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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 20 settembre 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Fabio Bernardo D'Onorio, O.S.B., finora Abate Ordinario di Montecassino, Arcivescovo di Gaeta (superficie: 603; popolazione: 160.150; cattolici: 152.350; sacerdoti: 81; religiosi: 246; diaconi permanenti: 18), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Veroli (Frosinone), nel 1940, nel 1962 ha emesso i voti monastici, nel 1966 è stato ordinato sacerdote e nel 2004 ha ricevuto la consacrazione episcopale. L'Arcivescovo D'Onorio succede all'Arcivescovo Pier Luigi Mazzoni, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Reverendo César Daniel Fernández, dal 1999 Rettore del Seminario Metropolitano di Buenos Aires (Argentina), Vescovo Ausiliare di Paraná (superficie: 30.348; popolazione: 559.710; cattolici: 503.739; sacerdoti: 124; religiosi: 211), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.
NER:RE:NEA/.../D'ONORIO:MAZZONI:FERNÁNDEZ               VIS 20070920 (150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2007 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo,  il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale del Benin, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Fidèle Agbatchi, di Parakou.

    - Il Vescovo Paul Kouassivi Vieira, di Djougou.

    - Il Vescovo Clet Feliho, di Kandi.

    - Il Vescovo Pascal N'Koué, di Natitingou.

    - Il Vescovo Martin Adjou Moumouni, di N'Dali.

    - Il Reverendo Pascal Guezodje, Amministratore Diocesano di Abomey.
AL/.../...                                VIS 20070920 (90)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2007 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo,  il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale del Benin, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Fidèle Agbatchi, di Parakou.

    - Il Vescovo Paul Kouassivi Vieira, di Djougou.

    - Il Vescovo Clet Feliho, di Kandi.

    - Il Vescovo Pascal N'Koué, di Natitingou.

    - Il Vescovo Martin Adjou Moumouni, di N'Dali.

    - Il Reverendo Pascal Guezodje, Amministratore Diocesano di Abomey.
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VESCOVI BENIN: CORAGGIO EVANGELICO GUIDA POPOLO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2007 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Presuli della Conferenza Episcopale del Benin al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Nel corso degli anni trascorsi" - ha detto il Papa ai Presuli - "voi avete dato prova di grande coraggio evangelico nella guida del Popolo di Dio fra numerose difficoltà (...), dimostrando anche il vostro interesse pastorale per le grandi questioni che la società deve affrontare, in particolare nell'ambito della giustizia e dei diritti umani".

  Esortando i Presuli africani a "sviluppare una autentica spiritualità di comunione" fra loro stessi e fra Vescovi e sacerdoti, aiutando questi ultimi ad "assumere pienamente il loro ministero sacerdotale", il Santo Padre ha vivamente incoraggiato i presbiteri "a mantenere, nella vita apostolica, un equilibrio che riservi la dovuta preminenza ad una intensa vita spirituale".

  Ricordando quanto sottolineato dai Vescovi nei loro rapporti quinquennali, e cioè che "l'influenza delle tradizioni è ancora molto presente nella vita sociale", il Santo Padre ha ribadito: "Se occorre incoraggiare i loro aspetti migliori, è però necessario ricusare quelle manifestazioni che causano danno, alimentano la paura ed escludono il prossimo. (...) Una solida formazione cristiana sarà dunque sostegno indispensabile per aiutare i fedeli a confrontare la fede con le credenze della 'tradizione'. Questa formazione deve anche consentire loro di apprendere a pregare con fiducia, per rimanere sempre vicino a Cristo e, nei giorni di angoscia, trovare nelle comunità cristiane un sostegno, attraverso segni effettivi dell'amore di Dio che rende liberi. In tale impegnativo compito, la collaborazione dei catechisti è un contributo prezioso".

  "Cari Fratelli" - ha proseguito il Pontefice - "nelle vostre diocesi, gli istituti di vita consacrata offrono un generoso contributo alla missione. (...) Invito anche i membri delle comunità contemplative a rimanere, con la loro discreta presenza, un appello permanente per tutti i credenti a ricercare incessantemente il volto di Dio e a renderGli grazie per tutti i suoi benefici".

  Benedetto XVI ha successivamente sottolineato che: "Nel contesto culturale del vostro Paese, è necessario che la presenza della Chiesa si manifesti con segni visibili che indicano il senso autentico della sua missione fra gli uomini. Fra questi, le celebrazioni liturgiche ferventi e calorose hanno un posto eminente. Nel cuore della società esse sono una eloquente testimonianza di fede resa dalle vostre comunità. È dunque importante che i fedeli partecipino alla liturgia in maniera piena, attiva e fruttuosa".

  "Perchè elementi culturali incompatibili con la fede cristiana o azioni che diano luogo a confusione non siano introdotte nella liturgia, si deve assicurare una solida formazione liturgica ai seminaristi e ai sacerdoti, permettendo l'approfondimento della conoscenza dei fondamenti, del significato e del valore teologico dei riti liturgici".

  Il Santo Padre ha inoltre ricordato che in interventi pubblici e "in diverse circostanze" i Vescovi hanno "difeso coraggiosamente i valori della famiglia e il rispetto della vita, quando minacciati da ideologie che proponevano modelli ed atteggiamenti in contrapposizione con un autentica concezione della vita umana. Vi incoraggio a continuare a profondere questo vostro impegno, che è un servizio reso a tutta la società".

