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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 22 maggio 2006

CHIESA E STATO: COLLABORARE PER IL BENE INTEGRALE PERSONA


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Francisco Vázquez Vázquez, nuovo Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Il Papa ha iniziato il suo discorso al diplomatico affermando di avere della Spagna "un bellissimo ricordo, per la cordialità delle persone che ho incontrato e per l'abbondanza e il grande valore delle numerose opere d'arte ed espressioni culturali che arricchiscono il Paese".

"Ê un patrimonio invidiabile, che denota una storia molto interessante, profondamente improntata ai valori cristiani" e "che comprende opere nelle quali i creatori hanno plasmato i loro ideali e la propria fede. Se venissero ignorate perderebbero buona parte della loro attrattiva e del loro significato, però continuano ad essere, per così dire, 'pietre che parlano'".

Benedetto XVI ha poi ricordato che "i secolari rapporti diplomatici fra la Spagna e la Santa Sede (...) riflettono il costante vincolo del popolo spagnolo con la fede cattolica. La grande vitalità che la Chiesa ha avuto ed ha nel suo Paese è come un invito speciale a rafforzare tali rapporti e a promuovere la stretta collaborazione fra la Chiesa e le istituzioni pubbliche, in modo rispettoso e leale, secondo le rispettive competenze e la propria autonomia, con il fine di conseguire il bene integrale delle persone che, essendo cittadini della sua patria, sono anche in grande misura figli diletti della Chiesa".

"In effetti (...) la Chiesa stimola i credenti affinché amino la giustizia e partecipino onestamente alla vita pubblica e professionale con senso di rispetto e di solidarietà, per 'promuovere organicamente e istituzionalmente il bene comune'. La Chiesa è anche impegnata nella promozione e difesa dei diritti umani, per l'alta considerazione che ha della dignità della persona nella sua integralità, in qualunque luogo e situazione si trovi".

"Perciò" - ha ribadito il Pontefice - "la Chiesa proclama senza riserve il diritto fondamentale alla vita, dal suo concepimento fino alla morte naturale, il diritto a nascere, a formare e vivere nella famiglia, senza che essa si veda soppiantata o oscurata da altre forme o istituzioni diverse. Al riguardo, l'Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà prossimamente in terra spagnola, a Valencia, (...) mi darà l'opportunità di celebrare la bellezza e la fecondità della famiglia fondata sul matrimonio, la sua altissima vocazione e il suo imprescindibile valore sociale".

"La Chiesa insiste anche sul diritto inalienabile delle persone a professare senza ostacoli, in pubblico e privatamente, la propria fede religiosa, come anche il diritto dei genitori che i propri figli ricevano un'educazione in sintonia con i propri valori e convinzioni, senza discriminazioni e esclusioni esplicite o mascherate. A tal riguardo, è per me motivo di soddisfazione constatare la grande domanda di insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche spagnole, che significa che la popolazione riconosce l'importanza di questa materia per la crescita e la formazione personale e culturale dei giovani".

Infine il Papa ha fatto riferimento alla "missione evangelizzatrice" della Chiesa della quale fa parte "l'azione caritativa" ed ha ricordato che "Nella Spagna odierna, come nella sua lunga storia, questo aspetto si manifesta particolarmente fecondo per le sue numerose opere assistenziali, in tutti i campi e con grande larghezza di vedute. E giacché tale lavoro non si ispira a strategie politiche o ideologiche", ma è "'un dovere dell'umanità', la collaborazione nel campo dell'assistenza e dell'aiuto umanitario ha conseguito molti risultati, e c'è da sperare che sia promosso sempre più".
CD/CREDENZIALI/VÁZQUEZ VIS 20060522 (600)

VESCOVI CANADA: CATECHESI ED EDUCAZIONE RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Vescovi della regione atlantica del Canada (New Brunswick, Newfoundland, Nova Scotia e Prince Edward Island), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

All'inizio del suo discorso il Papa ha constatato che il Canada "soffre oggi dei pervasisi effetti del secolarismo. (...) Uno dei sintomi più drammatici di questa mentalità, chiaramente evidente nella vostra regione, è il calo del tasso di natalità".

"Particolarmente nei distretti che soffrono le dolorose conseguenze del declino economico" - ha affermato Benedetto XVI - "quali la disoccupazione e l'emigrazione non voluta, i rappresentanti ecclesiastici apportano molto frutto quando, nella loro sollecitudine per il bene comune, generosamente cercano di sostenere le autorità civili nel loro compito di promuovere la rigenerazione nella comunità".

Commentando con i Vescovi le priorità pastorali, il Papa ha sottolineato che "con l'età avanzata del clero e le numerose comunità isolate, le sfide sono enormi".

Ribadendo l'importanza dei programmi di catechesi e di educazione religiosa, il Santo Padre ha esortato i Presuli ad "assicurare che sia promossa e preservata l'intrinseca relazione fra il Magistero della Chiesa, la fede degli individui e la testimonianza nella vita pubblica. Solo così possiamo sperare di superare la rottura tra Vangelo e cultura, dramma della nostra epoca".

