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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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sabato 7 luglio 2007

MOTU PROPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM"


CITTA' DEL VATICANO, 7 LUG. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo la traduzione di lavoro, non ufficiale, in lingua italiana, della Lettera Apostolica "Motu proprio data", "Summorum Pontificum" del Santo Padre Benedetto XVI, sull'uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970. Il Documento è accompagnato da una Lettera esplicativa del Santo Padre.

  "I Sommi Pontefici fino ai nostri giorni ebbero costantemente cura che la Chiesa di Cristo offrisse alla Divina Maestà un culto degno, 'a lode e gloria del Suo nome' ed 'ad utilità di tutta la sua Santa Chiesa'".

  "Da tempo immemorabile, come anche per l'avvenire, è necessario mantenere il principio secondo il quale 'ogni Chiesa particolare deve concordare con la Chiesa universale, non solo quanto alla dottrina della fede e ai segni sacramentali, ma anche quanto agli usi universalmente accettati dalla ininterrotta tradizione apostolica, che devono essere osservati non solo per evitare errori, ma anche per trasmettere l'integrità della fede, perché la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla sua legge di fede' (1)".

  "Tra i Pontefici che ebbero tale doverosa cura eccelle il nome di San Gregorio Magno, il quale si adoperò perché ai nuovi popoli dell'Europa si trasmettesse sia la fede cattolica che i tesori del culto e della cultura accumulati dai Romani nei secoli precedenti. Egli comandò che fosse definita e conservata la forma della sacra Liturgia, riguardante sia il Sacrificio della Messa sia l'Ufficio Divino, nel modo in cui si celebrava nell'Urbe. Promosse con  massima cura la diffusione dei monaci e delle monache, che operando sotto la regola di San Benedetto, dovunque unitamente all'annuncio del Vangelo illustrarono con la loro vita la salutare massima della Regola: 'Nulla venga preposto all'opera di Dio' (cap. 43). In tal modo la sacra Liturgia celebrata secondo l'uso romano arricchì non solo la fede e la pietà, ma anche la cultura di molte popolazioni. Consta infatti che la liturgia latina della Chiesa nelle varie sue forme, in ogni secolo dell'età cristiana, ha spronato nella vita spirituale numerosi Santi e ha rafforzato tanti popoli nella virtù di religione e ha fecondato la loro pietà".

  "Molti altri Romani Pontefici, nel corso dei secoli, mostrarono particolare sollecitudine a che la sacra Liturgia espletasse in modo più efficace questo compito: tra essi spicca S. Pio V, il quale sorretto da grande zelo pastorale, a seguito dell'esortazione del Concilio di Trento, rinnovò tutto il culto della Chiesa, curò l'edizione dei libri liturgici, emendati e 'rinnovati secondo la norma dei Padri' e li diede in uso alla Chiesa latina".

  "Tra i libri liturgici del Rito romano risalta il Messale Romano, che si sviluppò nella città di Roma, e col passare dei secoli a poco a poco prese forme che hanno grande somiglianza con quella vigente nei tempi più recenti".

  "Fu questo il medesimo obbiettivo che seguirono i Romani Pontefici nel corso dei secoli seguenti assicurando l'aggiornamento o definendo i riti e i libri liturgici, e poi, all'inizio di questo secolo, intraprendendo una riforma generale' (2). Così agirono i nostri Predecessori Clemente VIII, Urbano VIII, San Pio X (3), Benedetto XV, Pio XII e il Beato Giovanni XXIII".

  "Nei tempi più recenti, il Concilio Vaticano II espresse il desiderio che la dovuta rispettosa riverenza nei confronti del culto divino venisse ancora rinnovata e fosse adattata alle necessità della nostra età. Mosso da questo desiderio, il nostro Predecessore, il Sommo Pontefice Paolo VI, nel 1970 per la Chiesa latina approvò i libri liturgici riformati e in parte rinnovati. Essi, tradotti nelle varie lingue del mondo, di buon grado furono accolti da Vescovi, sacerdoti e fedeli. Giovanni Paolo II rivide la terza edizione tipica del Messale Romano. Così i Romani Pontefici hanno operato 'perché questa sorta di edificio liturgico [...] apparisse nuovamente splendido per dignità e armonia'" (4).

  "Ma in talune regioni non pochi fedeli aderirono e continuano ad aderire con tanto amore ed affetto alle antecedenti forme liturgiche, le quali avevano imbevuto così profondamente la loro cultura e il loro spirito, che il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, mosso dalla cura pastorale nei confronti di questi fedeli, nell'anno 1984 con lo speciale indulto 'Quattuor abhinc annos', emesso dalla Congregazione per il Culto Divino, concesse la facoltà di usare il Messale Romano edito dal Beato Giovanni XXIII nell'anno 1962; nell'anno 1988 poi Giovanni Paolo II di nuovo con la Lettera Apostolica 'Ecclesia Dei', data in forma di Motu proprio, esortò i Vescovi ad usare largamente e generosamente tale facoltà in favore di tutti i fedeli che lo richiedessero".

  "A seguito delle insistenti preghiere di questi fedeli, a lungo soppesate già dal Nostro Predecessore Giovanni Paolo II, e dopo aver ascoltato Noi stessi i Padri Cardinali nel Concistoro tenuto il 22 marzo 2006, avendo riflettuto approfonditamente su ogni aspetto della questione, dopo aver invocato lo Spirito Santo e contando sull'aiuto di Dio, con la presente Lettera Apostolica stabiliamo quanto segue:

  "Art. 1. Il Messale Romano promulgato da Paolo VI è la espressione ordinaria della 'lex orandi' ('legge della preghiera') della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia il Messale Romano promulgato da San Pio V e nuovamente edito dal Beato Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa 'lex orandi' e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico. Queste due espressioni della 'lex orandi' della Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella 'lex credendi' ('legge della fede') della Chiesa; sono infatti due usi dell'unico rito romano".

  "Perciò è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l'edizione tipica del Messale Romano promulgato dal Beato Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa. Le condizioni per l'uso di questo Messale stabilite dai documenti anteriori 'Quattuor abhinc anno' e 'Ecclesia Dei', vengono sostituite come segue:

  "Art. 2.  Nelle Messe celebrate senza il popolo, ogni sacerdote cattolico di rito latino, sia secolare sia religioso, può usare o il Messale Romano edito dal Beato Papa Giovanni XXIII nel 1962, oppure il Messale Romano promulgato dal Papa Paolo VI nel 1970, e ciò in qualsiasi giorno, eccettuato il Triduo Sacro. Per tale celebrazione secondo l'uno o l'altro Messale il sacerdote non ha bisogno di alcun permesso, né della Sede Apostolica, né del suo Ordinario".

  "Art.  3.  Le comunità degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, di diritto sia pontificio sia diocesano, che nella celebrazione conventuale o 'comunitaria' nei propri oratori desiderano celebrare la Santa Messa secondo l'edizione del Messale Romano promulgato nel 1962, possono farlo. Se una singola comunità o un intero Istituto o Società vuole compiere tali celebrazioni spesso o abitualmente o permanentemente, la cosa deve essere decisa dai Superiori maggiori a norma del diritto e secondo le leggi e gli statuti particolari".

  "Art.  4.  Alle celebrazioni della Santa Messa di cui sopra all'art. 2, possono essere ammessi - osservate le norme del diritto - anche i fedeli che lo chiedessero di loro spontanea volontà".

  "Art.  5. § 1.  Nelle parrocchie, in cui esiste stabilmente un gruppo di fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco accolga volentieri le loro richieste per la celebrazione della Santa Messa secondo il rito del Messale Romano edito nel 1962. Provveda a che il bene di questi fedeli si armonizzi con la cura pastorale ordinaria della parrocchia, sotto la guida del Vescovo a norma del canone 392, evitando la discordia e favorendo l'unità di tutta la Chiesa".
               §  2.  La celebrazione secondo il Messale del Beato Giovanni XXIII può aver luogo nei giorni feriali; nelle domeniche e nelle festività si può anche avere una celebrazione di tal genere.
               §  3.  Per i fedeli e i sacerdoti che lo chiedono, il parroco permetta le celebrazioni in questa forma straordinaria anche in circostanze particolari, come matrimoni, esequie o celebrazioni occasionali, ad esempio pellegrinaggi.
               §  4.  I sacerdoti che usano il Messale del Beato Giovanni XXIII devono essere idonei e non giuridicamente impediti.
               §  5.  Nelle chiese che non sono parrocchiali né conventuali, è compito del Rettore della chiesa concedere la licenza di cui sopra".

  "Art.  6.  Nelle Messe celebrate con il popolo secondo il Messale del Beato Giovanni XXIII, le letture possono essere proclamate anche nella lingua vernacola, usando le edizioni riconosciute dalla Sede Apostolica".

  "Art.  7.  Se un gruppo di fedeli laici fra quelli di cui all'art. 5 § 1 non abbia ottenuto soddisfazione alle sue richieste da parte del parroco, ne informi il Vescovo diocesano. Il Vescovo è vivamente pregato di esaudire il loro desiderio. Se egli non può provvedere per tale celebrazione, la cosa venga riferita alla Commissione Pontificia 'Ecclesia Dei'".

  "Art.  8.  Il Vescovo, che desidera rispondere a tali richieste di fedeli laici, ma per varie cause è impedito di farlo, può riferire la questione alla Commissione 'Ecclesia Dei', perché gli offra consiglio e aiuto".

  "Art.  9 § 1.  Il parroco, dopo aver considerato tutto attentamente, può anche concedere la licenza di usare il rituale più antico nell'amministrazione dei sacramenti del Battesimo, del Matrimonio, della Penitenza e dell'Unzione degli infermi, se questo consiglia il bene delle anime.
             § 2.  Agli Ordinari viene concessa la facoltà di celebrare il sacramento della Confermazione usando il precedente antico Pontificale Romano, qualora questo consigli il bene delle anime.
             § 3.  Ai chierici costituiti 'in sacris' è lecito usare il Breviario Romano promulgato dal Beato Giovanni XXIII nel 1962".

  "Art. 10. l'Ordinario del luogo, se lo riterrà opportuno, potrà erigere una parrocchia personale a norma del canone 518 per le celebrazioni secondo la forma più antica del rito romano, o nominare un cappellano, osservate le norme del diritto".

  "Art. 11. La Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei', eretta da Giovanni Paolo II nel 1988 (5), continua ad esercitare il suo compito.
    Tale Commissione abbia la forma, i compiti e le norme, che il Romano Pontefice le vorrà attribuire".

  "Art. 12. La stessa Commissione, oltre alle facoltà di cui già gode, eserciterà l'autorità della Santa Sede vigilando sulla osservanza e l'applicazione di queste disposizioni".

  "Tutto ciò che da Noi è stato stabilito con questa Lettera Apostolica data a modo di Motu proprio, ordiniamo che sia considerato come 'stabilito e decretato' e da osservare dal giorno 14 settembre di quest'anno, festa dell'Esaltazione della Santa Croce, nonostante tutto ciò che possa esservi in contrario".

  "Dato a Roma, presso San Pietro, il 7 luglio 2007, anno terzo del nostro Pontificato".

