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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 5 febbraio 2009

NOTA DELLA SEGRETERIA DI STATO

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2009 (VIS). La Segreteria di Stato della Santa Sede ha reso pubblica, nel pomeriggio di ieri, la seguente Nota:

  "A seguito delle reazioni suscitate dal recente Decreto della Congregazione per i Vescovi, con cui si rimette la scomunica ai quattro Presuli della Fraternità San Pio X, e in relazione alle dichiarazioni negazioniste o riduzioniste della Shoah da parte del Vescovo Williamson della medesima Fraternità, si ritiene opportuno chiarire alcuni aspetti della vicenda".

"1. Remissione della scomunica.
Come già pubblicato in precedenza, il Decreto della Congregazione per i Vescovi, datato 21 gennaio 2009, è stato un atto con cui il Santo Padre veniva benignamente incontro a reiterate richieste da parte del Superiore Generale della Fraternità San Pio X.
Sua Santità ha voluto togliere un impedimento che pregiudicava l'apertura di una porta al dialogo. Egli ora si attende che uguale disponibilità venga espressa dai quattro Vescovi in totale adesione alla dottrina e alla disciplina della Chiesa.
La gravissima pena della scomunica latae sententiae, in cui detti Vescovi erano incorsi il 30 giugno 1988, dichiarata poi formalmente il 1° luglio dello stesso anno, era una conseguenza della loro ordinazione illegittima da parte di Mons. Marcel Lefebvre.
Lo scioglimento dalla scomunica ha liberato i quattro Vescovi da una pena canonica gravissima, ma non ha cambiato la situazione giuridica della Fraternità San Pio X, che, al momento attuale, non gode di alcun riconoscimento canonico nella Chiesa Cattolica. Anche i quattro Vescovi, benché sciolti dalla scomunica, non hanno una funzione canonica nella Chiesa e non esercitano lecitamente un ministero in essa".

"2. Tradizione, dottrina e Concilio Vaticano II.
Per un futuro riconoscimento della Fraternità San Pio X è condizione indispensabile il pieno riconoscimento del Concilio Vaticano II e del Magistero dei Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e dello stesso Benedetto XVI.
Come è già stato affermato nel Decreto del 21 gennaio 2009, la Santa Sede non mancherà, nei modi giudicati opportuni, di approfondire con gli interessati le questioni ancora aperte, così da poter giungere ad una piena e soddisfacente soluzione dei problemi che hanno dato origine a questa dolorosa frattura".

"3. Dichiarazioni sulla Shoah.
Le posizioni di Mons. Williamson sulla Shoah sono assolutamente inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre, come Egli stesso ha rimarcato il 28 gennaio scorso quando, riferendosi a quell'efferato genocidio, ha ribadito la Sua piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, e ha affermato che la memoria di quel terribile genocidio deve indurre "l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo", aggiungendo che la Shoah resta "per tutti monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti.
Il Vescovo Williamson, per una ammissione a funzioni episcopali nella Chiesa dovrà anche prendere in modo assolutamente inequivocabile e pubblico le distanze dalle sue posizioni riguardanti la Shoah, non conosciute dal Santo Padre nel momento della remissione della scomunica.
Il Santo Padre chiede l'accompagnamento della preghiera di tutti i fedeli, affinché il Signore illumini il cammino della Chiesa. Cresca l'impegno dei Pastori e di tutti i fedeli a sostegno della delicata e gravosa missione del Successore dell'Apostolo Pietro quale 'custode dell'unità' nella Chiesa".
SS/SCOMUNICA VESCOVI:LEFEBVRE/...                   VIS 20090205 (550)


CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE FEBBRAIO-APRILE

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre da 21 febbraio al 12 aprile.

FEBBRAIO

Sabato 21: Alle ore 11:00, nella Sala Clementina, Concistoro per alcune cause di Canonizzazione.

Mercoledì 25: Mercoledì delle Ceneri. Nella Basilica di Sant'Anselmo, alle ore 16:30, Statio e Processione Penitenziale. Nella Basilica di Santa Sabina, alle ore 17:00, Santa Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri.

MARZO

- Domenica 1: I Domenica di Quaresima.  Palazzo Apostolico. Nella Cappella "Redemptoris Mater", alle ore 18:00, Inizio degli esercizi spirituali per la Curia Romana.

- Sabato 7: Nella Cappella "Redemptoris Mater", alle ore 9:00, Conclusione degli esercizi spirituali.

- Martedì 17 - Lunedì 23: Viaggio Apostolico in Africa (Camerun e Angola).

- Domenica 29: V Domenica di Quaresima: Visita pastorale alla Parrocchia del Santo Volto di Gesù alla Magliana, ore 9:00, Santa Messa.

APRILE

- Giovedì 2: Nella Basilica Vaticana, alle ore 18:00, Santa Messa nell'Anniversario della morte del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II con la partecipazione dei giovani di Roma.

- Domenica 5: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. In Piazza San Pietro, ore 9:30, Benedizione delle Palme, Processione e Santa Messa.

- Giovedì 9: Giovedì Santo: nella Basilica Vaticana, alle ore 9:30, Santa Messa del Crisma. Alle ore 17:30, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, inizio del Triduo Pasquale. Santa Messa nella Cena del Signore.

- Venerdì 10: Venerdì Santo: nella Basilica Vaticana, alle ore 17:00, Celebrazione della Passione del Signore. Alle 21:15 al Colosseo: Via Crucis.

- Sabato 11: Sabato Santo: nella Basilica Vaticana, alle ore 21:00, Veglia Pasquale nella Notte Santa.

- Domenica 12: Domenica di Pasqua. In Piazza San Pietro, alle ore 10:30: Santa Messa del giorno. Alle ore 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, Benedizione "Urbi et Orbi".
OCL/CALENDARIO:FEBBRAIO-APRILE/...                   VIS 20090205 (310)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Anthony Olubunmi Okogie, Arcivescovo di Lagos.

- Il Vescovo Alfred Adewale Martins, di Abeokuta.

- Il Vescovo Albert Ayinde Fasina, di Ijebu-Ode.

