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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 10 giugno 2005

ADEGUATA FORMAZIONE SACERDOTI FAR FRONTE SFIDE ATTUALI


CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Vescovi del Sud Africa, Botswana, Swaziland, Namibia e Lesotho, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

Ricordando che i cattolici nei Paesi dai quali provengono i Vescovi costituiscono una minoranza, Papa Benedetto XVI ha affermato che proprio per tale ragione è "essenziale che i Vescovi promuovano il fondamentale lavoro della catechesi per assicurare che il popolo di Dio sia efficacemente preparato a testimoniare in parole ed opere l'autentico insegnamento del Vangelo".

Benedetto XVI ha reso grazie a Dio per "i numerosi sacerdoti, religiosi e laici, uomini e donne, che hanno dedicato la vita alla nobile missione" dell'evangelizzazione in terra africana nel secolo passato.

Il Papa ha affermato che nonostante la regione africana dalla quale provengono i Vescovi "abbia ancora bisogno di sacerdoti, non si può non ringraziare Dio per il gran numero di vocazioni al sacerdozio" nell'Africa subsahariana. "Voi avete la grande responsabilità" - ha detto Benedetto XVI ai Vescovi - "di aiutare i presbiteri ad essere uomini dell'Eucaristia. I sacerdoti sono chiamati a lasciare tutto e ad approfondire la loro devozione al Santissimo Sacramento. (...) Perciò vi incoraggio nel vostro lavoro di selezione coscienziosa dei candidati al sacerdozio. Nello stesso tempo i giovani candidati devono ricevere una formazione impartita con molta cura che garantisca una preparazione adeguata ad affrontare le molteplici sfide del mondo attuale".

"Un mondo pieno di tentazioni ha bisogno di sacerdoti totalmente dediti alla loro missione" e che "servano il prossimo come fece Cristo che abbracciò il dono del celibato. I Vescovi devono assisterli assicurandosi che tale dono non divenga mai un peso ma rimanga sempre dono di sé". In merito il Santo Padre ha ricordato l'importanza dell'educazione permanente dei sacerdoti e la partecipazione agli esercizi spirituali.

Benedetto XVI ha sottolineato che: "la vita familiare è sempre stata un fattore unificante della società africana". Tuttavia, ha constatato, "essa è minacciata dal divorzio, dall'aborto, dalla prostituzione, dal traffico di essere umani e da una mentalità contraccettiva, che contribuiscono alla distruzione della morale sessuale".

"Condivido la vostra profonda preoccupazione" - ha proseguito il Pontefice - " per la devastazione causata dall'Aids e dalle malattie ad esso collegate. Prego in particolare per le vedove, gli orfani, le ragazze madri e per tutti coloro la cui vita è stata distrutta da questa crudele pandemia. Vi esorto a continuare la lotta contro questo virus che non solo uccide, ma minaccia gravemente la stabilità economica e sociale del Continente".

"L'insegnamento tradizionale della Chiesa" - ha concluso Papa Benedetto - "si è dimostrato l'unico modo sicuro di impedire la diffusione dell'Hiv/Aids. Per cui 'l'affetto, la gioia, la felicità e la pace procurati dal Matrimonio cristiano e dalla fedeltà, così come la sicurezza data dalla castità, devono essere continuamente presentati ai fedeli, soprattutto ai giovani'".
AL/.../SUD AFRICA VIS 20050610 (480)

PACE, GIUSTIZIA E SOLIDARIETÀ NEL MONDO GLOBALIZZATO


CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2005 (VIS). Il 7 giugno scorso, l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra (Svizzera), ha preso la parola alla 93° Conferenza Internazionale sul Lavoro. Nel suo intervento il Nunzio ha ricordato l'impegno dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro nella promozione della globalizzazione e nella rimozione degli ostacoli che ne impediscono gli effetti positivi.

L'Arcivescovo Tomasi ha detto che: "la strada che conduce ad un lavoro adeguato per una vita dignitosa in un mondo dove la globalizzazione della solidarietà sia un elemento all'ordine del giorno, comincia con la promozione dell'impiego dei giovani, uomini e donne. (...) Un buon posto di lavoro per i giovani offre benefici sostanziali. La creatività dei giovani, sostenuta da una adeguata cultura tecnica e da un solido senso di responsabilità, può supplire alla mancanza di esperienza e perfino aprire le porte ad altri lavori con la creazione di microimprese mediante la concessione di crediti adeguati".