"Di notevole importanza sono i vostri catechisti. (...) L'insegnamento della fede non può ridursi ad una mera trasmissione di 'cose' o parole o anche a un insieme di verità astratte. La tradizione della Chiesa è viva!". Al riguardo il Santo Padre ha invitato specialmente gli adulti delle diverse diocesi ad affrontare "la coraggiosa sfida del servizio catechistico e a condividere la soddisfazione di trasmettere la fede. Il loro esempio di testimonianza cristiana ai più giovani rafforza la loro fede, mentre porta agli altri la felicità che sgorga dal senso e dal significato della vita che il Signore rivela".

Benedetto XVI ha affermato che nel programma di rinnovamento pastorale, i Presuli stanno affrontando "il delicato compito della riorganizzazione delle parrocchie e delle diocesi" che "è essenzialmente un esercizio di rinnovamento spirituale. Ciò esige una promozione pastorale della santità" che si raggiunge mediante "una pedagogia autentica della preghiera, una introduzione alla vita dei santi e alle molteplici forme di spiritualità che abbelliscono e stimolano la vita della Chiesa, con una partecipazione assidua al Sacramento della Riconciliazione, e con una catechesi convincente sulla domenica come 'giorno della fede'".

Il Papa ha incoraggiato i Vescovi nel loro dovere di promuovere "una cultura della vocazione. I vostri resoconti quinquennali attestano l'ammirazione che provate verso i vostri sacerdoti che si adoperano con grande generosità per la missione della Chiesa e per il bene di coloro ai quali dedicano il proprio servizio. Prego che il loro cammino quotidiano di conversione e di amore pieno di dedizione, risveglino nei giovani il desiderio di rispondere all'appello di Dio all'umile ministero sacerdotale nella sua Chiesa".

Infine riferendosi al contributo dei religiosi e delle religiose alla missione ecclesiale e alla preoccupazione dei Vescovi di fronte alla diminuzione delle vocazioni religiose in Canada, il Santo Padre ha posto in rilievo "la testimonianza fondamentale che essi offrono ponendosi senza riserve nelle mani di Cristo e della Chiesa, come una proclamazione forte e chiara della presenza di Dio in un modo comprensibile ai nostri contemporanei".
AL/.../CANADA VIS 20060522 (560)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Cardinale Crescenzio Sepe, finora Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Arcivescovo Metropolita di Napoli (superficie: 274; popolazione: 1.712.205; cattolici: 1.703.686; sacerdoti: 1.022; religiosi: 2.730; diaconi permanenti: 209), Italia. Il Cardinale Sepe succede al Cardinale Michele Giordano, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Cardinale Ivan Dias, finora Arcivescovo di Bombay (India), Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Ha nominato il Padre Carlos Briseño Arch, O.A.R., Vescovo Ausiliare di México (superficie: 1.479; popolazione: 8.734.000; cattolici: 7.103.000; sacerdoti: 1.699; religiosi: 6.735; diaconi permanenti: 111), Messico. Il Vescovo eletto, finora Superiore della Casa di Formazione "San Pio X" di Querétaro (Messico), è nato nel 1960 a Città del Messico (Messico), ha emesso i voti perpetui nel 1985 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NER:RE:NA/.../... VIS 20060522 (160)

VI RIUNIONE CONSIGLIO SPECIALE PER L'EUROPA SINODO VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla VI Riunione del Consiglio Speciale per l'Europa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, presieduta dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale.

Il documento ricorda la celebrazione, nell'autunno del 1999, della Seconda Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi, ultima dei cosiddetti "sinodi continentali" e la promulgazione da parte di Giovanni Paolo II, il 28 giugno 2003, dell'Esortazione Apostolica Postsinodale "Ecclesia in Europa".

"Da allora le Chiese particolari, che sono in Europa" - si legge nel testo - "hanno considerato il documento pontificio come un prezioso punto di riferimento per l'analisi approfondita della complessa situazione attuale e per la ricerca di soluzioni valide in vista di un'appropriata attività pastorale. (...) La propagazione del documento ha avuto luogo attraverso un gran numero di conferenze, seminari, gruppi di lavoro, simposi e corsi di formazione permanente".

"I risultati della Seconda Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi sono ben noti al Santo Padre Benedetto XVI, il quale ha presenti anche le difficoltà che la Chiesa Cattolica, come pure altre Chiese e comunità ecclesiali, devono affrontare nell'Europa caratterizzata da un clima di diffusa indifferenza religiosa; da uno spirito consumistico, che si espande anche ai Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale; da una mentalità positivistica (...); da un relativismo morale ed etico (...); da una visione secolarizzata della società, che desidera organizzare la città umana senza alcun riferimento a Dio e ai valori trascendenti; dal rifiuto delle radici cristiane della propria tradizione bimillenaria".

"Inoltre" - si legge ancora nel Comunicato - "le condizioni della testimonianza cristiana in Europa diventano sempre più esigenti e non possono non richiamare l'attenzione dei pastori e delle comunità in certi particolari ambiti, quali la demografia, le migrazioni, le deviazioni legislative civili, l'istituto familiare, la bioetica, la disoccupazione, la cooperazione con gli Stati e con l'Unione Europea come tale ed altri ancora. Dal punto di vista ecclesiale rimane assai alta in vari Paesi l'attenzione per la pastorale delle vocazioni".

