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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 17 marzo 2009

OGGI POMERIGGIO ARRIVO DI BENEDETTO XVI IN CAMERUN


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito alle 10:20 dall'aeroporto romano Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, diretto a Yoaundé (Camerun), prima destinazione del suo primo Viaggio Apostolico in Africa, che comprende una seconda tappa di tre giorni - dal 20 al 22 marzo - a Luanda, capitale dell'Angola. L'arrivo dell'aereo papale è previsto oggi pomeriggio alle 16:00.

Ai piedi della scaletta dell'aereo, il Papa sarà accolto dal Presidente della Repubblica del Camerun, Signor Paul Biya e dalla Consorte e subito dopo riceverà il saluto dell'Arcivescovo di Yaoundé e Presidente della Conferenza Episcopale del Camerun, Monsignor Simon-Victor Tonyé Bakot e del Cardinale Christian Wiyghan Tumi, Arcivescovo emerito di Douala. Alla cerimonia saranno presenti Autorità politiche e civili, il Corpo Diplomatico, i Vescovi del Camerun e un gruppo di fedeli con un coro.

Dopo il discorso del Presidente della Repubblica, Papa Benedetto XVI pronuncerà il primo discorso del suo undicesimo Viaggio Apostolico fuori d'Italia ed infine, in autovettura panoramica, raggiungerà la Nunziatura Apostolica di Yaoundé, per la cena in privato e il pernottamento.

Domani mattina, mercoledì, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa in privato, nella Cappella della Nunziatura Apostolica, quindi renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica del Camerun, a cui seguirà un incontro con i Vescovi del Camerun, presso la Chiesa Christ-Roi in Tsinga di Yaoundé .
PV-CAMERUN/.../YAOUNDE VIS 20090317 (240)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2009 (VIS). Sua Beatitudine il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyc, ha trasferito con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica-Ucraina, e in conformità al canone 85, paragrafo 2, 2° del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Wasyl Ihor Medwit, O.S.B.M., dall'ufficio di Vescovo di Curia dell'Arcivescovato Maggiore di Kyiv-Halic, a quello di Vescovo Ausiliare dell'Esarcato Arcivescovile di Donetsk-Kharkiv (Ucraina).
NA/.../MEDWIT VIS 20090317 (70)

lunedì 16 marzo 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Prelatura territoriale di Esquel (Argentina), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Comodoro-Rivadavia, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Bahía Blanca.

- Ha nominato il Padre José Slabym, C.Ss.R., finora Superiore e Parroco della Comunità dei Redentoristi di Esquel (Argentina), primo Vescovo Prelato di Esquel (superficie: 78.074; popolazione: 68.609; cattolici: 56.440; sacerdoti: 14), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Zeleznikowa (Polonia), ha emesso la professione perpetua nei Missionari Redentoristi nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.

- Ha nominato l'Arcivescovo Luigi Bonazzi, Nunzio Apostolico in Lituania ed Estonia, finora Nunzio Apostolico in Cuba.

- Ha nominato il Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, S.D.B., Vescovo di Hong Kong (Cina), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 25° anniversario della Visita Pastorale del Servo di Dio Giovanni Paolo II in Tailandia, che avranno luogo a Bangkok, nei giorni 10-11 maggio 2009.

- Ha nominato il Cardinale José Saraiva Martins, C.M.F., Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del 50° anniversario del Santuario di Cristo Re, ad Almada (Portogallo), il 17 maggio 2009.
ECE:NER:NN:NA/.../... VIS 20090316 (200)


LINGUA CINESE INTRODOTTA NEL WEB DELLA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2009 (VIS). Un Comunicato della Sala stampa della Santa Sede annuncia: "In occasione della Solennità di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa Universale, il sito web ufficiale della Santa Sede si arricchirà grazie all'introduzione di una nuova sezione in lingua cinese".

  La lingua cinese "rappresenta l'ottava lingua - dopo l'italiano, l'inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco, il portoghese e il latino - ad essere inserita nel www.vatican.va".

  "Grazie al nuovo servizio, gli internauti di tutto il mondo potranno navigare in cinese per accedere ai testi di Sua Santità Benedetto XVI presentati nei caratteri cinesi sia tradizionali sia semplificati".
OP/LINGUA CINESE/WEB SANTA SEDE                   VIS 20090316 (120)



SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY: PATRONO DEI SACERDOTI

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2009 (VIS). "Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote", è il tema dell'Anno Sacerdotale che il Santo Padre ha indetto dal giugno 2009 al giugno 2010 come annuncia un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede.

  Il Santo Padre aprirà l'"Anno Sacerdotale" presiedendo la celebrazione dei Vespri, il 19 giugno prossimo, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e Giornata di santificazione sacerdotale, alla presenza delle reliquia del Curato d'ìArs portata dal Vescovo di Belley-Ars; e lo chiuderà il 19 giugno del 2010, prendendo parte a un 'Incontro Mondiale Sacerdotale' in Piazza San Pietro".

  Nel corso di questo Anno giubilare Benedetto XVI proclamerà San Giovanni Maria Vianney "Patrono di tutti i sacerdoti del mondo". Sarà inoltre pubblicato il "Direttorio per i Confessori e Direttori Spirituali" insieme ad una raccolta di testi del Pontefice sui tema essenziali della vita e della missione sacerdotale nell'epoca attuale.

  La Congregazione per il Clero, d'intesa con gli Ordinari diocesani e i Superiori degli Istituti religiosi, si preoccuperà di promuovere e coordinare le varie iniziative spirituali e pastorali che saranno poste in essere per far percepire sempre più l'importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea, come pure le necessità di potenziare la formazione permanente dei sacerdoti legandola a quella dei seminaristi.
OP/ANNO SACERDOTALE/...                           VIS 20090316 (220)


IL PAPA ANNUNCIA INDIZIONE "ANNO SACERDOTALE"

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri della Congregazione per il Clero, radunati in occasione dell'Assemblea Plenaria, sul tema: "L'identità missionaria del presbitero nella Chiesa, quale dimensione intrinseca dall'esercizio dei 'tria munera'".

