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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 27 maggio 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America (Regione VII), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Gerald Andrew Gettelfinger, di Evansville.

- Il Vescovo John Michael d'Arcy, di Fort Wayne-South Bend.

- Il Vescovo Dale Joseph Melczek, di Gary.

- Il Vescovo William Leo Higi, di Lafayette in Indiana.

- Il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile (Cile) e Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (Celam), con il Vescovo Andrés Stanovnik, di Reconquista (Argentina), Segretario Generale interinale del CELAM.
AL:AP/…/… VIS 20040527 (120)

EVANGELIZZAZIONE MEDIANTE MEZZI COMUNICAZIONE SOCIALE


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2004 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, è intervenuto ieri a Washington ad un Incontro promosso dal Comitato delle Comunicazioni della Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America.

L'Arcivescovo Foley ha sottolineato la necessità di compiere "uno sforzo speciale per evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione, in particolare mediante Internet". In tale senso l'Arcivescovo ha affermato che: "È essenziale promuovere un programma di comunicazioni sociali che consenta di far conoscere e comprendere il Catechismo della Chiesa Cattolica".

Oggi, giovedì 27 maggio, il Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali celebrerà una Messa in memoria dei membri dell'Associazione della Stampa Cattolica mancati lo scorso anno.
…/MEZZI COMUNICAZIONE:EVANGELIZZAZIONE/FOLEY VIS 20040527 (130)

FRAGORE GUERRA NON IMPEDIRÀ NOSTRA RIFLESSIONE DI CREDENTI


DOHA (QATAR), 27 MAG. 2004 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, già Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha inaugurato, questa mattina, la prima sessione pubblica della Conferenza del Quatar sul Dialogo Islamo-Cristiano, in corso a Doha (Qatar), dal 27 al 29 maggio. La Conferenza è stata organizzata dalla Pontificia Commissione per i Rapporti Religiosi con i Musulmani e dal "Centro degli Stati del Golfo", dell'Università del Qatar.

L'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Presidente della Pontificia Commissione, ha pronunciato il discorso di benvenuto, a cui sono seguiti gli interventi dello Sceicco Abdullah Bin Khalifa Al-Thani, Ministro degli Affari Esteri del Qatar; dello Sceicco Mohammad Sayed Tantawi, Grand Imam della Moschea di Al-Azhar; di Sua Santità Shenouda III, Papa della Chiesa Ortodossa Copta; del Professor Youssef Al-Qaradawi dell'Università del Qatar e dal Professor Hamid Bin Ahmad Al-Rifaie, Presidente del Forum Internazionale Islamico per il Dialogo.

Il Cardinale Tauran, nel suo discorso in lingua inglese, ha definito la Conferenza del Qatar: "Un'eloquente testimonianza di fraternità. Il fragore della guerra, che riecheggia non lontano da noi, non ci impedirà di riflettere sulle nostre responsabilità di credenti, o dal rivolgere un messaggio di amicizia a tutti coloro che sono disponibili ad accoglierlo. Il nostro è prima di tutto un incontro di credenti. Poiché riconosciamo di essere figli dello stesso Dio, possiamo accettare le nostre differenze ed insieme dedicarci al servizio della società, nel rispetto della giustizia, dei valori morali e della pace".

L'attuale incontro rappresenta, ha proseguito il Cardinale - "anche un dialogo fra credenti che appartengono a due diverse religioni. Allo scopo di evitare ogni sincretismo o caricatura, ognuno deve rimanere leale alla propria fede". Successivamente il Cardinale ha citato le parole del Santo Padre Giovanni Paolo II, che, in numerose occasioni, ha ricordato i molti elementi che Musulmani e Cristiani hanno in comune, "adoratori di Dio", "alla ricerca di Dio" e "credenti nello stesso Dio. (…) La Chiesa cattolica guarda con rispetto e riconosce (…) la ricchezza della tradizione spirituale" dell'Islam, ed "anche noi cristiani siamo orgogliosi della nostra tradizione religiosa".

Il Cardinale Tauran ha quindi affermato che: "Per questa ragione, la libertà di coscienza e di religione è fondamentale, assolutamente necessaria. (…) La libertà di religione rispetta allo stesso tempo Dio e l'uomo! È assoluta e reciproca. Si estende oltre l'individuo, alla comunità; ha una dimensione civile e sociale. (…) La libertà religiosa così intesa e vissuta può divenire un efficace fattore nell'edificazione della pace". Infine il Cardinale ha ribadito che i credenti in quanto tali, promuovono la giustizia, la dignità umana, la pace e la solidarietà fra i popoli.

"I governanti non hanno nulla da temere dai credenti autentici" - ha affermato il Cardinale Tauran - "I credenti autentici sono anche il miglior antidoto a tutte le forme di fanatismo, perché sono consapevoli che impedire ai fratelli e sorelle di praticare la propria religione, discriminare il seguace di un'altra religione, o peggio ancora, uccidere nel nome della religione, sono infamie che offendono Dio e che nessuna causa o autorità, politica o religiosa, potrà mai giustificare".

