Città
del Vaticano, 18 gennaio 2014
(VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre
Federico Lombardi, S.I., ha confermato che ieri, venerdì 17 gennaio,
ha avuto luogo l'ultima riunione della Commissione internazionale di
inchiesta su Medjugorje, costituita presso la Congregazione per la
Dottrina della Fede, sotto la presidenza del Cardinale Camillo Ruini.
La Commissione ha così terminato i suoi lavori. Come previsto,
l'esito dello studio verrà ora sottoposto alle competenti istanze
della stessa Congregazione.
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
lunedì 20 gennaio 2014
CARDINALE CAÑIZARES INVIATO SPECIALE DEL PAPA A PANAMÁ
Città
del Vaticano, 18 gennaio 2014
(VIS). Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della
Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, è
stato nominato dal Papa Suo Inviato Speciale a Panamá per le
celebrazioni conclusive dell’anno giubilare indetto nel V
centenario dell’erezione della prima Diocesi (Santa Maria la
Antigua) sulla terra ferma del Continente americano, che avranno
luogo nei giorni 14-15 febbraio 2014.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 20 gennaio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto
questa mattina in udienza:
-
Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per
l’Evangelizzazione dei Popoli.
-
L'Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio
per la Famiglia.
-
Il Vescovo Alain de Raemy, Ausiliare di Lausanne, Genève et
Fribourg (Svizzera).
Sabato
18 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
-
Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i
Vescovi.
-
Il Cardinale Karl Lehmann, Vescovo di Mainz (Repubblica Federale di
Germania).
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 20 gennaio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale della diocesi di Barcelona (Venezuela),
presentata dal Vescovo César Ramón Ortega Herrera, per raggiunti
limiti d'età.
Sabato
18 gennaio il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Martin Krebs,
Nunzio Apostolico in Tonga, attualmente Nunzio Apostolico in Nuova
Zelanda, Isole Cook, Fiji, Kiribati, Palau, Samoa, Stati Federati di
Micronesia, Vanuatu e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.
venerdì 17 gennaio 2014
IL PAPA RICEVE UNA DELEGAZIONE ECUMENICA DALLA FINLANDIA ED INVITA A NON DISISTERE DALL'IMPEGNO PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI
Città
del Vaticano, 17 gennaio 2014
(VIS). In occasione della festa di Sant'Enrico di Uppsala, Patrono
della Finlandia, Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza
una Delegazione Ecumenica della Chiesa Luterana della Finlandia, che
da venticinque anni si reca in pellegrinaggio a Roma nella festa del
Santo Patrono.
"Ai
membri della comunità di Corinto, segnata da divisioni - ha detto il
Papa - l’apostolo chiede: 'Cristo è stato forse diviso?'. Questa
domanda è stata scelta come tema della Settimana di Preghiera per
l’Unità dei Cristiani, che inizieremo domani; oggi, essa è
rivolta a noi. Davanti ad alcune voci che non riconoscono più come
obiettivo perseguibile la piena e visibile unità della Chiesa, siamo
invitati a non desistere nel nostro sforzo ecumenico, fedeli a quanto
lo stesso Signore Gesù ha invocato dal Padre: che 'tutti siano una
cosa sola'".
"Nel
tempo attuale, anche il cammino ecumenico e le relazioni tra i
cristiani stanno attraversando significativi cambiamenti, dovuti in
primo luogo al fatto che ci troviamo a professare la nostra fede nel
contesto di società e culture dove è sempre meno presente il
riferimento a Dio e a tutto ciò che richiama la dimensione
trascendente della vita. Lo notiamo soprattutto in Europa, ma non
soltanto".
"Proprio
per questo motivo, bisogna che la nostra testimonianza si concentri
sul centro della nostra fede, sull’annuncio dell’amore di Dio che
si è manifestato in Cristo suo Figlio. Troviamo qui spazio per
crescere nella comunione e nell’unità tra di noi, promuovendo
l’ecumenismo spirituale, che nasce direttamente dal comandamento
dell’amore lasciato da Gesù ai suoi discepoli. A tale dimensione
faceva riferimento anche il Concilio Vaticano II: 'Questa conversione
del cuore e questa santità di vita, insieme con le preghiere private
e pubbliche per l’unità dei cristiani, devono essere considerate
come l’anima di tutto il movimento ecumenico e si possono
giustamente chiamare ecumenismo spirituale'. L’ecumenismo è
infatti un processo spirituale, che si realizza nell’obbedienza
fedele al Padre, nel compimento della volontà di Cristo e sotto la
guida dello Spirito Santo".
Papa
Francesco ha preso congedo dalla Delegazione di Finlandia invitando
tutti ad invocare senza stancarsi "l’aiuto della grazia di Dio
e l’illuminazione dello Spirito Santo, che ci introduce nella
verità tutta intera, portatrice di riconciliazione e di comunione".
UDIENZA AL PERSONALE DELLA FLORERIA
Città
del Vaticano, 17 gennaio 2014
(VIS). Questa mattina, il Santo Padre Francesco ha ricevuto nella
Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il personale della Floreria
con i familiari. Compito principale della Floreria è la preparazione
logistica delle udienze e delle celebrazioni nella Basilica Vaticana,
in Piazza San Pietro, nell'Aula Paolo VI, nel Palazzo Apostolico e
nelle altre Basiliche Papali. Altro compito affidato alla Floreria è
quello dell'arredamento degli appartamenti vaticani,
dall'appartamento del Pontefice, a quelli dei cardinali, dei vescovi
e dei prelati di Curia e la manutenzione ordinaria degli stessi. La
Floreria conta tre laboratori per i lavori di restauro, uno di
tappezzeria e cucitura, uno di ebanisteria e restauro per i mobili e
un laboratorio di doratura,
"In
questi mesi - ha commentato Papa Francesco - mi sono reso conto di
come sia prezioso il vostro lavoro" che "richiede spirito
di sacrificio e molta pazienza. Penso, ad esempio, all’operazione
di sistemare ogni settimana le migliaia di sedie per i pellegrini che
vengono alle Udienze generali; come anche al lavoro nei vostri vari
laboratori. Vi ringrazio di cuore per la cura, la professionalità e
la disponibilità con cui svolgete il vostro lavoro. Vi incoraggio a
perseverare nella fedeltà ai vostri doveri e a mantenere tra di voi
un clima di serenità, di reciproca fiducia e di benevolenza. Questo
stile di vita e di lavoro ritornerà a beneficio di tutta la comunità
lavorativa del Vaticano".
