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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 13 febbraio 2009

XXV ANNIVERSARIO FONDAZIONE GIOVANNI PAOLO II PER IL SAHEL


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2009 (VIS). La Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel commemora il venticinquesimo anniversario di creazione. L'idea di questa istituzione nasce dopo la prima visita in Africa di Papa Giovanni Paolo II, nel maggio 1980, a Ouagadougou (Burkina Faso), e viene istituita con Chirografo del 22 febbraio 1984.

  Durante la Riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, iniziata il 10 febbraio a Ouagadougou, è stato rievocato questo importante anniversario, la cui commemorazione culminerà con la Celebrazione di una Messa solenne, domenica 15 febbraio, nella città africana.

  "La Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel è impegnata attivamente nella gestione e protezione delle risorse naturali, nella lotta alla siccità e alla desertificazione, nello sviluppo rurale e nella lotta contro la povertà, attraverso il coinvolgimento attivo della popolazione locale. Perciò si occupa di formare animatori ('cadres moyens'), operatori della sanità e del genio civile, idraulici, meccanici, agricoltori, allevatori, silvicoli ('cadres techniques'). Preziosa caratteristica della Fondazione è la sua apertura alle differenti religioni degli abitanti, diventando così uno strumento di dialogo inter-religioso".
CON-CU/XXVANNIVERSARIO/OUAGADOUGOU:CORDES VIS 20090213 (190)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici

- Il Cardinale Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Nigeria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Augustine Tochikwu Ukwuoma, di Orlu con il Vescovo emerito Gregory O. Ochiaga.

    - Il Vescovo Lucius Iwejuru Ugorji, di Umuahia.
AP:AL/.../...                                       VIS 20090213 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

Ha nominato il Vescovo Ismael Rueda Sierra, Arcivescovo Metropolita di Bucaramanga (superficie: 5.397; popolazione: 1.264.900; cattolici: 1.234.201; sacerdoti: 212; religiosi: 674; diaconi permanenti: 32), Colombia. L'Arcivescovo eletto è nato a Suaita (Colombia), nel 1950, è stato ordinato sacerdote nel 1981ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2001. Finora Vescovo di Socorro y San Gil (Colombia), succede all'Arcivescovo Victor Manuel López Forero, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../RUEDA SIERRA:LÓPEZ FORERO                           VIS 20090213 (100)

giovedì 12 febbraio 2009

FEDE, SPERANZA E CARITÀ DONI DI DIO AI BATTEZZATI

CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi sui grandi Scrittori della Chiesa di Oriente e di Occidente del medioevo per l'Udienza Generale del Mercoledì, soffermandosi oggi su San Giovanni Climaco, nato verso il 575 e morto dopo il 650.

  "Tra le montagne del Sinai" - ha detto il Papa - "ove Mosè incontrò Dio ed Elia ne udì la voce, Giovanni visse e raccontò le sue esperienze spirituali. (...) Verso i vent'anni, scelse di vivere da eremita in una grotta ai piedi del monte, in località di Tola, a otto kilometri dall'attuale monastero di Santa Caterina. (...) Dopo quarant'anni di vita eremitica vissuta nell'amore per Dio e per il prossimo, anni durante i quali pianse, pregò, lottò contro i demoni, fu nominato igumeno del grande monastero del monte Sinai e ritornò così alla vita cenobitica, in monastero".

  San Giovanni Climaco "divenne famoso, per l'opera la Scala (klímax), (...) trattato completo di vita spirituale, in cui Giovanni descrive il cammino del monaco dalla rinuncia al mondo fino alla perfezione dell'amore. E' un cammino che - secondo questo libro - si sviluppa attraverso trenta gradini, ognuno dei quali è collegato col successivo".

  "Il cammino" - ha proseguito il Pontefice - "può essere sintetizzato in tre fasi successive: la prima si esprime nella rottura col mondo al fine di ritornare allo stato dell'infanzia evangelica. L'essenziale quindi non è la rottura, ma il collegamento con quanto Gesù ha detto, il ritornare cioè alla vera infanzia in senso spirituale, il diventare come i bambini".

  "La seconda fase del cammino è costituita dal combattimento spirituale contro le passioni. (...) Secondo Giovanni Climaco è importante prendere coscienza che le passioni non sono cattive in sé; lo diventano per l'uso cattivo che ne fa la libertà dell'uomo. Se purificate, le passioni schiudono all'uomo la via verso Dio con energie unificate dall'ascesi e dalla grazia".

  "L'ultima fase del cammino" - ha affermato il Pontefice - "è la perfezione cristiana, che si sviluppa negli ultimi sette gradini della Scala. (...) Dei primi tre - semplicità, umiltà e discernimento - Giovanni, in linea coi Padri del deserto, ritiene più importante l'ultimo, cioè la capacità di discernere. (...) Qui si entra nel vivo della persona e si tratta di risvegliare nell'eremita, nel cristiano, la sensibilità spirituale e il 'senso del cuore', doni di Dio: "Come guida e regola in ogni cosa, dopo Dio, dobbiamo seguire la nostra coscienza" (26/1,5;1013). In questo modo si raggiunge la quiete dell'anima, l'esichía, grazie alla quale l'anima può affacciarsi sull'abisso dei misteri divini. Lo stato di quiete, di pace interiore, prepara l'esicasta alla preghiera, che in Giovanni è duplice: la 'preghiera corporea' e la 'preghiera del cuore'".

