CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Pablo Lizama Riquelme, Arcivescovo Coadiutore di Antofagasta (superficie: 84.506; popolazione: 347.939; cattolici: 243.558; sacerdoti: 43; religiosi: 118; diaconi permanenti: 17), Cile, conservandogli l'attuale incarico di Ordinario Militare per il Cile. L'Arcivescovo eletto è nato a Santiago de Chile (Cile), nel 1941, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1967 e l'ordinazione episcopale nel 1986.
NEC/…/LIZAMA RIQUELME VIS 20040227 (70)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
venerdì 27 febbraio 2004
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo François Maupu, di Verdun.
- L'Arcivescovo Joseph Doré, P.S.S., di Strasbourg, con l'Ausiliare Vescovo Christian Kratz.
- Il Monsignore Beranrd Clément, Vicario Generale di Metz.
- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
Nel pomeriggio di oggi è previsto che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/…/… VIS 20040227 (100)
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo François Maupu, di Verdun.
- L'Arcivescovo Joseph Doré, P.S.S., di Strasbourg, con l'Ausiliare Vescovo Christian Kratz.
- Il Monsignore Beranrd Clément, Vicario Generale di Metz.
- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
Nel pomeriggio di oggi è previsto che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/…/… VIS 20040227 (100)
VII RIUNIONE CONSIGLIO ASSEMBLEA SPECIALE OCEANIA
CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2004 (VIS). Un Comunicato della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, pubblicato questa mattina, informa che nei giorni 18 e 19 febbraio, si è riunito per la settima volta il Consiglio per l'Assemblea Speciale per l'Oceania del Sinodo dei Vescovi, presieduto dal Cardinale Jan P. Schotte, C.I.C.M., Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
Alla riunione hanno partecipato quattro Cardinali, cinque Arcivescovi e quattro Officiali della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
Dopo la presentazione di una relazione del Cardinale Schotte, sull'attività della Segreteria nel periodo intercorso tra la sesta e la settima riunione, è stata data lettura delle relazioni scritte, con successivo dibattito, circa le diverse iniziative svolte nel Continente miranti alla diffusione e applicazione dell'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Oceania".
L'ottava riunione dell'Assemblea Speciale per l'Oceania si terrà a Suva, (Isole Fiji), nel 2006, in concomitanza con l'Assemblea Plenaria della "Federation of Catholic Bishops' Conferences of Oceania (F.C.B.C.O.)".
SE/RIUNIONE:OCEANIA/SCHOTTE VIS 20040227 (170)
Alla riunione hanno partecipato quattro Cardinali, cinque Arcivescovi e quattro Officiali della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
Dopo la presentazione di una relazione del Cardinale Schotte, sull'attività della Segreteria nel periodo intercorso tra la sesta e la settima riunione, è stata data lettura delle relazioni scritte, con successivo dibattito, circa le diverse iniziative svolte nel Continente miranti alla diffusione e applicazione dell'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Oceania".
L'ottava riunione dell'Assemblea Speciale per l'Oceania si terrà a Suva, (Isole Fiji), nel 2006, in concomitanza con l'Assemblea Plenaria della "Federation of Catholic Bishops' Conferences of Oceania (F.C.B.C.O.)".
SE/RIUNIONE:OCEANIA/SCHOTTE VIS 20040227 (170)
MESSAGGIO PER LA "CAMPAGNA DELLA FRATELLANZA" 2004
CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2004 (VIS). Come di consueto all'inizio della Quaresima, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha inviato un Messaggio in occasione della Campagna della Fratellanza, che la Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile promuove da quaranta anni e che quest'anno ha per tema: "L'acqua, fonte di vita".
Nel Messaggio, datato 7 gennaio ed indirizzato al Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia e Primate del Brasile, il Santo Padre scrive che l'acqua, oltre ad essere importante per la terra e per dissetare, serve a lavare e purificare, però "è nel Battesimo cristiano che acquista il suo pieno significato spirituale di fonte di vita soprannaturale".
"Come dono di Dio, l'acqua è uno strumento vitale, imprescindibile per la sopravvivenza, per cui è un diritto di tutti. È necessario prestare attenzione ai problemi che derivano dalla sua evidenza scarsità in molte parti del mondo, e non solo in Brasile".
MESS/CAMPAGNA FRATELLANZA BRASILE/… VIS 20040227 (160)
Nel Messaggio, datato 7 gennaio ed indirizzato al Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia e Primate del Brasile, il Santo Padre scrive che l'acqua, oltre ad essere importante per la terra e per dissetare, serve a lavare e purificare, però "è nel Battesimo cristiano che acquista il suo pieno significato spirituale di fonte di vita soprannaturale".
"Come dono di Dio, l'acqua è uno strumento vitale, imprescindibile per la sopravvivenza, per cui è un diritto di tutti. È necessario prestare attenzione ai problemi che derivano dalla sua evidenza scarsità in molte parti del mondo, e non solo in Brasile".
MESS/CAMPAGNA FRATELLANZA BRASILE/… VIS 20040227 (160)
TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA PRESIDENTE MACEDONIA
CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha inviato un telegramma di cordoglio alle Autorità della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, tramite la Nunziatura Apostolica in Bosnia ed Erzegovina, per la scomparsa del Presidente della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, Signor Boris Trajkovski, avvenuta ieri in un incidente aereo in cui hanno perso la vita gli altri passeggeri e i membri dell'equipaggio dell'aereo presidenziale:
"Profondamente rattristato nell'apprendere la notizia del tragico incidente aereo che ha causato la morte di Sua Eccellenza Signor Boris Trajkovski, Presidente della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, e degli altri passeggeri e membri dell'equipaggio, invio sentite condoglianze al Governo ed al popolo della Macedonia, ed assicuro i familiari delle vittime delle mie preghiere. Raccomando il Presidente e le altre vittime all'amorosa misericordia di Dio Onnipotente. Prego anche che il fermo impegno che il Presidente Trajkovski ha profuso a favore della pace, ispiri la Nazione a proseguire risolutamente sulla strada del dialogo, del rispetto reciproco e della riconciliazione. Sul diletto popolo della Macedonia invoco i doni divini della consolazione e della fortezza".
TGR/SCOMPARSA PRESIDENTE MACEDONIA/… VIS 20040227 (200)
"Profondamente rattristato nell'apprendere la notizia del tragico incidente aereo che ha causato la morte di Sua Eccellenza Signor Boris Trajkovski, Presidente della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, e degli altri passeggeri e membri dell'equipaggio, invio sentite condoglianze al Governo ed al popolo della Macedonia, ed assicuro i familiari delle vittime delle mie preghiere. Raccomando il Presidente e le altre vittime all'amorosa misericordia di Dio Onnipotente. Prego anche che il fermo impegno che il Presidente Trajkovski ha profuso a favore della pace, ispiri la Nazione a proseguire risolutamente sulla strada del dialogo, del rispetto reciproco e della riconciliazione. Sul diletto popolo della Macedonia invoco i doni divini della consolazione e della fortezza".
TGR/SCOMPARSA PRESIDENTE MACEDONIA/… VIS 20040227 (200)
VALORI MORALI SPIRITUALI CRISTIANI FORGIATO IDENTITÀ EUROPA
CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Besançon e l'Arcivescovo ed il Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Strasbourg (Francia), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso il Papa ha voluto ringraziare, ora che le visite dei Presuli delle diverse Provincie Ecclesiastiche di Francia si avviano a conclusione, i Vescovi ed i fedeli per il loro coraggioso impegno nell'annuncio del Vangelo.
