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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 13 gennaio 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Nelson José Westrupp, S.C.I., di São José dos Campos.

- Il Vescovo Bruno Gamberini, di Bragança Paulista.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20030113 (70)

CENTENARIO PONTIFICIO COLLEGIO PORTOGHESE


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto la Comunità del Pontificio Collegio Portoghese di Roma, in occasione del centenario di fondazione.

Il Papa ha rivolto parole di saluto e ringraziamento ai responsabili del Pontificio Collegio "per il servizio e la formazione, la diligenza e la competenza dimostrata; e agli alunni per la serietà e l'entusiasmo nel corrispondere alle aspettative delle rispettive diocesi".

Il Santo Padre ha sottolineato la "grande utilità del Collegio portoghese nell'accogliere degnamente i sacerdoti, che hanno l'opportunità di continuare la loro formazione teologica e pastorale, avvalendosi di tutte le risorse offerte dalla Città Eterna".

"A titolo di omaggio" - ha proseguito il Pontefice - "non posso mancare di ricordare che in questi 100 anni di esistenza sono passati nel Collegio 867 alunni, la gran parte dei sacerdoti sono divenuti pastori insigni e impegnati - fra di essi, si contano tre Cardinali e 64 Vescovi - che in questo Istituto hanno ricevuto una formazione di alto livello".

Auspicando che tutti sappiano "apportare il proprio contributo per approfondire e consolidare l'unità della Chiesa, della quale Roma è segno e centro" - il Santo Padre Giovanni Paolo II ha esortato i presbiteri a "progredire senza stancarsi nella formazione cristiana e sacerdotale, apostolica e culturale che la Chiesa aspetta da voi".

"Questa Istituzione" - ha concluso il Santo Padre - "deve continuare ad essere, come nel passato, vivaio di apostoli, punto di unione fra la Roma cattolica e i vostri Paesi, testimonianza viva dell'impegno e della fedeltà degli stessi alla sede di Pietro".
AC/PONTIFICIO COLLEGIO PORTOGHESE/… VIS 20030113 (280)

SÌ VITA, DIRITTO, SOLIDARIETA: NO MORTE, EGOISMO GUERRA


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha pronunciato il tradizionale discorso d'inizio del nuovo anno ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, e rivolgendosi ai Rappresentanti Diplomatici di 174 Nazioni ha affermato: "Attraverso di voi e grazie a voi, mi giungono le speranze e le aspirazioni, i successi e gli insuccessi dei vostri Paesi".

Il discorso del Santo Padre è stato pronunciato in lingua francese ed è anche stato reso pubblico in lingua inglese, italiana e spagnola. Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

"Sono impressionato dal sentimento di paura che dimora sovente nel cuore dei nostri contemporanei. Il terrorismo subdolo che può colpire in qualsiasi istante e ovunque; il problema non risolto del Medio Oriente, con la Terra Santa e l'Iraq; gli scossoni che scompigliano il Sud America, particolarmente l'Argentina, la Colombia e il Venezuela; i conflitti che impediscono a numerosi Paesi africani di dedicarsi al proprio sviluppo; le malattie che propagano il contagio e la morte; il problema grave della fame, in modo speciale in Africa; i comportamenti irresponsabili che contribuiscono all'impoverimento delle risorse del pianeta: ecco altrettanti flagelli che minacciano la sopravvivenza dell'umanità, la serenità delle persone e la sicurezza delle società".

"Ma tutto può cambiare. Dipende da ciascuno di noi. (…) Dipende chiaramente anche dai responsabili politici chiamati a servire il bene comune. Non vi sorprenda il fatto che, di fronte ad una platea di diplomatici, io proponga al riguardo alcuni imperativi, ai quali mi sembra necessario ottemperare, se si vuole evitare che popoli interi, forse addirittura l'umanità stessa, precipitino nell'abisso".

"Anzitutto un 'SÌ ALLA VITA'! Rispettare la vita e le vite: tutto comincia da qui, poiché il più fondamentale diritto umano è il diritto alla vita. L'aborto, l'eutanasia o la clonazione umana, ad esempio, rischiano di ridurre la persona umana ad un semplice oggetto: in qualche modo, la vita e la morte a comando! Quando sono prive di ogni criterio morale, le ricerche scientifiche che manipolano le sorgenti della vita, sono una negazione dell'essere e della dignità della persona. Anche la stessa guerra attenta alla vita umana, perché reca con sé sofferenza e morte. La lotta per la pace è sempre una lotta per la vita!"