"Il dibattito in Consiglio si è sviluppato su questi argomenti, che rappresentano altrettanti punti di alto interesse per le sorti della Chiesa in Europa". Infine il Comunicato conclude precisando che i Membri del Consiglio Speciale per l'Europa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, hanno concordato la data della settima riunione, che si terrà lunedì 23 aprile 2007.
SE/SINODO:CONSIGLIO EUROPA/ETEROVIC VIS 20060522 (410)

CONSACRATI: CORRISPONDERE FEDELTÀ RINNOVATA SPIRITO


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Superiori e le Superiore Generali degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica.

"Il servizio d'autorità" - ha affermato il Papa - "richiede una presenza costante, capace di animare e di proporre, di aiutare le persone a voi affidate a corrispondere con una fedeltà sempre rinnovata alla chiamata dello Spirito".

"Siete chiamati a sostenere e a guidare i vostri fratelli e le vostre sorelle in un'epoca non facile, segnata da molteplici insidie. I consacrati e le consacrate oggi hanno il compito di essere testimoni della trasfigurante presenza di Dio in un mondo sempre più disorientato e confuso".

Ribadendo che "la cultura secolarizzata è penetrata nella mente e nel cuore di non pochi consacrati, che la intendono come una forma di accesso alla modernità e una modalità di approccio al mondo contemporaneo", il Santo Padre ha affermato che: "La conseguenza è che accanto ad un indubbio slancio generoso, capace di testimonianza e di donazione totale, la vita consacrata conosce oggi l'insidia della mediocrità, dell'imborghesimento e della mentalità consumistica".

"C'è bisogno di scelte coraggiose" - ha sottolineato il Pontefice - "a livello personale e comunitario, che imprimano una nuova disciplina alla vita delle persone consacrate e le portino a riscoprire la dimensione totalizzante della 'sequela Christi'".

Benedetto XVI ha affermato ancora che essere totalmente di Cristo "significa mantenere sempre ardente nel cuore una viva fiamma d'amore, nutrita di continuo dalla ricchezza della fede, non soltanto quando porta con sé la gioia interiore, ma anche quando è unita alle difficoltà, all'aridità, alla sofferenza". In merito il Papa ha ricordato che nutrimento della vita interiore è la preghiera e "nutrimento ancor più ricco è la quotidiana partecipazione al mistero ineffabile della divina Eucaristia".

"Per appartenere totalmente al Signore" - ha continuato il Santo Padre - "le persone consacrate abbracciano uno stile di vita casto", che vuol dire "anche rinunciate al bisogno di apparire, assumere uno stile di vita sobrio e dimesso. I religiosi e le religiose sono chiamati a dimostrarlo anche nella scelta dell'abito, un abito semplice che sia segno della povertà vissuta in unione a Colui che da ricco che era si è fatto povero far farci ricchi con la sua povertà".

Il Santo Padre ha posto in evidenza che il "giogo" "di chi è chiamato ad assolvere il delicato compito di Superiore e di Superiora a tutti i livelli, sarà tanto più soave quanto più le persone consacrate sapranno riscoprire il valore dell'obbedienza professata".

"I consacrati e le consacrate" - ha concluso il Pontefice - "sono chiamati ad essere nel mondo segno credibile e luminoso del Vangelo e dei suoi paradossi, senza conformarsi alla mentalità di questo secolo, ma trasformandosi e rinnovando continuamente il proprio impegno, per poter discernere la volontà di Dio".
AC/.../SUPERIORI GENERALI VIS 20060522 (480)

INCONTRO DEL PAPA MOVIMENTI ECCLESIALI E NUOVE COMUNITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2006 (VIS). Al termine della recita del Regina Coeli, il Papa ha assicurato di aver presente nella preghiera "l'importante appuntamento di sabato 3 giugno prossimo, vigilia di Pentecoste, quando" - ha detto - "avrò la gioia di incontrarmi in Piazza San Pietro con numerosi aderenti a più di cento movimenti ecclesiali e nuove comunità, provenienti da tutto il mondo".

"So bene che cosa significhi per la Chiesa la loro ricchezza formativa, educativa e missionaria, tanto apprezzata, sostenuta e incoraggiata dall'amato Papa Giovanni Paolo II. Insieme celebreremo i Primi Vespri della solennità di Pentecoste invocando fiduciosi lo Spirito Santo, affinché riempia i cuori dei fedeli e a tutti sia annunciato il messaggio d'amore di Cristo, Salvatore del mondo".