  "L'ultimo gradino della scala (...) è dedicato alla suprema "trinità delle virtù": la fede, la speranza e soprattutto la carità. Della carità, Giovanni parla anche come éros (amore umano), figura dell'unione matrimoniale dell'anima con Dio. (...) Giovanni è convinto che un'intensa esperienza di questo éros faccia avanzare l'anima assai più che la dura lotta contro le passioni, perché grande è la sua potenza".

  "A questo punto, s'impone un'ultima domanda: la Scala, opera scritta da un monaco eremita vissuto millequattrocento anni fa, può ancora dire qualcosa a noi oggi?" - si è interrogato il Pontefice - "L'itinerario esistenziale di un uomo che è vissuto sempre sulla montagna del Sinai in un tempo tanto lontano può essere di qualche attualità per noi? In un primo momento sembrerebbe che la risposta debba essere 'no', perché Giovanni Climaco è troppo lontano da noi. Ma se osserviamo un po' più da vicino, vediamo che quella vita monastica è solo un grande simbolo della vita battesimale, della vita da cristiano".

  "E' per me particolarmente importante il fatto che il vertice della 'scala', gli ultimi gradini siano nello stesso tempo le virtù fondamentali, iniziali, più semplici: la fede, la speranza e la carità. Non sono virtù accessibili solo a eroi morali, ma sono dono di Dio a tutti i battezzati: in esse cresce anche la nostra vita".

  "Fondamentale è la fede" - ha ribadito Benedetto XVI - "perché tale virtù implica che io rinunci alla mia arroganza, al mio pensiero; alla pretesa di giudicare da solo, senza affidarmi ad altri. (...) Occorre invece affidarsi solo alla Sacra Scrittura, alla Parola del Signore, affacciarsi con umiltà all'orizzonte della fede, per entrare così nella vastità enorme del mondo universale, del mondo di Dio".

  "Giustamente dice Giovanni Climaco che solo la speranza ci rende capaci di vivere la carità. La speranza nella quale trascendiamo le cose di ogni giorno, non aspettiamo il successo nei nostri giorni terreni, ma aspettiamo alla fine la rivelazione di Dio stesso. Solo in questa estensione della nostra anima, in questa autotrascendenza, la vita nostra diventa grande e possiamo sopportare le fatiche e le delusioni di ogni giorno, possiamo essere buoni con gli altri senza aspettarci ricompensa. Solo se c'è Dio" -ha concluso il Pontefice - "questa speranza grande alla quale tendo, posso ogni giorno fare i piccoli passi della mia vita e così imparare la carità. Nella carità si nasconde il mistero della preghiera, della conoscenza personale di Gesù: una preghiera semplice, che tende soltanto a toccare il cuore del divino Maestro".
AG/.../SAN GIOVANNI CLIMACO                       VIS 20090212 (880)


CRISTO È LA RISPOSTA ALL'ENIGMA DEL DOLORE E DELLA MORTE

CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2009 (VIS). Alle 16:30 di questo pomeriggio, Memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes e XVII Giornata Mondiale del Malato, il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha celebrato nella Basilica Vaticana la Santa Messa per gli Ammalati dell'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e ai Santuari Internazionale) ed i pellegrini dell'Opera Romana Pellegrinaggi.

  Al termine della Celebrazione Eucaristica il Santo Padre è giunto nella Basilica Vaticana per benedire i malati e rivolgere loro un Discorso.

  "Questa Giornata" - ha detto il Papa - "invita a far sentire con maggiore intensità ai malati la vicinanza spirituale della Chiesa, la quale, (...), è famiglia di Dio nel mondo, all'interno della quale nessuno deve soffrire per mancanza del necessario. Al tempo stesso, quest'oggi ci è data l'opportunità di riflettere sull'esperienza della malattia, del dolore, e più in generale sul senso della vita da realizzare pienamente anche quando è sofferente ".

  Ricordando che la Giornata Mondiale del Malato è dedicata quest'anno ai bambini malati, il Santo Padre si è chiesto: "Se già si resta senza parole davanti a un adulto che soffre, che dire quando il male colpisce un piccolo innocente? Come percepire anche in situazioni così difficili l'amore misericordioso di Dio, che mai abbandona i suoi figli nella prova?".

  "Sono frequenti e talora inquietanti tali interrogativi, che in verità sul piano semplicemente umano non trovano adeguate risposte, poiché il dolore, la malattia e la morte restano, nel loro significato, insondabili per la nostra mente. Ci viene però in aiuto la luce della fede".

  "La Parola di Dio ci svela che anche questi mali sono misteriosamente 'abbracciati' dal disegno divino di salvezza; la fede ci aiuta a ritenere la vita umana bella e degna di essere vissuta in pienezza pur quando è fiaccata dal male".

  "Dio ha creato l'uomo per la felicità e per la vita, mentre la malattia e la morte sono entrate nel mondo come conseguenza del peccato. Ma il Signore non ci ha abbandonati a noi stessi; Lui, il Padre della vita, è il medico per eccellenza dell'uomo e non cessa di chinarsi amorevolmente sull'umanità sofferente".