Infine
il Papa ha salutato i membri del personale della Floreria invocando
su di essi e le loro famiglie la protezione di san Giuseppe
lavoratore.
UNA FATTORIA SOTTO IL CIELO NELLA FESTA DI SANT'ANTONIO ABATE
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2014
(VIS). Come tradizione, il 17 gennaio, festa di Sant'Antonio Abate,
protettore degli allevatori e dei loro animali, l'Associazione
italiana allevatori ha organizzato una serie di eventi in onore del
Santo Patrono.
La
"Giornata dell'Allevatore" ha avuto inizio alle 10:30 con
la Santa Messa celebrata dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario
Generale del Papa per lo Stato della Città del Vaticano, all'interno
della Basilica di San Pietro. Alle 12:00 si è svolta una sfilata di
cavalli e cavalieri lungo Via della Conciliazione con la
partecipazione della Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a Cavallo,
che è culminata, attorno alle 12:30, con la benedizione solenne dei
protagonisti della festa: vacche, capre, conigli, pecore, galline e
cavalli, con i loro allevatori.
L'Associazione
italiana allevatori (AIA) ha invitato la cittadinanza a portare con
sé i propri animali da compagnia ai quali è stato offerto un check
up gratuito della salute dai veterinari messi a disposizione
dell'Associazione.
Già
a partire dalle 9:00 e fino alle 15:00 circa, si è ripetuta
l'esposizione del bestiame in Piazza Pio XII, nella quale è stato
proposto uno spaccato dell'allevamento nazionale con una vera e
propria "fattoria sotto il cielo".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 17 gennaio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
-
Il Cardinale Juan Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).
-
Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la
Promozione dell’Unità dei Cristiani.
-
L'Arcivescovo Aldo Giordano, Nunzio Apostolico in Venezuela, con i
Familiari.
-
Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia), con una
Delegazione dell’EXPO 2015 di Milano.
giovedì 16 gennaio 2014
GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2014
(VIS). Di seguito pubblichiamo il Messaggio che il Santo Padre ha
fatto pervenire ai Vescovi, ai sacerdoti, ai consacrati e ai fedeli
di tutto il mondo, in occasione della 51ma Giornata Mondiale di
preghiera per le Vocazioni, che si celebra l'11 maggio prossimo, sul
tema: "Le vocazioni, testimonianza della verità".
"Cari
fratelli e sorelle!
1.
Il Vangelo racconta che «Gesù percorreva tutte le città e i
villaggi ¼ Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano
stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai
suoi discepoli: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua
messe”» (Mt 9,35-38). Queste parole ci sorprendono, perché tutti
sappiamo che occorre prima arare, seminare e coltivare per poter poi,
a tempo debito, mietere una messe abbondante. Gesù afferma invece
che «la messe è abbondante». Ma chi ha lavorato perché il
risultato fosse tale? La risposta è una sola: Dio. Evidentemente il
campo di cui parla Gesù è l’umanità, siamo noi. E l’azione
efficace che è causa del «molto frutto» è la grazia di Dio, la
comunione con Lui (cfr Gv 15,5). La preghiera che Gesù chiede alla
Chiesa, dunque, riguarda la richiesta di accrescere il numero di
coloro che sono al servizio del suo Regno. San Paolo, che è stato
uno di questi “collaboratori di Dio”, instancabilmente si è
prodigato per la causa del Vangelo e della Chiesa. Con la
consapevolezza di chi ha sperimentato personalmente quanto la volontà
salvifica di Dio sia imperscrutabile e l’iniziativa della grazia
sia l’origine di ogni vocazione, l’Apostolo ricorda ai cristiani
di Corinto: «Voi siete campo di Dio» (1 Cor 3,9). Pertanto sorge
dentro il nostro cuore prima lo stupore per una messe abbondante che
Dio solo può elargire; poi la gratitudine per un amore che sempre ci
previene; infine l’adorazione per l’opera da Lui compiuta, che
richiede la nostra libera adesione ad agire con Lui e per Lui.
2.
Tante volte abbiamo pregato con le parole del Salmista: «Egli ci ha
fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo» (Sal
100,3); o anche: «Il Signore si è scelto Giacobbe, Israele come sua
proprietà» (Sal 135,4). Ebbene, noi siamo “proprietà” di Dio
non nel senso del possesso che rende schiavi, ma di un legame forte
che ci unisce a Dio e tra noi, secondo un patto di alleanza che
rimane in eterno «perché il suo amore è per sempre» (Sal 136).
Nel racconto della vocazione del profeta Geremia, ad esempio, Dio
ricorda che Egli veglia continuamente su ciascuno affinché si
realizzi la sua Parola in noi. L’immagine adottata è quella del
ramo di mandorlo che primo fra tutti fiorisce, annunziando la
rinascita della vita in primavera (cfr Ger 1,11-12). Tutto proviene
da Lui ed è suo dono: il mondo, la vita, la morte, il presente, il
futuro, ma – rassicura l’Apostolo – «voi siete di Cristo e
Cristo è di Dio» (1 Cor 3,23). Ecco spiegata la modalità di
appartenenza a Dio: attraverso il rapporto unico e personale con
Gesù, che il Battesimo ci ha conferito sin dall’inizio della
nostra rinascita a vita nuova. È Cristo, dunque, che continuamente
ci interpella con la sua Parola affinché poniamo fiducia in Lui,
amandolo «con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta
la forza» (Mc 12,33). Perciò ogni vocazione, pur nella pluralità
delle strade, richiede sempre un esodo da se stessi per centrare la
propria esistenza su Cristo e sul suo Vangelo. Sia nella vita
coniugale, sia nelle forme di consacrazione religiosa, sia nella vita
sacerdotale, occorre superare i modi di pensare e di agire non
conformi alla volontà di Dio. E’ un «esodo che ci porta a un
cammino di adorazione del Signore di servizio a Lui nei fratelli e
nelle sorelle» (Discorso all’Unione Internazionale delle Superiore
Generali, 8 maggio 2013). Perciò siamo tutti chiamati ad adorare
Cristo nei nostri cuori (cfr 1 Pt 3,15) per lasciarci raggiungere
dall'impulso della grazia contenuto nel seme della Parola, che deve
crescere in noi e trasformarsi in servizio concreto al prossimo. Non
dobbiamo avere paura: Dio segue con passione e perizia l’opera
uscita dalle sue mani, in ogni stagione della vita. Non ci abbandona
mai! Ha a cuore la realizzazione del suo progetto su di noi e,
tuttavia, intende conseguirlo con il nostro assenso e la nostra
collaborazione.
