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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 5 aprile 2006

LA CHIESA DELL'AMORE È ANCHE LA CHIESA DELLA VERITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2006 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 30.000 pellegrini, è stato "Il servizio alla comunione" nella Chiesa.

"La sorgente della comunione dei discepoli fra loro e con Dio è lo Spirito che effonde l'amore di Dio nei nostri cuori." - ha detto il Papa - "Sant'Ireneo diceva in proposito: 'Dove c'è la Chiesa, li c'è anche lo Spirito di Dio; e dove c'è lo Spirito di Dio, lì c'è la Chiesa ed ogni grazia; poiché lo Spirito è verità'. Questo intimo legame con lo Spirito non annulla la nostra umanità con tutta la sua debolezza, e così la comunità dei discepoli ben conosce la prova, costituita soprattutto dai contrasti circa le verità di fede, con le conseguenti lacerazioni della comunione".

"Che la Chiesa nascente" - ha proseguito il Pontefice - "fosse ben consapevole di queste tensioni possibili nell'esperienza della comunione lo mostra bene la prima Lettera di Giovanni: non c'è voce nel Nuovo Testamento che si levi con più forza per evidenziare la realtà e il dovere dell'amore fraterno fra i cristiani; ma la stessa voce si indirizza con drastica severità agli avversari che sono stati membri della comunità e ora non lo sono più. La Chiesa dell'amore è anche la Chiesa della verità, intesa anzitutto come fedeltà al Vangelo affidato dal Signore Gesù ai suoi".

"La comunione" - ha spiegato il Papa - "nasce dalla fede suscitata dalla predicazione apostolica, si nutre dello spezzare il pane e delle preghiere, e si esprime nella carità fraterna e nel servizio. (...) Gli Apostoli e i loro successori sono pertanto i custodi e i testimoni autorevoli del deposito della verità consegnato alla Chiesa, come sono anche i ministri della carità rivelata e donata dal Signore Gesù. Il loro è, in tal senso, anzitutto un servizio di amore: e la carità che essi vivono e promuovono è inseparabile dalla verità che custodiscono e trasmettono. La verità e l'amore sono due volti dello stesso dono che viene da Dio e che grazie al ministero apostolico è custodito nella Chiesa e ci raggiunge fino al nostro presente!".
AG/CHIESA AMORE:VERITÀ/... VIS 20060405 (380)

PACE PER I PAESI BASCHI E RICORDO DI GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Papa salutando i pellegrini spagnoli ha ricordato che il 7 aprile prossimo ricorre il 500° anniversario della nascita di San Francesco Saverio, "il grande missionario gesuita che predicò il Vangelo in Asia, aprendo molte porte a Cristo".

"Mi unisco a questa celebrazione ringraziando il Signore per questo grande dono alla sua Chiesa" - ha detto il Papa - "Nel contemplare la figura di San Francesco Saverio, ci sentiamo chiamati a pregare per coloro che dedicano la propria vita alla missione evangelizzatrice, proclamando la bellezza del messaggio salvifico di Gesù".

"Al tempo stesso" - ha proseguito Papa Benedetto - "vi invito a pregare perché, per intercessione di questo Santo, tutti intensifichino i propri sforzi per consolidare gli orizzonti di pace che sembrano aprirsi nei Paesi Baschi e in tutta la Spagna, e a superare gli ostacoli che possono presentarsi lungo questo cammino".

Il Santo Padre ha rivolto parole di saluto anche ai pellegrini polacchi presenti all'Udienza ed ha detto: "Insieme a voi ringrazio Dio per il Pontificato del mio grande Predecessore Giovanni Paolo II. La sua spirituale presenza e il patrimonio del suo insegnamento ci fortifichino nella fede e ci aiutino nel cammino verso l'incontro con Cristo. Dio benedica voi e le vostre famiglie. Sia lodato Gesù Cristo!".
AG/SAVERIO:PAESI BASCHI:GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060405 (240)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joviano de Lima Júnior, S.S.S., finora Vescovo di São Carlos (Brasile), Arcivescovo Metropolita di Ribeirão Preto (superficie: 8.897; popolazione: 942.306; cattolici: 756.000; sacerdoti: 124; religiosi: 207; diaconi permanenti: 15), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato a Uberaba (Brasile) nel 1942, ha emesso la professione religiosa nel 1964, è stato ordinato sacerdote nel 1969 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1995. Succede all'Arcivescovo Arnaldo Ribeiro, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di incaricato dell'assistenza spirituale degli emigrati ungheresi, presentata dal Vescovo Attila Miklósházy, S.I., per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../JÚNIOR:RIBEIRO:MIKLÓSHÁZY VIS 20060405 (130)

INCONTRO RESPONSABILI GIORNATE DELLA GIOVENTÙ


CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2006 (VIS). Dal 7 al 9 aprile si terrà a Sassone di Ciampino (Roma), il primo Incontro internazionale dei responsabili delle Giornate Mondiali della Gioventù.

Un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri rende noto che all'Incontro, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici, partecipano 250 delegati di 85 paesi e rappresentanti di 45 comunità, associazioni e movimenti giovanili cattolici.

