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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 8 giugno 2004

SPECOLA VATICANA: OSSERVAZIONE TRANSITO VENERE


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2004 (VIS). In occasione del transito di Venere, visibile a Roma dalle 7:20 alle 13:30 di oggi, novanta astronomi professionisti e dilettanti hanno osservato il fenomeno dal tetto del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. La visita, è stata organizzata dalla rivista americana di astronomia "Sky and Telescope". Un Comunicato della Specola Vaticana annuncia che un secondo gruppo, sponsorizzato dalla stessa rivista, ha osservato il transito da un sito adiacente ed il 10 giugno prossimo compirà una visita della Specola Vaticana.

Il transito astronomico è il passaggio di un oggetto nel cielo di fronte ad un altro oggetto, in rapporto alla terra. In questo caso Venere passa fra la Terra e il Sole e la macchia nera di Venere, può essere osservata anche con un piccolo telescopio dotato di filtro che riduce il riverbero dei raggi solari. Poiché il fenomeno era osservabile prima del sorgere del sole soltanto nell'emisfero occidentale, sono giunti in Europa astronomi dal Canada e dagli Stati Uniti.

Per compiere le osservazioni del transito di Venere in completa sicurezza, è stato donato al Padre George Coyne, S.J., Direttore della Specola Vaticana, un telescopio specifico per l'osservazione del sole, consegnato il 31 maggio scorso dal Professor David Lund, Presidente del "Coronado Technology Group".

I rari transiti di Venere si manifestano a coppie, ad intervalli di otto anni, ogni 130 anni circa. Dall'invenzione del telescopio si sono verificati solo cinque transiti, l'ultimo dei quali nel 1882. Il prossimo transito è previsto nel 2012.
…./OSSERVATORIO:TRANSITO VENERE/COYNE VIS 20040608 (270)

SIMPOSIO PROFESSORI UNIVERSITARI: "LA FAMIGLIA IN EUROPA"


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2004 (VIS). "La famiglia in Europa. Fondamenti, Esperienze, Prospettive" è il tema del Simposio Europeo di Professori delle Università di tutto il continente, in programma dal 24 al 27 giugno presso la Pontificia Università Lateranense, (Roma). L'incontro è stato organizzato dall'Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e Ricerca e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Un Comunicato reso pubblico oggi annuncia che obiettivo del Simposio è di "aprire nuove prospettive di ricerca sui problemi e sul ruolo della famiglia nella società contemporanea, nella percezione che l'Europa si costruisce nella vita della comunità, che manifesta le radici della storia e della cultura dei popoli".

Il Simposio avrà inizio con una relazione introduttiva sul tema: "Persona, matrimonio e famiglia" e con interventi di professori universitari fra i quali la Professoressa Janne Haaland-Matlary, dell'Università di Oslo (Norvegia). Venerdì 25 l'Arcivescovo Carlo Caffarra, di Bologna (Italia), interverrà su: "La Famiglia: verità e storia". Successivamente è prevista un'udienza dal Santo Padre. Nel pomeriggio si parlerà di esperienze e problemi in Europa nell'ambito della famiglia. Interverranno fra gli altri, il Professor Pierpaolo Donati, dell'Università di Bologna (Italia); il Professor Rafael Navarro-Valls, dell'Università Complutense di Madrid (Spagna); il Professor Paul Ward, dell'Università di Dublin (Irlanda); il Professor Richard Puza, dell'Università di Tubinga (Germania); la Professoressa Alicja Grzeskowiak, dell'Università Cattolica di Lublin (Polonia) ed il Professor Johannes Strangas, dell'Università Panteion di Atene (Grecia).

Sabato 26 sarà dedicato a sessioni su diversi temi: Famiglia e diritto; Famiglia, società, istituzioni; Famiglia ed educazione; Famiglia e salute; Famiglia ed economia; Famiglia e anziani; Famiglia e comunicazione; Famiglia ed espressioni artistiche e letterarie.
…/SIMPOSIO FAMIGLIA:EUROPA/… VIS 20040608 (290)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA PRESIDENTE REAGAN


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2004 (VIS). Riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, alla Signora Nancy Reagan, vedova del 40° Presidente degli Stati Uniti d'America, Ronald Reagan, mancato il 5 giugno scorso, all'età di 93 anni, nella sua casa in California:

"Appresa con tristezza la notizia della scomparsa del Presidente Ronald Reagan, presento a Lei e alla sua famiglia le mie più vive condoglianze e l'assicurazione delle mie preghiere per l'eterno riposo del defunto. Ricordo con profonda gratitudine il risoluto impegno del Presidente al servizio della Nazione e alla causa della libertà e la sua grande fede nei valori umani e spirituali, che garantiscono un futuro di solidarietà, giustizia e pace nel mondo. Insieme alla sua famiglia e al Popolo americano, raccomando la nobile anima del defunto all'amore misericordioso di Dio nostro Padre Celeste e di cuore invoco su tutti coloro che lo piangono, le benedizioni di Dio, conforto, fortezza e pace".
TGR/SCOMPARSA REAGAN/NANCY REAGAN VIS 20040608 (170)

lunedì 7 giugno 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2004 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Riohacha (Colombia), presentata dal Vescovo Armando Larios Jiménez, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato Don Giovanni D'Alise, finora Parroco della Parrocchia Sant'Alfonso Maria de' Liguori di Cancello Scalo, Vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia (superficie: 781; popolazione: 71.942; cattolici: 71.329; sacerdoti: 50; religiosi: 82), Avellino, Italia. Il Vescovo eletto è nato a Napoli nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.
RE:NER/…/LARIOS:D'ALISE VIS 20040607 (110)

IN BREVE


OGGI È STATO RESO PUBBLICO IL TESTO DI UNA LETTERA DEL SANTO PADRE indirizzata al Vescovo Heinz Josef Algermissen, di Fulda (Repubblica Federale di Germania), in occasione del 1250° anniversario del martirio di San Bonifacio, "Apostolo della Germania", la cui memoria liturgica ricorre il 5 giugno.