Il Papa ha reso omaggio alla memoria dell'Arcivescovo Michael A. Courtney, Nunzio Apostolico in Burundi, assassinato nel dicembre scorso, che fu Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo, ricordando che: "Egli fu convinto artefice della cooperazione degli Stati del Continente europeo. Invito oggi le Chiese locali ad impegnarsi sempre più fermamente in favore dell'integrazione europea. Per conseguire tale risultato, occorre rileggere la storia e ricordarsi, che nel corso dei secoli, i valori antropologici, morali e spirituali cristiani hanno grandemente contribuito a forgiare le diverse nazioni europee e a tessere i loro profondi legami. (…) L'unione non si può conseguire a detrimento di quegli stessi valori o in opposizione ed essi".
Giovanni Paolo II ha ribadito che "I rapporti tra i diversi paesi non possono fondarsi unicamente sugli interessi economici e politici, (…) o su alleanze di convenienza. (…) Tali legami devono avere come obiettivo la costituzione di un'Europa dei popoli, che consenta anche di superare definitivamente e radicalmente i conflitti che hanno insanguinato il Continente nel ventesimo secolo". Solo così potrà nascere "un'Europa la cui identità si fondi su di una comunità di lavoro, un'Europa della fraternità e della solidarietà", la quale persegue "la promozione dell'uomo, il rispetto dei suoi diritti inalienabili e la ricerca del bene comune".
"La Chiesa, attraverso la sua presenza plurisecolare nei diversi paesi del Continente," - ha proseguito il Pontefice - "attraverso la sua partecipazione all'unità fra i popoli e le culture, ed alla vita sociale, in particolare in ambito educativo, caritativo, sanitario e sociale, desidera contribuire all'unità del continente". In merito il Papa ha anche ricordato che in occasione dell'ultima Assemblea, la Conferenza Episcopale di Francia ha affrontato la questione del ruolo della Chiesa nella società.
Riferendosi successivamente alla "formazione integrale dei giovani, che saranno domani i responsabili e i dirigenti della nazione", il Papa ha affermato che: "La Chiesa desidera offrire loro la luce del Vangelo e del Magistero. Le Università cattoliche hanno in questo ambito una missione specifica (…) per aiutare i giovani ad analizzare le situazioni particolari e a comprendere come porre sempre l'uomo al centro delle decisioni".
Ribadendo che attraverso la partecipazione alla vita sociale in tutte le sue forme, i cristiani realizzano la loro vocazione e missione, Giovanni Paolo II ha affermato: "Nella vita politica, nell'economia, nei luoghi di lavoro e nella famiglia, è compito dei fedeli rendere presente Cristo e far risplendere i valori evangelici, che manifestano in modo particolare la dignità dell'uomo ed il suo posto centrale nell'universo, riconfermando così il primato umano su ogni interesse personale o meccanismo istituzionale".
"La partecipazione dei cristiani alla vita pubblica, la presenza visibile della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose non mettono in causa il principio della laicità, né le prerogative dello Stato. (…) Una laicità ben intesa non deve essere confusa con il laicismo; essa non può cancellare le credenze personali e comunitarie". Allo stesso tempo, però "La religione non può essere unicamente relegata alla sfera del privato, rischiando di negare la connotazione collettiva nella sua esistenza e nelle azioni sociali e caritative svolte nella società a favore di tutti, senza distinzione di credenze filosofiche o religiose".
Il Santo Padre ha infine ribadito l'importanza di conoscere le proprie tradizioni religiose e le tradizioni delle altre religioni, tenendo conto della forte presenza musulmana in Francia con la quale i Vescovi "cercano di intrattenere buoni rapporti e promuovere il dialogo interreligioso, che è, come ho avuto occasione di dire, un dialogo di vita. Tale dialogo deve anche ravvivare nei cristiani la consapevolezza della propria fede ed il proprio attaccamento alla Chiesa".
A conclusione del suo discorso il Papa ha esortato i Presuli ad "intensificare (…) i rapporti con le Autorità civili e con le diverse categorie degli eletti del Paese, nel Parlamento nazionale ed europeo, in particolare con i parlamentari cattolici e con le istituzioni internazionali".
AL/…/FRANCIA VIS 20040227 (730)
Il Papa ha reso omaggio alla memoria dell'Arcivescovo Michael A. Courtney, Nunzio Apostolico in Burundi, assassinato nel dicembre scorso, che fu Osservatore Permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo, ricordando che: "Egli fu convinto artefice della cooperazione degli Stati del Continente europeo. Invito oggi le Chiese locali ad impegnarsi sempre più fermamente in favore dell'integrazione europea. Per conseguire tale risultato, occorre rileggere la storia e ricordarsi, che nel corso dei secoli, i valori antropologici, morali e spirituali cristiani hanno grandemente contribuito a forgiare le diverse nazioni europee e a tessere i loro profondi legami. (…) L'unione non si può conseguire a detrimento di quegli stessi valori o in opposizione ed essi".
Giovanni Paolo II ha ribadito che "I rapporti tra i diversi paesi non possono fondarsi unicamente sugli interessi economici e politici, (…) o su alleanze di convenienza. (…) Tali legami devono avere come obiettivo la costituzione di un'Europa dei popoli, che consenta anche di superare definitivamente e radicalmente i conflitti che hanno insanguinato il Continente nel ventesimo secolo". Solo così potrà nascere "un'Europa la cui identità si fondi su di una comunità di lavoro, un'Europa della fraternità e della solidarietà", la quale persegue "la promozione dell'uomo, il rispetto dei suoi diritti inalienabili e la ricerca del bene comune".
"La Chiesa, attraverso la sua presenza plurisecolare nei diversi paesi del Continente," - ha proseguito il Pontefice - "attraverso la sua partecipazione all'unità fra i popoli e le culture, ed alla vita sociale, in particolare in ambito educativo, caritativo, sanitario e sociale, desidera contribuire all'unità del continente". In merito il Papa ha anche ricordato che in occasione dell'ultima Assemblea, la Conferenza Episcopale di Francia ha affrontato la questione del ruolo della Chiesa nella società.
Riferendosi successivamente alla "formazione integrale dei giovani, che saranno domani i responsabili e i dirigenti della nazione", il Papa ha affermato che: "La Chiesa desidera offrire loro la luce del Vangelo e del Magistero. Le Università cattoliche hanno in questo ambito una missione specifica (…) per aiutare i giovani ad analizzare le situazioni particolari e a comprendere come porre sempre l'uomo al centro delle decisioni".
Ribadendo che attraverso la partecipazione alla vita sociale in tutte le sue forme, i cristiani realizzano la loro vocazione e missione, Giovanni Paolo II ha affermato: "Nella vita politica, nell'economia, nei luoghi di lavoro e nella famiglia, è compito dei fedeli rendere presente Cristo e far risplendere i valori evangelici, che manifestano in modo particolare la dignità dell'uomo ed il suo posto centrale nell'universo, riconfermando così il primato umano su ogni interesse personale o meccanismo istituzionale".
"La partecipazione dei cristiani alla vita pubblica, la presenza visibile della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose non mettono in causa il principio della laicità, né le prerogative dello Stato. (…) Una laicità ben intesa non deve essere confusa con il laicismo; essa non può cancellare le credenze personali e comunitarie". Allo stesso tempo, però "La religione non può essere unicamente relegata alla sfera del privato, rischiando di negare la connotazione collettiva nella sua esistenza e nelle azioni sociali e caritative svolte nella società a favore di tutti, senza distinzione di credenze filosofiche o religiose".
Il Santo Padre ha infine ribadito l'importanza di conoscere le proprie tradizioni religiose e le tradizioni delle altre religioni, tenendo conto della forte presenza musulmana in Francia con la quale i Vescovi "cercano di intrattenere buoni rapporti e promuovere il dialogo interreligioso, che è, come ho avuto occasione di dire, un dialogo di vita. Tale dialogo deve anche ravvivare nei cristiani la consapevolezza della propria fede ed il proprio attaccamento alla Chiesa".