Note:

(1) Ordinamento generale del Messale Romano, 3a ed., 2002, n. 397.
(2) Giovanni Paolo II, Lett. Ap. Vicesimus quintus annus, 4 dicembre 1988, 3: AAS 81 (1989), 899.
(3) Ibid.
(4) San Pio X, Lett. Ap., Motu proprio data, Abhinc duos annos, 23 ottobre 1913: AAS 5 (1913), 449-450; cfr. Giovanni Paolo II, Lett. Ap. Vicesimus quintus annus, n. 3: AAS 81 (1989), 899.
(5) Cfr Joannes Paulus II, Lett. ap. Motu proprio data Ecclesia Dei, 2 luglio 1988, 6: AAS 80 (1988), 1498.
BXVI-MP/.MOTU PROPIO../SUMMORUM PONTIFICUM                 VIS 20070707 (1790)


venerdì 6 luglio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre António José da Rocha Couto, S.M.P., Superiore Generale della Società Portoghese per le Missioni, Vescovo Ausiliare di Braga (superficie: 2.832; popolazione: 952.000; cattolici: 875.000; sacerdoti: 542; religiosi: 769; diaconi permanenti: 8), Portogallo. Il Vescovo eletto è nato a Vila Boa do Bispo (Portogallo) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1980.
NEA/.../DA ROCHA COUTO                             VIS 20070706 (70)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

- Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.
AP/.../...                                         VIS 20070706 (80)


BILANCIO SANTA SEDE: AVANZO DI 2,4 MILIONI DI EURO

CITTA' DEL VATICANO, 12 LUG. 2006 (VIS).  Il Cardinale Sergio Sebastiani,  Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, ha annunciato questa mattina, nel corso della presentazione del Bilancio Consuntivo Consolidato della Santa Sede, che il Bilancio per l'esercizio 2006 si è chiuso con un avanzo di 2,4 milioni di Euro, "che rappresenta" - ha affermato - "il valore meno elevato dopo quelli registrati lo scorso esercizio 2005 (pari a 9,7 milioni di euro), e nel 2004 (pari a 3,1 milioni di euro).

  Riguardo alle attività istituzionali della Santa Sede (Segreteria di Stato, Congregazioni Romane, Pontifici Consigli, Tribunali, Sinodo dei Vescovi, Rappresentanze Pontificie ed altri Uffici), il Presidente ha precisato che questo importante settore si è chiuso "con un disavanzo pari a 31 milioni di euro, ma in flessione rispetto al disavanzo istituzionale del 2005 attestatosi su 36,9 milioni di euro".

  Il Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede ha inoltre precisato che il settore delle attività finanziarie (sette amministrazioni consolidate, fra le quali la Sezione Straordinaria dell'APSA - Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), si è chiuso con un avanzo di 13,7 milioni di euro contro 43,3 milioni del 2005. "Si è avuta perciò" - ha spiegato il Cardinale Sebastiani - "una flessione di circa 29 milioni di euro, ascrivibile principalmente alla brusca ed assai accentuata inversione di tendenza nella fluttuazione nei tassi di cambio, soprattutto del dollaro statunitense".

 Il settore immobiliare, ha continuato il Porporato, "ha ottenuto un risultato netto di 32,3 milioni di euro, superiore a quello registrato nel 2005 quando si attestò a circa 22,4 milioni (...) Nell'esercizio in esame i costi complessivi del settore sono stati circa 27 milioni di euro, mentre i ricavi hanno raggiunto i 59,3 milioni di euro".

  Il settore delle "Attività di quattro istituzioni collegate con la Santa Sede", comprendente le "aziende mediatiche": Radio Vaticana, Tipografia Vaticana - Editrice "L'Osservatore Romano", Centro Televisivo Vaticano (CTV) e Libreria Editrice Vaticana (LEV), ha chiuso con un saldo negativo di 12,8 milioni di euro, riferibile sostanzialmente ai risultati negativi attribuiti alla Radio Vaticana, (circa 23,8 milioni), ed allo "L'Osservatore Romano" (4,4 milioni di euro). Di contro la Tipografia Vaticana ha chiuso il bilancio con un avanzo di 1,3 milioni di euro e il Centro Televisivo Vaticano con un avanzo di 421 mila euro. La Libreria Editrice Vaticana ha chiuso il bilancio consuntivo 2006 con un avanzo di 1,3 milioni di euro. Il Cardinale Sebastiani ha ricordato che alla LEV sono affidati "l'esercizio e la tutela  (in perpetuo e a livello mondiale) di tutti i diritti sui documenti attraverso i quali il Sommo Pontefice esercita il proprio magistero".

  L'ultima voce del conto economico che riguarda costi e ricavi diversi, si è chiusa con un saldo positivo di 184 mila euro dovute, a fronte di un saldo passivo di 7 milioni di euro del 2005, che rifletteva i costi sostenuti nel periodo della Sede Vacante.

  Il Cardinale Sebastiani ha infine precisato che il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha presieduto, il 2 luglio scorso, la 41ma riunione del Consiglio dei Cardinali per lo Studio dei Problemi Organizzativi ed Economici della Santa Sede. I Porporati hanno esaminato il Bilancio Consuntivo Consolidato della Santa Sede ed il Bilancio del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per l'esercizio 2006. Il Bilancio di quest'ultimo si è chiuso con un risultato positivo di 21,8 milioni di euro, inferiore ai 29,6 milioni di euro del 2005.

  Le offerte dei fedeli per l'Obolo di San Pietro, fondo destinato alle opere caritative del Santo Padre, sono considerevolmente aumentate rispetto all'anno passato. Nel 2006 hanno totalizzato 74,6 milioni di euro, mentre nel 2005 avevano totalizzato 46,741milioni di euro.
OP/FINANZE SANTA SEDE/SEBASTIANI                              VIS 20070706 (630)


giovedì 5 luglio 2007

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Dominicana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo, con gli Ausiliari: Vescovo Amancio Escapa Aparicio, O.C.D., Vescovo Pablo Cedano Cedano e con il già Ausiliare Vescovo Francisco José Arnáiz Zarandona, S.I.

    - Il Vescovo Rafael Leónidas Felipe y Núñez, di Barahona con il Vescovo emerito Fabio Mamerto Rivas Santos, S.D.B.

    - Il Vescovo Gregorio Nicanor Peña Rodríguez, di Nuestra Señora de la Altagracia en Higüey.

    - Il Vescovo José Dolores Grullón Estrella, di San Juan de la Maguana.

    - Il Vescovo Francisco Ozoria Acosta, di San Pedro de Macorís.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070705 (170)


REPUBBLICA DOMINICANA: FAMIGLIA OBIETTIVO PRIORITARIO


CITTA' DEL VATICANO, 5 LUG. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza dell'Episcopato Dominicano al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "L'obiettivo prioritario del vostro ministero pastorale" - ha detto il Papa - "deve essere che la verità su Cristo e la verità sull'uomo penetrino più profondamente nei diversi ambiti della società della Repubblica Dominicana".

  Tale missione, ha sottolineato Benedetto XVI, "non è esente da difficoltà, si sviluppa in un popolo dallo spirito aperto e sensibile alla Buona Novella". Nonostante nella Repubblica Dominicana "si facciano sentire i sintomi di un processo di secolarizzazione nel quale per molti Dio non rappresenta l'origine e la meta, né il senso ultimo della vita, nel fondo, come voi ben sapete, questo popolo ha ancora un'anima profondamente cristiana".

  "La nuova evangelizzazione" - ha proseguito il Pontefice - "ha anche come obiettivo fondamentale la famiglia". In merito il Papa ha assicurato che la Chiesa sostiene le famiglie di fronte alle "grandi sfide con le quali devono confrontarsi" e "le incoraggia nella fede e a perseverare in un progetto cristiano di vita frequentemente soggetto a tanti cambiamenti e pericoli".

  Il Santo Padre ha ribadito che "la Chiesa si adopera affinché la famiglia sia davvero il luogo dove  la persona nasce, cresce e viene educata per la vita, e dove i genitori, amando teneramente i propri figli, li preparano ad intrattenere sane relazioni interpersonali che incarnino i valori morali e umani in una società segnata fortemente dall'edonismo o dall'indifferentismo religioso".

  Ribadendo la necessità che le Autorità del Paese "collaborino sempre più nell'irrinunciabile compito in favore delle famiglie", il Papa ha precisato di non ignorare "le difficoltà che l'istituzione familiare trova nella Nazione, specialmente con il dramma del divorzio e le pressioni per la legalizzazione dell'aborto, l'aumento delle unioni non in accordo con il disegno del Creatore sul matrimonio".

  Riferendosi alle vocazioni sacerdotali e religiose, Benedetto XVI ha segnalato che la loro promozione "deve essere una priorità per i Vescovi ed un impegno di tutto il popolo dei fedeli. (...) Oltre una solida formazione, è indispensabile un profondo discernimento sull'idoneità umana e cristiana dei seminaristi, per assicurare, nel miglior modo possibile, il degno esercizio del loro futuro ministero".

  Il Papa ha anche ricordato che nell'ambito delle migrazioni, i Vescovi dedicano "molte energie all'assistenza dei dominicani all'estero" ed ha invitato i Presuli "ad accompagnare con grande carità, come già fate, gli immigrati haitiani che hanno abbandonato il proprio Paese alla ricerca di migliori condizioni di vita per sé e le proprie famiglie".

  In merito all'evangelizzazione della cultura, il Santo Padre ha affermato che: "Questa missione non può prescindere dai mezzi di comunicazione sociale: radio, produzioni televisive, video e reti informatiche possono essere di grande utilità per una più ampia diffusione del Vangelo. È un impegno" - ha soggiunto il Papa - "che spetta in particolare ai laici".

  Benedetto XVI ha ancora affermato che è necessario offrire ai laici "una buona formazione religiosa, che consenta di affrontare le numerose sfide della società attuale. Ad essi tocca il dovere di promuovere i valori umani e cristiani che illuminano la realtà politica, economica e culturale del Paese, con il fine di instaurare un ordine sociale più giusto ed equo, secondo la Dottrina Sociale della Chiesa".

  "Al tempo stesso" - ha concluso il Papa - "coerentemente con le norme etiche e morali, i laici devono dare un esempio di onestà e trasparenza nella gestione delle attività pubbliche, di fronte alla latente e diffusa piaga della corruzione, che a volte raggiunge anche le aree del potere politico ed economico, oltre che gli ambiti pubblici e sociali".
AL/.../REPUBBLICA DOMINICANA                       VIS 20070705 (610)


mercoledì 4 luglio 2007

DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 6 LUG. 2007 (VIS). Questa mattina  il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e, nel corso dell'Udienza, ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Beato Gaetano Errico, italiano, (1791-1860), Sacerdote professo e Fondatore della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.

- Beata Maria Bernarda Bütler (al secolo: Verena), religiosa svizzera, (1848-1924), Fondatrice della Congregazione delle Suore Missionarie Francescane di Maria Ausiliatrice.

- Venerabile Serva di Dio Maria Rosa Flesch (al secolo: Margherita), (1826-1906), religiosa tedesca, Fondatrice dell'Istituto delle Suore Francescane di Santa Maria degli Angeli.

- Venerabile Serva di Dio Candelaria di San Giuseppe Paz Castillo Ramírez (al secolo: Susana), religiosa venezuelana (1863-1940), Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane del Terz'Ordine Regolare di Venezuela.

- Venerabile Serva di Dio Marta Maria Wiecka, religiosa polacca, (1874-1904), Suora professa della Società delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli.

- Venerabile Serva di Dio Giuseppina Nicoli, religiosa italiana (1863-1924), Suora dell'Istituto delle Figlie della Carità.