Il Cardinale Tauran ha ribadito la necessità "di intraprendere un dialogo di fiducia fra le autorità civili e religiose, così che si stabiliscano e garantiscano saldamente i diritti e gli obblighi dei credenti e delle loro comunità, con particolare riguardo al principio della reciprocità. (…) Non si può pretendere di conquistare i legittimi diritti e libertà calpestando i diritti altrui!".

"Qui a Doha" - ha concluso il Cardinale Tauran - "tutti noi possiamo, anzi dobbiamo, fare la nostra parte per imboccare la via della fraternità e della pace!".
DELSS/MUSULMANI:CRISTIANI/QATAR:TAURAN VIS 20040527 (600)

CONSEGNATA PAPA MEDAGLIA COMMEMORATIVA SAN PIETROBURGO

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Signor Igor Sergeevich Rimmer, Presidente dell'Assemblea Legislativa di San Pietroburgo (Federazione Russa), accompagnato da una Delegazione Ufficiale, per la consegna al Pontefice di una medaglia commemorativa del terzo centenario di fondazione della città.

"A San Pietroburgo" - ha detto il Papa - "porta che introduce nel grande Paese della Federazione Russa, tutto parla del fecondo dialogo culturale, spirituale, artistico e umano fra l'occidente e l'oriente d'Europa. Formulo l'auspicio che tale costruttivo atteggiamento di apertura continui ad esercitare il suo positivo influsso a tutto vantaggio della reciproca comprensione fra genti di tradizioni umane, religiose e spirituali diverse".
AC/PRESIDENTE ASSEMBLEA/SAN PIETROBURGO VIS 20040527 (120)

MOBILITARCI TUTTI PER FAR CESSARE VIOLENZA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto le Lettere Credenziali di sette nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: il Signor Edgar Stephanus Ragoenath Amanh, del Suriname; la Signora Sarala Manourie Fernando, dello Sri Lanka; il Signor Mohamed Salia Sokona, del Mali; il Signor Yahya Alí Mohamed Al-Abiad, dello Yemen; il Signor Anderson Kaseba Chibwa, dello Zambia; il Signor Kingsley Sunny Ebenyi, della Nigeria e il Signor Afif Hendaoui, della Tunisia.

Il Papa si è rivolto a tutti gli Ambasciatori collettivamente e, successivamente, ha consegnato ad ogni Ambasciatore un testo scritto dedicato alle questioni specifiche di ciascun Paese.

Giovanni Paolo II ha lamentato che: "Da tutti i continenti provengono incessantemente informazioni inquietanti sulla situazione dei diritti umani, che mostrano uomini, donne e bambini, torturati ed oltraggiati nella loro dignità, in evidente contrasto con quanto proclamato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. È l'umanità intera ad essere ferita e dileggiata. Poiché ogni uomo è nostro fratello, noi non possiamo tacere davanti a tali crimini, che non sono tollerabili. Spetta a tutti gli uomini di buona volontà (…) adoperarsi per il rispetto di ogni essere umano".

"È la coscienza dell'uomo che deve essere educata, perché cessino le insopportabili violenze che pesano sui nostri fratelli, e tutti gli uomini si mobilitino per il rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona. Noi non possiamo vivere nella pace ed il nostro cuore non potrà essere in pace, se non sono trattati degnamente tutti gli uomini. È nostro dovere essere solidali con tutti".

Il Santo Padre ha ribadito che: "Non si potrà conquistare la pace se non ci mobilitiamo tutti, in particolare voi diplomatici, perché sia rispettato ogni essere umano sulla faccia della terra. Solo la pace permette di sperare nell'avvenire. Per questo la vostra missione è di essere al servizio dei rapporti di fraternità fra le persone e i popoli".

Nel discorso rivolto all'Ambasciatore del Suriname, il Papa scrive che: In un Paese ricco di tradizioni culturali e religiose, è importante riconoscere la dignità umana innata di ogni individuo".

Nel Messaggio al Rappresentante dello Sri Lanka, Giovanni Paolo II ribadisce che la Chiesa Cattolica "condanna fermamente la violenza perpetrata in nome della religione e parimenti rigetta ogni forma di proselitismo, inteso come violazione della libertà di coscienza dell'altro, attraverso la coercizione morale o finanziaria".

Nel discorso all'Ambasciatore del Mali, il Santo Padre afferma che occorre "sensibilizzare nuovamente i paesi interessati e tutta la Comunità internazionale alle gravi calamità costituite dal traffico di minori e dal lavoro minorile".

Il dovere di garantire il rispetto dei diritti umani, quali "la libertà dell'autentica pratica religiosa; il diritto di edificare e mantenere i luoghi di culto, inclusi i luoghi per le minoranze religiose; l'attiva partecipazione di tutti i cittadini alla vita democratica civile e l'accesso all'istruzione", sono i problemi tratteggiati nel Messaggio di Giovanni Paolo II all'Ambasciatore dello Yemen.