"Poi, il RISPETTO DEL DIRITTO. La vita in società - in particolare la vita internazionale - suppone dei principi comuni intangibili, il cui scopo è di garantire la sicurezza e la libertà dei cittadini e delle Nazioni. Tali regole di condotta sono alla base della stabilità nazionale e internazionale. Oggi, i responsabili politici hanno a disposizione testi appropriati e pertinenti istituzioni. Basta metterli in pratica. Il mondo sarebbe totalmente diverso se si cominciasse ad applicare, in maniera sincera, gli accordi sottoscritti!"

"Infine il DOVERE DELLA SOLIDARIETÀ. In un mondo inondato da informazioni, ma che paradossalmente comunica con tanta difficoltà, e dove le condizioni di esistenza sono scandalosamente ineguali, è importante non lasciare nulla di intentato perché tutti si sentano responsabili della crescita e della felicità di tutti. Ne va del nostro avvenire".

"Si impongono pertanto alcune scelte affinché l'uomo abbia ancora un avvenire: i popoli della terra e i loro dirigenti devono avere talvolta il coraggio di dire 'no'.

"'NO ALLA MORTE'! Cioè, 'no' a tutto ciò che attenta all'incomparabile dignità di ogni essere umano, a cominciare da quella dei bambini non ancora nati. Se la vita è davvero un tesoro, bisogna saperlo conservare e farlo fruttificare senza snaturarlo. 'No' a tutto ciò che indebolisce la famiglia, cellula fondamentale della società".

"'NO ALL'EGOISMO'! Cioè, 'no' a tutto ciò che spinge l'uomo a rifugiarsi nel bozzolo di una classe sociale privilegiata o di una cultura di comodo che esclude l'altro. Il modo di vivere di quanti usufruiscono del benessere, il loro modo di consumare, debbono essere rivisti alla luce delle ripercussioni che hanno sugli altri Paesi. (…) Egoismo è anche l'indifferenza delle Nazioni opulente nei confronti dei Paesi abbandonati a se stessi. Tutti i popoli hanno il diritto di ricevere una parte equa dei beni di questo mondo, e della conoscenza scientifica e tecnologica dei Paesi più capaci. Come, ad esempio, non pensare all'accesso per tutti ai medicinali generici, necessari per sostenere la lotta contro le epidemie attuali? Questo accesso è spesso impedito da considerazioni economiche a corto termine".

"'NO ALLA GUERRA'! La guerra non è mai una fatalità; essa è sempre una sconfitta dell'umanità. Il diritto internazionale, il dialogo leale, la solidarietà fra Stati, l'esercizio nobile della diplomazia, sono mezzi degni dell'uomo e delle Nazioni per risolvere i loro contenziosi. Dico questo pensando a coloro che ripongono ancora la loro fiducia nell'arma nucleare e ai troppi conflitti che tengono ancora in ostaggio nostri fratelli in umanità. (…) Mi accontenterò oggi di aggiungere, davanti al costante aggravarsi della crisi mediorientale, che la sua soluzione non potrà mai essere imposta ricorrendo al terrorismo o ai conflitti armati, ritenendo addirittura che vittorie militari possano essere la soluzione. E che dire delle minacce di una guerra che potrebbe abbattersi sulle popolazioni dell'Iraq, terra dei profeti, popolazioni già estenuate da più di dodici anni di embargo? Mai la guerra può essere considerata un mezzo come un altro, da utilizzare per regolare i contenziosi fra le Nazioni".

"L'Europa di oggi, contemporaneamente unita e allargata. Essa ha saputo abbattere i muri che la sfiguravano. Si è impegnata nell'elaborazione e nella costruzione di una realtà capace di coniugare unità e diversità, sovranità nazionale e azione comune, progresso economico e giustizia sociale. Questa Europa nuova porta in sé i valori che hanno fecondato, per due millenni, un'arte di pensare e di vivere di cui il mondo intero ha beneficiato. Fra questi valori, il cristianesimo occupa un posto privilegiato avendo dato origine a un umanesimo che ha impregnato la sua storia e le sue istituzioni. Ricordando tale patrimonio, la Santa Sede e l'insieme delle Chiese cristiane hanno insistito presso i redattori del futuro Trattato costituzionale dell'Unione Europea affinché in esso figuri un riferimento alle Chiese e alle istituzioni religiose. Infatti, sembra augurabile che, nel pieno rispetto della laicità, siano riconosciuti tre elementi complementari: la libertà religiosa nella sua dimensione non solo individuale e cultuale, ma pure sociale e comunitaria; l'opportunità di un dialogo e di una consultazione strutturati fra i Governi e le comunità dei credenti; il rispetto dello statuto giuridico di cui le Chiese e le istituzioni religiose già godono negli Stati membri dell'Unione. Un'Europa che rinnegasse il proprio passato, che negasse il fatto religioso e non tenesse in conto alcuna dimensione spirituale, risulterebbe fortemente sminuita di fronte al progetto ambizioso che mobilita le sue energie: costruire l'Europa di tutti!"

