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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 20 dicembre 2002

DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2002 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, in presenza del Santo Padre, dei membri della Congregazione delle Cause dei Santi e dei Postulatori delle rispettive cause, sono stati promulgati diciotto nuovi Decreti. Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione, ha letto un profilo biografico dei futuri Beati e Santi.

  I Decreti riguardano le seguenti cause:

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Carlo Gnocchi, italiano, Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Opera "Pro Juventute", (1902-1956).

- Serva di Dio Maria Teresa di San Giuseppe (al secolo: Anna Maria Tauscher van den Bosch), tedesca, Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù (1855-1938).

- Serva di Dio Maria Crocifissa (al secolo: Rosa Curcio), italiana, Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di S. Teresa del Bambin Gesù, (1877-1957).

- Serva di Dio Teresa di Calcutta (al secolo: Agnese Gonxha Bojaxhiu), macedone, Fondatrice delle Congregazioni delle Missionarie e dei Missionari della Carità, (1910-1997).

MIRACOLI

- Venerabile Servo di Dio Giacomo Alberione, italiano, Sacerdote, Fondatore della "Famiglia Paolina", (1884-1971).

- Venerabile Servo di Dio Valentino Paquay, belga, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori, (1828-1905).

- Venerabile Serva di Dio Bonifacia Rodríguez Castro, spagnola, Fondatrice della Congregazione delle Serve di San Giuseppe, (1837-1905).

- Venerabile Serva di Dio Giulia Salzano, italiana, Fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del S. Cuore di Gesù, (1846-1929).

- Venerabile Serva di Dio Maria di Gesù Crocifisso (al secolo: Maria Petkovic, croata, Fondatrice della Congregazione delle Figlie della Misericordia, (1892-1966).

- Venerabile Serva di Dio Teresa di Calcutta (al secolo: Agnese Gonxha Bojaxhiu), macedone, Fondatrice delle Congregazioni delle Missionarie e dei Missionari della Carità, (1910-1997).

- Venerabile Servo di Dio Giovanni Merz, bosniaco, laico (1896-1928).

- Beato Daniele Comboni, italiano, Vescovo titolare di Claudiopoli, Vicario Apostolico dell'Africa Centrale, Fondatore degli Istituti dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e delle Suore Missionarie Comboniane Pie Madri della Nigrizia, (1831-1881).

- Beato Giuseppe Sebastiano Pelczar, polacco, Vescovo di Przemysl dei Latini, Fondatore della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù (1842-1924).

- Beato Arnoldo Janssen, tedesco, Sacerdote, Fondatore della Società del Verbo Divino e delle Congregazioni delle Missionarie Serve dello Spirito Santo nonché delle Serve dello Spirito Santo dell'Adorazione Perpetua (1837-1909).

- Beato Giuseppe Freinademetz, italiano, Sacerdote professo della Società del Verbo Divino, (1852-1909).

- Beata Maria de Mattias, italiana, Fondatrice della Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, (1805-1866).

- Beata Angela della Croce (al secolo: Maria degli Angeli Guerrero González), spagnola, Fondatrice della Congregazione delle Sorelle della Compagnia della Croce (1846-1932).

- Beata Virginia Centurione ved. Bracelli, italiana, Fondatrice delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario, (1587-1651).
CSS/DECRETI/SARAIVA                          VIS 20021220 (450)

PREPARATE IL CUORE PER ACCOGLIERE IL BAMBINO GESÙ


CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi un gruppo di ragazzi e ragazze dell'Azione Cattolica Italiana venuti, come ormai da tradizione, a presentargli gli auguri di Natale.

  Parlando del Natale, Giovanni Paolo II ha detto che "il Bambino Gesù ci rivelerà l'amore infinito del Padre celeste, che non si stanca di cercare ogni suo figlio. Dalla grotta di Betlemme si irradierà anche nel mondo di oggi la bellezza del suo Regno di giustizia e di pace. Preparate il cuore per accoglierlo! Egli vi renderà felici".

  "Lo slogan che vi accompagna durante quest'anno associativo" - ha proseguito il Papa - "è: 'Mani per tutti, tutti per mano'. Le mani non vanno utilizzate per stringere egoisticamente i beni materiali e quasi ad essi 'aggrapparsi'. Occorre, al contrario, imparare a tenerle aperte per accogliere l'amore di Dio: mani sempre pronte a ricevere e a donare il suo amore".