- L'Arcivescovo John Olorunfemi Onaiyekan, di Abuja.

- Il Vescovo Anthony Ademu Adaji, M.S.S.P., Ausiliare di Idah.

- Il Vescovo Matthew Ishaya Audu, di Lafia.
AL/.../...                                         VIS 20090205 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Victor Sánchez Espinosa, Arcivescovo Metropolita di Puebla de los Ángeles (superficie: 20.932; popolazione: 4.574.000; cattolici: 4.230.000; sacerdoti: 593; religiosi: 1.192; diaconi permanenti: 1), Messico. L'Arcivescovo eletto, è nato a Santa Cruz (Messico), nel 1959, è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2004. Finora Vescovo Ausiliare di México (Messico), e Segretario Generale del CELAM, succede all'Arcivescovo Rodendo Huesca Pacheco, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi Metropolitana, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Carlos Aguiar Retes, Arcivescovo Metropolita di Tlalnepantla (superficie: 682; popolazione: 4.069.000; cattolici: 3.570.000; sacerdoti: 366; religiosi: 427; diaconi permanenti: 13), Messico. L'Arcivescovo eletto è nato a Tepic (Messico) nel 1950, è stato ordinato sacerdote nel 1973 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1997. Finora Vescovo di Texcoco Messico, succede all'Arcivescovo Ricardo Guízar Díaz, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi Metropolitana, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Valentine Tsamma Seane, Vescovo della Diocesi di Gaborone (superficie: 109.005; popolazione: 1.033.754; cattolici: 64.618; sacerdoti: 31; religiosi: 52; diaconi permanenti: 6), Botswana. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Lobaste (Botswana), ha emesso la professione solenne nella Congregazione degli Stimmatini nel 1992 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994.  Finora Parroco della Cattedrale di Gaborone (Botswana) e Cappellano del "St. Joseph College", succede al Vescovo Boniface Tshosa Setlalekgosi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo James S. Wall, Vescovo di Gallup (superficie: 143.648; popolazione: 491.400; cattolici: 57.927; sacerdoti: 53; religiosi: 138; diaconi permanenti: 31), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Vicario Episcopale della Diocesi di Phoenix (Stati Uniti d'America), è nato nel 1964 a Ganado (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1998.
NER:RE/.../...                                       VIS 20090205 (330)


mercoledì 4 febbraio 2009

SAN PAOLO E LA SUA STRAORDINARIA EREDITÀ SPIRITUALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2009 (VIS). Con la catechesi dell'Udienza Generale di questa mattina, dedicata al martirio di San Paolo, il Santo Padre ha concluso la serie di catechesi sulla figura dell'Apostolo delle Genti, nell'Anno Paolino.

  "Il suo martirio" - ha detto il Papa - "viene raccontato per la prima volta dagli 'Atti di Paolo', scritti verso la fine del II secolo. Essi riferiscono che Nerone lo condannò a morte per decapitazione, eseguita subito dopo. La data della morte varia già nelle fonti antiche, che la pongono tra le persecuzione scatenata da Nerone stesso dopo l'incendio di Roma nel luglio del 64 e l'ultimo anno del suo regno, cioè il 68. Il calcolo dipende molto dalla cronologia dell'arrivo di Paolo a Roma, (...). Tradizioni successive preciseranno due altri alementi. L'uno, il più leggendario, è che il martirio avvenne alle 'Acquae Salviae', sulla Via Laurentina, con un triplice rimbalzo della testa, ognuno dei quali causò l'uscita di un fiotto d'acqua, per cui il luogo fu detto fino ad oggi 'Tre Fontane'" a Roma. "KL'altro (...) è che la sua sepoltura avvenne non solo 'fuori della città....', ma più precisamente 'nel podere di Lucina'", sulla Via Ostiense, dove fu eretta la Basilica di San Paolo fuori le Mura.

  "In ogni caso, la figura di San Paolo" - ha proseguito Benedetto XVI - "grandeggia ben al di là della sua vita terrena e della sua morte; egli infatti ha lasciato una straordinaria eredità spirituale. (...) Importante è constatare che ben presto le Lettere di San Paolo entrano nella liturgia, dove la struttura profeta-apostolo-Vangelo è determinante per la forma della liturgia della Parola. Così, grazie a questa 'presenza' nella Liturgia della Chiesa, il pensiero dell'Apostolo diventa da subito nutrimento spirituale dei fedeli di tutti i tempi".

  "I Padri della Chiesa e poi tutti i teologi si sono nutriti delle Lettere di San Paolo e della sua spiritualità. Egli è così rimasto nei secoli, fino ad oggi, il vero maestro e aostolo delle genti (...) Sant'Agostino dovrà a lui il passo decisivo della propria conversione. (...) San Tommaso d'Aquino ci ha lasciato un bel commento alle 'Lettere' Paoline, che rappresenta il frutto più maturo dell'esegesi medioevale. Una vera svolta si verificò nel secolo XVI con la Riforma protestante" quando Lutero "trovò una nuova interpretazione della dottrina paolina della giustificazione. Una interpretazione che lo liberò dagli scrupoli e dalle ansie della sua vita precedente e gli diede una nuova radicale fiducia nella bontà di Dio che perdona senza condizione tutto. Da quel momento Lutero identificò il legalismo giudeo-cristiano, condannato dall'Apostolo, con l'ordine di vita della Chiesa Cattolica. E la Chiesa gli apparve quindi come espressione della schiavitù della Legge alla quale oppose la libertà del Vangelo".

  "Il Concilio di Trento, dal 1545 al 1563" - ha ricordato il Pontefice - "interpretò in modo profondo la questione della giustificazione e ha trovato nella linea di tutta la tradizione cattolica la sintesi tra legge e Vangelo, in conformità con il messaggio della Sacra Scrittura letta nella sua totalità e unità".