- Venerabile Servo di Dio Zeffirino Namuncurá, argentino (1886-1905), Giovane Laico, Alunno della Società di San Francesco di Sales.

MARTIRIO

- Beati Antonio Primaldo e Compagni Laici; uccisi in odio alla Fede il 13 agosto 1480 ad Otranto (Italia).

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Marco Antonio Barbarigo, italiano (1640-1706), Cardinale di Santa Romana Chiesa e Vescovo di Montefiascone e Corneto (oggi, Tarquinia).

- Servo di Dio Luca Passi, italiano (1789-1866), Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea.

- Serva di Dio Ignazia dello Spirito Santo, religiosa filippina, (1663-1748) Fondatrice della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria.

- Serva di Dio Leopoldina Naudet, italiana, (1773-1834), Fondatrice della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Verona.

- Serva di Dio Santina di Gesù Scribano (al secolo: Emanuela Giovanna), religiosa italiana (1917-1968), Religiosa professa dell'Istituto delle Suore del Sacro Cuore.

- Serva di Dio Emilia Schneider (al secolo: Giulia), religiosa tedesca, (1820-1859), Suora professa della Congregazione delle Figlie della Croce.

- Servo di Dio Jérôme Le Royer de la Dauversière, francese (1597-1659), Padre di famiglia e Fondatore dell'Istituto delle Figlie di San Giuseppe di Flèche ora Religiose Ospedaliere di San Giuseppe).

- Serva di Dio Ildegarda Burjan, tedesca (1883-1933), Madre di famiglia e Fondatrice delle Suore della Carità Sociale.
CCS/DECRETI/SARAIVA                                       VIS 20070604 (400)


IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Angelo Felici, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi e Presidente emerito della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", il 17 giugno, all'età di 87 anni.

- Il Vescovo Yves-Marie Guy Dubigeon, emerito di Sées (Francia), il 24 giugno, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Rudolf Maria Koppmann, O.M.I., già Vicario Apostolico di Windhoek (Namibia), il 24 giugno, all'età di 94 anni.

- Il Vescovo Jacques Mbali, emerito di Buta (Repubblica Democratica del Congo), il 24 giugno, all'età di 86 anni.

- L'Arcivescovo Adrian Mung'andu, emerito di Lusaka (Zambia), il 25 giugno, all'età di 87 anni.

- L'Arcivescovo Alojzij Sustar, emerito di Ljubljana (Slovenia), il 29 giugno, all'età di 86 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20070704 (130)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Emmanuel Kanyama, Vescovo di Dedza (superficie: 4.250; popolazione: 1.562.386; cattolici: 449.632; sacerdoti: 37; religiosi: 108), Malawi. Il Vescovo eletto, finora Parroco e Docente nel Seminario Filosofico di Kachebere (Malawi), è nato a Dedza nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Lilongwe (Malawi), presentata del Vescovo Felix Eugenio Mkhori, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Rémi Joseph Gustave Sainte-Marie, M.Afr., Coadiutore della medesima Diocesi.
NER:RE/.../KANYAMA:MKHORI:SAINTE-MARIE                 VIS 20070704 (100)


INVITO DEL PAPA A BENE PREPARARSI GIORNATA GIOVENTÙ


CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Papa si è rivolto a tutti i giovani del mondo che si stanno preparando alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù, in programma nel luglio 2008 a Sydney (Australia).

  "Desidero incoraggiarvi" - ha detto Benedetto XVI - "a prepararvi bene per questa meravigliosa celebrazione di fede (...) Condividete pienamente la vita della vostra parrocchia e partecipate con entusiasmo agli avvenimenti diocesani. In tal modo potrete dotarvi degli strumenti spirituali per sperimentare nuove profondità di comprensione in tutto ciò che crediamo quando ci riuniremo a Sydney nel luglio prossimo".

  "Le autorità ecclesiali e governative, insieme con tanti giovani australiani, stanno lavorando alacremente per assicurare a tutti noi un'esperienza eccezionale. Li ringrazio di tutto cuore".

  "La Giornata Mondiale della Gioventù" - ha sottolineato il Papa - "è molto più che un avvenimento. È un momento di profondo rinnovamento spirituale, dai cui frutti trae beneficio tutta la società".

  "Alcuni di voi hanno amici che conducono una vita povera di autentici obiettivi, forse prigionieri di una futile ricerca di infinite nuove esperienze. Portateli alla Giornata Mondiale della Gioventù! Ho notato che contro l'onda del secolarismo molti giovani stanno riscoprendo la gioia dell'autentica bellezza, bontà e verità. Con la vostra testimonianza li aiuterete nella ricerca dello Spirito di Dio".

  "Siate coraggiosi nella vostra testimonianza!" - ha esortato Benedetto XVI ed ha concluso con queste parole: "Adoperatevi a diffondere la luce di Cristo, che guida e dà senso alla vita, rendendo possibili a tutti la gioia duratura e la felicità".
AG/GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ/SYDNEY                VIS 20070704 (270)


BASILIO "LUMINARE DELLA CHIESA" E TESTIMONE AMORE DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2007 (VIS). San Basilio, definito dai testi liturgici bizantini "luminare della Chiesa", è stato il protagonista della catechesi del Santo Padre per l'Udienza Generale di oggi, alla quale hanno partecipato 12.000 persone, nella Basilica Vaticana e successivamente nell'Aula Paolo VI.

  San Basilio, "insoddisfatto dei suoi successi mondani (...)  attirato da Cristo (...) si dedicò alla vita monastica nella preghiera, nella meditazione delle Sacre Scritture e degli scritti dei Padri della Chiesa, e nell'esercizio della carità" - ha spiegato il Santo Padre aggiungendo che al grande Vescovo del IV secolo "guarda con ammirazione tanto la Chiesa d'Oriente quanto quella d'Occidente per la santità della vita, per l'eccellenza della dottrina e per la sintesi armonica di doti speculative e pratiche".

  Ordinato, nel 370, Vescovo di Cesarea di Cappadocia, nell'attuale Turchia, Basilio, "mediante la predicazione e gli scritti svolse un'intensa attività pastorale, teologica e letteraria" e "favorì la fondazione di molte 'fraternità' o comunità di cristiani consacrati a Dio, che visitava frequentemente".

  "In realtà San Basilio, uno dei padri del monachesimo, ha creato un monachesimo molto particolare" - ha spiegato il Pontefice - "non chiuso alla comunità della chiesa locale, ma ad essa aperto. I suoi monaci facevano parte della Chiesa particolare, ne erano il nucleo animatore che, precedendo gli altri fedeli nella sequela di Cristo e non solo nella fede, mostravano la ferma adesione a Cristo - l'amore per Lui - soprattutto in opere di carità. Questi monaci, che avevano scuole ed ospedali, erano al servizio dei poveri e hanno così mostrato l'integrità della vita cristiana".

  "Come Vescovo e Pastore della sua vasta Diocesi, Basilio si preoccupò costantemente delle difficili condizioni materiali in cui vivevano i fedeli; denunciò con fermezza i mali; si impegnò a favore dei più poveri ed emarginati; intervenne anche presso i governanti per alleviare le sofferenze della popolazione, soprattutto in momenti di calamità; vigilò per la libertà della Chiesa, contrapponendosi anche ai potenti per difendere il diritto di professare la vera fede. A Dio, che è amore e carità, Basilio rese una valida testimonianza con la costruzione di vari ospizi per i bisognosi, quasi una città della misericordia, che da lui prese il nome di 'Basiliade'. Essa sta alle origini delle moderne istituzioni ospedaliere di ricovero e cura dei malati".

  "E come era sempre preoccupato di realizzare la carità, che è il contrassegno della fede, così dall'altra parte, la liturgia sta al centro della sua vita. Basilio fu un sapiente 'riformatore liturgico' e ci ha lasciato una grande preghiera eucaristica che da lui prende il nome, e ha dato un ordinamento fondamentale alla preghiera e alla salmodia: per suo impulso il popolo amò e conobbe i Salmi (...). Con zelo e coraggio Basilio seppe opporsi agli eretici" e "si impegnò anche a ricomporre le divisioni all'interno della Chiesa".

  "Secondo il programma da lui stesso tracciato, egli divenne 'apostolo e ministro di Cristo, dispensatore dei misteri di Dio, araldo del regno di Dio, modello e regola di pietà, occhio del corpo della Chiesa, pastore delle pecore di Cristo, medico pietoso, padre e nutrice, cooperatore di Dio, agricoltore di Dio, costruttore del tempio di Dio".

  "È questo il programma che il santo Vescovo consegna a noi, consegna soprattutto agli annunciatori della Parola, un programma che egli stesso si impegnò generosamente  a mettere in pratica" - ha concluso Benedetto XVI - "Lui era un uomo che ha realmente vissuto con lo sguardo fisso a Cristo e così era un uomo dell'amore per il prossimo e pieno della speranza, della gioia, della fede e ci mostra come essere realmente cristiani".
AG/SAN BASILIO/...                               VIS 20070704 (510)


martedì 3 luglio 2007

VIAGGIO APOSTOLICO DI BENEDETTO XVI AUSTRIA 7-9 SETTEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI compirà un Viaggio Apostolico in Austria dal 7 al 9 settembre prossimo, in occasione dell'850° Anniversario della Fondazione del Santuario di Mariazell.

La visita al Santuario mariano di Mariazell, nelle Prealpi austriache, il più conosciuto dell'Europa centrale, avrà luogo l'8 settembre, Festa della Natività della Beata Vergine Maria.

Sarà il secondo Viaggio Apostolico fuori d'Italia compiuto dal Santo Padre nel 2007, dopo il Viaggio in Brasile del maggio scorso, a São Paulo e Aparecida, per l'inaugurazione della Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe.

Nei prossimi giorni sarà reso noto il programma ufficiale del Viaggio.
OP/VIAGGIO APOSTOLICO AUSTRIA/... VIS 20070703 (130)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Ángel San Casimiro Fernández, O.A.R., Vescovo di Alajuela (superficie: 2.381; popolazione: 662.520; cattolici: 551.100; sacerdoti: 101; religiosi: 83; diaconi permanenti: 1), Costa Rica. Finora Vescovo di Ciudad Quesada (Costa Rica), il Vescovo San Casimiro Fernández succede al Vescovo José Rafael Barquero Arce, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Daniel Eugene Hurley, Vescovo di Darwin (superficie: 1.352.212; popolazione: 202.793; cattolici: 15.072; sacerdoti: 28; religiosi: 97; diaconi permanenti: 3), Australia. Finora Vescovo di Port Pirie (Australia), il Vescovo Hurley succede al Vescovo Edmund J.P.Collins, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini (superficie: 781; popolazione: 326.435; cattolici: 303.435; sacerdoti: 220; religiosi: 557; diaconi permanenti: 23), Italia. Finora Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana, il Vescovo Lambiasi succede al Vescovo Mariano De Nicolò, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Luis Adriano Piedrahita Sandoval, finora Ausiliare di Cali (Colombia), Vescovo di Apartadó (superficie: 21.000; popolazione: 516.000; cattolici: 362.000; sacerdoti: 62; religiosi: 108), Colombia.
NER:RE/.../... VIS 20070703 (230)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri sera in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../...                                 VIS 20070703 (30)




lunedì 2 luglio 2007

ANGELUS: LIBERTÀ E SEQUELA DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2007 (VIS). Il Papa ha dedicato le meditazioni che precedono la recita dell'Angelus domenicale al tema della libertà ed alla sequela di Cristo.