  "Vivete così" - ha concluso Giovanni Paolo II - "e proponete questo cammino anche ai vostri coetanei! Offrirete in tal modo un prezioso contributo al rinnovamento che l'Azione Cattolica Italiana ha intrapreso".
AC/NATALE/AZIONE CATTOLICA ITALIANA          VIS 20021220 (200)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

  In serata è previsto che il Santo riceva in udienza il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/…/…                                    VIS 20021220 (50)

giovedì 19 dicembre 2002

PRESENTAZIONE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE SLOVACCO


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto le Lettere credenziali del nuovo ambasciatore della Repubblica Slovacca presso la Santa Sede, la Signora Dagmar Babcanová.

  Nel suo discorso, il Santo Padre ha messo in evidenza che la Chiesa cattolica, nella quale si riconoscono molti cittadini slovacchi, "svolge la propria missione nel pieno riconoscimento della sovranità dello Stato democratico, con il quale intende intrattenere un dialogo cordiale e costruttivo, nel rispetto delle reciproche competenze, mossa dall'intento di contribuire al benessere e al progresso della Nazione".

  "Questo dialogo" - ha proseguito il Papa - "si prospetta di particolare valore in questa fase in cui la Slovacchia, dopo un duro periodo di persecuzione, sta rifiorendo nella libertà e vuole realizzare un autentico progresso a tutti i livelli. E' importante che in questa fase di tumultuose trasformazioni non si ceda alle fallaci prospettive, che trovano la loro radice nel materialismo pratico e nel consumismo sfrenato. Confido che il popolo slovacco, attingendo alla ricca tradizione di valori morali che da sempre lo contraddistinguono, sappia anche in futuro far fronte ai pericoli di una modernità sorda ai valori dello spirito.".

  Parlando dell'ingresso della Slovacchia nell'Unione Europea, Giovanni Paolo II ha detto che ciò apporterà alla nuova Europa "un contributo quanto mai significativo di cultura e di valori". Inoltre, ha proseguito il Papa, per le nuove generazioni è "una concreta possibilità di miglior utilizzo delle proprie energie, a vantaggio del bene comune. E' questo anche il mio fervido auspicio".

  Il Papa ha sottolineato che "sui giovani si fonderà la società di domani. Occorre dunque, che lo Stato venga loro incontro, offrendo l'indispensabile sostegno per la loro formazione e per il successivo inserimento nel mondo del lavoro". In questo senso, ha detto Giovanni Paolo II, è molto importante favorire "il formarsi di nuove e solide famiglie, fondate sul matrimonio e aperte alla vita (…). Era questo uno degli intenti dell'Accordo-base, firmato fra la Santa Sede e la Repubblica Slovacca nel 2000". Il Papa ha poi concluso, esprimendo l'auspicio che "il nuovo clima creato da tale intesa favorirà una sempre migliore collaborazione fra le Autorità dello Stato e i Pastori della Chiesa, al fine di servire sempre meglio il bene comune della Nazione".
CD/CREDENZIALI SLOVACCHIA/BABCANOVA          VIS 20021219 (380)

GIOVANNI PAOLO II RICEVE LE FIGLIE DI SANT'ANNA


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2002 (VIS). Giovanni Paolo II ha ricevuto oggi in udienza le religiose che partecipano al capitolo generale delle Figlie di Sant'Anna, Congregazione fondata dalla Beata Rosa Gattorno.

  Nel discorso consegnato alla Superiora, Suor Anna Maria Luisa Prandina, il Papa scrive che il tema di riflessione scelto dal capitolo, "Fedeltà allo Spirito, con Cristo e madre Rosa, per entrare nei 'processi storici' prendendo il largo con ottimismo pasquale", rappresenta "un'occasione propizia per fare memoria grata del passato, per vivere con passione il presente, e per aprirvi con fiducia al futuro".

  "Il vostro Istituto" - prosegue il Santo Padre - "ha ulteriormente esteso (…) la sua presenza missionaria, prodigandosi al servizio di tante persone bisognose, specialmente nei settori dell'educazione, della promozione umana, della sanità e dell'assistenza agli anziani".

  Infine, Giovanni Paolo II ricorda alle religiose la fondamentale importanza della preghiera, dell'Eucaristia, "presenza viva di Cristo tra gli uomini", e le esorta a non perdersi d'animo nonostante la preoccupazione per "il calo numerico del personale religioso e l'indebolimento delle forze in Italia". Il Papa conclude dicendo loro: "Imitando la vostra Fondatrice sappiate confidare in Dio (…): [poiché] da Gesù e dal suo Spirito scaturirà la forza propulsiva che vi farà consolidare le vostre attuali attività e vi spingerà a nuovi traguardi apostolici e missionari"
AC/…/FIGLIE SANT'ANNA                      VIS 20021219 (230)

CARDINALE RE PRENDE POSSESSO TITOLO SABINA-POGGIO MIRTETO


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2002 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato oggi che il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, prenderà possesso del Titolo della Chiesa Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto domenica 22 dicembre alle ore 16:00, nella Cattedrale di Poggio Mirteto.
OCL/TITOLO CHIESA/RE                       VIS 20021219 (60)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sua Beatitudine il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Monsignore Renato Volante, Osservatore permanente presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.; I.F.A.D.; P.A.M.).

