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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 14 febbraio 2014

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Alejandro Giorgi, Vescovo Ausiliare di Buenos Aires (superficie: 203; popolazione: 2.917.000; cattolici: 2.671.000; sacerdoti: 791; religiosi: 1.871; diaconi permanenti: 11), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Nel 1991 Vicario parrocchiale di San Pedro Apóstol, di Villa Devoto; nel 1992 Prefetto e nel 1999 Vice-rettore del Seminario Metropolitano dell’Inmaculada Concepción; nel 2010 membro del Collegio dei consultori e nel 2011 del Consiglio presbiterale. Dal 2007 è Rettore del Seminario Metropolitano di Buenos Aires. Aires.

- Il Monsignore Gustavo Alejandro Montini, Vescovo Ausiliare di San Roque de Presidencia Roque Sáenz Peña (superficie: 71.303; popolazione: 519.032; cattolici: 456.120; sacerdoti: 48; religiosi: 123; diaconi permanenti: 4), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Raquel (Argentina) nel 1970 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Nella diocesi di Rafaela è stato Vicario parrocchiale in tre parrocchie, Professore della Scuola degli Agenti della Pastorale, Assessore Diocesano e Nazionale della Pastorale Giovanile, Delegato Regionale per la Commissione Nazionale di Pastorale Giovanile, Vicepresidente della Caritas Diocesana, Delegato Episcopale per l’Ordine delle Vergini Consacrate, Direttore spirituale del Seminario di Paraná, Vice-cancelliere, Cancelliere, Vicario Episcopale, Moderatore della Curia. Dal 2008 è Vicario Generale della diocesi di Rafaela (Argentina).

giovedì 13 febbraio 2014

PAPA FRANCESCO ELOGIA LA VITALITÀ DELLA FEDE CATTOLICA IN BULGARIA

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). Nel ricevere questa mattina i Vescovi della Conferenza Episcopale di Bulgaria, in Visita "ad Limina Apostolorum", Papa Francesco ha elogiato, nel discorso scritto che ha consegnato loro, la vitalità della fede cattolica del Paese e le numerose attività ed iniziative degli ultimi anni. In particolare il Giubileo indetto nel 2010 dall'Esarcato Apostolico per i cattolici di rito bizantino-slavo per celebrare il 150° Anniversario dell'Unione con la Sede Apostolica di Roma; il Convegno scientifico-commemorativo sull'operato dell'Arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli, Visitatore e Delegato Apostolico in Bulgaria negli anni 1925-34; le celebrazioni del 60° anniversario del martirio del beato Vescovo passionista Evgenij Bossilkov; e durante il recente Anno della Fede, l'Incontro nazionale dei cattolici di Bulgaria, la Giornata nazionale dei giovani e un Convegno di studio sul Concilio Vaticano II.

"Queste iniziative confermano che le comunità cattoliche, appartenenti sia alla Chiesa latina che a quella greco-cattolica, pur essendo sotto il profilo numerico una minoranza nel Paese, portano avanti con impegno la loro missione di testimonianza sia dei valori morali naturali, sia del Vangelo di Cristo, in una società segnata dai tanti vuoti spirituali lasciati dietro di sé dal passato regime ateo o dalla ricezione acritica di modelli culturali in cui prevalgono le suggestioni di un certo materialismo pratico".

"Vi esorto - scrive il Papa - a camminare con coraggio su questa strada, cercando di attuare anche nel vostro Paese quella trasformazione missionaria che la Chiesa è chiamata a realizzare nel mondo intero. (...) Siamo tutti discepoli missionari, inviati dal Signore ad evangelizzare con gioia e con spirito, valorizzando anche il prezioso tesoro della pietà popolare. Tale rinnovato impegno missionario possiede anche una dimensione sociale, che ha come punto di riferimento la dottrina sociale della Chiesa e le cui priorità sono l’inclusione sociale dei poveri e l’impegno per il bene comune e la pace sociale. È molto significativo, al riguardo, che le Istituzioni civili riconoscano il ruolo della Santa Sede quale autorità spirituale e morale in seno alla comunità internazionale e valutino in modo positivo la presenza della Chiesa Cattolica nella compagine della nazione bulgara e il contributo che essa offre al servizio del bene comune e del progresso del Paese".

Papa Francesco ricorda le tante coraggiose testimonianze di fedeltà a Cristo e alla Chiesa rese in periodi drammatici e il cammino intrapreso negli ultimi due decenni di recuperata libertà, ed invita ad avere fiducia nella provvidente azione del Signore nella storia. Nel contempo il Papa esorta i Presuli ad impegnarsi nella formazione dei giovani e dei sacerdoti e le comunità cattoliche di Bulgaria, che vivono ed operano a fianco di quelle della Chiesa Ortodossa bulgara, "a proseguire negli sforzi per promuovere un dialogo sempre più intenso e fraterno con la Chiesa Ortodossa", auspicando che "si aprano i cuori e le menti di tutti affinché diventi sempre più concreta la speranza di giungere a celebrare uniti il Sacrificio eucaristico".

Infine, riferendosi alla canonizzazione, il 27 aprile prossimo, dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, alla quale saranno presenti delegazioni di diverse diocesi ed esarcati apostolici per i cattolici di rito bizantino-slavo della Bulgaria, il Papa scrive: "È questo un segno eloquente di quanto abbia inciso nell’anima e nella vita della Comunità cattolica bulgara la testimonianza del primo Papa slavo, (...) ed è segno ugualmente di quanto sia vivo il ricordo lasciato dall’Arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli nei nove anni durante i quali operò in Bulgaria come Delegato Apostolico" e quanto grande fu il suo affetto per il popolo bulgaro che "nel mezzo delle vicissitudini della storia ha mantenuto viva la fiamma della fede in Cristo".

