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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 20 settembre 2006

TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE SUOR LEONELLA MOGADISCIO

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, alla Reverenda Madre Gabriella Bono, Superiora Generale delle Missionarie della Consolata, dopo l'assassinio a Mogadiscio (Somalia), domenica scorsa, di Suor Leonella Sgorbati, membro di detta Congregazione. 

  "Informato della tragica morte di Suor Leonella Sgorbati barbaramente uccisa a Mogadiscio, il Sommo Pontefice desidera far pervenire l'espressione della sua vicinanza a codesto Istituto Missionario come pure ai familiari della compianta religiosa che svolgeva con gioia un'apprezzata opera al servizio delle popolazioni somale specialmente in favore della vita nascente e nell'ambito della formazione sanitaria. Nel riaffermare la ferma deplorazione per ogni forma di violenza, Sua Santità auspica che il sangue versato da una così fedele discepola del Vangelo diventi seme di speranza per costruire un'autentica fraternità tra i popoli nel rispetto reciproco delle convinzioni religiose di ciascuno e, mentre eleva fervide preghiere di suffragio per la benemerita missionaria, imparte la confortatrice Benedizione Apostolica alle consorelle, ai familiari e a quanti ne piangono la violenta dipartita".
TGR/ASSASSINIO RELIGIOSA/SGORBATI:MOGADISCIO   VIS 20060920 (200)


RISPETTO E COLLABORAZIONE CON I MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Come aveva già annunciato nel corso dell'Angelus di domenica scorsa, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato l'Udienza Generale odierna al commento del suo recente Viaggio Apostolico in Germania. All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno assistito più di 40.000 persone.

  Il Papa ha affermato che il Viaggio nel suo paese natale "non è stato un semplice 'ritorno' al passato, ma anche un'occasione provvidenziale per guardare con speranza al futuro" e, ricordando il motto della visita apostolica "Chi crede non è mai solo", ha invitato "a riflettere sull'appartenenza di ogni battezzato all'unica Chiesa di Cristo, all'interno della quale non si è mai soli, ma in costante comunione con Dio e con tutti i fratelli".

  Rievocando la prima tappa del Viaggio a Monaco dove Benedetto XVI fu Arcivescovo, e la sosta al Santuario Mariano di Altötting, il Santo Padre ha fatto riferimento all'incontro con gli studenti e i professori dell'Università di Regensburg.

  "Come tema avevo scelto" - ha detto Benedetto XVI - "la questione del rapporto tra fede e ragione. Per introdurre l'uditorio nella drammaticità e nell'attualità dell'argomento, ho citato alcune parole di un dialogo cristiano-islamico del XIV secolo, con le quali l'interlocutore cristiano - l'imperatore bizantino Manuele II Paleologo - in modo per noi incomprensibilmente brusco - presentò all'interlocutore islamico il problema del rapporto tra religione e violenza".

  "Questa citazione, purtroppo, ha potuto prestarsi ad essere fraintesa" - ha ribadito il Pontefice - "Per il lettore attento del mio testo, però, risulta chiaro che non volevo in nessun modo far mie le parole negative pronunciate dall'imperatore medievale in questo dialogo e che il loro contenuto polemico non esprime la mia convinzione personale. La mia intenzione era ben diversa: partendo da ciò che Manuele II successivamente dice in modo positivo, con una parola molto bella, circa la ragionevolezza che deve guidare nella trasmissione della fede, volevo spiegare che non religione e violenza, ma religione e ragione vanno insieme".

  "Il tema della mia conferenza" - ha spiegato il Papa - "(...) fu quindi la relazione tra fede e ragione: volevo invitare al dialogo della fede cristiana col mondo moderno ed al dialogo di tutte le culture e religioni. Spero che in diverse occasioni della mia visita - per esempio, quando a Monaco ho sottolineato quanto sia importante rispettare ciò che per gli altri è sacro - sia apparso con chiarezza il mio rispetto profondo per le grandi religioni e, in particolare, per i musulmani, che 'adorano l'unico Dio' e con i quali siamo impegnati a 'difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà".

  "Confido quindi che, dopo le reazioni del primo momento, le mie parole nell'Università di Regensburg possano costituire una spinta e un incoraggiamento a un dialogo positivo, anche autocritico, sia tra le religioni come tra la ragione moderna e la fede dei cristiani".

  Benedetto XVI ha concluso la rievocazione del suo Viaggio in Germania ricordando l'incontro con il clero nella Cattedrale di Freising dove fu ordinato sacerdote.
AG/VIAGGIO GERMANIA:MUSULMANI/...                   VIS 20060920 (520)


IL PAPA INVOCA SOLUZIONE GIUSTA E PACIFICA IN UNGHERIA


CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha espresso la sua preoccupazione per le notizie che giungono dall'Ungheria.

