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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 9 giugno 2008

UNITÀ CON CRISTO SEGRETO MINISTERO SACERDOTALE


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza gli Alunni - sacerdoti - della Pontificia Accademia Ecclesiastica, accompagnati dell'Arcivescovo Beniamino Stella, Presidente della Pontificia Accademia.

  "Oltre la necessaria e doverosa preparazione giuridica, teologica e diplomatica" -ha detto il Papa ai futuri rappresentanti pontifici - "quel che più conta è che improntiate la vostra vita e la vostra attività ad un amore fedele a Cristo e alla Chiesa, che susciti in voi una accogliente premura pastorale verso tutti".

  "E' l'unità con Gesù il segreto dell'autentico successo del ministero di ogni sacerdote. Qualsiasi lavoro svolgerete nella Chiesa, preoccupatevi di essere sempre veri suoi amici, amici fedeli che lo hanno incontrato e hanno imparato ad amarlo al di sopra di ogni altra cosa. La comunione con Lui, il divin Maestro delle nostre anime, vi assicurerà la serenità e la pace anche nei momenti più complessi e difficili".

  "Immersa nel vortice di una attività frenetica" - ha proseguito il Pontefice - "l'umanità corre spesso il pericolo di smarrire il senso dell'esistenza, mentre una certa cultura contemporanea pone in dubbio ogni valore assoluto, e persino la possibilità di conoscere la verità e il bene. Per questo c'è bisogno di testimoniare la presenza di Dio, di un Dio che comprende l'uomo e sappia parlare al suo cuore".

  "Vostro compito" - ha ribadito il Santo Padre - "sarà proprio quello di proclamare con il vostro modo di vivere, ancor prima che con le vostre parole, l'annuncio gioioso e consolante del Vangelo dell'amore in ambienti talora molto lontani dall'esperienza cristiana. Annunciate" - ha esortato Papa Benedetto XVI - "la Verità che è Cristo. La preghiera, la meditazione e l'ascolto della Parola di Dio siano per voi pane quotidiano".

  "Accanto all'ascolto quotidiano della Parola di Dio, la Celebrazione dell'Eucaristia sia il cuore e il centro di ogni vostra giornata e di tutto il vostro ministero. (...) Non ci si può accostare quotidianamente al Signore, pronunciare le tremende e stupende parole 'Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue', non si può prendere tra le mani il Corpo e il Sangue del Signore, senza lasciarsi afferrare da Lui, (...), senza permettere che il suo amore infinito ci cambi interiormente. L'Eucaristia diventi per voi scuola di vita, nella quale il sacrificio di Gesù sulla Croce vi insegni a fare di voi stessi un totale dono ai fratelli".

  "Il Rappresentante pontificio" - ha concluso il Pontefice - "nello svolgimento della sua missione, è chiamato ad offrire questa testimonianza di accoglienza verso il prossimo, frutto di un'unione costante con Cristo".
AC/SACERDOTE/ACCADEMIA ECCLESIASTICA               VIS 20080609 (430)


INVIATO SPECIALE CONGRESSO EUCARISTICO QUÉBEC

CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2008 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera Pontificia, redatta in lingua latina e datata 9 aprile, con la quale il Papa nomina il Cardinale Jozef Tomko, Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici, Legato Pontificio per la celebrazione del 49° Congresso Eucaristico Internazionale, in programma a Québec dal 15 al 22 giugno 2008.

  La missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Vescovo Pierre-André Fournier, Ausiliare di Québec; dal Monsignor Jean Pelletier, Cancelliere della Curia; dal Sacerdote Alain Pouliot, Responsabile del Servizio di Risorse umane per la Pastorale; Monsignor Luca Lo Russo, Consigliere della Nunziatura Apostolica in Canada.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/CANADA:TOMKO     VIS 20080609 (120)


RUOLO INSOSTITUIBILE DELLA FILOSOFIA

CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti al VI Simposio Europeo dei Docenti Universitari, tenutosi a Roma dal 4 al 7 giugno, sul tema: "Allargare gli orizzonti della razionalità. Prospettive per la Filosofia".

  Il Simposio è stato promosso dai Docenti delle Università di Roma e organizzato dall'Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma in collaborazione con le Istituzioni regionali, provinciali e del Comune di Roma.

  Ricordando che quest'anno cade il decimo anniversario della Lettera Enciclica di Giovanni Paolo II "Fides et ratio", Papa Benedetto ha affermato: "Già in quella occasione cinquanta Docenti di filosofia delle Università di Roma, pubbliche e pontificie, manifestarono la loro gratitudine al Papa con una dichiarazione nella quale si ribadiva l'urgenza del rilancio dello studio della filosofia nelle Università e nelle Scuole".

  "Gli eventi succedutisi nei dieci anni trascorsi dalla pubblicazione dell'Enciclica" - ha proseguito il Pontefice - "hanno delineato con maggiore evidenza lo scenario storico e culturale nel quale la ricerca filosofica è chiamata ad inoltrarsi. Infatti la crisi della modernità non è sinonimo di declino della filosofia; anzi la filosofia deve impegnarsi in un nuovo percorso di ricerca per comprendere la vera natura di tale crisi e individuare prospettive nuove verso cui orientarsi".

