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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 10 febbraio 2003

DELEGAZIONE SANTA SEDE IN PARTENZA PER ATENE


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2003 (VIS). Una Delegazione della Santa Sede, guidata dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, è in partenza oggi per Atene per una visita di cinque giorni, in risposta ad un invito esteso da Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, per restituire la visita compiuta a Roma, nel marzo dello scorso anno, da una Delegazione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Grecia.

La Delegazione della Santa Sede è composta dal Vescovo Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e da Monsignor Johan Bonny, Officiale della Sezione Orientale del medesimo Dicastero. Ad Atene, si unirà alla Delegazione il Nunzio Apostolico in Grecia, Arcivescovo Paul Fouad Tabet. La visita si concluderà il 14 febbraio.
CON-UC/VISITA ATENE/KASPER VIS 20030210 (150)

VESCOVI BIELORUSSIA RICEVUTI DAL PAPA FINE VISITA AD LIMINA


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere i Presuli della Bielorussia, fra i quali il Cardinale Kazimierz Swiatek, Arcivescovo di Minsk-Mohilev, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", ha parlato delle numerose sfide che essi devono affrontare e delle positive iniziative da loro intraprese negli ultimi anni dopo la caduta del regime comunista.

"È ancora vivo in me il ricordo del nostro incontro nell'aprile del 1997." - ha detto il Santo Padre all'inizio del suo discorso - "Fu allora ragione di profonda gioia prendere atto della primavera della vita ecclesiale nel vostro Paese, dopo l'inverno della persecuzione violenta protrattasi per diversi decenni. Allora erano ancora marcati gli effetti dell'ateizzazione sistematica delle vostre popolazioni, specialmente dei giovani, della distruzione quasi totale delle strutture ecclesiastiche e della chiusura forzata dei luoghi di formazione cristiana".

Il Santo Padre ha proseguito il suo discorso dicendo ai Presuli che al momento di programmare le loro priorità pastorali, è importante concentrarsi sulla famiglia, sul matrimonio e sui giovani, ma occorre anche concentrarsi sull'inserimento della Bielorussia "nel vasto contesto del Continente europeo", che è avvenuto a rilento, per cui "le conseguenze di tale ritardo pesano sulla ristrutturazione economica e, soprattutto nelle campagne, cresce la povertà".

Il Santo Padre ha sottolineato che la prima priorità per i Vescovi deve essere la famiglia che attraversa una grave crisi in tutto il mondo ed al riguardo ha ripetuto le parole dette alle numerosissime famiglie riunite a Manila per partecipare al IV Incontro Mondiale delle Famiglie: "Occorre testimoniare con convinzione e coerenza la verità sulla famiglia, fondata sul matrimonio. Essa è un bene grande, necessario per la vita, lo sviluppo e il futuro dell'umanità".

Giovanni Paolo II ha ricordato che la Bielorussia conta una popolazione di quasi dieci milioni di abitanti dei quali il venti percento risiede nella capitale Minsk, precisando che i cattolici sono solo il dieci percento della popolazione.

Fra le priorità dei Presuli, ha detto ancora il Papa, occorre dedicare particolare attenzione ai giovani, sempre più numerosi nelle città e alla ricerca di un impiego. "La crisi demografica senza precedenti (…) costituisce altresì una forte sfida per l'annuncio del 'Vangelo della vita', e i fenomeni dell'emarginazione, tra i quali l'alcolismo che recentemente si è ulteriormente aggravato, attendono risposte urgenti ed efficaci".

Il Papa ha affermato che la Chiesa Cattolica si sforza di rispondere a tutte queste problematiche ma ha anche ricordato come i sacerdoti, i religiosi e i catechisti siano in numero esiguo rispetto al lavoro da fare, tanto che numerose sono le organizzazioni cattoliche di altre nazioni che prestano la loro collaborazione.

Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento all'opera, appena iniziata dai Vescovi, di tradurre in bielorusso i testi sacri, in particolare quelli del Messale Romano ed ha sottolineato la necessità di educare i fedeli a "fare della preghiera un momento fondamentale tra le loro occupazioni quotidiane". Infine il Papa ha esortato i Vescovi e i fedeli a pregare per il successo della traduzione dei testi sacri, delle iniziative intraprese dalla Chiesa Cattolica in Bielorussia, per un aumento del numero degli operatori pastorali, specialmente dei candidati al sacerdozio e alla vita consacrata, e per un proficuo dialogo ecumenico con la Chiesa Ortodossa.
AL/…/BIELORUSSIA VIS 20030210 (550)

IL CARDINALE ETCHEGARAY, INVIATO DEL PAPA, PARTE PER L'IRAQ


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2003 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, questa mattina, ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Domani, lunedì 10 febbraio 2003, partirà alla volta di Baghdad, quale Inviato Speciale di Sua Santità Giovanni Paolo II, il Cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, accompagnato dal Monsignor Franco Coppola, Consigliere di Nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato".