  Rivolgendosi ai fedeli provenienti da Budapest e da Nagymácséd, Benedetto XVI ha detto: "Prego il Signore che tutte le parti trovino una soluzione giusta e pacifica. Chiedendo l'intercessione della Beata Sara Salkaházi, di cuore imparto a voi la Benedizione Apostolica".
AG/UNGHERIA/...                                     VIS 20060920 (90)


NECESSARIO AUTENTICO DIALOGO FRA RELIGIONI MONOTEISTE

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha partecipato, nel pomeriggio di ieri, ad un incontro organizzato in Campidoglio dal Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, al quale hanno assistito anche l'Imam della Moschea di Roma, Sami Salem e il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni.

  "In questo momento molto difficile" - ha detto il Porporato - "la nostra presenza qui vuol essere un invito a un autentico dialogo tra chi crede in un unico Dio. La via alternativa al terrorismo e alla violenza è il dialogo e questa via passa per il riconoscimento delle differenze".

  Ricordando l'invito di Benedetto XVI nell'Angelus di domenica scorsa al "dialogo franco e sincero in un grande rispetto reciproco", il Cardinale Poupard ha sottolineato che: "Si avverte sempre più il bisogno di dialogo tra culture e religioni, quindi, il Pontificio Consiglio si complimenta per l'iniziativa di oggi".

  Nel corso dell'incontro è stata presentata una nuova rivista interreligiosa "Conoscersi e convivere", il cui primo numero uscirà nel gennaio 2007.
..../DIALOGO:RISPETTO/POUPARD                       VIS 20060920 (190)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Malabarese, riunitosi il 21 agosto 2006, del Reverendo Jose Pandarassery, finora Sincello dell'Arcieparchia di Kottayam per la regione di Malabar, a Vescovo Ausiliare di Kottayam (superficie: 560.665; popolazione: 3.595.650; cattolici: 170.200; sacerdoti: 214; religiosi: 1.346), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Ettumanoor (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
NEA/.../PANDARASSERY                                 VIS 20060920 (80)


martedì 19 settembre 2006

COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO CATTOLICO-ORTODOSSO


CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). Dal 18 al 25 settembre si svolge a Belgrado (Serbia), la IX Sessione Plenaria della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme".

  Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani annuncia che il Patriarca ortodosso serbo Pavle ha dato personalmente il benvenuto, ieri sera, ai membri cattolici ed ortodossi della Commissione nella sede del Patriarcato.

  Con l'incontro di Belgrado la Commissione riprende i suoi lavori dopo la sessione plenaria a Baltimora (Stati Uniti d'America), del luglio 2000.  "Dal 13 al 15 dicembre scorso" - si legge nel Comunicato - "il dialogo teologico ufficiale tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, coordinato, da parte ortodossa, dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, aveva inaugurato l'attuale nuova fase con la riunione del 'Comitato Misto di Coordinamento' della Commissione, che aveva l'incarico di preparare la sessione plenaria di Belgrado e di stabilire il tema da trattare".

  "La riattivazione del dialogo è stata possibile grazie ad una costante azione di mediazione e convincimento, incoraggiata da Papa Giovanni Paolo II, da Papa Benedetto XVI, dall'impegno del Patriarcato ecumenico, e da molteplici contatti e collaborazioni fra le Chiesa cattolica e le singole Chiese ortodosse. Essa si basa su una decisione presa al Fanar nel settembre 2005, durante un incontro panortodosso convocato dal Patriarca ecumenico, Bartolomeo I".

  "Il 'Comitato misto di coordinamento' a Roma, nel dicembre scorso" - si legge ancora nel Comunicato - "ha pertanto stabilito che 'in continuità con i documenti già concordati dalla Commissione, il contesto generale del suo lavoro è la teologia della 'koinonia', o comunione, e che tale contesto necessita di essere rafforzato con uno studio ulteriore per permettere di approfondire il dibattito su due questioni tra loro connesse e centrali per le relazioni tra le due Chiese, il primato del Vescovo di Roma ed il tema de 'l'uniatismo', come anche altre questioni che permangono aperte".

  Nell'incontro della plenaria della Commissione a Belgrado  si studierà il progetto di documento preparato a Mosca nel 1990 sul tema: "Le conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: conciliarità ed autorità nella Chiesa" che non è stato mai esaminato dalla plenaria della Commissione,  poiché su richiesta degli ortodossi, era stata affrontata nel dialogo la questione del cosiddetto "uniatismo".