Nel corso della prima giornata, il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Colonia (Germania), analizzerà i frutti della Giornata Mondiale della Gioventù dello scorso agosto per la Diocesi di Colonia e per la pastorale giovanile dell'intera Germania e le sfide organizzative e logistiche.

Il giorno seguente, il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia), parlerà delle sfide e delle aspettative della Chiesa australiana in vista della Giornata Mondiale della Gioventù 2008, che si terrà a Sydney (Australia).

Il 9 aprile, domenica delle Palme, XXI Giornata Mondiale della Gioventù, i delegati parteciperanno alla Santa Messa delle Palme presieduta da Benedetto XVI in Piazza San Pietro. Al termine della celebrazione eucaristica, i giovani tedeschi passeranno la Croce della Giornata Mondiale della Gioventù ai giovani australiani.

Prima di raggiungere l'Australia, lunedì 10 aprile, la Croce dei giovani sarà portata in pellegrinaggio a Dakar (Senegal), dove resterà per tutte le celebrazioni pasquali: è solo la prima tappa di un lungo percorso attraverso una ventina di Paesi del continente africano che si concluderà nel febbraio 2007.

Dal febbraio 2007, conclude il Comunicato, la Croce sarà portata in pellegrinaggio con un lungo percorso attraverso le numerose isole dell'Oceania, fino a raggiungere la meta finale, Sydney, nel luglio 2008.
.../GIORNATE MONDIALI GIOVENTÙ/... VIS 20060405 (280)

martedì 4 aprile 2006

GIOVANNI PAOLO II: UNA FEDE CONVINTA, FORTE E AUTENTICA


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Papa Benedetto XVI ha celebrato in Piazza San Pietro una Santa Messa in suffragio di Giovanni Paolo II, nel primo anniversario della sua scomparsa.

Hanno concelebrato con il Papa alcuni Cardinali, fra i quali il Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano, il Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma, Camillo Ruini e il Segretario particolare del defunto Giovanni Paolo II, il Cardinale Stanislaw Dziwisz, attualmente Arcivescovo di Cracovia (Polonia).

Davanti a migliaia di fedeli provenienti da vari Paesi, specialmente dalla Polonia, il Papa ha ricordato nell'omelia che il compianto Pontefice, mancato il 2 aprile 2005, "che Dio aveva dotato di molteplici doni umani e spirituali, passando attraverso il crogiolo delle fatiche apostoliche e della malattia, è apparso sempre più una 'roccia' nella fede".

"Chi ha avuto modo di frequentarlo da vicino" - ha detto Benedetto XVI - "ha potuto quasi toccare con mano quella sua fede schietta e salda, che, se ha impressionato la cerchia dei collaboratori, non ha mancato di diffondere, durante il lungo Pontificato, il suo influsso benefico in tutta la Chiesa, in un crescendo che ha raggiunto il suo culmine negli ultimi mesi e giorni della sua vita".

Papa Benedetto XVI ha sottolineato che il Suo Predecessore ebbe "Una fede convinta, forte e autentica, libera da paure e compromessi, che ha contagiato il cuore di tanta gente, grazie anche ai numerosi pellegrinaggi apostolici in ogni parte del mondo, e specialmente grazie a quell'ultimo 'viaggio' che è stata la sua agonia e la sua morte".

Ricordando il motto segnato nello stemma del Pontificato di Papa Giovanni Paolo II, "Totus tuus", Benedetto XVI ha sottolineato che la vita del Predecessore fu "orientata completamente a Cristo per mezzo di Maria".

"Questa sera" - ha proseguito Benedetto XVI - "il nostro pensiero torna con emozione al momento della morte dell'amato Pontefice, ma al tempo stesso il cuore è come spinto a guardare avanti. Sentiamo risuonare nell'animo i suoi ripetuti inviti ad avanzare senza paura sulla strada della fedeltà al Vangelo per essere araldi e testimoni di Cristo nel terzo millennio".

"Ci tornano alla mente le sue incessanti esortazioni a cooperare generosamente alla realizzazione di una umanità più giusta e solidale, ad essere operatori di pace e costruttori di speranza".

Il Santo Padre ha concluso l'omelia con questa esortazione: "Resti sempre fisso il nostro sguardo su Cristo, 'lo stesso ieri, oggi e sempre', che guida saldamente la sua Chiesa. (...) La forza dello Spirito di Gesù sia per tutti, cari fratelli e sorelle, come lo fu per Papa Giovanni Paolo II, sorgente di pace e di gioia".
HML/MESSA SUFFRAGIO GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060404 (450)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Richard G. Lennon, Vescovo di Cleveland (superficie: 8.842; popolazione: 2.853.155; cattolici: 802.767; sacerdoti: 583; religiosi: 1.446; diaconi permanenti: 191), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Boston (Stati Uniti d'America), succede al Vescovo Anthony M. Pilla, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/.../LENNON:PILLA VIS 20060404 (90)

CELEBRAZIONI SETTIMANA SANTA PRESIEDUTE DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il programma delle celebrazioni liturgiche della Settimana Santa presiedute dal Santo Padre Benedetto XVI, rese pubbliche oggi dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.