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/…/…                                    VIS 20021219 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Don Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Molfetta nel 1938 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1967. Finora è stato Professore Ordinario di Teologia nella Pontificia Università Salesiana.

- Padre Brian Farrell, L.C., Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, elevandolo in pari tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato a Dublino (Irlanda) nel 1944, è entrato nella Congregazione dei Legionari di Cristo nel 1961 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1969. Finora è stato Capo Ufficio nella Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.
NA/…/AMATO:FARRELL                      VIS 20021219 (130)

mercoledì 18 dicembre 2002

UDIENZA: LA NOSTRA VITA È UN'ATTESA DELLA VENUTA DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2002 (VIS). Nell'ultima Udienza Generale del 2002, celebrata nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha dedicato la sua catechesi al Natale.

  Giovanni Paolo II ha ricordato che "la liturgia dell'Avvento, permeata di costanti richiami all'attesa gioiosa del Messia, ci aiuta a cogliere in pienezza il valore e il significato del mistero del Natale. Non si tratta di commemorare soltanto l'evento storico, che oltre duemila anni or sono si registrò in un piccolo borgo della Giudea. E' necessario piuttosto comprendere che l'intera nostra vita deve essere un 'avvento', un'attesa vigile della definitiva venuta di Cristo. Per predisporre il nostro animo ad accogliere il Signore (…), dobbiamo imparare a riconoscerlo presente negli eventi dell'esistenza quotidiana".

  "La Chiesa" - ha proseguito il Papa - "ci offre, nella liturgia di questi giorni, tre singolari 'guide', che ci indicano gli atteggiamenti da assumere per andare incontro a questo divino 'ospite' dell'umanità.

  Anzitutto, ha detto il Papa, Isaia, che "esorta a mantenersi vigili nella preghiera, per riconoscere 'i segni' della venuta del Messia. C'è poi Giovanni il Battista, precursore del Messia, che si presenta come 'voce di uno che grida nel deserto', predicando 'un battesimo di conversione per il perdono dei peccati'. E' la sola condizione per riconoscere il Messia ormai presente nel mondo. Ed infine Maria, che, in questa novena di preparazione al Natale, ci guida verso Betlemme. Maria è la donna del 'si' che, a differenza di Eva, fa suo senza riserve il progetto di Dio. Diviene in tal modo una luce chiara per i nostri passi e il modello più alto a cui ispirarci".
AG/NATALE/…                             VIS 20021218 (280)

AI PELLEGRINI: ACCOGLIERE DIO NELLA VITA QUOTIDIANA


CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2002 (VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì, Giovanni Paolo II ha salutato i numerosi pellegrini riuniti nell'Aula Paolo IV e ha rivolto qualche parola speciale ai fedeli della Croazia, Nazione che quest'anno ha regalato l'albero di Natale posto in Piazza San Pietro.

  L'albero, che proviene dal parco nazionale di Gorski kotar, è alto ventotto metri, pesa sette tonnellate ed è decorato con i tradizionali cuori croati.

  "Sono grato" - ha detto il Papa - "per il dono dell'albero di Natale, offerto come segno dei legami profondi del Popolo croato con la Sede di Pietro, che durano da quattordici secoli (…) e in modo particolare a quanti si sono impegnati per realizzare l'idea dell'albero, lanciata quattro anni fa dalla Conferenza Episcopale Croata, all'indomani della mia Visita pastorale a Zagreb, Marjia Bistrica, Split e Solin".

  "Il gentile omaggio della Croazia" - ha proseguito il Papa - "ricorderà nei prossimi giorni ai visitatori di questa Aula e ai pellegrini, che si recheranno in Piazza San Pietro in Vaticano, il Mistero dell'Incarnazione, il quale ha illuminato gli orizzonti dell'umanità con una nuova speranza. Possa la luce di tale speranza aiutare gli uomini e i popoli del nostro tempo a riconoscere nel Bambino nato a Betlemme l'Emmanuele, il Dio con noi, e ad accoglierlo nella propria vita quotidiana per proseguire fiduciosi il cammino sulle vie della storia!".