IN OCCASIONE DELLA XXXIV ASSEMBLEA GENERALE DELL'ORGANIZZAZIONE DEGLI STATI AMERICANI (OSA), che si tiene dal 6 all'8 giugno a Quito (Ecuador), il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, su incarico del Santo Padre Giovanni Paolo II, ha fatto pervenire una lettera al Presidente dell'Assemblea Ambasciatore Patricio Zuquilanda, Ministro degli Affari Esteri dell'Ecuador e ai Ministri degli Affari Esteri degli Stati Americani e del Caribe che partecipano all'Incontro. Il Cardinale Segretario di Stato ricorda le parole che il Santo Padre pronunciò 25 anni fa, in occasione della sua visita alla sede dell'OSA a Washington: "La pace è un dono prezioso che voi cercate di assicurare ai vostri popoli. Voi siete d'accordo con me che non è la corsa agli armamenti che permette di conservare una pace duratura". Il Cardinale Sodano invita i Paesi dotati di maggiori risorse economiche a finanziare progetti di sviluppo "che costituiscono il fondamento di una pace duratura".
…/IN BREVE/… VIS 20040607 (200)

UNITÀ DEI CATTOLICI CONTRIBUISCE ALL'ECUMENISMO

CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2004 (VIS). Alle 9:45 di questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lasciato la Residenza Viktoriaheim per recarsi al prato dell'Allmend di Bern, spianata davanti al Palazzo del ghiaccio del BEA Bern Expo, dove nella serata di ieri si è svolto l'incontro con i giovani. Alle 10:30 Giovanni Paolo II ha presieduto la Santa Messa concelebrata da Vescovi svizzeri e di altri paesi e da numerosi sacerdoti. Era presente anche il Presidente della Confederazione Elvetica, Signor Joseph Deiss.

Nell'omelia, pronunciata davanti a 70.000 fedeli, il Papa ha affermato: "La celebrazione del mistero della Santissima Trinità costituisce per i cristiani ogni anno un forte richiamo all'impegno per l'unità. È un richiamo che tocca tutti, Pastori e fedeli, e tutti spinge ad una rinnovata consapevolezza della propria responsabilità nella Chiesa, Sposa di Cristo. Come non sentire impellente, di fronte a queste parole di Cristo, l'assillo ecumenico? Riaffermo anche in questa circostanza, la volontà di avanzare sulla via difficile, ma ricca di gioia, della piena comunione di tutti i credenti".

"È certo tuttavia che un forte contributo alla causa ecumenica", ha proseguito il Pontefice - "viene dall'impegno dei cattolici di vivere l'unità al proprio interno. (…) Una Chiesa locale in cui fiorisca la spiritualità della comunione saprà purificarsi costantemente dalle 'tossine' dell'egoismo, che generano gelosie, diffidenze, smanie di auto-affermazione, contrapposizioni deleterie".

Il Papa ha detto ancora che: "L'evocazione di questi rischi suscita in noi una spontanea preghiera allo Spirito Santo, che Gesù ha promesso di inviarci: 'Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera'. Che cos'è la verità? Gesù ha detto un giorno: 'Io sono la via, la verità e la vita'. La giusta formulazione della domanda non è dunque 'Che cos'è la verità?', ma 'Chi è la verità?'. Questa è la domanda che si pone anche l'uomo del terzo millennio. Cari Fratelli e Sorelle, non possiamo tacere la risposta, perché noi la conosciamo! La verità è Gesù Cristo, venuto nel mondo per rivelarci e donarci l'amore del Padre. Siamo chiamati a testimoniare questa verità con la parola e soprattutto con la vita!".

Ribadendo che la Chiesa "è missione", Giovanni Paolo II ha detto che è giunto il tempo "di preparare giovani generazioni di apostoli che non abbiano paura di proclamare il Vangelo. Per ogni battezzato è essenziale passare da una fede di abitudine a una fede matura, che s'esprima in scelte personali chiare, convinte, coraggiose. Solo una fede così, celebrata e condivisa nella liturgia e nella carità fraterna, può nutrire e fortificare la comunità dei discepoli del Signore ed edificarla in Chiesa missionaria, libera da false paure perché sicura dell'amore del Padre".

L'amore di Dio, ha detto ancora il Papa, "non è un merito nostro; è un dono gratuito. Nonostante il peso dei nostri peccati, Dio ci ha amati e ci ha redenti nel sangue di Cristo. La sua grazia ci ha risanati nel profondo. (…) 'Come è grande, Signore, il tuo amore su tutta la terra!' Come è grande in me, negli altri, in ogni essere umano!", ha esclamato il Pontefice. "È questa la vera sorgente della grandezza dell'uomo, questa la radice della sua indistruttibile dignità. In ogni essere umano si rispecchia l'immagine di Dio. Sta qui la più profonda 'verità' dell'uomo, che in nessun caso può essere disconosciuta o violata. Ogni oltraggio recato all'uomo si rivela, in definitiva, un oltraggio al suo Creatore, che lo ama con amore di Padre".

