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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 3 novembre 2009

SVILUPPO AUTENTICO ESIGE DIMENSIONE SPIRITUALE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il nuovo Ambasciatore di Bulgaria, Signor Nikola Ivanov Kaludov, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  All'inizio del suo discorso, il Papa ha fatto riferimento all'importanza "che nel processo della costruzione europea ogni popolo non faccia il sacrificio della propria identità culturale, ma trovi al contrario i mezzi per portare buoni frutti che arricchiranno l'insieme comunitario. (...) La Bulgaria ha così un ruolo importante da ricoprire nella costruzione delle relazioni da rappacificare fra i paesi da cui è circondata, come pure nella difesa e promozione dei diritti dell'uomo".

  Riguardo alla preoccupazione per il bene comune dei popoli espressa dal diplomatico, Benedetto XVI ha affermato che "tale preoccupazione non può limitarsi alle frontiere del Continente, è anche necessario essere attenti a creare le condizioni di una riuscita globalizzazione".

  Nel ricordare l'ultima Enciclica 'Caritas in veritate', il Santo Padre ha affermato che: "è essenziale che lo sviluppo legittimamente ricercato non riguardi il solo ambito economico, ma tenga conto dell'integralità della persona umana. La misura dell'uomo non risiede in ciò che possiede, ma nello sviluppo personale secondo tutte le potenzialità che la sua natura incornicia. Questo principio trova la sua ragione ultima nell'amore creatore di Dio, che rivela pienamente la Parola divina. In questo senso perché lo sviluppo dell'uomo e la società possa essere autentica, deve necessariamente comportare una dimensione spirituale".

  Benedetto XVI ha sottolineato che "la cultura cristiana che si diffonde profondamente nel vostro popolo, non è unicamente un tesoro del passato da conservare, ma anche il pegno di un avvenire veramente promettente in ciò che protegge l'uomo dalle tentazioni che minacciano sempre di far loro dimenticare la propria grandezza, l'unità del genere umano e le esigenze della solidarietà che essa comporta".

  Il Papa ha segnalato che affinché il dialogo con le numerose comunità religiose presenti in Bulgaria "sia sincero e costruttivo, esso richiede una conoscenza ed una stima reciproca che i poteri pubblici possono grandemente favorire con le considerazioni che essi stessi portano alle diverse famiglie spirituali. Da parte sua, la comunità cattolica esprime l'auspicio di essere generosamente aperta a tutti e di lavorare con tutti; essa lo dimostra concretamente attraverso le proprie opere sociali di cui non vuole riservare il beneficio ai soli suoi membri".
CD/CREDENZIALI/BULGARIA:KALUDOV                   VIS 20091103 (550)


CHIARIFICHE CELIBATO ANGLICANI ENTRANO CHIESA CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2009 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha reso pubblica la seguente dichiarazione riguardo alle speculazioni sulla questione del celibato nell'annunciata Costituzione Apostolica relativa agli ordinariati personali per gli Anglicani che entrano in piena comunione con la Chiesa cattolica.

  "Vi sono state diffuse speculazioni, fondate su osservazioni che si suppone ben informate da parte del corrispondente italiano Andrea Tornielli, che il rinvio della pubblicazione della Costituzione Apostolica relativa agli Ordinariati personali per gli Anglicani che entrano nella piena comunione con la Chiesa Cattolica, annunciata il 20 ottobre 2009, dal Cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato dovuto a più che motivi 'tecnici'. Secondo questa ipotesi, vi è un grave problema sostanziale alla base del ritardo, vale a dire, il disaccordo se il celibato sarà la norma per il futuro clero interessato dalle disposizioni.

  "Il Cardinale Levada ha dato i seguenti commenti su questa speculazione: 'Se mi fosse stato chiesto sarei stato felice di chiarire ogni dubbio circa il mio intervento durante la conferenza stampa. Non vi è alcun fondamento a tali speculazioni. Nessuno in Vaticano mi ha mai menzionato tale questione. Il ritardo è puramente tecnico, nel senso di garantire la coerenza nel linguaggio canonico e i riferimenti. I problemi di traduzione sono secondari; la decisione di ritardare la pubblicazione al fine di attendere il testo latino 'ufficiale' da pubblicare nell''Acta Apostolicae Sedis' è stata fatta qualche tempo fa".

  "Le bozze preparate dal gruppo di lavoro, e presentate per lo studio e l'approvazione attraverso la consueta procedura seguita dalla Congregazione, contengono tutte la seguente dichiarazione, attualmente consultabile  nell'articolo VI della Costituzione:

  "§ 1 Coloro che hanno servito come diaconi, preti o vescovi anglicani, e che soddisfano i requisiti stabiliti dal diritto canonico e non sono impediti da irregolarità o altri i impedimenti, possono essere accettati dall'Ordinario come candidati agli ordini sacri nella Chiesa cattolica. Nel caso di ministri sposati, le norme stabilite nella Lettera Enciclica di Papa Paolo VI 'Sacerdotalis coelibatus', n. 42 (1) e nella comunicazione "Nel mese di giugno", devono essere osservate. Ministri non sposati devono sottoporsi alla norma del celibato ecclesiastico del can. 277, § 1 C.I.C.".