"Anche l'Africa ci offre oggi l'occasione di rallegrarci: l'Angola ha cominciato l'opera di ricostruzione; il Burundi ha intrapreso il cammino che potrebbe condurre alla pace, ed attende dalla comunità internazionale comprensione e aiuti finanziari; la Repubblica Democratica del Congo si è impegnata seriamente in un dialogo nazionale che dovrebbe condurre alla democrazia. Il Sudan ha ugualmente dato prova di buona volontà, anche se il cammino verso la pace è lungo e arduo. (…) Non si possono non deplorare i gravi avvenimenti che scuotono la Costa d'Avorio e la Repubblica Centroafricana, invitando gli abitanti dei rispettivi Paesi a deporre le armi, a rispettare le loro Costituzioni e a gettare le basi di un dialogo nazionale. Sarà, così, facile coinvolgere le varie componenti della comunità nazionale nell'elaborazione di un progetto di società in cui tutti possano ritrovarsi. Inoltre, sempre di più, è bene ricordarlo, gli Africani tentano di trovare le soluzioni più adatte ai loro problemi, grazie all'azione dell'Unione Africana e ad efficaci mediazioni regionali".

"Una constatazione si impone: ormai l'indipendenza degli Stati non può più essere concepita, se non nell'interdipendenza. (…) Per evitare di precipitare nel caos, mi sembra che si impongano due esigenze. Anzitutto recuperare in seno agli Stati e fra gli Stati il valore primordiale della legge naturale. Inoltre, l'azione senza sosta di uomini di Stato probi e disinteressati. In effetti, l'indispensabile competenza professionale dei responsabili politici non può essere legittimata che da un saldo riferimento a forti convinzioni etiche".

"Il benessere materiale e spirituale dell'umanità, la tutela delle libertà e dei diritti della persona umana, il servizio pubblico disinteressato, la vicinanza alle situazioni concrete, precedono qualsiasi programma politico e costituiscono un'esigenza etica che è quanto di meglio possa assicurare la pace interna delle Nazioni e la pace fra gli Stati".

"È evidente che per un credente a simili motivazioni si aggiungono quelle che offre la fede in Dio creatore e padre di tutti gli uomini (…) Tenendo conto di ciò, lo Stato ha tutto l'interesse a vigilare perché la libertà religiosa, diritto naturale - individuale e sociale - sia effettivamente garantita a tutti. Come ho già avuto occasione di affermare, quando i credenti si sentono rispettati nella propria fede, e vedono le proprie comunità giuridicamente riconosciute, collaborano con tanta più convinzione al progetto comune della società civile di cui sono membri".

"Il dialogo ecumenico fra cristiani, e i contatti rispettosi con le altre religioni, in particolare con l'Islam, costituiscono il miglior antidoto alle derive settarie, al fanatismo o al terrorismo religioso. Per quanto concerne la Chiesa cattolica, non citerò che un caso per me motivo di grande sofferenza: la sorte riservata alle comunità cattoliche nella Federazione Russa, che da diversi mesi vedono alcuni dei loro pastori impediti di raggiungerle, per ragioni amministrative. La Santa Sede si attende dalle autorità governative decisioni concrete che mettano fine a questa crisi, decisioni che siano conformi agli impegni internazionali sottoscritti dalla Russia moderna e democratica. I cattolici russi vogliono vivere come i loro fratelli del resto del mondo, con la stessa libertà e la medesima dignità".

Attualmente sono 174 le Nazioni che intrattengono rapporti diplomatici pieni con la Santa Sede. Nel 2002 sono stati stabiliti rapporti diplomatici con la Repubblica di Timor Est (20 maggio) e con lo Stato del Quatar (18 novembre). A queste Nazioni sono da aggiungere l'Unione Europea e il Sovrano Militare Ordine di Malta e due Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa e l'Ufficio dell'Organizzazione per le Liberazione della Palestina (OLP).
AC/CORPO DIPLOMATICO/… VIS 20030113 (1680)

BATTESIMO DEL SIGNORE ESPRIME SOLIDARIETÀ ALL'UMANITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2003 (VIS). Oggi, Festa del Battesimo del Signore, conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, a mezzogiorno, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Santo Padre ha ricordato che: "Confuso tra le folle penitenti, Gesù aveva chiesto a Giovanni Battista di essere battezzato lasciando sconcertato lo stesso Precursore. Ma proprio tale gesto rivela la singolarità del messianismo di Gesù: esso consiste nel compiere la volontà del Padre, facendosi 'vittima di espiazione per i nostri peccati'. L'umile solidarietà con i peccatori lo condurrà alla morte sulla Croce".

