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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 23 gennaio 2002

GIORNATA DI ASSISI: SINCERI PROPOSITI DI GIUSTIZIA E PERDONO


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2002 (VIS). Tema della catechesi di Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Cantico del Capitolo 36 del Libro del Siracide: "Preghiera per il popolo santo di Dio".

"Vi troviamo dapprima," - ha detto il Papa - "l'implorazione che Dio intervenga a favore d'Israele e contro le nazioni straniere che l'opprimono. (…) Il Dio della Bibbia non è indifferente nei confronti del male. (…) Egli si schiera dalla parte delle vittime e si presenta come giudice severo dei violenti, degli oppressori, dei trionfatori che non conoscono pietà. Ma questo suo intervento non tende alla distruzione".

Giovanni Paolo II ha affermato che la seconda parte dell'inno "non parla più dei nemici, ma chiede i favori di Dio per Israele, implora la sua pietà per il popolo eletto e per la città santa, Gerusalemme".

"Nella Bibbia il lamento dei sofferenti non si esaurisce mai nella disperazione, ma è sempre aperto alla speranza. Alla base c'è la certezza che il Signore non abbandona i suoi figli, non lascia cadere dalle sue mani coloro che Egli ha plasmato".

Dopo le parole di saluto, in diverse lingue, ai pellegrini presenti all'Udienza Generale, il Papa ha ricordato il Viaggio ad Assisi che compirà domani, insieme ad altri Esponenti di Chiese e Comunità ecclesiali e con i Rappresentanti di altre religioni per vivere "una giornata dedicata alla preghiera per la pace nel mondo. (…) Confido che tale iniziativa," - ha affermato - "oltre agli effetti spirituali che sfuggono alle misure umane, possa contribuire a orientare gli animi e le decisioni verso sinceri e coraggiosi propositi di giustizia e perdono. Se così sarà, avremo contribuito a consolidare le basi di una pace autentica e duratura".

"Invito, pertanto, i fedeli cattolici" - ha terminato il Santo Padre - "ad unire la loro preghiera a quella che domani, ad Assisi, eleveremo insieme come cristiani, coltivando al tempo stesso nel loro cuore sentimenti di simpatia per i seguaci di altre religioni convenuti nella città di San Francesco a pregare per la pace".
AG/SIRACIDE:PREGHIERA PACE/… VIS 20020123 (360)

martedì 22 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha dato il Suo assenso all'elezione alla dignità episcopale canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Armena cattolica, riunitosi a Roma il 15 ottobre 2001, dell'Arciprete Kévork Khazoumian, Esarca Patriarcale di Gerusalemme ed Amman, attribuendogli la sede titolare di Marasc degli Armeni. L'Arciprete Kévork Khazoumian è nato a Chiah (Beirut) nel 1935 ed è stato ordinato Presbitero nel 1960.
NER/…/KHAZOUMIAN VIS 20020122 (80)

STAZIONE FERROVIARIA DELLO STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2002 (VIS). La Stazione Ferroviaria dello Stato della Città del Vaticano, dalla quale Giovanni Paolo II partirà per Assisi il 24 gennaio per partecipare alla Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, si trova all'interno della Città del Vaticano, a pochi metri dal Palazzo del Governatorato, in un'ampia piazza ornata di giardini ed aiuole, dominata dalla Cupola di San Pietro. Papa Pio XI, sotto il cui Pontificato la stazione fu costruita, visitando i lavori in via di ultimazione, ebbe ad esclamare ammirato: "Questa è la più bella stazione del mondo!".

I lavori ebbero inizio con la firma, l'11 febbraio 1929, del Trattato del Laterano fra la Santa Sede e il Regno d'Italia, che stabiliva che l'Italia avrebbe dovuto costruire una stazione ferroviaria all'interno della Città del Vaticano. Si diede inizio ai lavori il 3 aprile 1929 e la prima locomotiva di collaudo dei binari entrò in Vaticano nel marzo del 1932. Solo nel 1934, però, ebbe luogo lo scambio ufficiale delle tratte ferroviarie costruite in territorio vaticano ed in territorio italiano. Gli impianti, oltre il fabbricato della stazione, comprendono il raccordo ferroviario con la rete italiana della linea Roma-Viterbo.

Artefice del progetto fu l'Ingegnere italiano Giuseppe Momo, architetto di fiducia di Papa Pio XI. Il fabbricato, inaugurato nel 1933, ha le dimensioni di 61 per 21,50 metri, il corpo centrale è alto 16,85 metri e le due ali laterali 5,95 metri. La parte centrale racchiude un grande salone, con un elegante pavimento ed una ricca zoccolatura in marmi colorati, il soffitto con cassettonato di stucco, decorato con otto colonne monolitiche eseguite in cipollino della Versilia. Il fabbricato, esternamente rivestito in travertino, è arricchito da alcune sculture, opera del professore Eduardo Rubino, uno stemma di Papa Pio XI, sorretto da due figure rappresentanti il Pensiero e l'Azione e da due grandi bassorilievi illustranti la Barca di San Pietro, il più antico mezzo di trasporto per la propagazione della Fede ed il carro di fuoco del Profeta Elia, simboleggiante il mezzo più moderno: il trasporto aereo.