A conclusione del suo discorso il Papa ha esortato i Presuli ad "intensificare (…) i rapporti con le Autorità civili e con le diverse categorie degli eletti del Paese, nel Parlamento nazionale ed europeo, in particolare con i parlamentari cattolici e con le istituzioni internazionali".
AL/…/FRANCIA VIS 20040227 (730)
BOSNIA ERZEGOVINA: RISOLVERE PROBLEMI POPOLAZIONI LOCALI
CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Signor Miroslav Palameta, nuovo Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali e nel suo discorso ha ribadito che occorre adoperarsi per risolvere i problemi delle popolazioni locali, adottando soluzioni vantaggiose per tutti, poiché "È questa la sfida di una società multietnica, multireligiosa e multiculturale, quale è appunto la Bosnia ed Erzegovina".
In primo luogo il Papa ha fatto riferimento "alla questione irrisolta dei profughi e degli esuli della regione di Banja Luka, di Bosanska Posavina e di altre zone della Bosnia ed Erzegovina. (…) Più passa il tempo, più urgente diventa il dovere di dare una risposta alle loro legittime attese: la loro sofferenza interpella la nostra solidarietà".
"Eventuali situazioni di ingiustizia e di emarginazione vanno affrontate e risolte" - ha proseguito il Pontefice - "garantendo a ciascun Popolo della Bosnia ed Erzegovina i rispettivi diritti e doveri, assicurando loro pari opportunità in ogni ambito della vita sociale attraverso strutture democratiche in grado di contrastare la tentazione di prevaricare gli uni sugli altri. (…) La democrazia va costruita con paziente tenacia giorno dopo giorno, utilizzando strumenti e metodi sempre degni e rispettosi di una società civile".
Esortando le popolazioni della Bosnia ed Erzegovina "a percorrere senza esitare il cammino della pace e della giustizia", il Santo Padre ha sottolineato ancora che "è opportuno creare le condizioni per un perdono sincero e per una riconciliazione autentica, liberando la memoria dai rancori e dagli odi scaturiti dalle ingiustizie subite e dai pregiudizi costruiti artificialmente. Questo grande compito esige la collaborazione fattiva e l'impegno serio di tutte le componenti della società, compresi i responsabili politici".
"Non vanno certo ignorate le differenze esistenti; occorre, al contrario rispettarle", ha ribadito il Pontefice. "Quanti hanno responsabilità a vari livelli sono chiamati a porre maggiore impegno per risolvere i problemi che assillano le popolazioni locali".
"La Bosnia ed Erzegovina desidera unirsi agli altri Paesi europei per costruire una casa comune. Possa questa aspettativa realizzarsi quanto prima. (…) La Santa Sede" - ha concluso il Pontefice - "appoggia questo cammino di unificazione ed auspica che, grazie all'apporto di tutti, si costruisca in Europa una grande famiglia di Popoli e culture. L'Unità Europea non è, infatti, solo allargamento di confini, ma crescita solidale nel rispetto di ogni tradizione culturale, nell'impegno per la giustizia e la pace nel Continente e nel mondo".
CD/CREDENZIALI/BOSNIA:PALAMETA VIS 20040227 (420)
In primo luogo il Papa ha fatto riferimento "alla questione irrisolta dei profughi e degli esuli della regione di Banja Luka, di Bosanska Posavina e di altre zone della Bosnia ed Erzegovina. (…) Più passa il tempo, più urgente diventa il dovere di dare una risposta alle loro legittime attese: la loro sofferenza interpella la nostra solidarietà".
"Eventuali situazioni di ingiustizia e di emarginazione vanno affrontate e risolte" - ha proseguito il Pontefice - "garantendo a ciascun Popolo della Bosnia ed Erzegovina i rispettivi diritti e doveri, assicurando loro pari opportunità in ogni ambito della vita sociale attraverso strutture democratiche in grado di contrastare la tentazione di prevaricare gli uni sugli altri. (…) La democrazia va costruita con paziente tenacia giorno dopo giorno, utilizzando strumenti e metodi sempre degni e rispettosi di una società civile".
Esortando le popolazioni della Bosnia ed Erzegovina "a percorrere senza esitare il cammino della pace e della giustizia", il Santo Padre ha sottolineato ancora che "è opportuno creare le condizioni per un perdono sincero e per una riconciliazione autentica, liberando la memoria dai rancori e dagli odi scaturiti dalle ingiustizie subite e dai pregiudizi costruiti artificialmente. Questo grande compito esige la collaborazione fattiva e l'impegno serio di tutte le componenti della società, compresi i responsabili politici".
"Non vanno certo ignorate le differenze esistenti; occorre, al contrario rispettarle", ha ribadito il Pontefice. "Quanti hanno responsabilità a vari livelli sono chiamati a porre maggiore impegno per risolvere i problemi che assillano le popolazioni locali".
"La Bosnia ed Erzegovina desidera unirsi agli altri Paesi europei per costruire una casa comune. Possa questa aspettativa realizzarsi quanto prima. (…) La Santa Sede" - ha concluso il Pontefice - "appoggia questo cammino di unificazione ed auspica che, grazie all'apporto di tutti, si costruisca in Europa una grande famiglia di Popoli e culture. L'Unità Europea non è, infatti, solo allargamento di confini, ma crescita solidale nel rispetto di ogni tradizione culturale, nell'impegno per la giustizia e la pace nel Continente e nel mondo".
CD/CREDENZIALI/BOSNIA:PALAMETA VIS 20040227 (420)
giovedì 26 febbraio 2004
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Sacerdote Pablo Varela Server, finora Rettore dell'Università Santa María la Antigua, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 704.117; cattolici: 633.705; sacerdoti: 199; religiosi: 374; diaconi permanenti: 52), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Denia (Spagna) nel 1942 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970.
- Il Padre José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., finora Vicario Provinciale dell'Ordine di Sant'Agostino in Panamá e Parroco della Cattedrale di San Juan Bautista in Chitré, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 704.117; cattolici: 633.705; sacerdoti: 199; religiosi: 374; diaconi permanenti: 52), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Chitré (Panamá), nel 1956, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983 ed ha emesso la professione solenne nell'Ordine di Sant'Agostino nel 1991.
- Il Monsignor Stanislav Stolárik, finora Parroco della Parrocchia di San Nicola a Presov e Vice-Decano della Facoltà Teologica di Bratislava, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kosice (superficie: 10.403; popolazione: 1.120.136; cattolici: 678.174; sacerdoti: 403; religiosi: 469; diaconi permanenti: 2), Slovacchia. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Roznava (Slovacchia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
NEA/…/SERVER:MENDIETA:STOLARIK VIS 20040226 (200)
- Il Sacerdote Pablo Varela Server, finora Rettore dell'Università Santa María la Antigua, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 704.117; cattolici: 633.705; sacerdoti: 199; religiosi: 374; diaconi permanenti: 52), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Denia (Spagna) nel 1942 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970.
- Il Padre José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., finora Vicario Provinciale dell'Ordine di Sant'Agostino in Panamá e Parroco della Cattedrale di San Juan Bautista in Chitré, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 704.117; cattolici: 633.705; sacerdoti: 199; religiosi: 374; diaconi permanenti: 52), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Chitré (Panamá), nel 1956, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983 ed ha emesso la professione solenne nell'Ordine di Sant'Agostino nel 1991.
