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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 6 giugno 2006

EDUCARE GIOVANI ALLA FEDE COMPITO FONDAMENTALE


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI ha aperto i lavori del Convegno Ecclesiale Diocesano, in corso dal 5 all'8 giugno, sul tema: "La gioia della fede e l'educazione delle nuove generazioni".

Nelle sue riflessioni il Papa ha ribadito che: "Educare le nuove generazioni alla fede è un compito grande e fondamentale che coinvolge l'intera comunità cristiana", e benché ciò sia diventato "particolarmente difficile", proprio per questo è "ancora più importante e quanto mai urgente".
"La certezza e questa gioia di essere amati da Dio deve essere resa in qualche modo palpabile e concreta per ciascuno di noi, e soprattutto per le giovani generazioni che stanno entrando nel mondo della fede".

Il Santo Padre ha sottolineato che "È indispensabile (...) che le nuove generazioni possano fare esperienza della Chiesa come di una compagnia di amici davvero affidabile, vicina in tutti i momenti e le circostanze della vita, (...) una compagnia che non ci abbandonerà mai nemmeno nella morte, perché porta in sé la promessa dell'eternità".

"Specialmente gli adolescenti e i giovani" - ha proseguito il Pontefice - "hanno bisogno di essere liberati dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga troppi ostacoli alla gioia dell'amore, in particolare impedisca di gustare pienamente quella felicità che l'uomo e la donna trovano nel loro reciproco amore. Al contrario, la fede e l'etica cristiana non vogliono soffocare ma rendere sano, forte e davvero libero l'amore: proprio questo è il senso dei dieci Comandamenti, che non sono una serie di 'no', ma un grande 'sì' all'amore e alla vita. L'amore umano infatti ha bisogno di essere purificato, di maturare e anche di andare al di là di se stesso, per poter diventare pienamente umano, per essere principio di una gioia vera e duratura, per rispondere quindi a quella domanda di eternità che porta dentro di sé e alla quale non può rinunciare senza tradire se stesso. È questo il motivo sostanziale per il quale l'amore tra l'uomo e la donna si realizza pienamente solo nel matrimonio".

Benedetto XVI ha sottolineato ancora che "la questione della verità (...) deve anzi occupare uno spazio centrale. (...) Nella fede accogliamo infatti il dono che Dio fa di se stesso rivelandosi a noi, creature fatte a sua immagine; accogliamo e accettiamo quella Verità che la nostra mente non può comprendere fino in fondo e non può possedere, ma che proprio per questo dilata l'orizzonte della nostra conoscenza e ci permette di giungere al Mistero in cui siamo immersi e di ritrovare in Dio il senso definitivo della nostra esistenza".

Un'altra dimensione della fede, ha continuato il Papa è "quella di affidarsi ad una persona: non ad una persona qualsiasi ma a Gesù Cristo, e al Padre che lo ha inviato. (...) Egli riempie il nostro cuore, lo dilata e lo colma di gioia, spinge la nostra intelligenza verso orizzonti inesplorati, offre alla nostra libertà il suo decisivo punto di riferimento, risollevandola dalle angustie dell'egoismo e rendendola capace di amore autentico".

Riferendosi successivamente ai progressi della scienza, il Papa ha affermato che essi: "non di rado vengono presentati come contrapposti alle affermazioni della fede, provocando confusione e rendendo più difficile l'accoglienza della verità cristiana. (...) Perciò il dialogo tra fede e ragione, se condotto con sincerità e rigore, offre la possibilità di percepire, in modo più efficace e convincente, la ragionevolezza della fede in Dio - non in un Dio qualsiasi ma in quel Dio che si è rivelato in Gesù Cristo - e altresì di mostrare che nello stesso Gesù Cristo si trova il compimento di ogni autentica aspirazione umana".

Sottolineando che, oltre all'esperienza della fede "esiste però uno spazio privilegiato nel quale questo incontro si realizza nella maniera più diretta", uno spazio che è "la preghiera", il Papa ha lanciato un appello dicendo: "Chiedo a tutta l'amata Chiesa di Roma, in particolare alle anime consacrate, specialmente dei Monasteri di clausura, di essere assidui nella preghiera, spiritualmente uniti a Maria nostra Madre, di adorare Cristo vivo nell'Eucaristia, di innamorarvi sempre più di Lui, che è il nostro fratello e amico vero, lo sposo della Chiesa, il Dio fedele e misericordioso che ci ha amati per primo. Così voi giovani sarete pronti e disponibili ad accogliere la sua chiamata, se Egli vi vorrà totalmente per sé, nel sacerdozio o nella vita consacrata".

"Nella misura in cui ci nutriamo di Cristo e siamo innamorati di Lui" - ha concluso il Pontefice - "avvertiamo anche dentro di noi lo stimolo a portare altri verso di Lui: la gioia della fede infatti non possiamo tenerla per noi, dobbiamo trasmetterla. Questo bisogno diventa ancora più forte e urgente in presenza di quella strana dimenticanza di Dio che esiste oggi in vaste parti del mondo, e in certa misura anche qui a Roma".
AC/FEDE:GIOVANI/... VIS 20060606 (820)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Vescovi Ausiliari della Diocesi di Brooklyn (superficie: 466; popolazione: 4.698.009; cattolici: 1.832.235; sacerdoti: 771; religiosi: 1.452; diaconi permanenti: 152), New York, Stati Uniti d'America:

- Il Monsignore Octavio Cisneros. Il Vescovo eletto, nato a La Habana (Cuba), nel 1945 ed ordinato sacerdote nel 1971, è stato finora Rettore della "Cathedral Seminary Residence of the Immaculate Conception a Douglaston e Segretario per la Formazione Sacerdotale.