Pio XI, che volle la realizzazione della Stazione ferroviaria in Vaticano, non viaggiò mai in treno. In origine, la stazione era stata concepita come primo luogo di incontro dei Pontefici con le personalità in visita presso la Santa Sede, e come luogo di arrivo e partenza, soprattutto durante i giubilei, di moltitudini di pellegrini. Anche il "treno papale" che all'inizio si era pensato di approntare, non fu mai realizzato ed il Vaticano non ha mai avuto personale ferroviario né possiede materiale rotabile di sua immatricolazione.

Il primo Pontefice ad usare la Stazione Ferroviaria Vaticana, fu Giovanni XXIII, il 4 ottobre 1962, per recarsi in pellegrinaggio a Loreto e ad Assisi, una settimana prima dell'inaugurazione del Concilio Vaticano II.

Dal Pontificato di Pio XI ai nostri giorni, la Stazione Ferroviaria Vaticana è stata utilizzata soprattutto per il trasporto merci, negli ultimi anni molto ridotto, visti i vantaggi economici e di rapidità del traffico su gomma. Solo occasionalmente è stata usata per il traffico passeggeri.

L'11 aprile 1959, dalla Stazione Ferroviaria Vaticana partì il convoglio speciale che le Ferrovie italiane misero a disposizione del Vaticano per la traslazione della salma di Pio X a Venezia, per volere di Giovanni XXIII. Al ritorno, il feretro giunse alla stazione Termini, dove insieme con quello di Don Bosco, fu condotto in processione alla Basilica di San Pietro.

In questi ultimi anni la Stazione è stata usata per il transito di treni speciali, che ospitavano pellegrinaggi di malati, turisti in visita ai Musei Vaticani, o per il passaggio di una vaporiera che portava ragazzi in giro per l'Italia.

Giovanni Paolo II ha fatto uso della Stazione Ferroviaria Vaticana per la prima volta l'8 novembre 1979, in occasione della XXI Giornata del Ferroviere, recandosi, a bordo del treno "Arlecchino" delle Ferrovie dello Stato italiane, a Roma Termini. Il 24 gennaio, in viaggio verso Assisi, sarà la prima volta che Giovanni Paolo II si servirà della Stazione Vaticana per uscire da Roma.
…/STAZIONE VATICANA/… VIS 20020122 (690)

"INTERNET: UN NUOVO FORUM PER PROCLAMARE IL VANGELO"


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio di Giovanni Paolo II per la XXXVI Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 12 maggio prossimo, sul tema: "Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo".

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio, pubblicato in lingua inglese, spagnola, francese, italiana, tedesca e portoghese:

"La Chiesa in ogni epoca prosegue l'opera cominciata il giorno della Pentecoste, quando gli Apostoli, con la forza dello Spirito Santo, andarono per le strade di Gerusalemme a predicare il Vangelo di Gesù Cristo in molte lingue. (…) Nei secoli successivi, questa missione evangelizzatrice si è diffusa in tutto il mondo, poiché il cristianesimo si è radicato in molti luoghi e ha imparato a parlare le diverse lingue del mondo".

"Tuttavia, la storia dell'evangelizzazione non è soltanto una questione di espansione geografica, poiché la Chiesa ha dovuto varcare anche numerose soglie culturali (…). L'epoca delle grandi scoperte, il Rinascimento e l'invenzione della stampa, la rivoluzione industriale e la nascita del mondo moderno: anche questi sono stati momenti di transizione che hanno richiesto nuove forme di evangelizzazione. Ora, con la rivoluzione delle comunicazioni e dell'informazione in atto, la Chiesa si trova senza dubbio di fronte ad un'altra soglia decisiva. E' dunque opportuno che in questa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2002 riflettiamo sul tema: 'Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo'".

"Internet è certamente un nuovo 'forum', nel senso attribuito a questo termine nell'antica Roma, ossia uno spazio pubblico (…). Era uno spazio urbano affollato e caotico che rifletteva la cultura dominante, ma creava anche una cultura propria. Ciò vale anche per il ciberspazio, nuova frontiera che si schiude all'inizio di questo millennio. (…) Per la Chiesa, il nuovo mondo del ciberspazio invita alla grande avventura dell'utilizzazione del suo potenziale per annunciare il messaggio evangelico".

"La Chiesa si avvicina a questo mezzo con realismo e fiducia. Come altri strumenti di comunicazione, esso è un mezzo e non un fine in se stesso. Internet può offrire magnifiche opportunità di evangelizzazione se utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua forza e delle sue debolezze. Soprattutto, offrendo informazioni e suscitando interesse, rende possibile un primo incontro con il messaggio cristiano, in particolare ai giovani che sempre più ricorrono al ciberpazio quale finestra sul mondo. E' importante, quindi, che la comunità cristiana escogiti modi molto pratici per aiutare coloro che entrano in contatto per la prima volta attraverso Internet, a passare dal mondo virtuale del ciberspazio al mondo reale della comunità cristiana".