"La Svizzera" - ha concluso Giovanni Paolo II - "ha una grande tradizione in fatto di rispetto per l'uomo. È una tradizione che sta sotto il segno della Croce: la Croce Rossa! Cristiani di questo nobile Paese, siate sempre all'altezza di questo vostro glorioso passato! In ogni essere umano sappiate riconoscere ed onorare l'immagine di Dio! Nell'uomo creato da Dio si rispecchia la gloria della Santissima Trinità".

Al termine della Messa e prima della recita dell'Angelus, il Papa ha affidato il Popolo svizzero alla Vergine, con queste parole: "Alla Vergine Santa rinnovo quest'oggi l'affidamento del Popolo svizzero. Vegli Maria sulle famiglie, custodendo l'amore coniugale e sostenendo la missione dei genitori. Conforti gli anziani e li aiuti a non far mancare alla società il loro prezioso contributo. Alimenti nei giovani il senso dei valori e l'impegno nel perseguirli. Ottenga per l'intera comunità nazionale la costante e concorde volontà di costruire insieme un Paese prospero e pacifico, al tempo stesso attento e solidale verso quanti sono in difficoltà".

"A Maria" - ha detto ancora il Papa - "vorrei, in modo speciale, affidare la gioventù della Svizzera, alla quale il Papa guarda con affetto e gratitudine. Da cinque secoli, infatti, sono i giovani di questo Paese ad assicurare al Successore di Pietro e alla Santa Sede il prezioso e stimato servizio della Guardia Svizzera Pontificia. Nella generosa fedeltà delle Guardie Svizzere tutti possono ammirare lo spirito di fede e di amore alla Chiesa di tanti cattolici svizzeri".

Giovanni Paolo II ha invocato infine la Vergine Santa affinché "aiuti la vostra Nazione a conservare l'armonia e l'unità fra i vari gruppi linguistici ed etnici che la compongono, valorizzando l'apporto di ciascuno. Con questi sentimenti, recitiamo insieme la preghiera dell'Angelus, mirabile compendio di tutto il Vangelo".

Dopo la seconda colazione nella Casa delle Sorelle della Carità della Santa Croce, il Papa ha preso congedo dalle suore, dai residenti e dal personale di assistenza e, alle 17:15, ha partecipato all'Incontro con l'Associazione delle ex Guardie Svizzere, nel piazzale antistante la Residenza.

"Il Successore di Pietro" - ha detto il Santo Padre - "ha uno speciale debito di riconoscenza verso la comunità cattolica di questo Paese, perché da essa provengono le Guardie Svizzere che da cinque secoli svolgono" un "singolare servizio al Pontefice". Ai Membri dell'Associazione, il Papa ha detto: "Vi ringrazio vivamente per quanto avete fatto e continuate a fare e vi incoraggio a perseverare nel vostro impegno di testimonianza a Cristo e di fedeltà alla Chiesa in mezzo ad un mondo che cambia".

Infine Giovanni Paolo II si è recato all'aeroporto militare di Payerne, e dopo la cerimonia di congedo e il saluto al Presidente Deiss, è ripartito alla volta di Roma.
PV-SVIZZERA/ANGELUS:GUARDIA SVIZZERA/BERNA VIS 20040607 (1030)

NORMALIZZAZIONE RAPPORTI DIPLOMATICI SVIZZERA-SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2004 (VIS). Alle 11:30 di questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II è giunto all'aeroporto militare di Payerne, a circa 60 chilometri dalla capitale Berna, dando inizio al Viaggio Apostolico in Svizzera, il terzo nel Paese dall'inizio del suo Pontificato. Ad accogliere Giovanni Paolo II all'aeroporto, il Presidente della Confederazione Elvetica, Signor Joseph Deiss, insieme a numerose Autorità civili e religiose, fra le quali l'Arcivescovo Giacomo De Nicolò, Nunzio Apostolico ed il Vescovo Amédée Grab, di Chur, Presidente della Conferenza Episcopale Svizzera.

Nel discorso di benvenuto, il Presidente Deiss ha annunciato che la Svizzera, dopo la rottura dei rapporti diplomatici con la Santa Sede nel 1873 e la designazione di un Ambasciatore in missione speciale nel 1991, normalizzerà i rapporti diplomatici con la Santa Sede, mediante l'invio a Roma di un Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario nella persona del Signor Hansrudolf Hoffman, attualmente residente a Praga, che l'Annuario Pontificio 2004 indica come "Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario in missione speciale presso la Santa Sede".

Nonostante l'anomalia della situazione, la Santa Sede ha un Nunzio Apostolico in Svizzera. Il primo fu inviato dal Pontefice a Lucerna nel 1597 a rappresentare la Chiesa presso i Cantoni cattolici. Fino al XIX secolo i suoi successori risiedevano a Soleure.