- Il Monsignore Guy Sansaricq. Il Vescovo eletto, nato a Jérémie (Haiti) nel 1934, ed ordinato sacerdote nel 1960, è stato finora Parroco della Parrocchia "Saint Jerome" della medesima Diocesi e Direttore Nazionale dell'Apostolato Haitiano.

- Il Monsignore Frank J. Caggiano. Il Vescovo eletto, nato nel 1959 a Brooklyn (Stati Uniti d'America), ed ordinato sacerdote nel 1987, è stato finora Vicario per l'Evangelizzazione e la Vita Pastorale della medesima Diocesi.
NEA/.../CISNEROS:SANSARICQ:CAGGIANO VIS 060606 (150)

DOCUMENTO FAMIGLIA E PROCREAZIONE UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Il Pontificio Consiglio per la Famiglia, fondato 25 anni fa da Giovanni Paolo II, con il Motu Proprio "Familia a Deo instituta", e presieduto dal Cardinale Alfonso López Trujillo, ha pubblicato oggi un Documento intitolato: "Famiglia e procreazione umana".

Il testo, come si legge in una nota esplicativa del Padre Abelardo Casado Lobato, O.P., Consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia, "è destinato ad essere oggetto di studio sia nell'aspetto dottrinale che nella sua applicazione pastorale". L'Introduzione del Documento espone "il rapporto fra i due poli del medesimo tema: famiglia e procreazione".

L'argomento è sviluppato in quattro capitoli che ricordano: "Che la famiglia è l'unico luogo appropriato alla procreazione", e che "La procreazione integrale in seno alla famiglia, include tutti i suoi aspetti sociali, giuridici, politici, economici e culturali". Un quinto capitolo espone "due prospettive complementari, la teologale in quanto la famiglia umana è immagine della trinità e la pastorale perché la famiglia è alla base della chiesa ed è essa stessa sede della evangelizzazione".

"Nel presente Documento" - precisa la nota - "si fa riferimento soprattutto al Concilio Vaticano II, al Magistero di Papa Giovanni Paolo II che ha dedicato grande attenzione alla famiglia, al Catechismo della Chiesa cattolica ed al recente "Compendio della dottrina sociale della Chiesa". Tutto ciò indica che il Documento intende proporre una lettura dottrinale del problema ed aprire le porte alla ricerca futura sulle questioni attualmente oggetto di dibattito".

L'Introduzione ripropone quanto affermato da Giovanni Paolo II alla III Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano (Puebla, Messico, 1979), "la Chiesa ha il diritto e il dovere di proclamare la Verità sull'uomo e parimenti cerca la verità tutta intera. L'uomo non è solo un 'animale razionale' è anche un essere familiare. La famiglia è connaturale all'uomo ed è stata istituita da Dio. Però oggi l'uomo è diventato un enigma per se stesso e vive la crisi più acuta di tutta la storia nella sua dimensione familiare: la famiglia è oggetto di attacchi come mai prima nel passato; i nuovi modelli di unione la distruggono; le tecniche di procreazione estromettono totalmente l'amore umano; le politiche di controllo della natalità conducono all'attuale 'inverno demografico' (...) Percorrendo tali strade (...) noi giungiamo ad un mondo 'postumano'. L'uomo deve essere salvato".

La comprensione della procreazione umana, si legge ancora nel testo, può essere analizzata sotto diverse prospettive: "storica", che riafferma il valore attribuito alla discendenza, "antropologica", "religiosa" che situa l'uomo di fronte a Dio Creatore che infonde l'anima in ogni individuo e conta sulla collaborazione dell'uomo per raggiungere la pienezza dell'essere umano".

"La procreazione che è il mezzo di trasmissione della vita mediante l'unione amorosa dell'uomo e della donna" - sottolinea il Documento - "deve essere umana". Cioè "frutto degli atti dell'uomo" e "inoltre frutto dell'atto umano, libero, razionale, responsabile della trasmissione della vita (...). L'atto unitivo dell'uomo e della donna non può essere separato dalla sua dimensione connaturale, che è la procreazione, e rende possibile la paternità e la maternità responsabile. La morale coniugale poggia unicamente su questa base".

"I documenti dottrinali della Chiesa, come l'Enciclica "Humanae vitae" e l'Esortazione Apostolica "Familiaris consortio" trattano della dignità fondamentale della persona umana e della sua dimensione etica. La condanna radicale dell'aborto e il rifiuto di separare le due dimensioni, la unitiva e la procreativa, come la riduzione della sessualità alla mera funzione fruitiva, hanno il loro fondamento nell'essere personale e nella sua dignità".

"La soluzione di tutto ciò risiede nella comprensione integrale dell'uomo. Senza una metantropolgia dell'essere, della sostanza, dello spirito, non vi è comprensione totale dell'umano, perché i concetti di persona e di essere sono svuotati di contenuto. Morale e religione, valori fondamentali e decisivi, si riducono ad "assunto privato". Pertanto è urgente ritornare alla metafisica per riscoprire il senso dell'umano nell'uomo".