"In una tappa successiva, Internet può anche facilitare il tipo di procedimento che l'evangelizzazione richiede. (…) Esistono già nella rete innumerevoli fonti di informazione, documentazione e istruzione sulla Chiesa, la sua storia e la sua tradizione, la sua dottrina e il suo impegno in ogni campo, dappertutto nel mondo. È chiaro allora che (…) Internet potrà certamente offrire un supplemento e un sostegno unici sia nella preparazione all'incontro con Cristo nella comunità, sia nel sostegno dei nuovi credenti nel cammino di fede che iniziano".

"Ciononostante, emergono alcune questioni necessarie (…) nell'utilizzazione di Internet per la causa dell'evangelizzazione. Infatti, la caratteristica essenziale di Internet consiste nel fornire un flusso quasi infinito di informazioni, molte delle quali durano solo un attimo. In una cultura che si nutre dell'effimero, si può facilmente correre il rischio di credere che siano i fatti a contare piuttosto che i valori. Internet offre numerose nozioni, ma non insegna valori (…). Nonostante il suo enorme potenziale di bene, alcuni modi degradanti e dannosi di utilizzare Internet sono noti a tutti e le autorità pubbliche hanno di certo la responsabilità di garantire che questo strumento meraviglioso serva il bene comune e non divenga dannoso".

"Inoltre, Internet ridefinisce in modo radicale il rapporto psicologico di una persona con lo spazio e con il tempo. Attrae l'attenzione ciò che è tangibile, utile, subito disponibile. Può venire a mancare lo stimolo ad un pensiero e ad una riflessione più profondi. (…) La comprensione e la saggezza sono il frutto di uno sguardo contemplativo sul mondo e non derivano dalla mera acquisizione di fatti (…). Sono il risultato di un'intuizione che penetra il significato più profondo delle cose in relazione fra loro e con tutta la realtà. Inoltre, quale 'forum' in cui praticamente tutto è accettabile e quasi nulla è duraturo, Internet favorisce un modo di pensare relativistico e a volte alimenta la fuga dalla responsabilità e dall'impegno personali".

"Il fatto che mediante Internet le persone moltiplichino i loro contatti in modi finora impensabili offre meravigliose possibilità alla diffusione del Vangelo. Ma è anche vero che rapporti mediati elettronicamente non potranno mai prendere il posto del contatto umano diretto, richiesto da un'evangelizzazione autentica. (…) In che modo la Chiesa, dal tipo di contatto reso possibile da Internet, conduce a quella comunicazione più profonda che richiede l'annuncio cristiano? In che modo sviluppiamo il primo contatto e il primo scambio di informazioni che Internet rende possibile?".

"Senza dubbio la rivoluzione elettronica ha in sé la promessa di grandi progressi per il mondo in via di sviluppo, ma esiste anche l'eventualità che aggravi di fatto le ineguaglianze esistenti poiché il divario dell'informazione e delle comunicazioni si fa più profondo. Come possiamo garantire che la rivoluzione dell'informazione e delle comunicazioni, che ha in Internet il suo motore primo, operi a favore della globalizzazione dello sviluppo umano e della solidarietà, obiettivi strettamente legati alla missione evangelizzatrice della Chiesa? (…) In che modo possiamo garantire che questo meraviglioso strumento, concepito in origine nell'ambito di operazioni militari, possa ora servire la causa della pace? Può esso promuovere quella cultura di dialogo, di partecipazione, di solidarietà e di riconciliazione senza la quale la pace non può fiorire? La Chiesa crede che ciò sia possibile. Per garantire ciò, è decisa a entrare in questo nuovo 'forum', armata del Vangelo di Cristo, Principe della Pace".

"Internet permette a miliardi di immagini di apparire su milioni di schermi in tutto il mondo. Da questa galassia di immagini e suoni, emergerà il volto di Cristo? Si udrà la sua voce? Perché solo quando si vedrà il Suo Volto e si udrà la Sua voce, il mondo conoscerà la 'buona notizia' della nostra redenzione. (…) In questa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, esorto tutta la Chiesa a varcare coraggiosamente questa nuova soglia, per 'prendere il largo' nella Rete, cosicché, ora come in passato, il grande impegno del Vangelo e della cultura possa mostrare al mondo 'la gloria divina che rifulge sul volto di Cristo'.
MESS/GIORNATA COMUNICAZIONI SOCIALI/… VIS 20020122 (1090)

VIÊT NAM: EVANGELIZZAZIONE E FORMAZIONE DI TUTTI I FEDELI


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, nel ricevere i membri della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, al termine della loro Visita "ad limina", Giovanni Paolo II ha rivolto loro parole di gratitudine per "la perseveranza e la coraggiosa testimonianza", dimostrate nella missione a loro affidata.

