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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 2 ottobre 2014

Udienze

Città del Vaticano, 2 ottobre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).

- L'Arcivescovo Pedro Ricardo Barreto Jimeno, S.I., di Huancayo (Perù).

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Rosario Pio Ramolo, O.F.M.Cap., di Goré.

- Il Vescovo Miguel Angel Sebastian Martinez, M.C.C.J., di Lai, Amministratore Apostolico sede vacante "et ad nutum Sanctae Sedis" di Doba.

- Il Vescovo Joachim Kouraleyo Tarounga, di Moundou.

- Il Vescovo Jean-Claude Bouchard, O.M.I., di Pala.

- Il Vescovo Goetbe Edmond Djitangar, di Sarh.

- Il Vescovo Henri Coudray, S.I., Vicario Apostolico di Mongo.

- Il Reverendo Alphonse Karamba, Amministratore Diocesano di N'Djaména.

mercoledì 1 ottobre 2014

I Carismi nella comunità cristiana

Città del Vaticano, 1 ottobre 2014 (VIS). Tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 35.000 persone, è stato Il dono dei carismi che rendono viva e feconda la Chiesa.

"Fin dall’inizio il Signore ha ricolmato la Chiesa dei doni del suo Spirito, rendendola così sempre viva e feconda con i doni dello Spirito Santo. Tra questi doni, se ne distinguono alcuni che risultano particolarmente preziosi per l’edificazione e il cammino della comunità cristiana: si tratta dei carismi", ha affermato Papa Francesco spiegando che: "Nel linguaggio comune, quando si parla di 'carisma', si intende spesso un talento, un’abilità naturale. (...) Nella prospettiva cristiana, però, il carisma è ben più di una qualità personale, di una predisposizione di cui si può essere dotati: il carisma è una grazia, un dono elargito da Dio Padre, attraverso l’azione dello Spirito Santo. Ed è un dono che viene dato a qualcuno (...), è un regalo che Dio gli fa, perché con la stessa gratuità e lo stesso amore lo possa mettere a servizio dell’intera comunità, per il bene di tutti".

"Una cosa importante che va subito sottolineata è il fatto che uno non può capire da solo se ha un carisma, e quale. (...) È all’interno della comunità che sbocciano e fioriscono i doni di cui ci ricolma il Padre; ed è in seno alla comunità che si impara a riconoscerli (...). Ognuno di noi, allora, è bene che si domandi: 'C’è qualche carisma che il Signore ha fatto sorgere in me, nella grazia del suo Spirito, e che i miei fratelli, nella comunità cristiana, hanno riconosciuto e incoraggiato? E come mi comporto io riguardo a questo dono: lo vivo con generosità, mettendolo a servizio di tutti, oppure lo trascuro e finisco per dimenticarmene? O magari diventa in me motivo di orgoglio, tanto da lamentarmi sempre degli altri e da pretendere che nella comunità si faccia a modo mio?”.

"L’esperienza più bella, però, è scoprire di quanti carismi diversi e di quanti doni del suo Spirito il Padre ricolma la sua Chiesa! Questo non deve essere visto come un motivo di confusione, di disagio: sono tutti regali che Dio fa alla comunità cristiana, perché possa crescere armoniosa, nella fede e nel suo amore, come un corpo solo, il corpo di Cristo. Lo stesso Spirito che dà questa differenza di carismi, fa l'unità della Chiesa. (...) Guai, allora, - ha esclamato il Papa - se questi doni diventano motivo di invidia, di divisione, di gelosia! Come ricorda l’apostolo Paolo nella sua Prima Lettera ai Corinzi, (...), tutti i carismi sono importanti agli occhi di Dio e, allo stesso tempo, nessuno è insostituibile".

"Questo vuol dire che nella comunità cristiana abbiamo bisogno l’uno dell’altro, e ogni dono ricevuto si attua pienamente quando viene condiviso con i fratelli, per il bene di tutti. Questa è la Chiesa! E quando la Chiesa, nella varietà dei suoi carismi, si esprime in comunione, non può sbagliare: è la bellezza e la forza del 'sensus fidei', di quel senso soprannaturale della fede, che viene donato dallo Spirito Santo affinché, insieme, possiamo tutti entrare nel cuore del Vangelo e imparare a seguire Gesù nella nostra vita".

Infine, Papa Francesco ha voluto ricordare che oggi la Chiesa festeggia la ricorrenza di Santa Teresa di Gesù Bambino, morta a 24 anni, che "amava tanto la Chiesa, voleva essere missionaria, ma voleva avere tutti i carismi, e diceva: 'Io vorrei fare questo, questo e questo', tutti i carismi voleva. È andata in preghiera, ha sentito che il suo carisma era l'amore. E ha detto questa bella frase: 'Nel cuore della Chiesa io sarò l'amore'. E questo carisma lo abbiamo tutti: la capacità di amare. Chiediamo oggi a Santa Teresa di Gesù Bambino questa capacità di amare tanto la Chiesa, di amarla tanto, e accettare tutti quei carismi con questo amore di figli della Chiesa, della nostra santa madre Chiesa gerarchica".

Saluti alle Piccole Apostole della Carità, invito alla recita del Rosario e ricordo del Beato Álvaro del Portillo

Città del Vaticano, 1 ottobre 2014 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, prima dell'Udienza Generale in Piazza San Pietro, il Santo Padre Francesco ha salutato i Partecipanti al pellegrinaggio dell'Istituto secolare Piccole Apostole della Carità "La Nostra Famiglia", che si occupa "con tanta premura" delle persone disabili. Papa Francesco - che nella catechesi ha citato l'Istituto, fondato sessanta anni fa dal Beato Luigi Monza, quale esempio di 'carisma' al servizio dei più vulnerabili - ha auspicato che l'opera del Fondatore, sostenuta da Papa Paolo VI, quando era Arcivescovo di Milano (Italia), "sia un esempio per le famiglie e per quanti hanno responsabilità pubbliche".