  "La modernità non è un semplice fenomeno culturale, storicamente datato; essa in realtà implica una nuova progettualità, una più esatta comprensione della natura dell'uomo".

  "Fin dall'inizio del mio pontificato" - ha detto Papa Benedetto XVI - "ho ascoltato con attenzione le richieste che mi giungono dagli uomini e dalle donne del nostro tempo e, alla luce di tali attese, ho voluto offrire una proposta di indagine che mi sembra possa suscitare interesse per il rilancio della filosofia e del suo ruolo insostituibile all'interno del mondo accademico e culturale".

  Citando il volume "Introduzione al cristianesimo", Papa Ratzinger ha detto: "'La fede cristiana ha fatto la sua scelta netta: contro gli dei della religione per il Dio dei filosofi, vale a dire contro il mito della sola consuetudine per la verità dell'essere'. Tale affermazione, che rispecchia il cammino del cristianesimo fin dai suoi albori, si rivela pienamente attuale nel contesto storico culturale che stiamo vivendo. Infatti solo a partire da tale premessa, che è storica e teologica ad un tempo, è possibile venire incontro alle nuove attese della riflessione filosofica. Il rischio che la religione, anche quella cristiana, sia strumentalizzata come fenomeno surrettizio è molto concreto anche oggi".

  "La proposta di 'allargare gli orizzonti della razionalità' non va, pertanto, semplicemente annoverata tra le nuove linee di pensiero teologico e filosofico, ma deve essere intesa come la richiesta di una 'nuova apertura' verso la realtà a cui la persona umana nella sua uni-totalità è chiamata, superando antichi pregiudizi e riduzionismi, per aprirsi anche così la strada verso una vera comprensione della modernità".

  "Il nuovo dialogo tra fede e ragione" - ha detto ancora il Papa - "oggi richiesto, non può avvenire nei termini e nei modi in cui si è svolto in passato. Esso, se non vuole ridursi a sterile esercizio intellettuale, deve partire dall'attuale situazione concreta dell'uomo, e su di essa sviluppare una riflessione che ne raccolga la verità ontologico-metafisica".

  "Cari amici, avete davanti a voi un cammino molto impegnativo. Innanzitutto è necessario promuovere centri accademici di alto profilo, in cui la filosofia possa dialogare con le altre discipline, in particolare con la teologia, favorendo nuove sintesi culturali idonee ad orientare il cammino della società".

  "Confido che le istituzioni accademiche cattoliche" - ha concluso il Santo Padre - "siano disponibili alla realizzazione di veri laboratori culturali. Vorrei anche invitarvi ad incoraggiare i giovani ad impegnarsi negli studi filosofici, favorendo opportune iniziative di orientamento universitario".
AC/.../PROFESSORI UNIVERSITARI                       VIS 20080609 (620)


PONTI DI COMPRENSIONE ATTRAVERSO FRONTIERE RELIGIONI

CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Decima Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, presieduta dal Cardinale Jean-Louis Tauran, e riunita per esaminare il tema: "Dialogo 'in veritate et caritate: orientamenti pastorali".

  "Sono lieto di apprendere" ha detto Benedetto XVI ai partecipanti all'Assemblea - "che in questi giorni voi abbiate cercato di perseguire una più profonda comprensione dell'approccio della Chiesa Cattolica nei confronti dei seguaci di altre tradizioni religiose. Avete considerato l'obiettivo più ampio del dialogo - scoprire la verità - e la sua motivazione, che è la carità, in obbedienza alla missione divina che nostro Signore Gesù Cristo ha affidato alla Chiesa".

  "La Chiesa continua ad essere vicina ai seguaci di differenti religioni. In questo modo dà espressione al desiderio di incontro e collaborazione nella verità e nella libertà. Nelle parole dei mio venerabile Predecessore, Papa  Paolo VI, la principale responsabilità della Chiesa è il servizio alla Verità - 'la verità su Dio, la verità sull'uomo e sul suo destino nascosto, la verità sul mondo, la verità che scopriamo nella Parola di Dio'".

  "E' l'amore di Cristo" - ha ribadito il Pontefice - "che induce la Chiesa a raggiungere ogni essere umano senza distinzioni, oltre i confini della Chiesa visibile. L'origine della missione della Chiesa è l'Amore Divino. (...) Così è l'amore che urge ogni credente ad ascoltare l'altro e a cercare spazi di collaborazione".

  Questo amore "incoraggia i cristiani che perseguono il dialogo con i credenti di altre religioni a proporre, ma non imporre, la fede in Cristo che è 'la Via, la Verità, la Vita'. (...) La fede cristiana ci ha mostrato che 'verità, giustizia, amore non sono semplici ideali, ma realtà di grandissima densità" - ha detto Benedetto XVI e citando l'Enciclica "Deus Caritas Est", ha detto: "'La carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza".

  Ricordando che "La grande proliferazione di incontri interreligiosi nel mondo di oggi richiede discernimento" e che "A partire dal Concilio Vaticano II l'attenzione si è concentrata sugli elementi spirituali che le diverse religioni hanno in comune" - il Santo Padre ha affermato: "In molti modi, ciò ha contribuito a costruire ponti di comprensione attraverso le frontiere religiose".