"Immergersi nella morte e nella risurrezione di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "libera radicalmente l'uomo dal peccato e dalla morte e realizza una nuova nascita secondo lo Spirito, per una vita che non avrà mai fine. Ecco il Battesimo che il Risorto affida agli Apostoli inviandoli nel mondo intero. Questo stesso Battesimo stamani, secondo la consuetudine, ho avuto la gioia di amministrare ad alcuni neonati".

"Il Battesimo dei bambini" - ha affermato il Santo Padre - "tanto caro alla tradizione cristiana, fa comprendere con immediata eloquenza la vera natura della salvezza. Essa è grazia, cioè dono gratuito del Signore. (…) Per questo è bene che i genitori cristiani siano solleciti nel portare i loro figli al fonte battesimale, affinché ricevano, in forza della fede della Chiesa, il grande dono della vita divina".
ANG/BATTESIMO/… VIS 20030113 (270)

ACCOMPAGNATE BAMBINI BATTEZZATI CAMMINO SANTITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2003 (VIS). Alle ore 10:00 di oggi, Festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto nella Cappella Sistina la Celebrazione Eucaristica nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a ventidue bambini, provenienti dall'Italia, dalla Polonia e dal Libano.

Nell'omelia il Santo Padre ha detto: "Con il Battesimo ogni cristiano incontra Cristo in maniera personale: viene inserito nel mistero della sua morte e della sua resurrezione, e riceve una vita nuova, che è la stessa vita di Dio. Quale grande dono e quale grande responsabilità!".

Rivolgendosi ai genitori, ai padrini e alle madrine dei neonati, Giovanni Paolo II ha detto: "Il Signore vi affida, quali custodi responsabili, le loro vite così preziose ai suoi occhi. Impegnatevi amorevolmente perché crescano 'in sapienza, età, e grazia'; aiutateli ad essere fedeli alla loro vocazione. Tra poco, anche a nome loro, rinnoverete la promessa di lottare contro il male e di aderire pienamente a Cristo. Che la vostra esistenza sia sempre segnata da questo impegno generoso!".

"Siate altresì coscienti" - ha concluso il Pontefice - "che il Signore chiede a voi una nuova e più profonda collaborazione: vi affida cioè il compito quotidiano di accompagnarli nel cammino della santità. Sforzatevi di essere voi stessi santi per guidare i vostri figli verso questa alta meta della vita cristiana. Non dimenticate che, per essere santi, 'c'è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell'arte della preghiera'".
HML/BATTESIMO NEONATI/CAPPELLA SISTINA VIS 20030113 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti: l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali; l'Arcivescovo Robert Sarah, emerito di Conakry (Guinea) e Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; l'Arcivescovo Csaba Ternyák, Segretario della Congregazione per il Clero; l'Arcivescovo Piergiorgio Silvano Nesti, emerito di Camerino-San Severino Marche (Italia) e Segretario della Congregazione per gli Istituto di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; l'Arcivescovo Giuseppe Pittau, Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.
NA/…/… VIS 20030113 (110)

TELEGRAMMA PER INCIDENTE AEREO IN PERÙ


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma inviato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, al Vescovo Emiliano Cisneros Martínez, O.A.R., di Chachapoyas (Perù), per l'incidente aereo del 9 gennaio scorso, verificatosi nei pressi della capitale del Paese:

"Sua Santità Giovanni Paolo II nell'apprendere con profondo cordoglio la triste notizia dell'incidente aereo avvenuto nei pressi della Capitale, che ha gettato numerose famiglie nel lutto, offre suffragi per l'eterno riposo delle vittime ed eleva le sue preghiere al Signore perché conceda consolazione e serenità spirituale a quanti piangono la perdita dei loro cari".