  Il 21 settembre, i 29 membri cattolici che partecipano alla plenaria assisteranno alla Liturgia ortodossa nella Festa della Natività della Madre di Dio e sabato 23 settembre i membri ortodossi parteciperanno alla messa nella Cattedrale cattolica di Belgrado, mentre, domenica 24 settembre, i membri cattolici parteciperanno alla divina Liturgia celebrata dagli ortodossi.

  La Commissione è presieduta dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dal Metropolita di Pergamo (Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli), Ioannis e consta di due segretari, il Metropolita di Sassima, Gennadios ed il Monsignor Eleuterio F. Fortino, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.
CON-UC/PLENARIA CATTOLICI:ORTODOSSI/BELGRADO VIS 20060919 (500)


MURI NON FERMANO QUANTI FUGGONO DITTATURA POVERTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, è intervenuto, ieri, alla Riunione per la revisione globale a medio termine della realizzazione del Programma di Azione per i Paesi Meno Sviluppati (BPOA) nella decade 2001-2010, in corso a New York, il 18 e 19 settembre.

  "La Chiesa Cattolica" - ha detto il Nunzio Apostolico - "ha intrapreso negli ultimi dieci anni numerose iniziative volte a sensibilizzare i suoi membri e tutte le persone di buona volontà sulla comune responsabilità riguardo ai problemi derivanti dal commercio e dalla finanza internazionale. (...) La Santa Sede continua ad incoraggiare la comunità internazionale, specialmente i paesi più sviluppati e quelli mediamente sviluppati, a promuovere la realizzazione del Bpoa e chiede un atto di solidarietà".

  "Per venti anni" - ha proseguito l'Osservatore Permanente - "l'opinione pubblica si è commossa a vedere quanti rischiavano la vita per oltrepassare i muri che li tenevano prigionieri di regimi dittatoriali. Oggi, milioni di persone rischiano la vita per sfuggire alla dittatura della povertà e nessuno dei muri esistenti li fermerà. Per il loro bene e per la prosperità di tutti noi, i paesi sviluppati e i paesi in via di sviluppo devono mettere in pratica efficaci politiche come quelle del Bpoa, affinché i cittadini dei paesi meno sviluppati scelgano liberamente di rimanere nel paese d'origine, dove possono ottenere per sé, per le loro famiglie e per il loro paese, lavoro e condizioni di vita realmente dignitose".
DELSS/BPOA/MIGLIORE                               VIS 20060919 (260)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo José Mauro Pereira Bastos, C.P., di Guaxupé (Brasile), il 14 settembre, all'età di 51 anni.

- Il Vescovo Antonio Forte, O.F.M., emerito di Avellino (Italia), l'11 settembre, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Oscar García Urízar, emerito di Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán (Guatemala), il 5 settembre, all'età di 84 anni.

- L'Arcivescovo Petar Perkolic, emerito di Bar (Serbia), il 7 settembre, all'età di  84 anni.

- Il Vescovo Alberto Setele, di Inhambane (Mozambico), il 7 settembre, all'età di 70 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20060919 (110)

lunedì 18 settembre 2006

GRATITUDINE DEL PAPA SERVIZIO CHIESA CARDINALE SODANO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Ieri, nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, al termine della cerimonia della nomina del Cardinale Tarcisio Bertone a Segretario di Stato, e della cerimonia di congedo del Cardinale Angelo Sodano dall'ufficio di Segretario di Stato, il Santo Padre ha pronunciato alcune parole a braccio.

  Ricordando la dedizione, la competenza e la volontà di servire la Chiesa del Cardinale Sodano, il Santo Padre ha esteso i suoi ringraziamenti a tutti i Collaboratori e le Collaboratrici della Segreteria di Stato presenti all'Udienza e ai Rappresentanti Pontifici.

  "Ho capito sempre di più" - ha detto Papa Benedetto - "come solo questa grande rete di collaborazione rende possibile rispondere al mandato del Signore: ' confirma fratres tuos in fide'". Solo grazie a questa ampia collaborazione il Papa "può realizzare adeguatamente la sua missione".

  Benedetto XVI ha sottolineato che: "Questo lavoro curiale è, in realtà, un lavoro pastorale in un senso eminente, perché aiuta realmente a guidare il popolo di Dio".