- Il Monsignor Stanislav Stolárik, finora Parroco della Parrocchia di San Nicola a Presov e Vice-Decano della Facoltà Teologica di Bratislava, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kosice (superficie: 10.403; popolazione: 1.120.136; cattolici: 678.174; sacerdoti: 403; religiosi: 469; diaconi permanenti: 2), Slovacchia. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Roznava (Slovacchia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
NEA/…/SERVER:MENDIETA:STOLARIK VIS 20040226 (200)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma, con il Vescovo Vincenzo Apicella, Ausiliare di Roma per il settore pastorale Ovest, Don Jean Jacques Boeglin, Parroco della Parrocchia di Santa Brigida, i Vicari Parrocchiali, Don Romano Matrone, Parroco della Parrocchia di Sant'Ilario ed il Vicario Parrocchiale e Don Domano Deb, Parroco della Parrocchia di San Massimo.
AP/…/… VIS 20040226 (90)
AI PARROCI: DEDICATE VOSTRO TEMPO ED ENERGIE ALLA FAMIGLIA
CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2004 (VIS). Questa mattina, come di consueto all'inizio della Quaresima, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Parroci della Diocesi di Roma, ai quali ha annunciato che presto riprenderanno gli incontri, in Vaticano, con le comunità parrocchiali di Roma che non ha ancora potuto visitare.
Dopo le parole del Cardinale Vicario, Camillo Ruini e gli interventi dei sacerdoti dedicati ai vari aspetti del programma pastorale incentrato sulla famiglia, il Papa si è rivolto ai presenti.
Il discorso del Santo Padre al Cardinale Ruini ed al clero di Roma è stato interamente pronunciato a braccio, e viene qui di seguito riportato. Segue una sintesi del discorso preparato, del quale il Santo Padre non ha dato lettura, ma che è stato pubblicato.
"'Est tempus concludendi', specialmente guardando a quei nostri fratelli che per tutto il tempo sono rimasti in piedi perché mancava per loro una sedia, una sedia in più: siamo numerosi". Il Santo Padre ha salutato il Cardinale Ruini ed il Collegio episcopale di Roma, e poi ha detto: "Vorrei adesso un po' sintetizzare".
"In primo luogo, Roma: cosa vuol dire Roma? Città petrina. E ogni parrocchia è petrina. Sono 340 le parrocchie di Roma. 300 le ho già visitate. Ne mancano 40. Ma cominceremo già questo sabato a completare il numero delle visite. Speriamo che tutto vada bene".
Il Papa ha proseguito il suo discorso dicendo: "Il tema è la famiglia. Famiglia vuol dire: ' Maschio e femmina li creò'. Vuol dire: amore e responsabilità. Da queste due parole scaturiscono tutte le conseguenze. Si è sentito molto parlare di queste conseguenze a proposito del matrimonio, della famiglia, dei genitori, dei figli, della scuola".
"Sono molto grato a tutti voi perché avete illustrato queste conseguenze, queste realtà. Certamente questa preoccupazione appartiene alla parrocchia. Ho imparato da tempo, da quanto ero a Cracovia, a vivere accanto alle coppie, alle famiglie. Ho anche seguito da vicino il cammino che conduce due persone, un uomo e una donna, a creare una famiglia e, con il matrimonio, a divenire sposi, genitori, con tutte le conseguenze che conosciamo".
"Grazie a voi perché la vostra sollecitudine pastorale va verso le famiglie e, perché cercate di risolvere tutti quei problemi che la famiglia può portare con sé. Vi auguro una buona continuazione in questo campo importantissimo, perché attraverso la famiglia passano il futuro della Chiesa e il futuro del mondo. Vi auguro di preparare questo futuro buono per Roma, per la vostra Patria, l'Italia, e per il mondo. Tanti auguri!".
"Qui c'è il testo che avevo preparato, ma l'ho scavalcato! Lo troverete su 'L'Osservatore Romano'".
"Qui sono scritte alcune frasi in romanesco: 'Damose da fa!', 'Volèmose bene!', 'Semo romani!'. Non ho imparato il romanesco: vuol dire che non sono un buon Vescovo di Roma?".
Nel discorso preparato del Santo Padre si legge: "Riconoscere la centralità della famiglia nel disegno di Dio sull'uomo e quindi nella vita della Chiesa e della società, è un compito irrinunciabile, che ha animato questi miei venticinque anni di Pontificato, e già prima il mio ministero di Sacerdote e di Vescovo e anche il mio impegno di studioso e di Docente universitario".
Creando l'uomo e la donna a sua immagine, si legge ancora nel discorso preparato, "Dio ha iscritto nell'uomo e nella donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell'amore e della comunione. Questa vocazione può realizzarsi in due modi specifici: il matrimonio e la verginità".
"Il matrimonio e la famiglia non possono dunque essere considerati un semplice prodotto delle circostanze storiche, o una sovrastruttura imposta dall'esterno all'amore umano. Al contrario, essi sono un'esigenza interiore di questo amore, affinché esso possa realizzarsi nella sua verità e nella sua pienezza di reciproca donazione. Anche quelle caratteristiche dell'unione coniugale, che oggi sono spesso misconosciute e rifiutate, come la sua unità, indissolubilità e apertura alla vita, sono invece richieste perché sia autentico il patto di amore. E proprio così il vincolo che unisce l'uomo e la donna diventa immagine e simbolo dell'alleanza fra Dio e il suo popolo. (…) Perciò tra i battezzati il matrimonio è sacramento, segno efficace di grazia e di salvezza".
"Carissimi Sacerdoti di Roma, non stanchiamoci mai di proporre, annunciare e testimoniare questa grande verità dell'amore e del matrimonio cristiano. (…) Ho tante volte sottolineato il ruolo fondamentale e insostituibile che compete alla famiglia sia nella vita della Chiesa che in quella della società civile. Ma proprio per sostenere le famiglie cristiane nei loro impegnativi compiti è necessaria la sollecitudine pastorale di noi sacerdoti".
"Non abbiate dunque paura di spendervi per le famiglie, di dedicare a loro il vostro tempo e le vostre energie, i talenti spirituali che il Signore vi ha dato. Siate per loro amici premurosi e affidabili, oltre che pastori e maestri. Accompagnatele e sostenetele nella preghiera, proponete loro con verità e con amore, senza riserve o interpretazioni arbitrarie, il Vangelo del matrimonio e della famiglia. Siate vicini a loro spiritualmente nelle prove che la vita spesso riserva, aiutandole a comprendere che la Chiesa è sempre per loro madre, oltre che maestra. E ancora educate i giovani a capire e ad apprezzare il vero significato dell'amore e a prepararsi così a formare famiglie cristiane autentiche".
"I comportamenti sbagliati e non di rado aberranti che vengono pubblicamente proposti, e anche ostentati ed esaltati, e lo stesso contatto quotidiano con le difficoltà e le crisi che molte famiglie attraversano, possono far sorgere anche in noi la tentazione della sfiducia e della rassegnazione. (…) Proprio questa tentazione con l'aiuto di Dio dobbiamo sconfiggere. (…) Non è meno forte oggi l'azione dello Spirito Santo. (…) Perciò, quanto più grandi sono le difficoltà, tanto più forte la nostra fiducia nel presente e nel futuro della famiglia e tanto più generoso e appassionato deve essere il nostro servizio di Sacerdoti alle famiglie".
Versione integrale del discorso preparato del Santo Padre in italiano.
AC/FAMIGLIA/PARROCI ROMA VIS 20040226 (620)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Sacerdote Pablo Varela Server, finora Rettore dell'Università Santa María la Antigua, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 704.117; cattolici: 633.705; sacerdoti: 199; religiosi: 374; diaconi permanenti: 52), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Denia (Spagna) nel 1942 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970.
- Il Padre José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., finora Vicario Provinciale dell'Ordine di Sant'Agostino in Panamá e Parroco della Cattedrale di San Juan Bautista in Chitré, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 704.117; cattolici: 633.705; sacerdoti: 199; religiosi: 374; diaconi permanenti: 52), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Chitré (Panamá), nel 1956, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983 ed ha emesso la professione solenne nell'Ordine di Sant'Agostino nel 1991.