L'Osservatore Permanente ha citato le parole che Papa Benedetto ha rivolto ai lavoratori il 1° maggio 2005, quando ha sottolineato che "la solidarietà, la giustizia e la pace devono essere 'i pilastri sui quali edificare l'unità della famiglia umana'".

"La creazione di buoni posti di lavoro per tutti in un mondo sostenibile" - ha aggiunto il Nunzio - "è stata a lungo la base comune di un proficuo dialogo fra l'Organizzazione Internazionale del Lavoro e la dottrina sociale della Chiesa. È la dignità di ogni persona che richiede il suo accesso al lavoro in condizioni di sicurezza personale, salute, equa remunerazione, in un ambiente di lavoro sicuro. Il lavoro è un diritto ed è espressione della dignità umana. La mia Delegazione perciò considera la disoccupazione una 'autentica catastrofe sociale'".

L'Arcivescovo Tomasi ha concluso il suo intervento affermando che "è necessario un approccio più determinato nei confronti delle categorie più vulnerabili di lavoratori. Solo un'azione coerente contro il lavoro forzato (...) può sradicare questa indegnità che non ha diritto di cittadinanza nel mondo moderno. (...) Un importante segno del continuo dinamismo dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro è l'impegno costante a contrastare il lavoro forzato e l'attenzione a tutti i settori del mondo del lavoro, sopratutto i più emarginati".
DELSS/LAVORO:ILO/GINEVRA:TOMASI VIS 20050610 (380)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Botswana, Sud Africa e Swaziland, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Liborius Ndumbukuti Nashenda, O.M.I., di Windhoek (Namibia).

- Il Vescovo Joseph James Potocnak, S.C.I., di De Aar (Sud Africa).

- Il Vescovo Joseph Shipandeni Shikongo, O.M.I., Vicario Apostolico di Rundu (Namibia).

- Il Vescovo Fritz Lobinger, emerito di Aliwal (Sud Africa).

- Il Reverendo Klaus Lettner, Amministratore Diocesano di Keetmanshoop (Namibia).

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20050610 (110)

giovedì 9 giugno 2005

FERMO IMPEGNO CHIESA PROMOZIONE RAPPORTI CON L'EBRAISMO


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2005 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere i Membri della Delegazione dello "International Jewish Committee on Interreligious Consultations" (IJCIC), ha ricordato che l'incontro odierno "ha luogo nel quarantesimo anniversario di promulgazione della Dichiarazione del Concilio Vaticano II 'Nostra Aetate', i cui insegnamenti sono stati il fondamento dei rapporti fra Chiesa cattolica e Popolo Ebraico".

"Il Concilio Vaticano II" - ha aggiunto Papa Benedetto - "riafferma che la Chiesa di Cristo riconosce che gli inizi della sua fede si trovano già in Abramo, Mosé e nei Profeti" e la Dichiarazione "Nostra Aetate" "raccomandò una maggiore mutua conoscenza e stima fra cristiani ed ebrei e deplorò gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell'antisemitismo dirette contro gli Ebrei. All'inizio del mio Pontificato, desidero assicurarvi che la Chiesa rimane fortemente impegnata, nella catechesi ed in ogni aspetto della sua attività, nella promozione di questo decisivo insegnamento".

"Negli anni che seguirono il Concilio" - ha affermato Papa Benedetto - "i miei predecessori Papa Paolo VI e, in particolare, Papa Giovanni Paolo II, diedero un forte impulso al miglioramento dei nostri rapporti con il Popolo ebraico. È mio proposito proseguire questo cammino. La storia dei rapporti fra le nostre due comunità è stata complessa e non sempre facile, tuttavia sono convinto che 'il patrimonio spirituale' comune a Cristiani ed Ebrei (...) porterà ad 'un futuro di speranza'. (...) Contemporaneamente, la memoria del passato rimane per ambedue le comunità un imperativo morale e fonte di purificazione nella nostra preghiera e nel nostro adoperarci a favore della riconciliazione, della giustizia, del rispetto della dignità umana e per quella pace che, in definitiva, è dono del Signore. Per sua propria natura, questo imperativo deve includere una riflessione costante sulle grandi questioni storiche, morali e teologiche derivanti dall'esperienza della Shoah".