  Il Santo Padre si è quindi rivolto a un gruppo di pellegrini del Molise, regione colpita, lo scorso novembre, da un terremoto nel quale sono morti cinquantaquattro bambini. "Mentre assicuro la mia costante preghiera per voi e per i vostri familiari" - ha detto il Papa -, "vi incoraggio a guardare al domani con fiducia e speranza. Auspico altresì che non cessino l'attenzione e la solidarietà da parte dell'intera Nazione verso le vostre comunità".
AG/SALUTI/…                              VIS 20021218 (320)

2002: OLTRE QUATTROCENTOMILA FEDELI ALLE UDIENZE GENERALI


CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2002 (VIS). Secondo quanto comunicato dalla Prefettura della Casa Pontificia, nel 2002 oltre quattrocentomila persone hanno partecipato alle quarantasei Udienze Generali del mercoledì, celebrate in Piazza San Pietro o nell'Aula Paolo VI.

  L'Udienza Generale odierna è stata l'ultima di quest'anno. Nel corso degli incontri del mercoledì, in ventiquattro anni di pontificato il Papa ha incontrato quasi diciassette milioni di persone in 1.064 udienze.
…/UDIENZE PAPA/…                            VIS 20021218 (80)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
AP/…/TRUJILLO                                VIS 20021218 (30)

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2002 (VIS). Nelle scorse settimane sono deceduti i Prelati:

- Il Vescovo Adolfo Gerstner, emerito di Concordia (Argentina), il 4 dicembre, all'età di 81 anni.
- L'Arcivescovo Eduardo Picher Peña, già Ordinario Militare per il Perù, il 30 novembre, all'età di 82 anni.
- Il Vescovo Dante Sandrelli, emerito di Formosa (Argentina), l'8 dicembre, all'età di 80 anni.
…/DECEDUTI/…                                VIS 20021218 (70)

martedì 17 dicembre 2002

VERITÀ, GIUSTIZIA, AMORE E LIBERTÀ: CONDIZIONI PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2002 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescvo Renato R. Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presentato il Messaggio di Giovanni Paolo II per la XXXVI Giornata Mondiale della Pace, il cui tema è "'Pacem in terris': un impegno permanente".

  Alla conferenza stampa l'Arcivescovo Martino era accompagnato dal Vescovo Giampaolo Crepaldi e da Monsignor Frank J. Dewane, rispettivamente Segretario e Sotto-Segretario del medesimo Dicastero.

  L'Arcivescovo Martino ha affermato che, dopo aver constatato che "il mondo a cui Giovanni XXIII si rivolgeva era in un profondo stato di disordine", il Papa ricorda che solo due anni prima, nel 1961, veniva costruito il "muro di Berlino" e il mondo doveva affrontare la crisi dei missili a Cuba. "Dentro questo scenario storico (…) la 'Pacem in terris' costituì un decisivo momento di rottura perché riaffermò il fondamentale valore della pace come aspirazione della gente di ogni parte della terra a vivere in sicurezza, giustizia e speranza". Il Beato Giovanni XXIII ha esposto le "condizioni essenziali" per la pace: "la verità, la giustizia, l'amore e la libertà".

  "Mi pare assai rilevante" - ha proseguito l'Arcivescovo - "la connessione che il Santo Padre coglie tra la consapevolezza dei valori spirituali (il Papa parla anche di 'sensibilità spirituale') e le conseguenze pubbliche e politiche che tale consapevolezza può avere. Tale connessione ha dimostrato storicamente tutta la sua rilevanza soprattutto sul terreno dei diritti umani".

  Il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha detto che il Papa sottolinea "l'elaborazione di un concetto di bene comune - principio classico della dottrina sociale, dentro un orizzonte mondiale, proponendo pertanto il concetto di 'bene comune universale'".

  Giovanni Paolo II, ha proseguito l'Arcivescovo Martino, si sofferma sulla necessità di "superare, a tutti i livelli nazionali e internazionali, la separazione tra le esigenze della morale e quelle politiche (…). Il problema della pace rettamente intesa non può prescindere da questioni legate ai principi morali, soprattutto quelli connessi all'affermazione della dignità e dei diritti umani".

  "Se il nuovo nome della pace è lo sviluppo" - ha sottolineato l'Arcivescovo Martino - "il disarmo per lo sviluppo dovrebbe diventare più necessario ogni giorno (…). Non si potrà eliminare la fame finché nel mondo si investono tanti miliardi di dollari all'anno in spese militari".