  "La dimensione missionaria del presbitero" - ha detto il Santo Padre - "nasce dalla sua configurazione sacramentale a Cristo Capo: essa porta con sé, come conseguenza, un'adesione cordiale e totale a quella che la tradizione ecclesiale ha individuato come l''apostolica vivendi forma'. Questa consiste nella partecipazione ad una 'vita nuova' spiritualmente intesa, a quel 'nuovo stile di vita' che è stato inaugurato dal Signore Gesù ed è stato fatto proprio dagli Apostoli".

  "Certamente" - ha proseguito il Pontefice - "questa giusta precisazione dottrinale nulla toglie alla necessaria, anzi indispensabile, tensione verso la perfezione morale, che deve abitare ogni cuore autenticamente sacerdotale. Proprio per favorire questa tensione dei sacerdoti verso la perfezione spirituale dalla quale soprattutto dipende l'efficacia del loro ministero, ho deciso di indire uno speciale 'Anno Sacerdotale', che andrà dal 19 giugno prossimo fino al 19 giugno 2010. Ricorre infatti il 150° anniversario della morte del Santo Curato d'Ars, Giovanni Maria Vianney, vero esempio di Pastore a servizio del gregge di Cristo".

  "La missione del presbitero, (...) si svolge 'nella Chiesa'. Una tale dimensione ecclesiale, comunionale, gerarchica e dottrinale è assolutamente indispensabile ad ogni autentica missione e, sola, ne garantisce la spirituale efficacia".

  "La missione è 'ecclesiale'" - ha spiegato il Pontefice - "perché nessuno annuncia o porta se stesso, ma dentro ed attraverso la propria umanità ogni sacerdote deve essere ben consapevole di portare un Altro, Dio stesso, al mondo. Dio è la sola ricchezza che, in definitiva, gli uomini desiderano trovare in un sacerdote".

  "La missione è 'comunionale', perché si svolge in un'unità e comunione che solo secondariamente ha anche aspetti rilevanti di visibilità sociale. (...) Infine le dimensioni 'gerarchica' e 'dottrinale' suggeriscono di ribadire l'importanza della disciplina (il termine si collega con "discepolo") ecclesiastica e della formazione dottrinale, e non solo teologica, iniziale e permanente".

  "La consapevolezza dei radicali cambiamenti sociali degli ultimi decenni deve muovere le migliori energie ecclesiali a curare la formazione dei candidati al ministero" - ha ribadito il Papa - "La missione ha le sue radici in special modo in una buona formazione, sviluppata in comunione con l'ininterrotta Tradizione ecclesiale, senza cesure né tentazioni di discontinuità. In tal senso, è importante favorire nei sacerdoti, soprattutto nelle giovani generazioni, una corretta ricezione dei testi del Concilio Ecumenico Vaticano II, interpretati alla luce di tutto il bagaglio dottrinale della Chiesa".

  "Urgente appare anche il recupero di quella consapevolezza che spinge i sacerdoti ad essere presenti, identificabili e riconoscibili sia per il giudizio di fede, sia per le virtù personali sia anche per l'abito, negli ambiti della cultura e della carità, da sempre al cuore della missione della Chiesa".

  "La centralità di Cristo porta con sé la giusta valorizzazione del sacerdozio ministeriale, senza il quale non ci sarebbe né l'Eucaristia, né, tanto meno, la missione e la stessa Chiesa. In tal senso è necessario vigilare" - ha concluso il Pontefice - "affinché le 'nuove strutture' od organizzazioni pastorali non siano pensate per un tempo nel quale si dovrebbe 'fare a meno' del ministero ordinato, partendo da un'erronea interpretazione della giusta promozione dei laici, perché in tal caso si porrebbero i presupposti per l'ulteriore diluizione del sacerdozio ministeriale e le eventuali presunte 'soluzioni' verrebbero drammaticamente a coincidere con le reali cause delle problematiche contemporanee legate al ministero".
AC/MISSIONE PRESBITERO/CPC                       VIS 20090316 (590)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Repubblica Federale di Germania).

  Sabato 14 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Edward Fenech Adami, Presidente della Repubblica di Malta, con la Consorte e Seguito.

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires.

    - L'Arcivescovo Augustín Roberto Radrizzani, S.D.B., di Mercedes-Luján.

    - Il Vescovo Virginio Domingo Bressanelli, S.C.I., di Comodoro Rivadavia.

    - Il Vescovo Esteban María Laxague, S.D.B., di Viedma.

    - Il Vescovo Fernando Carlos Maletti, di San Carlos de Bariloche

    - Il Vescovo Marcelo Angiolo Melani, S.D.B., di Neuquén,

    - Il Vescovo Néstor Hugo Navarro, di Alto Valle del Río Negro, con il Vescovo emerito José Pedro Pozzi, S.D.B.

    - Il Vescovo Juan Carlos Romanin, S.D.B., di Río Gallegos.

    - Il Vescovo Jean-Abdo Arbach, B.C., Esarca Apostolico per i fedeli Greco-Melkiti residenti in Argentina.

    - Il Vescovo Vartan Waldir Boghossian, S.D.B., di San Gregorio de Narek en Buenos Aires degli Armeni, Esarca Apostolico per i fedeli di rito armeno residenti in America Latina e Messico.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20090316 (220)


PASTORALE UNIVERSITARIA IN TUTTE LE CHIESE PARTICOLARI

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2009 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha comunicato alle migliaia di persone che gremivano Piazza San Pietro, che: "Si conclude questa mattina nella Basilica di San Paolo fuori le Mura il Giubileo paolino degli universitari, promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica e dal Pontificio Consiglio della Cultura e organizzato dal Vicariato di Roma, sul tema: 'Ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve l'annuncio. Vangelo e cultura per un nuovo umanesimo'".

  Rivolgendosi ai docenti e ai delegati di pastorale universitaria, provenienti da tutti i continenti, che hanno partecipato a Roma al Foro Internazionale delle Università (12-15 marzo), Benedetto XVI ha affermato: "Questo evento costituisce una tappa importante nel dialogo sempre vivo tra la Chiesa e l'università".

