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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 18 aprile 2008

CATTOLICI DATE RAGIONE CONVINCENTE SPERANZA CHE È IN VOI


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, all'arrivo al "National Park Stadium" di Washington, lo stadio più moderno degli Stati Uniti con una capienza interna di circa 45.000 persone, il Santo Padre è stato accolto dall'Arcivescovo di Washington Donald William Wuerl, dal Sindaco Adrian M. Fenty e dal proprietario dello Stadio, il costruttore Theodore Lerner.

  A bordo dell'auto panoramica, il Santo Padre ha compiuto un giro completo dello Stadio. Alle 10:00 ha avuto inizio la Santa Messa "dello Spirito Santo" per i fedeli dell'Arcidiocesi di Washington.

  Il Santo Padre ha ricordato l'anniversario dello smembramento ad opera di Papa Pio VII, della Diocesi originaria di Baltimore e l'instaurazione delle Diocesi di Boston, Bardstown (ora Louisville), New York e Philadelphia. "Duecento anni dopo" - ha detto Benedetto XVI - "la Chiesa in America con buona ragione può lodare la capacità delle generazioni passate di congiungere gruppi di immigranti molto diversi nell'unità della fede cattolica ed in un comune impegno per la diffusione del Vangelo".

  "Prego, poi, affinché questo anniversario" - ha proseguito il Pontefice - "significativo nella vita della Chiesa negli Stati Uniti e la presenza del Successore di Pietro in mezzo a voi siano per tutti i cattolici un'occasione per riaffermare la loro unità nella fede apostolica, per offrire ai loro contemporanei una ragione convincente della speranza che li ispira (cfr 1 Pt 3,15) e per essere rinnovati nello zelo missionario a servizio dell'espansione del Regno di Dio".

  "Il mondo ha bisogno della testimonianza! Chi può negare che il momento presente costituisca una svolta non solo per la Chiesa in America, ma anche per la società nel suo insieme? E' un tempo pieno di grandi promesse, poiché vediamo la famiglia umana in vari modi avvicinarsi di più diventando sempre più interdipendente. Allo stesso tempo, tuttavia, vediamo segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio".

  "La fedeltà e il coraggio con cui la Chiesa in questo Paese riuscirà ad affrontare le sfide di una cultura sempre più secolarizzata e materialistica dipenderà in gran parte dalla vostra fedeltà personale nel trasmettere il tesoro della nostra fede cattolica. (...) Le sfide che ci vengono incontro richiedono un'istruzione ampia e sana nella verità della fede. Ma richiedono anche di coltivare un modo di pensare, una 'cultura' intellettuale che sia genuinamente cattolica, fiduciosa nell'armonia profonda tra fede e ragione, e preparata a portare le ricchezza della visione della fede a contatto con le questioni urgenti che riguardano il futuro della società americana"-

  "Cari amici, la mia visita negli Stati Uniti" - ha ricordato il Pontefice - "intende essere una testimonianza a 'Cristo nostra speranza'. Gli americani sono sempre stati un popolo della speranza: i vostri antenati sono venuti in questo Paese con l'aspettativa di trovare una nuova libertà e nuove opportunità, mentre la vastità del territorio inesplorato ispirava loro la speranza di essere capaci di cominciare completamente da capo creando una nuova nazione su nuovi fondamenti".

  "Certo, questa attesa non è stata l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e da quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi. Ma la speranza, la speranza nel futuro fa profondamente parte del carattere americano. E la virtù cristiana della speranza (...) ha anche caratterizzato, e continua a caratterizzare, la vita della comunità cattolica in questo Paese".

  "E' nel contesto di questa speranza nata dall'amore e dalla fedeltà di Dio che io prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso. E' importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un'amorevole attenzione pastorale. Né posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all'interno della comunità della Chiesa. Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini - che il nostro Signore ama così profondamente (cfr Mc 10,14) e che sono il nostro tesoro più grande - possano crescere in un ambiente sicuro. Queste premure per proteggere i bambini devono continuare".

  "Oggi incoraggio ognuno di voi" - ha detto il Pontefice - "a fare quanto gli è possibile per promuovere il risanamento e la riconciliazione e per aiutare quanti sono stati feriti. Inoltre vi chiedo di amare i vostri sacerdoti e di confermarli nel lavoro eccellente che fanno".

  "Mediante l'invincibile potere della grazia di Cristo, affidato a fragili ministri umani, la Chiesa rinasce continuamente e a ciascuno di noi viene data la speranza di un nuovo inizio. Confidiamo nel potere dello Spirito di ispirare conversione, di risanare ogni ferita, di superare ogni divisione e di suscitare vita e libertà nuove!" - ha detto ancora il Pontefice sottolineando che questi doni si trovano soprattutto nel Sacramento della Penitenza.

  "La forza liberatrice di questo Sacramento (...) ha bisogno di essere riscoperta e fatta propria da ogni cattolico. In gran parte il rinnovamento della Chiesa in America dipende dal rinnovamento della prassi della penitenza e dalla crescita nella santità: ambedue vengono ispirate e realizzate da questo Sacramento".

  "'Nella speranza noi siamo stati salvati! (Rm 8,24)" - ha esclamato il Santo Padre esortando i fedeli  "a continuare ad essere un lievito di speranza evangelica nella società americana" e "mediante la testimonianza della vostra fede, (...), indicare la via verso quel vasto orizzonte di speranza che Dio anche adesso sta aprendo per la sua Chiesa, anzi per l'umanità intera: la visione di un mondo riconciliato e rinnovato in Gesù Cristo".

  Al termine il Papa si è rivolto ai fratelli e sorelle di lingua spagnola dicendo loro: "La Chiesa negli Stati Uniti, accogliendo nel suo grembo tanti suoi figli emigranti, è andata crescendo grazie anche alla vitalità della testimonianza di fede dei fedeli di lingua spagnola. (...) Non lasciatevi vincere dal pessimismo, l'inerzia o i problemi. (...) Per questo il Signore vi chiama a perseverare nel contribuire al futuro della Chiesa in questo Paese e alla diffusione del Vangelo".

  Al termine della Santa Messa, il Papa ha benedetto la prima pietra e il tabernacolo della scuola cattolica "Giovanni Paolo II il Grande" della Diocesi di Arlington (Virginia) e la prima pietra della nuova Cappella del "Thomas Aquinas College" di Santa Paula (California).
PV-USA/OMELIA:SPERANZA/WASHINGTON                VIS 20080418 (1070)


EDUCAZIONE PARTE INTEGRANTE MISSIONE CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). Alle 17:00 (23:00 ora di Roma), ha avuto luogo un incontro del Santo Padre con il mondo universitario cattolico presso la "Catholic University of America" di Washington. Erano presenti 235 Rettori di Università e College cattolici, 195 Responsabili diocesani per l'insegnamento e rappresentanti di docenti e studenti cattolici, circa 600 persone in totale.

  "Il compito educativo" - ha detto il Pontefice nel suo discorso - "è parte integrante della missione che la Chiesa ha di proclamare la Buona Novella".

  "Contro i conflitti personali, la confusione morale e la frammentazione della conoscenza" - ha ribadito Papa Benedetto XVI - "i nobili scopi della formazione accademica e dell'educazione, fondati sull'unità della verità e sul servizio alla persona e alla comunità, diventano uno speciale potente strumento di speranza".

  "E' opportuno, quindi, riflettere su ciò che è specifico della nostre istituzioni cattoliche" - ha detto il Papa - "Come possono esse contribuire al bene della società attraverso la missione primaria della Chiesa che è di evangelizzare?".