  "In tale prospettiva" - ha detto ancora il Santo Padre - "la formazione dei giovani è anche una delle vostre priorità pastorali. (...) Aiutando i giovani ad acquisire una maturità umana e spirituale, fate loro scoprire Dio, (...) gli ostacoli che essi incontrano nell'impegnarsi nel matrimonio cristiano e nel vivere nella fedeltà agli impegni presi, ostacoli spesso legati alla cultura e alle tradizioni, esigono non solamente una seria preparazione a questo sacramento, ma anche un accompagnamento permanente delle famiglie, particolarmente nei momenti di maggiore difficoltà".

  "Vorrei infine esprimervi la mia soddisfazione" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "nel constatare che, in generale, i rapporti fra cristiani e musulmani hanno luogo in un'atmosfera di comprensione reciproca. Inoltre, per evitare di vedere svilupparsi qualche forma di intolleranza e per prevenire ogni forma di violenza, occorre incoraggiare un dialogo sincero, fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica, in particolare mediante relazioni umane rispettose, un'intesa sui valori della vita ed una cooperazione reciproca in tutto ciò che promuove il benessere comune. Un tale dialogo richiede anche la preparazione di persone competenti per aiutare a conoscere e a comprendere i valori religiosi che noi abbiamo in comune nel leale rispetto delle differenze".
AL/.../BENIN                                               VIS 20070920 (740)


VESCOVI BENIN: CORAGGIO EVANGELICO GUIDA POPOLO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2007 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Presuli della Conferenza Episcopale del Benin al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Nel corso degli anni trascorsi" - ha detto il Papa ai Presuli - "voi avete dato prova di grande coraggio evangelico nella guida del Popolo di Dio fra numerose difficoltà (...), dimostrando anche il vostro interesse pastorale per le grandi questioni che la società deve affrontare, in particolare nell'ambito della giustizia e dei diritti umani".

  Esortando i Presuli africani a "sviluppare una autentica spiritualità di comunione" fra loro stessi e fra Vescovi e sacerdoti, aiutando questi ultimi ad "assumere pienamente il loro ministero sacerdotale", il Santo Padre ha vivamente incoraggiato i presbiteri "a mantenere, nella vita apostolica, un equilibrio che riservi la dovuta preminenza ad una intensa vita spirituale".

  Ricordando quanto sottolineato dai Vescovi nei loro rapporti quinquennali, e cioè che "l'influenza delle tradizioni è ancora molto presente nella vita sociale", il Santo Padre ha ribadito: "Se occorre incoraggiare i loro aspetti migliori, è però necessario ricusare quelle manifestazioni che causano danno, alimentano la paura ed escludono il prossimo. (...) Una solida formazione cristiana sarà dunque sostegno indispensabile per aiutare i fedeli a confrontare la fede con le credenze della 'tradizione'. Questa formazione deve anche consentire loro di apprendere a pregare con fiducia, per rimanere sempre vicino a Cristo e, nei giorni di angoscia, trovare nelle comunità cristiane un sostegno, attraverso segni effettivi dell'amore di Dio che rende liberi. In tale impegnativo compito, la collaborazione dei catechisti è un contributo prezioso".

  "Cari Fratelli" - ha proseguito il Pontefice - "nelle vostre diocesi, gli istituti di vita consacrata offrono un generoso contributo alla missione. (...) Invito anche i membri delle comunità contemplative a rimanere, con la loro discreta presenza, un appello permanente per tutti i credenti a ricercare incessantemente il volto di Dio e a renderGli grazie per tutti i suoi benefici".

  Benedetto XVI ha successivamente sottolineato che: "Nel contesto culturale del vostro Paese, è necessario che la presenza della Chiesa si manifesti con segni visibili che indicano il senso autentico della sua missione fra gli uomini. Fra questi, le celebrazioni liturgiche ferventi e calorose hanno un posto eminente. Nel cuore della società esse sono una eloquente testimonianza di fede resa dalle vostre comunità. È dunque importante che i fedeli partecipino alla liturgia in maniera piena, attiva e fruttuosa".

  "Perchè elementi culturali incompatibili con la fede cristiana o azioni che diano luogo a confusione non siano introdotte nella liturgia, si deve assicurare una solida formazione liturgica ai seminaristi e ai sacerdoti, permettendo l'approfondimento della conoscenza dei fondamenti, del significato e del valore teologico dei riti liturgici".

  Il Santo Padre ha inoltre ricordato che in interventi pubblici e "in diverse circostanze" i Vescovi hanno "difeso coraggiosamente i valori della famiglia e il rispetto della vita, quando minacciati da ideologie che proponevano modelli ed atteggiamenti in contrapposizione con un autentica concezione della vita umana. Vi incoraggio a continuare a profondere questo vostro impegno, che è un servizio reso a tutta la società".

  "In tale prospettiva" - ha detto ancora il Santo Padre - "la formazione dei giovani è anche una delle vostre priorità pastorali. (...) Aiutando i giovani ad acquisire una maturità umana e spirituale, fate loro scoprire Dio, (...) gli ostacoli che essi incontrano nell'impegnarsi nel matrimonio cristiano e nel vivere nella fedeltà agli impegni presi, ostacoli spesso legati alla cultura e alle tradizioni, esigono non solamente una seria preparazione a questo sacramento, ma anche un accompagnamento permanente delle famiglie, particolarmente nei momenti di maggiore difficoltà".