Il Papa ha iniziato il suo discorso parlando dell'importanza dell'evangelizzazione e della missione della Chiesa in Viêt Nam. "L'importanza fondamentale della missione" - ha affermato il Pontefice - "deve sempre ispirare scelte coraggiose, sotto la guida dello Spirito Santo, agente principale di evangelizzazione, con l'aiuto del quale sarete in grado di rispondere efficacemente alle esigenze dell'annuncio del Vangelo".

Ricordando che, nella loro relazione quinquennale, i Vescovi hanno fatto riferimento alla necessità di sviluppare la formazione catechistica iniziale e la formazione permanente dei sacerdoti, dei religiosi, delle religiose e dei laici, il Papa ha affermato: "I numerosi anni di conflitto, la dispersione delle comunità cristiane e la disparità del livello di istruzione dei fedeli hanno reso difficile l'offerta e l'organizzazione di tale formazione. (…) È di particolare importanza offrire a tutti un solido insegnamento sulla dottrina sociale della Chiesa".

"La Chiesa cattolica" - ha proseguito il Pontefice - "è anche invitata a condividere il suo messaggio di speranza proponendo instancabilmente la via del dialogo. (…) Un dialogo fiducioso e costruttivo fra tutti i componenti della società civile permetterà di dare nuova speranza a tutto il popolo vietnamita".

Il Santo Padre ha sottolineato, quindi, che la Chiesa non deve essere confusa con la comunità politica, anche se entrambe devono realizzare una "sana collaborazione" ed ha aggiunto che: "La Chiesa invita tutti i suoi membri ad impegnarsi lealmente per la crescita di tutti e per l'edificazione di una società giusta, solidale ed equa. (…) Per realizzare tale 'sana collaborazione', la Chiesa si attende dalla comunità politica il pieno rispetto della sua indipendenza e della sua autonomia. Il bene prezioso della libertà religiosa (…) è destinato sia agli individui che alle comunità religiose".

"Esprimo la speranza che tutte le componenti della nazione si uniscano per promuovere una civiltà dell'amore, fondata sui valori universali della pace, della giustizia, della solidarietà e della libertà".

Giovanni Paolo II ha ricordato "la vitalità ed il coraggio dei laici" vietnamiti "chiamati a vivere e a praticare la loro fede in condizioni spesso difficili", auspicando che essi possano fruire di mezzi che offrano una formazione che li renda "testimoni nella vita sociale, politica ed economica".

Il Papa ha ribadito la necessità che i sacerdoti ricevano "una formazione spirituale e intellettuale all'altezza delle sfide missionarie che devono affrontare" ed infine ha espresso la sua gioia per l'aumento delle vocazioni alla vita consacrata, soprattutto alla vita religiosa femminile, incoraggiando le persone consacrate "a non deflettere nel loro impegno missionario e ad impegnarsi con fervore rinnovato nell'annuncio di Cristo e nel servire tutti gli uomini".
AL/…/VIÈT NAM VIS 20020122 (490)

lunedì 21 gennaio 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina":

- Il Vescovo Thomas Nguyên Van Tan, di Vinh Long.
- Il Vescovo Joseph Hoang Van Thiem, di Bùi Chu.
- Il Vescovo Thomas Nguyên Van Tram, Ausiliare di Xuan Loc.
- Il Monsignore Domenico Nguyên Chan Hung, Amministratore Diocesano di Hai Phòng.
- Il Monsignore Joseph Nguyên Thai Ha, Amministratore Diocesano di Hung Hoá.

Sabato 19 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Pierre Trân Dinh Tu, di Phú Cuong.
- Il Vescovo Paul Bùi Van Doc, di My Tho.
- Il Vescovo Joseph Ngo Quang Kiet, di Lang Són et Cao Bang.
- Il Vescovo Pierre Nguyên Soan, di Quy Nhon.
- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, con il Vescovo Marc Ouellet, Segretario ed il Monsignore Francesco Eleuterio Fortino, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20020121 (200)

"IL CONTRIBUTO DELLE RELIGIONI PER LA PACE"


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2002 (VIS). Mercoledì prossimo 23 gennaio, dalle ore 16:00 alle 19:00, si terrà nell'Aula nuova del Sinodo in Vaticano, un Forum dal titolo "Il Contributo delle Religioni per la Pace", presieduto dal Cardinale Francis Arinze, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo Interreligioso e moderato dal Vescovo Michael Fitzgerald, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

Il Forum, secondo quanto si legge in un Comunicato reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, "vuole essere un momento di scambio tra i rappresentanti ufficiali delle diverse religioni che prederanno parte alla Giornata di preghiera per la pace nel mondo che si terrà ad Assisi il 24 gennaio. Ai partecipanti sarà data la possibilità di esprimere un breve messaggio".
…/FORUM RELIGIONI/ARINZE VIS 20020121 (130)

BENEDIZIONE DEGLI AGNELLI NELLA FESTA DI SANT'AGNESE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, seguendo un'antica tradizione, Giovanni Paolo II ha benedetto alcuni agnelli, la cui lana sarà utilizzata per tessere il Pallio, che il Papa impone ogni anno - il 29 giugno, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli - ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, quale simbolo del loro ufficio.