Al termine della catechesi, nei saluti nelle diverse lingue, ricordando che il mese di ottobre è il mese del Santo Rosario, il Santo Padre ha invitato i pellegrini tedeschi e polacchi a meditare la via e l'opera di Cristo con gli occhi di Maria ed a recitare il Rosario soprattutto per il Sinodo dei Vescovi dedicato alla Famiglia.

Successivamente il Santo Padre ha esortato pellegrini di lingua portoghese, fra i quali i membri della "Associação Cristã de Empresários e Gestores" (Associazione cristiana di imprenditori e amministratori), a proseguire la loro "fedele testimonianza cristiana nella società", lasciandosi "guidare dallo Spirito Santo, per capire il vero senso della storia".

"Custodite viva la fiamma della fede - ha raccomandato Papa Francesco ai pellegrini della Croazia - accesa nel giorno del vostro battesimo e sostenuta dagli esempi dei santi martiri, affinché gli altri possano vedere la gioia della vostra vita in Cristo".

"Saluto anche - ha concluso il Papa in spagnolo - il Monsignor Javier Echevarría, Prelato dell'Opus Dei, e i fedeli della Prelatura venuti a rendere grazie a Dio per la beatificazione di Monsignor Álvaro del Portillo. Che l'intercessione e l'esempio del nuovo beato vi aiuti a rispondere con generosità alla chiamata di Dio alla santità e all'apostolato della vita quotidiana, al servizio della Chiesa e di tutta l'umanità. Molte grazie e che Dio vi benedica".

Intenzioni di preghiera del Santo Padre ottobre 2014

Città del Vaticano, 1 ottobre 2014 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni affidate dal Santo Padre all'apostolato della preghiera per il mese di ottobre 2014:

Generale: "Perché il Signore conceda pace alle regioni del mondo più martoriate dalla guerra e dalla violenza".

Missionaria: "Perché la Giornata Missionaria Mondiale risvegli in ogni fedele la passione e lo zelo di portare a tutto il mondo il Vangelo".

Udienze

Città del Vaticano, 1 ottobre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Arcivescovo Lévon Boghos Zékiyan, Amministratore Apostolico “sede plena” di Istanbul degli Armeni (Turchia).

Nella giornata di ieri, martedì 30 settembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Reverendo Mariano Fassio, Delegato Regionale della Prelatura dell’Opus Dei.

martedì 30 settembre 2014

Cardinale Parolin alle Nazioni Unite: Unità di azione per il bene comune

Città del Vaticano, 30 settembre 2014 (VIS). Ieri, a New York, il Cardinale Segretario di Stato, è intervenuto alla LXIX Sessione dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazione Unite, che esamina il Programma di Trasformazione e Sviluppo a partire dal 2015.

Il Cardinale Parolin ha sottolineato che la Santa Sede apprezza l'impegno delle Nazioni Unite nel garantire la pace mondiale, il rispetto della dignità umana, la protezione delle persone, specialmente i più poveri e i più vulnerabili, ed un armonico sviluppo economico e sociale. Citando le parole di Papa Francesco, il Segretario di Stato ha ricordato che nella nostra epoca esiste il rischio di una indifferenza generalizzata non soltanto in politica, ma anche nel settore economico e sociale, "'visto che una parte importante dell'umanità continua ad essere esclusa dai benefici del progresso e, di fatto, relegata a esseri umani di seconda categoria'. In alcuni casi, tale indifferenza è sinonimo di irresponsabilità. Come nel caso dell'attuale unione di Stati, creata con l'obiettivo fondamentale di salvare le generazioni dagli orrori della guerra - che provoca indicibili sofferenze all'umanità - la quale rimane passiva di fronte alle violenze subite da popolazioni indifese". Ripetendo l'appello del Santo Padre alla comunità internazionale, lanciato nell'agosto scorso, perché si ponga fine alla tragedia umanitaria nel nord dell'Iraq, il Cardinale ha affermato che in Iraq e in Siria si riscontra un fenomeno completamente nuovo: l'esistenza di una organizzazione terroristica che minaccia tutti gli Stati, prefiggendosi la loro dissoluzione per sostituirli con un governo mondiale pseudo-religioso.

"Anche oggi, vi sono individui che ritengono di esercitare il potere con la coercizione delle coscienze, perseguitando e uccidendo in nome di Dio. Tali violenze feriscono interi gruppi etnici, popolazioni e antiche culture e sono originate dal disprezzo di Dio e dalla falsificazione 'della religione stessa, la quale, invece, mira (...) a rendere chiaro che ogni uomo è immagine del Creatore'. Nel mondo della comunicazione globale, questo nuovo fenomeno ha trovato proseliti in molti luoghi, ed è riuscito ad attrarre giovani di tutto il mondo, spesso disillusi da una indifferenza diffusa e dalla morte dei valori nelle società più opulente. Tale sfida, in tutti i suoi tragici aspetti, deve impegnare la comunità internazionale nella promozione di un'azione comune, fondata su criteri giuridici chiari e sulla volontà collettiva di cooperare al bene comune".