  Riferendosi successivamente "ai temi di interesse pratico nei rapporti interreligiosi" esaminati nell'Assemblea, il Santo Padre ha citato: "l'identità dei soggetti che instaurano un dialogo, l'educazione religiosa nelle scuole, la conversione, il proselitismo, la reciprocità, la libertà religiosa e il ruolo delle guide religiose nella società" ed ha affermato: "Questi sono argomenti importanti ai quali i responsabili religiosi che vivono ed operano in società pluralistiche devono dedicare grande attenzione".

  Benedetto XVI ha sottolineato infine "Quanto necessaria sia per i promotori del dialogo interreligioso una eccellente formazione nelle proprie credenze ed una buona informazione sulle credenze altrui" ed ha affermato che "La collaborazione interreligiosa fornisce opportunità per esprimere i più alti ideali di ogni tradizione religiosa".

  "Aiutare i malati, portare soccorso alle vittime delle catastrofi naturali o della violenza, prendersi cura degli anziani e dei poveri"- ha concluso il Pontefice - "sono alcuni settori nei quali collaborano persone di diversa religione. Incoraggio tutti coloro che si sentono ispirati dall'insegnamento della propria religione ad aiutare i membri sofferenti della società".
AC/DIALOGO INTERRELIGIOSO/TAURAN                   VIS 20080609 (550)


domenica 8 giugno 2008

MISERICORDIA SINTESI DI TUTTO IL MESSAGGIO CRISTIANO

CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2008 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Al centro della liturgia della Parola di questa Domenica" - ha detto il Papa - "sta un'espressione del profeta Osea che Gesù riprende nel Vangelo: 'Voglio l'amore e non il sacrificio, / la conoscenza di Dio più degli olocausti' (Os 6,6). Si tratta di una parola-chiave, una di quelle che ci introducono nel cuore della Sacra Scrittura".

  "Il contesto, in cui Gesù la fa propria, è la vocazione di Matteo, di professione 'pubblicano', vale a dire esattore delle tasse per conto dell'autorità imperiale romana: per ciò stesso, egli veniva considerato dai Giudei un pubblico peccatore. Chiamatolo proprio mentre era seduto al banco delle imposte - illustra bene questa scena un celeberrimo dipinto del Caravaggio -, Gesù si recò a casa di lui con i discepoli e si pose a mensa insieme con altri pubblicani. Ai farisei scandalizzati rispose: 'Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati… Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori' (Mt 9,12-13)".

  "L'evangelista Matteo, sempre attento al legame tra l'Antico e il Nuovo Testamento, a questo punto pone sulle labbra di Gesù la profezia di Osea: 'Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio'. E' tale l'importanza di questa espressione del profeta che il Signore la cita nuovamente in un altro contesto, a proposito dell'osservanza del sabato (cfr Mt 12,1-8). Anche in questo caso Egli si assume la responsabilità dell'interpretazione del precetto, rivelandosi quale 'Signore' delle stesse istituzioni legali. Rivolto ai farisei aggiunge: 'Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato persone senza colpa' (Mt 12,7)".

  Dunque, in questo oracolo di Osea Gesù, Verbo fatto uomo, si è, per così dire, 'ritrovato' pienamente; l'ha fatto proprio con tutto il suo cuore e l'ha realizzato con il suo comportamento, a costo persino di urtare la suscettibilità dei capi del suo popolo. Questa parola di Dio è giunta a noi, attraverso i Vangeli, come una delle sintesi di tutto il messaggio cristiano: la vera religione consiste nell'amore di Dio e del prossimo. Ecco ciò che dà valore al culto e alla pratica dei precetti".

  Al termine delle recita dell'Angelus il Papa ha ricordato i minatori polacchi che mercoledì scorso hanno perso la vita nella catastrofe nella miniera Borynia ed ha detto: "Supplico per loro la grazia dell'eterno riposo, spirituale conforto per le loro famiglie e pronta guarigione per i feriti. Che Dio misericordioso ci preservi dalla morte improvvisa. Egli vi protegga, vi guidi e vi benedica".
ANG/MISERICORDIA:INCIDENTE BORYNIA/...               VIS 20080609 (470)


venerdì 6 giugno 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Mechelen-Brussels (Belgio).

- Il Cardinale Gaudencio B. Rosales, Arcivescovo di Manila (Filippine).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../...                                                 VIS 20080606 (60)

SODDISFAZIONE CONVENZIONE DIVIETO MUNIZIONI A GRAPPOLO

CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 30 maggio scorso, a Dublino (Irlanda), alla cerimonia di chiusura della Conferenza Diplomatica sulle munizioni a grappolo (Dublino, 19-30 maggio 2008).

  Il Capo della Delegazione della Santa Sede ha espresso la soddisfazione della Santa Sede per il consenso raggiunto e perché "La protezione e la cura delle vittime delle munizioni a grappolo, la prevenzione delle loro sofferenze e l'addizione di un nuovo capitolo correlato al diritto umanitario internazionale, sono stati obiettivi chiari e convincenti della Santa Sede sin dall'inizio del processo che ha portato alla Conferenza Diplomatica. Tali obiettivi sono stati raggiunti".