"Scopo della Missione Pontificia è dimostrare a tutti la sollecitudine del Santo Padre a favore della pace ed aiutare poi le Autorità irachene a fare una seria riflessione sul dovere di una fattiva cooperazione internazionale, basata sulla giustizia e sul diritto internazionale, in vista di assicurare a quelle popolazioni il bene supremo della pace".
OP/VISITA IRAQ:ETCHEGARAY/NAVARRO-VALLS VIS 20030210 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Consiglieri della Pontificia Commissione per l'America Latina il Cardinale Theodore Edgar McCarrick, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d'America) e l'Arcivescovo Marc Ouellet, di Québec (Canada).

Sabato 8 febbraio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Benjamín Castillo Plascencia, finora Ausiliare di Guadalajara (Messico), Vescovo di Tabasco (superficie: 24.661; popolazione: 1.748.769; cattolici: 1.056.570; sacerdoti: 110; religiosi: 202), Messico.

- Ha nominato l'Arcivescovo Pedro López Quintana, Nunzio Apostolico in India e in Nepal.
NER:NN/…/CASTILLO:LÓPEZ VIS 20030210 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale della Bielorussia in Visita "Ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Kazimierz Swiatek, Arcivescovo di Minsk-Mohilev ed Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" di Pinsk, con l'Ausiliare Vescovo Cyryl Klimowicz e il Vescovo Kazimierz Wielikosielec, Ausiliare di Pinsk.

- Il Vescovo Aleksander Kaszkiewicz, di Grodno, con l'Ausiliare Antoni Dziemianko.

- Il Vescovo Wladislaw Blin, di Vitebsk.

- L'Archimandrita Jan Sergiusz Gajek, M.I.C., Visitatore "ad nutum Sanctae Sedis" per i greco-cattolici in Bielorussia.

Sabato 8 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Vescovo Léon Lesambo Ndamwize, di Inongo (Repubblica Democratica del Congo.

- Il Vescovo Denis Theurillat, Ausiliare di Basel (Svizzera).
AP/…/… VIS 20030210 (160)

venerdì 7 febbraio 2003

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA XI GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XI Giornata Mondiale del Malato, che si celebra l'11 febbraio prossimo, Festa della Beata Maria Vergine di Lourdes, nella Basilica del Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington, D.C. (Stati Uniti d'America). Il Messaggio, datato 2 febbraio, è stato pubblicato in lingua inglese, francese, italiana, spagnola, tedesca e portoghese.

Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:
"La Chiesa, riconoscendo la presenza del Signore nei fratelli che sono nel dolore, si impegna a recare loro il lieto annuncio del Vangelo e ad offrire a ciascuno segni credibili di amore".

"Domande urgenti sul dolore e sulla morte, drammaticamente presenti nel cuore di ogni uomo nonostante i continui tentativi di rimuoverle o di ignorarle messi in atto da una mentalità secolarizzata, attendono risposte valide. Specialmente quando si è in presenza di tragiche esperienze umane, il cristiano è chiamato a testimoniare la consolante verità del Cristo risorto, che assume le piaghe e i mali dell'umanità, compresa la morte, e li converte in occasioni di grazia e di vita".

"Nel Continente americano, come in altre parti del mondo, 'sembra oggi profilarsi un modello di società in cui dominano i potenti, emarginando e persino eliminando i deboli: penso qui ai bambini non nati, vittime indifese dell'aborto; agli anziani ed ai malati incurabili, talora oggetto di eutanasia; ed ai tanti altri esseri umani messi ai margini dal consumismo e dal materialismo. Né posso dimenticare il non necessario ricorso alla pena di morte... Un simile modello di società è improntato alla cultura della morte ed è perciò in contrasto col messaggio evangelico' ("Esortazione post-sinodale Ecclesia in America", 63). Di fronte a tale preoccupante realtà, come non porre tra le priorità pastorali la difesa della cultura della vita? E' urgente compito dei cattolici, che operano nel campo medico-sanitario, fare il possibile per difendere la vita quando maggiormente è in pericolo, agendo con una coscienza rettamente formata secondo la dottrina della Chiesa".

"Perché questa testimonianza di amore sia sempre più credibile, gli operatori della Pastorale della Salute devono agire in piena comunione tra loro e con i loro Pastori. Ciò è particolarmente urgente negli ospedali cattolici, chiamati a riflettere sempre meglio nella loro organizzazione, rispondente alle necessità moderne, i valori evangelici, come insistentemente ricordano le direttive sociali e morali del Magistero".

"Gli ospedali cattolici siano centri di vita e di speranza, dove si incrementino, insieme alle cappellanie, i comitati etici, la formazione del personale sanitario laicale, l'umanizzazione delle cure ai malati, l'attenzione alle loro famiglie ed una particolare sensibilità verso i poveri e gli emarginati. Il lavoro professionale si concretizzi in autentica testimonianza di carità, tenendo presente che la vita è dono di Dio, del quale l'uomo è soltanto amministratore e garante".