"L'uomo è un essere familiare e per questo è un essere sociale, politico, economico, culturale, giuridico e religioso. La famiglia che tocca tutti questi aspetti essenziali, ha bisogno di servizi, aiuto, protezione e costante promozione. Il Documento indica come devono svilupparsi questi elementi e ribadisce la dimensione giuridica del problema, ricordando che la Santa Sede, già nel 1983, ha pubblicato la prima "Carta dei diritti della Famiglia", coraggiosa difesa di questa istituzione.

"La dottrina relativa alla procreazione umana integrale (...) è confermata dalla teologia della creazione e dal mistero della salvezza rivelato in Gesù Cristo e diffuso nella nuova evangelizzazione. Il Creatore ha donato all'essere umano l'unità e il Redentore ha assunto la condizione familiare a Nazareth ed ha ricordato a tutti come la famiglia era dal principio nel piano divino: due in una sola carne".
CON-F/PROCREAZIONE:FAMIGLIA/LOBATO VIS 20060606 (810)

lunedì 5 giugno 2006

PRIMO MINISTRO BLAIR RICEVUTO DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo della dichiarazione del Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rilasciata a seguito dell'Incontro del Santo Padre Benedetto XVI con il Primo Ministro di Gran Bretagna, Signor Tony Blair:

"Nel corso del cordiale colloquio l'argomento principale è stato il ruolo della religione nella politica e nelle società. È stato evidenziato il contributo che i valori comuni fra le religioni possono dare al dialogo, in particolare con l'Islam moderato, soprattutto nei temi della solidarietà e della pace".

"Si è parlato inoltre dell'Africa evidenziando l'esigenza che la comunità mondiale favorisca e sostenga con ogni mezzo la pacifica convivenza e lo sviluppo di quel Continente".

"Si è preso atto, infine, dei progressi decisivi del processo di pace in Irlanda del Nord".
OP/UDIENZA BLAIR/NAVARRO-VALLS VIS 20060605 (140)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India).

- Il Vescovo Nikolaus Messmer, S.I., Amministratore Apostolico del Kyrgyzstan.

- Il Vescovo Athanasius Schneider, O.R.C., Ausiliare di Karaganda (Kazakhstan).
AP/.../... VIS 20060605 (60)

PIÙ DI 400.000 PERSONE INCONTRO MOVIMENTI ECCLESIALI


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Alle 17:30 di oggi pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato più di 400.000 rappresentanti dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità.

Prima dell'inizio della Veglia di Pentecoste, il Papa ha percorso in autovettura panoramica scoperta Piazza San Pietro e l'adiacente Via della Conciliazione, salutando e benedicendo i presenti.

Dopo l'indirizzo di omaggio al Santo Padre del Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, Arcivescovo Stanislaw Rylko, e la lettura di un Messaggio della Fondatrice dell'Opera di Maria (Movimento dei Focolari), Chiara Lubich, ha avuto luogo il Canto dei Vespri della Veglia di Pentecoste.

Alla lettura di ognuno dei tre Salmi sono seguite le riflessioni di Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio, di Kiko Argüello, Fondatore del Cammino Neo-Catecumenale e di Monsignor Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione d Liberazione.

Il Santo Padre ha quindi pronunciato l'omelia ricordando che Giovanni Paolo II convocò il primo Incontro analogo nel maggio 1998 e, definendolo "Grande evangelizzatore della nostra epoca", ha affermato che il defunto Pontefice, definì "provvidenziali" le Associazioni e le Comunità ecclesiali.

"La Pentecoste" - ha proseguito Benedetto XVI - "non è solo l'origine della Chiesa e perciò, in modo speciale, la sua festa; la Pentecoste è anche una festa della creazione. Il mondo non esiste da sé; proviene dallo Spirito creativo di Dio, dalla Parola creativa di Dio. (...) Proprio chi, come cristiano, crede nello Spirito Creatore, prende coscienza del fatto che non possiamo usare ed abusare del mondo e della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; che dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino dell'uomo".

"Egli ci viene incontro attraverso la creazione. Tuttavia, la creazione buona di Dio, nel corso della storia degli uomini, è stata ricoperta con uno strato massiccio di sporco che rende, se non impossibile, comunque difficile riconoscere in essa il riflesso del Creatore".

Ribadendo che "Vita e libertà - sono le cose a cui tutti noi aneliamo", Benedetto XVI ha affermato: "La vita la si trova soltanto donandola; non la si trova volendo impossessarsene. È questo che dobbiamo imparare da Cristo; e questo ci insegna lo Spirito Santo, che è puro dono, che è il donarsi di Dio".

Il Papa ha sottolineato che: "I Movimenti ecclesiali vogliono e devono essere scuole di libertà, di questa libertà vera. (...) In questo mondo, così pieno di libertà fittizie che distruggono l'ambiente e l'uomo, vogliamo, con la forza dello Spirito Santo, imparare insieme la libertà vera; costruire scuole di libertà; dimostrare agli altri con la vita che siamo liberi e quanto è bello essere veramente liberi nella vera libertà dei figli di Dio".

"Lo Spirito Santo, dando vita e libertà, dona anche unità. Sono tre doni, questi, inseparabili tra di loro. (...) Lo Spirito nei suoi doni è multiforme - lo vediamo. Se guardiamo la storia, se guardiamo questa assemblea qui in Piazza San Pietro - allora ci accorgiamo come Egli susciti sempre nuovi doni; vediamo quanto diversi siano gli organi che Egli crea, e come, sempre di nuovo, Egli operi corporalmente".