  "§ 2. L'Ordinario, nel pieno rispetto della disciplina del clero celibatario nella Chiesa Latina, come una regola (pro regula) ammetterà solo uomini celibi all'ordine del presbitero. Egli può anche presentare una petizione al Romano Pontefice, come deroga dal can. 277, § 1, per l'ammissione di uomini sposati all'ordine del presbiterato, caso per caso, in base a criteri oggettivi approvati dalla Santa Sede".

  "Questo articolo è da intendersi come coerente con la corrente prassi della Chiesa, in cui ex ministri anglicani sposati possono essere ammessi al ministero sacerdotale nella Chiesa cattolica secondo un criterio di caso per caso. Per quanto riguarda i futuri seminaristi, si è ritenuto puramente speculativo se ci possano essere alcuni casi in cui una dispensa dalla regola del celibato possa essere domandata. Per questo motivo, criteri oggettivi circa qualunque possibilità di questo tipo (per esempio seminaristi già sposati in preparazione) devono essere sviluppati congiuntamente dall'Ordinariato personale e la Conferenza Episcopale, e presentato per l'approvazione della Santa Sede".

  "Il Cardinale Levada ha detto in anticipazione che il lavoro tecnico sulla 'Costituzione' e sulle 'Norme' sarà completato entro la fine della prima settimana di novembre".
OP/CELIBATO ANGLICANI/LOMBARDI:LEVADA               VIS 20091103 (560)



UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- Sua Altezza Reale il Principe di Hohenzollern, con i Familiari (15).
AP/.../....                                    VIS 20091103 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Juan de Puerto Rico (Porto Rico), presentata dal Vescovo Héctor Manuel Rivera Pérez, per raggiunti limiti d'età.
RE/.../RIVERA PÉREZ                            VIS 20091103 (150)

SANTITÀ MIGLIOR SERVIZIO AI FRATELLI

CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato oggi, guidando la recita dell'Angelus nella Solennità di Tutti i Santi, che "L'odierna domenica (...) invita la Chiesa pellegrina sulla terra a pregustare la festa senza fine della Comunità celeste, e a ravvivare la speranza nella vita eterna".

  Il Santo Padre, rivolgendosi ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, ha ricordato che: "Ricorrono quest'anno 14 secoli da quando il 'Pantheon' - uno dei più antichi e celebri monumenti romani - fu destinato al culto cristiano e intitolato alla Vergine Maria e a tutti i Martiri: "Sancta Maria ad Martyres". (...) Successivamente, la celebrazione di tutti i martiri è stata estesa a tutti i santi".

  "In questo Anno Sacerdotale" - ha proseguito il Pontefice - "mi piace ricordare con speciale venerazione i santi sacerdoti, sia quelli che la Chiesa ha canonizzato, proponendoli come esempio di virtù spirituali e pastorali; sia quelli - ben più numerosi - che sono noti al Signore".

  Nel riferirsi alla Commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Papa ha invitato a "vivere questa ricorrenza secondo l'autentico spirito cristiano, cioè nella luce che proviene dal Mistero pasquale. Cristo è morto e risorto e ci ha aperto il passaggio alla casa del Padre, il Regno della vita e della pace".

  "Mentre dunque facciamo visita ai cimiteri, ricordiamoci che lì, nelle tombe, riposano solo le spoglie mortali dei nostri cari in attesa della risurrezione finale. Le loro anime - come dice la Scrittura - già 'sono nelle mani di Dio' (Sap 3,1). Pertanto, il modo più proprio ed efficace di onorarli è pregare per loro, offrendo atti di fede, di speranza e di carità".

  "Cari amici" - ha detto ancora il Papa - "quanto è bella e consolante la comunione dei santi! E' una realtà che infonde una dimensione diversa a tutta la nostra vita. Non siamo mai soli! Facciamo parte di una 'compagnia' spirituale in cui regna una profonda solidarietà: il bene di ciascuno va a vantaggio di tutti e, viceversa, la felicità comune si irradia sui singoli. E' un mistero che, in qualche misura, possiamo già sperimentare in questo mondo, nella famiglia, nell'amicizia, specialmente nella comunità spirituale della Chiesa".

  Al termine della recita dell'Angelus, Benedetto XVI ha ricordato che 31 ottobre 1999, esattamente dieci anni fa, la Federazione Luterana Mondiale e la Chiesa cattolica, ad Augsburg, firmarono la 'Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione'. (...) Giovanni Paolo II la definì 'una pietra miliare sulla non facile strada della ricomposizione della piena unità tra i cristiani'.