IL PAPA: IL FONDAMENTO DEL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO È TEOLOGICO

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). "Vi sono molto grato per avere fornito nel corso degli anni un qualificato contributo al dialogo e alla fraternità tra ebrei e cristiani, e vi incoraggio a continuare su questa strada", ha detto il Papa Francesco ai 55 membri della Delegazione dell'"American Jewish Committee", che ha ricevuto questa mattina nella Sala del Concistoro. Il Papa ha anche ricordato i buoni rapporti di questa organizzazione con i suoi Predecessori, con la Santa Sede e con molti esponenti del mondo cattolico.

"L’anno prossimo - ha proseguito il Papa - commemoreremo il 50° anniversario della Dichiarazione 'Nostra aetate' del Concilio Vaticano II, che ancora oggi costituisce per la Chiesa il punto di riferimento imprescindibile per i rapporti con i nostri 'fratelli maggiori'. A partire da quel Documento si è sviluppata con rinnovato vigore la riflessione sul patrimonio spirituale che ci unisce e che costituisce il fondamento del nostro dialogo. Questo fondamento è teologico, e non semplicemente espressione del nostro desiderio di rispetto e stima reciproci, pertanto è importante che il nostro dialogo sia sempre profondamente segnato dalla consapevolezza della nostra relazione con Dio".

"Accanto al dialogo, è importante anche rilevare come ebrei e cristiani possano agire insieme per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno. E a questo riguardo mi preme ricordare in modo particolare il comune servizio a favore dei poveri, degli emarginati, dei sofferenti. Questo nostro impegno è ancorato a ciò che le Scritture rivelano a proposito della protezione del povero, della vedova, dell’orfano, dello straniero. È un compito affidatoci da Dio, che rispecchia la sua santa volontà e la sua giustizia, un autentico dovere religioso".

"Infine, affinché i nostri sforzi non risultino vani, è importante impegnarci a trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di conoscenza reciproca, di stima e di amicizia costruito in questi anni grazie anche all’impegno di associazioni come la vostra. Auspico pertanto che il tema delle relazioni con l’ebraismo rimanga vivo nei seminari e nei centri di formazione dei laici cattolici, così come confido che anche presso le comunità ebraiche e i giovani rabbini si accresca l’interesse per la conoscenza del cristianesimo".

"Cari amici, tra qualche mese avrò la gioia di recarmi a Gerusalemme, là dove – dice il Salmo – tutti noi siamo nati e dove tutti i popoli un giorno convergeranno. Accompagnatemi con la vostra preghiera, affinché questo pellegrinaggio porti frutti di comunione, di speranza e di pace. Shalom!"

LE ISTITUZIONI ACCADEMICHE CATTOLICHE NON SI ISOLINO DAL MONDO, MA SAPPIANO PORSI IN DIALOGO CON LE CULTURE ATTUALI

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). "L’educazione cattolica è una delle sfide più importanti della Chiesa, impegnata oggi a realizzare la nuova evangelizzazione in un contesto storico e culturale in costante trasformazione", ha detto il Santo Padre nel suo discorso ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per l'Educazione Cattolica (degli Istituti di Studi), che ha ricevuto questa mattina nella Sala Clementina.

I temi all'ordine del giorno, ha ricordato il Papa, sono impegnativi, come l'aggiornamento della Costituzione apostolica "Sapientia christiana", il consolidamento dell’identità delle Università cattoliche e la preparazione degli anniversari che cadranno nel 2015, cioè il 50° della Dichiarazione conciliare "Gravissimum educationis" e il 25° della Costituzione apostolica "Ex corde Ecclesiae".

Papa Francesco ha richiamato l'attenzione dei partecipanti alla Plenaria su tre aspetti: il valore del dialogo nell'educazione, la preparazione qualificata dei formatori e la responsabilità delle istituzioni educative.

"In effetti - ha detto il Papa riferendosi al primo aspetto - le scuole e le Università cattoliche sono frequentate da molti studenti non cristiani o anche non credenti. A tutti le istituzioni educative cattoliche offrono una proposta educativa che mira allo sviluppo integrale della persona e che risponde al diritto di tutti di accedere al sapere e alla conoscenza. Ma a tutti ugualmente sono chiamate ad offrire, con pieno rispetto della libertà di ciascuno e dei metodi propri dell’ambiente scolastico, la proposta cristiana, cioè Gesù Cristo come senso della vita, del cosmo e della storia. Gesù iniziò ad annunciare la buona novella nella 'Galilea delle genti', crocevia di persone diverse per razza, cultura e religione. Tale contesto assomiglia per certi versi al mondo di oggi. I profondi cambiamenti che hanno portato al diffondersi sempre più vasto di società multiculturali domandano a quanti operano nel settore scolastico e universitario di coinvolgersi in itinerari educativi di confronto e di dialogo, con una fedeltà coraggiosa e innovativa che sappia far incontrare l’identità cattolica con le diverse 'anime' della società multiculturale".

Relativamente al secondo aspetto, il Papa ha ricordato che nell’incontro avuto con i Superiori Generali, ha sottolineato che oggi l’educazione "è rivolta ad una generazione che cambia, e che quindi ogni educatore - e tutta la Chiesa che è madre educatrice - è chiamato a 'cambiare', nel senso di saper comunicare con i giovani che ha di fronte. (...) Educare è un atto d’amore, è dare vita. (...). L’educatore nelle scuole cattoliche dev’essere anzitutto molto competente, qualificato, e al tempo stesso ricco di umanità, capace di stare in mezzo ai giovani con stile pedagogico, per promuovere la loro crescita umana e spirituale. I giovani hanno bisogno di qualità dell’insegnamento e insieme di valori, non solo enunciati, ma testimoniati. La coerenza è un fattore indispensabile nell’educazione dei giovani".

Riguardo alla responsabilità delle istituzioni educative esse devono "esprimere una presenza viva del Vangelo nel campo dell’educazione, della scienza e della cultura. Occorre che le istituzioni accademiche cattoliche non si isolino dal mondo, ma sappiano entrare con coraggio nell’areopago delle culture attuali e porsi in dialogo, consapevoli del dono che hanno da offrire a tutti".