Rivolgendosi al Rappresentante della Tunisia, il Santo Padre scrive infine che: "Non c'è dubbio che le diverse religioni, in particolare il Cristianesimo e l'Islam, abbiano ancora molto da fare, nel ruolo di loro competenza, per instaurare un autentico dialogo, rispettoso e fecondo e per denunciare tutte le manipolazioni della religione al servizio della violenza".
AC/CREDENZIALI/… VIS 20040527 (540)

mercoledì 26 maggio 2004

RATIFICA ACCORDO FRA SANTA SEDE E BRANDEBURGO


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2004 (VIS). Martedì 25 maggio, nella sede della Nunziatura Apostolica a Berlino (Repubblica Federale di Germania), l'Arcivescovo Erwin Josef Ender, Nunzio Apostolico in Germania, e il Signor Matthias Platzeck, Ministro-Presidente del Land Brandeburgo, hanno proceduto allo scambio degli Strumenti di ratifica dell'Accordo firmato a Postdam, il 12 novembre 2003, per regolare i rapporti fra la Chiesa cattolica e il Land e che entra in vigore il giorno seguente alla ratifica.

Presenti alla cerimonia erano il Cardinale Georg Sterzinsky, Arcivescovo di Berlino, e la Professoressa Dottoressa Johanna Wanka, Ministro della Scienza, della Ricerca e della Cultura.
…/ACCORDO SANTA SEDE-BRANDEBURGO/… VIS 20040526 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Sérgio Krzywy, finora Direttore Spirituale dell'Istituto Teologico "Rainha dos Apóstolos" di Marília (Brasile), Vescovo di Araçatuba (superficie: 9.798; popolazione: 455.570; cattolici: 410.000; sacerdoti: 43; religiosi: 60; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Palmeira (Brasile) nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
NER/…/KRZYWY VIS 20040526 (70)

TELEGRAMMA INONDAZIONI REPUBBLICA DOMINICANA


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2004 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo dei telegrammi di cordoglio che, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, alle Autorità ed alle popolazioni, tramite i rispettivi Nunzi Apostolici, per le vittime delle gravi inondazioni che hanno provocato numerose vittime nella Repubblica Dominicana ed a Haiti.

Riportiamo di seguito il testo del telegramma fatto pervenire all'Arcivescovo Timothy Broglio, Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana.

"Sua Santità Giovanni Paolo II, vivamente addolorato nell'apprendere la dolorosa notizia delle gravi inondazioni che hanno colpito una vasta area della Repubblica Dominicana, e che hanno causato numerose vittime e lasciato numerose famiglie senza tetto, offre suffragi per l'eterno riposo dei defunti ed eleva le sue preghiere al Signore affinché conceda consolazione a tutte le persone colpite e ispiri sentimenti di solidarietà cristiana in quanti collaborano per rimediare ai tragici effetti di tale catastrofe naturale".

"Prego Vostra Eccellenza di trasmettere il sentito cordoglio del Santo Padre ai familiari dei defunti e di esprimere a tutti i superstiti, la sua paterna sollecitudine e vicinanza spirituale. Con tali sentimenti, il Santo Padre impartisce la confortatrice Benedizione Apostolica in segno di speranza nel Signore Risorto".
TGR/INONDAZIONI REPUBBLICA DOMINICANA/SODANO VIS 20040526 (190)

DIO CONDANNA IL MALE MA RICOMPENSA FEDELTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2004 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, è stato il Cantico dei Capitoli 11 e 12 dell'Apocalisse: "Il giudizio di Dio".

Il Santo Padre ha affermato, rivolgendosi ai 15.000 pellegrini presenti, che: "i ventiquattro anziani della corte celeste, che rappresentano tutti i giusti della Antica e della Nuova Alleanza, intonano un inno forse già in uso nelle assemblee liturgiche della Chiesa delle origini. Essi adorano Dio sovrano del mondo e della storia, pronto ormai a instaurare il suo regno di giustizia, di amore e di verità".

"In questa preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "si sente pulsare il cuore dei giusti che attendono nella speranza la venuta del Signore a rendere più luminosa la vicenda dell'umanità, spesso immersa nelle tenebre del peccato, dell'ingiustizia, della menzogna e della violenza".

Giovanni Paolo II ha precisato ancora che il Cantico esalta: "il giudizio giusto e risolutivo che il Signore sta per eseguire sull'intera storia umana". Dio "è giudice, sì, ma anche salvatore; condanna il male, ma ricompensa la fedeltà; è giustizia, ma soprattutto amore".