"Ma in Lui" - ha aggiunto il Pontefice - "molteplicità e unità vanno insieme. Egli soffia dove vuole. Lo fa in modo inaspettato, in luoghi inaspettati e in forme prima non immaginate. (...) Ed è anche proprio qui che la multiformità e l'unità sono inseparabili tra di loro. Egli vuole la vostra multiformità, e vi vuole per l'unico corpo, nell'unione con gli ordini durevoli - le giunture - della Chiesa, con i successori degli apostoli e con il successore di San Pietro".

Il Santo Padre ha esortato i presenti dicendo loro: "Prendete parte all'edificazione dell'unico corpo! I pastori staranno attenti a non spegnere lo Spirito e voi non cesserete di portare i vostri doni alla comunità intera".

"Lo Spirito Santo vuole l'unità, vuole la totalità. Perciò la sua presenza si dimostra soprattutto anche nello slancio missionario. Chi ha incontrato qualcosa di vero, di bello e di buono nella propria vita - l'unico vero tesoro, la perla preziosa! -, corre a condividerlo ovunque, in famiglia e nel lavoro, in tutti gli ambiti della propria esistenza".

"Cari amici" - ha concluso il Pontefice - "vi chiedo di essere, ancora di più, molto di più, collaboratori nel ministero apostolico universale del Papa, aprendo le porte a Cristo. Questo è il miglior servizio della Chiesa agli uomini e in modo tutto particolare ai poveri, affinché la vita della persona, un ordine più giusto nella società e la convivenza pacifica tra le nazioni trovino in Cristo la 'pietra angolare' su cui costruire l'autentica civiltà, la civiltà dell'amore".

A conclusione dell'omelia, ha avuto luogo la memoria del Sacramento della Confermazione caratterizzata dal rito del fuoco, dall'invocazione allo Spirito Santo e dalla professione di fede.

Dopo il canto del Magnificat, due rappresentanti dei Movimenti Ecclesiali: Luis Fernando Figari, Fondatore del Movimento di Vita Cristiana e Patti Gallagher Mansfield, del Rinnovamento Carismatico Cattolico, hanno ringraziato il Papa.
HML/INCONTRO MOVIMENTI ECCLESIALI/... VIS 20060605 (850)

DICHIARAZIONE RELATIVA SANTA SEDE ED IRAN


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato nella tarda mattinata di oggi, la dichiarazione che di seguito riportiamo:

"Alcuni giornalisti hanno chiesto di conoscere come la Santa Sede veda i recenti sviluppi delle trattative internazionali sul programma nucleare iraniano".

"Assunte le dovute informazioni, questa Sala Stampa è in grado di comunicare che la Santa Sede appoggia, come sempre, ogni iniziativa rivolta ad un dialogo aperto e costruttivo. Essa è fermamente persuasa che anche le presenti difficoltà possano e debbano essere superate per via diplomatica, impiegando tutti i mezzi di cui la stessa diplomazia dispone".

"Appare in particolare necessario che, attraverso contatti confidenziali si rimuovano quegli elementi che oggettivamente impediscono la fiducia reciproca, senza mai scartare alcun segno di buona volontà dato da una parte o dall'altra, ed avendo riguardo all'onore ed alla sensibilità di ogni Paese. Si potranno così compiere passi di reciproco avvicinamento".
OP/SANTA SEDE:IRAN/NAVARRO-VALLS VIS 20060605 (160)

SPIRITO SANTO RISTABILISCE PONTE COMUNICAZIONE TERRA CIELO


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2006 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, Solennità di Pentecoste, sul sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione dell'Eucaristia, concelebrata con alcuni Cardinali, alla quale hanno assistito decine di migliaia di persone, molte delle quali avevano partecipato, ieri, all'Incontro del Papa con i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità.

"Il giorno di Pentecoste" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "lo Spirito Santo scese con potenza sugli Apostoli; ebbe così inizio la missione della Chiesa nel mondo. Gesù stesso aveva preparato gli Undici a questa missione apparendo loro più volte dopo la sua risurrezione. (...) Restare insieme fu la condizione posta da Gesù per accogliere il dono dello Spirito Santo; presupposto della loro concordia fu una prolungata preghiera".

"Troviamo in tal modo delineata una formidabile lezione per ogni comunità cristiana" - ha spiegato il Papa -. "Si pensa talora che l'efficacia missionaria dipenda principalmente da un'attenta programmazione e dalla successiva intelligente messa in opera mediante un impegno concreto. Certo, il Signore chiede la nostra collaborazione, ma prima di qualsiasi nostra risposta è necessaria la sua iniziativa: è il suo Spirito il vero protagonista della Chiesa. Le radici del nostro essere e del nostro agire stanno nel silenzio sapiente e provvido di Dio".

Successivamente Benedetto XVI ha commentato le immagini - il vento e il fuoco - con le quali San Luca descrive "l'irrompere dello Spirito Santo", e che ricordano "il Sinai, dove Dio si era rivelato al popolo di Israele e gli aveva concesso la sua alleanza e con le quali l'Evangelista rappresenta "la Pentecoste come un nuovo Sinai, come la 'festa del nuovo Patto', in cui l'Alleanza con Israele è estesa a tutti i popoli della Terra".