  Il Messaggio del Santo Padre si conclude "con un invito a coltivare un'adeguata spiritualità della pace", ha osservato l'Arcivescovo Martino. "Nella prospettiva cristiana, la realizzazione della pace, infatti, non riguarda solamente le istituzioni nazionali o internazionali (…). Ognuno di noi, nel proprio ambiente professionale, deve pertanto sentire il grave dovere di incrementare la pace con gesti personali di pace"
OP/GIORNATA MONDIALE PACE/MARTINO          VIS 20021217 (460)

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE PACE 2003: "PACEM IN TERRIS"


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio di Giovanni Paolo II per la XXXVI Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2003. Il Messaggio è datato 8 dicembre, solennità dell'Immacolata Concezione. Riportiamo qui di seguito alcuni estratti del documento.

  "1. Sono trascorsi quasi quarant'anni da quell'11 aprile 1963, in cui Papa Giovanni XXIII pubblicò la storica Lettera enciclica 'Pacem in terris' (…). Rivolgendosi 'a tutti gli uomini di buona volontà', il mio venerato Predecessore (…) compendiava il suo messaggio di pace al mondo nella prima affermazione dell'Enciclica: 'La pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell'ordine stabilito da Dio'".

  "2. In realtà, il mondo a cui Giovanni XXIII si rivolgeva era in un profondo stato di disordine. Il XX secolo era iniziato con una grande attesa di progresso. L'umanità aveva invece dovuto registrare, in sessant'anni di storia, lo scoppio di due guerre mondiali, l'affermarsi di sistemi totalitari devastanti, l'accumularsi di immense sofferenze umane e lo scatenarsi, nei confronti della Chiesa, della più grande persecuzione che la storia abbia mai conosciuto".

  "Solo due anni prima della 'Pacem in terris', nel 1961, il 'muro di Berlino' veniva eretto per dividere e mettere l'una contro l'altra non soltanto due parti di quella Città, ma anche due modi di comprendere e di costruire la città terrena".

  "Inoltre, proprio sei mesi prima della pubblicazione dell'Enciclica (…), il mondo, a causa della crisi dei missili a Cuba, si trovò sull'orlo di una guerra nucleare. La strada verso un mondo di pace, di giustizia e di libertà sembrava bloccata. Molti ritenevano che l'umanità fosse condannata a vivere per tanto tempo ancora in quelle precarie condizioni di 'guerra fredda' (…). L'uso delle armi atomiche, infatti, l'avrebbe trasformata in un conflitto che avrebbe messo a repentaglio il futuro stesso dell'umanità".

  "3. Papa Giovanni XXIII non era d'accordo con coloro che ritenevano impossibile la pace. Con l'Enciclica, egli fece sì che questo fondamentale valore - con tutta la sua esigente verità - cominciasse a bussare da entrambe le parti di quel muro e di tutti i muri".

  "Da spirito illuminato qual era, Giovanni XXIII identificò le condizioni essenziali per la pace in quattro precise esigenze dell'animo umano: la verità, la giustizia, l'amore e la libertà".

  "4. (…) La fine del colonialismo, la nascita di nuovi Stati indipendenti, la difesa più efficace dei diritti dei lavoratori, la nuova e gradita presenza delle donne nella vita pubblica, gli apparivano come altrettanti segni di un'umanità che stava entrando in una nuova fase della sua storia, una fase caratterizzata dalla 'convinzione che tutti gli uomini sono uguali per dignità naturale'".

  "Davanti alla crescente consapevolezza dei diritti umani che andava emergendo a livello sia nazionale che internazionale, Giovanni XXIII intuì la forza insita nel fenomeno ed il suo straordinario potere di cambiare la storia (…). La strada verso la pace, insegnava il Papa nell'Enciclica, doveva passare attraverso la difesa e la promozione dei diritti umani fondamentali".

  "Sulla base della convinzione che ogni essere umano è uguale in dignità e che, di conseguenza, la società deve adeguare le sue strutture a tale presupposto, sorsero ben presto i movimenti per i diritti umani (…) [che] contribuirono al rovesciamento di forme di governo dittatoriali e spinsero a sostituirle con altre forme più democratiche e partecipative. Essi dimostrarono, in pratica, che pace e progresso possono essere ottenuti solo attraverso il rispetto della legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo".

  "5. (…) Davanti ad un mondo che stava diventando sempre più interdipendente e globale, Papa Giovanni XXIII suggerì che il concetto di bene comune doveva essere elaborato con un orizzonte mondiale (…). Una delle conseguenze di questa evoluzione era l'evidente esigenza che vi fosse un'autorità pubblica a livello internazionale, che potesse disporre dell'effettiva capacità di promuovere tale bene comune universale".