La benedizione degli agnelli, che hanno meno di un anno, si svolge tutti gli anni attorno al 21 gennaio, memoria liturgica di Sant'Agnese, il cui simbolo tradizionale è l'agnello. Sant'Agnese, Vergine e Martire, morta nel 350 circa, è sepolta nella Basilica che porta il suo nome, in Via Nomentana. Tradizionalmente i Padri Trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane si occupano di allevare gli agnelli e dopo la rasatura, le Suore di Santa Cecilia fabbricano il Pallio con la lana appena tosata.
GPII-BENEDIZIONE/AGNELLI/SANTA AGNESE VIS 20020121 (150)

TERRA SANTA: RIMETTERE IN MOTO LA DINAMICA DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2002 (VIS). Dopo l'Angelus, Giovanni Paolo II ha lanciato un nuovo appello per la pace in Terra Santa, a seguito degli attentati e degli scontri della settimana passata:

"Una volta ancora - e con quanta tristezza - sono costretto ad evocare la drammatica situazione in Terra Santa, ove ripetuti attacchi e rappresaglie seminano ogni giorno sangue e morte".

"Questa logica perversa non conduce ad alcuna via di uscita ed è doloroso rilevare come i protagonisti del conflitto abbiano imboccato un vicolo cieco".

"Non posso che invitare accoratamente i responsabili delle parti in lotta a mettere fine a tali scontri e la comunità internazionale a non abbandonarli. È urgente individuare assieme quegli strumenti capaci di rimettere in moto la dinamica della pace, così da permettere a Israeliani e Palestinesi di pensare al loro futuro".

"Voglia Iddio, per intercessione della Vergine Maria, illuminare la mente ed il cuore di ogni uomo di buona volontà".

Successivamente Giovanni Paolo II ha espresso la sua vicinanza alle vittime dell'eruzione del vulcano Nyiragongo: "che da alcuni giorni ha ripreso la sua attività con violenza inaudita. Non manchi il nostro concreto aiuto a quanti soffrono a causa di questa grande calamità".

Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha inviato, inoltre, un telegramma di cordoglio, a nome del Papa, al Vescovo di Goma Faustin Ngabu, per tutte le vittime di questa catastrofe.
ANG/TERRA SANTA:CONGO/… VIS 20020121 (220)

GIOVANNI PAOLO II INVITA I CREDENTI A PREGARE PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato l'imminente celebrazione della "Giornata di Preghiera per la pace", il prossimo 24 gennaio, invitando a partecipare al "pellegrinaggio in treno", alla volta di Assisi, "i credenti e le persone di buona volontà del mondo intero, perché" - ha ribadito - "siamo chiamati tutti a costruire insieme la pace".

"Vorrei invitare ad unirsi a noi nella preghiera particolarmente le Comunità religiose e monastiche, specialmente quelle di clausura, come pure i bambini, gli ammalati e gli anziani".

Giovanni Paolo II ha affermato che dopo il tragico attentato dell'11 settembre e di fronte al rischio di nuovi conflitti "i credenti avvertono l'urgenza di intensificare la loro preghiera per la pace, perché essa è anzitutto dono di Dio". In merito, il Papa ha ricordato la "Giornata di digiuno" del 14 dicembre scorso e la "Giornata di preghiera per la pace" che si terrà ad Assisi il 24 gennaio prossimo. "Si ripeterà così l'esperienza del 27 ottobre 1986 quando, per la prima volta, la città di San Francesco vide confluire entro le sue mura esponenti delle religioni del mondo per elevare al Cielo una fervida implorazione di pace".

Sottolineando che "La Giornata di preghiera per la pace non intende in alcun modo indulgere al sincretismo religioso", il Papa ha affermato: "uomini e donne di diverse appartenenze religiose non solo possono collaborare, ma anzi devono impegnarsi sempre più per difendere e promuovere l'effettivo riconoscimento dei diritti umani, condizione indispensabile per un pace autentica e duratura. Di fronte alla violenza, che in questi tempi infierisce in tante regioni della Terra, essi avvertono il bisogno di mostrare che le religioni sono un fattore di solidarietà, sconfessando e isolando quanti strumentalizzano il nome di Dio per scopi o con metodi che in realtà lo offendono".
AG/GIORNATA PREGHIERA PACE/ASSISI VIS 20020121 (330)


GIOVANNI PAOLO II INVITA I CREDENTI A PREGARE PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato l'imminente celebrazione della "Giornata di Preghiera per la pace", il prossimo 24 gennaio, invitando a partecipare al "pellegrinaggio in treno", alla volta di Assisi, "i credenti e le persone di buona volontà del mondo intero, perché" - ha ribadito - "siamo chiamati tutti a costruire insieme la pace".

"Vorrei invitare ad unirsi a noi nella preghiera particolarmente le Comunità religiose e monastiche, specialmente quelle di clausura, come pure i bambini, gli ammalati e gli anziani".