  L'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato tre risultati positivi della nuova Convenzione che proibisce questo tipo di armamenti: "Primo, la nuova Convezione" - ha detto - "fa in modo che si presti maggiore attenzione alle vittime delle munizioni a grappolo e alle loro famiglie e comunità".

  "Secondo, la nuova Convenzione riconosce 'il ruolo e il contributo specifico degli attori principali" (gli Stati che hanno aderito alla Convenzione, gli organismi delle Nazioni Unite, le Organizzazioni Internazionali, il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la società civile) "che offrono cure alle vittime ed anche cooperazione finanziaria e tecnica".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha sottolineato infine che: "La nuova Convenzione è una realizzazione in se stessa ma anche un messaggio positivo per proseguire gli sforzi da parte della comunità internazionale nel disarmo globale e nei negoziati di controllo delle armi".

  Il 4 giugno scorso, l'Arcivescovo Tomasi ha pronunciato un discorso, reso pubblico, anch'esso, questa mattina, in occasione della 8° Sessione del Consiglio dei Diritti Umani, tenutasi a Ginevra.

  "Il valore universale della dignità umana" - ha detto l'Osservatore Permanente - "esige la promozione e la protezione di tutti i diritti umani senza distinzioni di alcun tipo. Il nuovo Protocollo Opzionale del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, rappresenta un positivo passo verso un più giusto ordine sociale ed internazionale".

  L'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato, infine, che il Protocollo Opzionale "mediante un sistema di Ricerca e Comunicazione, offre la possibilità, ai singoli e ai gruppi, di cercare giustizia di fronte alle violazioni e rafforza i meccanismi esistenti per un effettivo controllo dell'attività degli Stati".
DELSS/MUNIZIONI GRAPPOLO:DIRITTI UMANI/TOMASI  VIS 20080606 (390)


COMUNICATO RELATIVO UDIENZA ONOREVOLE BERLUSCONI

CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2008 (VIS). Nella tarda mattina di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Onorevole Silvio Berlusconi, accompagnato dal Dottor Gianni Letta e dall'Onorevole Paolo Bonaiuti, Sotto-Segretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e da altre Personalità del seguito. Successivamente l'Onorevole Berlusconi ha incontrato l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nel corso dei cordiali colloqui sono stati affrontati temi che riguardano la situazione italiana e il contributo della Chiesa cattolica alla vita del Paese e sui quali il Santo Padre si è di recente soffermato nel Suo discorso all'Assemblea plenaria della Conferenza Episcopale Italiana. Sono state pure considerate alcune questioni legate all'attuazione degli Accordi vigenti fra Santa Sede ed Italia. Vi è stato, infine, un esame di aspetti dell'attuale quadro internazionale, come la situazione in Medio Oriente e le prospettive di sviluppo spirituale, etico e sociale del continente europeo".

  "Le due Parti hanno ribadito la volontà di continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunità internazionale".
OP/.../BERLUSCONI                               VIS 20080606 (220)


FEDE CRISTIANA ACCOLGA SPIRITUALITÀ E SAGGEZZA ASIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale della Malesia, Brunei e Singapore al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel suo discorso, il Papa ha ricordato ai Presuli che la loro visita in Vaticano coincide con i preparativi per la celebrazione dell'Anno Paolino, e li ha invitati a seguire l'esempio dell'Apostolo "eccellente maestro, coraggioso testimone della verità del Vangelo".

  "'La fede della Chiesa in Gesù'" - ha detto il Papa citando l'Esortazione Apostolica 'Ecclesia in Asia' è un dono ricevuto ed un dono da condividere; è il dono più grande che essa può offrire all'Asia. Fortunatamente i popoli dell'Asia dimostrano un intenso desiderio di Dio. Nel trasmettere a questi popoli il messaggio che anche voi avete ricevuto, voi seminate in terreno fertile".

  "Perchè fiorisca la fede, tuttavia" - ha proseguito il Pontefice - "occorre che essa metta profonde radici sul suolo asiatico, perché non sia percepita come una importazione straniera, estranea alla cultura e alle tradizioni del vostro popolo. Ricordando il modo in cui San Paolo predicava la Buona Novella agli Ateniesi, voi siete chiamati a presentare la fede cristiana in modo che essa risuoni con 'l'innata profondità spirituale e saggezza morale dell'anima asiatica', così che i popoli l'accoglieranno e la faranno propria".
 
  "In particolare, dovete assicurarvi che il Vangelo cristiano non si confonda nelle loro menti con i principi secolari associati all'Illuminismo. Al contrario, 'vivendo secondo la verità nella carità', voi potete aiutare i vostri compatrioti a distinguere il grano del Vangelo dalla pula del materialismo e del relativismo. Potete aiutarli a rispondere alle urgenti sfide poste dall'Illuminismo, familiare al cristianesimo occidentale da oltre due secoli, ma che solo ora comincia ad avere un significativo impatto sulle altre parti del mondo. Mentre resistiamo alla 'dittatura della ragione positivista' che cerca di escludere Dio dal dibattito pubblico, dobbiamo accogliere la 'autentica conquista dell'Illuminismo' - specialmente l'enfasi sui diritti umani e la libertà di religione".