Nelle battute conclusive del suo discorso, il Papa ha ricordato i diciotto incontri tenutisi nell'arco di trentacinque anni fra l'IJCIC e la Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo ed ha affermato: "Rendo grazie al Signore per i progressi compiuti in questi anni e vi incoraggio a perseverare nella vostra importante opera".
AC/DELEGAZIONE EBRAISMO/... VIS 20050609 (360)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo José Luis Amezcua Melgoza, Vescovo di Colima (superficie: 11.361; popolazione: 711.079; cattolici: 645.092; sacerdoti: 131; religiosi: 250), Messico. Il Vescovo Amezcua Melgoza, finora Vescovo di Campeche, succede al Vescovo Gilberto Valbuena Sánchez, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Leopoldo González González, finora Ausiliare di Morelia (Messico), Vescovo di Tapachula (superficie: 12.244; popolazione: 1.524.120; cattolici: 1.365.230; sacerdoti: 83; religiosi: 111), Messico.

- Ha nominato il Monsignor Viliam Judák, Vescovo di Nitra (superficie: 5.321; popolazione: 838.861; cattolici: 703.322; sacerdoti: 364; religiosi: 652; diaconi permanenti: 8), Slovacchia. Il Vescovo eletto, nato nel 1957, ordinato sacerdote nel 1985, è stato finora Titolare della Cattedra di Storia Ecclesiastica presso la Facoltà di Teologia Cirillo-Metodiana dell'Università Comenio di Bratislava (Slovacchia). Il Vescovo Judák succede al Cardinale Ján Chryzostom Korec, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../... VIS 20050609 (190)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., Arcivescovo di São Paulo (Brasile).

- Il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India).

- Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

- Il Rabbino Israel Singer, Presidente dell'International Jewish Committee for Interreligious Consultations, con il Signor Edgar Bronfman, Presidente del World Jewish Congress.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20050609 (100)

mercoledì 8 giugno 2005

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina al termine dell'Udienza Generale:

- L'Arcivescovo Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Nunzio Apostolico in Indonesia e in Timor Orientale.

- L'Arcivescovo François Bacqué, Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi.

- L'Arcivescovo Jean Paul Gobel, Nunzio Apostolico in Nicaragua.

- L'Arcivescovo Luigi Gatti, Nunzio Apostolico in Libano.

- L'Arcivescovo Alberto Bottari de Castello, Nunzio Apostolico in Giappone.
AP/.../... VIS 20050608 (70)

DOMANI INCONTRO DI BENEDETTO XVI DELEGAZIONE EBRAICA


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2005 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, nell'ambito del quale è la Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, rende noto che domani, 9 giugno, il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza privata un gruppo di venticinque rappresentanti delle maggiori organizzazioni ebraiche nel mondo.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Cardinale Walter Kasper, e Don Norbert Hofmann, S.D.B., Segretario della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, accompagneranno gli ospiti all'Udienza papale. La Delegazione sarà guidata dal Rabbino Israel Singer, attuale Presidente dello "International Jewish Committee on Interreligious Consultations" (IJCIC) di New York.

Il Comunicato precisa inoltre che: "l'IJCIC è un'Organizzazione a livello internazionale che comprende tutte le Agenzie Ebraiche del mondo impegnata nel dialogo interreligioso. Da trentacinque anni la Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo è in contatto con l'IJCIC, quale partner di dialogo, che si è mostrato utile in un contesto non sempre facile. (...) Nell'ambito di tale collaborazione, la Commissione ha organizzato 18 riunioni periodiche del 'Comitato Internazionale di Collegamento cattolico - ebraico'. L'ultima riunione di questo tipo si è tenuta a Buenos Aires, Argentina, nel luglio 2004".

"Il prossimo 27 ottobre, in occasione del quarantesimo anniversario di promulgazione della Dichiarazione 'Nostra Aetate' del Concilio Vaticano II, una delegazione dell'Ebraismo a livello internazionale sarà presente a tale evento commemorativo".
CON-UC/DELEGAZIONE EBRAICA/KASPER VIS 20050608 (240)

UDIENZA GENERALE: "GRANDI LE OPERE DEL SIGNORE"


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2005 (VIS). Il Salmo 110: "Grandi le opere del Signore", è stato il tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 35.000 pellegrini.

"Si incontrano in questo inno di lode e di ringraziamento" - ha spiegato il Papa - "tanti termini che definiscono Dio nei suoi attributi e nella sua opera di salvezza: si parla di 'pietà', di 'tenerezza', di 'giustizia', di 'potenza', di 'verità', di 'rettitudine', di 'fedeltà', di 'alleanza', di 'opere', di 'prodigi', persino di 'cibo'".