Nel discorso pronunciato all'arrivo, il Santo Padre, definendo la Svizzera, "crocevia di idiomi e di culture", ha affermato di aver voluto recarvisi "per incontrare un popolo custode di antiche tradizioni e aperto alla modernità. (…) Scopo di questo mio pellegrinaggio apostolico è di incontrare i giovani cattolici della Svizzera in occasione del loro raduno nazionale. Li incontrerò questa sera nella Bern Arena e sarà festa per loro ed anche per me".

"È il dovere di annunciare il Vangelo di Cristo a spingermi sui sentieri del mondo" - ha affermato il Santo Padre - "per riproporlo agli uomini e alle donne del terzo millennio, in particolare alle nuove generazioni. Cristo è il Redentore dell'uomo! Chi crede in Lui e lo segue diventa costruttore della civiltà dell'amore e della pace. Cari abitanti della Svizzera, mi permetto di bussare idealmente al cuore di ognuno di voi, entrando nelle vostre case e nei vari luoghi dove vivete e svolgete le vostre quotidiane attività. A tutti vorrei riproporre il gioioso annuncio evangelico di Cristo Salvatore, offrendo a ciascuno l'augurio della sua pace".

Al termine della cerimonia di benvenuto, il Papa ha raggiunto a bordo di un'autovettura speciale, la Residenza di Viktoriaheim, Casa delle Suore di Carità della Santa Croce, dove alloggiano 75 religiose e circa 80 anziani, per la seconda colazione.

Alle 18:00, dopo il saluto del Sindaco di Berna e dei sei Membri del Consiglio Municipale, il Papa si è recato al Palaghiaccio della Bern Expo per l'incontro con i giovani. Il Palaghiaccio, struttura sportiva che dispone di 16.000 posti, ha potuto accogliere, dopo l'allestimento del podio papale, circa 14.000 giovani. L'incontro del Santo Padre con i giovani, provenienti da tutta la Svizzera e rappresentanti le diverse regioni linguistiche del paese, ha rappresentato il culmine della giornata.

Il Vescovo Amédée Grab ha rivolto un indirizzo di saluto al Santo Padre, seguito da una coreografia che illustrava il Salmo 8 e da una testimonianza di fede offerta da tre giovani di lingua tedesca, francese e italiana. Al termine del discorso del Papa i giovani hanno cantato "Levons-nous", inno composto per l'occasione ed hanno recitato il Padre Nostro. Infine Giovanni Paolo II ha impartito a tutti i presenti la Benedizione Apostolica.

La parola del Signore "Lève-toi!", ha ricordato il Pontefice, tratta dal Vangelo secondo Luca, è pronunciata dal Signore al giovane di Nain, e narra di un incontro: da una parte il mesto corteo che accompagna al cimitero il giovane figlio di una madre vedova, dall'altra il gruppo dei discepoli che seguono Gesù. "Anche oggi, giovani amici, ci si può trovare a far parte di quel triste corteo che avanza sulla strada del villaggio di Nain" - ha detto Giovanni Paolo II ai giovani - "Ciò avviene se vi lasciate andare alla disperazione, se i miraggi della società dei consumi vi seducono e vi distolgono dalla vera gioia per inghiottirvi in piaceri passeggeri, se l'indifferenza e la superficialità vi avvolgono, se di fronte al male e alla sofferenza dubitate della presenza di Dio e del suo amore per ogni persona, se ricercate nella deriva di un'affettività disordinata l'appagamento della sete interiore di amore vero e puro".

"Proprio in tali momenti Cristo si accosta a ciascuno di voi e, come al ragazzo di Nain, rivolge la parola che scuote e risveglia: 'Alzati'. 'Accogli l'invito che ti rimette in piedi!'".

"Il Cristianesimo non è un semplice libro di cultura o un'ideologia, e neppure soltanto un sistema di valori o di principi, seppur elevati. Il Cristianesimo è una persona, una presenza, un volto: Gesù, che dà senso e pienezza alla vita dell'uomo".

"Non abbiate paura di incontrare Gesù" - ha detto Giovanni Paolo II ai giovani - "Anch'io, come voi, ho avuto vent'anni. Mi piaceva fare sport, sciare, recitare. Studiavo e lavoravo. Avevo desideri e preoccupazioni. In quegli anni ormai lontani, in tempi in cui la mia terra natale era ferita dalla guerra e poi dal regime totalitario, cercavo il senso da dare alla mia vita. L'ho trovato nella sequela del Signore Gesù".

"Ecco il secondo invito che ti rivolgo: 'Ascolta!'" - ha detto ancora il Santo Padre - "Non ti stancare di allenarti alla disciplina difficile dell'ascolto. Ascolta la voce del Signore che ti parla attraverso gli avvenimenti della vita quotidiana, attraverso le gioie e le sofferenze che l'accompagnano, le persone che ti stanno accanto, la voce della coscienza assetata di verità, di felicità, di bontà e di bellezza. Se saprai aprire il cuore e la mente con disponibilità, scoprirai 'la tua vocazione', quel progetto cioè che da sempre Iddio, nel suo amore, ha pensato per te".

"La Chiesa ha bisogno delle vostre energie, del vostro entusiasmo, dei vostri ideali giovanili" - ha concluso il Pontefice - "per far sì che il Vangelo permei il tessuto della società e susciti una civiltà di giustizia autentica e di amore senza discriminazioni".
PV-SVIZZERA/ARRIVO:GIOVANI/BERNA VIS 20040607 (1020)

venerdì 4 giugno 2004

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2004 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli deceduti nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Hyacinthe Thiandoum, Arcivescovo emerito di Dakar (Senegal), il 18 maggio, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Kevin Michael Britt, di Grand Rapids (Stati Uniti d'America), il 14 maggio, all'età di 59 anni.