- Il Monsignor Stanislav Stolárik, finora Parroco della Parrocchia di San Nicola a Presov e Vice-Decano della Facoltà Teologica di Bratislava, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kosice (superficie: 10.403; popolazione: 1.120.136; cattolici: 678.174; sacerdoti: 403; religiosi: 469; diaconi permanenti: 2), Slovacchia. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Roznava (Slovacchia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
NEA/…/SERVER:MENDIETA:STOLARIK VIS 20040226 (200)
- Il Sacerdote Pablo Varela Server, finora Rettore dell'Università Santa María la Antigua, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 704.117; cattolici: 633.705; sacerdoti: 199; religiosi: 374; diaconi permanenti: 52), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Denia (Spagna) nel 1942 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970.
- Il Padre José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., finora Vicario Provinciale dell'Ordine di Sant'Agostino in Panamá e Parroco della Cattedrale di San Juan Bautista in Chitré, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 704.117; cattolici: 633.705; sacerdoti: 199; religiosi: 374; diaconi permanenti: 52), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Chitré (Panamá), nel 1956, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983 ed ha emesso la professione solenne nell'Ordine di Sant'Agostino nel 1991.
- Il Monsignor Stanislav Stolárik, finora Parroco della Parrocchia di San Nicola a Presov e Vice-Decano della Facoltà Teologica di Bratislava, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kosice (superficie: 10.403; popolazione: 1.120.136; cattolici: 678.174; sacerdoti: 403; religiosi: 469; diaconi permanenti: 2), Slovacchia. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Roznava (Slovacchia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
NEA/…/SERVER:MENDIETA:STOLARIK VIS 20040226 (200)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma, con il Vescovo Vincenzo Apicella, Ausiliare di Roma per il settore pastorale Ovest, Don Jean Jacques Boeglin, Parroco della Parrocchia di Santa Brigida, i Vicari Parrocchiali, Don Romano Matrone, Parroco della Parrocchia di Sant'Ilario ed il Vicario Parrocchiale e Don Domano Deb, Parroco della Parrocchia di San Massimo.
AP/…/… VIS 20040226 (90)
AP/…/… VIS 20040226 (90)
AI PARROCI: DEDICATE VOSTRO TEMPO ED ENERGIE ALLA FAMIGLIA
CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2004 (VIS). Questa mattina, come di consueto all'inizio della Quaresima, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Parroci della Diocesi di Roma, ai quali ha annunciato che presto riprenderanno gli incontri, in Vaticano, con le comunità parrocchiali di Roma che non ha ancora potuto visitare.
Dopo le parole del Cardinale Vicario, Camillo Ruini e gli interventi dei sacerdoti dedicati ai vari aspetti del programma pastorale incentrato sulla famiglia, il Papa si è rivolto ai presenti.
Il discorso del Santo Padre al Cardinale Ruini ed al clero di Roma è stato interamente pronunciato a braccio, e viene qui di seguito riportato. Segue una sintesi del discorso preparato, del quale il Santo Padre non ha dato lettura, ma che è stato pubblicato.
"'Est tempus concludendi', specialmente guardando a quei nostri fratelli che per tutto il tempo sono rimasti in piedi perché mancava per loro una sedia, una sedia in più: siamo numerosi". Il Santo Padre ha salutato il Cardinale Ruini ed il Collegio episcopale di Roma, e poi ha detto: "Vorrei adesso un po' sintetizzare".
"In primo luogo, Roma: cosa vuol dire Roma? Città petrina. E ogni parrocchia è petrina. Sono 340 le parrocchie di Roma. 300 le ho già visitate. Ne mancano 40. Ma cominceremo già questo sabato a completare il numero delle visite. Speriamo che tutto vada bene".
Il Papa ha proseguito il suo discorso dicendo: "Il tema è la famiglia. Famiglia vuol dire: ' Maschio e femmina li creò'. Vuol dire: amore e responsabilità. Da queste due parole scaturiscono tutte le conseguenze. Si è sentito molto parlare di queste conseguenze a proposito del matrimonio, della famiglia, dei genitori, dei figli, della scuola".
"Sono molto grato a tutti voi perché avete illustrato queste conseguenze, queste realtà. Certamente questa preoccupazione appartiene alla parrocchia. Ho imparato da tempo, da quanto ero a Cracovia, a vivere accanto alle coppie, alle famiglie. Ho anche seguito da vicino il cammino che conduce due persone, un uomo e una donna, a creare una famiglia e, con il matrimonio, a divenire sposi, genitori, con tutte le conseguenze che conosciamo".
"Grazie a voi perché la vostra sollecitudine pastorale va verso le famiglie e, perché cercate di risolvere tutti quei problemi che la famiglia può portare con sé. Vi auguro una buona continuazione in questo campo importantissimo, perché attraverso la famiglia passano il futuro della Chiesa e il futuro del mondo. Vi auguro di preparare questo futuro buono per Roma, per la vostra Patria, l'Italia, e per il mondo. Tanti auguri!".
"Qui c'è il testo che avevo preparato, ma l'ho scavalcato! Lo troverete su 'L'Osservatore Romano'".
"Qui sono scritte alcune frasi in romanesco: 'Damose da fa!', 'Volèmose bene!', 'Semo romani!'. Non ho imparato il romanesco: vuol dire che non sono un buon Vescovo di Roma?".
Nel discorso preparato del Santo Padre si legge: "Riconoscere la centralità della famiglia nel disegno di Dio sull'uomo e quindi nella vita della Chiesa e della società, è un compito irrinunciabile, che ha animato questi miei venticinque anni di Pontificato, e già prima il mio ministero di Sacerdote e di Vescovo e anche il mio impegno di studioso e di Docente universitario".
Creando l'uomo e la donna a sua immagine, si legge ancora nel discorso preparato, "Dio ha iscritto nell'uomo e nella donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell'amore e della comunione. Questa vocazione può realizzarsi in due modi specifici: il matrimonio e la verginità".
"Il matrimonio e la famiglia non possono dunque essere considerati un semplice prodotto delle circostanze storiche, o una sovrastruttura imposta dall'esterno all'amore umano. Al contrario, essi sono un'esigenza interiore di questo amore, affinché esso possa realizzarsi nella sua verità e nella sua pienezza di reciproca donazione. Anche quelle caratteristiche dell'unione coniugale, che oggi sono spesso misconosciute e rifiutate, come la sua unità, indissolubilità e apertura alla vita, sono invece richieste perché sia autentico il patto di amore. E proprio così il vincolo che unisce l'uomo e la donna diventa immagine e simbolo dell'alleanza fra Dio e il suo popolo. (…) Perciò tra i battezzati il matrimonio è sacramento, segno efficace di grazia e di salvezza".
"Carissimi Sacerdoti di Roma, non stanchiamoci mai di proporre, annunciare e testimoniare questa grande verità dell'amore e del matrimonio cristiano. (…) Ho tante volte sottolineato il ruolo fondamentale e insostituibile che compete alla famiglia sia nella vita della Chiesa che in quella della società civile. Ma proprio per sostenere le famiglie cristiane nei loro impegnativi compiti è necessaria la sollecitudine pastorale di noi sacerdoti".
"Non abbiate dunque paura di spendervi per le famiglie, di dedicare a loro il vostro tempo e le vostre energie, i talenti spirituali che il Signore vi ha dato. Siate per loro amici premurosi e affidabili, oltre che pastori e maestri. Accompagnatele e sostenetele nella preghiera, proponete loro con verità e con amore, senza riserve o interpretazioni arbitrarie, il Vangelo del matrimonio e della famiglia. Siate vicini a loro spiritualmente nelle prove che la vita spesso riserva, aiutandole a comprendere che la Chiesa è sempre per loro madre, oltre che maestra. E ancora educate i giovani a capire e ad apprezzare il vero significato dell'amore e a prepararsi così a formare famiglie cristiane autentiche".