"Chiedo a Vostra Eccellenza di trasmettere le sentite condoglianze del Santo Padre alle famiglie delle vittime, esprimendo la sua paterna sollecitudine e i suoi sentimenti di vicinanza spirituale, e, nel contempo, il Santo Padre impartisce a tutti di cuore la confortante Benedizione Apostolica in segno di speranza nel Cristo Risorto".
TGR/INCIDENTE AEREO/PERÙ:CISNEROS VIS 20030113 (170)

venerdì 10 gennaio 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Roger Etchégaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

- Il Cardinale Mario Francesco Pompedda, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

- Il Cardinale Jan Pieter Schotte, C.I.C.M., Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
AP/…/… VIS 20030110 (70)

MESSAGGIO ANNIVERSARIO OPERA MISSIONARIA SANTA INFANZIA


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II, datato 6 gennaio 2003, Solennità dell'Epifania, giorno in cui ricorreva il 160° anniversario di fondazione della Pontificia Opera Missionaria della Santa Infanzia o Infanzia Missionaria, attualmente presente in 110 Nazioni.

Rivolgendosi ai ragazzi missionari, il Papa scrive: "Vi sforzate in tanti modi di condividere la sorte dei bambini costretti anzitempo al lavoro e di soccorrere l'indigenza di quelli poveri; solidarizzate con le ansie e con i drammi dei bambini coinvolti nelle guerre dei grandi, restando spesso vittime della violenza bellica; pregate ogni giorno perché il dono della fede, che voi avete ricevuto, sia partecipato a milioni di vostri piccoli amici che ancora non conoscono Gesù".

Ricordando i bambini dell'Opera della Santa Infanzia che passano di casa in casa a dare l'annuncio del Natale, il Santo Padre sottolinea che: "Quest'impegno di evangelizzazione e di solidarietà - voi ben lo sapete - non si limita ad alcune settimane e al solo periodo natalizio, ma si estende a tutta la vita. Ecco perché vi incoraggio a rispondere generosamente alle innumerevoli richieste di aiuto che pervengono dai Paesi poveri".

Successivamente il Santo Padre ricorda i numerosissimi bambini che, per liberare loro coetanei costretti a combattere hanno rinunciato ad un giocattolo o ad uno svago costoso per finanziare la costruzione di scuole in zone di missione, e precisa che "Sono più di tremila i progetti che i bambini missionari stanno finanziando con i loro contributi".

"Preghiamo" - esorta il Papa - "perché un numero sempre più grande di bambini metta a disposizione del Vangelo, non solo una stagione, ma tutta la propria esistenza. Chiediamo altresì a Dio che si estenda dappertutto l'azione benefica dell'Infanzia Missionaria".

Al termine del Messaggio, il Santo Padre invita i bambini che fanno parte della Pontificia Opera Missionaria della Santa Infanzia ad assumere "come primo impegno la recita di una Ave Maria al giorno" ed esorta i più grandi a recitare, almeno qualche volta, "un'intera decina di Rosario o addirittura l'intera Corona. È molto suggestivo il Rosario missionario: una decina, quella bianca è per la vecchia Europa (…); la decina gialla è per l'Asia (…); la decina verde è per l'Africa (…); la decina rossa è per l'America (…); la decina azzurra è per il Continente dell'Oceania".
MESS/OPERA SANTA INFANZIA/… VIS 20030110 (400)

EX-ALUNNI COLLEGIO NORDAMERICANO RICEVUTI DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto oggi in udienza i partecipanti al Convegno promosso dal Pontificio Collegio Americano del Nord di Roma per celebrare il 50° anniversario della dedicazione dell'edificio del Seminario al Gianicolo e dell'inaugurazione della Casa Santa Maria dell'Umiltà, centro di studi dei sacerdoti statunitensi a Roma.

"Che questo anniversario" - ha detto il Santo Padre rivolgendosi al Rettore, agli studenti e agli ex-alunni del Pontificio Collegio - "accresca il vostro impegno nel perseguire la missione del Collegio di formare i sacerdoti ad una profonda consapevolezza dell'universalità della Chiesa e alla completa dedizione per la diffusione del Regno di Dio sia in patria che nel resto del mondo".

"L'incontro di quest'anno" - ha proseguito il Pontefice - "vi riporta a Roma e nel Collegio, in questi luoghi a voi cari, dove con l'idealismo e la generosità della giovinezza, anche voi un tempo vi dedicaste alla ricerca della conoscenza, della saggezza e della santità per il servizio al Popolo di Dio. In un momento di difficoltà e di sofferenza per i cattolici negli Stati Uniti d'America, assicuro ad ognuno di voi la mia solidarietà e le mie preghiere. È mia fervente speranza che queste giornate di riflessione, di preghiera e di fraternità sacerdotale vi fortifichino nella nobile vocazione di essere discepoli di Gesù Cristo, testimoni della verità del suo Vangelo e pastori totalmente impegnati nel rinnovamento della sua Chiesa nella fede, nella speranza e nell'amore".
AC/…/COLLEGIO NORDAMERICANO VIS 20030110 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Flavio Calle Zapata, finora Vescovo di Sonsón-Rionegro (Colombia), Arcivescovo Metropolita di Ibagué (superficie: 5.734; popolazione: 539.284; cattolici: 485.355; sacerdoti: 100; religiosi: 173), Colombia.