A 50 ANNI DALLA "SACROSANCTUM CONCILIUM": URGENTE IMPEGNO DI CONTINUARE AD APPROFONDIRE IL RINNOVAMENTO LITURGICO

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del Simposio "Sacrosanctum Concilium. Gratitudine e impegno per un grande movimento ecclesiale", organizzato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in collaborazione con l'Ateneo Lateranense. Il Simposio che si terrà nei giorni 18-20 febbraio, presso la Pontificia Università Lateranense, intende celebrare i 50 anni della Costituzione Conciliare sulla Sacra Liturgia promulgata da Papa Paolo VI nel 1963.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Arthur Roche, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; il Monsignore Juan Miguel Ferrer Grenesche, Sotto-Segretario della medesima Congregazione ed il Professor Philippe Chenaux, Professore di Storia della Chiesa Moderna e Contemporanea presso la Pontificia Università Lateranense e Direttore del Centro di studi e ricerche "Concilio Vaticano II".

L'intervento del Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, è stato letto dal Monsignor Juan Miguel Ferrer Grenesche e il testo del Vescovo Enrico dal Covolo, S.D.B., Rettore della Pontificia Università Lateranense, è stato letto dal Professor Philippe Chenaux.

Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera ha ricordato che il Concilio è "un invito alla Chiesa ad essere se stessa, come Dio l’ha voluta e creata, e ad agire in modo conforme alla vocazione e alla missione che Dio stesso le ha conferito. (...) Con questo inizio vertente sul tema della Liturgia - ha detto - si metteva inequivocabilmente in evidenza il primato di Dio nella vita della Chiesa: prima di tutto Dio" perché quando non si mette Dio al primo posto tutto il resto manca di senso.

I Padri del Concilio Vaticano II hanno manifestato tale priorità approvando per prima la Costituzione "Sacrosanctum Concilium". Rimaneva così chiaro che prima di tutto è l'adorazione ad essere inclusa nell’architettura del Concilio: Dio anzitutto. Iniziando con il tema della Liturgia, tutto il Concilio si è messo esplicitamente sotto la luce del primato di Dio e lo ha indicato come sicuro punto d’orientamento per il cammino da seguire in futuro.

"Due parole sono la chiave di questo incontro (...), ‘gratitudine’ e ‘impegno’. Dobbiamo, infatti, ringraziare Dio per questo primo frutto del Concilio, di tanta portata in vista del successivo rinnovamento della Chiesa e dell’umanità; e non soltanto per la Costituzione in se stessa, ma per il dinamismo rinnovatore della Chiesa che da essa è promanato e continuerà a promanare. Allo stesso tempo, ciò richiede oggi, da parte nostra, l’urgente impegno di continuare ad approfondire il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II, nel quale molto si è fatto - è vero - ma molto resta ancora da fare".

Il Simposio avrà una parte di riflessione teologica e pastorale e durante il suo svolgimento avranno un posto eminente le celebrazioni e i tempi di preghiera. Non verrà dimenticata la bellezza offerta dall'arte a servizio della liturgia con il concerto "Voci dell'Oriente cristiano" e la mostra "L'arte liturgica nella Sagrestia Papale dopo il Vaticano II". I partecipanti al Simposio incontreranno il Santo Padre nel corso dell'Udienza Generale di mercoledì 19 febbraio.

UDIENZE

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Bulgaria, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Petko Jordanov Christov, O.F.M.Conv., Vescovo di Nicopoli.

- Il Vescovo Gheorghi Ivanov Jovčev, Vescovo di Sofia e Plovdiv.

- Il Vescovo Christo Proykov, Esarca Apostolico di Sofia per i cattolici di rito bizantino-slavo residenti in Bulgaria.

Il Santo Padre ha ricevuto ieri in Udienza il Vescovo Nunzio Galantino, di Cassano allo Ionio, Segretario Generale "ad interim" della Conferenza Episcopale Italiana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha confermato l'erezione a norma del canone 85, paragrafo 3, del CCEO, dell'Esarcato Arcivescovile di Krym degli Ucraini (Ucraina), con territorio dismembrato dall'attuale Esarcato Arcivescovo di Odessa-Krym, da parte di Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč, con il consenso del Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina e dopo aver consultato la Sede Apostolica.

- Ha preso atto del trasferimento del Vescovo Vasyl Ivasyuk, dall'ufficio di Esarca Arcivescovile di Odessa-Krym alla sede eparchiale di Kolomyia-Chernivtsi degli Ucraini (Ucraina).

- Ha concesso il Suo assenso all’elezione canonicamente fatta dal medesimo Sinodo del Padre Mykhaylo Bubniy, C.SS.R., attualmente Superiore dei Padri Redentoristi di Ivano-Frankivsk e Parroco della Parrocchia della Beata Vergine Maria del Perpetuo Soccorso nella medesima città, a primo Esarca dell’Esarcato Arcivescovile di Krym. Il Vescovo eletto è nato a Khlivchany (Ucraina) nel 1970, nel 1996 ha emesso i voti perpetui presso la Congregazione del Santissimo Redentore ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1997 al 2001 è stato impegnato nelle attività formative dei Padri Redentoristi a Ternopil e a Tuchow. Dal 2001 al 2007 ha svolto il proprio ministero religioso e sacerdotale a Novoiavorivsk, a Kokhavino e a Lviv. È stato finora Parroco della Parrocchia della B.V.M. del Perpetuo Soccorso nella medesima città.

mercoledì 12 febbraio 2014

L'EUCARISTIA ALLARGA IL NOSTRO CUORE AL PERDONO E CI SPINGE AD ANDARE INCONTRO AGLI ALTRI

Città del Vaticano, 12 febbraio 2014 (VIS). Il rapporto tra l'Eucaristia e la nostra vita, come Chiesa e come singoli cristiani, è stato il tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

"Come viviamo l’Eucaristia? Quando andiamo a Messa la domenica, come la viviamo? È solo un momento di festa, è una tradizione consolidata, è un’occasione per ritrovarsi o per sentirsi a posto, oppure è qualcosa di più?" - si è domandato il Pontefice che ha spiegato tre segnali molto concreti per capire come viviamo l'Eucaristia

"Il primo indizio è il nostro modo di guardare e considerare gli altri. Nell’Eucaristia Cristo attua sempre nuovamente il dono di sé che ha fatto sulla Croce. Tutta la sua vita è un atto di totale condivisione di sé per amore; perciò Egli amava stare con i discepoli e con le persone che aveva modo di conoscere. Questo significava per Lui condividere i loro desideri, i loro problemi (...). Quando partecipiamo alla Santa Messa, ci ritroviamo con uomini e donne di ogni genere (...) Ma l’Eucaristia che celebro, mi porta a sentirli tutti, davvero come fratelli e sorelle? (...) Mi spinge ad andare verso i poveri, i malati, gli emarginati? Mi aiuta a riconoscere in loro il volto di Gesù?".