Giovanni Paolo II ha affermato che dopo il tragico attentato dell'11 settembre e di fronte al rischio di nuovi conflitti "i credenti avvertono l'urgenza di intensificare la loro preghiera per la pace, perché essa è anzitutto dono di Dio". In merito, il Papa ha ricordato la "Giornata di digiuno" del 14 dicembre scorso e la "Giornata di preghiera per la pace" che si terrà ad Assisi il 24 gennaio prossimo. "Si ripeterà così l'esperienza del 27 ottobre 1986 quando, per la prima volta, la città di San Francesco vide confluire entro le sue mura esponenti delle religioni del mondo per elevare al Cielo una fervida implorazione di pace".

Sottolineando che "La Giornata di preghiera per la pace non intende in alcun modo indulgere al sincretismo religioso", il Papa ha affermato: "uomini e donne di diverse appartenenze religiose non solo possono collaborare, ma anzi devono impegnarsi sempre più per difendere e promuovere l'effettivo riconoscimento dei diritti umani, condizione indispensabile per un pace autentica e duratura. Di fronte alla violenza, che in questi tempi infierisce in tante regioni della Terra, essi avvertono il bisogno di mostrare che le religioni sono un fattore di solidarietà, sconfessando e isolando quanti strumentalizzano il nome di Dio per scopi o con metodi che in realtà lo offendono".
AG/GIORNATA PREGHIERA PACE/ASSISI VIS 20020121 (330)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Gerardo Antonio Zerdín Bukovec, O.F.M., finora Parroco della Missione di Atalaya (Perú), Vescovo Coadiutore per il Vicariato Apostolico di San Ramón (superficie: 80.000; popolazione: 450.000; cattolici: 356.000; sacerdoti: 17; religiosi: 63), Perú. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Lendava (Slovenia), nel 1975 ha emesso la Professione Solenne nell'Ordine Francescano dei Frati Minori ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno.

- Il Reverendo José Luis Escobar Alas, Vescovo Ausiliare della Diocesi di San Vicente (superficie: 2.044; popolazione: 478.060; cattolici: 457.300; sacerdoti: 43; religiosi: 148), El Salvador. Il Vescovo eletto è nato nell'Arcidiocesi di San Salvador (El Salvador), nel 1959 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982. Finora è stato Vicario Generale della medesima Diocesi.

- Don Genesio Tarasco, S.D.B., finora Economo dell'Ispettoria Salesiana di Torino, Capo Ufficio nella Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
NEC:NEA:NA/…/BUKOVEC:ALAS:TARASCO VIS 20020121 (160)

LEGATO PONTIFICIO DEDICAZIONE DELLA CATTEDRALE DI TIRANA

CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo della Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 20 dicembre, con la quale Giovanni Paolo II nomina il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, Legato Pontificio per la solenne Dedicazione della Nuova Chiesa Cattedrale di Tirana (Albania), che avrà luogo il 26 gennaio 2002.
Il Cardinale Segretario di Stato sarà accompagnato da una Missione composta da Monsignor Ambrose Madtha, Consigliere della Nunziatura Apostolica in Albania; Monsignor Piero Pioppo, Segretario di Nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato e dal Padre George Frendo, O.P., Vicario Generale di Durrës-Tiranë.
GPII-LETTERA/LEGATO PONTIFICIO/SODANO:ALBANIA VIS 20020121 (120)

IL SACERDOTE, MINISTRO DEL VANGELO A NOME DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi, in occasione della memoria liturgica della loro Patrona Sant'Agnese, i Superiori e gli Alunni dell'"Almo Collegio Capranica", una delle più antiche istituzioni per la formazione dei candidati al sacerdozio della Diocesi di Roma e di altre Diocesi italiane e del mondo.

Rivolgendosi agli alunni, il Papa ha detto: "Voi siete chiamati a diventare testimoni e 'modelli del gregge' che vi sarà affidato. E per essere tali è necessario che acquistiate disposizioni interiori e specifici comportamenti, che sono alla base della spiritualità sacerdotale".

"Siate poi fedeli alla Chiesa ed in essa operate sempre in comunione con i vostri Vescovi. Il prete, infatti, non è l'uomo delle iniziative isolate e indipendenti; è il ministro del Vangelo a nome della Chiesa. Ogni sua opera apostolica parte dalla Chiesa e alla Chiesa ritorna". Giovanni Paolo II ha terminato il suo discorso, esortando gli alunni, con queste parole: "Se talora questa missione potrà apparirvi difficile, non temete!".
AC/…/ALMO COLLEGIO CAPRANICA VIS 20020121 (180)

L'UNITA DEI CRISTIANI E' FRUTTO DELLA GRAZIA


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina Giovanni Paolo II ha ricevuto una Delegazione Ecumenica della Finlandia in occasione della Festa di San Enrico, Apostolo e Patrono del paese. "È una felice coincidenza" - ha detto il Papa - "che la vostra visita cada durante la celebrazione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani".