"I comportamenti sbagliati e non di rado aberranti che vengono pubblicamente proposti, e anche ostentati ed esaltati, e lo stesso contatto quotidiano con le difficoltà e le crisi che molte famiglie attraversano, possono far sorgere anche in noi la tentazione della sfiducia e della rassegnazione. (…) Proprio questa tentazione con l'aiuto di Dio dobbiamo sconfiggere. (…) Non è meno forte oggi l'azione dello Spirito Santo. (…) Perciò, quanto più grandi sono le difficoltà, tanto più forte la nostra fiducia nel presente e nel futuro della famiglia e tanto più generoso e appassionato deve essere il nostro servizio di Sacerdoti alle famiglie".
Versione integrale del discorso preparato del Santo Padre in italiano.
AC/FAMIGLIA/PARROCI ROMA VIS 20040226 (620)
Dopo le parole del Cardinale Vicario, Camillo Ruini e gli interventi dei sacerdoti dedicati ai vari aspetti del programma pastorale incentrato sulla famiglia, il Papa si è rivolto ai presenti.
Il discorso del Santo Padre al Cardinale Ruini ed al clero di Roma è stato interamente pronunciato a braccio, e viene qui di seguito riportato. Segue una sintesi del discorso preparato, del quale il Santo Padre non ha dato lettura, ma che è stato pubblicato.
"'Est tempus concludendi', specialmente guardando a quei nostri fratelli che per tutto il tempo sono rimasti in piedi perché mancava per loro una sedia, una sedia in più: siamo numerosi". Il Santo Padre ha salutato il Cardinale Ruini ed il Collegio episcopale di Roma, e poi ha detto: "Vorrei adesso un po' sintetizzare".
"In primo luogo, Roma: cosa vuol dire Roma? Città petrina. E ogni parrocchia è petrina. Sono 340 le parrocchie di Roma. 300 le ho già visitate. Ne mancano 40. Ma cominceremo già questo sabato a completare il numero delle visite. Speriamo che tutto vada bene".
Il Papa ha proseguito il suo discorso dicendo: "Il tema è la famiglia. Famiglia vuol dire: ' Maschio e femmina li creò'. Vuol dire: amore e responsabilità. Da queste due parole scaturiscono tutte le conseguenze. Si è sentito molto parlare di queste conseguenze a proposito del matrimonio, della famiglia, dei genitori, dei figli, della scuola".
"Sono molto grato a tutti voi perché avete illustrato queste conseguenze, queste realtà. Certamente questa preoccupazione appartiene alla parrocchia. Ho imparato da tempo, da quanto ero a Cracovia, a vivere accanto alle coppie, alle famiglie. Ho anche seguito da vicino il cammino che conduce due persone, un uomo e una donna, a creare una famiglia e, con il matrimonio, a divenire sposi, genitori, con tutte le conseguenze che conosciamo".
"Grazie a voi perché la vostra sollecitudine pastorale va verso le famiglie e, perché cercate di risolvere tutti quei problemi che la famiglia può portare con sé. Vi auguro una buona continuazione in questo campo importantissimo, perché attraverso la famiglia passano il futuro della Chiesa e il futuro del mondo. Vi auguro di preparare questo futuro buono per Roma, per la vostra Patria, l'Italia, e per il mondo. Tanti auguri!".
"Qui c'è il testo che avevo preparato, ma l'ho scavalcato! Lo troverete su 'L'Osservatore Romano'".
"Qui sono scritte alcune frasi in romanesco: 'Damose da fa!', 'Volèmose bene!', 'Semo romani!'. Non ho imparato il romanesco: vuol dire che non sono un buon Vescovo di Roma?".
Nel discorso preparato del Santo Padre si legge: "Riconoscere la centralità della famiglia nel disegno di Dio sull'uomo e quindi nella vita della Chiesa e della società, è un compito irrinunciabile, che ha animato questi miei venticinque anni di Pontificato, e già prima il mio ministero di Sacerdote e di Vescovo e anche il mio impegno di studioso e di Docente universitario".
Creando l'uomo e la donna a sua immagine, si legge ancora nel discorso preparato, "Dio ha iscritto nell'uomo e nella donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell'amore e della comunione. Questa vocazione può realizzarsi in due modi specifici: il matrimonio e la verginità".
"Il matrimonio e la famiglia non possono dunque essere considerati un semplice prodotto delle circostanze storiche, o una sovrastruttura imposta dall'esterno all'amore umano. Al contrario, essi sono un'esigenza interiore di questo amore, affinché esso possa realizzarsi nella sua verità e nella sua pienezza di reciproca donazione. Anche quelle caratteristiche dell'unione coniugale, che oggi sono spesso misconosciute e rifiutate, come la sua unità, indissolubilità e apertura alla vita, sono invece richieste perché sia autentico il patto di amore. E proprio così il vincolo che unisce l'uomo e la donna diventa immagine e simbolo dell'alleanza fra Dio e il suo popolo. (…) Perciò tra i battezzati il matrimonio è sacramento, segno efficace di grazia e di salvezza".
"Carissimi Sacerdoti di Roma, non stanchiamoci mai di proporre, annunciare e testimoniare questa grande verità dell'amore e del matrimonio cristiano. (…) Ho tante volte sottolineato il ruolo fondamentale e insostituibile che compete alla famiglia sia nella vita della Chiesa che in quella della società civile. Ma proprio per sostenere le famiglie cristiane nei loro impegnativi compiti è necessaria la sollecitudine pastorale di noi sacerdoti".
"Non abbiate dunque paura di spendervi per le famiglie, di dedicare a loro il vostro tempo e le vostre energie, i talenti spirituali che il Signore vi ha dato. Siate per loro amici premurosi e affidabili, oltre che pastori e maestri. Accompagnatele e sostenetele nella preghiera, proponete loro con verità e con amore, senza riserve o interpretazioni arbitrarie, il Vangelo del matrimonio e della famiglia. Siate vicini a loro spiritualmente nelle prove che la vita spesso riserva, aiutandole a comprendere che la Chiesa è sempre per loro madre, oltre che maestra. E ancora educate i giovani a capire e ad apprezzare il vero significato dell'amore e a prepararsi così a formare famiglie cristiane autentiche".
"I comportamenti sbagliati e non di rado aberranti che vengono pubblicamente proposti, e anche ostentati ed esaltati, e lo stesso contatto quotidiano con le difficoltà e le crisi che molte famiglie attraversano, possono far sorgere anche in noi la tentazione della sfiducia e della rassegnazione. (…) Proprio questa tentazione con l'aiuto di Dio dobbiamo sconfiggere. (…) Non è meno forte oggi l'azione dello Spirito Santo. (…) Perciò, quanto più grandi sono le difficoltà, tanto più forte la nostra fiducia nel presente e nel futuro della famiglia e tanto più generoso e appassionato deve essere il nostro servizio di Sacerdoti alle famiglie".
Versione integrale del discorso preparato del Santo Padre in italiano.
AC/FAMIGLIA/PARROCI ROMA VIS 20040226 (620)
mercoledì 25 febbraio 2004
INTERVENTO CARDINALE MARTINO UNIVERSITÀ CATTOLICA NAIROBI
CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2004 (VIS). Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, è intervenuto, nel pomeriggio di ieri, ad un Congresso Internazionale dell'Università Cattolica dell'Africa Orientale a Nairobi (Kenya), sul tema: "Problemi contemporanei per uno sviluppo integrale e sostenibile". Un Comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace rende noto che il Congresso Internazionale è stato organizzato dall'Istituto di Servizio Sociale dell'Università Cattolica dell'Africa Orientale.