  "Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo conto sempre più che la vita dell'uomo non è un bene disponibile, ma un prezioso scrigno da custodire e curare con ogni attenzione possibile, dal momento del suo inizio fino al suo ultimo e naturale compimento. La vita è mistero che di per se stesso chiede responsabilità, amore, pazienza, carità, da parte di tutti e di ciascuno. Ancor  più è necessario circondare di premure e rispetto chi è ammalato e sofferente. Questo non è sempre facile; sappiamo però dove poter attingere il coraggio e la pazienza per affrontare le vicissitudini dell'esistenza terrena, in particolare le malattie e ogni genere di sofferenza".

  "Per noi cristiani è in Cristo che si trova la risposta all'enigma del dolore e della morte e risurrezione. (...) E' dunque alla 'scuola' del Cristo eucaristico che ci è dato di imparare ad amare la vita sempre e ad accettare la nostra apparente impotenza davanti alla malattia e alla morte. (...) La luce che viene 'dall'Alto' ci aiuti a comprendere e a dare senso e valore anche all'esperienza del soffrire e del morire".
AC/MESSA GIORNATA MALATO/...                       VIS 20090212 (560)


BENEDETTO XVI ELOGIA RICONCILIAZIONE AUSTRALIA

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Vaticano il Signor Timothy Andrew Fischer, nuovo Ambasciatore d'Australia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.  Il Papa ha espresso al Diplomatico il suo profondo dolore per gli incendi che hanno devastato la regione di Victoria e lo ha pregato di trasmettere "il suo sentito cordoglio alle famiglie delle vittime".

  Il Pontefice ha segnalato che Fischer è il primo Ambasciatore residente dell'Australia presso la Santa Sede, un fatto che inaugura "una nuova fase" nelle relazioni diplomatiche fra i due Stati ed ha affermato: "L'impegno della Chiesa con la società civile è ancorato nella convinzione che il progresso umano - degli individui e delle comunità - dipende dal riconoscimento della vocazione soprannaturale propria di ogni persona. E' da Dio che gli uomini e le donne ricevono la propria essenziale dignità e la capacità di cercare la verità e la bontà. Da questa ampia prospettiva possiamo opporci alle tendenze al pragmatismo e al consequenzialismo, così prevalenti oggi, che si impegnano solo con i sintomi e gli effetti dei conflitti, la frammentazione sociale, l'ambiguità morale, piuttosto che con le loro radici".

  Nel ricordare la Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata a Sydney nel luglio scorso, il Papa ha commentato che ogni Giornata è "un evento spirituale: un momento in cui i giovani, fra i quali non tutti sono strettamente legati alla Chiesa, incontrano Dio in un'intensa esperienza di preghiera, di apprendimento e di ascolto". Il Santo Padre ha auspicato che le giovani generazioni "convoglino il loro entusiasmo verso tutto ciò che è vero e buono nel forgiare amicizie, oltre le divisioni, e creando luoghi di fede viva nel e per il nostro mondo".

  "La diversità culturale" - ha proseguito il Pontefice - "è fonte di grande ricchezza nel tessuto sociale dell'Australia oggi. Per decenni quel tessuto è stato macchiato dalle ingiustizie così dolorosamente sopportate dai Popoli indigeni. Le scuse offerte l'anno scorso dal Primo Ministro Rudd, hanno determinato un profondo cambiamento. Ora, rinnovati nello spirito di riconciliazione, gli organismi governativi e gli anziani aborigeni possono affrontare con risolutezza e compassione le innumerevoli sfide che gli si presentano".

  Benedetto XVI ha elogiato la partecipazione australiana agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e le "numerose associazioni e iniziative regionali per rafforzare il Trattato di Non Proliferazione Nucleare", come pure la pronta risposta del Paese "ad una crescente varietà di esigenze in un modo responsabile ed innovativo, quali i cambiamenti climatici che minacciano il creato. Forse più che mai prima nella nostra storia umana occorre riflettere e rispettare il fondamentale rapporto fra il Creatore, la Creazione e la Creatura".

  Facendo riferimento al Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, centrato sulla "necessità di un approccio etico alla creazione di alleanze positive fra mercati, società civile e Stati", il Santo Padre ha notato con interesse "la determinazione del Governo Australiano a instaurare rapporti di cooperazione basati sui valori della giustizia, del buon governo, e sul senso di una vicinanza regionale (...). L'etica rende imperativa una risposta compassionevole e generosa alla povertà; rende urgente il sacrificio di interessi protezionisti per una giusta accessibilità di paesi poveri ai mercati sviluppati e rende ragionevole l'insistenza delle nazioni donatrici sull'affidabilità e trasparenza nell'uso degli aiuti finanziati da parte dei paesi destinatari".

  Infine il Papa ha menzionato l'opera della Chiesa nel settore sanitario che in Australia si preoccupa soprattutto della "assistenza medica alle famiglie, e delle cure ostetriche di alta qualità alle donne. Che ironia, tuttavia, che alcuni gruppi, attraverso programmi di aiuto, promuovano l'aborto come forma di cura 'della maternità: prendere una vita, di proposito, per migliorare la qualità della vita".
CD/CREDENZIALI/AUSTRALIA:FISHER                   VIS 20090212 (610)


NEGAZIONE OLOCAUSTO INTOLLERABILE INACCETTABILE

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri della "Conferenza dei Presidenti delle principali Organizzazioni Ebraiche Americane".