Davanti alle migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha commentato il Vangelo di Luca nel quale si narra come Gesù "si diresse decisamente verso Gerusalemme" dove "lo attende la morte di croce". "Nell'espressione 'decisamente'" - ha affermato il Papa - "possiamo intravedere la libertà di Cristo" che "in obbedienza alla volontà del Padre offre se stesso per amore".

"È in questa sua obbedienza al Padre che Gesù realizza la propria libertà come consapevole scelta motivata dall'amore". Cristo "non ha vissuto la sua libertà come arbitrio o come dominio. L'ha vissuta come servizio. In questo modo ha 'riempito' di contenuto la libertà, che altrimenti rimarrebbe 'vuota' possibilità di fare o di non fare qualcosa. Come la vita stessa dell'uomo, la libertà trae senso dall'amore".

"La libertà cristiana è" - ha sottolineato il Pontefice - "tutt'altro che arbitrarietà; è sequela di Cristo nel dono di sé sino al sacrificio della Croce. Può sembrare un paradosso, ma il culmine della sua libertà il Signore l'ha vissuto sulla croce, come vertice dell'amore. Quando sul Calvario gli gridavano: 'Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce!', egli dimostrò la sua libertà di Figlio proprio rimanendo su quel patibolo per compiere fino in fondo la volontà misericordiosa del Padre".

"Questa esperienza l'hanno condivisa tanti altri testimoni della verità" - ha proseguito il Pontefice - "uomini e donne che hanno dimostrato di rimanere liberi anche in una cella di prigione e sotto le minacce della tortura. 'La verità vi farà liberi'. Chi appartiene alla verità, non sarà mai schiavo di nessun potere, ma saprà sempre liberamente farsi servo dei fratelli".

Al termine della recita dell'Angelus, Benedetto XVI ha ricordato che: "Dalla Colombia giunge la triste notizia del barbaro assassinio di undici Deputati regionali del Dipartimento del 'Valle del Cauca', che per più di cinque anni sono rimasti nelle mani delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia. Mentre elevo preghiere in loro suffragio, mi unisco al profondo dolore dei familiari e dell'amata Nazione colombiana, ancora una volta funestata dall'odio fratricida. Rinnovo il mio accorato appello affinché cessi immediatamente ogni sequestro e vengano restituiti all'affetto dei loro cari quanti sono tuttora vittime di tali inammissibili forme di violenza".
ANG/LIBERTÀ:SEQUESTRI/... VIS 20070702 (400)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI LUGLIO


CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2007 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di luglio è la seguente: "Perché sia reso possibile a tutti i cittadini, individualmente e in gruppo, di partecipare attivamente alla vita e alla gestione della cosa pubblica".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché, consapevoli del proprio dovere missionario, tutti i cristiani aiutino fattivamente quanti sono impegnati nell'evangelizzazione dei Popoli".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/LUGLIO/… VIS 20070702 (80)


IN BREVE


IN UN'UDIENZA AI 46 ARCIVESCOVI METROPOLITI PROVENIENTI DA 24 PAESI che venerdì 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, hanno ricevuto il Sacro Pallio, il Papa ha affermato: "Che le Croci che gli Arcivescovi Metropoliti portano sul Pallio ricordino ai membri delle diverse comunità cristiane che esse devono dare testimonianza, con la parola e con tutta la loro vita, del Cristo Risorto, in una fedeltà sempre più grande alla Chiesa, facendo di tutti i cattolici, ovunque si trovino, missionari del Vangelo".

IN UNA LETTERA INDIRIZZATA AL CARDINALE FRIEDRICH WETTER Arcivescovo emerito di München und Freising (Germania), redatta in latino e datata 1° maggio, il Santo Padre nomina il Porporato Suo Inviato Speciale alle celebrazioni per il millenario dell'Arcidiocesi di Bamberg (Germania), in programma l'8 luglio prossimo. La Missione pontificia è composta dal Reverendo Canonico Gerhard Forch, Parroco della Cattedrale di Bamberg e dal Monsignor Michael Hofmann, Parroco di "Allerheiligen" di Nüremberg.

IL CARDINALE JEAN-PIERRE RICARD, ARCIVESCOVO DI BORDEAUX (FRANCIA) E PRESIDENTE della Conferenza Episcopale di Francia, è destinatario di una Lettera del Santo Padre Benedetto XVI in occasione del primo centenario dell'apertura nell'Isola di Brownsea (Regno Unito) del primo accampamento di Scouts (1 agosto 1907). Il Papa ricorda il Fondatore degli scouts cattolici, Padre Jacques Sevin, S.J., e sottolinea che questo movimento continua a proporre ai giovani di oggi "una pedagogia che forma in essi una personalità forte, fondata sul Cristo e desiderosa di vivere ideali elevati di fede e di solidarietà umana".
.../IN BREVE/... VIS 20070702 (250)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Dominicana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Ramón Benito de la Rosa y Carpio, di Santiago de los Caballeros.

- Il Vescovo Antonio Camilo González, di La Vega.

- Il Vescovo Diómedes Espinal de León, di Mao-Monte Cristi, con il Vescovo emerito Jerónimo Tomás Abreu Herrera.

- Il Vescovo Julio César Corniel Amaro, di Puerto Plata.

- Il Vescovo Jesús María De Jesús Moya, di San Francisco de Macorís.

- Il Vescovo Freddy Antonio de Jesús Bretón Martínez, di Baní.

- L'Arcivescovo Michele Di Ruberto, Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Sabato 30 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

- Il Cardinale Silvano Piovanelli, Arcivescovo emerito di Firenze (Italia).

- Il Signor Sunny Ebenyi Kingsley, Ambasciatore di Nigeria in visita di congedo.

- Il Signor Philip McDonagh, Ambasciatore d'Irlanda in visita di congedo.
AP/.../... VIS 20070702 (220)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Dominicana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Ramón Benito de la Rosa y Carpio, di Santiago de los Caballeros.

- Il Vescovo Antonio Camilo González, di La Vega.

- Il Vescovo Diómedes Espinal de León, di Mao-Monte Cristi, con il Vescovo emerito Jerónimo Tomás Abreu Herrera.

- Il Vescovo Julio César Corniel Amaro, di Puerto Plata.

- Il Vescovo Jesús María De Jesús Moya, di San Francisco de Macorís.

- Il Vescovo Freddy Antonio de Jesús Bretón Martínez, di Baní.

- L'Arcivescovo Michele Di Ruberto, Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Sabato 30 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

- Il Cardinale Silvano Piovanelli, Arcivescovo emerito di Firenze (Italia).

- Il Signor Sunny Ebenyi Kingsley, Ambasciatore di Nigeria in visita di congedo.

- Il Signor Philip McDonagh, Ambasciatore d'Irlanda in visita di congedo.
AP/.../... VIS 20070702 (220)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Otto Separy, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Aitape (superficie: 18.200; popolazione: 98.800, cattolici: 73.300; sacerdoti: 26; religiosi: 102), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo eletto è nato a Kubila (Papua Nuova Guinea) nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. È stato finora Cancelliere della Diocesi di Wewak (Papua Nuova Guinea).

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Alaminos (Filippine), presentata dal Vescovo Jesus A. Cabrera, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Marlo M. Peralta, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

  Sabato 30 giugno è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Zrenjanin (Serbia), presentata dal Vescovo László Huzsvár, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Fidenza (Italia), presentata dal Vescovo Maurizio Galli, in conformità con il canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Reverendo Domenica Cornacchia, Vescovo di Lucera-Troia (superficie: 1.337; popolazione: 71.031; cattolici: 70.000; sacerdoti: 81; religiosi: 114; diaconi permanenti: 5), Italia. Il Vescovo eletto è nato ad Altamura (Italia) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Finora Parroco della Parrocchia "Santissimo Redentore" nella Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti (Italia), il Vescovo Cornacchia succede al Vescovo Francesco Zerrillo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Michael Mulhall, Vescovo di Pembroke (superficie: 20.000; popolazione: 132.000; cattolici: 65.825; sacerdoti: 68; religiosi: 131; diaconi permanenti: 7), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Pembroke (Canada) nel 1962ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Finora è stato Vicario Generale della Diocesi di Peterborough (Canada).

- Ha nominato il Vescovo Peter Remigius, finora Vescovo di Kumbakonam (India), Vescovo di Kottar (superficie: 7.823; popolazione: 2.653.000; cattolici: 207.235; sacerdoti: 175; religiosi: 572), India.

- Ha nominato il Monsignor Julius Sullan Tonel, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Davao (Filippine), Vescovo-Prelato di Ipil (superficie: 4.850; popolazione: 622.000; cattolici: 406.000; sacerdoti: 35; religiosi: 47), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Davao City (Filippine) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha nominato il Padre Cástor Oswaldo Azuaje Pérez, O.C.D., finora Delegato Generale per il Venezuela dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Maracaibo (superficie: 11.365; popolazione: 2.045.000; cattolici: 1.898.000; sacerdoti: 128; religiosi: 379; diaconi permanenti: 10), Venezuela. Il Vescovo eletto, è nato a Maracaibo (Venezuela), nel 1951, ha pronunciato i voti solenni dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi nel 1974 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1975.
NER:RE/.../...                                       VIS 20070702 (460)


NOTA ESPLICATIVA SULLA LETTERA AI CATTOLICI CINESI


CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2007 (VIS). In occasione della "Lettera del Santo Padre Benedetto XVI ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa Cattolica nella Repubblica Popolare Cinese", la Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato una Nota Esplicativa sulla Chiesa in Cina negli ultimi 50 anni.

  "La comunità cattolica in Cina ha vissuto intensamente questi ultimi 50 anni, affrontando un cammino difficile e doloroso, che non soltanto l=ha segnata in profondità ma anche le ha fatto assumere caratteristiche peculiari che la distinguono ancora oggi".

  "La comunità cattolica soffrì una prima persecuzione negli anni cinquanta, che vide l'espulsione dei Vescovi e dei missionari stranieri, l'imprigionamento di quasi tutti gli ecclesiastici cinesi e dei responsabili dei vari movimenti laicali, la chiusura delle chiese e l'isolamento dei fedeli. Alla fine degli anni cinquanta furono poi creati organismi statali quali l'Ufficio per gli Affari Religiosi e l'Associazione Patriottica dei Cattolici Cinesi, con lo scopo di guidare e 'controllare' ogni attività  religiosa. Nel 1958 ebbero luogo le prime due ordinazioni episcopali senza il mandato papale, dando inizio a una lunga serie di gesti che feriscono profondamente la comunione ecclesiale".

  "Nel decennio 1966-1976, la Rivoluzione Culturale, che era in atto in tutto il Paese, coinvolse violentemente la comunità cattolica, colpendo anche quei Vescovi, sacerdoti e fedeli laici che si erano dimostrati più disponibili verso i nuovi orientamenti, imposti dalle Autorità governative".

  "Negli anni ottanta, con le aperture promosse da Deng Xiaoping, cominciò un periodo di tolleranza religiosa con qualche possibilità di movimento e di dialogo, che permise la riapertura di chiese, di seminari e di case religiose, e una certa ripresa della vita comunitaria. Le informazioni, che pervenivano dalle comunità ecclesiali cinesi, confermavano che, ancora una volta, il sangue dei martiri era stato seme di nuovi cristiani: la fede era  rimasta viva nelle comunità, la maggioranza dei cattolici aveva dato una fervida testimonianza di fedeltà a Cristo e alla Chiesa, le famiglie erano diventate al loro interno il fulcro della trasmissione della fede. Il nuovo clima non mancò, però, di suscitare differenti reazioni in seno alla comunità cattolica".