L'incontro del Santo Padre con i movimenti ecclesiali e le nuove comunità avrà per tema: "La bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo", ispirato alla parole pronunciate da Benedetto XVI nell'omelia della Messa di inaugurazione del suo Ministero petrino, il 24 aprile 2005: "Non vi è niente di più bello che essere raggiunti, sorpresi dal Vangelo, da Cristo. Non vi è niente di più bello che conoscere Lui e comunicare agli altri l'amicizia con lui".
ANG/MOVIMENTI ECCLESIALI/... VIS 20060522 (210)

ASCENSIONE: ALTISSIMA VOCAZIONE DI OGNI PERSONA UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato, questa mattina, alla finestra del suo studio privato nel Palazzo Apostolico, per la recita del Regina Coeli con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Parlando dell'Ascensione che si celebra giovedì prossimo 25 maggio, anche se in alcuni paesi è trasferita alla prossima domenica 28 maggio, il Papa ha detto: "Il significato di quest'ultimo gesto di Cristo è duplice. Anzitutto, salendo verso l''alto', Egli rivela in modo inequivocabile la sua divinità: ritorna là dove è venuto, cioè in Dio, dopo aver compiuto la sua missione sulla terra. Inoltre Cristo ascende al Cielo con l'umanità che ha assunto e che ha risuscitato dai morti: quell'umanità è la nostra, trasfigurata, divinizzata, divenuta eterna. L'Ascensione, pertanto, rivela l''altissima vocazione' di ogni persona umana: essa è chiamata alla vita eterna nel Regno di Dio, Regno di amore, di luce e di pace".

Nella festa dell'Ascensione si celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest'anno ha per tema: I media: rete di comunicazione, comunione e cooperazione". Riferendosi a questo evento, Papa Benedetto XVI ha ricordato che: "La Chiesa guarda con attenzione ai media, perché rappresentano un veicolo importante per diffondere il Vangelo e per favorire la solidarietà tra i popoli, attirandone l'attenzione sui grandi problemi che ancora li segnano profondamente".

Al riguardo il Papa ha citato l'iniziativa "Walk the World" "Il mondo in marcia contro la fame", indetta dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM), con il fine di "sensibilizzare i Governi e l'opinione pubblica, sulla necessità di un'azione concreta e tempestiva per garantire a tutti, in particolare ai bambini, la 'libertà dalla fame'".

"Sono vicino con la preghiera a questa manifestazione" - ha detto il Santo Padre - "Auspico vivamente che, grazie al contributo di tutti, possa superarsi la piaga della fame che ancora affligge l'umanità, mettendo a serio rischio la speranza di vita di milioni di persone. Penso, in primo luogo, all'urgente e drammatica situazione del Darfur, nel Sudan, dove persistono forti difficoltà nel soddisfare perfino i primari bisogni alimentari della popolazione".

"Con la consueta recita del Regina Coeli affidiamo quest'oggi alla Vergine Maria particolarmente i nostri fratelli oppressi dal flagello della fame, quanti vengono in loro aiuto e coloro che attraverso i mezzi di comunicazione sociale contribuiscono a rinsaldare tra i popoli i vincoli della solidarietà e della pace. Chiediamo inoltre alla Madonna di rendere fruttuoso il viaggio apostolico in Polonia che, a Dio piacendo, compirò da giovedì a domenica prossimi nel ricordo dell'amato Giovanni Paolo II".
ANG/ASCENSIONE:COMUNICAZIONI:FAME/... VIS 20060522 (440)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Branko Crvenkovski, Presidente della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia e Seguito.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Canada Atlantico, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo François Thibodeau, C.I.M., di Edmundston.

- Il Vescovo Joseph Faber MacDonald, di Saint John, New Brunswick.

Sabato 20 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Canada Atlantico, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Terrence Thomas Prendergast, S.I., di Halifax ed Amministratore Apostolico di Yarmouth, con l'Ausiliare Claude Champagne, O.M.I.

- Il Vescovo Raymond John Lahey, di Antigonish.

- Il Vescovo Joseph Vernon Fougère, di Charlottetown.

- Il Vescovo Valéry Vienneau, di Bathurst in Canada.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../... VIS 20060522 (150)

PRESA DI POSSESSO TITOLI E DIACONIE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2006 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, reso pubblico oggi, rende note le prese di possesso di titoli e diaconie che avranno luogo nei prossimi giorni:

Il Cardinale Albert Vanhoye, S.I., prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria della Mercede e Sant'Adriano a Villa Albani, Via Basento, 100, alle ore 11:00 di domenica 28 maggio.

Il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, prenderà possesso della Diaconia di San Pier Damiani ai Monti di San Paolo, Via Guido Biagi, 16, alle ore 11:30 di domenica 28 maggio.

Il Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, S.D.B.,Vescovo di Hong Kong (Cina), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Moanca, Via Duilio Cambellotti, 18, alle ore 19:00 di mercoledì 31 maggio.
OCL/POSSESSO/VANHOYE:VALLINI:ZEN ZE KIUN VIS 20060522 (150)

venerdì 19 maggio 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sua Maestà la Regina Margrethe II di Danimarca, e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Canada Atlantico, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo André Richard, C.S.C., di Moncton.

- L'Arcivescovo Brendan Michael O'Brien, di Saint John's Newfoundland.

- Il Vescovo Martin William Currie, di Grand Falls.