  "Auspico" - ha concluso il  Pontefice - "che in tutte le Chiese particolari si sviluppi la pastorale universitaria, per la formazione dei giovani e per l'elaborazione di una cultura ispirata al Vangelo. Cari universitari, vi incoraggio e vi accompagno con la preghiera".
ANG/GIUBILEO PAOLINO UNIVERSITARI/...                   VIS 20090316 (180)


ANGELUS: GRAZIA DEL VANGELO PUÒ RINNOVARE L'AFRICA

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2009 (VIS). Nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus di questa III Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato il suo imminente Viaggio in Africa (17-23 marzo) ed ha spiegato ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, che si recherà in Camerun "nella capitale Yaoundé, per consegnare lo 'Strumento di lavoro' della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo in ottobre (...) in Vaticano;" e che proseguirà "poi per Luanda, capitale dell'Angola, un Paese che, dopo la lunga guerra interna, ha ritrovato la pace ed ora è chiamato a ricostruirsi nella giustizia".

  "Con questa visita" - ha spiegato il Pontefice - "intendo idealmente abbracciare l'intero continente africano: le sue mille differenze e la sua profonda anima religiosa; le sue antiche culture e il suo faticoso cammino di sviluppo e di riconciliazione; i suoi gravi problemi, le sue dolorose ferite e le sue enormi potenzialità e speranze. Intendo confermare nella fede i cattolici, incoraggiare i cristiani nell'impegno ecumenico, recare a tutti l'annuncio di pace affidato alla Chiesa dal Signore risorto".

  "Parto per l'Africa" - ha proseguito il Pontefice - "con la consapevolezza di non avere altro da proporre e donare a quanti incontrerò se non Cristo e la Buona Novella della sua Croce, mistero di amore supremo, di amore divino che vince ogni umana resistenza e rende possibile persino il perdono e l'amore per i nemici. Questa è la grazia del Vangelo capace di trasformare il mondo; questa è la grazia che può rinnovare anche l'Africa, perché genera una irresistibile forza di pace e di riconciliazione profonda e radicale. La Chiesa non persegue dunque obbiettivi economici, sociali e politici; la Chiesa annuncia Cristo, certa che il Vangelo può toccare i cuori di tutti e trasformarli, rinnovando in tal modo dal di dentro le persone e le società".

  Il Papa ha concluso le sue riflessioni affidando "alla celeste intercessione" di San Giuseppe, che - "avvertito in sogno da un angelo, dovette fuggire con Maria in Egitto, in Africa, per mettere in salvo Gesù appena nato, che il re Erode voleva uccidere" -  "il prossimo pellegrinaggio e le popolazioni dell'Africa tutta intera, con le sfide che le segnano e le speranze che le animano. In particolare, penso alle vittime della fame, delle malattie, delle ingiustizie, dei conflitti fratricidi e di ogni forma di violenza che purtroppo continua a colpire adulti e bambini, senza risparmiare missionari, sacerdoti, religiosi, religiose e volontari".
ANG/AFRICA/...                                   VIS 20090316 (430)


MINISTERO EPISCOPALE AL SERVIZIO UNITÀ CORPO MISTICO

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi il primo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apstolorum". Visita, ha detto il Papa, che rappresenta "un momento significativo nella vita di tutti coloro ai quali è stata affidata la guida pastorale di una parte del Popolo di Dio, poiché in essa dimostrano e rafforzano la loro comunione con il Romano Pontefice".

  "Il ministero episcopale" - ha proseguito il Pontefice - "è al servizio dell'unità e della comunione di tutto il Corpo mistico di Cristo" e "il Vescovo che è il principio e il fondamento visibile dell'unità nella sua Chiesa particolare, è chiamato a promuovere e difendere l'integrità della fede e la disciplina comune di tutta la Chiesa insegnando ai fedeli ad amare i propri fratelli".

  Il Santo Padre ha espresso ai Vescovi argentini il riconoscimento per "la ferma volontà di mantenere e consolidare l'unità" nella Conferenza episcopale e nelle comunità diocesane. "Grazie a questa collegialità affettiva ed effettiva" - ha sottolineato il Pontefice - "nessun Vescovo è solo, perché è sempre e strettamente unito a Cristo, Buon Pastore, anche, in virtù della sua Ordinazione episcopale e della comunione gerarchica, ai suoi fratelli nell'episcopato e a colui che il Signore ha scelto come Successore di Pietro".

  Nel sottolineare che questo spirito di comunione "ha un ambito privilegiato di applicazione nei rapporti del Vescovo con i suoi sacerdoti", Benedetto XVI ha invitato i Presuli "a potenziare la carità e la prudenza" allo scopo di "correggere insegnamenti, atteggiamenti e comportamenti che disonorano lo stato sacerdotale" dei loro più stretti collaboratori e che "possono inoltre pregiudicare e confondere la fede e la vita cristiana dei fedeli".

  "Il ruolo fondamentale svolto dai presbiteri" - ha detto ancora il Pontefice- "comporta un grande sforzo per promuovere le vocazioni sacerdotali. A tale rispetto sarebbe opportuno proporre una pastorale matrimoniale e familiare più incisiva, che tenga conto della dimensione vocazionale del cristiano, di una pastorale giovanile più coraggiosa, che aiuti i giovani a rispondere con generosità alla chiamata di Dio".

  "Anche i fedeli, in virtù del loro battesimo" - ha concluso il Santo Padre - "sono chiamati a cooperare nell'edificazione del Corpo di Cristo, per cui devono sperimentare Gesù Cristo e il mistero del suo amore in modo più vivo. Il rapporto permanente con il Signore mediante un'intensa vita di preghiera ed una adeguata formazione spirituale e dottrinale aumenterà in tutti i cristiani la gioia di credere e celebrare la fede e la gioia di appartenere alla Chiesa, incoraggiando così a partecipare attivamente alla missione di proclamare la Buona Novella a tutti gli uomini".
AL/.../ARGENTINA                                           VIS 20090316 (440)


DEGNI MINISTRI MISERICORDIA DIVINA ED EDUCATORI COSCIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica, ha dato lettura di un Messaggio del Santo Padre ai partecipanti al Corso per il Foro interno che ha avuto luogo questa settimana a Roma.