 Nel ricordare la sua prima visita ad una Sinagoga - a Colonia - all'inizio del suo Pontificato, nell'agosto 2005, e al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, nel maggio 2006, il Papa ha detto: "Mentre varcavo la soglia di quel luogo degli orrori, scenario di sofferenze inenarrabili, ho meditato sull'innumerevole numero di prigionieri, tanti di loro ebrei, che avevano percorso lo stesso cammino nella prigionia di Auschwitz e in tutti gli altri campi di sterminio".

  "Come possiamo noi cominciare a comprendere l'enormità di ciò che avvenne in quelle infami prigioni? L'intera razza umana prova una profonda vergogna per la selvaggia brutalità dimostrata al vostro popolo in quel tempo".

  Nel sottolineare che l'incontro di oggi si svolge nel contesto della visita in Italia e dell'annuale "Leadership Mission to Israel", Benedetto XVI ha detto: "Anch'io sto preparando una visita in Israele, una terra santa per i cristiani e per gli ebrei, poiché le radici della nostra fede si trovano lì".

  Il Santo Padre ha affermato che: "La Chiesa è profondamente e irrevocabilmente impegnata a rifiutare l'antisemitismo e a continuare a costruire rapporti buoni e duraturi fra le due nostre comunità. Se esiste una particolare immagine che racchiude tale impegno, è il momento in cui il mio amato predecessore Papa Giovanni Paolo II davanti al Muro del Pianto invocò il perdono di Dio dopo tutte le ingiustizie che il popolo ebraico aveva dovuto soffrire".

  "L'odio e il disprezzo verso gli uomini, le donne e i bambini che si espresse nella 'Shoah' è stato un crimine contro Dio e contro l'umanità. (...) E' fuori questione che ogni negazione o minimizzazione di questo terribile crimine è intollerabile e totalmente inaccettabile".

  "Questo terribile capitolo della nostra storia" - ha sottolineato il Pontefice - "non si dovrà mai dimenticare. Ricordare - si dice giustamente - è 'memoria futuri', un avvertimento per il futuro, ed una convocazione ad adoperarsi per la riconciliazione. Ricordare significa fare tutto ciò che è in nostro potere per impedire che si ripeta una tale catastrofe nella famiglia umana costruendo ponti di amicizia duratura".

  "La mia fervente preghiera" - ha concluso Benedetto XVI - "è che la memoria di questo orribile crimine rafforzi la nostra determinazione a guarire le ferite che per troppo tempo hanno offuscato i rapporti fra cristiani ed ebrei. Desidero di tutto cuore che la nostra amicizia si rafforzi ancora di più, così che l'irrevocabile impegno della Chiesa a mantenere relazioni rispettose ed armoniche con il popolo dell'Alleanza porti abbondanti frutti".
AC/.../ORGANIZZAZIONI EBRAICHE                               VIS 20090212 (440)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale di Nigeria in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Vincent Valentine Egwuchukwu Ezeonyia, C.S.S.P., di Aba.

    - Il Vescovo Solomon Amanchukwu Amatu, di Okigwe, con il Vescovo emerito Anthony Ekezia Ilonu.
AL/.../...                                         VIS 20090212 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Medan (Indonesia), presentata dall'Arcivescovo Alfred Gonti Pius Datubara O.F.M.Cap., per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Anicetus Bongsu Antonius Sinaga, O.F.M.Cap., Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Vescovo Philip Naameh, finora Vescovo di Damongo (Ghana), Arcivescovo Metropolita di Tamale (superficie: 7.383; popolazione: 751.000; cattolici: 18.450; sacerdoti: 42; religiosi: 118), Ghana.

- Ha nominato il Vescovo Juan Navarro Castellanos, finora Ausiliare di Acapulco (Messico), Vescovo di Tuxpan (superficie: 19.000; popolazione. 2.020.000; cattolici: 1.300.000; sacerdoti: 95; religiosi: 14; diaconi permanenti: 3), Messico.

  Mercoledì 11 febbraio, il Santo Padre ha nominato il Reverendo Tarcísio Nascentes dos Santos, Vescovo della Diocesi di Divinópolis (superficie: 8.824, popolazione: 729.604; cattolici: 623.189; sacerdoti: 96; religiosi: 132), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Niterói (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Finora Parroco della Parrocchia di "Nossa Senhora de Fátima" a São Gonçalo nell'Arcidiocesi di Niterói (Brasile), succede al Vescovo José Belvino do Nascimento, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
RE:NER/.../...                                       VIS 20090212 (190)


martedì 10 febbraio 2009

CONFERENZA INTERNAZIONALE EVOLUZIONE BIOLOGICA

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo una Conferenza Stampa di presentazione della Conferenza Internazionale "Biological Evolution: Facts and Theories. A critical appraisal 150 years after 'The origin of species'"(Roma - Pontificia Università Gregoriana, 3-7 marzo 2009).

  La Conferenza è stata organizzata dalla Pontificia Università Gregoriana in collaborazione con l'Università Notre Dame (Indiana, USA), sotto il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, nell'ambito del Progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest).

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: l'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Presidente del Comitato d'Onore del Convegno; il Professor Padre Marc Leclerc, S.J., Ordinario di Filosofia della Natura, Pontificia Università Gregoriana, e Direttore del Convegno; il Professor Don Giuseppe Tanzella-Nitti, Ordinario di Teologia Fondamentale, Pontificia Università della Santa Croce; il Professor Saverio Forestiero, Professore di Zoologia, Università di Roma Tor Vergata, Membro del Comitato organizzatore.