"Questa verità va continuamente ribadita di fronte al progresso delle scienze e delle tecniche mediche, finalizzate alla cura ed alla migliore qualità dell'umana esistenza. Postulato fondamentale resta infatti che la vita va protetta e difesa dal suo concepimento fino al suo naturale tramonto".

"La Chiesa, aperta all'autentico progresso scientifico e tecnologico, apprezza lo sforzo e il sacrificio di chi, con dedizione e professionalità, contribuisce ad elevare la qualità del servizio stesso offerto agli ammalati, nel rispetto della loro inviolabile dignità. Ogni azione terapeutica, ogni sperimentazione, ogni trapianto deve tener conto di questa fondamentale verità. Pertanto, mai è lecito uccidere un essere umano per guarirne un altro. E se nella tappa finale della vita possono essere incoraggiate le cure palliative, evitando l'accanimento terapeutico, non sarà mai lecita alcuna azione o omissione che di sua natura e nelle intenzioni dell'agente sia volta a procurare la morte".

"Il mio vivo auspicio è che l'XI Giornata Mondiale del Malato susciti nelle Diocesi e nelle comunità parrocchiali un rinnovato impegno per la Pastorale della Salute. (…) Adeguato spazio sia riservato alla Pastorale della Salute nel programma di formazione dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, perché nella cura dei malati, più che altrove, si rende credibile l'amore e si offre una testimonianza di speranza nella risurrezione".

"Carissimi cappellani, religiosi e religiose, medici, infermieri e infermiere, farmacisti, personale tecnico e amministrativo, assistenti sociali e volontari (…) Consapevoli della vostra identità, scorgete nei sofferenti il Volto del Signore dolente e glorioso. Siate pronti a recare assistenza e speranza soprattutto alle persone colpite dalle malattie emergenti, quali l'AIDS, o tuttora presenti quali la tubercolosi, la malaria, la lebbra".

"A voi, carissimi Fratelli e Sorelle che soffrite nel corpo o nello spirito, auguro di vero cuore di saper riconoscere ed accogliere il Signore che vi chiama ad essere testimoni del Vangelo della sofferenza, guardando con fiducia ed amore al Volto di Cristo crocifisso (cfr "Novo millennio ineunte", 16), e unendo le vostre alle sue sofferenze".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/… VIS 20030207 (800)

DISCORSO DEL SANTO PADRE A 37 PRESULI BRASILIANI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 37 Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, fra i quali il Vescovo Jayme Henrique Chemello, Presidente della Conferenza Episcopale ed il Cardinale José Freire Falcão, Arcivescovo di Brasilia, che domani concludono la loro Visita "ad Limina Apostolorum", in corso dal 27 gennaio.

Il discorso del Papa ai Vescovi brasiliani si è incentrato sul ministero pastorale, in particolare sulla loro triplice missione, di governo, insegnamento e santificazione. Il Papa, ricordando l'estensione delle regioni che comprendono le diocesi brasiliane, ha affermato di conoscere le difficoltà che i Vescovi incontrano nella loro triplice missione, proprio a causa della vastità del Paese. "Essere Vescovo non è facile", ha aggiunto il Santo Padre, poiché comporta obblighi, impegni e difficoltà che "in circostanze sovente impreviste, costituiscono enormi e complessi ostacoli, alle volte umanamente insormontabili".

Il Papa ha proseguito il suo discorso affermando che: "Senza negare la specifica diversità di ogni diocesi, esistono situazioni e problemi che esigono un'azione pastorale comune per esercitare, in unione e carità, 'alcune funzioni pastorali (…) al fine di promuovere il bene più grande che la Chiesa offre all'umanità, attraverso forme e programmi di apostolato adatti alle circostanze del tempo e del luogo".

"Con la consacrazione episcopale e nella comunione gerarchica col Capo e con le membra del Collegio", ha detto ancora il Papa, riferendosi al canone 375 del Codice di Diritto Canonico, "il Vescovo appartiene al Collegio Episcopale, partecipando così alla cura di tutte le Chiese particolari, come maestro di dottrina, sacerdote del sacro culto e ministro del governo. Il suo compito principale è governare la diocesi a lui affidata".

Il Papa ha ribadito che oltre le specifiche funzioni del Vescovo nella sua Diocesi, deve esserci, fra Vescovi e Conferenze Episcopali, un'unità effettiva e concreta. Anche quando le grandi distanze causano difficoltà d'incontro, il pastore deve fare tutto ciò che è in suo potere "per compiere efficacemente la sua missione" così che egli non manchi, per esempio, di essere vicino ai suoi sacerdoti o di assisterli nella loro formazione".

Giovanni Paolo II ha deplorato il fenomeno dello "eccesso di organizzazioni e di riunioni, che obbliga il Vescovo ad allontanarsi frequentemente dalla sua Chiesa particolare, contrariamente alla 'legge della residenza personale' (Canone 395), con conseguenze negative relativamente ai suoi rapporti con i sacerdoti diocesani e nel compimento delle altre attività pastorali, come ad esempio l'ostacolare la penetrazione delle sette". Il Santo Padre ha esortato i Presuli ad evitare "l'eccessiva moltiplicazione di organizzazioni o la burocratizzazione di organismi sussidiari e di commissioni che continuano ad essere attivi nel periodo che intercorre fra le sessioni plenarie: questi organi 'esistono per aiutare il Vescovo e non per prendere il suo posto'".