"Il Salmo si apre col verbo del ringraziamento che sale non solo dal cuore dell'orante, ma anche da tutta l'assemblea liturgica" per le opere che "indicano gli interventi salvifici del Signore, manifestazione della sua 'giustizia', termine che nel linguaggio biblico indica prima di tutto l'amore che genera salvezza".

"La 'pietà'" - ha proseguito il Pontefice - "è la grazia divina che avvolge e trasfigura il fedele, mentre la 'tenerezza' è espressa nell'originale ebraico con un termine caratteristico che rimanda alle 'viscere' materne del Signore, ancor più misericordiose di quelle di una madre".

Benedetto XVI ha detto ancora: "Questo legame d'amore comprende il dono fondamentale del cibo e quindi della vita che, nella rilettura cristiana, si identificherà con l'Eucaristia".

Il finale del Salmo "è suggellato (...) dalla contemplazione del volto divino, della persona del Signore, espressa attraverso il suo 'nome' santo e trascendente. (...) Il Salmista invita ogni fedele a coltivare il 'timore del Signore', inizio della vera sapienza. Sotto questo termine non si cela la paura e il terrore, ma il rispetto serio e sincero, l'adesione genuina e operosa al Dio liberatore".

"E, se la prima parola del canto era stata quella del ringraziamento" - ha concluso Papa Benedetto - "l'ultima è quella della lode: come la giustizia salvifica del Signore 'dura per sempre', così la gratitudine dell'orante non conosce sosta, risuona nella preghiera 'senza fine'".
Dopo la lettura delle sintesi, nelle principali lingue, della catechesi in lingua italiana, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto a diversi gruppi di pellegrini, fra i quali i pellegrini provenienti dall'Ucraina guidati dal Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini, ed i Vescovi greco-cattolici di Ucraina che lo accompagnavano.
AG/SALMO 110/... VIS 20050608 (380)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Romuald Kaminski, Vescovo Ausiliare di Elk (superficie: 11.000; popolazione: 440.000; cattolici: 425.000; sacerdoti: 300; religiosi: 202), Polonia. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere della Diocesi di Warszawa-Praga, è nato nel 1955 a Janówka (Polonia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NEA/.../KAMINSKI VIS 20050608 (60)

martedì 7 giugno 2005

RIFLESSIONI DEL PAPA SU MATRIMONIO E FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2005 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Papa Benedetto XVI ha inaugurato un Convegno Diocesano promosso dalla Diocesi di Roma sul tema: "Famiglia e comunità cristiana: formazione della persona e trasmissione della fede".

Benedetto XVI ha presentato alcune riflessioni sul significato che il matrimonio e la famiglia rivestono nel disegno di Dio, Creatore e Salvatore.

Il fondamento antropologico della famiglia

Partendo dall'idea che "l'uomo è creato ad immagine di Dio, e Dio stesso è amore", il Santo Padre ha spiegato che per questo motivo "la vocazione all'amore è ciò che fa dell'uomo l'autentica immagine di Dio: egli diventa simile a Dio nella misura in cui diventa qualcuno che ama. Da questa fondamentale connessione tra Dio e l'uomo ne consegue un'altra: la connessione indissolubile tra spirito e corpo".

"La totalità dell'uomo" - ha proseguito il Pontefice - "include infatti la dimensione del tempo, e il 'sì' dell'uomo (...) significa 'sempre', costituisce lo spazio della fedeltà. Solo all'interno di esso può crescere quella fede che dà un futuro e consente che i figli, frutto dell'amore, credano nell'uomo. La libertà del 'sì' si rivela dunque libertà capace di assumere ciò che è definitivo: la più grande espressione della libertà non è allora la ricerca del piacere, (...) è invece la capacità di decidersi per un dono definitivo, nel quale la libertà, donandosi, ritrova pienamente se stessa. In concreto, il 'sì' personale e reciproco dell'uomo e della donna (...) è destinato al dono di una nuova vita. Perciò questo 'sì' personale non può non essere un 'sì' anche pubblicamente responsabile, con il quale i coniugi assumono la responsabilità pubblica della fedeltà".

Papa Benedetto XVI ha ribadito inoltre che: "Le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere e il 'matrimonio di prova', fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono invece espressioni di una libertà anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione dell'uomo. Una tale pseudo-libertà si fonda su una banalizzazione del corpo, che inevitabilmente include la banalizzazione dell'uomo. Il suo presupposto è che l'uomo può fare di sé ciò che vuole: il suo corpo diventa così una cosa secondaria, manipolabile dal punto di vista umano, da utilizzare come si vuole. Il libertinismo, che si fa passare per scoperta del corpo e del suo valore, è in realtà un dualismo che rende spregevole il corpo, collocandolo per così dire fuori dall'autentico essere e dignità della persona".