  L'Arcivescovo Ravasi ha affermato che il Convegno risponde all'esigenza di "ristabilire il dialogo fra scienza e fede, perché nessuna delle due esaurisce il mistero sull'essere umano e l'universo".

  Il Professor Leclerc ha spiegato a sua volta che il Convegno si divide in nove sessioni, nelle quali "saranno esposti fatti essenziali su cui si pone la teoria: fatti legati alla paleontologia, alla sistematica e alla biologia molecolare. Poi due sessioni saranno consacrate allo studio scientifico dei meccanismi dell'evoluzione (...). A quel punto dovremo studiare, (...), ciò che ci dice la scienza sull'origine dell'uomo (...); le grandi questioni antropologiche legate all'evoluzione. In seguito verranno due sessioni filosofiche, per studiare le implicazioni razionali della teoria, sia in campo epistemologico, sia in campo metafisico o della filosofia della natura. (...) Per finire, due sessioni teologiche studieranno l'evoluzione dal punto di vista della fede cristiana, partendo da una corretta esegesi dei testi della Bibbia che trattano della creazione, nonché della ricezione della teoria da parte della Chiesa".

  Il Professor Saverio Forestiero ha osservato che: "La relativa fluidità della teoria evoluzionistica contemporanea è dovuta in gran parte a una serie di scoperte dell'ultimo quarto di secolo che richiedono una riconfigurazione della teoria sintetica e che potrebbero condurre a una teoria evoluzionistica di terza generazione".

  "Mi pare che in sostanza il Convegno" - ha concluso il Professor Forestiero - " rappresenti un'occasione non propagandistica né apologetica d'incontro fra scienziati, filosofi e teologi attorno ai temi fondamentali suscitati dall'evoluzione biologica, che viene assunta e discussa come un fatto, da considerarsi al di là di ogni ragionevole dubbio, per approfondirne manifestazioni e meccanismi causali, nonché per analizzare la portata e la qualità delle teorie esplicative sino a oggi proposte".

  Il Professor Tanzella-Nitti ha ribadito a sua volta che: "Dalla prospettiva della teologia cristiana, evoluzione biologica e creazione non si escludono affatto (...). Nessuno dei meccanismi evolutivi si oppone all'affermazione che Dio abbia voluto, cioè creato, l'uomo. Non vi si oppone nemmeno l'aleatorietà di tanti eventi accaduti lungo il lento sviluppo della vita, purché il ricorso al caso resti una semplice lettura scientifica dei fenomeni, incapace di negare la sfera dei fini".

  "In primo luogo mi auguro" - ha detto infine il Professor Tanzella-Nitti - "che le scienze naturali siano impiegate sempre più dalla teologia come una risorsa positiva di conoscenze, e non viste solo come una fonte di guai. (...) Non credo sia possibile un'evoluzione biologica in un mondo materialista, senza informazione, senza direzione, senza progetto. In un mondo creato, il compito della teologia è proprio parlarci della natura e del senso di questa informazione, del logos, in definitiva, che, come ama ripetere Benedetto XVI, è la ragione increata fondamento di tutte le cose e della storia".
OP/CONGRESSO EVOLUZIONE BIOLOGICA/RAVASI          VIS 20090210 (620)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Francis Xavier Vira Arpondratana, Vescovo di Chiang Mai (superficie: 89.683; popolazione: 5.749.882; cattolici: 48.927; sacerdoti: 74; religiosi: 140), Thailandia. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Sam Saem (Thailandia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Finora Direttore del Centro Catechetico Diocesano e Segretario della Commissione Episcopale per la Catechesi, succede al Vescovo Joseph Sangval Surasarang, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Reverendo Marcellin Randriamamonjy, Vescovo della Diocesi di Fenoarivo-Atsinanana (superficie: 25.000; popolazione: 804.000; cattolici: 150.000; sacerdoti: 34; religiosi: 56), Madagascar. Il Vescovo eletto, già Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano di Vohitsoa (Fianarantosoa), è nato nel 1963 a Sandrandahy (Madagascar), ed è stato ordinato sacerdote nel 1992.

- Ha nominato il Reverendo Ignatius Loyola Mascarenhas, Vescovo della Diocesi di Simla-Chandigarh (superficie: 83.560; popolazione: 20.134.365; cattolici: 13.800; sacerdoti: 98; religiosi: 352), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Delhi (India), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1977. Dal 2006 è stato Rettore del Seminario Propedeutico Regionale di "Krist Jyoti Gurukul" a Kauli, Diocesi di Simla-Chandigarh (India).

- Ha nominato il Reverendo Mario Fiandri, S.D.B., Preside del Teologato Salesiano di Guatemala, Vicario Apostolico di El Petén (superficie: 36.000; popolazione: 701.000; cattolici: 522.000; sacerdoti: 20; religiosi: 49), Guatemala. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 ad Arborea (Italia), ha emesso la professione perpetua nel 1969 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1974.