  "L'identità di un'Università o di una Scuola cattolica non è semplicemente una questione di numero di studenti cattolici" - ha rilevato il Pontefice - "E' una questione di convinzione - crediamo noi veramente che solo nel mistero del Verbo fatto carne diventa veramente chiaro il mistero dell'uomo (cfr Gaudium et spes', 22)? Siamo noi veramente pronti ad affidare il nostro intero io - intelletto e volontà, mente e cuore - a Dio? Accettiamo noi la verità che Cristo rivela? Nelle nostre università e scuole la fede è 'tangibile'?".

  "La contemporanea 'crisi di verità'" - ha proseguito il Pontefice - "è radicata in una 'crisi di fede'. Solo mediante la fede noi possiamo dare liberamente il nostro assenso alla testimonianza di Dio e riconoscerlo come il trascendente garante della verità che egli rivela. (...) La libertà non è facoltà di disimpegno da; è facoltà di impegno per - una partecipazione all'Essere stesso. Di conseguenza, l'autentica libertà non può mai essere raggiunta nell'allontanamento da Dio".

  La missione della Chiesa di evangelizzare, ha affermato il Pontefice, "la coinvolge nella lotta che l'umanità sostiene per raggiungere la verità. Nell'esprimere la verità rivelata essa serve tutti i membri della società purificando la ragione, assicurando che essa rimanga aperta alla considerazione delle verità ultime".

  "Con fiducia gli educatori cristiani possono liberare i giovani dai limiti del positivismo e risvegliare la loro recettività nei confronti della verità, di Dio e della sua bontà. In questo modo voi aiuterete anche a formare la loro coscienza che, arricchita dalla fede, apre un sicuro cammino verso la pace interiore e il rispetto per gli altri".

  "Quando nulla aldilà dell'individuo è riconosciuto definitivo" - ricorda il Pontefice - "il criterio ultimo di giudizio diventa l'io e la soddisfazione dei desideri immediati dell'individuo".

  Ringraziando le autorità accademiche per la loro "dedizione e generosità" e per i loro "disinteressati contributi" che "servono sia il vostro Paese che la Chiesa", Benedetto XVI ha affermato che"ogni appello al principio della libertà accademica per giustificare posizioni che contraddicono la fede e l'insegnamento della Chiesa ostacolerebbe o addirittura tradirebbe l'identità e la missione dell'Università, una missione che sta al cuore del 'munus docendi' della Chiesa e non è in qualche moto autonoma o indipendente da essa".

  "Insegnanti ed amministratori, sia nelle Università che nelle Scuole" - ha aggiunto il Pontefice - "hanno il dovere e il privilegio di assicurare che gli studenti ricevano un'istruzione nella dottrina e nella pratica cattolica. Questo richiede che la testimonianza pubblica al modo d'essere di Cristo, come risulta dal Vangelo ed è proposto dal Magistero della Chiesa, modelli ogni aspetto della vita istituzionale sia all'interno che all'esterno delle aule scolastiche. Prendere la distanza da questa visione indebolisce l'identità cattolica e, lungi dal far avanzare la libertà, inevitabilmente conduce alla confusione sia morale che intellettuale e spirituale".

  Il Santo Padre ha incoraggiato gli insegnati di catechesi - sia laici sia religiosi - nella loro missione ed ha affermato: "L'educazione religiosa è uno stimolante apostolato e ci sono molti segni di un desiderio tra i giovani di conoscere meglio la fede e di praticarla con determinazione". Rivolgendosi ai religiosi, alle religiose ed ai sacerdoti, il Papa ha detto: "Non abbandonate l'apostolato scolastico; anzi, rinnovate la vostra dedizione alle scuole, specialmente a quelle che sono nelle aree più povere".
PV-USA/MONDO UNIVERSITARIO/WASHINGTON               VIS 20080418 (710)


SCOPRIRE VERITÀ OBIETTIVO DIALOGO INTERRELIGIOSO

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). Alle ore 18.30 (ora locale), il Santo Padre Benedetto XVI è giunto al "Pope John Paul II Cultural Center" di Washington per incontrare circa 200 Rappresentanti appartenenti a cinque Comunità religiose: ebrei, musulmani, indù, buddisti e giainisti. Il Centro, fondato nel 1998, dall'allora Arcivescovo di Washington, Cardinale Joseph Adam Maida, oggi Arcivescovo di Detroit, inaugurato nel 2001 alla presenza del Presidente George W. Bush, è un luogo di incontro, di dialogo e di ricerca accademica sui rapporti tra fede e cultura.

  "Questo Paese ha una lunga storia di collaborazione tra le diverse religioni, in molti campi della vita pubblica" - ha detto il Papa nel suo discorso - "Servizi di preghiera interreligiosa nel corso della festa nazionale del Ringraziamento, iniziative comuni in attività caritative, una voce condivisa su importanti questioni pubbliche: questi sono alcuni modi in cui i membri di diverse religioni si incontrano per migliorare la reciproca comprensione e promuovere il bene comune".

  "Gli americani" - ha ricordato il Pontefice - "hanno sempre apprezzato la possibilità di render culto liberamente e in conformità con la loro coscienza. (...) Oggi giovani cristiani, ebrei, musulmani, indù, buddisti, e bambini di tutte le religioni nelle aule di tutto il Paese siedono fianco a fianco imparando gli uni con gli altri e gli uni dagli altri. Questa diversità dà luogo a nuove sfide che suscitano una più profonda riflessione sui principi fondamentali di una società democratica".

 "Possano altri prendere coraggio dalla vostra esperienza, rendendosi conto che una società unita può derivare da una pluralità di popoli - 'E pluribus unum - da molti, uno' -, a condizione che tutti riconoscano la libertà religiosa come un diritto civile fondamentale (cfr Dignitatis humanae, 2)".

  "Il compito di difendere la libertà religiosa non è mai completato. (...) Tutelare la libertà religiosa entro la norma della legge non garantisce che i popoli, in particolare le minoranze, siano risparmiate da ingiuste forme di discriminazione e di pregiudizio. Questo richiede uno sforzo costante da parte di tutti i membri della società al fine di garantire che ai cittadini sia offerta l'opportunità di esercitare il culto pacificamente e di trasmettere il loro patrimonio religioso ai loro figli".

  Insistendo sul dialogo fra le religioni, il Pontefice ha sottolineato che: "Nella misura in cui cresciamo nella comprensione gli uni degli altri, vediamo che condividiamo una stima per i valori etici, raggiungibili dalla ragione umana, che sono venerati da tutte le persone di buona volontà. Il mondo chiede insistentemente una comune testimonianza di questi valori. Invito pertanto tutte le persone religiose a considerare il dialogo non solo come un mezzo per rafforzare la comprensione reciproca, ma anche come un modo per servire in maniera più ampia la società".

   Definendo lodevole il "crescente interesse tra i governi a sponsorizzare programmi destinati a promuovere il dialogo interreligioso e interculturale", il Papa ha soggiunto: "Allo stesso tempo, la libertà religiosa, il dialogo interreligioso e la fede mirano a qualcosa di più di un consenso volto a individuare vie per attuare strategie concrete per far progredire la pace. L'obiettivo più ampio di dialogo è quello di scoprire la verità".

  "I leaders spirituali hanno un particolare dovere, (...), a porre in primo piano le domande più profonde alla coscienza umana, a risvegliare l'umanità davanti al mistero dell'esistenza umana, a fare spazio in un mondo frenetico alla riflessione e alla preghiera".