Il Capitolo 12 del Cantico dell'Apocalisse, ha detto ancora il Pontefice, illustra "il duello tra il bene e il male, tra la Chiesa e Satana, all'improvviso risuona una voce celeste che annuncia la sconfitta dello 'Accusatore'. (…) Egli 'accusava i nostri fratelli davanti al nostro Dio giorno e notte', metteva cioè in dubbio la sincerità della fede dei giusti. Ora il drago satanico è fatto tacere e alla radice della sua sconfitta c'è 'il sangue dell'Agnello', la passione e la morte di Cristo Redentore".

"Alla sua vittoria è associata la testimonianza del martirio dei cristiani." - ha concluso il Pontefice - "C'è un'intima partecipazione all'opera redentrice dell'Agnello da parte dei fedeli che non hanno esitato a 'disprezzare la vita fino a morire'. Il pensiero corre alle parole di Cristo: 'Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna'".

Nelle parole di saluto ai pellegrini, al termine dell'udienza, il Santo Padre, si è rivolto ai suoi compatrioti e, ricordando la prossima solennità della Pentecoste, ha ripetuto le parole pronunciate "venticinque anni fa in Piazza della Vittoria a Varsavia, il cui nome attuale è: Piazza di Józef Pilsudski: 'Scenda il Tuo Spirito! E rinnovi la faccia della terra. Di questa Terra! Pensando alla realtà di oggi, nella mia preghiera quotidiana ripeto quelle parole, sempre attuali: 'Scenda il Tuo Spirito! E rinnovi la faccia della terra. Di questa nostra Terra!'. Dio vi sia propizio!".
AG/CANTO APOCALISSE/… VIS 20040526 (470)

martedì 25 maggio 2004

UDIENZEa


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate dieci Presuli della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America (Regione VII), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Francis Eugene George, O.M.I., Arcivescovo di Chicago, con gli Ausiliari: Vescovo Gustavo Garcia-Siller, M.Sp.S, Vescovo Francis J. Kane, Vescovo Jerome E. Listecki, Vescovo Thomas J. Paprocki, Vescovo Joseph N. Perry.

- Il Vescovo Daniel Robert Jenky, C.S.C., di Peoria.

- Il Vescovo Thomas George Doran, di Rockford.

- Il Vescovo George Joseph Lucas, di Springfield in Illinois.

- L'Arcivescovo Daniel Mark Buechlein, O.S.B., di Indianapolis.
AL/…/… VIS 20040525 (100)

CONFERENZA DIALOGO ISLAMO-CRISTIANO IN QATAR


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2004 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, l'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, M.Afr., Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e l'Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, guideranno la Delegazione della Santa Sede che parteciperà alla Conferenza sul Dialogo Islamo-Cristiano in programma a Doha (Qatar), dal 27 al 29 maggio prossimo.

La Conferenza, organizzata dalla Commissione per i Rapporti Religiosi con i Musulmani, Sezione del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e dal "Centro degli Stati del Golfo" dell'Università del Qatar, avrà luogo presso l'Hotel Ritz-Carlton a Doha. Il 27 maggio si svolgerà una sessione pubblica alla quale prenderanno parte Rappresentanti cristiani e musulmani provenienti da tutto il mondo. Nei giorni 28 e 29 maggio si svolgeranno sessioni a porte chiuse sul tema della libertà religiosa.

Alla sessione pubblica di giovedì 27 maggio, interverranno il Cardinale Jean-Louis Tauran, l'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, l'Emiro del Quatar Shayk Hamad bin Khalifa Al Thani, Sua Santità Shenouda III, Papa di Alessandria della Chiesa Ortodossa Copta, il Professor Youssef al-Qaradawi dell'Università del Qatar, il Professor Muhammad Sayyed Tantawi dell'Università di Al-Azhar del Cairo (Egitto), e il Professor Youssef El-Hage (Libano).
CON-DIR/DIALOGO ISLAMO-CRISTIANO/QATAR VIS 20040525 (200)

lunedì 24 maggio 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2004 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Colin Campbell, finora Rettore del Seminario Nazionale "Holy Cross" di Auckland (Nuova Zelanda), Vescovo di Dunedin (superficie: 64.747; popolazione: 282.183; cattolici: 35.307; sacerdoti: 57; religiosi: 139), Nuova Zelanda. Il Vescovo eletto è nato nel 1941 nella Diocesi di Dunedin (Nuova Zelanda), ed è stato ordinato sacerdote nel 1966. Il Vescovo Campbell succede al Vescovo Leonard Anthony Boyle, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Atcherley Dew, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Wellington, Arcivescovo Coadiutore della medesima Arcidiocesi (superficie: 35.810; popolazione: 559.350; cattolici: 81.189; sacerdoti: 122; religiosi: 284), Nuova Zelanda.