- Ha nominato il Reverendo Augustinus Kim Jong Soo, finora Rettore del Seminario Maggiore di Daejon (Corea), Vescovo Ausiliare della Diocesi di Daejeon (superficie: 9.137; popolazione: 3.476.805; cattolici: 225.560; sacerdoti: 225; religiosi: 546), Corea. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Taehung-dong (Corea), ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

 - Ha nominato il Monsignore Binay Kandulna, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Ranchi (superficie: 5.299; popolazione: 2.993.000; cattolici: 116.758; sacerdoti: 232; religiosi: 1.094), India. Il Vescovo eletto è nato a Gondra (India), nel 1964, ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. E' stato finora Collaboratore presso la Nunziatura Apostolica in Nuova Delhi.
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20090210 (370)


lunedì 9 febbraio 2009

COMUNITÀ CRISTIANA AIUTARE BAMBINI MALATI E FAMIGLIE

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della 17a Giornata Mondiale del Malato, che si celebra tutti gli anni l'11 febbraio, Memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes.

  "Quest'anno la nostra attenzione si volge particolarmente ai bambini, le creature più deboli e indifese e, tra questi, ai bambini malati e sofferenti. Ci sono piccoli esseri umani che portano nel corpo le conseguenze di malattie invalidanti, ed altri che lottano con mali oggi ancora inguaribili nonostante il progresso della medicina e l'assistenza di validi ricercatori e professionisti della salute".

  "Ci sono bambini feriti nel corpo e nell'anima a seguito di conflitti e guerre, ed altri vittime innocenti dell'odio di insensate persone adulte. Ci sono ragazzi 'di strada', privati del calore di una famiglia ed abbandonati a se stessi, e minori profanati da gente abietta che ne viola l'innocenza, provocando in loro una piaga psicologica che li segnerà per il resto della vita. Non possiamo poi dimenticare l'incalcolabile numero dei minori che muoiono a causa della sete, della fame, della carenza di assistenza sanitaria, come pure i piccoli esuli e profughi dalla propria terra con i loro genitori alla ricerca di migliori condizioni di vita. Da tutti questi bambini si leva un silenzioso grido di dolore che interpella la nostra coscienza di uomini e di credenti".

  "La comunità cristiana, che non può restare indifferente dinanzi a così drammatiche situazioni" - si legge ancora nel Messaggio - "avverte l'impellente dovere di intervenire. (...) Auspico, pertanto, che anche la Giornata Mondiale del Malato offra l'opportunità alle comunità parrocchiali e diocesane di prendere sempre più coscienza di essere 'famiglia di Dio', e le incoraggi a rendere percepibile nei villaggi, nei quartieri e nelle città l'amore del Signore, il quale chiede 'che nella Chiesa stessa, in quanto famiglia, nessun membro soffra perché nel bisogno".

  "Poiché il bambino malato appartiene ad una famiglia che ne condivide la sofferenza spesso con gravi disagi e difficoltà" - scrive ancora il Pontefice - "le comunità cristiane non possono non farsi carico anche di aiutare i nuclei familiari colpiti dalla malattia di un figlio o di una figlia. Sull'esempio del 'Buon Samaritano' occorre che ci si chini sulle persone così duramente provate e si offra loro il sostegno di una concreta solidarietà".

  "La dedizione quotidiana e l'impegno senza sosta al servizio dei bambini malati costituiscono un'eloquente testimonianza di amore per la vita umana, in particolare per la vita di chi è debole e in tutto e per tutto dipendente dagli altri. Occorre affermare infatti con vigore l'assoluta e suprema dignità di ogni vita umana. Non muta, con il trascorrere dei tempi, l'insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza".

  "Il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II, che dell'accettazione paziente della sofferenza ha offerto un esempio luminoso specialmente al tramonto della sua vita, ha scritto: 'Sulla croce sta il 'Redentore dell'uomo', l'Uomo dei dolori, che in sé ha assunto le sofferenze fisiche e morali degli uomini di tutti i tempi, affinché nell'amore possano trovare il senso salvifico del loro dolore e risposte valide a tutti i loro interrogativi".

  Infine il Santo Padre Benedetto XVI esprime il suo "apprezzamento ed incoraggiamento alle Organizzazioni internazionali e nazionali che si prendono cura dei bambini malati, particolarmente nei Paesi poveri, e con generosità e abnegazione offrono il loro contributo per assicurare ad essi cure adeguate e amorevoli" e a tutti coloro "che si dedicano con amore a curare e alleviare le sofferenze di chi è alle prese con la malattia".

  "Un saluto tutto speciale" - conclude il Pontefice - "è per voi, cari bambini malati e sofferenti: il Papa vi abbraccia con affetto paterno insieme con i vostri genitori e familiari, e vi assicura uno speciale ricordo nella preghiera, invitandovi a confidare nel materno aiuto dell'Immacolata Vergine Maria, che nel passato Natale abbiamo ancora una volta contemplato mentre stringe con gioia tra le braccia il Figlio di Dio fatto bambino".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/BAMBINI               VIS 20090209 (690)


VERA E PIÙ PROFONDA MALATTIA DELL'UOMO È L'ASSENZA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2009 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Benedetto XVI, nel commentare l'episodio del Vangelo che narra la guarigione della suocera di Simone e di una moltitudine di persone afflitte da mali di ogni genere, ha affermato: "L'esperienza della guarigione dei malati ha occupato buona parte della missione pubblica di Cristo e ci invita ancora una volta a riflettere sul senso e sul valore della malattia in ogni situazione in cui l'essere umano possa trovarsi".