  "L'apostolato paolino" - ha ribadito il Pontefice - "richiede un impegno nel dialogo interreligioso e vi incoraggio a portare avanti questo importante compito, esplorando tutte le strade percorribili. Mi rendo conto che non tutti i territori che voi rappresentate offrono lo stesso grado di libertà religiosa e molti di voi, incontrate gravi difficoltà nella promozione della istruzione della religione nelle scuole".

  "Nel contesto di un dialogo aperto e sincero con i musulmani, i buddisti, gli indù, e i seguaci di altre religioni presenti nei vostri rispettivi paesi, voi assistete i vostri compatrioti a riconoscere e ad osservare la legge 'scritta nei loro cuori', articolando con chiarezza la verità del Vangelo".

  "In tal modo" - ha concluso il Pontefice - "il vostro insegnamento può raggiungere un ampio pubblico e può contribuire a promuovere una visione unificata del bene comune. Ciò dovrebbe facilitare la promozione dell'aumento della libertà religiosa ed una maggiore coesione sociale fra i membri di diversi gruppi etnici, che possono condurre alla pace e al benessere dell'intera comunità".
AL/.../MALESIA:BRUNEI:SINGAPUR                       VIS 20080606 (500)


giovedì 5 giugno 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- Il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale della Malaysia, Singapore e Brunei, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Ha Tiong Hock, di Kuching, con l'Arcivescovo emerito Peter Chung Hoan Ting.

    - Il Vescovo Cornelius Piong, di Keningau

    - Il Vescovo John Lee Hiong Fun-Yit Yaw, di Kota Kinabalu

    - Il Vescovo Anthony Lee Kok Hin, di Miri

     - Il Vescovo Dominic Su Haw Chiu, di Sibu.
AL:AP/.../...                                      VIS 20080605 (100)


VISITA UFFICIALE CARDINALE BERTONE IN BIELORUSSIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il Comunicato che segue:

  "Dal 18 al 22 giugno il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, si recherà in visita ufficiale nella Repubblica di Bielorussia".

  "Durante la sua permanenza, il Cardinale Bertone incontrerà esponenti del Governo; presiederà celebrazioni liturgiche ed altri momenti di preghiera nell'Arcidiocesi di Minsk-Mohilev  e nelle diocesi di Pinsk e di Grodno e si incontrerà con i membri della Conferenza Episcopale Bielorussa".
OP/VISITA UFFICIALE/BIELORUSSIA:BERTONE               VIS 20080605 (100)


BENEDETTO XVI APRE LAVORI CONVEGNO ECCLESIALE DIOCESANO


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2008 (VIS). Lunedì 9 giugno, alle 19:30, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI inaugurerà il Congresso Ecclesiale della Diocesi di Roma, in programma dal 9 al 12 giugno, sul tema: "Gesù è Risorto. Educare alla speranza nella preghiera, nell'azione, nella sofferenza".

  In un Comunicato del Vicariato di Roma si legge: "Parroci, sacerdoti, religiose e religiosi, e soprattutto i fedeli laici e i giovani delle parrocchie, delle associazioni e dei movimenti della Chiesa di Roma, tutti sono invitati a partecipare a questa tre giorni di intensa riflessione, finalizzata all'elaborazione del programma pastorale del prossimo anno".
.../CONGRESSO DIOCESI ROMA/...                       VIS 20080605 (120)


mercoledì 4 giugno 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Domingo Díaz Martínez, finora Arcivescovo Metropolita di Tulancingo (superficie: 10.696; popolazione: 1.477.935; cattolici: 1.344.921; sacerdoti: 174; religiosi: 198; diaconi permanenti: 2), Messico. L'Arcivescovo eletto è nato a Bravo (Messico), nel 1948, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1977 e l'ordinazione episcopale nel 2003. Finora Vescovo di Tuxpan (Messico), e rappresentante della Conferenza Episcopale del Messico per la Pastorale Penitenziaria, succede all'Arcivescovo Padro Arandadíaz Muñoz, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Paul Ssemogerere, finora Vicario Generale di Kampala (Uganda), Vescovo di Kasana-Luweero (superficie: 8.539; popolazione: 682.874; cattolici: 209.792; sacerdoti: 53; religiosi: 64), Uganda. Il Vescovo eletto è nato a Kusubi (Uganda) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
NER:RE/.../DIAZ:ARANDADÍAZ:SSENOGERERE                    VIS 20080604 (150)


RICORDO SAN FRANCESCO CARACCIOLO E BEATO GIOVANNI XXIII

CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2008 (VIS). Questa mattina, al termine dell'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre ha rivolto parole di benvenuto ai partecipanti al pellegrinaggio promosso dall'Ordine dei Chierici Regolari Minori "a conclusione dell'anno giubilare del loro fondatore San Francesco Caracciolo". (1563-1608).