3.
Anche oggi Gesù vive e cammina nelle nostre realtà della vita
ordinaria per accostarsi a tutti, a cominciare dagli ultimi, e
guarirci dalle nostre infermità e malattie. Mi rivolgo ora a coloro
che sono ben disposti a mettersi in ascolto della voce di Cristo che
risuona nella Chiesa, per comprendere quale sia la propria vocazione.
Vi invito ad ascoltare e seguire Gesù, a lasciarvi trasformare
interiormente dalle sue parole che «sono spirito e sono vita» (Gv
6,62). Maria, Madre di Gesù e nostra, ripete anche a noi: «Qualsiasi
cosa vi dica, fatela!» (Gv 2,5). Vi farà bene partecipare con
fiducia ad un cammino comunitario che sappia sprigionare in voi e
attorno a voi le energie migliori. La vocazione è un frutto che
matura nel campo ben coltivato dell’amore reciproco che si fa
servizio vicendevole, nel contesto di un’autentica vita ecclesiale.
Nessuna vocazione nasce da sé o vive per se stessa. La vocazione
scaturisce dal cuore di Dio e germoglia nella terra buona del popolo
fedele, nell’esperienza dell’amore fraterno. Non ha forse detto
Gesù: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete
amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35)?
4.
Cari fratelli e sorelle, vivere questa «misura alta della vita
cristiana ordinaria» (cfr Giovanni Paolo II, Lett. ap. Novo
millennio ineunte, 31), significa talvolta andare controcorrente e
comporta incontrare anche ostacoli, fuori di noi e dentro di noi.
Gesù stesso ci avverte: il buon seme della Parola di Dio spesso
viene rubato dal Maligno, bloccato dalle tribolazioni, soffocato da
preoccupazioni e seduzioni mondane (cfr Mt 13,19-22). Tutte queste
difficoltà potrebbero scoraggiarci, facendoci ripiegare su vie
apparentemente più comode. Ma la vera gioia dei chiamati consiste
nel credere e sperimentare che Lui, il Signore, è fedele, e con Lui
possiamo camminare, essere discepoli e testimoni dell’amore di Dio,
aprire il cuore a grandi ideali, a cose grandi. «Noi cristiani non
siamo scelti dal Signore per cosine piccole, andate sempre al di là,
verso le cose grandi. Giocate la vita per grandi ideali!» (Omelia
nella Messa per i cresimandi, 28 aprile 2013). A voi Vescovi,
sacerdoti, religiosi, comunità e famiglie cristiane chiedo di
orientare la pastorale vocazionale in questa direzione, accompagnando
i giovani su percorsi di santità che, essendo personali, «esigono
una vera e propria pedagogia della santità, che sia capace di
adattarsi ai ritmi delle singole persone. Essa dovrà integrare le
ricchezze della proposta rivolta a tutti con le forme tradizionali di
aiuto personale e di gruppo e con forme più recenti offerte nelle
associazioni e nei movimenti riconosciuti dalla Chiesa» (Giovanni
Paolo II, Lett. ap. Novo millennio ineunte, 31).
Disponiamo
dunque il nostro cuore ad essere “terreno buono” per ascoltare,
accogliere e vivere la Parola e portare così frutto. Quanto più
sapremo unirci a Gesù con la preghiera, la Sacra Scrittura,
l’Eucaristia, i Sacramenti celebrati e vissuti nella Chiesa, con la
fraternità vissuta, tanto più crescerà in noi la gioia di
collaborare con Dio al servizio del Regno di misericordia e di
verità, di giustizia e di pace. E il raccolto sarà abbondante,
proporzionato alla grazia che con docilità avremo saputo accogliere
in noi. Con questo auspicio, e chiedendovi di pregare per me, imparto
di cuore a tutti la mia Apostolica Benedizione.
IL VERO PADRONE DELLA CASA PONTIFICIA È IL SIGNORE
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2014
(VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza, nella
Sala Clementina, gli Addetti di Anticamera con i Familiari che
prestano servizio nelle udienze, nelle cerimonie e nei ricevimenti
ufficiali.
"Voi
qui siete di casa - ha ricordato Papa Francesco - e io vi sono grato
per il servizio che prestate nelle udienze, nelle cerimonie e nei
ricevimenti ufficiali. Apprezzo tanto la premura e la cordialità con
cui svolgete il vostro lavoro, con spirito di accoglienza, animati
dall’amore per la Chiesa e per il Papa".
"La
Casa Pontificia - ha detto il papa - è di tutti i membri della
Chiesa Cattolica, che qui sperimentano ospitalità, calore familiare
e sostegno per la loro fede. E il vero Padrone di casa è il Signore,
di cui noi tutti siamo discepoli, servitori del suo Vangelo. Questo
richiede che coltiviamo un dialogo costante con Lui nella preghiera,
che cresciamo nella sua amicizia e intimità, e testimoniamo il suo
amore misericordioso verso tutti. Svolto con questo spirito, il
vostro lavoro può diventare un’occasione per comunicare la gioia
di far parte della Chiesa".