- Il Vescovo Douglas Crosby, O.M.I., di Saint George's.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP:AL/.../... VIS 20060519 (100)

COMUNICATO RELATIVO FONDATORE LEGIONARI DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2006 (VIS). Con riferimento a notizie diffuse circa la persona del Fondatore dei Legionari di Cristo, Padre Marcial Maciel Degollado, la Sala Stampa della Santa Sede comunica quanto segue:

"A partire dal 1998, la Congregazione per la Dottrina della Fede ricevette accuse, già in parte rese pubbliche, contro il Reverendo Marcial Maciel Degollado, fondatore della Congregazione dei Legionari di Cristo, per delitti riservati all'esclusiva competenza del Dicastero. Nel 2002, il Reverendo Maciel pubblicò una dichiarazione per negare le accuse e per esprimere il suo dispiacere per l'offesa recatagli da alcuni ex Legionari di Cristo. Nel 2005, per motivi di età avanzata, il Reverendo Maciel si ritirò dall'ufficio di Superiore Generale della Congregazione dei Legionari di Cristo".

"Tutti questi elementi sono stati oggetto di maturo esame da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, e, a norma del Motu Proprio 'Sacramentorum sanctitatis tutela' promulgato il 30 aprile 2001 dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, l'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Sua Eminenza il Cardinale Joseph Ratzinger, ha autorizzato una investigazione delle accuse. Nel frattempo avvenne la morte di Papa Giovanni Paolo II e l'elezione del Cardinale Ratzinger a nuovo Pontefice".

"Dopo aver sottomesso le risultanze dell'investigazione ad attento studio, la Congregazione per la Dottrina delle Fede, sotto la guida del nuovo Prefetto, Sua Eminenza il Cardinale William Joseph Levada, ha deciso - tenendo conto sia dell'età avanzata del Reverendo Maciel che della sua salute cagionevole - di rinunciare ad un processo canonico e di invitare il Padre ad una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando ad ogni ministero pubblico. Il Santo Padre ha approvato queste decisioni".

"Indipendentemente dalla persona del Fondatore si riconosce con gratitudine il benemerito apostolato dei Legionari di Cristo e dell'Associazione 'Regnum Christi'".
OP/LEGIONARI DI CRISTO/MACIEL VIS 20060519 (310)

GENUINA SOLIDARIETÀ GRANDE SFIDA DEI CRISTIANI LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Membri della Fondazione "Centesimus Annus Pro Pontifice" in occasione del Convegno di studio promosso da questa istituzione e dedicato al tema: "Democrazia, istituzioni e giustizia sociale".

Il Papa ha ricordato che il nome della fondazione richiama "l'ultima grande Enciclica sociale di Giovanni Paolo II" che riassumeva cento anni della storia della dottrina sociale della Chiesa e la "proiettava in avanti stimolandone il confronto con la 'res novae' del terzo millennio". A sua volta la qualifica Pro Pontifice sottolinea l'intendimento "di coltivare una particolare vicinanza al compito pastorale del Vescovo di Roma".

Il Santo Padre ha espresso la sua gioia nel constatare che la Fondazione, che ha cominciato la sua attività in un ambito prevalentemente italiano, ora la sta "progressivamente articolando in altre aree dell'Europa e dell'America" ed è poi passato a commentare il tema del Convegno di studi.

Il Convegno "affronta problemi di viva attualità" - ha detto il Papa - "Si lamentano talora le lentezze con cui un'autentica democrazia si fa strada, e tuttavia essa resta lo strumento storico più valido, se ben usato, per disporre responsabilmente del proprio futuro in modo degno dell'uomo".

La democrazia necessita di "istituzioni appropriate, credibili, autorevoli, non finalizzate a una mera gestione del potere pubblico, ma capaci di promuovere livelli articolati di partecipazione popolare, nel rispetto delle tradizioni di ciascuna nazione, e nella costante preoccupazione di custodirne l'identità".

"Altrettanto urgente" - ha proseguito Benedetto XVI - "è uno sforzo tenace, durevole e condiviso per la promozione della giustizia sociale. La democrazia raggiungerà la sua piena attuazione solo quando ogni persona ed ogni popolo sarà in grado di accedere ai beni primari (vita, cibo, acqua, salute, istruzione, lavoro, certezza dei diritti) attraverso un ordinamento delle relazioni interne e internazionali che assicuri a ciascuno la possibilità di parteciparvi. Non si potrà dare, peraltro, vera giustizia sociale se non in un'ottica di genuina solidarietà, che impegni a vivere e ad operare sempre gli uni per gli altri, e mai gli uni contro o a danno degli altri. In che modo rendere concreto tutto questo nel contesto mondiale di oggi è la grande sfida dei cristiani laici".

"La Chiesa, come ho scritto nell'Enciclica 'Deus caritas est'" - ha concluso il Papa - "intende 'contribuire alla purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali, senza le quali non vengono costruite strutture giuste né queste possono essere operative a lungo'. Ciascuno di voi, in quanto fedele laico, viva come proprio 'il compito immediato di operare per un giusto ordine nella società', giacché 'la carità deve animare l'intera esistenza dei fedeli laici e quindi anche la loro attività politica, vissuta come 'carità sociale'".
AC/DEMOCRAZIA:SOLIDARIETÁ/CENTESIMUS ANNUS VIS 20060519 (460)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Charles Garrett Maloney, Vicario Generale di Louisville (Kentucky, Stati Uniti d'America), il 30 aprile, all'età di 93 anni.