  "Vorrei infine esprimervi la mia soddisfazione" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "nel constatare che, in generale, i rapporti fra cristiani e musulmani hanno luogo in un'atmosfera di comprensione reciproca. Inoltre, per evitare di vedere svilupparsi qualche forma di intolleranza e per prevenire ogni forma di violenza, occorre incoraggiare un dialogo sincero, fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica, in particolare mediante relazioni umane rispettose, un'intesa sui valori della vita ed una cooperazione reciproca in tutto ciò che promuove il benessere comune. Un tale dialogo richiede anche la preparazione di persone competenti per aiutare a conoscere e a comprendere i valori religiosi che noi abbiamo in comune nel leale rispetto delle differenze".
AL/.../BENIN                                               VIS 20070920 (740)


mercoledì 19 settembre 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Francisco Carlos da Silva, Vescovo di Ituiutaba (superficie: 22.742; popolazione: 345.000; cattolici: 295.000; sacerdoti: 42; religiosi: 43), Brasile. Il Vescovo eletto, è nato a Tabatinga (Brasile), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. È stato finora Parroco della Parrocchia "São Sebastião" a Borborema (Brasile).
NER/.../DA SILVA                                     VIS 20070919 (70)

SAN GIOVANNI CRISOSTOMO: ESEMPIO DI COERENZA DI VITA


CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, proseguendo le catechesi sui Padri della Chiesa, ha dedicato la catechesi per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, a San Giovanni Crisostomo.

    Ricordando che quest'anno ricorre il sedicesimo centenario della morte di San Giovanni Crisostomo (407-2007), nato nel 349 ad Antiochia di Siria, oggi Antakya nel sud della Turchia, il Santo Padre ha detto: "Crisostomo, cioè 'Bocca d'oro' per la sua eloquenza, può dirsi vivo ancora oggi, anche a motivo delle sue opere".
 
   "Diacono nel 381 e presbitero nel 386, divenne celebre predicatore nelle chiese della sua città" - ha specificato il Pontefice - "Il 387 fu lo 'anno eroico' di Giovanni, quello della cosiddetta 'rivolta delle statue'. Il popolo abbatté le statue imperiali, in segno di protesta contro l'aumento delle tasse".

   "Il Crisostomo si colloca tra i Padri più prolifici: di lui ci sono giunti 17 trattati, più di 700 omelie autentiche, i commenti a Matteo e a Paolo (Lettere ai Romani, ai Corinti, agli Efesini e agli Ebrei), e 241 lettere. Non fu un teologo speculativo" - ha rilevato il Santo Padre - "Trasmise, però, la dottrina tradizionale e sicura della Chiesa in un'epoca di controversie teologiche suscitate soprattutto dall'arianesimo, cioè dalla negazione della divinità di Cristo".

  "La sua è una teologia squisitamente pastorale" - ha detto ancora il Papa - "in cui è costante la preoccupazione della coerenza tra il pensiero espresso dalla parola e il vissuto esistenziale. È questo, in particolare, il filo conduttore delle splendide catechesi, con le quali preparava i catecumeni a ricevere il Battesimo".

  "Giovanni Crisostomo si preoccupa di accompagnare con i suoi scritti lo sviluppo integrale della persona, nelle dimensioni fisica, intellettuale e religiosa".

  "Le varie fasi della crescita sono paragonate ad altrettanti mari di un immenso oceano: ''Il primo di questi mari è l'infanzia' (Omelia 81,5 sul Vangelo di Matteo). Infatti 'proprio in questa prima età si manifestano le inclinazioni al vizio e alla virtù'. Perciò la legge di Dio deve essere fin dall'inizio impressa nell'anima 'come su una tavoletta di cera' (Omelia 3,1 sul Vangelo di Giovanni): di fatto è questa l'età più importante".

  "Dobbiamo tener presente come è fondamentale che in questa prima fase della vita entrino realmente nell'uomo i grandi orientamenti che danno la prospettiva giusta all'esistenza. Crisostomo perciò raccomanda: 'Fin dalla più tenera età premunite i bambini con armi spirituali, e insegnate loro a segnare la fronte con la mano' (Omelia 12,7 sulla prima Lettera ai Corinzi).

  '''Alla infanzia'" - si legge in un'omelia del Santo - "segue il mare dell'adolescenza, dove i venti soffiano violenti..., perchè in noi cresce... la concupiscenza' (Omelia 81,5 sul Vangelo di Matteo). Giungono infine il fidanzamento e il matrimonio: 'Alla giovinezza succede l'età della persona matura, nella quale sopraggiungono gli impegni di famiglia: è il tempo di cercare moglie' (ibid.). Del matrimonio egli ricorda i fini, arricchendoli con il richiamo alla virtù della temperanza - di una ricca trama di rapporti personalizzati. Gli sposi ben preparati sbarrano così la via al divorzio: tutto si svolge con gioia e si possono educare i figli alla virtù. Quando poi nasce il primo bambino, questi è 'come un ponte; i tre diventano una carne sola, poiché il figlio congiunge le due parti' (Omelia 12,5 sulla Lettera ai Colossesi), e i tre costituiscono 'una famiglia, piccola Chiesa' (Omelia 20,6 sulla Lettera agli Efesini)".