Il Papa ha avuto parole di lode per la Conferenza Episcopale in merito alla recente revisione degli Statuti, auspicando che ciò "possa stimolare una solida comunione fra i Vescovi" e "promuovere una maggiore partecipazione di ognuno nell'ambito della Conferenza Episcopale". Successivamente il Santo Padre ha ricordato che, vista la vastità, il Brasile conta numerose Diocesi, Prelature, Eparchie, un Esarcato, Abbazie territoriali, un Ordinariato Militare, un'Amministrazione Apostolica Personale per i fedeli di rito orientale e di rito latino. "Tutte queste strutture devono essere al servizio della Conferenza e di ogni Vescovo locale".

Il Santo Padre ha ugualmente ricordato che il ministero petrino del Vescovo di Roma comprende l'essere il garante dell'insegnamento della Chiesa universale, e riferendosi ancora al Codice di Diritto Canonico, ha affermato che è necessaria "una corretta applicazione, caso per caso, delle norme del Codice di Diritto Canonico, sia Orientale che Occidentale". Infine il Papa ha evidenziato "un certo legalismo che, in pratica, riduce il Codice ad un insieme di leggi ecclesiastiche, poco teologiche e poco pastorali, contrarie in se stesse alla libertà dei figli di Dio".

Il Papa ha affermato che "è necessario ricordare che l'azione pastorale non può ridursi a un certo 'pastoralismo', che ignora o attenua le altre dimensioni essenziali del mistero cristiano, fra le quali la dimensione giuridica. (…) La verità pastorale non può mai essere contraria alla verità della Legge della Chiesa".
AL/MINISTERO PASTORALE/BRASILE VIS 20030207 (710)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Joschka Fischer, Ministro degli Esteri della Repubblica Federale di Germania e Seguito.

- L'Arcivescovo Ludwig Schick, di Bamberg (Repubblica Federale di Germania).

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Capistrano Francisco Heim, O.F.M., Prelato di Itaituba.

- Il Vescovo Heriberto Hermes, O.S.B., Prelato di Cristalândia.

- Il Vescovo Jesús María Cizaurre Berdonces, O.A.R., Prelato di Cametá.

- Il Vescovo Augustinho Petry, Ausiliare dell'Ordinariato Militare.

- Un Gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "Ad Limina Apostolorum".

In serata è previsto che il Santo Padre riceva il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Nel pomeriggio di giovedì 6 febbraio 2003 alla presenza del Santo Padre si è svolta una riunione di tutti i Capi dei Dicasteri della Curia Romana.
AP:AL/…/… VIS 20030207 (170)

MINISTRO ESTERI GERMANIA RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, nella tarda mattinata di oggi, una dichiarazione relativa alla visita oggi in Vaticano del Signor Joschka Fischer, Ministro degli Esteri della Repubblica Federale di Germania:

"Oggi, venerdì 7 febbraio, il Signor Joschka Fischer, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Federale di Germania, è stato ricevuto dal Papa Giovanni Paolo II e, successivamente, si è incontrato con il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Jean-Louis Tauran, Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati".

"La visita del Ministro Fischer è stata un'occasione propizia per uno scambio di opinioni sui problemi dell'ora presente e, in particolare, sulla nota crisi dell'Iraq e sul tema del futuro trattato costituzionale europeo".

"Circa la situazione in Medio Oriente è stata ribadita all'illustre ospite la posizione della Santa Sede, espressa in numerosi documenti ed interventi, in favore della pace e di soluzioni rispettose del diritto internazionale. Si è anche sottolineata la responsabilità di tutte le Parti per evitare il sorgere di un tragico conflitto".

"Circa, poi, il futuro trattato costituzionale europeo, la Santa Sede ha rilevato come i valori e gli elementi già inseriti nel progetto - diffuso ieri e relativo ai primi tre titoli del trattato - siano fondamentali per la vita dell'Unione. A questo proposito, si è espressa sorpresa perché è stato trascurato lo statuto giuridico delle Chiese e delle comunità religiose. Infine, si è formulato l'auspicio che l'attuale progetto venga perfezionato e le lacune colmate".
OP/MINISTRO ESTERI/GERMANIA:FISCHER VIS 20030207 (270)

giovedì 6 febbraio 2003

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA DEDICATO ALLA CARITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2003, datato 7 gennaio, è stato pubblicato in lingua inglese, francese, italiana, tedesca, spagnola e portoghese ed è stato presentato presso la Sala Stampa della Santa Sede dall'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum". Secondo la Costituzione Apostolica "Pastor Bonus" del 1988, il Pontificio Consiglio "Cor Unum" che collabora alla preparazione del Messaggio annuale per la Quaresima, "esprime la sollecitudine della Chiesa cattolica verso i bisognosi, perché sia favorita la fratellanza umana e si manifesti la carità di Cristo".