"A tale scopo la Santa Sede ritiene utile concentrare l'attenzione su due aree principali. La prima: affrontare le origini culturali e politiche delle sfide attuali, riconoscendo la necessità di strategie innovative per affrontare i problemi internazionali nei quali i fattori culturali hanno un ruolo fondamentale. La seconda: approfondire l'efficacia del diritto internazionale, la sua attuazione attraverso le procedure usate dalle Nazioni Unite per impedire la guerra, fermare le aggressioni, proteggere le popolazioni ed assistere le vittime".

"L'attuale situazione - ha ribadito il Cardinale Parolin - richiede una più incisiva comprensione del diritto internazionale, con particolare attenzione alla 'responsabilità della protezione'. Infatti, una delle caratteristiche del recente fenomeno terroristico è che esso ignora l'esistenza dello Stato e di conseguenza tutto l'ordine internazionale. (...) Il terrorismo mina e respinge tutti i sistemi giuridici esistenti, tentando di imporre il proprio dominio sulle coscienze e il controllo completo delle persone. (...) La natura globale di tale fenomeno, che non conosce confini, comporta che l'unico modo possibile di affrontare il terrorismo sia offerto dalla struttura del diritto internazionale. Questa realtà rende necessario il rinnovamento delle Nazioni Unite per promuovere e mantenere la pace. (...) La gravità dell'attuale situazione è perciò un'occasione per gli Stati membri dell'O.N.U., di onorare lo spirito della Carta delle Nazioni Unite denunciando i tragici conflitti che dilaniano popoli e nazioni intere. Purtroppo, finora, dalla comunità internazionale si sono levate voci contraddittorie se non addirittura silenzi riguardo ai conflitti in Siria, Medio Oriente ed Ucraina. È importantissima una unità di azione a favore del bene comune, evitando il fuoco incrociato dei veti. (...) La promozione di una cultura della pace richiede un impegno rinnovato a favore del dialogo, dell'apprezzamento delle culture e della cooperazione culturale, nel rispetto della diversità delle sensibilità. (...) Infine, è necessaria un'autentica volontà di applicare scrupolosamente le attuali procedure giuridiche, non trascurando le implicazioni degli attuali problemi. Tale volontà assicura un approccio multilaterale per meglio servire la dignità umana, salvaguardare e far progredire lo sviluppo umano integrale nel mondo".

Riferendosi all'approvazione del Programma di Trasformazione e Sviluppo, il Segretario di Stato ha confermato che "la Santa Sede guarda con favore ai '17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile', destinati ad affrontare le cause strutturali della povertà promuovendo un lavoro degno per ognuno. Tuttavia, nonostante l'impegno delle Nazioni Unite e di molte persone di buona volontà, il numero dei poveri e degli emarginati aumenta non soltanto nei paesi in via di sviluppo ma anche nei paesi sviluppati. La 'Responsabilità di proteggere', (...) si riferisce alle aggressioni estreme che ledono i diritti dell'uomo, ai casi di grave disprezzo del diritto umanitario e alle gravi catastrofi naturali. Similmente sono necessari strumenti giuridici per la protezione delle persone contro altre forme di aggressione, meno evidenti ma ugualmente gravi e reali. Per esempio, un sistema finanziario governato soltanto dalla speculazione e dalla massimizzazione dei profitti, o un sistema in cui i singoli sono considerati articoli usa e getta, in una cultura dello scarto, concezione che potrebbe equivalere, in certe circostanze, all'offesa contro la dignità umana. Di conseguenza, le Nazioni Unite e gli Stati membri hanno una grave ed urgente responsabilità nei riguardi dei poveri e degli emarginati, sempre consapevoli che la giustizia economica e sociale è condizione essenziale per la pace".

Udienze

Città del Vaticano, 30 settembre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile), Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana, con l'Arcivescovo José Belisario da Silva, di São Luís do Maranhão, Vice il Presidente e con il Vescovo Leonardo Ulrich Steiner, Ausiliare di Brasilia, Segretario Generale.

- Il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Reverendo Carlos Nannei, della Prelatura dell'Opus Dei.

Altri atti pontifici

Città del Vaticano, 30 settembre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo John Stanley Kenneth Arnold, Vescovo di Salford (superficie: 1.800; popolazione: 2.603.000; cattolici: 267.938; sacerdoti: 284; religiosi: 280), Inghilterra, Gran Bretagna. Finora Ausiliare di Westminster (Inghilterra, Gran Bretagna), succede al Vescovo Terence John Brain, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 29 settembre 2014

Udienza Presidente Repubblica di Malta: il fenomeno delle migrazioni verso l'Europa vede impegnati la Chiesa e il Governo

Città del Vaticano, 29 settembre 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente di Malta, la Signora Marie-Louise Coleiro Preca, che successivamente ha incontrato l’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è soffermati sulle buone relazioni tra la Santa Sede e Malta, rilevando il significativo apporto della Chiesa cattolica in campo educativo e assistenziale, specialmente a favore dei poveri. Nel prosieguo della conversazione sono stati affrontati alcuni temi di comune interesse, con particolare riferimento al ruolo dei valori cristiani nell’edificazione della società maltese e al rafforzamento dell’istituto familiare.

Infine, si è parlato del contributo di Malta in seno all’Unione Europea, come pure di alcune questioni di carattere internazionale, quali le situazioni di conflitto nella regione del Mediterraneo, per le quali si è auspicata una pronta soluzione attraverso il dialogo, nonché il fenomeno delle migrazioni verso l’Europa, che vede impegnati la Chiesa e il Governo.