Il Papa ha affermato successivamente che: "È di vitale importanza che i cristiani preghino incessantemente per l'unità, che si realizzerà non come frutto dello sforzo umano, ma come una grazia concessa in un tempo e in un modo che noi ignoriamo. Tuttavia la nostra preghiera deve essere unita alla determinazione di predicare il Vangelo di Gesù Cristo con un cuore e una voce, 'così che il mondo creda'".

"Noi" - ha concluso il Pontefice - "siamo andati molto avanti sulla strada ecumenica, e non si può tornare indietro. Certamente la Chiesa Cattolica 'si è impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della ricerca ecumenica'. (…) Lo Spirito deve condurci, passo dopo passo, a scoprire le cose che possiamo fare per accelerare la comunione piena e visibile di tutti i cristiani".
AC/UNITÀ CRISTIANI/… VIS 20020121 (200)

UNIONE SACERDOTALE SAN G. M. VIANNEY: PIENA COMUNIONE


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Ieri sera si è svolta una cerimonia pubblica nel corso della quale il Vescovo Licinio Rangel, unitamente a tutti i Sacerdoti appartenenti all'"Unione Sacerdotale San Giovanni Maria Vianney", seguaci di Monsignor Marcel Lefèbvre, presenti nel territorio della Diocesi di Campos (Brasile), hanno ristabilito la piena comunione con la Cattedra di Pietro.

Ha presieduto la cerimonia, celebrata nella Cattedrale di São Salvador di Campos, il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", istituita con il compito di collaborare con i Vescovi, i Dicasteri della Curia Romana e gli ambienti interessati, per facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose, finora in vario modo legati alla Fraternità fondata da Monsignor Marcel Lefèbvre, e che desiderano rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le proprie tradizioni spirituali e liturgiche.

In un Comunicato reso pubblico ieri sera, sono indicati i passi intrapresi per ristabilire la comunione con Roma: in data 15 agosto 2001, il Vescovo Licinio Rangel, unitamente a tutti i Sacerdoti appartenenti all'"Unione Sacerdotale di San Giovanni Maria Vianney", ha indirizzato al Santo Padre una lettera nella quale professava "'perfetta comunione con la Cattedra di Pietro', riconoscendo il Primato del Papa e il Suo governo sulla Chiesa Universale, dichiarando che 'per nulla in questo mondo vogliamo dissociarci dalla Pietra sulla quale Gesù Cristo ha fondato la Sua Chiesa'".

Nel Comunicato si legge, inoltre, che il Reverendo Licinio Rangel è stato consacrato Vescovo dai Presuli ordinati da Monsignor Lefebvre, e che il 25 dicembre scorso, Giovanni Paolo II ha accolto la richiesta dei lefebvriani brasiliani, disponendo che l'Unione fosse eretta come Amministrazione Apostolica, immediatamente soggetta alla Santa Sede, con giurisdizione personale, cumulativa con quella dell'Ordinario di Campos e coincidente con il medesimo territorio, concedendo l'uso del Rito Romano e della disciplina liturgica codificati da San Pio V, con gli adattamenti introdotti dai suoi Successori fino al Beato Giovanni XXIII.

Nel corso della cerimonia di ieri, "Il Vescovo Licinio Rangel ha emesso la Professione di Fede e il Giuramento di fedeltà al Romano Pontefice, secondo la prassi vigente".

"In tale contesto il Santo Padre" - si legge al termine del Comunicato - "'con profonda letizia' e 'per rendere effettiva la piena comunione', concede la remissione di tutte le censure canoniche a quanti vi sono incorsi".

Giovanni Paolo II ha anche nominato il Vescovo Licinio Rangel Amministratore Apostolico dell'Amministrazione Apostolica Personale "San Giovanni María Vianney" a Campos (Brasile).
…/RITORNO PIENA COMUNIONE/CASTRILLON:RANGEL VIS 20020121 (430)

venerdì 18 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Sacerdote Dominic Lumon, Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Imphal (superficie: 22.356; popolazione: 2.231.000; cattolici: 70.000; sacerdoti: 94; religiosi: 201), India. L'Arcivescovo eletto è nato a Mongsang Panghta (India) nel 1948 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1977. È stato finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi.

- Il Vescovo Salvatore Fisichella, Ausiliare di Roma, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, a norma dell'Articolo 11, n. 1 degli Statuti della medesima Università, e Preside del Pontificio Istituto "Giovanni Paolo II" per Studi su Matrimonio e Famiglia, per il prossimo quadriennio.
NEC:NA/…/LUMON:FISICHELLA VIS 20020118 (110)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Pierre Nguyên Van Nhon, di Da Lat.
- Il Vescovo Paul-Marie Cao Dinh Thuyên, di Vinh.
- Il Vescovo Joseph Nguyên Tich Duc, di Ban Mê Thuôt.

- Il Signor Ignacio Quintana, Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, in visita di congedo.
AL:AP/…/… VIS 20020118 (80)

INFORMAZIONI GIORNATA DI PREGHERA PER LA PACE AD ASSISI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha informato i giornalisti sul programma della Giornata di Preghiera per la Pace nel Mondo, che si terrà ad Assisi, il 24 gennaio prossimo.