In ragione di ciò "La Chiesa è cattolica e missionaria fin dal suo nascere. L'universalità della salvezza viene significativamente evidenziata dall'elenco delle numerose etnie a cui appartengono coloro che ascoltano il primo annuncio degli Apostoli. Il Popolo di Dio (...) viene quest'oggi ampliato fino a non conoscere più alcuna frontiera né di razza, né di cultura, né di spazio né di tempo. A differenza di quanto era avvenuto con la torre di Babele, quando gli uomini, intenzionati a costruire con le loro mani una via verso il cielo, avevano finito per distruggere la loro stessa capacità di comprendersi reciprocamente, nella Pentecoste lo Spirito, con il dono delle lingue, mostra che la sua presenza unisce e trasforma la 'confusione' in 'comunione'. (...) Lo Spirito Santo (...) rende i cuori capaci di comprendere le lingue di tutti, perché ristabilisce il ponte dell'autentica comunicazione fra la Terra e il Cielo. Lo Spirito Santo è l'Amore".

Per conoscere il "mistero dello Spirito Santo" è necessario ricordare le parole pronunciate da Gesù nell'Ultima Cena, quando gli Apostoli vennero presi da un senso di smarrimento e di tristezza nell'ascoltare l'annuncio della sua morte e della sua dipartita.

Gesù "Per confortarli spiega il significato del suo distacco: se ne andrà, ma tornerà; nel frattempo non li abbandonerà, non li lascerà orfani. Manderà il Consolatore, lo Spirito del Padre, e sarà lo Spirito a far conoscere che l'opera di Cristo è opera di amore: amore di Lui che si è offerto, amore del Padre che lo ha dato".

"Questo è il mistero della Pentecoste: lo Spirito Santo illumina lo spirito umano e, rivelando Cristo crocifisso e risorto, indica la via per diventare più simili a Lui, essere cioè 'espressione e strumento dell'amore che da Lui promana'"

Al termine della Celebrazione Eucaristica, Benedetto XVI ha recitato il "Regina Coeli" con i presenti esortandoli a riflettere sulla Pentecoste che "ci invita a tornare alle origini della Chiesa" ed ha citato la Costituzione Apostolica "Lumen Gentium" nella quale è scritto che lo Spirito "guida la Chiesa verso la verità tutta intera, la unifica nella comunione e nel servizio, la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti".

"Tra le realtà suscitate dallo Spirito nella Chiesa" - ha sottolineato il Papa - "vi sono i Movimenti e le Comunità ecclesiali, che ieri ho avuto la gioia di incontrare in questa Piazza, in un grande raduno mondiale. Tutta la Chiesa, come amava dire il Papa Giovanni Paolo II, è un unico grande movimento animato dallo Spirito Santo, un fiume che attraversa la storia per irrigarla con la grazia di Dio e renderla feconda di vita, di bontà, di bellezza, di giustizia, di pace".
HML/PENTECOSTE/... VIS 20060605 (750)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Pius Mlungisi Dlungwane, finora Ausiliare della Diocesi di Marianhill, Vescovo della medesima Diocesi (superficie: 12.612; popolazione: 1.567.000; cattolici: 308.400; sacerdoti: 63; religiosi: 328), Sud Africa.

- Il Monsignore Mosè Marcia, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cagliari (superficie: 4.041; popolazione: 563.061; cattolici: 562.857; sacerdoti: 349; religiosi: 1.139; diaconi permanenti: 30), Italia. Il Vescovo eletto, finora Economo della medesima Arcidiocesi e Padre Spirituale al Seminario Regionale Sardo, è nato a S. Sperate (Cagliari) nel 1943 ed è stato ordinato presbitero nel 1973.

- Il Dottor Domenico Giani, Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile dello Stato della Città del Vaticano e Ispettore Generale del Corpo della Gendarmeria, finora Vice Ispettore Vicario del medesimo Corpo.
NER:NEA:NA/.../DLUNGWANE:MARCIA:GIANI VIS 20060605 (140)

venerdì 2 giugno 2006

ACCADEMIA ECCLESIASTICA: PALESTRA AUTENTICA FORMAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l'Arcivescovo Justo Mullor García, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica, con gli alunni e gli ex-alunni della medesima.

Rivolgendosi agli alunni, provenienti da venti nazioni di quattro continenti, il Santo Padre ha detto: "Per un'adeguata preparazione alla missione che vi attende, voi siete chiamati anzitutto ad essere una comunità di preghiera, nella quale il rapporto con Dio sia costante, fedele, intenso e divenga per ognuno la linfa animatrice dell'intera esistenza. L'Eucaristia che celebrate quotidianamente sia il centro vitale, la sorgente e la radice di ogni vostra attività in questi anni e in futuro, quando svolgerete il ministero sacerdotale al servizio della Santa Sede nei vari Paesi. (...) Soltanto se sarete fedeli alla vostra vocazione potrete rendere un valido servizio alla Sede Apostolica".

"Oltre che scuola di preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "la vostra Accademia vuole continuare ad essere una palestra di autentica formazione umana e teologica. (...) Oggi più che mai è indispensabile una solida cultura, che preveda, accanto alla necessaria formazione teologica, un approfondimento della dottrina perenne della Chiesa e delle linee direttrici dell'attività della Santa Sede a livello ecclesiale ed internazionale".

Ricordando che l'Accademia conta tre secoli di storia, Benedetto XVI ha sottolineato che: "La possibilità di risiedere a Roma (...) e il fatto che voi proveniate da vari continenti costituiscono una preziosa opportunità per alimentare lo spirito di unità e di comunione. (...) Aprite, pertanto, sempre più gli orizzonti della vostra mente e del vostro cuore all'universalità della Chiesa, sì da superare ogni tentazione di particolarismi ed individualismi".