Ai Membri Alleanza Biblica Universale: "'L’ignoranza delle Scritture, è ignoranza di Cristo'"

Città del Vaticano, 29 settembre 2014 (VIS). "Il vostro è il frutto di un lavoro paziente, attento, fraterno, competente e, soprattutto, credente. Se non crederete, non comprenderete; 'se non crederete, non resterete saldi'”, ha detto il Santo Padre ai Membri dell'Alleanza Biblica Universale, ricevuti questa mattina nella Sala del Concistoro, per la presentazione della Bibbia in lingua italiana "Parola del Signore-La Bibbia Interconfessionale in lingua corrente”. "Vorrei tanto - ha proseguito Papa Francesco - che tutti i cristiani potessero apprendere 'la sublime scienza di Gesù Cristo' attraverso la lettura assidua della Parola di Dio, poiché il testo sacro è il nutrimento dell’anima e la sorgente pura e perenne della vita spirituale di tutti noi. Dobbiamo quindi compiere ogni sforzo affinché ogni fedele legga la Parola di Dio, poiché 'l’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo', come dice san Girolamo".

"Vi ringrazio - ha concluso il Pontefice - perché ciò che avete conseguito insieme è prezioso proprio per realizzare questo obiettivo e vi incoraggio a proseguire sul cammino intrapreso, per far conoscere sempre meglio e per far comprendere sempre più profondamente la Parola del Dio vivente".

Giovani e anziani: se non si ritrova un equilibrio fecondo tra le generazioni, quello che ne deriva è un grave impoverimento per il popolo, e la libertà quasi sempre si trasforma in autoritarismo

Città del Vaticano, 28 settembre 2014 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, si è celebrata una Giornata dedicata alla terza età, dal titolo "La benedizione della lunga vita", promossa dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. L'incontro, al quale hanno partecipato decine di migliaia di anziani e nonni, accompagnati dalle loro famiglie e provenienti da numerosi Paesi, ha avuto inizio alle 8:30, con un "Percorso sull’anzianità in 5 episodi biblici, 10 verbi e una storia da raccontare". Il Santo Padre Francesco è giunto sul sagrato alle 9:30 ed ha intessuto un dialogo con gli anziani presenti, prima della celebrazione della Santa Messa che ha avuto inizio alle 10:30. Invitato da Papa Francesco, ha preso parte a questo momento di incontro dalle 9:30 alle 10:30 anche il Papa emerito Benedetto XVI.

"La prima Lettura - ha spiegato il Santo Padre - con una varietà di espressioni, riecheggia il quarto comandamento: 'Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà'. Non c’è futuro per il popolo senza questo incontro tra le generazioni, senza che i figli ricevano con riconoscenza il testimone della vita dalle mani dei genitori. E dentro questa riconoscenza per chi ti ha trasmesso la vita, c’è anche la riconoscenza per il Padre che è nei cieli. Ci sono talvolta - ha proseguito il Pontefice - generazioni di giovani che, per complesse ragioni storiche e culturali, vivono in modo più forte il bisogno di rendersi autonomi dai genitori, quasi di 'liberarsi' del retaggio della generazione precedente. È come un momento di adolescenza ribelle. Ma, se poi non viene recuperato l’incontro, se non si ritrova un equilibrio nuovo, fecondo tra le generazioni, quello che ne deriva è un grave impoverimento per il popolo, e la libertà che predomina nella società è una libertà falsa, che quasi sempre si trasforma in autoritarismo".

"Gesù non ha abolito la legge della famiglia e del passaggio tra generazioni - ha sottolineato Papa Francesco - ma l’ha portata a compimento. Il Signore ha formato una nuova famiglia, nella quale sui legami di sangue prevale la relazione con Lui e il fare la volontà di Dio Padre. Ma l’amore per Gesù e per il Padre porta a compimento l’amore per i genitori, per i fratelli, per i nonni, rinnova le relazioni familiari con la linfa del Vangelo e dello Spirito Santo". Maria, stando a casa di Elisabetta e Zaccaria, "ha saputo ascoltare quei genitori anziani e pieni di stupore, ha fatto tesoro della loro saggezza, e questa è stata preziosa per lei, nel suo cammino di donna, di sposa, di mamma (...). Così la Vergine Maria ci mostra la via: la via dell’incontro tra i giovani e gli anziani. Il futuro di un popolo suppone necessariamente questo incontro: i giovani danno la forza per far camminare il popolo e gli anziani irrobustiscono questa forza con la memoria e la saggezza popolare".

Angelus: esemplare testimonianza Beato Álvaro del Portillo ed invito alla preghiera per Assemblea Sinodale sul tema della famiglia

Città del Vaticano, 28 settembre 2014 (VIS). Al termine della Santa Messa, il Santo Padre ha recitato l'Angelus con i fedeli presenti in Piazza San Pietro e dopo i saluti ai pellegrini anziani venuti da tanti paesi, si è rivolto ai partecipanti al convegno-pellegrinaggio "Cantare la fede", promosso in occasione del trentesimo anniversario del coro della diocesi di Roma. Nel ricordare la beatificazione, sabato, a Madrid, del Vescovo Álvaro del Portillo, il Papa ha detto: "La sua esemplare testimonianza cristiana e sacerdotale, possa suscitare in molti il desiderio di aderire sempre più a Gesù e al Vangelo". Infine Papa Francesco ha esortato tutti i fedeli a pregare per l'Assemblea Sinodale sul tema della famiglia, che inizierà domenica prossima, affidando questa intenzione all'intercessione di Maria Salus Populi Romani.