  Al Documento aderì poi, nel 2006, anche il Consiglio Metodista Mondiale. Quel documento attestò un consenso tra luterani e cattolici su verità fondamentali della dottrina della giustificazione, verità che ci conducono al cuore stesso del Vangelo e a questioni essenziali della nostra vita. Da Dio siamo accolti e redenti; la nostra esistenza si iscrive nell'orizzonte della grazia, è guidata da un Dio misericordioso, che perdona il nostro peccato e ci chiama ad una nuova vita nella sequela del suo Figlio; viviamo della grazia di Dio e siamo chiamati a rispondere al suo dono; tutto questo ci libera dalla paura e ci infonde speranza e coraggio in un mondo pieno di incertezza, inquietudine, sofferenza".

  "Spero di cuore" - ha detto il Papa - "che questa importante ricorrenza contribuisca a far progredire il cammino verso l'unità piena e visibile di tutti i discepoli di Cristo".

    Infine il Santo Padre ha salutato nelle diverse lingue i pellegrini invitandoli senza complessi né mediocrità" a "seguire con gioia le orme di Cristo, rendendosi conformi alla sua immagine ed essendo obbedienti in tutto alla volontà del Padre. Non abbiate paura ad essere santi. E' il migliore servizio che potete prestate ai vostri fratelli"
ANG/SANTI:DEFUNTI:GIUSTIFICAZIONE/...                VIS 20091103 (620)


PREGHIERA PER I DEFUNTI NELLE GROTTE VATICANE

CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2009 (VIS). Come di consueto, alle 18:00 di oggi, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nelle Grotte della Basilica Vaticana per un momento di preghiera in privato, in suffragio dei Sommi Pontefici ivi sepolti e di tutti i defunti.
.../PREGHIERA DEFUNTI/...                             VIS 20091103 (60)

PASTORALE DEI MIGRANTI NELL'ERA GLOBALIZZAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del VI Congresso Mondiale della Pastorale per i Migranti e i Rifugiati sul tema: "Una risposta pastorale al fenomeno migratorio nell'era della globalizzazione. A cinque anni dall'Istruzione 'Erga Migrantes Caritas Christi'", che si terrà in Vaticano, dal 9 al 12 novembre 2009.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, l'Arcivescovo Agostino Marchetto, ed il Monsignor Novatus Rugambwa, rispettivamente Presidente, Segretario e Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

  "La globalizzazione" - ha detto l'Arcivescovo Vegliò - ha creato un nuovo mercato del lavoro e di conseguenza ha spinto molti ad emigrare, anche per fuggire da povertà, miseria, catastrofi naturali e conflitti locali ed internazionali, e altresì da persecuzioni di carattere politico e religioso. Essa ha aperto i mercati all'intervento internazionale, ma non ha abbattuto le mura dei confini nazionali per una libera circolazione delle persone, pur nel rispetto della sovranità degli Stati e delle loro Corti Costituzionali, con salvaguardia della legalità e della sicurezza".

  "La cura pastorale specifica in relazioni ai migranti, allora, si riassume nel valore dell'accoglienza. Essa si attua in relazione a persona di diversa nazionalità, etnia e religione e contribuisce a rendere visibile l'autentica fisionomia della Chiesa stessa. Perché tale pastorale sia efficace, la cooperazione fra le Chiese d'origine, di transito e di destinazione dei migranti è fondamentale"

 "L'attuale mondo globalizzato" - ha concluso l'Arcivescovo Vegliò - "impegna la Chiesa ad affrontare giorno per giorno anche le cause che provocano le migrazioni e le conseguenze di vita a cui gli immigrati sono soggetti, insieme con gli autoctoni. La Chiesa è vicina ai migranti, specialmente alle vittime del traffico di esseri umani, ai rifugiati, ai richiedenti asilo e alle persone che soffrono i drammi della mobilità. Essa è chiamata a difendere la loro causa nei diversi contesti, anche collaborando nel promuovere adeguate normative, a livello locale e internazionale, che favoriscano la buona integrazione".

  L'Arcivescovo Marchetto ha a sua volta comunicato il programma del Congresso, che si aprirà il 9 novembre con la Concelebrazione della Santa Messa presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, nella Basilica di San Pietro, alle ore 8:00. Dopo la Sessione di Apertura, i partecipanti saranno ricevuti in udienza dal Papa. Nel pomeriggio si esaminerà il movimento di popolazioni, sia come causa che quale effetto della globalizzazione.

  La mattina di martedì 10 novembre, sarà dedicata alla pastorale giovanile fra i migranti e i rifugiati e alla cooperazione delle Chiese di origine e di arrivo tra loro. Martedì pomeriggio e la mattinata di mercoledì, 11 novembre, saranno dedicati al dialogo e alla collaborazione in rapporto al tema del Congresso.