L'ARCIVESCOVO TOMASI AL COMITATO DEI DIRITTI DEI FANCIULLI: LA SANTA SEDE E LE SUE ISTITUZIONI IMPEGNATE NELLA DIFESA DELLA DIGNITÀ INIVOLABILE DEL FANCIULLO
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2014
(VIS). Questa mattina, l'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore
Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed
Istituzioni Specializzate a Ginevra, ha preso la parola dinanzi al
Comitato sulla Convenzione dei Diritti dei Fanciulli (CRC),
presentando il rapporto periodico della Santa Sede sull'argomento.
"La
protezione dei fanciulli rimane una importante preoccupazione della
società contemporanea e della Santa Sede - ha detto il Presule - Le
persone che commettono abusi si trovano fra i membri delle
professioni più rispettate nel mondo, e disgraziatamente, includono
membri del clero ed altro personale ecclesiastico. (...) Di fronte a
questa realtà, la Santa Sede ha accuratamente definito politiche e
procedure volte a contribuire ad eliminare tali abusi e a collaborare
con le rispettive autorità statali nella lotta contro questo
crimine. La Santa Sede è anche impegnata ad ascoltare attentamente
le vittime di abusi e ad affrontare l'impatto che tali situazioni
hanno sulle vittime di abusi e sulle loro famiglie. La grande
maggioranza del personale ecclesiastico e delle istituzioni a livello
locale hanno fornito e continuano a fornire un'ampia varietà di
servizi ai fanciulli educandoli, sostenendo le loro famiglie e
rispondendo alle loro necessità fisiche, psicologiche e spirituali.
Vergognosi crimini di abusi commessi contro fanciulli sono stati
giustamente giudicati e puniti dalle competenti autorità civili nei
rispettivi paesi".
"Perciò
la risposta della Santa Sede al triste fenomeno di abuso sessuale sui
fanciulli è stata articolata a diversi livelli. A livello della
Santa Sede, come Stato Sovrano della Città del Vaticano, la
trattazione dell'abuso sessuale è stata in accordo con la sua
diretta competenza nel territorio dello Stato della Città del
Vaticano. Al riguardo è stata promulgata una speciale legislazione
per rendere effettivi gli obblighi giuridici internazionali
che
includono questo Stato e la sua ridotta popolazione. Sul piano
internazionale, la Santa Sede ha preso concrete misure con la
ratifica della Convenzione sui Diritti del Fanciullo nel 1990. Nel
2000 la Santa Sede ha aderito al Protocollo Facoltativo relativo al
traffico di fanciulli, alla prostituzione minorile e alla
pornografia infantile, e al Protocollo Facoltativo relativo al
coinvolgimento dei fanciulli nei conflitti armati. La Santa Sede
promuove e incoraggia questi strumenti internazionali. Nel contempo
la Santa Sede, quale organo centrale della Chiesa Cattolica, ha
formulato linee guida per agevolare il lavoro delle Chiese locali
nello sviluppare efficaci misure entro la loro giurisdizione ed in
conformità con il diritto canonico. Le Chiese locali, tenendo conto
della legislazione nazionale dei loro rispettivi paesi, hanno
elaborato linee guida e monitorato la loro attuazione con l'obiettivo
di impedire altri ulteriori abusi e di affrontarli rapidamente, in
accordo con la legislazione nazionale. (...) Il risultato dell'azione
combinata intrapresa dalle Chiese locali e dalla Santa Sede propone
un quadro che, quando adeguatamente applicato, contribuirà ad
eliminare il verificarsi di abusi sessuali sui fanciulli da parte del
clero e da altro personale ecclesiastico".
L'Osservatore
Permanente ha spiegato che "il Rapporto Periodico della Santa
Sede alla CRC si divide in quattro parti: la Prima Parte tratta delle
considerazioni generali, inclusa la natura della Santa Sede quale
soggetto di diritto internazionale. La Seconda Parte risponde alle
osservazioni conclusive del Comitato relative al Rapporto Iniziale
della Santa Sede, e, in particolare, questioni relative alle riserve;
i quattro principi del Comitato e i doveri e diritti dei genitori,
l'educazione delle fanciulle, l'educazione alla salute e l'educazione
sul CRC. La Santa Sede inoltre esamina i principi che promuove
relativi ai diritti e doveri del fanciullo nel contesto familiare. La
Terza Parte presenta i contributi internazionali della Santa Sede
nell'avanzare e promuovere principi fondamentali riconosciuti nel CRC
in una intera serie di questioni legate all'infanzia (la famiglia, le
adozioni, bambini con disabilità; salute e benessere; tempo libero e
cultura; e speciali misure per la protezione dei fanciulli, incluse
questioni relative all'abuso sessuale, alla tossicodipendenza, ai
bambini che vivono in strada e a gruppi minoritari). Infine, la
Quarta Parte affronta l'applicazione della Convenzione nello Stato
della Città del Vaticano".
"Non
ci sono scuse - ha ribadito l'Arcivescovo Tomasi - per qualsiasi
forma di violenza o sfruttamento dei fanciulli. Non si possono mai
giustificare tali crimini, che siano commessi in casa, nelle scuole,
nella comunità e in ambienti sportivi, in organizzazioni e strutture
religiose. Questa è la politica a lungo raggio della Santa Sede.
(...) Per questa ragione la Santa Sede e le strutture delle Chiese
locali in tutte le parti del mondo, sono impegnate nella difesa della
dignità inviolabile di tutta la persona in ogni bambino, corpo,
mente e anima".
"Papa
Benedetto XVI - ha concluso il Presule - parlando ai Vescovi
d'Irlanda nel 2006, pronunciò queste importanti parole:
'Nell'esercizio del vostro ministero pastorale, avete dovuto
affrontare negli ultimi anni molti dolorosi casi di abusi sessuali su
minori. Questi sono ancora più tragici quando chi commette l'abuso è
un membro del clero'. (...) Parimenti, Papa Francesco ha chiaramente
lanciato nuove misure annunciando la creazione di una Commissione per
la Protezione dei Fanciulli, con l'obiettivo di proporre nuove
iniziative per lo sviluppo di programmi di sicurezza dell'ambiente
per i fanciulli e migliorando l'impegno per la cura pastorale delle
vittime di abusi in tutto il mondo".