Il Papa ha concluso il suo discorso esortando i futuri Nunzi Apostolici con queste parole. "Nel vostro itinerario formativo non manchi, infine, una filiale e genuina devozione alla Vergine Maria. Sia Lei ad aiutarvi a crescere nell'amore per Cristo e per la Chiesa e a tendere sempre alla santità, suprema ed irrinunciabile aspirazione della nostra esistenza cristiana e sacerdotale".
AC/PONTIFICIA ACCADEMIA ECCLESIASTICA/MULLOR VIS 20060602 (340)

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE: CARITÀ ANIMA MISSIONE


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). "La carità, anima della missione" è il tema del Messaggio del Santo Padre per la LXXX Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il 22 ottobre prossimo.

Nel Messaggio, datato 29 aprile, il Papa scrive: "Ogni comunità cristiana è chiamata (...) a far conoscere Dio che è Amore" e sottolinea che "l'uomo uscì dalle mani del Creatore come frutto di un'iniziativa d'amore" ed anche se "il peccato offuscò poi in lui l'impronta divina", Dio Padre inviò Suo Figlio unigenito per salvare "ogni umana creatura dalla schiavitù del male e della morte".

"Grazie a Cristo, buon Pastore che non abbandona la pecorella smarrita, è data la possibilità agli uomini di ogni tempo di entrare nella comunione con Dio. (...) Segno sorprendente di questo amore è la Croce".

Benedetto XVI segnala che "per amare secondo Dio occorre vivere in Lui e di Lui: è Dio la prima 'casa' dell'uomo e solo chi in Lui dimora arde di un fuoco di divina carità in grado di 'incendiare' il mondo. Non è forse questa la missione della Chiesa in ogni tempo? Non è allora difficile comprendere che l'autentica sollecitudine missionaria, primario impegno della Comunità ecclesiale, è legata alla fedeltà all'amore divino, e questo vale per ogni singolo cristiano, per ogni comunità locale, per le Chiese particolari e per l'intero Popolo di Dio".

"Proprio dalla consapevolezza di questa comune missione prende vigore la generosa disponibilità dei discepoli di Cristo a realizzare opere di promozione umana e spirituale che testimoniano, come scriveva l'amato Giovanni Paolo II nell'Enciclica 'Redemptoris missio', 'l'anima di tutta l'attività missionaria".

Il Santo Padre sottolinea che "Essere missionari significa allora amare Dio con tutto se stessi sino a dare, se necessario, anche la vita per Lui. Quanti sacerdoti, religiosi, religiose e laici, pure in questi nostri tempi, Gli hanno reso la suprema testimonianza di amore con il martirio!".

"Essere missionari" - scrive ancora il Pontefice - "è chinarsi, come il buon Samaritano, sulle necessità di tutti, specialmente dei più poveri e bisognosi, perché chi ama con il cuore di Cristo non cerca il proprio interesse, ma unicamente la gloria del Padre e il bene del prossimo. Sta qui il segreto della fecondità apostolica dell'azione missionaria, che travalica le frontiere e le culture, raggiunge i popoli e si diffonde fino agli estremi confini del mondo".

Il Papa auspica che la Giornata Missionaria Mondiale "sia utile occasione per comprendere sempre meglio che la testimonianza dell'amore, anima della missione, concerne tutti. (...) Accanto a coloro che sono in prima linea sulle frontiere dell'evangelizzazione - e penso qui con riconoscenza ai missionari e alle missionarie - molti altri, bambini, giovani e adulti con la preghiera e la loro cooperazione in diversi modi contribuiscono alla diffusione del Regno di Dio sulla terra. L'auspicio è che questa compartecipazione cresca sempre più grazie all'apporto di tutti".
MESS/GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE/... VIS 20060602 (490)

MEDIA CEI: CONSERVARE FORME CRISTIANE TRADIZIONE ITALIANA


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto un gruppo di 1.200 dirigenti, giornalisti e tecnici del quotidiano "Avvenire", del Canale televisivo Sat2000, del Circuito radiofonico InBlu e dell'Agenzia Sir, con il Cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), alla quale sono collegati i suddetti mezzi di comunicazione.

"Cari amici" - ha detto il Papa - "voi svolgete una funzione davvero importante: anche mediante il vostro contributo, infatti, trova continuità l'impegno dei cattolici italiani per portare il Vangelo di Cristo nella vita della Nazione".

Successivamente Benedetto XVI ha ricordato la nascita del quotidiano "Avvenire" per volontà di Papa Paolo VI negli anni che seguirono il Concilio Vaticano II e l'ampliamento dei mezzi di comunicazione cattolica al campo dell'emittenza radiotelevisiva.

"Per cogliere il significato complessivo del lavoro a cui vi dedicate ogni giorno" - ha spiegato il Santo Padre - "può essere utile una breve riflessione sui rapporti tra fede e cultura" in Europa. "La cultura europea, come ben sapete, si è formata attraverso i secoli con il contributo del cristianesimo. A partire poi dall'Illuminismo la cultura dell'occidente si è andata allontanando dai suoi fondamenti cristiani con velocità crescente. Specialmente nel periodo più recente la dissoluzione della famiglie e del matrimonio, gli attentati alla vita umana ed alla sua dignità, la riduzione della fede ad esperienza soggettiva e la conseguente secolarizzazione della coscienza pubblica, ci mostrano con drammatica chiarezza le conseguenze di questo allontanamento".