  Mercoledì mattina, verrà illustrato il tema "L'urgenza e le sfide della cooperazione ecumenica e interreligiosa nell'attuale situazione dei migranti e dei rifugiati (l'esperienza dei movimenti ecclesiali)". Seguirà la relazione su "La cooperazione tra istituzioni ecclesiali e civili per una vita migliore dei migranti e rifugiati". Al termine avrà luogo la Festa dei Popoli.

  Giovedì 12 novembre, il Congresso si concluderà con la proposta del testo del Documento Finale.

  Monsignor Rugambwa ha descritto i partecipanti al Congresso: 320 fra membri e consultori del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Delegati delle Commissione Episcopali di tutti i continenti, membri di congregazioni ed istituti religiosi, di associazioni e movimenti ecclesiali. E' inoltre prevista l'assistenza di quattro Delegati Fraterni Rappresentanti del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, la Comunione Anglicana, il Consiglio Mondiale delle Chiese e la Federazione Luterana Mondiale.

  Riguardo all'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Monsignor Rugambwa ha precisato che il Direttore Generale assisterà al Congresso, con due funzionari dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'ONU e l'Ufficio Internazionale del Lavoro. Infine vi prenderanno parte Delegati di Organizzazioni Cattoliche Internazionali, come la Caritas Internationalis.
OP/CONGRESSO MONDIALE MIGRANTI/VEGLIÒ               VIS 20091103 (660)


venerdì 30 ottobre 2009

SOLIDITÀ VALORI MORALI RENDE DEGNA UNA SOCIETÀ


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore di Panama, Signora Delia Cárdenas Christie.

  Nel suo discorso il Papa ha evidenziato come "l'identità del Paese, forgiata durante i secoli come un mosaico di etnie, popoli e culture, si presenta come eloquente segno davanti a tutta la famiglia umana, in cui è possibile una convivenza pacifica fra le persone di diversa origine, in un clima di comunione e cooperazione". Al riguardo, il Papa ha incoraggiato tutti i cittadini del Panama "ad adoperarsi per una maggiore uguaglianza sociale, economica e culturale, in modo che rinunciando agli interessi egoistici, abbracciando la solidarietà e conciliando le volontà, si sradichi, nelle parole di Papa Paolo VI, "lo scandalo delle disparità stridenti".

  Benedetto XVI ha ricordato che "il messaggio del Vangelo ha ricoperto un ruolo essenziale e costruttivo nella configurazione dell'identità panamense, che fa parte del patrimonio spirituale e dell'acerbo aspetto culturale di questa Nazione".

  "Speciale rilevanza" - ha detto ancora il Papa - "ha la presenza della Chiesa in campo educativo e nell'assistenza ai poveri, ai malati, ai carcerati e agli emigranti, e nella difesa di aspetti tanto essenziali, come l'impegno alla giustizia sociale, alla lotta contro la corruzione, il lavoro in favore della pace, l'inviolabilità del diritto alla vita umana dal momento del suo concepimento alla morte naturale, come la salvaguardia della famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna. Questi sono elementi insostituibili per creare una sano tessuto ed edificare una società vigorosa, precisamente per la solidità dei valori morali che la alimentano, la nobilitano e la rendono piena di dignità".

  Successivamente il Papa ha fatto riferimento all'impegno delle autorità panamensi "di rafforzare le istituzioni democratiche ad una vita pubblica che si fondi su robusti pilastri etici. A tale riguardo, non si devono risparmiare gli sforzi per promuovere un sistema giuridico efficiente e indipendente, e che si realizzi in tutti gli ambiti con probità, trasparenza nella gestione comunitaria e professionalità e diligenza nella soluzione di problemi che interessano i cittadini.0 Ciò favorirà  lo sviluppo di una società giusta e fraterna, nella quale nessun settore della popolazione sia dimenticato o abbandonato alla violenza e la marginalità".

  "E' degno di menzione" - ha sottolineato Benedetto XVI - "il coraggioso ruolo che il Panama ha ricoperto per la stabilità politica dell'aerea centro-americana, in alcuni momenti nei quali la congiuntura attuale pone in risalto come un progresso consistente ad armonico della comunità umana, non dipende unicamente dallo sviluppo economico o le conquiste tecnologiche".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso indicando che "questi aspetti devono essere necessariamente completati con gli altri di carattere etico e spirituale, perché una società progredisce soprattutto quando in essa abbondano persone con rettitudine interiore, condotta inattaccabile e ferma volontà di spendersi per il bene comune, e che, inoltre, inculcano alle nuove generazioni, un vero umanesimo, coltivato nella famiglia e nelle scuola, in modo che la forza della Nazione, sia il risultato della crescita integrale della persona e di tutte le persone".
CD/CREDENZIALI/PANAMA:CARDENAS                   VIS 20091030 (500)