  "Messi di fronte a questi interrogativi più profondi riguardanti l'origine e il destino del genere umano" - ha segnalato il Pontefice - "i cristiani propongono Gesù di Nazareth. (...) L'ardente desiderio di seguire le sue orme spinge i cristiani ad aprire le loro menti e i loro cuori al dialogo (cfr Lc 10, 25-37; Gv 4, 7-26)".

  "Cari amici, nel nostro tentativo di scoprire i punti di comunanza, forse abbiamo evitato la responsabilità di discutere le nostre differenze con calma e chiarezza. Mentre uniamo sempre i nostri cuori e le menti nella ricerca della pace, dobbiamo anche ascoltare con attenzione la voce della verità".

  "In questo modo, il nostro dialogo non si ferma ad individuare un insieme comune di valori" - ha concluso il Pontefice - "ma si spinge innanzi ad indagare il loro fondamento ultimo. Non abbiamo alcun motivo di temere, perché la verità ci svela il rapporto essenziale tra il mondo e Dio. Siamo in grado di percepire che la pace è un 'dono celeste', che ci chiama a conformare la storia umana all'ordine divino".

  Al termine il Papa ha rivolto un breve saluto, nella "Polish National Room", ai rappresentanti della Comunità ebraica e ha consegna loro un Messaggio augurale in occasione della Pesah, festa della Pasqua ebraica che inizia sabato 19 aprile.

  "In occasione della vostra più solenne celebrazione, mi sento a voi particolarmente vicino, proprio per ciò che 'Nostra Aetate' invita i Cristiani a ricordare sempre: che cioè la Chiesa 'ha ricevuto la rivelazione dell'Antico Testamento tramite quel popolo con cui Dio, nella sua ineffabile misericordia si è degnato di stringere l'Antica Alleanza e che si nutre dalla radice del buon ulivo su cui sono stati innestati i rami dell'oleastro dei Gentili' (n. 4). Nel rivolgermi a voi, desidero riaffermare l'insegnamento del Concilio Vaticano II sulle relazioni cattolico-ebraiche e reiterare l'impegno della Chiesa per il dialogo che nei trascorsi quarant'anni ha cambiato in modo fondamentale e migliorato i nostri rapporti".

  "A motivo di questa crescita nella fiducia e nell'amicizia, Cristiani ed Ebrei possono insieme sperimentare nella gioia il carattere profondamente spirituale della Pasqua, un memoriale di libertà e di redenzione. Ogni anno, quando ascoltiamo la storia della Pasqua noi ritorniamo alla notte benedetta della liberazione. Questo tempo santo dell'anno dovrebbe essere un richiamo per entrambe le comunità a perseguire la giustizia, la misericordia, la solidarietà verso lo straniero, la vedova e l'orfano, come comandò Mosè.

  "Questo vincolo permette a noi Cristiani di celebrare al vostro fianco, anche se in un modo nostro specifico, la Pasqua della morte e della risurrezione di Cristo, che noi consideriamo inseparabile dal vostro, avendo Gesù stesso detto: 'la salvezza viene dai Giudei' (Giovanni 4, 22). La nostra Pasqua e il vostro Pesah, sebbene distinti e differenti, ci uniscono nella comune speranza centrata su Dio e sulla Sua misericordia".

  "Con rispetto e amicizia, chiedo, pertanto, alla Comunità ebraica di accettare i miei auguri di Pesah in uno spirito di apertura alle reali possibilità di cooperazione che vediamo davanti a noi, mentre contempliamo le urgenti necessità del nostro mondo e guardiamo con compassione alle sofferenze di milioni di nostri fratelli e sorelle ovunque. Naturalmente, la nostra condivisa speranza per la pace nel mondo abbraccia il Medio Oriente e la Terra Santa in particolare. Possa la memoria delle misericordie di Dio, che Ebrei e Cristiani celebrano in questo tempo di festa, ispirare tutti i responsabili per il futuro di quella Regione - dove gli eventi legati alla rivelazione di Dio avvennero realmente - a rinnovati sforzi e specialmente a nuovi atteggiamenti e ad una nuova purificazione dei cuori!".
PV-USA/DISCORSO INTERRELIGIOSO/WASHINGTON      VIS 20080418 (1160)


INCONTRO DEL PAPA GRUPPO VITTIME ABUSI SESSUALI CLERO


CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto che, nel pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato nella Cappella della Nunziatura Apostolica a Washington D.C., un piccolo gruppo di persone vittime di abusi sessuali da parte di esponenti del clero.

  "Il gruppo, accompagnato dall'Arcivescovo di Boston, Cardinale Sean O'Malley, O.F.M.Cap., ha pregato insieme al Santo Padre, il quale ha poi ascoltato i loro racconti personali e detto loro parole di incoraggiamento e di speranza".

  "Il Papa li ha assicurati della sua preghiera per le loro intenzioni, per le loro famiglie e per tutte le vittime di abusi sessuali".
OP/INCONTRO VITTIME ABUSI SESSUALI/WASHINGTON               VIS 20080418 (120)


DISCORSO O.N.U, VISITA SINAGOGA, INCONTRO ECUMENICO


CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa in privato nella Cappella della Nunziatura Apostolica di Washington e successivamente ha preso congedo dal personale della Nunziatura.

  Alle 8:45 ora locale (14:45 ora di Roma), Papa Benedetto XVI sale a bordo dell'aereo diretto a New York, dove l'arrivo all'aeroporto internazionale John Fitzgerald Kenney, è previsto alle 9:45, per dirigersi alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Alle ore 10:45 (16:45 ora di Roma), il Papa terrà un discorso all'Assemblea Generale dell'O.N.U.

  L'Assemblea Generale è formata da 192 Stati membri; Presidente della 62.ma Assemblea Generale è l'Ambasciatore della "ex-Repubblica Yugoslava di Macedonia", Signor Srgjan Kerim (fino al 24 maggio 2008). Segretario Generale dell'O.N.U. è il coreano Ban Ki-moon, nominato 8° Segretario Generale, il 13 ottobre 2006.

  Dopo la colazione presso la residenza dell'Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, alle 17:10 (23:10 ora di Roma), il Papa compirà una visita alla "Park East Synagogue" di New York e successivamente parteciperà ad un Incontro Ecumenico presso la Chiesa di St. Joseph.
PV-USA/O.N.U.:INCONTRO ECUMENICO/NEW YORK        VIS 20080418 (200)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Roger Victor Rakotondrajao, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Mahajanga (superficie: 71.900; popolazione: 1.049.000; cattolici: 200.000; sacerdoti: 45; religiosi: 193), Madagascar. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.

- Il Monsignor Julio Parrilla Diaz, Vescovo di Loja (superficie: 11.476; popolazione: 575.000; cattolici: 533.000; sacerdoti: 163; religiosi: 396; diaconi permanenti: 2), Ecuador. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "La Inmaculada de Iñaquito" a Quito (Ecuador), è nato nel 1946 a Orense (Spagna) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
NEC:NER/.../RAKOTONDRAJAO:PARRILLA                           VIS 20080418 (110)


giovedì 17 aprile 2008

RELIGIONE FORZA PROPULSIVA STORIA AMERICANA


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Poco prima delle 10:30 (ora locale), il Santo Padre è giunto alla Casa Bianca, residenza ufficiale e privata del Presidente degli Stati Uniti d'America, Signor Gorge W. Bush, che era ad accoglierlo con la First Lady, Laura Welch Bush.