DOMENICA 9 aprile: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. XXI Giornata mondiale della Gioventù sul tema: "Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino". Alle 9:30, in Piazza San Pietro, il Santo Padre benedirà le palme e gli ulivi e, al termine della processione, celebrerà la Santa Messa della Passione del Signore.

GIOVEDÌ 13 aprile: Giovedì Santo. Alle 9.30 il Santo Padre presiederà nella Basilica di San Pietro, la concelebrazione della Santa Messa Crismale con i Cardinali, i Vescovi e i Presbiteri (diocesani e religiosi) presenti a Roma, quale segno della stretta comunione tra il pastore della Chiesa universale e i suoi fratelli nel Sacerdozio ministeriale. Il Triduo pasquale avrà inizio con la Santa Messa nella Cena del Signore alla 17:30 nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il Santo Padre presiederà la concelebrazione della Santa Messa e dopo l'omelia farà la lavanda dei piedi a dodici uomini. Durante il rito i presenti saranno invitati a compiere un atto di carità a sostegno del progetto di ricostruzione di case per le vittime delle devastanti frane che hanno colpito il territorio della Diocesi di Maasin (Filippine). La somma raccolta sarà affidata al Santo Padre al momento della presentazione dei doni. Al termine della celebrazione avrà luogo la traslazione del Santissimo Sacramento alla Cappella della reposizione.

VENERDÌ 14 aprile: Venerdì Santo. Celebrazione della Passione del Signore. Alle 17:00 nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre presiederà la Liturgia della Parola, l'Adorazione della Croce e il Rito della Comunione. Alle 21:15 presiederà la "Via Crucis" al Colosseo, al termine della quale rivolgerà la Sua parola ai fedeli ed impartirà la Benedizione Apostolica.

SABATO 15 aprile: Sabato Santo. La Veglia Pasquale avrà inizio alle 22:00 nella Basilica di San Pietro. Il Santo Padre benedirà il fuoco nuovo nell'atrio della Basilica di San Pietro; dopo l'ingresso processionale in Basilica con il cero pasquale e il canto dell'Exultet, presiederà la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, che sarà concelebrata con i Cardinali.

DOMENICA 16 aprile: Domenica di Pasqua della Risurrezione del Signore. Alle 10:30, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Pietro e alle 12:00 dalla loggia centrale della Basilica impartirà la Benedizione "Urbi et Orbi".
BXVI-PROGRAMMA/SETTIMANA SANTA/OCL VIS 20060404 (420)

lunedì 3 aprile 2006

UNIVERSITÀ: RIFERIMENTO COSTANTE VISIONE CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Seminario di studio su: "Il patrimonio culturale e i valori delle Università europee come base per l'attrattività dello 'Spazio Europeo di Istruzione Superiore'", promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica in collaborazione con l'U.N.E.S.C.O.-C.E.P.E.S.

Il Papa ha ricordato che numerose università europee, da quella di Bologna, a quelle di Parigi, Cracovia, Salamanca, Colonia, Oxford e Praga "giocarono un ruolo importante nel consolidamento dell'identità dell'Europa e nella formazione del suo patrimonio culturale. Le istituzioni universitarie si distinsero sempre per l'amore della sapienza e la ricerca della verità, con riferimento costante alla visione cristiana che riconosce nell'uomo il capolavoro della creazione, in quanto formato ad immagine e somiglianza di Dio".

Riferendosi alle sfide di carattere culturale che l'Europa deve attualmente affrontare, "essendo impegnata nella riscoperta della propria identità che non è solo di ordine economico e politico", il Santo Padre ha detto: "La questione fondamentale oggi, come ieri, resta quella antropologica. Si tratta cioè di chiarire quale sia la concezione dell'uomo che è alla base dei nuovi progetti. E giustamente voi vi domandate a servizio di quale uomo intenda essere l'Università: di un individuo arroccato nella difesa dei soli suoi interessi o di una persona aperta alla solidarietà con gli altri, nella ricerca del vero senso dell'esistenza?".

"Ci si chiede" - ha detto ancora Papa Benedetto - "quale sia il rapporto tra la persona umana, la scienza e la tecnica", tenendo conto dello sviluppo tecnologico dell'inizio del XXI secolo. "Occorre dire con forza che l'essere umano non può essere mai sacrificato ai successi della scienza e della tecnica".

Il Papa ha concluso il suo discorso ribadendo "il peculiare ruolo delle Università: nell'attuale situazione ad esse è chiesto di non accontentarsi di istruire, ma di impegnarsi anche a svolgere un attento ruolo educativo al servizio delle nuove generazioni, facendo appello al patrimonio di ideali e valori che hanno segnato i millenni passati. L'Università potrà così aiutare l'Europa a conservare la sua 'anima', rivitalizzando quelle radici cristiane che l'hanno originata".
AC/.../UNIVERSITÀ VIS 20060403 (350)

IL PAPA PREGA PER BAMBINO ASSASSINATO E PER PACE IN IRAQ


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2006 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato il bambino italiano Tommaso Onofri, di 18 mesi, rapito il 2 marzo scorso. Sabato 1° aprile, dopo il ritrovamento del corpo del piccolo, uno dei sequestratori ha confessato di averlo assassinato poco dopo il rapimento.