- L'Arcivescovo Metodi Dimitrov Stratiev, A.A., Esarca Apostolico emerito per i cattolici di rito bizantino-slavo residenti in Bulgaria, il 12 maggio, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Cirilo Polidoro Van Vlierberghe, O.F.M., Prelato emerito di Illapel (Cile), il 9 maggio, all'età di 97 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20060519 (90)

giovedì 18 maggio 2006

BENE COMUNE SOCIETÀ E NESSUNA VIOLAZIONE LAICITÀ STATO


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina, nell'Aula del Sinodo in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla LVI Assemblea Generale della Conferenza Episcopale italiana, che ha avuto per argomento la vita e il ministero dei sacerdoti.

Benedetto XVI ha affermato che "compito essenziale" dei Vescovi è "essere costantemente vicini ai nostri sacerdoti", "coltivare la formazione", "avere a cuore il loro benessere materiale e spirituale", "non lasciarli mai soli nelle fatiche del ministero" e "curare un'attenta selezione dei candidati al sacerdozio".

"Cari fratelli Vescovi italiani, mi unisco a voi nel dire un grande grazie ai nostri sacerdoti per la loro continua e spesso nascosta dedizione e nel chiedere loro, con animo fraterno, di fidarsi sempre del Signore e di camminare con generosità e coraggio sulla via che conduce alla santità, confortando e sostenendo anche noi Vescovi nel medesimo cammino".

Il Santo Padre ha precisato che nel corso dell'Assemblea Generale ci si è anche occupati del prossimo IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, in programma dal 16 al 20 ottobre 2006, sul tema: "Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo", al quale, ha detto, "avrò anch'io la gioia di intervenire".

"A Verona" - ha proseguito il Pontefice - "occorrerà dunque concentrarsi anzitutto su Cristo e pertanto sulla missione prioritaria della Chiesa di vivere alla sua presenza e di rendere il più possibile visibile a tutti questa medesima presenza".

Benedetto XVI ha ricordato con l'Enciclica "Deus caritas est" che: "La Chiesa è ben consapevole che 'alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio', cioè tra lo Stato e la Chiesa, ossia l'autonomia delle realtà temporali".

"In parti tempo" - ha soggiunto il Papa - "e proprio in virtù della medesima missione di salvezza, la Chiesa non può venir meno al compito di purificare la ragione, mediante la proposta della propria dottrina sociale, argomentata 'a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano', e di risvegliare le forze morali e spirituali, aprendo la volontà alle autentiche esigenze del bene".

"Una sana laicità dello Stato" - ha sottolineato il Santo Padre - "comporta senza dubbio che le realtà temporali si reggano secondo norme loro proprie, alle quali appartengono però anche quelle istanze etiche che trovano il loro fondamento nell'essenza stessa dell'uomo e pertanto rinviano in ultima analisi al Creatore".

"Nelle circostante attuali, richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche pubblica alcuni fondamentali principi etici, radicati nella grande eredità cristiana dell'Europa e in particolare dell'Italia, non commettiamo dunque alcuna violazione della laicità dello Stato, ma contribuiamo piuttosto a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società".

Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che: "su questi valori siamo debitori di una chiara testimonianza a tutti i nostri fratelli in umanità: con essa non imponiamo loro inutili pesi ma li aiutiamo ad avanzare sulla via della vita e dell'autentica libertà".
AC/.../ASSEMBLEA GENERALE CEI VIS 20060518 (510)

TUTTI SIAMO CHIAMATI AD ESSERE GUARDIANI NOSTRO FRATELLO


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina le Lettere Credenziali di cinque nuovi Ambasciatori: il Signor Moukhtar Wawa Dahab (Ciad), il Signor Amitava Tripathi (India), il Signor Domingos Dias Pereira Mascarenhas (Capo Verde), il Signor Valeriu Bobutac (Moldova) e la Signora Anna Maree Plunkett (Australia).

"Voi appartenete" - ha detto il Papa nel suo discorso comune rivolto a tutti i nuovi Ambasciatori - "alla grande famiglia dei diplomatici che, nel mondo intero, si adoperano per creare ponti fra i diversi paesi, nella prospettiva dell'instaurazione e dell'affermazione della pace e di relazioni più salde fra i popoli, sia sul piano della solidarietà fraterna che degli scambi economici e culturali per il benessere di tutte le popolazioni del pianeta. Ciò presuppone (...) una ferma volontà, ed anche larghezza di vedute, per non ridurre le decisioni da prendere a semplici urgenze del momento".