  Il Papa, di cui oggi ricorre l'81° Genetliaco, ha pronunciato un discorso dal podio allestito nel parco antistante la "White House", il "South Lawn". Erano presenti le Autorità politiche e civili statunitensi, i Cardinali degli Stati Uniti, il "Praesidium" della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (USCCB), i Vescovi Ausiliari di Washington, Vescovo Francisco Gonzalez e Vescovo Martin Holley, il Vescovo Paul Stephen Loverde, di Arlington, nella cui giurisdizione si trova il Cimitero Nazionale di Arlington dove sono sepolti alcuni Presidenti ed i caduti di guerra statunitensi. Alla cerimonia erano presenti cinquemila persone.

  Ringraziando il Presidente Bush per l'invito a recarsi in "questo grande Paese", il Papa ha ricordato che la sua visita coincide con la celebrazione del secondo centenario dell'elevazione ad Arcidiocesi Metropolita della prima Diocesi del Paese, Baltimora, ed ha affermato: "Sono felice di essere ospite di tutti gli Americani. Vengo come amico e annunciatore del Vangelo, come uno che ha grande rispetto per questa vasta società pluralistica".

  "I cattolici americani" - ha proseguito il Pontefice - "hanno offerto, e continuano ad offrire, un eccellente contributo alla vita del loro Paese. (...) Confido che la mia presenza possa essere fonte di rinnovamento e di speranza per la Chiesa negli Stati Uniti, e rafforzi la determinazione dei cattolici a contribuire ancor più responsabilmente alla vita della Nazione".

  Il Santo Padre ha sottolineato che sin dagli albori della Repubblica "la ricerca di libertà dell'America è stata guidata dal convincimento che i principi che governano la vita politica e sociale sono intimamente collegati con un ordine morale, fondato sulla signoria di Dio Creatore" e nel processo che forgiò l'anima della Nazione americana "le credenze religiose furono un'ispirazione costante ed una forza propulsiva, come ad esempio nella lotta contro la schiavitù e nel movimento per i diritti civili. Anche nel nostro tempo, particolarmente nei momenti di crisi, gli Americani continuano a trovare la propria energia nell'aderire a questo patrimonio di ideali e di aspirazioni condivise".

  Riferendosi alle numerose tradizioni religiose presenti negli Stati Uniti, Benedetto XVI ha affermato che: "Storicamente, non solo i cattolici, ma tutti i credenti hanno qui trovato la libertà di culto secondo i dettami della loro coscienza, essendo al tempo stesso accettati come parte di una confederazione nella quale ogni individuo ed ogni gruppo può far udire la propria voce".

  "Ora che la Nazione deve affrontare questioni politiche ed etiche sempre più complesse, confido che il popolo americano trovi nella propria fede religiosa una fonte preziosa di discernimento e di ispirazione per perseguire un dialogo ragionevole, responsabile e rispettoso nello sforzo di edificare una società più umana e più libera".

  "La libertà non è solo un dono,  ma anche un appello alla responsabilità personale. Gli americani lo sanno per esperienza - quasi ogni città di questo Paese ha il suo monumento in onore di quanti hanno sacrificato la vita in difesa della libertà, in patria e all'estero. La difesa della libertà richiede che si coltivi la virtù, l'auto-disciplina, il sacrificio per il bene comune e un senso di responsabilità verso i meno fortunati. Esige inoltre il coraggio di impegnarsi nella vita civile, portando le proprie convinzioni religiose e i valori più profondi nel pubblico ragionevole dibattito".

  "La Chiesa, per parte sua, desidera contribuire alla costruzione di un mondo sempre più degno della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio" perché "è convinta che la fede diffonda una luce nuova su tutte le cose" e "ci ispira ad operare per una società più giusta e fraterna. La democrazia può fiorire soltanto, come compresero i vostri Padri fondatori, quando i responsabili politici e coloro che essi rappresentano sono guidati dalla verità e dalla saggezza, nata da fermi principi morali, nelle decisioni che riguardano la vita e il futuro della Nazione".

  "Da ben oltre un secolo gli Stati Uniti d'America hanno svolto un ruolo importante nella comunità internazionale" - ha concluso il Papa - "L'America tradizionalmente si è mostrata generosa nel venire incontro alle immediate necessità umane, promuovendo lo sviluppo ed offrendo soccorso alle vittime delle catastrofi naturali. Confido che la sollecitudine per la grande famiglia umana continui a trovare espressione nel sostenere i pazienti sforzi della diplomazia internazionale volti a risolvere i conflitti e a promuovere il progresso".

  Al termine della Cerimonia di benvenuto il Papa ha avuto un incontro privato con il Presidente Bush nello Studio Ovale e successivamente ha raggiunto la Nunziatura Apostolica di Washington per il pranzo con i Cardinali statunitensi e con il Praesidium della Conferenza Episcopale. Nel pomeriggio il Papa ha ricevuto i Rappresentanti di cinque fondazioni caritative: "The Knights of Columbus", "The Patrons of the Arts", "Centesimus Annus Pro Pontificie", "The Papal Foundation" e "The Franciscan Foundation for the Holy Land".
PV-USA/BENVENUTO/WASHINGTON                       VIS 20080417 (840)


DICHIARAZIONE INTERVISTA SANTO PADRE E PRESIDENTE U.S.A.

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Al termine del colloquio privato fra il Santo Padre Benedetto XVI e il Presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush, nello Studio Ovale della Casa Bianca, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta della Santa Sede e della Presidenza degli Stati Uniti d'America.

  "Il Presidente Bush, in nome di tutti gli Americani, ha accolto il Santo Padre, ha presentato i suoi auguri in occasione del suo Genetliaco e lo ha ringraziato per la sua guida morale e spirituale,  che egli offre a tutta la famiglia umana. Il Presidente ha formulato i migliori voti augurali al Papa per l'esito del suo Viaggio Apostolico e per il discorso all'Organizzazione delle Nazioni Unite, ed ha espresso apprezzamento per la visita che il Papa compirà a 'Ground Zero' a New York".

  "Nel corso dell'incontro, il Santo Padre e il Presidente hanno esaminato diversi argomenti di interesse comune per la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America, fra i quali questioni di carattere morale e religioso nelle quali si sono impegnate ambedue le parti: il rispetto della dignità della persona umana; la difesa e la promozione della vita, il matrimonio e la famiglia; l'educazione delle future generazioni; i diritti umani e la libertà religiosa, specialmente in Africa. Riguardo a questo ultimo tema, il Santo Padre ha ringraziato gli Stati Uniti per i contributi finanziari offerti. Il Santo Padre ed il Presidente degli Stati Uniti hanno riaffermato il loro completo rifiuto del terrorismo, della strumentalizzazione della religione per giustificare atti immorali e violenti contro gli innocenti ed hanno ribadito la necessità di affrontare il terrorismo con mezzi adeguati nel rispetto della persona umana e dei suoi diritti".

  "Il Santo Padre ed il Presidente hanno dedicato una parte considerevole del tempo del colloquio al Medio Oriente, in particolare alla soluzione del conflitto israelo-palestinese, in linea con la visione di due stati che vivono uno accanto all'altro in pace e sicurezza; al loro sostegno reciproco per la sovranità e l'indipendenza del Libano ed alla loro comune preoccupazione per la situazione in Iraq e particolarmente lo stato precario delle comunità cristiane lì e nel resto della regione. Il Santo Padre ed il Presidente hanno espresso la speranza di una fine della violenza e di una rapida e totale soluzione della crisi che affligge la regione".

  "Il Santo Padre ed il Presidente hanno preso in esame la situazione in America Latina con riferimento, fra l'altro, agli immigranti, e alla necessità di una politica coordinata relativa all'immigrazione, specialmente in merito al trattamento umano e al benessere delle famiglie".
PV-USA/INTERVISTA PRESIDENTE/WASHINGTON               VIS 20080417 (430)


INCONTRO CON I VESCOVI: VITA INCENTRATA SU CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Alle ore 17:45 (23:45 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione dei Vespri con i Vescovi degli Stati Uniti d'America nel Santuario Nazionale della Immacolata Concezione di Washington.