  "Il secolo XIX, raccogliendo l'eredità migliore dell'Illuminismo, conobbe una nuova riviviscenza del paolinismo soprattutto sul piano del lavoro scientifico sviluppato dall'interpretazione storico-critica della Sacra Scrittura". Il nuovo paolinismo di tale secolo ha sottolineato "soprattutto come centrale del pensiero paolino il concetto di libertà.: in esso è stato visto il cuore del pensiero paolino, come del resto aveva già intuito Lutero. Ora però il concetto di libertà veniva reinterpretato nel contesto del liberalismo moderno. E poi si sottolineano fortemente le differenziazione tra l'annuncio di San Paolo e l'annuncio di Gesù. San Paolo appare quasi come un nuovo fondatore del cristianesimo. Vero è che in San Paolo la centralità del Regno di Dio, determinante per l'annuncio di Gesù, viene trasformata nella centralità della cristologia, il cui punto determinante è il mistero pasquale. E dal mistero pasquale risultano i Sacramenti del Battesimo e dell'Eucaristia come presenza permanente di questo mistero, dal quale cresce il Corpo di Cristo, si costruisce la Chiesa".

  "Nel progresso dell'esegesi, soprattutto negli ultimi duecento anni, crescono anche le convergenze tra esegesi cattolica ed esegesi protestante realizzando così un notevole consenso proprio nel punto che fu all'origine del massimo dissenso storico. Quindi una grande speranza per la causa dell'ecumenismo, così centrale per il Concilio Vaticano II".

  Il Papa ha citato inoltre "i movimenti religiosi, sorti in età moderna all'interno delle Chiesa Cattolica, che si rifanno al nome di San Paolo. Così è avvenuto nel secolo XVI con la 'Congregazione di San Paolo' detta dei Barnabiti, nel secolo XIX con i 'Missionari di San Paolo' o Paulisti, e nel secolo XX con la poliedrica 'Famiglia Paolina', fondata dal Beato Giacomo Alberione, per non dire dell'Istituto Secolare della 'Compagnia di San Paolo".

  "Resta luminosa davanti a noi" - ha concluso il Santo Padre - "la figura di un Apostolo e di un pensatore cristiano estremamente fecondo e profondo dal cui accostamento ciascuno può trarre giovamento. (...) Attingere a lui, tanto al suo esempio apostolico quanto alla sua dottrina, sarà quindi uno stimolo, se non una garanzia, per il consolidamento dell'identità cristiana di ciascuno di noi e per il ringiovanimento dell'intera Chiesa".
AG/SAN PAOLO/...                                   VIS 20090204 (740)


APPELLO PER LA FINE DEL CONFLITTO IN SRI LANKA

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2009 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Benedetto XVI ha lanciato un appello perché cessino i combattimenti in Sri Lanka.

  "Le notizie dell'incrudelirsi del conflitto e del crescente numero di vittime innocenti inducono a rivolgere un pressante appello ai combattenti affinché rispettino il diritto umanitario e la libertà di movimento della popolazione".

  "Facciano il possibile per garantire l'assistenza ai feriti e la sicurezza dei civili e consentano il soddisfacimento delle loro urgenti necessità alimentari e mediche".

  "La Vergine di Madhu, molto venerata dai cattolici e anche dagli appartenenti ad altre religioni affretti il giorno della pace e della riconciliazione in quel caro Paese''.
AG/APPELLO PACE/SRI LANKA                           VIS 20090204 (130)


INEQUIVOCABILE CONDANNA NEGAZIONISMO OLOCAUSTO

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri,  il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

  "A proposito di nuove richieste di chiarimento circa le posizioni del Papa e della Chiesa cattolica sul tema dell'olocausto, va ricordato che il pensiero del Papa sul tema dell'olocausto è stato espresso con molta chiarezza nella Sinagoga di Colonia il 19 agosto 2005, nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau il 28 maggio 2006, nella successiva Udienza generale del 31 maggio 2006, e ancora recentemente al termine dell'Udienza generale del 28 gennaio scorso con parole inequivocabili, di cui ricordiamo solo le seguenti: "Mentre rinnovo con affetto l'espressione della mia piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, auspico che la memoria della Shoah induca l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo. La Shoah sia per tutti monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo…".

  "La condanna di dichiarazioni negazioniste dell'olocausto non poteva essere più chiara, e dal contesto risulta evidente che essa si riferiva anche alle posizioni di monsignor Williamson e a tutte le posizioni analoghe. Nella stessa occasione il Papa stesso ha spiegato chiaramente anche lo scopo della remissione della scomunica, che non ha nulla a che vedere con una legittimazione delle posizioni negazioniste dell'olocausto, da lui appunto chiaramente condannate".
OP/PAPA:OLOCAUSTO/LOMBARDI                       VIS 20090204 (240)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AP/.../...                                         VIS 20090204 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Grzegorz Kaszak, Vescovo di Sosnowiec (superficie: 2.000; popolazione: 810.000; cattolici: 800.000; sacerdoti: 404; religiosi: 199), Polonia. Il Vescovo eletto, finora Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, è nato nel 1964 a Choszczno (Polonia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.
NER/.../KASZAK                                     VIS 20090204 (60)

martedì 3 febbraio 2009

AI CONSACRATI: IMITARE STILE DI VITA SAN PAOLO

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato, nella Basilica Vaticana, i Membri delle Congregazioni, degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, in occasione della XIII Giornata della Vita Consacrata.

  Al termine della Celebrazione Eucaristica nella Festa della Presentazione del Signore, presieduta dal Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, il Papa ha rivolto ai presenti un discorso.

  "Nella tradizione della Chiesa, San Paolo" - ha detto il Santo Padre ricordando che quest'anno si celebra l'Anno Paolino - "è stato sempre riconosciuto padre e maestro di quanti, chiamati dal Signore, hanno fatto la scelta di un'incondizionata dedizione a Lui e al suo Vangelo". Imitare San Paolo "nel seguire Gesù, carissimi, è via privilegiata per corrispondere fino in fondo alla vostra vocazione di speciale consacrazione nella Chiesa".

  "Anzi, dalla sua stessa voce" - ha proseguito il Pontefice - "possiamo conoscere uno stile di vita che esprime la sostanza della vita consacrata ispirata ai consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza. Nella vita di 'povertà' egli vede la garanzia di un annuncio del Vangelo realizzato in totale gratuità (cfr 1 Cor 9,1-23), mentre esprime, allo stesso tempo, la concreta solidarietà verso i fratelli nel bisogno".