  "In questo nostro tempo," - scrive il Papa nel Messaggio - "costituisce senz'altro una delle priorità pastorali quella di formare rettamente la coscienza dei credenti perché (...), nella misura in cui si perde il senso del peccato, aumentano purtroppo i sensi di colpa, che si vorrebbero eliminare con insufficienti rimedi palliativi".

  "Alla formazione delle coscienze contribuiscono molteplici e preziosi strumenti spirituali e pastorali da valorizzare sempre più; (...) la catechesi, la predicazione, l'omelia, la direzione spirituale, il sacramento della Riconciliazione e la celebrazione dell'Eucaristia".

  "Una adeguata catechesi" - si legge ancora nel Messaggio - "offre un contributo concreto all'educazione delle coscienze stimolandole a percepire sempre meglio il senso del peccato, oggi in parte sbiadito o peggio obnubilato da un modo di pensare e di vivere 'etsi Deus non daretur', secondo la nota espressione di Grotius, (...) che denota un relativismo chiuso al vero senso della vita".

  "Alla catechesi va unito un sapiente utilizzo della predicazione. (...) L'omelia (...) è senz'altro la forma di predicazione più diffusa, con la quale ogni domenica si educa la coscienza di milioni di fedeli. Nel recente Sinodo dei Vescovi, dedicato appunto alla Parola di Dio nella Chiesa, diversi Padri Sinodali hanno opportunamente insistito sul valore e l'importanza dell'omelia da adattare alla mentalità contemporanea".

    Benedetto XVI scrive ancora che: "A formare le coscienze contribuisce anche la 'direzione spirituale'. Oggi più di ieri c'è bisogno di 'maestri di spirito' saggi e santi: un importante servizio ecclesiale, per il quale occorre senz'altro una vitalità interiore da implorare come dono dello Spirito Santo mediante intensa e prolungata preghiera e una preparazione specifica da acquisire con cura".

  "Ogni sacerdote è poi chiamato ad amministrare la misericordia divina nel sacramento della Penitenza, mediante il quale rimette in nome di Cristo i peccati e aiuta il penitente a percorrere il cammino esigente della santità con retta ed informata coscienza. Per poter compiere tale indispensabile ministero ogni presbitero deve alimentare la propria vita spirituale e curare un permanente aggiornamento teologico e pastorale".

  "Infine, la coscienza del credente" - ribadisce il Pontefice - "si affina sempre più grazie a una devota e consapevole partecipazione alla Santa Messa, che è il sacrificio di Cristo per la remissione dei peccati".

"Esorto i partecipanti al Corso" - conclude il Papa - a "mantenere sempre viva in se stessi la consapevolezza di dover essere degni 'ministri' della misericordia divina e responsabili educatori delle coscienze. Si ispirino all'esempio dei santi confessori e maestri di spirito, tra i quali mi piace ricordare particolarmente il Curato d'Ars, San Giovanni Maria Vianney, di cui proprio quest'anno ricordiamo il 150° anniversario della morte".
MESS/FORO INTERNO/PENT                           VIS 20090316 (480)


venerdì 13 marzo 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Salvador Rangel Mendoza, O.F.M., Vescovo di Huejutla (superficie: 6.014; popolazione: 530.000; cattolici: 502.000; sacerdoti: 95; religiosi: 63), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Tepalcatepec (Messico), nel 1946, ha emesso la professione perpetua nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nel 1974. Dal 2006 Vicario Episcopale della Zona Pastorale di "Nuestra Señora de la Luz" nell'Arcidiocesi di Morelia (Messico), succede al Vescovo Salvador Martínez Pérez, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../RANGEL:MARTiNEZ                                   VIS 20090312 (100)


PROMUOVERE AUTENTICA ADORAZIONE EUCARISTICA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che in questi giorni hanno riflettuto sul tema dell'Adorazione Eucaristica.

  "Ho accolto volentieri" - ha detto il Papa - "la proposta che la Plenaria si occupasse del tema dell'adorazione eucaristica, nella fiducia che una rinnovata riflessione collegiale su tale prassi potesse contribuire a mettere in chiaro, nei limiti di competenza del Dicastero, i mezzi liturgici e pastorali con cui la Chiesa dei nostri tempi può promuovere la fede nella presenza reale del Signore nella Santa Eucaristia e assicurare alla celebrazione della Santa Messa tutta la dimensione dell'adorazione".

  "La dottrina della transustanziazione del pane e del vino e della presenza reale sono verità di fede evidenti già nella Sacra Scrittura stessa e confermate poi dai Padri della Chiesa".

  "Nell'Eucaristia" - ha detto il Papa - "l'adorazione deve diventare unione: unione col Signore Vivente e poi col suo Corpo mistico. Come ho detto ai giovani sulla Spianata di Marienfel, a Colonia, durante la Santa Messa in occasione della XX giornata mondiale della Gioventù, il 21 agosto 2005: 'Dio non è più soltanto di fronte a noi, come il Totalmente Altro. E' dentro di noi, e noi siamo in Lui. La sua dinamica ci penetra e da noi vuole propagarsi agli altri ed estendersi a tutto il mondo, perché il suo amore diventi realmente la misura dominante del mondo'".

  "In questa prospettiva ricordavo ai giovani che nell'Eucaristia si vive la 'fondamentale trasformazione della violenza in amore, della morte in vita; essa trascina poi con sé le altre trasformazioni".

  Successivamente il Papa ha sottolineato l'importanza di un rinnovamento dell'adorazione eucaristica" che "sarà possibile soltanto attraverso una maggiore conoscenza del mistero in piena fedeltà alla sacra Tradizione ed incrementando la vita liturgica all'interno delle nostre comunità. A questo riguardo, apprezzo in particolare" - ha affermato Benedetto XVI - "che la Plenaria si sia soffermata anche sul discorso della formazione di tutto il Popolo di Dio nella fede, con una speciale attenzione ai seminaristi, per favorirne la crescita in uno spirito di autentica adorazione eucaristica".