Matrimonio e famiglia nella storia della salvezza

Il Papa ha ricordato che: "La rivelazione biblica, (...), è anzitutto espressione di una storia d'amore, la storia dell'alleanza di Dio con gli uomini: perciò la storia dell'amore e dell'unione di un uomo ed una donna nell'alleanza del matrimonio ha potuto essere assunta da Dio quale simbolo della storia della salvezza".

"E come l'incarnazione del Figlio di Dio rivela il suo vero significato nella croce, così l'amore umano autentico è donazione di sé, non può esistere se vuole sottrarsi alla croce".

Il Santo Padre, enumerando alcune tendenze negative che si oppongono al "legame profondo tra Dio e l'uomo, tra l'amore di Dio e l'amore umano", ha affermato che: "Lo svilimento dell'amore umano, la soppressione dell'autentica capacità di amare si rivela infatti, nel nostro tempo, l'arma più adatta e più efficace per scacciare Dio dall'uomo, per allontanare Dio dallo sguardo e dal cuore dell'uomo".

I figli

"Anche nella generazione dei figli il matrimonio riflette il suo modello divino, l'amore di Dio per l'uomo. Nell'uomo e nella donna la paternità e la maternità, come il corpo e come l'amore, non si lasciano circoscrivere nel biologico: la vita viene data interamente solo quando con la nascita vengono dati anche l'amore e il senso che rendono possibile dire sì a questa vita. Proprio da qui diventa del tutto chiaro quanto sia contrario all'amore umano, alla vocazione profonda dell'uomo e della donna, chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita, e ancora più sopprimere o manomettere la vita che nasce". Non bisogna dimentica inoltre che: "L'edificazione di ogni singola famiglia cristiana si colloca nel contesto della più grande famiglia della Chiesa, che la sostiene e la porta con sé".

La famiglia e la Chiesa

Benedetto XVI ha affermato che: "Da tutto ciò scaturisce una conseguenza evidente: la famiglia e la Chiesa, in concreto le parrocchie e le altre forme di comunità ecclesiale, sono chiamate alla più stretta collaborazione per quel compito fondamentale che è costituito, inseparabilmente, dalla formazione della persona e dalla trasmissione della fede".

La minaccia del relativismo

"Oggi un ostacolo particolarmente insidioso all'opera educativa è costituito dalla massiccia presenza, nella nostra società e cultura, di quel relativismo che, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l'apparenza della libertà diventa per ciascuno una prigione, perché separa l'uno dall'altro, rendendo ciascuno a ritrovarsi chiuso dentro il proprio 'io'. Dentro a un tale orizzonte relativistico non è possibile, quindi, una vera educazione: senza la luce della verità; prima o poi ogni persona è infatti condannata a dubitare della bontà della sua stessa vita e dei rapporti che la costituiscono, della validità del suo impegno per costruire con gli altri qualcosa in comune. È chiaro dunque che non soltanto dobbiamo cercare di superare il relativismo nel nostro lavoro di formazione delle persone, ma siamo anche chiamati a contrastare il suo predominio distruttivo nella società e nella cultura".

Sacerdozio e vita consacrata

Il Santo Padre ha concluso le sue riflessioni sottolineando quanto sia decisiva la preghiera perchè fioriscano le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata ed ha ribadito che "è anche fondamentale la testimonianza di vita dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, la gioia che essi esprimono per essere stati chiamati dal Signore".
AC/CONVEGNO FAMIGLIA/SAN GIOVANNI IN LATERANO VIS 20050607 (980)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato membro della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.
NA/.../MARTINO VIS 20050607 (40)

VISITA MINISTRO ESTERI FEDERAZIONE RUSSA CARDINALE SODANO


CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2005 (VIS). Questa mattina, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Oggi 7 giugno, il Signor Sergei Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha reso visita in Vaticano al Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato. Al colloquio hanno partecipato l'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati, e l'Ambasciatore presso la Santa Sede, Signor Vitaly Litvin".