LA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE PUBBLICA UN DOCUMENTO SU MONOTEISMO CRISTIANO E VIOLENZA
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2014
(VIS). La Commissione Teologica Internazionale, in uno studio
condotto negli ultimi cinque anni, ha elaborato un nuovo documento
dal titolo "Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo
cristiano contro la violenza". Il testo apparirà nel numero
3296 de "La Civiltà Cattolica" (18 gennaio 2014), la
rivista che tradizionalmente pubblica la versione italiana dei
documenti della Commissione. Nel contempo il documento sarà anche
disponibile sul sito Internet de "La Civiltà Cattolica"
(www.laciviltacattolica.it), e sulla pagina della Commissione
Teologica Internazionale nel web del Vaticano (www.vatican.va), dove
con le diverse traduzioni, si trova anche la presentazione
introduttiva del testo in alcune lingue.
Come
si legge nella Nota Preliminare del documento, il testo è il
risultato di uno studio circa alcuni aspetti del discorso cristiano
su Dio, confrontandosi in particolare con la tesi secondo la quale
esisterebbe un rapporto necessario fra il monoteismo e la violenza.
Il lavoro si è svolto all'interno di una Sottocommissione presieduta
dal Reverendo Philippe Vallin e composta dai seguenti membri:
Reverendo Peter Damian Akpunonu; Padre Gilles Emery, O.P.;
Arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, S.D.B.; Arcivescovo Charles Morerod,
O.P.; Reverendo Thomas Norris; Reverendo Javier Prades López;
Vescovo Paul Rouhana; Reverendo Pierangelo Sequeri e Reverendo
Guillermo Zuleta Salas.
Le
discussioni generali su questo tema si sono svolte in vari incontri
della Sottocommissione e durante le Sessioni Plenarie della stessa
Commissione, tenutesi negli anni 2009-2013. Il presente testo, dal
titolo "Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo
cristiano contro la violenza", è stato approvato dalla
Commissione "in forma specifica" il 6 dicembre 2013, ed è
stato poi sottoposto al suo Presidente, Arcivescovo Gerhard L.
Müller,
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il quale ne
ha autorizzato la pubblicazione.
IL MONOTEISMO CRISTIANO CONTRO LA VIOLENZA
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2014
(VIS). Di seguito pubblichiamo la presentazione del Documento "Dio
Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la
violenza" della Commissione Teologica Internazionale.
"Il
testo di riflessione teologica che presentiamo si propone di mettere
in evidenza alcuni aspetti del discorso cristiano su Dio che
richiedono, nel contesto odierno, una specifica chiarificazione
teologica. L'occasione immediata di questa chiarificazione è la
teoria, diversamente argomentata, secondo la quale esiste un rapporto
necessario fra il monoteismo e le guerre di religione. La discussione
intorno a questa connessione ha messo in evidenza non pochi motivi di
fraintendimento della dottrina religiosa, tali da oscurare
l'autentico pensiero cristiano dell'unico Dio.
Potremmo
riassumere l'intento del nostro discorso in una duplice domanda: (a)
In quale modo la teologia cattolica può confrontarsi criticamente
con l'opinione culturale e politica che stabilisce un intrinseco
rapporto fra monoteismo e violenza? (b) In quale modo la purezza
religiosa della fede nell'unico Dio può essere riconosciuta come
principio e fonte dell'amore fra gli uomini"
La
nostra riflessione intende proporsi in chiave di argomentata
testimonianza, non di contrapposizione apologetica. La fede
cristiana, in effetti, riconosce nell'eccitazione alla violenza in
nome di Dio, la massima corruzione della religione. Il cristianesimo
attinge questa convinzione dalla rivelazione dell'intimità stessa di
Dio, che ci raggiunge mediante Gesù Cristo. La Chiesa dei credenti è
consapevole del fatto che la testimonianza di questa fede chiede di
essere onorata da un atteggiamento di conversione permanente che
implica anche la 'parresia' (ossia la coraggiosa franchezza) della
necessaria autocritica.
Nel
Capitolo I, 'Sospetti sul monoteismo' ci siamo proposti di chiarire
il tema del 'monoteismo' religioso nell'accezione che essa riceve in
alcuni orientamenti dell'odierna filosofia politica. siamo coscienti
del fatto che tale evoluzione presenta oggi uno spettro molto
differenziato di posizioni teoriche, che vanno dal classico sfondo
dell'ateismo cosiddetto umanistico, fino alle forme più recenti
dell'agnosticismo religioso e del laicismo politico. La nostra
riflessione vorrebbe anzitutto precisare che la nozione di
monoteismo, non priva di significato per la storia della nostra
cultura, rimane ancora tropo generica quando sia usata come cifra di
equivalenza delle religioni storiche che confessano l'unicità di Dio
(identificate come Ebraismo, Islam, Cristianesimo). In secondo luogo,
formuliamo la nostra riserva critica nei confronti di una
semplificazione culturale che riduce l'alternativa alla scelta fra un
monoteismo necessariamente violento e un politeismo presuntivamente
tollerante.
In
questa riflessione ci sostiene in ogni modo la convinzione, che
abbiamo motivo di ritenere condivisa da moltissimi nostri
contemporanei, credenti e non credenti, che le guerre interreligiose,
come anche la guerra alla religione, siano semplicemente insensate.
In
quanto teologi cattolici, abbiamo poi cercato di illustrare, a
partire dalla verità di Gesù Cristo, il rapporto fra rivelazione di
Dio e umanesimo non violento. Lo abbiamo fatto attraverso la
riesposizione di alcune implicazioni della dottrina particolarmente
idonee ad illuminare la discussione odierna: sia per quanto riguarda
l'autentica comprensione della confessione trinitaria del Dio unico,
sia per quanto concerne l'apertura della rivelazione cristologica al
riscatto del legame fra gli uomini.