  "Ho avuto la gioia di essere accompagnato da Lei nel mio Viaggio in Baviera", ha detto il Papa rivolgendosi al Cardinale Sodano e, in segno di gratitudine, gli ha fatto dono di una copia della Vergine di Altötting "che potrebbe essere" - ha detto - "il segno non solo della mia perenne gratitudine, ma anche il segno della nostra comunicazione nella preghiera. La Madonna sia sempre accanto a Lei, La protegga sempre, La guidi. Questa è l'espressione della mia sincera gratitudine".
AC/GRATITUDINE SODANO/...                           VIS 20060918 (260)


SLOVENIA ASSICURARE CONTINUITÀ PATRIMONIO ETICO RELIGIOSO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI nel ricevere il Signor Ivan Rebernik, nuovo Ambasciatore di Slovenia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ha ricordato nel suo discorso che "La Repubblica di Slovenia (...) coltiva un dialogo fecondo e costruttivo con le istanze ecclesiali presenti sul territorio, riconoscendone l'apporto positivo alla vita della Nazione".

  "Sin dai primi secoli del Cristianesimo la forza del Vangelo ha operato in terra slovena", ha affermato il Santo Padre ricordando i Santi Vittorino e Massimiano (VII secolo) ed il Beato Vescovo Anton Martin Slomsek "che, in tempi più recenti, ha promosso il risveglio nazionale svolgendo una preziosa opera quale formatore del popolo sloveno".

  Benedetto XVI ha rilevato che in Slovenia "Il cristianesimo e l'identità nazionale sono strettamente connessi", da qui la "profonda sintonia" del popolo sloveno con il Vescovo di Roma e il "costruttivo dialogo, non interrotto dalle tristi vicende del secolo appena trascorso" culminato nel 2001 nell'Accordo fra la Repubblica di Slovenia e la Santa Sede su questioni giuridiche.

  "Si tratta di un'intesa importante, la cui fedele applicazione non potrà che rafforzare i rapporti reciproci e la collaborazione per la promozione della persona e del bene comune, nel rispetto della legittima laicità dello Stato. Tuttavia, (...), si registra l'esistenza di questioni ancora aperte, che attendono di essere avviate ad opportuna soluzione".

  "Conoscendo la stima e l'affetto degli Sloveni per il Papa" - ha proseguito Benedetto XVI - "sono certo che i loro rappresentanti a livello politico ne sapranno interpretare le tradizioni, la sensibilità, la cultura. Il popolo sloveno infatti ha il diritto di affermare e far valere l'anima cristiana che ne ha plasmato l'identità".

  "Il compito di fronte al quale si trovano i responsabili di oggi è di individuare i  metodi opportuni per coinvolgere le nuove generazioni nella conoscenza e nell'apprezzamento dei valori del passato, rendendole capaci di portare nel millennio appena iniziato il ricco patrimonio ereditato. (...) Sarebbe infatti strategia veramente miope non favorire l'apertura dei giovani alla conoscenza delle radici storiche dalle quali fluisce la linfa necessaria per assicurare alla Nazione nuove stagioni feconde di frutti".

  "In tal senso, la questione della loro istruzione anche in merito ai valori religiosi condivisi dalla maggioranza della popolazione non va elusa, se non si vuole rischiare il progressivo smarrimento dei tratti più specifici della fisionomia nazionale. È in questione il rispetto della stessa libertà dei cittadini, sulla quale la Repubblica di Slovenia vigila con attenzione e che anche la Sede Apostolica desidera sia promossa nello spirito del suddetto Accordo".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso al diplomatico citando "l'esperienza anche di altri Popoli del Continente, in particolare dei Popoli slavi, che, coscienti dell'importanza del cristianesimo per la loro identità sociale e del valido contributo che il tal senso può offrire la Chiesa, non si sono sottratti al dovere di assicurare, anche a livello legislativo, che il ricco patrimonio etico e religioso continui a portare copiosi frutti alle giovani generazioni".
CD/LETTERE CREDENZIALI/REBERNIK:SLOVENIA               VIS 20060918 (510)


CURA MALATTIE NON GIUSTIFICA SOPPRESSIONE ESSERE UMANO

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo i partecipanti al Congresso promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, sul tema: "Le cellule staminali:  quale futuro per la terapia'".

  Benedetto XVI ha affermato che "La ricerca sulle cellule staminali somatiche merita approvazione ed incoraggiamento quando coniuga felicemente insieme il sapere scientifico, la tecnologia più avanzata in ambito biologico e l'etica che postula il rispetto dell'essere umano in ogni stadio della sua esistenza. Le prospettive aperte da questo nuovo capitolo della ricerca (...) lasciano intravedere la possibilità di curare malattie che comportano la degenerazione dei tessuti, con i conseguenti rischi di invalidità e di morte per chi ne è affetto".

  Il Santo Padre ha esortato le persone che operano in strutture scientifiche di ispirazione cattolica "a stabilire i più stretti contatti fra loro e con quanti perseguono nei debiti modi il sollievo della sofferenza umana".