- Il Vescovo Apparecido José Dias, S.V.D., di Roraima (Brasile), il 29 maggio, all'età di 72 anni.

- Il Vescovo Rafael González Moralejo, emerito di Huelva (Spagna), il 28 maggio, all'età di 86 anni.

- L'Arcivescovo Hubert Michon, emerito di Rabat (Marocco), il 14 maggio, all'età di 76 anni.

- L'Arcivescovo Geraldo Majela Reis, emerito di Diamantina (Brasile), il 27 maggio, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Ciriaco Scanzillo, già Ausiliare di Napoli (Italia), il 31 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Jose Salazar, O.P., Ausiliare di Lipa (Filippine), il 30 maggio, all'età di 67 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20040604 (160)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Ragioniere Evandro Vercelli, Capo Ufficio della Sezione Ordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, finora Responsabile Informatico nella Sezione Straordinaria della medesima Amministrazione.
NA/…/VERCELLI VIS 20040604 (40)

TERZO INCONTRO DEL SANTO PADRE CON IL PRESIDENTE BUSH


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto per la terza volta in Vaticano il Presidente degli Stati Uniti d'America Signor Goerge Walker Bush, con la Consorte e Seguito. I precedenti incontri ebbero luogo il 23 luglio 2001 a Castel Gandolfo al termine del Vertice G8 di Genova, e il 28 maggio 2002, a Roma.

"La ringrazio" - ha detto il Papa - "di aver voluto incontrarmi ancora, con la sua Consorte ed i Membri della sua Delegazione, nonostante gli importanti impegni della sua visita in Europa e in Italia, e la mia partenza domani per l'incontro con i giovani cattolici in Svizzera".

Il Papa ha ricordato che il Viaggio del Presidente Bush si iscrive nel quadro delle commemorazioni "del sessantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale e per onorare la memoria dei tanti soldati americani che diedero la vita per il loro Paese e per la libertà dei popoli dell'Europa. Mi unisco a lei nel ricordare il sacrificio di quei valorosi e nel chiedere a Dio che gli errori del passato, che hanno dato luogo a spaventose tragedie, non si ripetano. Oggi ripenso con emozione ai tanti soldati polacchi che morirono per la libertà dell'Europa".

Giovanni Paolo II ha anche ricordato la ricorrenza quest'anno del ventesimo anniversario dell'instaurazione di rapporti diplomatici tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America all'epoca della Presidenza di Ronald Reagan ed ha detto: "Invio i miei saluti al Presidente Reagan e alla Signora Reagan, che gli è accanto nella malattia".

"La sua visita a Roma" - ha detto il Papa - "ha luogo in un momento di grande preoccupazione per l'aggravarsi della situazione in Medio Oriente, in Iraq e in Terra Santa. Lei conosce bene la netta posizione della Santa Sede al riguardo, espressa in numerosi documenti, attraverso contatti diretti ed indiretti, e nei numerosi contatti diplomatici stabiliti dalla sua ultima visita".

"È evidente il desiderio di tutti che tale situazione si normalizzi il più rapidamente possibile con l'attiva partecipazione della comunità internazionale, e, in particolare, dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, per assicurare un rapido ristabilimento della sovranità dell'Iraq, in condizioni di sicurezza per tutto il suo popolo. La recente nomina del Capo di Stato in Iraq e la formazione di un governo iracheno ad interim, rappresentano un passo incoraggiante verso il conseguimento di tale obiettivo. Che una simile speranza di pace si riaccenda anche in Terra Santa e porti a nuovi negoziati, dettati da un sincero e deciso impegno al dialogo, fra il Governo di Israele e l'Autorità Palestinese".

"La minaccia del terrorismo internazionale" - ha proseguito il Pontefice - "rimane fonte di costante inquietudine ed influisce gravemente sui normali e pacifici rapporti fra gli Stati ed i popoli sin dalla tragica data dell'11 settembre 2001, che non ho esitato a definire 'un giorno buio nella storia dell'umanità'".

Il Papa, esprimendo il suo apprezzamento per l'impegno dimostrato dal Presidente Bush, "nel promuovere i valori morali nella società americana, in particolare il rispetto per la vita e la famiglia", ha invitato ad una "più profonda e piena comprensione fra gli Stati Uniti d'America e l'Europa, decisiva nella soluzione dei gravi problemi che abbiamo ricordato. Nelle ultime settimane sono venuti alla luce deplorevoli avvenimenti che hanno sconvolto la coscienza civile e religiosa di tutti, ed hanno reso più difficile un sereno e risoluto impegno nella condivisione dei valori umani. In assenza di tale impegno non si potranno mai sconfiggere né la guerra, né il terrorismo. Che Dio conceda forza e successo a tutti coloro che non cessano di sperare e di adoperarsi per la comprensione fra i popoli, nel rispetto della sicurezza e dei diritti delle nazioni e di ogni uomo e di ogni donna".