  "Ricordando tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno -, incoraggiamoci a vicenda a riscoprire e vivere con rinnovato fervore il digiuno non solo come prassi ascetica, ma anche come preparazione all'Eucaristia e come arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi".
AC/ADORAZIONE EUCARISTICA/...                      VIS 20090313 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Dodici Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

  - Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires, con gli Ausiliari, Vescovo Joaquín Mariano Sucunza; Vescovo Eduardo Horacio García; Vescovo Raúl Martín; Vescovo Oscar Vicente Ojea; Vescovo Enrique Eguía Seguí.

    - Il Vescovo Fernando María Bargalló, di Merlo-Moreno.

    - Il Vescovo Luis Guillermo Eichhorn, di Morón,

    - Il Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, di San Miguel.

    - Il Vescovo Rubén Oscar Frassia, di Avellaneda-Lanús.

    - Il Vescovo Guillermo Rodríguez-Melgarejo, di San Martín.

    - Il Vescovo Oscar Domingo Sarlinga, di Zárate-Campana.

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania).

  Alle 18:00 di oggi pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo José María Aranceto, di Santa Fe de la Vera Cruz

    - L'Arcivescovo Mario Luis Bautista Maulión, di Paraná, con l'Ausiliare Vescovo César Daniel Fernández.

    - Il Vescovo Luis Armando Collazuol, di Concordia.

    - Il Vescovo Jorge Eduardo Lozano, di Gualeguaychú.

    - Il Vescovo Martín de Elizalde, O.S.B., di Nueve de Julio.

    - Il Vescovo Eduardo Eliseo Martín, di Villa de la Concepción del Río Cuarto.

    - Il Vescovo José Vicente Conejero Gallego, di Formosa.

    - Il Vescovo Roberto Rodríguez, di La Rioja.

   - Il Monsignore Pedro Candia, Amministratore Diocesano dell'Ordinariato Militare.
 
  - L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20090313 (240)

PROMUOVERE AUTENTICA ADORAZIONE EUCARISTICA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che in questi giorni hanno riflettuto sul tema dell'Adorazione Eucaristica.

  "Ho accolto volentieri" - ha detto il Papa - "la proposta che la Plenaria si occupasse del tema dell'adorazione eucaristica, nella fiducia che una rinnovata riflessione collegiale su tale prassi potesse contribuire a mettere in chiaro, nei limiti di competenza del Dicastero, i mezzi liturgici e pastorali con cui la Chiesa dei nostri tempi può promuovere la fede nella presenza reale del Signore nella Santa Eucaristia e assicurare alla celebrazione della Santa Messa tutta la dimensione dell'adorazione".

  "La dottrina della transustanziazione del pane e del vino e della presenza reale sono verità di fede evidenti già nella Sacra Scrittura stessa e confermate poi dai Padri della Chiesa".

  "Nell'Eucaristia" - ha detto il Papa - "l'adorazione deve diventare unione: unione col Signore Vivente e poi col suo Corpo mistico. Come ho detto ai giovani sulla Spianata di Marienfel, a Colonia, durante la Santa Messa in occasione della XX giornata mondiale della Gioventù, il 21 agosto 2005: 'Dio non è più soltanto di fronte a noi, come il Totalmente Altro. E' dentro di noi, e noi siamo in Lui. La sua dinamica ci penetra e da noi vuole propagarsi agli altri ed estendersi a tutto il mondo, perché il suo amore diventi realmente la misura dominante del mondo'".

  "In questa prospettiva ricordavo ai giovani che nell'Eucaristia si vive la 'fondamentale trasformazione della violenza in amore, della morte in vita; essa trascina poi con sé le altre trasformazioni".

  Successivamente il Papa ha sottolineato l'importanza di un rinnovamento dell'adorazione eucaristica" che "sarà possibile soltanto attraverso una maggiore conoscenza del mistero in piena fedeltà alla sacra Tradizione ed incrementando la vita liturgica all'interno delle nostre comunità. A questo riguardo, apprezzo in particolare" - ha affermato Benedetto XVI - "che la Plenaria si sia soffermata anche sul discorso della formazione di tutto il Popolo di Dio nella fede, con una speciale attenzione ai seminaristi, per favorirne la crescita in uno spirito di autentica adorazione eucaristica".

  "Ricordando tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno -, incoraggiamoci a vicenda a riscoprire e vivere con rinnovato fervore il digiuno non solo come prassi ascetica, ma anche come preparazione all'Eucaristia e come arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi".
AC/ADORAZIONE EUCARISTICA/...                      VIS 20090313 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Dodici Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

  - Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires, con gli Ausiliari, Vescovo Joaquín Mariano Sucunza; Vescovo Eduardo Horacio García; Vescovo Raúl Martín; Vescovo Oscar Vicente Ojea; Vescovo Enrique Eguía Seguí.

    - Il Vescovo Fernando María Bargalló, di Merlo-Moreno.

    - Il Vescovo Luis Guillermo Eichhorn, di Morón,

    - Il Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, di San Miguel.

    - Il Vescovo Rubén Oscar Frassia, di Avellaneda-Lanús.

    - Il Vescovo Guillermo Rodríguez-Melgarejo, di San Martín.

    - Il Vescovo Oscar Domingo Sarlinga, di Zárate-Campana.

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania).

  Alle 18:00 di oggi pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo José María Aranceto, di Santa Fe de la Vera Cruz

    - L'Arcivescovo Mario Luis Bautista Maulión, di Paraná, con l'Ausiliare Vescovo César Daniel Fernández.

    - Il Vescovo Luis Armando Collazuol, di Concordia.

    - Il Vescovo Jorge Eduardo Lozano, di Gualeguaychú.

    - Il Vescovo Martín de Elizalde, O.S.B., di Nueve de Julio.