  Infine il Santo Padre ha ricordato che, nei suoi scritti, San Giovanni Crisostomo si rivolge anche ai fedeli laici che "col Battesimo assumono l'ufficio sacerdotale, regale e profetico. (...) Questa lezione del Crisostomo sulla presenza autenticamente cristiana dei fedeli laici nella famiglia e nella società, rimane ancor oggi più che mai attuale".
AG/SAN GIOVANNI CRISOSTOMO/...                       VIS 20070919 (630)


martedì 18 settembre 2007

IN MEMORIAM

IN MEMORIAM
CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2007 (VIS). Riportiamo di seguito i dati relativi ai Presuli mancati negli ultimi due mesi:

- Il Vescovo Miguel Angel Araújo Iglesias, emerito di Mondoñedo-Ferrol (Spagna), il 22 luglio, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Alejo Benedicto Gilligan, emerito di Nueve de Julio (Argentina), il 17 luglio, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Endre Kovács, O.Cist., già Ausiliare di Eger (Ungheria), il 29 luglio, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Enrique Pélach y Feliu, emerito di Abancay (Perù), il 19 luglio, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Juan Félix Pepén y Soliman, già Ausiliare di Santo Domingo, (Repubblica Dominicana), il 21 luglio, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Hubert Patrick O'Connor, O.M.I., emerito di Prince George (Canada), il 24 luglio, all'età di 79 anni.

- L'Arcivescovo João Resende Costa, S.D.B., emerito di Belo Horizonte (Brasile), il 21 luglio, all'età di 96 anni.

- L'Arcivescovo Lawrence Khai-Saen-Phon-On, emerito di Thare and Nonseng (Tailandia), il 24 luglio, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Quirino Adolfo Schmitz, O.F.M., emerito di Teófilo Otoni (Brasile), il 20 luglio, all'età di 88 anni.

- Il Cardinale Édouard Gagnon, P.S.S., Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, il 25 agosto, all'età di 89 anni.

- Il Cardinale Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo emerito di Parigi (Francia), il 5 agosto, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Máximo André Biennès, T.O.R., emerito di São Luiz de Cáceres (Brasile), il 10 agosto, all'età di 86 anni.

- L'Arcivescovo Domenico Caloyera, O.P., emerito di Izmir (Turchia), il 7 agosto, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Franco Dalla Valle, S.D.B., di Juína (Brasile), il 2 agosto, all'età di 62 anni.

- Il Vescovo Gerard Louis Frey, emerito di Lafayette (Stati Uniti d'America), il 16 agosto, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo Augustine Harris, emerito di Middlesbrough (Gran Bretagna), il 30 agosto, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo Peter Saburo Hirata, P.S.S., emerito di Fukuoka (Giappone), il 5 agosto, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo José Ramón Santos Iztueta Mendizábal, C.P., Vescovo Prelato emerito di Moyobamba (Perù), il 27 agosto, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Vicente C. Manuel, S.V.D., già Vicario Apostolico di San Jose in Mindoro (Filippine), il 18 agosto, all'età di 68 anni.

- Il Vescovo Lino Vomboemmel, O.F.M., emerito di Santarém (Brasile), il 6 agosto, all'età di 73 anni.

- L'Arcivescovo Vicente Angelo José Marchetti Zioni, emerito di Botucatu (Brasile), il 9 agosto, all'età di 95 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20070918 (430)


lunedì 17 settembre 2007

CLARISSE: PREZIOSO SERVIZIO OPERA APOSTOLICA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, le monache clarisse del Monastero dell'Immacolata Concezione di Albano, che si trova nel territorio delle Ville Pontificie.

  Benedetto XVI ha espresso la sua sincera gratitudine alla Fraternità "per il sostegno quotidiano della preghiera e per l'intensa vostra partecipazione spirituale alla missione del Pastore della Chiesa universale. Nel silenzio della clausura e nel dono totale ed esclusivo di voi stesse a Cristo secondo il carisma francescano, voi rendete alla Chiesa un prezioso servizio".

  "Ecco (...), care Sorelle, ciò che il Papa attende da voi: che siate fiaccole ardenti di amore, 'mani giunte' che vegliano in preghiera incessante, distaccate totalmente dal mondo, per sostenere il ministero di colui che Gesù ha chiamato a guidare la sua Chiesa".

  "Non ha sempre eco nella pubblica opinione" - ha rilevato il Papa - "l'impegno silenzioso di coloro che, come voi, cercano di mettere in pratica con semplicità e gioia il Vangelo 'sine glossa', ma - siate certe - è veramente straordinario l'apporto che voi date all'opera apostolica e missionaria della Chiesa nel mondo, e Iddio continuerà a benedirvi con il dono di tante vocazioni come ha fatto sinora".

  "Care Sorelle Clarisse, San Francesco, Santa Chiara e i tanti santi e sante del vostro Ordine vi aiutino a 'perseverare fedelmente sino alla fine' nella vostra vocazione. (...) Vi ottenga la Vergine Addolorata il dono di seguire il suo divin Figlio crocifisso e di abbracciare con serenità le difficoltà e le prove dell'esistenza quotidiana".
AC/.../CLARISSE                                           VIS 20070917 (270)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna; il Cardinale Attilio Nicora, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ed il Vescovo di Alessandria Monsignor Giuseppe Versaldi, Membri del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

- Il Cardinale Agostino Vallini, che è Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Presidente della Commissione per gli Avvocati.

- L'Arcivescovo Marco Dino Brogi, O.F.M., Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali.
NA/.../...                                         VIS 20070917 (90)


PROCLAMARE E TESTIMONIARE LA MISERICORDIA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2007 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo ed ha recitato l'Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti. Nell'introdurre la preghiera mariana, il Papa ha commentato il capitolo XV del Vangelo di Luca, "una delle pagine più commoventi di tutta la Sacra Scrittura", dedicato alla misericordia divina.

  "È bello pensare che nel mondo intero" - ha detto il Papa - "dovunque la comunità cristiana si raduna per celebrare l'Eucaristia domenicale, risuona in questo giorno, questa Buona Notizia di verità e di salvezza: Dio è amore misericordioso".