"Nel corso dell'incontro vi è stato uno scambio di vedute sui rapporti bilaterali fra la Santa Sede e la Russia e sulla situazione internazionale, con particolare riguardo al dialogo fra le culture ed alla collaborazione in seno alle Organizzazioni internazionali. L'incontro ha permesso di rilevare i cordiali rapporti esistenti e la possibilità di svilupparli ulteriormente. A tale fine, il Signor Ministro ha invitato a Mosca per il prossimo autunno l'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati".
OP/MINISTRO ESTERI RUSSIA/SODANO VIS 20050607 (170)

INTERVENTO ARCIVESCOVO FOLEY INTERNET E CHIESA CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2005 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha preso ieri la parola presso l'Ufficio Informazioni della Conferenza Episcopale Italiana, sul tema: "Internet e la Chiesa Cattolica in Europa".

L'Arcivescovo Foley ha definito Internet "una realtà presente e pressante che non è possibile ignorare" ed ha ricordato che Internet è stato l'argomento del Messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2002 e di due documenti pubblicati dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali: "La Chiesa e Internet" e "Etica in Internet".

Il Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali ha sottolineato che la Chiesa deve raccogliere le sfide poste dalle nuove tecnologie ma anche "mantenere saldi i principi etici ed i valori che universalmente si riconoscono come indispensabili per la maturazione e l'evoluzione di ogni cultura. La Chiesa, in quanto portatrice della Rivelazione di Dio, ha il compito di comunicare la Parole e deve incoraggiare l'uso di Internet per il bene comune, per lo sviluppo della pace e della giustizia, nel rispetto della dignità personale e con spirito di solidarietà. (...) Internet è dunque l'aeropago del nostro tempo, lo strumento per diffondere il messaggio cristiano".

"Tra i milioni di persone che ogni giorno navigano in Internet" - ha affermato l'Arcivescovo Foley - "molti possono imbattersi in parole di speranza. (...) Pertanto Internet può essere una nuova strada verso Dio, una chiamata per la Chiesa (...) per portare in ogni luogo la Parola di Dio, per raggiungere anche chi vive nella solitudine e che forse non aprirebbe mai la porta della sua casa".
CON-CS/INTERNET/CEI:FOLEY VIS 20050607 (280)

lunedì 6 giugno 2005

PELLEGRINAGGIO DELLA DIOCESI DI VERONA


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2005 (VIS). Nell'accogliere questa mattina i fedeli della Diocesi di Verona in pellegrinaggio alla Sede Apostolica, al termine del Sinodo Diocesano, Papa Benedetto XVI ha detto: "Siete venuti per essere confermati nella fede ed io, da poco chiamato a questo grave compito, sono felice di salutare, attraverso di voi, un'antica ed insigne Comunità ecclesiale quale è quella di San Zeno, e di incoraggiarvi a perseverare nell'impegno di testimonianza cristiana nel mondo di oggi".

"Il vostro Sinodo, iniziato tre anni orsono" - ha detto il Santo Padre - "ha conosciuto la sua fase culminante nell'Anno dell'Eucaristia. (...) 'La Chiesa vive dell'Eucaristia' - così ci ha lasciato scritto il Servo di Dio Giovanni Paolo II nella sua ultima Enciclica", "Ecclesia de Eucharistia". "Nell'Eucaristia - ho voluto ricordare a Bari domenica scorsa, al termine del Congresso Eucaristico Nazionale - Cristo è realmente presente tra noi. La sua non è una presenza statica. É una presenza dinamica, che ci afferra per farci suoi, per assimilarci a sé".

"La nostra vita spirituale" - ha proseguito il Pontefice - "dipende essenzialmente dall'Eucaristia. Senza di essa la fede e la speranza si spengono, la carità si raffredda. Per questo, cari amici, vi esorto a curare sempre più la qualità delle celebrazioni eucaristiche, specialmente di quelle domenicali, affinché la domenica sia veramente il Giorno del Signore e conferisca pienezza di significato alle vicende e alle attività di tutti i giorni".

"La famiglia è giustamente uno dei temi principali del vostro Sinodo" - ha detto il Papa - "Nella vostra Diocesi, (...) come del resto anche altrove, sono aumentati i divorzi e le unioni irregolari, e ciò costituisce per i cristiani un urgente richiamo a proclamare e testimoniare in tutta la sua interezza il vangelo della vita e della famiglia. La famiglia è chiamata ad essere 'intima comunità di vita e d'amore, perché fondata sul matrimonio indissolubile. Nonostante le difficoltà e i condizionamenti sociali e culturali dell'attuale momento storico, gli sposi cristiani non cessino di essere con la loro vita segno dell'amore fedele di Dio".