Al termine dell'incontro, il Presidente Bush ha donato al Papa la "Medaglia Presidenziale della Libertà", massima onorificenza civile degli Stati Uniti d'America. "Giovanni Paolo II" - ha detto il Presidente Bush - "sostenitore della causa dei poveri, dei deboli, degli affamati, degli emarginati, ha difeso l'unica dignità di ogni vita e la validità di tutta la vita. Con la sua fede e i suoi convincimenti morali, ha invitato tutti a 'non aver paura' di lottare contro l'ingiustizia e l'oppressione. La sua decisa presa di posizione a favore della pace e della libertà, è stata di ispirazione per milioni di persone ed ha contribuito a sconfiggere il comunismo e la tirannia. Gli Stati Uniti d'America rendono omaggio a questo Figlio della Polonia, diventato Vescovo di Roma ed Eroe del nostro tempo".
AC/PRESIDENTE BUSH/… VIS 20040604 (670)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/…/… VIS 20040604 (30)

ROTTURA TRA VANGELO E CULTURA: 'CRISI DEL SENSO'


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere i Presuli della Regione Ecclesiastica del Colorado, Wyoming, Utah, Arizona, New Mexico e Texas Occidentale (Stati Uniti d'America), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", ha affermato di voler riflettere sul "munus propheticum" del Vescovo e "sull'urgente missione dell'evangelizzazione della cultura".

"L'osservazione del mio predecessore Papa Paolo VI, secondo la quale: 'la rottura tra Vangelo e cultura è senza dubbio il dramma della nostra epoca', si manifesta oggi come 'crisi del senso'. Atteggiamenti morali, la deformazione della ragione al servizio di interessi particolari, e l'assolutizzazione del soggettivismo, sono solo alcuni esempi di una prospettiva di vita che manca di cercare la verità e abbandona la ricerca del fine ultimo e del significato dell'umana esistenza".

Il Santo Padre ha sottolineato che: "Alcuni oggi vedono il Cristianesimo gravato da sovrastrutture e non rispondente alle esigenze spirituali dell'individuo. Tuttavia, lontano dall'essere un qualcosa di meramente istituzionale, l'essenza della vostra predicazione del Vangelo è l'incontro con nostro Signore".

"È evidente che tutte le vostre attività devono tendere all'annuncio di Cristo. Il vostro dovere di integrità personale rende contraddittoria ogni separazione fra missione e vita. (…) Vi esorto perciò ad essere vicini ai vostri sacerdoti e ai vostri fedeli. (…) Traendo ispirazione dai grandi Pastori che ci hanno preceduto, come San Carlo Borromeo, la sollecitudine verso i vostri sacerdoti e fedeli, il contatto diretto con gli emarginati, saranno 'quasi anima episcopalis regiminis'".

"Sulla scia della crescente secolarizzazione e frammentazione della conoscenza" - ha sottolineato il Pontefice - "sono sorte 'nuove forme di povertà', particolarmente in quelle culture che godono di benessere materiale, che riflettono la 'disperazione per la mancanza di significato della vita'. La sfiducia nella grande capacità di conoscenza dell'essere umano, l'accettazione di 'verità parziali e provvisorie' e l'insulso inseguimento delle novità, tutto chiama al sempre più difficile compito di trasmettere alle persone - in particolare ai giovani - la comprensione dell'autentico fondamento e fine della vita umana".

Ricordando "la mirabile collezione di carismi degli Istituti Religiosi", il Santo Padre ha ribadito che occorre concentrare il proprio impegno "sull'apostolato della 'carità intellettuale', sulla "carità al servizio dell'intelligenza", attraverso la promozione dell'eccellenza nelle scuole, l'impegno nella dottrina, e l'articolazione del rapporto tra fede e cultura (…) particolarmente importante nelle culture minate del secolarsimo".

Riguardo alla "missione profetica dei laici", il Santo Padre ha detto: "Negli ultimi quaranta anni, mentre l'attenzione politica per la soggettività umana si è concentrata sui diritti individuali, nella sfera pubblica vi è stata una crescente riluttanza ad ammettere che tutti gli uomini e le donne ricevono la propria dignità comune ed essenziale da Dio e con essa la capacità di volgersi verso la verità e la bontà. Separati da questa visione dell'unità fondamentale e dal fine di tutta la famiglia umana, i diritti sono alle volte ridotti ad esigenze centrate sull'io: la crescita della prostituzione e della pornografia in nome della facoltà di scelta dell'età adulta, l'accettazione dell'aborto in nome dei diritti della donna, l'approvazione di unioni fra persone dello stesso sesso in nome dei diritti omosessuali".

"Di fronte a simili modi di pensare erronei e diffusi" - ha concluso il Pontefice - "voi dovete fare tutto il possibile per incoraggiare i laici a seguire la loro 'speciale responsabilità', nella 'evangelizzazione della cultura (…) e nella promozione dei valori cristiani nella società e nella vita pubblica".
AL/EVANGELIZZAZIONE CULTURA/USA VIS 20040604 (570)

giovedì 3 giugno 2004

UDIENZE



CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America (Regione XIII), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Arthur Nicholas Tafoya, di Pueblo.
- Il Vescovo Armando Xavier Ochoa, di El Paso.
- Il Vescovo George Hugh Niederaurer, di Salt Lake City.