  "Paolo è anche un apostolo che, accogliendo la chiamata di Dio alla castità, ha donato il cuore al Signore in maniera indivisa, per poter servire con ancor più grande libertà e dedizione i suoi fratelli (cfr 1 Cor 7,7; 2 Cor 11,1-2); inoltre, in un mondo nel quale i valori della castità cristiana avevano scarsa cittadinanza (cfr 1 Cor 6,12-20), egli offre un sicuro riferimento di condotta".

  "Quanto poi all'obbedienza, basti notare che il compimento della volontà di Dio e l''assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le chiese' (2 Cor 11,28) ne hanno animato, plasmato e consumato l'esistenza, resa sacrificio gradito a Dio".

  "Altro aspetto fondamentale della vita consacrata di Paolo" - ha ricordato il Pontefice - "è la missione. Egli è tutto di Gesù per essere, come Gesù, di tutti; (...) A lui, così strettamente unito alla persona di Cristo, riconosciamo una profonda capacità di coniugare vita spirituale e azione missionaria; in lui le due dimensioni si richiamano reciprocamente".

  "Auspico, pertanto, che l'Anno Paolino" - ha concluso il Pontefice - "alimenti ancor più in voi il proposito di accogliere la testimonianza di san Paolo, meditando ogni giorno la Parola di Dio con la pratica fedele della lectio divina, pregando 'con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine' (Col 3,16). Egli vi aiuti inoltre a realizzare il vostro servizio apostolico nella e con la Chiesa con uno spirito di comunione senza riserve, facendo dono agli altri dei propri carismi (cfr 1 Cor 14,12), e testimoniando in primo luogo il carisma più grande che è la carità (cfr 1 Cor 13)".
AC/SAN PAOLO:VITA CONSACRATA/RODÉ                   VIS 20090203 (490)


DIGIUNO: CONTENERE PROPRIO IO PER FAR SPAZIO A DIO

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2009, intitolato: "E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame".

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", il Monsignor Karel Kasteel, Segretario e il Monsignor Giampietro Dal Toso, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero e la Signora Josette Sheeran, Direttrice Esecutiva del "Programma Alimentare Mondiale" dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (PMA).

  La Direttrice Esecutiva del "Programma Alimentare Mondiale" ha precisato che: "Dal 2007, 115 milioni di persone hanno ingrossato le fila degli affamati, portando a quasi 1 miliardo quanti non hanno abbastanza cibo, vale a dire una persona su sei nel mondo" soffre la fame. "Il problema riguarda la distribuzione, ma anche l'avidità, la discriminazione, le guerre e altre tragedie".

  "Oggi, un bambino muore di fame ogni sei secondi. Il punto è: c'è qualcosa che si può fare per alleviare l'umiliazione, il dolore e l'ingiustizia della fame? Ci sono soluzioni che aiutino le persone a sfuggire dalla trappola della fame una volta per tutte? La risposta è un chiaro 'sì'. Abbiamo i mezzi e la tecnologia per farlo; ed è stato fatto in molti luoghi del mondo".

  La Signora Sheeran ha citato l'esempio del Darfur (Sudan), dove "Il mondo ha impedito - per meno di 50 centesimi al giorno per persona - una morte di massa per inedia". Invece in Senegal l'"aumento dei prezzi alimentari mondiali" ha "esposto il 40 per cento di famiglie contadine al rischio della fame e della malnutrizione". Per combattere tali e altri problemi "lo scorso anno il PAM ha acquistato cibo per oltre 1 miliardo di dollari, per i propri programmi, direttamente nei paesi in via di sviluppo aiutandoli a spezzare alla radice il circolo vizioso della povertà".

  "I programmi di alimentazione scolastica del PAM nel mondo" - ha sottolineato la Signora Sheeran - rappresentano "un mezzo efficace e sostenibile per fornire istruzione e nutrizione rafforzando, nel contempo, il ruolo sociale delle donne e delle ragazze. (...) Non c'è forse esempio migliore di programma di alimentazione scolastico di quello che gestiamo in Afghanistan".

  La Direttrice esecutiva del PAM ha spiegato che questo organismo "collabora con istituzioni caritatevoli e ONG di tutto il mondo. (...) Ad esempio (...) lavora con le Caritas locali nelle diocesi di quasi 40 paesi in programmi di 'cibo in cambio di lavoro', sanitari ed educativi. Lavoriamo anche con il 'Catholic Relief Services', collaborando in 14 paesi".
 
  Il Cardinale Cordes nel suo intervento ha affermato che: "Ogni anno la parola del Papa ci ricorda il nostro impegno ad aprire il cuore e la mano a chi è nel bisogno", sottolineando però che: "Per non degradarsi a ideologia o a puro esercizio mentale, l'aiuto ha sempre bisogno di concretezza, di affrontare direttamente le situazioni di miseria".

  Il Porporato ha citato al riguardo il suo recente viaggio in uno delle bidonville di Manila (Filippine) e la sua esortazione ai Vescovi del Paese: "Non possiamo semplicemente arrenderci alla miseria degli uomini; per quanto possiamo dobbiamo apporvi rimedio. (...) Questa prospettiva di realismo mi consente d'altra parte la possibilità di leggere adesso il nostro documento pontificio nell'orizzonte più grande della fede e del suo rapporto con lo stile di vita di oggi".

  In un'epoca caratterizzata dall'attenzione al benessere e alla buona forma fisica "Il nostro Messaggio Quaresimale si trova senza dubbio in una certa contraddizione con il trend sociale. (....) Ma il desiderio di benessere e piacere forse riduce la libertà e non potrà poi più essere gestito dalla volontà dell'uomo. Il corpo diventa un tiranno".

  "Il digiuno vuole imprimere un taglio netto alla nostra vita, (...) trascende la dimensione terrena e persegue un obiettivo al di là di questo mondo", che in altre religioni come la buddista o la musulmana è "l'ingresso nel nirvana o l'obbedienza verso Allah, Signore del cielo e della terra".