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento:

"Quest'anno, a guida della riflessione quaresimale, vorrei proporre la frase tratta dagli Atti degli Apostoli: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" (20,35)".

"La nostra epoca, purtroppo, è influenzata da una mentalità particolarmente sensibile alle suggestioni dell'egoismo, sempre pronto a risvegliarsi nell'animo umano. Nell'ambito sociale, come in quello mediatico, la persona è spesso sollecitata da messaggi che, in forma insistente, aperta o subdola, esaltano la cultura dell'effimero e dell'edonistico. Pur non mancando un'attenzione agli altri in occasione di calamità ambientali, di guerre o di altre emergenze, non è in genere facile sviluppare una cultura della solidarietà".

"Lo sfruttamento dell'uomo, l'indifferenza per la sofferenza altrui, la violazione delle norme morali sono solo alcuni tra i frutti della bramosia di guadagno. Di fronte al triste spettacolo della perdurante povertà che colpisce tanta parte della popolazione mondiale, come non riconoscere che il profitto ricercato a tutti i costi e la mancanza di fattiva e responsabile attenzione per il bene comune concentrano nelle mani di pochi una grande quantità di risorse, mentre il resto dell'umanità soffre nella miseria e nell'abbandono?"

"Facendo appello ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà, vorrei ribadire un principio in se stesso ovvio, anche se non di rado disatteso: è necessario ricercare non il bene di una cerchia privilegiata di pochi, ma il miglioramento delle condizioni di vita di tutti".

"'Vi è più gioia nel dare che nel ricevere'. Acconsentendo alla sollecitazione interiore a dare se stessi agli altri senza nulla aspettarsi, il credente sperimenta una profonda soddisfazione interiore".

"Lo sforzo del cristiano di promuovere la giustizia, il suo impegno per la difesa dei più deboli, la sua azione umanitaria per procurare il pane a chi ne è privo e per curare i malati venendo incontro a ogni emergenza e necessità, traggono forza da quel singolare ed inesauribile tesoro di amore che è il dono totale di Gesù al Padre".

"Osserva Sant'Agostino che solamente Dio, il Sommo Bene, è in grado di vincere le miserie del mondo. La misericordia e l'amore verso il prossimo devono pertanto sgorgare da un rapporto vivo con Dio e a Lui fare costante riferimento, poiché è nello stare vicino a Cristo che risiede la nostra gioia"

"La Quaresima offre l'arma pratica ed efficace del digiuno e dell'elemosina per lottare contro lo smodato attaccamento al denaro. Privarsi non solo del superfluo, ma anche di qualcosa di più per distribuirlo a chi è nel bisogno, contribuisce a quel rinnegamento di sé senza il quale non c'è autentica pratica di vita cristiana".

"E' l'amore di Dio trasfuso nei nostri cuori che deve ispirare e trasformare il nostro essere ed il nostro operare. Non si illuda il cristiano di poter ricercare il vero bene dei fratelli, se non vive la carità di Cristo. Anche laddove riuscisse a modificare importanti fattori sociali o politici negativi, ogni risultato resterebbe effimero senza la carità. La stessa possibilità di dare se stessi agli altri è un dono e scaturisce dalla grazia di Dio".

"All'uomo di oggi, spesso inappagato da un'esistenza vuota ed effimera e alla ricerca della gioia e dell'amore autentici, Cristo propone il proprio esempio invitando a seguirlo. A chi l'ascolta Egli chiede di spendere la vita per i fratelli. Da tale dedizione scaturiscono la realizzazione piena di sé e la gioia, come dimostra l'esempio eloquente di quegli uomini e di quelle donne che, lasciando le loro sicurezze, non hanno esitato a porre in gioco la propria vita come missionari nelle diverse parti del mondo. Lo testimonia la decisione di quei i giovani che, animati dalla fede, hanno abbracciato la vocazione sacerdotale o religiosa per porsi al servizio della 'salvezza di Dio'".

"Recentemente si è assistito ad una benemerita gara di solidarietà per le vittime delle alluvioni in Europa, del terremoto in America Latina e in Italia, delle epidemie in Africa, delle eruzioni vulcaniche nelle Filippine, senza dimenticare le altre zone del mondo insanguinate dall'odio o dalla guerra".

"In queste circostanze i mezzi di comunicazione sociale svolgono un significativo servizio, rendendo più diretta la partecipazione e più viva la disponibilità a sostenere chi si trova nella sofferenza e nella difficoltà. Talora non è l'imperativo cristiano dell'amore a motivare l'intervento a favore degli altri, ma una compassione naturale. Chi assiste il bisognoso gode però sempre della benevolenza di Dio".
MESS/QUARESIMA 2003/… VIS 20030206 (840)

QUARESIMA 2003: "VI È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE"


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2003: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" è stato presentato, questa mattina, ai giornalisti, nel corso di una Conferenza Stampa nella Sala Stampa della Santa Sede, dall'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", dal Monsignor Karel Kasteel, Segretario del medesimo Dicastero e da Don Oreste Benzi, Fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII".