  "Analizzando attentamente la situazione della Chiesa in Cina, Benedetto XVI è consapevole del fatto che la comunità soffre, al suo interno, di una situazione di forti contrasti che vede coinvolti fedeli e Pastori. Egli mette, però, in risalto che tale dolorosa situazione non è stata provocata da diverse posizioni dottrinali ma è frutto del 'ruolo significativo svolto da organismi, che sono stati imposti come principali responsabili della vita della comunità cattolica' (n. 7). Si tratta di organismi, le cui dichiarate finalità, in particolare quella di  attuare i principi di indipendenza, autogoverno e autogestione della Chiesa, non sono conciliabili con la dottrina cattolica. Questa interferenza ha dato luogo a situazioni veramente preoccupanti. Per di più, i Vescovi e i sacerdoti si sono visti molto controllati e coartati  nell'esercizio del proprio officio pastorale".

  "Negli anni novanta, da più parti e con sempre maggiore frequenza, Vescovi e sacerdoti si sono rivolti alla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e alla Segretaria di Stato per poter ricevere dalla Santa Sede precise indicazioni di comportamento circa alcuni problemi della vita ecclesiale in Cina. Molti chiedevano quale atteggiamento dovessero assumere nei confronti del Governo e degli organismi statali, preposti alla vita della Chiesa. Altre richieste riguardavano problemi strettamente sacramentali, quali la possibilità di concelebrare con Vescovi che erano stati ordinati senza mandato pontificio o di ricevere i Sacramenti da sacerdoti, ordinati da quei Vescovi. Alcuni settori della comunità cattolica, infine, si trovavano disorientati di fronte alla legittimazione di numerosi Vescovi, che erano stati consacrati illecitamente".

  "Durante quegli anni il papa Giovanni Paolo II ha indirizzato più volte alla Chiesa, che è in Cina, messaggi e appelli che invitavano tutti i cattolici all'unità e alla riconciliazione. Gli  interventi del Santo Padre sono stati bene accolti, creando una passione per l'unità, ma le tensioni con le Autorità e all'interno della comunità cattolica non sono, purtroppo, diminuite".

B - Iter storico della Lettera pontificia

  "Le varie problematiche, che sembrano marcare più da vicino la vita della Chiesa in Cina durante questi ultimi anni, sono state ampiamente e attentamente analizzate da un'apposita Commissione ristretta, composta da alcuni sinologi e da coloro che, nella Curia Romana, seguono la situazione di quella comunità"

  "Quando poi il Papa Benedetto XVI ha deciso di convocare, per i giorni 19-20 gennaio 2007, una Riunione che ha visto la partecipazione di vari ecclesiastici anche cinesi, la menzionata Commissione si è adoperata per preparare un documento al fine di  favorire un ampio dibattito sui vari punti, di raccogliere indicazioni pratiche dai partecipanti e di prospettare alcuni possibili orientamenti teologico-pastorali per la comunità cattolica in Cina. Sua Santità, che ha benevolmente partecipato all'ultima sessione della Riunione, tra le altre cose ha deciso di indirizzare una sua Lettera ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici".
OP/NOTA:LETTERA CATTOLICI CINESI/...                        VIS 20070702 (820)


LETTERA DEL PAPA AI FEDELI CHIESA CATTOLICA IN CINA


CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2007 (VIS). Nella mattinata di oggi è stata resa pubblica la Lettera del Santo Padre Benedetto XVI ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa Cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, datata 27 maggio, Solennità di Pentecoste. La Lettera, composta di due parti, intitolate: "Situazione della Chiesa. Aspetti Teologici" e "Orientamenti di vita pastorale" e di una Conclusione, è stata pubblicata in lingua cinese, francese, inglese e italiana.

  Il Santo Padre scrive in merito allo scopo della Lettera, che: "Senza pretendere di trattare ogni particolare di complesse problematiche da voi ben conosciute, con questa Lettera vorrei offrire alcuni orientamenti in merito alla vita della Chiesa e all'opera di evangelizzazione in Cina, per aiutarvi a scoprire ciò che da voi vuole il Signore e Maestro, Gesù Cristo, 'la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana'".

  Ai fedeli cattolici cinesi - che secondo le statistiche nel 2007 hanno raggiunto fra gli 8 e i 12 milioni - il Papa manifesta "viva riconoscenza al Signore per la sofferta testimonianza di fedeltà, offerta dalla comunità cattolica cinese in circostanze veramente difficili. Nello stesso tempo sento, come mio intimo ed irrinunciabile dovere e come espressione del mio amore di padre, l'urgenza di confermare nella fede i cattolici cinesi e di favorire la loro unità con i mezzi che sono propri della Chiesa".

  La Santa Sede, continua il Pontefice "auspica l'apertura di uno spazio di dialogo con le Autorità della Repubblica Popolare Cinese, in cui, superate le incomprensioni del passato, si possa lavorare insieme per il bene del Popolo cinese e per la pace nel mondo".

  "Sono consapevole" - scrive ancora Papa Benedetto XVI - "che la normalizzazione dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese richiede tempo e presuppone la buona volontà delle due Parti. Dal canto suo, la Santa Sede rimane sempre aperta alle trattative, necessarie per superare il difficile momento presente".

  Benedetto XVI afferma che: "Le Autorità civili sono ben consapevoli che la Chiesa, nel suo insegnamento, invita i fedeli ad essere buoni cittadini, collaboratori rispettosi e attivi del bene comune nel loro Paese, ma è altresì chiaro che essa chiede allo Stato di garantire ai medesimi cittadini cattolici il pieno esercizio della loro fede, nel rispetto di un'autentica libertà religiosa".

  In merito alla comunione tra le Chiese particolari nella Chiesa universale, il Papa sottolinea che: "Nella Chiesa cattolica che è in Cina si fa presente la Chiesa universale, la Chiesa di Cristo, che nel Simbolo confessiamo una, santa, cattolica ed apostolica, vale a dire l'universale comunità dei discepoli del Signore. (...) Tutta la Chiesa che è in Cina è chiamata a vivere e a manifestare questa unità in una più ricca spiritualità di comunione, che, tenendo conto delle complesse situazioni concrete in cui la comunità cattolica si trova, cresca anche in un'armonica comunione gerarchica".

  Ponendo in rilievo che ai cattolici cinesi  non sfuggono i problemi che la Chiesa che è in Cina "sta affrontando per superare - al suo interno e nei suoi rapporti con la società civile cinese - tensioni, divisioni e recriminazioni", il Santo Padre afferma che: "La storia della Chiesa ci insegna, poi, che non si esprime un'autentica comunione senza un travagliato sforzo di riconciliazione. Infatti, la purificazione della memoria, il perdono di chi ha fatto del male, la dimenticanza dei torti subiti e la rappacificazione dei cuori nell'amore, da realizzare nel nome di Gesù crocifisso e risorto, possono esigere il superamento di posizioni o visioni personali, nate da esperienze dolorose o difficili, ma sono passi urgenti da compiere per accrescere e manifestare i legami di comunione tra i fedeli e i Pastori della Chiesa in Cina".

  Affrontando il capitoli relativo ai rapporti fra comunità ecclesiali ed organismi statali, Benedetto XVI scrive che: "la pretesa di alcuni organismi, voluti dallo Stato ed estranei alla struttura della Chiesa, di porsi al di sopra dei Vescovi stessi e di guidare la vita della comunità ecclesiale, non corrisponde alla dottrina cattolica, secondo la quale la Chiesa è 'apostolica', come ha ribadito anche il Concilio Vaticano II. La Chiesa è apostolica 'per la sua origine, essendo costruita sul 'fondamento degli Apostoli' (Ef 2, 20)".

  Riguardo a tale difficile situazione il Papa scrive: "Al riguardo ritengo, in primo luogo, che la doverosa e strenua salvaguardia del deposito della fede e della comunione sacramentale e gerarchica non si opponga, di per sé, al dialogo con le Autorità circa quegli aspetti della vita della comunità ecclesiale che ricadono nell'ambito civile".

  In merito all'Episcopato Cinese - il 60% degli oltre 100 Vescovi hanno più di 80 anni - il Papa afferma che: "Non si può infatti dimenticare che molti di loro hanno subito la persecuzione e sono stati impediti nell'esercizio del loro ministero, e alcuni di loro hanno reso feconda la Chiesa con l'effusione del proprio sangue".

  Il Papa rende grazie a Dio per la "presenza costante e sofferta di Vescovi, che hanno ricevuto l'ordinazione episcopale in conformità con la tradizione cattolica, vale a dire in comunione con il Vescovo di Roma, Successore di Pietro, e per mano di Vescovi, validamente e legittimamente ordinati, nell'osservanza del rito della Chiesa cattolica".

  "Alcuni di essi" - scrive ancora il Pontefice - "(...) desiderosi di mantenere una piena fedeltà al Successore di Pietro e alla dottrina cattolica, si sono visti costretti a farsi consacrare clandestinamente. La clandestinità non rientra nella normalità della vita della Chiesa (...) . Per tale motivo la Santa Sede auspica che questi legittimi Pastori possano essere riconosciuti come tali dalle Autorità governative anche per gli effetti civili - in quanto necessari - e che i fedeli tutti possano esprimere liberamente la propria fede nel contesto sociale in cui si trovano a vivere".

  "Altri Pastori, invece, sotto la spinta di circostanze particolari hanno acconsentito a ricevere l'ordinazione episcopale senza il mandato pontificio ma, in seguito, hanno chiesto di poter essere accolti nella comunione con il Successore di Pietro e con gli altri Fratelli nell'episcopato. Il Papa, (...)  in virtù della propria responsabilità di Pastore universale della Chiesa ha concesso ad essi il pieno e legittimo esercizio della giurisdizione episcopale".

  "Non mancano infine alcuni Vescovi - in un numero molto ridotto - che sono stati ordinati senza il mandato pontificio e non hanno chiesto, o non hanno ancora ottenuto, la necessaria legittimazione. Secondo la dottrina della Chiesa cattolica essi sono da ritenere illegittimi, ma validamente ordinati (...).  Essi pertanto, pur non essendo in comunione con il Papa, esercitano validamente il loro ministero nell'amministrazione dei sacramenti, anche se in modo illegittimo. Quale grande ricchezza spirituale ne deriverebbe per la Chiesa in Cina se, in presenza delle necessarie condizioni, anche questi Pastori pervenissero alla comunione con il Successore di Pietro e con tutto l'Episcopato cattolico!".

  Riguardo la nomina dei Vescovi Benedetto XVI sottolinea che: "La nomina dei Vescovi da parte del Papa è garanzia dell'unità della Chiesa e della comunione gerarchica" ed auspica che "si trovi un accordo con il Governo per risolvere alcune questioni riguardanti sia la scelta dei candidati all'episcopato sia la pubblicazione della nomina dei Vescovi sia il riconoscimento - agli effetti civili in quanto necessari - del nuovo Vescovo da parte delle Autorità civili".