"In effetti non basta decidere la pace o la collaborazione tra le nazioni per il loro conseguimento. Ê necessario che ciascuno si impegni concretamente, accettando di non considerare unicamente l'interesse di (...) una categoria particolare della società, a detrimento dell'interesse generale, ma considerando innanzitutto il bene comune delle popolazioni del Paese e più in generale dell'umanità intera. Nell'era della globalizzazione, è importante che la gestione della vita politica non si ispiri in maniera preponderante o unicamente a considerazioni di ordine economico, alla ricerca di una crescente redditività, a un uso sconsiderato delle risorse del pianeta, a detrimento delle popolazioni, in particolare le più svantaggiate, rischiando d'ipotecare, nel lungo termine, il futuro del mondo".

"La pace" - ha proseguito il Pontefice - "si radica nel rispetto della libertà religiosa, che è un aspetto fondamentale e essenziale della libertà di coscienza degli individui e della libertà dei popoli. Ê importante che, ovunque nel mondo, tutti possano aderire alla religione di propria scelta e praticarla liberamente e senza paura, poiché nessuno può fondare la propria esistenza unicamente sulla ricerca del benessere materiale. Accettare una tale dimensione personale e comunitaria avrà indubbiamente effetti benefici sulla vita sociale".

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esortando la comunità internazionale a privilegiare l'attenzione dedicata alla persona piuttosto che alle mere questioni economiche. "Ê nostro dovere" - ha detto - "accettare di essere responsabili gli uni degli altri e del cammino del mondo poiché nessuno può replicare come Caino alla domanda di Dio, nel libro della Genesi, "Sono forse il guardiano di mio fratello?"

Al termine, il Papa ha consegnato a ciascun Ambasciatore un discorso specifico relativo alla situazione del Paese rappresentato. Nel discorso indirizzato al rappresentante del Ciad, Benedetto XVI ha espresso l'auspicio che "mediante un autentico dialogo fra tutte le parti interessate, cessino tutte le violenze e giunga il tempo della riconciliazione" e che "tutti i governanti della regione pongano al centro delle loro preoccupazioni una ferma determinazione a favore della pace e della giustizia, per il bene dei loro popoli e favorendo rapporti di buon vicinato e di solidarietà ".

Il Santo Padre si è congratulato con l'Ambasciatore dell'India per lo sforzo compiuto dal suo Paese di risolvere "mediante i negoziati e mezzi pacifici la lunga controversia con il Pakistan" ed ha sottolineato che "il potenziamento del dialogo e della cooperazione possono contribuire ad affrontare numerose altre sfide che interessano la regione, quali la minaccia della violenza legata all'estremismo politico e religioso". Rivolgendosi al Rappresentante della Moldova, il Papa ha sottolineato che "la Chiesa prende a cuore il dibattito sullo stato della Trantrinistria" ed ha invitato il governo del Paese "a perseverare nella ricerca di una soluzione pacifica, e a operare in sintonia con gli organi dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa".

Nel discorso all'Ambasciatrice dell'Australia il Papa ha espresso la sua gioia per la celebrazione, nel 2008 a Sydney, della Giornata Mondiale della Gioventù ed ha sottolineato "il rispetto per l'ordine trascendente che ha condotto gli australiani a riconoscere l'importanza fondamentale del matrimonio e della stabilità della vita familiare nel cuore della società". Infine, nel discorso consegnato al Rappresentante di Capo Verde, il Papa ha auspicato "che la solidarietà internazionale, in particolare a favore dell'Africa, conosca un nuovo slancio affinché questo Continente, così duramente provato, possa impegnarsi risolutamente nel cammino del suo sviluppo integrale, della riconciliazione e della pace".
CD/LETTERE CREDENZIALI/... VIS 20060518 (700)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Signor Kazimierz Marcinkiewicz, Primo Ministro della Polonia e Seguito.
AP/.../... VIS 20060518 (30)

UDIENZA AL METROPOLITA KIRILL, DI SMOLENSK E KALININGRAD


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza il Metropolita Kirill, di Smolensk e Kaliningrad, Presidente del Dipartimento per gli Affari Esteri del Patriarcato di Mosca.

Al termine dell'Udienza, in programma alle 18:00, il Rappresentante della Chiesa ortodossa assisterà ad un concerto del Coro del Monastero "Sretenskij" di Mosca presso l'Auditorium della Conciliazione in occasione della benedizione della prima chiesa ortodossa russa di Roma, dedicata a Santa Caterina d'Alessandria, in programma alle 11:00 di domani mattina.
.../UDIENZA/METROPOLITA KIRILL VIS 20060518 (100)

mercoledì 17 maggio 2006

PREGHIERA VIAGGIO IN POLONIA E SANTO ROSARIO MESE VERGINE


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2006 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, nel salutare i pellegrini polacchi, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso la sua gioia di poter fra poco recarsi in visita in Polonia.

"Questa visita" - ha detto il Papa - "si svolgerà sotto il motto: 'Rimanete forti nella fede'. Già oggi chiedo a voi e a tutta la Chiesa in Polonia di pregare, affinché questi giorni, con l'aiuto della grazia di Dio, possiamo reciprocamente consolidarci nella testimonianza della fede. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II ci accompagni. Sia lodato Gesù Cristo!".