  "Cari amici" - ha detto il Santo Padre - "formulo voti che questa significativa circostanza contribuisca a rinnovare in tutti il vivo desiderio di servire Cristo, seguendo gli insegnamenti di questo grande Santo, innamorato dell'Eucaristia, umile servitore dei poveri, asceta immerso costantemente nella contemplazione di Gesù crocifisso".

  Nel salutare i pellegrini polacchi, Benedetto XVI ha ricordato che: "Si sono compiuti i quarantacinque anni dalla morte del Beato Papa Giovanni XXIII. Veniva chiamato dalla gente: 'Giovanni il buono', oppure 'Il buon Papa Giovanni'. Era stato Lui a convocare il Concilio Vaticano II, il quale iniziò il rinnovamento della Chiesa, la riforma delle Sue strutture e l'aggiornamento della liturgia. Che questa riforma porti frutti in noi e nella Chiesa del terzo millennio".
AG/CARACCIOLO:GIOVANNI XXIII/...                       VIS 20080604 (170)


GREGORIO MAGNO: UMILTÀ MISURA VERA GRANDEZZA

CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2008 (VIS). Questa mattina, per l'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha ripreso la catechesi, iniziata mercoledì scorso, dedicata a San Gregorio Magno, soffermandosi questa volta, sulla dottrina di questo Pontefice e Dottore della Chiesa.

  Benedetto XVI ha ricordato che nei numerosi scritti "Gregorio non si mostra mai preoccupato di delineare una 'sua' dottrina, una sua originalità. Piuttosto, egli intende farsi eco dell'insegnamento tradizionale della Chiesa, viole semplicemente essere la bocca di Cristo e della sua Chiesa sul cammino che si deve percorrere per giungere a Dio".

  "Appassionato lettore della Bibbia", l'Autore delle "Omelie sui Vangeli", pensava che "dalla Sacra Scrittura (...) il cristiano deve trarre non tanto conoscenze teoretiche, quanto piuttosto il nutrimento quotidiano per la sua anima, per la sua vita di uomo in questo mondo. Nelle 'Omelie su Ezechiele, (...), egli insiste fortemente su questa funzione del testo sacro: avvicinare la Scrittura semplicemente per soddisfare il proprio desiderio di conoscenza significa cedere alla tentazione dell'orgoglio".

  "L'umiltà intellettuale" - ha affermato il Pontefice  - "è la regola primaria per chi cerca di penetrare le realtà soprannaturali partendo dal Libri sacro. (...) D'altra parte, quando si tratta di Parola di Dio, comprendere non è nulla, se la comprensione non conduce all'azione".

  "Questo discorso Gregorio sviluppa ulteriormente nel 'Commento morale a Giobbe'. Seguendo la tradizione patristica, egli esamina il testo sacro nelle tre dimensioni del suo senso: la dimensione letteraria, la dimensione allegorica e quella morale (...). L'ideale morale, egli commenta, consiste sempre nel realizzare un'armoniosa integrazione tra parola e azione, pensiero e impegno, preghiera e dedizione ai doveri del proprio stato. (...) Il grande Papa traccia così per l'autentico credente un progetto completo di vita; per questo il "Commento morale a Giobbe' costituirà nel corso del medioevo una specie di 'Summa' della morale cristiana".

  Nel suo testo più noto "Regola Pastorale", Gregorio Magno "si propone di tratteggiare la figura del Vescovo ideale, maestro e guida del suo gregge. (...) Il Vescovo è innanzitutto il 'predicatore' per eccellenza; come tale egli deve essere innanzitutto di esempio agli altri (...). Un'efficace azione pastorale richiede poi che egli conosca i destinatari ed adatti i suoi interventi alla situazione di ognuno. (...) Il grande Pontefice, tuttavia, insiste sul dovere che il Pastore ha di riconoscere ogni giorno la propria miseria, in modo che l'orgoglio non renda vano, dinanzi agli occhi del Giudice supremo, il bene compiuto".

  "Tutte queste preziose indicazioni" - ha spiegato il Papa - "dimostrano l'altissimo concetto che San Gregorio ha della cura delle anime, da lui definita 'ars artium'. (...) Nel disegno teologico che Gregorio sviluppa attraverso le sue opere, passato, presente e futuro vengono relativizzati. Ciò che per lui conta più di tutto è l'arco intero della storia salvifica, che continua a dipanarsi tra gli oscuri meandri del tempo. (...) Secondo lui le guide delle comunità cristiane devono impegnarsi a rileggere gli eventi alla luce della Parola di Dio".

  Papa Benedetto XVI ha infine ricordato le relazioni "che Papa Gregorio coltivò con i patriarchi di Antiochia, di Alessandria e della stessa Costantinopoli. Si preoccupò sempre di riconoscerne e rispettarne i diritti, guardandosi da ogni interferenza che ne limitasse la legittima autonomia. Se tuttavia San Gregorio, nel contesto della sua situazione storica, si oppose al titolo di 'ecumenico' da parte del Patriarca di Costantinopoli, non lo fece per limitare o negare questa legittima autorità, ma perché egli era preoccupato  dell'unità fraterna della Chiesa universale. Lo fece soprattutto per la sua profonda convinzione che l'umiltà dovrebbe essere la virtù fondamentale di ogni Vescovo, ancora più di un Patriarca".