  "Mi sia lecito anche rivendicare" - ha proseguito il Pontefice - "di fronte a frequenti e ingiuste accuse di insensibilità rivolte alla Chiesa, il costante sostegno da essa dato nel corso della sua bimillenaria storia alla ricerca rivolta alla cura delle malattie e al bene dell'umanità. Se resistenza c'è stata - e c'è tuttora - essa era ed è nei confronti di quelle forme di ricerca che prevedono la programmata soppressione di esseri umani già esistenti, anche se non ancora nati".

  Il Papa ha ribadito che "La storia stessa ha condannato nel passato e condannerà in futuro una tale scienza, non solo perché priva della luce di Dio, ma anche perché priva di umanità".

  "Di fronte alla diretta soppressione dell'essere umano" - ha sottolineato il Pontefice - "non ci possono essere né compromessi né tergiversazioni; non si può pensare che una società possa combattere efficacemente il crimine, quando essa stessa legalizza il delitto nell'ambito della vita nascente".

  "Il fatto che voi, in questo Congresso" - ha concluso il Pontefice - "abbiate espresso l'impegno e la speranza di conseguire nuovi risultati terapeutici utilizzando cellule del corpo adulto senza ricorrere alla soppressione di essere umani neo concepiti, e il fatto che i risultati stiano premiando il vostro lavoro, costituiscono una conferma della validità del costante invito della Chiesa al pieno rispetto dell'essere umano fin dal concepimento. Il bene dell'uomo va ricercato non soltanto nelle finalità universalmente valide, ma anche nei metodi utilizzati per raggiungerle: il fine buono non può giustificare mezzi intrinsecamente illeciti".
AC/CELLULE STAMINALI/ACAD-V                    VIS 20060918 (430)


DICHIARAZIONE CARDINALE BERTONE REAZIONE MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "Di fronte alle reazioni da parte musulmana circa alcuni passi del discorso del Santo Padre Benedetto XVI all'Università di Regensburg, ai chiarimenti e alle precisazioni già offerti tramite il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, desidero aggiungere quanto segue:

- La posizione del Papa sull'Islam è inequivocabilmente quella espressa dal documento conciliare Nostra Aetate: 'La Chiesa guarda con stima i musulmani, che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano anche di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti nascosti di Dio, come si è sottomesso Abramo, al quale la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano però come profeta; onorano la sua madre vergine Maria e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio quando Dio ricompenserà tutti gli uomini risuscitati. Così pure essi hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno' (n. 3).

- L'opzione del Papa in favore del dialogo interreligioso e interculturale è altrettanto inequivocabile. Nell'incontro con i rappresentanti di alcune comunità musulmane a Colonia, il 20 agosto 2005, Egli ha detto che tale dialogo fra cristiani e musulmani 'non può ridursi a una scelta stagionale', aggiungendo: 'Le lezioni del passato devono servirci ad evitare di ripetere gli stessi errori. Noi vogliamo ricercare le vie della riconciliazione e imparare a vivere rispettando ciascuno l'identità dell'altro'.

- Quanto al giudizio dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, da Lui riportato nel discorso di Regensburg, il Santo Padre non ha inteso né intende assolutamente farlo proprio, ma lo ha soltanto utilizzato come occasione per svolgere, in un contesto accademico e secondo quanto risulta da una completa e attenta lettura del testo, alcune riflessioni sul tema del rapporto tra religione e violenza in genere e concludere con un chiaro e radicale rifiuto della motivazione religiosa della violenza, da qualunque parte essa provenga. Vale la pena di richiamare al riguardo quanto lo stesso Benedetto XVI ha recentemente affermato nel Messaggio commemorativo del XX anniversario dell'incontro interreligioso di preghiera per la pace voluto dal Suo amato predecessore Giovanni Paolo II ad Assisi nell'ottobre del 1986: ' … le manifestazioni di violenza non possono attribuirsi alla religione in quanto tale, ma ai limiti culturali con cui essa viene vissuta e si sviluppa nel tempo … Di fatto, testimonianze dell'intimo legame esistente tra il rapporto con Dio e l'etica dell'amore si registrano in tutte le grandi tradizioni religiose".

- Il Santo Padre è pertanto vivamente dispiaciuto che alcuni passi del Suo discorso abbiano potuto suonare come offensivi della sensibilità dei credenti musulmani e siano stati interpretati in modo del tutto non corrispondente alle sue intenzioni. D'altra parte, Egli, di fronte alla fervente religiosità dei credenti musulmani, ha ammonito la cultura occidentale secolarizzata perché eviti 'il disprezzo di Dio e il cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà'.