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/…/… VIS 20040603 (80)

RESPONSABILITÀ ETICA NEL MONDO CHE CAMBIA


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2004 (VIS). Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha pronunciato questa mattina il discorso inaugurale del Convegno Interdisciplinare su Scienza e Fede, organizzato in collaborazione con l'Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti, sul tema: "Responsabilità etica nel mondo che cambia". Il Convegno, in corso a Lubiana dal 3 al 6 giugno, è stato convocato a 20 anni di distanza di un altro Convegno organizzato dall'Accademia Slovena delle Scienze e dall'allora Segretariato per i non credenti "L'Incontro si articola in quattro sezioni. La prima 'Scienza, fede e società' analizza il ruolo che esercitano nella vita sociale queste due forme del sapere. La seconda 'Scienza e valori', il valore della scienza, invece, si ferma alla considerazione delle implicazioni etiche della ricerca scientifica, specialmente in campi così delicati come la ricerca biomedica. La terza sezione riguarda l'unità della conoscenza, l'etica e la multidisciplinarietà. L'ultima parte del Convegno tratterà sui nuovi orizzonti di azione".

Nel discorso inaugurale, il Cardinale Poupard ha disegnato una mappa dei cambiamenti accaduti nel mondo, specialmente negli ultimi 20 anni in Europa. In queste trasformazioni, la scienza ha avuto un ruolo determinante e chiama in causa la dimensione etica della scienza. Di fronte a coloro che propongono una scienza senza alcun legame con i valori etici, il Cardinale Poupard propone una alleanza tra scienza e coscienza.
CON-C/SCIENZA:FEDE/POUPARD VIS 20040603 (240)

RESPONSABILITÀ ETICA NEL MONDO CHE CAMBIA


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2004 (VIS). Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha pronunciato questa mattina il discorso inaugurale del Convegno Interdisciplinare su Scienza e Fede, organizzato in collaborazione con l'Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti, sul tema: "Responsabilità etica nel mondo che cambia". Il Convegno, in corso a Lubiana dal 3 al 6 giugno, è stato convocato a 20 anni di distanza di un altro Convegno organizzato dall'Accademia Slovena delle Scienze e dall'allora Segretariato per i non credenti "L'Incontro si articola in quattro sezioni. La prima 'Scienza, fede e società' analizza il ruolo che esercitano nella vita sociale queste due forme del sapere. La seconda 'Scienza e valori', il valore della scienza, invece, si ferma alla considerazione delle implicazioni etiche della ricerca scientifica, specialmente in campi così delicati come la ricerca biomedica. La terza sezione riguarda l'unità della conoscenza, l'etica e la multidisciplinarietà. L'ultima parte del Convegno tratterà sui nuovi orizzonti di azione".

Nel discorso inaugurale, il Cardinale Poupard ha disegnato una mappa dei cambiamenti accaduti nel mondo, specialmente negli ultimi 20 anni in Europa. In queste trasformazioni, la scienza ha avuto un ruolo determinante e chiama in causa la dimensione etica della scienza. Di fronte a coloro che propongono una scienza senza alcun legame con i valori etici, il Cardinale Poupard propone una alleanza tra scienza e coscienza.
CON-C/SCIENZA:FEDE/POUPARD VIS 20040603 (240)

10 GIUGNO CELEBRAZIONE CORPUS DOMINI PRESIEDUTA DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2004 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha annunciato oggi che alle 18:30 di giovedì 10 giugno, Solennità del Corpus Domini, il Santo Padre Giovanni Paolo II presiederà la Santa Messa sul sagrato della Patriarcale Basilica di San Giovanni in Laterano e la Processione Eucaristica che, percorrendo Via Merulana, raggiungerà la Basilica di Santa Maria Maggiore. La Santa Messa sarà celebrata dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, e concelebrata dai Vescovi Ausiliari e dai neo-presbiteri della Diocesi di Roma.
OCL/CORPUS DOMINI/… VIS 20040603 (100)

CONFIGURAZIONE GIURIDICA CHIESA GRECO-CATTOLICA UCRAINA


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2004 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini ed i Membri del Sinodo Permanente della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina.

"Desidero assicurare che sono vicino a voi con l'affetto, con la preghiera," - ha detto il Santo Padre - "con l'ammirazione più profonda per la vitalità della vostra Chiesa e per la fedeltà che l'ha distinta nel corso dei secoli. Ricca delle eroiche testimonianze, rese anche nel recente passato, essa si sta impegnando in programmi pastorali che vedono la collaborazione generosa e concorde del clero e dei laici per un'efficace + di evangelizzazione, favorita dal clima di libertà che oggi si respira anche nel vostro Paese".

"Per questi motivi" - ha proseguito Giovanni Paolo II - "condivido la vostra aspirazione, ben fondata anche nella disciplina canonica e conciliare, ad avere una piena configurazione giuridico-ecclesiale. La condivido nella preghiera e anche nella sofferenza, attendendo il giorno stabilito da Dio nel quale potrò confermare, quale Successore dell'Apostolo Pietro, il frutto maturo del vostro sviluppo ecclesiale. Nel frattempo voi sapete bene che la vostra richiesta si sta studiando seriamente, anche alla luce delle valutazioni di altre Chiese cristiane".