  "Non sorprende perciò che Giovanni XXIII guardasse con grande speranza all'Organizzazione delle Nazioni Unite, costituita il 26 giugno 1945. Egli vedeva in essa uno strumento credibile per mantenere e rafforzare la pace nel mondo".

  "Non solo la visione precorritrice di Papa Giovanni XXIII, la prospettiva cioè di un'autorità pubblica internazionale a servizio dei diritti umani, della libertà e della pace, non si è ancora interamente realizzata, ma si deve registrare, purtroppo, la non infrequente esitazione della comunità internazionale nel dovere di rispettare e applicare i diritti umani. Questo dovere tocca tutti i diritti fondamentali e non consente scelte arbitrarie, che porterebbero a realizzare forme di discriminazione e di ingiustizia. Allo stesso tempo, siamo testimoni dell'affermarsi di una preoccupante forbice tra una serie di nuovi 'diritti' promossi nelle società tecnologicamente avanzate e diritti umani elementari che tuttora non vengono soddisfatti soprattutto in situazioni di sottosviluppo: penso, ad esempio, al diritto al cibo, all'acqua potabile, alla casa, all'auto- determinazione e all'indipendenza. La pace richiede che questa distanza sia urgentemente ridotta e infine superata".

  "Una più grande consapevolezza dei doveri umani universali sarebbe di grande beneficio alla causa della pace, perché le fornirebbe la base morale del riconoscimento condiviso di un ordine delle cose che non dipende dalla volontà di un individuo o di un gruppo".

  "6. Resta comunque vero che, nonostante molte difficoltà e ritardi, nei quarant'anni trascorsi si è avuto un notevole progresso verso la realizzazione della nobile visione di Papa Giovanni XXIII (…). [E'] sicuramente significativo che, nei quarant'anni trascorsi dalla 'Pacem in terris', molte popolazioni del mondo siano diventate più libere, strutture di dialogo e di cooperazione tra le nazioni si siano rafforzate e la minaccia di una guerra globale nucleare, quale si profilò drasticamente ai tempi di Papa Giovanni XXIII, sia stata efficacemente contenuta".

  "Che ci sia un grande disordine nella situazione del mondo contemporaneo è constatazione da tutti facilmente condivisa. L'interrogativo che si impone è perciò il seguente: quale tipo di ordine può sostituire questo disordine, per dare agli uomini e alle donne la possibilità di vivere in libertà, giustizia e sicurezza?".

  "[Il] problema dell'ordine negli affari mondiali, che è poi il problema della pace rettamente intesa, non può prescindere da questioni legate ai principi morali. In altre parole, emerge anche da questa angolatura la consapevolezza che la questione della pace non può essere separata da quella della dignità e dei diritti umani. Proprio questa è una delle perenni verità insegnate dalla 'Pacem in terris', e noi faremmo bene a ricordarla e a meditarla in questo quarantesimo anniversario".

  "Non è forse questo il tempo nel quale tutti devono collaborare alla costituzione di una nuova organizzazione dell'intera famiglia umana, per assicurare la pace e l'armonia tra i popoli, ed insieme promuovere il loro progresso integrale?".

  "7. (…) Proprio perché le persone sono create con la capacità di elaborare scelte morali, nessuna attività umana si situa al di fuori della sfera dei valori etici. La politica è un'attività umana; perciò anch'essa è soggetta al giudizio morale. Questo è vero anche per la politica internazionale".

  "Forse non c'è un altro luogo in cui si avverta con uguale chiarezza la necessità di un uso corretto dell'autorità politica, quanto nella drammatica situazione del Medio Oriente e della Terra Santa. Giorno dopo giorno e anno dopo anno, l'effetto cumulativo di un esasperato rifiuto reciproco e di una catena infinita di violenze e di vendette ha frantumato sinora ogni tentativo di avviare un dialogo serio sulle reali questioni in causa. La precarietà della situazione è resa ancor più drammatica dallo scontro di interessi esistente tra i membri della comunità internazionale. Finché coloro che occupano posizioni di responsabilità non accetteranno di porre coraggiosamente in questione il loro modo di gestire il potere e di procurare il benessere dei loro popoli, sarà difficile immaginare che si possa davvero progredire verso la pace".