Sabato 22 maggio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Gerardo de Jesús Rojas López, finora Vicario Generale della Diocesi di Ciudad Juárez (Messico), Vescovo di Nuevo Casas Grandes (superficie: 38.320; popolazione: 130.901; cattolici: 96.800; sacerdoti: 51; religiosi: 53), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Teocaltiche (Messico), nel 1957 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. Succede al Vescovo Hilario Chávez Joya, M.N.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Emil Paul Tscherrig, Nunzio Apostolico in Corea, finora Nunzio Apostolico in Trinidad e Tobago, Antigua e Barbuda, Bahams, Barbados, Dominica, Giamaica, Grenada, Repubblica Cooperativa della Guyana, Repubblica di Suriname, Saint Kitts and Nevis, Saint-Vincent e Grenadines, Santa Luica e Delegato Apostolico nelle Antille.

- Ha nominato il Padre Fernando Vergez Alzaga, L.C., finora Aiutante di Studio nel Pontificio Consiglio per i Laici, Capo ufficio nella Sezione Ordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

- Ha nominato il Dottor Ivan Ruggiero, Consultore della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, finora Ragioniere Generale del medesimo Dicastero.
NER:RE:NEC:NN:NA/…/… VIS 20040524 (330)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Branko Crevenkovski, Presidente della Repubblica di Macedonia, con la Consorte e Seguito.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America (Regione VII), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Wilton Daniel Gregory, di Belleville.

- Il Vescovo Joseph Leopold Imesch, di Joliet in Illinois, con il Vescovo Roger Louis Kaffer, già Ausiliare.

- Il Professor Oghnjan Gerdjikov, Presidente del Parlamento di Bulgaria, con la Consorte e Seguito.

Sabato 22 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Raul Nicolau Gonsalves, emerito di Goa e Damão (India).

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America (Regione X), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo James Anthonu Tamayo, di Laredo.

- Il Vescovo Plácido Rodríguez, C.M.F., di Lubbock.

- Il Vescovo Alvaro Corrada del Río, S.I., di Tyler.

- Il Vescovo David Eugene Fellhauer, di Victoria in Texas.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/… VIS 20040524 (180)

VIAGGIO DEL CARDINALE KASPER A GERUSALEMME


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2004 (VIS). Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, è giunto oggi a Gerusalemme per una visita di quattro giorni.

Il Cardinale Kasper compie l'attuale visita in risposta ad un invito dell'Istituto Ecumenico di Studi Teologici Avanzati di Tantur a prendere parte ad un colloquio organizzato in collaborazione con la "Notre Dame University", durante il quale interverrà sul tema: "Perdono e Purificazione delle Memorie".

Nel corso della visita a Gerusalemme, il Cardinale Kasper incontrerà il Patriarca Latino di Gerusalemme, gli Ordinari cattolici, il Custode di Terra Santa ed i Superiori e Membri di Istituti e Congregazioni religiose. Per l'aspetto ecumenico del suo viaggio, il Porporato farà visita al Patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, S.B. Irenaios e al Patriarca armeno, S.B. Torkom Manoogian. Per l'aspetto della visita che riguarda i rapporti religiosi con l'Ebraismo, il Cardinale Kasper incontrerà i Gran Rabbini d'Israele ed il Rabbino Kronish. Al livello del Governo d'Israele, il Porporato farà visita al Presidente dello Stato d'Israele, Signor Moshé Katsav.
CON-UC/IVISITA GERUSALEMME/KASPER VIS 20040524 (200)

IN BREVE


UNA DELEGAZIONE DI MACEDONIA È STATA RICEVUTA OGGI DAL SANTO PADRE, accompagnata dal Presidente della Repubblica di Macedonia Signor Branko Crvenkovski, in occasione della visita a Roma per "il tradizionale ed affettuoso omaggio che voi rendete ai Santi Cirillo e Metodio, Apostoli dei Paesi Slavi, la cui memoria si custodisce nella venerabile Basilica di San Clemente". Giovanni Paolo II afferma: "Il vostro Paese ha saggiamente riaffermato il suo impegno a seguire la via della pace e della riconciliazione. (…) Il vostro sguardo si rivolge legittimamente all'Europa. (…) Auspico di cuore che la vostra aspirazione riceva la giusta considerazione ed i cittadini della vostra Repubblica siano un giorno membri a tutti gli effetti di una Europa unificata".

UNA DELEGAZIONE DELLA BULGARIA È STATA RICEVUTA DAL PAPA, questa mattina, accompagnata dal Presidente del Parlamento di Bulgaria, Professor Oghnjan Gerdjikov, per la tradizionale visita in occasione della Festa dei Santi Cirillo e Metodio. "Da alcuni anni" - ha affermato il Pontefice - "il vostro Paese ha ritrovato il suo ruolo sulla scena internazionale e persegue il suo cammino verso la libertà e la democrazia, cercando anche di consolidare la concordia nell'ambito della Nazione, impegnata attualmente nel paziente sforzo di entrare stabilmente a far parte delle istituzioni dell'Unione Europea. Auspico, in proposito, che la Bulgaria realizzi le sue legittime aspirazioni, apportando (…) il suo contributo alla costruzione europea".