"Un secondo indizio, molto importante, è la grazia di sentirsi perdonati e pronti a perdonare. (...) In realtà, chi celebra l’Eucaristia non lo fa perché si ritiene o vuole apparire migliore degli altri, ma proprio perché si riconosce sempre bisognoso di essere accolto e rigenerato dalla misericordia di Dio, fatta carne in Gesù Cristo. Se ognuno di noi non si sente bisognoso della misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa! Noi andiamo a Messa perché siamo peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Dio, partecipare alla redenzione di Gesù, al suo perdono. Quel 'Confesso' che diciamo all’inizio non è un 'pro forma', è un vero atto di penitenza! Io sono peccatore e lo confesso, così comincia la Messa! (...) In quel pane e in quel vino che offriamo e attorno ai quali ci raduniamo si rinnova ogni volta il dono del corpo e del sangue di Cristo per la remissione dei nostri peccati. Dobbiamo andare a Messa umilmente, come peccatori e il Signore ci riconcilia".

"Un ultimo indizio prezioso ci viene offerto dal rapporto tra la celebrazione eucaristica e la vita delle nostre comunità cristiane. Bisogna sempre tenere presente - ha sottolineato Papa Francesco - che l’Eucaristia non è qualcosa che facciamo noi; non è una nostra commemorazione di quello che Gesù ha detto e fatto. No. È proprio un’azione di Cristo! È Cristo che lì agisce, che è sull'altare. È un dono di Cristo, il quale si rende presente e ci raccoglie attorno a sé, per nutrirci della sua Parola e della sua vita. Questo significa che la missione e l’identità stessa della Chiesa sgorgano da lì, dall’Eucaristia, e lì sempre prendono forma. (...) Una celebrazione può risultare anche impeccabile dal punto di vista esteriore, bellissima, ma se non ci conduce all’incontro con Gesù Cristo, rischia di non portare alcun nutrimento al nostro cuore e alla nostra vita. Attraverso l’Eucaristia, invece, Cristo vuole entrare nella nostra esistenza e permearla della sua grazia, così che in ogni comunità cristiana ci sia coerenza tra liturgia e vita".

Il Papa ha concluso la catechesi invitando a vivere l'Eucaristia "con spirito di fede e di preghiera, di perdono, di penitenza, di gioia comunitaria, di preoccupazione per i bisognosi e per i bisogni di tanti fratelli e sorelle, nella certezza che il Signore compirà quello che ci ha promesso: la vita eterna".

Dopo la catechesi Papa Francesco, rivolgendo parole di saluto ad una Delegazione della Repubblica Ceca con un gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale Ceca in Visita "ad Limina Apostolorum", ha detto: "Pregate per me" ed ha benedetto la Chiesa, il popolo ceco e le Corone per il Palladio della Terra Boema, un'antichissima icona della Vergine Maria con il Bambino Gesù che si venera a Stará Boleslav, a pochi chilometri da Praga, sempre invocata dal popolo ceco in tempi di guerra e di difficoltà.

ACCORDO TRA LA SANTA SEDE E L'UNGHERIA

Città del Vaticano, 12 febbraio 2014 (VIS). Il 10 febbraio scorso, nella sede del Parlamento ungherese a Budapest (Ungheria), l'Arcivescovo Alberto Bottari de Castello, Nunzio Apostolico in Ungheria, e il Dottor Zoltán Balog, Ministro delle Risorse Umane di Ungheria, hanno proceduto allo scambio degli strumenti di ratifica dell’ “Accordo tra la Santa Sede e l’Ungheria sulla modifica dell’Accordo, firmato il 20 giugno 1997 sul finanziamento delle attività di servizio pubblico e di altre prettamente religiose ("della vita di fede") svolte in Ungheria dalla Chiesa Cattolica, e su alcune questioni di natura patrimoniale”, che era stato firmato a Budapest il 21 ottobre 2013.

L’Accordo, a norma dell’Articolo 7 (2), è entrato in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica.

COMMISSIONE BILATERALE PERMANENTE DI LAVORO TRA LA SANTA SEDE E LO STATO DI ISRAELE

Città del Vaticano, 12 febbraio 2014 (VIS). La Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele si è riunita ieri, 11 febbraio 2014, in sessione Plenaria, presso l’Hotel David Citadel di Gerusalemme, per continuare i negoziati in base all’Articolo 10, paragrafo 2 del "Fundamental Agreement".

L’incontro è stato presieduto dal Signor Ze’ev Elkin, Vice-Ministro degli Affari Esteri, e da Mons. Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

La Sessione Plenaria è stata informata sulle poche questioni rimanenti riguardanti il Single Document. Le Parti hanno preso nota, in una atmosfera riflessiva e costruttiva, dei progressi compiuti dall’ultima Plenaria del giugno 2013, e hanno concordato i passi futuri, in vista della prossima Plenaria prevista per giugno 2014 nella Città del Vaticano.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Antônio Carlos Cruz Santos, M.S.C., Vescovo della diocesi di Caicó
(superficie: 9.372; popolazione: 301.000; cattolici: 288.000; sacerdoti: 41; religiosi: 63; diaconi permanenti: 21), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Rio de Janeiro (Brasile), ha emesso la Professione religiosa nella Società dei Missionari del Sacro Cuore nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1993 al 1994 è stato Vicario parrocchiale della Parrocchia “Pai Eterno e São José” a Rio de Janeiro; dal 1995 al 1997 Formatore dei Juniores a Contagem, arcidiocesi di Belo Horizonte; dal 1998 al 2001 Formatore dei Postulanti a Belford Roxo, diocesi di Nova Iguaçu; dal 2003 al 2011 Maestro dei Novizi a Pirassununga, diocesi di Limeira. È stato finora Superiore Pro-Provinciale della Società dei “Missionari del Sacro Cuore”, con sede a Niterói.