Il 7 marzo scorso, durante gli Esercizi Spirituali della Curia Romana, Benedetto XVI aveva lanciato un appello chiedendo la liberazione di Tommy. "Siamo tutti colpiti dalla vicenda del piccolo Tommaso barbaramente ucciso" - ha detto oggi il Papa - "preghiamo per lui e per tutte le vittime della violenza".

Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento all'appello lanciato dal Patriarca di Babilonia dei Caldei, Sua Beatitudine Emmanuel III Delly e dai Vescovi iracheni ai fedeli, ai credenti e agli uomini di buona volontà perchè il 3 e il 4 aprile "si uniscano nella preghiera e nel digiuno per chiedere a Dio il dono della pace e della concordia in Iraq e nel mondo intero".

"Invito tutti ad aderire all'iniziativa dei nostri fratelli di quel martoriato Paese, affidando tale intenzione all'intercessione di Maria Santissima, Regina della Pace".
ANG/ASSASSINIO BAMBINO:PACE IRAQ/DELLY VIS 20060403 (200)

GIOVANNI PAOLO II: COERENTE VITA DI FEDE CHE TOCCA IL CUORE


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato alla figura di Giovanni Paolo II la riflessione che precede come di consueto la recita dell'Angelus della domenica con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"Il 2 aprile dello scorso anno" - ha detto il Santo Padre - "proprio come oggi, l'amato Papa Giovanni Paolo II stava vivendo in queste stesse ore l'ultima fase del suo pellegrinaggio terreno, un pellegrinaggio di fede, di amore e di speranza, che ha lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa e dell'umanità".

"La sua agonia e la sua morte costituirono quasi un prolungamento di Triduo pasquale. Tutti ricordiamo le immagini della sua ultima 'Via Crucis', il Venerdì Santo: non potendo recarsi al Colosseo, la seguì dalla sua Cappella privata, tenendo tra le mani una croce. Nel giorno di Pasqua, poi, impartì la benedizione 'Urbi et Orbi' senza poter pronunciare parole, con il solo gesto della mano. È stata la benedizione più sofferta e commovente, che ci ha lasciato come estrema testimonianza della sua volontà di compere il ministero fino alla fine".

"Giovanni Paolo II è morto così come aveva sempre vissuto, animato dall'indomito coraggio della fede, abbandonandosi in Dio e affidandosi a Maria Santissima. (...) La sua eredità è immensa, ma il messaggio del suo lunghissimo pontificato si può ben riassumere nelle parole con le quali egli lo volle inaugurare, qui in Piazza San Pietro, il 22 ottobre 1978: 'Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!'".

"Questo indimenticabile appello" - ha sottolineato Papa Benedetto - "Giovanni Paolo II l'ha incarnato con tutta la sua persona e tutta la sua missione di Successore di Pietro (...). Egli ha compiuto come un unico grande gesto, a conferma di quelle parole iniziali. Ha annunciato sempre Cristo, proponendolo a tutti, come aveva fatto il Concilio Vaticano II, quale risposta alle attese dell'uomo, attese di libertà, di giustizia, di pace".

"Negli ultimi anni, il Signore lo ha gradualmente spogliato di tutto, per assimilarlo pienamente a Sé. E quando ormai non poteva più viaggiare, e poi nemmeno camminare, e infine neppure parlare, il suo gesto, il suo annuncio si è ridotto all'essenziale: al dono di se stesso fino all'ultimo. La sua morte è stata il compimento di una coerente testimonianza di fede, che ha toccato il cuore di tanti uomini di buona volontà".

"Giovanni Paolo II" - ha concluso il Papa - "ci ha lasciati nel giorno di sabato dedicato particolarmente a Maria, verso la quale ha sempre nutrito una devozione filiale. Alla celeste Madre di Dio domandiamo ora di aiutarci a far tesoro di quanto ci ha donato ed insegnato questo grande Pontefice".
ANG/GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060403 (460)

INVIATO SPECIALE CENTENARIO SAN FRANCESCO SAVERIO


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di una Lettera, redatta in latino e datata 3 marzo, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del V Centenario della nascita di San Francesco Saverio, che avranno luogo a Javier (Spagna), il 7 aprile 2006.

La missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Padre Elías Royón, S.I., Provinciale della Compagnia di Gesù per la Spagna e dal Sacerdote Anastasio Gil García, del clero dell'Arcidiocesi di Madrid e Direttore del Segretariato della Commissione Episcopale per le Missioni e la Cooperazione tra le Chiese.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/JAVIER:ROUCO VIS 20060403 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Onorevole René van der Linden, Presidente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa.

- Il Signor Jorge Dezcallar de Mazarredo, Ambasciatore di Spagna, in visita di congedo.

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero.

Sabato 1° aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Le Loro Maestà il Re Alberto II del Belgio e la Regina Paola e Seguito.

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia)

- L'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- L'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba d'Egitto e Delegato della Santa Sede presso l'Organizzazione della Lega degli Stati Arabi.