  "Le tre parabole della misericordia Gesù le raccontò perché i farisei e gli scribi parlavano male di Lui, vedendo che si lasciava avvicinare dai peccatori e addirittura mangiava con loro. Allora Egli spiegò, con il suo tipico linguaggio, che Dio non vuole che si perda nemmeno uno dei suoi figli e il suo animo trabocca di gioia quando un peccatore si converte. La vera religione consiste allora nell'entrare in sintonia con questo Cuore 'ricco di misericordia', che ci chiede di amare tutti, anche i lontani e i nemici, imitando il Padre celeste che rispetta la libertà di ciascuno ed attira tutti a sé con la forza invincibile della sua fedeltà".

  "Nel nostro tempo" - ha proseguito il Pontefice - "l'umanità ha bisogno che sia proclamata e testimoniata con vigore la misericordia di Dio. Intuì quest'urgenza pastorale, in modo profetico, l'amato Giovanni Paolo II, che è stato un grande apostolo della divina Misericordia. Al Padre misericordioso dedicò la sua seconda Enciclica, e lungo tutto il suo Pontificato si fece missionario dell'amore di Dio a tutte le genti. Dopo i tragici avvenimenti dell'11 settembre 2001, che oscurarono l'alba del terzo millennio, egli invitò i cristiani e gli uomini di buona volontà a credere che la Misericordia di Dio è più forte di ogni male, e che solo nella Croce di Cristo si trova la salvezza del mondo".
ANG/MISERICORDIA DIVINA/...                           VIS 20070917 (350)


DOPO L'ANGELUS: NUOVI BEATI E QUESTIONE AMBIENTALE

 
CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2007 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell'Angelus nel cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato le Beatificazioni di tre Servi di Dio, che hanno avuto luogo nella giornata di oggi e di ieri in Polonia e in Francia. Facendo inoltre riferimento alla questione ambientale, il Papa ha auspicato l'intensificarsi della cooperazione internazionale per la salvaguardia del creato.

  "Stamani in Polonia, nel Santuario di Lichen" - ha detto Papa Benedetto XVI - "il Cardinale Tarcisio Bertone, mio Segretario di Stato, a nome mio ha proclamato Beato il Padre Stanislao Papczycski, Fondatore della Congregazione dei Chierici Mariani (...) sacerdote esemplare nella predicazione, nella formazione dei laici, padre dei poveri e apostolo della preghiera di suffragio per i defunti".

  "Ugualmente stamani, a Bordeaux" - ha proseguito il Pontefice - "il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, a mio nome ha proclamato Beata Suor Maria Celina della Presentazione della Beata Vergine Maria, monaca professa del Second'Ordine di San Francesco. La sua vita segnata dalla croce ha voluto essere un segno di amore a Cristo, come lei stessa diceva: 'Ho sete di essere una rosa di carità'".

  "Desidero anche ricordare il Padre Basilio Antonio Maria Moreau, fondatore della Congregazione della Santa Croce, beatificato ieri a Le Mans dal Cardinale Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. All'intercessione di questi nuovi Beati" - ha detto ancora il Santo Padre - "affido in modo speciale i loro figli spirituali, perché ne seguano con ardore la luminosa testimonianza di profeti di Dio, Signore di ogni vita".

  Successivamente il Papa ha ricordato che: "Ricorre oggi il 20° anniversario dell'adozione del 'Protocollo di Montreal' sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono provocando gravi danni all'essere umano e all'ecosistema. Negli ultimi due decenni, grazie ad una esemplare collaborazione nella comunità internazionale tra politica, scienza ed economia, si sono ottenuti importanti risultati, con positive ripercussioni sulle generazioni presenti e future. Auspico che, da parte di tutti, si intensifichi la cooperazione, al fine di promuovere il bene comune, lo sviluppo e la salvaguardia del creato, rinsaldando l'alleanza tra l'uomo e l'ambiente, che dev'essere specchio dell'amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino".
ANG/BEATI:AMBIENTE/...                           VIS 20070917 (380)


PRENDE AVVIO CAUSA DI BEATIFICAZIONE CARDINALE VAN THUÂN


CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto gli officiali e collaboratori del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace in occasione del 5° anniversario della morte del Cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân, del quale prende avvio in questi giorni la Causa di beatificazione. All'udienza erano presenti i membri della Fondazione San Matteo e dell'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân creato per la diffusione della dottrina sociale della Chiesa.

  Del Cardinale vietnamita Van Thuân, che fu Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e che avviò la pubblicazione del "Compendio della dottrina sociale della Chiesa" - pubblicato nell'ottobre 2004 - il Papa ha sottolineato la "immediata cordialità",  "la capacità (...) di dialogare e di farsi prossimo di tutti; (...) il suo fervoroso impegno per la diffusione della dottrina sociale della Chiesa tra i poveri del mondo, l'anelito per l'evangelizzazione nel suo Continente, l'Asia, la capacità che aveva di coordinare le attività di carità e di promozione umana che promuoveva e sosteneva nei posti più reconditi della terra".

  Benedetto XVI ha detto ancora: "Il Cardinale Van Thuân era un uomo di speranza, viveva di speranza e la diffondeva tra tutti coloro che incontrava. Fu grazie a quest'energia spirituale che resistette a tutte le difficoltà fisiche e morali. La speranza lo sostenne come Vescovo isolato per 13 anni dalla sua comunità diocesana; la speranza lo aiutò a intravedere nell'assurdità degli eventi capitatigli - non fu mai processato durante la sua lunga detenzione - un disegno provvidenziale di Dio".