- Nel ribadire il Suo rispetto e la Sua stima per coloro che professano l'Islam, Egli si augura che siano aiutati a comprendere nel loro giusto senso le Sue parole, affinché, superato presto questo momento non facile, si rafforzi la testimonianza all''unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini' e la collaborazione per 'difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà' (Nostra Aetate, n. 3)".
OP/PAPA:ISLAM/BERTONE                           VIS 20060918 (610)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membro della Congregazione per i Vescovi, il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
NA/.../VALLINI                                     VIS 20060918 (40)

VIVO RAMMARICO DEL PAPA REAZIONI DISCORSO REGENSBURG

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti nel Cortile interno nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha rievocato il suo recente Viaggio Apostolico in Baviera affermando che: "È stato una forte esperienza spirituale nella quale si sono intrecciati ricordi personali, legati a luoghi a me tanto familiari, e prospettive pastorali per un efficace annuncio del Vangelo nel nostro tempo".

  "In questo momento desidero solo aggiungere" - ha proseguito il Pontefice - "che sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso nell'Università di Regensburg, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani, mentre si trattava di una citazione di un testo medioevale, che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale".

  "Ieri il Signor Cardinale Segretario di Stato" - ha spiegato il Papa - "ha reso pubblica, a questo proposito, una dichiarazione in cui ha spiegato l'autentico senso delle mie parole. Spero che questo valga a placare gli animi e a chiarire il vero significato del mio discorso, il quale nella sua totalità era ed è un invito al dialogo franco e sincero, con grande rispetto reciproco".

  Successivamente il Santo padre di è soffermato su due importanti ricorrenze liturgiche la Festa dell'Esaltazione della Santa Croce, (14 settembre), e la memoria della Madonna Addolorata, (15), che, ha detto, "si possono riassumere visivamente nella tradizionale immagine della Crocifissione, che rappresenta la Vergine Maria ai piedi della Croce, secondo la descrizione dell'evangelista Giovanni, unico degli Apostoli a restare accanto a Gesù morente".

  "Ma che senso ha esaltare la Croce?" - si è domandato Benedetto XVI - "Non è forse scandaloso venerare un patibolo infamante? (...) I cristiani, però, non esaltano una qualsiasi croce, ma quella Croce che Gesù ha santificato con il suo sacrificio, frutto e testimonianza di immenso amore. Cristo sulla Croce ha versato tutto il suo sangue per liberare l'umanità dalla schiavitù del peccato e della morte. Perciò, da segno di maledizione, la Croce è stata trasformata in segno di benedizione, da simbolo di morte in simbolo per eccellenza dell'Amore che vince l'odio e la violenza e genera la vita immortale. 'O Crux, ave spes unica! O croce, unica speranza!'".

  Parimenti il dolore di Maria  "forma un tutt'uno con quello del Figlio. È un dolore pieno di fede e di amore. La Vergine sul Calvario partecipa alla potenza salvifica del dolore di Cristo, congiungendo il suo 'fiat' a quello del Figlio".

  "Cari fratelli e sorelle, spiritualmente uniti alla Madonna Addolorata, rinnoviamo anche noi il nostro 'sì' al Dio che ha scelto la via della Croce per salvarci. Si tratta di un grande mistero che è ancora in atto, fino alla fine del mondo, e che chiede anche la nostra collaborazione. Ci aiuti Maria a prendere ogni giorno la nostra croce e a seguire fedelmente Gesù sulla via dell'obbedienza, del sacrificio e dell'amore".
ANG/REGENSBURG:CROCE/...                           VIS 20060918 (500)


SCELTE COMUNI AUSTRIA E SANTA SEDE CEMENTO UNIONE EUROPA

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Martin Bolldorf, nuovo Ambasciatore dell'Austria presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso al diplomatico il Papa ha ricordato che: "L'Austria e la Santa Sede hanno una lunga storia di fruttuosa unione; questa unione è molto più che un semplice fatto storico: essa si fonda soprattutto sull'appartenenza della grande maggioranza della popolazione austriaca alla Chiesa cattolica. Già questo stesso fatto determina orientamenti, scelte e interessi comuni, che riguardano sostanzialmente l'uomo, la sua libertà e la sua dignità, il suo futuro nel tempo e nella società".

  "Da punti di vista diversi, lo Stato e la Chiesa hanno egualmente a cuore il bene dell'Uomo (...) i cui interessi e la cui dignità non dovranno mai essere sottoposti ai parametri della fattibilità, dell'utilità e della produttività".