  "Questa opportunità ci viene offerta anche dalla Giornata Mondiale del Malato" - ha ricordato il Papa - "che celebreremo mercoledì prossimo, 11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes. Nonostante che la malattia faccia parte dell'esperienza umana, ad essa non riusciamo ad abituarci, non solo perché a volte diventa veramente pesante e grave, ma essenzialmente perché siamo fatti per la vita, per la vita completa. Giustamente il nostro 'istinto interiore' ci fa pensare a Dio come pienezza di vita, anzi come Vita eterna e perfetta".

  "Quando siamo provati dal male e le nostre preghiere sembrano risultare vane, sorge allora in noi il dubbio ed angosciati ci domandiamo: qual è la volontà di Dio? È proprio a questo interrogativo che troviamo risposta nel Vangelo. (...) Gesù non lascia dubbi: Dio - del quale Lui stesso ci ha rivelato il volto - è il Dio della vita, che ci libera da ogni male. I segni di questa sua potenza d'amore sono le guarigioni che compie: dimostra così che il Regno di Dio è vicino restituendo uomini e donne alla loro piena integrità di spirito e di corpo".

  "Dico che queste guarigioni sono segni" - ha sottolineato il Papa - "guidano verso il messaggio di Cristo, ci guidano verso Dio e ci fanno capire che la vera e più profonda malattia dell'uomo è l'assenza di Dio, della fonte di verità e di amore".

  "Grazie all'azione dello Spirito Santo, l'opera di Gesù si prolunga nella missione della Chiesa. Mediante i Sacramenti è Cristo che comunica la sua vita a moltitudini di fratelli e sorelle, mentre risana e conforta innumerevoli malati attraverso le tante attività di assistenza sanitaria che le comunità cristiane promuovono con carità fraterna e mostrano così il volto di Dio, il Suo amore".

  "Preghiamo per tutti i malati, specialmente per quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui: possa ciascuno di loro sperimentare, nella sollecitudine di chi gli è accanto, la potenza dell'amore di Dio e la ricchezza della sua grazia che ci salva. Maria, salute degli infermi, preghi per noi!"
ANG/MALATTIA/...                                   VIS 20090209 (470)


APPELLO PER LA PACE IN MADAGASCAR

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina, dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha lanciato un appello a favore della pace di fronte alle "forti tensioni politiche che hanno provocato anche agitazioni popolari" in Madagascar.

  "Per questo i Vescovi dell'Isola" - ha detto Benedetto XVI - "hanno indetto per oggi una giornata di preghiera in favore della riconciliazione nazionale e della giustizia sociale".

  "Vivamente preoccupato per il periodo particolarmente critico che il Paese sta attraversando, vi invito" - ha detto ancora il Santo Padre - "ad unirvi ai cattolici malgasci per affidare al Signore i morti nelle manifestazioni e per invocare da Lui, per intercessione di Maria Santissima, il ritorno alla concordia degli animi, alla tranquillità sociale e alla convivenza civile".
AG/APPELLO PACE/MADAGASCAR                       VIS 20090209 (130)


COLLOQUIO TELEFONICO PAPA E CANCELLIERE TEDESCO

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il seguente Comunicato congiunto di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede e del Signor Ulrich Wilhelm, Portavoce del Governo Federale Tedesco.
 
  "Il Santo Padre Benedetto XVI e il Cancelliere Dottoressa Angela Merkel, in un colloquio telefonico richiesto dalla stessa Signora Cancelliere, hanno avuto modo di scambiarsi reciprocamente il proprio punto di vista in un clima di grande rispetto".

  "Al riguardo, entrambi hanno fatto riferimento ancora una volta alle dichiarazioni fatte rispettivamente dal Santo Padre all'udienza generale di mercoledì 28 gennaio e dalla Signora Cancelliere giovedì scorso".

  "Il portavoce del Governo Federale Signor Wilhelm e Padre Lombardi, Direttore della Sala Stampa, hanno commentato: 'È stato un colloquio cordiale e costruttivo, segnato dalla comune e profonda adesione al monito sempre valido della Shoah per l'umanità'".
OP/SHOAH/LOMBARDI:WILHELM                       VIS 20090209 (150)


APPREZZAMENTO INTENTO DI SALVARE VITA DI ELUANA

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2009 (VIS). Ieri, sabato 7 febbraio, ha avuto luogo un cortese colloquio telefonico tra il Presidente della Repubblica Italiana, Senatore Giorgio Napoletano, e il Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.

  "Nella conversazione" - si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - "si è parlato della vicenda di Eluana Englaro, come pure di altri argomenti di reciproco interesse".

  "In merito alla vicenda di Eluana Englaro" - prosegue il Comunicato - "si manifesta vivo apprezzamento per l'accelerazione data dal Parlamento all'approvazione del disegno di legge".
OP/CASO ENGLARO/BERTONE                                     VIS 20090209 (90)


LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE BRASILE

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il Signor Luiz Felipe de Seixas Corrêa, nuovo Ambasciatore del Brasile presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso al diplomatico il Papa ha auspicato che "In accordo con i principi che salvaguardano la dignità umana, sempre difesi dal Brasile, si continui a promuovere e difendere i valori umani fondamentali, soprattutto quando si tratta di riconoscere esplicitamente la santità della vita familiare, la salvaguardia del nascituro (e della vita), dal momento del concepimento fino alla fine naturale". 