Liturgia di ringraziamento nel 200° anniversario della ricostituzione della Compagnia di Gesù

Città del Vaticano, 28 settembre 2014 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre Francesco ha presieduto nella Chiesa del SS. Nome di Gesù all’Argentina in Roma, la Liturgia di ringraziamento in occasione del 200° anniversario della ricostituzione della Compagnia di Gesù nella Chiesa universale, sancita da Papa Pio VII con la bolla "Sollicitudo omnium ecclesiarum" del 7 agosto 1814 . Nel corso della solenne Liturgia, che comprendeva la recita dei Vespri e il canto del Te Deum, dopo la proclamazione del Vangelo e prima del rinnovo delle promesse da parte dei gesuiti presenti, il Santo Padre Francesco ha tenuto l’omelia di cui riportiamo ampi brani:

"La Compagnia insignita del nome di Gesù ha vissuto tempi difficili, di persecuzione. Durante il generalato del Padre Lorenzo Ricci 'i nemici della Chiesa giunsero ad ottenere la soppressione della Compagnia' da parte del mio predecessore Clemente XIV. Oggi, ricordando la sua ricostituzione, siamo chiamati a recuperare la nostra memoria, a fare memoria, richiamando alla mente i benefici ricevuti e i doni particolari".

"In tempi di tribolazione e di turbamento si solleva sempre un polverone di dubbi e di sofferenze, e non è facile andare avanti, proseguire il cammino. Soprattutto nei tempi difficili e di crisi vengono tante tentazioni: fermarsi a discutere di idee, lasciarsi trasportare dalla desolazione, concentrarsi sul fatto di essere perseguitati e non vedere altro. (...) Il padre Generale Ricci, che scriveva ai gesuiti di allora (...) In un tempo di confusione e di turbamento ha fatto discernimento. Non ha perso tempo a discutere di idee e a lamentarsi, ma si è fatto carico della vocazione della Compagnia".

"La Compagnia (...) ha vissuto il conflitto fino in fondo, senza ridurlo: ha vissuto l’umiliazione con Cristo umiliato, ha ubbidito. Non ci si salva mai dal conflitto con la furbizia e con gli stratagemmi per resistere. Nella confusione e davanti all’umiliazione la Compagnia ha preferito vivere il discernimento della volontà di Dio, senza cercare un modo per uscire dal conflitto in modo apparentemente tranquillo. (...) Non è mai l’apparente tranquillità ad appagare il nostro cuore, ma la vera pace che è dono di Dio. Non si deve mai cercare il 'compromesso' facile né si devono praticare facili 'irenismi'. Solo il discernimento ci salva dal vero sradicamento, dalla vera 'soppressione' del cuore, che è l’egoismo, la mondanità, la perdita del nostro orizzonte, della nostra speranza, che è Gesù, che è solo Gesù. E così il padre Ricci e la Compagnia in fase di soppressione ha privilegiato la storia rispetto a una possibile 'storiella' grigia, sapendo che è l’amore a giudicare la storia, e che la speranza - anche nel buio - è più grande delle nostre attese. (...) Per questo il padre Ricci giunge, proprio in questa occasione di confusione e di smarrimento, a parlare dei peccati dei gesuiti. (...) Guardare a se stessi riconoscendosi peccatori evita di porsi nella condizione di considerarsi vittime davanti a un carnefice. Riconoscersi (...) davvero peccatori, significa mettersi nell’atteggiamento giusto per ricevere la consolazione".

"Possiamo ripercorrere brevemente questo cammino di discernimento e di servizio (...) Quando nel 1759 i decreti di Pombal distrussero le province portoghesi della Compagnia, il padre Ricci visse il conflitto non lamentandosi e lasciandosi andare alla desolazione, ma invitando alla preghiera per chiedere lo spirito buono, il vero spirito soprannaturale della vocazione, la perfetta docilità alla grazia di Dio. Quando nel 1761 la tempesta avanzava in Francia, il padre Generale chiese di porre tutta la fiducia in Dio. (...) Nel 1760, dopo l’espulsione dei gesuiti spagnoli, ancora continua a invitare alla preghiera. E infine, il 21 febbraio 1773, appena sei mesi prima della firma del Breve 'Dominus ac Redemptor', davanti alla totale mancanza di aiuti umani, vede la mano della misericordia di Dio che invita coloro che sottopone alla prova a non confidare in altri che non sia solamente Lui. (...) L’importante per il padre Ricci è che la Compagnia fino all’ultimo sia fedele allo spirito della sua vocazione, che è la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime".

"La Compagnia, anche davanti alla sua stessa fine, è rimasta fedele al fine per il quale è stata fondata. Per questo Ricci conclude con una esortazione a mantenere vivo lo spirito di carità, di unione, di obbedienza, di pazienza, di semplicità evangelica, di vera amicizia con Dio. Tutto il resto è mondanità. (...) Ricordiamoci la nostra storia: alla Compagnia 'è stata data la grazia non solo di credere nel Signore, ma anche di soffrire per lui'. (...) La nave della Compagnia è stata sballottata dalle onde e non c’è da meravigliarsi di questo. Anche la barca di Pietro lo può essere oggi. La notte e il potere delle tenebre sono sempre vicini. Costa fatica remare. I gesuiti devono essere 'rematori esperti e valorosi' (...), Remate, siate forti, anche col vento contrario! Remiamo a servizio della Chiesa. (...) Ma mentre remiamo - tutti remiamo, anche il Papa rema nella barca di Pietro - dobbiamo pregare tanto (...) Il Signore, anche se siamo uomini di poca fede e peccatori ci salverà".