- Il Vescovo Salomon Lezoutié, di Odienné (Costa d'Avorio), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- L'Arcivescovo Francesco Monterisi, Segretario della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../... VIS 20060403 (170)

CAMMINO DELLA PACE LUNGO E DIFFICILE, MA NON IMPOSSIBILE


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2006 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale della Costa d'Avorio al termine della Visita "ad Limina Apostolorum" e commentando i rapporti quinquennali presentati dai Vescovi, ha assicurato la sua preghiera affinché la Nazione "ritrovi l'unità e la pace in una autentica fraternità fra tutti i suoi figli".

"In effetti, la crisi che il vostro Paese attraversa" - ha affermato Papa Benedetto - "ha purtroppo posto in evidenza le divisioni che costituiscono una profonda ferita nei rapporti fra le diverse componenti della società. Le violenze che ne sono risultate hanno gravemente compromesso la fiducia fra le persone e la stabilità del Paese, lasciando dietro di sé molte sofferenze difficili da guarire. L'instaurarsi di una vera pace non sarà possibile se non accordando un generoso perdono e con la riconciliazione effettivamente realizzata tra le persone e tra i gruppi interessati. Per conseguire ciò tutte le parti in causa devono accettare di raggiungere coraggiosamente il dialogo per esaminare (...) le cause che hanno condotto all'attuale situazione".

"Il cammino della pace" - ha affermato Benedetto XVI - "è lungo e difficile, ma non è mai impossibile" e "in questo sforzo comune i cattolici devono ricoprire il ruolo che è loro, poiché l'edificazione di un mondo riconciliato non può mai essere a loro estraneo".

Tuttavia, per conseguire questo obiettivo "è necessario in primo luogo ricreare la fiducia fra i discepoli di Cristo, malgrado le divergenze d'opinione. (...) Nelle vostre Chiese diocesane, di fronte alle tensioni politiche ed etniche, Vescovi, sacerdoti e persone consacrate devono essere per tutti modelli di fraternità e di carità, e contribuire con la loro parola e con il loro atteggiamento all'edificazione di una società unita e riconciliata".

Il Papa ha sottolineato che in questo contesto la formazione iniziale e permanente dei sacerdoti deve essere la preoccupazione principale dei Vescovi, e li ha esortati ad "un a intensa vita spirituale" e a "promuovere l'unità e la vita fraterna fra di loro".

Riferendosi "all'importanza della formazione dei laici", citata dai Vescovi nel loro rapporto quinquennale, il Santo Padre ha sottolineato che è necessario "l'approfondimento della fede al fine di resistere al ritorno di antiche pratiche o alle sollecitazioni delle sette e soprattutto per rendere conto della speranza cristiana in un mondo complesso che conosce nuovi e gravi problemi. (...) I fedeli, particolarmente quelli impegnati negli ambienti intellettuali, politici, economici, troveranno nel 'Compendio della dottrina sociale della Chiesa' uno strumento fondamentale di formazione e di evangelizzazione".

"Perché la Chiesa sia sempre segno più comprensibile di ciò che essa è e perché sia sempre più idonea alla sua missione, è necessaria l'opera di inculturazione della fede. Questo processo, così importante per l'annuncio del Vangelo a tutte le culture, non deve compromettere la specificità e l'integrità della fede, ma deve aiutare i cristiani a meglio comprendere e a meglio vivere il messaggio evangelico nella loro cultura, e a saper rinunciare alle pratiche in contraddizione con gli impegni battesimali".

"Il peso della mentalità tradizionale" - ha proseguito il Papa - "è spesso un ostacolo all'annuncio del Vangelo. Fra le numerose questioni che si pongono ai fedeli, quella dell'impegno nel sacramento del matrimonio è delle più importanti. La poligamia o la coabitazione di fatto senza celebrazione religiosa sono spesso grandi ostacoli. È quindi necessario perseguire incessantemente lo sforzo da voi intrapreso per far meglio accettare, in particolare fra i giovani, che il matrimonio è, per il cristiano, una via di santità".

Il Papa ha concluso il suo discorso constatando lo sviluppo dei movimenti ecclesiali nelle Diocesi della Costa d'Avorio "che contribuiscono a dare un impulso missionario rinnovato alle comunità cristiane" e invitando "i membri di tali gruppi ad approfondire la loro conoscenza personale di Cristo per darsi generosamente a Lui, rimanendo radicati nella fede della Chiesa".

"Tuttavia" - ha ammonito il Pontefice - "questi movimenti devono essere l'oggetto di un illuminato e costante discernimento da parte dei Vescovi, al fine di garantire l'ecclesialità della loro azione e di mantenere un'autentica comunione con la Chiesa universale e diocesana".
AL/.../COSTA D'AVORIO VIS 20060403 (690)

VITA DI GIOVANNI PAOLO II SI RIASSUME IN FEDELTÀ E DEDIZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2006 (VIS). Alle 20:30 di questa sera, migliaia di persone - fra cui molti fedeli provenienti dalla Polonia - hanno partecipato in Piazza San Pietro ad una veglia di preghiera e a un momento di riflessione in memoria di Giovanni Paolo II, mancato un anno fa.