  All'inizio dell'omelia il Papa ha sottolineato "la grande vitalità e creatività" del popolo americano, e la sua generosità verso i poveri e i bisognosi, che si manifesta anche nelle "innumerevoli forme di assistenza umanitaria offerta dai cattolici americani attraverso le Caritas cattoliche ed altre agenzie".

  "L'America è anche una terra di grande fede" - ha rilevato il Pontefice - "La vostra gente è ben conosciuta per il fervore religioso ed è fiera di appartenere ad una comunità orante. Ha fiducia in Dio e non esita ad introdurre nei discorsi pubblici ragioni morali radicate nella fede biblica. Il rispetto per la libertà di religione è profondamente radicato nella coscienza americana, un dato di fatto che ha contribuito a far sì che questo Paese attraesse generazioni di immigranti alla ricerca di una casa dove poter liberamente rendere culto a Dio secondo i propri convincimenti religiosi".

  "Le persone hanno oggi bisogno" - ha affermato il Pontefice - "di essere richiamate allo scopo ultimo dell'esistenza. (...) Senza Dio, (...), le nostre vite sono in definitiva vuote. (...).  Lo scopo di ogni nostra attività pastorale e catechetica, l'oggetto della nostra predicazione, il centro stesso del nostro ministero sacramentale deve esser quello di aiutare le persone a stabilire ed alimentare una simile relazione vitale con 'Cristo Gesù, nostra speranza' (1 Tm 1,1)."

  "In un'epoca" - ha proseguito il Pontefice - "in cui i progressi nelle scienze mediche portano nuova speranza a molti, possono essere suscitate sfide etiche in antecedenza inimmaginabili. Ciò rende più importante che mai assicurare una solida formazione negli insegnamenti morali della Chiesa a quei cattolici che sono impegnati nella sfera della salute. (...) Quali annunciatori del Vangelo e guide della comunità cattolica" - ha detto il Papa ai Vescovi - "voi siete chiamati anche a partecipare allo scambio di idee nella pubblica arena, (...) la vostra è una voce rispettata che molto ha da offrire alla discussione sulle questioni sociali e morali dell'attualità. (...) E' vostro dovere far sì che la formazione morale offerta ad ogni livello della vita ecclesiale rifletta l'autentico insegnamento del Vangelo della vita".

  "A tale proposito" - ha sottolineato il Santo Padre - "un argomento di profonda preoccupazione per noi tutti è la situazione della famiglia all'interno della società. (...) Il divorzio e l'infedeltà sono in aumento, e molti giovani uomini e donne scelgono di ritardare il matrimonio o addirittura di ignorarlo completamente. (...) Si vede un allarmante decremento di matrimoni cattolici negli Stati Uniti insieme ad un aumento di coabitazioni, nelle quali il reciproco donarsi degli sposi al modo di Cristo, mediante il sigillo di una pubblica promessa di vivere le esigenze di un impegno indissolubile per l'intera esistenza, è semplicemente assente".

  "È vostro compito proclamare con forza gli argomenti di fede e ragione che parlano dell'istituto del matrimonio, compreso come impegno per la vita fra un uomo e una donna, aperto alla trasmissione della vita. Tale messaggio dovrebbe risuonare di fronte alle persone di oggi, poiché è essenzialmente un "sì" incondizionato e senza riserve alla vita, un 'sì' all'amore e un 'sì' alle aspirazioni del cuore della nostra comune umanità, mentre ci sforziamo di portare a compimento il nostro profondo desiderio di intimità con gli altri e con il Signore".

  "Fra i segni contrari al Vangelo della vita" - ha detto il Papa - "(...), ve n'è uno che causa profonda vergogna: l'abuso sessuale dei minori" da parte del clero - "E' responsabilità che vi viene da Dio, quali Pastori, quella di fasciare le ferite causate da ogni violazione della fiducia, di favorire la guarigione, di promuovere la riconciliazione e di accostare con amorevole preoccupazione quanti sono stati così seriamente danneggiati".

  "Mentre si deve ricordare che la stragrande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi in America svolge un'eccellente opera nel recare il messaggio liberante del Vangelo alle persone affidate alle loro premure pastorali, è di vitale importanza che i soggetti vulnerabili siano sempre protetti da quanti potrebbero causare ferite".

  "I bambini hanno diritto di crescere" - ha sottolineato il Santo Padre - "con una sana comprensione della sessualità e il ruolo che le è proprio nelle relazioni umane. (...); essi hanno il diritto di essere educati negli autentici valori morali radicati nella dignità della persona umana. (...) Dobbiamo con urgenza riaffermare i valori che sorreggono la società, così da offrire a giovani e adulti una solida formazione morale. (...) Ogni membro della società può contribuire a questo rinnovamento morale e trarre beneficio da esso".

  "Pure i sacerdoti hanno bisogno della vostra guida e della vostra vicinanza durante questo tempo difficile. (...) In questo momento parte vitale del vostro compito è di rafforzare i rapporti con i vostri sacerdoti, specialmente in quei casi in cui è sorta tensione fra preti e Vescovi in conseguenza della crisi. È importante che continuiate a dimostrare nei loro confronti la vostra preoccupazione, il vostro sostegno e la vostra guida attraverso l'esempio".

  "Dobbiamo riscoprire la gioia di vivere un'esistenza incentrata su Cristo, coltivando le virtù ed immergendoci nella preghiera. (...) Il tempo trascorso nella preghiera non è mai gettato via, per quanto siano importanti i doveri che ci pressano da ogni dove".

  Nel corso dell'incontro di oggi pomeriggio, i Vescovi hanno rivolto al Papa alcune domande.

  Nella prima domanda è stato chiesto al Santo Padre di esprimere la propria valutazione sulla sfida del secolarismo in aumento nella vita pubblica e sul relativismo nella vita intellettuale, e i Suoi suggerimenti su come affrontare tali sfide dal punto di vista pastorale.

  "Forse il tipo di secolarismo dell'America pone un problema particolare: mentre permette di credere in Dio e rispetta il ruolo pubblico della religione e delle Chiese, sottilmente tuttavia riduce la credenza religiosa al minimo comune denominatore. La fede diviene accettazione passiva che certe cose 'là fuori' sono vere, ma senza rilevanza pratica per la vita quotidiana. Il risultato è una crescente separazione della fede dalla vita: il vivere 'come se Dio non esistesse'. Ciò è aggravato da un approccio individualistico ed eclettico alla fede e alla religione: lungi dall'approccio cattolico del 'pensare con la Chiesa', ogni persona crede di avere un diritto di individuare e scegliere, mantenendo i vincoli sociali ma senza una conversione integrale, interiore alla legge di Cristo".

  "Sono convinto che ciò di cui vi è bisogno sia un maggior senso del rapporto intrinseco fra il Vangelo e la legge naturale da una parte, e il perseguimento dall'altra dell'autentico bene umano, come viene incarnato nella legge civile e nelle decisioni morali personali. In una società che giustamente tiene in alta considerazione la libertà personale (...) il Vangelo deve essere predicato ed insegnato come un modo di vita integrale, che offre una risposta attraente e veritiera, intellettualmente e praticamente, ai problemi umani reali. (...) Credo che la Chiesa in America, in questo preciso momento della sua storia, ha di fronte a sé la sfida di ritrovare la visione cattolica della realtà e di presentarla in maniera coinvolgente e con fantasia ad una società che fornisce ogni genere di ricette per l'auto realizzazione umana".