    - Il Vescovo Eduardo Eliseo Martín, di Villa de la Concepción del Río Cuarto.

    - Il Vescovo José Vicente Conejero Gallego, di Formosa.

    - Il Vescovo Roberto Rodríguez, di La Rioja.

   - Il Monsignore Pedro Candia, Amministratore Diocesano dell'Ordinariato Militare.
 
  - L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20090313 (240)

giovedì 12 marzo 2009

LETTERA DEL PAPA REMISSIONE SCOMUNICA VESCOVI LEFEBVRE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera di Benedetto XVI ai Vescovi della Chiesa cattolica sulla remissione della scomunica dei quattro Vescovi consacrati dall'Arcivescovo Lefebvre.

  Di seguito riportiamo il testo integrale del documento, datato 10 marzo e pubblicato in lingua inglese, francese, spagnola, italiana, tedesca e portoghese.

  "Cari Confratelli nel ministero episcopale!

  "La remissione della scomunica ai quattro Vescovi, consacrati nell'anno 1988 dall'Arcivescovo Lefebvre senza mandato della Santa Sede, per molteplici ragioni ha suscitato all'interno e fuori della Chiesa Cattolica una discussione di una tale veemenza quale da molto tempo non si era più sperimentata. Molti Vescovi si sono sentiti perplessi davanti a un avvenimento verificatosi inaspettatamente e difficile da inquadrare positivamente nelle questioni e nei compiti della Chiesa di oggi. Anche se molti Vescovi e fedeli in linea di principio erano disposti a valutare in modo positivo la disposizione del Papa alla riconciliazione, a ciò tuttavia si contrapponeva la questione circa la convenienza di un simile gesto a fronte delle vere urgenze di una vita di fede nel nostro tempo. Alcuni gruppi, invece, accusavano apertamente il Papa di voler tornare indietro, a prima del Concilio: si scatenava così una valanga di proteste, la cui amarezza rivelava ferite risalenti al di là del momento. Mi sento perciò spinto a rivolgere a voi, cari Confratelli, una parola chiarificatrice, che deve aiutare a comprendere le intenzioni che in questo passo hanno guidato me e gli organi competenti della Santa Sede. Spero di contribuire in questo modo alla pace nella Chiesa".

  "Una disavventura per me imprevedibile è stata il fatto che il caso Williamson si è sovrapposto alla remissione della scomunica. Il gesto discreto di misericordia verso quattro Vescovi, ordinati validamente ma non legittimamente, è apparso all'improvviso come una cosa totalmente diversa: come la smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come la revoca di ciò che in questa materia il Concilio aveva chiarito per il cammino della Chiesa. Un invito alla riconciliazione con un gruppo ecclesiale implicato in un processo di separazione si trasformò così nel suo contrario: un apparente ritorno indietro rispetto a tutti i passi di riconciliazione tra cristiani ed ebrei fatti a partire dal Concilio - passi la cui condivisione e promozione fin dall'inizio era stato un obiettivo del mio personale lavoro teologico. Che questo sovrapporsi di due processi contrapposti sia successo e per un momento abbia disturbato la pace tra cristiani ed ebrei come pure la pace all'interno della Chiesa, è cosa che posso soltanto deplorare profondamente. Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l'internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella fonte di notizie. Sono rimasto rattristato dal fatto che anche cattolici, che in fondo avrebbero potuto sapere meglio come stanno le cose, abbiano pensato di dovermi colpire con un'ostilità pronta all'attacco. Proprio per questo ringrazio tanto più gli amici ebrei che hanno aiutato a togliere di mezzo prontamente il malinteso e a ristabilire l'atmosfera di amicizia e di fiducia, che - come nel tempo di Papa Giovanni Paolo II - anche durante tutto il periodo del mio pontificato è esistita e, grazie a Dio, continua ad esistere".

  "Un altro sbaglio, per il quale mi rammarico sinceramente, consiste nel fatto che la portata e i limiti del provvedimento del 21 gennaio 2009 non sono stati illustrati in modo sufficientemente chiaro al momento della sua pubblicazione. La scomunica colpisce persone, non istituzioni. Un'Ordinazione episcopale senza il mandato pontificio significa il pericolo di uno scisma, perché mette in questione l'unità del collegio episcopale con il Papa. Perciò la Chiesa deve reagire con la punizione più dura, la scomunica, al fine di richiamare le persone punite in questo modo al pentimento e al ritorno all'unità. A vent'anni dalle Ordinazioni, questo obiettivo purtroppo non è stato ancora raggiunto. La remissione della scomunica mira allo stesso scopo a cui serve la punizione: invitare i quattro Vescovi ancora una volta al ritorno. Questo gesto era possibile dopo che gli interessati avevano espresso il loro riconoscimento in linea di principio del Papa e della sua potestà di Pastore, anche se con delle riserve in materia di obbedienza alla sua autorità dottrinale e a quella del Concilio. Con ciò ritorno alla distinzione tra persona ed istituzione. La remissione della scomunica era un provvedimento nell'ambito della disciplina ecclesiastica: le persone venivano liberate dal peso di coscienza costituito dalla punizione ecclesiastica più grave. Occorre distinguere questo livello disciplinare dall'ambito dottrinale. Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa. Bisogna quindi distinguere tra il livello disciplinare, che concerne le persone come tali, e il livello dottrinale in cui sono in questione il ministero e l'istituzione. Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri - anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica - non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa".

  "Alla luce di questa situazione è mia intenzione di collegare in futuro la Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei' - istituzione dal 1988 competente per quelle comunità e persone che, provenendo dalla Fraternità San Pio X o da simili raggruppamenti, vogliono tornare nella piena comunione col Papa - con la Congregazione per la Dottrina della Fede. Con ciò viene chiarito che i problemi che devono ora essere trattati sono di natura essenzialmente dottrinale e riguardano soprattutto l'accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi. Gli organismi collegiali con i quali la Congregazione studia le questioni che si presentano (specialmente la consueta adunanza dei Cardinali al mercoledì e la Plenaria annuale o biennale) garantiscono il coinvolgimento dei Prefetti di varie Congregazioni romane e dei rappresentanti dell'Episcopato mondiale nelle decisioni da prendere. Non si può congelare l'autorità magisteriale della Chiesa all'anno 1962 - ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l'intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l'albero vive".