Ad un gruppo di fedeli della Slovenia il Papa ha detto: "Rivolgo un caro saluto a voi, fedeli della Slovenia, specialmente il Coro della Cattedrale di Maribor! In questo vostro pellegrinaggio, in cui ricordate il decimo anniversario della visita del mio Predecessore, l'esempio della Sua vita vi renda saldi nella fedeltà al Cristo ed alla Chiesa. Di cuore vi imparto l'Apostolica Benedizione".

Infine, rivolgendosi ai giovani e ai malati, il Papa ha esortato "tutti ad intensificare la pia pratica del Santo Rosario, specialmente in questo mese di maggio dedicato alla Madre di Dio. (...) Esorto voi, cari malati, a rivolgervi con fiducia alla Madonna mediante questo pio esercizio, affidando a Lei tutte le vostre necessità. Auguro a voi, cari sposi novelli, di fare della recita del Rosario in famiglia un momento di crescita spirituale sotto lo sguardo materno della Vergine Maria".
AG/SALUTI/... VIS 20060517 (260)

PIETRO: DA UN MESSIA "UOMO DIVINO" A GESÙ "DIO UMANO"


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito, questa mattina, per la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, "il progetto di un approfondimento del ministero apostolico", esaminando questa volta "le personalità dei singoli Apostoli". All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 60.000 persone.

"Pietro" - ha detto il Papa - "è il personaggio più noto e citato negli scritti neotestamentari. (...) Con la famiglia di Zebedeo, padre di Giacomo e Giovanni, conduceva una piccola azienda di pesca sul lago di Genezaret (...) ed era animato da un sincero interesse religioso, che lo spinse a recarsi col fratello fino in Giudea per seguire la predicazione di Giovanni il Battista".

"Era un ebreo credente, fiducioso nella presenza operante di Dio nella storia del suo popolo, e addolorato per non vederne l'azione potente nelle vicende di cui egli era, al presente, testimone. (...) I Vangeli ci informano che Pietro è tra i primi quattro discepoli del Nazareno, ai quali se ne aggiunge un quinto, secondo il costume di ogni Rabbi di avere cinque discepoli. Quando Gesù passerà da cinque a dodici discepoli, sarà chiara la novità della sua missione: Egli è venuto a radunare l'Israele escatologico, simboleggiato dal numero dodici, quante erano le tribù d'Israele".

"Simone appare nei Vangeli" - ha proseguito il Pontefice - "con un carattere deciso e impulsivo; egli è disposto a far valere le proprie ragioni anche con la forza. (...) Al tempo stesso, è a volte anche ingenuo e pauroso, e tuttavia, onesto, fino al pentimento più sincero".

"I Vangeli consentono di seguirne passo passo l'itinerario spirituale. Il punto di partenza è la chiamata da parte di Gesù. Avviene in un giorno qualsiasi, mentre Pietro è impegnato nel suo lavoro di pescatore". Gesù "dice a Simone: 'prendi il largo e calate le reti per la pesca. (...) Simone il pescatore si fida di questo Rabbi, che non gli dà risposte ma lo chiama ad affidarsi. (...) Pietro accetta di lasciarsi coinvolgere in questa grande avventura: è generoso, si riconosce limitato, ma crede in colui che lo chiama e insegue il sogno del suo cuore. Dice di sì, e diventa discepolo di Gesù".

"Un altro momento significativo nel suo cammino spirituale Pietro lo vivrà nei pressi di Cesarea di Filippo, quando Gesù pone ai discepoli una precisa domanda. 'Chi dice la gente che io sia? (...) Ê Pietro a rispondere per conto anche degli altri: 'Tu sei il Cristo'".

"Questa risposta di Pietro" - ha sottolineato il Papa - "porta in sé come in germe la futura confessione di fede della Chiesa. Tuttavia Pietro non aveva ancora capito il profondo contenuto della missione messianica di Gesù. Lo dimostra poco dopo, lasciando capire che il Messia che sta inseguendo nei suoi sogni è molto diverso da quello del progetto di Dio. Davanti all'annuncio della passione si scandalizza e protesta, suscitando la vivace reazione di Gesù".

"Pietro vuole un Messia 'uomo divino', che compia le attese della gente imponendo a tutti la sua potenza; Gesù si presenta come il 'Dio umano', che sconvolge le aspettative della folla prendendo un cammino di umiltà e di sofferenza. (...) Pietro impara così che cosa significa veramente seguire Gesù. (...) Anche se con fatica, Pietro accoglie l'invito e prosegue il suo cammino sulle orme del Maestro".
AG/APOSTOLI/PIETRO VIS 20060517 (560)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Francisco Polti Santillán, Opus Dei., finora Vescovo di Santo Tomé (Argentina), Vescovo di Santiago del Estero (superficie: 81.969; popolazione: 641.241; cattolici: 577.117, sacerdoti: 67; religiosi: 108; diaconi permanenti. 13), Argentina.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ban Mê Thuôt (Vietnam), presentata dal Vescovo Joseph Nguyên Tich Duc, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/.../POLTI SANTILLÁN:NGUYÊN TICH DUC VIS 20060517 (90)
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