IL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II HA INVIATO UN MESSAGGIO al Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, che si recherà questa settimana, ad inaugurare il Centro Socio-Sanitario "Casa Santo Volto di Gesù", realizzato dalla Congregazione delle Suore Benedettine Riparatrici del Santo Volto di Nostro Signore Gesù Cristo, a Bacau (Romania). Nel Messaggio, datato 13 maggio, il Papa scrive che la nuova struttura assistenziale, chiamata "Casa del Santo Volto di Gesù", è destinata ad accogliere "persone anziane e inabili, a cominciare dai sacerdoti. Si tratta di un importante servizio in favore di quanti si trovano in situazioni di povertà o di malattia e non hanno familiari in grado di far fronte ai loro bisogni".
…/IN BREVE/… VIS 20040524 (340)

MESSAGGIO GIOVANNI PAOLO II CENTENARIO SINAGOGA DI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2004 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Cardinale Camillo Ruini, Pro- Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ha dato lettura di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II al Rabbino Capo di Roma, Dottor Riccardo Di Segni, in occasione della commemorazione del centenario della Sinagoga di Roma. Presente alla celebrazione era anche il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e della Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo.

Nel Messaggio il Santo Padre riserva un saluto particolare al Gran Rabbino emerito, Professor Elio Toaff, che incontrò in occasione della Sua storica visita alla Sinagoga, il 13 aprile 1986. "Tale evento" - scrive Giovanni Paolo II - "rimane scolpito nella mia memoria e nel mio cuore come simbolo della novità che ha caratterizzato, negli ultimi decenni, le relazioni tra il popolo ebraico e la Chiesa Cattolica, dopo periodi a volte difficili e travagliati".

Giovanni Paolo II ricorda che: "Nel Concilio Vaticano II, la Chiesa ha ribadito in modo chiaro e definitivo il rifiuto dell'antisemitismo in tutte le sue espressioni. Tuttavia, non basta la pur doverosa deplorazione e condanna delle ostilità contro il popolo ebraico che spesso hanno caratterizzato la storia; occorre sviluppare anche l'amicizia, la stima e i rapporti fraterni con esso. Queste relazioni amichevoli, rafforzate e cresciute dopo l'assise conciliare del secolo scorso, ci vedono uniti nel ricordo di tutte le vittime della Shoà, specialmente di quanti, nell'ottobre del 1943, furono qui strappati alle loro famiglie e alla vostra cara Comunità ebraica romana per essere internati ad Auschwitz. Il loro ricordo sia in benedizione e ci spinga ad operare da fratelli".

"È doveroso, peraltro," - scrive ancora il Pontefice - "ricordare tutti quei cristiani che, (…) hanno reagito con coraggio, anche in questa città di Roma, per dare concreto soccorso agli Ebrei perseguitati, offrendo solidarietà e aiuto, a volte anche a rischio della loro stessa vita. (…) Né si può dimenticare, accanto ai pronunciamenti ufficiali, l'azione, spesso nascosta, della Sede Apostolica, che in molti modi è venuta in aiuto di Ebrei in pericolo, come è stato riconosciuto anche da loro autorevoli rappresentanti".

Il Papa scrive inoltre: "La Chiesa non ha esitato a 'deplorare le mancanze dei suoi figli e delle sue figlie in ogni epoca', ed in un atto di pentimento (teshuvà), essa ha chiesto perdono per le loro responsabilità in qualsiasi modo collegato con le piaghe dell'antigiudaismo e dell'antisemitismo". In merito, Giovanni Paolo II ha ricordato il pellegrinaggio compiuto in Terra Santa nel marzo 2000 e l'omaggio reso alle vittime della Shoà a Yad Vashem.

"Purtroppo" - scrive il Pontefice - "il pensiero rivolto alla Terra Santa suscita nei nostri cuori preoccupazione e dolore per la violenza che continua a segnare quell'area, per il troppo sangue innocente versato da israeliani e palestinesi, che oscura il sorgere di un'aurora di pace nella giustizia. Per questo vogliamo oggi rivolgere una fervida preghiera all'Eterno (…) affinché l'inimicizia non travolga più nell'odio coloro che si richiamano al padre Abramo - ebrei, cristiani e musulmani - e ceda il posto alla chiara consapevolezza dei vincoli che li legano e della responsabilità che grava sulle spalle degli uni e degli altri".

"Molta strada dobbiamo ancora percorrere" - conclude Giovanni Paolo II - "il Dio della giustizia e della pace, della misericordia e della riconciliazione, ci chiama a collaborare senza esitazioni nel nostro mondo contemporaneo, lacerato da scontri e inimicizie. Se sapremo unire i nostri cuori e le nostre mani per rispondere alla divina chiamata, la luce dell'Eterno si avvicinerà per illuminare tutti i popoli mostrandoci le vie della pace, dello Shalom. Vorremo percorrerle con un solo cuore".
MESS/CENTENARIO SINAGOGA ROMA/… VIS 20040524 (620)

SAPIENZA E PRUDENZA USO MEZZI DI COMUNICAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2004 (VIS). Prima della recita del Regina Coeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato che oggi ricorre in numerosi Paesi la solennità liturgica dell'Ascensione del Signore e contemporaneamente si celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Giovanni Paolo II ha affermato che la Chiesa "desidera instaurare" con gli operatori delle Comunicazioni Sociali "un dialogo franco e aperto, per incoraggiarne l'impegno a favore dell'autentico progresso dell'umanità".