Nel
Capitolo II, 'L'iniziativa di Dio nel cammino degli uomini',
interroghiamo l'orizzonte della fede biblica, con particolare
attenzione al tema delle sue 'pagine difficili': quelle cioè in cui
la rivelazione di Dio si trova coinvolta nelle forme della violenza
fra gli uomini. Cerchiamo di individuare i punti di riferimento che
la stessa tradizione scritturistica mette in luce - al suo interno -
per l'interpretazione della Parola di Dio. Sulla base di questa
ricognizione, presentiamo un primo abbozzo d'inquadramento
antropologico e cristologico, degli sviluppi dell'interpretazione del
tema, sollecitati dalla condizione storica attuale.
Nel
Capitolo III, 'Dio, per salvarci dalla violenza', proponiamo un
approfondimento dell'evento della morte e della risurrezione di Gesù,
nella chiave della riconciliazione fra gli uomini. L'oikonomia è qui
essenziale alla determinazione della theologia. La rivelazione
iscritta nell'evento di Gesù Cristo, che rende universalmente
apprezzabile la manifestazione dell'amore di Dio, consente di
neutralizzare la giustificazione religiosa della violenza sulla base
della verità cristologica e trinitaria di Dio.
Nel
Capitolo IV, 'La fede a confronto con l'ampiezza della ragione', la
nostra riflessione s'impegna nell'illustrazione delle approssimazioni
e delle implicazioni filosofiche del pensiero di Dio. Qui vengono
toccati anzitutto i punti di discussione con l'odierno ateismo,
largamente confluito nelle tesi di un radicale naturalismo
antropologico. Infine - anche a beneficio del confronto
interreligioso sul monoteismo - proponiamo una sorta di meditazione
filosofico-teologica sull'integrazione fra la rivelazione dell'intima
disposizione relazionale di Dio e la tradizionale concezione della
sua assoluta semplicità.
Nel
Capitolo V, 'I figli di Dio dispersi e radunati', infine, riassumiamo
gli elementi della specificità cristiana che definiscono l'impegno
della testimonianza ecclesiale per la riconciliazione degli uomini
con Dio e fra di loro. La rivelazione cristiana purifica la
religione, nel momento stesso in cui le restituisce il suo
significato fondamentale per l'esperienza umana del senso. Perciò,
nel nostro invito alla riflessione teniamo bene presente la speciale
necessità - soprattutto nell'odierno orizzonte culturale - di
trattare sempre congiuntamente il contenuto teologico e lo sviluppo
storico della rivelazione cristiana di Dio".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 16 gennaio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
-
Il Cardinale Roger Michael Mahony, Arcivescovo emerito di Los Angeles
(Stati Uniti d’America).
-
Il Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Vrhbosna, Sarajevo (Bosnia
ed Erzegovina).
-
L'Arcivescovo Georges Pontier, Arcivescovo di Marseille, Presidente
della Conferenza dei Vescovi di Francia; il Vescovo Pascal Delannoy,
di Saint-Denis, Vice Presidente; l'Arcivescovo Pierre-Marie Carré,
di Montpellier, Vice Presidente ed Reverendo Olivier Ribadeau Dumas,
Segretario Generale.
-
Un Gruppo di Rabbini provenienti dall’Argentina nella Casa Santa
Marta.
mercoledì 15 gennaio 2014
TUTTI NELLA CHIESA SIAMO DISCEPOLI E MISSIONARI
Città
del Vaticano, 15 gennaio 2014
(VIS). Il Battesimo "ci fa diventare membri del Corpo di Cristo
e del Popolo di Dio. (...) Alla scuola del Concilio Vaticano II, noi
diciamo oggi che il Battesimo ci fa entrare nel Popolo di Dio, ci fa
diventare membri di un Popolo in cammino, un Popolo peregrinante
nella storia" ha affermato Papa Francesco nella catechesi
dell'Udienza Generale del mercoledì, dedicata al Sacramento del
Battesimo. "In effetti, come di generazione in generazione si
trasmette la vita - ha spiegato il Papa - così anche di generazione
in generazione, attraverso la rinascita dal fonte battesimale, si
trasmette la grazia, e con questa grazia il Popolo cristiano cammina
nel tempo, come un fiume che irriga la terra e diffonde nel mondo la
benedizione di Dio".
"I
discepoli sono andati a battezzare; e da quel tempo ad oggi c'è una
catena nella trasmissione della fede mediante il Battesimo. E ognuno
di noi è un anello di quella catena: una passo avanti, sempre; come
un fiume che irriga. Così è la grazia di Dio e così è la nostra
fede, che dobbiamo trasmettere ai nostri figli, trasmettere ai
bambini, perché essi, una volta adulti, possano trasmetterla ai loro
figli. Così è il Battesimo" che "ci fa entrare in questo
popolo di Dio, che trasmette la fede".
"In
virtù del Battesimo noi diventiamo discepoli missionari, chiamati a
portare il Vangelo nel mondo. 'Ciascun battezzato, qualunque sia la
sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è
un soggetto attivo di evangelizzazione... La nuova evangelizzazione
deve implicare un nuovo protagonismo' di tutti, di tutto il popolo di
Dio; un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati'. Il Popolo di
Dio è un popolo discepolo - perché riceve la fede - e missionario -
perché trasmette la fede. E questo lo fa il Battesimo in noi. Ci
dona la Grazia e trasmettere la fede. Tutti nella Chiesa siamo
discepoli, e lo siamo sempre, per tutta la vita; e tutti siamo
missionari, ciascuno nel posto che il Signore gli ha assegnato".
"Tutti
- ha proseguito a braccio il Papa - il più piccolo è anche
missionario; e quello che sembra più grande è discepolo. Ma
qualcuno di voi dirà: 'I vescovi non sono discepoli, i Vescovi sanno
tutto; il Papa sa tutto non è discepolo'. No, anche i vescovi e il
Papa devono essere discepoli, perché se non sono discepoli non fanno
il bene, non possono essere missionari, non possono trasmettere la
fede. Capito? Avete capito questo? È
importante! Tutti noi siamo discepoli e missionari".