- Il Vescovo Rafael Arcadio Bernal Supelano, C.SS.R., finora Vescovo di Arauca (Colombia), Vescovo di Libano-Honda (superficie: 3.477; popolazione: 250.000; cattolici: 230.000; sacerdoti: 44; religiosi: 76), Colombia.

- Il Vescovo Allen Henry Vigneron, finora Ausiliare di Detroit (Michigan, Stati Uniti d'America), Vescovo Coadiutore di Oakland (superficie: 3.798; popolazione: 2.348.723; cattolici: 429.477; sacerdoti: 289; religiosi: 557; diaconi permanenti: 90), California, Stati Uniti d'America.
NER:NEC/…/CALLE:BERNAL:VIGNERON VIS 20030110 (110)

giovedì 9 gennaio 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile (Cile).

- L'Arcivescovo Diego Causero, Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba di Siria.

- L'Arcivescovo Basil Myron Schott, O.F.M., di Pittsburg dei Bizantini (Stati Uniti d'America).

- L'Arcivescovo Nicholas Cheong Jin-suk, di Seoul (Corea).

- Il Vescovo Luis Armando Bambarén Gastelumendi, S.I., di Chimbote (Perù) e Presidente della Conferenza Episcopale del Perù.
AP/…/… VIS 20030109 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Jean-Paul James, finora Rettore del Seminario Maggiore di "Saint-Yves" a Rennes (Francia), Vescovo di Beauvais (superficie: 5.855; popolazione: 765.011; cattolici: 700.000; sacerdoti: 195; religiosi: 305; diaconi permanenti: 19), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Rennes (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Il Vescovo Jesús García Burillo, finora Ausiliare di Orihuela-Alicante (Spagna), Vescovo di Avila (superficie: 8.047; popolazione: 166.259; cattolici: 162.020; sacerdoti: 241; religiosi: 622), Spagna.

- Il Vescovo Carlos López Hernández, finora Vescovo di Plasencia (Spagna), Vescovo di Salamanca (superficie: 7.876; popolazione: 287.000; cattolici: 280.000; sacerdoti: 295; religiosi: 971; diaconi permanenti: 3), Spagna.
NER/…/JAMES:GARCÍA:LÓPEZ VIS 20030109 (120)

mercoledì 8 gennaio 2003

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2003 (VIS). Il 16 dicembre scorso è deceduto, all'età di 69 anni, il Vescovo Licinio Rangel, Amministratore Apostolico dell'Amministrazione Apostolica Personale "San Giovanni Maria Vianney" di Campos (Brasile).
…/DECEDUTI/… VIS 20030108 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la nuova Diocesi di Piedras Negras (superficie: 56.608; popolazione: 549.040; sacerdoti: 46; religiosi: 76), Messico, con terreno dismembrato dalla Diocesi di Saltillo, rendendola suffraganea della Chiesa metropolitana di Monterrey. Ha nominato il Reverendo Alonso Gerardo Garza Treviño, finora Economo dell'Arcidiocesi di Monterrey e Parroco del Sacro Cuore, primo Vescovo di Piedras Negras. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Monterrey (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.

- Ha nominato il Padre Pedro Sbalchiero Neto, M.S., Vescovo Coadiutore di Vacaria (superficie: 15.932; popolazione: 197.500; cattolici: 180.000; sacerdoti: 63; religiosi: 212; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1953 a Sananduva (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Finora è stato Vicario Provinciale della Congregazione dei Missionari di Nostra Signora di "La Salette" in Brasile e Parroco della Parrocchia "São Domingos Sávio" in São Paulo.
ECE:NER:NEC/…/GARZA:NETO VIS 20030108 (160)

UDIENZA GENERALE: FEDELTÀ SIGNORE NON CI ABBANDONA MAI


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2003 (VIS). Il Salmo 99: "La gioia di coloro che entrano nel tempio" è stato il tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per la prima Udienza Generale del 2003, tenutasi nell'Aula Paolo VI.