  "Spero, cari Confratelli, che con ciò sia chiarito il significato positivo come anche il limite del provvedimento del 21 gennaio 2009. Ora però rimane la questione: Era tale provvedimento necessario? Costituiva veramente una priorità? Non ci sono forse cose molto più importanti? Certamente ci sono delle cose più importanti e più urgenti. Penso di aver evidenziato le priorità del mio Pontificato nei discorsi da me pronunciati al suo inizio. Ciò che ho detto allora rimane in modo inalterato la mia linea direttiva. La prima priorità per il Successore di Pietro è stata fissata dal Signore nel Cenacolo in modo inequivocabile: "Tu … conferma i tuoi fratelli" (Lc 22, 32). Pietro stesso ha formulato in modo nuovo questa priorità nella sua prima Lettera: 'Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi' (1 Pt 3, 15). Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento, la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l'accesso a Dio. Non ad un qualsiasi dio, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; a quel Dio il cui volto riconosciamo nell'amore spinto sino alla fine (cfr Gv 13, 1) - in Gesù Cristo crocifisso e risorto. Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall'orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l'umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più".

  "Condurre gli uomini verso Dio, verso il Dio che parla nella Bibbia: questa è la priorità suprema e fondamentale della Chiesa e del Successore di Pietro in questo tempo. Da qui deriva come logica conseguenza che dobbiamo avere a cuore l'unità dei credenti. La loro discordia, infatti, la loro contrapposizione interna mette in dubbio la credibilità del loro parlare di Dio. Per questo lo sforzo per la comune testimonianza di fede dei cristiani - per l'ecumenismo - è incluso nella priorità suprema. A ciò si aggiunge la necessità che tutti coloro che credono in Dio cerchino insieme la pace, tentino di avvicinarsi gli uni agli altri, per andare insieme, pur nella diversità delle loro immagini di Dio, verso la fonte della Luce - è questo il dialogo interreligioso. Chi annuncia Dio come Amore 'sino alla fine' deve dare la testimonianza dell'amore: dedicarsi con amore ai sofferenti, respingere l'odio e l'inimicizia - è la dimensione sociale della fede cristiana, di cui ho parlato nell'Enciclica 'Deus caritas est'".

  "Se dunque l'impegno faticoso per la fede, per la speranza e per l'amore nel mondo costituisce in questo momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allora ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie. Che il sommesso gesto di una mano tesa abbia dato origine ad un grande chiasso, trasformandosi proprio così nel contrario di una riconciliazione, è un fatto di cui dobbiamo prendere atto. Ma ora domando: Era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che 'ha qualche cosa contro di te' (cfr Mt 5, 23s) e cercare la riconciliazione? Non deve forse anche la società civile tentare di prevenire le radicalizzazioni e di reintegrare i loro eventuali aderenti - per quanto possibile - nelle grandi forze che plasmano la vita sociale, per evitarne la segregazione con tutte le sue conseguenze? Può essere totalmente errato l'impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di ricuperabile per l'insieme? Io stesso ho visto, negli anni dopo il 1988, come mediante il ritorno di comunità prima separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l'insieme. Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli? Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti. Non possiamo conoscere l'intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l'amore per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente. Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell'unità? Che ne sarà poi?".

  "Certamente, da molto tempo e poi di nuovo in quest'occasione concreta abbiamo sentito da rappresentanti di quella comunità molte cose stonate - superbia e saccenteria, fissazione su unilateralismi ecc. Per amore della verità devo aggiungere che ho ricevuto anche una serie di testimonianze commoventi di gratitudine, nelle quali si rendeva percepibile un'apertura dei cuori. Ma non dovrebbe la grande Chiesa permettersi di essere anche generosa nella consapevolezza del lungo respiro che possiede; nella consapevolezza della promessa che le è stata data? Non dovremmo come buoni educatori essere capaci anche di non badare a diverse cose non buone e premurarci di condurre fuori dalle strettezze? E non dobbiamo forse ammettere che anche nell'ambiente ecclesiale è emersa qualche stonatura? A volte si ha l'impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi - in questo caso il Papa - perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo".

  "Cari Confratelli, nei giorni in cui mi è venuto in mente di scrivere questa lettera, è capitato per caso che nel Seminario Romano ho dovuto interpretare e commentare il brano di Gal 5, 13 - 15. Ho notato con sorpresa l'immediatezza con cui queste frasi ci parlano del momento attuale: 'Che la libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!'. Sono stato sempre incline a considerare questa frase come una delle esagerazioni retoriche che a volte si trovano in San Paolo. Sotto certi aspetti può essere anche così. Ma purtroppo questo 'mordere e divorare' esiste anche oggi nella Chiesa come espressione di una libertà mal interpretata. È forse motivo di sorpresa che anche noi non siamo migliori dei Galati? Che almeno siamo minacciati dalle stesse tentazioni? Che dobbiamo imparare sempre di nuovo l'uso giusto della libertà? E che sempre di nuovo dobbiamo imparare la priorità suprema: l'amore? Nel giorno in cui ho parlato di ciò nel Seminario maggiore, a Roma si celebrava la festa della Madonna della Fiducia".   "Di fatto: Maria ci insegna la fiducia. Ella ci conduce al Figlio, di cui noi tutti possiamo fidarci. Egli ci guiderà - anche in tempi turbolenti. Vorrei così ringraziare di cuore tutti quei numerosi Vescovi, che in questo tempo mi hanno donato segni commoventi di fiducia e di affetto e soprattutto mi hanno assicurato la loro preghiera. Questo ringraziamento vale anche per tutti i fedeli che in questo tempo mi hanno dato testimonianza della loro fedeltà immutata verso il Successore di san Pietro. Il Signore protegga tutti noi e ci conduca sulla via della pace. È un augurio che mi sgorga spontaneo dal cuore in questo inizio di Quaresima, che è tempo liturgico particolarmente favorevole alla purificazione interiore e che tutti ci invita a guardare con speranza rinnovata al traguardo luminoso della Pasqua".