  In merito agli "esperimenti biologici, la Santa Sede" - ha affermato il Papa - "ha promosso da sempre con fermezza la difesa di un'etica che non danneggi ma che protegga l'esistenza dell'embrione e il suo diritto a nascere".

  Benedetto XVI ha ribadito che "in un clima di solidarietà e di comprensione reciproca, il governo si adopera per sostenere iniziative che favoriscano la lotta alla povertà e alla mancanza di preparazione tecnologica, a livello nazionale e internazionale".

  Nel porre in rilievo che "la politica di ridistribuzione del reddito interno ha facilitato un maggior benessere nella popolazione", il Santo Padre ha auspicato che "si continui con una maggiore distribuzione del reddito e si potenzi una maggiore giustizia sociale per il bene della popolazione (...). Più della povertà materiale, la povertà morale che si estende nel mondo incide in modo rilevante, anche dove non esiste la carenza di beni materiali".

  "Di fatto" - ha proseguito il Pontefice - "il rischio del consumismo e dell'edonismo, con la mancanza di principi morali solidi che orientano la vita dei cittadini, intacca la struttura della società e della famiglia brasiliana. Perciò non si insisterà mai abbastanza sull'urgenza di una solida formazione morale a tutti i livelli, anche nell'ambito della politica, di fronte alle costanti minacce delle ideologie materialiste ancora esistenti, e in particolare, alla tentazione della corruzione nella gestione del denaro pubblico e privato. Per questo, il cristianesimo può offrire un valido contributo".

  Infine riferendosi al recente Accordo nel quale "si definisce lo statuto giuridico civile della Chiesa cattolica in Brasile e si regolano le materie di interesse reciproco fra entrambe le parti", il Santo Padre ha sottolineato che "sono segnali significativi di questa sincera collaborazione che la Chiesa desidera mantenere, nell'ambito della missione che le è propria, con il Governo brasiliano". Il Papa ha auspicato che grazie al presente Accordo "venga facilitato il libero esercizio della missione evangelizzatrice della Chiesa e si rafforzi sempre più la collaborazione con le istituzioni civili per lo sviluppo integrale della persona".
CD/LETTERE CREDENZIALI/BRASILE:CORREA               VIS 20090209 (430)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Francis Folorunsho Clement Alonge, di Ondo.

    - Il Vescovo Gabriel 'Leke Abegunrin, di Osogbo.

    - Il Vescovo Julius Babatunde Adelakun, di Oyo, con il Coadiutore Vescovo Emmanuel Adetoyese Badejo.

   - Il Vescovo Ayo-Maria Atoyebi, O.P., di Ilorin.

    - L'Arcivescovo Anthony John Valentine Obinna, di Owerri.
  Domenica 8 febbraio, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale  Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Vienna.

  Sabato 7 febbraio, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Alexius Obabu Makozi, di Port Harcourt.

    - Il Vescovo Joseph Effiong Ekuwem, di Uyo.

    - L'Arcivescovo Felix Alaba Adeosin Job, di Ibadan.

    - Il Vescovo Michael Patrick Olatunji Fagun, di Ekiti, con il Coadiutore Vescovo Felix Femi Ajakaye.
AP:AL/.../...                                       VIS 20090209 (170)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Callistus Valentie Onaga, Vescovo di Enugu (superficie: 2.738; popolazione: 2.160.664; cattolici: 1.286.096; sacerdoti: 268; religiosi: 676), Nigeria. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Diocesi, è nato nel 1958 a Agbudu (Nigeria), ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Succede al Vescovo Anthony Okonkwo Gbuji, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Dottor Giovanni Amici, Direttore del Servizi Generali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, finora Vice Direttore degli stessi Servizi Generali.

- Ha nominato il Dottor Ingegner Luigi Salimbeni, Vice Direttore delle Telecomunicazioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, finora Aiutante di Studio nella Sezione Ordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

  Sabato 7 febbraio il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Francisco Javier Stegmeier Schmidlin, Vescovo di Villarrica (superficie: 18.630; popolazione: 391.000; cattolici: 274.000; sacerdoti: 50; religiosi: 177; diaconi permanenti: 12), Cile. Il Vescovo eletto è nato a Los Ángeles (Cile), nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Finora Rettore del Seminario Metropolitano di Concepción (Cile), succede al Vescovo José Parzinger Foidl, O.F.M.Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Botswana, attualmente anche Nunzio Apostolico in Sud Africa, Lesotho e Namibia.
NER:RE:NN:NA/.../..                                           VIS 20090209 (250)


sabato 7 febbraio 2009

SMENTITA DEL COLLOQUIO TELEFONICO BERTONE-BERLUSCONI


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2009 (VIS). Il Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha reso nota questa mattina la seguente dichiarazione relativa alla notizia pubblicata stamane dal quotidiano italiano "La Stampa" su di una conversazione telefonica fra il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, riguardante l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione di Eluana Englaro, che, a seguito di un incidente stradale nel 1992, vive in stato vegetativo.

  "Si smentisce nel modo più categorico quanto pubblicato, con evidenza, questa mattina da un quotidiano italiano a proposito di un presunto colloquio telefonico incorso tra il Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone ed il Presidente del Consiglio italiano, Onorevole Silvio Berlusconi. La notizia è totalmente infondata".
OP/SMENTITA/BERTONE:BERLUSCONI                   VIS 20090206 (130)


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