"La Compagnia ricostituita dal mio predecessore Pio VII era fatta di uomini coraggiosi e umili nella loro testimonianza di speranza, di amore e di creatività apostolica, quella dello Spirito. (...) Per questo egli diede l’autorizzazione ai gesuiti che ancora qua e là esistevano grazie a un sovrano luterano e a una sovrana ortodossa, a 'restare uniti in un solo corpo'. E (...) la Compagnia riprese la sua attività apostolica con la predicazione e l’insegnamento, i ministeri spirituali, la ricerca scientifica e l’azione sociale, le missioni e la cura dei poveri, dei sofferenti e degli emarginati. Oggi la Compagnia affronta con intelligenza e operosità anche il tragico problema dei rifugiati e dei profughi; e si sforza con discernimento di integrare il servizio della fede e la promozione della giustizia, in conformità al Vangelo. Confermo oggi quanto ci disse Paolo VI alla nostra trentaduesima Congregazione generale e che io stesso ho ascoltato con le mie orecchie: 'Ovunque nella Chiesa, anche nei campi più difficili e di punta, nei crocevia delle ideologie, nelle trincee sociali, vi è stato e vi è il confronto tra le esigenze brucianti dell’uomo e il perenne messaggio del Vangelo, là vi sono stati e vi sono i gesuiti'".

"Nel 1814, al momento della ricostituzione, i gesuiti erano un piccolo gregge, una 'minima Compagnia', che però si sapeva investito, dopo la prova della croce, della grande missione di portare la luce del Vangelo fino ai confini della terra. Così dobbiamo sentirci noi oggi, dunque: in uscita, in missione. L’identità del gesuita è quella di un uomo che adora Dio solo e ama e serve i suoi fratelli, mostrando attraverso l’esempio non solo in che cosa crede, ma anche in che cosa spera e chi è Colui nel quale ha posto la sua fiducia".

Lettera del Papa Beatificazione Prelato Opus Dei Álvaro del Portillo: Nella semplicità e nella quotidianità della nostra vita possiamo trovare un cammino sicuro di santità

Città del Vaticano, 27 settembre 2014 (VIS). È stata pubblicata oggi la Lettera del Papa a S.E. Monsignor Javier Echevarría Rodríguez, Prelato dell’Opus Dei, in occasione della beatificazione di Monsignor Álvaro del Portillo (1914-1994), primo successore di Josemaría Escrivá de Balaguer alla guida dell'Opera. La Cerimonia di beatificazione si è svolta questa mattina a Madrid ed è stata presieduta del Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Cardinale Angelo Amato, S.D.B. La Lettera del Santo Padre porta la data del 26 giugno, Festa di San Josemaría Escrivá.

"Mi piace ricordare - scrive il Papa - la giaculatoria che il servo di Dio era solito ripetere, specialmente nelle feste e negli anniversari personali: 'grazie, perdono, aiutami di più!'. Sono parole che ci avvicinano alla realtà della sua vita interiore e del suo rapporto con il Signore e che possono, inoltre, aiutarci a dare nuovo slancio alla nostra vita cristiana".

"Anzitutto, grazie. È la reazione immediata e spontanea che prova l'anima dinanzi alla bontà di Dio. (...) Egli ci precede sempre. Per quanto ci sforziamo, il suo amore giunge sempre prima, ci tocca e ci accarezza per primo, è primo sempre. Álvaro del Portillo era consapevole dei tanti doni che Dio gli aveva concesso e lo ringraziava per quella dimostrazione di amore paterno. Però, non si fermò lì; il riconoscimento dell'amore del Signore risvegliò nel suo cuore desideri di seguirlo con maggiore dedizione e generosità e di vivere una vita di umile servizio agli altri. Era notorio il suo amore per la Chiesa, sposa di Cristo, che servì con un cuore spoglio di interessi mondani, alieno alla discordia, accogliente con tutti e sempre alla ricerca del buono negli altri, di ciò che unisce, che edifica".

"Perdono. Confessava spesso di vedersi davanti a Dio con le mani vuote, incapace di rispondere a tanta generosità. Peraltro, la confessione della povertà umana non è frutto della disperazione, ma di un fiducioso abbandono in Dio che è Padre. È aprirsi alla sua misericordia, al suo amore (...). Un amore che non umilia, non fa sprofondare nell'abisso della colpa", ma "ci solleva dalla nostra prostrazione e ci fa camminare con più decisione e allegria. Il servo di Dio Álvaro conosceva bene il bisogno che abbiamo della misericordia divina e spese molte energie per incoraggiare le persone con cui entrava in contatto ad accostarsi al sacramento della confessione, sacramento della gioia".

"Aiutami di più. Sì, il Signore non ci abbandona mai (...). La sua grazia non ci verrà a mancare e con il suo aiuto possiamo portare il suo nome in tutto il mondo. Nel cuore del nuovo beato pulsava l'anelito di portare la Buona Novella a tutti i cuori. Percorse così molti Paesi dando impulso a progetti di evangelizzazione, senza preoccuparsi delle difficoltà, spronato dal suo amore a Dio e ai fratelli. (...) La prima condizione per annunciare loro Cristo è amarli, perché Cristo li ama già prima. Dobbiamo uscire dai nostri egoismi e dai nostri comodi e andare incontro ai nostri fratelli. Lì ci attende il Signore. Non possiamo tenere la fede per noi stessi, è un dono che abbiamo ricevuto per donarlo e condividerlo con gli altri".

"Il beato Álvaro del Portillo ci invia un messaggio molto chiaro, ci dice di fidarci del Signore, che egli è il nostro fratello, il nostro amico che non ci defrauda mai e che sta sempre al nostro fianco. Ci incoraggia a non temere di andare controcorrente e di soffrire per l'annuncio del Vangelo. Ci insegna infine che nella semplicità e nella quotidianità della nostra vita possiamo trovare un cammino sicuro di santità".