"Nessuno
si salva da solo - ha detto il Papa alle migliaia di persone
convenute in Piazza San Pietro - Siamo comunità di credenti, siamo
Popolo di Dio e in questa comunità sperimentiamo la bellezza di
condividere l’esperienza di un amore che ci precede tutti, ma che
nello stesso tempo ci chiede di essere 'canali' della grazia gli uni
per gli altri, malgrado i nostri limiti e i nostri peccati. La
dimensione comunitaria non è solo una 'cornice', un 'contorno', ma è
parte integrante della vita cristiana, della testimonianza e
dell’evangelizzazione".
Il
Papa Francesco ha concluso la catechesi ricordando, a proposito
dell'importanza del Battesimo per il Popolo di Dio, la storia della
comunità cristiana in Giappone. Quella comunità "subì una
dura persecuzione agli inizi del secolo XVII. Vi furono numerosi
martiri, i membri del clero furono espulsi e migliaia di fedeli
furono uccisi. Non è rimasto in Giappone nessun prete, tutti sono
stati espulsi. Allora la comunità si ritirò nella clandestinità,
conservando la fede e la preghiera nel nascondimento. E quando
nasceva un bambino, il papà o la mamma lo battezzavano, perché
tutti i fedeli possono battezzare in particolari circostanze. Quando,
dopo circa due secoli e mezzo, 250 anni dopo, i missionari
ritornarono in Giappone, migliaia di cristiani uscirono allo scoperto
e la Chiesa poté rifiorire. Erano sopravvissuti con la grazia del
loro Battesimo! Questo è grande: il popolo di Dio trasmette la fede,
battezza i suoi figli e va avanti. E avevano mantenuto, pur nel
segreto, un forte spirito comunitario, perché il Battesimo li aveva
fatti diventare un solo corpo in Cristo: erano isolati e nascosti, ma
erano sempre membra del Popolo di Dio, membra della Chiesa. Possiamo
tanto imparare da questa storia!".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 15 gennaio 2014
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato il Reverendo Marcos Antônio Tavoni, Vescovo di Bom Jesus
do Gurguéia (superficie: 51.543; popolazione: 190.000; cattolici:
167.500; sacerdoti: 28: religiosi: 9; diaconi permanenti: 1),
Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a São
Carlos (São Paulo, Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1996.
Dal 1996 al 1997 è stato Vicario Parrocchiale della
Parrocchia “Imaculada Conceição”, a Taguatinga;
nell'arcidiocesi di Palmas è stato dal 1999 al 2004 Parroco della
Parrocchia "Divino Espirito Santo"; dal 1999 al 2011
Parroco di "Santa Teresa d'Ávila" e dal 2003 al 2011
Parroco di “São João Batista”; dal 2008 al 2011 Rettore del
Seminario Maggiore Interdiocesano “Divino Espírito Santo” e del
Centro di Studi Superiori “Mater Dei”; dal 2003 al 2011
Professore di Teologia e Direttore Spirituale della “Casa Santa
Marta” destinata al recupero di adolescenti incinte. Dal 2000 al
2006 Moderatore del primo Sinodo Arcidiocesano di Pastorale; dal 2005
al 2006 Coordinatore della Commissione per l’elaborazione del
Direttorio Arcidiocesano per l’Iniziazione Cristiana; dal 2007 al
2008 Vicario Episcopale della Regione “São Pedro”; dal 2011 al
2013 Vicario Parrocchiale della Parrocchia “Nossa Senhora dos
Pobres” - Paranoá nell'arcidiocesi di Brasilia. Finora Parroco
della Parrocchia “Cristo Redentor” a Taguatinga, nell’arcidiocesi
di Brasília, succede al Vescovo Ramón López Carrozas, O. de M.,
del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo
pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti
d'età.
-
Ha nominato il Monsignor Stephen J. Berg, Vescovo di Pueblo
(superficie: 124.754; popolazione: 665.906; cattolici: 128.000;
sacerdoti: 83; religiosi: 70; diaconi permanenti: 48), Stati Uniti
d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Miles City (Montana,
Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote per la diocesi
di Fort Worth nel 1999. Dal 1999 al 2001 è stato Vicario
Parrocchiale della Saint Michael Parish a Bedford e dal 2001 a 2002
della Saint John the Apostle Parish a North Richland Hills; dal 2002
al 2008 Parroco delle parrocchie Saint Mary a Henrietta, Saint Jerome
a Bowie, Saint William a Montague e Saint Joseph a Nocona; dal 2008
al 2012 Vicario Generale e Parroco della Saint Peter the Apostle
Parish a Fort Worth; dal 2010 al 2012 Moderatore della Curia; dal
2009 Direttore Spirituale presso il Seminario Holy Trinity a Dallas;
dal 2012 Amministratore Diocesano e Amministratore Parrocchiale
della Holy Name Parish a Fort Worth.
-
Ha confermato il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Presidente della
Pontificia Commissione per l'America Latina.
-
Ha confermato il Professore Guzmán Carriquiry, Segretario della
Pontificia Commissione per l'America Latina.
-
Ha confermato Membri della Pontificia Commissione per l'America
Latina: il Cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez; il
Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino; il Cardinale Norberto Rivera
Carrera; il Cardinale Julio Terrazas Sandoval; il Cardinale Óscar
Andrés Rodríguez Maradiaga; il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne;
il Cardinale Cláudio Hummes; il Cardinale Jorge Liberato Urosa
Savino; il Cardinale Francisco Robles Ortega; il Cardinale Odilo
Pedro Scherer; il Cardinale Paolo Romeo; il Cardinale Raymundo
Damasceno Assis; il Cardinale Rubén Salazar Gómez; il Cardinale
Stanislaw Rylko; l'Arcivescovo Emilio Carlos Berlie Belaunzarán;
l'Arcivescovo Mario Antonio Cargnello; l'Arcivescovo Héctor Rubén
Aguer; l'Arcivescovo Nicolás Cotugno Fanizzi, S.D.B.; l'Arcivescovo
Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, O.F.M.; l'Arcivescovo Geraldo Lyrio
Rocha; l'Arcivescovo Leopoldo José Brenes Solórzano; l'Arcivescovo
José Guadalupe Martín Rábago; l'Arcivescovo Orlando Antonio
Corrales García; l'Arcivescovo Juan José Asenjo Pelegrina ed il
Vescovo Franz-Josef Overbeck.