UDIENZA PARTECIPANTI ANNO INTERNAZIONALE ASTRONOMIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2009 (VIS). Papa Benedetto ha ricevuto questa mattina i partecipanti al Colloquio patrocinato dalla Specola Vaticana, in occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia, accompagnati dal Cardinale Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

  Nel suo discorso il Papa ha ricordato che l'Anno Internazionale dell'Astronomia, coincide con il quattrocentesimo anniversario dei primi studi della volta celeste da parte di Galileo Galilei e che la storia dell'Osservatorio "è anch'essa legata alla figura di Galileo, alla controversie che la sua ricerca fece sorgere e all'intento della Chiesa di promuovere una corretta e proficua comprensione del rapporto fra scienza e religione".

  "Profitto dell'occasione" - ha proseguito il Santo Padre - "per esprimere la mia riconoscenza, non soltanto per i profondi studi che hanno chiarificato il contesto storico preciso della condanna di Galileo, ma anche per gli sforzi di quanti sono impegnati nel corrente dialogo e riflessione sulla complementarità di fede e ragione al servizio di una comprensione integrale dell'uomo e del suo posto nell'universo".

  "Nell'Anno Internazionale dell'Astronomia" - ha affermato il Pontefice - "si propone di catturare in tutto il mondo, l'attenzione delle persone per le meraviglie e le aspettative che caratterizzarono la grande epoca delle scoperte del secolo XVI (...). La nostra epoca contraddistinta da scoperte scientifiche di vasta portata, profitterebbe dallo stesso senso di meraviglia e di desiderio di raggiungere una autentica umanistica sintesi di conoscenza che ha ispirato i padri della scienza moderna".

  "Se desideriamo rispondere alla sfida di questo Anno - per sollevare gli occhi al cielo allo scopo di riscoprire il nostro luogo nell'universo - come non ricordare la meraviglia espresse dal Salmista tanto tempo fa, contemplando il cielo stellato,  gridava la sua meraviglia al Signore: 'Quando vedo il cielo, il lavoro delle tue dita, la luna e le stelle che ponesti al loro posto, che cosa è l'uomo per badare a lui, il figlio di Adamo, perché ti occupi di lui".

  "Spero" - ha concluso il Papa - "che la meraviglia e l'esaltazione che dovrà scaturire dall'Anno Internazionale dell'Astronomia, portino la contemplazione delle  meraviglie della creazione alla contemplazione del Creatore e dell'Amore, che nelle parole di Dante Alighieri "muove il cielo e l'altre stelle".
AC/ANNO INTERNAZIONALE ASTRONOMIA/LAJOLO       VIS 20091030 (350)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI NOVEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2009 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di novembre è la seguente: "Perché tutti gli uomini e le donne del mondo, specialmente quanti hanno responsabilità in campo politico ed economico, non vengano mai meno al loro impegno nella salvaguardia del creato".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i credenti delle diverse religioni, con la testimonianza di vita e mediante un dialogo fraterno, diano una chiara dimostrazione che il nome di Dio è portatore di pace.
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/NOVEMBRE/…                  VIS 20091030 (100)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Professor Angelo Caloia.

- I Partecipanti all'Incontro promosso dalla Specola Vaticana, in occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia (100 c.).

  Nel pomeriggio di oggi, il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                                 VIS 20091030 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo emerito di Westminster (Gran Bretagna), Membro della Congregazione per i Vescovi e della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kohima (India), presentata dal Vescovo Jose Mukala, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NA:RE/...MURPHY-O'CONNOR:MUKALA                   VIS 20091030 (320)


giovedì 29 ottobre 2009

DIACONIA DELLA CULTURA NEL CONTINENTE DIGITALE


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2009 (VIS). Il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali "segue da tempo questa sorprendente e veloce evoluzione dei media, facendo tesoro degli interventi del magistero della Chiesa". Con questa parole il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Dicastero, presieduto dall'Arcivescovo Claudio Maria Celli, che in questi giorni analizzano il ruolo delle nuove tecnologie nel settore.

  Il Santo Padre ha citato le due Istruzioni Pastorali: la "Communio et Progressio" del Papa Paolo VI e la "Aetatis Novae" di Giovanni Paolo II. "Due autorevoli documenti dei miei venerati Predecessori, che hanno favorito e promosso nella Chiesa un'ampia sensibilizzazione" sulle tematiche legate alla comunicazione.