  "Tuttavia il digiuno di queste religioni non può essere semplicemente identificato con quello cristiano" - ha spiegato il Cardinale. - "La  motivazione che induce le due religioni al digiuno è la lotta contro il potere della materia sull'uomo. E' influenzata dal pensiero dualistico. Il digiuno ha dunque una colorazione negativa; si tratta di liberarci dal peso che le cose create caricano su di noi. Ciò rischia però di isolare l'uomo, e dunque di chiuderlo e di ripiegarlo su se stesso. Per il cristiano invece il desiderio mistico non è mai la discesa nel proprio sé, ma la discesa nella profondità della fede, dove incontra Dio".

  "Il digiuno durante questa Quaresima non ha una colorazione negativa: come potremmo noi disprezzare la nostra carne, se il Figlio di Dio l'ha assunta diventando davvero nostro fratello! Lo spogliarsi e il rinnegarsi sono pienamente positivi: mirano all'incontro con questo Cristo".

  Infine il Presidente di Cor Unum ha ricordato la nascita, dopo la Seconda Guerra Mondiale e le Esortazioni del Concilio Vaticano II, delle "Azioni quaresimali" che a livello mondiale tramite le Diocesi che ne hanno la possibilità aiutano con le collette quaresimali le Diocesi più povere. "Fanno immensamente del bene e risvegliano speranza", ma "sarebbe tuttavia molto superficiale se il senso della preparazione alla Pasqua si limitasse all'appello per la colletta".

  "Perciò l'aspetto spirituale che il Messaggio Quaresimale in questo anno evidenzia, merita grande considerazione. La parola del Papa non vuole semplicemente aggiungere una ulteriore alle tante iniziative umanitarie dei nostri giorni. Vuole certamente ottenere che diamo quanto abbiamo risparmiato rinunciando a ciò che è 'buono e utile'. Ma questa azione deve avere per i fedeli un significato cristiano: contenere il proprio io deve fare spazio per l'offerta di sé a Dio, poiché solo Lui è, in fine dei conti, la felicità cui aneliamo".
OP/MESSAGGIO QUARESIMA/CORDES                   VIS 20090203 (970)


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA QUARESIMA 2009


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2009. Il Documento, datato 11 dicembre 2008, ha per titolo un versetto del Vangelo di San Matteo: "E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame". Di seguito riportiamo il Documento integrale nella versione italiana.

  "All'inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno - per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio che, come ascolteremo nella Veglia pasquale, 'sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace' (Preconio pasquale)".

  "Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest'anno a riflettere In particolare sul valore e sul senso del digiuno. La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame" (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 34,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore".

  "Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento. Le Sacre Scritture e tutta la tradizione cristiana insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare. Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire" (Gn 2,16-17). Commentando l'ingiunzione divina, san Basilio osserva che "il digiuno è stato ordinato in Paradiso", e "il primo comando in tal senso è stato dato ad Adamo". Egli pertanto conclude: "Il 'non devi mangiare' è, dunque, la legge del digiuno e dell'astinenza" (cfr Sermo de jejunio: PG 31, 163, 98)".

  "Poiché tutti siamo appesantiti dal peccato e dalle sue conseguenze, il digiuno ci viene offerto come un mezzo per riannodare l'amicizia con il Signore. Così fece Esdra prima del viaggio di ritorno dall'esilio alla Terra Promessa, invitando il popolo riunito a digiunare "per umiliarci - disse - davanti al nostro Dio" (8,21). L'Onnipotente ascoltò la loro preghiera e assicurò il suo favore e la sua protezione. Altrettanto fecero gli abitanti di Ninive che, sensibili all'appello di Giona al pentimento, proclamarono, quale testimonianza della loro sincerità, un digiuno dicendo: "Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!" (3,9). Anche allora Dio vide le loro opere e li risparmiò".

  "Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" (Mt 6,18). Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore "di non mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male", con il digiuno il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia".

  "Troviamo la pratica del digiuno molto presente nella prima comunità cristiana (cfr At 13,3; 14,22; 27,21; 2 Cor 6,5). Anche i Padri della Chiesa parlano della forza del digiuno, capace di tenere a freno il peccato, reprimere le bramosie del "vecchio Adamo", ed aprire nel cuore del credente la strada a Dio. Il digiuno è inoltre una pratica ricorrente e raccomandata dai santi di ogni epoca. Scrive san Pietro Crisologo: "Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica" (Sermo 43: PL 52, 320. 332)".

  "Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia" per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I)".

  "La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40)".

  "La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore. Sant'Agostino, che ben conosceva le proprie inclinazioni negative e le definiva "nodo tortuoso e aggrovigliato" (Confessioni, II, 10.18), nel suo trattato L'utilità del digiuno, scriveva: "Mi dò certo un supplizio, ma perché Egli mi perdoni; da me stesso mi castigo perché Egli mi aiuti, per piacere ai suoi occhi, per arrivare al diletto della sua dolcezza" (Sermo 400, 3, 3: PL 40, 708). Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio".

  "Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (3,17). Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente (cfr Enc. Deus caritas est, 15)".

  "Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina. Questo è stato, sin dall'inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15, 25-27), e i fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte (cfr Didascalia Ap., V, 20,18). Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale".

  "Da quanto ho detto emerge con grande chiarezza che il digiuno rappresenta una pratica ascetica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana. Opportunamente esorta un antico inno liturgico quaresimale: 'Utamur ergo parcius, / verbis, cibis et potibus, / somno, iocis et arctius / perstemus in custodia' - Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti".

  "Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio (cfr Enc. Veritatis splendor, 21). La Quaresima sia pertanto valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo. Penso in particolare ad un maggior impegno nella preghiera, nella lectio divina, nel ricorso al Sacramento della Riconciliazione e nell'attiva partecipazione all'Eucaristia, soprattutto alla Santa Messa domenicale".