L'Arcivescovo Cordes ha affermato che le parole di Gesù - "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" - hanno "riscosso apparentemente un consenso universale", se guardiamo alle istituzioni caritative nel mondo, alle multinazionali che investono in azioni caritative, ai governi che destinano alte percentuali dei loro budget per l'aiuto ai poveri ed ai bisognosi, come alle tombole, ai gala di beneficenza di attori, sportivi e politici. L'Arcivescovo ha ricordato, come ha avuto modo di constatare personalmente, che per sponsorizzare una specifica fondazione, le compagnie aeree internazionali organizzino collette a bordo degli aerei, oppure, negli aeroporti venga chiesto ai passeggeri di sostenere una particolare iniziativa benefica.

L'Arcivescovo si chiede: "Questa diffusa attuazione della buona azione è forse una prova che l'affermazione di Gesù ha trovato un riconoscimento globale e che perciò è superfluo sottolinearla oggi? Ad un esame più attento si riconosce che sia riceventi come donatori possono avere scopi ben diversi nelle loro attività per gli altri".

L'Arcivescovo cita in merito le parole di Gesù: "Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra". La filantropia e la solidarietà sono diventate un "business", per cui "al di là dei buoni scopi, c'è sempre la possibilità per chi amministra di ritagliarsi una quota sostanziosa per i propri bisogni". Non solo, "In un mondo in cui il dare è diventato una moda, con le donazioni si possono ottenere gloria e grandezza".

Il Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha spiegato che l'invito del Santo Padre Giovanni Paolo II contenuto nella frase: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" rappresenta, "una nuova esortazione" che "impone anche dei chiari limiti. (…) Non conferma solo la disponibilità ad aiutare, (…) ma dà proprio ai cristiani un preciso orientamento". Ricordando le parole del Papa sulla generosità dei missionari e dei membri di movimenti, che aiutano i poveri e i bisognosi del mondo, l'Arcivescovo ha detto che essi: "Fanno (…) di se stessi strumento per l'altro - nel significato che dà a ciò l'odierno Messaggio Quaresimale, nel quale il Santo Padre descrive la forma più alta di disponibilità per il sofferente come il 'dono disinteressato di sé agli altri'".

L'Arcivescovo ha ribadito che è a questa forma di carità altruistica che dobbiamo ritornare, mettendo da parte aspirazioni alla gloria personale, al riconoscimento e il desiderio di ricompense materiali.

Don Oreste Benzi, ha affermato l'Arcivescovo Cordes, è una di quelle persone che hanno fatto dono si se stesse agli altri. Fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII", Don Benzi ha iniziato già dal 1968 insieme ai giovani raccolti attorno a lui ad occuparsi di persone povere materialmente e psichicamente. Sono 186 i centri in tutto il mondo da lui fondati "nei quali vivono famiglie cosiddette normali con prostitute, ex drogati ed alcolisti, così come handicappati fisici e mentali". L'Arcivescovo ha detto di Don Benzi: "Non si ritiene uno 'specialista di un settore della carità'. È un uomo semplice, che sta cambiando il mondo a 180 gradi. Il suo motto è: 'I giovani non hanno bisogno di qualcosa, ma di qualcuno'".

Don Oreste Benzi ha affermato: "Ai poveri agli ultimi devo dare la risposta di cui essi hanno bisogno e non la risposta che fa comodo all'establishment di tutti coloro che stanno bene. La condivisione richiede l'appartenenza e non solo la prestazione. È necessario rimuovere le cause che creano l'ingiustizia e l'emarginazione. Non si possono solo assistere le vittime, bisogna impedire di farle, secondo il discorso di Sant'Agostino, secondo l'insegnamento dei Padri e del magistero della Chiesa. La carità non può coprire i problemi ma li deve risolvere. Non ci si può limitare a versare lacrime sugli affamati; è necessario smascherare chi affama. Non ci si può solo muovere contro gli atti terroristici. Bisogna sconvolgere il sistema terroristico".

"La Chiesa è in se stessa giustizia" - ha detto ancora Don Benzi. "Promuovendo atti di giustizia, la Chiesa manifesta la sua vera identità e attrae gli uomini. Il Papa è la prova di questo".
OP/MESSAGGIO QUARESIMA 2003/CORDES VIS 20030206 (760)

L PAPA RICEVE DELEGAZIONE PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere una Delegazione del Santo Sinodo del Patriarcato Ortodosso di Serbia, ha espresso "profonda gioia" per l'incontro che è di "grande significato" e ricolma di "speranza tutti noi".

Il Santo Padre ha ricordato che "l'ultimo decennio del XX secolo è stato contrassegnato da non pochi dolorosi avvenimenti, che hanno provocato indicibili sofferenze a numerose popolazioni dei Balcani. Purtroppo, non sono mancate ingiustizie ed i loro autori non hanno esitato a ricorrere alla strumentalizzazione dei sentimenti e dei valori religiosi e patriottici, per ferire più in profondità il loro prossimo".