L'incontro con Gesù nell'Eucaristia fonte di speranza per il mondo

Città del Vaticano, 27 settembre 2014 (VIS). "L’Eucaristia tiene il posto centrale nella Chiesa perché è essa a 'fare la Chiesa'. Come afferma il Concilio Vaticano II, (...) essa è (...) sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità'", ha detto il Papa ricevendo questa mattina i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

Il tema del prossimo Congresso “Cristo in voi, speranza della gloria” "pone in piena luce - ha affermato il Pontefice - il legame tra l’Eucaristia, la missione e la speranza cristiana. Oggi vi è una carenza di speranza nel mondo, per questo l’umanità ha bisogno di ascoltare il messaggio della nostra speranza in Gesù Cristo. La Chiesa proclama questo messaggio con ardore rinnovato, utilizzando nuovi metodi e nuove espressioni. Con lo spirito della 'nuova evangelizzazione', la Chiesa porta questo messaggio a tutti e, in modo speciale, a coloro che, pur essendo battezzati, si sono allontanati dalla Chiesa e vivono senza fare riferimento alla vita cristiana".

"L’incontro con Gesù nell’Eucaristia sarà fonte di speranza per il mondo se, trasformati per la potenza dello Spirito Santo ad immagine di colui che incontriamo, accoglieremo la missione di trasformare il mondo donando la pienezza di vita che noi stessi abbiamo ricevuto e sperimentato, portando speranza, perdono, guarigione e amore a quanti ne hanno bisogno, in particolare i poveri, i diseredati e gli oppressi, condividendone la vita e le aspirazioni e camminando con loro alla ricerca di un’autentica vita umana in Cristo Gesù", ha concluso Papa Francesco, invocando la protezione della Vergine Maria sul 51° Congresso Eucaristico Internazionale, in programma a Cebu (Filippine), dal 25 al 31 gennaio 2016.

"Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore"

Città del Vaticano, 29 settembre 2014 (VIS). Il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, in una Nota pubblicata questa mattina, annunciando il Tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: "Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell'incontro nella gratuità dell'amore", precisa che il tema di quest'anno "si pone in continuità con quello dello scorso anno e, allo stesso tempo, va contestualizzato con quello che sarà il tema centrale dei prossimi due Sinodi: la famiglia".

La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II, viene celebrata in molti paesi, su raccomandazione dei vescovi del mondo, la Domenica che precede la Pentecoste (nel 2015, il 17 maggio). Il Messaggio del Santo Padre per tale Giornata Mondiale viene tradizionalmente pubblicato in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio).

"La cronaca quotidiana - si legge nella Nota - ci racconta anche la fatica della famiglia. Il cambiamento culturale molte volte non aiuta a far comprendere quanto la famiglia sia un bene".

La Nota, citando le parole di Giovanni Paolo II, nella "Familiaris Consortio", prosegue: “'Le relazioni tra i membri della comunità familiare sono ispirate e guidate dalla legge della 'gratuità' che, rispettando e favorendo in tutti e in ciascuno la dignità personale come unico titolo di valore, diventa accoglienza cordiale, incontro e dialogo, disponibilità disinteressata, servizio generoso, solidarietà profonda'".

"Come dire allora oggi, all’uomo ferito e deluso, che l’amore fra un uomo e una donna è una cosa molto buona? Come far sperimentare ai figli che sono il dono più prezioso? Come riscaldare il cuore della società ferita e provata per le tante delusioni d’amore e dir loro: forza, ricominciamo? Come raccontare che la famiglia è il primo e significativo ambiente in cui si sperimenta la bellezza della vita, la gioia dell’amore, la gratuità del dono, la consolazione del perdono offerto e ricevuto, e dove si inizia ad incontrare l’altro".

"La Chiesa oggi deve nuovamente imparare a raccontare quanto la famiglia sia un dono grande, buono e bello. È chiamata a trovare il modo per dire che la gratuità dell’amore, che si offrono gli sposi, avvicina tutti gli uomini a Dio ed è compito esaltante. Perché? Perché porta a guardare la realtà vera dell’uomo e apre le porte al futuro, alla vita".

Udienze

Città del Vaticano, 29 settembre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Marcelo Julio Martin, ex Console onorario della Confederazione Elvetica a Rosario, con la Famiglia.

- L'Onorevole Stephan Weil, Ministro Presidente del Land Bassa Sassonia, e Seguito.

Sabato 27 settembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Christophe Pierre, Nunzio Apostolico in Messico.

- L'Arcivescovo Giuseppe Pinto, Nunzio Apostolico nelle Filippine.

- L'Arcivescovo Francisco Montecillo Padilla, Nunzio Apostolico in Tanzania.