Ricordando il tema scelto per la Giornata di quest'anno: "I media in famiglia: un rischio e una ricchezza", Giovanni Paolo II ha affermato: "Grazie alle moderne tecnologie, molti nuclei familiari, possono accedere direttamente alle vaste risorse della comunicazione e dell'informazione, e trarne occasione di educazione, di arricchimento culturale e di crescita spirituale. I mezzi di comunicazione possono però arrecare grave danno alla famiglia, quando presentano una visione inadeguata o persino distorta della vita, della famiglia stessa, della religione e della morale".

"Occorre, pertanto" - ha proseguito il Pontefice - "imparare ad usarli con sapienza e prudenza. È un dovere che concerne anzitutto i genitori, responsabili di un'educazione sana ed equilibrata dei figli. È compito che investe, altresì, le istituzioni pubbliche, chiamate ad attuare procedure di regolamentazione atte ad assicurare che i mezzi di comunicazione sociale siano sempre rispettosi della verità e del bene comune".

Al termine della recita del Regina Coeli, nel salutare i pellegrini nelle diverse lingue, il Santo Padre ha ricordato che sabato 20 maggio, vigilia della grande Solennità della Pentecoste, presiederà alle 18:00, la solenne celebrazione dei Vespri. "Invito tutti i fedeli" - ha detto Giovanni Paolo II - "in particolare gli aderenti ai Movimenti del Rinnovamento nello Spirito, a partecipare alla veglia di preghiera, per invocare su di noi e su tutta la Chiesa una copiosa effusione dei doni dello Spirito Santo".
ANG/MEZZI COMUNICAZIONE/… VIS 20040524 (320)

SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE E LOTTA CONTRO LA FAME


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2004 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del discorso, pronunciato il 20 maggio scorso, dal Monsignore Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede delle Organizzazioni e Organismi delle Nazioni Uniti per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O., I.F.A.D., P.A.M.), e Capo della Delegazione alla XXVII Conferenza della F.A.O. per l'Asia e il Pacifico (Pechino, 17-21 maggio).

Monsignore Volante ha detto all'inizio del suo discorso che: "La presenza internazionale della Santa Sede è motivata esclusivamente dal desiderio di rendere un servizio comune alla famiglia umana nel suo complesso. In tal modo la Santa Sede intende testimoniare il suo interesse costruttivo per la causa della persona umana, l'attenzione alle sue esigenze fondamentali, a cominciare dal diritto primario all'alimentazione, componente essenziale del diritto alla vita".

"Infatti, ci sembra" - ha sottolineato l'Osservatore Permanente - "che la situazione della sicurezza alimentare si sia aggravata, a causa della crescita di sistemi di produzione sempre più legati a metodi su larga scala, del degrado dell'ambiente, e nel campo dell'agricoltura, a causa del degrado del territorio e della scarsità d'acqua. Questi problemi evidentemente fanno diminuire il livello di sicurezza alimentare. In tale prospettiva è sempre più urgente guardare al futuro, comprendere quale possa essere il ruolo della F.A.O. nei prossimi anni, nella regione".

Successivamente, citando le parole del Santo Padre Giovanni Paolo II pronunciate al Vertice Mondiale sull'Alimentazione del 1996, il Monsignore Volante ha detto: "'È auspicabile che le vostre riflessioni ispirino provvedimenti concreti per combattere l'insicurezza alimentare, che provoca troppe vittime fra i nostri fratelli e sorelle. Nulla cambierà a livello mondiale, se i responsabili delle nazioni non metteranno in pratica gli impegni scritti nel vostro piano d'azione per la promozione di politiche economiche e alimentari basate non solo sul profitto, ma anche sulla condivisione nella solidarietà".
DELSS/INCONTRO F.A.O./PECHINO:VOLANTE VIS 20040524 (320)

AFRICA HA BISOGNO URGENTE PACE, GIUSTIZIA E RICONCILIAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2004 (VIS). Nel pomeriggio di ieri si è conclusa in Vaticano la Giornata di studio e di riflessione su: "Sviluppo economico e sociale dell'Africa in un'era di globalizzazione", organizzata dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

Nel Messaggio fatto pervenire ai partecipanti, il Papa scrive: "I numerosi focolai di violenza che insanguinano l'Africa, l'Aids e altre pandemie, come pure i drammi della miseria e delle ingiustizie continuano a pesare sull'avvenire del Continente, producendo effetti negativi che ipotecano lo sviluppo solidale dell'Africa stessa e l'instaurazione di una pace durevole e di una società giusta ed equa".