Infine il Santo Padre ha auspicato che: "Questa attesa non sia freno al vostro coraggio apostolico né motivo di spegnere od attenuare la gioia dello Spirito Santo che anima e sprona Lei, caro Cardinale Husar, come anche i suoi fratelli Vescovi, insieme con i sacerdoti, i religiosi e i fedeli ad un sempre più inteso impegno nell'annuncio del Vangelo e nel consolidamento della vostra tradizione ecclesiale".
AC/CHIESA GRECO-CATTOLICA/HUSAR VIS 20040603 (280)

mercoledì 2 giugno 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2004 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Bruno Gamberini Arcivescovo Metropolita di Campinas (superficie: 2.134; popolazione: 1.694.021; cattolici: 1.235.435; sacerdoti: 159; religione: 511; diaconi permanenti: 4), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1950 a Matão (Brasile), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1974 e la consacrazione episcopale nel 1995. Finora Vescovo di Bragança Paulista (Brasile), l'Arcivescovo Gamberini succede all'Arcivescovo Gilberto Pereira Lopes, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Tarija (Bolivia), presentata dal Vescovo Adhemar Esquivel Kohenque, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/GAMBERINI:PEREIRA:ESQUIVEL VIS 20040602 (120)

SALUTO DEL PAPA FEDELI FESTA NAZIONALE REPUBBLICA ITALIANA


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2004 (VIS). Nelle parole di saluto nelle diverse lingue al termine della catechesi dell'udienza generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto un saluto particolare ad un gruppo di connazionali ed ai pellegrini italiani in occasione della Festa Nazionale della Repubblica.

Nel rivolgersi ai pellegrini polacchi il Santo Padre ha salutato in particolare i connazionali giunti da Slupsk e gli abitanti di quella città "per la loro benevolenza e per avermi voluto dare il titolo di 'cittadino onorario'. Contraccambio questa loro benevolenza con la preghiera. Saluto inoltre il gruppo dell'Associazione Podhale di Chicago con la presidenza, giunto a Roma in occasione del 75° della fondazione. Vi ringrazio per il vostro impegno per salvaguardare le radici cristiane della cultura e delle tradizioni polacche tra gli immigranti in America".

"Cade oggi" - ha proseguito il Pontefice - "il 25° anniversario del giorno, in cui per la prima volta da Papa, ho baciato la terra polacca. Ritorno sempre con il pensiero a quei giorni e ringrazio Dio per il soffio dello Spirito Santo che è passato attraverso quella terra e ha suscitato un profondo cambiamento. Chiedo a Dio che benedica la nostra Patria e tutti i polacchi. Dio vi benedica!".

Ricordando oggi la celebrazione della Festa Nazionale della Repubblica Italiana, Giovanni Paolo II ha detto: "Rivolgo un cordiale pensiero ai pellegrini di lingua italiana. Nell'odierna Festa Nazionale della Repubblica, esprimo fervidi auguri all'intero popolo italiano e alle sue Autorità. Auspico inoltre che l'Italia, grazie all'apporto responsabile delle varie realtà sociali e di ogni cittadino, e restando ancorata ai grandi valori che stanno alla base della sua cultura, della sua arte e della sua tradizione religiosa, possa conoscere un futuro di speranza, aperto alla concordia, alla coesione interna e alla solidarietà".
AG/SALUTI/… VIS 20040602 (310)

SOFFERENZA PUÒ DIVENTARE STRADA LIBERAZIONE INTERIORE


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2004 (VIS). Il Salmo 40: "Preghiera di un malato", è stato il tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 13.000 pellegrini.

Giovanni Paolo II ha ricordato che l'ultima sera della sua vita terrena, nel Cenacolo Gesù cita questo Salmo per esprimere la sua profonda tristezza al tradimento di Giuda: "Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno". Queste parole, ha detto ancora il Papa, esprimono "la supplica di un uomo infermo abbandonato dai suoi amici".

L'infermo "inizia il suo discorso chiedendo perdono a Dio, secondo la tradizionale concezione anticotestamentaria che ad ogni dolore faceva corrispondere una colpa. (…) Anche se si tratta di una visione superata da Cristo, Rivelatore definitivo" - ha sottolineato il Pontefice - "la sofferenza in se stessa può nascondere un valore segreto e diventare una strada di purificazione, di liberazione interiore, di arricchimento dell'anima. Essa invita a vincere la superficialità, la vanità, l'egoismo, il peccato e ad affidarsi più intensamente a Dio e alla sua volontà salvifica".

Entrando in scena i malvagi, ha affermato il Santo Padre, "coloro che sono venuti a visitare il malato non per confortarlo, bensì per attaccarlo", fanno sperimentare all'orante "l'indifferenza e durezza persino da parte degli amici, che si trasformano in figure ostili e odiose".

"L'amarezza è profonda, quando a colpirci è 'l'amico' in cui si confidava, chiamato letteralmente in ebraico 'l'uomo della pace'. (…) Nel nostro orante risuona la voce di una folla di persone dimenticate e umiliate nella loro infermità e debolezza, anche da parte di coloro che avrebbero dovuto sostenerle".

Il Papa ha concluso la catechesi ricordando: "La preghiera del Salmo 40 non si spegne, però, su questo sfondo cupo. L'orante è certo che Dio si affaccerà al proprio orizzonte, rivelando ancora una volta il suo amore. Sarà lui a offrire il sostegno e a prendere tra le braccia il malato. (…) Il Salmo, segnato dal dolore, finisce dunque in uno squarcio di luce e di speranza".
AG/SALMO 40/… VIS 20040602 (360)
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