- Ha nominato il Vescovo Nelson Francelino Ferreira, Vescovo della diocesi di Valença (superficie: 3.996; popolazione: 380.000; cattolici: 275.000; sacerdoti: 31; religiosi: 91), Brasile. Finora Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile) succede al Vescovo Elias James Manning, O.F.M. Conv., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Martedì 11 febbraio il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., Arcivescovo di Montevideo (superficie: 540; popolazione: 1.404.000; cattolici: 889.000; sacerdoti: 258; religiosi: 631; diaconi permanenti: 40), Uruguay. L'Arcivescovo eletto è nato a Montevideo (Uruguay) nel 1959. Entrato nell’Istituto Salesiano della Provincia dell’Uruguay ha fatto la prima professione religiosa nel 1980 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. È stato Vicario del Noviziato e Postnoviziato Salesiano, Direttore dell’Aspirantato Salesiano e Maestro dei Novizi, Direttore dell’Istituto Pre-universitario Juan XXIII e Professore di Storia della Chiesa. Nel 2008 è stato nominato Ispettore Salesiano nell’Uruguay e poco dopo è stato eletto Presidente della Conferenza dei Religiosi dell’Uruguay. Nel 2011 è stato nominato Vescovo Ausiliare di Montevideo. All’interno della Conferenza Episcopale del Uruguay è Responsabile del Dipartimento delle Missioni e dei Laici. Succede all'Arcivescovo Nicolás Cotugno Fanizzi, S.D.B, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Edward Bernard Scharfenberger, Vescovo di Albany (superficie: 26.975; popolazione: 1.374.000; cattolici: 337.200; sacerdoti: 248; religiosi: 774; diaconi permanenti: 105), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1948 a Brooklyn (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Nello stesso anno è stato Vicario parrocchiale della “Saint Stanislaus Kostka Parish” a Maspeth; dal 1973 al 1976 Vicario Parrocchiale della “Saint Ephrem Parish” a Brooklyn; dal 1981 al 2002 Vicario Giudiziale; dal 2002 al 2013 Parroco della “Saint Matthias Parish” a Ridgewood; dal 2009 Promotore di Giustizia; dal 2009 al 2011 Vicario Episcopale per la “Strategic Planning”; dal 2013 Vicario Episcopale per il territorio di Queens. Succede al Vescovo Howard James Hubbard, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre John Joale Tlhomola, S.C.P., Vescovo della diocesi di Mohale's Hoek (superficie: 5.799; popolazione: 693.000; cattolici: 416.200; sacerdoti: 16; religiosi: 94), Lesotho. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Pulane Ha Mosiuoa (Lesotho). Entrato in Noviziato nell’Istituto Secolare Servants of Christ the Priest di Hammanskraal dal 1987 al 1988, nel 1989 ha emesso i primi voti temporanei, nel 1995 i voti perpetui e nel 1998 è stato ordinato sacerdote. Dal 1995 al 1996 è stato formatore presso il St. Ambrose Pre-Seminary; nel 1997 ha assunto la cura pastorale di Our Lady of Victories Cathedral; dal 1998 al 2001 Vicario parrocchiale nella Cattedrale di Maseru; dal 2001 al 2003 Priest in charge della medesima Cattedrale; dal 2003 al 2010 Parroco della Christ the Priest Mission, Motsekuoa, nella Diocesi di Mohale’s Hoek; dal 2010 al 2011 Economo del Seminario Maggiore St. Augustine e docente di Liturgia e Spiritualità nel Seminario Propedeutico, in Lesotho; dal 2011 Direttore Generale dei Servants of Christ the Priest, con Sede in Hammanskraal, nell’Arcidiocesi di Pretoria. Succede al Vescovo Sebastian Koto Khoarai, O.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Andrzej Jerzy Zglejszewski, Vescovo Ausiliare di Rockville Centre (superficie: 3.164; popolazione: 3.529.000; cattolici: 1.738.000; sacerdoti: 463; religiosi: 1.250; diaconi permanenti: 276), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Białystok (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1990 al 1995 è stato Vice-parroco alla “Saint Christopher Parish” a Baldwin; dal 1995 al 2003 Vice-parroco alla “Saint Thomas the Apostle Parish” in West Hempstead; dal 2003 al 2007 Vice-parroco alla “Saint Rose of Lima Parish” in Massapequa; dal 2007 è Direttore dell’“Office of Worship” diocesano. È Professore aggiunto presso il “Seminary of the Immaculate Conception” in Huntington e ha tenuto corsi per la formazione dei diaconi permanenti. Nel 2012 è stato nominato Co-Cancelliere della diocesi di Rockville Centre, mantenendo il suo incarico di Direttore dell’“Office of Worship” diocesano.

lunedì 10 febbraio 2014

ANGELUS: LA VOCAZIONE CRISTIANA UNA LAMPADA ACCESA DELLA LUCE DI CRISTO

Città del Vaticano, 9 febbraio 2014 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana il Papa ha commentato il Vangelo di questa domenica nel quale Gesù dice ai discepoli: "Voi siete il sale della terra ... Voi siete la luce del mondo".