  "Amava ripetere il Cardinale Van Thuân che il cristiano è l'uomo dell'ora, dell'adesso, del momento presente da accogliere e vivere con l'amore di Cristo. In questa capacità di vivere l'ora presente traspare l'intimo suo abbandono nelle mani di Dio e la semplicità evangelica che tutti abbiamo ammirato in lui".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Pontefice - "ho accolto con intima gioia la notizia che prende avvio la Causa di beatificazione di questo singolare profeta della speranza cristiana".
AC/VAN THUÂN/...                                   VIS 20070917 (350)


X SIMPOSIO INTERCRISTIANO FRA CATTOLICI E ORTODOSSI


CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, in occasione del X Simposio Intercristiano fra cattolici ed ortodossi, in corso nell'Isola di Tinos (Grecia), dal 16 al 19 settembre.

  Il Simposio, organizzato ogni due anni dall'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum e dalla Facoltà teologica dell'Università Aristotele di Tessalonica, ha per scopo una perseverante ricerca del patrimonio comune di fede e di tradizioni tra cattolici e ortodossi. Il tema di questo X Simposio è: "San Giovanni Crisostomo ponte tra Oriente e Occidente" e coincide quest'anno con il 1600 anniversario della morte del grande Santo, considerato Padre comune in Oriente e in occidente.

  Nel Messaggio il Santo Padre esprime particolare gioia nell'apprendere che il Simposio si celebri a Tinos "dove ortodossi e cattolici convivono fraternamente" e ricorda che: "La cooperazione ecumenica in ambito universitario contribuisce a tener viva la tensione verso l'auspicata comunione fra tutti i cristiani".

  "Al riguardo" - scrive il Papa - "il Concilio Ecumenico Vaticano II aveva intravisto in questo campo un'opportuna possibilità per coinvolgere l'intero Popolo di Dio nella ricerca della piena unità".

  Ricordando la figura di San Giovanni Crisostomo, il Papa lo definisce "un coraggioso, illuminato e fedele predicatore della Parola di Dio, (...) uno straordinario ermeneuta e omileta, tanto che gli fu attribuito fin dal secolo V il titolo di Crisostomo, cioè Bocca d'oro, e il cui contributo alla formazione della liturgia bizantina è noto a tutti. (...) Dopo complesse vicende storiche, dal 1° maggio 1626 il suo corpo riposa nella Basilica di San Pietro ed il 27 novembre 2004 il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II ha fatto dono di parte delle reliquie a Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I e, in tal modo, sia nella Basilica Vaticana che nella Chiesa di San Giorgio al Fanar viene ora venerato questo grande Padre della Chiesa".

  "La riflessione del vostro Simposio" - scrive ancora il Pontefice - "che affronterà una tematica relativa a San Giovanni Crisostomo e la comunione con la Chiesa di occidente analizzando anche alcune problematiche attuali, contribuirà a sostenere e corroborare la comunione vera, pur se imperfetta, esistente fra cattolici e ortodossi, sì che si possa giungere a quella pienezza, che ci permetterà di concelebrare un giorno l'unica Eucaristia".

  "Ed è proprio a quel giorno benedetto" - conclude il Papa - "che guardiamo tutti con speranza anche dando vita a provvide iniziative come questa".
MESS/SIMPOSIO:GIOVANNI CRISOSTOMO/KASPER           VIS 20070917 (430)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2007 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Benin, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Marcel Honorat Léon Agboton, di Cotonou.

    - Il Vescovo Antoine Ganyé, di Dassa-Zoumé.

    - Il Vescovo Victor Agbanou, di Lokossa.

    - Il Vescovo René-Marie Ehuzu, C.I.M., di Porto Novo.

  Sabato 15 settembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia (Italia), con il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio.

- Il Signor Youm Bosco Seong, Ambasciatore di Corea in visita di congedo.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070917 (130)


sabato 15 settembre 2007

PACE POSSIBILE CON PERDONO, RICONCILIAZIONE, RISPETTO


CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2007 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Noel Fahey, nuovo Ambasciatore d'Irlanda presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  "Da più di mille e seicento anni il cristianesimo forgia l'identità culturale, morale e spirituale del popolo irlandese" - ha ricordato il Papa all'inizio del suo discorso, affermando inoltre che il cristianesimo continua ad essere "'fermento' nella vita della Nazione. (...) La fede cristiana non ha perso nulla del suo significato nella società contemporanea poiché essa tocca 'la sfera più profonda dell'essere umano' e dà 'significato alla sua vita nel mondo'". Riferendosi, successivamente, allo sviluppo economico senza precedenti del Paese, il Santo Padre ha affermato che tale prosperità "indubbiamente ha significato per molti agiatezza materiale, ma nella sua scia il secolarismo ha iniziato a espandersi ed a lasciare il segno".

  Il Santo Padre Benedetto XVI, elogiando la recente iniziativa di promuovere un 'dialogo strutturato' fra Chiesa e Stato in Irlanda, ha affermato: "Alcuni potrebbero chiedersi se la Chiesa sia autorizzata a dare un contributo al governo di una nazione. In una società democratica e pluralista non dovrebbero la fede e la religione essere limitate alla sfera privata?".

  "La Chiesa, nel diffondere la verità rivelata" - ha ribadito il Pontefice - "è al servizio di tutti i membri della società e, nel chiarificare i fondamenti della moralità e dell'etica, purifica la ragione, garantisce che la società sia disponibile ad accogliere le verità ultime e ad attingere dalla saggezza. Lungi dal minacciare la tolleranza delle differenze e della pluralità culturale, o dall'usurpare il ruolo dello Stato, tale contributo illumina la stessa verità che rende possibile il consenso e mantiene il pubblico dibattito razionale, onesto e responsabile".