  La seconda domanda ha riguardato "un certo silenzioso processo" mediante il quale i cattolici abbandonano la pratica della fede, talvolta mediante una decisione esplicita, ma più spesso quietamente e gradualmente allontanandosi dalla partecipazione alla Messa e dall'identificazione con la Chiesa.

  "Per prima cosa, come sapete, diviene sempre più difficile nelle società occidentali parlare in maniera sensata di 'salvezza'. Eppure la salvezza - la liberazione dalla realtà del male e il dono di una vita nuova e libera in Cristo - è al cuore stesso del Vangelo. Dobbiamo riscoprire, come ho già detto, modi nuovi e avvincenti per proclamare questo messaggio e risvegliare una sete di quella pienezza che soltanto Cristo può dare. È nella liturgia della Chiesa, e soprattutto nel sacramento dell'Eucaristia, che queste realtà vengono manifestate nel modo più potente e vengono vissute nell'esistenza dei credenti; forse abbiamo ancora molto da fare per realizzare la visione del Concilio circa la liturgia, come esercizio del sacerdozio comune e come slancio per un fruttuoso apostolato nel mondo".

  Infine alla domanda di esprimere una sua valutazione sul declino delle vocazioni, Benedetto XVI ha ricordato che: "La capacità di coltivare le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa è un segno sicuro della salute di una Chiesa locale" ed ha riaffermato la necessità della preghiera: "Non parlo soltanto di preghiera per le vocazioni. La preghiera stessa, nata nelle famiglie cattoliche, nutrita da programmi di formazione cristiana, rafforzata dalla grazia dei Sacramenti, è il mezzo principale mediante il quale veniamo a conoscere la volontà di Dio per la nostra vita".

  Infine il Papa  si è soffermato sulla "immensa sofferenza sopportata dal Popolo di Dio nell'Arcidiocesi di New Orleans per effetto dell'uragano Katrina, come anche del suo coraggio nell'affrontare l'opera della ricostruzione. "Desidero fare dono all'Arcivescovo Alfred Hughes di un calice, nella speranza che esso sia accolto come segno della mia orante solidarietà verso i fedeli dell'Arcidiocesi e della mia personale gratitudine per l'infaticabile operosità che egli e gli Arcivescovi Philip Hannan e Francis Schulte hanno dimostrato nei riguardi del gregge affidato alle loro cure"
PV-USA/VESPRI:VESCOVI/WASHINGTON                 VIS 20080417 (1540)


MESSA, UNIVERSITARI E RAPPRESENTANTI ALTRE RELIGIONI

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI celebra questa mattina alle ore 10:00 (16:00 ora di Roma), la Santa Messa nel "Nationals Park Stadium" di Washington, il più moderno stadio di baseball degli Stati Uniti, che ha una capienza di 45.000 persone.

  Alle 17:00 (23:00 ora di Roma), il Papa incontrerà il mondo universitario cattolico presso la "Catholic University" di Washington e successivamente, nel "Pope John Paul II Cultural Centre", che comprende un Centro di Studi sul Magistero del Pontefice polacco e della Chiesa Cattolica, ed una mostra permanente su Karol Wojtyla con esposizioni di capolavori vaticani, incontrerà circa 200 Rappresentanti di altre Religioni, ebrei, musulmani, indù, buddisti e giainisti. Nella "Polish National Room" il Papa saluterà i rappresentanti della Comunità ebraica ai quali consegnerà un Messaggio augurale in occasione della festa della Pasqua ebraica che inizia sabato 19 aprile.

  Al termine dell'incontro il Papa rientrerà alla Nunziatura Apostolica di Washington per la cena e il pernottamento.
PV-USA/UNIVERSITÀ:RELIGIONI/WASHINGTON               VIS 20080417 (170)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Slawoj Leszek Glodz, finora Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), Arcivescovo Metropolita di Gdansk (superficie: 2.500; popolazione: 979.972; cattolici: 918.319; sacerdoti: 722; religiosi: 767), Polonia. L'Arcivescovo Glodz succede all'Arcivescovo Tadeusz Goclowski, C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../GLODZ:GOCLOWSKI                                     VIS 20080417 (70)

mercoledì 16 aprile 2008

PEDOFILIA INCOMPATIBILE CON MINISTERO SACERDOTALE

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2008 (VIS). A bordo dell'aereo diretto a Washington, atterrato alle 16:00 (22:00 ora di Roma), il Papa ha risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti sul volo papale.

  Riferendosi alla questione dei preti pedofili che affligge la Chiesa americana, Benedetto XVI ha detto: "Sono mortificato e faremo tutto il possibile per assicurare che questo non si ripeta in futuro".

  "Escluderemo rigorosamente i pedofili dal sacro ministero: è assolutamente incompatibile" - ha detto Benedetto XVI - "e chi è veramente colpevole di essere pedofilo non può essere sacerdote".

  "Solo le persone sane potranno essere ammesse al sacerdozio e solo persone con una profonda vita personale in Cristo" - ha ribadito il Papa - "e che abbiano una profonda vita sacramentale. (...)  Io so che i Vescovi ed i rettori dei seminari faranno il possibile per esercitare un discernimento molto, molto severo, perché è più importante avere buoni sacerdoti che averne molti. (...) Speriamo di poter fare e di avere fatto e di fare in futuro ogni cosa sia in nostro potere per guarire queste ferite".

  Successivamente riferendosi alla visita di venerdì prossimo alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, il Papa ha affermato: "A me sembra molto importante che il fondamento delle Nazioni Unite sia proprio l'idea dei diritti umani, dei diritti che esprimono valori non negoziabili, che precedono tutte le istituzioni e sono il fondamento di tutte le istituzioni".

  "Ed è importante che ci sia questa convergenza tra le culture che hanno trovato un consenso sul fatto che questi valori sono fondamentali, che sono iscritti nello stesso essere Uomo. Rinnovare questa coscienza che le Nazioni Unite, con la loro funzione pacificatrice, possono lavorare soltanto se hanno il fondamento comune dei valori che si esprimono poi in 'diritti' che devono essere osservati da tutti. Confermare questa concezione fondamentale e aggiornata in quanto possibile, è un obiettivo della mia missione".

  Rispondendo ad una domanda relativa al riconoscimento pubblico della religione negli Stati Uniti che potrebbe essere un possibile modello anche per l'Europa secolarizzata, Benedetto XVI ha ricordato che gli Stati Uniti "hanno incominciato con un concetto positivo di laicità", ma "laico doveva essere lo Stato proprio per amore della religione nella sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. (...) Certamente" - ha rilevato il Papa - "in Europa non possiamo semplicemente copiare gli Stati Uniti: abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare l'uno dall'altro".
PV-USA/INTERVISTA AEREO/WASHINGTON            VIS    20080416 (280)


INCONTRO CON PRESIDENTE BUSH E CELEBRAZIONE VESPRI


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Questa mattina, giorno del suo 81°Genetliaco, il Santo Padre Benedetto XVI celebra la Santa Messa in privato nella Cappella della Nunziatura Apostolica di Washington.

  Alle 10:00 (16:00 ora di Roma), Benedetto XVI si reca alla Casa Bianca dove ha luogo la Cerimonia di Benvenuto durante la quale pronuncia il primo discorso del suo Viaggio e, successivamente, rende una visita di cortesia al Presidente degli Stati Uniti d'America Signor George W. Bush.