  "Con questa interiore disposizione entriamo nel clima penitenziale della Quaresima. Ci accompagni la Beata Vergine Maria, 'Causa nostrae laetitiae', e ci sostenga nello sforzo di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato per renderlo sempre più "tabernacolo vivente di Dio". Con questo augurio, mentre assicuro la mia preghiera perchè ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra un proficuo itinerario quaresimale, imparto di cuore a tutti la Benedizione Apostolica".
MESS/QUARESIMA 2009/...                  VIS 20090203 (1640)


lunedì 2 febbraio 2009

NUOVA CULTURA SOLIDARIETÀ SUPERARE CRISI ATTUALE

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto nella Sala Clementina in Vaticano i Dirigenti della Confederazione Italiana Sindacale Lavoratori (CISL), in occasione del sessantesimo anniversario di fondazione.

  Sessanta anni fa, ha ricordato il Papa "la Cisl muoveva i primi passi prendendo parte attiva alla fondazione del sindacato libero internazionale e recava al nascente soggetto il contributo dell'ancoraggio ai principi della dottrina sociale della Chiesa e la pratica di un sindacalismo libero ed autonomo da schieramenti politici e dai partiti".

  "Questi stessi orientamenti voi oggi intendete ribadire, desiderando continuare a trarre dal magistero sociale della Chiesa ispirazione nella vostra azione finalizzata a tutelare gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici e dei pensionati d'Italia".

  L'attenzione della Chiesa "alle problematiche sociali" - ha proseguito il Pontefice - "è cresciuta nel corso dell'ultimo secolo. (...) All'alba del XX secolo, con l'Enciclica 'Rerum novarum', il Papa Leone XIII fece una difesa accorata dell'inalienabile dignità dei lavoratori. Gli orientamenti ideali, contenuti in tale documento, contribuirono a rafforzare l'animazione cristiana della vita sociale".

  "Giovanni Paolo II ha voluto solennizzare il centesimo anniversario" della "Rerum novarum" - ha ricordato Benedetto XVI - "pubblicando l'Enciclica 'Centesimus annus' (1991) e dieci anni prima, nel 1981, l'Enciclica sociale "Laborem exercens", nella quale "vengono posti in luce il ruolo e l'importanza strategia dei sindacati, definiti 'un indispensabile elemento della vita sociale, specialmente nelle moderne società industrializzate".

  "C'è un altro elemento che ritorna frequentemente nel magistero dei Papi del Novecento" - ha affermato il Papa - "ed è il richiamo alla solidarietà ed alla responsabilità. Per superare la crisi economica e sociale che stiamo vivendo, sappiamo che occorre uno sforzo libero e responsabile da parte di tutti; è necessario, cioè, superare gli interessi particolaristici e di settore, così da affrontare insieme ed uniti le difficoltà che investono ogni ambito della società, in modo speciale il mondo del lavoro. Mai come oggi si avverte una tale urgenza; le difficoltà che travagliano il mondo del lavoro spingono ad una effettiva e più serrata concentrazione tra le molteplici e diverse componenti della società".

  "L'auspicio è quindi che dall'attuale crisi mondiale scaturisca la volontà comune di dar vita a una nuova cultura della solidarietà e della partecipazione responsabile, condizioni indispensabili per costruire insieme l'avvenire del nostro pianeta".

  "Cari amici, la celebrazione del 60° anniversario di fondazione della vostra organizzazione sindacale" - ha concluso il Pontefice - "sia motivo per rinnovare l'entusiasmo degli inizi e riscoprire ancor più il vostro originario carisma. Il mondo ha bisogno di persone che si dedichino con disinteresse alla causa del lavoro nel pieno rispetto della dignità umana e del bene comune".
AC/LAVORO:CRISI ECONOMICA/CISL                       VIS 20090202 (440)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Anton Stres, C.M., Arcivescovo Coadiutore di Maribor (superficie: 3.682; popolazione: 419.870; cattolici: 356.980; sacerdoti: 208; religiosi: 130; diaconi permanenti: 3), Slovenia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Celje (Slovenia), è nato nel 1942, a Donacka Gora (Slovenia), ha emesso i voti nella Congregazione della Missione nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.

- Il Reverendo Gerhard Wagner, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Linz (superficie: 11.909; popolazione: 1.407.000; cattolici: 1.051.136; sacerdoti: 736; religiosi: 1.415; diaconi permanenti: 82), Austria. Il Vescovo eletto, finora Parroco a Windischgarsten, è nato a Wartberg ob der Aist (Austria), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.                      

- Il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano (Italia), Membro della Congregazione delle Cause dei Santi.

- L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., attualmente Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, Consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Membri della Pontificia Commissione Biblica: Padre Pietro Bovati, S.I., docente presso il Pontificio Istituto Biblico, Roma; Juan Miguel Díaz Rodelas, docente presso la Facoltà di Teologia di Valencia e Presidente dell'Associazione Biblica Spagnola (Spagna); Padre Francolino Gonçalves, O.P. (Portogallo), docente presso l'"École Biblique et Archéologique Française" di Gerusalemme; John Chijioke Iwe, Rettore e docente di Antico Testamento presso il "Seat of Wisdom Major Seminary" di Owerri (Nigeria); Thomas Manjaly, docente presso l"Oriens Theological College " di Shillong e il "Sacred Heart's College" di Mawlai (India); Fearghus O'Fearghail, docente di Esegesi del Nuovo Testamento presso il "Mater Dei Institute of Education" di Dublino (Irlanda); Yeong-sik Johan Pahk, dell'Arcidiocesi di Seoul (Corea); Henryk Witczyk, docente presso l'Università Cattolica di Lublin (Polonia).
NEC:NEA:NA/.../...                                   VIS 20090202 (280)


GESÙ MORENDO IN CROCE DÀ SENSO ALLA NOSTRA SOFFERENZA

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato che questa domenica si celebra in Italia la Giornata per la Vita, sul tema: "La forza della vita nella sofferenza".

  "Gesù" - ha detto il Papa - "non smette di insegnare ai suoi discepoli che per entrare nella sua gloria 'deve' patire molto, essere rifiutato, condannato e crocifisso (cfr Lc 24,26), essendo la sofferenza parte integrante della sua missione".

  "Gesù soffre e muore in croce per amore" - ha proseguito il Pontefice - "In questo modo, a ben vedere, ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell'amarezza di dure prove fisiche e morali".