  Nella Seconda Parte della Lettera "Orientamenti di Vita pastorale", il Papa offre una serie di indicazioni per la Concelebrazione Eucaristica ed invita a creare gli organismi diocesani previsti dalle norme canoniche e sottolinea anche la necessità di "un'adeguata formazione permanente del clero" e di "in più attento discernimento vocazionale". Rivolgendosi ai laici, il Papa scrive: "Voi, laici, siete chiamati, pure oggi, a incarnare il Vangelo nella vostra vita e a dare una testimonianza per mezzo di un generoso e fattivo servizio per il bene del popolo e per lo sviluppo del Paese (...). Poiché l'avvenire dell'umanità passa attraverso la famiglia, ritengo indispensabile ed urgente che i laici ne promuovano i valori e ne tutelino le esigenze".

  Nella Conclusione, in merito alla revoca delle facoltà e delle direttive pastorali, il Pontefice scrive: "Con la presente Lettera revoco tutte le facoltà che erano state concesse per far fronte a particolari esigenze pastorali, sorte in tempi veramente difficili. Lo stesso dicasi per tutte le direttive di ordine pastorale, passate e recenti. I principi dottrinali, che le ispiravano, trovano ora nuova applicazione nelle direttive, contenute nella presente Lettera".

  Infine il Papa conclude con l'annuncio di una Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina da celebrarsi "il giorno 24 maggio, che è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani (...) Desidero che quella data sia per voi una giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Vi esorto a celebrarla rinnovando la vostra comunione di fede in Gesù Nostro Signore e di fedeltà al Papa, pregando affinché l'unità tra di voi sia sempre più profonda e visibile".
BXVI-LETTERA/.../CATTOLICI CINA                     VIS 20070702 (1470)


PORTO RICO: PREOCCUPAZIONE SFIDE EPOCA ATTUALE


CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza i Presuli della Conferenza Episcopale del Porto Rico, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Il Papa ha ricordato come i resoconti dei Vescovi pongano in evidenza "la preoccupazione per le sfide e le difficoltà che occorre affrontare in questo momento storico" e che "negli ultimi anni molte cose sono cambiate nell'ambito sociale, economico e religioso, cedendo il passo a volte all'indifferentismo religioso ed a un certo relativismo morale, che influiscono sulla pratica cristiana ed, indirettamente, anche sulle strutture della società".

  "Questa situazione religiosa" - ha proseguito il Pontefice - "ci interpella in quanto Pastori e rende necessario che rimaniamo uniti per rendere più manifesta la presenza del Signore fra gli uomini attraverso iniziative pastorali congiunte che rispondano in modo migliore alle nuove realtà. (...) Specialmente voi Vescovi e sacerdoti, siete chiamati ad una missione ineludibile e che vi impegna profondamente: far in modo che la Chiesa sia un luogo dove si insegni e si viva il mistero dell'amore divino".

  Il Santo Padre ha ricordato che i sacerdoti "sono in prima linea per l'evangelizzazione", per cui il rapporto dei Vescovi con i sacerdoti non deve "essere soltanto istituzionale", ma deve "essere animato soprattutto dalla carità".  Successivamente il Papa ha chiesto di pregare perché la Chiesa in Porto Rico conti "su numerose e sante vocazioni, specialmente nella situazione attuale nella quale i giovani incontrano frequentemente difficoltà per seguire la chiamata del Signore alla vita sacerdotale o alla vita consacrata".

  Nella società portoricana il Papa ha riscontrato "la diffusione di una mentalità ispirata ad un laicismo, che in forma più o meno consapevole, porta ad un graduale disprezzo o ignoranza del sacro, relegando la fede nella sfera del privato. In proposito" - ha sottolineato ancora il Pontefice - "un retto concetto della libertà religiosa non è compatibile con questa ideologia, che a volte si presenta come l'unica voce della razionalità".

  Altra "sfida permanente", ha detto ancora Benedetto XVI - "è anche la famiglia che "si vede assediata da tante insidie del mondo moderno come sono il materialismo imperante" o "la mancanza di stabilità e di fedeltà nella coppia". Da qui "la necessità di intensificare (...) una pastorale familiare incisiva, che aiuti gli sposi cristiani ad assumere i valori fondamentali del Sacramento ricevuto".

  "Il menzionato indifferentismo religioso e la tentazione di un facile permissivismo morale, come pure l'ignoranza della tradizione cristiana (...) influiscono grandemente sulle nuove generazioni. La gioventù ha il diritto (...) ad essere educata alla fede. Perciò l'educazione integrale dei più giovani non può prescindere dall'insegnamento religioso anche a scuola".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando che i cattolici "chiamati ad occuparsi delle realtà temporali per ordinarle secondo la volontà divina devono essere testimoni coraggiosi della fede nei diversi ambiti della vita pubblica. La loro partecipazione alla vita ecclesiale è, inoltre, fondamentale e, alle volte, senza la loro collaborazione il vostro apostolato di Pastori non arriverebbe a 'tutti gli uomini di tutti i tempi e luoghi'".
AL/.../PORTO RICO                                   VIS 20070702 (520)


RICONOSCERE COME PIETRO: TU SEI IL CRISTO, FIGLIO DIO VIVENTE


CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Concelebrazione dell'Eucaristia con 46 Arcivescovi Metropoliti ai quali, nel corso del Sacro Rito, ha imposto i Palli presi dalla Confessione di San Pietro. Ad altri 5 Presuli il Pallio verrà consegnato nelle loro Sedi Metropolitane.

  Come di consueto in occasione della Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Patroni della città di Roma, era presente alla Santa Messa una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, composta, quest'anno, da Sua Eminenza Emmanuel (Adamakis), Arcivescovo greco ortodosso di Francia, Direttore dell'Ufficio della Chiesa ortodossa presso l'Unione Europea; da Sua Eminenza Gennadios (Limouris), Metropolita di Sassima, Segretario della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, e dal Diacono Andreas (Sofianopoulos), Terzo Diacono della Sede Patriarcale di Fanar.

  "Secondo tutti gli Evangelisti" - ha detto il Papa nell'omelia - "la confessione di Simone avviene in un momento decisivo della vita di Gesù, quando, (...) Egli si dirige risolutamente verso Gerusalemme per portare a compimento, con la morte in croce e la risurrezione, la sua missione salvifica".

  "Con la duplice domanda: 'Che cosa dice la gente - Che cosa dite voi di me?'" - ha commentato Benedetto XVI - "Gesù invita i discepoli a prendere coscienza di questa diversa prospettiva. La gente pensa che Gesù sia un profeta. Questo non è falso, ma non basta; è inadeguato. Si tratta, in effetti, di andare in profondità, di riconoscere la singolarità della persona di Gesù di Nazaret, la sua novità".

  "Anche oggi è così" - ha detto ancora il Pontefice - "molti accostano Gesù, per così dire, dall'esterno. Grandi studiosi ne riconoscono la statura spirituale e morale e l'influsso sulla storia dell'umanità, paragonandolo a Buddha, Confucio, Socrate e ad altri sapienti e grandi personaggi della storia. Non giungono però a riconoscerlo nella sua unicità".

  "Spesso Gesù è considerato anche come uno dei grandi fondatori di religioni, da cui ognuno può prendere qualcosa per formarsi una propria convinzione. Come allora, dunque, anche oggi la 'gente' ha opinioni diverse su Gesù. E come allora, anche a noi, discepoli di oggi, Gesù ripete la sua domanda: 'E voi, chi dite che io sia?'. Vogliamo fare nostra la risposta di Pietro. "Tu sei 'il Cristo', 'il Figlio del Dio vivente'".

  "Anche oggi, come ai tempi di Gesù, non basta possedere la giusta confessione di fede: è necessario sempre di nuovo imparare dal Signore il modo proprio in cui egli è il Salvatore e la via sulla quale dobbiamo seguirlo. Dobbiamo infatti riconoscere che, anche per il credente, la Croce è sempre dura da accettare. L'istinto spinge ad evitarla, e il tentatore induce a pensare che sia più saggio preoccuparsi di salvare se stessi piuttosto che perdere la propria vita per fedeltà all'amore".

  "Che cosa era difficile da accettare per la gente a cui Gesù parlava? Che cosa continua ad esserlo anche per molta gente di oggi?" si è domandato il Pontefice - "Difficile da accettare è il fatto che Egli pretenda di essere non solo uno dei profeti, ma il Figlio di Dio, e rivendichi per sé la stessa autorità di Dio".

  "Nel nome dei Santi Pietro e Paolo" - ha concluso il Pontefice - "rinnoviamo oggi, insieme con i nostri Fratelli venuti da Costantinopoli - che ancora ringrazio per la presenza a questa nostra celebrazione - l'impegno ad accogliere fino in fondo il desiderio di Cristo, che ci vuole pienamente uniti".
 
  Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Nel salutare la Delegazione inviata dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, il Santo Padre ha detto: "I nostri incontri, le visite reciproche, i dialoghi in corso non sono dunque dei semplici gesti di cortesia, o tentativi per giungere a compromessi, ma il segno di una comune volontà di fare il possibile perché quanto prima possiamo giungere a quella piena comunione implorata da Cristo nella sua preghiera al Padre dopo l'Ultima Cena: 'ut unum sint'. Tra queste iniziative si colloca anche l''Anno Paolino'" - ha ricordato il Pontefice - un anno giubilare che avrà inizio il 28 giugno del 2008 e si concluderà il 29 giugno del 2009, in coincidenza con il bimillenario della nascita di San Paolo.

  A conclusione dell'Angelus il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato che accogliendo l'invito del Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli (Italia), domenica 21 ottobre prossimo si recherà in visita pastorale in questa città.
HML/.../SANTI PIETRO:PAOLO                           VIS 20070702 (780)


INCONTRO CARDINALE BERTONE E PRESIDENTE SINIORA


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nel tardo pomeriggio di oggi il seguente Comunicato:

  "Nel pomeriggio di oggi, 28 giugno, Sua Eccellenza il Signor Fouad Siniora, Presidente del Consiglio dei Ministri del Libano, ha incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Il cordiale colloquio è servito per passare in rassegna la delicata situazione regionale, accennando alle condizioni e ai problemi delle comunità cristiane nel Medio Oriente. Ci si è poi soffermati sulle difficoltà politiche del Libano, sulle gravi minacce alla sua sicurezza e sulle iniziative in corso per cercare di superare la presente crisi. In particolare, è stata ribadita la necessità di rilanciare il dialogo tra tutte le componenti della società, ognuna delle quali è chiamata a contribuire al bene comune del Paese. Alla Comunità internazionale si chiede di accompagnare e sostenere tale sforzo, decisivo per il Libano e per tutto il Medio Oriente".
OP/SINIORA/BERTONE                               VIS 20070702 (180)


ANNO PAOLINO CONTRADDISTINTO DIMENSIONE ECUMENICA



CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica di San Paolo fuori le Mura la Celebrazione dei Primi Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

  Il Papa ha rivolto parole di saluto a tutti i partecipanti alla cerimonia ed ha diretto un saluto particolare ai Membri della Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli che ricambiano la presenza della Delegazione della Santa Sede ad Istanbul, in occasione della festa di Sant'Andrea.

  "Questi incontri e iniziative" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "non costituiscono semplicemente uno scambio di cortesie tra Chiese, ma vogliono esprimere il comune impegno di fare tutto il possibile per affrettare i tempi della piena comunione tra l'Oriente e l'Occidente cristiani".