Sottolineando che il Salmo 99 "costituisce un gioioso invito a lodare il Signore, pastore del suo popolo", il Papa ha affermato che "sette imperativi (…) acclamate, servite, presentatevi, riconoscete, varcate le porte, lodatelo, benedite" "spingono la comunità fedele a celebrare, nel culto, il Dio dell'amore e dell'alleanza". Inoltre "Nel Salmo s'incrociano alcune parole caratteristiche per esaltare il legame di alleanza che intercorre tra Dio e Israele. Emerge innanzitutto l'affermazione di una piena appartenenza a Dio".

Giovanni Paolo II ha affermato che "Il primo appello consiste nell'acclamazione festosa che coinvolge tutta la terra nel canto di lode al Creatore". I verbi "servire", "presentarsi" e "varcare le porte" del tempio, sono verbi che "descrivono i vari gesti che i fedeli compiono quando entrano nel santuario di Sion per partecipare alla preghiera comunitaria".

"Il verbo 'riconoscere'," - ha proseguito il Pontefice - "esprime il contenuto della professione di fede nell'unico Dio. Dobbiamo, infatti, proclamare che il 'il Signore è Dio', combattendo ogni idolatria e ogni superbia e potenza umana a Lui contrapposta. Il termine degli altri verbi, cioè 'lodare' e 'benedire', è ugualmente 'il nome' del Signore, ossia la sua persona, la sua presenza efficace e salvatrice".

Il Papa ha concluso la catechesi ricordando che il Salmo termina con una "solenne esaltazione di Dio, che è una sorta di professione di fede: il Signore è buono e la sua fedeltà non ci abbandona mai, perché Egli è sempre pronto a sostenerci col suo amore misericordioso. Con questa fiducia l'orante si abbandona all'abbraccio del suo Dio".
AG/SALMO 99/… VIS 20030108 (310)

martedì 7 gennaio 2003

EUROPA: SALVAGUARDIA ESERCIZIO LIBERTÀ RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2003 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato, ieri pomeriggio, la seguente dichiarazione:

"Oggi, venerdì 3 gennaio, il Presidente del Parlamento Europeo Patrick Cox è stato ricevuto dal Papa Giovanni Paolo II e, successivamente, ha incontrato l'Eminentissimo Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di Sua Santità".

"La visita del Presidente Cox è stata un'occasione propizia per uno scambio di vedute sull'Europa. In particolare, circa l'adesione dei nuovi paesi all'Unione, da parte della Santa Sede si è sottolineato che ciò costituirà un arricchimento per gli Europei ed una speranza per gli altri popoli".

"Nel corso dei colloqui si è parlato anche del progetto del futuro trattato costituzionale e dell'interesse delle comunità dei credenti nei Paesi europei, dove del resto sono la maggioranza, di vedere rispettati la loro identità ed il contributo specifico che offrono alla vita della società, nonché lo statuto di cui beneficiano in virtù delle legislazioni nazionali. La Santa Sede ha sottolineato come con ciò non si ricerca in alcun modo uno statuto giuridico privilegiato, ma piuttosto la salvaguardia dell'effettivo esercizio della libertà religiosa, nel pieno rispetto della laicità delle istituzioni civili e comunitarie, come pure delle organizzazioni non confessionali".
OP/PRESIDENTE PARLAMENTO EUROPEO/NAVARRO VIS 20030107 (220)

I NUOVI VESCOVI: OFFRITE CHIARA TESTIMONIANZA SANTITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2003 (VIS). Oggi, Solennità dell'Epifania del Signore, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, nella Patriarcale Basilica Vaticana, la cerimonia nel corso della quale ha conferito l'ordinazione episcopale a dodici presbiteri provenienti da diverse nazioni.

Nell'omelia, il Santo Padre ha ricordato che nella Liturgia di oggi "I Magi, che giungono dall'Oriente a Gerusalemme, sono guidati da un astro celeste e rappresentano le primizie dei popoli attirati dalla luce di Cristo".

"La fede in Cristo, luce del mondo" - ha detto il Papa rivolgendosi ai nuovi Vescovi - "ha guidato i vostri passi dalla giovinezza fino all'offerta di voi stessi nella consacrazione presbiterale. (…) Ora Cristo vi chiede di rinnovare questa oblazione, per assumere nella Chiesa il ministero episcopale. (…) Ricevete la pienezza del dono; vi viene chiesta al tempo stesso la pienezza dell'impegno".

Successivamente, il Papa ha salutato ad uno ad uno i dodici nuovi Vescovi dicendo: "Saluto voi, cari Monsignor Paul Tschang In-nam, Monsignor Celestino Migliore, Monsignor Pierre Nguyên Van Tôt, Monsignor Pedro López Quintana, che sarete miei Rappresentanti in Paesi dell'Asia e dell'Africa e presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite. (…) Nel rispetto delle istituzioni e delle culture, invitate le Nazioni, alle quali siete mandati, ad aprirsi al Vangelo. Solo Cristo può garantire un profondo rinnovamento delle coscienze e dei popoli".