  "Gregorio era rimasto semplice monaco nel suo cuore" - ha sottolineato il Santo Padre - "e perciò era decisamente contrario ai grandi titoli. Egli voleva essere - è questa è la sua espressione -  'servus servorum Dei'. (...) Egli era intimamente colpito dall'umiltà di Dio, che in Cristo si è fatto nostro servo (...). Pertanto egli era  convinto che, soprattutto un Vescovo, dovrebbe imitare questa umiltà di Dio e così seguire Cristo".

  "Il suo desiderio veramente fu di vivere da monaco in permanente colloquio con la Parola di Dio" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "ma per amore di Dio seppe farsi servitore di tutti in un tempo pieno di tribolazioni e di sofferenze, seppe farsi 'servo dei servi'. Proprio perché fu questo, egli è grande e mostra anche a noi la misura della vera grandezza".
AG/GREGORIO MAGNO/...                           VIS 20080604 (740)


martedì 3 giugno 2008

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Angelo Cella, M.S.C., emerito di Frosinone-Veroli-Ferentino (Italia), il 27 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Luca Milesi, O.F.M.Cap., emerito di Barentu (Eritrea), il 22 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo John Aloysius Morgan, già Ausiliare di Canberra (Australia), il 21 maggio, all'età di 98 anni.

 - Il Vescovo Pierre Sagna, C.S.Sp., emerito di Saint-Louis du Sénègal (Senegal), il 25 maggio, all'età di 75 anni.
.../DEFUNTI/...                                     VIS 20080603 (90)


PREMIO "PATH TO PEACE" AL PRESIDENTE ELÍAS A. SACA GONZÁLEZ

CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2008 (VIS). Il 10 giugno prossimo, il Presidente della Repubblica di El Salvador, Elías Antonio Saca González, riceverà a New York il Premio "Path to Peace" che la Fondazione omonima conferisce ogni anno in riconoscimento di un significativo impegno personale al servizio della comunità internazionale. Presidente della Fondazione - istituita nel 1991 - è l'Arcivescovo Celestino Migliore, Nunzio Apostolico ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite.

  Un Comunicato della Fondazione precisa che il Premio quest'anno viene conferito al Presidente della Repubblica di El Salvador per aver egli "'tracciato una mappa della povertà' che individua le aree di estrema povertà con l'obiettivo di procedere alla eliminazione definitiva della povertà e per "la collaborazione del Presidente Saca González all'Accordo per il Processo di Pace".

  Elías Antonio Saca González fu eletto Presidente della Repubblica di El Salvador nel 2004 ed una delle sue prime iniziative fu quella di nominare un Commissario per il governo democratico il quale, a sua volta, ha creato un gruppo comprendente rappresentanti di tutti i partiti politici per discutere e trovare soluzioni alle questioni di interesse nazionale".
DELSS/FONDAZIONE PATH TO PEACE/ONU:MIGLIORE    VIS 20080603 (190)


DICHIARAZIONE UDIENZA DEL PAPA A CAPI DI STATO E DI GOVERNO


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato questa mattina la seguente Dichiarazione:

  "In riferimento ad alcune illazioni giornalistiche circolate in questi giorni, la Sala Stampa ritiene opportuno precisare che il Santo Padre Benedetto XVI non è stato in grado di rispondere positivamente alla richiesta di Udienza privata inoltrata da Capi di Stato e di Governo convenuti a Roma per la Riunione ad alto livello sull'alimentazione, promossa dalla F.A.O., a causa del numero dei richiedenti, della ristrettezza dei tempi e di impegni precedentemente assunti. In tal senso, l'Eminentissimo Cardinale Segretario di Stato ha scritto personalmente a ciascuno dei Mandatari interessati, facendo presente il rammarico di Sua Santità per l'impossibilità, in questa circostanza, di incontrarli personalmente e riaffermando la Sua disponibilità a riceverli in una prossima occasione".

  "Conviene ricordare, tuttavia, che ciò non costituisce affatto una prassi nuova, in quanto, sin dall'aprile 2006, la Segreteria di Stato aveva opportunamente comunicato alle Missioni Diplomatiche presso la Santa Sede che sarebbe stato molto difficile accogliere simili domande di Udienza in occasione di conferenze e congressi internazionali".
OP/UDIENZE CAPI DI STATO:GOVERNO/...                   VIS 20080603 (200)


SANTA SEDE E ARGENTINA: DIALOGO SINCERO E COLLABORAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2008 (VIS). Questa mattina, nella sede della Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (F.A.O.), in occasione della Riunione ad alto livello sulla sicurezza alimentare mondiale, si sono incontrati il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e la Signora Cristina Fernández de Kirchner, Presidente della Repubblica Argentina.

  "Nel corso del cordiale colloquio" - rende noto un Comunicato - "ci si è soffermati su vari temi bilaterali d'interesse comune, esprimendo altresì la reciproca disponibilità ad affrontarli attraverso un sincero dialogo e in un clima di schietta collaborazione, alla luce anche del ruolo secolare che la Chiesa cattolica ha svolto nel Paese e del contributo che essa continua ad apportare in favore del benessere spirituale e materiale del popolo argentino".