  "Fin dall'inizio" - ha proseguito il Pontefice - "la tradizione cristiana ha considerato Pietro e Paolo inseparabili l'uno dall'altro, anche se ebbero ciascuno una missione diversa da compiere: Pietro per primo confessò la fede in Cristo, Paolo ottenne in dono di poterne approfondire la ricchezza. Pietro fondò la prima comunità dei cristiani provenienti dal popolo eletto, Paolo divenne l'apostolo dei pagani. Con carismi diversi operarono per un'unica causa: la costruzione della Chiesa di Cristo".

  "A Roma il legame che accomuna Pietro e Paolo nella missione, ha assunto sin dai primi secoli un significato molto specifico. Come la mitica coppia di fratelli Romolo e Remo, (...), così Pietro e Paolo furono considerati i fondatori della Chiesa di Roma". Essi appaiono "come gli iniziatori di una nuova città, come concretizzazione di un modo nuovo e autentico di essere fratelli, reso possibile dal Vangelo di Gesù Cristo. Per questo si potrebbe dire che oggi la Chiesa di Roma celebra il giorno della sua nascita, giacché i due Apostoli ne posero le fondamenta".

  "Dell'apostolo Pietro" - ha ricordato il Santo Padre - "faremo memoria particolarmente domani (29 giugno), celebrando il divin Sacrificio nella Basilica Vaticana (...). Questa sera il nostro sguardo si volge a San Paolo, le cui reliquie sono custodite con grande venerazione" nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Paolo "fu scelto 'per annunciare il vangelo di Dio' (Rm 1,1), per propagare l'annuncio della Grazia divina che riconcilia in Cristo l'uomo con Dio, con se stesso e con gli altri".

  L'Apostolo delle Genti, ha detto ancora il Papa, "fu tutt'altro che un abile parlatore; (...). Gli straordinari risultati apostolici che poté conseguire non sono pertanto da attribuire ad una brillante retorica o a raffinate strategie apologetiche e missionarie. Il successo del suo apostolato dipende soprattutto da un coinvolgimento personale nell'annunciarne il Vangelo con totale dedizione a Cristo; dedizione che non temette rischi, difficoltà e persecuzioni".

  "Da ciò possiamo trarre una lezione quanto mai importante per ogni cristiano. L'azione della Chiesa è credibile ed efficace solo nella misura in cui coloro che ne fanno parte sono disposti a pagare di persona la loro fedeltà a Cristo, in ogni situazione. Dove manca tale disponibilità, viene meno l'argomento decisivo della verità da cui la Chiesa stessa dipende. Cari fratelli e sorelle, come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi. Ha bisogno di testimoni e di martiri come San Paolo".

  "E proprio per questo, sono lieto di annunciare ufficialmente" - ha soggiunto Papa Benedetto XVI - "che all'Apostolo Paolo dedicheremo uno speciale anno giubilare dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009, in occasione del bimillenario della sua nascita, dagli storici collocata tra il 7 e il 10 d.C".

  "Questo 'Anno Paolino'" - ha spiegato il Santo Padre - "potrà svolgersi in modo privilegiato a Roma, dove da venti secoli si conserva sotto l'altare papale di questa Basilica il sarcofago, che (...) conserva i resti dell'Apostolo Paolo. Presso la Basilica Papale e presso l'attigua omonima Abbazia Benedettina potranno quindi avere luogo una serie di eventi liturgici, culturali ed ecumenici, come pure varie iniziative pastorali e sociali, tutte ispirate alla spiritualità paolina. Inoltre, una speciale attenzione potrà essere data ai pellegrinaggi che da varie parti vorranno recarsi in forma penitenziale presso la tomba dell'Apostolo per trovare giovamento spirituale. Saranno pure promossi Convegni di studio (...). Inoltre, in ogni parte del mondo, analoghe iniziative potranno essere realizzate nelle Diocesi, nei Santuari, nei luoghi di culto da parte di Istituzioni religiose, di studio o di assistenza, che portano il nome di San Paolo o che si ispirano alla sua figura e al suo insegnamento".

  Infine il Santo Padre ha sottolineato un particolare aspetto "che dovrà essere curato con singolare attenzione durante la celebrazione dei vari momenti del bimillenario paolino: mi riferisco alla dimensione ecumenica. L'Apostolo delle genti, particolarmente impegnato a portare la Buona Novella a tutti i popoli, si è totalmente prodigato per l'unità e la concordia di tutti i cristiani".

  "Voglia egli guidarci e proteggerci in questa celebrazione bimillenaria" - ha concluso il Pontefice - "aiutandoci a progredire nella ricerca umile e sincera della piena unità di tutte le membra del Corpo mistico di Cristo. Amen!".
HML/VESPRI:ANNO PAOLINO/...                       VIS 20070702 (830)


giovedì 28 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Peter F. Christensen, Vescovo di Superior (superficie: 40.701; popolazione: 443.209; cattolici: 81.885; sacerdoti: 71; religiosi: 104; diaconi permanenti: 57), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "The Nativity of Our Lord" in Saint Paul (Stati Uniti d'America), è nato nel 1952 a Pasadena (California) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Succede al Vescovo Raphael M. Fliss, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Luigi Renzo, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea (superficie: 943; popolazione: 156.900; cattolici: 151.000; sacerdoti: 136; religiosi: 158; diaconi permanenti: 10), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale e Parroco della Cattedrale dell'Arcidiocesi di Rossano-Cariati (Italia), è nato a Campana (Italia) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Succede al Vescovo Domenico Tarcisio Cortese, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Pietro Santoro, Vescovo di Avezzano (superficie: 1.700; popolazione: 115.137; cattolici: 109.000; sacerdoti: 109; religiosi: 160; diaconi permanenti: 5), Italia. Il Vescovo eletto, finora Parroco e Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto (Italia), è nato a Vasto (Italia) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.

- Ha nominato il Reverendo Soane Patita Paini Mafi, Vescovo Coadiutore di Tonga (superficie: 748.000; popolazione: 110.000; cattolici: 16.221; sacerdoti: 30; religiosi: 54), Tonga. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Naku'alofa (Tonga) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. È stato finora Vice-Rettore del Seminario Regionale del Pacifico a Fiji (Isole Fiji).

- Ha nominato il Padre Anthony Ademu Adaji, M.S.P., Vescovo Ausiliare della Diocesi di Idah (superficie: 12.898; popolazione: 1.409.000; cattolici: 188.617; sacerdoti: 56; religiosi: 167), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Ukpaba (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. È stato finora economo del "St. Paul's Seminary" di Abuja (Nigeria).

- Ha nominato il Monsignore Novatus Rugambwa, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica in Indonesia, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.
NER:RE:NEC:NEA:NA/.../...                           VIS 20070628 (350)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Jozef Tomko, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

- L'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale di Porto Rico in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Roberto Octavio González Nieves, O.F.M., di San Juan de Puerto Rico, con gli Ausiliari Vescovo Héctor Manuel Rivera Pérez e Vescovo Daniel Fernández Torres e con l'Arcivescovo emerito Cardinale Luis Aponte Martínez.

    - Il Vescovo Iñaki Mallona Txertudi, C.P., di Arecibo.

    - Il Vescovo Rubén Antonio González Medina, C.M.F., di Caguas.

    - Il Vescovo Ulises Aurelio Casiano Vargas, di Mayagüez.

    - Il Vescovo Félix Lázaro Martínez, Sch. P., di Ponce.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070628 (120)


RIUNIONE "MOTU PROPRIO" USO MESSALE GIOVANNI XXIII


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2007 (VIS). Riportiamo di seguito il testo di un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, relativo al "Motu proprio" del Santo Padre Benedetto XVI sull'uso del Messale promulgato dal Beato Giovanni XXIII nel 1962.

  "Si è svolta ieri pomeriggio in Vaticano una riunione, presieduta dal Cardinale Segretario di Stato, in cui è stato illustrato ai rappresentanti di diverse conferenze episcopali il contenuto e lo spirito dell'annunciato 'Motu proprio' del Santo Padre sull'uso del messale promulgato da Giovanni XXIII nel 1962. Il Santo Padre si è recato a salutare i presenti e si è intrattenuto con loro in un'approfondita conversazione per circa un'ora".

  "La pubblicazione del documento - che sarà accompagnato da un'ampia lettera personale del Santo Padre ai singoli Vescovi - è prevista entro alcuni giorni, quando il documento stesso sarà stato inviato a tutti i Vescovi con la indicazione della sua successiva entrata in vigore".
OP/MOTU PROPRIO/...                               VIS 20070628 (170)


SINODO AFRICA IN PROGRAMMA IN VATICANO OTTOBRE 2009


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace 'Voi siete il sale della terra...Voi siete la luce del mondo (Mt 5,13.14), da tenersi in Vaticano dal 4 al 25 ottobre del 2009.
.../SINODO AFRICA/...                         VIS 20070628 (80)


SINODO AFRICA IN PROGRAMMA IN VATICANO OTTOBRE 2009


CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace 'Voi siete il sale della terra...Voi siete la luce del mondo (Mt 5,13.14), da tenersi in Vaticano dal 4 al 25 ottobre del 2009.
.../SINODO AFRICA/...                         VIS 20070628 (80)


mercoledì 27 giugno 2007

RICERCA SCIENTIFICA NEL RISPETTO DIGNITÀ ESSERE UMANO



CITTA' DEL VATICANO, 27 GIU. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai partecipanti al Convegno internazionale sulle cellule staminali adulte, organizzato dall'Università "La Sapienza" di Roma.

  Il Convegno, ha ricordato il Papa, "si pone l'obiettivo di sviluppare la terapia cellulare autologa in ambito cardiaco, mediante l'utilizzo delle cellule staminali adulte. Al riguardo" - ha ribadito Benedetto XVI - "la posizione della Chiesa, suffragata dalla ragione e dalla scienza, è chiara: la ricerca scientifica va giustamente  incoraggiata e promossa, sempre che non avvenga a scapito di altri essere umani la cui dignità è intangibile fin dai primi stadi dell'esistenza".
AG/CELLULE STAMINALI ADULTE/...                       VIS 20070627 (120)



RICERCA SCIENTIFICA NEL RISPETTO DIGNITÀ ESSERE UMANO



CITTA' DEL VATICANO, 27 GIU. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai partecipanti al Convegno internazionale sulle cellule staminali adulte, organizzato dall'Università "La Sapienza" di Roma.

  Il Convegno, ha ricordato il Papa, "si pone l'obiettivo di sviluppare la terapia cellulare autologa in ambito cardiaco, mediante l'utilizzo delle cellule staminali adulte. Al riguardo" - ha ribadito Benedetto XVI - "la posizione della Chiesa, suffragata dalla ragione e dalla scienza, è chiara: la ricerca scientifica va giustamente  incoraggiata e promossa, sempre che non avvenga a scapito di altri essere umani la cui dignità è intangibile fin dai primi stadi dell'esistenza".
AG/CELLULE STAMINALI ADULTE/...                       VIS 20070627 (120)



CIRILLO: CATECHESI CHE COINVOLGE CORPO, ANIMA E SPIRITO


CITTA' DEL VATICANO, 27 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi a San Cirillo di Gerusalemme (circa 315-387), che "ricevette un'ottima formazione letteraria (...) base della sua cultura ecclesiastica, incentrata nello studio della Bibbia". L'Udienza, la centesima del Pontificato di Benedetto XVI, ha avuto inizio con i saluti ai pellegrini nella Basilica di San Pietro ed è proseguita nell'Aula Paolo VI, con la partecipazione complessiva di circa 7.000 persone.