"Le Chiese non sono venute meno al compito di richiamare tutte le parti in causa alla pace" - ha sottolineato il Pontefice - "al ristabilimento della giustizia e al rispetto dei diritti di ciascuna persona, prescindendo dalla sua appartenenza etnica o credenza religiosa. Com'è noto, anche la Santa Sede, senza fraintendimento e con imparzialità, ha spesso levato la sua voce, ed io personalmente non ho mancato di farlo prima e durante le azioni che hanno in particolare colpito la popolazione del vostro Paese nel 1999".

"Le Chiese" - ha proseguito il Papa - "hanno il compito di agire secondo il modello del 'buon samaritano'. Esse debbono alleviare le comuni sofferenze, curare le ferite e promuovere quella purificazione delle memorie da cui sgorgherà un sincero perdono e una fraterna collaborazione".

"Oggi" - ha affermato il Santo Padre - "le Chiese si confrontano con nuove esigenze e sfide, che derivano da una inarrestabile trasformazione del Continente europeo. L'identità cristiana dell'Europa, plasmata nelle sue radici dalle due tradizioni occidentale ed orientale, sembra talora essere messa in discussione".

Lodando la Chiesa Ortodossa per essersi impegnata a proclamare "con perseveranza la Buona Novella della salvezza", il Santo Padre ha esortato i cattolici e gli ortodossi a "dare insieme una vivida e convincente testimonianza della loro comune tradizione (…) efficace non soltanto nell'affermazione dei valori evangelici come la pace, la dignità della persona, la difesa della vita e la giustizia nella società di oggi, ma anche nell'avvicinamento e nel consolidamento di quella fraternità che dovrebbe contraddistinguere le relazioni ecclesiali tra cattolici ed ortodossi".
AC/PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA/… VIS 20030206 (380)

PROSSIMA VISITA DEL VICE PRIMO MINISTRO IRACHENO TARIK AZIZ


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la dichiarazione che segue: "Il Vice Primo Ministro del Governo dell'Iraq, Signor Tarik Aziz ha chiesto di essere ricevuto dal Papa. Il Santo Padre riceverà in udienza in Vaticano il Signor Tarek Aziz il giorno 14 di febbraio".
OP/VISITA AZIZ:IRAQ/NAVARRO-VALLS VIS 20030206 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha oggi ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Nursultan Nazarbayev, Presidente della Repubblica del Kazakhstan, e Seguito.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Martinho Lammers, O.F.M., Prelato di Óbidos.

- Il Vescovo José Luis Azcona Hermoso, O.A.R., Prelato di Marajó.

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP:AL/…/… VIS 20030206 (80)

mercoledì 5 febbraio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Maracay (Venezuela), presentata dal Vescovo José Vicente Henríquez Andueza, S.D.B., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Reinaldo Del Prette Lissot, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Sacerdote Antônio Carlos Félix, finora Parroco della Parrocchia "São Cristóvão" di Pouso Alegre (Brasile), Vescovo di Luz (superficie: 32.083; popolazione: 493.023; cattolici: 398.000; sacerdoti: 57; religiosi: 115), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Caldas (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986.
RE:NER/…/HENRÍQUEZ:DEL PRETTE:FÉLIX VIS 20030205 (100)

SALMO 116: L'ESSENZA DELLA PREGHIERA È IL DIALOGO CON DIO


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2003 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Salmo 116: "Invito a lodare Dio per il suo amore", il più breve di tutte le composizioni del Salterio, che tuttavia "coglie il cuore della preghiera, che consiste nell'incontro e nel dialogo vivo e personale con Dio", un dialogo nel quale il mistero divino è proclamato attraverso l'amore e la fedeltà.

Prima della catechesi del Santo Padre, è stata data lettura ai fedeli del Salmo 116: "Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte, nazioni, dategli gloria; perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura in eterno".

"Attraverso la preghiera" - ha detto il Papa ai 3.500 fedeli presenti, "'tutte le nazioni e tutti i popoli' sono invitati a lodare Dio e a sperimentare la gioia della fede. (…) Il Salmista aggiunge un aspetto particolare della preghiera: l'esperienza orante deve irradiarsi nel mondo, trasformandosi in testimonianza presso chi non condivide la nostra fede. Infatti, in apertura, l'orizzonte si allarga a 'tutti i popoli' e a 'tutte le nazioni', perché di fronte alla bellezza e alla gioia della fede siano anch'esse conquistate dal desiderio di conoscere, incontrare e lodare Dio".

"In un mondo tecnologico minato da un'eclisse del sacro" - ha proseguito il Pontefice - "in una società che si compiace in una certa autosufficienza, la testimonianza dell'orante è come un raggio di luce nell'oscurità. In un primo tempo può solo incuriosire, poi può indurre la persona riflessiva a interrogarsi sul senso della preghiera e, infine, può suscitare un crescente desiderio di farne l'esperienza. Per questo la preghiera non è mai un evento solitario, ma tende a dilatarsi fino a coinvolgere il mondo intero".
AG/SALMO 116:PREGHEIRA/… VIS 20030205 (310)

martedì 4 febbraio 2003

QUARESIMA 2003: "VI È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE"


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2003 (VIS). Giovedì 6 febbraio, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", presiederà una Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2003, sul tema: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere".