Il Pontefice ha concluso il suo discorso riferendosi alla solennità, celebrata ieri, del Sacratissimo Cuore di Gesù, ed ha affermato: "Solo da questa fonte inesauribile di amore potrete attingere l'energia necessaria per la vostra missione".
AC/EUCARISTIA:FAMIGLIA/VERONA VIS 20050606 (390)

ASSEMBLEA CONTINENTALE PONTIFICIO CONSIGLIO CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2005 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Cultura ha convocato i Membri e i Consultori del Continente americano in Assemblea Plenaria, con i Presidenti e Responsabili delle Commissioni della Cultura delle Conferenze Episcopali delle Americhe, in programma a Sumaré, Rio de Janeiro (Brasile), dal 7 al 12 giugno.

Un Comunicato reso pubblico oggi precisa che tema dell'Assemblea, che fa seguito alla precedente tenutosi nel 2001 a Puebla (Messico), è: "La pastorale della cultura in America, una nuova prospettiva all'alba del Terzo Millennio". Interverranno il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Segretario del medesimo Dicastero, e due Officiali del Dicastero.

Dopo la prolusione tenta dal Cardinale Eusébio Oscar Scheid, S.C.I., Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro, il Cardinale Poupard parlerà su: "Attuali sfide culturali e nuovo dinamismo della pastorale della cultura in America".

Nel corso delle otto sessioni di lavoro saranno affrontati i diversi aspetti della pastorale della cultura: la famiglia, i giovani e l'educazione; i mezzi di comunicazione, università e società; culture indigene ed afroamericane; migrazione; cultura rurale; cultura urbana; sette; la ricerca del bello. Nel corso dell'ultima sessione si darà lettura e si approverà un documento guida per la prossima assemblea continentale in programma nel 2009.
CON-C/INCONTRO CONTINENTALE/SCHEID:POUPARD VIS 20050606 (230)

APPELLO DI BENEDETTO XVI LIBERAZIONE OSTAGGIO AFGHANISTAN


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2005 (VIS). All'Angelus di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria, celebrate venerdì e sabato scorso. Il Papa ha fatto anche riferimento alla crisi interna della Bolivia dove la Chiesa si adopera per risolvere le tensioni ed ha lanciato un appello per la liberazione della cooperatrice italiana Clementina Cantoni, sequestrata in Afghanistan circa tre settimane fa.

Ricordando la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il 3 giugno scorso, il Santo Padre ha detto che quel giorno: "è stata anche la Giornata Mondiale per la santificazione dei sacerdoti, occasione propizia per pregare affinché i presbiteri nulla antepongano all'amore di Cristo. Profondamente devoto al cuore di Cristo fu il Beato Giovanni Battista Scalabrini Vescovo, patrono dei migranti" che "fondò i Missionari e le Missionarie di San Carlo Borromeo, detti 'Scalabriniani', per l'annuncio del Vangelo tra gli emigranti italiani".

"Il cuore che più d'ogni altro rassomiglia a quello di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "è senza dubbio il cuore di Maria, sua Madre Immacolata, e proprio per questo la liturgia li addita insieme alla nostra venerazione. Rispondendo all'invito rivolto dalla Vergine a Fatima, affidiamo al suo Cuore Immacolato, che ieri abbiamo particolarmente contemplato, il mondo intero, perché sperimenti l'amore misericordioso di Dio e conosca la vera pace".

Dopo la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini presenti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha detto: "Varie regioni del mondo sperimentano, nell'ora presente, tensioni sociali e politiche, che rischiano in alcuni casi di sfociare in gravi conflitti. In questo momento, il mio pensiero va particolarmente alla Bolivia e alla preoccupante situazione che vi si sta vivendo. Mentre vi invito a pregare per quella cara popolazione, affido alla Madonna la mia speranza e il mio appello affinché prevalgano in tutti la ricerca del bene comune, il senso di responsabilità e la disponibilità al dialogo aperto e leale".

"Volgendo ora il pensiero ad un altro teatro di tensioni e di scontri" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "unisco la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Italiana, del Presidente dell'Afghanistan e dei popoli italiano ed afgano per chiedere la liberazione della volontaria italiana Clementina Cantoni. La dolorosa esperienza che questa nostra sorella sta vivendo sia di stimolo a ricercare con ogni mezzo la pacifica e fraterna intesa tra gli individui e le nazioni".
ANG/BOLIVIA:OSTAGGIO ITALIANO/... VIS 20050606 (410)

MATRIMONIO E FAMIGLIA NON AMMETTONO ALTRE ALTERNATIVE


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2005 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una Lettera del Santo Padre al Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, nella quale Benedetto XVI rinnova la convocazione, voluta da Papa Giovanni Paolo II, del V Incontro Mondiale delle Famiglie, a Valencia (Spagna), nel luglio 2006.