  "Non è mancato infine uno scambio di opinioni su questioni di attualità regionali e internazionali, con particolare attenzione al tema dell'alimentazione, oggetto dell'incontro promosso dalla F.A.O.".
OP/INCONTRO BERTONE:KIRCHNER/...                   VIS 20080603 (160)


NUOVE STRATEGIE PER LA LOTTA CONTRO LA POVERTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2008 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha letto questa mattina un Messaggio del Santo Padre alla "Conferenza di alto livello sulla sicurezza alimentare mondiale: la sfida dei cambiamenti climatici e delle bioenergie", organizzata dalla F.A.O. nella sede romana, dal 3 al 5 giugno 2008.

  "La fame e la malnutrizione sono inaccettabili in un mondo che, in realtà, dispone di livelli di produzione, di risorse e di conoscenze sufficienti per mettere fine a tali drammi ed alle loro conseguenze" - scrive il Santo Padre nel Messaggio - "La grande sfida di oggi è quella di 'globalizzare non solo gli interessi economici e commerciali, ma anche le attese di solidarietà, nel rispetto e nella valorizzazione dell'apporto di ogni componente umana'".

  Ai 50 Capi di Stato e di Governo che partecipano al Vertice, Papa Benedetto XVI rinnova l'auspicio formulato alla sede dell'O.N.U., l'aprile scorso, di "superare il 'paradosso di un consenso multilaterale che continua ad essere in crisi a causa della sua subordinazione alle decisioni di pochi'".

  "Inoltre, mi permetto d'invitarVi a collaborare in maniera sempre più trasparente con le organizzazioni della società civile impegnate a colmare il crescente divario tra ricchezza e povertà. Vi esorto ancora a proseguire in quelle riforme strutturali che, a livello nazionale, sono indispensabili per affrontare con successo i problemi del sottosviluppo, di cui la fame e la malnutrizione sono dirette conseguenze".

  "Povertà e malnutrizione non sono una mera fatalità, provocata da situazioni ambientali avverse o da disastrose calamità naturali. D'altra parte" - scrive ancora il Pontefice - "le considerazioni di carattere esclusivamente tecnico o economico non debbono prevalere sui doveri di giustizia verso quanti soffrono la fame".

  Il diritto primario all'alimentazione - ribadisce il Papa - "è intrinsecamente vincolato alla tutela e alla difesa della vita umana (...). Ogni persona ha diritto alla vita: pertanto, è necessario promuovere l'effettiva attuazione di tale diritto e si debbono aiutare le popolazioni che soffrono per la mancanza di cibo a divenire gradualmente capaci di soddisfare le proprie esigenze di un'alimentazione sufficiente e sana".

  "In questo particolare momento, che vede la sicurezza alimentare minacciata dal rincaro dei prodotti agricoli, vanno poi elaborate nuove strategie di lotta alla povertà e di promozione dello sviluppo rurale. Ciò deve avvenire anche attraverso processi di riforme strutturali, che consentano di affrontare le sfide della medesima sicurezza e dei cambiamenti climatici".

  "L'aumento globale della produzione agricola potrà, tuttavia, essere efficace, solo se sarà accompagnato dall'effettiva distribuzione di tale produzione e se essa sarà destinata primariamente alla soddisfazione dei bisogni essenziali".

  Ribadendo che: "Le difficoltà odierne mostrano come le moderne tecnologie, da sole, non siano sufficienti per sopperire alla carenza alimentare", Benedetto XVI sottolinea la necessità di "un'azione politica che, ispirata a quei principi della legge naturale che sono iscritti nel cuore degli uomini, protegga la dignità della persona. (...). Solo la tutela della persona, dunque, consente di combattere la causa principale della fame, cioè quella chiusura dell'essere umano nei confronti dei propri simili che dissolve la solidarietà, giustifica i modelli di vita consumistici e disgrega il tessuto sociale, preservando, se non addirittura approfondendo, il solco di ingiusti equilibri e trascurando le più profonde esigenze del bene".

  "Se, pertanto, il rispetto della dignità umana fosse fatto valere sul tavolo del negoziato, delle decisioni e della loro attuazione, si potrebbero superare ostacoli altrimenti insormontabili e si eliminerebbe, o almeno diminuirebbe, il disinteresse per il bene altrui. (...) La difesa della dignità umana nell'azione internazionale, anche di emergenza, aiuterebbe inoltre a misurare il superfluo nella prospettiva delle necessità altrui e ad amministrare secondo giustizia i frutti della creazione, ponendoli a disposizione di tutte le generazioni".

  "Alla luce di tali principi, auspico che le Delegazioni presenti a questa riunione si assumano nuovi impegni" - conclude il Pontefice - "e si prefiggano di realizzarli con grande determinazione. La Chiesa cattolica, dal canto suo, desidera unirsi a questo sforzo!".
MESS/ALIMENTAZIONE/BERTONE:FAO                   VIS 20080603 (670)


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