All'inizio è stata data lettura di alcuni testi di Karol Wojtyla, intervallati da canti eseguiti dal Coro della Diocesi di Roma.

Alle 21:00 il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per presiedere la recita del Santo Rosario.

Dopo la preghiera mariana, alle 21:37 circa, ora della morte di Giovanni Paolo II, il Papa si è rivolto ai presenti.

"È passato già un anno dalla morte del Servo di Dio Giovanni Paolo II " - ha detto Benedetto XVI - "ma la sua memoria continua ad essere quanto mai viva (...) Egli continua ad essere presente nella nostra mente e nel nostro cuore; continua a comunicarci il suo amore per Dio e il suo amore per l'uomo; continua a suscitare in tutti, specie nei giovani, l'entusiasmo del bene e il coraggio di seguire Gesù e i suoi insegnamenti".

"Come riassumere la vita e la testimonianza evangelica di questo grande Pontefice? Potremmo tentare di farlo utilizzando due parole: 'fedeltà' e 'dedizione', fedeltà totale a Dio e dedizione senza riserve alla propria missione di Pastore della Chiesa universale" - ha detto Benedetto XVI rivolgendosi ai fedeli che ascoltavano con le candele accese illuminando in modo suggestivo tutta Piazza San Pietro.

"Fedeltà e dedizione" - ha proseguito il Pontefice - "apparse ancor più convincenti e commoventi negli ultimi mesi, quando ha incarnato in sé ciò che ebbe a scrivere nel 1984 nella lettera apostolica 'Salvifici doloris': 'La sofferenza è presente nel mondo per sprigionare amore, per far nascere opere di amore verso il prossimo, per trasformare tutta la civiltà umana nella 'civiltà dell'amore'".

"La sua malattia affrontata con coraggio ha reso tutti più attenti al dolore umano, ad ogni dolore fisico e spirituale; ha dato alla sofferenza dignità e valore, testimoniando che l'uomo non vale per la sua efficienza, per il suo apparire, ma per se stesso, perché creato e amato da Dio".

"Con le parole e i gesti il caro Giovanni Paolo II non si è stancato di indicare al mondo che se l'uomo si lascia abbracciare da Cristo, non mortifica la ricchezza della sua umanità; se a Lui aderisce con tutto il cuore, non gli viene a mancare qualcosa. Al contrario, l'incontro con Cristo rende la nostra vita più appassionante".

"Proprio perché si è avvicinato sempre più a Dio nella preghiera, nella contemplazione, nell'amore per la Verità e la Bellezza, il nostro amato Papa ha potuto farsi compagno di viaggio di ognuno di noi e parlare con autorevolezza anche a quanti sono lontani dalla fede cristiana".

"Nel primo anniversario del suo ritorno alla Casa del Padre" - ha sottolineato Benedetto XVI - "siamo invitati questa sera ad accogliere nuovamente l'eredità spirituale che egli ci ha lasciato; siamo stimolati, tra l'altro, a vivere ricercando instancabilmente la Verità che sola appaga il nostro cuore. Siamo incoraggiati a non aver paura di seguire Cristo, per recare a tutti l'annuncio del Vangelo, che è fermento di una umanità più fraterna e solidale. Giovanni Paolo II ci aiuti dal cielo a proseguire il nostro cammino".

Successivamente Papa Benedetto si è rivolto ai fedeli che dalla Polonia hanno seguito la cerimonia via satellite ed ha detto: "È vivo in noi il ricordo di Giovanni Paolo II e non si spenga il senso della sua spirituale presenza. La memoria del particolare amore che nutriva per i suoi connazionali sempre sia per voi la luce sulla via verso Cristo. 'Rimanete forti nella fede'".

Da Cracovia il Cardinale Stanislaw Dziwisz ha ringraziato per le parole di Benedetto XVI ed ha assicurato che Giovanni Paolo II "ci sorride dal cielo".
AC/GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060403 (660)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Der Raphaël Dabiré Kusiélé, Vescovo di Diébougou (superficie: 18.346; popolazione: 752.412; cattolici: 109.834; sacerdoti: 124; religiosi: 78), Burkina Faso. Il Vescovo eletto, finora Vicario Episcopale per i progetti socio-pastorali della medesima Diocesi, è nato nel 1948 a Dissin (Burkina Faso), ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Succede al Vescovo Jean-Baptiste Somé, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Copta cattolica riunitosi nel Convento di San Giuseppe delle Suore Egiziane del Sacro Cuore al Cairo, dal 27 al 30 marzo, avvalendosi della facoltà di cui al Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali, canone 126, paragrafo 2, e consultato il Sommo Pontefice, ha accettato la rinuncia all'ufficio patriarcale di Sua Beatitudine il Cardinale Stephanos II Ghattas, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto).

Il medesimo Sinodo ha eletto il 30 marzo 2006 il Vescovo Antonios Naguib, finora Vescovo emerito di Minya dei Copti, a nuovo Patriarca di Alessandria dei Copti Cattolici (cattolici: 135.000; sacerdoti: 156; religiosi: 374), Egitto.