Con una speciale Benedizione Apostolica mi confermo Vostro nel Signore
BXVI-LETTERA/SCOMUNICA VESCOVI LEFEBVRE/...      VIS 20090312 (2390)


PADRE LOMBARDI: PAPA SI SENTE INTERPELLATO COME PASTORE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2009 (VIS). In un Commento alla "Lettera del Papa ai Vescovi della Chiesa Cattolica  riguardo alla remissione della scomunica dei quattro vescovi consacrati dall'Arcivescovo Lefebvre", Padre Federico Lombardi, S.I., afferma: "E' un documento davvero inconsueto e degno della massima attenzione. Mai come in questo caso finora durante il suo Pontificato Benedetto XVI si era espresso in un modo così personale ed intenso su un argomento dibattuto".

  "Il Papa ha vissuto la vicenda del gesto di remissione della scomunica e delle reazioni che ne sono seguite con evidente partecipazione e sofferenza. (...) E si sente tenuto ad intervenire per 'contribuire alla pace nella Chiesa', che vede turbata".

  "Con la consueta lucidità ed umiltà riconosce limiti e sbagli che hanno influito negativamente sulla vicenda, e con grande nobiltà non ne attribuisce ad altri la responsabilità, manifestandosi solidale con i suoi collaboratori. Parla di informazione insufficiente a proposito del caso Williamson e di non sufficiente chiarezza nella presentazione del provvedimento di remissione della scomunica e del suo significato".

  "Anche la questione del 'caso Williamson' (...) appare fortunatamente già superata, ma dà modo al Papa di ricordare con fierezza che la condivisione e promozione di tutti i passi fatti per tale riconciliazione a partire dal Concilio erano state 'fin dall'inizio un obiettivo del suo personale lavoro teologico'".

  "Il Papa si impegna piuttosto a chiarire la natura, il significato, le intenzioni del provvedimento di remissione della scomunica; spiega che come la scomunica era una punizione per delle persone che avevano compiuto un atto che metteva a rischio l'unità della chiesa non riconoscendo l'autorità del Papa, così ora - dopo che le persone colpite avevano manifestato un riconoscimento dell'autorità del Papa - la remissione della scomunica è un caldo invito al loro ritorno nell'unità".

  "Benedetto XVI si sente interpellato profondamente nella sua responsabilità di pastore della Chiesa universale e ritiene di dover chiarire senza incertezze ai suoi fratelli nell'Episcopato corresponsabili del bene della Chiesa, con quali priorità e con quale spirito sta svolgendo il suo servizio. (...) Egli ribadisce le grandi priorità del Pontificato (...): condurre gli uomini a Dio, Dio che si è rivelato nella Bibbia e in Cristo; l'unità dei cristiani; il dialogo fra i credenti in Dio al servizio della pace; la testimonianza della carità nella dimensione sociale della vita cristiana".

  "Ma poi il Papa continua la sua riflessione invitando i suoi interlocutori a una riflessione personale ed ecclesiale impegnativa e stringente. Il fatto paradossale che da un gesto che vuol essere di misericordia e riconciliazione sia nata invece una situazione di acute tensioni obbliga infatti a interrogarsi per discernere quali atteggiamenti spirituali si siano manifestati e siano all'opera in questa vicenda".

  "Le domande del Papa si fanno incalzanti, animate da una vivissima preoccupazione per l'unità. Non perdono il senso del realismo, poiché ricordano anche i gravi difetti di tante espressioni dei tradizionalisti, ma uguale realismo critico il Papa sente di dover conservare nei confronti di membri della Chiesa e della società che sembrano opporsi con irriducibile intransigenza ad ogni sforzo di riconciliazione o anche solo di riconoscimento di elementi positivi nell'altro".

  "La riflessione termina ritornando a un invito appassionato all'amore come priorità assoluta per il cristiano e a un auspicio profondo di pace per la comunità della Chiesa".
OP/LETTERA VESCOVI/LOMBARDI                       VIS 20090312 (550)


CRISTIANI, EBREI E MUSULMANI VIVANO IN PACE IN TERRA SANTA

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i membri di una Delegazione del Gran Rabbinato di Israele e della Commissione Cattolica per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo".

  All'inizio del suo discorso il Papa ha ribadito che: "L'importante dialogo nel quale siete impegnati è un frutto della storica visita in Terra Santa del mio amato predecessore Papa Giovanni Paolo II, nel marzo 2000".

  Benedetto XVI ha rilevato come "Nel corso di questi sette anni l'amicizia fra la Commissione e il Gran Rabbinato si è accresciuta, e voi avete potuto riflettere sugli importanti temi rilevanti sia per la tradizione Ebraica che per la tradizione Cristiana".

  "Lavorando insieme siete divenuti sempre più consapevoli dei comuni valori che stanno alla base nelle nostre rispettive tradizioni religiose, studiandole nel corso dei sette incontri tenuti a Roma e a Gerusalemme. Avete riflettuto sulla santità della vita, i valori familiari, la giustizia sociale e la condotta etica, l'importanza della parola di Dio espressa nelle Sacre Scritture per la società e l'educazione, il rapporto fra l'autorità civile e l'autorità religiosa e la libertà di religione e coscienza".

  Riferendosi al Pellegrinaggio in Terra Santa, nel maggio prossimo, il Papa ha precisato che: "La mia intenzione è di pregare specialmente per il prezioso dono dell'unità e della pace sia all'interno della regione che per tutta la famiglia umana nel mondo".

   "Che la mia visita" - ha auspicato il Papa al termine del suo discorso - "contribuisca ad approfondire il dialogo della Chiesa con il Popolo Ebraico così che Ebrei e Cristiani ed anche i Musulmani vivano in pace e armonia in questa Terra Santa".
AC/PACE TERRA SANTA/GRAN RABBINATO ISRAELE      VIS 20090312 (300)




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