  "Tra gli interessi comuni c'è l'Europa" - ha detto ancora il Pontefice - "soprattutto lo sviluppo del processo di unificazione europeo; in nessuna altra parte del mondo come in Europa, storia e cultura recano l'impronta del cristianesimo. L'ambito regionale e nazionale, quindi la patria più vicina e più ampia, da cui di norma la maggior parte delle persone ricava gli elementi più importanti della propria identità Culturale, viene sempre più inglobato nell'ambito europeo, la comune patria che è l'Europa".

  "Grande contributo viene dalla mobilità umana e dai mezzi di comunicazione sociale. La Chiesa guarda con favore a questo sviluppo: dove Uomini e popoli si considerano membri di una stessa famiglia, aumentano le opzioni per la pace, la solidarietà, lo scambio e l'arricchimento reciproco. Con la sua ricca storia di Stato composto da molti popoli" - ha sottolineato il Papa - "l'Austria è predestinata ad un convinto impegno per l'Europa".

  Nella strada verso l'integrazione europea "molto dipende dalla fiducia dei cittadini in questo progetto. Nelle discussioni sull'allargamento europeo e sulla Costituzione torna sempre la questione dell'identità e dei fondamenti spirituali, sui quali poggia la comunità di Stati e di popoli degli europei. Le sorgenti più profonde di un 'insieme' europeo a prova di crisi si trovano piuttosto nelle comuni convinzioni e nei valori della storia e della tradizione cristiana e umanista del continente".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ricordando che in virtù del Concordato, lo Stato austriaco è impegnato nell'insegnamento della religione che è materia obbligatoria nelle scuole ed ha affermato: "Lo Stato ha il compito di presentare a bambini e giovani - in considerazione del crescente numero di allievi senza appartenenza confessionale - le basi del pensiero occidentale e della 'civiltà dell'amore' supportata dallo spirito cristiano".
CD/LETTERE CREDENZIALI/AUSTRIA:BOLLDORF               VIS 060918 (450)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2006 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Matthias N'Gartéri Mayadi, di N'Djaména.

    - Il Vescovo Michele Russo, M.C.C.I., di Doba.

    - Il Vescovo Rosario Pio Ramolo, O.F.M.Cap., di Goré.

    - Il Vescovo Miguel Angel Sebastián Martínez, M.C.C.I., di Lai.

    - Il Vescovo Jean-Claude Bouchard, O.M.I., di Pala.

- Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B,, con i familiari.

  Sabato 16 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Benoît Cardon de Lichtbuer, Ambasciatore del Belgio, in visita di congedo.

- Il Signor Gerhard Friedrich Karl Westdickenberg, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, in visita di congedo.

- Il Cardinale Francisco Javier Errazuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile (Cile).
AL:AP/.../...                                               VIS 20060918 (150)

venerdì 15 settembre 2006

IL CARDINALE TARCISIO BERTONE NUOVO SEGRETARIO DI STATO


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel corso di una cerimonia nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha accolto la Comunità della Segreteria di Stato in occasione della nomina a Segretario di Stato del Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., finora Arcivescovo di Genova (Italia) e della cerimonia di congedo dall'ufficio di Segretario di Stato del Cardinale Angelo Sodano.

  Il Cardinale Sodano, che il 1° dicembre 1990 fu nominato da Giovanni Paolo II Segretario di Stato in sostituzione del Cardinale Agostino Casaroli, ha preso per primo la parola.

  "Padre Santo" - ha detto - "credo che oggi un ringraziamento debba essere rivolto non tanto a me, quanto a coloro che mi hanno aiutato in questi anni. Preziosa mi è stata in particolare, la collaborazione dei successivi Sostituti per gli Affari Generali, gli Arcivescovi Re e Sandri, come dei Segretari per i Rapporti con gli Stati, gli Arcivescovi Tauran e Lajolo. Tutti insieme, abbiamo potuto svolgere un lavoro di squadra, con un grande senso ecclesiale che ci ha accomunato nel servizio, prima intorno al venerato Giovanni Paolo II ed ora accanto a Lei".

  Il Cardinale Sodano ha espresso infine i suoi ringraziamenti per l'opera compiuta dai collaboratori della Segreteria di Stato ed i membri delle Rappresentanze Pontificie nel mondo.

  Successivamente, nell'indirizzo di saluto rivolto al Santo Padre, il Cardinale Bertone ha espresso la speranza che le esperienze maturate in passato contribuiscano "all'espletamento del compito che oggi assumo. Sono consapevole" - ha detto il Porporato - "della pesante responsabilità che esso comporta, come pure della gravità e della complessità delle questioni che, quotidianamente, dovrò affrontare. Unica ambizione che nutro è quella di realizzare il motto del mio servizio episcopale: 'fidem custodire, concordiam servare'".