-
Ha nominato l'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, che è Segretario
Generale del Sinodo dei Vescovi, Consigliere della Pontificia
Commissione per l'America Latina.
-
Ha confermato Consiglieri della Pontificia Commissione per l'America
Latina: il Cardinale Antonio Cañizares Llovera; il Cardinale William
Joseph Levada; il Cardinale Leonardo Sandri; il Cardinale Francesco
Monterisi; l'Arcivescovo Jean-Louis Brugués, O.P.; l'Arcivescovo
José Horacio Gómez e il Vescovo Marcelo Sánchez Sorondo.
-
Ha confermato, per il prossimo quinquennio, il Cardinale Jean-Louis
Tauran, membro della Commissione Cardinalizia di vigilanza
dell'Istituto per le Opere di Religione.
-
Ha nominato, per il prossimo quinquennio, membri della Commissione
Cardinalizia di vigilanza per la Opere di Religione: il Cardinale
Christoph Schönborn,
Arcivescovo di Wien (Austria); il Cardinale Thomas Christopher
Collins, Arcivescovo di Toronto (Canada); il Cardinale Santos Abril y
Castelló,
Arciprete della Basilica Papa di Santa Maria Maggiore e l'Arcivescovo
Pietro Parolin, Segretario di Stato.
martedì 14 gennaio 2014
INCONTRO ARCIVESCOVO PAROLIN E SEGRETARIO DI STATO AMERICANO KERRY
Città
del Vaticano, 14 gennaio 2014
(VIS). Questa mattina, l'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di
Stato, ha incontrato in Vaticano il Signor John Kerry. Segretario di
Stato degli Stati Uniti d'America. Nel corso dei colloqui, centrati
sulle priorità in politica estera, si è discusso sul processo di
pace in Medio Oriente, in particolare sulla situazione in Siria e
sulla preparazione della Conferenza di pace Ginevra 2 e sui negoziati
fra israeliani e palestinesi.
All'incontro
che si è prolungato per un'ora e quaranta minuti, hanno partecipato
l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli
Stati ed il Signor Kenneth F. Hackett, Ambasciatore degli Stati Uniti
presso la Santa Sede. Altri temi esaminati sono stati la situazione
in Africa, in particolare nel Sud Sudan e la rifroma sanitaria motivo
di preoccupazione per la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti
d'America.
APPELLO PER IL CESSATE IL FUOCO IN SIRIA
Città
del Vaticano, 14 gennaio 2014
(VIS). La Pontificia Accademia delle Scienze ha tenuto ieri in
Vaticano una riunione relativa alla guerra civile in Siria, nel corso
della quale è stato lanciato un appello per la cessazione immediata
delle violenze, per l'inizio della ricostruzione e del dialogo fra le
diverse comunità. Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha aperto i
lavori che hanno avuto luogo una settimana prima della Conferenza di
pace Ginevra.
In
un comunicato pubblicato questa mattina si auspica che la conferenza
di pace, chiamata Ginevra 2, permetta "al popolo siriano, alla
regione e al mondo intero di concepire un nuovo inizio per porre fine
alla violenza che ha provocato oltre 130.000 morti e ha lasciato un
paese bellissimo nella rovina e nel caos. ".
Secondo
gli esperti internazionali che hanno partecipato a questa giornata di
lavoro, il passo iniziale e più urgente è l'immediato cessate il
fuoco e la fine di ogni tipo di violenza: "Tutti i combattenti
interni della regione devono deporre le armi; tutte le potenze
straniere devono adottare misure immediate per fermare il flusso di
armi e il finanziamento delle stesse, che alimenta l'escalation della
violenza e della distruzione".
"La
Santa Sede - si legge nel comunicato - si impegna a sostenere tutte
le fedi religiose e le comunità in Siria, per raggiungere una nuova
comprensione e un ripristino significativo della fiducia, dopo anni
di violenze tra comunità", per cui il dialogo deve concentrarsi
"sui bisogni urgenti di ricostruzione spirituale e comunitaria".
I
partecipanti alla conferenza esprimono inoltre la loro preoccupazione
per la situazione di milioni di profughi siriani che "patiscono
privazioni estreme e potenzialmente letali in termini di
alimentazione, acqua potabile, servizi igienici, elettricità,
ricovero sicuro, telecomunicazioni, trasporti, e altri bisogni umani
fondamentali necessari per il buon funzionamento di ogni società".
DIALOGO FRA CATTOLICI ED EBREI
Città
del Vaticano, 14 gennaio 2014
(VIS). Il 16 gennaio prossimo si tiene in Italia la XVIII edizione
annuale della Giornata di approfondimento e sviluppo del dialogo fra
cattolici ed ebrei. In questa occasione, il Rabbino Abraham Skorka
terrà una Conferenza presso la Pontificia Università Gregoriana,
dal titolo "Il dialogo ebraico-cattolico a cinquanta anni dalla
'Nostra Aetate'. Una prospettiva latinoamericana", alla quale
assisterà il Cardinale Kurk Koch, Presidente della Pontificia
Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo.
Il
Rabbino Skorka, Rettore del Seminario Rabbinico Latinoamericano di
Buenos Aires (Argentina), è co-autore con Papa Francesco del volume
"Il cielo e la terra", risultato di alcune conversazioni su
tematiche fondamentali della vita umana e sulla possibilità di
un'etica condivisa.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 14 gennaio 2014
(VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
-
Il Cardinale Severino Poletto, Arcivescovo emerito di Torino.
-
Sua Grazia Anthony Palmer, Bishop and
International Ecumenical Officer for the Communion Evangelical
Episcopal Churches;
-
Il Cardinale Andrés Rodríguez Maradiaga,
Arcivescovo di Tegucigalpa.
-
Il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio
Consiglio della Giustizia della Pace.
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