Alla Conferenza Stampa interverranno anche Monsignor Karel Kasteel, Segretario del Pontificio Consiglio "Cor Unum" e Don Oreste Benzi, fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII". Il Messaggio sarà pubblicato in lingua italiana, francese, inglese, tedesca, spagnola e portoghese.
OP/MESSAGGIO QUARESIMA/… VIS 20030204 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Antônio Lino da Silva Dinis, di Itumbiara.

- Il Vescovo Guilherme Antônio Werlang, M.S.F., di Ipameri.

- Il Vescovo Miguel Ângelo Freitas Ribeiro, di Tocantinópolis.

- Il Vescovo Alessio Saccardo, S.I., di Ponta de Pedras.

- Il Vescovo Carmelo Scampa, di São Luis de Montes Belos.

- Il Vescovo Erwin Kräutler, C.PP.S., Prelato di Xingu.
AL/…/… VIS 20030204 (100)

lunedì 3 febbraio 2003

AI GIOVANI: SIATE LIEVITO, LUCE E SALE PER I VOSTRI COETANEI


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha ricevuto novecento giovani provenienti dalla Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, accompagnati dall'Arcivescovo e da numerosi sacerdoti, in pellegrinaggio a Roma per la preparazione della missione definita "Missione dei giovani per i giovani".

Il Santo Padre ha precisato che i Vescovi italiani hanno proposto: "i giovani e la famiglia come destinatari privilegiati dell'impegno pastorale di questi anni. (…) Giovani e famiglie costituiscono il futuro della società e della Chiesa, ed è confortante veder maturare in mezzo a loro numerose e significative esperienze di spiritualità, di servizio e di condivisione".

Citando le parole di Papa Paolo VI, che affermò: "Occorre che i giovani, ben formati nella fede e nella preghiera, diventino sempre più gli apostoli della gioventù", il Santo Padre ha aggiunto che: "La riuscita della missione dipenderà dalla qualità dei missionari: più voi sarete strumenti docili nelle mani di Dio, e più la vostra testimonianza risulterà efficace. Preparatevi con impegno, per essere 'lievito', 'sale' e 'luce' in mezzo ai vostri coetanei e negli ambienti nei quali vivete".

"La santità stupisce, fa pensare, convince e, se Dio vuole, converte." - ha proseguito il Pontefice - "La santità dei giovani è uno dei doni più belli che il Signore elargisce alla Chiesa. Ciascuno di voi è chiamato ad essere santo e cioè a seguire Gesù con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze".

"Giovani di Trani-Barletta-Bisceglie, è Cristo 'la speranza che è in voi'! Sia Lui ad illuminare le vostre giovani coscienze!" - ha esclamato il Papa - "E trasmettete ai vostri coetanei la gioia di seguirlo. Chi incontra Gesù sperimenta un modo diverso di essere felice, una gioia diversa di vivere, basati non sull'avere o sull'apparire, ma sull'essere. Essere giovani cristiani significa vivere con Gesù, per Gesù, in Gesù".

Infine il Papa ha esortato i giovani con queste parole: "Siate sempre pronti a rendere ragione alla verità di Gesù e al suo amore. Siate testimoni convinti e miti della verità".
AC/GIOVANI:TESTIMONI/… VIS 20030203 (360)

GIORNATA PER LA VITA: "DELLA VITA NON SI FA MERCATO"


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2003 (VIS). Alle 12:00 di oggi, nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus Domini, il Santo Padre Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, ha ricordato ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro che oggi l'Italia celebra la "Giornata per la Vita" e che la Chiesa celebra la Festa della Presentazione del Signore e la "Giornata della Vita Consacrata".

Ribadendo l'importanza della promozione e della difesa della vita umana, il Santo Padre ha ricordato il tema della "Giornata per la Vita": "Della vita non si fa mercato". "Questo principio" - ha detto il Papa - "anche se teoricamente riconosciuto, non è purtroppo sempre rispettato. Vi sono situazioni in cui la persona umana diventa strumento per interessi economici, politici, scientifici, soprattutto quando essa è debole e non ha la forza di difendersi".

"Inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "una certa logica mercantile, alleandosi con moderne tecnologie, può talvolta approfittare di desideri umani in sé buoni, come quello di diventare madre e padre, per spingere a volere un figlio 'ad ogni costo'. In realtà, la vita umana non può mai diventare 'oggetto': dal concepimento alla morte naturale, l'essere umano è soggetto di inviolabili diritti, di fronte ai quali la libertà deve sapersi fermare. È pertanto indispensabile che gli Stati si diano, su tali complesse materie, leggi organiche e chiare, fondate su solide basi etiche, a tutela del bene inestimabile della vita umana".
ANG/VITA/… VIS 20030203 (260)
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