"Il Continente" - scrive ancora il Pontefice - "ha un bisogno urgente di pace, di giustizia e di riconciliazione, come anche dell'aiuto dei Paesi industrializzati chiamati a sostenere il suo sviluppo, perché i popoli africani siano veramente i protagonisti del loro avvenire, gli attori e i soggetti del loro destino. (…) Che la comunità internazionale possa contribuire, con determinazione e generosità, a promuovere una società di giustizia e di pace sul continente africano".

Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha a sua volta sottolineato che il Continente africano non va considerato come "un peso insopportabile e un problema irrisolvibile, ma una straordinaria risorsa di bene per tutta l'umanità. Il male più grande che attanaglia l'Africa è il senso di rassegnazione e di sfiducia quasi generale che, a tutti i livelli, circonda questo continente come una cortina di ferro fatta di egoismo e di indifferenza. La vera battaglia da intraprendere è quella di costruire un ambiente di rinnovata fiducia e di generosa, intelligente creatività".

Il Presidente del Dicastero ha annunciato, infine, la pubblicazione di un Documento sulla povertà nell'era della globalizzazione e la costituzione di un Gruppo permanente di riflessione sugli argomenti dello sviluppo sociale ed economico dell'Africa.
…/AFRICA/MARTINO VIS 20040524 (320)

RIFLESSIONI DEL PAPA FAMIGLIA E MATRIMONIO CON VESCOVI U.S.A.


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2004 (VIS). Questa mattina, nel ricevere i Vescovi delle Provincie Ecclesiastiche di San Antonio e Oklahoma City (Stati Uniti d'America), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha affermato: "In questa riflessione conclusiva relativa al 'munus sanctificandi' del Vescovo, desidero soffermarmi in particolare su una delle pietre miliari che costituiscono l'edificio della Chiesa: il complesso di rapporti interpersonali che è la famiglia".

"La vita familiare si santifica nell'unione di uomo e donna nell'istituzione sacramentale del matrimonio" - ha affermato il Pontefice - "Attualmente sono molti a comprendere chiaramente la natura secolare del matrimonio, con i diritti e le responsabilità della società moderna, fattori determinanti del contratto matrimoniale. Però alcuni non comprendono appieno la dimensione religiosa intrinseca del matrimonio".

Il Santo Padre ha affermato che: "La società moderna raramente presta attenzione alla natura permanente del matrimonio" ed ha auspicato che "la Chiesa si adoperi per offrire migliori corsi pre-matrimoniali per la formazione della coppia e, che le scuole cattoliche e i programmi educativi garantiscano che i giovani, molti provenienti da famiglie disunite, siano educati sin dalla più tenera età, a seguire gli insegnamenti della Chiesa sul sacramento del matrimonio".

"La comunione di amore presente nella vita familiare serve come modello di relazione che deve esistere nella famiglia di Cristo, la Chiesa" - ha detto ancora il Papa - "La famiglia è al servizio dell'edificazione del Regno di Dio nella storia" e il dovere della Chiesa è di assistere la famiglia, in particolare assistere i genitori quali "principali catechisti della famiglia". La Chiesa deve, ha ribadito il Pontefice, "condividere le lotte e le difficoltà dei genitori e delle famiglie, come pure le loro gioie".

"Come una famiglia, la Chiesa è un luogo dove i membri portano le proprie sofferenze, consapevoli che la presenza di Cristo nella preghiera dei fedeli è la più grande fonte di guarigione". Così, la Chiesa deve mantenere un "ministero familiare specialmente in quelle aree che interessano i giovani e i giovani adulti. I giovani che si trovano a vivere in una cultura secolare che promuove la gratificazione immediata e l'egoismo, sulle virtù dell'autocontrollo e della generosità, hanno bisogno del sostegno e della guida della Chiesa".

Giovanni Paolo II ha affermato inoltre che: "Come in ogni famiglia, l'armonia interna della Chiesa può alle volte essere messa alla prova dalla mancanza di carità e dall'insorgere di conflitti fra i suoi membri. Ciò può portare alla formazione di fazioni nell'ambito della Chiesa, che spesso preoccupandosi del proprio interesse particolare, perdono di vista l'unità e la solidarietà, fondamenti della vita ecclesiale e fonte di comunione nella famiglia di Dio. Per affrontare questo preoccupante fenomeno, i Vescovi devono agire con fraterna sollecitudine, quali uomini di comunione, per assicurarsi che le loro Chiese particolari agiscano come famiglie, così che "non ci sia discordia nello stesso corpo, ma i suoi membri abbiano nei confronti l'uno dell'altro la stessa attenzione".

Nelle riflessioni conclusive del suo discorso, il Papa ha ricordato che negli Stati Uniti d'America, la cui Patrona è Maria Immacolata, si celebra con particolare solennità il 150° anniversario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione.
AL/…/STATI UNITI D'AMERICA VIS 20040524 (540)
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