"Esistono tuttavia in varie parti d'Europa" - ha proseguito il Pontefice - "esperienze e modalità di cultura cristiana che si affermano o che nuovamente emergono con slancio crescente. In particolare, la fede cattolica è ancora sostanzialmente presente nella vita del popolo italiano e i segni di una sua rinnovata vitalità sono visibili a tutti".

"Nel vostro lavoro di comunicatori che si ispirano al Vangelo è pertanto necessario un costante discernimento" - ha sottolineato il Santo Padre ricordando che i Pastori della Chiesa in Italia "sono solleciti nel conservare quelle forme cristiane che provengono dalla grande tradizione del popolo italiano e che plasmano la vita comunitaria, aggiornandole, purificandole laddove è necessario, ma soprattutto rafforzandole e incoraggiandole. È anche vostro compito sostenere e promuovere le nuove esperienze cristiane che stanno nascendo e aiutarle a maturare una sempre più chiara consapevolezza del proprio radicamento ecclesiale e del ruolo che possono svolgere nella società e nella cultura dell'Italia".

Benedetto XVI ha parlato dell'opera dei comunicatori come "di un lavoro da compiere non in maniera astratta o puramente intellettuale, ma essendo attenti ai mille risvolti della vita concreta di un popolo, ai suoi problemi, ai suoi bisogni e alle sue speranze".

"Non stancatevi" - ha concluso il Pontefice - "di costruire dei ponti di comprensione e comunicazione tra l'esperienza ecclesiale e l'opinione pubblica. Potrete così essere protagonisti di una comunicazione non evasiva ma amica al servizio dell'uomo di oggi".
AC/MEZZI COMUNICAZIONE CEI/RUINI VIS 20060602 (490)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Riportiamo di seguito i dati relativi ai Presuli deceduti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Gerardo de Andrade Ponte, emerito di Patos (Brasile), il 24 maggio, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Basil Filevich, emerito di Saskatoon degli Ucraini (Canada), il 20 aprile, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Raffaello Funghini, Presidente della Corte d'Appello dello Stato della Città del Vaticano, il 17 maggio, all'età di 77 anni.

- Il Vescovo Michael M. O'Shea, O.S.M., Vicario Apostolico di Ingwavuma (Sud Africa), il 30 maggio, all'età di 75 anni.

- Il Vescovo Oscar Serfilippi, O.F.M.Conv., emerito di Jesi (Italia), il 20 maggio, all'età di 76 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20060602 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../... VIS 20060602 (50)

giovedì 1 giugno 2006

FINE MESE MAGGIO: IL PAPA RINGRAZIA VERGINE SUA PROTEZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Ieri sera alle 20:00, centinaia di persone hanno partecipato alla tradizionale Processione dell'ultimo giorno del mese di maggio, nei Giardini Vaticani. La Processione, dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini, nei pressi dell'abside della Basilica Vaticana, alla Grotta della Beata Vergine di Lourdes, è stata guidata dall'Arcivescovo Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano.

Il Santo Padre Benedetto XVI è giunto alla Grotta della Beata Vergine di Lourdes alle ore 21:00 e prima di impartire la Benedizione Apostolica, ha pronunciato un breve discorso.

Il Papa ha ricordato che il mese di maggio è stato "caratterizzato quest'anno dall'accoglienza dell'effigie della Madonna di Fatima in Piazza San Pietro, nel 25° anniversario dell'attentato all'amato Giovanni Paolo II, e segnato anche dal viaggio apostolico che il Signore mi ha dato di compiere in Polonia, dove ho potuto visitare i luoghi cari al grande mio Predecessore".

"Nel Santuario di 'Jasna Góra' a Czestochowa" - ha proseguito il Pontefice - "dove ho compreso ancor più quanto la nostra celeste Avvocata accompagni il cammino dei suoi figli, e non lasci inascoltate le suppliche che a Lei vengono rivolte con umiltà e fiducia. Desidero ringraziarLa ancora una volta insieme a voi per avermi accompagnato durante la visita nella cara terra di Polonia. Voglio anche esprimere a Maria la mia gratitudine per il sostegno che mi offre nel quotidiano servizio alla Chiesa. So di poter contare sul suo aiuto in ogni situazione; anzi so che Lei previene con intuito materno ogni necessità dei suoi figli e interviene efficacemente per sostenerli".

Benedetto XVI ha sottolineato che nell'odierna festa della Visitazione che commemora la visita
della Vergine alla cugina Elisabetta, "il nascosto protagonista è Gesù. Maria lo porta nel suo seno come in un sacro tabernacolo. (...) Dove giunge Maria è presente Gesù".

"Mai la vera devozione mariana offusca o diminuisce la fede e l'amore per Gesù Cristo nostro Salvatore, unico mediatore tra Dio e gli uomini. Al contrario l'affidamento alla Madonna è una via privilegiata, sperimentata da tanti santi, per una più fedele sequela del Signore. A Lei, dunque, affidiamoci con filiale abbandono!".