  "La comunione profonda che ci lega nel condiviso impegno a servizio della Chiesa" - ha proseguito il Cardinale Bertone - "e quindi della dignità umana e della pacifica convivenza fra i Popoli - non potranno che tradursi in leale e fedele collaborazione, rafforzata per molti di noi dallo spirito sacerdotale e dalla carità pastorale che deve sempre animarci nelle nostre attività".
SS/NOMINA BERTONE/SODANO                       VIS 20060915 (360)


DICHIARAZIONE DISCORSO DEL PAPA UNIVERSITÀ REGENSBURG


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Ieri sera, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Reverendo Padre Federico Lombardi, S.J., a proposito dell'interpretazione di alcuni passi del discorso del Santo Padre all'Università di Regensburg, il 12 settembre scorso, ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

  "A proposito delle reazioni di esponenti musulmani circa alcuni passi del discorso del Santo Padre all'Università di Regensburg, è opportuno rilevare che - come risulta da una attenta lettura del testo - ciò che sta a cuore al Santo Padre è un chiaro e radicale rifiuto della motivazione religiosa della violenza".

  "Non era certo nelle intenzioni del Santo Padre svolgere uno studio approfondito sulla jihad e sul pensiero musulmano in merito, e tanto meno offendere la sensibilità dei credenti musulmani".

  "Anzi, nei discorsi del Santo Padre appare chiaramente il monito, rivolto alla cultura occidentale, perché si eviti 'il disprezzo di Dio e il cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà' (discorso del 10 settembre), la giusta considerazione della dimensione religiosa è infatti premessa essenziale per un fruttuoso dialogo con le grandi culture e religioni del mondo. Proprio nelle conclusioni del discorso all'Università di Regensburg, Benedetto XVI ha affermato: 'Le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio nella esclusione del divino dall'universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime. Una ragione che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell'ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture'".

  "È chiara quindi la volontà del Santo Padre di coltivare un atteggiamento di rispetto e di dialogo verso le altre religioni e culture, evidentemente anche verso l'Islam".
OP/PAPA:UNIVERSITÀ REGENSBURG/LOMBARDI               VIS 20060915 (280)


IN BREVE

DOMENICA PROSSIMA BEATIFICAZIONE DELLA SERVA DI DIO SÁRA SALKAHÁZI, DELL'ISTITUTO DELLE SORELLE DELL'ASSISTENZA nella Piazza della Basilica di Santo Stefano a Budapest (Ungheria). La nuova Beata, nata nel 1899 a Kassa (Kosice, attualmente Slovacchia), fu assassinata nel 1944 per aver voluto proteggere un centinaio di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo stesso giorno, nella Cattedrale di Brescia (Italia), avrà luogo la Beatificazione del Servo di Dio Mosé Tovini, sacerdote della Diocesi di Brescia e catechista appassionato. Il nuovo Beato, primogenito di otto figli, nacque a Cividate Camuno (Italia), nel 1877 e nel 1904 entrò nella Congregazione degli Oblati. Morì nel 1930.

LA DIFESA DELLA VITA È IL TEMA DEL SIMPOSIO promosso dall'Associazione Internazionale per l'Insegnamento Sociale Cristiano ed il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, in corso in Vaticano il 15 e 16 settembre ed al quale partecipano studiosi, docenti universitari ed esperti di vari Paesi. Fra i temi in esame: "I problemi della moderna medicina riproduttiva e il loro impatto sul matrimonio e la vita familiare; la difesa della vita come condizione di legittimità di una democrazia; il trionfo del mercato sulla famiglia".
.../IN BREVE/..                                   VIS 20060915 (190)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Nato a Marrakech,  (Marocco), nel 1952 ed ordinato sacerdote nel 1981, l'Arcivescovo Mamberti è stato finora Nunzio Apostolico in Sudan e in Eritrea e Delegato Apostolico in Somalia. Succede all'Arcivescovo Giovanni Lajolo, che da oggi ricopre l'incarico di Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e di Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in sostituzione del Cardinale Edmund Casimir Szoka.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignor Janusz Kaleta, Amministratore Apostolico di Atyrau (superficie: 736.100; popolazione: 2.204.000; cattolici: 2.600; sacerdoti: 7; religiosi: 4), Kazakhstan. Il Vescovo eletto è nato a Lazy (Polonia) nel 1964, è stato ordinato sacerdote nel 1989 e nel 1999 è stato nominato Amministratore Apostolico della suddetta sede.
NA/.../MAMBERTI:LAJOLO:KALETA                       VIS 20060915 (150)


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