"Questo ci stupisce un po’ - ha detto il Papa - se pensiamo a chi aveva davanti Gesù quando diceva queste parole. Chi erano quei discepoli? Erano pescatori, gente semplice… Ma Gesù li guarda con gli occhi di Dio, e la sua affermazione si capisce proprio come conseguenza delle Beatitudini. Egli vuole dire: se sarete poveri in spirito, se sarete miti, se sarete puri di cuore, se sarete misericordiosi… voi sarete il sale della terra e la luce del mondo!".

"Per comprendere meglio queste immagini, teniamo presente che la Legge ebraica prescriveva di mettere un po’ di sale sopra ogni offerta presentata a Dio, come segno di alleanza. La luce, poi, per Israele era il simbolo della rivelazione messianica che trionfa sulle tenebre del paganesimo. I cristiani, nuovo Israele - ha sottolineato il Pontefice - ricevono dunque una missione nei confronti di tutti gli uomini: con la fede e con la carità possono orientare, consacrare, rendere feconda l’umanità. Tutti noi battezzati siamo discepoli missionari e siamo chiamati a diventare nel mondo un vangelo vivente: con una vita santa daremo 'sapore' ai diversi ambienti e li difenderemo dalla corruzione, come fa il sale; e porteremo la luce di Cristo con la testimonianza di una carità genuina".

"Ma se noi cristiani perdiamo sapore e spegniamo la nostra presenza di sale e di luce, perdiamo l’efficacia. Ma che bella è questa missione di dare luce al mondo! (...) È anche molto bello conservare la luce che abbiamo ricevuto da Gesù (...). Il cristiano dovrebbe essere una persona luminosa, che porta luce, che sempre dà luce! Una luce che non è sua, ma è il regalo di Dio, è il regalo di Gesù. E noi portiamo questa luce. Se il cristiano spegne questa luce, la sua vita non ha senso: è un cristiano di nome soltanto".

Il Papa ha concluso domandando ai fedeli in Piazza come volessero essere se una lampada accesa o una lampada spenta e quando la gente ha risposto lampada accesa ha detto: "È proprio Dio che ci dà questa luce e noi la diamo agli altri. Lampada accesa! Questa è la vocazione cristiana".

PAPA FRANCESCO: LA DIGNITÀ DELLA PERSONA NON VIENE MENO QUANDO LA PERSONA STESSA È DEBOLE E BISOGNOSA DI AIUTO

Città del Vaticano, 9 febbraio 2014 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus il Papa ha ricordato che martedì prossimo, 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, si celebra la Giornata Mondiale del Malato che "è l’occasione propizia per mettere al centro della comunità le persone malate. (...) In particolare - ha detto il Papa - possiamo imitare l’atteggiamento di Gesù verso i malati, malati di ogni genere: il Signore si prende cura di tutti, condivide la loro sofferenza e apre il cuore alla speranza".

Il Papa ha ringraziato gli operatoti sanitari per il loro prezioso lavoro ed ha detto: "Essi incontrano ogni giorno nei malati non solo dei corpi segnati dalla fragilità, ma delle persone, alle quali offrire attenzione e risposte adeguate. La dignità della persona non si riduce mai alle sue facoltà o capacità, e non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto. Penso anche alle famiglie, dove è normale prendersi cura di chi è malato; ma a volte le situazioni possono essere più pesanti… Tanti mi scrivono, e oggi vorrei assicurare una preghiera per tutte queste famiglie, e dico loro: non abbiate paura della fragilità! Non abbiate paura della fragilità! Aiutatevi gli uni gli altri con amore, e sentirete la presenza consolante di Dio".

Il Papa ha anche ricordato i Giochi Olimpici Invernali che si svolgono in questi giorni a Sochi (Russia) ed ha rivolto parole di saluto agli organizzatori e a tutti gli atleti, con l'auspicio che sia "una vera festa dello sport e dell'amicizia".

"Prego per quanti - ha assicurato infine il Papa - stanno soffrendo danni e disagi a causa di calamità naturali, in diversi Paesi - anche qui a Roma -: sono loro vicino. La natura ci sfida ad essere solidali e attenti alla custodia del creato, anche per prevenire, per quanto possibile, le conseguenze più gravi".

PAPA FRANCESCO INVOCA LA PACE E LA RICONCILIAZIONE PER LO SRI LANKA

Città del Vaticano, 8 febbraio 2014 (VIS). In occasione del settantacinquesimo anniversario della consacrazione dello Sri Lanka alla Madonna, i fedeli dell'isola sono venuti in pellegrinaggio a Roma e questa mattina Papa Francesco li ha salutati nella Basilica di San Pietro. Il Santo Padre ha ricordato come nel 1940, nelle drammatiche circostanze del secondo conflitto mondiale, l'Arcivescovo di Colombo Jean-Marie Masson, degli Oblati di Maria Immacolata, fece il voto di far costruire un santuario in onore della Madonna se l'isola fosse stata preservata dall'invasione straniera. Così avvenne e dopo la fine della guerra fu edificato il bel Santuario di Nostra Signora di Lanka a Tewatte

"Cari fratelli e sorelle, la Madonna è sempre vicina a noi - ha detto il Pontefice - guarda ognuno di noi con amore materno e ci accompagna sempre nel nostro cammino. Non esitate a fare ricorso a Lei per ogni necessità, soprattutto quando si fa sentire il peso della vita con tutti i suoi problemi".

"La vostra Patria è chiamata la Perla dell’Oceano Indiano, per la sua bellezza naturale e la sua conformazione. - ha proseguito il Papa - Si dice che la perla è formata dalle lacrime dell’ostrica. Purtroppo, molte lacrime sono state versate negli ultimi anni, a motivo del conflitto interno che ha provocato tante vittime e causato tanti danni. Non è facile, lo so, guarire le ferite e collaborare con l’avversario di ieri per costruire insieme il domani, ma è l’unica strada che ci dà speranza di futuro, di sviluppo e di pace. Per questo, vi assicuro che avete un posto particolare nella mia preghiera. Supplico il Signore di farvi dono della pace e della riconciliazione, e di aiutarvi nel tentativo di assicurare un futuro migliore per tutti gli abitanti dello Sri Lanka".