  "8. C'è un legame inscindibile tra l'impegno per la pace e il rispetto della verità. L'onestà nel dare informazioni, l'equità dei sistemi giuridici, la trasparenza delle procedure democratiche danno ai cittadini quel senso di sicurezza, quella disponibilità a comporre le controversie con mezzi pacifici e quella volontà di intesa leale e costruttiva che costituiscono le vere premesse di una pace durevole (…). Le ripercussioni negative, che sul processo di pace hanno gli impegni presi e poi non rispettati, devono indurre i Capi di Stato e di Governo a ponderare con grande senso di responsabilità ogni loro decisione".

  "Se tutti gli impegni assunti devono essere rispettati, speciale cura deve essere posta nel dare esecuzione agli impegni assunti verso i poveri (…). La sofferenza causata dalla povertà risulta drammaticamente accresciuta dal venir meno della fiducia. Il risultato finale è la caduta di ogni speranza. La presenza della fiducia nelle relazioni internazionali è un capitale sociale di valore fondamentale".

  "9. A voler guardare le cose a fondo, si deve riconoscere che la pace non è tanto questione di strutture, quanto di persone (…). Gesti di pace nascono dalla vita di persone che coltivano nel proprio animo costanti atteggiamenti di pace (…). Gesti di pace sono possibili quando la gente apprezza pienamente la dimensione comunitaria della vita (…). Gesti di pace creano una tradizione e una cultura di pace".

  "La religione possiede un ruolo vitale nel suscitare gesti di pace e nel consolidare condizioni di pace. Essa può esercitare questo ruolo tanto più efficacemente, quanto più decisamente si concentra su ciò che le è proprio: l'apertura a Dio, l'insegnamento di una fratellanza universale e la promozione di una cultura di solidarietà".

  "10. Il beato Giovanni XXIII era persona che non temeva il futuro (…). [Egli] non esitò a proporre ai leader del suo tempo una visione nuova del mondo. È questa l'eredità che egli ci ha lasciato. Guardando a lui, in questa Giornata Mondiale della Pace 2003, siamo invitati ad impegnarci in quei medesimi sentimenti che furono suoi: fiducia in Dio misericordioso e compassionevole, che ci chiama alla fratellanza; fiducia negli uomini e nelle donne del nostro come di ogni altro tempo, a motivo dell'immagine di Dio impressa ugualmente negli animi di tutti. È partendo da questi sentimenti che si può sperare di costruire un mondo di pace sulla terra".

  "All'inizio di un nuovo anno nella storia dell'umanità, è questo l'augurio che mi sale spontaneo dal profondo del cuore: che nell'animo di tutti possa sbocciare uno slancio di rinnovata adesione alla nobile missione che l'Enciclica 'Pacem in terris' proponeva quarant'anni fa a tutti gli uomini e le donne di buona volontà".

  "Il quarantesimo anniversario della 'Pacem in terris' è un'occasione quanto mai opportuna per fare tesoro dell'insegnamento profetico di Papa Giovanni XXIII. Le comunità ecclesiali studieranno come celebrare questo anniversario in modo appropriato durante l'anno, con iniziative che non mancheranno di avere carattere ecumenico e interreligioso".
MESS/GIORNATA MONDIALE PACE 2003/…                  VIS 20021217 (1780)

ACCORDO SANTA SEDE - TURINGIA: FACOLTÀ TEOLOGICA ERFURT


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2002 (VIS). Lo scorso 16 dicembre presso la sede della Nunziatura Apostolica di Berlino, l'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Nunzio Apostolico in Germania, e il Ministro-Presidente dello Stato Libero di Turingia, Bernhard Vogel, hanno proceduto allo scambio degli Strumenti di ratifica dell'Accordo firmato il 19 novembre 2002 fra la Santa Sede e lo Stato Libero di Turingia per incorporare la Facoltà Teologica di Erfurt nell'Università statale della medesima città. L'Accordo è entrato in vigore il giorno dello scambio degli Strumenti di ratifica, a norma dell'articolo 9 dell'Accordo medesimo.
…/RATIFICA/TURINGIA                          VIS 20021217 (100)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Jean-Pierre Ricard, di Bordeaux (Francia), Presidente della Conferenza Episcopale Francese, con il Vescovo Georges Pontier, di La Rochelle, e Monsignor Stanislas Lalanne, rispettivamente Vice-Presidente e Segretario Generale della medesima Conferenza Episcopale.
AP/…/…                                    VIS 20021217 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il sacerdote Michael Apochi Vescovo di Otukpo (superficie: 9,600; popolazione: 1.520.000; cattolici: 454.000; sacerdoti: 48; religiosi: 30), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato a Ichama District (Nigeria) nel 1960 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986.