  "Quando si ignora la verità, il relativismo prende il suo posto: invece di essere governate dai principi, le scelte politiche sono sempre più determinate dalla pubblica opinione, i valori sono oscurati dalle procedure e dagli obiettivi, ed anzi le stesse categorie di bene e male, di giusto ed errato, cedono il passo al calcolo pragmatico del vantaggio e dello svantaggio".

  Benedetto XVI ha elogiato i risultati del Processo di Pace in Irlanda del Nord, che sono stati possibili grazie "al vasto appoggio internazionale, alla determinazione politica di risolvere la questione da parte del Governo irlandese e del Governo Britannico, ed alla disponibilità degli individui e delle comunità ad abbracciare la sublime capacità umana del perdono". Il Papa ha espresso l'auspicio che tale processo "ispiri i responsabili politici e religiosi in altre tormentate aree del mondo ad ammettere che soltanto con il perdono, la riconciliazione e il rispetto reciproco si può costruire una pace duratura".

  In merito all'interesse dell'Irlanda per la salvaguardia dell'ambiente, il Santo Padre ha sottolineato che: "La promozione dello sviluppo sostenibile e la speciale attenzione ai cambiamenti climatici sono questioni di grande importanza per l'intera famiglia umana, e nessuna nazione o settore economico deve ignorarle", ma mentre "la maestà della mano di Dio nella creazione si riconosce con facilità, il pieno riconoscimento della gloria e dello splendore con le quali Egli ha incoronato l'uomo, alle volte è meno prontamente compresa".

  "Ne consegue una sorta di moralità scissa" - ha detto il Papa - "I grandi e fondamentali temi morali della pace, della non-violenza, della giustizia, del rispetto per il creato, in sé stessi non conferiscono dignità all'uomo. La primaria dimensione della moralità sorge dall'innata dignità della vita umana - dal momento del concepimento fino alla morte naturale - una dignità conferita da Dio stesso".

  "Quanto inquietante è il fatto che non infrequentemente gli stessi gruppi sociali e politici che, ammirevolmente, rivendicano il rispetto della creazione divina, prestino scarsa attenzione alla meraviglia della vita nel seno materno" - ha sottolineato il Pontefice auspicando nel contempo che: "In particolare fra i giovani, l'emergere dell'interesse per l'ambiente approfondisca la loro comprensione dell'ordine proprio e della magnificenza della creazione di Dio nella quale, l'uomo e la donna, sono al centro e al culmine".
CD/CREDENZIALI/IRLANDA:FAHEY                               VIS 20070917 (670)


venerdì 14 settembre 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2007 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

     - Sua Beatitudine il Cardinale  Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano).

    - Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi).

    - Il Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore.
AP/.../...                                         VIS 20070914 (70)


PRESIDENTE DEL SUDAN RICEVUTO IN UDIENZA DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella tarda mattinata di oggi, il Comunicato che segue:

  "Stamani, il Presidente della Repubblica del Sudan, Sua Eccellenza Omar Hassan Ahmed El-Bashir, è stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre Benedetto XVI, nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Successivamente si è incontrato con Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati e fino allo scorso anno Nunzio Apostolico a Khartoum".

  "Al centro dei colloqui è stata la situazione politica e religiosa del Paese, con particolare riferimento all'Accordo di Pace (Comprehensive Peace Agreement) e alla situazione nel Darfur. A questo riguardo, è stata commentata molto positivamente la convocazione dei nuovi negoziati di pace per il Darfur il 27 ottobre p.v. in Libia, la cui riuscita è nei vivi auspici della Santa Sede, affinché si possa porre fine alle sofferenze e all'insicurezza di quelle popolazioni, assicurando loro l'assistenza umanitaria a cui hanno diritto, e si avviino progetti di sviluppo. Non è mancato un accenno all'aspetto regionale della crisi".

  "Sono stati affrontati altri temi di interesse comune, come la difesa della vita e della famiglia, il rispetto e la promozione dei diritti umani, come quello fondamentale della libertà religiosa, l'importanza del dialogo interreligioso e della collaborazione tra i credenti di tutte le religioni, in particolare cristiani e musulmani, per la promozione della pace e del bene comune. In questo contesto, si è ribadito il ruolo e il contributo positivo della Chiesa cattolica e delle sue istituzioni nella vita della società sudanese, specialmente nel campo educativo".
OP/UDIENZA PRESIDENTE SUDAN/...                                VIS 20070914 (270)


CONGREGAZIONE DOTTRINA FEDE E ALIMENTAZIONE ARTIFICIALE


CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2007 (VIS). Questa mattina sono state rese pubbliche le risposte della Congregazione per la Dottrina della Fede ai quesiti della Conferenza Episcopale Statunitense circa l'alimentazione e l'idratazione artificiali. Le Risposte, decise nella Sessione Ordinaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono state approvate dal Santo Padre Benedetto XVI nel corso dell'Udienza concessa al Cardinale William J. Levada, Prefetto del Dicastero. Il testo è stato pubblicato nell'originale in lingua latina, in inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, polacco e portoghese.

  "Primo quesito: È moralmente obbligatoria la somministrazione di cibo e acqua (per vie naturali oppure artificiali) al paziente in "stato vegetativo", a meno che questi alimenti non possano essere assimilati dal corpo del paziente oppure non gli possano essere somministrati senza causare un rilevante disagio fisico?"