Altri atti pontifici

Città del Vaticano, 27 settembre 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Salvatore Angerami, Vescovo Ausiliare di Napoli (superficie: 274; popolazione: 1.744.000; cattolici: 1.715.000; sacerdoti: 1.053; religiosi: 3.413; diaconi permanenti: 292), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Napoli (Italia), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1996 al 2003 è stato Animatore del Seminario Maggiore Arcivescovile di Napoli; dal 2003 al 2005 Vicario parrocchiale di San Gennaro al Vomero; dal 2005 al 2014 Parroco di San Gennaro al Vomero; dal 2012 al 2014 Delegato arcivescovile per l’Edilizia di Culto; dal 1997 al 2003 Collaboratore della Parrocchia Beata Vergine di Lourdes e Santa Bernardetta; dal 2004 al 2009 Confessore Ordinario del Seminario Maggiore Arcivescovile;dal 2005 al 2008 Padre spirituale della Comunità Propedeutica del Seminario Maggiore Arcivescovile e Decano dell’ex 7° Decanato; dal 2011 al 2014 Membro del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici e dal 2012 al 2014 Membro della Commissione di Arte Sacra. Nel luglio scorso, il Cardinale Arcivescovo lo ha nominato Rettore del Seminario Arcivescovile di Napoli.

venerdì 26 settembre 2014

Udienza partecipanti Assemblea Generale Movimento dei Focolari

Città del Vaticano, 26 settembre 2014 (VIS). Contemplare, uscire, fare scuola: sono le tre parole che questa mattina Papa Francesco ha consegnato ai membri del Movimento dei Focolari, che ha ricevuto in udienza in occasione dell'Assemblea Generale, in corso in questi giorni a Roma

"L’Opera di Maria - nota a tutti col nome di Movimento dei Focolari - è nata nel seno della Chiesa Cattolica da un piccolo seme, che nel corso degli anni - ha ricordato il Santo Padre - ha dato vita a un albero che ora distende i suoi rami in tutte le espressioni della famiglia cristiana e anche tra membri delle diverse religioni e tra molti che coltivano la giustizia e la solidarietà insieme alla ricerca della verità".

Ricordando con grande affetto e riconoscenza Chiara Lubich, Fondatrice e prima Presidente dei Focolari, il Santo Padre ha affermato: "Fedele al carisma da cui è nato e a cui si alimenta, il Movimento dei Focolari si trova oggi di fronte allo stesso compito che attende tutta la Chiesa: offrire, con responsabilità e creatività, il suo peculiare contributo a questa nuova stagione dell’evangelizzazione. E in questo contesto vorrei consegnare tre parole (...): contemplare, uscire, fare scuola".

"Innanzitutto, contemplare. (...) Per realizzare questo è necessario allargare la propria interiorità sulla misura di Gesù e del dono del suo Spirito, fare della contemplazione la condizione indispensabile per una presenza solidale e un’azione efficace, veramente libera e pura. (...) Contemplare significa inoltre vivere nella compagnia con i fratelli e le sorelle, spezzare con loro il Pane della comunione e della fraternità, varcare insieme la porta che ci introduce nel seno del Padre, perché 'la contemplazione che lascia fuori gli altri è un inganno. È narcisismo".

"La seconda parola (...) è uscire. Uscire come Gesù è uscito dal seno del Padre per annunciare la parola dell’amore a tutti, fino a donare tutto sé stesso sul legno della croce. Dobbiamo imparare da Lui, da Gesù, 'questa dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé, del camminare e seminare sempre di nuovo, sempre oltre'. (...) Non possiamo accontentarci di mezze misure, non possiamo indugiare, ma piuttosto, con l’aiuto di Dio, puntare in alto e allargare lo sguardo! E per far questo dobbiamo uscire con coraggio 'verso di Lui fuori dall’accampamento, portando il suo disonore'. Egli ci aspetta nelle prove e nei gemiti dei nostri fratelli, nelle piaghe della società e negli interrogativi della cultura del nostro tempo. Fa male al cuore quando, davanti a una chiesa, a una umanità con tante ferite, ferite morali, ferite esistenziali, ferite di guerra, che sentiamo tutti i giorni, vedere come i cristiani incominciano a fare 'bizantinismi' filosofici, teologici, spirituali, ma serve invece una spiritualità dell’uscire. (...) Dobbiamo uscire! Perché (...) la Chiesa sembra un ospedale da campo. E quando si va in un ospedale da campo, il primo lavoro è curare le ferite, non fare il dosaggio del colesterolo… questo verrà dopo…".

"E infine la terza parola: fare scuola (...). Occorre formare, come esige il Vangelo, uomini e donne nuovi e a tal fine è necessaria una scuola di umanità sulla misura dell’umanità di Gesù. (...) Senza una adeguata opera di formazione delle nuove generazioni, è illusorio pensare di poter realizzare un progetto serio e duraturo a servizio di una nuova umanità".

"Chiara Lubich - ha concluso Papa Francesco - aveva a suo tempo coniato un’espressione che rimane di grande attualità: oggi - diceva - occorre formare 'uomini-mondo', uomini e donne con l’anima, il cuore, la mente di Gesù e per questo capaci di riconoscere e di interpretare i bisogni, le preoccupazioni e le speranze che albergano nel cuore di ogni uomo".

Calendario Celebrazioni presiedute dal Santo Padre Francesco ottobre 2014

Città del Vaticano, 26 settembre 2014 (VIS). Questa mattina l'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Francesco nel mese di ottobre:

Sabato 4: ore 18:00, in Piazza San Pietro, Veglia di preghiera in preparazione al Sinodo sulla famiglia.

Domenica 5: ore 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa per l'apertura del Sinodo straordinario sulla famiglia.

Domenica 12: ore 10:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa di ringraziamento per la canonizzazione equipollente dei due santi canadesi:
- Il Vescovo François de Montmorency-Laval, (Montigny-sur-Avre, Francia, 1623-1708).
- Marie de l'Incarnation (al secolo Marie Guyart), (Tours, Francia, 1599-1672).

Domenica 19: ore 10:30, in Piazza San Pietro, Santa Messa per la conclusione del Sinodo straordinario sulla famiglia e Beatificazione del Servo di Dio il Sommo Pontefice Paolo VI.

Lunedì 20: ore 10:00, nella Sala del Concistoro, Concistoro per alcune cause di Canonizzazione.
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