  Nel ricordare l'Enciclica "Redemptoris missio" di Giovanni Paolo II che affermava: "l'impegno nei mass media, non ha solo lo scopo di moltiplicare l'annunzio: si tratta di un fatto più profondo, perché l'evangelizzazione stessa della cultura moderna dipende in gran parte dal loro influsso", Papa Benedetto XVI ha detto anche che: "Non basta, quindi, usarli per diffondere il messaggio cristiano e il magistero della Chiesa, ma occorre integrare il messaggio stesso in questa 'nuova cultura' creata dalla comunicazione moderna". 

  "In effetti" - ha  affermato Papa Benedetto - "la cultura moderna scaturisce, ancor prima che dai contenuti, dal dato stesso dell'esistenza di nuovi modi di comunicare che utilizzano linguaggi nuovi, si servono di nuove tecniche e creano nuovi atteggiamenti psicologici. Tutto questo costituisce una sfida per la Chiesa chiamata ad annunciare il Vangelo agli uomini del terzo millennio mantenendone inalterato il contenuto, ma rendendolo comprensibile grazie anche a strumenti e modalità consoni alla mentalità e alle culture di oggi".

  "Nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali" - ha proseguito il Papa - "sottolineando l'importanza che rivestono le nuove tecnologie" - ho incoraggiato - "i responsabili dei processi comunicativi ad ogni livello, a promuovere una cultura del rispetto per la dignità e il valore della persona umana, un dialogo radicato nella ricerca sincera della verità, dell'amicizia (...), ma capace di sviluppare i doni di ciascuno per metterli a servizio della comunità umana".

  "In tal modo la Chiesa esercita quella che potremmo definire una 'diaconia della cultura' nell'odierno 'continente digitale', percorrendone le strade per annunciare il Vangelo, la sola Parola che può salvare l'uomo. Al Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali tocca approfondire ogni elemento della nuova cultura dei media, a iniziare dagli aspetti etici, ed esercitare un servizio di orientamento e di guida per aiutare le Chiese particolari a cogliere l'importanza della comunicazione, che rappresenta ormai un punto fermo e irrinunciabile di ogni piano pastorale".

  Infine Benedetto XVI ha ricordato il 50¨anniversario della Filmoteca Vaticana, fondata del Beato Giovanni XXIII, che possiede "un ricco patrimonio culturale, che appartiene all'intera umanità" ed ha incoraggiato a proseguire lo "interessante lavoro di raccolta, che documenta le tappe del cammino della cristianità, attraverso la suggestiva testimonianza dell'immagine".
AC/ASSEMBLEA/COMUNICAZIONI SOCIALI                   VIS 20091029 (750)


IRAN: SERVIRE CAUSA PACE, DIFESA DIRITTI UNIVERSALI


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina, le Carte Credenziali del nuovo Ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran, Alì Akbar Naseri.

  "L'Iran è una Nazione" - ha detto il Santo Padre - "che possiede eminenti tradizioni spirituali e il suo popolo ha una profonda sensibilità religiosa. Ciò può essere motivo di speranza per una crescente apertura ed una collaborazione fiduciosa con la comunità internazionale. La Santa Sede, a sua volta, opererà in armonia con quanti servono la causa della pace e promuovono la dignità di cui il Creatore ha dotato ogni essere umano".

  "Oggi" - ha proseguito il Pontefice - "Noi dobbiamo tutti sperare e sostenere una nuova fase di cooperazione internazionale, più solidamente fondata su principi umanitari e sull'aiuto effettivo per coloro che soffrono, meno dipendenti da freddi calcoli di scambio e di benefici tecnici ed economici".

  "La fede nel Dio unico" - ha sottolineato Benedetto XVI - "deve riunire tutti i credenti ed invitarli ad operare insieme per le difesa e la promozione dei valori umani fondamentali. Fra i diritti universali, la libertà religiosa e la libertà di coscienza hanno un posto fondamentale, perché sono l'origine di altre libertà. La difesa di altri diritti che nascono dalla dignità degli individui e dei popoli, in particolare la promozione della protezione della vita, della giustizia e della solidarietà, devono anche essere l'oggetto di una reale collaborazione".

  "Come ho già avuto occasione di sottolineare, l'instaurarsi di cordiali rapporti fra i credenti di diverse religioni è una urgente necessità del nostro tempo, al fine di costruire un mondo più umano e  più conforme al progetto di Dio sulla creazione".

  "I cattolici" - ha osservato il Papa - "sono presenti in Iran sin dai primi secoli del cristianesimo e sono sempre stati parte integrante della vita e della cultura della Nazione".

  "La Santa Sede" - ha aggiunto il Pontefice - "confida che le Autorità iraniane sapranno rafforzare e garantire ai cristiani la libertà di professare la propria fede ed assicurare alla comunità cattolica le condizioni essenziali per la sua esistenza. In particolare la possibilità di avere un sufficiente personale religioso e facilità di spostamento nel paese per assicurare il servizio religioso ai fedeli".