"Vi affido alla materna intercessione di Maria, Nostra Signora di Lanka. Vi chiedo di pregare per me e di cuore vi benedico".

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 8 febbraio 2014 (VIS). Il 7 febbraio 2014, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i decreti riguardanti:

MARTIRIO

- del Servo di Dio Francesco Zirano, sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, nato a Sassari (Italia) nel 1564, ucciso, in odio alla fede, ad Algeri (Algeria) il 25 gennaio 1603.

- dei Servi di Dio Paolo Yun Ji-chung, laico, e 123 Compagni, uccisi, in odio alla fede, in Corea tra il 1791 e il 1888.

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Gesù Maria Echavarría y Aguirre, vescovo di Saltillo (Messico), fondatore dell’Istituto delle Suore Catechiste di Guadalupe; messicano (1858-1954).

- del Servo di Dio Faustino Ghilardi (al secolo: Guglielmo Giacomo), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori; italiano (1858-1937).

- della Serva di Dio Maria Rocío di Gesù Crocifisso (al secolo: Maria Giuseppa Rodríguez Xuárez de la Guardia), suora professa della Congregazione delle Suore dell’Amore di Dio; spagnola (1923-1956).

CARDINALE CAÑIZARES LLOVERA INVIATO SPECIALE DEL PAPA A PANAMÁ

Città del Vaticano, 8 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 18 gennaio, con la quale Papa Francesco nomina il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, suo Inviato Speciale in Panama per la chiusura dell’anno giubilare indetto nel V centenario dell'erezione della prima Diocesi (Santa Maria la Antigua) sulla terra ferma del Continente Americano, che avrà luogo il 14 e 15 febbraio 2014.

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- L'Arcivescovo Cesare Nosiglia, di Torino (Italia).

Sabato 8 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Diciannove Presuli della Conferenza Episcopale di Polonia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Andrzej Dzięga, di Szczecin-Kamień, con l'Ausiliare Vescovo Marian Błażej Kruszyłowicz, O.F.M.Conv.

- Il Vescovo Edward Dajczak, di Koszalin-Kołobrzeg, con l'Ausiliare Vescovo Krzysztof Zadarko.

- Il Vescovo Stefan Regmunt, di Zielona Góra-Gorzów, con l'Ausiliare Vescovo Tadeusz Lityński, e con il già Ausiliare Vescovo Paweł Socha, C.M.

- L'Arcivescovo Sławoj Leszek Głódź', di Gdańsk, con l'emerito Arcivescovo Tadeusz Gocłowski, C.M.

- Il Vescovo Ryszard Kasyna, di Pelplin, con l'Ausiliare Vescovo Wiesław Śmigiel.

- Il Vescovo Andrzej Wojciech Suski, di Toruń, con l'Ausiliare Vescovo Józef Szamocki.

- L'Arcivescovo Wojciech Ziemba, di Warmia, con l'Ausiliare Vescovo Jacek Jezierski.

- Il Vescovo Jan Styrna, di Elbląg, con l'Ausiliare Vescovo Józef Wysocki.

- Il Vescovo Jerzy Mazur, S.V.D., di Ełk, con l'Ausiliare Vescovo Ausiliare Romuald Kamiński.

- Il Cardinale Julián Herranz.

Nel pomeriggio di venerdì 7 febbraio, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 10 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Moses Hamungole, Vescovo della Diocesi di Monze (superficie: 61.160; popolazione: 1.682.000 abitanti; cattolici: 302.205; sacerdoti: 81; religiosi: 166), Zambia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Kafue (Zambia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dal 1994 al 1995 è stato Vicario Parrocchiale della New Kanyama Parish; dal 1995 al 1997 Vicario Parrocchiale della Railway-Chowa Parish; dal 1997 al 1999 Direttore della Radio Yatsani e dell’Ufficio Comunicazioni dell’Arcidiocesi di Lusaka; dal 2002 al 2008 Segretario per le Comunicazioni dell’AMECEA a Nairobi (Kenya); dal 2002 al 2009 Presidente di SIGNIS-Africa; dal 2010 Direttore dei programmi inglesi e kishwahili della Radio Vaticana. Succede al Vescovo Emilio Patriarca, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo José Demetrio Jiménez Sánchez-Mariscal, O.S.A., Vescovo Prelato di Cafayate (superficie: 46.847; popolazione: 64.542; cattolici: 57.352; sacerdoti: 13; religiosi: 31; diaconi permanenti: 1, Argentina. Finora Vicario Regionale degli Agostiniani in Argentina, succede al Vescovo Mariano Anastasio Moreno García, O.S.A., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Prelatura territoriale, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 8 febbraio il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo John Keenan, Vescovo di Paisley (superficie: 580; popolazione: 372.800; cattolici: 88.600; sacerdoti: 58; religiosi: 37; diaconi permanenti: 6), Scozia, Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Glasgow (Scozia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 2000 è stato Vicario parrocchiale della “Christ the King” a King’s Park e Cappellano alla “Holyrood Secondary School” a Glasgow (1995-2000). Dal 2000 Cappellano all’Università di Glasgow; dal 2013 Parroco della “Saint Patrick’s” ad Anderston; dal 2013 Direttore delle Vocazioni per l’arcidiocesi di Glasgow.

AVVISO

Città del Vaticano, 10 febbraio 2014 (VIS). Informiamo i nostri lettori, che domani, martedì 11 febbraio, LXXXV anniversario dell'istituzione dello Stato della Città del Vaticano con i Patti Lateranensi, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. L'invio riprenderà mercoledì 12 febbraio.


venerdì 7 febbraio 2014

AI VESCOVI POLACCHI: ANCHE LA CHIESA IN POLONIA DEVE "USCIRE" NELLE PERIFERIE

Città del Vaticano, 7 febbraio 2014 (VIS). Quasi alla vigilia della canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II, Papa Francesco ha ricevuto i Vescovi della Conferenza Episcopale di Polonia, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum". "Questo grande Pastore", ha ricordato Papa Francesco "ci accompagna dal Cielo e ci ricorda quanto è importante la comunione spirituale e pastorale tra i Vescovi". "Niente e nessuno - ha esortato il Papa - possa introdurre divisioni tra voi, cari Fratelli! Siete chiamati a costruire la comunione e la pace radicate nell'amore fraterno, e a darne a tutti un incoraggiante esempio" che "offrirà al vostro popolo fedele la forza della speranza".