Nella Lettera, datata 17 maggio, il Santo Padre, precisando che tema dell'Incontro è: "La trasmissione della fede nella famiglia", scrive: "Mi propongo di promuovere, come Giovanni Paolo II, 'la stupenda novità', il 'Vangelo della Famiglia', il cui valore è di importanza fondamentale per la Chiesa e la società".

"Tutti i popoli" - scrive ancora Benedetto XVI - "per dare un volto davvero umano alla società, non possono ignorare il bene prezioso della famiglia, fondata sul matrimonio. 'L'alleanza matrimoniale, nella quale l'uomo e la donna costituiscono un consorzio per tutta la vita, destinato per la sua stessa natura al bene dei coniugi e alla generazione ed educazioni dei figli" è il fondamento della famiglia, patrimonio e bene comune dell'umanità. "Cosi la Chiesa non può che annunciare, in accordo con il disegno divino, che il matrimonio e la famiglia sono insostituibili e non ammettono altre alternative".

Benedetto XVI sottolinea che: "La famiglia cristiana ha ora più che mai una missione nobilissima ed ineludibile, quella di trasmettere la fede. (...) I genitori sono i primi evangelizzatori dei figli, dono prezioso del Creatore, a cominciare dall'insegnamento delle prime preghiere. Così si edifica un universo morale radicato nella volontà di Dio, nel quale il figlio cresce nei valori umani e cristiani che danno pieno senso alla vita".
BXVI-LETTERA/INCONTRO FAMIGLIE/VALENCIA VIS 20050606 (280)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Manuel Sánchez Monge, Vescovo di Mondoñedo-Ferrol (superficie: 4.425; popolazione: 288.998; cattolici: 286.097; sacerdoti: 204; religiosi: 332), Spagna. Il Vescovo eletto è nato a Fuentes de Nava (Spagna), nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Finora Vicario Generale della medesima Circoscrizione Ecclesiastica e Canonico Professore di Teologia nel Seminario, succede al Vescovo José Gea Escolano, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 4 giugno è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Judes Bicaba, Vescovo di Dédougou (superficie: 28.374; popolazione: 1.089.330; cattolici: 76.206; sacerdoti: 77; religiose: 85), Burkina Faso. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Wakara (Burkina Faso), ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Finora è stato Vicario Generale della medesima Diocesi. Il Vescovo Bicaba succede al Vescovo Zéphyrin Toé, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo José Luis Escobar Alas, Vescovo di San Vicente (superficie: 2.056; popolazione: 477.603; cattolici: 456.982; sacerdoti: 43; religiosi: 155), E l Salvador. Finora Ausiliare della stessa Diocesi, il Vescovo Escobar Alas succede al Vescovo José Oscar Barahona Castillo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/.../ VIS 20050606 (250)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Stanislaw Dziwisz, di Kraków (Polonia).

- L'Arcivescovo Joseph Powathil, di Changanacherry dei Siro-Malabaresi (India).

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Bostwana, Sud Africa e Swaziland, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Louis Ncamiso Ndlovu, O.S.M., di Manzini (Swaziland).

- Il Vescovo Mogale Paul Nkhumishe, di Pietersburg, (Sud Africa).

- Il Vescovo Hugh Patrick Slattery, M.S.C., di Tzaneen (Sud Africa).

- Il Vescovo Paul Mandla Khumalo, C.M.M., di Witbank (Sud Africa).

- Il Vescovo Michael M. O'Shea, O.S.M., Vicario Apostolico di Ingwavuma (Sud Africa).

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Lesotho, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Sebastian Koto Khoarai, O.M.I., di Mohale's Hoek.

- Il Vescovo Evaristus Thatho Bitsoane, di Qacha's Nek.

Sabato 4 giugno è stato reso noto che il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Botswana, Sud Africa e Swaziland, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo George Francis Daniel, di Pretoria.

- L'Arcivescovo Buti Joseph Tlhagale, O.M.I., Vescovo di Johannesburg.

- Il Vescovo Zithulele Patrick Mvemve, di Klerksdorp.

- Il Vescovo Pius Mlungisi Dlungawana, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" di Marianhill.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../... VIS 20050606 (230)
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