tempo!”.
AG/ VIS 20100908 (630)

MESSAGGIO DEL PAPA VISITA REGNO UNITO

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Nel corso dell’Udienza Generale, Benedetto XVI ha letto un messaggio in lingua inglese in occasione del prossimo Viaggio Apostolico nel Regno Unito in programma dal 16 al 19 settembre prossimo.

“Attendo con impazienza la visita nel Regno Unito fra una settimana e invio cordiali saluti a tutto il popolo della Gran Bretagna. Sono consapevole che molto lavoro è stato fatto per i preparativi della visita, non solo dalla comunità cattolica ma dal Governo, dalle Autorità locali in Scozia, Londra e Birmingham, dai mezzi di comunicazione sociale e dal servizio di sicurezza, e desidero dire quanto abbia apprezzato l’impegno profuso per garantire che i vari avvenimenti siano celebrazioni autenticamente gioiose. Soprattutto ringrazio le numerosissime persone che hanno pregato per il successo della visita e per una grande effusione della grazia di Dio sulla Chiesa e sul popolo della vostra Nazione”.

“Sarà una gioia speciale per me beatificare il Venerabile John Henry Newman a Birmingham domenica 19 settembre. Questa grande figura visse un vita sacerdotale esemplare e con i suoi numerosi scritti diede un duraturo contributo alla Chiesa e alla società nel suo paese natale e in molti altri paesi del mondo. Spero e prego che sempre più numerose persone beneficino della sua gentile saggezza e siano ispirate dal suo esempio di integrità e santità di vita”.

“Attendo di incontrare i rappresentanti di diverse tradizioni religiose e culturali di cui è costituta la popolazione britannica, e i responsabili civili e politici. Sono molto grato a Sua Maestà la Regina e a Sua Grazia l’Arcivescovo di Canterbury che mi riceveranno e desidero molto incontrarli. Purtroppo ci saranno molti luoghi e persone che non avrò l’opportunità di visitare, ma vorrei che sappiate che tutti sarete ricordati nelle mie preghiere. Che Dio benedica il popolo del Regno Unito”.
AG/ VIS 20100908 (310)

VALORI E DIRITTI COMUNI PER DIALOGO FRA LE CULTURE

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2010 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, il Santo Padre ha ricevuto il Bureau dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa in occasione del LX anniversario della Convenzione Europea sui Diritti Umani, che, come è noto, “impegna Stati Membri del Consiglio d’Europa a promuovere e difendere l’inviolabile dignità della persona umana”.

Benedetto XVI ha menzionato i temi di cui l’Assemblea Parlamentare si sta occupando: “Persone che vivono in situazioni particolarmente difficili o sono soggette a gravi violazioni della loro dignità. Persone disabili, bambini vittime di violenze, immigranti, rifugiati, coloro che pagano le conseguenze della presente crisi economica e finanziaria, le vittime di estremismi o di nuove forme di schiavitù, come il traffico di esseri umani, il commercio illegale di droghe e la prostituzione. (...) Le vittime della guerra e le persone che vivono in democrazie fragili”. Il Papa ha citato inoltre l’impegno dell’Assemblea “nel difendere la libertà di religione ed opporsi alla violenza e all’intolleranza contro i credenti in Europa e nel mondo”.

“Tenendo presente il contesto della società odierna nella quale diverse persone e culture entrano in contatto, è imprescindibile sviluppare la validità universale di questi diritti e l’inviolabilità, l’inalienabilità e la indivisibilità. In diverse occasioni ho sottolineato i rischi associati al relativismo nell’ambito dei valori, dei diritti e dei doveri. Se questi dovessero mancare di un fondamento razionale oggettivo, comune a tutti i popoli, e fossero fondati esclusivamente su particolari culture, le decisioni legislative o le decisioni giudiziali, come potrebbero essi offrire un fondamento solido e duraturo per le istituzioni sopranazionali come il Consiglio d’Europa? Come potrebbe aver luogo un proficuo dialogo fra le culture senza valori comuni, diritti stabili, principi universali intesi nel medesimo modo da tutti gli Stati Membri del Consiglio d’Europa?”.

“Questi valori, diritti e doveri” – ha sottolineato il Pontefice – “sono radicati nella naturale dignità di ogni persona, qualcosa che è accessibile alla ragione umana. La fede cristiana non ostacola, ma favorisce tale ricerca, ed è un invito a ricercare la base soprannaturale per tale dignità”.

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esprimendo la convinzione che “questi principi, mantenuti fedelmente, soprattutto quando riguardano la vita umana, dal concepimento alla morte naturale, con il matrimonio – radicato nell’esclusivo e indissolubile dono di sé fra un uomo e una donna – e la libertà di religione e di educazione, sono condizioni necessarie per rispondere adeguatamente alle sfide decisive e urgenti che la storia ci presenta”.
AC/ VIS 20100908 (420)
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