Salutando il Monsignor Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina delle Fede ed il Monsignor Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il Papa ha detto: "Fedeltà alla Tradizione cattolica ed impegno nel dialogo ecumenico: su questo binario proceda sempre sicuro il vostro servizio".

Infine il Santo Padre, salutando il Monsignor Calogero La Piana, Vescovo di Mazara del Vallo (Italia), il Monsignor René-Marie Ehuzu, Vescovo di Abomey (Benin), il Monsignor Ján Babjak, Vescovo dell'Eparchia di Presov (Slovacchia), il Monsignor Andraos Abouna, Ausiliare del Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), il Monsignor Milan Sasik, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" dell'Eparchia di Mukacheve (Ucraina) ed il Monsignor Giuseppe Nazzaro, Vicario Apostolico di Alep dei Latini (Siria), ha detto: "Le amate comunità ecclesiali che vi accoglieranno, e che saluto con affetto, possano trovare in voi Pastori diligenti e generosi. Sull'esempio e con l'aiuto del Buon Pastore, guidate sempre i credenti ai pascoli della vita eterna".

Il Papa ha concluso l'omelia ribadendo che il divino Maestro chiede ai Vescovi di "vivere e testimoniare il suo amore. (…) Fate risplendere la bellezza del Vangelo, compendio di divina carità, agli occhi del gregge a voi affidato. Offrite all'intero popolo cristiano una chiara testimonianza di santità. Siate sempre epifania di Cristo e del suo amore misericordioso, e nulla vi impedisca di portare a compimento questa missione"
GPII-ORDINAZIONI EPISCOPALI/…/… VIS 20030107 (460)

NETTURBINI DI ROMA VISITANO PRESEPIO DEL PAPA IN VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II che dall'inizio del Pontificato si reca ogni anno in visita al "Presepio dei Netturbini" di Roma, allestito nella sede dell'Azienda Municipale Ambiente in Via di Porta Cavalleggeri, ha invitato quest'anno gli stessi Netturbini a visitare il Suo presepio nel Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel corso dell'incontro nella Sala Clementina, il Santo Padre ha detto che questa volta, non essendo venuto di persona a vedere il Presepio dei Netturbini, si è accontentato "di ammirarlo, in un certo senso, attraverso la fotografia che di esso mi avete portato, insieme con un piccolo presepio costruito con gli stessi materiali. Ho voluto però, a conclusione delle Festività natalizie, invitarvi io, quasi per ricambiare la cortesia che mi avete sempre usata".

Il Papa ha quindi ringraziato tutto il personale dell'Ama: "per l'importante servizio che giorno e notte la vostra Azienda rende alla Città e ai suoi abitanti. Iddio vi aiuti a svolgerlo con impegno e dedizione".
…/PRESEPIO NETTURBINI/… VIS 20030107 (180)

ANGELUS: "I DONI DEL SIGNORE NON TRAMONTANO MAI"


CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2003 (VIS). Nell'Angelus di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato ai fedeli e ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro che "La liturgia dell'odierna domenica ci ripropone, nel prologo del Vangelo di San Giovanni, il mistero sublime dell'incarnazione del Verbo eterno, venuto ad abitare in mezzo a noi".

"Queste parole" - ha detto il Pontefice - "pur risuonando nel cuore della Chiesa da oltre duemila anni, conservano tutta la loro novità e attualità. (…) Il Bambino nato a Betlemme è veramente il 'coetaneo' di ogni persona, che viene sulla faccia della terra. È, pertanto, anche nostro 'contemporaneo'. I doni del Signore non tramontano mai. Ecco il lieto annuncio del Natale: la luce divina, (…) brilla anche oggi per noi".

"Il dramma è che Cristo" - ha proseguito il Papa - "luce del mondo da molti non è conosciuto, da altri non è accolto, anzi è rifiutato. Nella nostra società è purtroppo diffusa una cultura imbevuta di egoismo e chiusa alla conoscenza e all'amore di Dio. È una cultura che, rifiutando di fatto un saldo riferimento alla trascendenza divina, genera smarrimento e insoddisfazione, indifferenza e solitudine, odio e violenza. Quanto urgente è allora testimoniare con gioia l'unico messaggio di salvezza, antico e sempre nuovo, del Vangelo della vita e della luce, della speranza e dell'amore!".
ANG/…/… VIS 20030107 (240)
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