  "Per sua parte" - ha ribadito il Papa - "la Santa Sede che per sua natura e per la sua missione si interessa direttamente alla vita delle Chiese locali, auspica di fare i necessari sforzi per aiutare la comunità cattolica in Iran a mantenere vivi i segni della presenza cristiana, in uno spirito di intesa benevolo verso tutti".

  Infine rivolgendosi ai cattolici che vivono in Iran, il Papa ha affermato di rimanere "vicino a tutti i fedeli e prega per loro affinché tutti nel mantenere con perseveranza la propria identità, restino attaccati alla loro terra, collaborino generosamente con i loro compatrioti allo sviluppo della Nazioni".
CD/CREDENZIALI/IRAN:NASERI                              VIS 20091029 (480)


CELEBRAZIONI PRESIEDUTE PAPA NOVEMBRE 2009-GENNAIO 2010


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre dalla fine di novembre 2009 a gennaio 2010.

NOVEMBRE
  
28 sabato: Alle 17:00, nella Basilica Vaticana, Celebrazione dei Primi Vespri della Prima Domenica di Avvento.
 
DICEMBRE 2009

Martedì 8: Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Alle 16:00 in Piazza di Spagna, Atto di venerazione all'Immacolata.

Giovedì 24: Solennità del Natale del Signore, nella Basilica Vaticana, alle 22:00, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa della Notte.

Venerdì 25: Solennità del Natale del Signore. Alle 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, il Papa impartirà la Benedizione "Urbi et Orbi".

Giovedì 31: alle 18:00, nella Basilica Vaticana, Primi Vespri in ringraziamento per l'anno trascorso.
 
GENNAIO

Venerdì 1: Solennità di Maria Santissima Madre di Dio XLIII Giornata mondiale della pace. Alle 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa.

Mercoledì 6: Solennità dell'Epifania del Signore. Alle 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa.

Domenica 10: Domenica dopo l'Epifania, Festa del Battesimo del Signore. Alle 10:00, nella Cappella Sistina, Santa Messa e Battesimo dei bambini.

Lunedì 25: Festa della conversione di San Paolo Apostolo. Alle 17:30, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, Celebrazione dei Vespri.
OCL/CALENDARIO NOVEMBRE 2009-GENNAIO 2010/...    VIS 20091029 (213)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
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ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri del Consiglio Direttivo della "Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche" (AVEPRO). Il Monsignor Piero Coda, Presidente dell'Associazione Teologica Italiana; il Sacerdote Philippe Curbelié, Decano della Facoltà di Teologia dello "Institut Catholique" di Toulouse; il Padre Friedrich Bechina, F.S.O. Officiale della Congregazione per l'Educazione Cattolica; il Signor Sjur Bergan, Direttore del Dipartimento di Istruzione Superiore e Ricerca presso il Consiglio d'Europa; il Professor Paolo Biasi, già Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Firenze; il Professor Jan Sadlak, Direttore dello "European Centre for Higher Education" (UNESCO-CEPES) a Bucarest; Dottoressa Annick Johnson, Direttrice della medesima Agenzia.
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mercoledì 28 ottobre 2009

SECOLO XII RIFIORITURA TEOLOGIA LATINA


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di questo mercoledì,  tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa si è soffermato su "un'interessante pagina di storia, relativa alla fioritura della teologia latina nel secolo XII"

  "Nei Paesi dell'Europa occidentale" - ha spiegato il Santo Padre - "regnava allora una relativa pace, che assicurava alla società sviluppo economico e consolidamento delle strutture politiche, e favoriva una vivace attività culturale grazie pure ai contatti con l'Oriente. All'interno della Chiesa si avvertivano i benefici della vasta azione nota come 'riforma gregoriana'" che "aveva apportato una maggiore purezza evangelica nella vita della comunità ecclesiale, soprattutto nel clero (...) Inoltre si andava diffondendo un vasto rinnovamento spirituale, sostenuto dal rigoglioso sviluppo della vita consacrata", e nel secolo tredicesimo emersero figure come San Tommaso e San Bonaventura.

  "Proprio a partire da questi due ambienti, i monasteri e le 'scholae'" - ha precisato il Papa - si può parlare di due differenti modelli di teologia: la 'teologica monastica' e la 'teologia scolastica". Per quanto riguarda la prima, "I monaci, cioè, erano tutti devoti ascoltatori e lettori delle Sacre Scritture, e una delle principali loro occupazioni consisteva nella 'lectio divina', cioè nella lettura pregata della Bibbia".   "Il Sinodo dei Vescovi del 2008" 'Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa'" - ha fatto notare il Papa - "ha richiamato l'importanza dell'approccio spirituale alle Sacre Scritture".