 Alle 13:00, alla colazione in onore del Suo Genetliaco, il Papa pranza con i Cardinali degli Stati Uniti d'America e con il Presidente, Vice Presidente e Segretario Generale della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America, rispettivamente il Cardinale Francis E. George, il Vescovo Gerald Kicanas ed il Monsignor David Malloy. Alle 16:45 (22:45 ora di Roma), il Santo Padre riceverà i rappresentanti di fondazioni caritative cattoliche: "The Knights of Columbus", "The Patrons of the Arts",  "Centesimus Annus Pro Pontificie", "The Papal Foundation" e "The Franciscan Foundations for the Holy Land".

  Alle 17:30 (23:30 ora di Roma), il Santo Padre raggiungerà il Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione dove presiederà la Celebrazione dei Vespri con i Vescovi degli Stati Uniti.

  Al termine della cerimonia il Papa farà ritorno alla Nunziatura Apostolica di Washington, per la cena in privato e il pernottamento.
PV-USA/BUSH:VESPRI/WASHINGTON                       VIS 20080416 (220)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Benedito Gonçalves dos Santos, Vescovo di Presidente Prudente (superficie: 13.251; popolazione: 527.233; cattolici: 487.500; sacerdoti: 49; religiosi: 58), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale e Parroco della Cattedrale della Diocesi di Paracatu, è nato a Paracatu (Brasile), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Succede al Vescovo José Libório Camino Saracco, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Charles Hammawa, Vescovo di Jalingo (superficie: 61.368; popolazione: 3.097.000; cattolici: 279.147; sacerdoti: 45; religiosi: 28), Nigeria. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Jos (Nigeria), è nato nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.

- Ha nominato il Reverendo Felix Femi Ajakaye, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Ekiti (superficie: 5.700; popolazione: 2.384.000; cattolici: 331.275; sacerdoti: 60; religiosi: 62), Nigeria. Il Vescovo eletto, finora Parroco della "St. Michael Catholic Church" ad Opopogboro (Ado-Editi, Nigeria), è nato nel 1962 a Ibadan (Nigeria), ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
NER:RE:NEC/.../...                                   VIS 20080416 (190)


martedì 15 aprile 2008

INIZIO VIAGGIO APOSTOLICO STATI UNITI BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre è partito dall'aeroporto internazionale di Fiumicino alla volta degli Stati Uniti d'America, (percorso di oltre 7.000 chilometri), dove l'arrivo è previsto alle ore 16:00 (22:00 ora di Roma), dando inizio all'ottavo Viaggio Apostolico fuori d'Italia ed al primo in America del Nord e negli Stati Uniti d'America del suo Pontificato.

  Ad accogliere il Pontefice all'aeroporto "Andrews Air Force Base" di Washington saranno il  Signor George W. Bush, Presidente degli Stati Uniti d'America e la First Lady. Nel corso di questo primo incontro non sono previsti discorsi. La cerimonia ufficiale di benvenuto avrà luogo domani alle 10:30 (16:30 ora di Roma) alla Casa Bianca, residenza ufficiale e privata del Presidente degli Stati Uniti d'America.

  Successivamente Papa Benedetto XVI si dirigerà in automobile alla sede della Nunziatura Apostolica di Washington, dove soggiornerà.

  Domani, 16 aprile, ricorre l'81° Genetliaco di Papa Benedetto XVI e sabato 19 è il terzo anniversario della Sua Elezione al Pontificato.
PV-USA/ARRIVO/WASHINGTON                       VIS 20080415 (160)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Néstor Montesdeoca Becerra, S.D.B., Vicario Apostolico di Méndez (superficie: 25.691; popolazione: 183.348;  cattolici: 120.000; sacerdoti: 38; religiosi: 98), Ecuador. Il Vescovo eletto, finora Direttore della Comunità Salesiana Don Bosco in Quito - La Tola, (Ecuador), è nato nel 1957 a El Pan (Ecuador), ha emesso la Professione Perpetua nella Congregazione Salesiana nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Succede al Vescovo Pietro Gabrielli, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Medesimo Vicariato Apostolico, presentato per raggiunti limiti dì età.
NER:RE/.../MONTESDEOCA:GABRIELLI                 VIS 20080415 (110)


lunedì 14 aprile 2008

URGENTE "NUOVO UMANESIMO" PER CONSEGUIRE LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato al Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ed ai partecipanti al Seminario internazionale di studio sul tema: "Disarmo, sviluppo e pace. Prospettive per un disarmo integrale", tenutosi in Vaticano l'11 e il 12 aprile 2008.

  "Diverse aree del mondo continuano ad essere interessate da  tensioni e guerre, ed anche laddove non si vive la tragedia della guerra sono però diffusi sentimenti di paura e di insicurezza. Inoltre, fenomeni come il terrorismo su scala mondiale rendono labile il confine tra pace e guerra pregiudicando seriamente la speranza del futuro dell'umanità".

  "Come rispondere a queste sfide?" - si chiede il Pontefice - "Come riconoscere i 'segni dei tempi'? Occorre certamente un'azione comune sul piano politico, economico e giuridico, ma, prima ancora, è necessaria una condivisa riflessione sul piano morale e spirituale; appare sempre più urgente promuovere un 'nuovo umanesimo', che illumini l'uomo nella comprensione di se stesso e del senso del proprio cammino nella storia".

  "Lo sviluppo non può ridursi a semplice crescita economica" - ribadisce il Pontefice - "esso deve comprendere la dimensione morale e spirituale; un autentico umanesimo integrale non può che essere al tempo stesso solidale e la solidarietà è una delle espressioni più alte dello spirito umano, appartiene ai suoi doveri naturali (cfr Gc 2,15-16) e vale per le persone e per i popoli (Cost. past. "Gaudium et spes", 86); dalla sua attuazione dipendono il pieno sviluppo e la pace".

   "In questo vostro seminario voi riflettete su tre elementi tra loro interdipendenti: il disarmo, lo sviluppo e la pace. Non è infatti concepibile una pace autentica e duratura senza lo sviluppo di ogni persona e popolo: diceva Paolo VI che 'lo sviluppo è il nuovo nome della pace' (ivi, 87). Né è pensabile una riduzione degli armamenti, se prima non si elimina la violenza alla radice, se prima, cioè, l'uomo non si orienta decisamente alla ricerca della pace, del buono e del giusto".

  "Fino a quando sarà presente il rischio di un'offesa" - prosegue il Pontefice - "l'armamento degli Stati si renderà necessario per ragioni di legittima difesa, che è un diritto da annoverare tra quelli inalienabili degli Stati, essendo anche connesso al dovere degli stessi Stati di difendere la sicurezza e la pace dei popoli. Tuttavia, non appare lecito qualsiasi livello di armamento, perchè 'ogni Stato può possedere unicamente le armi necessarie per assicurare la propria legittima difesa' (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 'Il commercio internazionale delle armi', Città del Vaticano, 1994, p. 13)".
 
  In merito il Santo Padre ha rinnovato il suo appello "affinché gli Stati riducano la spesa militare per gli armamenti e prendano in seria considerazione l'idea di creare un fondo mondiale da destinare a progetti di sviluppo pacifico dei popoli".

  "Sul piano economico" - ha ribadito ancora il Pontefice - "bisogna adoperarsi affinché l'economia venga orientata al servizio della persona umana, alla solidarietà e non solo al profitto. Sul piano giuridico, gli Stati sono chiamati a rinnovare il proprio impegno, in particolare per il rispetto dei trattati internazionali vigenti sul disarmo e il controllo di tutti i tipi di armi, come pure per la ratifica e la conseguente entrata in vigore degli strumenti già adottati, come il 'Trattato sul divieto generale dei test nucleari' (...). È infine richiesto ogni sforzo contro la proliferazione delle armi leggere e di piccolo calibro, che alimentano le guerre locali e la violenza urbana, e uccidono troppe persone ogni giorno in tutto il mondo".