Il Porporato ha lanciato un appello in favore di quei paesi dell'Africa afflitti da conflitti sanguinosi, da devastanti pandemie e soffocati dal debito estero. In merito al problema del commercio delle armi, il Cardinale Martino ha ribadito quanto riprovevole sia il fatto che alcuni paesi continuino a trarre profitto da tale commercio che provoca tragedie umane ed è causa di immensi disastri ecologici.
Il Cardinale Martino ha definito "inaccettabile la pretesa di gruppi terroristici" che intendono ristabilire la giustizia e la pace attraverso la cieca violenza non esitando a distruggere vite umane innocenti ed ha denunciato "l'uso scandaloso dei bambini-soldato da parte di Stati e gruppi armati". Definendo l'Aids "piaga del secolo e del millennio", causa di disastrose conseguenze demografiche, sanitarie, economiche e sociali, il Cardinale ha richiamato l'attenzione della comunità internazionale sulla necessità di medicinali a prezzi sostenibili. Ed ancora il Presidente del Pontificio Consiglio ha rinnovato l'appello per una riduzione, se non l'abbattimento, del debito estero dei Paesi africani più poveri.
Il Comunicato, riporta inoltre, che il Cardinale Martino, per sedici anni Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, "non ha escluso che nel prossimo futuro la Santa Sede possa passare dallo status di Osservatore a quello di membro dell'O.N.U." ed ha ribadito "l'urgenza di una riforma delle Nazioni Unite che permetta all'istituzione di svolgere pienamente il suo ruolo sulla scena internazionale".
CON-IP/…/KENYA:MARTINO VIS 20040225 (320)
PUBBLICATE RELAZIONI E DISCUSSIONI CONFERENZA ABUSI SESSUALI
CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2004 (VIS). La Pontificia Academia Pro Vita ha curato la pubblicazione del volume: "Sexual Abuse and the Catholic Church. Scientific and Legal Perspectives" (Gli abusi sessuali e la Chiesa Cattolica. Prospettive scientifiche e giuridiche), che raccoglie le relazioni e discussioni della conferenza sul tema: "Abuso sessuale di bambini e giovani da parte di sacerdoti cattolici e religiosi", organizzata dalla medesima Pontificia Academia, dal 2 al 5 aprile 2003.
Il volume, inviato a tutte le Conferenze Episcopali, uscirà a fine marzo. Una copia è stata messa a disposizione dei giornalisti accreditati presso la Santa Sede.
Un Comunicato dalla Pontificia Academia Pro Vita rende noto che obiettivo della Conferenza dell'Aprile 2003 "era esclusivamente quello di presentare lo stadio raggiunto dalla ricerca scientifica sul tema. Ovviamente, non è stato possibile invitare tutti gli esperti del settore, tuttavia alcuni di essi, scienziati di alto livello, si sono resi disponibili a venire a Roma ed a pubblicare i loro contributi, anche se nessuno degli otto esperti è cattolico".
Il Vescovo Elio Sgreccia, Vice Presidente della Pontificia Academia Pro Vita, scrive nell'introduzione al volume, che la Conferenza del 2003 si è occupata "di un terribile fenomeno che, negli ultimi anni, ha causato crescente inquietudine nella Chiesa e nei mezzi di comunicazione. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha chiaramente e vigorosamente richiamato l'attenzione sul grave danno inflitto alle vittime, ed ha esortato la Chiesa a fare tutto ciò che è in suo potere per mitigare le sofferenze che ne risultano, e per impedire futuri abusi. Numerosi cattolici, uomini e donne si sono dedicati a questa importante missione, le Conferenze Episcopali hanno redatto alcune norme e la Santa Sede ha dedicato grande attenzione alla questione, attraverso l'opera di diversi Dicasteri. L'abuso sessuale costituisce un'enorme sfida. La formulazione di soluzioni responsabili deve tener conto della prospettiva psicologica, medica, etica, antropologica, teologica, pastorale e giuridica. Evidentemente tale obiettivo oltrepassa la portata di una singola conferenza".
Il Vice Presidente dell'Academia Pro Vita ha aggiunto che gli scienziati intervenuti alla Conferenza: "hanno potuto esaminare il tema nella sua complessità (…) e hanno presentato le diverse opinioni esistenti nel mondo scientifico. (…) Le personalità ecclesiastiche internazionali, attivamente coinvolte nel trattamento di sacerdoti e religiosi" sono intervenute alla Conferenza anche se "non hanno partecipato in qualità di esperti, ma di ascoltatori ed hanno posto domande. (…) Sono stati invitati a partecipare alla Conferenza in qualità di rappresentanti delle istituzioni, che si occupano del trattamento di sacerdoti e religiosi, ed alle quali si rivolgono le Conferenze Episcopali".
Definendo il volume "un primo passo", il Vescovo Sgreccia ha affermato che: "Ancora non sono stati affrontati importanti aspetti della questione. È auspicabile che il volume sia uno stimolo ed un supporto per tutti coloro che si occupano di questo complesso ed inquietante problema".
ACAD-V/VOLUME:ABUSO SESSUALE/… VIS 20040225 (470)
TELEGRAMMA DI CORDOGLIO VITTIME TERREMOTO IN MAROCCO
CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2004 (VIS). Riportiamo di seguito il telegramma di cordoglio, fatto pervenire dal Santo Padre Giovanni Paolo II, tramite il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, all'Arcivescovo Antonio Sozzo, Nunzio Apostolico in Marocco, a seguito del terremoto che ha colpito ieri notte il Marocco settentrionale, causando circa 600 vittime:
"Informato del devastante terremoto che ha colpito il Marocco settentrionale, il Santo Padre mi ha incaricato di trasmettere alle famiglie ed al popolo marocchino colpiti da questa tragedia, la sua vicinanza al loro dolore nella preghiera. Il Papa invoca l'Onnipotente affinché accolga nel suo regno le vittime, e porti conforto e coraggio ai feriti, ai loro cari ed alle persone che partecipano ai soccorsi, ed auspica gesti di solidarietà per alleviare il dolore dei fratelli e delle sorelle".
TGR/TERREMOTO MAROCCO/SODANO:SOZZO VIS 20040225 (150)
QUARESIMA: CAMMINO PREGHIERA, PENITENZA, ASCESI CRISTIANA
CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2004 (VIS). Oggi, Mercoledì delle Ceneri ed inizio della Quaresima, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, alle 10:30, nella Basilica Vaticana, la Liturgia della Parola, con la benedizione ed imposizione delle Ceneri.
Al termine del rito di introduzione e della Liturgia della Parola, il Santo Padre ha pronunciato l'omelia.
La Quaresima, ha detto il Papa, "cammino di preghiera, di penitenza e di autentica ascesi cristiana", ha inizio con "l'imposizione delle ceneri, austero gesto penitenziale, tanto caro alla tradizione cristiana. Esso sottolinea la consapevolezza dell'uomo peccatore di fronte alla maestà e alla santità di Dio. Allo stesso tempo, ne manifesta la disponibilità ad accogliere e tradurre in scelte concrete l'adesione al Vangelo".
"I gesti esteriori di penitenza hanno valore se sono espressione di un atteggiamento interiore, se manifestano la ferma volontà di allontanarsi dal male e di percorrere la strada del bene. Sta qui il senso profondo dell'ascesi cristiana. 'Ascesi': la parola stessa evoca l'immagine del salire verso mete elevate. Ciò comporta necessariamente sacrifici e rinunce. (…) Per diventare autentici discepoli di Cristo, è necessario rinunciare a se stessi, prendere la propria croce ogni giorno e seguirlo. È il sentiero arduo della santità, che ogni battezzato è chiamato a percorrere".