  "Poiché, in ultima analisi, la teologia monastica è ascolto della Parola di Dio, non si può non purificare il cuore per accoglierla e, soprattutto, non si può non accenderlo di fervore per incontrare il Signore. La teologia diventa pertanto meditazione, preghiera, canto di lode e spinge a una sincera conversione".

  "E' importante inoltre riservare" - ha ricordato il Santo Padre - "un certo tempo ogni giorno alla meditazione della Bibbia, perché la Parola di Dio sia lampada che illumina il nostro cammino quotidiano sulla terra".

  "Nel metodo degli scolastici, non facile da comprendere per la mentalità moderna, era centrale la 'quaestio', che consisteva in un tema da affrontare".

  "L'organizzazione delle 'quaestiones' conduceva alla compilazione di sintesi sempre più estese, le cosiddette 'summae', che erano ampi trattati teologico-dogmatici. La teologia scolastica" - ha spiegato il Papa - "mirava a presentare l'unità e l'armonia della Rivelazione cristiana con un metodo, detto appunto "scolastico", che concede fiducia alla ragione umana".

  "Fede e ragione, in reciproco dialogo, vibrano di gioia quando sono entrambe animate dalla ricerca dell'intima unione con Dio. (...) La verità è ricercata con umiltà, accolta con stupore e gratitudine: in una parola, la conoscenza cresce solo se ama la verità.
AG/TEOLOGIA LATINA/...                               VIS 20091028 (430


VISITA PASTORALE DI BENEDETTO XVI A BRESCIA E CONCESIO


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2009 (VIS). Benedetto XVI si recherà in Visita Pastorale a Brescia e Concesio (Italia), la prossimo domenica 8 novembre, secondo quanto riportato da un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede.

  Il Papa partirà in aereo dall'aeroporto romano di Ciampino, alle 8:30 e alle 9:30 l'aereo atterrerà all'aeroporto militare Tenente Alfredo Fusco a Ghedi (Brescia). Quindi è prevista una Visita Privata alla Chiesa parrocchiale di Botticino Sera e la Venerazione delle spoglie di Sant'Arcangelo Tadini.

  Alle 10:30, è in programma che il Papa visiti la Cattedrale di Brescia e presieda la concelebrazione della Santa Messa e guidi la recita dell'Angelus in Piazza Paolo VI. Nel pomeriggio Papa Benedetto XVI rivolgerà un saluto agli organizzatori della visita nel Centro Pastorale Paolo VI a Brescia. Alle 16:45, Benedetto XVI compirà una visita alla Casa Natale del Papa Paolo VI e alla nuova sede dedicata al Papa della "Populorum Progressio".

  Alle 17:30, nell'Auditorium Vittorio Montini, dell'Istituto Paolo VI a Concesio, Papa Benedetto XVI terrà un discorso durante l'incontro ufficiale della nuova sede dell'Istituto e per la consegna del Premio Internazionale Paolo VI.

  Alla 18:15, il Papa visiterà la Parrocchia di Sant'Antonio di Concesio, dove fu battezzato Giovanni Battista Montini (Paolo VI) e terrà un discorso.

  Benedetto XVI ripartirà alle 19:00 dall'aeroporto di Brescia e alle 20:00 arriverà all'aeroporto di Roma Ciampino, da dove rientrerà in Vaticano.
BXV-VISITA BRESCIA/.../BRESCIA:CONCESIO                   VIS 20091028 (240)


PRESENTAZIONE MOSTRA SU MATTEO RICCI


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione della Mostra "Ai Crinali della Storia. P. Matteo Ricci (1552-1610) fra Roma e Pechino", a cura del Professor Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani.
 
La Mostra, allestita presso il Braccio di Carlo Magno (30 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010), è stata promossa dal Comitato per le Celebrazioni del IV Centenario di Padre Matteo Ricci in collaborazione con i Musei Vaticani, la Curia Generalizia della Compagnia di Gesù e la Pontificia Università Gregoriana.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Vescovo Claudio Giuliodori, di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia (Italia); il Professor Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani; il Professor Giovanni Morello, Presidente della Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della Chiesa; Avv. Adriano Ciaffi, Presidente del Comitato promotore per le Celebrazioni del IV Centenario della morte di Padre Matteo Ricci e Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

  La "straordinaria avventura missionaria" - di Matteo Ricci - ha spiegato il Vescovo Giuliodori - "lo ha portato a costruire, per la prima volta nella storia, un vero ponte di dialogo e di scambio tra l'Europa e la Cina. (...) La Mostra (...) oltre a rendere il dovuto onore a questo gigante della fede e dell'amicizia fra i popoli, vuole offrire a tutti l'occasione per approfondire la conoscenza e per confrontarsi con un modello di evangelizzazione e di inculturazione del Vangelo che, per molti versi, non ha eguali nella storia dell'umanità.
OP/MOSTRA MATTEO RICCI/GIULIODORI                   VIS 20091028 (260)


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