  "E proprio 'la forza della vita nella sofferenza' è il tema che i Vescovi italiani hanno scelto per il consueto Messaggio in occasione dell'odierna Giornata per la Vita. Mi unisco di cuore alle loro parole, nelle quali si avverte l'amore dei Pastori per la gente, e il coraggio di annunciare la verità, il coraggio di dire con chiarezza, ad esempio, che l'eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza, una soluzione non degna dell'uomo".

  "La vera risposta non può essere infatti dare la morte, per quanto 'dolce', ma testimoniare l'amore che aiuta ad affrontare il dolore e l'agonia in modo umano. Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio".

  Il Santo Padre ha concluso le sue riflessioni affidando alla Vergine Maria "le persone che sono nella sofferenza e chi si impegna ogni giorno al loro sostegno, servendo la vita in ogni sua fase: genitori, operatori sanitari, sacerdoti, religiosi, ricercatori, volontari, e molti altri. Per tutti preghiamo".
ANG/GIORNATA VITA/...                               VIS 20090202 (320)


DOMANDARE SIGNORE TANTE NUOVE VOCAZIONI VITA RELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2009 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che domani si celebra "la festa liturgica della Presentazione di Gesù al Tempio. Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe lo portarono a Gerusalemme, seguendo le prescrizioni della Legge di Mosè. Ogni primo nato, infatti, secondo le Scritture, apparteneva al Signore, e andava quindi riscattato con un sacrificio".

  "In questo avvenimento si manifesta la consacrazione di Gesù a Dio Padre e, legata ad essa, quella di Maria Vergine. Perciò il mio amato predecessore Giovanni Paolo II ha voluto che questa ricorrenza, in cui molte persone consacrate emettono o rinnovano i loro voti, diventasse Giornata della Vita consacrata".

  "Domani pomeriggio, pertanto, al termine della Santa Messa presieduta dal Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica, incontrerò nella Basilica di San Pietro i consacrati e le consacrate presenti a Roma".

  "Invito tutti a ringraziare il Signore per il prezioso dono di questi fratelli e sorelle, e a domandare a Lui, per intercessione della Madonna, tante nuove vocazioni, nella varietà dei carismi di cui è ricca la Chiesa".

  Rivolgendosi ai pellegrini di lingua italiana, Benedetto XVI ha salutato in particolare il "Movimento per la Vita, le delegazioni delle Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Roma, e quanti sono impegnati a difesa e promozione del fondamentale bene della vita. Apprezzo ed incoraggio l'impegno della Diocesi di Roma in questo campo, e presento auguri cordiali anche per la 'Settimana della Famiglia', che inizia oggi".
ANG/VITA CONSACRATA:DIFESA VITA/...                    VIS 20090202 (270)


CONTINUARE A COLLABORARE PER RAFFORZARE COMUNIONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2009 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI a Sua Santità Kirill in occasione della sua intronizzazione quale nuovo Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, svoltasi ieri, domenica 1° febbraio, nella Cattedrale moscovita di Cristo Salvatore.

  Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, che guidava la Delegazione della Santa Sede intervenuta alla cerimonia, ha consegnato a Sua Santità Kirill, il Messaggio ed un calice da parte del Papa, in "segno desiderio di realizzare quanto prima la piena comunione".

  "Desidero riaffermare" - scrive il Pontefice - "la mia stima e la mia vicinanza spirituale. Prego il nostro Padre Celeste affinché le conceda i frutti abbondanti dello Spirito Santo nel suo ministero e le permetta di guidare la Chiesa nell'amore e nella pace di Cristo".

  Ricordando che il Predecessore, il Patriarca Alessio II "lasciò al suo popolo una profonda e durevole eredità di rinnovo e sviluppo ecclesiale", il Papa sottolinea che il Patriarca Alessio "ha mantenuto uno spirito di apertura e di collaborazione con gli altri cristiani e con la Chiesa cattolica in particolare, per la difesa dei valori cristiani in Europa e nel mondo".

  "Sono certo che Sua Santità continuerà a costruire su queste solide fondamenta, per il bene del suo popolo e a beneficio dei cristiani nel mondo".

   Il nuovo Patriarca, ha ricordato ancora Papa Benedetto XVI, quando era "Presidente del Dipartimento dei Rapporti Esterni  con le Chiese, ha ricoperto un ruolo fondamentale nel forgiare una nuova relazione fra le nostre Chiese, fondata sull'amicizia, l'accettazione reciproca e il dialogo sincero nell'affrontare le difficoltà nel nostro percorso comune".

  "E' mia ardente speranza che noi continuiamo a collaborare per trovare modi di promuovere e rafforzare la comunione nel Corpo di Cristo, nella fedeltà alla preghiera del nostro Salvatore che tutti siano uno, così che il mondo creda (cf. Gv 17:21).
BXVI-LETTERA/INTRONIZZAZIONE/KIRILL                   VIS 20090202 (280)


SALVAGUARDARE RUOLO ESSENZIALE E COESIVO DELLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor János Balassa, nuovo Ambasciatore di Ungheria presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso al diplomatico, il Papa ha affermato che: "le forze che governano gli affari economici e politici nel mondo moderno hanno bisogno di (...) fondarsi su basi etiche dando sempre priorità alla dignità e ai diritti della persona umana e al bene comune dell'umanità".

  "Considerando il suo ricco patrimonio cristiano, che risale a migliaia di anni fa, l'Ungheria ha le giuste prerogative per collaborare alla promozione di questi ideali umani nell'ambito della Comunità Europea e nella più vasta comunità mondiale. Auspico che i nostri rapporti diplomatici servano a sostenere questa dimensione essenziale per il contributo del suo Paese agli affari internazionali".

  Nel riferirsi al Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2008, nel quale aveva sottolineato "l'importanza fondamentale della famiglia per la costruzione di rapporti sociali pacifici a tutti i livelli", il Santo Padre ha detto: "In molti Paesi dell'Europa moderna il ruolo essenziale e coesivo che la famiglia ricopre negli affari umani è chiamato in causa e perfino messo in pericolo quale risultato di modi di pensare fuorvianti, che a volte si esprimono in politiche sociali aggressive".