  "Tuttavia" - ribadisce il Pontefice - "sarà difficile trovare una soluzione alle diverse questioni di natura tecnica senza una conversione dell'uomo al bene sul piano culturale, morale e spirituale".

  "La pace è un dono di Dio" - ricorda il Pontefice - "dono prezioso che va cercato e custodito anche con mezzi umani. Occorre pertanto l'apporto di tutti e si rende sempre più necessaria una corale diffusione della 'cultura della pace' e una condivisa 'educazione alla pace', soprattutto delle nuove generazioni, verso le quali quelle adulte hanno gravi responsabilità. Sottolineare il dovere di ogni uomo di costruire la pace, non significa peraltro trascurare l'esistenza di un vero e proprio diritto umano alla pace. Diritto fondamentale e inalienabile, dal quale anzi dipende l'esercizio di tutti gli altri diritti".

  "Volgendo lo sguardo alle concrete situazioni in cui vive oggi l'umanità si potrebbe essere presi da" - scrive il Pontefice - "un giustificato sconforto e da rassegnazione: nelle relazioni internazionali sembrano talvolta prevalere la diffidenza e la solitudine (...). La guerra però non è mai inevitabile e la pace è sempre possibile. Anzi doverosa! È giunto allora il momento di cambiare il corso della storia, di recuperare la fiducia, di coltivare il dialogo, di alimentare la solidarietà".

  "Questi sono i nobili obiettivi che hanno ispirato i fondatori dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, vera e propria esperienza di amicizia tra i popoli. Dall'impegno di tutti dipende il futuro dell'umanità. Solo perseguendo un umanesimo integrale e solidale, nel cui contesto anche la questione del disarmo assume una natura etica e spirituale, l'umanità potrà camminare verso l'auspicata pace autentica e duratura".
MESS/DISARMO:PACE/MARTINO                               VIS 20080414 (860)


VOCAZIONE E MISSIONE SONO INSEPARABILI

CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2008 (VIS).  Alle ore 12:00 di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il 'Regina Cæli' con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "In questa quarta domenica di Pasqua, in cui la liturgia ci presenta Gesù come Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni" - ha ricordato il Papa affermando: "In ogni continente, le comunità ecclesiali invocano concordi dal Signore numerose e sante vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata e missionaria e al matrimonio cristiano e meditano sul tema: "Le vocazioni al servizio della Chiesa-missione".

  "Quest'anno la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni" - ha precisato il Pontefice - "si colloca nella prospettiva dell''Anno Paolino', che avrà inizio il 28 giugno prossimo per celebrare il bimillenario della nascita dell'apostolo Paolo, il missionario per eccellenza".

  "Nell'esperienza dell'Apostolo delle genti, che il Signore chiamò per essere 'ministro del Vangelo', vocazione e missione sono inseparabili. Egli rappresenta pertanto un modello per ogni cristiano, in maniera particolare per i missionari 'ad vitam', cioè per quegli uomini e quelle donne che si dedicano totalmente ad annunciare Cristo a quanti ancora non l'hanno conosciuto: una vocazione, questa, che conserva tuttora la sua piena validità".

  "Questo servizio missionario svolgono, in primo luogo, i sacerdoti, dispensando la Parola di Dio e i Sacramenti, e manifestando con la loro carità pastorale a tutti, soprattutto ai malati, ai piccoli, ai poveri, la presenza risanatrice di Gesù Cristo. Rendiamo grazie a Dio per questi nostri fratelli che si spendono senza riserve nel ministero pastorale, suggellando talora la fedeltà a Cristo con il sacrificio della vita, come è avvenuto anche ieri per i due religiosi uccisi in Guinea e Kenya. A loro va la nostra grata ammirazione insieme con la preghiera di suffragio".

 "Preghiamo pure perché sia sempre più nutrita la schiera di quanti decidono di vivere radicalmente il Vangelo mediante i voti di castità, povertà e obbedienza: sono uomini e donne che hanno un ruolo primario nell'evangelizzazione. Di essi, alcuni si dedicano alla contemplazione e alla preghiera, altri ad una multiforme azione educativa e caritativa, tutti però sono accomunati da un medesimo scopo: quello di testimoniare il primato di Dio su tutto e diffondere il suo Regno in ogni ambito della società".

  "Non va infine dimenticato" - ha detto infine il Santo Padre - "che anche quella al matrimonio cristiano è una vocazione missionaria: gli sposi, infatti, sono chiamati a vivere il Vangelo nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali e civili. In certi casi, inoltre, offrono la loro preziosa collaborazione nella missione 'ad gentes'".
ANG/PREGHIERA VOCAZIONI/...                       VIS 20080414 (450)


IL PAPA CHIEDE DI PREGARE VIAGGIO APOSTOLICO STATI UNITI

CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2008 (VIS). Questa mattina, al termine della recita del Regina Coeli con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato che martedì 15 aprile avrà inizio il suo Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d'America, dove si recherà in visita a New York e Washington ed alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

  "Il mio proposito" - ha detto il Papa - "è di condividere la parola di vita di nostro Signore. In Cristo è la nostra speranza! Cristo è il fondamento della nostra speranza di pace, di giustizia e di libertà che scaturisce dalla legge divina realizzata nel suo comandamento di amarsi gli uni gli altri. Cari fratelli e sorelle, vi chiedo di pregare per il buon esito della mia visita, perché essa sia un tempo di rinnovamento spirituale per tutti gli americani".
ANG/VIAGGIO STATI UNITI/...                           VIS 20080414 (160)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Alain Castet, Vescovo di Luçon (superficie: 7.015; popolazione: 577.000; cattolici: 505.000; sacerdoti: 404; religiosi: 1.176; diaconi permanenti: 38), Francia. Il Vescovo eletto, è nato nel 1950 a Floirac (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. E' stato finora Parroco di Saint-François-Xavier e Decano di Orsay-Breteuil (Francia) e dal 1995,  Membro del Consiglio Presbiterale dell'Arcidiocesi di Parigi.

  Sabato 12 aprile è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Kingston-in-Jamaica (Giamaica), presentata dall'Arcivescovo Lawrence Aloysius Burke, S.I., per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Donald Reece, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Cardinale Jozef Tomko, Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, Legato Pontificio per le celebrazioni del 49° Congresso Eucaristico Internazionale, che avranno luogo a Québec (Canada), dal 15 al 22 giugno 2008.

- Ha accolto la rinuncia presentata dal Cardinale Sergio Sebastiani all'incarico di Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Ha nominato il Vescovo Velasio De Paolis, C.S., finora Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.

- Ha nominato il Padre Frans Daneels, O.Praem., Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, elevandolo in pari tempo alla dignità episcopale. Finora Promotore di Giustizia del medesimo Supremo Tribunale.

- Ha nominato il Monsignor Gianpaolo Montini, Promotore di Giustizia del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, finora Promotore di Giustizia Sostituto.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignore Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

- Ha nominato l'Arcivescovo Osvaldo Padilla, finora Nunzio Apostolico in Costa Rica, Nunzio Apostolico in Corea.

- Ha nominato il Sacerdote Alessandro Perego, Promotore di Giustizia "ad quinquennium" del Tribunale della Rota Romana, finora Difensore del Vincolo del medesimo Tribunale.

- Ha nominato il Professore Massimo Spina, che è Docente di Economia ed Organizzazione Aziendale presso l'Università degli Studi "Tor Vergata" e Direttore Amministrativo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Consultore della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
NER:RE:NA:NN/.../...                              VIS 20080412 (370)


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