  Cirillo, ha spiegato il Papa, "nel 348 fu ordinato Vescovo da Acacio, influente metropolita di Cesarea di Palestina, filoariano, convinto di avere in lui un alleato. (...) In realtà, ben presto Cirillo venne in urto con Acacio non solo sul terreno dottrinale, ma anche su quello giurisdizionale, perché Cirillo rivendicava l'autonomia della propria sede rispetto a quella metropolitana di Cesarea. (...)  Cirillo conobbe tre esili: il primo nel 357, (...) seguito nel 360 da un secondo esilio ad opera di Acacio, e infine da un terzo, il più lungo - durò undici anni - nel 367 per iniziativa dell'imperatore filoariano Valente. Solo nel 378, dopo la morte dell'imperatore, Cirillo poté riprendere definitivo possesso della sua sede, riportando tra i fedeli l'unità e la pace". Di Cirillo si conservano ventiquattro catechesi, che egli espose come Vescovo verso il 350 e che sono introdotte da una Procatechesi di accoglienza.

  "La catechesi" - ha proseguito il Santo Padre - "era un momento importante, inserito quindi, come avevo già accennato, nell'ampio contesto dell'intera vita, in particolare liturgica, della comunità cristiana, nel cui seno materno avveniva per così dire la gestazione del futuro fedele, accompagnata dalla preghiera e dalla testimonianza dei fratelli. Questo era un momento molto importante, non era una catechesi solo intellettuale, ma un cammino per imparare a vivere la vita della comunità cristiana (...). Nel loro complesso le omelie di Cirillo costituiscono una catechesi sistematica e realistica sulla rinascita del cristiano mediante il Battesimo".

  "Dal punto di vista dottrinale, Cirillo commenta il Simbolo della sua città, di Gerusalemme, col ricorso alla tipologia delle Scritture, come nel rapporto 'sinfonico' tra i due Testamenti. Quanto alla catechesi morale, essa è ancorata in profonda unità alla catechesi dottrinale: dottrina e vita sono non due cose distinte ma un unico cammino dell'esistenza, il dogma viene fatto discendere progressivamente nelle anime, le quali sono così sollecitate a trasformare i comportamenti pagani in base alla nuova vita in Cristo, dono del Battesimo. E finalmente la catechesi 'mistagogica', (...) introduce a scoprire, sotto i riti battesimali della Veglia pasquale, i misteri in essi racchiusi e non ancora svelati".

  "Il mistero da afferrare è il disegno di Dio" - ha sottolineato il Papa - "che si realizza attraverso le azioni salvifiche di Cristo nella Chiesa. A sua volta, alla dimensione mistagogica si accompagna quella dei simboli, esprimenti il vissuto spirituale che essi fanno 'esplodere'".

  "Si tratta, in definitiva" - ha concluso il Pontefice - "di una catechesi integrale, che coinvolge corpo, anima e spirito e questa catechesi integrale che integra tutte le dimensioni della nostra esistenza, resta emblematica anche per la formazione catechetica dei cristiani di oggi. Invochiamo il Signore che ci aiuti ad imparare un cristianesimo che realmente coinvolga tutta la nostra esistenza e ci faccia così testimoni credibili di Gesù Cristo vero Dio e vero uomo".
AG/CIRILLO/...                                   VIS 20070627 (470)


martedì 26 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha dato il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco Melkita, riunitosi a Ain Traz, dal 18 al 23 giugno corrente, del Reverendo Yasser Ayyach ad Arcivescovo di Petra e Filadelfia dei Greco Melkiti (cattolici: 31.300; sacerdoti: 28; religiosi: 21), Giordania, al presente parroco della parrocchia Melkita di Amman-Alwabdi (Giordania).
NER/.../AYYACH                             VIS 20070626 (70)


ARCIVESCOVI METROPOLITI CHE RICEVONO IL SACRO PALLIO

CITTA' DEL VATICANO, 26 GIU. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo l'elenco degli Arcivescovi Metropoliti che riceveranno il Sacro Pallio dal Santo Padre Benedetto XVI, venerdì 29 giugno, nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli, Patroni dell'Alma Città di Roma:

1. Arcivescovo José Antonio Eguren Anselmi, S.C.V., di Piura (Perù).

2. Arcivescovo Robert Le Gall, O.S.B., di Toulouse (Francia).

3. Arcivescovo Dominic Lumon, di Imphal (India).

4. Arcivescovo Douglas Young, S.V.D., di Mount Hagen (Papua Nuova Guinea).

5. Arcivescovo Barthélémy Djabla, di Gagnoa (Costa d'Avorio).

6. Arcivescovo Cyprian Kizito Lwanga, di Kampala (Uganda).

7. Arcivescovo Angelo Bagnasco, di Genova (Italia).

8. Arcivescovo Paul-Siméon Ahouanan Djro, O.F.M., di Bouaké (Costa d'Avorio).

9. Arcivescovo Oswald Gracias, di Bombay (India).

10. Arcivescovo Javier Augusto del Río Alba, di Arequipa (Perù).

11. Arcivescovo Edward Ozorowski, di Bia?ystok (Polonia).

12. Arcivescovo Romulo Geolina Valles, di Zamboanga (Filippine).

13. Arcivescovo Calogero La Piana, S.D.B., di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (Italia).

14. Arcivescovo Antônio Muniz Fernandes, O. Carm., di Maceió (Brasile).

15. Arcivescovo Rafael Romo Muñoz, di Tijuana (Messico).

16. Arcivescovo José Guadalupe Martín Rábago, di León (Messico).

17. Arcivescovo Pedro Aranda Díaz-Muñoz, di Tulancingo (Messico).

18. Arcivescovo Rogelio Cabrera López, di Tuxtla Gutiérrez (Messico).

19. Arcivescovo Evariste Ngoyagoye, di Bujumbura (Burundi).

20. Arcivescovo Filipe Neri António Sebastião do Rosário Ferrão, di Goa e Damão (India).

21. Arcivescovo Paul R. Ruzoka, di Tabora (Tanzania).

22. Arcivescovo Gerard Pettipas, C.SS.R., di Grouard-McLennan (Canada).

23. Arcivescovo Paul Cremona, O.P., di Malta (Malta).

24. Arcivescovo Marcel Madila Basanguka, di Kananga (Repubblica Democratica del Congo)

25. Arcivescovo Thomas Christopher Collins, di Toronto (Canada).

26. Arcivescovo Paolo Romeo, di Palermo (Italia)

27. Arcivescovo Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., di Concepción (Cile).

28. Arcivescovo Orlando Antonio Corrales García, di Santa Fe de Antioquia (Colombia).

29. Arcivescovo José Alberto Moura, C.S.S., di Montes Claros (Brasile)

30. Arcivescovo Dionisio Guillermo García Ibáñez, di Santiago de Cuba (Cuba).

31. Arcivescovo Albert D'Souza, di Agra (India).

32. Arcivescovo Kazimierz Nycz, di Warszawa (Polonia).

33. Arcivescovo Csaba Ternyák, di Eger (Ungheria).

34. Arcivescovo Odilo Pedro Scherer, di São Paulo (Brasile).

35. Arcivescovo Richard William Smith, di Edmonton (Canada).

36. Arcivescovo Pierre d'Ornellas, di Rennes (Francia).

37. Arcivescovo Reinaldo del Prette Lissot, di Valencia en Venezuela (Venezuela).

38. Arcivescovo Hipólito Reyes Larios, di Jalapa (Messico).

39. Arcivescovo Geraldo Lyrio Rocha, di Mariana (Brasile).

40. Arcivescovo Oscar Julio Vian Morales, S.D.B., di Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán (Guatemala).

41. Arcivescovo Terrence Thomas Prendergast, S.I., di Ottawa (Canada).

42. Arcivescovo João Bosco Oliver de Faria, di Diamantina (Brasile).

43. Arcivescovo Brendan Michael O'Brien, di Kingston (Canada).

44. Arcivescovo Buti Joseph Tlhagale, O.M.I., di Johannesburg (Sud Africa).

45. Arcivescovo Joseph Edward Kurtz, di Louisville (Stati Uniti d'America).

46. Arcivescovo Leo Cornelio, S.V.D., di Bhopal (India).

Ai seguenti Presuli il Pallio verrà consegnato nelle loro Sedi Metropolitane:

47. Arcivescovo Telesphore George Mpundu, di Lusaka (Zambia).

48. Arcivescovo John Choi Young-Soo, di Daegu (Corea).

49. Arcivescovo Vincentius Sensi, di Ende (Indonesia).

50. Arcivescovo Denis Komivi Amuzu-Dzakpah, di Lomé (Togo).

51. Arcivescovo Denis Kiwanuka Lote, di Tororo (Uganda).
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PASTORALE DEL MARE: SOLIDARIETÀ E SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 26 GIU. 2007 (VIS). "In solidarietà con la Gente del Mare, testimoni di speranza con la Parola di Dio, la Liturgia e la Diaconia" è il tema del XXII Congresso Mondiale dell'Apostolato del Mare, in corso a Gdynia, (Polonia), dal 24 al 29 giugno, con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

  L'Apostolato del Mare (A.M.) è un'Opera ecclesiale, un'organizzazione di apostolato con oltre 110 centri per marittimi e cappellanie presenti in quasi tutti i grandi porti del mondo. Si stima, per la sola marina mercantile, che i marittimi siano oltre 1,2 milioni, la maggior parte dei quali cattolici e provenienti da Paesi meno favoriti. Per quanto riguarda la pesca, il numero di persone che lavorano in questo settore è valutato in 41 milioni.

  I Congressi dell'A.M. si tengono ogni cinque anni; l'ultimo si  è svolto nel 2002 a Rio de Janeiro. Nel corso della presentazione del Congresso attuale, l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ha spiegato che: "L'ambiente in cui siamo chiamati a testimoniare, come A.M. (che è anche la pratica della speranza nei diversi aspetti della nostra vita) continua ad essere uno dei più difficili, esigenti e pericolosi".

  "Mai il genere umano ha avuto a disposizione tante ricchezze, mai ci sono stati tanti progressi tecnologici nell'industria marittima" - ha proseguito l'Arcivescovo Marchetto - "e tuttavia un numero incalcolabile di lavoratori del mare si trovano ancora in situazioni di estrema necessità e molti di loro devono far fronte a nuove forme di schiavitù, nella loro condizioni di vita e di lavoro".

  "Il nostro apostolato nell'A.M. è anzitutto di presenza e servizio. La nostra vocazione è quella di incarnare l'amore di Cristo in particolare verso coloro che soffrono, i malati, gli emarginati e i poveri. Spesso siamo chiamati anche a stare a fianco dei marittimi nella difesa dei loro diritti. Nel farlo, esercitiamo la missione profetica della Chiesa poiché, per noi, l'amore di Dio e l'amore per il prossimo sono il cuore della giustizia sociale".

  "La scelta del tema e del programma riflette la nostra convinzione che, per essere fedele alla propria tradizione e identità, il ruolo dell'A.M. deve essere realizzato nel contesto storico in cui vive e lavora oggi la gente del mare. È in questo mondo che siamo chiamati ad impegnarci e a vivere pienamente il Vangelo (...). La Chiesa, come comunità, ha il compito di diffondere questo Vangelo della speranza in un mondo che ha perduto gran parte dei suoi punti di riferimento".
CON-SM/PASTORALE DEL MARE/MARCHETTO               VIS 20070626 (440)


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