- Ha nominato il Monsignore Gabriele Giordano Caccia, finora Consigliere di Nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato, Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

- Ha nominato il Monsignore Francesco Borgia Trân Van Kha, finora Aiutante di Studio della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Capo Ufficio nella medesima Congregazione.
NER:NA/…/APOCHI:GIORDANO:TRAN             VIS 20021217 (110)

lunedì 16 dicembre 2002

F.O.C.S.I.V.: L'AMORE VERSO IL PROSSIMO NON CONOSCE RISERVE


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2002 (VIS). Questa mattina Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Annuale della Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontariato (F.O.C.S.I.V.), che celebrano quest'anno il XXX anniversario di fondazione.

  Il Papa ha ricordato che fin dalle origini la F.O.C.S.I.V. si è distinta "per l'impegno con cui ha costantemente promosso lo sviluppo degli ultimi, attraverso l'azione generosa di migliaia di volontari, inviati dal 1972 ad oggi nei Paesi del cosiddetto Terzo mondo dai vari Organismi che compongono la Federazione".

  "Ciò che caratterizza la vostra benemerita Federazione, chiamata ad operare assieme a tanti altri organismi di assistenza e di promozione umana, è l'ispirazione cristiana che ne orienta e sostiene l'azione in tante parti del mondo".

  "Il cristiano" - ha proseguito il Santo Padre - "è chiamato a rendere in qualche modo 'sperimentabile', attraverso la sua dedizione ai fratelli, la tenerezza provvidente del Padre celeste. L'amore verso il prossimo, per non conoscere riserve e stanchezze, ha bisogno di alimentarsi alla fornace della carità divina. Ciò suppone soste prolungate di preghiera, l'attento costante ascolto della Parola di Dio e soprattutto un'esistenza centrata sul mistero dell'Eucaristia".

  "Il segreto dell'efficacia di ogni vostro progetto è, pertanto, il costante riferimento a Cristo. Proprio questo hanno testimoniato non pochi vostri amici, che si sono contraddistinti come autentici e generosi operai del Vangelo, talora sino al sacrificio della vita. Seguendo il loro esempio, carissimi Fratelli e Sorelle, andate avanti con fiducia. Intensificate anzi il vostro slancio apostolico per rispondere alle urgenze di quanti oggi sono costretti a vivere in condizioni di disagio o di abbandono".
AC/…/FOCSIV                             VIS 20021216 (280)

RIEMPIRE I CUORI DI GIOIA IN VISTA DEL NATALE GIÀ PROSSIMO


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2002 (VIS). Oggi, terza domenica di Avvento, detta tradizionalmente "Gaudete" per il Natale ormai prossimo, il Santo Padre ha celebrato la Messa nell'Aula Paolo VI per la comunità della parrocchia romana di San Giovanni Nepomuceno Neumann.

  Nell'omelia il Papa ha affermato che "di fronte alle immancabili difficoltà della vita, alle incertezze e alle paure per il futuro, alla tentazione dello scoraggiamento e della delusione, la Parola di Dio ripropone sempre il 'lieto annunzio' della salvezza (…). Questa letizia, preannuncio della gioia del Natale ormai prossimo, possa pervadere il cuore di ciascuno di noi e ogni ambito della nostra esistenza".

  Dopo aver ricordato che la parrocchia, fondata due anni fa, "non dispone ancora di un adeguato centro di culto", Giovanni Paolo II ha detto: "Proprio in questa terza domenica di Avvento, la diocesi celebra la Giornata di preghiera e di sensibilizzazione perché tutte le zone della Città, specialmente quelle di periferia, abbiano una chiesa con le strutture necessarie al normale svolgimento delle attività liturgiche, formative e pastorali. Mi auguro che quanto prima anche per voi sia possibile realizzare questo progetto, senza tuttavia perdere mai lo stile missionario che in questi anni ha reso viva e dinamica la vostra famiglia parrocchiale".

  Il Santo Padre ha esortato i fedeli a prendersi cura in modo particolare dei bambini e degli adolescenti, "non facendo mancare loro attenzione, amicizia e fiducia. Sostenete le famiglie, in particolare quelle giovani e quelle povere o in difficoltà".

  Infine, ricordando san Giovanni Nepomuceno, "questa grande figura di Vescovo missionario, straordinario pioniere del Vangelo nell'America del Nord a metà del diciannovesimo secolo", il Papa ha concluso dicendo: "Imitatene lo zelo per l'annuncio del Vangelo e l'ardente amore per la Chiesa e per il prossimo bisognoso".
HML/…/SAN GIOVANNI NEPOMUCENO              VIS 20021216 (310)
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