Gli incontri di questi giorni con i Presuli polacchi hanno confermato che la Chiesa in Polonia "ha grandi potenzialità di fede, di preghiera, di carità e di pratica cristiana. (...) Tutto questo favorisce la formazione cristiana delle persone, la pratica motivata e convinta, la disponibilità dei laici e dei religiosi a collaborare attivamente nelle strutture ecclesiali e sociali. Rispetto al fatto che si riscontra anche una certa flessione in diversi aspetti della vita cristiana, e questo richiede un discernimento, una ricerca dei motivi e dei modi di affrontare le nuove sfide, come - per esempio - l’idea di una libertà senza limiti, la tolleranza ostile o diffidente verso la verità, o il malumore verso la giusta opposizione della Chiesa al relativismo imperante".

La famiglia "'luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dove i genitori trasmettono la fede ai figli'" deve essere al centro del ministero pastorale ordinario dei Vescovi perché "Oggi (...) il matrimonio è spesso considerato una forma di gratificazione affettiva che può costituirsi in qualsiasi modo e modificarsi secondo la sensibilità di ognuno. Purtroppo questa visione influisce anche sulla mentalità dei cristiani, causando una facilità nel ricorrere al divorzio o alla separazione di fatto. I Pastori sono chiamati a interrogarsi su come assistere coloro che vivono in questa situazione, affinché non si sentano esclusi dalla misericordia di Dio, dall’amore fraterno di altri cristiani e dalla sollecitudine della Chiesa per la loro salvezza; su come aiutarli a non abbandonare la fede e a far crescere i loro figli nella pienezza dell’esperienza cristiana. D’altra parte, bisogna chiedersi come migliorare la preparazione dei giovani al matrimonio, in modo che possano scoprire sempre di più la bellezza di questa unione che, ben fondata sull’amore e sulla responsabilità, è in grado di superare le prove, le difficoltà (...). Bisogna chiedersi come aiutare le famiglie a vivere e apprezzare sia i momenti di gioia sia quelli di dolore e di debolezza".

"La prospettiva del prossimo Incontro mondiale della gioventù, che avrà luogo a Cracovia nel 2016, mi fa pensare ai giovani, che con gli anziani sono la speranza della Chiesa. Oggi, un mondo ricco di strumenti informatici offre loro nuove possibilità di comunicazione, ma al tempo stesso riduce i rapporti interpersonali di contatto diretto, di scambio di valori e di esperienze condivise. Tuttavia, nei cuori dei giovani c’è un’ansia di qualcosa di più profondo, che valorizzi in pienezza la loro personalità. Bisogna venire incontro a questo desiderio. In tal senso, ampie possibilità offre la catechesi. So che in Polonia vi partecipa la maggioranza degli alunni nelle scuole, i quali raggiungono una buona conoscenza delle verità della fede. La religione cristiana, tuttavia - ha sottolineato Papa Francesco - non è una scienza astratta, ma una conoscenza esistenziale di Cristo, un rapporto personale con Dio che è amore".

Il terzo tema sul quale si è soffermato il Papa è stato la vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. Nel constatare che numerosi sono i sacerdoti polacchi che svolgono il loro ministero nelle Chiese locali, all'estero e nelle missioni, il Papa ha avuto parole di elogio per gli universitari e le Facoltà teologiche della Polonia dove "i seminaristi raggiungono una valida preparazione intellettuale e pastorale" che "va sempre accompagnata dalla formazione umana e spirituale".

"Nel ministero sacerdotale la luce della testimonianza potrebbe essere offuscata o 'nascosta sotto il moggio' se mancasse lo spirito missionario, la volontà di 'uscire' in una sempre rinnovata conversione missionaria per cercare - anche nelle periferie - e avvicinare coloro che attendono la Buona Novella di Cristo. Questo stile apostolico richiede anche lo spirito di povertà, di abbandono, per essere liberi nell’annuncio e sinceri nella testimonianza della carità". In merito alle vocazioni alla vita consacrata, soprattutto quelle femminili, il Papa ha detto: "Preoccupa il calo delle adesioni alle congregazioni religiose anche in Polonia: un fenomeno complesso, le cui cause sono molteplici. Auspico che gli Istituti religiosi femminili possano continuare ad essere, in modo adeguato ai nostri tempi, luoghi privilegiati dell’affermazione e della crescita umana e spirituale delle donne. Le religiose siano pronte ad affrontare i compiti e le missioni anche difficili ed esigenti, che valorizzino le loro capacità intellettuali, affettive e spirituali, i loro talenti e carismi personali".

"Concludo esortandovi alla sollecitudine per i poveri. Anche in Polonia, nonostante l’attuale sviluppo economico del Paese, ci sono tanti bisognosi, disoccupati, senzatetto, malati, abbandonati, come pure tante famiglie - soprattutto quelle numerose - senza sufficienti mezzi per vivere e per educare i figli. Siate loro vicini! So quanto fa la Chiesa in Polonia in questo campo, mostrando grande generosità non solo in patria ma anche in altri Paesi del mondo. Ringrazio voi e le vostre comunità per quest’opera. Continuate ad incoraggiare i vostri sacerdoti, i religiosi e tutti i fedeli ad avere la 'fantasia della carità' e a praticarla sempre. E non dimenticate quanti per vari motivi lasciano il Paese e cercano di costruire una nuova vita all’estero. Il loro crescente numero e le loro esigenze richiedono forse più attenzione da parte della Conferenza Episcopale. Accompagnateli con cura pastorale adeguata, perché possano conservare la fede e le tradizioni religiose del popolo polacco".
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