  "Spero vivamente che si troverà il modo di salvaguardare questo essenziale elemento della nostra società, che è il cuore di ogni cultura e di ogni nazione. Uno dei modi specifici in cui un governo può sostenere la famiglia è assicurarsi che i genitori esercitino il loro diritto fondamentale come primi educatori dei propri figli, tale diritto include l'opzione di inviare i propri figli a scuole religiose, se lo desiderano".

  "La Chiesa cattolica in Ungheria" - ha sottolineato il Papa - "dopo decenni di oppressione, sostenuta dall'eroica testimonianza di tanti cristiani, è riemersa per occupare il suo posto in una società in trasformazione, ancora una volta libera di proclamare il Vangelo. La Chiesa non cerca privilegi per sé, ma desidera ardentemente fare la sua parte nella vita della Nazione, fedele alla sua natura e alla sua missione".

  "Mentre il processo di realizzazione degli accordi fra l'Ungheria e la Santa Sede continua - penso agli accordi recentemente firmati relativi all'assistenza religiosa, alle forze armate e alla polizia di frontiera - " - ha detto infine il Santo Padre - "confido che altre questioni importanti che riguardano la vita della Chiesa nel Paese siano risolte nello spirito di buona volontà e di dialogo proficuo che ha caratterizzato i nostri rapporti diplomatici da quando li abbiamo felicemente riannodati", nel 1990.
CD/CREDENZIALI/UNGHERIA:BALASSA                   VIS 20090202 (440)


TURCHIA: GARANTIRE LIBERTÀ RELIGIOSA E DI CULTO

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2009 (VIS). Questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale di Turchia sono stati ricevuti dal Santo Padre al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", "che si svolge provvidenzialmente" - ha detto Papa Benedetto XVI - "nell'anno dedicato a San Paolo" e che "assume un'importanza particolare per voi che siete i Pastori della Chiesa cattolica  in Turchia, in questa terra dove l'Apostolo delle Genti è nato e ha fondato numerose comunità".

  "So che nel vostro Paese, voi avete voluto dare un carattere particolare a questo anno giubilare e numerosi pellegrini visitano i luoghi cari alla tradizione cristiana. Auspico che l'accesso a questi luoghi significativi per la fede cristiana, come la celebrazione del culto, sia sempre più facilitato ai pellegrini" - ha affermato il Papa e commentando la 'dimensione ecumenica' data a questo anno paolino, ha auspicato che: "Questo Anno possa permettere nuovi progressi sul cammino verso l'unità di tutti i cristiani".

  "L'esistenza delle vostre Chiese locali, in tutta la loro diversità" - ha ricordato Benedetto XVI - "si situa nel prolungamento di una ricca storia contraddistinta dallo sviluppo delle prime comunità cristiane. Tanti nomi (...) rimangono legati alla vostra terra, da San Giovanni, Sant'Ignazio di Antiochia, San Policarpo di Smirne" nell'antichità, mentre nell'epoca moderna "Papa Benedetto XV e il Beato Giovanni XXIII che hanno caratterizzato la vita nella Nazione e della Chiesa in Turchia". Papa Benedetto XVI ha ricordato anche Don Andrea Santoro, il sacerdote italiano assassinato a Trebisonda il 5 febbraio 2006 e ha detto: "Che questa storia prestigiosa sia per le vostre comunità, di cui conosco il vigore della fede, l'abnegazione nelle prove, non soltanto il ricordo di un passato glorioso, ma un incoraggiamento a continuare generosamente sulla via tracciata, testimoniando fra i fratelli l'amore di Dio per tutti gli uomini".

  "Il popolo di Dio troverà un efficace sostegno alla propria fede e speranza in un'autentica comunione ecclesiale (...) e i Vescovi sono i primi responsabili della realizzazione concreta di questa unità. La profonda comunione che deve regnare fra di essi, nella diversità dei riti, si esprime specialmente in una reale fraternità e in una collaborazione reciproca che permette di compiere il loro ministero in uno spirito collegiale e di rafforzare l'unità del Corpo di Cristo".

  "La comunità cristiana del vostro Paese vive in una Nazione retta da una Costituzione che afferma la laicità dello Stato, ma la maggior parte degli abitanti è musulmana. E' quindi molto importante che i cristiani e i musulmani si impegnino insieme per l'uomo, per la vita, per la pace e la giustizia. La distinzione fra la sfera civile e la sfera religiosa è certamente un valore che deve essere protetto".

  "Tuttavia, in questo ambito, è dovere dello Stato assicurare in maniera efficace ai cittadini e alle comunità religiose la libertà di culto e la libertà religiosa, rendendo inaccettabile le violenza perpetrata contro i credenti, di qualunque religione. In tale contesto, conosco il vostro desiderio e la vostra disponibilità ad un dialogo sincero con le Autorità, al fine di trovare una soluzione ai diversi problemi posti alle vostre comunità, fra i quali quello del riconoscimento giuridico della Chiesa cattolica e dei suoi beni".

  "Un tale riconoscimento" - ha concluso Benedetto XVI - "non può che avere conseguenze positive per tutti. E'auspicabile che si possano stabilire contatti permanenti, ad esempio tramite una Commissione bilaterale per studiare le questioni che non sono ancora risolte".
AL/.../TURCHIA                                   VIS 20090202 (570)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Turchia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Ruggero Franceschini, O.F.M.Cap., di Izmir.

    - Il Vescovo Luigi Padovese, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Anatolia.

    - Il Vescovo Louis Pelâtre, A.A., Vicario Apostolico di Istanbul; Amministratore Apostolico dell'Esarcato Apostolico di Istanbul.

-    L'Arcivescovo Georges Khazzoum, Coadiutore di Istanbul degli Armeni.

   - Il Corepiscopo Yusuf Sag, Vicario Patriarcale dei siro-cattolici in Turchia.

   - Il Monsignore François Yakan, Vicario Patriarcale per i siro-caldei in Turchia.
 
  Sabato 31 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Vescovo Javier Echevarría Rodríguez, Prelato della Prelatura Personale dell'Opus Dei.
AP/.../...                                               VIS 20090202 (120)

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