Sabato 1 aprile è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Darwin Rudy Andino Ramírez, C.R.S., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Tegucigalpa (superficie: 15.167; popolazione: 1.695.285; cattolici: 1.240.648; sacerdoti: 153; religiosi: 524), Honduras. Il Vescovo eletto, finora Parroco di "San Juan Bautista" in Tegucigalpa e Consigliere Provinciale della Provincia Centroamericana dei Padri Somaschi, è nato a Tegucigalpa (Honduras) nel 1959, ha emesso la professione solenne nella Congregazione dei Padri Somaschi nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.

- Nunzio Apostolico in Samoa l'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Isole Fiji, Isole Marshall, Kiribati, Stati Federati di Micronesia, Palau, Tonga, Vanuatu, e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.

- Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone il Monsignore Francisco Montecillo Padilla, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica in Australia, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Cebu City (Filippine) nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.

- Suo Inviato Speciale alle celebrazioni che avranno luogo a Singapore, dal 21 al 23 giugno 2006, nel XXV anniversario delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.
NER:RE:NEA:NN:NA/.../... VIS 20060403 (420)

venerdì 31 marzo 2006

INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA DEL PAPA MESE DI APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di aprile è la seguente: "Perché siano rispettati i diritti individuali, sociali e politici della donna in tutte le nazioni".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché la Chiesa in Cina possa svolgere con serenità e piena libertà la sua missione evangelizzatrice".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/APRILE/… VIS 20060331 (80)

PRESENTAZIONE FILM: "KAROL, UN PAPA RIMASTO UOMO"


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, in presenza del Santo Padre Benedetto XVI, ha avuto luogo la proiezione del film: "Karol, un Papa rimasto uomo", del regista e sceneggiatore italiano Giacomo Battiato, dedicato alla vita di Giovanni Paolo II. Benedetto XVI aveva assistito alla prima parte del film "Karol, un uomo diventato Papa", nel maggio dello scorso anno, a poca distanza dalla scomparsa di Giovanni Paolo II.

Al termine della proiezione del film girato per la televisione, il Papa, ringraziando il regista, i suoi collaboratori e l'attore Piotr Adamczyk, che ha interpretato il ruolo di Giovanni Paolo II, ha detto che essi "con sapiente maestria ci hanno riproposto i momenti centrali del ministero apostolico del mio venerato Predecessore".

"Con questa seconda parte della fiction" - ha commentato il Papa - "si conclude il racconto della vicenda terrena dell'amato Pontefice. Abbiamo riascoltato l'appello iniziale del suo Pontificato risuonato nel corso degli anni tante volte: 'Aprite le porte a Cristo! Non abbiate paura!'. Lo scorrere delle immagini ci ha mostrato un Papa immerso nel contatto con Dio e proprio per questo sempre sensibile alle attese degli uomini. Il film ci ha fatto idealmente ripensare ai suoi viaggi apostolici in ogni parte del mondo; ci ha dato modo di rivivere i suoi incontri con tante persone, con i Grandi della terra e con semplici cittadini, con illustri personaggi e persone sconosciute. Tra tutti merita una menzione speciale l'abbraccio con Madre Teresa di Calcutta, legata a Giovanni Paolo II da un'intima sintonia spirituale. Impietriti, come se fossimo presenti, abbiamo riudito gli spari del tragico attentato in Piazza San Pietro del 13 maggio 1981".

"Dall'insieme è emersa" - ha proseguito Benedetto XVI - "la figura di un instancabile profeta di speranza e di pace, che ha percorso i sentieri del globo per comunicare il Vangelo a tutti. Sono tornate alle mente le sue parole vibranti per condannare l'oppressione di regimi totalitari, la violenza omicida e la guerra; parole piene di consolazione e di speranza per manifestare vicinanza ai familiari delle vittime di conflitti e di drammatici attentati, come quello alle Torri Gemelle di New York; parole di coraggio e di denuncia verso la società consumistica e la cultura edonistica, protesa a costruire un benessere semplicemente materiale che non può soddisfare le attese profonde del cuore umano".
.../FILM-GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20060331 (410)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Bruno Grua, Vescovo di Saint-Flour (superficie: 5.726; popolazione: 151.600; cattolici: 145.600; sacerdoti: 127; religiosi: 172; diaconi permanenti: 4), Francia. Il Vescovo eletto, finora Parroco a Digne (Francia) e membro del Consiglio Episcopale, è nato nel 1946 a Lione (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.

In data giovedì 30 marzo, il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Adolfo Tito Yllana, finora Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone, Nunzio Apostolico in Pakistan.
NER:NN/.../GRUA:YLLANA VIS 20060331 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale di Costa d'Avorio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Félix Kouadjo, di Bondoukou.

- L'Arcivescovo Jean-Pierre Kutwa, di Gagnoa.

- Il Vescovo Maurice Konan Kouassi, di Daloa.

- Il Vescovo Joseph Niangoran Teky, di Man.

- Il Vescovo Barthélemy Djabla, di San Pedro-en-Côte d'Ivoire.

- L'Arcivescovo Marie-Daniel Dadiet, di Korhogo.