Il Papa ha concluso il suo breve discorso raccomandando alla preghiera dei fedeli la Veglia di sabato prossimo in Piazza San Pietro "con i Movimenti e le nuove Comunità laicali, queste promettenti realtà che son10o fiorite nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II".
AC/ROSARIO:MESE MAGGIO/GIARDINI VATICANI VIS 20060601 (410)

INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA DEL PAPA MESE DI GIUGNO


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di giugno è la seguente: "Perché le famiglie cristiane accolgano con amore ogni bambino che viene all'esistenza, e circondino con affetto i malati e gli anziani che hanno bisogno di cure e di assistenza".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i Pastori e i fedeli cristiani considerino il dialogo interreligioso e l'opera di inculturazione del Vangelo come un quotidiano servizio da rendere alla causa dell'evangelizzazione dei Popoli".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/GIUGNO/… VIS 20060601 (100)

MUSEI VATICANI: TESTIMONIANZA IMMUTABILE BELLEZZA DIVINA


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i membri dell'Associazione "Patrons of the Arts" dei Musei Vaticani, giunti in pellegrinaggio a Roma per celebrare il quinto centenario della fondazione dei Musei Vaticani. I "Patrons of the Arts", associazione americana istituita nel 1983, contribuisce al finanziamento, al restauro e alla conservazione delle opere d'arte dei Musei Vaticani.

Il Papa ha ringraziato l'Associazione per il suo "continuo interesse", motivato non soltanto dalla difesa di un patrimonio culturale incomparabile, ma anche "da un generoso impegno nella missione evangelizzatrice della Chiesa".

"In tutte le epoche i cristiani hanno cercato di dare espressione alla loro visione della fede, della bellezza e dell'armonia della Creazione di Dio, la nobiltà della nostra vocazione di uomini e donne creati a sua immagine e somiglianza, e la promessa di un cosmo redento e trasfigurato dalla grazia di Cristo. I tesori artistici che ci circondano non sono soltanto meravigliosi monumenti di un lontano passato. Piuttosto per le centinaia di migliaia di visitatori che li contemplano anno dopo anno, essi rappresentano una perenne testimonianza della immutabile fede della Chiesa nel Dio Uno e Trino, il quale, nella memorabile frase di Sant'Agostino, è "La Bellezza sempre antica, sempre nuova".

"Cari amici, che il vostro sostegno ai Musei Vaticani porti abbondanti frutti spirituali nella vostra vita e faccia progredire la missione della Chiesa di portare tutti alla conoscenza e all'amore di Gesù Cristo; 'l'immagine del Dio invisibile' nel cui Eterno Spirito tutta la creazione è riconciliata, restaurata e rinnovata".
AC/MUSEI VATICANI/PATRONS ARTS VIS 20060601 (260)

DISPENSARE AL POPOLO CRISTIANO IL CIBO DELLA VERITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Terza Riunione dell'XI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, che, sotto la presidenza dell'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, sono impegnati a raccogliere ed ordinare le proposte emerse dall'ultimo Sinodo, sul tema: "L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa"., (ottobre 2005).

"L'odierno incontro" - ha detto Benedetto XVI - "è inoltre un'occasione propizia per porre ancora una volta in luce l'importanza della carità nell'attività dei Pastori della Chiesa. (...) Nutrire il gregge del Signore è pertanto ministero d'amore vigile, che esige totale dedizione fino all'esaurimento delle forze e, se necessario, al sacrificio della vita. È soprattutto l'Eucaristia la sorgente e il segreto dell'impulso permanente della nostra missione".

"In realtà, il Vescovo" - ha sottolineato il Santo Padre - "configura nella sua esistenza ecclesiale l'immagine di Cristo che ci nutre con la sua carne e il suo sangue. Dall'Eucaristia il Pastore trae vigore per esercitare quella particolare carità pastorale che consiste nel dispensare al popolo cristiano il cibo della verità".

"In particolare, non può essere taciuta la verità dell'Amore, perchè è l'essenza stessa di Dio. Predicarla sui tetti è non solo 'amoris officium', ma messaggio necessario per l'uomo di ogni tempo. La verità dell'amore evangelico interessa ogni uomo e tutto l'uomo, ed impegna il pastore a proclamarla senza timori e reticenza, mai cedendo ai condizionamenti del mondo".

Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando ai Vescovi che "in un tempo come il nostro, segnato dal crescente fenomeno della globalizzazione, si rende sempre più necessario far giungere con vigore e chiarezza a tutti la verità di Cristo e il suo Vangelo di salvezza. I campi nei quali proclamare e testimoniare con amore la verità sono innumerevoli: tanta gente ne è assetata e non può essere lasciata languire in cerca di cibo".
AC/SINODO VESCOVI/... VIS 20060601 (320)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Canonico Jérôme Beau, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.221.000; cattolici: 1.554.700; sacerdoti: 1.286; religiosi: 3.557; diaconi permanenti: 93), Francia. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1957 a Parigi (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.

- Il Monsignore Jean-Yves Nahmias, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.221.000; cattolici: 1.554.700; sacerdoti: 1.286; religiosi: 3.557; diaconi permanenti: 93), Francia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1957 a Saint-Mandé (Francia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

- Il Reverendo Bernard Unabali, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Bougainville (superficie: 11.230; popolazione: 185.000; cattolici: 148.900; sacerdoti: 26; religiosi: 63), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Diocesi, è nato nel 1957 a Bolioko (Papua Nuova Guinea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NEA/.../BEAU:NAHMIAS:UNABALI VIS 20060601 (160)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Alfred Clifton Hughes, di New Orleans (Stati Uniti d'America).

- L'Arcivescovo Antoine Hamid Mourany, emerito di Damasco dei Maroniti (Siria).

- Il Signor Daniel Pérez del Castillo, Ambasciatore dell'Uruguay, in visita di congedo.
AP/.../... VIS 20060601 (60)
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