La sera del 23 gennaio si celebrerà ad Assisi una Veglia di Preghiera per la Pace, organizzata dalla Conferenza Episcopale Italiana. Lo stesso giorno, in Vaticano, nell'Aula del Sinodo, si terrà una riunione dei Rappresentanti delle religioni non cristiane.

Il Dr- Navarro-Valls ha confermato che il Papa raggiungerà Assisi in treno, insieme ai partecipanti alla Giornata di Preghiera. La partenza è prevista alle 8:30 dalla Stazione ferroviaria della Città del Vaticano. Non sono previste fermate nelle due ore di viaggio.

I Rappresentanti delle diverse religioni parteciperanno insieme a due delle tre cerimonie in programma. Alle 11:00, avranno luogo le Testimonianze per la pace, nella Piazza Inferiore di San Francesco. Alle 12:30 i Rappresentanti delle varie religioni si recheranno nei diversi luoghi designati e, separatamene, pregheranno per la Pace. Giovanni Paolo II presiederà la preghiera dei cristiani nella Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi. Alle 15:30, nella Piazza Inferiore di San Francesco, si darà lettura, in dieci lingue, dei testi che esprimono l'impegno comune per la pace. Successivamente, il Santo Padre, simbolicamente, accenderà un cero che sarà collocato nella Basilica di Assisi.

Prima di rientrare in Vaticano in treno con tutti i Rappresentanti delle varie religioni, Giovanni Paolo II rivolgerà brevi parole di saluto alle religiose della Basilica di Santa Chiara ed ai Frati Minori della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Anche se il numero delle adesioni potrebbe ancora aumentare, alla data odierna si prevede la partecipazione di Rappresentanti di 12 Patriarcati e Chiese Ortodosse, di 6 Patriarcati e Chiese Orientali, di 15 Chiese, Comunità Ecclesiali, Federazioni, Alleanze ed Organizzazioni Mondiali Occidentali, di Rappresentanti dell'Ebraismo, del Buddismo, del Tenri-kyö, dello Shintoismo, dell'Islam, del Giainismo, del Sikhismo, dell'Induismo, dello Zoroastrismo, delle Religioni Tradizionali Africane, del Cristianesimo, oltre alla presenza di numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi. Parteciperanno anche i Rappresentanti degli Episcopati di paesi in guerra e paesi colpiti dalla violenza e dal terrorismo - Algeria, Angola, Burundi, Colombia, Filippine, Indonesia, Nigeria, Pakistan, Rwanda, Spagna, Sri Lanka e Sudan -, infine autorità civili ed un gruppo di invitati.

Il 25 gennaio il Papa inviterà a colazione, in Vaticano, tutti i Delegati dell'Incontro di Assisi.
…/GIORNATA PREGHIERA PACE/ASSISI VIS 20020118 (410)

COLLABORARE NELLA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI DOTTRINALI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, i cui lavori si sono svolti in questi giorni, in Vaticano.

Nel suo discorso il Papa ha fatto riferimento ai temi affrontati dall'Assemblea e si è in particolare soffermato sul problema della ricezione dei documenti dottrinali, pubblicati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, affermando: "Al riguardo, vi è innanzitutto un problema di assimilazione dei contenuti dei medesimi e di collaborazione nella diffusione e nell'applicazione delle conseguenze pratiche che ne scaturiscono; esso tocca tutti i Dicasteri della Curia romana".

In merito al problema della trasmissione delle verità fondamentali a tutti i fedeli, il Papa ha detto: "Qui la questione si fa più difficile ed esige attenzione e ponderazione. Quanto incide su queste difficoltà di ricezione, la dinamica dei mezzi di comunicazione di massa? (…) o quanto semplicemente nasce dalla difficoltà di accogliere le severe esigenze del linguaggio evangelico, che pure ha una forza liberatrice?". Per rispondere a tali interrogativi, ha proseguito il Pontefice, è utile l'ascolto reciproco ed una maggiore partecipazione delle Conferenze Episcopali, dei singoli Vescovi e di tutti gli annunciatori del Vangelo. "Infine vi è un problema di stile, di coerenza nella vita".

Successivamente il Santo Padre ha affrontato la tematica della perdita di rilevanza della legge naturale, affermando: "si è qui in presenza di una dottrina appartenente al grande patrimonio della sapienza umana, purificato e portato alla sua pienezza grazie alla luce della Rivelazione". La legge naturale "permette anche un'ampia base di dialogo con persone di altro orientamento o formazione, in vista della ricerca del bene comune. In un momento così trepido per la sorte di tante nazioni, comunità e persone, (…), non posso che rallegrarmi per lo studio intrapreso, allo scopo di riscoprire il valore di tale dottrina, anche in vista delle sfide che attendono i legislatori cristiani nel loro dovere di difesa della dignità e dei diritti dell'uomo".
AC/VERITÀ FONDAMENTALI/CDF VIS 20020118 (340)
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