- Il Vescovo Ignace Bessi Dogbo, di Katiola.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20060331 (110)

giovedì 30 marzo 2006

EUROPA: FEDELTÀ CREATIVA AL PATRIMONIO CRISTIANO


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2006 (VIS). In occasione delle Giornate di Studio sull'Europa, organizzate dal Gruppo Parlamentare Europeo del Partito Popolare, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano un gruppo di rappresentanti di questa formazione politica.

Il Papa ha iniziato il suo discorso ai parlamentari ricordando la particolare attenzione che i Pontefici romani hanno sempre dedicato all'Europa, della quale esempio eloquente è l'udienza odierna "che si colloca in una lunga serie di incontri fra i miei Predecessori e i movimenti politici di ispirazione cristiana".

Il Santo Padre ha citato successivamente le complesse questioni che il continente europeo deve attualmente affrontare come "la crescita e lo sviluppo del processo di integrazione europea, la definizione sempre più precisa di politica di vicinanza entro i confini dell'Unione e il dibattito sul suo modello sociale", sottolineando che per conseguire tali obiettivi è importante "trarre ispirazione, con fedeltà creativa, dal patrimonio cristiano che ha offerto un contributo fondamentale all'identità del continente europeo".

"Non dimenticando le sue radici cristiane, l'Europa" - ha detto il Papa - "sarà in grado di offrire un sicuro indirizzo alle scelte dei suoi cittadini e dei suoi popoli, rafforzerà la loro consapevolezza di appartenere ad una comune civiltà ed alimenterà l'impegno di tutti nell'affrontare le attuali sfide per un futuro migliore".

Il Santo Padre ha espresso il suo apprezzamento per il riconoscimento del patrimonio cristiano dell'Europa del Partito Popolare Europeo che "offre valide linee guida etiche alla ricerca di un modello sociale che risponda adeguatamente alle necessità di un'economia globalizzata e ai mutamenti demografici, assicurando la crescita e l'impiego, la protezione della famiglia, uguali opportunità per l'educazione dei giovani e la sollecitudine per i poveri".

Il tener conto dell'eredità cristiana, ha detto ancora Papa Benedetto, "può contribuire in modo significativo alla lotta contro una cultura molto diffusa in Europa che relega alla sfera privata e alla soggettiva la manifestazione delle proprie convinzioni religiose. Le politiche che si fondano su tali basi non solo implicano il rifiuto del ruolo pubblico del cristianesimo, ma più generalmente escludono il riconoscimento della tradizione religiosa dell'Europa che è così evidente, nonostante le variazioni confessionali, e ciò minaccia la democrazia stessa, la cui forza dipende dai valori che essa promuove".

Il Papa ha inoltre affermato che: "Sarebbe segno di immaturità, se non di debolezza, scegliere di opporsi e di ignorare i valori cristiani, piuttosto che dialogare con essi. In questo contesto occorre riconoscere che una certa intransigenza secolare si dimostra nemica della tolleranza e di una sana visione secolare dello stato e della società".

Successivamente Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento perché "Il trattato costituzionale dell'Unione Europea prevede un rapporto strutturato e continuo con le comunità religiose, riconoscendo la loro identità e il loro specifico contributo. Sopratutto, confido che la posta in opera corretta ed effettiva di tale rapporto cominci ora, con la cooperazione di tutti i movimenti politici a prescindere dagli allineamenti di partito".

"Non bisogna dimenticare" - ha sottolineato il Pontefice - "che quando le Chiese o i movimenti ecclesiali intervengono nel dibattito pubblico, esprimendo riserve o richiamando vari principi, ciò non costituisce una forma di intolleranza o un'interferenza, poiché tali interventi sono volti unicamente ad illuminare le coscienze, rendendole capaci di agire liberamente e responsabilmente, secondo le autentiche esigenze della giustizia, anche quando ciò dovesse essere in conflitto con situazioni di potere e di interesse personale".

Il Papa ha ricordato poi che "il punto principale degli interventi della Chiesa Cattolica sono "la protezione e promozione della dignità della persona, e ciò richiede particolare attenzione ai principi che non sono negoziabili" quali "la protezione della vita in tutti i suoi stadi", "il riconoscimento e la promozione della struttura naturale della famiglia - quale unione fra uomo e donna fondata sul matrimonio - e la sua difesa dai tentativi di rendere giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unioni che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo particolare carattere ed il suo insostituibile ruolo sociale; la protezione dei diritti dei genitori di educare i figli".

"Questi principi non sono verità di fede, anche se sono illuminati e riconfermati dalla fede; sono iscritti nella natura umana e perciò sono comuni a tutta l'umanità. L'azione della Chiesa nel promuoverli non è perciò di carattere confessionale, ma si rivolge a tutte le persone, prescindendo da qualunque affiliazione religiosa".

Il Papa ha preso congedo dai parlamentari esortandoli ad "ad essere credibili e coerenti testimoni di queste verità fondamentali attraverso la vostra attività politica, e più fondamentalmente attraverso il vostro impegno a vivere una vita autentica e coerente".
AC/.../PARTITO POPOLARE EUROPEO VIS 20060330 (770)
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