Giovanni Paolo II ha ricordato che la Chiesa indica alcuni mezzi per camminare su questa via: "È anzitutto l'umile e docile adesione al volere di Dio accompagnata da incessante preghiera; sono le forme penitenziali tipiche della tradizione cristiana, come l'astinenza, il digiuno, la mortificazione e la rinuncia anche a beni di per sé legittimi; sono i gesti concreti di accoglienza nei confronti del prossimo che l'odierna pagina del Vangelo evoca con la parola 'elemosina'. Tutto questo viene riproposto con maggiore intensità durante il periodo quaresimale, che rappresenta, al riguardo, un 'tempo forte' di allenamento spirituale e di generoso servizio ai fratelli".
Riferendosi al Messaggio per la Quaresima 2004 il Papa ha detto di aver voluto attirare l'attenzione "sulle difficili condizioni in cui versano tanti bambini del mondo" ed ha concluso con queste parole: "Molte e complesse sono le problematiche che investono il mondo dell'infanzia. Auspico vivamente che a questi nostri fratelli più piccoli, spesso abbandonati a se stessi, venga riservata la dovuta cura grazie anche alla nostra solidarietà. È questo un modo concreto di tradurre il nostro sforzo quaresimale".
Al termine dell'omelia, si è svolta la Benedizione e l'imposizione delle ceneri che il Papa ha ricevuto dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, e i fedeli presenti da vari sacerdoti. Infine dopo la preghiera dei fedeli e la preghiera del Signore, si sono svolti i riti di conclusione.
Testo integrale dell'omelia del Santo Padre in lingua italiana
HML/MERCOLEDÌ CENERI/… VIS 20040225 (450)
INTERVENTO CARDINALE MARTINO UNIVERSITÀ CATTOLICA NAIROBI
CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB. 2004 (VIS). Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, è intervenuto, nel pomeriggio di ieri, ad un Congresso Internazionale dell'Università Cattolica dell'Africa Orientale a Nairobi (Kenya), sul tema: "Problemi contemporanei per uno sviluppo integrale e sostenibile". Un Comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace rende noto che il Congresso Internazionale è stato organizzato dall'Istituto di Servizio Sociale dell'Università Cattolica dell'Africa Orientale.
Il Porporato ha lanciato un appello in favore di quei paesi dell'Africa afflitti da conflitti sanguinosi, da devastanti pandemie e soffocati dal debito estero. In merito al problema del commercio delle armi, il Cardinale Martino ha ribadito quanto riprovevole sia il fatto che alcuni paesi continuino a trarre profitto da tale commercio che provoca tragedie umane ed è causa di immensi disastri ecologici.
Il Cardinale Martino ha definito "inaccettabile la pretesa di gruppi terroristici" che intendono ristabilire la giustizia e la pace attraverso la cieca violenza non esitando a distruggere vite umane innocenti ed ha denunciato "l'uso scandaloso dei bambini-soldato da parte di Stati e gruppi armati". Definendo l'Aids "piaga del secolo e del millennio", causa di disastrose conseguenze demografiche, sanitarie, economiche e sociali, il Cardinale ha richiamato l'attenzione della comunità internazionale sulla necessità di medicinali a prezzi sostenibili. Ed ancora il Presidente del Pontificio Consiglio ha rinnovato l'appello per una riduzione, se non l'abbattimento, del debito estero dei Paesi africani più poveri.
Il Comunicato, riporta inoltre, che il Cardinale Martino, per sedici anni Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, "non ha escluso che nel prossimo futuro la Santa Sede possa passare dallo status di Osservatore a quello di membro dell'O.N.U." ed ha ribadito "l'urgenza di una riforma delle Nazioni Unite che permetta all'istituzione di svolgere pienamente il suo ruolo sulla scena internazionale".
CON-IP/…/KENYA:MARTINO VIS 20040225 (320)
Il Porporato ha lanciato un appello in favore di quei paesi dell'Africa afflitti da conflitti sanguinosi, da devastanti pandemie e soffocati dal debito estero. In merito al problema del commercio delle armi, il Cardinale Martino ha ribadito quanto riprovevole sia il fatto che alcuni paesi continuino a trarre profitto da tale commercio che provoca tragedie umane ed è causa di immensi disastri ecologici.
Il Cardinale Martino ha definito "inaccettabile la pretesa di gruppi terroristici" che intendono ristabilire la giustizia e la pace attraverso la cieca violenza non esitando a distruggere vite umane innocenti ed ha denunciato "l'uso scandaloso dei bambini-soldato da parte di Stati e gruppi armati". Definendo l'Aids "piaga del secolo e del millennio", causa di disastrose conseguenze demografiche, sanitarie, economiche e sociali, il Cardinale ha richiamato l'attenzione della comunità internazionale sulla necessità di medicinali a prezzi sostenibili. Ed ancora il Presidente del Pontificio Consiglio ha rinnovato l'appello per una riduzione, se non l'abbattimento, del debito estero dei Paesi africani più poveri.
Il Comunicato, riporta inoltre, che il Cardinale Martino, per sedici anni Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, "non ha escluso che nel prossimo futuro la Santa Sede possa passare dallo status di Osservatore a quello di membro dell'O.N.U." ed ha ribadito "l'urgenza di una riforma delle Nazioni Unite che permetta all'istituzione di svolgere pienamente il suo ruolo sulla scena internazionale".
CON-IP/…/KENYA:MARTINO VIS 20040225 (320)
martedì 24 febbraio 2004
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 24 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha eretto la Provincia ecclesiastica di Lódz, elevando a Chiesa metropolitana la Diocesi di Lódz (superficie: 5.200; popolazione: 1.540.000; cattolici: 1.460.000; sacerdoti: 692; religiosi: 906), Polonia, ed assegnandole come suffraganea la Diocesi di Lowicz. In pari tempo ha promosso il Vescovo Wladyslaw Ziólek, finora Vescovo di Lódz, alla dignità di Arcivescovo Metropolita della medesima sede.
- Ha eretto la Diocesi di Bydgoscz, con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Gniezno e dalla Dicoesi di Koszalin-Kolobrzeg e di Pelplin, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Gniezno, Polonia.
- Ha nominato il Vescovo Jan Tyrawa, finora ausiliare di Wroclaw (Polonia), primo Vescovo della Diocesi di Bydgoscz (superficie: 4.000; popolazione: 596.202; sacerdoti: 377; religiosi: 4), Polonia.
- Ha eretto la Diocesi di Swidnica, con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Wroclaw e dalla Diocesi di Legnica, rendendola suffraganea della Chiesa metropolitana di Wroclaw, Polonia.
- Ha nominato il Monsignor Ignacy Dec, finora Rettore della Pontificia Facoltà Teologica di Wroclaw (Polonia), primo Vescovo di Swidnica, (superficie: 4.500; popolazione 687.514; cattolici 653.138; sacerdoti: 366; religiosi: 508), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1944 a Hucisko (Polonia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1969.
- Ha nominato il Monsignore Stanislaw Budzik, finora Rettore del Seminario Diocesano di Tarnów (Polonia), Vescovo Ausiliare della Diocesi di Tarnów (superficie: 7.566; popolazione: 1.126.920; cattolici: 1.121.252; sacerdoti: 1.301; religiosi: 1.328), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Lekawica (Polonia), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1977.
- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Warmia (Polonia), presentata dal Vescovo Julian Wojtkowski, per raggiunti limiti d'età.
ECE:NER:NEA:RE/…/… VIS 20040224 (270)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 24 FEB. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:
- L'Arcivescovo Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
- L'Arcivescovo Jozef Wesolowski, Nunzio Apostolico in Kazakhstan, Tadjikistan, Kyrgyzstan e in Uzbekistan.
- Il Vescovo Paul-Marie Guillaume, di Saint-Dié (Francia), in Visita "ad Limina Apostolorum".
AP:AL/…/… VIS 20040224 (70)
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