  "Risposta: Sì. La somministrazione di cibo e acqua, anche per vie artificiali, è in linea di principio un mezzo ordinario e proporzionato di conservazione della vita. Essa è quindi obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che consiste nel procurare l'idratazione e il nutrimento del paziente. In tal modo si evitano le sofferenze e la morte dovute all'inanizione e alla disidratazione".

  "Secondo quesito: Se il nutrimento e l'idratazione vengono forniti per vie artificiali a un paziente in "stato vegetativo permanente", possono essere interrotti quando medici competenti giudicano con certezza morale che il paziente non recupererà mai la coscienza?".

  "Risposta: No. Un paziente in "stato vegetativo permanente" è una persona, con la sua dignità umana fondamentale, alla quale sono perciò dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali".

  "In una nota di commento alle Risposte si precisa che: "Nell'affermare che la somministrazione di cibo e acqua è moralmente obbligatoria in linea di principio, la Congregazione  per la Dottrina della Fede non esclude che in qualche regione molto isolata o di estrema povertà l'alimentazione e l'idratazione artificiali possano non essere fisicamente possibili, e allora 'ad impossibilia nemo tenetur', sussistendo però l'obbligo di offrire le cure minimali disponibili e di procurarsi, se possibile, i mezzi necessari per un adeguato sostegno vitale. Non si esclude neppure che, per complicazioni sopraggiunte, il paziente possa non riuscire ad assimilare il cibo e i liquidi, diventando così del tutto inutile la loro somministrazione. Infine, non si scarta assolutamente la possibilità che in qualche raro caso l'alimentazione e l'idratazione artificiali possano comportare per il paziente un'eccessiva gravosità o un rilevante disagio fisico legato, per esempio, a complicanze nell'uso di ausili strumentali".

  "Questi casi eccezionali" - si legge ancora nella nota - "nulla tolgono però al criterio etico generale, secondo il quale la somministrazione di acqua e cibo, anche quando avvenisse per vie artificiali, rappresenta sempre un 'mezzo naturale' di conservazione della vita e non un 'trattamento terapeutico'. Il suo uso sarà quindi da considerarsi 'ordinario' e 'proporzionato', anche quando lo 'stato vegetativo' si prolunghi".
CDF/ALIMENTAZIONE ARTIFICIALE/VESCOVI USA/...        VIS 20070914 (500)


giovedì 13 settembre 2007

FAMIGLIE SOLIDE SI EDIFICANO SULLA BASE DI MATRIMONI SOLIDI


CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo il Signor Jozef Dravecky, nuovo Ambasciatore della Slovacchia in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

 Nel suo discorso il Papa ha ricordato l'imminente quindicesimo anniversario dell'instaurazione delle relazioni diplomatiche fra Slovacchia e Santa Sede ed ha ringraziato l'Ambasciatore per l' impegno del suo Governo nella ratifica di due dei quattro articoli dell'Accordo Fondamentale, firmato nel 2000, relativi "all'obiezione di coscienza e al finanziamento delle attività della Chiesa". I due articoli già ratificati si riferiscono alla cura spirituale dei cattolici nelle forze armate e all'educazione cattolica".

  In merito all'educazione, Papa Benedetto XVI ha affermato: "E' importante  che gli Stati continuino a garantire alla Chiesa la libertà di istituire e dirigere scuole cattoliche, offrendo ai genitori l'opportunità di scegliere strumenti educativi che promuovano la formazione cristiana dei loro figli. (...) Un'educazione solida che alimenti tutte le dimensioni della persona umana, compresa la dimensione religiosa e spirituale, è nell'interesse della Chiesa e dello Stato. In tal modo, i giovani possono prepararsi ad assumere i doveri civili nel raggiungimento dell'età adulta".

  "La famiglia" - ha continuato il Pontefice - "è il nucleo nel quale una persona apprende l'amore umano e dove coltiva le virtù della responsabilità, della generosità e della sollecitudine fraterna. Le famiglie solide si edificano sulla base di matrimoni solidi. Le società solide devono fare tutto il possibile per promuovere politiche economiche e sociali che aiutino le giovani coppie e che rispondano al loro desiderio di creare una famiglia".

  Il Santo Padre ha sottolineato che: "Lo Stato, lungi dal rimanere indifferente al matrimonio, deve riconoscere, rispettare e sostenere tale venerabile istituzione, la stabile unione fra uomo e donna che desiderano assumersi un impegno di amore e di fedeltà per tutta la vita".

  "Il ricco patrimonio culturale e spirituale della Slovacchia ha un grande potenziale per dare nuova vita all'anima del continente europeo" - ha rimarcato il Pontefice. Menzionando il diritto alla vita, la libertà religiosa e la libertà di realizzare un servizio caritativo al prossimo, il Papa ha affermato che "tali valori sono imprescindibili per edificare una Unione Europea pacifica e giusta".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso esprimendo la convinzione che: "Le celebrazioni in occasione del 1150° anniversario dei Santi Cirillo e Metodio rinnoveranno la volontà della Slovacchia nella testimonianza di questi valori senza tempo. In tal modo essa ispirerà altri Stati dell'Unione Europea ad adoperarsi a favore dell'unità riconoscendo nel medesimo tempo la diversità, a rispettare la sovranità nazionale impegnandosi in attività congiunte, a perseguire il progresso economico promuovendo la giustizia sociale".
CD/CREDENZIALI/SLOVACCHIA:DRAVECKY               VIS 20070913 (450)


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